Il porto vecchio.

              LAMPEDUSA

       

...e chi l'avrebbe mai detto? Anche in Italia, terra dei Club Mediterranee, si può viaggiare tranquillamente da backpacker e senza pestare il naso contro le pareti di cemento colorate dei grandi albergoni o contro gli animatori dei villaggi turistici!                                                                         

A Lampedusa sono stata due volte, nel 1999 e nel 2001. Qualcosa in effetti comincia a cambiare, ma resta sempre bellissima!    

                               

    La baia presso l'Isola dei Conigli

L'Isola dei Conigli: ogni descrizione non renderebbe... Alle 20.00 si sfolla, per ridonare il silenzio a quelle ormai poche ardimentose Caretta Caretta che ancora trovano la forza di compiere il loro viaggio per deporre le uova. Queste tartarughe marine, depongono le uova proprio all'inizio della stagione estiva e dopo circa 2 mesi, nel pieno dell'estate, i piccoli, fuori dal nido, si dirigono verso il mare

        ..ma eccole, le Carettone, libere verso il mare dopo un periodo di riabilitazione

                              

Vi sono poi altre belle spiagge come Cala Croce, Cala Greca, a piedi, ovviamente.. Almeno noi, che non abbiamo noleggiato motorini e raggiungevamo le spiagge dall'interno. Se proprio, in autostop (non di pomeriggio, quando conviene già trovarsi in acqua!!)...: la temperatura si avvicina ai 50 gradi!! Attenzione però! L'ultima volta che ci sono stata, è spuntato un nuovo bar sopra Cala Croce e numerosi lettini a deturparne la spiaggia!                                                              

       

                       baia dei Conigli  (vedute)    

                           

         Ad Oriente, la costa declina gradualmente verso il mare e si scoprono meravigliose calette d'acqua cristallina.

                                 

ll lato Nord Ovest, offre stupende scogliere modellate dall'azione erosiva del vento, che scendono a picco sul mare ma....  cccceerto!  

Incredibile dejaVu!! La sensazione è stata quella di ritrovare con 20 gradi di più e cromatismi mutati, le Cliffs of Möher, massì, le scogliere della rovina, lassù in Irlanda!!  

 

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Agosto 1999

Partita con meno soldi (quasi impossibile!) e meno tempo del solito. Avevo vagheggiato di scoprire i profumi di Sicilia partendo dalle città, per poi raggiungere itinerari naturalistici un pò meno battuti, magari Capo Passero o l'oasi del Simeto... Dopo aver visto Taormina ed esserci quasi accecate, perse nelle nuvole di profumo e dopobarba dei turisti, io e Simo, rimandato il tour della Sicilia, abbiamo ripreso il treno per dirigerci verso l'Isola, sì, l'isola dell'isola, che a sua volta è parte della penisola. O questo è quello che pensavamo, guardando la cartina geografica... Fatto sta che Lampedusa è più vicina all'Africa che all'Italia e loro, i Lampedusani, quelle poche volte che si aprono al discorso, finiscono col considerare i visitatori tutti uguali, da qualunque parte essi provengano: Sicilia, Italia o Asia che sia, insomma, si informano su come vanno le cose... all' estero!

Note... nel viaggio

Abbiamo raggiunto l'isola col traghetto, da Porto Empedocle, vicino ad Agrigento: mentre Simo si era procurata una postazione all'interno, dove era riuscita a piazzare il sacco a pelo, io ho passato la notte fuori, avvolta nel sacco, col naso all'insù e ascoltando Gianna Nannini che cantava di "Notti senza cuore", di "Stellicidio" e della "Strada", tutti racconti, pura coincidenza, a tema.... Non lo sapevo, ma quella sarebbe stata la colonna sonora del mio viaggio, canzoni che ormai mi rimandano  a quella notte caldo umida... e, prima ancora, ai pomeriggi in treno, di passaggio per le terre aride, infinite, calde, delle campagne attorno ad Enna.

Ma se il viaggio vuole le sue note, la meta ne pretende altre: che piacere incredibile potere ricollegare la vita al campeggio, vera e propria veranda sulla natura (il camping La Roccia è uno stupendo dammuso con vista sul mare), le acque cristalline, i passaggi in autostop, alle note di Cesaria Evora, lei, regina di Cabo Verde, la voce dell'anima, che ho ritrovato laggiù: il sapore porto-africano delle sue canzoni aveva fino ad allora animato le sole pareti di casa mia... Le sue melodie creavano idealmente un ponte con Cabo Verde: terra d'Africa essa, terra d'Italia Lampedusa, terre del mare entrambe, terre di sodade, di nostalgia per un'atmosfera unica, che chi è costretto a partire per il continente, porta con sè, ovunque va. "El viento viene/ el viento se va/ por la frontera/ el hombre viene/ el hombre se va/ cuando volvera/ or la caretera": c'era anche lui, Manu Chao: le sue note aleggiavano per le vie del campeggio tra i profumi dei grill di chi era più organizzato di noi.

Agosto 2001

Di ritorno a Lampedusa! Questa volta è venuta anche Sara. Nonostante un po' di rammarico per qualche cambiamento in quel di Cala Croce (che sembra sempre più votata al turismo) l'Isola dei Conigli e l'atmosfera sono rimaste le stesse, una meraviglia!! Questa volta, siamo state anche fortunatissime ed abbiamo potuto assistere alla "rinascita" di una decina di Caretta Caretta (foto sopra): erano state curate per mesi, giunte ferite perchè impigliate nelle reti dei pescatori (per non pensare ad altro..) ed ora, dopo mesi di degenza ed un po' di.. stordimento iniziale, tornavano al mare!

Do not loose!

La ricciola! E' buonissima. Per tonni, ricciole e bottarghe, niente di meglio che la famiglia Famularo (anche per corrispondenza!).

Il cus cus di cernia, non del tutto Italia,non ancora Tunisia (bè, va detto, niente a che vedere col fantastico cus cus di San Vito Lo Capo, dalla Gna Sara eheh Provare per credere!!).

Le spugne: sono bellissime, non certo quelle asettiche, che si trovano nei supermercati, tirate a nuovo per i turisti, ma quelle grezze, scure, magari con qualche conchiglietta ancora incastrata.