FAVIGNANA
Agosto 2001
La farfalla sul mare. Così Salvatore Fiume chiamò Favignana per la sua forma curiosa: vi si trovano calette da sogno e facili approdi e sulla costa nord-orientale le scogliere di tufo contribuiscono a creare un paesaggio unico.
Favignana è stata davvero una meravigliosa sorpresa: mi aspettavo un'isola schiacciata dai tanti turisti e dal cemento ed invece, girandola in bicicletta, ho scoperto un'isola davvero ancora selvaggia, con spiagge caraibiche che si alternano ad impressionanti cave di tufo, una perla tra le perle di Sicilia.
Cala Rossa
Ecco cosa ci siamo ritrovate (foto sopra) quando, lasciate le biciclette, abbiamo guardato sotto...
Cala Rossa si trova nel versante nord-orientale e si presenta come un ampio anfiteatro roccioso che digrada dolcemente sul mare con una scogliera formata da cave di tufo. Sul lato piu' occidentale c'è un piccolo fazzoletto di spiaggia, mentre il resto della cala è contraddistinto da ampi scogli appiattiti.
Il mare è turchese, una enorme piscina d'acqua salata. Unico neo-personale: l'acqua è subito alta, l'ideale per i tuffi, non c'è una vera e propria spiaggia e per i nuotatori non-provetti come me.... ehm...
| A Cala Rossa i Romani combatterono e vinsero i Cartaginesi. Il suo nome trarrebbe infatti origine dal sangue fenicio versato proprio in questo mare. |
Il "paese"
La popolazione (circa 3500 abitanti) si raccoglie quasi interamente nell'omonimo centro di Favignana, sulla costa settentrionale. Le stradine sono pavimentate con le " balate ", rocce provenienti da Erice. Anche d'estate, quando il centro è iper-affollato, basta prendere una stradina interna e ci si ritrova immersi nel più profondo silenzio.
Di giorno il profumo di tonno è inebriante e gli assaggini si moltiplicano.
Le spiagge e i paesaggi
Percorrendo il perimetro dell'isola (la bici, pur se faticosa, è il mezzo ideale) si incontrano coste disseminate di calette, ingrottati e scogliere. L'acqua offre colori veramente stupendi.
Anche le calette con le placche rocciose (sotto) mi hanno invitata a "piazzare" la salvietta per goderne appieno le bellezze.
Suggestivo anche il paesaggio creato dalle cave di tufo. Il tufo favignanese, tagliato a blocchi o "cantuni" veniva esportato in tutta la Sicilia ed in nord Africa.
Mattanza e tonnare
Conservo ancora un foglietto di una tonnara di Favignana che dice: "dove il tonno è cultura .... una tradizione che il tempo non cambia...".
La mattanza (dallo spagnolo matar, uccidere, dal latino mactare, glorificare, immolare), è la fase finale della pesca del tonno. Si svolge tra fine aprile e metà giugno e costituisce, a tutt'oggi, un rituale popolare, una cerimonia intensa e crudele. Pur se la sua finalità diretta rimane la cattura dei tonni da vendere sul mercato essa, storicamente, riassume il valore dell'eterna lotta tra l'uomo e la natura (qui in forma di animale). Il rito, completo di canti propiziatori e scaramantici (le cialome), termina infatti con una cruenta lotta, quasi un corpo a corpo con questi enormi bestioni. L'esito è sempre certo e non è mai a favore del tonno..
I tonni arrivano in branchi in primavera e si incanalano in lunghi corridoi formati dalle reti, che percorrono in senso obbligato fino ad incontrare, da ultimo, una rete dalla maglia piu' fitta e spessa, la cd Camera della Morte. A questo punto il Rais ordina l'inizio della mattanza e l'uccisione dei tonni.
Il 4 Rose e Gianni Matto'
Abbiamo dormito al 4 Rose, un posto fantastico, a due passi dal centro: la sua particolarità, consiste nel fatto, che non si tratta di un campeggio vero e proprio, ma di un ristorante con bungalow, che consente, a sua discrezione di piazzare tende biposto (= meno caos) nel giardino. Ha un ristorante con cucina casalinga (cara) con una vista mare stupenda (ottima per le colazioni) e capita di essere invitati a bersi un bicchiere o a sentire le prove del gruppo “in” dell’isola, i componenti dei Ma Coccusonu. Tra le tele e la costante presenza di Gianni Mattò.

Il viaggio è parte di un lungo viaggio (il secondo) nella mia "terra amata", la Sicilia, iniziato con San Vito Lo Capo, dopo le Egadi proseguirà tra entroterra e isole.
Spostamenti: bici e traghetto (da Trapani)
Notti: il favoloso e surreale camping "Quattro Rose"