Viaggio nel DESERTO BIANCO e fra le OASI DEL NORD (Siwa e Baharia) in EGITTO (13.05 - 18-05.06)
di SOLANIA RIVA (riva.solania@tiscalinet.it)
13 maggio
Arrivo a IL Cairo e partenza immediata per Alexandria d' Egitto.
Il viaggio in pullman è lungo e un po' stancante, ma la voglia di incominciare il tour è davvero tanta, x cui , armati di pazienza e di impazienza arriviamo a destinazione nel tardo pomeriggio. Subito il primo giro della città è sufficiente per accrescere il nostro interesse e la nostra curiosità.
Alexandria prende il nome dal suo fondatore, Alexandros il Grande, nel 331 a. C. Alessandro il Macedone decide che l' Egitto doveva avere una nuova capitale che s'affacciasse sul Mediterraneo, allo scopo di collegare la sua conquista direttamente all' Europa tramite il mare.
Attualmente seconda città x importanza di tutto il paese, nonche' uno dei maggiori porti del Mediterraneo, è stata, per i successivi 300 anni dopo la fondazione, crocevia di tante culture, dalla Bretagna fino alla Cina che, nonostante il tempo, hanno lasciato le loro testimonianze in varie zone della città. Inoltre fino a pochi anni fa, vantava il maggior numero di coloni italiani presenti in tutto il territorio egizio.
14 maggio
Partiamo di buon mattino, in quanto le visite sono molte e il tempo decisamente poco.
La prima è al sito di KOM EL- SHUQAFA, tomba scoperta all'inizio del secolo scorso, gli scavi iniziarono nel 1892 grazie alla caduta di un asino in un pozzo o buca, dove sono stati rinvenuti un mucchio di cocci. Durante l'occupazione questa tomba è stata utilizzata per la sepoltura di molti funzionari. Il sito è un chiaro segno di unione tra cultura - religione egizia, mitologia greca e romana. Nella prima sala appaiono disegni o segni ellenistici misti a Disco Solare, con cobra e ORUS Dio Falco, tipici dell'era faraonica.
Nelle sale a seguire: MEDUSA - SERPENTONE, ANUBI Dio rappresentato sottoforma di sciacallo che appare agli uomini durante l'imbalsamazione.
La Dea ISIDE Vergine - Madre, sacra per l' antico Egitto.
Visita al sito LA COLONNA DI POMPEO di granito rosso, che con i suoi 30 m di altezza è la piu'alta di tutto l' Egitto. E' stata eretta come ringraziamento all' imperatore Diocleziano. "Sorvegliata" da alcune sfingi risalenti al periodo del regno egizio, prese direttamente dalla Valle del Nilo, e da uno scarabeo = HEBERI che rappresenta il Sole nascente.
RA = Sole raggiante
Atom= uomo con testa d' ariete che rappresenta il Sole che tramonta.
Visita al NATIONAL MUSEUM
BIBLIOTECA ALEXANDRINA.
Fondata nel 288 a .c. da Demetrio di Falera. Situata nella piazza della Cultura, che ospita, oltre alla biblioteca, il Palazzo del Congresso, il Planetario e l' Università. In mezzo alla piazza la statua di Alexandros il Grande. La biblioteca ricostruita di recente ha la forma di piatto solare tagliato a metà che sta ad indicare la rinascita della cultura. Il tetto è realizzato completamente con pannelli solari, a forma di occhio umano, che permettono alla luce di entrare, ma riparano dal calore dei raggi solari. Oggi patrimonio dell' UNESCO, molti paesi occidentali hanno donato fondi e contributo alla costruzione della biblioteca, che vanta circa 8 milioni di volumi. All'interno ospita anche gallerie per mostre, sale di ricerca, reperti archeologi, nonchè un centro culturale, internet e di studio dei più all'avanguardia.
Siamo quasi al termine della nostra prima giornata di visite culturali,.... purtroppo il tempo scorre veloce. La città si è rivelata molto affascinante, moderna, interessante e colorata.
Qualcuno dei compagni di viaggio chiede se non è possibile visitare la tomba di Alessandro il Grande. La nostra guida Osama spiega una volta per tutte che nella città non esiste nessun sito- tomba del Fondatore; morto nell' antica Babilonia - Iraq- nel lontano 323 a. c. il suo corpo fu riportato in Alexandria, adagiato in un sarcofago d'oro e sepolto qui. L' imperatore Augusto onorò la sua tomba e successivamente l' imperatore Caracalla; ma dopo di questo nessuno menzionò più della tomba, tant' è che oggi si pensa che le spoglie di Alessandro furono portate via in un posto più sicuro e segreto o che addirittura la sua tomba fu distrutta durante i tumulti del III e VI secolo.
15 maggio
Partenza verso l' oasi di Siwa costeggiando la strada costiera che porta a MARSA MATROUH, ma, prima, a soli 164 Km da Alexandria, ci fermiamo per visitare EL ALAMEIN, sito tristemente famoso per essere stato teatro di una cruente battaglia, dove migliaia di italiani e tedeschi morirono durante la seconda guerra Mondiale. La cittadina ospita tre cimiteri di guerra, quello italiano appunto, quello tedesco e quello inglese. Non posso non citare l'emozione toccante che Enzo (un nostro baldo compagno di viaggio ottantenne) suscita in noi durante il racconto dei suoi 6 anni vissuti qua come soldato. Forte è l' emozione, tanto che Enzo continua la visita del sito in solitudine, per riportare alla mente i tanti momenti vissuti in quegli anni, di dolore e atrocità. Emozioni e ricordi che l' hanno spinto ad intraprendere questo viaggio..., per poter rivedere, forse per l'ultima volta, la terra al quale lui ha regalato 6 anni della propria vita e tanti compagni.
Toccante anche notare il numero elevato di tombe dei nostri concittadini che, chiamati alle armi, non hanno esitato a mostrare il loro valore e onore.
Arriviamo a MARSA MATROUH per pranzo in un ristorantino davvero molto carino in riva al mare,...il pasto in sè non è niente male, ma la vista oltre la vetrata del locale è fantastica. Non pensavo che il mare Mediterraneo fosse così bello, acque limpide, trasparenti e di un azzurro che t'incanta. Oggi MARSA MATROUH è una ridente cittadina balneare, con belle spiagge bianche e vie centrali molto vivaci e ricche di divertimento, che si animano da maggio a fine ottobre, non a caso, è diventata un centro molto importante per il turismo locale, grazie ai prezzi più abbordabili rispetto al Mar Rosso, meta preferita dagli stranieri.
Continuiamo il nostro tragitto con direzione Oasi di Siwa - nella parte occidentale del paese-.
Man mano che percorriamo km di asfalto, l' asfalto diminuisce sempre più, lasciando spazio ad una pista sempre più impraticabile per il nostro autobus. Fra poche ore lo saluteremo e daremo il benvenuto alle ns jeep, che ci accompagneranno durante tutto il resto del circuito. Il paesaggio diventa ogni metro sempre + arido e affascinante, incontriamo anche una mandria di dromedari al pascolo, con cuccioli al seguito. I colori cambiano di continuo e l' adrenalina sale.
Finalmente poco prima del tramonto giungiamo a destinazione, il ns hotel, l' edificio è una costruzione tipica, che si mimetizza benissimo con l' ambiente circostante, tanto che fino davanti alla porta di ingresso non riusciamo a capire dove è ubicato.
L'accoglienza è calorosa e ben gradita, subito ci servono delle bevande fresche, menta è carcadè, tipiche del posto. L' hotel è veramente carino, piu' delle nostro aspettative, con vialetti di fiori dai mille colori e curatissimi, vasi di terracotta,e c'è pure una tenda che funge da salotto per allietare le serate con musica, danze e perchè no, anche una bella fumata di sciscia. Ma la cosa che subito ci attrae e ci cattura è una vasca di acque termali sorgenti.
Non ci facciamo di certo ripetere due volte l'invito dal direttore dell' hotel a fare un bagnetto rinfrescante,...in men che non si dica, io, Silvia, Nico, Claudio e Luisa siamo immersi.
FIGATA!! *^_^*
16 maggio
Partiamo di buon' ora, in quanto il programma è intenso, e poi mica siamo venuti qua per dormire!!!...Subito facciamo un giro orientativo dell' Oasi, mentre Osama ci spiega orientativamente la sua storia. Dista 550 km da Il Cairo, è immersa nel Deserto Occidentale, quasi a confine con la Libia, ricca di frutti e di verde, conta oltre 250 mila palme, 1000 sorgenti naturali, nonchè importanti siti archeologici, quali il Tempio del Dio Amon e la montagna dei morti. Situata in una posizione strategica, in quanto punto di sosta delle carovane che nell' antichità attraversavano il deserto. Circondata da una natura impenetrabile, dal deserto ai margini e da dune di sabbia.
La sua popolazione è di origine berbera che parla il dialetto Siwi, gli abitanti sono molto conservatori, più ristretti rispetto agli altri egiziani. Notiamo subito che la vita si svolge e procede in un' unica via centrale adiacente alla parte vecchia della città, chiamata SHALI, dove non è difficile incrociare molte donne avvolte dal milaya, scialle tipico rigorosamente scuro, che le copre dalla testa ai piedi comprese le mani, che si accingono, accompagnate sempre dai mariti o da qualche uomo della famiglia al mercato. Nonostante le foto alle donne non siano ben viste e permesse, riesco comunque a scattarne un sacco, e la cosa mi rallegra molto.
Il mezzo di trasporto tipico è il carretto trainato dagli asinelli, li vedi ovunque. Nonostante negli ultimi 10 anni l'oasi è stata raggiunta da una strada asfaltata che la collega alla costa, e i numerosi progetti in corso per la costruzione di un aeroporto e di hotel x il turismo in aumento, Siwa non ha perso la sua bellezza originaria e x il momento queste modernizzazioni non hanno ancora intaccato il suo splendore, con i suoi ricchi palmeti da datteri e da frutta.
Nella piazza del mercato si apre la parte vecchia della città, SHALI, circondata dalle sue antiche mura, erette a protezione dagli attacchi dei beduini. Originariamente le costruzioni erano fatte con mattoni di fango, oggi le case vengono costruite con cemento, ricoperte da argilla mista a fango. Attualmente la popolazione conta 15.000 persone che si trova al di fuori di SHALI, disabitata a partire dal 1900 dopo l'ultima inondazione.
La popolazione di SHALI era costituita da famiglie benestanti, i giovani più robusti non avevano il permesso di sposarsi. Oggi i matrimoni sono decisi dai genitori, la madre del futuro sposo si reca dalla madre della sposa ad accordarsi x l' unione. I festeggiamenti durano una settimana, dove si brinda con la grappa da dattero. Dopo il matrimonio, la moglie è costretta a portare il milaya.
Nei dintorni di Siwa visitiamo la montagna dei morti - GEBL AL MAWTA - dove si trova una necropoli di età romana. Interessante vedere le tombe scavate nella roccia, ricche di rappresentazioni, che col passare dei secoli hanno mantenuto la loro integrità e i loro colori.
Nell' antichità la Tomba era la casa dell' eternità o dimora eterna. Le rappresentazioni sono numerose e varie, da ORUS - FIGLIO DI ISIDE- nato senza peccato- , ai VASI CANUBI - per conservare le viscere del defunto.
Fiori di Loto che rappresentano il basso Egitto.
Pianta del Papiro che rapp l' Alto.
La CHIAVE della vita.
Immagini di : IBIS = DIO TOT, Strumenti musicali, DIO ANUT a simboleggiare il Cielo...
Passiamo poi al Tempio dell' oracolo del Dio Amon, posto in alto ad una torretta, restaurata negli anni '70, dove Alexandros è stato innalzato a divinità, ed ha avuto la conferma della propria natura divina, ossia figlio di Ammone.
La giornata volge al termine con un bagno in una sorgente termale, e con la visita della sorgente di Fitna, del palmeto, del lago, e direttamente a piedi nudi sulle dune di sabbia dove ammiriamo il tramonto.
17 maggio
Giornata di spostamento,...con destinazione Oasi di BAHARIA, costeggiando il GRANDE MARE DI SABBIA. Trascorriamo l'intero dì girovagando nel deserto, tra dune di sabbia, piste, canyon, pareti rocciose altissime, colori fantastici e panorami .
il tutto avvolto da un cielo d' un azzurro intenso.
Il tempo scorre velocemente talmente siamo affascinati dal paesaggio circostante. Ci fermiamo più volte per un te nel deserto, e facciamo anche pranzo al sacco all' ombra e ai piedi di una parete rocciosa altissima. Arriviamo all'oasi e all' hotel quasi dispiaciuti, tristi perchè il paesaggio colto dai nostri occhi è ormai lontano, ma inconsapevoli di ciò che ci aspetta il mattino seguente.
OASI DI BAHARIA situata in mezzo al deserto occidentale, e a pochi metri sotto il livello del mare, è ricchissima anch'essa di sorgenti e di conseguenza di frutteti e palmeti verdissimi. Anche se non spicca per la bellezza come Siwa, Baharia è punto di partenza per le escursioni nel deserto Bianco, e centro importante x numerosi siti archeologici, fra cui la VALLE DELLE MUMMIE DORATE. Sito scoperto nel 1999 grazie alla caduta di un asino in una tomba. La particolarità di questa tomba è per il numero elevato di mummie presenti nella necropoli, si stima 10.000, attualmente ne sono state portate alla luce 105; il sito non è ancora aperto al pubblico. Tale scoperta avvenuta realmente nel 1996 ma tenuta segreta x i tre anni successivi, ha portato la scoperta anche di Baharia stessa, diventata tappa di passaggio da parte di molti turisti. L' oasi per la sua ubicazione è decisamente più conservatrice di Siwa, lo si nota dalle donne che indossano il loro scialle nero, ma di un nero corvino, e che al ns passaggio, infastidite girano la testa. Purtroppo non si riesce a fare nemmeno uno scatto. Osama ci raccomanda, in quanto qui le macchine fotografiche non sono affatto ben viste dai locali.
18 maggio
Sveglia ore 03.30 a.m. e partenza immediata per il Deserto BIANCO per assistere al sorgere del sole, situato a sud di Baharia e a Nord dell' Oasi di Farafra. Nessuno si immagina lo spettacolo che ci attende; se il dì prima il deserto occidentale ci ha affascinano, questo ci ha letteralmente travolti e catturati.
Esteso x 50 km di lunghezza e 20 di larghezza, il deserto presenta enormi formazioni rocciose scolpite dal vento, è composto prevalentemente da gesso, calcite e pietra calcarea.
I beduini lo chiamano Uadi Gazar, o Valle delle Carote, perchè certi speroni rocciosi assumono forme a punta simili appunto a carote. Ma non solo, qui il tempo e l'erosione provocata dal vento si è divertita a dare alle rocce le forme + strane e simpatiche, funghi, facce umane, cammelli e chi più ne ha più ne metta; la fantasia corre veloce, e anche le foto. Anche i colori appaiono + belli del solito, allo spuntar del sole si passa dal verde acqua al rosa chiaro.
La mattina passa veloce come la luce, e davvero con grande tristezza, iniziamo il nostro viaggio di rientro, che ci porterà entro sera a Il Cairo. Purtroppo questa è la nostra ultima notte in terra egiziana; l' indomani abbiamo il volo che ci catapulterà tutti nelle nostre vite stressanti di ogni giorni, non prima però di aver fatto un giro per il grande Bazar di Il Cairo, dove ci diamo alle spese pazze. Qualcuno fa affari e altri fregature, però la cosa ci diverte comunque tanto e ci spiace che il tempo a disposizione è veramente poco. Un ultimo saluto a Osama che gentilmente ci offre uno spuntino tipico egiziano, tea alla menta con polpette di fave, attese sin dai primi giorni, quando Osama ce ne ha spiegato la preparazione,
purtroppo però l' ora è giunta, baci, abbracci, saluti e ...... la vacanza è davvero finita!!
- impostazione pagina e fatica al pc.... di Susy -