ISOLE CICLADI MINORI

      agosto 1998

        

     Lasciate la terraferma e la Grecia Classica..

Un pezzo di Caraibi nel Mediterraneo!

           

O almeno questo è quello che abbiamo trovato quando siamo approdate, ormai 8 anni fa, nelle Cicladi Minori presenti, allora, soltanto sulla cartina geografica, assolutamente sconosciute a qualsiasi catalogo turistico. Ora forse ha anche un sito Internet.

Non paghe di ciò avevamo deciso di fermarci sulla piu’ spartana di tutte, Dounussa....

Lasciata dunque Paros, eccoci imbarcate con un notturno diretto a Santorini. Avevamo sentito dire (o meglio, IO avevo sentito dire, e di ciò avevo convinto anche Simo..), che, scese su queste isole, avremmo trovato sicuramente qualche pescatore ad attendere i pochi turisti, pronto ad offrirci il pernottamento.

                          

Già, proprio così…. Alle 3 di notte, tutti a dormire  diretti a Santorini, scendiamo in pochissimi sull’ isola di Dounussa. Già si intravedeva nel buio pesto qualche persona con l’aria “di attesa”. Ma c’era qualcosa di strano.. Appena scendiamo ci rendiamo conto che chi era sceso abitava li e gli altri erano i parenti ad aspettarli!!

Fatto sta che, andati tutti, rimane un ragazzo con una birra in mano: niente spiagge in vista, chiediamo dove dormire, MOLTO TITUBANTE, ci dice di seguirlo preoccupato perché occorrono pile e la discesa con gli zaini è molto pericolosa, mahhhhh

La mattina seguente ci svegliamo in spiaggia, siamo in una baia circondata da rocce enormi: ci rendiamo conto di essere state miracolate a scendere di notte, ma ohhh, saremo in 20 in tutto a dormire in spiaggia, ma.... sono TUTTI NUDI!!

Sarebbe stato bello restare li, ma eravamo ustionate ed avevamo bisogno di un'isola sì deserta, ok di nudisti e 70enni cannaioli, ma piatta, dato il nostro stato fisico (dovevamo ancora visitare le gole di Samarias e non potevamo schiattare prima!! eheh).

Si parte dunque per Koufonissi!!

                     

L'isola si gira comodamente a piedi (anche perchè l'uso di mezzi a motore è vietato) e le strade sono tutte sterrate!!

La chiamano.. l'"ultimo paradiso"... Chissà perchè???

Hora è l'unico centro abitato dell'isola. Quando siamo andate noi non c'era neppure un campeggio, ma solo una sorta di "campo" non ufficiale, con la solita atmosfera free e friendly che li contraddistingue.

Ci sono solo due negozietti, i cd pantopoli, in quanto, quello che si vuole comperare, dal cibo all'attrezzistica (chiamiamola cosi), la vendono in quei due micro-buchetti.

Non ricordo cosa mangiassimo, niente di eccezionale comunque. Una sera siamo andate alla Taverna di Capitan Nikolas, molto nota per la sua pasta con l'aragosta, i suoi mèzès e pesce fresco... Diciamo che hanno un buon pesce fresco, però in Grecia non sono mai riuscita a farmi quelle belle mangiate di pesce che in altri posti (Portogallo, Cuba, Messico, Sicilia,..) sarebbero diventate una costante.

Per niente convinte di lasciare "l'ultimo paradiso", dove l'uomo segue la natura ed i suoi ritmi in luogo di forzarla e calpestarla, abbiamo fatto anche una capatina sull' isola di Naxos (sotto), prima di imbarcarci per la Grecia.

Mi aspettavo un'isola affollata (tipo Paros e caotica). Sarò stata fortunata, o forse è davvero così, ma ho trovato la spiaggia dei miei sogni: lunghissima, selvaggia, solo qualche nudista qua e là ed un cane come "nuovo amico".

              

Dopo vari giorni di panciolle e racchettate, è ora di partire per Creta ed affrontare le gole di Samarias!!