Da i Riassunti storici dei Corpi e Comandi nella guerra 1915–18
Ministero delle Guerra - Ufficio Storico - Roma 1929

Battaglione VAL D'ADIGE
(256ª, 257ª e 258ª Compagnia)

ANNO 1915

Dislocato, dal 20 maggio, nella zona di Caprino Veronese (Spiazzi), allo scoppio delle ostilità si sposta a Novezzina ed a Cambrigar, nel settore Baldo - Lessini (V corpo d'armata), presidiando, nei giorni successivi, le località di Cavallo di Noveza, Artillon e Malga Spin.
La 258ª compagnia rimane ad Artillon, mentre le altre due occupano, il 4 giugno, la linea sud di C. Montagnola e Vignola provvedendo a lavori di rafforzamento ed inviando distaccamenti a protezione delle artiglierie sul Cornale.  Il 22 si spostano a Malga Pianetti e nello stesso giorno la 258', trasferitasi a sua volta a Malga Calanette, invia un plotone sul M. Altissimo, in rinforzo al  “Verona”.
Il 23 luglio la 256ª e la 257ª, si portano nei pressi di S.Valentino, vigilando la linea tra S. Giacomo e C. Scandre.
Durante i mesi di agosto e di settembre, vengono compiute ricognizioni ed appostamenti al Castello di Brentonico (q. 912), a Marini, a Doss Casina, a Doss del Remit, a Malga Campei, ed eseguiti lavori.
Il 25 settembre, il battaglione è incaricato della difesa della linea M. Campo S.  Valentino; la 258ª compagnia, ritirato il plotone dall'Altissimo, si porta a Malga Calanette, a Malga Campi e a M. Campo.
Durante l'azione svolta il 24 ottobre dal “Verona”, che occupa Doss del Remit e Doss Casina., il “ Val d'Adige ” si porta in riserva a M. Varagna; il 2 novembre disloca la 256ª a S. Valentino, la 257ª a Corona del Bes ed a Corna Piana, e la 258ª sul M. Altissimo.  Il 18 novembre al comandante del battaglione è affidato il comando tattico delle compagnie 56ª, 73ª e 92ª che presidiano le posizioni di Doss del Remit e di Doss Casina.

In seguito all'occupazione di Doss’Alto, effettuata il 15 dicembre dalla 256ª compaginia, le truppe del settore Altissimo assumono una nuova dislocazione.  Il “Val d'Adige” occupa q. 576, Doss'Alto, Scudelle, Loppio e S. Antonio rimanendovi tino al termine dell'anno.
Il 30 dicembre, la 256ª compagnia viene impegnata presso Malga Zurez, in rincalzo alla 58ª del “Verona” che, occupata una trincea avversaria, è violentemente contrattaccata.  La lotta dura accanita parecchie ore, fino a che la posizione essendo intenibile, viene ordinato il ripiegamento.

ANNO 1916

Durante la prima quindicina di gennaio viene ampliata la nostra sistemazione occupando stabilmente la cima del Carpeneda, la q. 403 a nord di Piandin, Casa Svizzera, le falde di q.703 e l'isolotto del lago di Loppio.
Di frequente pattuglie nemiche si spingono fin sotto le nostre difese accessorie, ma vengono sempre respinte dalla pronta reazione degli alpini.
Nulla di notevole avviene fino al 14 maggio, giorno in cui il “Val d'Adige”, sostituito dal “M. Baldo”, si riunisce a Brentonico.
Cominciata il 15 l'offensiva austriaca sugli altopiani, nella sera il battaglione viene avviato, per Pilcante, a Coni Zugna; all'alba del 16 prosegue per raggiungere le prime linee, in rinforzo ai riparti della brigata Taro, che, sotto la forte pressione avversaria, hanno dovuto ripiegare sulla linea Costa  Violina Zugna Torta.  Giunto a tarda sera a Malga Zugna, il “Val d'Adige” si porta in posizione à nord di Cisterna.
Il bombardamento nemico continua persistente.  Nella giornata del 17 le truppe di Zugna Torta resistono validamente agli attacchi, ma a sera sono obbligate a ripiegare sulle trincee tenuto dal battaglione, rinforzato da elementi del 114ª fanteria.
Sistemate le truppe sulla nuova linea, di resistenza, al “Val d'Adige”, con altri riparti, è affidata la difesa delle posizioni sui Dossi che, partendo dal bivio della strada imperiale mulattiera della valletta di Serravalle, degradano verso i Fortini.
Il battaglione resiste tenacemente, ai ripetuti attacchi nemici fino al 10 giungo, quando, cedute le Posizioni all'“Aosta”,s i trasferisce ad Ala.  Il 24, la 257ª e la 258ª accampano in val Ronchi.
Ultimati i preparativi per l'azione da svolgersi contro Zugna Torta, in concorso a quella iniziata in Vallarsa dalla 44ª. divisione il 30 il “Val d'Adige”, per passo Buole raggiunge Malga Zugna; il giorno seguente si avvicini alla prima linea.  Nella notte sul 2 luglio distacca al “Trincerone” (Cisterna) la 256ª compagnia che, però il 5 passa nelle posizioni che da Cisterna si stendono fino al Leno di Vallarsa, mentre il battaglione facente parte della colonna d'attacco, si sposta prima nelle vicinanze, della biforcazione della mulattiera Coni Zugna Serravalle, poi, il 6 a nord-ovest della teleferica di Malga Zugna.
L'azione però non ha luogo ed il “Val d'Adige” ritorna nelle trincee a nord di Cisterna, sostituendo I’“Aosta”.
Notevole l'attività svolta dal nemico; il 12 luglio ed il 10 agosto gli alpini respingono due violenti attacchi.
Il 21 agosto, il battaglione, cedute le posizioni al III/207° fanteria, accampa a nord della teleferica di Malga Zugna, il 23 per Marani raggiunge Fontechel e la Caserma austriaca di Brentonico, ove rimane fino al 14 settembre, svolgendo istruzioni varie ed impiegando i suoi riparti in lavori.
Il 15 settembre ritorna in linea nelle trincee del Castello di Tierno e di Visna.  Da Besagno, ove una compagnia rimane in riserva 5 vengono distaccati due plotoni alle falde di M. Giovo.  All'alba del 10 ottobre il plotone esploratori compie un'ardita ricognizione sul Tierno.
Destinato alla 44ª divisione, che svolge una azione offensiva in Vallarsa, il “Val d'Adige” nella notte sull'11 viene sostituito nelle posizioni dal III/114° fanteria e concentratosi ad Avio, prosegue il mattino dell'11, in ferrovia, alla volta di Schio, da dove in autocarri è trasportato a Piano (Vallarsa).
Assegnato al sottosettore Alpe Cosmagnon, nella notte del 13, sostituisce il II/79° fanteria sulle pendici del Rojte recentemente conquistate.
Nella notte sul 16 ripetuti attacchi nemici vengono respinti dalla tenace resistenza degli alpini.
Ripresa la nostra offensiva, la sera del 17, viene svolta una azione dimostrativa per coadiuvare quella delle truppe del settore Pasubio.
Nel pomeriggio del 18 ultimato il tiro delle nostre artiglierie, le fanterie si lanciano all'assalto e gli alpini, unitamente al I/85° fanteria, si avvicinano alle posizioni nemiche del Rojte, ma, violentemente battuti , sono obbligati a ripiegare.
Il 20 l'avanzata è ripresa, però la reazione avversaria non consente ulteriori progressi e pertanto il “Val d'Adige” viene sostituto nelle trincee e si porta prima a Malga Val di :Fieno, il giorno seguente a Camposilvano.
Dopo aver compiuto dal 27 ottobre al 1° novembre un nuovo turno in linea, ai “Panettoni” del Pasubio, il 2 viene trasportato in autocarri a Maglio di Caltrano, passando alla dipendenza della 20ª divisione (X corpo d'armata).
Nei giorni 15 e 21 novembre il battaglione distacca la 256ª compagnia a Bedini e Torre Alta, la 257ª a M.  Cengio e la 258ª in val di Raboleo, per lavori.
Il 21 dicembre la 256ª ritorna a Maglio.
Fino al termine dell'anno, i riparti rimangono nelle predette dislocazioni provvedendo a lavori di fortificazione ed a costruzione di baraccamenti.

ANNO 1917

Fino a tutto marzo il “Val d'Adige”, dislocato a Maglio, ha distaccate le dipendenti compagnie a M. Cengio, in val di Raboleo, a Malga di Barchetto, in val di Gievano per lavori vari.
Il 5 aprile si riunisce a Maglio per un breve periodo di riposo e di istruzioni che dura fino al giorno 15.
Il giorno seguente si trasferisce nel sottosettore Valli, disloccando le compagnie a Bedini, a Scalini , nelle valli Camugara e Orsa, a Forte Ratti ed a Tezze.  Il 1° maggio, la 256ª si porta in val di Valeza.  Gli alpini provvedono alla sistemazione delle posizioni e mantengono il contatto con il nemico a mezzo di pattuglie.
Sostituito il 13 maggio dal “ Val Leogra ”, il battaglione si riunisce a Maglio, ove permane fino al 26 maggio, svolgendo istruzioni varie. Il 27 raggiunge Arsiero ed il 28 rileva riparti bersaglieri nelle trincee della regione Caviogio (Cason Poteco, q. 1070, q. 1156, selletta di M. Cimone, q. 1056, versante destro di val di Valeza).  Il 6 giugno un plotone della 258ª è inviato a presidio del costone di Cason Brusà.
Il 27 luglio il “Val d'Adige” passa a far parte del 7° gruppo alpini (Il raggruppamento); il 9 agosto, sostituito in linea dal “Ceva”, si riunisce ad Arsiero per far ritorno agli accantonamenti di Maglio il giorno successivo.
Destinato al 10° gruppo alpini, che dove raggiungere l'altopiano della Bainsizza, ove è in corso la nostra offensiva, la sera del 23 agosto, parte in ferrovia alla volta i Cividale, il 24 prosegue per Sanguarzo.  Il giorno seguente è trasportato, in autocarri a Clodig, e per Kambresko, Ronzina, passate l'Isonzo sul, ponte di barche di Auzza, all'alba del 27 raggiunge il vallone di Ovsje e nel pomeriggio Bizjak.
Il gruppo, per la direttrice vallone di Ovsje - q. 774 - Vetrnik, deve attaccare il costone del Veliki Vrh.
Iniziata l'azione il 29, gli alpini del “Val d'Adige”, dopo ripetuti e sanguinosi attacchi, sono obbligati a sostare nelle prossimità delle posizioni di q. 774.  Un nuovo attacco viene sferrato il 30 col concorso di riparti del “Vicenza”, ma anche questa volta lo slancio dei nostri è arrestato dal fuoco incrociato di mitragliatrici e di artiglierie che non consente di raggiungere l'obiettivo.  Nella giornata del 31 il battaglione svolge un'azione dimostrativa in concorso alla brigata Pescara.
Sostituito dal “Vicenza”, nella notte del 1° settembre, si porta sul rovescio di q. 774, ove rimane fino al 15, impiegando i suoi riparti per la sistemazione a difesa delle nuove posizioni.
Il 16 accampa nel vallone di Ovsje, e dopo una permanenza di due giorni a Bodrez, il 23 ritorna nel vallone per ledere a lavori di rafforzamento delle posizioni del Veliki Vrh.
Il 22 ottobre, nell’imminenza dell'offensiva austro-tedesca, il “Val d'Adige” si trasferisce sulla destra dell'Isonzo, portandosi a Dugo, alla diretta dipendenza della 19ª divisione.
Nella notte sul 24 ha inizio il bombardamento nemico che continua persistente e violento.  Alle 13 il battaglione inizia la marcia per portarsi all'“Albero bello”, a difesa del caposaldo di Jeza, ove le truppe delle brigate Taro e Spezia sono impegnate sin dal mattino.  L'avanzata, micidiale per il violento tiro, oltremodo ostacolata, ma gli alpini, sebbene lentamente e malgrado le gravissime perdite, si avvicinano alla posizione, che però è già stata occupata dagli Austriaci.  La lotta si accende subito violenta e le compagnie, dopo aver resistito tenacemente fino a tarda sera, contendendo al nemico il possesso del M. Natpricciar, sono costrette a retrocedere.
Il battaglione, ridotto a soli 170 fucili, ripiega in due colonne per il vallone di Dugo e per il Molino di Ruchin riunendosi, poi, a Lombai, dove si riorganizza alla meglio.
Le truppe della 19ª divisione, brigata Taro e Spezia, che più tardi vengono sostituite da riparti della “Firenze” e delI’ “Elba”, occupano la linea M. Napour-Ruchin; gli alpini prendono posizione a nord est di Lombai.
La pressione nemica si fa sentire violenta, obbligando il battaglione a ripiegare sul M. Napour, ove una nuova resistenza viene opposta. Ma l'avversario, che ha già occupato Clodig avanzando Iungo la valle del Rieca si porta alle spalle del “Val d'Adige”, circondandolo.  Pochi alpini riescono, sostenendo una lotta accanita, a liberarsi dalla stretta e, raggiunto Sanguarzo, si uniscono alle salmerie.
I resti del battaglione, 6 ufficiali e circa 30 uomini, a tappe, passati il Tagliamento al ponte di Pinzano, si avviano verso la zona di radunata oltre Piave.  Il 4 novembre, a Spresiaino, si uniscono agli avanzi del 10° gruppo, con i quali continuano la marcia, giungendo il 10 novembre a Cervarese S. Croce.
Il gruppo è destinato alla dipendenza del comando truppe altopiani ed il “Val d'Adige”, il 16, accantona a Solagna, ove, ricostituitosi con i complementi, provvede a lavori vari.
Trasferitosi il 22 a VaIstagna, il 23 si porta allo sbarramento di S. Marino per poi raggiungere val Manara (Col Moschin), rimanendo in rincalzo delle truppe della 52ª divisione.
Nella notte sul 29, in previsione di un attacco nemico, accampa sul rovescio di Col della Berretta a disposizione della brigata Aosta; a sera, fa ritorno in val Manara per spostarsi il 1° dicembre, nel vallone retrostante Cà d'Anna.
il 5, per Oliero si porta a Valstagna da dove distacca la 258ª nelle trincee della chiesa di S. Francesco e di q. 634 alla dipendenza del 254° fanteria.  Il 7, con le compagnie 256ª e 257ª si trasferisce ai roccioni sottostanti il Cornone, provvedendo a lavori di rafforzamento.
Il 17, conquistata da un plotone dello “ Stelvio ” q. 1048 del Cornone, riparti del battaglione ne rinforzano l’occupazione.
All'alba del giorno successivo il nemico cerca di riprendere la posizione, ma il tentativo fallisce, causa l'attiva sorveglianza e la reazione dei nostri.  Altro tentativo viene sventato il giorno 19.  Il 23 il “ Val d'Adige ” riunisce le suo due compagnie a difesa della testata di val Vallicella, mentre la 258ª è sempre distaccata a S. Francesco.  Il 26, la 256ª ritorna sul Cornone.

ANNO 1918

Durante il mese di gennaio, mentre la 258ª compagnia rimane nelle trincee di S. Francesco, alla dipendenza del 9° gruppo (I° raggruppamento), la 256ª e la 257ª si alternano con riparti dello “Stelvio” nella difesa del “Cornone” e della testata della val Vallicella.
Il 28, la 258ª unicamente al “Sette Comuni” ed al “M. Berico”, prende parte all'azione per la conquista, della estremità meridionale dello sperone di Croce di S. Francesco.  Raggiunto con rapido balzo il suo obiettivo, l’altura dell'“abete isolato”, devo in seguito abbandonarlo a causa di un violento ritorno offensivo dell'avversario.
Conquistate nello stesso giorno le qq. 1109-1705 e le pendici del Sasso Rosso da riparti dello “Stelvio”, coadiuvati da nuclei del battaglione, il “Val d'Adige”, portatosi a presidio delle nuove trincee di q. 1109, resiste tenacemente ai reiterati contrattacchi nemici.
L'eroico contegno degli alpini è menzionato sul bollettino di guerra del Comando Supremo.
Il 30, il battaglione, con le compagnie 256ª e 257ª, lascia la linea e si sposta in val Vallicella, in riserva, il 3 febbraio, si trasferisce a C. Mattietti.
Durante l'attacco effettuato dagli Austriaci, che costringe i nostri a ripiegare sulla linea marginale di M. Cornone, le predette compagnie, nella notte sull'11, vengono fatte avvicinare alla prima linea, per poi, il giorno successivo, occupare le posizioni: pressi di q. 764 (con piccoli posti a q. 607), Col Ventiduore e testata di valle dell'Olier'
Il 15, la 258ª lascia le trincee di S. Francesco, il 16 raggiunge Solagna, il 17 Valrovina, il 20 S. Eusebio (Bassano), ove, nello stesso giorno, giunge il battaglione che il giorno precedente è stato sostituito in linea dal “Valtellina”.
Il 24 il “Val d'Adige ”, per Breganze, raggiunge Mirabella, nelle cui vicinanze il 10° gruppo raccoglie i suoi riparti per riordinarli.
Costituitosi il 1° marzo, il II raggruppamento, il gruppo passa a farne parte : ma, posto alla dipendenza tattica della 10ª divisione, si trasferisce in val Brenta; il battaglione, raggiunto il 3 Campese, vi permane fino al 25 marzo.
Dal 26 marzo al 3 giugno è a Polegge, Cà Mezzalunga e Contrada Mezza Strà; dal 3 al 6 Marchesane (Bassano); dal 15 al 17 a Fontanelle, ovunque intenti i riparti a completare la loro efficienza bellica. Iniziata l'offensiva austriaca, il 10° gruppo occupa la linea difensiva del Mussolente (nord est di Bassano), il battaglione accampa a Vallassina, in riserva.
Raggiunta il 4 Iuglio S. Caterina di Lusiana, il 7 per Osteria Puffele si porta a Sasso e distacca la 256ª, dalla testata di val Scura a q. 1108, la 257ª a Gianesoni e la 258ª da Cima Cischietto alla testata di valle Scausse.
Fino al 27 i riparti, alternandosi nel servizio di prima linea, svolgono un'attiva vigilanza a mezzo di pattuglie e migliorano la efficienza delle trincee.
Ritornato il gruppo a S. Caterina di Lusiana, il 28 il battaglione accampa a Cortesi.
Dopo un periodo di riposo, durante il quale i riparti compiono frequenti esercitazioni, il 10° gruppo, sempre alla dipendenza del II raggruppamento, entra in linea nel settore Echar  M.Melago - Col del Rosso).  Il “Val d'Adige”, nella notte sul 24 settembre, rileva il II/118 fanteria nelle posizioni di seconda linea di M. Melago (q. 1184 - “Ridotto Bertano ” [q. 1282]).
Sostituito dallo “Stelvio”, il 5 ottobre rientra negli accantonamenti di S. Caterina di Lusiana, per poi accampare il 9 a Contrada Palazzone, C. Viola e Contrada Caffarette (Bolzano Vicentino).
Dopo una breve permanenza, dal 17 al 23, nei pressi di Rosà, il 24, all'inizio dell'ultima vittoriosa offensiva, ammassandosi il raggruppamento nella zona Riese - Asolo, il “Val d'Adige” raggiunge Perer.
Il 30 il gruppo riceve ordine di passare il Piave al ponte di Vidor e seguendo gli altri riparti alpini, portarsi a Valdobbiadene; il battaglione per Maser e Cornuda si avvicina al fiume.  A sera, guadagnata la riva sinistra, raggiunge Villanova, il 31 Valdobbiadene e Casere Barbaria, il 1° novembre Col dei Piatti.  Mentre il 5° gruppo, passato il Piave al ponte di Busche si spinge fin all'altezza di Cesio Maggiore e di Villa Bruna, il 10° si avvicina al fiume, dislocando i suoi battaglioni a Lentiai e Ronchena.
Il 1° novembre il “Val d'Adige”, per il predetto ponte di Busche passa sulla riva destra, ove sosta, distaccando due compagnie a Pez ed a C. Col Fiorito; in dette località il 4 novembre è formato dall'armistizio.