..UN PO' DI STORIA...
SALSA
Sulle origini della Salsa si intrecciano diverse teorie che ipotizzano luoghi e tempi differenti per la nascita di questo stile musicale. Come tutti i generi musicali che hanno origini popolari è facile pensare che anche la Salsa derivi da altri ritmi e musiche nate spontaneamente e che nel tempo si sia trasformata per diventare quella che oggi conosciamo.La Salsa originale nasce sull’isola di Cuba agli inizi del ‘900. Deriva da altri ritmi, principalmente dal Son Cubano da cui inizia a differenziarsi in particolare per l’accelerazione del ritmo rispetto al ballo originario, di cui mantiene la caratteristica di ballo di corteggiamento.
Al Son originale si aggiungono influenze e figure di altri balli come il bolero, il cha cha cha, il mambo, il merengue dominicano, la cumbia colombiana fino a formare quella che diventerà l’origine della Salsa che oggi conosciamo.
. L’origine del nome Salsa non è definito, ma il significato della parola stessa nella lingua spagnola (lo stesso di quella italiana, comprese le derivazioni culinarie e non..) ci fa capire come questo ballo sia l’unione continua di ritmi e stili diversi, perfetta descrizione degli stili di corteggiamento di coppia sempre differenti tra loro
Attorno agli anni ‘40/’60 il centro di attenzione della Salsa si sposta dai Caraibi negli Stati Uniti, dove si incontrano gli emigranti provenienti Cuba, Portorico, dalla Colombia, da Panama. I diversi stili musicali ed i diversi tipi di Salsa generano in maniera spontanea il nuovo ritmo che si diffonde a partire dall’America e che negli anni ’70 ha il suo maggior successo.
A partire dagli USA questi ritmi tornano e si diffondono anche nelle terre di origine e nel mondo latino americano. Interpreti come Hector Lavoe, Celia Cruz, Tito Puente, Eddie Palmieri accompagnano il nuovo ritmo nel panorama internazionale, introducendo novità stilistiche come i primi strumenti elettronici affiancati alle guitar portoricane.
Quello che oggi è giunto fino a noi è la continua mescolanza di tutti questi elementi ed influssi, rielaborati nei vari momenti storici, nel pieno spirito della Salsa.

Bibliografia dalla Rete
Wikipedia Salsaverde.it Gabrylandia.com
BACHATA
Nasce a Santo Domingo nei primi anni del ‘900 nella parte più povera della popolazione. Era una danza liberatrice, ideata per spezzare i duri ritmi della vita quotidiana fatta di miseria e lavoro. I testi delle canzoni raccontavano storie vere vissute nei quartieri poveri e nelle zone rurali, e molte di queste storie avevano contenuti amorosi e romantici, spesso tristi. Per questo motivo la bachata era definita anche la “musica de amargue” (la musica dell’amarezza). Fin dalla sua nascita la bachata era considerata dalle persone ricche e dalle autorità come una danza proibita. Infatti durante il ballo il corpo della donna e dell’uomo rimanevano strettamente a contatto per tutta la durata del brano, salvo che per rarissime e momentanee eccezioni.Nella bachata delle origini non esistevano molte figure: si doveva restare abbracciati ed era questo che il ballo richiedeva. Per questo motivo questa danza era invisa alla borghesia ed era osteggiata dalle autorità. Eppure per molti decenni la bachata riuscì a sopravvivere nelle usanze e nelle abitudini del popolo soprattutto perché il ritmo romantico della musica ed il coinvolgimento che le figure di questa danza riuscivano a suscitare conquistavano le persone che vivevano nelle difficoltà . Il ritmo ed i suoni derivano da altri tipi di musica, principalmente dal bolero caraibico (bolero delle Antille) e dai suoi ritmi ballabili e col passare del tempo, unendo insieme musica, canto e ballo, si trasforma lentamente in un genere musicale definito ed autonomo. Infatti i primi esempi di bachata nascono spontaneamente dalle improvvisazioni di anonimi artisti che animano le feste popolari con i loro strumenti, in particolare chitarre, bongos, palytos y cucharas (bastoncini e cucchiai), e con le loro canzoni e balli. Sono questi gruppi, i “conjuntos de bachatas”, che sono all’origine di questo stile musicale.
La trasformazione di questa musica inizia a compiersi quando il genere musicale della bachata, partendo dalle zone rurali, arriva intorno agli anni ’60 nei centri abitati più grandi e quindi ha la possibilità di diffondersi e di migliorarsi.
Il rilancio in tempi recenti della bachata è dovuto alla intuizione di alcuni grandi artisti che contribuirono a riprendere e diffondere nel mondo questi ritmi negli anni Ottanta. Grande merito è riconosciuto a Juan Luis Guerra che con la sua Bachata Rosa seppe diffondere nei circuiti musicali internazionali i ritmi e le delicatissime melodie di questo genere musicale, facendole riscoprire a distanza di tanti anni dalla nascita di questo ritmo caraibico.
Il successo di “Obsesion” degli Aventura nel 2002/2003 ha fatto conoscere al grande pubblico europeo un nuovo modo di ascoltare musica ed ha suscitato nuova attenzione per questo tipo di danza e di canzoni.Insieme agli Aventura oggi i riferimenti musicali per la bachata sono quelli di Monchy&Alexandra, Toby Love (ex Aventura), Antony Santos e in tempi recentissimi i nuovi esperimenti musicali su questo genere di Jimmy Bauer e degli XTreme che recuperano in modo moderno i suoni delle chitarre che all’origine caratterizzavano la bachata.
Bibliografia dalla Rete
RUMBA
Per gli studiosi di storia della danza, il termine rumba indica qualcosa di più che un semplice ballo: identifica un genere musicale e coreico comprensivo di un insieme di balli. Nella lingua spagnola il verbo rumbear definisce un particolare modo di ballare, basato sui movimenti seducenti dei fianchi e del bacino. Il 'rumbeare' è tipico di molti balli caraibici e latino-americani, antichi e moderni.

La rumba nacque a Cuba, dopo l'abolizione della schiavitù (1878). Grandi masse di negri lasciarono i campi, dove non possedevano alcun bene, e si trasferirono nelle periferie delle città, per organizzare una nuova vita. Costruirono accampamenti precari e squallidi quartieri, dai quali partivano per svolgere i più umili lavori nei centri urbani. Per questa gente, povera ma libera, la musica e la danza diventarono ben presto un modo di essere e di vivere, un modo di esprimersi, sul piano religioso, sociale e affettivo. Gli ex-schiavi non possedevano strumenti musicali. Per la produzione dei ritmi usavano di tutto.maracas (zucche svuotate, con sassolini dentro),
marimba (rumba box: strumento di percussione),
claves (due bastoncini di legno percossi l'uno contro l'altro),
cassoni vuoti che fungevano da tamburi.

Quando mancava qualcuno di tali strumenti, la percussione era affidata a vari utensili e oggetti domestici quali bastoni, cucchiai, piatti di legno, ecc.
Sul piano coreico, il miscuglio delle figure inventate e mutuate da danze varie non fu inferiore a quello operato per gli 'strumenti' musicali. I danzatori innestarono elementi di balli africani su basi di habanera e su alcune figure di conga. Tendenzialmente preferivano i ritmi molto vivaci. Le parti cantate, improvvisate, avevano per oggetto la durezza e i sacrifici di una esistenza quantunque libera, perchè la povertà crea sempre un qualche tipo di schiavitù. Su basi musicali che si dispiegavano lungo un ventaglio ritmico molto ampio, dal lento al velocissimo, si alternavano tematiche di denuncia sociale legate alla quotidianità e problemi riguardanti l'amore, con le sue leggi eterne.
MERENGUE
La culla originale del Merengue è, come per la Bachata, la Repubblica Dominicana del primo ‘900. Si tratta di un ballo che risente sia delle influenze della vicina Haiti sia delle sonorità africane.Si pensa infatti che il Merengue derivi dai balli e dai movimenti portati dagli schiavi africani giunti sull’isola nei secoli precedenti.
Dato che gli schiavi erano legati alle caviglie, l’unico movimento per loro possibile era quello di spostare il peso da un piede all’altro,originando il passo base del Merengue con il tipico ritmo Un-Dos, Un-Dos, aggiungendo ad esso i movimenti delle spalle.L’origine del nome sembra sia legata ad un tipico dolce dominicano, ma anche in questo caso potrebbe trattarsi di ipotesi non reali.
Il Merengue nasce come ballo in tre forme diverse: ballo di gruppo, ballo di coppia e ballo individuale.
Come ballo di gruppo aveva funzione di corteggiamento. Infatti si ballava formando un cerchio di uomini e donne e a turno prendeva posto al centro una giovane donna in età da marito. Durante la musica il cerchio si muoveva seguendo il ritmo ed i vari maschi lanciavano alla ragazza il loro cappello. La donna decideva se raccogliere o meno il cappello che le veniva lanciato, accettando o meno la proposta dell’uomo.
Anche come ballo di coppia la principale funzione era il corteggiamento. In questo caso il ballo si svolgeva a contatto tra l’uomo e la donna, senza particolari figure codificate. Si trattava di una danza priva di vincoli e regole e lo svolgimento del ballo era affidato alla fantasia e all’istinto della coppia.
Come ballo individuale il Merengue simboleggiava la libertà. Era infatti il danzatore/danzatrice ad interpretare, a volte improvvisando, l’unico passo base della danza, scegliendo i movimenti secondo quanto suggerito dal ritmo e dalla sua fantasia.
Anche il Merengue, col passare del tempo ed aumentando la sua diffusione nel mondo, si è lentamente trasformato, accogliendo gli influssi degli altri balli e di altri generi musicali, a partire dalla Salsa, la Bachata, il Jazz, il R&B, il Samba.
Oggi il Merengue è ballato con figure coreografiche definite che ne hanno arricchito le possibilità, sono stati introdotti strumenti musicali moderni ed in qualche caso anche i ritmi sono stati rallentati per permettere di far crescere una venatura romantica e di approfondimento nei testi delle canzoni.
Il Merengue resta però il ballo ritmato per eccellenza, in grado di far muovere, in coppia, in gruppo oppure da solisti, la voglia di ballare che c’è in ognuno di noi