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| Impero del Male, accordi START, Impero del Bene |
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È scaduto due giorni fa il Trattato START per la riduzione delle armi strategiche, la prima versione del quale fu sottoscritta nel 1991 da Stati Uniti e Unione Sovietica su proposta di Gearge Bush padre. La scadenza di questo importante trattato non ha destato una grande attenzione, a parte qualche arido cenno delle agenzie di stampa e a parte un interessante articolo pubblicato da Liberal a firma del sempre attento Pierre Chiartano.
Gli accordi START furono il frutto del mancato rinnovo del SALT II da parte del presidente Ronald Reagan. E fu una fortuna questa intransigenza di Reagan perché il presidente, nel tentativo di porre un segno di discontinuità rispetto al passato e sorprendendo il mondo intero, decise che era giunto il momento di marciare decisamente sulla strada del disarmo nucleare.
Scrive John Lewis Gaddis, nel suo libro “La guerra fredda”, che Reagan «fu l’unico abolizionista nucleare mai salito alla presidenza degli Stati Uniti. Non ne fece mai un segreto, ma l’idea che un capo dell’esecutivo della destra repubblicana, anticomunista filo militarista, potesse essere anche un attivista nucleare sfidava così tanti stereotipi che quasi nessuno notò le ripetute promesse, come quella inserita nel discorso dell’“impero del male”, di “mantenere l’America forte e libera mentre negoziamo un’autentica e verificabile riduzione degli arsenali nucleari mondiali e un giorno, con l’aiuto di Dio, la loro totale eliminazione”.»
Come nota Pierre Chiartano nel suo articolo «dopo più di 20 anni, gli ispettori statunitensi hanno quasi tutti lasciato l’impianto d’assemblaggio dei missili strategici Topol-M e Bulava di Votkinsk, in Russia». È questa una considerazione che non ha bisogno di ulteriori commenti per far comprendere lo spessore epocale del processo di disarmo nucleare.
L’indimenticabile profezia che il grande Papa Paolo VI fece nel capodanno del 1973 sembra oggi a un passo dalla realizzazione; e l’occasione si presenta con il rinnovo di questo passo coraggioso che sono stati gli accordi START. Una profezia che vogliamo ricordare: «Il nostro annunzio è semplice come un assioma: la pace è possibile. Un coro di voci ci assale: lo sappiamo; anzi ci incalza e ci soffoca: non solo è possibile, è reale. La pace è già stabilita, ci si risponde. Portiamo ancora il lutto per le innumerevoli vittime delle guerre, che hanno insanguinato, ancor più che i secoli passati, questo secolo apice del progresso; ancora sono solcate sul volto della nostra generazione adulta le cicatrici orribili degli ultimi conflitti bellici e civili; e ancora le ultime piaghe rimaste aperte rinnovano nelle membra del popolo nuovo il brivido di spavento all’affacciarsi della sola ipotesi d’una guerra. La saggezza ha finalmente trionfato: le armi tacciono e si arrugginiscono nei depositi, come ormai inutili strumenti della demenza superata; istituzioni solenni e universali garantiscono a tutti l’incolumità e l’indipendenza, la vita internazionale è organizzata con documenti ormai indiscussi e con strumenti subito operanti per risolvere con le tavole del diritto e della giustizia ogni possibile controversia; il dialogo fra i popoli è quotidiano e leale; e per di più un tessuto formidabile di comuni interessi rende solidali i popoli fra di loro. La pace è ormai acquisita alla civiltà».
(Paolo Tritto – 7 dicembre 2009) | |
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