{TESTO}
Ciocche Resta - E'DiCola editore
Ciocche Resta
PRESENTAZIONE

…E' un popolo masochista quello chietino,che fa della sconfitta un'occasione di piacere. Sicché ne nasce una grande storia fitta di piccole storie. E' come se la vedessimo attraverso un prisma di cristallo, un caleidoscopio. In questo Miscia ci guazza e ci presenta il tutto in una prosa sincopata, ritmata come una pagina di musica jazz. Grandi nomi e grandi casate danzano vorticosamente con la minutaglia plebea e sfaccendata; è un quadro colorato degno della poetica cubista……E' bravo Paolo Miscia, è acuto e mordace, sa raccontare cose dolenti, ma nessuno piange;"

Prof. Camillo Gasbarri


"…un capoluogo ignorato da famiglie nobili decadute, da intellettuali inermi e borghesi reazionari, ceto medio o middle class, in perenne attesa che sul colle accada un evento nuovo, non importa se buono o cattivo, purché succeda, possibilmente tra il bar di Sigismondi e il Caffè Vittoria."

Paolo Miscia




INTERVISTA di ROBERTO DI MONTE (www.chietiscalo.it) a PAOLO MISCIA,
AUTORE DI "CIOCCHE RESTA" _E'dICOLA EDITRICE_
Perché questo titolo: Ciocche Resta?
Tutto sommato è nato casualmente da un errore di digitazione, ho le dita dislessiche, così mi capita spesso di premere tasti che non dovrei, ho una predilezione per la barra spaziatrice. Prima di correggerlo ho capito che era la solita mano del nano che vive nel mio cervello ad aver scelto il titolo e così è nato Ciocche Resta. Forse sarà per i quattro peli che mi sono rimasti in testa, tipo zerbino di cocco, o forse per gli spazi vuoti nella mia vita, ma il titolo mi sembrava anche un pizzico autobiografico.

E la copertina?
Ah, quella è una vera e propria opera d'arte di Gerardo Di Cola titolare di E'dicola, l'editore del libro. Cercavo qualcosa di inusuale che rispecchiasse anche il momento confusionario che regnava nella nostra città e l'inventiva e l'abilità di Gerardo hanno partorito la copertina. Sempre di Gerardo è stata l'idea di riempire qualche spazio vuoto con rielaborazioni di fotografie di Chieti, spesso inedite, che da sole valgono il prezzo del libro!

Anche per questo libro hai scelto di parlare con brevi racconti.
Sì, il racconto più o meno breve mi permette di saltare di palo in frasca (di cui sono campione mondiale) ma con un filo conduttore sempre ben definito.

La nostra Chieti?
Esatto, la mia amata Chieti e i suoi abitanti che sembrano odiarla!

Non sei stato indulgente con i tuoi concittadini!
Guarda, in ogni racconto del libro c'è una bacchettata sulle mani dei miei concittadini, qualcuna, ammetto, un po' dolorosa, ma non sopporto l'indolenza che ci ha sempre attanagliato, dimostriamo in ogni occasione un'irritante indifferenza verso la città che ci ospita. Snobbiamo la sua squadra di calcio ma ci accampiamo in massa nel teatro Marrucino, odiamo palesare le nostre passioni in città ma ci scateniamo in vacanza, rifuggiamo la politica salvo poi inginocchiarci ai suoi piedi. Il nostro sguardo è perennemente rivolto alla storia, all'indietro, manco avessimo tutti il torcicollo e non ci accorgiamo che davanti c'è un palo che ci aspetta! Voglio dire che tre cose non comprenderò mai nella vita: le donne, i pesci e il teatino!




Paolo Miscia
spazio ai pensieri in libertà
A volte la sera sono ispirato, scrivo qualcosa d'istinto, lo trovo strabiliante, non capisco come ho fatto, non capisco chi sta scrivendo al posto mio, vado a dormire soddisfatto, poi il giorno dopo rileggo il pensiero e mi sembra troppo intimo e mi chiedo perché sono stato così appassionato, non mi ci trovo e mi vergogno. Ho paura di aver scritto qualcosa di troppo profondo. Lo scoramento mi porta a credere che quel pensiero possa essere deriso, possa essere frainteso,mi sento nudo e lo cancello. Allora mi domando chi sono dei due, quello della sera o quello del mattino?
il primo libro: Novanta metri Quadrati
Novanta Metri Quadrati - edito da TracceDiverse
PRESENTAZIONE di NOVANTA METRI QUADRATI
Perché novanta metri quadrati? Perché le mie brevi storie e riflessioni le ho rubate all’uomo d’appartamento, le ho rubate alla nostra coscienza. Due camere, sala, servizi e trentacinque euro al mese di condominio. Alla soddisfazione di vivere in una gabbia di novanta metri quadrati, il nostro mondo che ci da sicurezza e conforto e ci toglie la voglia di capire l’altro mondo, quello che sta oltre il vaso di gerani fucsia. Siamo la maggior parte in questo paese, una maggioranza con voce soffocata, forse senza anima, siamo accarezzati tra le orecchie come cagnolini da accontentare, convinti da chi muove i fili che non abbiamo nulla da urlare alla storia, che va bene così, lontani dai nostri ideali e dai nostri sogni.
Lavoriamo tanto, ma con dovuto distacco e quando spegniamo l’abat-jour ci resta un peso sullo stomaco ma non riusciamo a dargli un nome, preferiamo accusare la cena a base di trippa. Barattiamo quotidianamente il nostro futuro e la nostra felicità in cambio di una tranquilla vita da impiegati o da operai perché ci teniamo scrupolosamente lontani sia da chi comanda e sia da chi soffre; lontani dalle emozioni forti, dalle scelte difficili, viviamo annusando il profumo dell’arrosto.
Il nostro supremo feticcio si chiama “LCD 32 pollici”. Esso ha riscritto le classi sociali, dividendo quelli che stanno dentro la tv, quelli che vivono davanti alla tv e quelli che pur vivendo davanti alla tv farebbero di tutto per passare dall’altra parte e preferiamo dimenticare la quarta categoria: quelli che non sanno neanche cosa sia la tv.

Chi scrive è rimasto suo malgrado imbrigliato in questa tela e cerca quotidianamente di dare un senso alla sua vita. In queste sette storie annuserete il soffritto di cipolla dell’ora di pranzo, vi sfilerete le scarpe, vi farò accomodare dentro le mie pantofole e vi rilasserete spalmati sul divano blu a tre posti al fianco di mia moglie e ipnotizzati da Maria De Filippi, mi farete compagnia al lavoro, non sono né avvocato, né imprenditore e né tantomeno cantante, soltanto impiegato, oppure operaio, forse come voi, sicuramente come milioni di italiani, verrete con me in vacanza, vi farò partecipi delle mie riflessioni come se fossero le vostre. Non vi prometto forti emozioni, non racconterò di eventi straordinari, non parlerò di violenza o droga, cercherò di presentarvi uno spaccato di quotidianità fatta di malinconia ma anche di ironia, forse rabbia ma tanta speranza, almeno… lo spero!


Paolo Miscia
VISITATORE:
LEGGILI!
li puoi trovare qui:
Libreria De Luca Chieti
RINGRAZIAMENTO A SORPRESA
Ringrazio una giurata del premio 2 Erre 2007 la signora Lucrezia Sciandrone che ha tanto apprezzato un mio scritto