Previsione Analisi Controllo del Rumore
Il livello sonoro viene misurato in decibel (dB). Il dB è definito su una scala logaritmica. La scelta di utilizzare un logaritmo per mascherare la vera misura di variazione di pressione sonora (misurata in Pascal secondo il SI) è dovuta al fatto che l'orecchio segue con buona fedeltà il logaritmo.
L'apparato uditivo dell'uomo riesce a percepire la variazione di pressione sonora in un intervallo compreso tra 20 a 200 milioni di Pascal. Lo stesso intervallo passa da 0 a 140 se lo si misura in dB. Questo è uno dei casi in cui se una grandezza tende ad avere variazione di parecchi zeri viene mascherata come decibel.
L'esposizione al rumore in un ambiente abitativo può provocare fastidio,
malessere o difficoltà ad effettuare le più comuni
attività umane. Normalmente il momento in cui si è maggiormente sensibili al
rumore è il momento del riposo. Probabilmente per motivi atavici la presenza
di rumore viene riconosciuta inconsciamente dall'uomo come un pericolo che
produce il risveglio dei sensi e l'impossibilità di riposare.
Il suono diventa fastidioso quando è forte, quando presenta delle frequenze elevate, quando è impulsivo, o si ripete ciclicamente nel tempo.
Effetti diretti: perdita della funzione uditiva.
Effetti indiretti: alterazioni del comportamento.
Trauma acustico cronico: esposizione ad un rumore di sufficiente
intensità per un numero sufficiente di occasioni o per una durata
non trascurabile.
Trauma acustico occasionale: circostanze occasionali
(infortunio, esplosioni, repentini cambiamenti di pressione in camere iperbariche, ecc…).
Origine: Relazione tra sistema nervoso centrale e segnale neuroacustico: Disturbi extra-uditivi; Reazioni di allarme;
Fenomeni di stress: effetti neurologici, alterazioni psico-comportamentali, disturbi dell’equilibrio e della vista, effetti sull’apparato cardiocircolatorio, effetti sull’apparato gastroenterico, effetti sulle ghiandole endocrine.
La sensibilità uditiva dipende dalla frequenza del suono. A parità di pressione sonora, il danno uditivo è maggiore se l’energia sonora è concentrata in corrispondenza di una sola frequenza (suono puro) piuttosto che distribuita su una banda di frequenze. Il danno aumenta con il tempo di esposizione e con la pressione sonora.