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| POROS e dintorni
Poros è un’incantevole isola che fa parte dell’arcipelago Saronico. Piccola, con i suoi 22 Kmq. di superficie, una lunghezza delle coste di circa 43 Km. e con una popolazione di 5.000 abitanti quasi tutti pescatori, è un’isola ricca di fascino e luogo ideale per vacanze tranquille e serene.
L’isola è tagliata da un canale che la divide in due parti: Kalavria (la parte più grande) e Spheria quasi tutta occupata dalla città di Poros.
E’ completamente verde con lussureggianti boschi di pini ed a completare la sua seduzione c’è il meraviglioso mare trasparente di colore smeraldo.
Dista da Atene (Pireo) 30 miglia mentre la distanza dalla costa del Peloponneso è di appena 400 metri. Ci si arriva in aereo con collegamenti plurigiornalieri da Roma e da Milano per Atene, quindi in aliscafo dal Pireo (Marina Zea). L’aliscafo “Flying dolphins” della Società Ceres impiega 1 ora a percorrere il tragitto.
Qualora si scelga il viaggio in nave vi sono collegamenti plurigiornalieri da Bari e da Brindisi per Patrasso, quindi in traghetto da Galatas (raggiungibile con la propria auto o con i pullman di linea).
La vacanza a Poros è, come abbiamo detto, serena e tranquilla. Il verde dei boschi che degrada in varie tonalità sempre di verde del mare fino all’orizzonte, confondendosi con l’azzurro del cielo sempre terso induce l’animo ad una serenità tanto necessaria nel frenetico mondo d’oggi.
L’aria pulita, il profumo inebriante e penetrante nello stesso tempo dei fiori e delle, piante, specialmente gelsomini, danno al turista una sensazione di irreale facendolo vivere in un’atmosfera quasi di sogno, e di sognare, qualche volta, ne abbiamo veramente bisogno!
Ma l’eccezionale posizione geografica di quest’isola permette al turista affamato di conoscere e di sapere, all’amante della natura e della storia, possibilità notevoli.
Infatti, come abbiamo visto, ad appena un’ora di aliscafo si è ad Atene, capitale della Grecia, una delle più gloriose città del mondo e culla della nostra civiltà.
In un raggio abbastanza breve, poi, il turista può fare qualche “salto” sulle altre isole del Golfo Saronico, tanto vicine quanto diverse da Poros.
Ad appena 400 metri, sbarcati nel Peloponneso, si può spaziare nell’incredibile ed a volte leggendaria regione dell’Argolide. Qui ha avuto inizio l’antica civiltà micenea e visitare Epidauro, Nauplia e Micene offre al visitatore veramente l’emozione di un tuffo nel passato, facendogli rivivere in prima persona le gesta degli eroi omerici.
Escursioni in tali località sono previste in ogni programma di agenzia turistica locale ed anche organizzate dagli stessi alberghi.
Se invece si vuole impigrire qui, nessun problema, non ci si annoia di certo, anche Poros ha cose da vedere: il Monastero, il Museo, il Santuario di Poseidone.... Si possono gustare le tipiche specialità culinarie nelle caratteristiche taverne a contatto con la schietta popolazione locale non molto dissimile da noi nella filosofia di vita. L’abitante di Poros (poriota) è assai socievole, curioso dei fatti altrui, gran parlatore, aperto e ospitale. E’ anche molto orgoglioso. Il contatto con lo straniero lo porta ad essere molto familiare. Trascorre il tempo libero fuori casa, generalmente nei caffé, dove tra un sorso di ouzo e l’altro gioca a “tavola reale” o fa scorrere tra le dita i grani di una specie di rosario chiamato Kombolòi. Tra le 14 e le 16 quasi sicuramente non si vede in giro: è a fare la siesta, una cosa quasi sacra da queste parti.
E poi, sempre per chi non ha voglia di fare escursioni, c’è il mare. Qui si gioca veramente con l’acqua. Ogni sport acquatico è praticato: pesca subacquea, paracadute acquatico, sci, canoa, vela, windsurf ... non c’è che l’imbarazzo della scelta. Oppure si nuota in questa trasparenza a contatto con i pesci che sembrano felici di sguazzare insieme a noi. E la sera, quando il sole si nasconde dietro le colline dell’Argolide, facendo diventare di un colore rosato le onde nelle baie di Askeli, Neorion e Monastery, viene quasi naturale e spontaneo pensare al magistrale verso di Ungaretti “Mi illumino d’immenso”, lasciandoci il dubbio che lo abbia composto in questa magica atmosfera.
Di notte poi i bar, i pub, le discoteche offrono al turista le note gioiose e nello stesso tempo malinconiche del popolare sirtàki, facendolo felice di aver trascorso un’altra giornata a Poros. |
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| RISTORANTI E CUCINA
Non solo a Poros, ma in tutta la Grecia, i ristoranti, esclusi quelli degli alberghi, sono abbastanza popolari e rustici. Ma il turista, più che per questo motivo, si trova in grande difficoltà per il “menù” scritto in greco corsivo, che qualche volta è tradotto in inglese. I camerieri però aiutano molto.
La cucina greca è semplice. E’ un misto tra quella orientale e la mediterranea, basata principalmente sull’olio di oliva, sugli arrosti alla brace e sul pesce. Un pasto greco incomincia con l’ouzo, un aperitivo a base di anice che va allungato con acqua. Sempre come antipasto possono essere serviti dei piccoli tramezzini (mezè) e gamberetti. Il pasto vero e proprio è un piatto di pesce o di carne con contorno di legumi. Tipiche specialità greche sono le souvlàkia, spiedini di pezzetti di carne d’agnello e di maiale. Altro piatto tipico è la mousakà, pasticcio di melanzane, besciamella e carne tritata. Molto servito è il pollo allo spiedo.
Alla carne ed al pesce si accompagna l’insalata verde o di pomodori o delle melanzane. Tipica è l’insalata greca (greek salad), un piatto composto da pomodori, cetrioli, cipolle, olive e da un formaggio fresco (feta), il tutto condito con origano.
Ottimo è lo yogurt come pure i dolci a base di sfoglie con noci e di miele.
Il vino greco comunemente ha l’aggiunta della resina di pino al fine di garantire una migliore conservazione. Ne esistono però degli ottimi non resinati.
Per quanto riguarda il nostro caro caffé, come siamo abituati a berlo noi, inutile cercarlo, o si beve il caffè greco o il nescafé.
A Poros di ristoranti ce ne sono molti. Oltre a quelli degli alberghi ci sono numerose taverne dislocate un pò dappertutto: lungo il porto, nel paese vero e proprio e nelle varie spiagge (Spiros, Zorbas’ , La taverna di Monastery, etc.).
Si mangia la classica cucina in compagnia, quasi sempre, dello struggente suono del bouzouki (tipico strumento greco simile al mandolino, tanto caro a Theodorakis) e non si fa mai molto tardi. Raramente si festeggia la nascita di un altro sole come avviene di solito nelle altre isole egee, che sono estrose e disinibite e dove ci si dedica alla vita notturna. Qui è tutto improntato sulla serenità e tranquillità. Ci si sente insomma l’amore addosso senza andarlo a cercare chissà dove. |
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| Baia di Askeli al tramonto |
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| ALBERGHI
Gli alberghi a Poros sono generalmente di costruzione abbastanza recente. Sono principalmente ubicati in città e nelle spiagge più importanti. Sono tutti di 2^ e 3^ categoria e di solito hanno le camere con bagno. Sono:
A Neorion:
1 — Poros (Xenia) cat. B
2 — Pavlou cat. B
3 — Angyra cat. B
A Monastery:
4 — Sirene cat. B
Ad Askeli:
5 — New Aigli cat. B
6 — Chryssi Avghi cat. B
In città:
7 — 7 Brothers cat. B
8 — Latsis cat. B
9 — Saron cat. B
10 — Theano cat. B
11 — Akteon cat. C
12 — Manessis cat. C
Sono tutti abbastanza attrezzati e puliti. Quelli ubicati nelle baie hanno tutti il ristorante, la spiaggia e la possibilità di praticare sport d’acqua. Il “Poros” e il “Sirene” sono forniti di discoteca. Il “Sirene” ha anche la piscina. Di quelli in città, il “Seven Brothers” e il “Latsis” hanno il ristorante.
Si andato sviluppando in questi ultimi tempi l’affitto di appartamenti e residence. Diverse agenzie prevedono interessanti combinazioni comprensive delle spese di viaggio e l’affitto di appartamenti. Oppure ci si può rivolgere direttamente a quelle in loco (per esempio alla “Poros Holidays”). Di solito questi residence si trovano nelle vicinanze di supermercati, taverne e negozi in genere, al fine di non creare problemi per le logiche necessità.
MEZZI DI TRASPORTO
AUTOBUS
A Poros c’è un solo autobus pubblico che parte dalla piazzetta centrale (davanti al porto), percorre il lungomare ed arriva, arrampicandosi, fino al Monastero di Zoodochos Pigis. Il tempo impiegato per coprire il percorso di andata e ritorno è di circa 30 minuti. Oltre alle fermate previste, a richiesta si può salire e scendere in qualsiasi punto. La prima corsa è prevista alle ore 7 e l’ultima alle 23 circa. Il prezzo del biglietto è unico.
TAXI
E’ il mezzo di trasporto più usato a Poros. A prezzi modici si può arrivare in qualsiasi punto dell’isola. Oltre che essere richiesto lungo il percorso, può essere chiamato al posto pubblico.
BICICLETTE E MOTORINI
Altri mezzi di trasporto per visitare l’isola sono le biciclette e i motorini, che si possono prendere a noleggio per un’ora, per un giorno o per una settimana presso dei centri dislocati in vari punti dell’isola.
BARCHE
Dal porto si può andare in qualsiasi spiaggia dell’isola con le barche-taxi e sempre con le stesse si può raggiungere la costa del continente (Galatas). Con Galatas il servizio è svolto per tutto il giorno da diverse barche. Dopo le ore 21, invece, una sola barca percorre per tutta la notte il tratto Poros-Galatas e ritorno. |
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| S P H E R I A
Abbiamo visto che con questo nome è chiamata la piccola isola, separata da uno stretto canale da quella più grande di Kalavria, che contiene quasi interamente la città di Poros vera e propria. La zona più frequentata è la zona del porto. Qui attraccano continuamente gli aliscafi che portano nelle isole vicine, traghetti, yachts e barche dei pescatori.
Di fronte al porto, e non poteva essere diversamente, c’è la piazza principale. Qui la prima cosa che incontra il turista scendendo dalla barca è la stazione dei taxi. Se il soggiorno è organizzato ci sarà un rappresentante dell’albergo ad attenderlo togliendolo così d’impaccio. A Poros, infatti, il primo problema per l’italiano è la lingua. E’ un problema comunque relativo perché con la nostra proverbiale mimica ci facciamo comprendere in tutto il mondo. Oltre il greco, ovviamente, qui si parla inglese e francese,
Al centro della piazza si nota la stele commemorativa dei morti di Poros, Galatas, Trizina e zone limitrofe durante la guerra del 1912.
Sempre sulla piazza, di fronte al porto, ci sono varie taverne (queste per lo più sono lungo il molo), bar, la capitaneria di porto, il giornalaio che vende anche giornali italiani seppure del giorno precedente com’è ovvio, alcune agenzie turistiche, la biglietteria degli aliscafi, negozi di souvenirs e di generi vari. Le sigarette sono vendute dalle edicole che s’incontrano in punti diversi. Poco oltre la piazza, di fronte al molo, ha sede una filiale della Banca Nazionale di Grecia che adotta l’orario italiano, ed il mercato. L’ufficio postale è invece un poco più interno, a piazza Karamanou. E’ aperto dal lunedì al venerdì dalle 7,30 alle 15,00. In Grecia la settimana corta è attuata da tutti gli uffici pubblici, scuole comprese.
Poco oltre, a Piazza Korizi, c’è il Museo di Poros. Aperto nel 1980 consiste in un salone a piano terra e vi sono raccolti reperti trovati nella zona archeologica del Tempio di Poseidone e di quella di Trizina, tra cui la copia del decreto di Temistocle. Come in quasi tutti i musei del mondo è vietato fare fotografie. E’ aperto dal lunedì al sabato con orario 9/15.
I telefoni di Stato (0.T.E.) si trovano a circa 200 metri dalla piazza sul lungomare che porta al canale. Dal lunedì al venerdì ha l’orario 7,30/22,00. Oltre che telefonare si possono trasmettere telegrammi. Per telefonare in Italia occorre formare il prefisso 0039 poi il prefisso della città senza lo zero e il numero dell’utente da chiamare.
Proseguendo il percorso s’incontra l’unico cinema di Poros che è il “Diana”. Si programmano films in lingua originale con sottotitoli in greco. Non è da dire che sia il massimo della comprensione per noi! E’ comunque un’esperienza come tante.
Andando ancora avanti, prima di arrivare al canale, sulla sinistra incontriamo la scuola navale della marina militare e, di fronte a questa, il campo sportivo (calcio, pallacanestro, atletica leggera). Qui, nel porticciolo della scuola, è ancorato l’incrociatore “Averoff”. Questa nave è diventata una specie di simbolo ed è praticamente entrata nella leggenda. E’ sicuramente la più famosa nella storia della Marina Greca.
L’Averoff, il cui nome è stato preso dal magnate George Averoff il quale partecipò ad un quarto delle spese per l’acquisto, fu costruita in Italia nei cantieri navali di Livorno nel 1910 e consegnata al Governo greco l’anno successivo. Lunga 140 m., larga 21 m. con una stazza di circa 10.000 tonn., raggiungeva la velocità massima di 22 nodi ed aveva 650 uomini di equipaggio.
Prese parte alla guerra dei Balcani contribuendo alle vittoriose battaglie di Elli (1912) e di Limnos (1913) che decisero la sovranità greca sull’Egeo.
In seguito prese parte alle operazioni della 1^ guerra mondiale e durante la 2^ più che altro fu usata come nave da trasporto nell’Oceano Indiano.
E’ stata ancorata nella baia di Poros nel 1957 e probabilmente sarà adibita a museo navale. Si può visitare di domenica dalle 10,30 alle 12.
Se invece decidiamo di addentrarci all’interno di Poros dobbiamo salire delle stradine dal tracciato tortuoso come del resto si conviene ad una orografia del genere. Ai lati di queste stradine, taverne e negozietti ci accompagnano fino ad un certo punto, poi solo case. Case quasi sempre cubiche, con il bianco come colore dominante per difendersi dai raggi del sole. Le porte e le finestre sono invece colorate come lo sono le scale esterne che portano al piano superiore della casa: spesso il colore è l’azzurro nelle sue tonalità ma non manca il verde ed il rosso.
Si continua a salire fino al vecchio mulino, oggi in disuso, ma che nel secolo scorso forniva di pane i numerosi mercantili di passaggio.
Da questo punto di osservazione si ha uno scenario incomparabile. Poco sotto di noi una tipica e caratteristica chiesetta (ce ne sono diverse nell’isola, curate da privati). Più lontano l’abitato di Poros con il suo mare, ancora più lontano Galatas e le colline dell’Argolide. E intorno a noi il rumore del silenzio. |
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| K A L A V R I A
Da qui partirono i primi coloni che, stanziandosi nella Magna Grecia, decisero di stabilirsi nella nostra regione Calabria da cui il nome deriva.
E’ completamente diversa da Spheria, l’altra isola che forma Poros e dove c’è la città. Mentre Spheria è una roccia vulcanica alquanto arida, Kalavria, oltre ad esserne molto più grande è completamente verde.
Non è dato sapere quando è stato fatto il canale che le separa, ma che comunque un piccolo ponte riunisce. Superato dunque questo ponte, ci si trova lungo la costa sud occidentale di Kalavria, quella turisticamente più sfruttata e quindi abitata. La costa opposta, invece, è completamente disabitata e offre la possibilità, prendendo in affitto una barca, di una privacy e di una incontaminata bellezza della natura. Qui, in ognuna delle tante insenature, si può stare veramente soli con se stessi, nel silenzio più profondo rotto ogni tanto dal saltellare dei pesci che sono l’unica compagnia.
Se si prende la strada a sinistra che costeggia la costa (Via Lambraki), dopo circa 3 Km. si arriva alla Baia Russa, cosiddetta perché ci sono le rovine di un vecchio deposito navale usato dalla marina russa dopo la guerra d’indipendenza greca.
La strada segue il percorso lungo le spiagge della baia Neorion e, dopo aver incontrato alcune taverne e bar si arriva all’hotel “Poros” della catena degli alberghi statali Xenia. Qui vicino c’è il campeggio e, a Villa Galini, il centro degli sports acquatici. Per praticare questi sports, basta comunque rivolgersi ad uno qualsiasi degli alberghi. Dopo l’hotel “Poros” sulla sinistra si incontra la discoteca “Ta Diktia”. Proseguendo la strada che costeggia la baia che da questo punto si chiama Megalo Neorion, sempre fiancheggiata da pini marittimi, si arriva agli hotels “Pavlou” e “Angyra”. Oltre ancora, prima di arrivare alla Baia Russa, si incontra una deliziosa insenatura con spiaggia ghiaiosa chiamata “baia dell’amore”. E raramente nome è tanto indicato come questo. Anche qui c’è la possibilità di fare campeggio.
Poco distante si scorge una piccola isola con una chiesetta chiamata “Thaskalio” (maestro). Questo è uno dei luoghi preferiti per l’ancoraggio dei panfili da crociera che qui vi passano la notte. Comunque tutta l’isola di Poros è una delle mete preferite dai croceristi. Ci sono infatti tutte le condizioni ideali per i panfili: le baie sono riparate e il mare è sempre calmo. Le baie di Neorion, di Askeli e di Monastery sono protette e difese dalla stessa collina di Poros, specialmente quando in estate soffia il “meltemi”, il vento di nord est che tanto affligge le altre isole, in particolar modo le Cicladi. Alla baia russa termina la strada asfaltata e si ritorna quindi al punto di partenza che è il canale. Questa zona infatti è appunto chianata Kanali e, dopo Poros città, è il centro più grande: ci sono negozi, artigianato, taverne, ristoranti, supermercati e c’è l’unico distributore di benzina. Qui è anche ubicato il cimitero dell’isola. Da questo punto parte la strada che, prevalentemente in salita, conduce al monastero di Zoodochos Pighi ed all’antica città di Kalavria.
Dopo 1 Km. si incontrano gli hotels “New Aigli’ e “Chryssi Avghi” e subito dopo si scende per raggiungere la famosa spiaggia di Askeli nell’omonima baia. All’interno un piccolo centro abitato con ristoranti, negozi, e la possibilità di prendere appartamenti in affitto.
La strada riprende a salire e, dopo circa un altro chilometro, si arriva all’hotel “Sirene” immerso nel verde dei pini. Sotto questo hotel un’altra delle splendide baie di Poros, quella di Monastery. |
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| TEMPIO DI POSEIDONE
Poseidone, dio del mare, era molto venerato nell’antichità e i greci non mancarono mai di innalzargli dei templi in suo onore, specialmente in cima a dei colli con la veduta del proprio regno cioè il mare. Tipico esempio è il celebre tempio di Capo Sounion. Poros non fu da meno.
La strada che porta al tempio è quasi circolare: parte dal canale per poi ritornare nuovamente al canale - dopo aver percorso circa 12 Km. All’altezza dell’hotel Sirene, si prende la deviazione a sinistra dove c’è il cartello “Neptune’s Temple”. Da questo punto, dopo circa 5 Km. di strada immersa nel verde del bosco di pini, si arriva nel complesso di ciò che resta dell’antica città di Kalavria e del suo tempio più significativo.
Arrivati in questa radura (chiamata Palati) non è tanto la quantità dei resti, invero scarsi, che attira il visitatore, quanto lo spettacolare scenario dei golfo Saronico. Lo sguardo spazia verso la parte nord dell’isola, non abitata, offrendo allo spettatore un quadro di rara bellezza. L’entrata al complesso è libera.
Come detto i resti del tempio e degli altri edifici sono pochi. Sono rimaste praticamente solo le fondamenta delle costruzioni e alcuni frammenti del muro di cinta. Reputando che non sono di grande interesse per il turista, sono anche stati sistemati senza troppa cura. La mia personale impressione, visitando gli scavi (effettuati da archeologi svedesi nel 1938), è che forse qualche altra cosa si celi ancora nel sottosuolo.
Dove sono finiti i marmi, le colonne, le statue? La maggior parte sono state depredate dai pirati durante le loro scorrerie nel corso dei secoli. Se era rimasto qualche marmo sicuramente sarà finito per abbellire qualche casa di sultano o patrizio greco di diverse epoche. Alcuni reperti, miracolosamente arrivati fino a noi, sono custoditi presso il museo di Poros e, davanti a questo a piazza Korizi, fanno mostra di se pochi frammenti di colonne e alcuni capitelli.
Il tempio di Poseidone era in stile dorico e dovrebbe essere stato costruito intorno all’anno 510 a.C. mentre gli altri templi sono del periodo ellenistico che è quel lungo periodo che va dalla morte di Alessandro Magno fino alla conquista romana.
Anche la reale disposizione dei vari templi è controversa. Esistendo varie ipotesi ho preso quella ritenuta la più verosimile dalla maggioranza degli archeologi.
Da questo punto di osservazione la baia più vicina agli occhi del visitatore è quella di Vagionia. Sembra che anticamente in questa baia c’era un porto che serviva la città. Sono stati infatti individuati sul fondo del mare dei frammenti di muro che danno l’idea di un molo ed alcune anfore.
Oltrepassata l’antica città di Kalavria, la strada comincia a discendere e, dopo circa 1 Km., si incontra la chiesa di San Nektarios. Proseguendo ancora la strada, sempre nel verde della pineta, dopo altri 4 Km. si è di nuovo sul canale. |
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| Resti del tempio di Poseidone |
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| DEMOSTENE
Se le tappe più importanti della vita di un uomo sono la nascita e la morte, Poros e Demostene ne rimarranno coinvolti per sempre. E’ qui infatti che uno dei più grandi uomini di tutti i tempi vi ha concluso la propria vita.
Demostene nacque a Peania nel 386 a.C. Necessità e poi virtù lo fecero diventare quel grande oratore che poi è stato. Rimasto infatti orfano a 7 anni, ebbe dei tutori che dilapidarono tutto il patrimonio lasciato dal padre. Così, divenuto maggiorenne, dovette sostenere una causa per riavere almeno una parte delle sue sostanze. Seguendo il costume del tempo, per difendersi in giudizio, si preparò con studi di oratoria e diritto giudiziario alla difesa della propria tesi davanti ai giudici e vinse la causa. La preparazione riuscì così bene che Demostene si servì della pratica acquisita e per oltre venti anni fece il logografo, cioè scrisse orazioni che gli interessati leggevano poi davanti ai giudici. Caratteristica del suo stile è la forza che rivela la sincerità di un’adesione totale al soggetto dell’orazione, nonché la passione civile più viva. Essere convinti di ciò che si vuole è il più delle volte sinonimo di vittoria. Ed in più Demostene aveva una tecnica raffinata, il che non guastava affatto. Usava tutti i procedimenti retorici, tutti gli accorgimenti stilistici senza però ostentarli, cosicché la sua prosa risultava spontanea ed anche per questo più convincente.
Entrò anche in politica con alterne vicende. Più che altro tentò con ogni mezzo di combattere Filippo di Macedonia, che riteneva molto pericoloso per la libertà di Atene. Saltiamo le varie vicissitudini e prendiamo solo quelle che ci interessano, che poi sono le ultime.
Successe che Arpalo, ministro delle finanze di Alessandro Magno (succeduto a Filippo) fuggì dalla Macedonia con 6.000 soldati, 30 navi e 700 talenti, chiedendo l’ospitalità di Atene. Demostene voleva dare questo aiuto ma il popolo lo negò. Quando Alessandro domandò la restituzione di Arpalo e si scoprì che l’imputato era fuggito ed i talenti dimezzati, Demostene fu condannato all’esilio. Alla morte di Alessandro, richiamato in patria ed accolto in trionfo, riprese la vita politica e cercò di risollevare le sorti di Atene, ma dopo la battaglia di Crannone, l’esercito macedone occupò Atene ed il diadoco Antipatro lo condannò a morte. E fu in questo momento che la nostra isola ed il grande oratore si legarono per sempre nella storia.
Demostene, infatti, riparò a Poros e, salito sul tempio di Poseidone, si tolse la vita con il veleno che portava nello stilo. Era l’anno 322 a.C. |
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| MONASTERO DI ZOODOCHOS PIGHI
Partendo dal canale, la strada da percorrere per arrivare al Monastero è di circa 4 chilometri.
Una volta arrivati all’altezza dell’hotel Sirene, come abbiamo visto, la strada incontra una biforcazione che a sinistra sale fino al Tempio di Poseidone. Superato l’hotel Sirene, dopo circa 400 metri, un sentiero a gradini conduce alla taverna “Ta Nisia”; poco più avanti una strada in terra battuta permette l’accesso alla spiaggia alle auto.
Percorrendo la strada per altri 400 metri si arriva allo spiazzo antistante il Monastero. Qui i turisti arrivati in bici, in autobus, o addirittura a piedi per quelli che apprezzano la diretta immersione nella natura, che è particolarmente suggestiva in questo ultimo tratto, hanno modo di trovare un Ristoro per rifocillarsi e ricomporsi in attesa di salire la bianca scala che porta a questo luogo di meditazione e di preghiera che il Monastero dì Zoodochos Pighi.
Il Monastero si trova in una posizione incantevole, circondato dai pini e con una bellissima visione della baia sottostante che porta il suo nome.
Fu fondato intorno al 1720 dal vescovo Jacob II di Atene che si andò a curare i reni alla sorgente dell’acqua immortale (tuttora visibile). Nell’800 fu distrutto da un incendio e ricostruito.
Questo posto, particolarmente suggestivo e mistico, è stato scelto come ultima dimora da alcuni personaggi ed artisti vissuti in Poros. Nel cortile bianco, abbagliato dal sole, proteggono e fanno ombra alle tombe 4 immensi e stupendi esemplari di cipressi.
Come in tutti i luoghi sacri, e particolarmente in questi monasteri ortodossi, l’abbigliamento del turista deve essere rispettoso.
Costeggiando le mura del monastero un altro sentiero, scivolando in mezzo ad una piantagione di ulivi, conduce direttamente al mare. E dal mare, ovviamente con la barca, si può ritornare al porto di Poros o in qualunque punto dell’isola. |
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| INFORMAZIONI VARIE:
MEDICINA
C’è una piccola clinica con pochi letti specializzata in medicina generale, ginecologia e pediatria (tel. 22600). Nel caso di emergenza o per incidenti, si può essere assistiti dai medici dell’ospedale della scuola navale, che è molto più attrezzato. Ci sono inoltre 2 farmacie e 2 dentisti.
DISCOTECHE
Chi vuole ballare fino alle ore piccole può andare alle discoteche “Corallo”, “Scirocco” ed a quella dell’hotel “Sirene
SHOPPING
In tutte le isole del Golfo Saronico e quindi anche a Poros, ci sono diversi negozi che vendono oggetti di arte popolare. |
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| EGINA
E’ un’isola di 85 Kmq. di forma quasi triangolare, montuosa al centro (m. 534). Sulla sua costa occidentale sorge la cittadina di Egina che è un porto commerciale.
Nel periodo tra le guerre persiane e la conquista ateniese l’isola costituì la maggiore potenza navale ellenica. Tanto la città quanto il territorio dell’isola sono ricchi di rovine di numerosi monumenti, già citati da Pausania: un tempio di Afrodite, uno di Apollo, uno di Artemide ed uno di Dioniso; santuari di Ecate e di Afea (il più noto e maggiore attrazione dell’isola) sul monte Oros. Sono anche visibili i resti dello stadio.
La tradizione greca voleva che l’isola, già chiamata Cinone, avesse preso il nome dall’omonima ninfa di Asopo, che qui avrebbe generato Eaco, figlio di Giove e capostipite di una grande famiglia. Siccome egli si lamentava della mancanza di sudditi, Zeus, gli cambiò le formiche in uomini (perciò i primi abitanti dell’isola si sarebbero chiamati Mirmidoni da murmekes = formiche). Durante l’impero bizantino Egina fece parte del tema dell’Ellade ed insieme a Ceo, costituì un arcivescovado. Dopo la caduta di Costantinopoli nel 1204 appartenne ai Dalle Carceri ed ai catalani Coapena e nel 1451 pervenne in possesso di Venezia. Fu conquistata successivamente da Khair ed-in Barbarossa, dal Morosini e dai Turchi divenendo, infine, sede del governo del Capodistria (1828). Ad Egina furono coniate le prime monete della Grecia libera.
Quest’isola, oggi come ieri, è famosa per le ceramiche ed è rinomata per la produzione di nocciole di pistacchio.
Ci si arriva da Poros in 40 minuti di aliscafo che attracca nel porto di Egina. Da questo porto sono previste escursioni in battello per le vicine isolette di Moni e di Angistri.
Nel capoluogo è da visitare il museo che raccoglie ancore antiche con scritte originali, ceramiche, statue classiche funerarie attiche del V sec. a.C. e frammenti di epoca ellenistico-romana.
A 9 Km. da Egina si incontra la stazione termale di Souvala indicata per i reumatismi. Sulla costa est a circa 14 Km. dal capoluogo c’è la spiaggia più rinomata dell’isola che è Agia Marina (ci si può andare con l’autobus pubblico o con taxi). Da qui, per mezzo di una strada asfaltata di circa 3 Krn., si sale al tempio di Afea. |
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| AFEA
Afea era una dea venerata nell’antica Egina, cui fu dedicato il tempio dorico intorno al 490 a.C. La leggenda narra che, fuggita da Creta per sottrarsi alle brame del pescatore Amdromede, si rifugiò in un bosco dove si sarebbe resa invisibile. Tuttora sono imponenti e molto ben conservate le rovine del tempio, i cui frontoni, decorati con scene tratte dalla guerra tra Egineti e Troiani, sono conservati nella gliptoteca di Monaco di Baviera (n. 17 sculture).
Il tempio si erge su una collina ed è un periptero dorico con 6 colonne frontali e 12 sui lati. Misura m. 66 x 40 e fu eretto in calcare giallo locale ricoperto di stucco,
Ingresso ore 9-15 a pagamento. |
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| IDRA
A sud di Poros a circa 20 minuti di aliscafo Idra (55 Kmq.) ne è completamente diversa come paesaggio. E’ infatti rocciosa e quasi priva di vegetazione. Anch’essa tuttavia ha un fascino particolare ed è meta preferita, in questi ultimi tempi, di diversi personaggi famosi. Altra caratteristica dell’isola è che la circolazione delle auto è vietata, pertanto gli spostamenti sia degli idrioti che dei turisti avvengono in barca, a piedi o a dorso di mulo o asino.
L’isola ebbe grande notorietà nel secolo scorso quando nel 1821, durante la guerra d’indipendenza ellenica, i suoi abitanti furono forti sostenitori della causa greca; allestirono infatti a loro spese la flottiglia di liberazione risultando determinanti, come valorosi marinai, in quei momenti difficili. Sulla collina dei mulini, nel capoluogo, fanno ancora bella mostra di sé le case di questi uomini di mare (Coundouriotis, Tombazis, Boudouris ed altri) che in giorni determinati possono essere visitate.
La città di Idra, il cui abitato è disposto ad anfiteatro attorno al porticciolo e che accoglie praticamente tutta la popolazione dell’isola, è molto pittoresca.
L’assenza di auto, la presenza di numerosi asini, le strade strette e in salita, le case variopinte con i colori dei pescherecci e dei caicchi (barche tipiche) nonché per la sua eleganza, pongono questa località tra quelle sicuramente da visitare.
Una volta sul posto possono essere organizzate delle escursioni agli storici monasteri di Profitis Ilia, Agia Matrona e Agia Triada oppure alle spiagge di Vlihos e di Mandraki. |
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| METHANA
E’ un’antica cittadina dell’Argolide, sul golfo omonimo, a metà percorso tra Poros e l’isola di Egina.
Sorta in epoca micenea, fu conquistata dagli ateniesi nella guerra del Peloponneso (431-404 a.C.). Dopo un periodo di libertà ricadde sotto il dominio dei re egiziani e fu conquistata quindi dai romani. Della parte antica rimangono rovine dell’acropoli e di fortificazioni del V secolo.
E’ nota per le sue sorgenti termosulfuree usate per le malattie reumatiche, della pelle e ginecologiche. L’aliscafo Poros-Egina vi fa scalo arrivandoci in 15 minuti.
GALATAS
Galatas è la città del Peloponneso più vicina a Poros (appena 400 metri). E’ servita giornalmente da barche che percorrono continuamente il percorso di andata e ritorno. C’è anche il servizio di ferry boats per chi voglia portarsi l’auto. Una volta sbarcati si aprono le vie del continente in ogni direzione. Qualsiasi località da questo punto ha un proprio interesse. Se si prende il nord, la prima tappa sicuramente da fare è quella di visitare l’antica città di Trizina.
TRIZINA
Da Galatas si prende l’autobus locale (di fronte al porto) che impiega 20 minuti a percorrere i 9 Km. per arrivare a Trizina (oggi villaggio di Damalas).
Trizina è un’antica città di origine ionica che ebbe in seguito uno stanziamento dorico. Godette di una certa importanza durante le guerre persiane quando accolse gli abitanti dell’Attica in fuga a causa della minaccia di Serse. Fu per molto tempo alleata di Sparta e più tardi aderì alla Lega corinzia di Filippo II di Macedonia. Dopo alterne dominazioni macedoni e spartane aderì alla Lega achea fino alla conquista romana. Non rimangono molti resti dell’antica città che comunque sono da visitare.
Il nome di Trizina ricorre anche in mitologia. E’ qui infatti che nacque il leggendario eroe Teseo ed è da qui che iniziò le sue fantastiche avventure.
Teseo era figlio di Egeo e di Etra, principessa di Trizina, e crebbe alla corte del nonno materno Pitteo.
Per le circostanze della sua nascita la mitologia narra che Egeo, dato che non poteva avere figli, andò a consultare l’oracolo di Apollo a Delfi. La risposta di questi, come al solito fu enigmatica: “Tieni chiuso il tuo otre di vino finché non avrai raggiunto il punto più alto della città di Atene, altrimenti un giorno ne morirai di dolore”.
Tornando da Delfi, Egeo si fermò a Corinto, dove incontrò la maga Medea, sposa di Giasone. Questa gli fece promettere di darle asilo nel suo regno se mai ne avesse avuto bisogno; in cambio l’assicurò che i suoi poteri magici gli avrebbero permesso finalmente di avere un figlio.
Egeo proseguì il cammino e arrivò a Trizina, il cui re Pitteo era suo amico. Essendogli state rivelate le parole dell’oracolo, Pitteo le interpretò nel senso che a un figlio generato da Egeo durante i suoi viaggi sarebbe stato assicurato un nobile destino. Il re di Trizina, anche perché influenzato dal magico influsso di Medea, fece allora ubriacare Egeo e gli concesse sua figlia Etra. Ma nel corso della stessa notte obbedendo ad un sogno provocato da Atena, Etra lasciò Egeo e raggiunse la vicina isola di Spheria (Poros), portando libagioni da versare sulla tomba di Sfero, l’auriga di Pelope. Qui, con la connivenza di Atena, anche Poseidone stette con lei ed Etra in seguito vi eresse il tempio di Atena Apaturia, promulgando la legge che ogni fanciulla di Trizina dovesse da quel momento in poi offrire il proprio cinto verginale alla dea prima delle nozze. Poseidone tuttavia concesse generosamente a Egeo la paternità del bimbo che fosse nato da Etra.
Quando ebbe Teseo sedici anni, Etra lo portò poco fuori Trizina e gli chiese di sollevare una roccia che si trovava sulla strada.
Teseo ci riuscì facilmente e scoprì una spada e un paio di sandali. La madre gli spiegò che quegli oggetti erano stati nascosti da Egeo, re di Atene, di cui egli era figlio ed erede. Era giunto il momento di riportarglieli e di farsi riconoscere. Iniziarono così le sue leggendarie avventure.
Proseguendo la strada a nord, dopo 40 Km., si incontra la città di Epidauro. |
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| LEMONODASSOS
A sud est di Galatas vi è uno dei posti più famosi di Grecia: Lemonodassos. E’ un bosco di circa 25.000 alberi di limoni che, data la favorevole posizione, producono frutti 3 volte l’anno. Ci si può arrivare a piedi in mezz’ora oppure direttamente in barca da Poros. Dal pontile, con poca spesa, si può andare a dorso di asino o di mulo fino all’interno del bosco, facendo una passeggiata veramente romantica tra il profumo di questi alberi.
Vicino Lemonodassos c’è la bella spiaggia di Aliki.
SPETSES
E’ servita da Poros per mezzo dell’aliscafo che vi arriva dopo aver fatto sosta a Idra e pertanto vale la pena di farci una escursione. E’ un’isola di 22 Kmq. ed è la più meridionale di quelle del golfo Saronico. L’interesse principale per questa località, che ha varie spiaggette sabbiose, è dato dalle sue bellezze naturali. Il capoluogo, con case dipinte di bianco o rosa, è costruito intorno al porto. Come Idra, oltre ad essere vietata la circolazione delle auto, ha varie case storiche appartenute a facoltosi uomini di mare. La casa di Bouboulina, eroina della guerra d’indipendenza del 1821, è conservata come monumento nazionale.
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Termina qui il nostro breve viaggio. Basterebbe però aumentare ancora di poco il raggio per scoprire e conoscere altri interessanti luoghi di questo affascinante Paese.
Nella mia città è antica usanza del turista buttare una monetina nella fontana di Trevi per forzare il destino a farlo ritornare.
A Poros non c’è bisogno di buttare monetine perché si ha voglia di ritornarci. Si ha voglia di risentire il suo profumo, di rivedere il suo mare, di riprovare le stesse emozioni.
Ed è così che quando l’aliscafo lascia la costa con la sua scia che sembra voglia legarci ancora per un pò come una lunga fune, si vedono i pini di questo isolotto ondeggiare mossi da una leggera brezza come per salutarci e, inconsciamente, anche noi agitiamo la mano in segno di saluto.
Ed è allora che si ha la chiara sensazione che non può essere che non ci si rivedrà più, che si tratta di un addio. Ed è proprio allora, quando l’isola pian piano scompare laggiù, oltre l’orizzonte, che dal cuore esce l’unico saluto possibile che fa agitare la mano ancora più forte e fa dire:
CIAO POROS |
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