PENSIERI PAROLE OPERE
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MEDJUGORJE - "Se sapeste quanto vi amo piangereste di gioia"
Madonna di Medjugorje 15.5.09
Apparizione della MADONNA a Medjugorje (15 maggio 2009)
“Cari figli, anche oggi la Madre vi invita: pregate, pregate per le mie intenzioni.
Cari figli, desidero realizzare con voi i miei piani. In particolare, cari figli, vi invito a pregare per le famiglie. Oggi più che mai satana desidera distruggere le famiglie.
Perciò siate perseveranti nella preghiera, riportate le preghiere nelle vostre famiglie.
Grazie, cari figli, perché mi avete accolto e avete accolto i miei messaggi e vivete i miei messaggi”.

(messaggio della Madonna a Ivan – uno dei veggenti – il 15 maggio 2009)
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I prodigiosi effetti del sole a Medjugorje
"Ecco non è troppo corta la mano del Signore da non poter salvare, né tanto duro è il suo orecchio, da non poter udire"
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E' più facile che una gomena entri in una cruna di un ago che un ricco entri nel regno dei cieli!
Se i potenti della Terra, anziché spendere miliardi di dollari per ammazzare milioni di uomini, donne e bambini (sia con bombe intelligenti, sia con bombe deficienti, sia con armi chimiche), avessero destinato questi fondi per non far morire di fame tanti bambini nel mondo, credo che avrebbero fatto molto ma molto meglio.
Purtroppo ogni periodo storico ha i suoi criminali assassini.
Voi che ne pensate?
Se pensi che la fame nel mondo doveva essere eliminata già da anni
..... non sei l'unico.
www.fao.org
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Tutti i bambini hanno il diritto di essere felici!
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L’IMBARCATA DEI GRAPPASONNI

Così, a Le Arcate, questa tavolata
continua, con un cipiglio paesano,
mezzo romano e mezzo marchigiano,
a dare lustro alla briosa imbarcata.

I Grappasonni dall’avita Tazza
venuti qui, nell’ultimo ottocento,
ad ornar Roma della loro razza
e del generoso temperamento;

si son foggiati al dolce ponentino
e all’ombra del famoso Palatino.
Son riunioni che passan nella storia

e ti ricordano con tenerezza
la doviziosa “magna pappatoria”,
più dei Grappasonni la ... ricchezza.

Vincenzo Giudice
Padre mio


Padre mio che mi hai cresciuta,
ogni giorno, con i tuoi sorrisi.

Padre mio che ogni giorno
mi hai dato sguardi complici, rassicuranti,
nella mia debolezza.

Padre per tutti gli anni vissuti,
attimo per attimo,
in un colloquio silenzioso,
intimo, solidale, esclusivo.

Padre dal lento declino,
nella tua infinita debolezza fisica
e fragilità mentale.

Padre, vecchia quercia abbattuta da intemperie
fino ai miei piedi.

Padre diventato figlio di tua figlia
sulle ginocchia dolenti
come madre dolorosa
di tutti i mali del mondo.

Padre lontano, pensiero assente,
sprofondato in un mondo sconosciuto
alla ricerca di una luce che non vedo,
di voci estranee che io non sento.

Padre, per un attimo raccontami ancora
le storie dell’infanzia
ed io ti renderò i tanti “grazie”
che non ti dissi
e che tu mi hai ripetuto insistenti
per le mie piccole attenzioni.

Padre mio non lasciarmi la mano,
non spegnere la luce della mia speranza,
tu mi sei indispensabile,
ho bisogno della tua voce,
sia pure un bisbiglio,
per non perdere la via della vita.

Ma se il tuo cammino ti porta altrove,
sappiamo entrambi che ci cercheremo sempre
e ci ritroveremo ….. e così sia.

tua figlia Andreina

(28 agosto 1994)
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ELEGIA DEL CUORE

Più nessuno ti porterà laggiù
nell’isola d’oro, dove cocente
il sole che nel ciel brucia l’azzurro
scalda la pietra ed il nero carrubo
e la terra che odora di limoni.
Ove il vento che ha sapore di sale
mugola nel mezzo i rami dei mandorli
e corre tra la profumata zàgara.

Non più contemplerai quell’orizzonte
dai meravigliosi mille colori.
Non più vedrai scorrere il folto Ciane
e levar nell’etere il suo papiro.
Non più mi carezzerà la tua voce
e gioirò del tuo tenero sguardo.
Non più impasterai con lenenti lacrime
quel buon pane che ingentilisce l’anima.

L’America che ha voluto rubarti
a me, ha affievolito il mio triste canto.

Quell’amore che ci lega alla mamma,
il solo che alberga nel nostro cuore:
quello che fa gli occhi umidi di pianto
e dolce lo scorrere della vita.

Quest’angoscia che ridesta l’autunno,
la stagione che tu mamma mi hai dato.

Vincenzo Giudice
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Qualcuno una volta ha detto:
Lavora come se non avessi
bisogno dei soldi.
Ama come se nessuno ti
abbia mai fatto soffrire.
Balla come se nessuno ti
stesse guardando.
Canta come se nessuno ti
stesse sentendo.
Vivi come se il Paradiso
fosse sulla terra.
Cao Jinping - Butterfly
CANTO ALLA LUNA

Al mito chiarore
dei raggi d’argento
confido il tormento
che grava il mio cuore.
Ascoltami o luna!
Amante pensosa
che chiara risplendi
sul cielo di rosa.
Ascolta il mio canto
che denso di pianto
mi sgorga dal cuore
e dirti d’amore.
Spira da l’aura ai fiori
un senso accorato
di pianto
che rompe l’incanto
che affascina il cuore.
Una eco di pianto
che parte dal cuore
e sfiora i petali bianchi
i petali rossi
fragranti dai fiori.
Amore dicono i gelsomini,
le rose olezzanti
d’aulenti giardini
ai trepidi amanti.
Amor dicono le stelle
che echeggiano dal cielo
ridenti
come fanciulli
che giocano al sole
Amor le viole
sussuran pian piano,
amore le frondi
che tremano al vento
al dolce bisbiglio.
Amore! Amore!

Vincenzo Giudice
Jiang Guo Fang - Leggendo alla finestra
TORMENTO DI MADRE

Il viso dolce, curva su la pezza
rammento, una stanza, un giorno lontano,
una lacrima scendea, il filo in mano;
a lavorare con l’ago era avvezza.

Povera mamma, io la rivedo ognora:
correva il giorno di San Valentino
in quell’anno; a farla piangere ancora
una ria notizia in pieno mattino.

Lucia era partita da quel cielo blu
ove gli Iblei fruttificano il miele.
Non piangere mamma, non pianger più

pure se il destino tanto crudele
ha voluto scipparti l’adorata
figlia, or dal Signore nobilitata.

Vincenzo Giudice
UNA LETTERA A MIA MADRE

Mamma mi sei lontana,
ma il tuo cuore è vicino,
di questa vita vana
l’amor sei del tuo Nzino.

Mamma, mi sei più cara
dell’aria che io respiro,
in stolta terra amara
vivo del tuo sospiro.

Santa mammina mia
del tuo fedel figliolo
sei tu la retta via

che molce il greve duolo.
Mamma, gioia infinita,
manchi più della vita.

Vincenzo Giudice
Jiang Guo Fang - I sogni di Loto
MIA TERRA

Io ti ricordo mia terra,
dai pittoreschi papiri del Ciane
e dai sempreverdi oleandri adornata.

Io ti ricordo arsa terra,
dal rorido scirocco sempre intrisa
e dai cento tramonti colorata.

Io ti ricordo mio mare,
luminoso azzurro degli antichi,
che batti l’onda su scoscesi scogli
striati di lucenti pezzi di cielo.

Ti ricordo amata terra
della mia infanzia inquieta,
dell’arancio che sa di cielo,
dove il solatio mare tutt’intorno
gemebondo ti bacia e poi ti abbraccia.

Ed io ti ricordo ancora
eclettica terra di Ortigia,
di leggendaria memor bellezza,
jonico lido degli avi miei,
laddove è cresciuto il mio esile corpo
e prodigo ho pur donato il mio amore.

Vincenzo Giudice
QUEL FIORE

Hai la fragranza che fin qui si spande
mirifica e dolce;
se vieni al balcone vinci il profumo
dell’amata rosa.
Dove cammini la strada si abbonda
di odorose gemme:
le tinte farfalle si deliziano
del soave afrore.
Se il parco di quella villa fruttasse
miele, i biondi favi
di fronte al tuo sorriso di zucchero
saprebbero amari.
Fiotteresti generosa nel mezzo
l’estiva calura,
fresca e chiara, se fossi acqua di fonte:
sazieresti sete.

Vincenzo Giudice
Se avete cibo nel frigorifero,
vestiti addosso, un tetto
sopra la testa e un posto
per dormire, siete più
ricchi del 75% degli
abitanti del mondo.
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Zhang Linhai - Shepherd
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A Doriana

“L’amore è forte come la morte”

C’è una lotta nel mondo che è senza eguali, nella quale ognuno è implicato, una guerra fra
superpotenze: la guerra della morte contro l’amore, dell’amore contro la morte, due avversari che,
nella loro grandezza, sono degni l’uno dell’altro, ma dove l’amore è forte come la morte.
Infatti, l’amore viene da Dio.
Anche la morte viene da Dio, non ha potenza di per sé, ma da Dio;
per questo può contrapporsi all’amore, dovendo però sottomettervisi, poiché è qualcosa di
provvisorio di fronte a ciò che è definitivo, poiché Dio non è la morte, ma l’amore.
La morte è forte nei confronti del mondo, produce ferite che non sono sanabili, può essere ciò che
vi è di più forte perché può separare cuori che si amano, può vincere sull’amore in questo mondo.
Ma l’amore è forte come la morte.
La morte è forte nel mondo.
L’amore, però, è forte nell’eternità.
Dio ha creato gli uomini gli uni con gli altri per l’eternità.
Amico con amico, sposo con sposa.
Li ha creati in modo che l’uno trovasse lo sua anima mediante l’altro, che non fossero più di due,
ma vivessero una vita nell’amore.

(Dietrich Bonhoeffer)
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