FOTO DI ROMA
Dicono che Roma sia la città più bella del mondo. Lo è ancora di più per me che sono romano! I suoi scorci sono semplicemente meravigliosi e non si ha che l'imbarazzo della scelta nel fotografarla .....
Panorama dal Pincio
Castel Sant'Angelo
Colosseo di notte
Corso Rinascimento
Piazza Barberini
Piazza del Popolo
Piazza San Pietro dalla cupola
Piazza del Campidoglio di notte
Pincio con la neve
Basilica di San Pietro
Tempio di Vesta
Castel Sant'Angelo dal greto del Tevere
Colosseo by night
La chiesa di San Pietro e Paolo vista dal Tevere
Laghetto dell'Eur
Via Ostiense sotto la neve del 1985 e contemporaneo scoppio dei tombini del gas.
Il Tevere all'altezza del Porto Fluviale
Casina Valadier
La tomba di Belinda Lee nel cimitero acattolico di Testaccio
Il Tevere da ponte Sisto
Notturno
Piazza del Campidoglio
Lucchetti dell'amore a
Ponte Milvio
I mercati traianei
Via dei Fori Imperiali e Colosseo in una domenica senza auto
Aula "Giulio Cesare" sede del Consiglio Comunale di Roma
Ponte Sublicio visto dall'ospedale Fatebenefratelli (Isola Tiberina)
Lungotevere con la neve
Pantheon
Piazza di Spagna
Eur: Laghetto e Palasport con la neve
Il Colosseo da Piazza Venezia all'alba
Pincio
Roseto comunale
Tevere
Porta San Paolo e la piramide di Caio Cestio sotto la grande nevicata dell'86
Fontana di Trevi
Palazzo della Civiltà e del Lavoro
Veduta dal Pincio
Colosseo (particolare)
Gazometro
Cimitero inglese di Testaccio
Isola Tiberina
Panorama dai Fori
La piramide di Caio Cestio vista dal cimitero acattolico di Testaccio
Luxometro
I fori al tramonto
Basilica San Paolo
Le chiese barocche di S. Maria di Loreto e del SS. Nome di Maria
Colosseo e fori
Notturno in Via San Gregorio
Una discoteca al Testaccio, il quartiere per chi ama la notte, con il Gazometro sullo sfondo.
La Sinagoga vista dall'ospedale Fatebenefratelli all'Isola Tiberina.
Basilica di San Bartolomeo (Isola Tiberina) vista dall'ospedale Fatebenefratelli.
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Il Vittoriano era stato pensato e costruito alfine di fornire un tributo alla memoria di Vittorio Emanuele II e, per questo motivo, venne chiamato comunemente Vittoriano, ossia dedicato a Vittorio Emanuele. Solo in un secondo momento divenne il sito prescelto per la tomba del Milite Ignoto, diventando un luogo di culto patriottico nazionale.
Ma l’idea di far coincidere il tema del tributo al Re con l’amor patrio, costruendo un Altare della Patria, era già nella mente di Sacconi che, nel sottobasamento della statua equestre del Re, lungo 50 metri, aveva previsto, ma mai realizzato, un bassorilievo raffigurante un doppio corteo composto dagli uomini illustri precursori dell’Unità d’Italia.
Le due quadrighe di bronzo dorato, l’Unità di Carlo Fontana che svetta su via dei Fori imperiali e la Libertà di Paolo Bartolini che fiancheggia piazza dell’Ara Coeli, sorgono in corrispondenza dei due altorilievi dei timpani dei propilei del Vittoriano che, con la loro dedica all’unità della Patria, “Patriae Unitati” e alla libertà dei cittadini, “Civium Libertati”, costituiscono il tema centrale di tutto il monumento.
Il peso complessivo di una quadriga è di circa 50 tonnellate, mentre l’altezza e di 11 metri così che, con il loro piano di posa a 70 metri, portano il Vittoriano all’altezza di 81 metri dalla quota di Piazza Venezia.
Già previste da Giuseppe Sacconi, l’architetto del Vittoriano, nel suo primo progetto del 1884 presentato al concorso, mantenute nel secondo progetto del 1890, vennero poi soppresse in quello successivo e, infine, riaccolte negli ultimi studi sacconiani intorno al 1900.
Il progetto generale del monumento, redatto ed approvato nel 1895, alla voce “Quadrighe o in bronzo fuso e dorato o in lamina di metallo a sbalzo dorata”, prevedeva un costo di lire 650.000.
Il giorno dell’inaugurazione del Vittoriano avvenuta il 4 giugno 1911, vide il monumento ancora privo delle due quadrighe. Infatti, il programma di concorso per le quadrighe venne bandito il 12 marzo 1907, due anni dopo la morte di Sacconi e si giunse alle risoluzioni finali solo nel decennio a seguire dopo molte discussioni e la presentazione, il 9 dicembre 1913, di nuovi progetti.
L’8 dicembre 1917 venne approvate il progetto di Paolo Bartolini che richiama la Libertà.
Il 21 giugno 1918 venne approvato i progetto di Carlo Fontana che simboleggia l’Unità.
Le quadrighe furono fuse, in diciotto pezzi, nei cantieri di Porta Maggiore, con il bronzo dei cannoni e dei rottami ceduti dalle autorità militari, dalle ditte Fonderia Artistica Fiorentina l’una e Fonderia Chiarazzi di Napoli l’altra.
Carlo Fontana (1865-1956), lo scultore carrarese autore della Quadriga dell’Unità, ha rappresentato in modo illustre la scultura italiana del primo Novecento, lasciando importanti testimonianze della sua opera. Per la cittadina di Sarzana realizzò il complesso bronzeo della Procellaria e, per la Maddalena, il monumento per i marinai della corazzata Roma. Molte sue opere vennero distrutte per motivi bellici ma la sua attività continuò intensamente sino alla sua morte avvenuta a Sarzana nel 1956.
Egli seppe modellare con forza gli scalpitanti cavalli; uomo dai vivissimi occhi neri, amava raccontare che il Sovrano Vittorio Emannele III gli aveva regalato un purosangue affinchè egli se ne servisse come modello per i destrieri di bronzo.
Paolo Bartolini (1859-1930), lo scultore romano autore della Quadriga della Libertà, fondò nel 1890, ad Urbino, insieme all’amico pittore Augusto Bompiani, l’Accademia Raffaello Sanzio che ebbe vita fiorente per circa vent’anni. Le sue opere bronzee sono di notevole pregio e troviamo traccia di suoi lavori e collaborazioni in monumenti romani quali il Palazzo di Giustizia, la basilica di Sant’Andrea delle Fratte, la chiesa di Sant’Ivo dei Bretoni. Morì a Roma nel 1930.
Bartolini riuscì, con maestria, a connettere l’insieme del gruppo bronzeo all’architettura di Giuseppe Sacconi; l’auriga della sua quadriga richiama l’Athena Lemnia di Fidia, che un tempo si erigeva sulla terrazza dell’Acropoli di Atene, nella replica conservata all’Albertine Museum di Dresda.
Nel 1927, finalmente, le due quadrighe andarono a coronare le testate del Vittoriano dove svettano, ancora oggi, immerse nell’orizzonte romano tra i fasti del passato, le cupole barocche e le architetture moderne.
Vittoriano, cerimonia inaugurale del 4 giugno 1911
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La quadriga della Libertà di Paolo Bartolini
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Il belvedere offre una veduta d’eccezione sul cuore del centro storico, l’unica parte della città a non restare mai disabitata nei secoli grazie alla vicinanza del Tevere. La vista spazia sulle più importanti cupole romane: dalla chiesa del Gesù a S. Andrea della Valle e a S. Agnese in Agone, dall’originalissima spirale di S. Ivo alla Sapienza, fino ad arrivare al cupolone michelangiolesco di S. Pietro, affiancato dalla Cappella Sistina e dal complesso dei Musei Vaticani, con l’ala riservata agli appartamenti papali.
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Piazza del Campidoglio e il palazzo Senatorio
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Da questa angolazione si gode una splendida veduta sul Tevere, con le sue sponde cinte dai muraglioni e ornate da altissimi platani. Sulla riva sinistra si ammirano, tra le altre cose, gli imponenti resti del Teatro di Marcello, riutilizzato nel Medioevo come residenza patrizia e la cupola a padiglione della Sinagoga, in posizione dominante sull’antico ghetto ebraico. Allontanando lo sguardo oltre la curva dei fiume, si estendono le grandi macchie verdi di Villa Doria-Pamphilj, seicentesco giardino di delizie e del colle del Gianicolo, su cui spicca il monumentale prospetto dei Fontanone dell’Acqua Paola.
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Sullo sfondo si nota il Gazometro e il quartiere dell'Eur con il palazzo della Civiltà ed il Lavoro e la chiesa dei SS. Pietro e Paolo
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Il panorama è dominato dalla lunghissima facciata del Quirinale, sede del Presidente della Repubblica dal 1946, ma in passato illustre residenza prima dei Papi e poi della famiglia reale sabauda. La posizione privilegiata del belvedere consente, inoltre, un colpo d’occhio ravvicinato sulle cupole barocche di S. Maria di Loreto e del SS. Nome di Maria e, in particolare, sui resti del Foro di Traiano con la famosa Colonna istoriata che racconta le imprese belliche del grande imperatore, nel suo genere, la meglio conservata che ci sia arrivata dal mondo antico.
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Sullo sfondo si notano lo stadio Olimpico e il palazzo della Farnesina
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Il panorama che si apre alle spalle dell’elegante piazza del Campidoglio, sede del Comune, abbraccia un arco urbanistico e cronologico che va dalla zona archeologica dei Fori della città antica al novecentesco quartiere dell’Eur, fino ai Castelli Romani. Alle spalle della chiesa dei SS. Luca e Martina, gioiello architettonico barocco, si può ammirare, da un punto di vista straordinario, l’impressionante mole del Colosseo e tutta la vastità del Foro Romano, cuore di Roma antica dove spiccano l’Arco di Tito e le tre celebri colonne del Tempio dei Dioscuri, ma anche il luogo in cui sorsero alcuni fra i più antichi luoghi di culto della Roma cristiana.
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La Basilica di San Paolo vista con il cannocchiale della terrazza
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Campanile del palazzo Senatorio e palazzo della FAO (ex ministero dell'Africa italiana)
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Piazza Venezia e Via del Corso
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Da questa angolazione si possono ammirare, tra gli altri, la celebre calotta del Pantheon, strabiliante miracolo della sapienza architettonica antica e oggi mausoleo dei primi re d’Italia e il palazzo di Giustizia detto il "Palazzaccio"
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La terrazza delle Quadrighe
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Ascensori panoramici per la terrazza delle Quadrighe
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BUONA VISIONE
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