La Repubblica del 10-Ottobre-2006
IL SUDAMERICA VISTO DA UN BIOLOGO
di Luca Sancini
Il Calcio, la politica, l'esilio, il riscatto. Tutti gli ingredienti dolci e amari che fanno dell'America Latina
uno dei posti del mondo piu' raccontati dalla letteratura e della poesia, fanno da collante per la raccolta
di storie brevi "Futbol tango y corazon" (Robin edizioni, 14 euro), primo libro di Paolo Mattana,
biologo romano, che vive e lavora a Bologna. La sua passione per il Sudamerica nasce dall'amicizia e da vicende
familiari. E la chiave per raccontare l'amore per un continente, Mattana l'ha trovata nella scrittura,
a dargli ampio materiale per i soggetti, ci ha pensato la storia recente latinoamericana: dal golpe di Pinochet
del settembre 1973 in Cile, alla tremenda pagina dei desaparecidos in Argentina, alle lotte sociali di uno dei
paesi piu' poveri del mondo, la Bolivia. Tutto questo nei sette racconti e nelle 273 pagine del libro, che
Leonardo Barcelo' consigliere comunale dei DS, arrivato fin qui dal Cile a meta' degli anni '70 descrive cosė: "uno squarcio di America latina, amata, vissuta, raccontata con profonda conoscenza storica. Una prosa sobria
ed essenziale, ma non priva di calore ed ironia." Il "futbol" del titolo, il lettore lo trovera'
nel primo racconto "Futbol corazon", una storia divertente ed amara di una squadra di periferia, un barrio
dell'infinita Santiago del Cile, chiusosi dopo il golpe, nella sua poverta', ma anche nella sua coerenza di
quartiere popolare e di sinistra, con i militanti comunisti e socialisti, ancora pronti a fare attivita'
sociale. Come quella di organizzare una squadra di calcio che arriva a sfidare le avversarie migliori. Il gol al novantesimo minuto della finale che termina il racconto, lo segna Consuelo, la ragazza centravanti,
partita dalla panchina ma che si rivela arma vincente. Metafora, sostiene Barcelo' nell'introduzione,del ruolo delle donne latinoamericane, pronte in alcuni momenti della storia a prendere il destino di petto.
Tra il gol di rovesciata di Consuelo e le Madri di Plaza de Mayo, c'e' il dramma ma pure la forza delle donne di quel continente. A seguire Mattana si immerge nel buio fatto di violenze e torture che per un decennio
almeno, incappucciarono un continente. Si ripercorrono cosi' gli anni difficili dell'esilio in Italia per i militanti argentini in fuga dalla Junta e le lotte nelle miniere di gas in Bolivia. Lo spirito
che traspare dal libro, lo descrive al meglio Astor Piazzola, che parlando del tango diceva " E' triste, e' drammatico, ma non e' pessimista".