SUL CILE

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CRONOLOGIA CILENA 1970-2006

di Paolo Mattana

1970:
La coalizione denominata Unidad Popular vince le elezioni, ne fanno parte socialisti, comunisti, radicali e socialdemocratici; il suo leader , il socialista Salvador Allende diventa Presidente della Repubblica.

1970 - 1973:
Il governo mette in pratica una serie di riforme di stampo socialista che includono tra l'altro la nazionalizzazione delle banche e delle grandi imprese nazionali, come le grandi aziende minerarie del nord del Cile, vero e proprio motore dell'economia nazionale. I lavoratori iniziano a prendere parte attiva in tutti i settori sociali e si applica un piano di ridistribuzione delle risorse economiche, incluse le terre dei grandi latifondi. La destra reagisce boicottando i lavori parlamentari e organizzando continue manifestazioni e scioperi nel tentativo di paralizzare il paese. Ci riesce in parte, grazie all'aiuto dell'amministrazione USA che paga gli scioperanti, bloccando per mesi alcune miniere e i trasporti privati. Le merci iniziano a scarseggiare, ma non basta, il 4 settembre 1973, milioni di persone scendono nelle piazze a sostenere Unidad Popular, alla destra e ai militari, non rimane che rovesciare il governo con la forza. 11 settembre, il golpe e la caduta del governo democratico di Salvador Allende, che viene ucciso durante il bombardamento alla Moneda, il palazzo presidenziale. I militari prendono il potere e iniziano una pesante azione di repressione, e' la dittatura. Centinaia di persone vengono recluse e sommariamente uccise. Lo Stadio Nazionale della Capitate si trasforma per alcuni giorni in un gigantesco campo di prigionia. Il generale Pinochet, si autodesigna Presidente della Repubblica. Inizia l’esilio, di migliaia di cileni, che scappano o si rifugiano nelle varie ambasciate in cerca di asilo politico.

1974:
15 giugno, creazione della DINA, la famigerata polizia segreta, che sotto la guida del colonnello Manuel Contreras, inizia sistematiche uccisioni, torture e sparizioni di migliaia di cittadini appartenenti o semplici simpatizzanti all'area di sinistra.

1975-1976:
Tramite il "Piano Condor" i tentacoli della dittatura espatriano all' estero: Il dirigente democristiano Leighton e sua moglie subiscono un attentato a Roma, Orlando Letelier, ex membro del governo Allende, e un suo assistente, vengono uccisi a Washington.

1977:
13 agosto, la DINA viene sciolta e viene formato la CNI (Centrale Nazionale di Informazione); 12 dicembre, dopo la condanna per in quarto anno consecutivo da parte dell’ONU per la violazione dei diritti umani, Pinochet chiede una consultazione nazionale per respingere "l’ingerenza straniera".

1978:
4 gennaio, Plebiscito: il governo afferma di aver ottenuto il 75% dei voti favorevoli; 19 aprile, Pinochet decide l'amnistia per tutti i delitti commessi dopo l'11 settembre.

1980:
11 settembre, 67 votanti su 100 approvano la nuova Costituzione che prevede l’estensione del mandato di Pinochet fino al 1989. "

1981:
11 marzo, entra in vigore la nuova Costituzione definita "anti-marxista".

1983:
11 maggio, Prima giornata nazionale di protesta, organizzata dai sindacati che chiedono il ritorno della democrazia e creano il Comitato Nazionale dei Lavoratori.

1984:
06 novembre, Pinochet proclama lo Stato d'Assedio in tutto il paese

1986:
luglio, manifestazioni violente e scioperi; 7 settembre, attentato fallito contro Pinochet; 8 settembre, Stato d’Assedio; 1 aprile, visita del Papa.

1988:
Un referendum popolare respinge la richiesta di Pinochet di poter rimanere al potere sino al 1997. Iniziano a rientrare i primi esiliati.

1990:
Prime elezioni "democratiche" ed elezione del democristiano Particio Aylwin a guida di uno schieramento di riconciliazione nazionale. Pinochet è ancora Capo dell’esercito.

1998:
Pinochet lascia la carica di comandante supremo dell'esercito e diventa senatore a vita. Va in Inghilterra per sottoporsi ad un intervento chirurgico e il 17 ottobre viene arrestato dalla polizia britannica dietro un mandato internazionale del giudice spagnolo Garzon per crimini di genocidio.

2000:
Il governo Britannico, in forte imbarazzo concede l'estradizione per motivi di salute e a marzo, Pinochet torna in Cile. E' da poco stato eletto alla presidenza della repubblica, Ricardo Lagos, 30 anni dopo Allende, un altro socialista al governo.

2000-2004:
Continua il lento processo di democratizzazione del paese e i ripetuti tentativi di processare il generale Pinochet, che non è più senatore e per sfuggire alla legge si fa dichiarare "demente". Nonostante le innumerevoli prove raccolte contro le barbarie della dittatura, la questione giustizia e' ancora aperta e molti crimini sono ancora impuniti. Il Cile fatica ancora a chiudere i conti con il proprio passato.

2006:
Micelle Bachelet, socialista e a capo di una compagine di centro-sinistra, succede a Ricardo Lagos alla presidenza del Cile. E' la prima donna presidente in tutta l’America Latina, promette sviluppo, equità sociale e giustizia sui diritti umani.