SUL CILE

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LE ULTIME PAROLE DEL PRESIDENTE: 11 SETTEMBRE 1973
Allende parla al popolo cileno dalla Moneda mentre e' sotto l'assedio dei militari dai microfoni di Radio Corporation e Radio Magallanes. (Traduzione di Paolo Mattana)

11 SETTEMBRE 1973

Da Radio Corporation
Parla il Presidente della Repubblica dal Palazzo della Moneda. Informazioni confermate segnalano che un settore della Marina avrebbe isolato Valparaiso e che la citta' sarebbe occupata, il che significa una sollevazione contro il Governo, del Governo legittimamente costituito, del Governo che e' protetto dalla legge e dalla volonta' del cittadino. In queste circostanze, chiamo tutti i lavoratori affinche' occupino i loro posti di lavoro, accorrano alle loro fabbriche e mantengano la calma e la serenita'. Sino a questo momento a Santiago non si e' prodotto alcun movimento straordinario di truppe e secondo quanto mi ha informato il Capo della Guarnizione, le truppe di Santiago sarebbero nelle caserme ed in condizioni di normalita'. In tutti i casi io sono qui, nel Palazzo del Governo, e rimarro' qui difendendo il Governo che rappresento per volonta' del popolo. Quello che desidero essenzialmente, e' che i lavoratori stiano attenti, vigili e che evitino provocazioni. Come prima tappa dobbiamo vedere la risposta, che spero sia positiva, dei soldati della Patria, che hanno giurato di difendere il regime stabilito che e' l'espressione della volonta' cittadina e che adempieranno agli insegnamenti che diedero lustro al Cile e alla professionalita' delle Forze Armate. In queste circostanze, ho la certezza che i soldati sapranno adempiere ai propri obblighi. In tutti i modi, il popolo e i lavoratori, fondamentalmente, devono rimanere mobilitati attivamente, ma nei propri posti di lavoro, ascoltando la chiamata che gli puo' essere rivolta e le istruzioni che gli dara' el compañero Presidente della Repubblica.

8.15 del mattino. Radio Corporation.
Lavoratori del Cile: Vi parla il Presidente della Repubblica. Le notizie che abbiamo sino a questi istanti ci rivelano l'esistenza di un'insurrezione della Marina nella Provincia di Valparaiso. Ho ordinato alle truppe dell'Esercito di dirigersi a Valparaiso per soffocare questo tentativo golpista. Dovete aspettare le istruzioni che verranno emanate dalla Presidenza. Abbiate la sicurezza che il Presidente rimarra' nel Palazzo della Moneda difendendo il Governo dei Lavoratori. Abbiate la certezza che faro' rispettare la volonta' del popolo che mi da il comando della nazione sino al 4 di Novembre 1976. Dovete rimanere attenti nei vostri posti di lavoro aspettando le mie informazioni. Le forze leali rispettando il giuramento fatto alle autorita', assieme ai lavoratori organizzati, sconfiggeranno il golpe fascista che minaccia la Patria.

8.45 del mattino. Radio Corporation.
Compañeros all'ascolto : La situazione e' critica, facciamo fronte contro il colpo di Stato al quale partecipano la maggioranza delle Forze Armate. In questa ora funesta voglio ricordarvi alcune delle parole che dissi nel 1971, ve le dico con calma, con assoluta tranquillita', io non ho la stoffa del santo o del messia. Non ci tengo ad essere un martire, sono un lottatore sociale che esegue un compito che mi ha dato il popolo. Ma che lo intendano quelli che vogliono riportare indietro la Storia e disconoscere la volonta' della maggioranza dei cileni, senza essere un martire non faro' un passo indietro. Che lo sappiano, che lo ascoltino, che se lo imprimano profondamente nella mente: lascero' la Moneda quando avro' compiuto il mandato che il popolo mi dette, difenderò questa rivoluzione cilena e difenderò il Governo perche' e' il mandato che il popolo mi ha trasmesso. Non ho altra alternativa. Solo crivellandomi di colpi potrete impedire la volonta' di eseguire il programma del popolo. Se mi assassinerete, il popolo seguira' la sua strada, seguira' il cammino con la differenza forse che le cose saranno molto più dure, molto piu' violente, perche' sara' una lezione obiettiva molto chiara per le masse che questa gente non si ferma davanti a nulla. Io avevo messo in conto questa possibilita', ne' la offro ne' la facilito. Il processo sociale non scompare perche' scompare un dirigente. Potra' ritardare, potra' prolungarsi, ma alla fine non si potra' arrestare. Compañeros, rimanete informati dai vostri posti di lavoro, che el compañero Presidente non abbandonera' ne' il suo popolo ne' il suo posto di lavoro. Rimarro' qui nella Moneda anche a costo della mia stessa vita.

9.03 del mattino. Radio Magallanes.
In questi momenti stanno passando gli aerei. E' possibile che ci crivellino di colpi. Pero' che sappiano che rimaniamo qui, per lo meno con il nostro esempio, a mostrare che in questo paese ci sono uomini che sanno eseguire i propri doveri. Io lo faro' per mandato del popolo e per mandato cosciente di un Presidente che ha la dignita' dell'incarico datogli dal suo popolo in libere e democratiche elezioni. In nome dei piu' sacri interessi del popolo, in nome della Patria, vi chiamo per dirvi di avere fede. La storia non si ferma ne' con la repressione, ne' con il crimine. Questa e' una tappa che sara' superata. Questo e' un momento duro e difficile: e' possibile che ci sconfiggano. Pero' il futuro sara' dei lavoratori. L'umanità avanza per la conquista di una vita migliore. Paghero' con la mia vita la difesa dei principi che sono cari a questa Patria. Calera' l'oltraggio su coloro che hanno offeso i propri accordi, non tenendo fede alle proprie parole … rompendo la dottrina delle Forze Armate. Il popolo deve essere in allerta e vigilante. Non deve lasciarsi provocare, non deve lasciarsi massacrare, pero' deve anche difendere le sue conquiste. Deve difendere il diritto di poter costruire con il proprio sforzo una vita degna e migliore.

9.10 del mattino. Radio Magallanes.
Sicuramente, questa sara' l'ultima opportunita' in cui possa rivolgermi a voi. La Forza Aerea ha bombardato le antenne di Radio Magallanes. Le mie parole non hanno amarezza, ma delusione. Che siano esse un castigo morale per chi ha tradito il suo giuramento : il soldati del Cile, i comandanti in capo titolari, l'Ammiraglio Merino, che si e' autodesignato comandante dell'Armata, inoltre il signor Mendoza, generale spregevole che solo ieri manifestava la sua fedelta' e lealta' al Governo e che anche lui si e' autonominato Direttore Generale dei Carabineros. Di fronte a questi fatti mi rimane solo di dire ai lavoratori: Non abbandonero'! In questa fase storica paghero' con la mia vita la lealta' al popolo. E vi dico che ho la certezza che il seme che abbiamo seminato nella degna coscienza di migliaia di cileni, non potra' essere eliminato definitivamente. Hanno la forza, potranno sottometterci, ma non si fermano i processi sociali ne' con il crimine, ne' con la forza. La Storia e' nostra e la fanno i popoli. Lavoratori della mia Patria: voglio ringraziarvi per la lealta' che sempre mi avete dimostrato, la fede che avete depositato in un uomo che fu solo interprete dei grandi desideri di giustizia, che impegno' la sua parola nel rispettare la Costituzione e la legge, e cosi' fece. In questo momento definitivo, l'ultimo in cui possa rivolgermi a voi, voglio che approfittiate della lezione: il capitalismo straniero, l'imperialismo, assieme ai reazionari crearono il clima che portarono le Forze Armate a rompere le sue tradizioni che sono state mostrate dal generale Schneider e riaffermate dal comandante Araya, vittime dello stesso settore sociale che oggi stara' aspettando con le mani libere, di riconquistare il potere per continuare a difendere i suoi profitti ed i suoi privilegi. Mi rivolgo a voi, soprattutto alle umili donne della nostra terra, alla contadina che credette in noi, alla madre che condivise la nostra preoccupazione per i bambini. Mi rivolgo ai lavoratori professionisti della Patria, ai professionisti patrioti che hanno continuato a lavorare contro la sedizione auspicata dai collegi professionali, collegi classisti che hanno difeso anche i guadagni di una societa' capitalista. Mi rivolgo ai giovani, a quelli che cantarono e portarono la propria allegria e il proprio spirito di lotta. Mi rivolgo all'uomo del Cile, all'operaio, al contadino, all'intellettuale, a quelli che saranno perseguitati, perche' nel nostro paese il fascismo e' gia' presente da molto tempo; negli attentati terroristici, facendo esplodere i ponti, tagliando i binari ferroviari, distruggendo gli oleodotti e i gasdotti, di fronte al silenzio di quelli che avevano l'obbligo di intervenire. Sono compromessi. La storia li giudichera'.
Sicuramente Radio Magallanes sara' azzittita e il timbro tranquillo della mia voce non arrivera' più a voi. Non importa. Continuate ad ascoltarla. Rimarro' sempre vicino a voi. Per lo meno il mio ricordo sara' quello di un uomo degno che fu leale verso la Patria. Il popolo deve difendersi, ma non sacrificarsi. Il popolo non deve lasciarsi smantellare ne' farsi crivellare di colpi, ma non puo' neanche umiliarsi.
Lavoratori della mia Patria, ho fede nel Cile e nel suo destino. Altri uomini supereranno questo momento grigio e amaro nel quale il tradimento pretende di imporsi. Continuate sapendo che, molto presto, si apriranno di nuovo i grandi viali dove cammina l'uomo libero, per costruire una società migliore.
Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori!

Queste sono le mie ultime parole e ho la certezza che il mio sacrificio non sara' vano, ho la certezza che, per lo meno, sara' una lezione morale che castighera' la fellonia, la codardia ed il tradimento.