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| Stefano Medel - merialdistefano@libero.it |
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| Camminare fra rami secchi,
pezzi di fuscelli,
fra strade fatte di foglie precipitate,
sospinte alla rinfusa da venti impetuosi,
venuti dal nord per rubare l'estate;
il sole va spegnendosi, venendo meno,
il buio s'avvicina presto,
e le luci della sera sono intorno;
presto la natura avrà il sonno,
e saremo un po' soli fra rami ignudi
e terra dura.
Stefano Medel |
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| Ed ora sono qui,
in questa notte d'autunno
a cercare le risposte che non avrò,
a pensare al passato che non tornerà,
a ricordare il tempo della fanciullezza,
a sognare di andar via,
di andare lontano,
di sparire, di non tornare,
di sfuggire dalla tristezza e dalla sfortuna. . . .
Stefano Medel |
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| Ascoltiamo canzoni?
Si, con You tube . . . |
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| Prendo mezza pillola per dormire,
prendo mezza pillola per svegliarmi.
Il cervello è come una fontana:
volano pensieri in alto
e ricadono in qualche modo
sulla mia incoscienza,
scivolano pensieri in basso
lasciando tracce
sulla mia coscienza.
Il momento più bello?
Prima di addormentarmi,
quando vedo figure, e volti, e ombre,
quando il mio mondo è un altro,
quando il mio mondo e un altro
si confondono, quieti,
dissolvendo i perché,
confondendo la vita,
rimischiando gli eventi,
le persone, le case e le cose.
Il momento più brutto?
E’ banale!
Però, proprio al risveglio,
mi dispiace il ritorno
alle cose, al rumore,
alla luce del giorno:
se morire è sognare
e sognare è morire,
ho il segreto per vivere, e bene:
prendo mezza pillola per addormentarmi,
prendo mezza pillola per non svegliami più. . . .
felice.soprani@gmail.com |
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Abbiamo faticato per lasciarci:
mille anni d'amore in un abbraccio
e poi l'indifferenza, l'apatia,
mille carezze al cuore
e neanche un bacio.
Ma non abbiam sofferto per amarci,
ricordi? C'era amore, c'era vita
in quel silenzio dolce di poesia...
adesso puoi dormire, anima mia!
Una cosa era amore,
una era vita
in un cerchio di fuoco e di poesia. . .
adesso puoi dormire, anima mia!
felice.soprani@gmail.com
sanremo |
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Inizia qui
"La Canzone piu' lunga del mondo"
Se volete, inviate dei versi basati su questa metrica, e saranno inseriti qui di seguito.
Sotto a chi tocca, anzi. . .
a chi scrive!
ottoinfilosofia@aliceposta.it
oppure
endasimperia@hotmail.it |
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| Una canzone fatta per la vita
che dica a tutti che non é finita,
una canzone che non dica niente
finché rimani tu nella mia mente,
una canzone che fa ricordare
se c'è qualcosa da dimenticare,
una canzone con duemila note
per dire che le ore sono vuote,
una canzone stanca di cantare
le donne giuste che si fanno amare,
una canzone fatta in riva al mare
col cielo e l'acqua per poter nuotare,
una canzone fatta al cimitero
dove il tempo diventa tutto nero,
una canzone fatta da un balcone
un volo che sembrava un aquilone,
una canzone in cima a un grattacielo
che da lassù nessuno sembra vero,
una canzone nel carburatore
da casello a casello poche ore,
una canzone fatta in casa mia
un giorno che cantava l'allegria,
una canzone fatta un pò a schedina
per vincere i tuoi sogni di bambina,
una canzone nel tuo reggiseno
e mi sono sentito venir meno,
una canzone fatta in una chiesa:
hai detto "SI" davvero, ti sei arresa,
una canzone fatta per gli amanti
son cose da trattare con i guanti,
una canzone che sa cosa dire
e che non riesce proprio più a finire,
una canzone fatta sugli specchi
perché i bambini sembrano già vecchi,
una canzone di mulini a vento
per dire che c'é un certo movimento,
una canzone senza il mal di testa
perché fare l'amore é sempre festa,
una canzone dentro un ospedale
fa rima sempre e solo con il male,
una canzone di pubblicità. . .
fra due minuti ci vediamo qua
Una canzone
fino in fondo al mare
perchè l'amore
non so più trovare,
un canzone
lunga e senza tempo
che io possa cantare a cuor contento,
una canzone
se devo ricordare
quanto io ho amato e posso ancora amare. . . . |
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| Usate pure lo schema qui sopra per inviare le vostre frasi.
NB: se volete, stampatele prima di inviare, così potrete sempre dire che
"quelle" le avete scritte voi, quando saremo famosi. . . |
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| . . .Una canzone per disoccupati
chi ha avuto i posti non li ha più mollati,
una canzone su "C'era una volta.."
la dolce fiaba della prima volta,
una canzone col preservativo
ti ho amato tanto e sono ancora vivo,
una canzone dentro una siringa
e sei piu' magro tu della mia stringa,
una canzone che non può finire
se c'é qualcosa che tu mi vuoi dire,
una canzone che può continuare
solo se tu avrai voglia di cantare
una canzone fino in fondo al mare
perchè l'amore non so più trovare
una canzone lunga come il tempo
che io possa cantare a cuor contento
una canzone per me, per ricordare
quanto io ho amato, e posso ancora amare. . .
continua. . . |
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| UNA CANZONE
FINO IN FONDO AL MARE
PERCHE' L'AMORE
NON SO PIU' TROVARE...
UNA CANZONE
LUNGA, SENZA TEMPO,
CHE IO POSSA CANTARE
A CUOR CONTENTO,
UNA CANZONE
PER ME, PER RICORDARE
QUANTO IO HO AMATO,
E QUANTO POSSO AMARE. . . |
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| DAL ||: AL :||
dal segno al segno
SUBLIMINAL-MENTE
F€LIC€
LEGGETE, RIPETETE, IMPARATE A MEMORIA, SE VOLETE . . .
DIMENTICAVO: DAL SEGNO AL SEGNO, RICOMINCIATE, OGNI GIORNO . . . .
Kadjar-Oussmii Said
Subliminalmente F€lice
http://www.webalice.it/ottoinfilosofia
||: Questo giorno è fortunato, come gli altri,
ed io oggi sono ancora più felice,
so apprezzare della vita il grande dono,
amo, vivo e rido in libertà!
C’è un bambino dentro me che inventa storie,
tutte allegre, e parlan di felicità,
e c’è un uomo dentro me che la memoria,
che ricorda il bene e vive la realtà.
Fiori azzurri, rossi e bianchi nel mio cielo
come gocce di fortuna su di me:
si, c’è il sole, ma per me c’è anche la Luna,
sento pace e canto alla serenità,
mangio, bevo, rido, parlo con piacere,
poi cammino sopra i prati in libertà,
i miei sogni, sì, si sono già avverati,
oggi a cena avrò la sera insieme a me.
Il tramonto è un gran pittore, e ci sa fare:
coi colori bacia la mia fantasia,
non ho niente io da farmi perdonare,
sento e canto della vita la magia . . .
Questa sera è fortunata, come sempre,
ma stasera lo è per me ancora di più,
sono in pace e poi sereno e poi felice,
quello che la gente dice: “Come fa?”
Poi la notte arriva, carica di sogni,
belle storie che la sveglia fermerà:
nei miei occhi brilleranno percezioni
di altri mondi pieni di felicità . . .
ecco, il giorno mi accarezza, piano piano,
fra lo zucchero c’è la serenità,
esco, vado a ringraziare il mio destino:
è un bambino che è felice insieme a me! :||
kadjaroussmiisaid
SANREMO
endasimperiarteecultura
ottoinfilosofia@alice.it
endasimperia@hotmail.it |
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| Accarezzando il gatto,
prima di dormire,
mi unisco al suo respiro,
al suo gioire:
lui si, lui sa come si fa,
e si addormenta
lasciando i suoi pensieri
in mano mia….
In quella perfezione esistenziale
ripenso a Dio, come la prima volta,
in quel miscuglio
di vibrante pace,
di caldo, di fiducia,
di abbandono. . . .
Cosa vuol dire: gnostico?
Agnostico senza la “a”!!!
Cosa vuol dire: agnostico?
Gnostico con la “a”!!!
E l’amore?
Prima il dolce, poi. . . la frutta!
Kadjar Said – Sanremo
http://www.webalice.it/ottoinfilosofia |
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| Ma . . la poesia, dov'è?
By Felice Soprani
Sanremo |
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| E' molto probabile
che ci sarà poesia
in una scultura
e non scultura
in una poesia,
così come ci sarà
poesia in un dipinto,
o in una musica,
e non colori
o musica in una poesia?
E ci sarà poesia
nei miei pensieri,
o ci saranno
solo pensieri
nella mia poesia? |
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| L'occhio di Cubìa
Kadjar Said |
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| Occhio di cubìa: apertura nella parte prodiera della nave attraverso la quale passa la catena dell'ancora.
L’occhio di Cubìa
Kadjar Said
Nell’occhio di Cubìa una catena antica
lascia alla mia poesia un mare di fatica.
L’anima leva stanca, anello dopo anello
una luce che bianca attraversa il cervello:
saggezza millenaria stesa fra il bene e il male
di nuovo sfiora l’aria, ma ancora sa di sale
fra le sudate carte, le speranze, i dolori,
e una guerra con Marte quando se vinci muori . . .
La catena raccoglie nell’occhio di Cubia
- fra frustrazioni e voglie - l’idea di andare via,
di sollevare il peso di ogni libertà
verso il cielo già atteso della creatività,
così dall’acqua affiora, del mare della vita
una fatica ancora devastante e infinita:
mille anelli in tensione con un fardello immenso
reggono l’emozione che sfiora un sesto senso . . .
mille anni già usati diventano un istante,
poi sono cavalcati da una luce accecante,
il passato sprofonda in un lamento breve,
ricade verso un’onda azzurra fra la neve
e nell’impatto il mare sorpreso della vita
esplode, per curare ancora una ferita,
il suo colore cede luce alla fantasia,
nulla segue o precede l’attimo di poesia
e il silenzio in un suono rilancia verso il cielo
un senso di abbandono: l’immenso è in questo velo,
gocce fra cielo e mare ferme, fissate là,
che lasciano guardare dentro l’eternità . . .
Kadjar Said
Sanremo
Tratto da: "La di vita commedia" |
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Non sono nato per vincere, mi dicevo,
lottando contro tutto e tutti, e la morale,
e le convenzioni, e le abitudini buone e cattive, e la mia vita. . .
Poi mi guardavo intorno: ruffiani, bastardi, puttanieri, spacciatori, drogati, ladri, imboscati, raccomandati, mafiosi, politici, tesserati, sognatori, opportunisti, illusi, credenti, fanatici, terroristi, tifosi, eccetera. . .
E la Russia, e l'America, e la Juve, ed il Milan, la fame, la sete: era la mia vita, metà da piangere, metà da ridere, ed io sempre nel mezzo. Nel mezzo della notte, di incubi impossibili, di sogni indefinibili, di voglie indescrivibili, di giorni esagerati.
Quanta paura avevo: gli esami, le donne, la chiesa, la carriera, la casa, la famiglia, la banca, la morale, gli amici, i nemici, il tempo, la morte, la vita, il passato, il futuro, il mio corpo-prigione, la mia anima-mistero. . .
Il conscio, l'inconscio, il subconscio ed il malconcio mio desiderio di essere, di esistere, IN PACE, malgrado me, il mio passato ed il presente ed il futuro, hanno dato un traguardo a tutto.
Un luce, mai vista prima d'ora: così vera, così lontana da me che sgorga come acqua dal mio cuore, e che rende alla gioia della vita la sua naturale semplicità.
Bambino e incosciente, adulto e cosciente, ora non rido, ora non piango per niente.
KOSM |
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| Gianni
La sua stagione è sempre, è mai
Tratto da : "La di vita commedia"
di Kadjar-Oussmii Said - Sanremo
Kadjar-Oussmii Said
http://www.webalice.it/ottoinfilosofia
GIANNI
C’era l’amico di un mio amico
appassionato di bonsai:
era un sapere nuovo e antico
che allontanava tanti guai.
Nella sua serra, rilassato,
lui accarezzava una piantina,
poi la osservava da ogni lato,
e faceva un giro giù, in cantina . . .
Un buongustaio, un bevitore,
un grande interprete del vino,
e c’era in lui un ristoratore
con un intuito sopraffino.
Poi ritornava alla passione,
al ciclo delle sue stagioni,
al tempo di dare ragione
ai sentimenti, se son buoni.
Fra le sue dita esili rami
ed una roccia per supporto:
faceva uscir dalle sue mani
un modo di dare conforto
agli occhi, all’animo, alla vita,
a chi sa ancora percepire
- prima che questa sia finita -
l’immensità del divenire.
Così le foglie, in trasparenza,
le forme, l’acqua, e poi la terra,
a lui svelavano l’essenza
nel caldo di quella sua serra,
e le stagioni ancora, intorno:
un grande ballo di poesia
creava il ritmo ed il contorno
a quella splendida magia
che accarezzava un mondo vero,
un’ armonia cosmica e antica,
fra quelle foglie e il suo pensiero
in una gioia nuova e amica. . .
Quella mattina era un po’ strano,
mi ha detto: “Guarda quel bonsai,
io sono qui, e vedo lontano,
chissà tu cosa ci vedrai...”
Io l’ ho guardato, ma non c’era
nessuna pianta in prospettiva,
però captavo l’atmosfera
di quella storia che finiva.
Ma che cos’ hai, una percezione
di qualche cosa che non va?”
Gli ho chiesto... “No, è una sensazione
che mi promette libertà!”
lui mi ha risposto, e se n’è andato. . .
Fra il suo bicchiere e i suoi bonsai
sono rimasto frastornato:
la sua stagione è sempre, e mai . . .
kadjar-Oussmii Said
said.kadjar@gmail.com |
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| Di Napoli Armando
Mio Padre . . . . . .Mia Madre
Mio Padre
Scolpendo l'infinito
dietro l'ignobile vita
alghe e meduse
meduse e alghe
sudando sangue
nessuna pietà
nelle mani della solitudine
eccitando il proibito
morso al cuore da
una tarantola
senza avvertire dolore
succhiare senza sapere
la verità...gli odori
della vita
inciampando
nel misterioso universo
senza cadere...
ecco il mio invincibile eroe
barattando banane
e fichi maturi
nel tentativo di sfamare
i suoi nove figli
mio Padre morto troppo...
troppo giovane
stracciato e stuprato
dal lavoro...
Arzano 15 Agosto 2003
Mia Madre
Cade la neve
é una neve sbiadita
partivo spesso
lasciando al balcone
di quel tugurio
lo sguardo triste
di mia Madre accompagnato
dalle prime luci dell'alba
partivo per ogni
mia forzata partenza
e mia Madre con
voce singhiozzante
mi augurava
buona fortuna...
partivo senza trovare
mai nulla...ora ancora parto
sognando di trovare
lo sguardo triste
di mia Madre...
Stoccolma 4 Novembre 1998
maltacrown@mail.ru |
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| Di Napoli Armando
Fragilità della vita
Ecco dei grumi di sfortuna
che nascono a grappoli
una gip che viene contromano
uno zio che disprezza
i dipinti del nipote
e non espone nemmeno una tela
nelle sue bigotte gallerie
un gatto che attraversa
la strada e si ficca
sotto la ruota della bici
un fallito che non ha colori
per dipingere nè soldi
per pagare i suoi modelli
e dipinge sempre
la sua faccia
intrisa di sofferenza...
Catturando ogni sorta
di movimento e spazio
il granchio capovolto
e` un'opera
di quell'artista
che per mettersi in mostra
agli occhi dell'amico
che voleva partire
per Tahiti si presento`
con il suo orecchio
tagliato stretto nella mano
per produrre compassione
per frustare il vento
basterebbero quattro pedalate
per scavalcare
tortuose montagne
tra ansiolitici e droghe
droghe e ansiolitici
la vergogna struggente
dovrebbe infangare
le coscienze di quelli
che inzuppavano il pane
nel tuo nobile sangue
finche` eri famoso
i polmoni di acciaio
e il cuore di leone
non hanno retto all'urto
della sensibilita`
ti hanno lasciato soffrire
in quell'orrendo tugurio
fino alla morte per depressione
chissa` i mille complotti
erano montagne cosparse
di viscido sapone
troppo insidiose
da scavalcare...
prostitute e corvi
corvi e prostitute
puntarsi una pistola
alla tempia e spararsi
cosi` il dramma ha unito
Vincent e Marco
nella schizzofenia totale
di chi gode
nel costruire le disgrazie
degli altri...tutto svanisce
come sulle strade
di una montagna attraversata
da fasce di foschia
o la luce tetra che illumina i volti e
le mani colme di sofferenza dei
mangiatori di patate
rimangono solo le ombre
di due vincitori
sconfitti dalla
fragilita` della vita...
Parigi 16 Febbraio 2004
maltacrown@mail.ru |
| EURO
Fingere non serve a niente:
occorrono sempre 8 o 10.000 euro in più
di qualsiasi cifra immaginaria,
e sognare è proibito.
Consumiamoci così,
fra la schedina e il superanolotto,
ubriachiamoci dunque, di speranza,
e, lo diceva già il poeta inglese,
ripetiamo: “Domani, domani, e ancora domani. . . .”
Ma perchè cazzo vivo a fare,
porco chi so io, ma perchè esisto?
Non ci sarà domani, non c’è ieri,
e le puttane negre, bianche, gialle o rosse
hanno un budget notevole,
e poi, i ”pusher” che non so più cosa vuol dire,
valgono più di mille negozietti,
di cento supermercati,
di 10 gioiellerie. . .
Poi c’è il capitalismo, la globalizzazione,
la Cina prepotente, l’America nel gate,
la Russia che va a pezzi, l’Africa che procrea,
l’India non ne parliamo,
l’Europa col suo euro.
Appunto!
misoric.it
felice.soprani@gmail.com |
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| FORMULA
MISORIC
felice.soprani@gmail.com |
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| FORMULA
Ma la vita, cosè?
Una formula matematica,
addizione di corpi,
moltiplicazione di istinti,
somma di codici genetici,
divisione e separazione. . .
Ormai le coppie non sopravvivono!
E allora?
Ecco, i figli:
fra l’estasi e il fumo, la noia e la depressione,
l’ansia e la paura, la scuola e la globalizzazione,
la moto e il computer.
E allora?
Eccoli, i genitori:
fra il lavoro e l’affitto, la casa e la carriera,
la politica e il calcio, la chiesa e i ricordi,
l’esempio e lo sconcerto, l’incredulità
e le preoccupazioni.
E allora?
Eccoli, i sogni, gli ideali, la fede,
l’allegria, le feste, la speranza, la forza,
la volontà, il credo, l’onestà, l’ottimismo,
il sacrificio, la determinazione,
l’adattamento, l’opportunismo,
il “volemmose bene”:
non c’è un cazzo da fare:
uno ogni centomila
riesce ancora a dire che la vita è bella,
gli altri guardano l’isola dei coglioni,
e tutto sembra normale.
Formula matematica della vita:
nasci, cresci, studi, lavori, fai i bambini,
(sposarsi non è più necessario)
e lasciati invecchiare:
realizza all’improvviso
che non hai capito tutto,
anzi, che hai capito poco, molto poco,
anzi, che non hai capito niente. . .
Non hai sbagliato sai,
la tua equazione
si è risolta qui:
X = 0 e la variabile
è il destino, il caso, la sfiga,
la vita. . . .
A proposito: non dimenticare di morire. . . .
misoric.it
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