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Ti ho sentito: arrivavi, ti muovevi dal nulla, affioravi, poi crescendo creavi parole, emozioni irreali: illusioni...
Va, pensiero, é il silenzio che é vero!
$aid kadjar - F€lice |
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| Ti ho bevuto: eri nettare, balsamo, oblìo, dimensione irreale, visione, percezione di un altro mio io, e delirio, irruenza, passione, eri ebbrezza, potenza,
sragione. . . .
. . .questo non è un bicchiere!
$aid Kadjar - F€lice |
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| Ti ho accarezzato: eri legno, eri pietra, eri marmo, eri carne, tessuto, smeraldo, eri acqua, eri legno, diamante, eri terra, eri oro, eri carta, e colore, sapone, eri pane, e la coda di un gatto che dorme. .
poi le dita hanno detto:
"BUONGIORNO!"
$aid Kadjar - F€£ice |
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| kadjarzen 1 - Meditazione -
. . .resta, immenso silenzio interiore . .
Per accedere:
UN: ottoinfilosofia
PW: benvenuto
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Clicca sullo schermo. |
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| . . . URLO . . . silenzio, prima . . .dopo . ..
Meditazione audiovisiva.
UN: ottoinfilosofia
PW: benvenuto |
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| videomeditazioni-kadjar |
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| € il tempo della gioia ? ? ? |
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| Devi allungare il tuo pensiero, proprio
dove vuoi tu, per quello che vuoi tu. . .
Devi imparare a volere, a desiderare per avere.
Kadjar - Oussmii $aid
>IOSOCHELAMIAVITAF€LIC€ €' ILMIOPENSIEROPOSITIVO< |
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| L'ultimo pesce che ho pescato
kadjar said - sanremo |
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| Ho imparato a "sentire" i pensieri,
a "vedere" i pensieri",
a capirli. . . era ora.
E adesso?
Elementare: li pesco, visualizzo una lenza, il mio amo.. . .
Se cambio umore, se divento triste, o rabbioso, o cattivo, o nervoso,
prendo quel pensiero, con garbo,
lo guardo, lo giro, lo sgancio con cura
dall'amo, e poi lo lascio andare, nel
mare immenso dei miei pensieri.
Se invece sento che un mio pensiero
è sereno, ed io sono sereno, calmo felice, riconoscente, bè . . .è normale, è giusto, è vero.
E allora? Si, pesco anche quello,
lo guardo, lo giro, lo sgancio con cura dall'amo, e lo lascio andare
nel mare immenso dei miei pensieri.
Poi. . . visualizzo il mio
AMO!
Tratto da: Riassunti Zen -
kadjar said - sanremo |
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| Filo-soffiamo
(Soffiamo sul filo esistenziale)
bykadjarzen |
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| C'era un senso di pace connesso
allo stato improvviso di avere
un silenzio totale in me stesso:
l'assoluto di essere e avere . . .
kadjarzen
sanremo |
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| Grazie alla vita é intuito,
grazie alla vita é bello
come un cortocircuito
fra la pelle e il cervello,
grazie alla vita é un gatto
che si lecca la coda,
grazie alla vita é un patto,
é un wisky con la soda,
é in una spuma bianca,
un biglietto da cento,
in una vela stanca
di non trovare il vento;
grazie alla vita é ovunque,
é un modo di pensare,
é il bene che comunque
se vuoi, tu puoi attirare . . .
Tratto da:
“La di vita commedia”
kadjar-oussmii said
Perché é
felice, Felice?
Felice é felice
perché sa
che la sua vita
é il suo pensiero,
e che il suo pensiero
é il suo NON pensiero. |
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| WABI SABI
BELLEZZA IMPERFETTA, IMPERMANENETE, INCOMPLETA
Felice Soprani - Sanremo |
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| Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Wabi-sabi (in Kanji: 侘寂) costituisce una visione del mondo giapponese, o estetica, fondata sull'accoglimento della transitorietà delle cose. L'espressione deriva da due caratteri 侘 (wabi) e 寂 (sabi):
Tale visione, talvolta descritta come "bellezza imperfetta, impermanente e incompleta"[1] deriva dalla dottrina buddhista dell' anitya (sanscrito, giapp. 無常 mujō; impermanenza).
Secondo Koren, il wabi-sabi è la più evidente e particolare caratteristica di ciò che consideriamo come tradizionale bellezza giapponese dove "occupa all'incirca lo stesso posto dei valori estetici come accade per gli ideali di bellezza e perfezione dell'Antica Grecia in Occidente". Andrew Juniper afferma che "se un oggetto o un'espressione può provocare dentro noi stessi una sensazione di serena malinconia e un ardore spirituale, allora si può dire che quell'oggetto è wabi-sabi". Richard R. Powell riassume dicendo "(il wabi-sabi) nutre tutto ciò che è autentico accettando tre semplici verità: nulla dura, nulla è finito, nulla è perfetto". |
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