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“Sette” è una delle Opere di Ober che più mi attrae sia per la sua forza espressiva sia per la moltitudine di significati che in esse si nascondono, che aprono accessi ad antichi nodi di esistenze ancestrali e semisconosciute o, meglio, misconosciute, in cui la vera es-senza dell’Uomo veniva messa alla prova per quale era il suo Valore e non solo la sua Im-magine.
Più in particolare, in questa metamorfica Opera, dove più viene stimolato lo spettro visivo dell’osservatore, sollecitando l’inconscio profondo, emergono sensazioni ed emozioni che possono arrivare sino alla percezione dello Spirito Assoluto Interiore.
Persi nelle acromie, insite in molte Opere dell’Artista, in cui ognuno è obbligato ad accede-re con il proprio bagaglio esperienziale, diventano essenziali le interpretazioni ispirate dal vissuto dell’Autore che posso paragonare all’ossessiva ricerca dei più grandi Musicisti, quali Chopin e Strauss, delle “distonie perfette”, vale a dire di quel rigo musicale che nulla ha a che vedere con l’Opera scritta ma se ne integra in modo superbo.
La prima, ovvia, interpretazione che l’occhio percepisce è l’irrisolvibile conflitto tra Luce e Ombra, Chiaro e Scuro, Bene e Male, ma in una forma plastica, quasi a far comprendere l’ineluttabilità del conflitto stesso. Tutto esiste, il Bianco e il Nero, il Buono e il Cattivo, il Dolce e l’Amaro, e in questa dualità si dipana la Vita perché in ogni istante possa emerge-re il Libero Arbitrio.

Un’altra interpretazione, pur facente parte della dualità summenzionata, viene stimolata dall’Immagine, centro focale dell’Opera, Angelo o Demone? Ma, in questo caso, non è il dualismo in sè che viene interpretato, ma bensì la postura, questa figura accasciata, quasi in stato meditativo, come se volesse comunicare qualche arcana Verità; personalmente mi riporta alla mente una frase impressa sulla “Tabula Smaragdina” o Tavola di Smeraldo, ri-salente al XV secolo, ad opera di uno dei più grandi fautori dell’Ermetismo : Ermete Trime-gisto
“…È vero senza errore e menzogna, é certo e verissimo. Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per compiere i miracoli della Cosa Una…”
Anche in questo caso, come nel caso dell’Opera di Ober, “Sette”, le interpretazioni di que-ste parole hanno scatenato infiniti processi alle intenzioni, ma io rimango della mia idea : ”la migliore interpretazione è quella che riesci a comprendere”.

Il numero “Sette”.
Secondo la Numerologia, scienza che si basa sull’estrapolazione dei significati dai simboli, il numero Sette significa :
Fantasia profonda
Fortuna poco concreta
Profonda e sensibile attrazione per le situazioni legate a Misticismo e Spiritualità
E’ il numero della sensibilità e della fantasia, e anche del sesto senso ad esso è associato Nettuno. Chi "possiede" questo numero potrebbe diventare un pittore, scultore o musicista
Mentre nell’interpretazione della Kabbala significa :
L'eros. La potenza dell'amore muove ogni cosa, la sua forza sta nel presentarsi senza ma-schere e sotterfugi.
Numero magico per eccellenza. Sette sono i giorni della settimana, sette i gradi della per-fezione, sette i petali della rosa, sette i rami dell'albero cosmico, sette i colori dell’arcobaleno. Secondo S. Agostino il sette misura il tempo della storia, perché simboleg-gia universalmente la fine di un ciclo e l'inizio di un altro. E' anche il numero che fa da tramite fra il noto e l'ignoto, ed è il numero delle intuizioni magiche. Quando è presente questo numero, l'ambiente e le circostanze si fanno cariche di magia e superstizione. Rap-presenta anche il sacro, perché investe la totalità delle buone azioni, sviluppa i valori so-ciali e riconduce all'etica morale. Il sette predispone verso cause nobili: allora l'interessato avverte la pace interiore.



Le “Sette Sfere”.
Sette sfere o Vortici sono il simbolo dei Chakra principali, centri di energia che, tramite ca-nali energetici, si collegano e sono delegati al controllo di ogni organo presente nel Corpo Umano. Questi centri di energia si occupano del nostro essere a livello fisico, intellettuale, emotivo e spirituale. Ciascuno dei sette chakra ha parecchie qualità spirituali. Queste qualità sono intatte dentro di noi e anche se non sono sempre manifeste, non possono essere distrutte.
Dal primo Chakra, di colore Rosso, detto “della Radice” perché è il nostro collegamento con la materia, con la Terra, attraverso il secondo Chakra, di colore Arancio, che è il colle-gamento con la nostra Sessualità, con la nostra Gioia e il nostro Piacere, oltre che alla ge-nerazione della Vita, passiamo al terzo Chakra, di colore Giallo, che ci collega al mondo ra-zionale e agli aspetti emotivi della Ragione, fino al quarto Chakra, di colore Verde, collega-to al mondo dei nostri Sentimenti e delle nostre Emozioni Sentimentali, verso noi stessi e verso gli altri, per arrivare al Quinto Chakra, di colore Azzurro, detto “della Comunicazione” che ci permette di capirci e farci capire dagli altri, e arriviamo, infine, al Sesto e Settimo Chakra, rispettivamente di colore Viola o Indaco e Bianco o Dorato. Questi ultimi due Cha-kra sono il collegamento con il Mondo Spirituale, il sesto con la nostra Spiritualità interiore, il settimo con la Spiritualità Superiore, con il Divino.
Questo è un percorso energetico che, partendo dalle energie “grezze”, “pesanti”, impre-gnate di forza del primo e secondo Chakra, man mano che salgono si raffinano fino a di-venire le Energie Sottili della Spiritualità.

Ritornando all’Opera di Ober in modo un po’ meno interpretativo o fantasioso, si può co-munque rilevare questa ricerca cosciente delle caratteristiche pittoriche indispensabili ad esprimere il Suo Senso Artistico ed Estetico, caratteristiche che, sicuramente, nascono da un Animo pulito e sincero abituato ad esprimere, pittoricamente, la cruda e netta visione delle Sue sensazioni, a volte legate ad intimi istanti emotivi e a volte liberate con prepo-tenza da profondi stati di fantasia, ma sempre e comunque sotto l’insegna dell’istintività.

Geppe Oddonetto
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