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RIPRENDE LA STRAGE DELLE FOCHE IN CANADA
Al via la stagione di caccia.
28 marzo 2008 - Riapre oggi la caccia alle foche in Canada. Ma si tratta di un'area limitata al Golfo del fiume San Lorenzo, che rappresenta il 30% della caccia. Il ben piu' massiccio sterminio che ogni anno si compie in Labrador e Terranova non partira' prima di aprile.Quest'anno il numero di animali che si possono cacciare e' salito a 275mila, cinquemila in piu' dell'anno scorso.Per quest'anno, per placare le furiose polemiche che ogni anno divampano in gran parte del mondo per la strage, le autorita' canadesi hanno stabilito nuove norme di controllo. Phil Jenkins, portavoce dell'industria della pesca a Ottawa, ha confermato che ai cacciatori e' richiesto di tagliare le arterie sotto ciascuna pinna delle foche, per assicurarsi che siano morte prima che vengano scuoiate.Paul Watson, attivista per i diritti degli animali della Sea Shepherd Conservation Society, ha annunciato da New York che si rechera' sul posto con la nave Farley Mowat per documentare il 'perverso abominio' della caccia.Le autorita' canadesi hanno fatto sapere che la polizia terra' sotto controllo la sua nave e l'equipaggio e definito il gruppo di Watson 'una organizzazione estremista' che spesso mette in pericolo la sicurezza dei cacciatore di foche durante la caccia.Anche in Canada la caccia alle foche apre ogni anno un acceso dibattito. Da una parte ci sono i difensori dell'industria, che sostengono come questo sia il solo modo di sopravvivenza delle province atlantiche canadesi, dove gli abitanti vivono di questa caccia. Nel 2005 il giro d'affari della caccia alle foche aveva superato i 16 milioni e mezzo di dollari, rappresentando una significativa risorsa, ovvero un terzo delle loro entrate annuali, per migliaia di cacciatore di foche e le loro famiglie.Questo in una provincia come il Terranova dove il tasso di disoccupazione sopra il 15 percento.Inoltre, in un rapporto del Canadian Veterinary Journal, si sosteneva che 'la grande maggioranza delle foche vengono uccise in modo accettabile e umano'. Secondo lo studio il 98% delle foche sarebbero uccise correttamente.Ma numerosi gruppi di ambientalisti e difensori dei diritti degli animali si oppongono a questa visione, sostenendo che la caccia al piu' numeroso gruppo di mammiferi marini del mondo e' crudele, difficile da monitorare, devasta la popolazione di foche e non garantisce comunque abbastanza denaro ai cacciatori.Gli Stati Uniti hanno bandito i prodotti legati alle foche dal 1972. Olanda e Belgio hanno introdotto il bando solo di recente. Anche l'Unione Europea sta considerando un bando sui prodotti legati alle foche, dopo aver bandito nel 1983 la vendita della pelle di cuccioli di foca, una mossa che quasi blocco' interamente l'industria nella meta' degli anni Novanta. (ANSA)
La mattanza delle foche bianche
Il Canada riapre la caccia ai mammiferi polari. Vittime designate soprattutto i cuccioli, pregiati per il mercato delle pelli. Autorizzata l'uccisione di un milione di animali in tre anni
14 aprile 2004 - Daniela Sanzone
Fonte: www.ilmanifesto.it
In Canada si è aperta la stagione della caccia. E' partita, sotto l'egida governativa, la strage delle foche, compresi i cuccioli, come hanno rivelato le immagini televisive giunte dal Newfoundland e dal Quebec. Migliaia di cacciatori di foche del Canada Atlantico - sono circa 12 mila in possesso di regolare licenza, quasi tutti residenti nella provincia del Newfoundland - si sono spostati verso le banchise di ghiaccio. È una lotta impari. Le foche vengono uccise a picconate, con gli «hakapics», bastoni di legno con un gancio di ferro all'estremità. Si tratta di centinaia di migliaia di animaletti immobili, morbidi, che osservano i cacciatori con gli occhioni spalancati. Due secondi dopo, senza un lamento, giacciono sul ghiaccio in mezzo a una striscia rossa di sangue. Il 97 per cento ha meno di tre settimane e ancora non possono mangiare cibo solido. I cuccioli infatti si nutrono solo del latte materno che è molto grasso e consente di acquistare moltissimo peso in pochi giorni, perciò non sono in grado di muoversi. Le foche migrano in Canada in questo periodo dell'anno soltanto per sei-otto settimane, proprio per dare alla luce i loro cuccioli, poi si spostano in Groenlandia. Qui quelle che sopravvivono alla stagione di caccia canadese rischiano la morte di nuovo, grazie alla legge danese. E' proprio un piano federale canadese, emanato lo scorso anno, che ha dato il via libera a uccidere fino a 975 mila foche tra il 2003 e il 2005. È questo infatti il numero di foche considerate in «eccesso e dannose per l'economia» della provincia del Newfoundland. Nel 1996 il governo canadese attribuì a questi animali la responsabilità della sensibile diminuzione di pesca del baccalà. Gli animalisti affermarono che la diminuzione del baccalà era in realtà legata all'eccesso di pesca. Ma il governo di Ottawa decise di reinvestire nella caccia alla foca circa 20 milioni e mezzo di dollari canadesi, provenienti dalle tasse. Da allora sono stati uccisi più di un milione di esemplari. Il numero massimo di animali da uccidere lo scorso anno era di 350 mila unità e ne sono state sterminate 289 mila. Stesso limite è stato stabilito per il 2004. L'ultima volta che i cacciatori canadesi hanno ucciso 350 mila capi risale al 1956 e gli animalisti denunciano che quest'anno la strage potrebbe essere la peggiore in circa 50 anni. Per i cuccioli a pelo bianco esiste comunque il bando ufficiale del governo di Ottawa, che avrebbe così messo a tacere Greenpeace Canada. Sono state inoltre stabilite norme severe per evitare che gli animali vengano scuoiati prima della morte. Nel 2001 infatti un gruppo internazionale di veterinari indipendenti scoprì che il 79 per cento dei cacciatori non controllavano se gli animali erano morti prima di strapparne la pelle e nel 40 per cento dei casi il cacciatore si accorgeva in seguito che l'animale non era ancora morto e gli dava il colpo di grazia dopo un bel po' di tempo. La scorsa settimana il New York Times ha dedicato un'intera pagina contro la caccia, provocando la reazione di John Efford, ministro federale canadese delle Risore naturali. Efford ha accusato a sua volta i gruppi ambientalisti di fornire informazioni sbagliate. Uno spot, sponsorizzato dall'Human Society degli Stati Uniti, ispirandosi all'inno canadese che comincia proprio con Oh, Canada, citava: «Oh Canada... come hai potuto, ancora una volta?», e invitava chi fosse contrario alla caccia di rivolgersi al primo ministro canadese, Paul Martin. La caccia in Canada era diminuita negli ultimi vent'anni a causa delle veementi proteste degli ambientalisti, capitanate negli anni Settanta dall'attrice Brigitte Bardot. Negli anni Ottanta, grazie alla campagna contro la strage delle foche, il mercato europeo subì un crollo improvviso. Alla vista delle immagini inumane e terribili, in Europa nessuno acquistò più pelli di foca e venne posto il bando di importazione sulle pelli e prodotti derivati dieci anni dopo gli Stati Uniti, che lo istituirono nel 1972. Secondo il New York Times sarebbero però sorti negli ultimi anni mercati alternativi in Russia, Ucraina, Polonia e Cina. «Questa è una cosa molto pericolosa - commenta Lesli Bisgould, avvocato di Toronto, difensore dei diritti degli animali e che da anni si batte contro la caccia alle foche - la natura ha le sue regole che noi non possiamo cambiare senza conseguenze tremende dal punto di vista ambientale. Uccidere questi animali è inumano, che si tratti di uno o un milione». Bisgould lamenta anche la mancanza di controlli, impossibili da operare in territori così vasti e deserti. Come distinguere inoltre la foca dal pelo bianco, sostiene, quando moltissimi cuccioli di foca sono ancora bianchi per difendersi dal sole? Sono numerosi i gruppi ambientalisti canadesi contro la caccia alla foca. Tra questi, il Fondo Internazionale per la protezione degli animali (International Fund for animal welfare), Ifaw, che si batte dagli anni Sessanta. Per tentare di bloccare lo scempio in corso, nel sito internet www. ifaw.ca è possibile firmare una petizione.