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BOSCO SCORACE

 

 

 

 

ITINERARI DI AFFLUSSOIL BOSCO
LA FLORA -  PHOTOGALLERYI FUNGHI  - PHOTOGALLERY

 

1. IL TERRITORIO E LA STORIA

Il Bosco di Scorace occupa il cuore del fertile territorio collinare che da Buseto Palizzolo si estende verso Calatafimi-Segesta ad est, il piccolo centro di Balata di Baida a nord e la frazione di Fulgatore a sud. Ha una estensione di circa 700 ettari e prende o forse da il nome all' omonimo M. Scorace che con i suoi 642 m.  di altitudine domina il territorio circostante e consente di estendere lo sguardo verso le quote dominanti dei monti che lo circondano a giro d' orizzonte, che partendo da nord, sono: M. Spàragio - 1110 m., M. Inici - 1064 m., M. Bonifato - 829 m., M. Grande - 751 m., M. Erice -751 m.. Oltre alla corona dei monti circostanti, sono visibili verso nord-est il Golfo di Castellammare, la città di Trapani e le Isole Egadi ad ovest.

Il nome  di Scorace, risulta essere un adattamento che si è determinato nel tempo dal nome dall' antico feudo di Arcodaci di cui il bosco (Bosco di Arcodaci) costituiva il  nucleo principale e allo stesso tempo dava il nome al feudo. Secondo una testimonianza del Carvini (cronista ericino del sec XVIII)- cosi come riportato da Vincenzo Adragna - risulta che "  in una lettera di re Pietro d'Aragona del 26 gen. 1283,  il feudo di Arcodaci  era tributario del Re, fin dal secolo XIII, di cinque arcieri armati e di un cavaliere armato

Una monografia - sempre di Vincenzo Adragna - riporta che il primo proprietario del feudo è stato il barone Lancellotto di Talac. Nel corso dei secoli la titolarità della baronia è passata dal Talac ai  Gandallucchio-Talac, da questi ai Fardella, poi ai Decaro (1435/1730), ai Riccio ( 1742/1781). Nel 1908, i Pandolfina - Monroy, già titolari della baronia di Baida, ricevettero il riconoscimento regio anche della baronia di Arcodaci. Questi ultimi vendettero il feudo  alla famiglia ericina dei Fontana che ne detenne la proprietà fino agli inizi degli anni 60. A partire da tale data è iniziato un processo di acquisizioni prima da parte della Prefettura di Trapani, successivamente a cura del Demanio Regionale che si è conclusa agli inizi degli anni 90.

Nel corso di questi anni, la graduale acquisizione delle aree boschive ed i successivi rimboschimenti hanno consentito la conservazione e l'ampliamento del Bosco di Scorace nei limite e nella conformazione attuale. Nei tempi passati il Bosco di Scorace, oltre ad essere molto più vasto, probabilmente era un tuttuno con il Bosco Angimbè di Calatafimi-Segesta. Oltre ad essere un ambito territorio di caccia, costituiva una fonte vitale per l'approviggionamente di legname da costruzione e legna da ardere per gli abitanti dell'agro ericino. Il continuo sfruttamento nel tempo, gli incendi, i disboscamenti per fini agricoli e l'incuria lo hanno ridotto a quel piccolo e prezioso polmone di verde che è attualmente e che si è riuscito a salvaguardare grazie  all'intervento  lungimirante dell'Azienda delle Foreste Demaniali della Regione Sicilia.

 

2. LA FLORA

La flora endemica del Bosco di Scorace, in origine e in parte tuttora, si presuppone fosse costituita essenzialmente da essenze di: quercia da sughero, roverella, leccio, ginestra, cisto, gnidio, biancospino, euforbia, rovo da more, lentisco, erica, ilatro, olivastro, corbezzolo, carrubo e molte altre specie tipiche della macchia mediterranea.

Nel corso degli anni sono state attuati diversi interventi di rimboschimento con l'inserimento di diverse specie di pino mediterraneo (come il pino domestico, il pino marittimo ed il pino d'Aleppo), cipresso ed eucalipto. Tali interventi, sia pure finalizzati al consolidamento dei terreni ed alla conservazione del bosco, ne hanno modificato le caratteristiche originarie e non sempre hanno dato i risultati sperati in quanto: le essenze di pino si sono dimostrate molto sensibili ed esposti al pericolo degli incendi; il genere degli eucalipto, sia pure resistente agli incendi, nel tempo, con la sua invasività, ha finito per sopraffare e sovrapporsi  agli endemismi originari del bosco. Per rimediare a questi inconvenienti, man mano che si è reso necessario, l'Azienda Forestale, ha cercato di modificare la politica dei rimboschimenti che, diversamente da come operato in passato,  mira a ripopolare, i pochi boschi che ci sono rimasti, con le essenze arboree endemiche che nei tempi passati ne costituivano il tessuto vegetativo originale.

Nella photogallery della flora è possibile visionare un numero consistente e vario di alberi, arbusti ed erbe spontanee che girando per i numerosi sentieri del bosco, specie in primavera, in estate ed in autunno, è possibile incontrare ed ammirare in tutta la loro naturale e spontanea bellezza, i loro mille colori, i loro variegati profumi ora delicati come la ginestra, il biancospino e la rosa di macchia, ora aromatici come il timo ed il finocchio selvatico ed ora intenso  e selvaggio come la prucara nelle calde giornate d'estate.

 

3. I FUNGHI

Il Bosco di Scorace, essendo uno dei boschi più antichi nell'ambito del territorio provinciale, risulta essere anche il più interessante dal punto di vista micologico in quanto, nei vari periodi dell'anno e in condizioni climatiche ottimali, passeggiando lungo i suoi sentieri è possibile incontrare una notevole quantità di specie fungine. Mi verrebbe da dire "era possibile" in quanto negli ultimi tempi di funghi se ne sono visti sempre meno. Vuoi per le condizioni climatiche non sempre favorevoli. Vuoi per l'eccessivo carico di cercatori che durante tutto l'anno, spesso infruttuosamente, battono in lungo e largo ogni angolo del bosco.   

Negli anni passati, il Gruppo Micologico "Tonino Pocorobba" di Valderice, in accordo con l'Autorità Forestale che gestisce il controllo e la salvaguardia del bosco,  ha provveduto ad installare alcuni tabelloni informativi  lungo i principali sentieri di transito. Ciascun tabellone "riportava" una serie di indicazioni, suggerimenti e regole comportamentali da tenere presente nella fruizione di quanto il bosco mette a disposizione: siano essi funghi, frutti o fiori. Era insomma un decalogo comportamentale che gli occasionali o abituali frequentatori del Bosco era giusto che osservassero per il rispetto massimo dovuto agli abitanti del bosco: esseri viventi (animali o uccelli); alla flora in genere; al misterioso regno dei funghi che dal bosco si alimenta ma che allo stesso tempo, con i suoi processi di trasformazione delle sostanze organiche, predispone la disponibilità di quelle sostanze minerali ed organiche di cui il mondo vegetale necessita. Un ecosistema vitale quello del bosco che non può essere alterato, pena la sua estinzione. Così i funghi aiutano i vegetali a crescere rigogliosamente, i vegetali con  la loro presenza danno riparo e sostentamento agli animali ed agli uccelli che portando in giro i loro semi  contribuiscono alla creazione di nuovi boschi.

Nell'introdurre il discorso dei "tabelloni decalogo" per i raccoglitori, avevo detto "riportava" tra virgolette volutamente in quanto quei tabelloni non riportano più niente. Non riportano più niente perchè a quanto pare, oltre alle persone che hanno rispetto per il bosco e le sue infrastrutture, esiste una nutrita schiera di frequentatori vandali che, oltre a dilettarsi nel prendere a calci i funghi non commestibili che incontra (ignorando il danno che così facendo arreca al bosco), ha scambiato i tabelloni informativi per sagome di tiro a segno. In atto i tabelloni rimasti sono pochissimi, quasi tutti distrutti a sassate e qualcuno anche sparato. Con frequentatori di tale inciviltà sono da prevedere brutte prospettive per il bosco ma anche per noi tutti.

Potrei fare un lungo elenco di nomi comuni dei funghi che è possibile incontrare passeggiando per il bosco: mazza di tamburo, amanita cesarea, prataioli di diversa specie, violetta, la pericolosa amanita falloide, russule, lattari  e tantissimi altri. Quelli che ho incontrato io, che poi sono una minima parte, potrete osservarli nella photogallery dei funghi, acquisire brevi informazioni nelle relative schede collegate agli elenchi per genere e per nome comune, approfondirne la conoscenza nei testi o nei collegamenti da me indicati oppure nei testi di cui disponete.