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     RISERVA NATURALE ORIENTATA DELLE SALINE DI TRAPANI E PACECO

ITINERARI DI AFFLUSSO

IMMAGINI DELLA RISERVA

L'AREA DELLA RISERVA

PHOTOGALLERY DELLA FLORA

 I FUNGHI DELLA RISERVA

PHOTOGALLERY DELL'AVIFAUNA

 

1. IL TERRITORIO E LA STORIA

La Riserva delle Saline di Trapani e Paceco (Riserva, d'ora in poi) è stata istituita nel 1995 a cura dell'Assessorato Territorio e Ambiente della  Regione Sicilia ed affidata in gestione al WWWF - Italia. Ha un'ampiezza di circa 900 ettari e si estende a cavallo dei limiti territoriali dei Comuni di Trapani e Paceco. Occupa un'ampia fascia costiera caratterizzata dalla presenza di numerosi invasi per la coltivazione del sale, l'allevamento ittico, terreni coltivati, gli alvei dei torrenti Baita e Verderame e da barene salmastre retrodunali.

A partire da nord si estende dal margine esterno sud del Porto di Trapani fino a pochissimo oltre il corso del torrente Verderame a sud. Ad est si può dire che sia delimitata dal tracciato della strada provinciale S.P. 21 con la quale confina per un buon tratto e va di poco oltre solo in corrispondenza della Salina Maria Stella presso il cui Mulino ha sede il Centro Visite del WWF. Ad ovest è delimitata dalla linea di costa che dal Porto di Trapani si estende verso i tratti costieri delle località di Nubia, Salina Grande e Torre di Mezzo nei pressi del  Lido Marausa.

La presenza delle saline e il loro sfruttamento per la produzione del sale costituiscono una realtà antichissima che può essere fatta risalire al periodo dell'insediamento  dei Fenici a Mozia. Il geografo arabo Edrisi, nel documentare  un suo viaggio in Sicilia nel 1154, riporta di aver constato la presenza di saline nei pressi della città di Trapani. Quella di Edrisi costituisce la più antica testimonianza di una tradizione, quella della coltivazione del sale, che si è conservata nel tempo ed è pervenuta quasi immutata fino ai nostri giorni.

 

2. LA FLORA

Gli ambienti della Riserva sono caratterizzati dalla presenza, oltre che delle saline: di un cospicuo numero di pantani temporanei sia di acqua salata che dolce che variano il loro aspetto nel corso dell'anno in quanto si presentano ricchi d'acqua nella stagione invernale ed asciutti durante l'estate; di numerose dune costiere ora sabbiose ora con accumulo di alghe; da terreni sia incolti che coltivati; dal letto dei torrenti Baita e Verderame.  La diversità dei substrati di crescita ora estremamente salati, ora umidi, ora sabbiosi, ora estremamente aridi hanno favorito lo sviluppo e la diffusione di  piante con caratteristiche vegetative molto diverse e talvolta estreme come: le piante igrofile (genere Tifa, ad esempio) che necessitano di molta acqua dolce per vegetare; le xerofile (piante grasse) che necessitano di pochissima acqua e nel cui gruppo rientrano le piante alofite che, a loro volta, si adattano anche a vegetare in presenza di notevoli concentrazioni saline. Le piante  alofite costituiscono il gruppo di piante maggiormente presente e rappresentato nella Riserva. A secondo dei meccanismi adattativi sviluppati in relazione al grado di salinità presente nel luogo di crescita le piante alofite vengono diversamente classificate come: alofite propriamente dette, gruppo in cui rientrano le Salicornie, che crescono lungo gli  argini delle saline ed a diretto contatto con l'acqua salata; emialofite, che crescono su terreni meno salati e con radici scarsamente permeabili dai sali come il gruppo del genere Artemisia  o  molte altre specie del genere Limonium e Tamarix che eliminano l'eccesso dei sali assorbiti mediante ghiandole secretrici presenti sulle foglie e sul fusto.

La biodiversità degli ambienti di crescita costituisce la caratteristica peculiare dell'area della Riserva in quanto ha favorito lo sviluppo di numerose e diverse  specie vegetali di estremo interesse naturalistico che da sempre ne hanno fatto una meta privilegiata da parte di botanici italiani e stranieri per lo studio di particolari endemismi locali come, ad esempio ed in particolare, la Calendula fruticosa subspecie maritima. Le modifiche apportate nel corso degli anni al territorio come:  l'ampliamento del porto; la realizzazione di nuovi invasi per la coltivazione del sale;  l'estensione del perimetro urbano della città vero sud-est;  l'insediamento di nuove attività artigianali ed industriali, hanno determinato pian piano una notevole trasformazione delle caratteristiche morfologiche dell'area entro cui la la Riserva si estende. Nonostante queste non certo innocue  modifiche al territorio,  la flora locale annovera circa 475 specie cosi come risulta dal censimento effettuato  nel corso degli studi preliminari per l'istituzione della riserva.

 

3. L'AVIFAUNA

La Riserva, unitamente all'area della Riserva Naturale dello Stagnone (Mozia) di Marsala, costituiscono le prime tappe intermedie di zone umide  poste lungo le rotte migratorie che in primavera portano gli uccelli dall'Africa verso  il centro Europa. Viceversa, con l'arrivo dei rigori invernali al nord, costituiscono l'ultima stazione di sosta prima dell'ultimo lungo volo per raggiungere l'Africa del nord. Questa sua particolare ubicazione ha fatto si che, con il passare degli anni dopo la costituzione della Riserva, la presenza di uccelli migratori nelle diverse zone umide dell'area sia man mano cresciuta in maniera quasi esponenziale. Cosa che in passato non avveniva in quanto gli elementi di disturbo (come i cacciatori ad esempio) erano tanti e tali che gli uccelli in transito non si azzardavano minimamente a mettere piede nell'acqua delle saline. Adesso hanno acquistato tanta e tale sicurezza da fermarsi imperturbati anche nelle zone umide vicinissime alle trafficate strade di transito ai margini della riserva. Ovviamente gli uccelli presenti nell'area non sono solo e soltanto quelli migratori. Altre numerose e diverse specie stanziali  trovano il loro habitat naturale nei diversi ambienti che caratterizzano tutta l'area. Nella photogallery dedicata all'avifauna è possibile visionare le immagini delle numerose specie migratorie e stanziali che nei diversi periodi dell'anno transitano o stazionano  nell'area della riserva.

4. I FUNGHI

Non sono un aspetto particolarmente caratterizzante della Riserva, a parte il Fungo di Malta che è una pianta e qualche altro fungo vero che ho avuto modo di incontrare durante le mie escursione nell'area. Ad essi dedicherò un piccolo spazio di immagini, anche se del fungo vero, al momento, non sono riuscito a determinarne ne genere ne specie. Chissà se qualcuno vedendolo non riesca nel tentativo di dargli un nome.

5. NOTA FINALE

Le immagini della photogallery dedicata all'avifauna sono, in massima parte e dove non espressamente indicato, di esclusiva proprietà della Sezione di Nubia del WWF - Italia  che è l'Ente titolare della gestione della Riserva ed a cui va il mio personale ringraziamento per la cortese concessione e la disponibile collaborazione dimostratami nel venire incontro alle mie richieste. Coloro i quali fossero interessati ad acquisire  informazioni più dettagliate ed approfondite in merito agli aspetti geomorfologici, naturalistici, climatici, di gestione e visita della Riserva possono fare riferimento al testo che ad essa è stato dedicato dal Professore Angelo Troia ed indicato nella pagina Bibliografia del sito o più direttamente accedendo al sito della Riserva riportato nella pagina dei Link.

 

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