INDICE:

  1. CAPITOLO UNO: storia della Ducati.
    1. Dalla fondazione all’inizio della gestione FIM.
    2. Dal passaggio di gestione ai primi anni ’80.
    3. Ducati Cucciolo, l’inizio di un mito.
    4. Storia recente, modifiche dell’assetto societario negli ultimi 20 anni.
  2. CAPITOLO DUE: il Gruppo Ducati.
    1. Le società proprietarie di Ducati Motor Holding S.p.A.
    2. Il Gruppo Ducati:
    3. Bilancio comparato 1996-97-98.
    4. Situazione finanziaria.
    5. Collocamento azioni.
    6. Situazione economica.
    7. Il personale dipendente.
    8. Il marchio "DUCATI" nel mondo.
    9. Imprese controllate: Gio. Ca. Moto International S.r.l., Ducati France S.A., Ducati Motor Deutschland G.m.b.H., Ducati Japan K.K., Ducati Motor S.p.A.
  3. CAPITOLO TRE: Ducati Motor S.p.A.:
    1. Ducati Motor S.p.A. notizie generali.
    2. Segmentazione del mercato, dati di vendita ed immatricolazione.
    3. Model Year 1999.
    4. Strategia.
    5. L'organizzazione della produzione ed i rapporti con i fornitori.
    6. Distribuzione, i "Ducati Stores".
    7. Ricerca e sviluppo.
    8. Il reparto design.
    9. Marketing, promozione e pubblicità.
    10. Sistema informatico e "millenium bug".
    11. Pubbliche relazioni.
    12. Analisi della concorrenza.
    13. Imprese controllate e consociate: Ducati North America Inc., High Performance Engineering S.r.l., Ducati Corse S.r.l.
  4. CAPITOLO QUATTRO: Ducati Corse S.r.l.
    1. Storia del reparto corse; il contributo essenziale dell'ing. Taglioni.
    2. Ducati Corse S.r.l. notizie generali.
    3. La gestione sportiva.
    4. La gestione commerciale.
    5. Intervista all'ing. Claudio Domenicali, amministratore delegato della Ducati Corse S.r.l.
  5. CAPITOLO CINQUE: il mercato della moto in Italia.
    1. Motivazioni che spingono all'acquisto di una motocicletta.
    2. Il mercato della moto in Italia.
    3. Crisi del settore motociclistico in Italia.
    4. Conclusioni.

 

 

Capitolo quattro

Il reparto corse

 

 

 

Storia del reparto corse; il contributo essenziale dell'ing. Taglioni.

 

La storia sportiva della Ducati iniziò a dare risultati clamorosi nei lontani anni '50, e più precisamente, al terzo Giro d’Italia dove, con una moto di cilindrata di 100 cc., furono vinte tutte le tappe, piazzando in fila 26 delle 36 moto partite. L’anno dopo la storia si ripeté con 2 moto 125 al primo e secondo posto assoluto.

Sul circuito di Monza, in sella alla 100 cc. furono stabiliti ben 46 nuovi record mondiali sulle lunghe distanze. L'avventura nelle competizioni sportive della Ducati è legata indiscutibilmente al nome leggendario dell'Ingegnere Fabio Taglioni (amichevolmente soprannominato "Doctor T"), e alla sua visione dei propulsori a distribuzione desmodromica.

E' il 1955. Fin dal debutto in Ducati l'ing. Taglioni dimostrò la qualità delle sue soluzioni partecipando alle gare di granfondo come la Milano-Taranto e il Giro d'Italia.

Nel 1957 il nuovo motore desmodromico vinse la 24 ore di Barcellona.

Nel 1960, Mike Hailwood, iniziò a gareggiare con le moto Ducati restandone un fedelissimo estimatore per tutta la vita. In sella alle moto di Borgo Panigale, Hailwood conquistò il primo gradino del podio in moltissime competizioni.

A queste affermazioni ottenute con motorizzazioni di piccola cilindrata segue un periodo di inattività del reparto corse che tornerà ad infrangere primati nel 1972, grazie a moto bicilindriche desmodromiche di grossa cilindrata in grado di vincere parecchi titoli mondiali.

La fine degli anni '60 vide cominciare l'assalto delle Maximoto giapponesi. Ducati non aveva ancora un modello che copriva questo segmento e mentre la Honda presentava la 750 Four (a quattro cilindri). A Taglioni fu assegnato un nuovo progetto: una Ducati di grossa cilindrata.

Nonostante una scelta di frazionamento controcorrente, una bicilindrica da 750 cc, l'Ingegnere riuscì a realizzare un motore desmodromico che rimarrà il punto di riferimento per tutta la produzione sportiva della casa bolognese. Questo motore era composto da due cilindri montati perpendicolarmente nella caratteristica disposizione ad "L", che, abbinato ad un telaio tubolare a traliccio ispirato a quelli delle vetture di Formula Uno, si rivelò vincente sia in gara che su strada.

Nel 1972 Paul Smart e Bruno Spaggiari trionfarono alla 200 Miglia di Imola con l'innovativa Ducati 750 bicilindrica facendo acquisire al nuovo motore una reputazione di alte prestazioni e successo sportivo.

Dalla 750 da competizione venne tratta una eccezionale 750 sportiva, la Super Sport. Successivamente alla vittoria di Imola, 1’azienda Ducati avviò la produzione di una serie di motociclette con cilindrata superiore utilizzando il motore bicilindrico. Tali motociclette (che rappresentano la base delle moderne linee di prodotto Ducati) furono protagoniste di una serie di successi nei circuiti internazionali, culminati nel 1978 dalla vittoria di Mike Hailwood in sella ad una Ducati 900 Super Sport nella corsa dell’Isola di Man.

Nel 1983 la Ducati fu acquistata da Claudio e Gianfranco Castiglioni ed entrò a far parte del Gruppo Cagiva. I due imprenditori, grandi appassionati di competizioni, misero le basi per il progetto Ducati nel Campionato del Mondo Superbike. Inoltre, i motori Ducati furono equipaggiati su telai Cagiva per affrontare (vittoriosamente) il rally raid Parigi-Dakar.

Nel frattempo al reparto corse della Ducati, arrivò l'Ing. Massimo Bordi che continuò la tradizione sportiva della Ducati realizzando il progetto Desmoquattro. Esso ha le sue origini nel 1973, quando il laureando Massimo Bordi, sviluppò, nella sua tesi, un'idea originale ed antesignana: quella di dotare un motore desmodromico di quattro valvole al posto delle classiche due. Nel 1986, grazie anche ad una preziosa consulenza della ditta inglese Cosworth, che suggerì delle soluzioni innovative al disegno originale (raffreddamento a liquido, angolo stretto delle valvole, condotti di aspirazione e la posizione della candela), fu realizzato il primo prototipo del Desmoquattro: l'anima sportiva degli odierni propulsori Ducati.

Sotto il controllo del Gruppo Cagiva, le motociclette Ducati rafforzarono ulteriormente la loro reputazione sia nel settore agonistico che in quello commerciale. Nel marzo del 1987, Marco Lucchinelli trionfò con un prototipo Ducati Ottovalvole 851 nella gara Battle of the Twins a Daytona. Nel 1990, Raymond Roche, su una Ducati 888, vinse il Campionato mondiale Superbike. Fu questa la prima volta in cui un motore bicilindrico Ducati riuscì a competere con successo con i livelli prestazionali dei motori a quattro cilindri giapponesi. A partire da quella vittoria, le motociclette Ducati, soprattutto le versioni da corsa dei modelli 888, 916 e 996, hanno dominato il Campionato Mondiale Superbike, vincendo sette degli ultimi nove titoli e ottenendo un numero di vittorie in singole gare superiore a quelle di tutti i concorrenti complessivamente considerati.

Lo schema seguente aggiornato al gennaio 1999 elenca il numero di vittorie dei piloti Ducati nell'arco delle gare disputate nel campionato del Mondo Superbike a partire dall'esordio datato 1987

 

Vittorie Ducati nel Campionato Superbike

Vittorie:

Pilota:

Nazionalità:

44

Carl Fogarty

UK

26

Doug Polen

USA

23

Raymonde Roche

FRA

13

Giancarlo Falappa

I

13

Troy Corser

AUS

11

Pierfrancesco Chili

I

5

John Kocinski

USA

2

Mauro Lucchiari

I

2

Marco Lucchinelli

I

2

Stephane Mertens

B

1

JamesWhitham

UK

1

Andreas Meklau

A

143

   

 

Questo secondo schema mostra, invece l'albo d'oro del Campionato del Mondo Superbike. In netta evidenza la supremazia dimostrata in questi ultimi anni dalle motociclette Ducati:

 

Albo d'oro Campionato Mondiale Superbike

Campionato piloti:

Campionato costruttori:

1988

Fred Merkel

Honda

Honda

1989

Fred Merkel

Honda

Honda

1990

Raymond Roche

Ducati 851

Honda

1991

Doug Polen

Ducati 888

Ducati

1992

Doug Polen

Ducati 888

Ducati

1993

Scott Russel

Kawasaki

Ducati

1994

Carl Fogarty

Ducati 916

Ducati

1995

Carl Fogarty

Ducati 916

Ducati

1996

Troy Corser

Ducati 916

Ducati

1997

John Kocinski

Honda

Honda

1998

Carl Fogarty

Ducati 996

Ducati

 

Vengono ora elencate in ordine di data alcune fra le più famose moto della storia Ducati uscite dalla geniale penna dell'ing. Taglioni e dei suoi successori. Per ognuna di esse verranno esaminati le caratteristiche tecniche e commerciali che ne hanno decretato il successo:

1955: Gran Sport 100 (Marianna). Moto dotata di un propulsore monocilindrico di 98 cc a 4 tempi in grado di fornire 9 cavalli a 9000 giri. Rappresenta la prima moto realizzata dall'ingegner Taglioni. Caratteristiche del modello sono, oltre alla ciclistica agilissima, le doti sorprendenti del motore. La Marianna racimola non pochi successi nelle competizioni a riprova del suo carattere sportivo. Essa sarà la base sulla quale nasceranno gli sviluppi di moto nei successivi 20 anni.

1968: Scrambler. Dal connubio tra scuola motociclistica americana e scuola europea nacque la monocilindrica Scrambler, una motocicletta "divertente". Grazie alla sua particolare ciclistica questo modello era in grado di adattarsi a qualsiasi tipo di percorso, da quello stradale al fuoristrada (oggi verrebbe definita come una moto da enduro). Le motorizzazioni disponibili per questo mezzo erano numerose. Dal punto di vista commerciale la Scrambler costituì un vero e proprio successo.

1971: Ducati GT750. Il propulsore di questa motocicletta si può definire l'antesignano dell'odierna produzione motociclistica: la GT750, infatti, è una delle prime moto a montare il propulsore bicilindrico longitudinale a "L" progettato nel 1968 su intuizione dell'ing. Taglioni. Questa denominazione deriva dal fatto che il cilindro anteriore si presenta quasi orizzontale rispetto al terreno. Con questa soluzione tecnica veniva ridotta al minimo la sezione aerodinamica frontale e le vibrazioni. La camera di scoppio era frutto di un accurato esame della dinamica delle turbolenze. La potenza erogata era di 60 CV a 8000 giri.

1974: Super Sport 750. La Super Sport 750 rappresenta una delle moto sportive meglio riuscite nella storia della Ducati. La prima serie venne costruita in soli 450 esemplari. La quotazione di questo modello raggiunge oggi livelli esorbitanti e non sono pochi a ritenerla una tra le più belle moto sportive mai prodotte. Il motore è ancora il bicilindrico ad "L" da 748 cc.

1979: Pantah 500. Una moto senza rivali per l'epoca, nessuna concorrente era in grado di erogare, a parità di cilindrata, 45 CV alla ruota. Il nome di questo modello era lo stesso della tigre del personaggio televisivo Sandokan. Vinse il titolo di moto dell'anno nel 1980. Con la Pantah inizia l'era della trasmissione desmodromica comandata da una cinghia dentata che garantiva maggiore silenziosità.

1985: Cagiva-Ducati 750. A seguito della fusione, l'intramontabile propulsore bicilindrico Ducati viene alloggiato nella culla di sostegno delle motociclette Cagiva e con esse viene vinta la Parigi-Dakar. E' in questi anni che si afferma la moda dell'enduro.

1986: Paso 750. Elemento estremamente caratterizzante della Paso 750 è, senz'ombra di dubbio, l'innovativo design apprezzato da parecchi addetti ai lavori. Autore del "vestito" della Paso è il neoassunto Massimo Tamburini proveniente dalla concorrente Bi.Mo.Ta.. La Paso 750 si caratterizza quindi per la nuova formula stilistica della carenatura integrale totalmente chiusa superiormente. Grazie a tale peculiarità ha ricevuto il riconoscimento di moto dell'anno 1987. A livello motoristico il propulsore subiva alcune sostanziali modifiche come la rotazione di 180° del cilindro superiore che permetteva una logistica dei carburatori e degli scarichi più accurata.

 

 

 

Ducati Corse S.r.l. notizie generali.

 

Nell'ottobre 1998 il settore agonistico della Ducati Motor S.p.A., per motivi organizzativi, viene ad assumere vita propria. Nasce, così, la Ducati Corse, società a responsabilità limitata il cui scopo è quello di gestire a livello sportivo e commerciale le competizioni garantendo una organizzazione più flessibile. Alla Ducati Corse S.r.l., vengono, altresì, affidate la gestione e l'organizzazione diretta di tutte le squadre corse ufficiali presenti nei vari campionati, nonché il supporto tecnico per tutti i team privati che si avvalgano dei modelli della Casa. Ricerca, sviluppo e reperimento di sponsorizzazioni sono fra i temi dominanti dell'attività della società

La maggioranza del capitale sociale (pari a Lire 100 milioni) è nelle mani di Ducati Motor S.p.A., che con il 99% delle azioni ne detiene il controllo. La sede della società si trova all'interno della controllante di Borgo Panigale così come tutte le attività di gestione si svolgono all'interno di locali avuti in affitto dalla Ducati Motor S.p.A.. Amministratore delegato della nuova società è l'ing. Claudio Domenicali, mentre sui circuiti del Campionato Mondiale Superbike il team manager è Davide Tardozzi. La sua ventennale carriera di pilota e team manager fanno di lui un profondo conoscitore del mondo delle corse. Nell’ambito di Ducati Corse, Davide Tardozzi oltre all’incarico di Direttore Sportivo riveste anche la posizione fondamentale, di supervisore dei piloti dei team ufficiali, oltre a quella di "osservatore" delle giovani promesse.

Le spese del Gruppo Ducati per le competizioni sportive sono state, per l'anno 1997, pari a 11,6 miliardi e per l'anno 1998 di 16 miliardi. L'incremento registrato è stato pari al 37,9%.

In seguito saranno esaminati i due nuclei principali in cui è composta l'attività di Ducati Corse S.r.l. ovvero la gestione sportiva diretta alla coordinazione della squadra corse sui campi di gara di tutto il mondo e quella commerciale legata ai vari rapporti di sponsorizzazione e partnership tecnica.

 

 

La gestione sportiva.

 

Ducati Corse S.r.l. progetta, produce e sviluppa le moto da competizione. Nel corso di una stagione sportiva vengono prodotte all'incirca quaranta esemplari di moto particolarmente evolute da destinare alle piste. La maggior parte di queste vengono utilizzate dai team ufficiali, mentre le rimanenti vengono destinate a squadre o piloti privati. Questi ultimi gareggiano senza il supporto ufficiale della Casa madre.

La Ducati iscrive le sue motociclette in più di un campionato, gestendo e definendo i programmi sportivi dei team ufficiali che saranno impegnati, nella stagione 1999, in quattro diverse specialità: WSBK (World Superbike), A.M.A. (American Motorcicle Association)., Supersport, ed il Campionato Italiano Superbike, al quale parteciperà con il nuovo team interno di sviluppo.

La filosofia che ha ispirato la categoria Superbike, nata a metà degli anni settanta, è stata quella di far gareggiare moto potenti, ma comunque simili al prodotto di serie in vendita al pubblico. Da qui l'elevata importanza di questa categoria che progredisce parallelamente agli sviluppi delle moto di derivazione commerciale. La possibilità del pubblico di potersi "identificare" in questo campionato disputato con moto così vicine alla produzione è stata la base del successo di questo genere di manifestazioni.

Al Mondiale Superbike si affianca il campionato americano denominato A.M.A., anch'esso di notevole rilevanza in termini di riscontri commerciali. Altra categoria nella quale il Gruppo Ducati è presente in maniera ufficiale è rappresentata dal Campionato Supersport, nato nel 1990, ha raggiunto l’apice della celebrità nel 1996, anno in cui tutte le gare del campionato sono state abbinate al Campionato Superbike. Questa categoria, simile per concetto alla Superbike, rappresenta una sfida per le case costruttrici che devono attenersi a vincoli regolamentari molto più stretti. Un livello tecnico, quindi, che presenta pochissime differenze con il prodotto in vendita al pubblico a vantaggio dei costi di gestione poco elevati ed un equilibrio della categoria che rende molto avvincenti le competizioni.

Nel 1998 la Ducati ha deciso di schierare ufficialmente due team nel Campionato del Mondo. Si tratta dell'AD-VF Team, diretta da Virginio Ferrari (ex pilota Ducati) e del Ducati Performance Team, sotto la direzione di Davide Tardozzi.

Per l'anno 1999 è previsto lo schieramento di una sola squadra ufficiale nel Mondiale Superbike (Team Ducati Performance) e due squadre ufficiali nel Campionato Superbike AMA: il Team Vance&Hines diretto da Terry Vance ed il Team Fast By Ferracci diretto dall’italo-americano Eraldo Ferracci.

Infine è prevista una partecipazione nel Campionato Italiano Superbike allo scopo di sperimentare le evoluzioni delle moto da gara.

Per la stagione 1999 Ducati schiererà in pista l'ultima versione della 996 contraddistinta dalla dicitura "Factory", mentre i team non ufficiali disporranno della 996 Racing e della 996 Racing Special. Per il Campionato del Mondo Supersport è previsto il modello 748 Racing.

I due team del campionato A.M.A. schiereranno in pista le Ducati 996 Factory versione ’99 e potranno disporre del supporto diretto di personale tecnico specializzato inviato appositamente negli U.S.A da Ducati Corse.

Qui di seguito vengono elencati tutti i team che fanno uso delle bicilindriche bolognesi per competere nei campionati europei e mondiali.

 

Ducati Corse 1999; squadre:

Team Ufficiali

Team Moto utilizzata Specialità

Piloti

Ducati Performance 996 Factory Campionato del Mondo Superbike Carl Fogarty Troy Corser
Vance & Hines 996 Factory Campionato A.M.A. Superbike Anthony Gobert Ben Bostrom
Fast by Ferracci 996 Factory Campionato A.M.A. Superbike Larry Pegram Matt Wait
Ducati Corse
(test & sviluppo)
996 Factory Campionato Italiano Superbike Paolo Casoli  

Team Clienti

Team Moto utilizzata Specialità

Piloti

Pedercini 996 Racing Special Campionato del Mondo Superbike Lucio Pedercini  
R&D BF Racing 996 Racing Special Campionato del Mondo Superbike Doriano Romboni  
GSE Racing 996 Racing Special Campionato Inglese Superbike Neil Hodgson Troy Bayliss
Reve Red Bull Ducati 996 Racing Special Campionato Inglese Superbike Sean Emmet John Reynolds
Ducati Dealer Team Australia 996 Racing Special Campionato Australiano SBK Craig Connell Steve Martin
Ducati Deutschland Team Remus 996 Racing Special Campionato Tedesco Superbike Andreas Meklau  
Ducati Team NCR 996 Racing - 748 Racing Campionato del Mondo Superbike Giuliano Sartoni Lance Isaacs
Ducati Yes Team NCR 996 Racing - 748 Racing Campionato del Mondo Supersport Serafino Foti David Checa

 

I piloti ingaggiati quest'anno dal Team Ducati Performance impegnato nel campionato del Mondo Superbike sono:

 

 

Lo sforzo, a livello organizzativo è tutt'altro che irrilevante: la Ducati Corse affianca, per ciascun pilota, un responsabile tecnico che coordina uno staff composto da 6 elementi: 3 ingegneri e tre meccanici. Oltre a questi vi sono quattro specialisti in merito a: ricambi e componenti tecnici, sospensioni, pneumatici, impianti frenanti, che coordinano l'attività dei piloti. Per le relazioni esterne sono previsti un addetto stampa ed un P.R. La Ducati corse possiede anche un fotografo ufficiale.

 

 

 

La gestione commerciale.

 

Compito della gestione commerciale di Ducati Corse S.r.l., è quello di offrire ai clienti sportivi non solo le moto Racing e Racing Special ed i relativi pezzi di ricambio, ma anche tutta una serie di servizi, quali consulenze specializzate in pista e know-how tecnico.

Un ulteriore obiettivo è quello di accrescere e gestire l’immagine del marchio Ducati nelle competizioni e di dimostrare la capacità di valorizzare l’investimento dei partners creando opportunità di promozione.

A questo proposito si fa notare la creazione, per l'anno 1999, di una partnership fra Ducati ed Infostrada. Alla sponsorizzazione delle moto e dei piloti del Team Ducati Performance che parteciperanno al Campionato Mondiale Superbike, corrisponde il supporto tecnico della seconda. Infostrada è il partner tecnologico di Ducati Motor per lo sviluppo e realizzazione dell’innovativo progetto di ristrutturazione e rilancio della rete commerciale Ducati, intrapreso dalla casa motociclistica bolognese nel corso di quest’anno. Grazie al supporto tecnico fornito da Infostrada, tutti i concessionari Ducati saranno presto collegati tra loro da una rete Intranet. Inoltre, attraverso le postazioni interattive in fase di allestimento presso i concessionari, i clienti potranno accedere ai siti Internet loro dedicati da Ducati grazie al servizio fornito da Infostrada.

Sempre rimanendo nell'ambito degli accordi pubblicitari si è formata una seconda alleanza fra Ducati Corse S.r.l. e Shell Europe Oil Products B.V. per la fornitura di carburanti e lubrificanti utili a svolgere l'intera stagione agonistica. Shell, già sponsor e fornitore ufficiale di carburanti per la scuderia Ferrari, ha deciso di raddoppiare lo sforzo fornendo la nuova serie di lubrificanti "Shell Advance", gli stessi disponibili in commercio per i motociclisti di tutto il mondo. Inoltre, tutte le nuove Ducati da strada, avranno il primo equipaggiamento Shell Advance, all'uscita dalla fabbrica e sempre Shell Advance sarà il lubrificante raccomandato da tutti i concessionari Ducati.

Oltre a sponsorizzare la squadra corse, i ricercatori e gli ingegneri Shell lavoreranno a stretto contatto con lo staff Ducati per lo sviluppo delle prossime generazioni di propulsori per moto.

Entrambe gli accordi hanno durata annuale con opzione di rinnovo a beneficio dello sponsor.

Si ricordi, ancora, la joint venture con Gio. Ca. Moto per la sponsorizzazione della linea Ducati Performance. Grazie ai successi nelle competizioni Ducati Performance ha raggiunto in brevissimo tempo grande notorietà in tutto il mondo e, di conseguenza, ha ottenuto grandi risultati di mercato.

Infine, per tutti gli appassionati sportivi e non, sarà creata una linea di merchandising Ducati Corse.

Quelli ora citati rappresentano i tre principali sponsor grazie ai quali Ducati potrà affrontare il Campionato Mondiale Superbike 1999. Vi sono, poi, numerosissimi altri sponsor che gestiscono budget più limitati, ma che equipaggiano le moto bolognesi dei loro componenti distinti per anni grazie alla qualità tecnica delle loro soluzioni.

Nello schema di seguito riportato, vengono elencati i principali partners che collaborano con Ducati per la riuscita nei vari campionati in cui essa partecipa.

 

Ducati Corse Partners

Società:

Specializzazione:

Ducati Performance linea accessori e parti speciali Ducati
Shell Carburanti e lubrificanti
Infostrada- Gruppo Olivetti Telecomunicazioni
Dietsmann Tecnologie petrolifere
Michelin Pneumatici
Magneti Marelli Centraline e impianti acquisizione dati
Termignoni impianti di scarico
USAG utensili da officina
Brembo impianti frenanti
Saima Avandero Trasporti e logistica
Regina Catene
Accossato Manubri
Dainese tute piloti e divisa tecnica team
DKNY active wear
Asics Sportswear
Yuasa Batterie
Champion Candele
STM gruppi frizione
AFAM corone e pignoni
Malaguti scooters area paddock

 

 

 

Intervista all'ing. Claudio Domenicali, amministratore delegato della Ducati Corse S.r.l.

 

All'ing. Claudio Domenicali, amministratore delegato della Ducati Corse S.r.l. ho sottoposto un questionario nel quale erano presenti alcuni quesiti inerenti gli aspetti più interessanti della nuova società sorta in seno a Ducati Motor S.p.A. Era mia intenzione ottenere informazioni relative alle motivazioni della creazione di questa S.r.l, alle sponsorizzazioni, all'incidenza sulle vendite delle vittorie sportive,. e ai benefici effetti del travaso di tecnologie dalle moto da competizione a quelle di serie.

Di seguito riporto domande e relative risposte risultanti dall'intervista fatta.

  

Notizie sull’ing. Domenicali

Claudio Domenicali è nato il 03.11.65 a Bentivoglio (BO), si è laureato in ingegneria meccanica nel 1990 a Bologna con una tesi sul calcolo ad elementi finiti di telaio e forcellone monobraccio della DUCATI 916. Entrato in DUCATI nel 1991, ha ricoperto i seguenti incarichi:

 

 

Motivazioni della nascita di DUCATI CORSE

Il nuovo management DUCATI ha capito fin dal suo inserimento il valore strategico delle competizioni per lo sviluppo del brand DUCATI. Per questo motivo le risorse investite nelle racing activities sono in continua crescita. Per evitare di raggiungere livelli di costo per l’azienda insopportabili è stata creata DUCATI CORSE, che ha come obiettivo primario il mantenimento della leadership prestazionale nelle competizioni, ma dedica risorse importanti alla scoperta di nuove fonti di profitto legate all’ambiente racing. Parliamo in particolare di:

 

 

HPE

Questa società ha lo scopo di aumentare la potenzialità di sviluppo motori di DUCATI senza aumentare le risorse interne (outsourcing).

 

Incidenza sulle vendite della vittoria Campionato SBK

La risposta è estremamente difficile, in quanto la vittoria del campionato incide sia sulla percezione generale della marca (alto contenuto tecnologico ed organizzativo) che sulla percezione diretta del modello (996). Quest’ultima è una peculiarità unica del SBK, un valore non presente in altre formule (GP, F1).Si può comunque affermare con estrema sicurezza che il posizionamento attuale del marchio DUCATI sul mercato, e la sua percezione da parte dei clienti (moto sportiva bicilindrica imbattibile su pista e hi-tech), completamente modificata rispetto a dieci/dodici anni fa (moto sportiva bicilindrica non tecnologicamente aggiornata e poco potente) è esclusivamente merito dei successi nelle competizioni, e non sarebbe possibile vendere il prodotto attuale alle quantità e prezzi attuali senza le competizioni.

Con la pubblicità tradizionale non si riesce a dimostrare la forza del prodotto, e a cambiare mentalità radicate. Il vero appassionato guarda i risultati sportivi, e non quello che dichiara la casa nelle pubblicità.

 

Sponsorizzazioni

Un gruppo di lavoro di cinque persone si occupa di sponsorizzazioni. Vengono contattate aziende, normalmente di grandi dimensioni e mercato internazionale, interessate a promuovere il proprio prodotto, normalmente "noioso", associandolo all’immagine di una moto da competizione che è in grado di scatenare l’entusiasmo del pubblico. Oltre alla presenza sulla carenatura della moto e sulla tuta del pilota vengono poi offerti tutta una serie di servizi, quali:

 

 

Organizzazione di DUCATI CORSE

Ducati Corse è divisa al suo interno in:

 

 

Per motivi di riservatezza non vengono dettagliate ulteriormente le funzioni: sono comunque impiegati circa quaranta dipendenti e trenta collaboratori esterni.

 

Travaso da corse a produzione

Tutto quanto sviluppato nelle competizioni viene travasato sulla produzione di serie in un periodo variabile dai due ai quattro anni. Questo è un altro grande vantaggio del campionato SBK; essendo infatti la moto da gara una elaborazione spinta di quella di serie è abbastanza semplice effettuare questo travaso. E’ evidente come i costi di R&D delle corse non siano così fini a se stessi (vedi GP o F1) ma siano direttamente applicabili al prodotto.

 

Team non ufficiali

Questi team sono i clienti di DUCATI CORSE, e forniscono una parte importante dei ricavi della società. DUCATI CORSE vende a questi team moto da corsa, motori da corsa, ricambi e servizi di assistenza tecnica. L’assistenza è particolarmente diretta ed importante perché dalle prestazioni di questi team dipende spesso l’immagine della marca nei vari campionati nazionali (USA, UK, D, AUS). Per questo a volte DUCATI CORSE supporta questi team anche dal punto di vista economico.

 

Programmi futuri di DUCATICORSE

Top secret...!

 

 

 

Gradirei leggere il CAPITOLO 5

 

 

 

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