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Grafica
professione per la comunicazione,
grafica come arte. La grafica come forma del comporre comunicazione per segni visivi bidimensionali, in modi che si caratterizzano fondamentalmente per presupposti legati ai contenuti da comunicare, in un legame imprescindibile. Quindi valore di azione che ha un fondamento artistico dovuto al fatto di essere prossima e simile alla pittura, con la quale condivide appunto gli aspetti di composizione di segni visivi, che siano dovuti a colori, a puri segni grafici, a struttura compositiva ecc.. Ma un dato che è ancor più di similitudine è quello che i segni visivi usati sottintendono o sono strumento di trasmissione in forma di identità visibili di concetti. Mentre nella pittura detti segni visivi si fanno espressione di valori principalmente soggettivi dell'individuo che li produce, invece nella grafica e qui intendiamo questa come comunicazione visiva i valori di espressione soggettivi si mediano fortemente se non a volte si sottomettono a quelli di una comunicazione che sia il più possibile oggettiva e mezzo codificato di comunicazione nella collettività, per un risultato che sia il più possibile efficace nel comunicare i concetti da trasmettere, vero obiettivo dell'azione di comunicazione stessa in atto. La grafica come arte perché valore di comunicazione sociale che assume sistemi e codici comuni tra più individui, ma determinati attraverso dati significanti creati attraverso ricerca di tipo artistica a volte come in questo caso da un singolo individuo. Il determinarsi come arte, in particolare se si caratterizza con valenze caratteriali formali e percettive parallele all' Arte sua contemporanea intesa nel senso puro. Un vincolo è comunque dato e questo si determina dal supporto utilizzato che oggi si è reso molteplice più di ieri nei modi e negli strumenti che la tecnologia mette a disposizione, quindi un forte dipendere dalla tecnologia vincola comunque la grafica (comunicazione visiva) ad un ruolo subalterno come espressione d'Arte, ma questo non è il solo in tal senso ponendosi la committenza come dato determinante della comunicazione grafica stessa, ma qui in un certo senso la cosa rende la comunicazione molto simile alle dinamiche e alle componenti che erano caratteristica dell'Arte dei tempi passati. Nicola Pinto operatore della
Comunicazione Visiva
Ero studente presso l'Accademia di Belle Arti di Bari nel 1979 e forse in quell'anno ricevevo da alcune tipografie le prime richieste di elaborati grafici per la stampa di etichette per prodotti ortofrutticoli. Elaborati grafici da realizzare su carta da lucido con pennino ad inchiostro e lettere trasferibili, prima chiaramente preparavo un disegno a matita e a volte era colorato a pastelli o pennarelli che sottoponevo all'accettazione del cliente. Intanto i miei studi presso l'Accademia proseguivano seguendo il corso di industrial e graphic design e la mia passione per la così detta "grafica" (comunicazione visiva) cresceva a tal punto forse da appassionarmi in alcuni periodi anche più della scultura (l'altra mia grande passione artistica). Ma c'era anche un fattore di progetto di vita che si faceva strada, ritenevo che lavorare con il graphic design mi avrebbe in futuro dato da vivere cosa che poco pensavo avrebbe potuto darmi la scultura. Quindi finita l'Accademia metto su "ideografica"un piccolo studio di grafica, con un tecnigrafo, pennini ed i vari strumenti del disegno tradizionale, ai quali si aggiungeva per ridurre ed ingrandire un economico ingranditore e a volte ricorrevo alla fotocopiatrice (non mia), certo una reprocamera sarebbe stata ideale ma non potevo permettermela e ancora meno un computer che all'epoca erano rarità costosissime e quindi elaborare grafica per la maggior parte dei grafici ed anche per me era lavoro lungo e che potevi svolgere solo se conoscevi il mestiere nella forma tradizionale. Adesso bastano pochi click di mouse ed hai varianti a più non posso senza fatica di un elaborato grafico, allora le varianti di colore ad esempio costavano tempo, lavoro e saper fare. Molto importanti sono state in quel periodo le collaborazioni con gli amici del "Foruncolo" prima e con "Realtà Nuove" dopo che ricordo con grande piacere e riconoscimento di esperienze di crescita intellettuale. Era il 1986 e per quasi un anno ho collaborato presso un importante studio di grafica di Bari, dove si realizzavano produzioni grafiche per clienti importanti come la Fiera del Levante ed altri. L'anno successivo decido di tornare a fare grafica per proprio conto e cominciai ad avere clienti anche di una certa importanza. Ma erano troppo pochi quelli che da bravi imprenditori sapevano apprezzare il mio lavoro professionale e quindi decisi nel 1988 di emigrare al Nord come insegnante di Discipline Plastiche. Nel 1989 dopo un colloquio con un Art Director della Armando Testa di Milano avrei potuto lavorare presso di loro ma mi richiedevano di abbandonare la scuola e mi offrivano solo un contratto di formazione lavoro, non accettai, forse se avessi accettato sarebbe stata tutta una altra storia ma così non è stato e comunque va bene come è andata. Ma la passione per la "grafica" è rimasta e grazie ad essa acquistai nel 1997 il mio primo computer Macintosh, ma dei modi tradizionali del fare "grafica" è rimasto il disegno ideativo a mano libera che forse è il vero momento creativo ed emozionante di questa arte. AVVISO Questa non vuole essere una pagina web di promozione professionale ma una semplice raccolta delle mie esperienze di progettazione ed esecuzione grafica. Il Copyright © relativo ai testi e alle immagini appartiene ai relativi autori. Per informazioni scrivete a nicolapinto@alice.it Entire contents are under copyright ©. All rights reserved. For information write us through E-mail: nicolapinto@alice.it |
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