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Fatti, vicende e personaggi della Storia di Ovada e dei paesi della zona Ovadese negli scritti dello storico ovadese Gino Borsari (1917-1994)





LA NOSTRA OVADA - Persone illustri ovadesi


San Paolo della Croce (al secolo: Paolo Daneo) - (Ovada 1694 - Roma 1775)

Nato in Ovada da nobile famiglia alessandrina decaduta (i Daneo), si dimostrò fin da giovinetto portato verso quella fede pura ed illuminata che lo portò alla gloria degli altari. Ordinato sacerdote in Roma dallo stesso Pontefice Benedetto XIII che aveva riconosciuto in lui i segni di un apostolato fervente e luminoso, fu fondatore dell'Ordine dei Padri Passionisti che, retto in Congregazione, andò sempre più dilatandosi in Italia e nel mondo. Predicatore dalla parola faconda e piena di pròdigioso spirito di santità, sapeva infiammare le menti ed illuminare gli animi. Le dure fatiche del suo apostolico ministero elevarono il suo spirito alle vette della più alta spiritualità. Morì in Roma nell'ottobre del 1775 e fu elevato alla gloria della santità nel 1867 dal Papa Pio IX. Oggi i figli spirituali di San Paolo, i RR. Padri Passionisti, sono sparsi in tutto il mondo a portare alle genti la loro fiaccola di luce, di bene e di carità.

Michele Odino - Colonnello - (Ovada ? - Corsica 1639)

Abile e prode condottiero, combatté in favore della Repubblica di Genova contro il Duca di Savoia nel 1625 e si distinse difendendo Ventimiglia e Novi. Morì sul campo dell'onore in Corsica nel 1639.

Nicolò Vela - Generale - (Ovada 1652 - 1737)

Iniziò la carriera delle armi in Grecia al servizio del Re di Spagna e dei Veneziani. Combatté in Ungheria, Germania e Italia sotto le insegne imperiali. Promosso generale fu governatore di Arona. Governò in Corsica per la Repubblica di Genova, che ne inscrisse il suo nome nel Libro d'Oro.

Siri Giacinto Rocco - Generale - (Ovada 1751 - Parigi 1826)

Allievo dei Domenicani, giovanissimo viaggiò in America e in Europa. Colto, signore e poliglotta, nel 1770 entrò nel corpo delle Guardie del Sovrano di Svezia a Stoccolma. Rientrato tre anni dopo in patria, militò col grado di colonnello nella Milizia Ligure, giungendo ad esserne il Brigadiere e Comandante in capo. Caduta la Repubblica passò nelle armate francesi dove, preceduto dalla fama delle sue capacità, gli fu affidato il comando dei dipartimenti prima di Treviso e poi del Trasimeno. Nel 1809 fu onorato del comando della Piazza di Roma. Un anno dopo fece parte dello Stato Maggiore di Gioacchino Murat Re di Napoli e fu con lui fautore del progetto murattiano dell'unificazione italiana; progetto che, per causa dei noti eventi non poté essere portato a termine e che obbligò il Siri con altri ufficiali, a lasciare la Patria, esule a Parigi, dove visse onorato fino al 1826. Ovada, memore, gli ha dedicato una via.

Nervi Antonio - Letterato e poeta - (Genova 1770 - Ovada 1836)

Nato in Genova nel 1770 da genitori ovadesi, era il quintogenito di Eugenio Nervi giureconsulto ovadese. Fu poeta e professore di grido e lasciò una reputata traduzione dei Lusiadi di Comoens. Mori misteriosamente durante un viaggio e il suo cadavere fu trovato nello Stura in Regione Panicata. Ebbe solenni funerali in Ovada a spese del Comune. Ebbe fratelli: il P. Nicola Generale dei Teatini valoroso letterato, il P. Giacinto Tomaso, Superiore delle Missioni in Genova e il P. Domenico delle Scuole Pie.

Ruffini Giacinto

Prima che la Repubblica Genovese venisse incorporata alla Francia (1804), fu Colonnello e membro del Governo temporaneo della Repubblica Ligure. Passato nell'armata francese, fu promosso generale e si distinse per ingegno e valore. Fu decorato della Legion d'Onore ed inviato in Spagna dove morì per malattia.

Ruffini Bernardo

Seguendo l'esempio del fratello, militò sotto le insegne francesi nelle campagne dal 1803 al 1807. Perdette il braccio sinistro all'assalto del forte di Cont-Jony. Decorato della Legion d'Onore e ristabilito in salute, fece parte della Grande Armata nelle Campagne del 1813-1814. Nella capitolazione di Dresda venne fatto prigioniero e condotto in Ungheria. Caduto Napoleone, ritornò in patria col grado di Maggior Generale e gli venne affidato il Comando della città e provincia di Savona dove morì.

Andrea Dania

del ramo collaterale dei Daneo di S. Paolo della Croce. Valoroso combattente nelle armate napoleoniche fu decorato della Legion d'Onore. Morì in Grecia nel primo quarto del XIX secolo per l'indipendenza di quel Paese.

Domenico Buffa - Patriota e Ministro - (Ovada 1818-1858)

Compì gli studi classici nel Collegio delle Scuole Pie di Carcare, intraprese gli studi legali in Genova e li compì in Torino. A 26 anni era già affermato come scrittore di cose politiche. A 30 anni fece parte come deputato di Ovada della prima legislatura del Parlamento subalpino dove si fece distinguere per facilità di parola, assennatezza di dottrine e vera italianità di principi. Chiamato a fare parte del Ministero Gioberti quale Ministro dell'Agricoltura e Commercio, fu mandato poi a Genova come Intendente e Commissario Regio dove si prodigò coraggiosamente per sedare le intemperanze dei partiti estremi. Sempre a Genova nel 1853 si distinse sovrattutto durante la epidemia di colera di quell'anno e, nella sua qualità di Intendente Generale, si prodigò moltissimo a favore degli ammalati. Ritornò alla Camera nel 1857. Morì in Ovada il 18 luglio 1858.

G.B. Cereseto - Scolopio, Scrittore e letterato - (Ovada 1816 - 1858)

Appartenne all'Ordine delle Scuole Pie, fu professore nel Collegio Nazionale di Genova. Letterato insigne e poeta, lasciò molte opere di grande pregio e fece una assai lodata traduzione della Messiade di Klopstok.

Francesco Gilardini - Consigliere di Stato e Letterato - (Ovada 1820 - 1890)

Compiuti gli studi di Legge dedicò dapprima la sua attività a favore del suo paese che lo ebbe Sindaco per ben due volte. Fu quindi eletto Consigliere Provinciale e Deputato al parlamento della 4a, 5a e 6a Legislatura. Fu incaricato di delicate funzioni dall'allora primo Ministro Cavour ed ebbe sempre un forte sentimento dell'onestà. Nel 1859 fu segretario di Gabinetto del Ministro Rattazzi e nel 1865 entrò nel Consiglio di Stato. Fu collocato a riposo con il grado di Presidente di Sezione. Si occupò con passione di studi letterari e politici. Fu amico del Buffa e del P. Cereseto. Morì in Ovada nel 1890.

Emanuele Borgatta - Musicista - (Ovada 1809-1883)

Insigne pianista e compositore studiò a Bologna. Nel 1829 fu a Londra e nei suoi concerti superò nella esecuzione due notissimi pianisti del tempo: Cramer e Maxelles. Nel 1832 riscuoté entusiastici successi a Milano, Brescia, Bergamo e Venezia. Invidiato da molti, fu fatto assalire da sicari in Milano nel 1839 i quali, con intimidazione, lo obbligarono a lasciare la capitale della Lombardia. Colpito da forte esaurimento nervoso, causatogli dalla paura, non poté più continuare nella sua arte, avendo perduto in seguito ogni vena musicale ed intellettuale. Cessò di vivere in Ovada, dove un piccolo monumento dello scultore Giacobbe lo ricorda nel cimitero.

Tosi Ignazio - Pittore - (Ovada 1811-1861)

Uscito dall'Accademia di Genova, si distinse nei ritratti e nelle riproduzioni pregiate per esatta somiglianza di forme e di ottimo colore.

Giacobbe Emanuele - Scultore - (Ovada 1824 - Genova 1892)

Studiò arte in Genova e Roma. Si distinse per la finezza ed il verismo delle sue opere. Di lui si possono ammirare una bellissima statua del profeta Ezechiele nella Chiesa genovese di Staglieno e vari monumenti funerari nello stesso cimitero.

Luigi Oddone - Capitano (Ovada 1850 - Abba Garima 1896)

Iniziato alla carriera militare, partecipò alla prima guerra d'Africa e copri la ritirata dell'Amba Alagi col Generale Arimondi. Si coperse di gloria ad Abba Garima, dove cadde sul campo dell'onore.

Bartolomeo Marchelli - Capitano Garibaldino - (Ovada 1834 - Nervi 1903)

Fu dei Mille e si distinse a Calatafimi per audacia e coraggio. Ebbe amicizia e confidenza con lo stesso Garibaldi che lo chiamava suo amico. Nella vita civile fu giocoliere eccezionalmente abile, allievo ed emulo del grande Bosco. Ebbe successi un po' per tutti i teatri italiani, e per il suo spirito sempre giocondo e generoso fu sempre amato e stimato da tutti.

Giacomo Costa - Ministro - (Milano 1833 - Ovada 1897)

Nato a Milano da famiglia originaria di S. Margherita Ligure, intraprese e compì gli studi in Genova. Fin da giovinetto predilesse la nostra città come sua patria di adozione e qui si sposò con Luisa Pesci di distinta famiglia ovadese. Fu sostituto Procuratore a Milano e Procuratore Generale a Venezia. Nel 1874 venne chiamato a Roma quale Segretario Generale del Ministro di Grazia e Giustizia Vigliani. Nel 1885 era già Avvocato Generale Erariale, indi Ministro Guardasigilli. Rese incalcolabili servizi allo Stato per la sua rettitudine, cultura e probità. Deputato e Senatore del Regno, lasciò discorsi parlamentari che rimarranno un modello del genere. Si spense in Ovada, in piena carica, e la sua figura rifulge ancora oggi nel ricordo dell'uomo, del patriota e del fedele ed onesto servitore dello Stato.

Tomaso Cereseto - Pittore

Nato a Genova nel 1773 ma ovadese di elezione, lasciò vari lavori pittorici per ancone d'altare nella Parrocchia di Ovada. Morì a Mele all'età di 90 anni.

Antonio Rebora - Musicista - (Ovada 1815-1861)

Fu insigne musicista e direttore. La Civica Scuola di Musica è intitolata a suo nome, non solo per ricordare l'uomo e l'artista, ma per il cospicuo lascito del di lui figlio: il Grande Uff.le Emilio Rebora, il quale, con gesto di non comune mecenatismo e con fervore d'arte, assicurava, nel 1926, la stabilità dell'Istituto stesso.

Giuseppe Bartolomeo Montano - Musicista - (Ovada 1831 - 1912)

Dopo avere preso parte alle guerre d'indipendenza emigrò nell'America del Sud, dove le sue non comuni doti di Direttore di Banda lo fecero occupare il posto di Maestro Capo Musica in Mendoza prima, e poi di Capitano nella Banda del Governo del Brasile per oltre cinque lustri. Rientrato in Italia, fu apprezzatissimo riduttore dal Ricordi. Resse inoltre un Collegio musicale a Nancy e dette concerti a Madrid e Lisbona. In Ovada, negli ultimi suoi anni, fu direttore validissimo del nostro complesso bandistico, che attraversò in quel periodo, il suo momento più aureo. Morì in Ovada il 5 giugno 1912.

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