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Ormai è chiaro che gli eventi astronomici importanti sono sempre accompagnati
da una notevole quantità di nuvole e di pioggia. L'enunciato dell'assioma dell'astrofilo
è ormai noto: tanto più è importante e unico l'evento, tanto maggiore sarà la
copertura nuvolosa.

Parliamo di Leonidi. Le previsioni astronomiche quest'anno erano chiare, il
leone avrebbe dovuto ruggire tra le 4 e le 5 di T.U. di martedì 19 novembre. Le
previsioni meteorologiche altrettanto: pioggia su tutta la penisola.
La voglia di seguire l'evento era grande, il programma prevedeva di andare in
Val d'Aosta, ma un'incessante pioggia caduta tutta la mattina di martedì
lasciava pochissime speranze.
Alle 14:30 chiamo Luigi e gli chiedo cosa dovremmo fare. Abbandoniamo la
prima meta e decidiamo di sentirci verso le 20 per vedere se vale la pena di
salire sul Monte Generoso nella speranza di uno squarcio.
Poco prima delle 20, Luigi mi anticipa dicendomi che Rino (Giosué) e Gigi
hanno deciso di andare in Liguria e che se mi voglio unire a loro,
l'appuntamento è per le 21:30. Un po' scettico, preparo velocemente
l'attrezzatura e parto per Saronno.
Alle 21:30 carico tutta la strumentazione sull'auto di Rino (Giosué), una
Ford Galaxy fantasticamente comoda per l'astrofilia.
Rino ha consultato il satellite e ci informa che dobbiamo andare a ovest. Le
condizioni meteo sono pessime, ma il satellite mostra qualche traccia di sereno
sulla Liguria occidentale. Partiamo.
Fino a Genova le speranze sono quasi nulle, pioggia quasi ovunque e solo
raramente la coltre nuvolosa lascia intravedere un chiarore di Luna non troppo
evidente.
Ci fermiamo per rifornimento, colleghiamo il portatile al gsm e analizziamo
l'ultima immagine del satellite. Nuvolo fino al confine francese! Proseguiamo.
... Savona ... pioggia e nuvole.... Imperia ... Sanremo ... Ventimiglia.
Durante il viaggio Luigi insiste con una frase diventata ormai mitica tra
chi, con lui, ha condiviso parecchie notti di osservazioni "Andemm innanz che al
vegn bell", ma dentro di se anche lui non ne è molto convinto. Gigi invece
scruta il cielo che sembra sereno all'orizzonte, ma sempre e solo all'orizzonte
e mai sopra di noi.
Ogni tanto appare la Luna, ma immediatamente si richiude. Decidiamo di
continuare. Mentone ... Montecarlo ... Nizza. Finalmente! A Nizza gli squarci di
sereno sono evidenti, e le nuvole si spostano decisamente a est. Decidiamo di
proseguire fino a Cannes. Il cielo è stupendo, guardando ovunque non si vede una
nuvola.
Dopo una breve analisi l'idea è quella di spingerci verso l'intero per
cercare un posto lontano dalle luci e possibilmente un pochino in quota.
Grazie alla fama ormai confermata di Gigi e alle sue eccelse qualità di
nostromo, nocchiero, maestro geografo e copilota, abbinato ad un pilota capace e
tenace come Rino, iniziamo a salire verso Grasse, proseguiamo per Digne e poi
prendiamo una stradina all'apparenza insignificante . Ci porta fino al Col du
Ferrier a 1041m di quota. Un posto fantastico, con un vasto spiazzo, niente luci
e cielo visibile a 360 gradi e soprattutto libero verso est dove sorgerà il
leone.
Tutti cominciano a scherzare sul nome del posto che viene immediatamente
ribattezzato “Col dul Ferieu”!
Sono ormai le 01:30, montiamo l'attrezzatura: due macchine fotografiche con
obiettivo da 28mm su una montatura equatoriale e una Camera CCD con obiettivo da
16 mm su cavalletto.
La temperatura è sottozero, per terra c'è un'evidente brina, ma il cielo è
veramente stupendo. Mentre Rino e io montiamo tutta la strumentazione, Gigi e
Luigi iniziano a scrutare il cielo e le Leonidi non si fanno certo attendere.
Alle 2 iniziamo il conteggio. La prima ora ci regala solo 26 meteore, ma
siamo fiduciosi che la fortuna che ci ha accompagnato durante il viaggio, non ci
abbandonerà facilmente. Infatti, nella mezz'ora successiva le meteore diventano
30, in quella dopo 54, poi 51. La percentuale di quelle brillanti (magnitudine
negativa) è altissima. Rino continua a riprendere foto con le due camere
fotografiche, con pose di 7 minuti a ripetizione su pellicola E200 mentre io
controllo ogni tanto il computer portatile e la camera CCD che in automatico è
impostata per riprendere 500 immagini di 10 secondi ciascuna.
Alle 4:05 un bolide straordinario squarcia il cielo tra l'Orsa Maggiore e il
Leone in direzione nord-est lasciando una scia visibile per parecchi secondi,
anche qualche minuto. Tra le 4:30 e le 5:00 contiamo 197 Leonidi, è chiaro che
l'attività è in deciso aumento.
Ovviamente la fortuna non è eterna e così la batteria a cui è attaccato l'inverter
che ci fornisce l'energia elettrica da forfait. L'assorbimento del pc e del CCD
l'hanno scaricata quasi completamente. Sgancio questi strumenti in modo da
lasciare comunque un po' di energia per la montatura di Rino che continua
assiduamente le riprese.
Tra le 5:00 e le 5:30 (4:00 - 4:30 T.U.) il massimo che era stato previsto si
manifesta in tutta la sua magnificenza: non riusciamo quasi a contarle tutte.
425 Leonidi!! E' una cosa emozionante, fantastica. Nessuno di noi ha mai visto
una cosa simile.
Addirittura le 231 tracce osservate tra le 5:30 e le 6:00 ci sembrano
decisamente poche rispetto a quella mezz'ora di ... fuoco. Tutto finito? No,
alle 6:05 il Leone ruggisce violentemente e pianta una zampata in direzione di
Sirio: un bolide eccezionalmente brillante, potrei dire di magnitudine -15,
illumina il paesaggio, si squarcia in due, una parte blu intenso e una giallo
arancio, e lascia una traccia che rimane decisamente a lungo.
Tra le 6:00 e le 6:30 contiamo solo 131 meteore, poi la luce del giorno
inizia a farsi evidente e a rischiarare il cielo ... spegnendo le stelle. Tra le
6:30 e le 6:36 vediamo le ultime 8 leonidi. Nel cielo sono ormai visibili solo
Giove e Saturno, che ci hanno accompagnato tutta notte, Venere sorto da poco e
Sirio che ci ricorda quell'ultimo fantastico bolide.
In totale abbiamo osservato 1153 Leonidi!
Smontiamo gli strumenti, i cavi sono coperti di ghiaccio, siamo stanchi ma
pienamente soddisfatti. Ci congratuliamo l'uno con l'altro per aver condiviso
questa avventura, per esserci convinti a vicenda a continuare a navigare verso
ovest, ad aver perseverato verso la nostra meta.
Il tempo di qualche foto del posto per ricordarci di questa avventura e poi
... rotta verso Cannes.
Luigi è ormai rassegnato al fatto che nessuno crederà a questa avventura e
quindi decide di portarsi a casa una testimonianza inconfutabile di questa
spedizione fino a Cannes: vuole una foto alla Croisette della Capitale europea
del Cinema.

Così prima delle 9 siamo sul lungomare di Cannes come quattro pazzi eremiti
ribaltati nella mondanità della Costa Azzurra. Il tempo di qualche foto e due
passi e poi .... rotta verso casa!
E' chiaro che una simile esperienza sarà per noi indimenticabile e lascerà
dentro di noi per anni il ricordo di una bellissima notte. Eventi di questo tipo
ripagano anni di sacrificio per una passione che troppo spesso è legata alle
condizioni meteo, ma soprattutto fanno dimenticare tutte quelle volte che la
fortuna ci è stata avversa in modo da poter continuare a perseverare nella
ricerca e nell'ammirazione delle meraviglie del cielo.
Da parte mia un eterno grazie a Rino e Gigi per avermi reso partecipe della
loro decisione e a Luigi che ha saputo spingerci sempre più a ovest.
Concludo con una citazione: "Se avete visto gli archi di plasma sollevarsi
dal bordo del Sole, la immense tempeste di sabbia vagare sulla superficie di
Marte, il rosso intenso di Io emergere dall'ombra di Giove, se avete ammirato
gli affascinanti anelli di Saturno, il disco verde di Urano e quello blu di
Nettuno, se avete visto brillare le miriadi di stelle nel Sagittario, se avete
intravisto i delicati bracci che connettono le galassie interagenti, se avete
osservato le aurore danzare e le meteore scrivere le loro firme silenziose nel
cielo - se, in breve, avete visto non solo questo mondo, ma anche qualcosa degli
altri mondi - bene, allora avete vissuto!"