Le conseguenze nefaste derivate dalla formula razionalista "Cogito ergo sum" secondo Giovanni Paolo II
Il peccato di Cartesio
Se l’uomo - argomentava Papa Wojtyla - può stabilire da solo, senza Dio, ciò che è buono e ciò che è cattivo, egli può anche decidere,
per esempio, che è bene sterminare gli ebrei e scatenare una guerra da 50 milioni di morti, come fece il nazismo tedesco,
o che è bene sbarazzarsi di almeno 20 milioni di concittadini scomodi, come fece il comunismo sovietico.
Ritratto di Giovanni Paolo II, di Natalia Sarkowa, foto di Nicola Bruni
Ritratto di Giovanni Paolo II, di Natalia Sarkowa (foto di Nicola Bruni)
“Cogito, ergo sum / Penso, dunque sono”: è la formuletta, apparentemente banale, che connota il pensiero del filosofo francese Cartesio (1596-1650).
Quando lo studiai al liceo, mi sembrava un pensatore devoto, poiché riusciva a conciliare il razionalismo con la dimostrazione dell’esistenza di Dio.
Perciò mi sono stupito nell’apprendere
che, secondo il Papa, quel “lapalissiano”
cogito ergo sum è il capostipite,
in un certo senso, delle due
terribili “ideologie del male”,
il nazismo e il comunismo, che
sconvolsero l’Europa nel XX secolo.

Ecco, in sintesi, il ragionamento
sul cogito cartesiano che fa
Giovanni Paolo II, nel suo ultimo
libro "Memoria e identità".

Prima di Cartesio, la filosofia,
in particolare quella di San Tommaso
d’Aquino, era incentrata
sull’Essere assoluto, Dio creatore,
indispensabile sostegno
per l’uomo e gli altri esseri creati.

Dopo Cartesio, la filosofia diventa
una scienza del puro pensiero:
tutto ciò che si definisce essere,
Dio compreso, rimane nel campo
del cogito, come contenuto
della coscienza umana
e non esistente al di fuori di essa.
Ne consegue che Dio non è più
considerato “come il Creatore,
Colui che dona l’esistenza”
e tanto meno “come Colui
che dona se stesso
nel mistero dell’Incarnazione,
della Redenzione e della Grazia”.
Roma, cupola della chiesa di S. Agnese in Agone, foto di Nicola Bruni
La cupola della chiesa di San Agnese in Agone,
opera architettonica del Borromini, a Roma.
Foto di Nicola Bruni
Il filosofo francese René Descartes, detto Cartesio (1596-1650)
Il filosofo francese René Descartes, detto Cartesio (1596-1650)
Nella mentalità illuminista l’uomo
è rimasto solo, come artefice
della propria storia, come colui
che esisterebbe e opererebbe
anche se Dio non ci fosse.
Se l’uomo - argomenta il Papa -
può decidere da solo, senza Dio,
ciò che è buono e ciò che è cattivo,
egli può anche disporre
che un gruppo di uomini
debba essere annientato.
Può decidere, per esempio, che
è bene sterminare gli ebrei
o scatenare una guerra da 50 milioni
di morti, come fece il nazismo tedesco;
o che è bene sbarazzarsi di almeno
20 milioni di concittadini scomodi,
come fece il comunismo sovietico.
O che è bene autorizzare
la soppressione legale di un numero
illimitato di esseri umani concepiti
e non ancora nati, come accade
oggi in molti Stati per decisione
“addirittura” di Parlamenti
democraticamente eletti.
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Link con l'articolo di Nicola Bruni KAROL IL MAESTRO
Questo avviene - sostiene il Papa -
perché è stato respinto Dio quale
Creatore, e fonte della distinzione
tra il bene e il male.
E’ stata rifiutata la nozione
di natura umana come realtà
di un essere creato da Dio
a sua immagine e somiglianza,
e in luogo della morale naturale,
conforme alla legge divina
del Decalogo, è stato posto
un “prodotto del pensiero”
liberamente formato e mutabile
secondo le circostanze.

Tuttavia, Giovanni Paolo II non è
pessimista, convinto com’è che
la legge divina sia naturalmente
impressa nel cuore di ogni uomo,
che accanto al male sia sempre
presente e si sviluppi il bene,
e che la Grazia di Dio
operi misteriosamente
anche in chi non la riconosca.

Basti pensare, aggiungo io,
ai “miracoli” che questa ha fatto fare
all’ex dittatore comunista Michail
Gorbaciov, tra il 1985 e il 1991,
per la liberazione incruenta
dei popoli dell’Unione Sovietica.

Nicola Bruni
da LA TECNICA DELLA SCUOLA
20 marzo 2005
Roma, cupola della chiesa del Gesù, foto di Nicola Bruni
La cupola della chiesa del Gesù,
opera architettonica del Vignola, a Roma.
Foto di Nicola Bruni
Link con la LETTERA ALLE DONNE di Giovanni Paolo II
Link con la pagina iniziale del Belsito
Sullo sfondo, il chiostro del monastero benedettino
della Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma (foto di Nicola Bruni)
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