Innalzato sugli altari da Benedetto XVI sarà festeggiato dalla Chiesa ogni anno il 22 ottobre
Papa Wojtyla beato
Roma, veglia al Circo Massimo per Papa Wojtyla beato 30.4.2011, foto di Nicola Bruni
Gli aspetti educativi del magistero di Giovanni Paolo II
Karol, il maestro
Abituati a un papa italiano, gli italiani ne rimasero subito affascinati riconoscendo in lui non un "papa straniero"
ma il "Santo Padre" della Chiesa cattolica in cui nessun uomo è straniero
Il mio più antico ricordo di Karol Wojtyla risale al 1964, quando, giovanissimo, visitai Cracovia, di cui il futuro “Giovanni Paolo II”
era da due anni arcivescovo: un professore polacco me ne parlò con ammirazione definendolo “un maestro”.
C'ero anch'io alla beatificazione
C'ero anch'io, alla solenne cerimonia
di beatificazione di Giovanni Paolo II,
il 1° maggio 2011, mescolato a una marea
di pellegrini provenienti da tutto il mondo.
C'ero per ringraziare e pregare quel papa
al quale ho voluto e voglio molto bene,
e che è per me un importante punto
di riferimento spirituale.

Forse eravamo un milione e mezzo,
come calcola l'agenzia Ansa, forse di più.
Sta di fatto che non sono riuscito
a raggiungere Piazza San Pietro
e neppure Via della Conciliazione fino
al termine della Messa celebrata
dal papa Benedetto XVI, tanto era fitta
la folla che riempiva le strade circostanti
nel raggio di circa un chilometro
dall'obelisco. Impossibile entrare
in Piazza del Risorgimento, strapiena,
da Via Ottaviano, il posto più vicino
alla celebrazione in cui sono riuscito
a trovare un metro quadrato libero
per fermarmi è stato in Piazza Pia,
davanti a Castel Sant'Angelo,
dove ho potuto seguire gli eventi
attraverso gli altoparlanti.

C'ero anche alla grande veglia di preghiera
e di ringraziamento per la beatificazione
di Giovanni Paolo II che si è tenuta
la sera del 30 aprile 2011 al Circo
Massimo di Roma, pieno di gente
da cima a fondo, in maggioranza giovani,
facce "pulite" di ragazzi e ragazze
di tante nazionalità, "papa boys"
delle Giornate mondiali della gioventù,
scout, alunni di scuole religiose,
membri degli oratori, dei movimenti
e delle associazioni giovanili cattoliche.
Dopo gli italiani, i più numerosi erano
i polacchi, ma c'erano anche molti
africani e latinoamericani.

Lo scenario era suggestivo perché
il panorama notturno dell'antico Circo
Massimo, ai piedi delle rovine
dei palazzi imperiali, era puntellato
dalle fiammelle di decine di migliaia
di candele. La maggior parte
dei presenti erano seduti per terra,
nell'arena o sugli spalti erbosi del Circo,
e hanno partecipato con grande
raccoglimento alla recita del Santo
Rosario, in telecollegamento con cinque
grandi santuari sparsi nel mondo.

Nella prima parte della serata, si è
assistito ad alcune testimonianze sulla
personalità e la vita di Giovanni Paolo II.
La più toccante è stata quella
di suor Marie Simon-Pierre,
guarita miracolosamente
per intercessione del nuovo beato
dal Morbo di Parkinson
che l'aveva gravemente debilitata.

Una cosa che mi ha particolarmente
colpito è stata la partecipazione, a questo
e agli altri eventi per la "Beatificazione
di GP II", di diverse migliaia di volontari,
prevalentemente ragazze e ragazzi, che
hanno curato "gratis et amore Dei"
con zelo ammirevole il servizio d'ordine
e l'assistenza ai pellegrini.
Mi sento anch’io di ringraziarli.

Nicola Bruni
1 maggio 2001
La suora miracolata dal Papa
Suor Marie Simon-Pierre Normand
Suor Marie Simon-Pierre Normand, la religiosa
francese guarita miracolosamente dal Morbo
di Parkinson nella notte tra il 2 e il 3 giugno 2005,
dopo che tutte le sue consorelle della Congregazione
delle Piccole Suore delle Maternità Cattoliche
avevano pregato l'anima santa di Giovanni
Paolo II di intercedere per la sua guarigione.
Il peccato di Cartesio nel pensiero di Giovanni Paolo II - articolo di Nicola Bruni
Link con l'articolo di Nicola Bruni LA POLONIA LIBERATA
La sera del 16 ottobre 1978, lo vidi
per la prima volta di persona
e a breve distanza,
appena eletto papa,
mentre si affacciava alla loggia
della Basilica di San Pietro.
Allora fui colpito da un suo gesto
che mi parve inusuale: allargò
le braccia e si strinse simbolicamente
al petto la folla dei fedeli.

Abituati a un papa italiano, gli italiani
ne rimasero subito affascinati, riconoscendo in lui
non un “papa straniero”
ma il “Santo Padre”
della Chiesa cattolica,
in cui nessun uomo è “straniero”.
Questo, infatti, è stato uno dei temi
dominanti del suo insegnamento.

Giovanni Paolo II ha proclamato
la dignità e i “diritti inviolabili” di ogni
persona fin dal suo concepimento,
i diritti e la pari dignità dei popoli,
l’unità della famiglia umana
nel progetto del Creatore,
l’universalità della promessa
di salvezza portata agli uomini
sulla Terra da Cristo Redentore.

Fino all’ultimo ha richiamato
i comandamenti cristiani dell’amore,
del perdono, della solidarietà,
della giustizia, della pace, proponendo
a tutti, specialmente ai giovani,
la strada in salita delle “beatitudini” annunciate da Gesù: “Beati
i misericordiosi... Beati i puri di cuore...
Beati gli operatori di pace... Beati
i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il Regno dei cieli”.
Nel messaggio per la Giornata
mondiale della pace 2005,
Papa Wojtyla ha rilanciato
l’esortazione di San Paolo
“Non lasciarti vincere dal male,
ma vinci con il bene il male”,
citando un esempio suggerito
dallo stesso apostolo:
“Se il tuo nemico ha fame,
dagli da mangiare;
se ha sete, dagli da bere”.

Altre sue importanti indicazioni
pedagogiche sono rivolte
da un lato alla “purificazione
della memoria storica”,
con l’ammissione delle colpe
della Chiesa e la richiesta
di perdono nell’impegno
di conversione, dall’altro
al riconoscimento della santità
di numerosi “testimoni della fede”,
uomini e donne
anche del nostro tempo,
da innalzare come modelli di vita.
Giovanni Paolo II il 22 dicembre 2004
Il Papa scherza con un bambino
che gli fa la linguaccia
il 22 dicembre 2004.
Ma l’aspetto educativo di maggiore rilievo mondiale del magistero
di Giovanni Paolo II discende dall’applicazione di un principio affermato dal Concilio: la Chiesa
non rigetta “nulla di quanto è vero
e santo” nelle altre religioni
e le considera “con sincero rispetto”.

Di qui, l’impulso dato al dialogo ecumenico e a quello interreligioso,
le prime visite ufficiali di un capo
della Chiesa cattolica
ad una sinagoga e ad una moschea,
la rivalutazione degli ebrei
come “fratelli maggiori
dei cristiani”,
i tre incontri di preghiera
per la pace fra i leader
delle principali religioni del mondo
convocati ad Assisi.

Di qui, la netta opposizione
di questo papa alle guerre
anglo-americane dell’Afghanistan
e dell’Irak, che ha prodotto
il “miracolo” di non farle apparire
come atti di aggressione
del mondo cristiano
contro il mondo musulmano.

Nicola Bruni
da LA TECNICA DELLA SCUOLA
15 aprile 2005
Giovanni Paolo II, il 27 gennaio 2002
Un richiamo ai politici nel discorso
del 2002 al Parlamento italiano
Papale papale
Il professor Celletti era un patito dell’educazione civica. Insegnava
ai suoi ragazzi il rispetto delle leggi, l’esercizio dei diritti, il dovere
di impegnarsi per la realizzazione
del bene comune, i princìpi
costituzionali di democrazia,
libertà, uguaglianza, solidarietà. Predicava l’amore per la pace
e il ripudio della guerra.
Ricordava a prezzo di quali sacrifici un’eroica minoranza di italiani,
che non si erano piegati
alla dittatura fascista,
aveva aiutato l’intero Paese
a conquistare - non riconquistare, sottolineava - la democrazia.


D’altra parte, si trovava spesso
in imbarazzo nel fare la propaganda
allo Stato democratico, a causa
dei cattivi esempi che davano
non pochi rappresentanti del popolo sovrano: gente che in privato violava quelle stesse leggi che aveva contribuito ad approvare
in Parlamento; trasformisti
che cambiavano casacca politica
dopo essere stati eletti, rubando
il seggio ai loro elettori;
avvocati che giocavano contemporaneamente
a guardie e ladri, impersonando
lo Stato come membri
delle istituzioni e sostenendo
gli interessi di nemici dello Stato
come legali difensori di criminali.

Tuttavia, essendo consapevole
che non è possibile educare
per mezzo di cattivi esempi,
si premurava di rassicurare i suoi
alunni che fra i politici presenti
in Parlamento, in entrambi
gli schieramenti, c’erano anche
molte persone corrette, intente
ad operare al servizio del bene
comune secondo i propri ideali.
Non confondete il bene con il male
Non spacciate per vero il falso
Finalmente, un giorno
di novembre del 2002, Celletti
ebbe la possibilità di proporre
agli studenti un’autentica lezione
di educazione civica proveniente,
in diretta televisiva,
dal Parlamento italiano:
il discorso pronunciato
dal Papa davanti
alle Camere riunite
nell’aula di Montecitorio.

In quell’occasione,
Giovanni Paolo II riaffermò,
fra l’altro, un sacrosanto
principio di moralità laica:
“Al centro di ogni giusto ordine civile
deve esservi il rispetto
per l’uomo, per la sua dignità
e per i suoi inalienabili diritti”.
Ci sono, infatti, “diritti umani universali,
radicati nella natura della persona,
nei quali si rispecchiano
le esigenze oggettive
di una legge morale universale”.
Viceversa, oggi c’è il “rischio
di un’alleanza fra democrazia
e relativismo etico, che toglie
alla convivenza civile ogni sicuro
punto di riferimento morale
e la priva, più radicalmente,
del riconoscimento della verità”.

“Tradotto in altre parole - commentò
alla fine il professore -
il richiamo rivolto da Giovanni
Paolo II ai parlamentari italiani dovrebbe suonare così:
‘Non confondete il bene
con il male, non spacciate
per vero ciò che è falso,
non date scandalo,
non giustificate le malefatte
che vi convengono,
e cercate invece di collaborare,
anche se da posizioni diverse,
alla costruzione di una società
migliore. Altrimenti la politica,
da nobile impegno al servizio
del bene comune, rischia
di ridursi ad una spregiudicata
lotta per il potere’.
Papale papale”.

dal libro AD CATHEDRAM
di Nicola Bruni (2004)
Giovanni Paolo II in visita alla parrocchia romana di S. Giuda Taddeo nel 1997, foto di Nicola Bruni
La foto che scattai a Giovanni Paolo II
durante la sua visita alla mia parrocchia
romana di San Giuda Taddeo
il 6 aprile 1997.
Dietro di lui, c'è il cardinale vicario Ruini.
In quella occasione potei toccare la mano
del Papa mentre passava accanto a me.

*

A sinistra, Giovanni Paolo II, affacciato
su Piazza San Pietro il 27 gennaio 2002
per la benedizione domenicale,
con una ragazza dell'Azione Cattolica
che lancia una colomba bianca
come simbolo di pace.
Nel fondo pagina, ritratto del Papa Giovanni Paolo II, della pittrice russa Natalia Tsarkova,
esposto a Roma nella chiesa degli artisti di S. Maria del Popolo, accanto ad un dipinto del Pinturicchio.
Foto di Nicola Bruni
Link con la pagina iniziale del Belsito
La netta opposizione del Papa Giovanni Paolo II
alle guerre anglo-americane dell’Afghanistan e dell’Irak
ha prodotto il “miracolo” di non farle apparire
come atti di aggressione del mondo cristiano
contro il mondo musulmano.
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