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| La mattanza spagnola del 1936-39, di Antonio Saura,
dalla copertina del libro "Espana hoy", di Ignacio Fernandez de Castro
e José Martinez, ed. Ruedo Ibérico, Torino 1963. |
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| L’immane tragedia della guerra civile spagnola del 1936-39
- più di un milione di morti - è stata ricordata
da una mostra di manifesti “repubblicani” dell’epoca
allestita a Roma nel museo della Centrale Montemartini.
Due di quei “carteles de la guerra” accusavano l’Italia fascista, intervenuta a sostegno dell’alzamiento di Francisco Franco
(con un’armata di oltre 60mila uomini,
800 aerei, 90 navi e 8000 automezzi), proclamando:
“Levantamos (insorgiamo) contra la invasion italiana
en Espaňa” e “La garra (l’artiglio) del invasor italiano
pretende esclavizarnos (schiavizzarci)”.
Altri manifesti esaltavano l’aiuto fornito dall’Unione
Sovietica di Stalin alla lotta “por la libertad”.
Per combattere in difesa della repubblica,
nelle brigate internazionali, accorsero in Spagna
circa 3000 volontari antifascisti italiani,
500 dei quali persero la vita e 2000 rimasero feriti;
sul fronte opposto, le milizie di Mussolini
registrarono almeno 4000 “caduti” e 11.000 feriti
(secondo la Storia d’Italia - De Agostini Compact).
Ebbene, quella che fu anche una guerra civile italiana,
continua ad essere mitizzata dalla maggior parte
dei nostri libri scolastici di storia come
uno scontro tra democrazia e totalitarismo fascista.
In realtà, essa fu lo scontro tra due estremismi,
entrambi totalitari: quello della repubblica anticlericale
e anticristiana, che fin dal 1931 aveva cominciato
ad imporre “democraticamente” alla Spagna
una dittatura di sinistra intollerante e violenta,
scatenando una persecuzione omicida, vandalica,
dissacratoria e depredatoria contro la Chiesa cattolica;
e quello del nazionalismo fascisteggiante del Caudillo,
che, ergendosi a difensore della cristianità
e degli interessi egoistici delle classi padronali,
avrebbe poi sottomesso il Paese ad una dittatura
reazionaria e repressiva, dal 1939 al 1975.
Atrocità, massacri, distruzioni, rappresaglie su civili,
stupri, saccheggi furono perpetrati da entrambe le parti.
I nazionalisti si avvalsero anche dei bombardamenti
a tappeto compiuti dall’aviazione nazista,
impiegarono truppe coloniali marocchine barbaramente
feroci, e non esitarono a fucilare i preti considerati ostili.
La furia dei repubblicani si abbatté sul clero, con una media
di 70 preti ammazzati al giorno nell’estate del 1936,
su chiese e conventi (con incendi, saccheggi, violenze
e profanazioni) e su ogni simbolo religioso, “martirizzando”
anche moltissime opere d’arte cristiana.
Alla fine, il bilancio del “genocidio cattolico” fu di 13 vescovi,
4184 sacerdoti e seminaristi, 2365 frati, 283 suore
e decine migliaia di fedeli laici uccisi “in odio alla fede”.
A ciò si aggiunsero le faide interne al fronte repubblicano,
con l’eliminazione di molti esponenti trozkisti, anarchici
e socialisti ad opera della componente comunista-stalinista,
che aveva preso il sopravvento.
Settanta anni dopo l’inizio di quella mattanza (18 luglio 1936),
bisognerebbe solo commemorare le vittime,
e smettere di glorificare i carnefici.
Nicola Bruni
da LA TECNICA DELLA SCUOLA - 1 luglio 2006 |
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| Il capofila dei martiri cristiani spagnoli |
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| Sant'Innocenzo Canoura
e la Crocifssione
della Sagrada Familia
di Barcellona
(foto di Fabio Bruni) |
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| Il padre passionista spagnolo Innocenzo Canoura fu ucciso il 9 ottobre 1934 (due anni prima della guerra civile) a Turòn nelle Asturie,
insieme con otto Fratelli delle Scuole Cristiane, da una banda
di rivoluzionari repubblicani, solo perché continuava
ad insegnare il Vangelo nonostante il divieto delle autorità.
Nel 1999 il Papa Giovanni Paolo II lo ha innalzato
agli onori degli altari con i suoi compagni martiri.
In precedenza (nel 1995) Giovanni Paolo II aveva beatificato
come martiri 17 suore spagnole del convento di Mislata
(Valencia) della Congregazione della Dottrina Cristiana,
catturate e assassinate dai repubblicani nel novembre del 1936. |
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| I LIBRI
che ho letto sull'argomento:
- Hugh Thomas, Storia della guerra civile spagnola, ed. Einaudi 1964.
- Kolstov, Diario della guerra di Spagna, ed. Schwarz, Milano 1961.
- David T. Cattel, I comunisti
e la guerra civile spagnola,
ed. Feltrinelli 1962.
- Ignacio Fernàndez de Castro
e José Martinez, Espana hoy,
ed. Ruedo Iberico, Torino 1963.
- Storia d'Italia - Cronologia
1815-1990, ed. De Agostini
Compact 1991.
- Vicente Càrcel Ortì, Buio
sull'altare, ed. Città Nuova 1999.
-Harry Browne, La guerra civile spagnola, ed. Il Mulino 2000.
- Andrea Riccardi, Il secolo
del martirio - I cristiani
nel Novecento,
ed. Mondadori 2000. |
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