A Barcellona le opere più mirabolanti del geniale architetto che si considerava un umile collaboratore di Dio nella creazione artistica
Gaudí, il Santo Costruttore
Antoni Gaudí e le torri della Sagrada Familia di Barcellona, foto di Nicola Bruni
Qui sopra, le quattro torri della facciata della Passione della Basilica della Sagrada Familia di Barcellona, con un ritratto dell'architetto Antoni Gaudí (1852+1926).
Nel fondo pagina, il Park Guell di Barcellona, realizzato da Gaudí per un magnate catalano.
Foto di Nicola Bruni
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Barcellona, Sagrada Familia di Gaudí - Facciata della Passione, foto di Nicola Bruni
Barcellona, Sagrada Familia di Gaudí - Facciata della Natività, di Nicola Bruni
Barcellona, Sagrada Familia di Gaudí - interno, foto di Nicola Bruni
Qui sopra, alcune immagini
della Sagrada Familia di Barcellona:
1 - la facciata laterale (Ovest) della Passione,
con uno striscione di benvenuto al papa Benedetto XVI,
che ha consacrato la basilica il 7 novembre 2010;
2 - particolare della facciata laterale (Est) della Natività,
con un gruppo di visitatori giapponesi;
3 - uno scorcio dell'interno della basilica.
Foto di Nicola Bruni

La facciata principale (lato Sud), detta della Gloria,
è ancora in costruzione, al pari della facciata posteriore,
che è quella dell'abside.
Link con il reportage fotografico BARCELLONA A PASSO D'UOMO
Fu investito da un tram
a Barcellona, il 7 giugno 1926,
Antoni Gaudí, grande innovatore
e maestro dell’architettura moderna,
autore di alcuni tra i più celebrati
edifici di quella città.
Ma era così modestamente vestito
che i soccorritori non lo riconobbero
e lo trasportarono all’ospedale
dei poveri, La Santa Cruz.
Lì, volle rimanere con i poveri,
e tre giorni dopo spirò,
in fama di santità.
Barcellona, Sagrada Familia di Gaudí, gruppo scultoreo della Natività - foto di Nicola Bruni
Aveva dedicato più della metà
dei suoi 74 anni a un’opera
gigantesca e fantastica,
il tempio della Sagrada
Familia, la famiglia di Gesù
(aula a croce latina di 90x60 metri,
18 alte torri a guglia, quattro
facciate adorne di statue,
un chiostro, una cripta),
la cui costruzione, tuttora
incompiuta nella parte esterna,
è continuata fra alterne vicende
nei decenni successivi
secondo il suo progetto,
fino a giungere al traguardo
dell’apertura al culto cattolico
con la Messa del papa
Benedetto XVI,
il 7 novembre 2010.
Barcellona, Sagrada Familia di Gaudí, pastori - foto di Nicola Bruni
I biografi intervenuti a sostegno
della causa per la sua
beatificazione, avviata
nel 2003, descrivono
quel “Santo Costruttore”
come una persona umile
e di profonda fede cristiana.
Gaudí si sentiva un collaboratore
di Dio nella creazione artistica.

Era un perfezionista
molto esigente con se stesso,
anche a costo
di procedere a rilento.
E si giustificava:
“Il mio Cliente non ha fretta”.
Consigliava ai suoi collaboratori:
“Se volete fare un buon lavoro
dovete metterci amore,
prima ancora che l’abilità
e la tecnologia”.

Aveva concepito
la Sagrada Familia
come una cattedrale
per il secolo futuro,
ricca di simboli tratti
dalla natura creata da Dio
e di insegnamenti biblici,
allo stesso tempo
luogo di preghiera
e libro sacro di pietra
aperto ai raggi del sole.

Diceva: “L’arte è bellezza.
La bellezza è lo splendore
della verità, e per conoscere
la bellezza bisogna
guardare al creato”.

Nicola Bruni
La Tecnica della Scuola
5 novembre 2010
Barcellona, Park Guell di Gaudí - 1, foto di Nicola Bruni
Barcellona, Park Guell di Gaudí - 2, foto di Fabio Bruni
Barcellona, Casa Batllo di Gaudí, foto di Nicola Bruni
Barcellona, la Pedrera di Gaudí, foto di Nicola Bruni
Barcellona, decorazione di Palau Guell di Gaudí, foto di Nicola Bruni
Qui sopra, alcune opere di Gaudí a Barcellona:
1, 2 - manufatti del Park Guell;
3 - Casa Battlò, in Passeig de Gracia;
4 - la Pedrera o Casa Milà, in Passeig de Gracia;
5 - decorazioni della facciata del Palau Guell,
in Carrer Nou de la Rambla.
Foto di Nicola Bruni e di Fabio Bruni.


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Nella colonna di centro, due scene
della facciata della Natività
della Sagrada Familia di Barcellona.

Sotto: decorazioni esterne del chiostro.
Foto di Nicola Bruni
Il grandioso tempio di Barcellona inaugurato dal Papa il 7 novembre 2010
La Basilica della Sagrada Familia
Questa splendida chiesa [della Sagrada Familia] è un segno visibile del Dio invisibile, alla cui gloria svettano queste torri,
frecce che indicano l’assoluto della luce e di colui che è la Luce, l’Altezza e la Bellezza medesime.

Gaudí volle unire l’ispirazione che gli veniva dai tre grandi libri dei quali si nutriva come uomo, come credente e come architetto:
il libro della natura, il libro della Sacra Scrittura e il libro della Liturgia. Così unì la realtà del mondo e la storia della salvezza,
come ci è narrata nella Bibbia e resa presente nella Liturgia. Introdusse dentro l’edificio sacro pietre, alberi e vita umana,
affinché tutta la creazione convergesse nella lode divina, ma, allo stesso tempo, portò fuori i “retabli”,
per porre davanti agli uomini il mistero di Dio rivelato nella nascita, passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo.
In questo modo, collaborò in maniera geniale all’edificazione di una coscienza umana ancorata nel mondo, aperta a Dio,
illuminata e santificata da Cristo. E realizzò ciò che oggi è uno dei compiti più importanti: superare la scissione tra coscienza umana
e coscienza cristiana, tra esistenza in questo mondo temporale e apertura alla vita eterna, tra la bellezza delle cose e Dio come Bellezza.
Antoni Gaudí non realizzò tutto questo con parole, ma con pietre, linee, superfici e vertici.

In realtà, la bellezza è la grande necessità dell’uomo; è la radice dalla quale sorgono il tronco della nostra pace e i frutti della nostra speranza.
La bellezza è anche rivelatrice di Dio perché, come Lui, l’opera bella è pura gratuità, invita alla libertà e strappa dall’egoismo. [...]

Gaudí, con la sua opera, ci mostra che Dio è la vera misura dell’uomo, che il segreto della vera originalità consiste, come egli diceva,
nel tornare all’origine che è Dio. Lui stesso, aprendo in questo modo il suo spirito a Dio, è stato capace di creare in questa città
uno spazio di bellezza, di fede e di speranza, che conduce l’uomo all’incontro con colui che è la verità e la bellezza stessa.
Così l’architetto esprimeva i suoi sentimenti: “Una chiesa è l’unica cosa degna di rappresentare il sentire di un popolo,
poiché la religione è la cosa più elevata nell’uomo”.
Papa Benedetto XVI
dall' omelia di dedicazione della Basilica della Sagrada Familia, Barcellona 7 novembre 2010
Link con la pagina iniziale del Belsito
"Se volete fare un buon lavoro, dovete metterci amore".
Antoni Gaudí
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