Arrestato nel 1945 per aver criticato Stalin in una lettera privata, sperimentò per 11 anni l’inferno siberiano dei gulag, riuscendo
a sopravvivergli, addirittura fino a 90 anni di età, grazie ad una tempra fisica eccezionale, sostenuta da una straordinaria forza d’animo.
Denunciò in alcuni romanzi gli orrori dei campi di lavoro forzato del regime sovietico. Nel 1970 ottenne il Premio Nobel per la letteratura
La forza di Solgenitsyn
Solgenitsyn detenuto nel gulag
Alexandr Solgenitsyn
(1918-2008)
prigioniero nel gulag
Si era coricato “quasi felice” il prigioniero politico S-854, al termine di una “bella giornata” di gennaio del 1951,
dopo 11 ore di lavoro forzato da muratore a 27 gradi sotto zero, in un gulag (lager) del regime comunista sovietico.
Prima di addormentarsi, disse: “Ti ringrazio, Signore, se n’è andato un altro giorno”.
Quel giorno, pensò, aveva avuto “molta fortuna”: non l’avevano ficcato in prigione,
a pranzo aveva rimediato una “sbobba” in più, non si era ammalato e, insomma, “ce l’aveva fatta”.
Stalin, il falso mito di un immane tiranno - link
Concludeva così il racconto di
“Una giornata di Ivan Denissovic”,
il grande scrittore russo Aleksandr
Solgenitsyn, premio Nobel
per la letteratura 1970,
morto il 3 agosto 2008.

Quel romanzo, pubblicato in Urss
nel 1962, ai tempi di Krusciov,
fu la prima coraggiosa denuncia
delle condizioni disumane in cui
erano costretti a lavorare
come schiavi, in un immenso
arcipelago di campi di prigionia,
milioni di cittadini sovietici,
vittime di uno spietato sistema
di repressione politica:
nel gelo, nella fame,
nello sfinimento, sottoposti
a continue angherie,
violenze fisiche e psicologiche,
e all’arbitrio di capi
che rubavano
sul cibo dei detenuti.

Anche il prigioniero Solgenitsyn
“ce l’aveva fatta”, a differenza
di moltissimi suoi compagni
di sventura, ammazzati o fatti
morire di stenti e di malattie.

Arrestato nel 1945 per aver
criticato Stalin in una lettera
privata, sperimentò per 11 anni
l’inferno siberiano dei gulag,
riuscendo a sopravvivergli,
addirittura fino a 90 anni
di età, grazie ad una tempra
fisica eccezionale, sostenuta
da una straordinaria forza
d’animo: quella stessa forza
interiore che, nel romanzo,
consentiva al prigioniero Ivan
di mantenersi sereno e rassegnato
di fronte all’ingiustizia subìta,
e disponibile ad aiutare
i compagni nella quotidiana
lotta per la vita.

Nicola Bruni
da La Tecnica della Scuola
20 dicembre 2008
Alexandr Solgenitsyn nel 1974
Alexandr Solgenintsyn nel 1974.
Il detenuto Solgenitsyn perquisito nel gulag
Il detenuto politico Alexandr Solgenitsyn
perquisito da una guardia nel gulag.
Prigionieri schiavi al lavoro nel gulag
Prigionieri-schiavi ai lavori forzati
in un gulag sovietico.
Torretta di guardia di un gulag staliniano
Rencinzione e torretta di guardia
di un gulag siberiano.
Solgenitsyn, Arcipelago Gulag e Una giornata di Ivan Denissovic
Foto di Solgenitsyn da detenuto
e le copertine dei suoi libri Arcipelago Gulag
e Una giornata di Ivan Denissovic.
Link con la pagina iniziale del Belsito
La foto di paesaggio innevato del fondo pagina è di Nicola Bruni
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