Viaggio in Portogallo: Fatima, Lisbona, Oporto, Coimbra, Braga, Nazaré, Batalha e Alcobaça
Ragazzi in visita al santuario della Madonna di Fatima, foto di Nicola Bruni
Dal 21 al 27 maggio 2010 ho partecipato, con un gruppo di amici della mia parrocchia romana di San Giuda Taddeo guidato dal parroco don Attilio Nostro,
ad un viaggio-pellegrinaggio in Portogallo (Fatima, Oporto, Braga, Coimbra, Nazaré, Batalha, Alcobaça e Lisbona) e in Spagna (Santiago de Compostela).

Qui sopra, un'immagine del santuario della Madonna di Fatima.
Nel fondo pagina, il ponte "25 de Abril" sull'estuario del fiume Tago a Lisbona, lungo 2 chilometri.
Foto di Nicola Bruni
Fatima, dove la Madonna
apparve a tre pastorelli
A Fatima, una frazione del comune
portoghese di Villanova d'Ourèm,
nel 1917, la Madonna apparve per sei
volte a tre pastorelli: Lucia, di 10 anni,
Francesco, di 9, e Giacinta, di 7.
Agli stessi bambini, alcuni mesi prima,
nel 1916, era apparso l'Angelo
dell'Eucarestia, che li aveva preparati
all'incontro con la Madre di Gesù
e dal quale avevano ricevuto
la Prima Comunione.
Fatima, processione notturna con la statua della Madonna, foto di Nicola Bruni
La processione con fiaccolata della statua
della Madonna che si svolge ogni sera,
dopo la recita del Rosario,
nel piazzale del santuario di Fatima.
Il mio parroco don Attilio Nostro ha celebrato
la Santa Messa in italiano nella cappellina
del santuario di Fatima il 26 maggio 2010.
La grande spianata del santuario della Madonna
di Fatima, che alcuni pellegrini
percorrono pregando in ginocchio.
Il monumento eretto nel luogo, la Loca
do Cabeço, in cui nel 1916 apparve
per tre volte ai pastorelli Francesco,
Giancinta e Lucia l'Angelo dell'Eucarestia.
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La casa natale di Sant'Antonio
La chiesa di Sant'Antonio da Padova, eretta
sopra la casa natale del santo a Lisbona.
Un garofano ad Oporto
Incontro a sorpresa, durante una breve
visita ad Oporto. In un angolo della bella
piazza intitolata al re italiano Carlo Alberto,
che si esiliò in terra lusitana dal 1849,
ravviso con emozione la statua in bronzo
di un personaggio che ebbi la ventura
di conoscere a Roma circa mezzo secolo fa:
il generale Humberto Delgado, leader
dell’opposizione democratica
alla dittatura fascista di Salazar,
assassinato in Spagna da sicari
di quel regime nel 1965.
Ebbi contatti indiretti con lui nel 1962,
quando entrai a far parte -
in rappresentanza di un’associazione
di studenti universitari - di un Comitato
italiano per l’amnistia e le libertà
democratiche in Portogallo. Allora
organizzammo una manifestazione
di giovani davanti all’ambasciata
portoghese e pubblicammo un appello
a firma di Delgado e di altre personalità
in cui si denunciavano la “legislazione
repressiva” che sottoponeva quel Paese
“a un regime di prigione a vita”
e le “sevizie” anche mortali
inflitte ai detenuti dalla Pide,
la polizia salazariana.

Delgado sarebbe poi dovuto intervenire
a una conferenza europea
per la liberazione del Portogallo
convocata nel dicembre 1962 a Parigi
da una rete di comitati tra cui il nostro,
ma gli fu bloccato il passaporto.
Fuggito all’estero, fondò a Roma nel 1964
il Fronte di liberazione nazionale
portoghese, un gesto che pochi mesi
più tardi gli costò la vita.

Finalmente, dopo ben 48 anni
di dittatura, la liberazione del Portogallo
si realizzò il 25 aprile del 1974,
con un colpo di stato militare
che abbatté il regime totalitario
e introdusse nel Paese un ordinamento
democratico.

Quel “golpe” quasi incruento si meritò
il nome di “Rivoluzione dei garofani”,
grazie a una fioraia che in una piazza
di Lisbona donò i suoi garofani
ai soldati insorti infilandoli
nelle canne dei loro fucili.

Nicola Bruni
da La Tecnica della Scuola
Link con l'articolo sul Comitato italiano per la libertà del Portogallo - 1962
Oporto, il monumento al generale Humberto
Delgado in Piazza Carlo Alberto.

Sotto: - un gruppo di donne portoghesi;
- la piazza del Municipio di Oporto;
- un pescatore sulla costa dell'Oceano.
Foto di Nicola Bruni
Gruppo di donne portoghesi ad Oporto, foto di Nicola Bruni
Pescatore sulla costa dell'Oceano Atlantico ad Oporto, foto di Nicola Bruni
Lisbona, monumento alle scoperte geografiche, foto di Nicola Bruni
Lisbona, il monumento alle scoperte
geografiche compiute da navigatori
ed esploratori portoghesi, eretto
nel 1960 alla foce del fiume Tago.

Foto di Nicola Bruni
Lisbona, la Torre di Belém sulla riva destra
del fiume Tago. Fu costruita all'inizio
del Cinquecento per celebrare la scoperta
della rotta per l'India da parte
del navigatore portoghese Vasco de Gama.

Foto di Nicola Bruni
Coimbra, l'agglomerato collinare
del centro storico, con l'università
fondata nel 1290, e il fiume Mondego.

Foto di Nicola Bruni
Nicola Bruni nel chiostro
del grande monastero gotico
di Santa Maria da Vitória a Batalha,
edificato tra il XIV e il XV secolo.
Statue di santi nel monastero di Santa Maria
ad Alcobaça, grandioso edificio in stile gotico
fondato nel 1153 dal re Alfonso I.

Foto di Nicola Bruni
Braga, santuario del Bom Jesus do Monte, foto di Nicola Bruni
Braga, il santuario del Bom Jesus do Monte,
che si erge sulla collina del Monte Espinho
in cima ad una monumentale scalinata.

Foto di Nicola Bruni
Il monastero di San Girolamo (Mosterio dos Jerónimos) a Lisbona, edificato in stile manuelino all'inizio del Cinquecento. Dietro, lo stadio di calcio di Belém.
Foto di Nicola Bruni
Spiaggia di Nazaré nel nord del Portogallo, foto di Nicola Bruni
La spiaggia di Nazaré,
sull'Oceano Atlantico.
Foto di Nicola Bruni
Sant'Antonio da Padova (1195+1232), nato a Lisbona,
è il portoghese di tutti tempi più amato in Italia e nel mondo.
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