| Fatima, dove la Madonna
apparve a tre pastorelli |
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| A Fatima, una frazione del comune
portoghese di Villanova d'Ourèm,
nel 1917, la Madonna apparve per sei
volte a tre pastorelli: Lucia, di 10 anni,
Francesco, di 9, e Giacinta, di 7.
Agli stessi bambini, alcuni mesi prima,
nel 1916, era apparso l'Angelo
dell'Eucarestia, che li aveva preparati
all'incontro con la Madre di Gesù
e dal quale avevano ricevuto
la Prima Comunione. |
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| La processione con fiaccolata della statua
della Madonna che si svolge ogni sera,
dopo la recita del Rosario,
nel piazzale del santuario di Fatima. |
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| Il mio parroco don Attilio Nostro ha celebrato
la Santa Messa in italiano nella cappellina
del santuario di Fatima il 26 maggio 2010. |
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| La grande spianata del santuario della Madonna
di Fatima, che alcuni pellegrini
percorrono pregando in ginocchio. |
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| Il monumento eretto nel luogo, la Loca
do Cabeço, in cui nel 1916 apparve
per tre volte ai pastorelli Francesco,
Giancinta e Lucia l'Angelo dell'Eucarestia. |
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| La casa natale di Sant'Antonio |
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| La chiesa di Sant'Antonio da Padova, eretta
sopra la casa natale del santo a Lisbona. |
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| Incontro a sorpresa, durante una breve
visita ad Oporto. In un angolo della bella
piazza intitolata al re italiano Carlo Alberto,
che si esiliò in terra lusitana dal 1849,
ravviso con emozione la statua in bronzo
di un personaggio che ebbi la ventura
di conoscere a Roma circa mezzo secolo fa:
il generale Humberto Delgado, leader
dell’opposizione democratica
alla dittatura fascista di Salazar,
assassinato in Spagna da sicari
di quel regime nel 1965.
Ebbi contatti indiretti con lui nel 1962,
quando entrai a far parte -
in rappresentanza di un’associazione
di studenti universitari - di un Comitato
italiano per l’amnistia e le libertà
democratiche in Portogallo. Allora
organizzammo una manifestazione
di giovani davanti all’ambasciata
portoghese e pubblicammo un appello
a firma di Delgado e di altre personalità
in cui si denunciavano la “legislazione
repressiva” che sottoponeva quel Paese
“a un regime di prigione a vita”
e le “sevizie” anche mortali
inflitte ai detenuti dalla Pide,
la polizia salazariana.
Delgado sarebbe poi dovuto intervenire
a una conferenza europea
per la liberazione del Portogallo
convocata nel dicembre 1962 a Parigi
da una rete di comitati tra cui il nostro,
ma gli fu bloccato il passaporto.
Fuggito all’estero, fondò a Roma nel 1964
il Fronte di liberazione nazionale
portoghese, un gesto che pochi mesi
più tardi gli costò la vita.
Finalmente, dopo ben 48 anni
di dittatura, la liberazione del Portogallo
si realizzò il 25 aprile del 1974,
con un colpo di stato militare
che abbatté il regime totalitario
e introdusse nel Paese un ordinamento
democratico.
Quel “golpe” quasi incruento si meritò
il nome di “Rivoluzione dei garofani”,
grazie a una fioraia che in una piazza
di Lisbona donò i suoi garofani
ai soldati insorti infilandoli
nelle canne dei loro fucili.
Nicola Bruni
da La Tecnica della Scuola |
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| Oporto, il monumento al generale Humberto
Delgado in Piazza Carlo Alberto.
Sotto: - un gruppo di donne portoghesi;
- la piazza del Municipio di Oporto;
- un pescatore sulla costa dell'Oceano.
Foto di Nicola Bruni |
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| Lisbona, il monumento alle scoperte
geografiche compiute da navigatori
ed esploratori portoghesi, eretto
nel 1960 alla foce del fiume Tago.
Foto di Nicola Bruni |
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| Lisbona, la Torre di Belém sulla riva destra
del fiume Tago. Fu costruita all'inizio
del Cinquecento per celebrare la scoperta
della rotta per l'India da parte
del navigatore portoghese Vasco de Gama.
Foto di Nicola Bruni |
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| Coimbra, l'agglomerato collinare
del centro storico, con l'università
fondata nel 1290, e il fiume Mondego.
Foto di Nicola Bruni |
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| Nicola Bruni nel chiostro
del grande monastero gotico
di Santa Maria da Vitória a Batalha,
edificato tra il XIV e il XV secolo. |
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| Statue di santi nel monastero di Santa Maria
ad Alcobaça, grandioso edificio in stile gotico
fondato nel 1153 dal re Alfonso I.
Foto di Nicola Bruni |
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| Braga, il santuario del Bom Jesus do Monte,
che si erge sulla collina del Monte Espinho
in cima ad una monumentale scalinata.
Foto di Nicola Bruni |
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