| L’INDIVUALISMO EGOISTICO
disincentiva l’amore per il prossimo
e l'assunzione di responsabilità
familiari durature verso il coniuge
e i figli, mettendo al primo posto
il piacere e la convenienza personale.
Il RELATIVISMO
nega l'esistenza di verità oggettive
(ciascuno si sceglie la "sua verità",
e tutti i punti di vista
hanno pari valore),
e rifiuta criteri condivisi
di distinzione tra il bene e il male
(che ciascuno interpreta
secondo la propria convenienza),
aprendo le porte alla legittimazione
della menzogna e di ogni specie
di crimine, così come ha portato
a legalizzare l'uccisione dei bambini
nascituri indesiderati.
Il RELATIVISMO
è una FILOSOFIA DEL NULLA,
un "pensiero debole", materialista,
che di fatto nega
l'esistenza nell'uomo
di un'ANIMA immortale
in rapporto con DIO CREATORE
riducendola a mera opinione.
Ora i manipolatori dell'informazione
di massa che "gestiscono"
il PENSIERO UNICO
stanno cercando di estendere
il RELATIVISMO
al campo sessuale, rivendicando
una legislazione che equipari
le unioni omosessuali
al matrimonio tra uomo e donna,
e sancisca il principio della libertà
di scelta del "genere"
maschile, femminile o bisex
per ciascun individuo a prescindere
dalla propria sessualità fisiologica.
In un prossimo futuro, si può già
prevedere che, in base agli stessi
princìpi di "libertà" senza vincoli
morali o sociali, rivendicheranno
come "diritti civili"
la LEGALIZZAZIONE di NOZZE
e UNIONI CIVILI POLIGAMICHE,
e il riconoscimento giuridico
delle UNIONI INCESTUOSE
tra fratello e sorella, padre e figlia,
madre e figlio, nonno/a e nipote.
Nicola Bruni |
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| Uno scopo ideologico:
disincentivare il matrimonio |
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| Dunque a che serve una legge istitutiva
di un SIMIL-MATRIMONIO?
Una tale legge assolverebbe ad una
FUNZIONE PEDAGOGICA NEGATIVA,
rispondente all'IDEOLOGIA INDIVIDUALISTICA, EGOISTICA
E LIBERTARIA-LIBERTINA
del "PENSIERO UNICO" (radical-chic)
dominante nei mezzi di comunicazione
di massa: quella di INCENTIVARE
nelle nuove generazioni IL RIFIUTO
DEL MATRIMONIO, anche
del matrimonio civile divorziabile,
e la NON ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA' nei confronti
del proprio partner e di eventuali figli.
I quali, invece, avrebbero diritto
ad UN PADRE-UOMO E UNA MADRE-DONNA regolarmente e stabilmente sposati.
Nicola Bruni |
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| DICO NO
alle trappole del lessico
omofilo-omologato |
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| che vuole imporci di chiamare
GAY ( = allegri) gli omosessuali
anche se sono tristi,
ETEROSESSUALI ( = sessualmente diversi)
le persone sessualmente normali,
PEDOFILI ( = amici dei bambini) i pederasti,
LUCCIOLE ( = piccoli splendori nel buio)
le schiave del sesso di cui molti italiani
sono sfruttatori-clienti,
GENERE o GENDER il sesso inteso solo
come tendenza sessuale a libera scelta
a prescindere dalla sua fisiologia,
MATRIMONIO TRADIZIONALE ( = all'antica)
il matrimonio tra un uomo e una donna
tutelato dalla Costituzione,
GENITORE (= burocratico tutore unisex)
la mamma e il papà,
FETO (= un pezzo di carne) il bambino
formato nella pancia della mamma
o nato vivo con l'aborto procurato,
TERAPEUTICA (= curativa) l'uccisione
con l'aborto di Stato di un bambino
nascituro che si presuma malato,
OMOFOBIA qualunque critica
ai comportamenti e alle pretese
degli omosessuali. |
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| RIFORMISMO LAICO
Il motto
DIO - PATRIA - FAMIGLIA
di Giuseppe Mazzini (1805-1872)
è stato così riformato
dai suoi pronipoti politici
repubblicani:
SENZA DIO - STATO LAICO
COPPIA DI FATTO |
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| La moda del sesso
degli stilisti di moda |
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| Secondo voi, come si spiega che i grandi
stilisti di moda "uomini" siano quasi tutti
omosessuali? Forse che il genio della moda
è connaturato con l'omosessualità maschile?
Oppure, per entrare e farsi strada
in quegli ambienti,
BISOGNA DIVENTARE OMOSESSUALI?
Nelle carceri, sembra che sia molto praticata
l'omosessualità per l'impossibilità
di avere di rapporti promiscui.
Quindi, omosessuali non si nasce soltanto,
ma anche SI DIVENTA.
Quello che maggiormente preoccupa chi,
come me, ha sensibilità educativa
(ma dell'educazione delle nuove
generazioni sembra non importi molto
alle "classi dominanti" della politica,
dei mass-media e dell'economia)
sono i seguenti messaggi diseducativi
che un'eventuale legge sulle unioni civili,
anche tra persone dello stesso sesso, equiparate solo nei diritti al matrimonio,
lancerebbe ai giovani:
- ciascun "individuo" può scegliere
la propria IDENTITA' DI GENERE
tra maschio o gay, femmina o lesbica,
o averne una bisessuale, e magari
cambiarla e ricambiarla nel corso
della vita (RELATIVISMO SESSUALE),
con il riconoscimento e l'assistenza
dello Stato; di conseguenza, può scegliere
se sposarsi o convivere con un altro
"individuo" dello stesso sesso
o di altro sesso "fisiologico";
- SPOSARSI CIVILMENTE
(ed assumersi gli obblighi connessi
che, in caso di ripensamento,
potrebbero risultare gravosi)
NON SERVE,
perché con la libera convivenza
registrata si possono conseguire
gli stessi diritti del matrimonio civile
senza contrarre quasi nessun dovere
(INDIVIDUALISMO EGOISTICO);
- I FIGLI NON HANNO IL DIRITTO
NATURALE E CIVILE di pretendere
una famiglia stabilmente unita
e "fondata sul matrimonio" (art. 29
della Costituzione) né che i loro
genitori - prima o dopo averli generati -
si assumano la responsabilità di sposarsi
e di vivere insieme con loro almeno
fino a che diventino adulti, poiché
I LORO GENITORI HANNO IL DIRITTO
CIVILE DI FARE QUELLO CHE VOGLIONO (LIBERTINISMO),
dal diritto della mamma di
SOPPRIMERE I FIGLI NASCITURI
NON DESIDERATI a quello
(prevalentemente) del papà di
SCARICARE I FIGLI ANDANDOSENE DI CASA (principio dell'UBI MAIOR MINOR CESSAT);
- I BAMBINI DATI IN ADOZIONE
NON HANNO IL DIRITTO NATURALE
di avere come genitori adottivi un uomo
e una donna, ma devono adattarsi
a quello che passa il Tribunale dei minori,
che può anche rifilargli due papà "gay"
o due mamme "lesbiche" e destinarli così
a SUBIRE UN'EDUCAZIONE OMOSESSUALE.
Altro che legalizzare le convivenze già
esistenti! Qui si punta a cambiare
radicalmente la struttura antropologica
della nostra società.
Secondo questa tendenza, nei registri
dell’anagrafe non dovrebbe essere più
annotato il SESSO di ogni cittadino
ma solo la sua IDENTITA’ DI GENERE
liberamente scelta al compimento
della maggiore età o liberamente
cambiata nel corso della vita.
E la scuola (come pretendeva di imporre
in Spagna il "fu" Governo di Zapatero)
dovrebbe educare i bambini
e gli adolescenti a scegliere
liberamente la propria identità
di genere tra “omo”, “etero” e “bisex”,
magari incentivando i teneri sentimenti
provati per l’amichetto
o l’amichetta del cuore.
Nicola Bruni |
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