Fondata nel 1306 dai monaci di San Bruno, saccheggiata nel 1807 dai napoleonici, confiscata nel 1866 dal Regno d'Italia
che ne soppresse la comunità monastica e la lasciò in abbandono, adibita a campo di prigionia durante le due guerre mondiali,
restaurata e aperta al pubblico come museo a partire dagli anni '60 del Novecento,
nel 1998 è stata dichiarata dall'Unesco "patrimonio dell'umanità"
La Certosa di San Lorenzo a Padula
Foto di Nicola Bruni
La Certosa di Padula, facciata d'ingresso - foto di Nicola Bruni
Visione notturna della FACCIATA cinquecentesca della certosa di Padula, che dà sulla CORTE ESTERNA, con le statue dei santi Pietro, Paolo, Lorenzo e Bruno.
Qui sotto, decorazioni con teste coronate della scala d'ingresso all'edificio.
Sullo sfondo, il paese di Padula (a circa 700 m. di altitudine) visto dalla Certosa.
Teste coronate della Certosa di Padula, foto di Nicola Bruni
Un bel giorno del 1535, l’imperatore Carlo V, di ritorno da una vittoriosa “battaglia di Tunisi”, si fermò con tutto il suo seguito a Padula,
nel Vallo di Diano (tra Basilicata e Cilento), dove fu ben accolto dalla popolazione e ospitato nella Certosa di San Lorenzo.
Il paese di Padula e la Certosa di San Lorenzo - 2, foto di Nicola Bruni
La Certosa è ubicata nel Vallo di Diano
tra il Cilento e la Basilicata, ai piedi di un'altura
dei Monti della Maddalena su cui è arroccato
il paese di Padula (circa 5000 abitanti).
La Certosa di Padula, Chiostro Grande - foto di Nicola Bruni
Il CHIOSTRO GRANDE della Certosa,
sul quale si aprivano le celle dei monaci.
Ha un'estensione di 15mila metri quadrati
con una larghezza di 104 m. e una lunghezza di 149 m.
Certosa di Padula, lo scalone d'onore, foto di Nicola Bruni
Una delle due rampe della SCALA ELLITTICA settecentesca,
che dà accesso al piano superiore del Chiostro Grande.
Certosa di Padula, affresco del Refettorio, foto di Nicola Bruni
Monaci certosini in un affresco del REFETTORIO.

L'ORDINE DEI CERTOSINI
è la comunità monastica fondata nel 1084 da San Bruno
(o Brunone) di Colonia a Chartreuse, località della Francia
da cui presero il nome di Certosa il primo
e gli altri monasteri dei seguaci di San Bruno.
Link con il reportage di Nicola Bruni sulla Certosa di Nicola Bruni
Link con l'articolo su San Lorenzo
Qui, i monaci cucinarono
per lui una memorabile
“frittata di mille uova”,
fornendo all’odierna
Pro Loco lo spunto
per metterne in scena
ogni anno una replica
folcloristica in costume,
nella cornice di una festa
popolare “per Carlo V”.
Padula in festa per Carlo V, foto di Nicola Bruni
Poco conosciuta,
la Certosa di Padula
è uno dei monasteri
più grandi del mondo,
con una superficie
di 52mila metri quadrati,
di cui 30mila coperti,
e tra i più interessanti
sotto l’aspetto
architettonico e artistico.

Fondata nel 1306
dai certosini di San Bruno,
ampliata e abbellita
nel corso di cinque secoli, saccheggiata nel 1807
dai napoleonici,
confiscata nel 1866
dal Regno d'Italia
che ne soppresse
la comunità monastica
e la lasciò in abbandono,
adibita a campo
di prigionia durante
le due guerre mondiali,
restaurata e aperta
al pubblico come museo
a partire dagli anni ’60
del Novecento, nel 1998
è stata dichiarata
dall'Unesco
"patrimonio dell'umanità".

Ai suoi tempi migliori,
era il centro della vita
economica e sociale
di una vasta zona
circostante, un’azienda
che dava lavoro
a migliaia di contadini
e artigiani, un centro
di assistenza
per gli indigenti.
Nella “corte esterna”
funzionavano le stalle,
la lavanderia, la spezieria,
i granai, i forni,
le cantine, il frantoio.
Nei campi si coltivavano
ortaggi, grano, viti, ulivi,
alberi da frutto.

Non a caso la Certosa
era dedicata
a San Lorenzo,
il diacono martire
che sfamava i poveri
con i beni della Chiesa,
come ricorda
il nome Panisperna
(in latino, pane e prosciutto)
di un’antica via di Roma
dove il santo
distribuiva il cibo.

Nicola Bruni
da La Tecnica della Scuola
25 gennaio 2011
Certosa di Padula 9, foto di Nicola Bruni
Antiche colonne, che fanno parte del Museo archeologico della Lucania occidentale, allestito nella Certosa.
La Certosa di Padula vista dall'alto, foto di Nicola Bruni
La Certosa di San Lorenzo, a Padula
(in provincia di Salerno), è uno dei monasteri
più grandi del mondo, con un'estensione
di 52mila metri quadrati, di cui 30mila coperti.
Certosa di Padula, Corte esterna - foto di Nicola Bruni
La CORTE ESTERNA della Certosa, alla quale si accede
dal portone di ingresso. In fondo, la FACCIATA tardomanierista della Certosa,
oltre la quale vigeva la clausura.
Certosa di Padula, Chiostro dei Procuratori - foto di Nicola Bruni
Il CHIOSTRO DEI PROCURATORI, i monaci che curavano
l'amministrazione della Certosa e i rapporti con l'esterno.
Certosa di Padula, Chiostro della Foresteria - foto di Nicola Bruni
Il CHIOSTRO DELLA FORESTERIA
con gli alloggi per gli ospiti.
Certosa di Padula, Giardino del Priore - foto di Nicola Bruni
Il GIARDINO DEL PRIORE,
con in fondo l'alloggio del Priore della Certosa.
Certosa di Padula, Giardino della Clausura, foto di Nicola Bruni
Il GRANDE GIARDINO DELLA CLAUSURA,
che in origine aveva una sistemazione diversa.
Link con la pagina iniziale del Belsito
Il Vallo di Diano, in cui sorge la Certosa di San Lorenzo nei pressi di Padula
(in provincia di Salerno), è attraversato dal fiume Tanagro e dall'antica Via Annia,
costruita dai Romani nel II secolo a. C. per congiungere Capua con Reggio.
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