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| Il patriarca ecumenico di Costantinopoli
Bartolomeo I (al centro)
tra l'arcivescovo di Cipro Chrysostomos II
e il cardinale arcivescovo di Napoli
Crescenzio Sepe,
al termine della preghiera ecumenica
per la pace delle Chiese cristiane. |
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| Il prossimo incontro mondiale tra religioni
e culture, promosso dalla Comunità di S. Egidio,
si terrà dal 6 all' 8 settembre 2009
a Cracovia, in Polonia. |
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| L'abbraccio tra il musulmano Hasan Hannafi, docente all'Università del Cairo,
e Amos Luzzatto,
ex presidente delle Comunità
ebraiche italiane,
al termine di un dibattito
su "Le religioni e la ragione",
moderato dal giornalista
Massimo Franco
e al quale ha preso parte
anche padre Enzo Bianchi,
priore della Comunità
monastica di Bose. |
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| Un delegato scintoista
e un monaco buddista. |
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| Marguérite Barankitse,
del Burundi, e il religioso
sciita libanese Hani Fahs. |
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| Il portale del Duomo di Napoli
con un poster di benvenuto
al Papa, in visita
il 21 ottobre 2007.
(Foto di Nicola Bruni). |
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| Per il link
con la pagina sugli
Incontri tra le religioni
clicca su questa foto. |
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| L'appello per la pace sottoscritto
dai leader religiosi convenuti a Napoli |
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| Uomini e donne di religione diversa, provenienti da tante parti del mondo, ci siamo riuniti a Napoli per stringere legami fraterni, per invocare da Dio il grande dono della pace. Il nome di Dio è la pace.
Nel cuore del Mediterraneo e di questa straordinaria città, che ben conosce la miseria e la grandezza del cuore, ci siamo chinati sulle ferite del mondo. C’è una malattia che tutto inquina e che si chiama violenza. La violenza è la cupa compagnia quotidiana di troppi uomini e donne del nostro pianeta. Si fa guerra, terrorismo, povertà e disperazione, sfruttamento del pianeta. Si alimenta di disprezzo, stordisce nell’odio, uccide la speranza e semina paura, colpisce gli innocenti, sfigura l’umanità. La violenza tenta il cuore dell’uomo e gli dice: “nulla può cambiare”. Questo pessimismo fa credere che è impossibile vivere insieme.
Da Napoli possiamo dire con più forza di ieri che chiunque usa il nome di Dio per odiare l’altro, per compiere atti di violenza, per fare la guerra, bestemmia il nome di Dio.
Come ci ha detto Benedetto XVI: “Mai, invocando il nome di Dio, si può arrivare a giustificare il male e la violenza”. |
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| Ci siamo chinati sulle nostre tradizioni religiose, abbiamo ascoltato il dolore del Sud del mondo, e abbiamo sentito il peso del pessimismo che si leva dal Ventesimo secolo col suo carico di guerre e di illusioni cadute. C’è bisogno della forza dello Spirito di amore che aiuta a ricostruire e riunire un’umanità divisa. La forza dello spirito cambia il cuore dell’uomo e la storia.
Entrando nel profondo delle nostre tradizioni religiose abbiamo riscoperto come, senza dialogo, non c’è speranza e si è condannati alla paura dell’altro. Il dialogo non annulla le differenze. Il dialogo arricchisce la vita e scioglie il pessimismo che porta a vedere nell’altro una minaccia. Il dialogo non è l’illusione dei deboli ma la saggezza dei forti che sanno affidarsi alla forza debole della preghiera: la preghiera cambia il mondo e il destino dell’umanità. Il dialogo non indebolisce l’identità di nessuno ma provoca ognuno a vedere il meglio dell’altro. Nulla è mai perduto con il dialogo, tutto è possibile con il dialogo.
A chi ancora uccide, semina il terrorismo e fa la guerra nel nome di Dio ripetiamo: “Fermatevi! Non uccidete! La violenza è sempre una sconfitta per tutti”.
Ci impegniamo a cercare e a proporre ai nostri correligionari l’arte del convivere. Non c’è alternativa all’unità della famiglia umana. Occorrono costruttori coraggiosi, in tutte le culture, in tutte le tradizioni religiose. Abbiamo bisogno della globalizzazione dello spirito che fa vedere quello che non si vede più, la bellezza della vita e dell’altro, in ogni circostanza, anche la più difficile.
Le nostre tradizioni religiose ci insegnano che la preghiera è una forza storica che muove i popoli e le nazioni. Umilmente, mettiamo questa saggezza antica al servizio di tutti i popoli e di ogni uomo e di ogni donna, per aprire una nuova stagione di libertà dalla paura e dal disprezzo dell’altro. E’ lo spirito di Assisi che qui, da Napoli, si oppone con forza e coraggio allo spirito di violenza e a ogni abuso della religione come pretesto per la violenza.
Certi che, su questa strada, la pace può diventare un dono per il mondo intero, ci affidiamo all’Altissimo.
Napoli, 23 ottobre 2007 |
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| La preghiera ecumenica per la pace
dei cristiani di tutte le confessioni,
nella Basilica di San Francesco di Paola. |
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| Più in alto, al centro,
Dario in battaglia contro Alessandro Magno,
mosaico pompeiano
del Museo Archeologico di Napoli
(foto di Nicola Bruni).
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| Benedetto XVI sulla papamobile
entra in Piazza del Plebiscito a Napoli,
per la celebrazione della Santa Messa,
salutato dalla folla, il 21 ottobre 2007. |
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| Incontrando i leader religiosi convenuti a Napoli,
il Papa ha detto fra l'altro:
“Di fronte a un mondo lacerato da conflitti, dove
talora si giustifica la violenza in nome di Dio,
è importante ribadire che mai le religioni
possono divenire veicoli di odio”.
Ha quindi confermato che "la Chiesa cattolica
intende continuare a percorrere la strada
del dialogo per favorire l’intesa tra diverse
culture, tradizioni e sapienze religiose”. |
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| L'intervento di Napolitano |
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| Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, accompagnato dal vescovo di Terni Vincenzo Paglia (a sinistra), interviene alla cerimonia finale dell'incontro tra le religioni in Piazza del Plebiscito,
la sera del 23 ottobre 2007. |
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| Andrea Riccardi, fondatore della Comunità
di Sant'Egidio, e un vescovo luterano. |
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| Il catholicos di Cilicia degli armeni Aram I
e un vescovo anglicano entrano
nella Basilica di San Francesco di Paola
per la preghiera ecumenica per la pace. |
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| Buddisti, ebrei e cattolici insieme nella processione
della pace, la sera del 23 ottobre 2007. |
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| Napoli, Maschio Angioino - L'Arco di trionfo
celebrativo dell'ingresso nella città
di Alfonso I d'Aragona (26 febbraio 1443).
Sotto: Il castello del Maschio Angioino,
il Vesuvio e il mare di Napoli
visti da Santa Lucia, e Castel dell'Ovo.
(Foto di Nicola Bruni). |
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