Nicola Bruni - Continuazione delle pagine "Mi presento e vi racconto..."
Immagini, personaggi, notizie, battute e commenti dal piccolo mondo di Nicolaus
Teatro Bernini: va in scena l'Estasi
L'Estasi di Santa Teresa, di Gian Lorenzo Bernini - foto di Nicola Bruni
In restauro il "teatro" dell'Estasi di Santa Teresa d'Avola, capolavoro barocco di Gian Lorenzo Bernini (1647-1652), nella cappella Cornaro
della chiesa romana di Santa Maria della Vittoria, in Via XX Settembre (foto di Nicola Bruni).
*
Quest’anno si celebra il quinto centenario della nascita di Santa Teresa di Gesù o d’Avila (Ávila, 28 marzo 1515 - Alba de Tormes,15 ottobre 1582),
religiosa spagnola che svolse un ruolo di primo piano nella Riforma cattolica promossa dal Concilio di Trento, con la sua attività di scrittrice di testi dottrinari
e mistico-spirituali, di riformatrice dell’ordine delle monache e dei frati “carmelitani scalzi” e di fondatrice di monasteri.
Proclamata beata nel 1610 e poi santa nel 1622 da papa Gregorio XV, fu annoverata tra i dottori della Chiesa nel 1970 da papa Paolo VI.
Dall'8 dicembre 2015 al 20 novembre 2016
L'Anno Santo della Misericordia
indetto da Papa Francesco
Papa Francesco
Le “opere di misericordia corporale
e spirituale” saranno al centro
del Giubileo della misericordia indetto
da Papa Francesco con la bolla “Vultus
misericordiae”. Il documento traccia
le linee dell’Anno Santo straordinario,
che avrà inizio l’8 dicembre 2015
e terminerà il 20 novembre 2016.

“Gesù Cristo è il volto della misericordia
del Padre", scrive il Papa invitando
a contemplare in quel volto “il mistero
della misericordia", che “è fonte di gioia,
di serenità e di pace”, e a varcare la “porta
della misericordia”, non solo simbolicamente,
attraversando una Porta Santa (a Roma,
nelle basiliche papali, o, nelle singole
diocesi, la porta della cattedrale
o della concattedrale o di un santuario
o di “una chiesa di speciale significato”),
ma anche assumendo l’impegno di una vera
conversione alla misericordia così come
ci è insegnata nella persona di Gesù Cristo.

Il Papa aggiunge che è suo “vivo desiderio”
che “il popolo cristiano rifletta durante
il Giubileo sulle opere di misericordia
corporale e spirituale”.

Ricordo che, secondo la tradizione cattolica,
le “opere di misericordia corporale”
richieste da Gesù nel Vangelo sono:
1 - Dar da mangiare agli affamati.
2 - Dar da bere agli assetati.
3 - Vestire gli ignudi.
4 - Alloggiare i pellegrini.
5 - Visitare gli infermi.
6 - Visitare i carcerati.
7 - Seppellire i morti.

Le "opere di misericordia spirituale" sono:
1 - Consigliare i dubbiosi.
2 - Insegnare agli ignoranti.
3 - Ammonire i peccatori.
4 - Consolare gli afflitti.
5 - Perdonare le offese.
6 - Sopportare pazientemente le persone moleste.
7 - Pregare Dio per i vivi e per i morti.

Nicola Bruni
14 aprile 2015
La scenografia barocca ispirata
da una visione di Santa Teresa
Sul piano iconografico, l’estasi mistica
o transverberazione di Santa Teresa
è direttamente ispirata ad un celebre
passo degli scritti della santa, in cui
ella descrive una delle sue numerose
esperienze di rapimento celeste:
«Un giorno mi apparve un angelo bello
oltre ogni misura. Vidi nella sua mano
una lunga lancia alla cui estremità
sembrava esserci una punta di fuoco.
Questa parve colpirmi più volte
nel cuore, tanto da penetrare dentro di me.
II dolore era così reale che gemetti più
volte ad alta voce, però era tanto dolce
che non potevo desiderare di esserne
liberata. Nessuna gioia terrena può dare
un simile appagamento. Quando l'angelo
estrasse la sua lancia, rimasi con un grande
amore per Dio» (Santa Teresa d'Avila,
Autobiografia, XXIX, 13).

Questo resoconto è raffigurato quasi
alla lettera da Bernini nella sua
composizione marmorea, con il corpo
completamente esanime e abbandonato
della santa, il suo volto dolcissimo
con gli occhi socchiusi rivolti al cielo
e le labbra che si aprono per emettere
un gemito, mentre un cherubino
dall’aspetto di fanciullo giocoso,
con in mano un dardo, simbolo
dell'Amore di Dio, scosta le vesti
della santa per colpirla nel cuore.

L'artista dimostra qui tutta la sua maestria
di scultore, capace di lavorare il marmo
come fosse cera, con estrema attenzione
ai particolari. La veste ampia e vaporosa
della santa, lasciata cadere in modo
disordinato sul corpo, è un capolavoro
di virtuosismo tecnico, per effetto
del quale il marmo perde ogni rigidezza
e la scultura sembra voler contendere
alla pittura il primato
nella rappresentazione del movimento.

In quest'opera Bernini, mettendo a frutto
la sua esperienza diretta di organizzatore
di spettacoli teatrali, trasforma, in senso
non metaforico ma letterale, lo spazio
della cappella in teatro.
L'elegante edicola barocca, realizzata
con marmi policromi, nella quale Bernini
colloca la scena dell’estasi di Santa
Teresa, funge da boccascena del teatro:
essa mostra la figura della santa posata
su una vaporosa nuvola che la trasporta
- come se fosse operante una macchina
da teatro nascosta - verso il cielo.

La trasformazione della cappella in teatro
diventa letterale con la realizzazione,
ai due lati del palcoscenico-altare,
di "palchetti" sui quali sono raffigurati
- ritratti a mezzobusto - i vari
personaggi della famiglia Cornaro.
L'evento privatissimo dell'estasi
della santa diviene in questo modo
evento pubblico, al quale i nobili spettatori
paiono assistere non già con trepido
stupore e con vivo trasporto devozionale,
ma con staccato disincanto; li vediamo
anzi - come avviene spesso a teatro -
intenti a scambiarsi i loro commenti.
Ma non è per la famiglia committente,
bensì per l'ideale platea dei fedeli
che si accostano all'altare-palcoscenico
della cappella che Bernini mette
in scena l'estasi della santa.
[Riduzione da Wikipedia]
Tre "Margheritine" e un Prof
Antonella Bussi, Patrizia Marino, Nicola Bruni, Luciana Lattanzio
Appena 43 anni dopo, tre “Margheritine”
(ex alunne dell’Istituto tecnico femminile
Margherita di Savoia) divenute grandi
hanno voluto incontrare il loro prof
di Lettere dell’anno 1971-72, al quale
sono rimaste molto affezionate.
Antonella, Luciana e Patrizia, dopo
avermi ritrovato su Facebook, mi hanno
invitato a pranzo giovedì 9 aprile 2015
in un ristorante al centro di Roma.
E’ stato un appuntamento emozionante:
ci siamo riconosciuti, ci siamo abbracciati
e ci siamo raccontati come vecchi
compagni di scuola. Abbiamo ricordato
anche come siamo stati bene insieme
nella II G di quell’anno 1971-72,
quando loro da alunne avevano 15 anni,
e io nel ruolo di prof ne avevo 15 + 15.
Alla fine, abbiamo programmato
un più ampio incontro conviviale,
con la partecipazione di altre
“Margheritine” di quella classe.
Nicola Bruni
Nella foto: da sinistra, Antonella Bussi, Patrizia
Marino, Nicola Bruni e Luciana Lattanzio.
Il bello del matrimonio e della famiglia
Padre Felipe Trigueros e il professor Calogero Caltagirone, foto di Nicola Bruni
Padre Felipe Trigueros e il professor Calogero
Caltagirone hanno parlato di matrimonio
e famiglia, nell'incontro di spiritualità
degli "Amici di Luigia Tincani" organizzato
domenica 12 aprile 2015 dalle Missionarie
della Scuola a Roma, nella Villa Ave Maria.
Foto di Nicola Bruni
Un corso su "Bellezza & Politica"
Il corso di formazione Bellezza e Politica - foto di Nicola Bruni
La lezione inaugurale del corso di formazione
“Bellezza & Politica”, sulla dottrina sociale
della Chiesa, organizzato dall’associazione “Identità
Cristiana" presso il Collegio Apostolico Leoniano
di Roma, con interventi di Gianfranco Marcelli,
Claudio Gentili e Pippo Corigliano, il 13 aprile 2015.
Foto di Nicola Bruni
Link con la pagina iniziale del Belsito
IL PEDAGOGISTA LUCIANO CORRADINI PER IL DECENNALE DEL BELSITO

Tra i messaggi ricevuti per il decennale di "Belsito con vista",
che si è compiuto il 14 marzo 2015,
spicca quello di un illustre pedagogista, Luciano Corradini, che ha scritto:

"Caro Nicola, ho fatto una navigazione un po’ affannosa e un po’ divertita
e ammirata nel tuo Belsito, edizione del decennale. E’ una miniera,
o meglio un balcone di montagna che consente di contemplare un mondo
che cresce e si dilata a ciò sei stato, hai vissuto, testimoniato, imparato,
insegnato nei sette decenni che ci stanno alle spalle, a partire dalla tua
infanzia e dalla tua famiglia. Hai messo a disposizione del fortunato lettore
una serie di immagini, di ipertesti, di pillole di realtà, di bellezza, di saggezza,
di ricordi e di testimonianze che si visitano come un’enciclopedia, a partire
dall’esplorazione di una tua stanza di casa, che si dilata come un museo.
Un saluto affettuoso. Luciano Corradini".
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