Nicola Bruni - Continuazione delle pagine "Mi presento e vi racconto..."
Immagini, personaggi, notizie, battute e commenti dal piccolo mondo di Nicolaus
Scavi di Ostia Antica - Le maschere teatrali che fanno le boccacce da duemila anni
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Cane bullo graffiato da un gatto: "Così impara"
Gatto nero che sfida i cani - foto di Nicola Bruni
Agli Scavi di Ostia Antica due cani tenuti al guinzaglio dalla loro padrona si scagliano all'improvviso contro un gatto nero che se ne stava per i fatti suoi sopra un muretto.
Il gatto si difende dando una zampata sul naso ad uno dei suoi assalitori e con un rapido balzo si mette al sicuro su un muretto retrostante separato da un fossato.
Poi lì resta immobile a sfidare i cani che ringhiano e abbaiano contro di lui come se volessero sbranarlo. La padrona, mentre cerca di calmare
le sue bestie imbestialite, si accorge che il cane nero ha un graffio sul naso e gli dice a mo' di rimprovero: "Te sei fatto graffia'? Così te 'mpari!".
L'alta moda delle matrone romane
nel museo degli Scavi di Ostia
Sabina, moglie di Adriano, come Venere Genitrice, foto di Nicola Bruni
Sabina, moglie dell'imperatore Adriano.
Giulia Domna, moglie di Settimo Severo, foto di Nicola Bruni
Giulia Domna, moglie di Settimio Severo.
Fausta, moglie di Costantino, foto di Nicola Bruni
Fausta, moglie dell'imperatore Costantino.
Sabina, moglie dell'imperatore Adriano, come Cerere, foto di Nicola Bruni
Di nuovo Sabina, moglie dell'imperatore Adriano,
nella sfilata di alta moda delle statue femminili
al museo degli Scavi di Ostia Antica.

Foto di Nicola Bruni
Le opere di misericordia all'ospedale
La facciata seicentesca dell'ospedale San Giovanni di Roma - foto di Nicola Bruni
Un venerdì mattina, sulla metropolitana
a Roma, ho incontrato una signora
della mia parrocchia, impegnata nelle opere
di misericordia della Caritas,
che andava a fare “volontariato”
all’ospedale San Giovanni.
Mi ha raccontato che si è impegnata
a prestarvi la sua opera per alcune ore
una volta alla settimana.
“Oggi - mi ha detto - per prima cosa vado
a trovare un vecchietto senza famiglia
che noi della Caritas avevamo
accompagnato al pronto soccorso
per una caduta, e lì hanno scoperto
che ha un tumore e deve essere operato.
Gli porto un giornale da leggere,
un sorriso e qualche parola buona”.
“Poi - ha aggiunto - scendo al pronto
soccorso, dove ci sono sempre tanti
ammalati o feriti in attesa, alcuni distesi
per ore e ore su una lettiga.
C’è chi è spaventato e cerca il conforto
di qualcuno disposto ad ascoltarlo, chi
necessita di aiuto per fare i suoi bisogni
con la pala, chi deve essere pulito
e cambiato perché se l’è fatta addosso,
chi chiede di chiamare un’infermiera,
chi ha sete, chi deve essere imboccato per mangiare. Io faccio questo,
con tutto il cuore, come assistente
volontaria accreditata”.

Sono rimasto molto edificato dal suo
racconto. Su mia domanda, la signora
mi ha informato che per essere accreditati
come volontari bisogna frequentare
un corso di formazione. Per gli ospedali
di Roma e del Lazio, tali corsi sono curati
dall’associazione Arvas (www.arvaslazio.it),
che coordina le presenze misericordiose
e gratuite di circa duemila assistenti
volontari in 33 strutture sanitarie.

Nicola Bruni
In alto, sotto il titolo: la facciata seicentesca
dell'ospedale San Giovanni di Roma.
Foto di Nicola Bruni
Santa Maria degli Angeli
la chiesa dell'astronomia
Grande statua di Galilei - foto di Nicola Bruni
Lo gnomone astronomico della Meridiana di Santa Maria degli Angeli a Roma, foto di Nicola Bruni
Particolare del calendario astronomico di S. Maria degli Angeli a Roma, foto di Nicola Bruni
Visita del Club delle Margheritine alla basilica
romana di Santa Maria degli angeli, la chiesa
dell'astronomia. Nella prima foto, una grande
statua di Galileo Galilei, donata da un artista
cinese e posta nel cortiletto della sacrestia.
Nelle altre due foto, lo gnomone dal quale
filtra un raggio solare a mezzogiorno
e una parte del calendario astronomico
della grande Meridiana installata nel 1702.
Foto di Nicola Bruni
Omaggio del Comune di Roma
a un eroico sacerdote
Don Gioacchino Rey
parroco del Quadraro nel 1944
Sala della Protomoteca in Campidoglio, 15 aprile 2016 - Commemorazione di don Gioacchino Rey
Il Comune di Roma ha reso omaggio
a don Gioacchino Rey (1888-1944),
eroe della Resistenza disarmata
contro l’occupazione nazista,
in un convegno che si è tenuto
venerdì 15 aprile nella Sala
della Protomoteca in Campidoglio.
Alla sua memoria il commissario
straordinario Francesco Paolo Tronca
ha proposto il conferimento
di una medaglia d’oro al valor civile.

Don Gioacchino, parroco della chiesa
di Santa Maria del Buon Consiglio
sulla Via Tuscolana, si prodigò, a rischio
della vita, in difesa degli abitanti
dell’allora borgata del Quadraro Vecchio,
che il 17 aprile 1944 furono sottoposti
dalle truppe tedesche occupanti
a un rastrellamento di rappresaglia
con successiva deportazione in Germania
per il lavoro coatto di circa 750 uomini
dai 15 ai 55 anni, e poi si adoperò
per soccorrere le loro famiglie rimaste
prive di sostegno economico.

Come ha accertato una ricerca condotta
dallo storico Pierluigi Amen, per conto
dell’Associazione Nazionale Reduci
dalla Prigionia (Anrp), don Gioacchino
si offrì alle SS come ostaggio al posto
dei suoi parrocchiani, fece per giorni
la spola tra le famiglie del quartiere
razziato e gli studi cinematografici
di Cinecittà, dove erano stati rinchiusi
i rastrellati, per portare loro conforto,
e per la sua insistenza fu più volte
picchiato dai militari tedeschi.
Tuttavia riuscì a far liberare il medico
condotto e il farmacista, indispensabili
per le esigenze di cura degli abitanti
della zona, e compilò un elenco,
sia pure incompleto, dei deportati,
grazie al quale è stato poi possibile
erogare i riconoscimenti e le provvidenze
previsti dallo Stato a favore dei civili
internati nei lager nazisti o destinati
al lavoro coatto.


Don Gioacchino non poté assistere
al ritorno dei suoi parrocchiani deportati
(almeno 26 di loro persero la vita)
perché il 13 dicembre 1944 rimase
vittima di un incidente stradale a Roma.

Nicola Bruni
In alto, la Sala della Protomoteca in Campidoglio,
mentre parla il prefetto di Roma Franco Gabrielli.
Foto di Nicola Bruni
Don Gioacchino Rey, parroco di Santa Maria del Buon Consiglio al Quadraro - Roma, 1944
Don Gioacchino Rey
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Bimbo addormentato in chiesa, foto di Nicola Bruni
IL SONNO BEATO DI UN BAMBINO
cullato dalla “ninna nanna” di un coro angelico
durante la Veglia pasquale nella chiesa romana
di San Giuda Taddeo Apostolo.
Foto di Nicola Bruni
Ritorno a scuola dopo 40 anni
Nicola Bruni co 14 ex alunne del Margherita di Savoia in Via Panisperna a Roma
Sabato 9 aprile, a conclusione di una “passeggiata culturale” al centro di Roma, da me organizzata e guidata per il Club delle Margheritine
(ex alunne dell’Istituto tecnico femminile Margherita di Savoia), ho posato per questa foto ricordo con un gruppo di 14 ex studentesse
in Via Panisperna, davanti allo storico edificio del Margherita di Savoia. Abbiamo visitato in particolare la basilica michelangiolesca
di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, nelle Terme di Diocleziano con la grande meridiana del 1702, la chiesa di Santa Maria della Vittoria,
con l’Estasi di Santa Teresa di Bernini, le fontane “mostra” dell’acquedotto Felice del papa Sisto V (del Mosè, delle Quattro Fontane e dei Dioscuri), la chiesa
e il chiostro di San Carlino, opera di Borromini, la Piazza del Quirinale, la chiesa di San Bernardino da Siena, e la chiesa e il chiostro di Sant’Agata dei Goti.
Nicola Bruni
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Link con la pagina iniziale del Belsito
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IL PEDAGOGISTA LUCIANO CORRADINI PER IL DECENNALE DEL BELSITO

Tra i messaggi ricevuti per il decennale di "Belsito con vista",
che si è compiuto il 14 marzo 2015,
spicca quello di un illustre pedagogista, Luciano Corradini, che ha scritto:

"Caro Nicola, ho fatto una navigazione un po’ affannosa e un po’ divertita
e ammirata nel tuo Belsito, edizione del decennale. E’ una miniera,
o meglio un balcone di montagna che consente di contemplare un mondo
che cresce e si dilata a ciò sei stato, hai vissuto, testimoniato, imparato,
insegnato nei sette decenni che ci stanno alle spalle, a partire dalla tua
infanzia e dalla tua famiglia. Hai messo a disposizione del fortunato lettore
una serie di immagini, di ipertesti, di pillole di realtà, di bellezza, di saggezza,
di ricordi e di testimonianze che si visitano come un’enciclopedia, a partire
dall’esplorazione di una tua stanza di casa, che si dilata come un museo.
Un saluto affettuoso. Luciano Corradini".
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