Nicola Bruni - Continuazione delle pagine "Mi presento e vi racconto..."
Immagini, personaggi, notizie, battute e commenti dal piccolo mondo di Nicolaus
Il Chiostro grande di Michelangelo
nella ex Certosa di Santa Maria degli Angeli a Roma
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Il mistero della Befana
che entrava in casa
dalla cappa della cucina
Il diacono Marcello Zottola - foto di Nicola Bruni
Quando io e i miei fratelli eravamo bambini,
a casa nostra, un appartamentino al nono
piano di Via Licia 54 a Roma, il 6 gennaio
di ogni anno arrivava la Befana (Babbo Natale
da noi non esisteva). La magica vecchina,
volando a cavallo di una scopa, entrava
misteriosamente di notte, come un fantasma,
dalla cappa della cucina, e dopo aver deposto
tre giocattoli sul coperchio della macchina
del gas, addobbato per l'occasione, riempiva
di dolciumi le tre calze che avevamo appeso
ad un filo, con i nomi di Nico, Mariuccia
e Antonio su altrettanti bigliettini.

La mattina dell'Epifania andavamo tutti e tre
figli, insieme, nella cucina e vi trovavamo
la felicità. Io, fino all'età di 10 anni, credevo
alla Befana, nonostante le voci contrarie da me
udite, per un motivo inoppugnabile: i nostri
genitori erano abbastanza poveri da non
potersi permettere di comprare quei costosi
giocattoli che arrivavano il 6 gennaio
(e che, a nostra insaputa, ci venivano donati
dal Dopolavoro del Ministero della Difesa).
Con il solo stipendio di mio padre, maresciallo
dell'Esercito, dovevamo campare in sei,
compresa la "tata" Caterina, amica
della mamma che viveva con noi,
e nel bilancio familiare non c'era posto
per l'acquisto di giocattoli.

Una volta, alla vigilia dell'Epifania, mia madre
ci raccontò una storia della Befana che aveva
portato i suoi doni a quattro bambini poveri,
figli di contadini, i quali vivevano in un casolare
di campagna e non possedevano nessun
giocattolo vero e proprio. Dopodiché, il nostro
amichetto Lillino, che aveva ascoltato con noi
quel racconto, tornò a casa commosso e assalì
i suoi genitori dicendo: "Siete cattivi. La Befana
esiste. L'ha detto la signora Bruni, che mi ha
raccontato una storia vera". Finì che il papà
di Lillino dovette uscire, nonostante il freddo,
la sera del 5 gennaio per andare a cercare
i doni della Befana in Piazza Navona.

Nicola Bruni
6 gennaio 2017
Sotto il titolo, una Befana dei nostri giorni
davanti ad un negozio di giocattoli a Roma.

Foto di Nicola Bruni
La Certosa fondata nel 1561
soppressa nel 1886
Il monaco certosino Fercoldo - foto di Nicola Bruni
La Certosa di Santa Maria degli Angeli
fu costruita per disposizione del papa
Pio IV del 1561 nell'area delle antiche
Terme di Diocleziano, a ridosso dell'omonima
basilica, che fu realizzata su progetto
di Michelangelo.
A Michelangelo si deve anche il progetto
del Chiostro grande della Certosa.

I monaci certosini (che costituiscono
un ramo del monachesimo benedettino)
vi dimorarono per più di tre secoli,
fino al 1886.
In quell'anno i certosini furono cacciati
dal loro monastero in applicazione
delle "leggi eversive" (contro la Chiesa)
dei governi massonici del Regno d'Italia,
che dichiararono soppressi gli ordini
religiosi considerati "inutili", allo scopo
di confiscarne i beni, e privarono
circa 57.500 tra frati e monache perfino
dei letti sui quali dormivano.

In pratica, però, gli ordini religiosi
non si sciolsero ma si riorganizzarono
in forme diverse, tanto che nel 1895
Francesco Crispi, parlando alla Camera,
ammise che lo Stato aveva perduto
la sua battaglia contro gli ordini religiosi.
Ricordo di Tullio De Mauro
Guglielmo Zucconi, Nicola Bruni e Tullio De Mauro a Telemontecalo nel 1995
Ha lasciato questa vita, all'età di 84 anni,
Tullio De Mauro, insigne linguista e storico
della lingua italiana. Lo ricordo, con profonda
stima, come una persona di grande cultura
e garbo personale, aperta al dialogo
e impegnata con serietà e passione
sia nel lavoro di studioso e di docente
universitario sia nell'attività politica.

Ho avuto l'onore di conoscerlo, da studente
universitario, fin dal 1961, alla facoltà
di Lettere della "Sapienza", quando lui era
ancora un giovane assistente che prendeva
parte ai dibattiti delle assembleee studentesche.

Ci ritrovammo nel 1967, alla facoltà di Lettere
dell'università di Chieti "Gabriele D'Annunzio",
come membri di una stessa commissione
di esame di Storia di lingua italiana,
quando io ero assistente volontario
del professor Maurizio Dardano; e poi
andammo a pranzo insieme in un ristorante
.
Nel settembre del 1995, lo invitai, come
curatore di un programma televisivo
sulla scuola in 10 puntate di Telemontecarlo
(antenato del canale La 7), intitolato
"Per chi suona la campanella", a partecipare
ad una conversazione in studio c
on il giornalista Guglielmo Zucconi.
A quell'evento si riferisce la foto qui pubblicata,
nella quale io sono al centro, De Mauro
a destra e Zucconi a sinistra.

Poi, tra il 2000 e il 2001, seguii, come
giornalista specializzato nell'informazione
scolastica, la sua esperienza di ministro
della Pubblica istruzione del Governo Amato II,
durata appena 13 mesi.

De Mauro resterà tra noi, da maestro,
con i suoi libri di linguistica
e i suoi vocabolari della lingua italiana.

Nicola Bruni
5 gennaio 2017
Il diacono della porta accanto
felicemente sposato
e papà di quattro bambini
Il diacono Marcello Zottola
C'è una famiglia modello nel mio palazzo
del quartiere Appio-Latino a Roma, serena
e gioiosa. E' formata da papà Marcello,
un bell'uomo di 50 anni dal carattere mite,
dirigente di ragioneria del Ministero
dell'Interno in servizio alla Prefettura,
da sua moglie Simona, dolce e scattante mamma a tempo pieno, e da quattro bambini
pieni di brio in età compresa tra 11 e 5 anni
(Davide, Chiara, Miriam e Beatrice).
E' un piacere vederli tutti insieme,
specialmente la domenica mattina,
quando vanno a Messa nella vicina chiesa
parrocchiale di San Giuda Taddeo Apostolo,
con i bimbi che corrono avanti
sgambettando come un piccolo gregge
di agnellini seguito dal pastore.

Originario di Gaeta, laureato in economia
e in scienze religiose, specializzato in gestione
informatica e in amministrazione del territorio,
Marcello Zottola presta gratuitamente,
da diversi anni, parte del suo tempo libero
alla parrocchia, come ministrante all'altare
e responsabile delle attività caritative.
Dunque, il 29 ottobre 2016 Marcello
è stato ordinato diacono permanente
dal cardinale vicario Agostino Vallini
nella basilica di San Giovanni in Laterano,
al termine di un percorso formativo durato
cinque anni - e che ha coinvolto
anche la sua sposa - presso il Pontificio
Seminario Maggiore Romano.
Il che significa che ora potrà proclamare
il Vangelo durante la Messa, predicare,
distribuire l'Eucarestia, preparare i fedeli
ai sacramenti, battezzare, celebrare
matrimoni e funerali, impartire benedizioni.

Con lui sono stati ordinati altri due diaconi
permanenti, padri di famiglia, e sette giovani
diaconi candidati al sacerdozio, nel corso
di una solenne liturgia collettiva.
La cerimonia ha avuto il suo momento
più suggestivo quando i dieci ordinandi
si sono prostrati a terra davanti all'altare,
in segno di totale sottomissione a Dio,
mentre l'assemblea invocava su di loro
l'intercessione di un centinaio di antichi
e autorevoli santi del Paradiso:
"Sancte Laurenti, Sancte Augustine,
Sancte Francisce, Sancta Catharina...".

A ciascuno dei nuovi diaconi il cardinale
ha detto, secondo la formula di rito:
"Ricevi il Vangelo del quale sei divenuto
annunciatore, credi sempre in ciò che
proclami, insegna ciò che hai appreso
nella fede e vivi ciò che insegni".
Inoltre gli ha raccomandato di mantenere
uno stile di vita sobrio, di andare
in soccorso di chi è nel bisogno,
particolarmente degli ultimi della società,
e di non rifuggire "i vari Zaccheo" (i cattivi)
che incontreranno sul loro cammino,
perché anche loro sono figli di Dio.

Nicola Bruni
Simona e Marcello Zottola
Simona e Marcello Zottola nella Basilica
di San Giovanni in Laterano, al termine
della liturgia di ordinazione di Marcello.

Sotto il titolo, il diacono Marcello
durante la celebrazione di una Messa.

Foto di Nicola Bruni
Link con la pagina iniziale del Belsito
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IL PEDAGOGISTA LUCIANO CORRADINI PER IL DECENNALE DEL BELSITO

Tra i messaggi ricevuti per il decennale di "Belsito con vista",
che si è compiuto il 14 marzo 2015,
spicca quello di un illustre pedagogista, Luciano Corradini, che ha scritto:

"Caro Nicola, ho fatto una navigazione un po’ affannosa e un po’ divertita
e ammirata nel tuo Belsito, edizione del decennale. E’ una miniera,
o meglio un balcone di montagna che consente di contemplare un mondo
che cresce e si dilata a ciò sei stato, hai vissuto, testimoniato, imparato,
insegnato nei sette decenni che ci stanno alle spalle, a partire dalla tua
infanzia e dalla tua famiglia. Hai messo a disposizione del fortunato lettore
una serie di immagini, di ipertesti, di pillole di realtà, di bellezza, di saggezza,
di ricordi e di testimonianze che si visitano come un’enciclopedia, a partire
dall’esplorazione di una tua stanza di casa, che si dilata come un museo.
Un saluto affettuoso. Luciano Corradini".
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