Nicola Bruni - Continuazione delle pagine "Mi presento e vi racconto..."
Immagini, personaggi, notizie, battute e commenti dal piccolo mondo di Nicolaus
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La "grande bellezza" di Roma vista dal Gianicolo.
Foto di Nicola Bruni
Severo monito di Papa Francesco
E' un peccato gravissimo
far lavorare "in nero"
Papa Francesco
Papa Francesco, nella Messa a Santa
Marta del 20 febbraio 2015, ha
rimproverato con parole molto esplicite
chi nella vita quotidiana commette
gravi peccati e poi pensa di lavarsi
la coscienza facendo offerte alla Chiesa.
In particolare il Papa si è concentrato
su chi fa lavorare
i propri dipendenti in nero:
“Non puoi fare offerte alla Chiesa
sulle spalle dell’ingiustizia che fai
con i tuoi dipendenti.
È un peccato gravissimo:
è usare Dio per coprire l’ingiustizia”.
Il Pontefice ha poi aggiunto:
“Se uno va a messa la domenica
e fa la comunione, gli si può
chiedere: ‘Com’è il rapporto
con i tuoi dipendenti? Li paghi
in nero? Paghi il salario giusto?
Versi i contributi per la pensione?’
Non è un buon cristiano
quello che non fa giustizia
con le persone che dipendono da lui”.

E’ evidente che il “peccato gravissimo”
di ingiustizia sociale lo commette anche
chi non va in chiesa e chi non è cristiano,
se si serve di lavoratori “in nero”
o non paga la giusta retribuzione
ai propri dipendenti. Chi fa così
non può considerarsi, nella propria
coscienza, una “persona perbene”,
perché ruba sui diritti di chi lavora.
Il buon esempio di Mattarella
che apre il Quirinale ai cittadini
Il Cortile d'onore del Quirinale, foto di Nicola Bruni
Ha cominciato subito a dare il buon esempio
il nuovo presidente della Repubblica
Sergio Mattarella. Il 9 febbraio ha scritto
nella sua pagina Facebook: "La coerenza
e l'esempio sono due valori fondanti,
che la politica deve insegnare ai cittadini
e non viceversa: per questo motivo ho scelto
un appartamento defilato; prevedo inoltre
di riaprire ai cittadini la loro reggia.
Sono 1.200 stanze che finora ci sono
costate 224 milioni di euro l’anno,
molto più della Casa Bianca.
Adesso riapriranno le porte alla gente,
non solo alla politica".
Poi, nei giorni 14 e 15 febbraio ha preso
due voli di linea Alitalia per andare
in visita privata a Palermo e tornare
a Roma, anziché utilizzare - come
sarebbe suo diritto - un aereo di Stato.
"Il Principe dei Sogni"
il titolo allusivo di una mostra
Il poster della mostra Il Principe dei sogni, al Quirinale - foto di Nicola Bruni
Ho visitato nel Palazzo del Quirinale
la mostra “Il Principe dei sogni - Giuseppe
negli arazzi medicei di Pontormo e Bronzino”,
allestita nel Salone dei Corazzieri
con ingresso gratuito. Vi sono esposti
venti grandi arazzi cinquecenteschi, commissionati dal signore di Firenze
Cosimo dei Medici, che raffigurano
la storia di Giuseppe, figlio di Giacobbe,
narrata nella Genesi (37-50). I colori
dei tessuti sono piuttosto sbiaditi, ma
è interessante leggere il racconto
degli episodi rappresentati nelle tabelle
didascaliche che accompagnano gli arazzi.
Al protagonista della storia è stato attribuito
il titolo di “Principe dei sogni”,
perché Giuseppe, venduto come schiavo
agli egiziani, divenne un principe alla corte
del faraone, che gli riconobbe una
straordinaria capacità di interpretare i sogni.
La mostra era stata programmata prima
dell’elezione di Sergio Mattarella
alla presidenza della Repubblica, ma
quel titolo “Il Principe dei sogni” sembra
alludere proprio a lui, un Capo dello Stato
diverso dai precedenti che fa sognare
qualcosa di nuovo e di buono agli italiani.

Nicola Bruni
Foto di Nicola Bruni
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Ricordo di Vittorio Bachelet
assassinato dalle Brigate Rosse
Targa a ricordo di Vittorio Bachelet - foto di Nicola Bruni
Questa targa ricorda l’assassinio,
perpetrato il 12 febbraio 1980
dalle Brigate Rosse, di un uomo giusto
di grande valore: Vittorio Bachelet,
vice presidente del Consiglio superiore
della magistratura, professore universitario,
personalità di prestigio della Democrazia
cristiana, ed ex presidente dell’Azione
cattolica italiana (1964-1973).
Lo uccisero sulla scalinata della facoltà
di Scienze politiche dell’università
La Sapienza, a Roma, due terroristi
delle Brigate Rosse, Annalaura Braghetti
e Bruno Seghetti, sparandogli sette proiettili
calibro 32 mentre conversava con Rosy Bindi,
all’epoca sua assistente universitaria.

A 35 anni dall’omicidio, Bachelet è stato
ricordato alla Sapienza in una cerimonia
alla quale ha partecipato il presidente
della Repubblica Sergio Mattarella.

Ho conosciuto di persona Vittorio Bachelet
negli anni ’60 al matrimonio di una sua
nipote e mia collega di università,
Maria Trunfio, e ne avevo grande stima.

Nicola Bruni
Gli olandesi sono barbari?
Attenti al razzismo inconsapevole
Ine e Peter Schukking, foto di Nicola Bruni
Prima domanda… retorica:
- Se alcune centinaia di olandesi teppisti
sono barbari, possiamo per questo dire
che “gli olandesi sono barbari”?

Seconda domanda… retorica:
- Se alcune centinaia di migliaia di italiani
sono mafiosi o collusi con le mafie,
è lecito che si dica che “gli italiani
sono mafiosi”?

Le generalizzazioni, sempre arbitrarie
nei giudizi sui popoli, sono il fondamento
del razzismo e della xenofobia.

Nella foto, i miei amici olandesi Ine
e Peter Schukking, che non sono barbari,
ma persone civili, colte, democratiche
e molto più educate di tanti italiani…
compresi certi leader politici,
arroganti e volgari.

Nicola Bruni
Foto di Nicola Bruni
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Trilussa e la soddisfazione
"de poté dì le cose come stanno"
Il monumento a Trilussa, foto di Nicola Bruni
Questo monumento al poeta romanesco
Trilussa (Carlo Alberto Salustri, 1871-1950)
si trova a Roma, nella piazza a lui
intitolata del quartiere di Trastevere.
Quando fu inaugurata, nel 1954, molti romani
che lo avevano conosciuto di persona
“baccajarono” dicendo che non gli
assomigliava e che la posa in cui era stato
ritratto non corrispondeva al suo modo
di atteggiarsi. Insomma, lo scultore avrebbe
fatto su di lui, poeta satirico caricaturale,
una caricatura in bronzo.
Contrappasso dantesco.
Sotto il busto del poeta è stato inciso
su una lapide uno dei suoi sonetti più famosi:

ALL'OMBRA
Mentre me leggo er solito giornale
spaparacchiato all'ombra d'un pajaro
vedo un porco e je dico: - Addio maiale! -
Vedo un ciuccio e je dico: - Addio somaro! -
Forse 'ste bestie nun me capiranno,
ma provo armeno la soddisfazione
de poté dì le cose come stanno
senza paura de finì in priggione.
Trilussa

Oggi, però, la situazione è cambiata,
c’è più libertà, al punto che se un
vicepresidente razzista del Senato paragona
a un orango un essere umano di pelle scura,
che è anche ministro della Repubblica,
non rischia “de finì in priggione”, perché
i suoi pari della casta parlamentare
sono pronti a sentenziare che quel
paragone era la legittima espressione
di un’opinione politica.
Viceversa, nella stessa casta parlamentare,
c’è chi vorrebbe far finire “in priggione”
per reato di omofobia (proposta di legge
Scalfarotto, del PD) chi si ostini
a sostenere che il vero matrimonio
è solo tra un uomo e una donna.
Se diventasse legge quella proposta,
a un Trilussa redivivo non resterebbe
neanche “la soddisfazione de poté dì
le cose come stanno” rivolgendosi
a due animali.

Nicola Bruni
Foto di Nicola Bruni
Carnevale dei bambini all'oratorio
Carnevale dei bambini nella parrocchia San Giuda Taddeo di Roma - foto di Nicola Bruni
Festa in maschera di Martedì Grasso per i bambini
nell'oratorio di San Giuda Taddeo Apostolo a Roma.
Foto di Nicola Bruni
Link con la pagina iniziale del Belsito
IL PEDAGOGISTA LUCIANO CORRADINI PER IL DECENNALE DEL BELSITO

Tra i messaggi ricevuti per il decennale di "Belsito con vista",
spicca quello di un illustre pedagogista, Luciano Corradini, che ha scritto:

"Caro Nicola, ho fatto una navigazione un po’ affannosa e un po’ divertita
e ammirata nel tuo Belsito, edizione del decennale. E’ una miniera,
o meglio un balcone di montagna che consente di contemplare un mondo
che cresce e si dilata a ciò sei stato, hai vissuto, testimoniato, imparato,
insegnato nei sette decenni che ci stanno alle spalle, a partire dalla tua
infanzia e dalla tua famiglia. Hai messo a disposizione del fortunato lettore
una serie di immagini, di ipertesti, di pillole di realtà, di bellezza, di saggezza,
di ricordi e di testimonianze che si visitano come un’enciclopedia, a partire
dall’esplorazione di una tua stanza di casa, che si dilata come un museo.
Un saluto affettuoso. Luciano Corradini".
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