Nicola Bruni - Continuazione delle pagine "Mi presento e vi racconto..."
Immagini, personaggi, notizie, battute e commenti dal piccolo mondo di Nicolaus
Dopo 43 anni due classi di "Margheritine" richiamano un prof per un "ripasso"...
ma la lezione è stata... una pizza
La sera dell’8 maggio 2015 c’è stata un’allegra rimpatriata in pizzeria di un gruppo di ex alunne “margheritine” (dell’Istituto tecnico femminile Margherita di Savoia di Roma):
nove della classe II G dell’anno 1970-71 e due loro amiche della classe I G del 1973-74. Divenute grandi, si sono ricordate del comune professore di lettere Nicola Bruni,
al quale sono rimaste molto affezionate, e lo hanno richiamato per un “ripasso”. Questa volta, però, la lezione è stata una pizza… un’ottima pizza.
Per la II G del 1970-71 erano presenti: Serena Belardi, Antonella Bussi, Paola Colico, Laura Del Rio, Luciana Lattanzio, Sandra Lusina, Patrizia Marino,
Antonella Profeta, Fiorella Torchetti. Assenti giustificate: Anita Buffarini, Gabriella Campeggi, Patrizia Darnelli, Anna Fontana, Ornella Mazzenga, Pina Giorgio.
Presente in spirito, Anna Savini, volata in cielo due anni fa e che è stata ricordata con affetto e rimpianto.
La classe I G del 1973-74 era rappresentata da Cesarina Giuliani e Rosalba Patrizi.
A tutte le “Margheritine” presenti il prof ha regalato il suo libricino “Ad cathedram - Spirito e materie”, da studiare a casa.
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Nella foto: in primo piano, Antonella Profeta, Antonella Bussi, Luciana Lattanzio, Laura Del Rio; dietro, Patrizia Marino e Nicola Bruni.
Nel fondo pagina: il campanile romanico della basilica di Santa Maria Maggiore a Roma (foto di Nicola Bruni).
Santa Maria Maggiore di notte
La basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, foto di Nicola Bruni
La basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, foto di Nicola Bruni
Qui sopra e nel fondo pagina, la basilica
di Santa Maria Maggiore a Roma nello splendore
della nuova illuminazione notturna.
Foto di Nicola Bruni
Cinque anni da giovane professore con le ragazze del Margherita di Savoia
Armeni, il popolo dell'Arca di Noè
Mostra su Armenia, il popolo dell'Arca di Noè - foto di Nicola Bruni
Oggetti sacri dalla mostra “Armenia, il popolo
dell’Arca”, allestita a Roma nel complesso
del Vittoriano, nella ricorrenza del centenario
del genocidio del popolo armeno
(un milione e mezzo di morti),
perpetrato dai turchi.

Foto di Nicola Bruni
Scampati al diluvio e al genocidio
Il popolo armeno vanta una delle più floride
culture del mondo antico. La sua storia
affonda le origini nella tradizione biblica
del Diluvio universale. E' proprio alle pendici
del monte biblico dell'Ararat, sulla cui cima
si era arenata l'Arca di Noé, che nel VII
secolo a.C. si formò il popolo armeno.
Ancora oggi il monte Ararat (benché
annesso alla Turchia) è un richiamo
simbolico fondamentale per l'Armenia, che,
evangelizzata da San Gregorio l'Illuminatore,
nel 301 fu il primo paese al mondo ad adottare
il Cristianesimo come religione di Stato.
L’esposizione è stata concepita come un’arca
della cultura armena, in cui sono raccolte
molte opere salvate dalla distruzione
conseguente al genocidio turco del 1915.
"Nativi digitali" in crisi di identità
No, tu non sei stato scaricato da Internet. Tu sei nato - foto di Nicola Bruni
Grazie dell'attenzione - foto di Nicola Bruni
La mamma “nativa cartacea” al figlio
“nativo digitale”: - No, tu non sei stato
scaricato da Internet. Tu sei nato.
Da una conferenza con diapositive sul tema
"Comunicare al tempo della rete" del professor
Edoardo Mattei, ingegnere informatico,
per l’associazione “Amici di Luigia Tincani”.
Il relatore ha concluso il suo intervento
con un ironico “Grazie dell’attenzione”,
immaginando di avere davanti a sé
un pubblico digitale "disconnesso".

Foto di Nicola Bruni
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Link con la pagina iniziale del Belsito
IL PEDAGOGISTA LUCIANO CORRADINI PER IL DECENNALE DEL BELSITO

Tra i messaggi ricevuti per il decennale di "Belsito con vista",
che si è compiuto il 14 marzo 2015,
spicca quello di un illustre pedagogista, Luciano Corradini, che ha scritto:

"Caro Nicola, ho fatto una navigazione un po’ affannosa e un po’ divertita
e ammirata nel tuo Belsito, edizione del decennale. E’ una miniera,
o meglio un balcone di montagna che consente di contemplare un mondo
che cresce e si dilata a ciò sei stato, hai vissuto, testimoniato, imparato,
insegnato nei sette decenni che ci stanno alle spalle, a partire dalla tua
infanzia e dalla tua famiglia. Hai messo a disposizione del fortunato lettore
una serie di immagini, di ipertesti, di pillole di realtà, di bellezza, di saggezza,
di ricordi e di testimonianze che si visitano come un’enciclopedia, a partire
dall’esplorazione di una tua stanza di casa, che si dilata come un museo.
Un saluto affettuoso. Luciano Corradini".
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