Nicola Bruni - Continuazione delle pagine "Mi presento e vi racconto..."
Immagini, personaggi, notizie, battute e commenti dal piccolo mondo di Nicolaus
Il Chiostro grande di Michelangelo
nella ex Certosa di Santa Maria degli Angeli a Roma
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La mia amica Jolien Schukking
eletta giudice della Corte
europea dei diritti umani
Nicola Bruni con Jolien Schukking a Utrecht 4.9.1994
La bella ragazza sulla destra di questa foto,
scattata il 4 settembre 1994 in un ristorante
di Utrecht, è Jolien Schukking, magistrata
olandese, che il 24 gennaio è stata eletta
dal Consiglio d'Europa giudice della Corte
europea dei diritti umani, di Strasburgo,
per un mandato di nove anni.
Nella stessa foto ci sono anch'io,
con la sorella e il fidanzato (attuale marito)
di Jolien, che ora è mamma di tre fanciulle.
Allora io mi trovavo in Olanda per un giro
turistico con mio figlio Paolo.


Jolien, che fu ospite della mia famiglia
durante un suo viaggio a Roma nel 1995,
è la figlia maggiore di Peter e Ine Schukking,
una coppia di amici olandesi con i quali
intrattengo cordiali rapporti fin dal 1964
(quando eravamo studenti universitari)
e che ho incontrato ultimamente
nel 2014 ad Antwerpen.


Ovviamente, sono orgoglioso di avere
tra i miei amici una persona assurta
ad un incarico così prestigioso
e impegnata ad alto livello
nella difesa dei diritti umani.
E, da maschio femminista, sono
soddisfatto che una donna di valore
come Jolien, che a 49 anni ha già
una consolidata esperienza nel campo
del diritto internazionale, veda
riconosciute le sue capacità.

Nicola Bruni
1 febbraio 2017
La Certosa fondata nel 1561
soppressa nel 1886
Il monaco certosino Fercoldo - foto di Nicola Bruni
La Certosa di Santa Maria degli Angeli
fu costruita per disposizione del papa
Pio IV del 1561 nell'area delle antiche
Terme di Diocleziano, a ridosso dell'omonima
basilica, che fu realizzata su progetto
di Michelangelo.
A Michelangelo si deve anche il progetto
del Chiostro grande della Certosa.

I monaci certosini (che costituiscono
un ramo del monachesimo benedettino)
vi dimorarono per più di tre secoli,
fino al 1886.
In quell'anno i certosini furono cacciati
dal loro monastero in applicazione
delle "leggi eversive" (contro la Chiesa)
dei governi massonici del Regno d'Italia,
che dichiararono soppressi gli ordini
religiosi considerati "inutili", allo scopo
di confiscarne i beni, e privarono
circa 57.500 tra frati e monache perfino
dei letti sui quali dormivano.

In pratica, però, gli ordini religiosi
non si sciolsero ma si riorganizzarono
in forme diverse, tanto che nel 1895
Francesco Crispi, parlando alla Camera,
ammise che lo Stato aveva perduto
la sua battaglia contro gli ordini religiosi.
Ricordo di Tullio De Mauro
Guglielmo Zucconi, Nicola Bruni e Tullio De Mauro a Telemontecalo nel 1995
Ha lasciato questa vita, all'età di 84 anni,
Tullio De Mauro, insigne linguista e storico
della lingua italiana. Lo ricordo, con profonda
stima, come una persona di grande cultura
e garbo personale, aperta al dialogo
e impegnata con serietà e passione
sia nel lavoro di studioso e di docente
universitario sia nell'attività politica.

Ho avuto l'onore di conoscerlo, da studente
universitario, fin dal 1961, alla facoltà
di Lettere della "Sapienza", quando lui era
ancora un giovane assistente che prendeva
parte ai dibattiti delle assembleee studentesche.

Ci ritrovammo nel 1967, alla facoltà di Lettere
dell'università di Chieti "Gabriele D'Annunzio",
come membri di una stessa commissione
di esame di Storia di lingua italiana,
quando io ero assistente volontario
del professor Maurizio Dardano; e poi
andammo a pranzo insieme in un ristorante
.
Nel settembre del 1995, lo invitai, come
curatore di un programma televisivo
sulla scuola in 10 puntate di Telemontecarlo
(antenato del canale La 7), intitolato
"Per chi suona la campanella", a partecipare
ad una conversazione in studio c
on il giornalista Guglielmo Zucconi.
A quell'evento si riferisce la foto qui pubblicata,
nella quale io sono al centro, De Mauro
a destra e Zucconi a sinistra.

Poi, tra il 2000 e il 2001, seguii, come
giornalista specializzato nell'informazione
scolastica, la sua esperienza di ministro
della Pubblica istruzione del Governo Amato II,
durata appena 13 mesi.

De Mauro resterà tra noi, da maestro,
con i suoi libri di linguistica
e i suoi vocabolari della lingua italiana.

Nicola Bruni
5 gennaio 2017
Il diacono della porta accanto
felicemente sposato
e papà di quattro bambini
Il diacono Marcello Zottola
C'è una famiglia modello nel mio palazzo
del quartiere Appio-Latino a Roma, serena
e gioiosa. E' formata da papà Marcello,
un bell'uomo di 50 anni dal carattere mite,
dirigente di ragioneria del Ministero
dell'Interno in servizio alla Prefettura,
da sua moglie Simona, dolce e scattante mamma a tempo pieno, e da quattro bambini
pieni di brio in età compresa tra 11 e 5 anni
(Davide, Chiara, Miriam e Beatrice).
E' un piacere vederli tutti insieme,
specialmente la domenica mattina,
quando vanno a Messa nella vicina chiesa
parrocchiale di San Giuda Taddeo Apostolo,
con i bimbi che corrono avanti
sgambettando come un piccolo gregge
di agnellini seguito dal pastore.

Originario di Gaeta, laureato in economia
e in scienze religiose, specializzato in gestione
informatica e in amministrazione del territorio,
Marcello Zottola presta gratuitamente,
da diversi anni, parte del suo tempo libero
alla parrocchia, come ministrante all'altare
e responsabile delle attività caritative.
Dunque, il 29 ottobre 2016 Marcello
è stato ordinato diacono permanente
dal cardinale vicario Agostino Vallini
nella basilica di San Giovanni in Laterano,
al termine di un percorso formativo durato
cinque anni - e che ha coinvolto
anche la sua sposa - presso il Pontificio
Seminario Maggiore Romano.
Il che significa che ora potrà proclamare
il Vangelo durante la Messa, predicare,
distribuire l'Eucarestia, preparare i fedeli
ai sacramenti, battezzare, celebrare
matrimoni e funerali, impartire benedizioni.

Con lui sono stati ordinati altri due diaconi
permanenti, padri di famiglia, e sette giovani
diaconi candidati al sacerdozio, nel corso
di una solenne liturgia collettiva.
La cerimonia ha avuto il suo momento
più suggestivo quando i dieci ordinandi
si sono prostrati a terra davanti all'altare,
in segno di totale sottomissione a Dio,
mentre l'assemblea invocava su di loro
l'intercessione di un centinaio di antichi
e autorevoli santi del Paradiso:
"Sancte Laurenti, Sancte Augustine,
Sancte Francisce, Sancta Catharina...".

A ciascuno dei nuovi diaconi il cardinale
ha detto, secondo la formula di rito:
"Ricevi il Vangelo del quale sei divenuto
annunciatore, credi sempre in ciò che
proclami, insegna ciò che hai appreso
nella fede e vivi ciò che insegni".
Inoltre gli ha raccomandato di mantenere
uno stile di vita sobrio, di andare
in soccorso di chi è nel bisogno,
particolarmente degli ultimi della società,
e di non rifuggire "i vari Zaccheo" (i cattivi)
che incontreranno sul loro cammino,
perché anche loro sono figli di Dio.

Nicola Bruni
Simona e Marcello Zottola
Simona e Marcello Zottola nella Basilica
di San Giovanni in Laterano, al termine
della liturgia di ordinazione di Marcello.

Sotto il titolo, il diacono Marcello
durante la celebrazione di una Messa.

Foto di Nicola Bruni
Link con la pagina iniziale del Belsito
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IL PEDAGOGISTA LUCIANO CORRADINI PER IL DECENNALE DEL BELSITO

Tra i messaggi ricevuti per il decennale di "Belsito con vista",
che si è compiuto il 14 marzo 2015,
spicca quello di un illustre pedagogista, Luciano Corradini, che ha scritto:

"Caro Nicola, ho fatto una navigazione un po’ affannosa e un po’ divertita
e ammirata nel tuo Belsito, edizione del decennale. E’ una miniera,
o meglio un balcone di montagna che consente di contemplare un mondo
che cresce e si dilata a ciò sei stato, hai vissuto, testimoniato, imparato,
insegnato nei sette decenni che ci stanno alle spalle, a partire dalla tua
infanzia e dalla tua famiglia. Hai messo a disposizione del fortunato lettore
una serie di immagini, di ipertesti, di pillole di realtà, di bellezza, di saggezza,
di ricordi e di testimonianze che si visitano come un’enciclopedia, a partire
dall’esplorazione di una tua stanza di casa, che si dilata come un museo.
Un saluto affettuoso. Luciano Corradini".
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