Nicola Bruni - Continuazione delle pagine "Mi presento e vi racconto..."
Immagini, personaggi, notizie, battute e commenti dal piccolo mondo di Nicolaus
I miei auguri e e mie preghiere per il nuovo presidente della Repubblica.
Tra il 1989 e il 1990 seguii da giornalista la sua attività di ministro della Pubblica istruzione
Quando conobbi e intervistai Mattarella
Sergio Mattarella
Sergio Mattarella durante un incontro con i giornalisti.
Foto di Nicola Bruni
Ho una grande stima del nuovo presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ho conosciuto di persona quando era ministro della Pubblica Istruzione, tra il 1989 e il 1990.
Come giornalista specializzato nell’informazione sulla scuola
e corrispondente del quotidiano Il Giorno
di Milano, ne seguii per un anno l’attività
di governo, partecipando alle sue
conferenze stampa e registrando
i suoi interventi in pubblici convegni.

Allora potei apprezzarne l’equilibrio,
la pacatezza, la sobrietà del linguaggio,
la cortesia anche nel rispondere
alle polemiche degli avversari, la capacità
di mediazione politica e, soprattutto,
il senso dello Stato.

Il 13 giugno del 1990 andai a intervistarlo
nel suo ufficio di Viale Trastevere,
dove mi trattenne cordialmente a colloquio
per più di un’ora. Durante la conversazione
scoprimmo di essere coetanei del 1941
e di aver condiviso, sia pure a distanza,
nella prima metà degli anni ’60
l’avvincente esperienza politico-formativa
del Movimento giovanile della Democrazia
Cristiana sotto la guida di grandi maestri
(Fanfani, Moro, La Pira, Pistelli...).
L’indomani, alla vigilia dell’inizio
degli esami di maturità, Il Giorno
pubblicò la sua intervista in apertura
delle pagine di cronaca nazionali,
con un titolo a nove colonne che
annunciava: “Temi secondo tradizione”.
Intervista di Nicola Bruni a Sergio Mattarella, su Il Giorno 14.6.1990
Il 27 luglio successivo, Mattarella
- uomo politico “dalla schiena diritta” -
si sarebbe dimesso dal VI Governo Andreotti,
insieme con altri quattro ministri
della sinistra democristiana, per protesta
contro l’emendamento “salva-Fininvest”
introdotto nella “legge Mammì”
sul riassetto del sistema radiotelevisivo.
E pochi giorni dopo avrebbe votato
disciplinatamente la fiducia allo stesso
Governo con un altro ministro al posto suo.

Dunque, abbiamo un altro galantuomo
al Quirinale: uno statista mite ma risoluto,
dotato di una grande esperienza e cultura
politica, che - ne sono certo - saprà
rappresentare degnamente l'Italia nel mondo,
far rispettare le regole della democrazia,
dire di "no" se necessario anche
a chi lo ha eletto, e tutelare i diritti
costituzionali di tutti gli italiani.

I miei auguri e le mie preghiere per lei,
Presidente.

Nicola Bruni
31 gennaio 2015
L'altarino spaziale di Samantha
Samantha Cristoforetti nella stazione spaziale con un altarino di immagini sacre
Samantha Cristoforetti, prima donna italiana
nello spazio, con due colleghi (un russo e uno
statunitense) nella Stazione spaziale
internazionale orbitante attorno alla Terra.
Alle sue spalle, una specie di altarino da lei
allestito, con il Crocifisso e alcune immagini
di Gesù e della Madonna.
Il presepe di Piazza San Pietro
Viene dall'Arena di Verona il "Presepe
in Opera" allestito per il Natale 2014
in Piazza San Pietro, con la trasposizione
della scenografia teatrale dell'opera lirica
"L'elisir d'amore" di Gaetano Donizetti.
E' lungo 23,70 m., profondo 12 m. e alto
7,74 m. E' popolato da 31 statue e vi sono
installate piante di ulivo e di corbezzolo.
Rimarrà esposto, secondo la tradizione,
fino al 2 febbraio, festa della Candelora.
Foto di Nicola Bruni
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Charlie Hebdo
simbolo della libertà di dileggiare
la fede dei credenti in Dio
Non si può uccidere, per nessun motivo,
in nome di Dio. Come hanno convenuto
anche autorevoli esponenti religiosi
islamici, sunniti e sciiti, sottoscrivendo
il documento conclusivo dell’incontro
Internazionale di dialogo tra religioni
e culture che si è tenuto ad Anversa
in Belgio nel settembre scorso, per
iniziativa della Comunità di Sant’Egidio:
“Ci assumiamo oggi la responsabilità
della pace quando troppo pochi sognano
la pace. Le religioni dicono oggi con più
forza di ieri: non c’è guerra santa;
l’eliminazione dell’altro in nome di Dio
è sempre blasfema. L’eliminazione
dell’altro, usando il nome di Dio, è solo
orrore e terrore. Accecati dall’odio, ci si
allontana in questo modo dalla religione
pura e si distrugge quella religione che
si dice di difendere. Ci impegniamo
in un tempo difficile a difendere la vita
dei fratelli di religione diversa
dalla nostra che sono minacciati”.
Non si può, perciò, non deprecare
la strage compiuta a Parigi il 7 gennaio
da fanatici sedicenti islamici nella sede
del settimanale satirico Charlie Hebdo,
reo di aver irriso il profeta Maometto.

D’altra parte, suona falsa la retorica
di chi pretende di sbandierare il foglio
parigino come simbolo della “libertà,
di tutti” (come fa il Corriere della Sera
dell'8 gennaio). Di tutti, no, perché
quel settimanale satirico si è spesso
divertito a dileggiare i simboli della fede
religiosa dei credenti in Dio, non solo
musulmani, ma anche cristiani ed ebrei:
dunque non ha rispettato la loro libertà
religiosa, il loro diritto a non essere offesi
in ciò che hanno di più sacro,
il proprio sentimento di fede.

Dalla rassegna stampa internazionale
di Radio3 Rai ho udito un commento
proveniente dagli Stati Uniti che imputava
ai redattori di Charlie Hebdo di essersi
comportati da “stupidi provocatori”
nei confronti dei musulmani.
Al contrario, Roberto Saviano, intervistato
sabato 10 gennaio in diretta su Rai3
da New York nella trasmissione di Fabio
Fazio, si è rammaricato che i giornali
statunitensi non abbiano pubblicato
le vignette satiriche su Maometto:
secondo lui, non lo avrebbero fatto più
per paura di ritorsioni che per rispetto
dei milioni di cittadini musulmani
di quel Paese. Sarebbe invece “importante”,
a suo parere, dopo l'attacco terroristico
a Charlie Hebdo “sostenere il diritto
alla bestemmia”.
Ma che cos'è una bestemmia pronunciata
in pubblico? Più che un'offesa a Dio
fatta da chi non crede nell'esistenza di Dio,
è una provocazione diretta a ferire
la sensibilità religiosa dei credenti,
un atto di violenza verbale e morale
contro altri esseri umani. Tuttavia
Saviano pretende di trasformarla
in un diritto di libertà, in sostanza
per fomentare una “guerra dl religione”
contro i musulmani, dei quali vorrebbe
che si continuasse a sfidare
la particolare suscettibilità. Ecco perché,
a differenza di chi la pensa come
Saviano, io non “sono Charlie”.

Sul quotidiano Avvenire del 9 gennaio,
Marina Corradi ha riferito della Messa
di suffragio per le vittime della strage
di Charlie Hebdo celebrata a Parigi
nella cattedrale di Notre Dame
annotando: "Quelli di Charlie Hebdo
ci andavano giù duri, con la Chiesa
e il cristianesimo. Nulla su questo,
in Notre Dame, stamattina,
non una parola. Dolore e compassione
per le vittime, e preghiera a Dio
per la pace". Una lezione di civiltà.

Nicola Bruni
11 gennaio 2015
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