Nicola Bruni - Continuazione delle pagine "Mi presento e vi racconto..."
Immagini, personaggi, notizie, battute e commenti dal piccolo mondo di Nicolaus
Scavi di Ostia Antica - Le maschere teatrali che fanno le boccacce da duemila anni
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L'alta moda delle matrone romane
nel museo degli Scavi di Ostia
Sabina, moglie di Adriano, come Venere Genitrice, foto di Nicola Bruni
Sabina, moglie dell'imperatore Adriano.
Giulia Domna, moglie di Settimo Severo, foto di Nicola Bruni
Giulia Domna, moglie di Settimio Severo.
Fausta, moglie di Costantino, foto di Nicola Bruni
Fausta, moglie dell'imperatore Costantino.
Ricordo di Padre Vittorio Blasi
"padre degli orfani del Burundi"
Sandra Kanyana e Padre Vittorio Blasi
Ho appreso con emozione e dolore
la notizia della morte del missionario
saveriano Padre Vittorio Blasi, sacerdote
dal 1968, che ha dedicato 42 dei 74 anni
della sua vita ai poveri del Burundi,
e in particolare ai bambini orfani o abbandonati
di quel Paese, travagliato da una lunga
guerra civile. Un santo dei nostri tempi.

Non l'ho mai incontrato di persona, ma
ero in corrispondenza con lui fin dal 1994,
da quando, dopo aver letto un articolo
sulla sua missione, decisi insieme con mia
moglie di adottare a distanza uno dei suoi
orfani (un'adozione non nominativa
della quale hanno beneficiato,
in successione, diversi bambini).

Nella sua ultima lettera da Bujumbura,
inviata nel mese di maggio 2015 a tutti
gli "Amici degli orfani del Burundi", Padre
Vittorio parlava così dei 120 bambini da 0
a 12 anni ospitati nel suo orfanotrofio
"Casa della Gioia di Santa Rita da Cascia"
e affidati alle cure di "Mamma Sandra",
una giovane donna burundese completamente
dedita a loro: "I piccolissimi sono più di trenta
e poi gli altri settanta delle scuole elementari, sempre puliti e lindi nelle loro tenute
scolastiche... I più grandicelli si occupano
dei più piccoli, li lavano, li coccolano, li mettono
a loro agio quando piangono per i capriccetti...
ma sono in famiglia e si amano, si sostengono,
si curano a vicenda, e il bambino malato
lo fanno ritornare in buona salute con le cure
mediche e con il loro amore di fratellini".

In un'altra lettera del novembre 2013,
mi aveva scritto: "In questi quarant'anni
di missione il Signore ci ha dato tante grazie
che non posso enumerare, ma il dono dei piccoli
che abbiamo raccolto comincia a dare i frutti:
alcuni hanno dato vita ad una propria famiglia
e bimbe orfane sono diventate mamme
che danno speranza e vita nuova ai loro figli".

In Burundi, con l'aiuto della Provvidenza,
Padre Vittorio ha costruito anche il santuario
della Madonna "Rosa Mistica", del quale
è stato parroco, la scuola di formazione
professionale "Fomamior" e l'annessa casa
di accoglienza "Madre della Misericordia"
per orfani della guerra civile. Inoltre,
ha prestato servizio come assistente
spirituale nelle carceri e in due ospedali
di Bujumbura, e ha tenuto sempre aperta
la porta della sua parrocchia alle famiglie
che bussavano per avere un aiuto
o qualcosa da mangiare.

Dopo la morte di Padre Vittorio, avvenuta
il 24 dicembre 2015, la sua opera in favore
degli orfani della Casa della Gioia è continuata
dalla direttrice e mamma adottiva Sandra
Kanyana, con l'aiuto di volontari e di personale
retribuito e con il sostegno finanziario
della "Associazione Amici degli Orfani
del Burundi e di Padre Vittorio Blasi",
presieduta da un cugino del sacerdote,
che ha sede a Belmonte Piceno (Feltro)
- www.amicidipadrevittorio.it.

Nicola Bruni
19 maggio 2016
Orfani della Casa della Gioia di Bujumbura in Burundi, con Mamma Sandra Kanyana
Bambini orfani della Casa della Gioia di Bujumbura
in Burundi, con Mamma Sandra Kanyana.
In alto, Padre Vittorio Blasi con Sandra Kanyana, durante un incontro di preghiera.
Omaggio del Comune di Roma
a un eroico sacerdote
Don Gioacchino Rey
parroco del Quadraro nel 1944
Sala della Protomoteca in Campidoglio, 15 aprile 2016 - Commemorazione di don Gioacchino Rey
Il Comune di Roma ha reso omaggio
a don Gioacchino Rey (1888-1944),
eroe della Resistenza disarmata
contro l’occupazione nazista,
in un convegno che si è tenuto
venerdì 15 aprile nella Sala
della Protomoteca in Campidoglio.
Alla sua memoria il commissario
straordinario Francesco Paolo Tronca
ha proposto il conferimento
di una medaglia d’oro al valor civile.

Don Gioacchino, parroco della chiesa
di Santa Maria del Buon Consiglio
sulla Via Tuscolana, si prodigò, a rischio
della vita, in difesa degli abitanti
dell’allora borgata del Quadraro Vecchio,
che il 17 aprile 1944 furono sottoposti
dalle truppe tedesche occupanti
a un rastrellamento di rappresaglia
con successiva deportazione in Germania
per il lavoro coatto di circa 750 uomini
dai 15 ai 55 anni, e poi si adoperò
per soccorrere le loro famiglie rimaste
prive di sostegno economico.

Come ha accertato una ricerca condotta
dallo storico Pierluigi Amen, per conto
dell’Associazione Nazionale Reduci
dalla Prigionia (Anrp), don Gioacchino
si offrì alle SS come ostaggio al posto
dei suoi parrocchiani, fece per giorni
la spola tra le famiglie del quartiere
razziato e gli studi cinematografici
di Cinecittà, dove erano stati rinchiusi
i rastrellati, per portare loro conforto,
e per la sua insistenza fu più volte
picchiato dai militari tedeschi.
Tuttavia riuscì a far liberare il medico
condotto e il farmacista, indispensabili
per le esigenze di cura degli abitanti
della zona, e compilò un elenco,
sia pure incompleto, dei deportati,
grazie al quale è stato poi possibile
erogare i riconoscimenti e le provvidenze
previsti dallo Stato a favore dei civili
internati nei lager nazisti o destinati
al lavoro coatto.


Don Gioacchino non poté assistere
al ritorno dei suoi parrocchiani deportati
(almeno 26 di loro persero la vita)
perché il 13 dicembre 1944 rimase
vittima di un incidente stradale a Roma.

Nicola Bruni
In alto, la Sala della Protomoteca in Campidoglio,
mentre parla il prefetto di Roma Franco Gabrielli.
Foto di Nicola Bruni
Don Gioacchino Rey, parroco di Santa Maria del Buon Consiglio al Quadraro - Roma, 1944
Don Gioacchino Rey
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Ritorno a scuola dopo 40 anni
Nicola Bruni co 14 ex alunne del Margherita di Savoia in Via Panisperna a Roma
Sabato 9 aprile, a conclusione di una “passeggiata culturale” al centro di Roma, da me organizzata e guidata per il Club delle Margheritine
(ex alunne dell’Istituto tecnico femminile Margherita di Savoia), ho posato per questa foto ricordo con un gruppo di 14 ex studentesse
in Via Panisperna, davanti allo storico edificio del Margherita di Savoia. Abbiamo visitato in particolare la basilica michelangiolesca
di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, nelle Terme di Diocleziano con la grande meridiana del 1702, la chiesa di Santa Maria della Vittoria,
con l’Estasi di Santa Teresa di Bernini, le fontane “mostra” dell’acquedotto Felice del papa Sisto V (del Mosè, delle Quattro Fontane e dei Dioscuri), la chiesa
e il chiostro di San Carlino, opera di Borromini, la Piazza del Quirinale, la chiesa di San Bernardino da Siena, e la chiesa e il chiostro di Sant’Agata dei Goti.
Nicola Bruni
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Link con la pagina iniziale del Belsito
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IL PEDAGOGISTA LUCIANO CORRADINI PER IL DECENNALE DEL BELSITO

Tra i messaggi ricevuti per il decennale di "Belsito con vista",
che si è compiuto il 14 marzo 2015,
spicca quello di un illustre pedagogista, Luciano Corradini, che ha scritto:

"Caro Nicola, ho fatto una navigazione un po’ affannosa e un po’ divertita
e ammirata nel tuo Belsito, edizione del decennale. E’ una miniera,
o meglio un balcone di montagna che consente di contemplare un mondo
che cresce e si dilata a ciò sei stato, hai vissuto, testimoniato, imparato,
insegnato nei sette decenni che ci stanno alle spalle, a partire dalla tua
infanzia e dalla tua famiglia. Hai messo a disposizione del fortunato lettore
una serie di immagini, di ipertesti, di pillole di realtà, di bellezza, di saggezza,
di ricordi e di testimonianze che si visitano come un’enciclopedia, a partire
dall’esplorazione di una tua stanza di casa, che si dilata come un museo.
Un saluto affettuoso. Luciano Corradini".
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