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| Il giro d'Europa in autostop
"sulla strada" del profeta Kerouac |
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| La foto a sinistra mi ritrae a 18 anni di età
mentre chiedo con il pollice della mano
destra un passaggio in autostop. Mi fu scattata
a Basilea il 3 agosto 1960 da un ragazzo
romano, ROSARIO PRIORE (futuro
magistrato inquirente dell'assassinio di Moro,
dell'aereo caduto a Ustica e dell'attentato
al papa Giovanni Paolo II) conosciuto
all'ostello per la gioventù di quella città
e con il quale poi mantenni a lungo i contatti.
Nella foto a destra, il mio zaino
con bandierina italiana sotto un cartello
stradale di Rotterdam in Olanda. Dentro
ci portavo, a scopo di risparmio, un barattolo
di marmellata da spalmare sui panini.
In quel viaggio, che compii da solo
in 26 giorni, fermandomi a dormire
negli ostelli per la gioventù,
attraversai nove Stati: Svizzera,
Francia, Lussemburgo, Belgio, Olanda,
Germania, Austria, Italia e San Marino.
E non fu l'unica mia avventura di quel tipo.
Un primo viaggio solitario in autostop
l'avevo fatto, nell'estate del 1959,
da Cortina d'Ampezzo, passando
per Venezia e Milano, fino alla Costa
Azzurra e Montecarlo, e ritorno a Roma.
Un terzo viaggio in autostop lo feci
nel 1961, con l'amico NINO CRISCENTI
(futuro vicedirettore di Rai Uno),
dopo essere andato in Inghilterra con l'aereo,
sul percorso Londra-Edinburgo-Dover
e Calais-Parigi-Lione-Torino-Roma.
Erano gli anni in cui lo scrittore statunitense
Jack Kerouac aveva lanciato tra i giovani
con il suo romanzo "On the road"
(Sulla strada) la moda dei viaggi in autostop. |
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| Il salvataggio di antichi documenti
sommersi dall'alluvione di Firenze |
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| Nel novembre del 1966 accorsi all’Archivio
di Stato di Roma dove erano stati trasferiti
i volumi bagnati di documenti dell’Archivio
di Stato di Firenze già sommersi dalle acque
dell’Arno. Insieme con molti altri giovani,
mi dedicai pazientemente ad asciugarne
alcuni, infilando un foglio di carta assorbente
in mezzo ad ogni coppia di pagine.
I volumi a me assegnati contenevano
atti notarili del XV secolo. |
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| Nella foto: a sinistra, l'attestato
di benemerenza con la firma autografa
del ministro dell'Interno Paolo E. Taviani
che mi fu consegnato "per avere contribuito
con opera generosa e volontaria al salvataggio
dei documenti dell'Archivio di Stato di Firenze
danneggiati dall'alluvione del 4 novembre 1966;
a destra, un manoscritto fiorentino del 1400
della Biblioteca Magliabechiana che ero andato
a consultare a Firenze nel 1965
per la mia tesi di laurea. |
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| Nove mesi di scuola
con i ragazzi di Strangolagalli |
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| Da ottobre del 1967 a giugno del 1968
mi trasferii da Roma a Strangolagalli,
un paese di collina in provincia
di Frosinone, con il mio primo incarico
annuale di insegnamento nella scuola
media. Abitavo in una tranquilla casetta
di campagna, presa in affitto per 10mila
lire al mese, dove vivendo da eremita potei
immergermi nello studio per prepararmi
ad un mostruoso esame di abilitazione
all'insegnamento in italiano, storia
e geografia, che poi riuscii brillantemente
a superare nel maggio del 1968.
I miei alunni, molto affettuosi con me,
erano in maggioranza figli di contadini.
Il più bravo tra loro nel pomeriggio
andava a pascolare una mucca
portandosi i libri nei campi per studiare. |
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| Nella foto, la piazza di Strangolagalli
e una delle due classi
della mia scuola media. |
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| Primo premio letterario
di 30mila lire del Rotary Club |
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| Roma - Hotel Excelsior, 10 maggio 1960.
Questa foto coglie il momento in cui
mi viene consegnato il primo premio
(diploma e assegno di 30mila lire)
di un concorso letterario (svolgimento
di un tema) indetto dal Rotary Club
tra gli studenti delle ultime classi
dei licei statali romani,
nel corso di una cena di gala
alla presenza del ministro della Difesa
GIULIO ANDREOTTI e del sindaco
di Roma Salvatore Rebecchini (a destra).
Dopo la premiazione fui chiamato
a tenere un discorso
a nome degli studenti.
Nel tema del concorso, avevo raccontato
la mia esperienza di giovane animato
da grandi ideali, impegnato in attività
formativo-culturali, associative
e politiche, oltre che nello studio,
e desideroso di contribuire
al bene comune della società
e al progresso dell'Italia.
Con le 30mila lire del premio
(pari circa 750 euro di oggi)
mi finanziai il viaggio in autostop
attraverso l'Europa
di cui parlo in questa pagina. |
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| Università: studio, lavoro, politica,
allegria e feste della matricola |
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| Studio, lavoro, politica e allegria
hanno caratterizzato i miei cinque anni
(1960/1965) di frequenza universitaria
alla Sapienza di Roma.
Nelle due foto qui sopra, sono ritratto
alla mia ultima Festa della Matricola,
nel marzo 1965, con il cappello goliardico
rosa della facoltà di Lettere.
Mi ero da poco comprato la "500" ,
con i guadagni dell'attività giornalistica
che esplicavo collaborando al settimanale
Italiacronache e ad altre testate, tra cui L'Avvenire d'Italia, L'Italia e Il Popolo. |
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| Tra i leader degli studenti italiani
con Ugo De Siervo e Nuccio Fava |
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| Qui, io sono il primo a sinistra,
ad una seduta conviviale del Consiglio
nazionale dell'Intesa Universitaria
(federazione degli studenti cattolici),
riunito a Venezia il 17 luglio 1965.
Di spalle, NUCCIO FAVA, allora
presidente dell'Unuri (l'organismo
ufficiale di rappresentanza
degli studenti universitari italiani),
futuro direttore del Tg1 Rai.
Accanto me, UGO DE SIERVO,
futuro professore universitario
poi giudice costituzionale
e presidente della Corte Costituzionale.
Seguono, in senso orario:
Cristiano Zironi, Luigi Covatta
(futuro senatore socialista
e sottosegretario all'Istruzione),
Ignazio Musu, Ugo Trivellato,
Petrovic, Bellarini, Terzon,
Michele Zanetti, Cella.
Ho reincontrato Ugo De Siervo
nell'ottobre 2008, a Roma,
al funerale di Leopoldo Elia:
aveva già visto questa foto nel mio
sito, su indicazione di suo figlio
che ci si era imbattuto per caso. |
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| Giornalista di Italiacronache
con Fuscagni e Frajese |
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| Dal settembre 1960 al maggio 1966
collaborai, come redattore e inviato speciale,
al settimanale ITALIAMONDO,
che poi cambiò nome (per una questione
legale) in ITALIACRONACHE.
Una rivista di “politica, attualità e cultura”,
vicina alle posizioni del Movimento
giovanile della Democrazia Cristiana
e caratterizzata da una forte tensione
ideale verso il rinnovamento
della società italiana, la libertà dei popoli
e la giustizia sociale nel mondo.
E’ stata per me una grande scuola
di giornalismo e una straordinaria
esperienza formativa, a contatto
con intellettuali di alto livello.
Fondato e diretto nei primi anni
da Carlo Fuscagni, aveva
tra le sue firme di prestigio
quelle di Paolo Frajese (+2000),
Francesco Mattioli (+2008),
Corrado Granella (secondo direttore),
Nino Criscenti (redattore capo),
Rodolfo Brancoli, Ludovico Alessandrini,
Bartolo Ciccardini, Angelo Paoluzi,
Celso De Stefanis (+), Luciano Benadusi,
Giancarlo Perone, Pompeo De Angelis,
Marcello Spaccarelli (corrispondente
da Washington), Robert Barrat
(corrispondente da Parigi),
Mauro Bellabarba, Roberto Piraino,
Adalberto Manzone (+1990), Carlo Striano,
Valerio Ochetto, Sandro Ceccagnoli,
Giuseppe Fornaro, Francesco D'Angelo,
Pasquale Satalino, Francesco Bolzoni
(+2011), Pasqualino Spadafora (+2010),
e degli scrittori Fortunato Pasqualino
(+2008) e Francesco Grisi (+1999).
Del gruppo redazionale facevano parte
l'impaginatore Mario Vedaldi (+1999),
l'amministratore Renato Bracalenti
e la segretaria di redazione Ghezzi. |
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| Nella fotocomposizione in alto,
con la testata di Italiacronache, sono
accanto agli amici PAOLO FRAJESE
(al centro), che poi sarebbe diventato
un famoso telecronista, e CARLO
FUSCAGNI (futuro direttore di Rai Uno). |
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| Assistente del linguista Dardano
all'Università di Chieti |
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| Il 1° dicembre del 1965 mi laureai
in lettere alla Sapienza, con una tesi
di storia della lingua italiana su
sintassi e stile di Giovanni Dominici,
uno scrittore fiorentino del 1400,
conseguendo il massimo dei voti.
Il correlatore della tesi, professor
Maurizio Dardano, assistente a Roma
e docente incaricato a Chieti,
che aveva seguito il mio lavoro
di ricerca per un anno, mi propose
di fargli da “assistente volontario”
per i suoi insegnamenti di filologia
romanza e storia della lingua italiana
presso l’Università G. D’Annunzio
della città abruzzese, a partire
dal 1966/67.
Andavo a Chieti una volta alla settimana,
da Roma, con il treno, nel giorno libero
da impegni scolastici, per svolgere
esercitazioni di filologia
con gli studenti o per partecipare
alle commissioni di esami.
Durante il periodo del mio servizio militare
(anno 1968/69) mi furono concesse
delle licenze per le sole sessioni di esami.
Una volta, mi ritrovai in commissione
con il professor TULLIO DE MAURO
(futuro ministro della Pubblica Istruzione),
che a Chieti insegnava glottologia,
e poi andammo a pranzo insieme.
Mi pagavano solo duemila lire l’ora
per i servizi prestati, ma i viaggi in treno
e l’eventuale alloggio in albergo
erano a mio carico: a conti fatti,
ci rimettevo. Il quarto anno
mi stancai e detti le dimissioni,
ricevendo come buonuscita
un “certificato di lodevole servizio”.
In compenso, il professor Dardano
(poi divenuto famoso come autore
del “Nuovissimo Dardano - Dizionario
della lingua italiana”, ed. Curcio)
mi procurò una collaborazione retribuita
alla Grande Enciclopedia Curcio,
per la quale redassi 120 voci di linguistica
(nella foto, uno dei 16 volumi dell’enciclopedia). |
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| Nella foto in alto sotto il titolo:
a sinistra la tessera di assistente
universitario dell'Università di Chieti,
con la firma del rettore Renato Balzarini;
a destra, uno dei volumi della Grande
Enciclopedia Curcio. |
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