| Il 9 gennaio 2004, si celebrava il centenario
della nascita di uno straordinario
personaggio della storia del Novecento:
uno dei “padri” della Costituzione italiana,
il “Sindaco santo” di Firenze
Giorgio La Pira, vissuto dal 1904 al 1977.
Quel giorno, a scuola, il professor Brunetti colse l’occasione per raccontare
ai suoi alunni in quale circostanza
ebbe la fortuna di conoscerlo. |
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| Giorgio La Pira con
una delegata nigeriana
al convegno fiorentino
di cui si parla nell'articolo. |
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| “Fu nel settembre 1962, a Firenze.
Avevo vent’anni e partecipavo
ad un convegno studentesco
internazionale organizzato dall’Unuri,
l’Unione degli universitari italiani,
nel Palazzo della Signoria.
Alla seduta inaugurale intervenne
il famoso Sindaco santo,
che fece sonare le trombe del Giudizio,
come annunciò scherzando,
da valletti in costume del Rinascimento.
Poi si mise a parlare con ampi gesti
delle braccia, alternando battute di spirito
a citazioni bibliche e ragionamenti
sulla costruzione della pace.
Il giorno dopo, lo incontrammo,
io e due convegnisti africani, che
camminava da solo in una via di Firenze:
ci riconobbe, si fermò a conversare
piacevolmente con noi, e ci confidò
che abitava in un convento”. |
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| Nicola Bruni con un delegato
somalo al convegno
fiorentino del 1962. |
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| “Scandaloso! - proseguì Brunetti -
Quell’importante leader politico
non possedeva neppure una casa.
Professore universitario di diritto
romano dal 1934, sindaco di Firenze
dal 1951 al 1957 e dal 1961 al 1965,
quattro volte deputato, La Pira
conduceva una vita ascetica, dormiva
in una modestissima cella del convento
domenicano di San Marco, ospite dei frati,
e destinava gran parte del suo stipendio
ai poveri. Cattolico di profonda
spiritualità, per lui l’impegno in politica
era un modo per aiutare il prossimo
e servire il bene comune”. |
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| Il chiostro del convento
di San Marco a Firenze,
nel quale abitava La Pira
(foto di Nicola Bruni). |
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| La tomba dove Giorgio La Pira
è stato sepolto, nella chiesa
di San Marco a Firenze,
dopo l'avvio del processo canonico
per la sua beatificazione
(foto di Nicola Bruni). |
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| “Eletto all’Assemblea Costituente
nel 1946, per la Democrazia Cristiana, fu lui
a formulare, con Fanfani, Moro, Dossetti,
Togliatti, Basso e Calamandrei, i princìpi
fondamentali della Costituzione
della Repubblica, specialmente
nelle enunciazioni che riflettono
un’ispirazione personalista,
comunitaria e solidarista:
'La Repubblica riconosce e garantisce
i diritti inviolabili dell’uomo, sia come
singolo, sia nelle formazioni sociali
ove si svolge la sua personalità
e richiede l’adempimento dei doveri
inderogabili di solidarietà politica,
economica e sociale…
E’ compito della Repubblica rimuovere
gli ostacoli di ordine economico
e sociale, che, limitando di fatto
la libertà e l’eguaglianza dei cittadini,
impediscono il pieno sviluppo
della persona umana…' ”.
“Suo è il testo dell’articolo 1, che definisce
l’Italia una Repubblica democratica,
fondata sul lavoro: concetto esplicitato
dall’articolo 4, nel senso che la Repubblica
riconosce a tutti i cittadini il diritto
al lavoro e promuove le condizioni
che rendono effettivo questo diritto”. |
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| La chiesa di Santa Maria Novella a Firenze
(foto di Nicola Bruni). |
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| “Divenuto sindaco di Firenze, La Pira prese
sul serio i princìpi della Costituzione:
difese energicamente, e con successo,
il diritto al lavoro di alcune migliaia
di dipendenti di aziende fiorentine,
licenziati; affrontò con decisione
il drammatico problema dell’alloggio
di tremila senzatetto, requisendo ville
disabitate, allestendo baracche
per l’emergenza, costruendo un nuovo
quartiere di case popolari all’Isolotto.
E, soprattutto, interpretò in senso
attivo il ripudio della guerra sancito
dall’articolo 11, di fronte alla minaccia
allora incombente della catastrofe
atomica, facendosi promotore
di importanti iniziative di dialogo
per la pace, non solo tra Est e Ovest
ma anche tra Nord e Sud del mondo,
in particolare tra i popoli del Mediterraneo,
tra cristiani, musulmani ed ebrei,
accomunati - diceva - dalla fede
in un unico Dio”. |
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| La cupola di Brunelleschi del Duomo
di Santa Maria del Fiore a Firenze
(foto di Nicola Bruni). |
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| “Riuscì a far incontrare a Firenze
rappresentanti di Paesi nemici tra loro
e di popoli in guerra. Dava molta importanza
ai gesti simbolici di riconciliazione.
Scrisse migliaia di lettere ai potenti
della terra, fra i quali Kennedy e Krusciov,
e intrattenne una fitta corrispondenza
con i papi Pio XII, Giovanni XXIII
e Paolo VI, per sollecitarne interventi
a favore della distensione internazionale,
della giustizia sociale e della liberazione
dei popoli. Compì numerose missioni
all’estero come messaggero di pace,
anche dopo aver lasciato la carica
di sindaco, accolto con rispetto da tutti”. |
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| “A Mosca nel 1959, in piena Guerra fredda,
parlò davanti al Soviet Supremo,
invitando apertamente Krusciov
e gli altri dirigenti comunisti a togliere
di mezzo il cadavere dell’ateismo
di Stato, così come avevano tolto
dal mausoleo della Piazza Rossa
il cadavere di Stalin.
Ad Hanoi, nel 1965, durante la guerra
del Viet Nam, ottenne da Ho Chi Minh
la proposta di un piano di pace,
che purtroppo non fu accettata
dagli Americani (i quali preferirono
essere sconfitti dieci anni dopo,
e con tanti morti in più)”. |
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| Il portale del Duomo di Firenze
(foto di Nicola Bruni). |
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| “Siciliano di Pozzallo (paese di mare
in provincia di Ragusa), fiorentino
di adozione, mediterraneo per formazione
e universale per vocazione, La Pira
auspicava un’Europa unita nei valori
di fondo dall’Atlantico agli Urali, il Mar
Mediterraneo trasformato in un grande
e pacifico Lago di Tiberiade, e l’unità
fra tutti i popoli del mondo
nel riconoscimento delle diversità
e della pari dignità”. |
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| Il Battistero di San Giovanni a Firenze
(foto di Nicola Bruni). |
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| “Molti suoi contemporanei lo deridevano,
considerandolo un utopista,
un sognatore, un poeta, ma lui
non si lasciava scoraggiare:
chiedeva alle suore dei monasteri
di clausura di aiutarlo con la forza
delle loro preghiere, e dialogava
anche con i dittatori.
Una volta disse: 'Al Signore piacciono
i briganti. Se non avesse trovato Saulo,
come avrebbe fatto? Basta un nulla
e anche un brigante potrebbe
convertirsi, cadere da cavallo
e diventare un combattente nuovo'.
Infatti - concluse il professor Brunetti -
così poi è successo all’ex capo del Kgb
(la terribile polizia politica dell’Urss)
Michail Gorbaciov che, salito al vertice
del Cremlino, ha miracolosamente
dato la libertà ai popoli oppressi
dal comunismo sovietico, dopo
aver posto fine alla Guerra fredda
con accordi di pace”.
Nicola Bruni
da LA TECNICA DELLA SCUOLA
25 gennaio 2004 |
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| Il campanile di Giotto
e la fiancata destra del Duomo di Firenze
(foto di Nicola Bruni). |
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