Nicola Bruni - Continuazione delle pagine "Mi presento e vi racconto..."
Tra il 1959 e il 1974 feci molti viaggi all'estero e svolsi, come dirigente di organizzazioni giovanili e giornalista,
un'attività politica per la difesa dei diritti umani, la libertà, l'indipendenza e lo sviluppo dei popoli.
Solidarietà senza confini
Il Museo nazionale
della Catalogna
a Barcellona
sul colle di Montjuic
(foto di Nicola Bruni)
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Erano gli anni della Guerra fredda tra il blocco sovietico e il blocco occidentale. I miei amici ed io denunciavamo non solo le malefatte
delle dittature comuniste ma anche quelle di alcuni regimi dittatoriali accettati o tollerati nel cosiddetto Mondo libero,
come nella Spagna di Franco, nel Portogallo di Salazar, nel Sud Africa dell'apartheid e in gran parte dell'America Latina.
E manifestavamo il nostro appoggio - anche attraverso l'informazione giornalistica - alle lotte di liberazione dei popoli
(in particolare dell'Algeria, della Rhodesia, dell'Angola) dal dominio coloniale.
Come punti di riferimento ideale avevamo le encicliche "Pacem in terris" di Giovanni XXIII e "Populorum progressio" di Paolo VI.
Propongo in questa pagina alcune mie esperienze internazionali
Varsavia 1964 - Prove di dialogo
dei giovani polacchi
rinchiusi dietro la "Cortina di ferro"
Italiacronache del 17 ottobre 1964 con reportage di Nicola Bruni dalla Polonia
Nel settembre del 1964 partecipai, come
"osservatore" del Movimento giovanile
della Democrazia cristiana e giornalista
del settimanale Italiacronache
ad un "Seminario internazionale giovanile
sulla pace e la sicurezza in Europa",
organizzato a Varsavia dal Governo
polacco nel 25° anniversario
dell'aggressione nazista alla Polonia.
Dall'Italia, erano venuti anche il giovane
radicale Massimo Teodori (futuro deputato,
che dormiva in camera con me),
Alberto Scandone della Federazione
giovanile socialista (che nel 1972
sarebbe perito in una sciagura aerea
a Palermo) e Roberto Aliboni del Psiup.
Assente la Fgci, poiché a quel tempo il Pci
era in cattivi rapporti con il Partito
comunista polacco di Gomulka.

Nel generale conformismo dell'assemblea,
io ebbi l'ardire di domandare al ministro
degli esteri di Polonia Adam Rapacki,
che aveva riproposto il suo piano
di una zona disatomizzata in Europa
comprendente le due Germanie,
la Polonia e la Cecoslovacchia:
"Non crede che l'eliminazione del Muro
di Berlino, noto il tutto il mondo come
il Muro della Vergogna, potrebbe favorire
il processo di pace in Europa?".
Lui mi rispose respingendo
la definizione di Muro della Vergogna
e sostenendo che la frontiera
della Repubblica Democratica Tedesca
doveva essere difesa dalle provocazioni
e dalle infiltrazioni.

Nell'occasione visitai Varsavia, Cracovia,
Czestochowa, Lublino e il campo
di sterminio nazista di Majdanek,
e raccolsi molte informazioni.
A Cracovia ebbi un lungo colloquio
sulla situazione politica polacca
con uno dei leader dell'opposizione
cattolica, Jerzi Turovic, direttore
di un importante settimanale cattolico.
Poi scrissi alcuni articoli sulla Polonia,
tra i quali quello fotografato sotto il titolo (Italiacronache, 17 ottobre 1964).
Il presidente del Cile Eduardo Frei con Nicola Bruni a Roma il 5 luglio 1965
1965 - L'amicizia con l'America Latina
Il presidente del Cile
Eduardo Frei in visita a Roma
In questa foto del 5 luglio 1965, sono
accanto al primo presidente democristiano
del Cile, Eduardo Frei, in visita di Stato
a Roma, nella sede dell'agenzia
di stampa internazionale Inter Press
Service (specializzata nell'informazione
da e per l'America Latina), della quale
fui collaboratore per un decennio.
Per l'occasione, fui incaricato dalla Direzione
centrale della DC di coordinare l'attività
di un comitato organizzatore
delle accoglienze al presidente cileno.
1972 - Campagna di stampa
per la liberazione del giornalista
Valerio Ochetto arrestato a Praga
Nel 1972 mi feci promotore di una campagna
di stampa per la liberazione del mio amico
giornalista Valerio Ochetto, arrestato
a Praga l’8 gennaio dal regime comunista
filosovietico della Cecoslovacchia
per aver intervistato esponenti
del dissenso interno.
Formai un comitato di amici di Ochetto,
scrissi personalmente cinque articoli
di denuncia sul sequestro di persona
del giornalista cattolico, impegnato
da anni a sostenere le lotte dei popoli
di tutto il mondo per l’indipendenza,
la libertà e la democrazia;
e organizzai una raccolta di oltre 500 firme
di personalità italiane del giornalismo
e della cultura, che fu pubblicata
dal quotidiano Avvenire
e dal settimanale Il Nostro Tempo.
Intervenne con un appello anche il cardinale
Michele Pellegrino, arcivescovo di Torino.
Il ministro degli Esteri Aldo Moro compì
un passo diplomatico presso il governo
di Praga. Il caso ebbe ampia risonanza
sulla stampa internazionale. Dopo 43
giorni di prigionia, Valerio fu liberato.

Nella foto qui sotto, un mio articolo
sulla detenzione di Ochetto pubblicato
da Il Nostro Tempo il 30 gennaio 1972.
Articolo di Nicola Bruni, Il Nostro Tempo 30.1.1072, per la liberazione di Valerio Ochetto a Praga
Il dialogo tra religioni e culture
Più di recente ho partecipato
a sei incontri internazionali
di dialogo per la pace tra religioni
e culture, organizzati
dalla Comunità di Sant'Egidio:
ad Aachen (Aquisgrana) nel 2003,
a Lione nel 2005, a Napoli nel 2007
a Cracovia nel 2009, a Barcellona
nel 2010, a Monaco di Baviera nel 2011.
Link con gli incontri internazionali di dialogo tra religioni e culture, della Comunità di S. Egidio
Parigi 1962 - Conferenza europea
per l'amnistia ai prigionieri politici
della dittatura di Salazar in Portogallo
Roberto Savio e Nicola Bruni a Parigi il 15 dicembre 1962
Questa foto del 15 dicembre 1962 mi ritrae
a Parigi, su un ponte della Senna, accanto
a Roberto Savio (a sinistra), direttore
dell'agenzia Inter Press Service.
Avevo 21 anni. Andai a Parigi,
con l'amico giornalista Nino Criscenti,
per partecipare in qualità di presidente
del Centro universitario democristiano
dell'Ateneo di Roma alla Conferenza
dei Paesi dell'Europa occidentale
per l'amnistia ai prigionieri politici
e le libertà democratiche in Portogallo
(da 36 anni sotto la dittatura fascista
di Salazar), indetta da una rete di comitati
interpartitici di sostegno all'opposizione
portoghese clandestina e in esilio.
Io ero membro del Comitato italiano.
Il logo del Comitato italiano per l'amnistia e le libertà democratiche in Portogallo
Poi Il Borghese parlò "male" di me
Di quell'evento e della mia partecipazione
scrisse, in chiave polemica, il settimanale
di destra IL BORGHESE nel numero
del 3 giugno 1965, con un articolo di Carlo
Laderchi, di cui riporto qui uno stralcio.
Il Borghese 3.6.65 su Pompeo De Angelis, Nino Criscenti, Valerio Ochetto, Nicola Bruni, G. Centemero
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Roma 1962 - Manifestazione
per la libertà del Portogallo
e l'indipendenza dell'Angola
Manifestazione di giovani DC a Roma contro la dittatura di Salazar in Portogallo, 20 settembre 1962
Una manifestazione di giovani democristiani
contro la dittatura di Salazar in Portogallo
e per l'indipendenza dell'Angola,
che organizzai a Roma il 20 settembre 1962
davanti all'ambasciata portoghese.
Foto pubblicata su L'UNITA' del 21.9.1962
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1960 - Assemblea contro
gli eccidi razziali in Sud Africa
Manifestazione contro gli eccidi razziali in Sud Africa, IL POPOLO 11.4.1960
Uno stralcio dell'articolo pubblicato
da IL POPOLO dell'11 aprile 1960
sulla manifestazione contro l'apartheid
e gli eccidi razziali in Sud Africa, che
organizzai a 18 anni, come presidente
dell'Unione Romana Studenti Medi
al cinema Planetario di Roma il 10 aprile
1960 e nella quale tenni un discorso.
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1963 - Un manifesto per dire grazie
al Presidente Kennedy ucciso a Dallas
23.11.1963 Manifesto dell'Intesa Universitaria per dire grazie al Presidente Kennedy ucciso a Dallas
Il manifesto che scrissi e feci pubblicare
il 23 novembre 1963, a nome dell'Intesa
Universitaria dell'Ateneo di Roma,
di cui ero capogruppo, per dire grazie
al Presidente degli Stati Uniti Kennedy,
assassinato il giorno prima a Dallas.
Negli anni della sua presidenza, ero stato
un "kennediano", sostenitore entusiasta
degli ideali della "Nuova Frontiera".
Avevo visto Kennedy da vicino
il 1° luglio 1963, al suo arrivo a Roma,
mentre passava in auto scoperta
in Via delle Terme di Caracalla.
Roma 1971 - Centomila giovani
a una "marcia" di 25 km per dire:
"Ogni uomo è mio fratello"
La Marcia internazionale per lo sviluppo, promossa da Mani Tese - Roma 9 maggio 1971
Nel 1971, come animatore del circolo
giovanile cattolico "Giovani per il Terzo
Mondo", collaborai all'organizzazione
di una grande "Marcia internazionale per
lo sviluppo" e contro la fame nel mondo,
promossa dal movimento Mani Tese
e lunga 25 km, che il 9 maggio radunò
a Roma circa centomila giovani
sotto lo slogan lanciato dal papa
Paolo VI: "Ogni uomo è mio fratello".
Roma 1965 - Quando sfidai il divieto
della Questura di manifestare
per la libertà della Spagna
Manifestazione contro la dittatura di Franco davanti all'ambasciata di Spagna a Roma, 21.11.1965
In questa foto del 24 novembre 1965
io sono il primo della fila di un gruppo
di giovani militanti del Comitato
per la Solidarietà internazionale che
manifestano in Piazza Mignanelli a Roma,
davanti all'ambasciata spagnola presso
la Santa Sede, esponendo ai flash
di un fotoreporter cartelli per la libertà
della Spagna e contro la dittatura di Franco,
in occasione della visita a Roma
del ministro spagnolo per l'Informazione
(censura) e il Turismo Manuel Fraga Iribarne.
Avevo 24 anni, e una settimana dopo
mi sarei laureato in lettere.

Uno dei cartelli chiedeva la liberazione
dell'esponente democristiano spagnolo
Eduardo Cierro, incarcerato dal regime
per motivi politici.
La protesta doveva svolgersi davanti
all’ambasciata di Spagna presso
la Repubblica Italiana, al Gianicolo,
ma era stata vietata in quel luogo
dalla Questura, alla quale io, come
segretario del Comitato, ne avevo
notificato lo svolgimento.

In seguito al divieto, la manifestazione
fu spostata davanti all’altra ambasciata
spagnola, dove si svolse in maniera
fulminea, giusto il tempo di far scattare
delle foto da mandare ai giornali.

La polizia, appena se ne accorse,
intervenne per bloccarla fermando
due manifestanti che si erano trattenuti
a discutere con gli agenti, mentre io
e gli altri (fra i quali il giornalista Nino
Criscenti, futuro vicedirettore di Raiuno,
il terzo nella foto) scappammo via.
I due manifestanti fermati furono portati
al commissariato e trattenuti
per un paio d’ore: uno era Gianni
Mattioli, futuro professore universitario
di Fisica e futuro ministro dell’Ambiente,
per il partito dei Verdi;
l’altro, il giornalista Valerio Ochetto.
Notizie del Comitato per la solidarietà internazionale
Dal 1965 al 1967 l'impegno
di segretario del Comitato
per la solidarietà internazionale
Dal 1965 al 1967 svolsi le funzioni
di segretario del Comitato Italiano per
la Solidarietà internazionale, formato
da un gruppo di intellettuali cattolici
democratici, fra i quali padre Ernesto
Balducci, e che aveva come sponsor
i deputati della sinistra dc Carlo Donat
Cattin e Antonio Marzotta Caotorta.

Il Comitato si proponeva di denunciare
gli atti di repressione politica
e le violazioni dei diritti dell’uomo
commesse da regimi dittatoriali
in varie parti del mondo, diffondeva
un notiziario e mandava telegrammi
di protesta ai governi responsabili
per fargli sapere che le loro malefatte
erano conosciute all’estero.
Roma 1965 - Marcia della fratellanza
con i neri della Rhodesia
contro la segregazione razziale
Manifestazione di giovani DC a Roma contro il razzismo in Rhodesia il 20 novembre 1965
La "Marcia della fratellanza"
con la popolazione nera della Rhodesia
che organizzai a Roma
il 20 novembre 1965,
con il Comitato per la solidarietà
internazionale e la partecipazione
di alcune centinaia di giovani della DC
e di studenti cattolici dell'Intesa
universitaria, contro la dichiarazione
unilaterale di indipendenza del governo
razzista e segregazionista bianco
di quella che era una colonia britannica (l'attuale Zimbabwe).
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Link con l'articolo di Nicola Bruni sulla Rivoluzione d'Ungheria del 1956
Link con la pagina sull'Europa unita
Link con l'articolo di Nicola Bruni C'ERA UNA VOLTA L'UNIONE SOVIETICA
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Link con l'articolo di Nicola Bruni sulla NAJA NEI CARRISTI
Alcuni viaggi all'estero, con ambientazione
Nicola Bruni in Germania 1960, Grecia 1963, Danimarca 1966, Tunisia 1970, Russia 1971
Stemma della città di Londra, foto di Paolo Bruni - link con Home page
Nella striscia di foto, Nicola Bruni in alcuni viaggi all'estero dell'età giovanile:
1960, autostoppista zaino in spalla, in partenza da Monaco di Baviera per Innsbruck;
1963, cavaliere sui monti dell'Arcadia, alla ricerca dei poeti bucolici imboscati;
1966, a Copenhagen, con la divisa da ufficiale della polizia danese dell'amico Ewald Jepsen;
1970, travestito da beduino cammelliere a Djerba, in Tunisia;
1971, reporter senza frontiere sulla Piazza Rossa a Mosca.
VISITATORI: