L'esordio sulla carta stampata a 16 anni nel dicembre 1957 con un editoriale sul giornale studentesco del liceo Augusto di Roma
Il mio mezzo secolo di giornalismo
tra cronaca e storia
1957 - 2012
Sulla destra, Nicola Bruni
a Venezia
il 28 ottobre 1989,
inviato dal quotidiano
IL GIORNO per seguire
la Conferenza dei ministri
europei della Ricerca scientifica e tecnologica
nell'isola di San Giorgio.
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Cronache, interviste, inchieste, racconti, taccuini di viaggio, campagne tematiche,
attualità, cultura, scuola, università, costume, politica interna e internazionale, problemi sociali, rievocazioni storiche,
informazione, commento, analisi, sintesi, polemica, umorismo, satira, ricerca e rispetto della verità... in più di 4800 articoli
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* Briciole * di * stampa *
Propongo qui un'antologia di brani di "pezzi" di vario tipo che mi è capitato di scrivere nei primi 22 anni della mia attività pubblicistica
Cominciai così a 16 anni
Il n. 1 dell'Augustus e Nicola Bruni nel 1957
Clicca su questa immagine per il link
con l'articolo "LA SCUOLA ALTERNATIVA
DEGLI STUDENTI GIORNALISTI",
in cui racconto la mia esperienza triennale
di direttore del giornale studentesco AUGUSTUS.
Cinquemila articoli
Ho pubblicato a stampa circa 5000 articoli
collaborando in maniera continuativa
con
i quotidiani IL GIORNO, AVVENIRE,
ITALIA OGGI, IL POPOLO,

i settimanali
ITALIAMONDO- ITALIACRONACHE,
IL NOSTRO TEMPO, LA DISCUSSIONE,
AZIONE SOCIALE,

i quindicinali LA TECNICA DELLA SCUOLA, LETTERA DALL'ITALIA, TUTTOSCUOLA,

i mensili AUGUSTUS, TRAGUARDO,
PUNTO SPES, SELENIA, FAMIGLIA MESE,
L'ECO DI SAN GABRIELE,

e con l'agenzia di stampa internazionale
INTER PRESS SERVICE.

Ho pubblicato articoli anche sui quotidiani
L'AVVENIRE D'ITALIA, L'ITALIA,
IL QUOTIDIANO, IL CORRIERE DEL GIORNO

e sui periodici FAMIGLIA CRISTIANA,
BOLLETTINO SALESIANO,
COMUNITA' EUROPEE, IL SABATO,
SCUOLA INSIEME, UNIVERSITAS,
SCUOLA E DIDATTICA, SCUOLA MATERNA,
SCUOLA ITALIANA MODERNA,
LA SCUOLA E L'UOMO, DONNA E SOCIETA', GIOVENTU', NOMADI, IL TREMISSE PISTOIESE.

Dal 1976 al 1986 ho svolto le funzioni
di vicecapo dell'Ufficio stampa
del Ministero della Pubblica istruzione.

Dal 1980 al 1997 sono stato il principale
collaboratore nazionale del quotidiano
IL GIORNO
per l’informazione sulla scuola e l'università.

Attualmente collaboro con la rivista
LA TECNICA DELLA SCUOLA

e gestisco questo giornale online
BELSITO CON VISTA
e il blog della
COMPAGNIA DEI BIRBACCIONI.
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1958 - La Costituzione
ancora ignorata nella scuola
Dieci anni or sono entrava in vigore la nuova Costituzione italiana […]. Purtroppo
lo spirito innovatore della Costituzione
è ancora poco penetrato nella coscienza
popolare e soprattutto nella massa
studentesca. Nelle scuole infatti
la Costituzione, che dovrebbe essere
materia di studio, non solo viene ignorata,
ma talvolta si ha persino il timore
di parlarne, come se essa fosse
soltanto patrimonio di una parte politica
e non di tutta la nazione. Questo
non contribuisce certo alla formazione
di una coscienza civica nei giovani […].

AUGUSTUS, 20 gennaio 1958
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Intervista di Nicola Bruni a studente nigeriano, Italiamondo 1961
Intervista con il segretario dell’Unione
degli studenti dell’Africa occidentale
in Italia: “Saremo noi giovani
a costruire la nuova Nigeria”
[titolo dell’articolo].

A casa sua, Reginald Ogu Ofoegbu mi
ha fatto ascoltare un disco di Bach.
“Ho una predilezione particolare per
la musica classica - mi dice - ma
a me piace anche quella moderna,
soprattutto il jazz”. Ha ventidue anni,
è nato in Nigeria, e frequenta il terzo
anno di medicina presso l’Università
di Roma. Parla con molta disinvoltura
la nostra lingua: “La prima parola
italiana, l’ho pronunciata meno di tre
anni fa, al mio arrivo all’aeroporto
di Ciampino”. […] E’ molto orgoglioso
del suo Paese, che si è reso
indipendente in maniera pacifica
il 1° ottobre dello scorso anno,
dopo un lungo periodo di colonizzazione
britannica. Ha ancora sul tavolo
un giornale nigeriano del giorno
dell’indipendenza, con un grosso titolo:
“40 milioni di nigeriani sono liberi”.
I giornali che si stampano in Nigeria - mi
spiega - nella maggior parte sono redatti
in inglese; ce ne sono però anche
nelle tre lingue regionali nigeriane.
L’inglese è tuttora la lingua ufficiale
del Paese, ma le popolazioni parlano
ognuna la lingua della propria regione:
l’Hausac nel nord, lo Yoruba nell’ovest,
l’Ibo nell’est. “Noi nigeriani - prosegue -
ci auguriamo che una di queste lingue
possa nel futuro assumere carattere
nazionale”. L’inglese lo conoscono tutti
coloro che sono stati a scuola. E sono
molti, dato che l’istruzione primaria,
che ha una durata di otto anni, è
completamente gratuita. Nelle scuole,
fra l’altro, si studiano la lingua
della propria regione e l’inglese.
Nei paesi del nord, a grande
maggioranza musulmana,
viene insegnato anche l’arabo. […]

ITALIAMONDO, 21 gennaio 1961
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Link con la pagina iniziale del Belsito
1961 - Tengono “alto”
a Londra il nome dell’Italia
Al British Museum sto contemplando
i sarcofagi con le mummie dell’antico
Egitto. Un “mamma mia che
impressione!” alle mie spalle mi fa
voltare incuriosito. Non è Alberto
Sordi. Sono tre ragazzi vestiti
all’italiana che fanno echeggiare
ai quattro angoli della sala i loro
commenti. Ce n’è uno che ci tiene
particolarmente a fare lo spiritoso
ad alta voce, e a disturbare la quiete
delle mummie che dormono.
Mi avvicino. “Come va?”. Sono milanesi.
“Oggi siamo venuti al museo perché piove… altrimenti…”. In breve mi mettono
al corrente delle loro avventure.
Si trovano a Londra da una settimana,
e già sono abbastanza introdotti
nell’ambiente. Mi ragguagliano sulle
“bellezze naturali” che si trovano
nei parchi londinesi, soprattutto il sabato
e la domenica; e si raccomandano
che non mi lasci sfuggire l’occasione.
“Bisogna pur tenere alto il nome
dell’Italia”, sentenzia uno dei tre
che sembra sicuro del fatto suo.
Sono compagni di scuola, promossi
all'ultimo anno di ragioneria.
Dei tre, parla sempre il solito;
gli altri fanno segni
di approvazione aggiungendo solo
qualche battuta di commento.
“Qui le ragazze quando vedono
un italiano pensano subito al Latin lover.
Figurati che una mi ha chiesto se
in Italia facciamo ancora le serenate…”.

ITALIAMONDO, 9 settembre 1961
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Italiamondo, 21 maggio 1961 -L'enciclica Mater et magistra di Giovanni XXIII
Il settimanale ITALIAMONDO
del 21 maggio 1961 con l'articolo
di Nicola Bruni sull'enciclica
"Mater et Magistra" di Giovanni XXIII
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Settimanale Italiacronache 13.10.1962, articolo di Nicola Bruni su Togliatti e la Fgci
1964 - Le vittime italiane
di Stalin nell’Unione Sovietica
[…] Guelfo Zaccaria, un ex comunista
che fu espulso dal Pci nel 1950
sotto l’accusa di titoismo,
ha documentato in un volume
dal titolo “200 comunisti italiani
tra le vittime dello stalinismo”
(Ed. Azione Comune, Milano)
le persecuzioni cui andarono incontro
tanti nostri emigrati politici,
che si erano rifugiati nel “Paese
del socialismo” per sottrarsi
alle persecuzioni fasciste e caddero
invece dalle mani dell’Ovra
in quelle della Ghepeu. […]
Zaccaria documenta tra l’altro
la colpevole connivenza di Palmiro
Togliatti, che trovandosi a Mosca
negli anni del terrore staliniano
nella sua duplice veste di massimo
esponente del Comintern
e di segretario del Pci, si rifiutò
di intervenire in difesa dei militanti
del suo stesso partito ingiustamente
arrestati, anche quando si trattava
di compagni da lui personalemente
conosciuti e a lui legati da lunghi anni
di amicizia e di comune milizia politica. […]

IL POPOLO, 27 settembre 1964
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Corrispondenza da Mosca di Nicola Bruni - Il nostro tempo, 3 ottobre 1971
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La testata del settimanale Italiacronache (già Italiamondo)
1964 - La Polonia cerca
un passaporto per la verità
“In questa piazza - mi spiega il mio accompagnatore, mentre attraversiamo
in auto il centro di Varsavia - Bob Kennedy ebbe dalla popolazione accoglienze straordinarie. Non si era mai vista
qui a Varsavia una folla così entusiasta”.
La visita compiuta lo scorso luglio
dal ministro americano della Giustizia
ha lasciato un’eco profonda in Polonia
ed è stata rivelatrice di uno stato
d’animo dei polacchi che vent’anni
di comunismo e di appartenenza
al blocco sovietico non sono riusciti
a modificare. “Se la Polonia fosse
coinvolta in un conflitto mondiale - mi
dice ancora il mio accompagnatore -
difficilmente i nostri soldati
sparerebbero contro Occidente”. […]

ITALIACRONACHE, 17 ottobre 1964
Editoriale di politica estera sul Messico di Nicola Bruni - L'Avvenire d'Italia, 5 luglio 1964
Disegno di Marco Barbesta, dalla rivista del 52° Corso Auc di Caserta 1968
Ore 6: sveglia. Tutte le mattine
è una levataccia. Apri gli occhi,
abbandoni i sogni e ti trovi immerso
nella dura realtà della camerata.
In venti minuti devi vestirti, lavarti,
raderti la barba e fare il “cubo”,
ovvero sistemare il letto
come un parallelepipedo.
Il più delle volte non ti lavi
o non ti fai la barba
e t’infili la camicia scendendo
di corsa le scale per arrivare
in tempo all’adunata.
All’alzabandiera ci si va di corsa,
inquadrati. […] Dopo l’alzabandiera,
la colazione, o per meglio dire il primo
rancio: latte condensato, pane,
grammi 12,5 di cioccolato
a cranio oppure marmellata
e, quando piove, burro.
Dimenticavo la corsetta appetitosa
intorno alla piazza d’armi prima
della colazione: se va bene, sono
soltanto 800 metri; se va male, devi
correre per almeno due chilometri.

Viene poi l’ora delle pulizie.
Una parte della compagnia si arma
di ramazze, bidoni, secchi, stracci
e va a specializzarsi in nettezza
urbana. Bisogna arrangiarsi
per non essere puniti:
senza detersivi, senza spazzoloni,
senza cera, i pavimenti debbono
diventare lucidi come specchi.
“Leccateli con la lingua”, ha detto
il Signor Tenente. “Basta usare olio
di gomiti”, ha precisato però il Signor
Capitano, che è un tipo comprensivo.
Alla fine viene il tenente a fare
l’ispezione, e la tabella dei puniti
immancabilmente si riempie:
“Qua c’è un granello di polvere…
- urla - Qui non riesco a specchiarmi…
Questi vetri sono uno schifo…
I gabinetti sono dei veri cessi!”. […]

Dalla rivista del 52° Corso Allievi Ufficiali
di Complemento della Scuola Truppe Meccanizzate e Corazzate di Caserta,
luglio-dicembre 1968.
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1972 - La pacifica fortezza
dei Cavalieri di Malta
Ci vogliono circa sei ore per raggiungere
Malta da Siracusa con la nave
traghetto della Tirrenia.
Il porto di La Valletta si presenta
dal mare come una grande fortezza,
con i possenti bastioni fatti costruire
nel XVI secolo dai Cavalieri
di San Giovanni per resistere
all’assalto dei turchi.
La prima novità, per chi arriva
con la macchina, è rappresentata
dalla guida a sinistra,
secondo l’uso inglese. […]
L’isola è lunga al massimo 27 chilometri
e larga 16. In questo piccolo territorio
(315 km comprese le isolette di Gozo
e Comino) vivono 325mila persone,
per lo più concentrate nella zona
costiera nord-orientale, dove si ha
un continuum urbano comprendente i due
centri principali di La Valletta e Sulema.
La capitale (che prende il nome dal suo
fondatore, il Gran Maestro dell’Ordine
dei Cavalieri Jean de la Valette) è una
graziosa cittadina che domina il Porto
Grande dall’alto di una collinetta
fortificata. All’interno dei bastioni vi è
un fitto incrociarsi di viuzze lunghe
e strette, che scendono e salgono,
spesso con gradinate.
Le case si affacciano con leggiadri
balconcini coperti, dipinti di verde
o di giallo, alternandosi con vetusti
palazzi dal caratteristico stile
arabo-siculo. […]

IL NOSTRO TEMPO, 10 settembre 1972
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Lettera dall'Italia, rivista quindicinale per gli italiani nel mondo
1975 - Maggiore età
e diritto di voto ai diciottenni
La decisione presa a larghissima
maggioranza dal nostro Parlamento
di riconoscere la maggiore età,
e quindi il diritto di voto, ai diciottenni
ha lasciato perplessa una parte
dell’opinione pubblica. […]
Ma, indipendentemente dai risultati
elettorali, il voto dei diciottenni ha
un valore in sé, in quanto tre milioni
di cittadini escono dalla “sala di attesa”
e vengono inseriti a pieno titolo
nello Stato democratico […].
Prima i diciottenni erano considerati
maturi per sposarsi, per guidare
pericolosi autoveicoli, per arruolarsi
ed assumersi la responsabilità
delle armi. Come si poteva continuare
ad escluderli dagli altri diritti civili,
senza commettere una palese ingiustizia?

LETTERA DALL’ITALIA, 25 aprile 1975
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Nicola Bruni
La prima tessera ferroviaria di giornalista
pubblicista che mi fu rilasciata
nell'aprile 1966, dopo la mia iscrizione
all'Ordine dei giornalisti. Porta la firma
di Scalfaro, allora ministro dei trasporti.

A destra, "Nicola Bruni giornalista
alle prime armi, con la macchina per scrivere
Olivetti Lettera 22", disegno di un caricaturista
di Piazza Navona a Roma, ottobre 1960.
Continua
Link con la pagina sugli anni '80 e '90 del Mezzo secolo di giornalismo di Nicola Bruni
Il giornalismo è stato il più appassionante hobby della mia vita
dopo l'insegnamento, per il quale ho fatto una scelta prioritaria di valori.
Grazie a Dio, sono riuscito a conciliare e a rendere complementari
le due attività senza mai venir meno ai miei doveri verso gli studenti.
Ho appreso il "mestiere" di giornalista prevalentemente da autodidatta,
"studiando" i giornali, ma mi sono anche potuto giovare dei consigli
di due eccellenti "maestri": Carlo Fuscagni, direttore di Italiamondo
nei primi anni '60, e Giorgio Vecchiato, capo della redazione
romana del Giorno nei primi anni '80.
Nicola Bruni
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