Una mostra celebrativa nella basilica romana di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri
per testimoniare che il "padre della scienza moderna" era un "sincero credente"
come riconobbe il papa Giovanni Paolo II riabilitandolo nel 1992
La fede di Galilei
Ritratto di Galileo Galilei
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Il cammino della scienza con il piano inclinato di Galilei, scultura di Giuseppe Gallo, e un ritratto dello scienziato pisano, esposti nella mostra "Galilei divin uomo",
allestita nel 2009 nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma, accanto alla meridiana di Francesco Bianchini del 1702.
Foto di Nicola Bruni
Galileo Galilei era un “sincero credente”,
come riconobbe il papa Giovanni Paolo II
nel discorso del 1992 che ne sancì
la riabilitazione in seno alla Chiesa,
dopo la mezza condanna per eresia
che gli era stata inflitta dal tribunale
dell’Inquisizione nel 1633.
Non solo, ma secondo Wojtyła
“si mostrò più perspicace dei suoi
avversari teologi” sostenendo che
“se bene la Scrittura non può errare,
potrebbe nondimeno talvolta errare
alcuno de’ suoi interpreti ed espositori”.

A quei suoi avversari teologi l’imputato
Galilei rivolse un monito profetico:
attenti a non legare la fede cristiana
alla teoria astronomica della fissità
della Terra, per non esporvi al pericolo
di dover condannare in futuro come
eretici voi stessi, quando si riuscisse
a dimostrare che la Terra si muove.

Ora, l’autenticità della fede religiosa
del “padre della scienza moderna”
è il motivo conduttore della mostra
celebrativa del quarto centenario
delle prime esplorazioni astronomiche
galileiane con il cannocchiale,
allestita a Roma nella basilica
di Santa Maria degli Angeli.
Il suo ispiratore, Antonio Zichichi,
sviluppa la tesi secondo cui “Galilei
fu uomo di scienza perché uomo
di fede, e viceversa”, dedito
a scoprire nelle leggi della natura
“la logica del Creatore”.

Ai fanatici dell’ipse dixit, Galilei
opponeva che a saper tutto su come
è fatto il mondo non è Aristotele
ma Dio: è a lui che dobbiamo porre
le nostre domande, e cercare le sue
risposte che sono scritte con caratteri
matematici nel “libro della natura”.

Galilei riuscì a misurare le densità
di varie sostanze, fra le quali l’aria
e l’acqua. “Queste cose le ha fatte Iddio”,
pensava, non si sono formate per caso.
E mentre trovava nel creato
alcune “impronte del Creatore”, avrebbe voluto che fosse la sua Chiesa
a darne il lieto annuncio al mondo.

Nicola Bruni
da La Tecnica della Scuola
25 marzo 2009
Il pendolo di Galilei, scultura della mostra romana GALILEI DIVIN UOMO, foto di Nicola Bruni
Il pendolo di Galilei,
scultura di Giuseppe Gallo
alla mostra della basilica
di S. Maria degli Angeli.

Sotto, il simbolo
della costellazione
della Bilancia,
nel pavimento
della stessa basilica.

Foto di Nicola Bruni
Costellazione della Bilancia nella meridiana di S.Maria degli Angeli a Roma, foto di Nicola Bruni
L'orologio astronomico della cattedrale di Lione, foto di Nicola Bruni
Il 2009 è stato proclamato dall'Onu
"Anno internazionale dell'astronomia",
ed è stato così celebrato in 135 Paesi
nella ricorrenza del IV centenario
delle prime osservazioni astronomiche
con il cannocchiale compiute da Galilei
a Padova nel 1609, allorché scoprì
i crateri della Luna, le fasi di Venere,
i satelliti di Giove, le miriadi
di stelle della Via Lattea.
Nella foto di Nicola Bruni, l'orogio
astronomico della cattedrale di Lione.
Mezzogiorno alle ore 12,23
sul meridiano di Roma
Il mezzogiorno sulla meridiana della basilica di S. Maria degli Angeli a Roma, foto di Nicola Bruni
Un raggio di sole segna il mezzogiorno
astronomico alle ore 12,23 del 25 febbraio 2009
sulla meridiana della basilica di Santa Maria
degli Angeli e dei Martiri a Roma.
Questo orologio solare, alto 20,3 metri,
fu costruito nell'anno 1702
dal canonico astronomo veronese
Francesco Bianchini su commissione
del papa Clemente XI Albani.
Sotto, un particolare della meridiana,
con lo stemma del papa Clemente XI.
Foto di Nicola Bruni
Particolare della meridiana della basilica di S. Maria degli Angeli a Roma, foto di Nicola Bruni
TRE PAPI ASTRONOMI
Benedetto XVI, in un discorso del 2008,
ha ricordato i nomi di tre papi
che furono cultori di astronomia:
Silvestro II (Gerberto d'Aurillac,
950+1003), che la insegnò
e introdusse in Europa i numeri arabi;
Gregorio XIII (Ugo Boncompagni,
1502+1585), al quale si deve
l'adozione dal 1582 dell'attuale
calendario detto "gregoriano";
e San Pio X (Giuseppe M. Sarto,
1835+1914), che sapeva costruire
orologi solari.
L'ASTROFISICO MARCO TAVANI
"padre" del satellite italiano Agile
L'astrofiisico Marco Tavani con Nicola Bruni (a destra) il 12 dicembre 2008 a Roma
Lo scienziato astrofisico Marco Tavani
con Nicola Bruni (a destra)
alla Cena degli Augustei, l'associazione
degli ex alunni del Liceo classico Augusto
di Roma, il 12 dicembre 2008.
In quell'incontro il professor Tavani,
che conseguì la maturità all'Augusto
nel 1976, è stato premiato
come "Augusteo illustre".
Per molti anni ha insegnato fisica
alla Columbia University di New York,
a Berkley e a Princeton, ha collaborato
con la Nasa e ha diretto per l'Agenzia
spaziale italiana la realizzazione
del satellite Agile. Attualmente è direttore
e docente del Dipartimento di Astrofisica
dell'Università di Tor Vergata a Roma.
Il satellite italiano Agile lanciato da una piattaforma indiana il 23 aprile 2007
AGILE, acronimo per Astrorilevatore
Gamma a Immagini Leggero
è un satellite italiano di 350 kg
dedicato all'astrofisica delle alte
energie. E' stato lanciato il 23 aprile 2007
con il razzo indiano Pslv-C8 dalla base
dell'Organizzazione di ricerca spaziale
indiana situata a Shriharikota (Madras).

Il suo obiettivo principale è la simultanea
rivelazione di radiazioni cosmiche
di raggi X duri e di raggi Gamma
negli intervalli di energia da 18-60 keV
e 30 MeV-50 GeV con risoluzione
spaziale e temporale ottima.
AGILE è basato sul satellite Asi-Mita
sviluppato dalla Cgs/Oci e modificato
per soddisfare i requisiti della missione.
Ha capacità di ripuntamento entro12-24 ore.
Due sensori stellari garantiscono
l'accuratezza nella ricostruzione
del ripuntamento con una precisione
entro 1-2 minuti d'arco.
I suoi pannelli solari sono equipaggiati
con celle solari GaAs a tripla giunzione
di elevata efficienza e forniscono
circa 400 w di potenza.

Due antenne Banda-S trasmettono
dati scientifici con una telemetria
di 500 kbit/sec. Un ricetrasmettitore
di bordo può trasmettere coordinate
Grb entro 1-3 minuti d'arco.
Le informazioni sono inviate
alla stazione di terra Asi di Malindi
in Kenya, e da lì trasmesse prima
al Mission operations center del Fucino,
e poi al Centro dati dell'Asi.

La missione AGILE è finanziata e gestita
dalla Agenzia spaziale italiana (Asi),
con la co-partecipazione programmatica
e scientifica dell'Istituto nazionale
di astrofisica (Inaf), dell'Istituto nazionale
di fisica nucleare (Infi), del Consiglio
nazionale delle ricerche (Cnr)
e di varie università e centri
di ricerca, tra cui l'Enea e il Cifs.
Informazioni tratte dall'opuscolo
dell'Asi sul satellite Agile (foto in alto).
GALILEI INIZIATORE DELLA PROSA SCIENTIFICA ITALIANA
Ho un personale motivo di gratitudine verso Galileo Galilei, perché nel 1968,
quando sostenni la prova scritta dell'esame di abilitazione all'insegnamento
di italiano, mi fu assegnato un tema sulla letteratura scientifica del Seicento.
Io, che per i miei interessi linguistici avevo approfondito l'argomento, trattai
con competenza delle innovazioni introdotte da Galilei
nella letteratura italiana con l'adozione del volgare nei trattati di astronomia.
E così ottenni un ottimo voto in quella prova d'esame.
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