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| Viviamo in un mondo di bugie,
che ci vengono propinate
da campagne pubblicitarie,
dalla propaganda politica
e da una certa informazione
giornalistica taroccata,
senza rispetto per la verità.
“Che cos’è la verità?”,
si domandano infatti
i moderni Ponzio Pilato.
Un esempio: è prassi consolidata che
gli organizzatori moltiplichino almeno
per quattro o addirittura per dieci
(chi più ne ha più ne… menta)
il numero effettivo dei partecipanti
a un evento politico, sindacale
o spettacolare da amplificare
attraverso i mass media.
E se così fan tutti, è comprensibile
che un capopolo si senta nel diritto
(consuetudinario) di proclamare
“Siamo oltre un milione”,
di fronte ad una piazza non gremita,
capace di contenere al massimo
150.000 persone.
Una speciale categoria di mentitori
è costituita da quei politici che
prima dichiarano qualcosa di falso
e poi smentiscono di averlo dichiarato:
“Non ho mai detto che…”.
Circa duemila anni fa, il retore
Quintiliano ammoniva che
per essere dei bugiardi credibili
bisogna avere buona memoria.
Non è il caso dei redattori del Tg1
incaricati di inventarsi previsioni
statistiche enfatizzanti sugli esodi
vacanzieri di massa: i quali mercoledì
31 marzo hanno calcolato in quattro
milioni il numero complessivo
degli italiani che sarebbero partiti
in auto per le vacanze di Pasqua,
e il giorno dopo - gli smemorati -
ne hanno invece previsti dieci milioni.
Secondo un antico proverbio,
le bugie avrebbero le gambe corte;
ma ai nostri giorni troviamo
grandi bugiardi anche
tra gli “spilungoni del potere”.
Nicola Bruni
da La Tecnica della Scuola
20 aprile 2010 |
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