Si deve al pedagogista Luciano Corradini l'affermazione nella scuola italiana del concetto di educazione alla salute
nel senso più ampio di “star bene” - con se stessi, con gli altri, con le istituzioni - e quindi anche di “essere bene”:
condizione psicologica che comporta una positiva immagine di sé e degli altri,
la serenità interiore, la speranza, la voglia di vivere, l’attitudine ad affrontare i conflitti con spirito costruttivo
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Vivere in armonia
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Desidero rendere omaggio anch’io
al pedagogista Luciano Corradini,
prestigioso maestro
dello “star bene a scuola”,
teorico del potere “terapeutico”
o “preventivo” dell’educazione,
che ha da poco lasciato la cattedra
universitaria per fine carriera.

Ho avuto la fortuna di conoscerlo
personalmente fin dai primi anni ’70,
quando, professore di liceo, fu
tra i promotori della riforma che
introdusse la partecipazione democratica
alla gestione degli istituti.
Un suo libro, uscito nel 1971, si intitolava
“Le assemblee studentesche
e la democrazia scolastica”.

Alla guida dell’Uciim (l’Unione cattolica
italiana degli insegnanti medi) dal 1997
al 2006, Corradini è stato vicepresidente
del Consiglio nazionale della Pubblica
istruzione (dal 1989 al 1997)
e sottosegretario di Stato con il ministro
Giancarlo Lombardi nel Governo
Dini (da gennaio 1995 a maggio 1996).

Autore di una trentina di volumi
e di centinaia di articoli, ha tenuto
un’infinità di conferenze e di relazioni
a convegni di studio. Le sue idee
hanno influenzato la formazione
di decine di migliaia di insegnanti.
Angeli musicanti, di Melozzo da Forlì, C-D, Musei Vaticani, foto di Nicola Bruni
Angeli musicanti, di Melozzo da Forlì, A-B, Musei Vaticani, foto di Nicola Bruni
Link con L'arte educativa di Gesù Maestro
Link con La pedagogia del sorriso
Link con L'etica e l'utile del sapere
Angioletti, di Melozzo da Forlì, Musei Vaticani, foto di Nicola Bruni
Ora, in suo onore, un gruppo di colleghi
ha pubblicato, con l’editore Armando,
una raccolta di saggi a cura di Sandra
Chistolini: “Cittadinanza e convivenza
civile nella scuola europea”. Un tema,
questo, che lo ha impegnato a lungo,
e sul quale mi capitò di intervistarlo
nel 1995, per il quotidiano Il Giorno.
Corradini proponeva di introdurre
nelle scuole un insegnamento
trasversale di cultura costituzionale,
al posto dell’educazione civica,
che considerava riduttiva rispetto
ai valori espressi dalla Costituzione:
si pensi al riconoscimento dei “diritti
inviolabili dell’uomo”, anche se straniero;
al rifiuto della guerra “come strumento
di offesa alla libertà degli altri popoli
e come mezzo di risoluzione
delle controversie internazionali”;
all’accettazione delle “limitazioni
di sovranità necessarie
ad un ordinamento che assicuri
la pace e la giustizia fra le nazioni”;
al dovere di “difesa della patria”,
da estendere alla protezione civile;
alla “tutela della salute come
fondamentale diritto dell’individuo
e interesse della collettività”.

Un suo cavallo di battaglia è stato
proprio l’educazione alla salute,
intesa nel più ampio significato
di “star bene” (con se stessi,
con gli altri, con le istituzioni)
e quindi anche di “essere bene”:
condizione psicologica che comporta
“una positiva immagine di sé
e degli altri, la serenità interiore,
la speranza, la voglia di vivere,
l’attitudine ad affrontare
i conflitti con spirito costruttivo”.

E’ questo un obiettivo a cui,
secondo Corradini, deve tendere
la scuola, per prevenire o curare
il disagio giovanile, assumendo
il ruolo di comunità educativa, accompagnando la trasmissione
delle conoscenze con la “promozione
di atteggiamenti, capacità e competenze”,
e curando negli allievi lo sviluppo
di quelle “buone abitudini” (virtù)
che possono rendere “buona” la vita
di ciascuno e dell’intera società.

Nicola Bruni
da LA TECNICA DELLA SCUOLA
20 marzo 2006
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Nicola Bruni e Luciano Corradini
Nicola Bruni e Luciano Corradini
Il difficile mestiere di padre
Lo scappellotto
educativo
Quando ce vo’, ce vo’, si dice a Roma
per giustificare uno strappo
alle buone maniere.
Attilio, 8 anni, non la smette
di pizzicare sua sorella Sara?
Il papà lo blocca con uno
scappellotto di persuasione.
Laura, tredicenne, si mostra
insensibile ai richiami paterni?
Il papà si alza a mollarle
uno schiaffo di sensibilizzazione.

Sono due scenette di vita familiare
raccontate dal famoso pedagogista
Luciano Corradini, che, nel libro
autobiografico “A noi è andata bene”
(Città Aperta Edizioni), a un certo punto,
preso dallo scoramento, confessa
la sua “impotenza educativa”
nei rapporti con i figli.

Attilio scrive nel tema di licenza media
che la madre lo valorizza,
ma il padre lo annulla.
Laura gli rimprovera di averle negato
fiducia e di averla schiacciata
con il senso del dovere.
“Sara, che prima mi ascoltava,
mi seguiva come un cagnolino,
oggi mi sfugge, tende a costruirsi
un suo mondo fuori casa, con i suoi
amici dei quali non dice nulla”.

Il maestro di pedagogia, che ha scritto
libri importanti sull’educazione
degli adolescenti, nelle vesti
di genitore deve fare autocritica,
e per poter comunicare con i figli
si affida a Dio, “Padre comune,
che ascolta e vede e sa e può
intervenire anche dove noi
non sentiamo, non sappiamo,
non possiamo capire”.

Il metodo, a quanto pare, funziona,
poiché i figli, “grazie a Dio”,
crescendo e maturando, trovano
la loro strada nella retta via,
si sposano, diventano genitori e…
incontrano analoghe difficoltà
di comunicazione
con i propri pargoli.

Così, un bel giorno, Laura, ventisettenne
maestra e mamma di due bambine,
telefona al papà scrittore
per informarlo che si è commossa
leggendo un capitolo di un suo
vecchio libro sul dialogo pedagogico.
Non lo conosceva perché - dice lui -
si era sempre rifiutata
di leggere le cose di suo padre.

Nicola Bruni
da La Tecnica della Scuola
5 novembre 2008
Angeli musicanti, di Melozzo da Forlì, G-H, Musei Vaticani, foto di Nicola Bruni
Affresco di Melozzo da Forlì, Musei Vaticani, foto di Nicola Bruni - Link con Home
In questa pagina, frammenti di un affresco di Melozzo da Forlì (1438-1494)
esposti nella Sala IV della Pinacoteca Vaticana.
Foto di Nicola Bruni
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