Il presidente della Conferenza episcopale ha tracciato un quadro delle attività di assistenza ai poveri che la Chiesa italiana svolge in tutte le sue diocesi
L'esercito della carità
420mila operatori attivi in oltre 14mila servizi sociali e sanitari di ispirazione cristiana
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La Chiesa con la parrocchia è in molte realtà del nostro Paese l'unico centro
di aggregazione sociale, mentre partiti e associazioni sono in crisi.
Il Papa alla mensa Caritas
Il Papa Benedetto XVI in visita all'ostello
e alla mensa della Caritas della Stazione Termini
di Roma, il 14 febbraio 2010.
"Cari fratelli e amici che qui trovate
accoglienza - disse allora il Papa agli ospiti
dell'ostello - sappiate che la Chiesa vi ama
profondamente e non vi abbandona, perché
riconosce nel volto di ognuno di voi il volto
di Cristo. Egli ha voluto identificarsi in maniera
del tutto particolare con coloro che si trovano
nella povertà e nell’indigenza. La testimonianza
della carità, che in questo luogo trova speciale
concretizzazione, appartiene alla missione
della Chiesa insieme con l’annuncio
della verità del Vangelo".
La campagna sull'Ici contro la Chiesa
secondo la regola della propaganda nazista
"Calunniate, calunniate!
Qualcosa resterà"
Considero disonesta la campagna
diffamatoria che radicali e anticlericali
di varia osservanza continuano a condurre
contro la Chiesa cattolica sulla base
di informazioni false, di cifre inventate
e spropositate, e di un pregiudizio
inossidabile, secondo la regola
della propaganda nazista: "Calunniate,
calunniate! Qualcosa resterà".

Si tace sul particolare non secondario
che il presunto "privilegio" della Chiesa
- l’esenzione dall’Ici sugli immobili
“ad uso non esclusivamente commerciale” -
si estendeva a tutte le confessioni religiose,
e a decine di migliaia di sedi di partiti,
di sindacati, di organizzazioni
di volontariato, di fondazioni
e associazioni culturali, di circoli
ricreativi e sportivi senza fini
di lucro, e che perciò non è un privilegio.

Ricordo che la Chiesa con le sue parrocchie,
congregazioni, associazioni e movimenti
è in Italia l’unica grande agenzia,
ramificata in tutto il Paese, che
si prende cura di sfamare gli affamati
(i “ristoranti” della Caritas sono davvero
sempre più affollati), vestire gli ignudi,
visitare (con i cappellani) i carcerati,
dare un tetto per dormire ai senza casa,
recuperare i drogati, accogliere i disperati
in fuga dalla miseria e dalle guerre
che approdano sul nostro territorio;
l’unica grande agenzia al di fuori
della scuola che con i suoi oratori
si occupa dell’educazione dei bambini
e degli adolescenti; l’unica grande
agenzia che - con il Cottolengo,
l’Opera Don Guanella, la Fondazione
Don Gnocchi, la Comunità di Sant’Egidio
e numerose altre organizzazioni -
si dedica con amore e abnegazione
alla cura e alla valorizzazione umana
dei disabili, anche molto gravi.

Ricordo ancora che la Chiesa
con la parrocchia è in molte realtà
del nostro Paese l'unico centro
di aggregazione sociale, mentre
partiti e associazioni sono in crisi.

Ricordo peraltro che i beni della Chiesa
non sono stati rubati a nessuno
ma sono stati per lo più costruiti
con donazioni in denaro dei fedeli
o sono frutto di lasciti testamentari,
e vengono generalmente utilizzati
a beneficio spirituale e materiale
della popolazione italiana, mentre
un patrimonio immobiliare molto
più consistente fu sottratto senza
indennizzo alla Chiesa dallo Stato
italiano nella seconda metà
dell'Ottocento, a cominciare
per importanza dal palazzo
dei papi del Quirinale.

Nicola Bruni
Chiesa italiana: i numeri
dell'assistenza ai poveri
"Una recente mappatura parla di 420mila
operatori attivi in oltre 14mila servizi
sociali e sanitari di ispirazione cristiana
operanti con continuità e stabilità
organizzativa sul territorio del Paese.

Il 62,3% di questi centri svolge attività
socio-sanitaria e sociale non residenziale,
mentre il 31,2% attua forme di assistenza
residenziale. Oltre il 27,5% di questi
servizi è promosso da parrocchie,
il 19% da realtà diocesane, il 18,1%
da associazioni di fedeli, il 13,1%
da istituti di vita consacrata
o società di vita apostolica. [...]

La tipologia di questi servizi è abbastanza
varia: c’è la formula delle Tavole amiche,
ossia le mense gratuite, i centri di ascolto
con annessi sportelli per viveri, vestiario
e pernottamenti; c’è la formula collaudata
del Banco alimentare e va diffondendosi
quella del Banco farmaceutico,
con esperienze di punti di riferimento
a disposizione dei senza dimora
che abbiano bisogno di prestazioni
mediche urgenti o comunque interventi
di tipo gratuito e volontario.

Ci sono le molteplici iniziative basate
sul micro-credito per prestiti
emergenziali che raccordano
le improrogabili esigenze delle famiglie
con la mancanza di lavoro;
gli sportelli per l’emergenza casa,
con offerte che sopperiscano la cronica
mancanza di abitazioni; i fondi anti-usura
nonché forme di “adozioni” temporanee
rivolte a nuclei in difficoltà.

Nel frattempo, sta entrando a regime
lo strumento del “Prestito della speranza”
per soccorrere famiglie all’ultimo stadio
di autonomia, per aiutarle a traghettarsi
fuori dall’emergenza. Senza peraltro
che si smetta quell’aiuto immediato
e informale, rivolto a quanti bussano
alla porta di una canonica
o di un istituto religioso
o di un’abitazione normale.
Insomma, un fiorire di iniziative, anche
non codificate o registrate, che fanno
dunque lievitare i numeri prima citati. […].

Ciò detto, bisogna pur ricordare che
nell’arco di pochi anni le richieste sono
aumentate di oltre l’80%, il che
non può non sospingere ormai
ad una “carità di popolo”
che si faccia “carità di sistema”.

Lo diciamo sottovoce per non aver l’aria
di chi, per questo, ha da avanzare pretese.
Non chiediamo privilegi, né che si chiuda
un occhio su storture o manchevolezze.
Sappiamo che il bene va fatto bene,
senza ostentazioni o secondi fini,
senza cercare alibi, auto-remunerazioni
o auto-esenzioni, nell’umile esemplarità
della propria esistenza
e con la trasparenza delle opere".

Cardinale Angelo Bagnasco
da Avvenire - 23 gennaio 2012
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Il pranzo di Natale
della Comunità di Sant'Egidio
Pranzo di Natale 2011 della Comunità di S.Egidio per i poveri nella chiesa di S. Maria in Trastevere
Il Pranzo di Natale 2011 per i poveri
(barboni, profughi senza tetto, mendicanti,
disabili, immigrati, zingari, anziani soli)
offerto dalla Comunità di Sant'Egidio
nella basilica romana di Santa Maria
in Trastevere, secondo una tradizione
che si rinnova dal 1982 e che lo scorso
anno ha coinvolto oltre 120mila poveri
in circa 500 città di 70 Paesi nel mondo
(25mila in tutta Italia).
Il cardinale Angelo Bagnasco
Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente
della Conferenza episcopale italiana,
mentre dialoga con un bambino.
Foto di Nicola Bruni
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La superballa di "Ballarò"
sugli immobili del Vaticano
Il 9 marzo 2012 il quotidiano Avvenire
ha pubblicato questa mia lettera, intitolandola
"A Ballarò nuove falsità su Chiesa e Imu":

Caro direttore,
nella puntata del programma televisivo
di Rai Tre “Ballarò” del 6 marzo 2012
la giornalista che ha curato il servizio
riguardante l'Imu sui beni della Chiesa
l'ha sparata molto grossa, affermando
- testuale - che "il Vaticano possiede
quasi il 30 per cento del patrimonio
immobiliare italiano". Io vorrei sfidarla
a dimostrare, sulla base di dati oggettivi,
che questa gigantesca balla sia vera.
Nicola Bruni
Roma
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"Famiglia Cristiana": la "bufala"
sull'Imu della Chiesa
Autorevoli giornali e apprezzati giornalisti
hanno contribuito ad alimentare nell’opinione
pubblica un’autentica “bufala”: la Chiesa,
finalmente, pagherà l’Imu sui propri immobili.
Ma la Chiesa ha sempre pagato le tasse
su tutte le attività commerciali!
Nessuno, con un minimo di onestà
intellettuale, può affermare il contrario.
Era esentata, come tanti altri organismi
ed enti laici, solo per le attività
solidali ed educative.
Le polemiche e gli attacchi finiti
sui giornali, alimentati soprattutto
dai radicali, riguardavano situazioni
“miste” (culto e commercio),
su cui ora s’è fatta chiarezza.
La Chiesa, anzi, ha invitato a procedere
nei casi ove la legge è stata violata.
Ci aspetteremmo altrettanta chiarezza
in altre istituzioni.

Don Antonio Sciortino
Famiglia Cristiana - 11 marzo 2011
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Trastevere: la "Cucina economica"
tra i ristoranti di lusso
Roma, la Cucina economica del Circolo di San Pietro a Trastevere, foto di Nicola Bruni
Roma - All'ora di pranzo una fila di poveri
entra per mangiare la "minestra del Papa"
nella "Cucina economica" di Trastevere
del Circolo di San Pietro. I clienti
della mensa che non abbiano i "buoni"
gratuiti distribuiti dalle parrocchie,
versano un contributo simbolico
di 2,50 euro per un pasto completo.
Foto di Nicola Bruni
L'Italia solidale dei movimenti cattolici impegnati ad aiutare i più deboli - link
Link con la pagina iniziale del Belsito
Nel fondo pagina, bambini e genitori nel parco giochi dell'oratorio
della parrocchia di San Giuda Taddeo a Roma.
Foto di Nicola Bruni
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