La mostra di Elena Bracciolini allestita a Roma dal 26 al 31 maggio 2009
nelle sei cappelle laterali della magnifica chiesa barocca dei Santi Vincenzo e Anastasio a Fontana di Trevi
Myriam, lampada accesa sull'infinito
Foto di Nicola Bruni
Testi di Giangiulio Radivo
Elena Bracciolini, Miryam lampada accesa sull'infinito, foto di Nicola Bruni
Il volto di "MYRIAM, LAMPADA ACCESA SULL'INFINITO", è la quintessenza del Volto di Maria, poi riproposto in forme diverse in tutta la mostra.
Un bellissimo volto di giovane donna ebrea, reclinato e ad occhi chiusi, in cui si mescolano gioia e dolore, in una consapevolezza assoluta
del dono della Vita. Sul capo, tra i veli, una farfalla fatta a gioiello e una falce di luna ricavata da un preziosissimo corno di rinoceronte.
Attorniano il volto i simboli del cosmo vivo, nei cui materiali convergono gli artigianati ebraico, arabo, africano, indiano, giapponese e cinese
con ricami in oro zecchino, madreperla, corallo, perle.
Elena Bracciolini, L'occhio di Dio, foto di Nicola Bruni
L'OCCHIO DI DIO,
che è l'occhio della Creazione,
sotto il quale si pone il volto di Maria.
Una pupilla con veli. Erbe tropicali
essiccate, un pezzo di specchio,
pelle di iguana, piume di ara reale,
un uccello del paradiso imbalsamato
e in alto due gigli disegnati che si
stanno aprendo: un effetto mirabolante
e misterioso, disparità straniante
di materiali interpretabile come vigile
coscienza che apre un mondo nuovo
(che sarà quello di Maria).
Elena Bracciolini, Alba della Genesi, foto di Nicola Bruni
La DORMITIO VIRGINIS,
l'addormentarsi di Maria
prima della sua Assunzione in Cielo.
Conchiglie, perle e una corona di strass
contornano la Dormiente, il cui volto
giace tra veli bianchi come di culla,
allusione di vita nuova nella gloria.
Elena Bracciolini, Sophia che danza, foto di Nicola Bruni
SOPHIA [LA SAPIENZA] CHE DANZA
è Maria
come immagine della sapienza creata.
L'Artista ricorda che sia la liturgia orientale
sia quella romana attribuiscono alla Madonna
i brani della Sapienza dei libri sapienziali
dell'Antico Testamento, e che Dante,
testimone della tradizione cristiana,
appella Maria nel Paradiso come
"termine fisso d'eterno consiglio".
Il volto di Maria bambina appare fra veli
e specchi. Il vestito è tessuto di ricami liturgici:
sopra vi sono la luna e le rose fatte a barik,
sotto i piedi pesci e specchi che simulano
le onde. Riecheggia nella mente dell'Artista
un verso di Neruda che parla di cristalli
spezzati, ma la ricomposizione di senso
avviene nel riutilizzo di vetri infranti
in incidenti automobilistici, che
ricevono una completa trasfigurazione.
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Materiali e archetipi spirituali
Elena Bracciolini unisce il segno forte
al sentire affettivo in un originale connubio.
Siamo di fronte a tutto l'armamentario
classico e contemporaneo del fare arte:
matita/matite, penna d'argento, penne
e pennarelli, inchiostri e la difficile china.
Disegni, dunque, ma dipinti e pittosculture
e sculture. Manichini e gioielli.
Assemblaggi di ogni tipo:
dalle pietre laviche
a quelle preziose o semi-preziose,
dalle conchiglie ai vetri, ai cristalli,
dalle foglie essiccate alle penne,
alle piume, agli aculei, alle pelli
raccolte con instancabile pazienza
e con infinito amore. Tessuti
e reti, pizzi, merletti e trine del nostro
Occidente e veli su veli dell'Oriente
vicino e lontano fanno parte
di un immaginario culturale
polimorfo, che trae alimento
dalla sua acuta sensibilità...

Come nella grande arte la verità è sempre
allusa e ritrovata negli archetipi culturali,
i quali, a loro volta, rimandano
agli archetipi psichici e spirituali.
Cerchi concentrici, come nei tronchi
degli alberi, e girali vegetali e spirali
cosmiche si aggiungono alle piume
degli uccelli e alle squame loricate
dei pesci, in un vortice di energia
naturale, che solca i cieli, che solca i mari.

Nella Bracciolini è sempre rinvenibile
la figurazione perché con vera forza
interiore ricerca sempre la verità delle cose.
Vi sono dunque sempre forme percepite,
ma, pur fissate nel segno,
esse si muovono e trasmutano.

La Bracciolini nutre la passione
mediterranea per la luce e per la vita
e l'algore nordico della precisione
del tratto e del costrutto. La stessa
realtà raffiguarata che ci appare ben
formata a dimensione macro, a livello micro
- nei singoli segni - appare caotica,
con tutta la travagliata contemporaneità
degli strumenti espressivi
e dei codici linguistici usati.

L'occhio, l'occhio degli uomini e quello
degli animali, raffigura consapevolezza
e mistero... L'agnello e il capro sacrificale
ci portano all'innocenza e nella sofferenza,
la colomba e l'aquila ci spingono
a comprendere l'amore e a sollevarci
nel cielo fissando il sole...
La fanciulla e la donna alludono
all'eterno femminino carico
del mistero della vita...
Non manca l'angelo testimone
del colloquio fra la terra e il Cielo...
Elena Bracciolini con la sua statua della Piccola Maria, foto di Nicola Bruni
L'artista Elena Bracciolini
all'inaugurazione della mostra,
con la sua statua della Piccola Maria
che tiene in mano un pappagallo.
Miryam / Maria: il volto sul mistero
In Elena Bracciolini si trova una presenza
e una ricomposizione di tutto ciò
che è naturale, di tutto ciò che è
culturale e di tutto ciò che ci viene
graziosamente donato nello spirito.
La "natura" è sì quella del mondo
vegetale e animale... Ma è altresì
la "natura umana" con i tremiti
e i fremiti della nostra mente
e del nostro cuore, ed è sempre anche
battito d'ala di una natura superiore,
quella "angelica", che ci parla di altri
tempi e di altre dimensioni,
per intrecciare il nostro presente...

Possiamo rinvenire in tutto il percorso
artistico della Bracciolini una tensione
pasquale: intendo dire una presenza
di morte e di vita, di travaglio
e di superamento, di dolore
e di vittoria... la vittoria pasquale
del Cristo, Angelo ritto e insieme
sacrificato, riassuntivo dei gemiti
della Creazione e della vittoria
della Resurrezione.

A questo punto il dramma artistico
e personale della Bracciolini,
non lontano dalle dissonanze
talora tragiche del mondo circostante,
trova una suprema sintesi in Maria,
la Vergine Madre di Dio.

L'Artista la chiama "Miryam"
per sottolinearne la verità storica
e le radici ebraiche. E dunque Maria
di Nazareth, proprio lei, la medesima
venerata con culto speciale
delle Chiese d'Oriente e d'Occidente.
Non un mito, ma una persona viva
il cui mistero è quello di dare un volto
di donna a tutta la creazione, di dare
un volto di donna a tutta l'attesa
messianica, a quella consapevole
di Israele e a quella inconsapevole
dei popoli, quello di dare un corpo
d'uomo al Figlio di Dio, divenendo
gravida dell'Eterna Sapienza incarnata.
Lei figura della Sapienza creata, che
danza verginalmente di fronte a noi
in un'opera d'arte.
Elena Bracciolini, Alba della Genesi, foto di Nicola Bruni
Elena Bracciolini, L'Ancora della speranza, foto di Nicola Bruni
Due grandi Madonne occupano da sole
una cappella ciascuna:
l'ALBA DELLA GENESI
e l'ANCORA DELLA SPERANZA.
Già i nomi stessi ci pongono l'inizio
e la fine: la incontaminata purezza
dell'Immacolata, così pensata e voluta
da Dio prima di ogni tempo, e la Madre
di tutti che offre a tutti speranza.
Sulla pittura a encausto del Volto di Maria
è tirato un velo con ricami dorati
di spirali e rami d'ulivo, su cui sono
ripresi i tratti del Volto stesso
con la china e con la punta d'argento.
Mistiche rose bianche a barik germinano
ai lati e sopra una scultura di colomba
da cui partono altri veli con piume dipinte.
Così l'aurora del mondo riassunta
in Maria, mentre nel secondo Volto
straordinario e di grande effetto vi è
una calata di zagare e tra i veli due ancore
applicate fatte di tessuti liturgici.
Elena Bracciolini, Angelo annunziante, foto di Nicola Bruni
Elena Bracciolini, L'Annunciazione, foto di Nicola Bruni
L'ANNUNCIAZIONE,
articolata in due scenografie, è l'opera
conclusiva per la sua imponenza
e per la complessità scultorea.
Sopra, un ANGELO ANNUNZIANTE
che si affaccia su una finestra costituita
dalle sue ali composte di piume di ara reale.
Sotto all'Angelo, vi è il Volto di Maria,
incappellata tra pizzi e cristalli, che
protende la mano di pizzo verso il capo
dipinto di un'aquila dal grande occhio.
Ai piedi, un fuso della vita,
rappresentato da pelo di volpe bianca.
Una nuova espressione di arte cristiana
Di fronte alla varietà dei materiali,
di fronte al moltiplicarsi dei simboli,
non tutti di facile lettura, ci si potrebbe
chiedere se questa della Bracciolini
sia arte sacra.
Vorremmo prima di tutto ribadire
che l'arte cristiana non si lega
esclusivamente a nessuno stile...
Molti sono gli stili accolti storicamente
dalla Chiesa... L'arte sacra si modifica
nel tempo, ma resta alla base il principio
dell'Incarnazione che comporta
la possibilità, e in certa misura l'obbligo,
della figurazione: figura di Cristo,
della Madonna e dei Santi. Accanto
alla figura si sono sempre posti
altresì simboli ed elementi decorativi.
Nel caso di Elena Bracciolini la "figura"
resta centrale, anzi in questo caso è
proprio il "volto" a fare sintesi
di tutti gli altri elementi in maniera
assolutamente convincente.

E' un'espressione artistica "nuova",
ma nel solco della tradizione cristiana,
conforme alla dottrina cattolica,
e proprio per questo la Santa Sede
ha riconosciuto pubblicamente il valore
cristiano delle opere della Bracciolini
accogliendone una nella cappella
della Pontificia Accademia delle Scienze
nella Casina Pio IV in Vaticano.




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I testi di questa pagina sono tratti, in forma liberamente ridotta,
dall'articolo di presentazione del catalogo della mostra,
di monsiglior Giangiulio Radivo, critico d'arte della Radio Vaticana
e rettore della chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio a Fontana di Trevi.
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