Pagina di link con i miei racconti autobiografici
Fatto in casa
"Nico" a 10 mesi.
*
Sullo sfondo,
il Parco delle Tombe
di Via Latina a Roma
(foto di Nicola Bruni).
Nicola Bruni a 10 mesi; sullo sfondo il Parco delle tombe di Via Latina a Roma
venni alla luce in un periodo buio...
*
Nacqui in casa alle tre di notte di domenica 26 ottobre 1941, con l’aiuto di una levatrice e di una bacinella
d’acqua calda (allora si usava così, e bisognava stare attenti a “non buttare il bambino con l’acqua sporca”).
Fuori era buio, perciò "venni alla luce"… di una lampadina da 60 watt.

Uscito dalla pancia di mamma Stella, primogenito di tre figli, entrai nel mondo passando per un appartamentino
di due camere, in affitto al nono piano di un palazzone di Via Licia a Roma, nei pressi di Porta Metronia.
A prendersi cura di me c’erano anche papà Peppino, maresciallo dell’esercito impiegato al ministero,
e la “tata” Caterina, amica d’infanzia della mamma. Qualche ora dopo, suonarono a festa
le campane della vicina chiesa della Natività, per la solennità liturgica di Cristo Re,
e la mamma interpretò quell’allegro scampanio come un buon augurio per la mia vita.

Fui battezzato "ar Cupolone", cioè nella Basilica di San Pietro, la vigilia di Natale del 1941,
proprio mentre il Papa Pio XII lanciava uno storico radiomessaggio al mondo
in cui invocava la pace e un "nuovo ordine internazionale".

Io ancora non lo sapevo, ma erano i tempi cupi
di “c’era una volta un re”, un pessimo re, Pippetto Sciaboletta,
e della dittatura di un Uomo Nero che si faceva chiamare Duce.
Ecco perché il mio primo certificato di nascita fu rilasciato, in data "7 novembre 1941 - Anno XX",
dal Governatorato di Roma, e non dal Comune che era stato abolito.
L'Uomo Nero si era già portato via alcuni milioni di italiani mandandoli in “guera” (come si dice a Roma”)
contro “nemici” francesi, inglesi, greci e russi che non ci avevano fatto niente di male.
Tra questi c’era Remo, il fratello di un mio vicino di casa, spedito a conquistare la Russia,
dalla quale non sarebbe tornato più.
Sei settimane dopo il mio “arrivo in Italia”, l’Uomo Nero dichiarò “guera”
anche agli italo-americani degli Stati Uniti.

Cominciai ad accorgermi di essere nato in un momento inopportuno, un anno e mezzo più tardi,
quando suonava la sirena di allarme per i bombardamenti aerei sulla città di Roma, e con grande
agitazione dovevamo scappare tutti nel rifugio sotterraneo scendendo di corsa venti rampe di scale.

Il mio palazzo fu risparmiato dalle bombe ma non dalla guerra, che vi fece irruzione quando,
il 29 gennaio 1944, i nazisti tedeschi della Gestapo vennero ad arrestare il professor Gioacchino Gesmundo,
militante nella Resistenza, che abitava al piano di sopra al mio e perciò aveva udito i miei primi vagiti.
Quel giorno in casa mia erano nascosti due miei cugini calabresi ventenni, Felice e Nicola,
renitenti alla leva della Repubblica nazifascista di Salò, che tremavano insieme con miei genitori dalla paura.
Gesmundo fu poi torturato nel carcere di Via Tasso e fucilato il 24 marzo con altri 334 italiani alle Fosse Ardeatine.

In quel periodo, nella stessa Via Licia, il convento delle suore del Preziosissimo Sangue nascondeva
alcune famiglie di ebrei, che si salvarono così dalla deportazione nei campi di sterminio.
Tra i rifugiati c’era l’ingegner Ferdinando Tagliacozzo, che ho conosciuto nel 1998: allora aveva solo
cinque anni, e quando per la strada passavano i tedeschi andava a ficcarsi sotto il letto di una monaca.

NICOLA BRUNI
ma suonarono a festa le campane
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Nicola Bruni
Mi presento:
civis romanus, oriundo
della Magna Grecia
Il simbolo della repubblica nel referendum istituzionale del 1946
1946 - E fu repubblica,
ma io giocavo a fare
comizi per la “monacchìa”
Classe IV C della scuola elementare A. Manzoni di Roma, anno 1950-51
1950 - Scolari sull’attenti
con grembiulino blu
e fiocco bianco
Alcide De Gasperi
1953 - Vidi De Gasperi
mentre teneva un comizio
quando avevo 11 anni
Manifesto del novembre 1953 per il ritorno di Trieste all'Italia, foto di Nicola Bruni
1954 - Così manifestai
per Trieste italiana
Papa Giovanni Paolo II subito dopo la sua elezione nel 1978
Karol il maestro,
di cui avevo sentito parlare
già nel 1964 a Cracovia
Nicola Bruni, sergente Auc dei carristi nella caserma di S. Vito al Tagliamento, nel 1968
Il mio Sessantotto
da pacifista
in servizio militare
Nicola Bruni con le studentesse dell'ITF Margherita di Savoia di Roma, 1973
Cinque anni (1969-1974)
da giovane professore
in un istituto femminile
Nicola Bruni a scuola nel maggio 2005
La mia bella e lunga
carriera di prof
senza carriera
Link con l'Italia del 1948 di De Gasperi e Bartali
1948 - Nell'Italia risorta
io, a 6 anni, tifavo Torino,
Bartali e De Gasperi
Papa Pio XII
Pio XII,
il Santo Padre
dei miei anni verdi
Nicola Bruni all'uscita dal liceo Augusto di Roma nel maggio 1957
La scuola alternativa
dei liceali giornalisti
tra proposte e proteste
Carri armati sovietici a Budapest il 4 novembre 1956
1956 - Così manifestai
per la libertà dell’Ungheria
Aldo Moro
1958 - Quando chiesi
un’intervista al ministro
dell’Istruzione Aldo Moro
Link con L'ARCOBALENO SULLA CRESTA DELL'ONDA
L'arcobaleno
sulla cresta dell'onda
dei miei Anni '60
Nicola Bruni con Tullio De Mauro ad una trasmissione televisiva sulla scuola nel 1995
Così raccontavo
la scuola in 50 righe
su Il Giorno
.
Link con la pagina iniziale del Belsito
A destra, Nicola Bruni a Venezia nel 1989, come inviato del quotidiano Il Giorno
Il mio mezzo secolo
di giornalismo
tra cronaca e storia
Presepe
La novena di Natale
dei bambini con sveglia
prima dell’alba
Nicola Bruni in prima media nel 1952
1952 - La mia tremarella
a scuola per la recita
delle poesie a memoria
Papa Giovanni XXIII
I miei ricordi
dal vivo di Papa
Giovanni XXIII
Nicola Bruni (primo a dx) manifesta a Roma per la libertà della Spagna dalla dittatura franchista
1965 - Così manifestai
per la libertà della Spagna
Nicola Bruni e Giorgio La Pira in un convegno a Firenze nel 1962
1962 - Quando parlai
con La Pira e mi disse che
abitava in un convento
Il beato Giovanni Dominici, cardinale e scrittore fiorentino
1965 - La mia tesi di laurea
su sintassi e stile
di un cardinale del 1400
Battezzato "ar Cupolone", ho ricevuto un'educazione cristiana
e sono cresciuto con una visione della vita ispirata ad una sorridente fiducia in Dio.
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