Un continente in crescita con potenzialità sbalorditive formato da 54 Paesi e popolato da più di un miliardo di persone
L'Africa della speranza
Sullo sfondo, opere
esposte in una mostra
d'arte dedicata all'Africa,
organizzata dalla Comunità
di Sant'Egiidio a Roma
in Piazza del Popolo
nell'ottobre 2005
(foto di Nicola Bruni).
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L’Africa del 2009 - al di là dei luoghi comuni
che l’associano a immagini di miseria, carestie,
guerre intestine, corruzione - è un continente in crescita
con “potenzialità sbalorditive”, formato da 53 Paesi,
popolato da più di un miliardo di persone;
è “la decima economia del mondo” e “il secondo
mercato emergente dopo la Cina”.

Genera scrittori, calciatori, musicisti di livello mondiale.
Il nuovo presidente degli Stati Uniti è originario del Kenya.
“Nell’Africa sub-sahariana ci sono 23 democrazie:
dieci anni fa erano appena tre”.
Ha una donna eletta capo di Stato, in Liberia.

La diffusione della telefonia mobile ha rotto l’isolamento
di tante zone, favorendone lo sviluppo.
Gli aiuti internazionali e le cancellazioni dei debiti
hanno permesso di mandare per la prima volta
a scuola 34 milioni di bambini.
Sette anni fa solo cinquantamila persone
erano in grado di pagarsi le cure anti-Aids;
oggi sono 3 milioni gli ammalati
che ricevono i farmaci gratis.

Nel prossimo ottobre si riunirà a Roma
il Sinodo africano della Chiesa cattolica.
Nel 2010 il Sud Africa ospiterà i Mondiali di calcio.
Vescovi africani nel santuario della Divina Misericordia a Cracovia, foto di Nicola Bruni
Vescovi africani nel santuario
della Divina Misericordia
di Cracovia.
(Foto di Nicola Bruni)
Così il quotidiano La Stampa,
nella sua edizione speciale del 5 luglio
dedicata al Continente nero,
che proponeva l ’Africa all’attenzione del G8
come una grande “opportunità” nella quale investire,
per superare la crisi dell’economia globale.

Se ne può trarre un suggerimento:
che la scuola italiana adotti un punto di vista
analogo nell’approccio educativo allo studio
di quest’area del mondo, partendo da un’Africa
“assetata di speranza e di giustizia”, come quella
incontrata da Benedetto XVI nel marzo scorso,
e dalle qualità umane incarnate da personaggi
simbolo del continente, utili a dimostrare che
gli africani sono “persone come noi”,
e in certi casi possono essere anche migliori di noi.

Nicola Bruni
da La Tecnica della Scuola
20 luglio 2009
Con l'indipendenza del Sud Sudan, proclamata il 9 luglio 2011,
il numero degli Stati africani è salito a 54.
Cammelli sulla spiaggia di El Kebir in Tunisia, foto di Fabio Bruni
Cammelli sulla spiaggia
turistica di El Kebir
in Tunisia
(foto di Fabio Bruni).
Link con il sito della rivista NIGRIZIA, mensile dell'Africa e del mondo nero
Musulmani e cristiani in Senegal
L'eredità di Senghor
Il Senegal, Paese africano di 13 milioni
di abitanti, è stato additato come esempio
di pacifica convivenza tra musulmani
e cristiani, nell’Incontro internazionale
di dialogo tra religioni e culture
che si è tenuto a Cracovia
(6-8 settembre 2009) per iniziativa
della Comunità di Sant’Egidio.
Ne ha parlato il senegalese
Abdoul Hamidou Sall,
dirigente dell’Organizzazione
della Francofonia, ricordando che,
ottenuta l’indipendenza dalla Francia
nel 1960, il suo popolo, composto
al 90 per cento da musulmani, scelse
di farsi guidare per 20 anni
da un presidente cattolico: il poeta
e umanista Léopold Sédar Senghor
(1906-2001), cantore della Negritudine,
che nell’opera di governo puntò molto
sulla scuola e l’educazione dei giovani.
Léopold Sédar Senghor
Léopold Sédar Senghor
A lui, va riconosciuto il merito di aver
trasformato un territorio multietnico
in una nazione, facendone “un Paese
di tolleranza e di laicità attiva”,
nel quale “musulmani e cristiani hanno
imparato a vivere, a lavorare, a soffrire
e a gioire insieme: uomini e donne
che si frequentano come amici,
che coltivano insieme i campi,
che collaborano nella costruzione
di una moschea o di una chiesa,
che mangiano insieme il montone
per la festa islamica del Sacrificio
o la pappa di miglio con la pasta
d'arachidi per la Pasqua cristiana”.

Un giudizio analogo, sugli ottimi
rapporti tra musulmani e cristiani
in Senegal, era stato espresso
da Giovanni Paolo II durante
la sua visita a Dakar nel 1992.
Il Papa allora disse di voler
incoraggiare gli sforzi delle due
comunità religiose “per costruire
una società armoniosa”,
attraverso un “dialogo di vita”,
fatto di accoglienza reciproca,
di rispetto reciproco della libertà
di coscienza e di culto,
di condivisione e collaborazione.
Proprio il tipo di dialogo promosso
tra i senegalesi da Senghor,
il “presidente educatore”.

Nicola Bruni
da La Tecnica della Scuola
10 ottobre 2009
Le accoglienze al Papa Benedetto XVI in Angola, marzo 2009
Un'immagine delle festose accoglienze
al Papa Benedetto XVI in Angola,
nel marzo 2009.
L'ecologista Wangari Maathai, premio Nobel per la pace 2004
Wangari Maathai, prima
donna africana a ricevere
un Premio Nobel, quello
per la pace del 2004,
come riconoscimento del suo
impegno per promuovere
lo sviluppo sociale,
economico e culturale
in Kenya ed in Africa,
nel rispetto dell'ambiente.
E' morta il 25 settembre 2011.
L'economista Ellen Johnson Sirleaf, presidente della Liberia
L'economista Ellen Johnson
Sirleaf, presidente
della Liberia dal 2005,
è la prima donna nera
nel mondo presidente
di uno Stato e anche
la prima donna eletta
come capo di Stato in Africa.
E' stata insignita del Premio
Nobel per la pace 2011.
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Amici italiani
degli orfani del Burundi
Orfani del Burundi della missione di padre Vittorio Blasi, saveriano
Orfani del Burundi
(ex colonia belga dilaniata
da una guerra etnica)
ospiti della comunità
missionaria
del padre saveriano
VITTORIO BLASI
ubicata nei pressi
di Bujumbura,
che provvede a loro
con il sostegno
di "adozioni a distanza"
non nominative sottoscritte
da centinaia di amici
italiani, riuniti
in associazione.
Anche io, con mia moglie,
ho adottato a distanza,
fin dal 1994,
uno degli orfani
della missione
di padre Blasi:
ora è già un giovanotto.
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Link con I FANTASNI DEL COLONIALISMO IN AFRICA, di Nicola Bruni
Link con Home page
Popolo di Dio in Angola e in tutta l’Africa del Sud, alzatevi!
Guardate al futuro con speranza,
confidate nelle promesse di Dio e vivete nella sua verità!

Benedetto XVI
a Luanda il 22 marzo 2009
VISITATORI: