Belsito con vista
sul Giardino delle Cascate del lago Eur a Roma
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Giornale online di Nicola Bruni - Nuova edizione, settembre 2017 - anno XIII
esperienze di vita, valori, cultura, memoria storica, politica, satira, umorismo e humanitas
www.webalice.it/nbruni1 - e-mail: nbruni1@alice.it
Nicola Bruni
Mi presento e vi racconto...
- Quando nacqui a Roma, mentre l'Italia era in guerra contro mezzo mondo. Il drammatico arresto nel mio palazzo del professor Gioacchino Gesmundo,
poi torturato dai nazisti e fucilato alle Fosse Ardeatine.
La liberazione di Roma con l'arrivo in Via Gallia dei soldati americani, che mi regalarono un tubetto di caramelle.

- Quando, nel 1946, i miei genitori votarono Repubblica per cacciare il Re, mentre io giocavo a fare comizi
per la "Monacchìa". Un'infanzia trascorsa in ristrettezze economiche, ma con grandi speranze per l'avvenire.

- Quando da bambini dovevamo "mangiare 'sta minestra
o saltare dalla finestra", e a scuola scattare sull'attenti. Quando ci attaccavamo al tram. Il tifo per Bartali
e per De Gasperi nell'Italia risorta del 1948. Il catechismo, i giochi all'oratorio, le novene di Natale all'alba. Chierichetto di un santo parroco e aiuto-campanaro.

- Quando a 16 anni divenni il direttore del giornalino studentesco del liceo Augusto, e poi feci da impresario al mio compagno Gigi Proietti, che recitava e cantava nei "tè danzanti" al Golden Spider. Quando, dopo gli esami di maturità, girai mezza Europa in autostop, con i soldi di un premio letterario del Rotary Club vinto a scuola.

- La politica dei grandi ideali negli anni della "meglio gioventù". Un grande tirocinio formativo nel Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana. Gli incontri
con Fanfani, Moro e La Pira, che mi furono maestri. L'impegno negli organismi rappresentativi universitari
e nel Comitato per la solidarietà internazionale.

- Quando fui "chiamato alle armi", per "servire la Patria" in caserma a cominciare dalla pulizia delle latrine, e imparai anche a guidare un carro armato. Quindici mesi
di penitenza in uniforme, sopportati di buon umore.

- La mia passione per l'insegnamento. Cinque anni
da giovane professore - "beato tra le donne" - all'istituto tecnico femminile Margherita di Savoia. La mia personale riforma della scuola, con la pedagogia del sorriso, l'entusiasmo per la vita, l'apertura al mondo contemporaneo e la ricerca di un sapere critico.

- Il "colpo di fulmine" con Elina che mi portò rapidamente al matrimonio. Il bello della famiglia, con la nascita
e la crescita di due figli e di due nipotini.

- La mia passione per il giornalismo, per la scrittura narrativa e per la fotografia. L'importante esperienza fatta per 17 anni come collaboratore del quotidiano Il Giorno.
Il colloquio-intervista che nel 1990 realizzai per Il Giorno con Sergio Mattarella, allora ministro dell'Istruzione.
UN ITINERARIO NARRATIVO
suggerito al lettore e facilitato da link
che gli consentono di passare direttamente,
di pagina in pagina, alla puntata successiva del racconto.
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Link con IL BELLO DELLA VITA
L'inflazione dei punti esclamativi e interrogativi
A scuola con il sorriso
Il professor Giocondo, insegnante di lettere nella scuola media, è un ottimista ironico e burlone. Quando beve, lascia sempre il bicchiere "mezzo pieno". Il suo motto è “fede, speranza e… per carità!”. In classe, fa il battitore libero. Quando ha le pile cariche, riesce a mettere a fuoco gli argomenti delle lezioni sparando a salve anche tre battute al minuto.
La gag, per lui, è un solleticante strumento educativo, di cui si serve per allentare le tensioni, vincere la noia della scuola dell’obbligo, radere la barba alla cultura scolastica e far digerire ai ragazzini perfino il complemento di peso; e, poi, per dimostrare “benignamente” (alla Benigni) che la vita è bella anche quando è brutta. [...]
Nicola Bruni
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Emergenza abitativa. Quando lo Stato costruì 355mila alloggi popolari col Piano Fanfani INA-Casa
Scandaloso. A Roma ci sono oltre 200mila appartamenti sfitti, mentre circa seimila persone senza casa - in mancanza di risposte da parte della pubblica amministrazione sul diritto ad un alloggio - sono costrette ad occupare un centinaio di palazzi lasciati vuoti.
Perché, a Roma, non vengono più costruite case popolari pubbliche, secondo il fabbisogno? E perché non vengono requisiti dal Comune, per l'emergenza abitativa, alcuni di quei palazzi che la grande proprietà immobiliare tiene vuoti pur di non abbassare i prezzi?
Perché quello che fecero, nell'Italia povera e disastrata del dopoguerra, uomini politici avveduti e di grande sensibilità sociale come Fanfani e La Pira, quando furono costruiti 355mila alloggi popolari con il Piano INA-Casa, non potrebbe essere replicato oggi, in condizioni economiche di gran lunga migliori? [...]
Nicola Bruni
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Santa Francesca Cabrini, la maestra degli emigrati che fece l'Italia all'estero
Moriva cento anni fa a Chicago la suora missionaria italiana Francesca Saverio Cabrini (1850-1917), che la Chiesa cattolica venera come santa e patrona di tutti i migranti. Un’autentica “patriota” che, negli anni della "Belle époque" dei ricchi e dell’emigrazione in massa dei poveri, contribuì con un’opera prodigiosa a “fare l’Italia" all’estero, restituendo dignità a molti suoi figli costretti dalla miseria ad espatriare, e insegnandogli a ritrovare il rispetto e l’amore per le proprie origini.
Madre Cabrini fece molti viaggi, nelle Americhe (Stati Uniti, Argentina, Brasile, Nicaragua, Panama), in Francia, in Spagna, in Inghilterra, per istituirvi scuole, orfanotrofi, convitti femminili, ambulatori, ospedali, case di riposo, centri sociali e servizi di assistenza (anche nelle carceri) per gli immigrati italiani, abbandonati a se stessi dalla Patria. [...]
Nicola Bruni
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Ma 'n do' vai se il tatuaggio non ce l'hai?
Ebbene, io che i tatuaggi non ce l'ho, sono andato al mare, e ne ho visti tanti e di molte forme diverse. Una particolare tipologia femminile è quella di fiori, fiamme o ali che emergono dallo slip e che sembrano alludere talora a una vagina fiorita, talora a una vagina ardente, talora a natiche volanti (aero-natiche). [...]
Nicola Bruni
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Un premio a Nicola Bruni per 50 anni di giornalismo
Il bello della famiglia
L'omaggio di Papa Francesco a don Milani
La Brexit non ci toglierà Shakespeare
La post-verità è una bufala - link
In bocca al lupo? Ma io non sono Cappuccetto Rosso
Una lezione di parolacce - link
Gigi Proietti
Quando incontrai Giorgio La Pira
Solgenitsyn
Budapest 1956 - Imre Nagy l'uomo del ponte
Il genocidio degli Armeni
La testa tagliata di Olympe De Gouges
Trotula e Ildegarda, grandi donne del Medioevo
L'ABC ai tempi della bisnonna - Un sillabario di cento anni fa
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LA PREGHIERA DEL BUONUMORE
Quanto bene ci fa una buona dose di sano umorismo!
Ci farà molto bene recitare spesso la preghiera di San Tommaso Moro:
“Signore, donami una buona digestione e anche qualcosa da digerire.
Donami la salute del corpo e il buon umore necessario per mantenerla.
Donami, Signore, un'anima semplice che sappia far tesoro di tutto ciò
che è buono e non si spaventi alla vista del male
ma piuttosto trovi sempre il modo di rimettere le cose a posto.
Dammi un'anima che non conosca la noia, i brontolamenti,
i sospiri, i lamenti, e non permettere che mi crucci eccessivamente
per quella cosa troppo ingombrante che si chiama 'io'.
Dammi, Signore, il senso del buon umore.
Concedimi la grazia di comprendere uno scherzo per scoprire
nella vita un po' di gioia e farne parte anche agli altri. Amen.”
Papa Francesco, 22 dicembre 2014
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