ALCUNI INTERVENTI IN CONSIGLIO COMUNALE
Risposta ad un articolo scritto dai DS

Se permettete, dopo aver letto l’intervento fatto dai DS, non posso stare zitto come forse il mio carattere, la mia formazione di moderato mi porta a fare e quindi passarci sopra come se dentro di me non fosse accaduto nulla, no, non è così, dentro di me leggendo quello che i due firmatari hanno scritto, qualcosa mi ribolliva e quindi di getto desidero dire qualcosa sia al collega Consigliere Comunale dei DS Cicala e contestualmente al suo segretario Biagio Spoto e certamente non per voler eccellere nei loro confronti ma, per una questione di oggettività su quello che leggo in merito alla discussa “Isola Pedonale”: “nei giorni scorsi i DS hanno deciso di assumere una posizione diversa rispetto alle due in campo” (Amministrazione da un lato e UDC – UDEUR dall’altra), che recuperasse idee e proposte elaborate in tempi non sospetti (vedi, i programmi del centrosinistra e le iniziative specifiche sull’isola pedonale) e le immettesse in un dibattito ricco di polemiche e accuse, ma povero di idee e progetti”, io desidero sapere cosa c’è di diverso nella vostra proposta da quella che ho elaborato in Consiglio Comunale il 14/12/2004 ed inviata successivamente a Fancity il 12/01/2005, proposta, badate bene, che non indica la chiusura o l’apertura di una strada o una piazza, perché mi sembra alquanto riduttivo, ma propone alcune linee guida per poter arrivare all’intera pedonalizzazione del nostro Centro Storico. (spero che la redazione li metta a confronto)
Ora, io qui non voglio entrare in polemica con nessuno, desidero, però in modo sintetico dire la mia sulla posizione dei DS che, solo per volersi differenziare da chi, invece ha lottato ed ha intenzione di continuare a lottare per il raggiungimento di quello che è l’unico obbiettivo che si ritiene giusto e cioè quello di vedere chiudere l’intero Centro Storico, e senza alcuna demagogia, mi si permetta, perché ritengo che la chiusura della sola Piazza Duomo, non è altro che un volerci illudere o se preferite un volerci prendere in giro………ed allora “paradossalmente” io dico e scrivo che se si chiudesse l’intero circuito, come si fa per il carnevale, di sicuro si circolerebbe meglio, permettendo ai solo residenti l’ingresso in città ed adeguando il trasporto urbano alle nuove esigenze. Ed allora sì che avrebbe un senso l’ISOLA PEDONALE, ma si potrà mai fare tutto ciò……si avrà mai il coraggio di farlo……????
Ed allora perché la mia è una proposta “semplicistica che impedisce un’analisi seria e approfondita dei problemi” ed invece la loro, dei DS, è una proposta che recupera idee e proposte per immetterle in un dibattito ricco di polemiche e accuse ma povero di idee e progetti?

Acireale 22 dicembre 2004

Sig. Presidente, sig. Sindaco, colleghi Consiglieri e signori dell’Amministrazione


Oggi non era sinceramente mia intenzione intervenire in questo civico consesso proprio per una forma di contestazione nei confronti di questa Amministrazione, ed in particolare nei Suoi confronti Sig. Sindaco, ritenendola sorda alle sollecitazioni fatte da una parte di cittadini, nel voler rimanere fermo nelle sue decisioni e nel non voler rivedere alcuni punti della chiusura del centro storico che sta diventando sempre di più, a parer mio, non più un’isola Pedonale ma “un’isola nel deserto” cosparsa da un po’ di pioggia.
Ma non potevo certamente rimanere in silenzio, perché ritengo di dover esprimere la mia solidarietà sia al giornalista Salvo Cutuli sia a tutta Tele Radio Acireale, perchè sono stati “richiamati all’ordine”, da quel comunicato che ho appena sentito, e ritengo, in modo del tutto ingiustificato dal nostro Sindaco, sol perché, hanno dato spazio nel corso di un servizio televisivo ad alcuni rappresentanti la categoria dei commercianti, commercianti dissententi questo tipo di chiusura del centro storico.

Si è trattato di un episodio grave, sig. SINDACO, perché forse Lei ritiene, di voler mettere il silenziatore agli organi di stampa, e soprattutto a quelli che andando oltre gli annunci populistici e demagogici di questa Amministrazione fanno emergere le contraddizioni e le incongruenze del suo stesso operato.
Comunque. a TRA e a Salvo Cutuli va la solidarietà dei Popolari Udeur e mia, con l'invito a continuare nell’opera di informazione pluralistica e indipendente che fino ad oggi hanno svolto.

Acireale, 14 dicembre 2004

Signor Presidente ....................

E' fuori da ogni dubbio che l’importanza del Centro Storico, che rappresenta l’identità civica e culturale di tutta la città, mette in funzione un processo che interessa certamente l’intera collettività. Sempre più si assiste ad una rivisitazione generale dei centri storici, e questa problematica deve essere certamente affrontata cercando un equilibrio tra le esigenze dei residenti, le componenti economico-commerciali e le risorse che ci sono a disposizione, per conseguire condizioni più vantaggiose nell’interesse non solo di chi risiede e lavora nel Centro Storico, ma nell’interesse dell’intera città comprese le frazioni che insistono nel nostro territorio.

E su tutto ciò ritengo il CONSIGLIO COMUNALE come una sorta di laboratorio, dove discutere, reperire indicazioni, progettare, per offrire tutti quegli input necessari per mettere l’Amministrazione Comunale nelle condizioni di operare al meglio e non come ha fatto fino ad ora, proprio Lei Signor Sindaco, Lei e la sua Amministrazione di ARROGARSI il diritto di espletare qualsiasi scelta di una certa rilevanza senza effettuare un giusto e preventivo passaggio in questo civico consesso.

Il Centro Storico, sono d’accordo con la maggioranza dei nostri Concittadini, sta letteralmente scoppiando per la quantità di automobili che deve sopportare; è un problema oggettivo che si scontra con l’assetto e la struttura urbanistica del nostro centro come nella maggior parte dei Centri storici, un problema di spazi che non ci sono e che non sono stati progettati per sopportare mezzi sempre più numerosi, di contro, però, l’automobile è ormai diventata indispensabile nella vita di tutti i giorni e quindi bisogna che l’Amministrazione Comunale SI DIA, e subito, “UNA MOSSA”, affinché il problema dei parcheggi a ridosso del Centro storico sia affrontato in maniera veloce e definitiva.

La nostra città sta pagando un ritardo accumulato nel tempo rispetto ad altre realtà urbane che hanno già risolto questo grave problema. Servono dunque progetti seri, progetti importanti, che prevedano investimenti economici e culturali di spessore, per limitare i possibili disagi e le ripercussioni negative.

La nostra città ha bisogno di un progetto globale dove siano indicati i tempi, le metodologie e le modalità di realizzazione, per arrivare nel medio termine, ad una completa e definitiva pedonalizzazione di tutto il Centro Storico. Un salto di qualità che costituirà il punto di forza per il rilancio definitivo del nucleo storico della nostra città sotto tutti gli aspetti: urbanistico, abitativo, commerciale e artigianale.

E dunque Caro Signor Sindaco
- Invito l’Amministrazione Comunale ad individuare già dal prossimo Bilancio, capitoli di spesa appositi, destinati esclusivamente alla risoluzione del problema dei parcheggi;
- La creazione del Piano Urbano della Mobilità (PUM);
- La creazione del Piano Urbano del Traffico (PUT);
- La rivisitazione dei percorsi del Trasporto Pubblico Urbano e l’attivazione di Bus navetta ecologici, che servano zone diverse della città, da e verso il Centro;
- Serve un impegno da parte Sua Signor Sindaco, affinché si apra un dibattito costruttivo con le Associazioni di Categoria per individuare progetti di rilancio delle attività in questa zona, con lo scopo di allargare l’interesse dei cittadini a venire sempre di più verso il Centro, dove si potrà trovare un’offerta merceologica ricca, diversificata ed anche identificativa della nostra cultura e delle nostre tradizioni;
- Un arredo urbano, elegante e funzionale, che incentivi il cittadino alla fruizione del centro storico limitando contestualmente l’utilizzo indiscriminato dell’auto.
Inoltre ritengo che per ridare alla città e ai suoi cittadini quelle condizioni di vivibilità, servano da parte di questa Amministrazione comunale interventi primari e sostanziali quali:
- Una migliore utilizzazione del corpo della Polizia Municipale;
- Un abbattimento delle soste in doppia e tripla fila che continuano ad incrementarsi;
- Una migliore razionalizzazione e ridimensionamento delle aree di sosta a pagamento denominate “strisce blu”;
- Il decentramento dall’area del centro, degli Uffici pubblici comunali;
- Più garanzie per la sicurezza pedonale iniziando dall’elementare rifacimento delle strisce di attraversamento che nella stragrande maggioranza dei casi sono ormai invisibili;
- Prevedere di effettuare interventi per l’installazione di panchine, fioriere, portarifiuti, e quant’altro sia utile per abbellire la nostra città;

In mancanza di questi interventi, la chiusura del Centro storico, che ovviamente oggi così com’è strutturata non possiamo condividere, rischia di restare solo “un’isola nel deserto”.

Acireale 05 ottobre 2004

Sig. Presidente, sig.ri Consiglieri, sig. Sindaco e sig.ri dell’Amministrazione

Oggi qui, in questo civico consesso qualcuno dell’Amministrazione e credo proprio l’Assessore allo Sport, mi deve chiarire la posizione della stessa Amministrazione in merito agli Impianti sportivi che hanno bisogno di interventi manutentivi urgenti ed inderogabili per potere continuare ad offrire un servizio soddisfacente a tutta la cittadinanza.
Quello che sto per dire è sicuramente realtà, una realtà che però bisogna conoscere; ed oggi io sono qui “attrezzato” per poter dare la massima informazione ai cittadini ma anche a Lei Sig. Assessore, su come sono ridotti i nostri impianti, e voglio iniziare proprio dal Comunale, perché è impianto storico di Acireale e può benissimo dare un’idea di come possano essere ridotti gli altri due impianti di calcio esistenti nel nostro territorio, Guardia e S. Tecla; ma andiamo con ordine, cercando di fare il possibile per fotografare al meglio la situazione attuale…. :
- il terreno di gioco è ormai ai limiti della praticabilità: si riscontra una assenza totale dello strato superiore della terra, la presenza di profondi avvallamenti e di molte pietre, che possono essere causa di gravi danni agli atleti, che continuano ancora oggi a giocarci;
- per non parlare del campo per destinazione ricoperto nella parte che lo delimita da gomma piuma, che doveva essere di protezione per eventuali cadute, ma che è ormai diventata solamente ricettacolo di insetti di vario genere;
- l’impianto di illuminazione, un tempo fiore all’occhiello dell’intera struttura, (ricordiamoci che era l’unico campo ad avere l’illuminazione; aspettiamo ancora oggi che qualcuno ci dia notizie sulla situazione del “Tupparello”), ridotto ormai ad un “lumicino” che a malapena riesce ad illuminare lo spazio sottostante il palo che regge gli stessi fari, addirittura un palo è stato divelto dal vento all’incirca due anni fa, e ancora oggi è lì indisturbato a fare bella mostra di se stesso;
- e salvo errore, altra nota stonata: gli spogliatoi…ma qui le stesse società si sono sobbarcate il carico danaroso di rimuovere il marciume trovato, facendo sistemare tutti i servizi igienici, dallo scaldabagno ai vari sanitari, facendo addirittura dei turni per salvaguardare queste strutture sistemate con grande sacrificio economico.
Non voglio in questa sede dimenticare le altre due strutture pubbliche, e parlo dei campi di calcio, di Guardia e S. Tecla ma per queste, tutto quello già detto, se non è uguale poco ci manca…….anzi per la struttura di S. Tecla sicuramente molto ma molto peggio.
Detto questo, e dopo aver fotografato la situazione, direi la situazione reale, di come effettivamente stanno le cose…., mi preme dire che, poiché sappiamo tutti che il processo di deterioramento degli impianti e' un fatto naturale ed ampiamente prevedibile nel tempo sarebbe opportuno programmare gli interventi di manutenzione straordinaria, attraverso piani poliennali e relativi stanziamenti in bilancio e sicuramente prima che ogni stagione sportiva abbia il suo inizio, caro Assessore, e non pensarci solo ora a fare le varie gare d’appalto….., ora, che quasi tutti i campionati di calcio sono iniziati già da tempo.
E allora, ci dica la maggioranza "Garozzo", cosa vuole fare, noi Popolari – UDEUR, abbiamo le idee abbastanza chiare, crediamo che le risorse economiche necessarie alla ristrutturazione degli impianti sportivi possano per esempio essere reperite attraverso l'utilizzo della voce “oneri di urbanizzazione", perchè spero, e anzi auspico, si possa finalmente vedere una inversione di tendenza rispetto ai ritardi accumulati in passato, per ristrutturare questi nostri poveri e pochi Impianti Sportivi.
E quindi, in merito a quanto detto, visto che la stragrande maggioranza degli impianti comunali, richiedono interventi di manutenzione straordinaria, necessari alle varie attività sportive,
s’interroga questa Amministrazione per sapere:

1) Quale criterio di priorità intende utilizzare nella scelta degli impianti da sistemare, sempre se c’è l’intenzione da parte di questa Amministrazione di volerli sistemare?


2) Come ha intenzione di risolvere il problema dell’agibilità della Tribuna del Comunale?

3) Cosa intende fare per l’impianto di illuminazione del Comunale?

4) Cosa intende fare per l’impianto di illuminazione dello stadio “Tupparello”?

5) Come si vuole procedere per la sistemazione dell’impianto di Santa Tecla?

6) Perché la struttura sportiva del “Collegio Pennisi” è stata chiusa?

7) Cosa intende fare l’Amministrazione per la gestione del Comunale e di tutte le altre Strutture sportive esistenti sul territorio Acese?

Ed infine per tutte quelle altre discipline, sicuramente non meno importanti del calcio dilettantistico, ma certamente “bisognose anche loro” di impianti dove espletare ognuna le proprie attività (cito, ad esempio, alcune delle tante attività sportive che si praticano ad Acireale: pallacanestro, pallavolo, calcetto, scherma….) mi preme sapere l’iter fino ad oggi seguito per la sistemazione del Palazzetto sito in Corso Italia.
Si arriverà mai ad utilizzare questa struttura per lo scopo per cui è stata costruita?

Grazie.

Sig. Presidente, sig.ri Consiglieri, sig. Sindaco e sig.ri dell’Amministrazione

Oggi non avrei voluto intervenire, ma visto quanto è accaduto non potevo esimermi, perché è stato un fatto grave, un fatto spiacevole, un fatto strano…….per noi, per Lei Signor Sindaco, per tutti i cittadini ……. un episodio che io definisco di MALASANITÀ, un episodio avvenuto a pochi passi da dove ci troviamo noi adesso, e precisamente a Piazza S. Sebastiano, e voglio qui, in questo civico consesso, esplicitare i Fatti e solo i Fatti …….affinché tutti noi ci possiamo fare un’idea di quello che è accaduto, per riflettere e riflettere tanto.
Ieri.….alle ore 10,00, circa, è importante sapere l’ora, una tranquilla signora (poteva essere anche una nostra congiunta), dopo avere fatto i propri acquisti, si accingeva a fare ritorno a casa.
Qui c’è da aprire una prima parentesi, una piccola parentesi relativa allo stato del marciapiede, perché se andate a verificare, noterete il fondo scivolosissimo; bisognerebbe, caro Sindaco, prevedere e provvedere alla sistemazione di questa pavimentazione, in basalto, per rendere di nuovo il marciapiedi praticabile e pedonabile.
Comunque, ritorniamo ai fatti: la Signora per ritornare a casa, fatto abbastanza rilevante ad Acireale, visto che andiamo quasi tutti in auto, prende il pullman, ed è proprio in questo momento, proprio prima di salire sul pullman, che scivola, e scivola sbattendo fortemente a terra; potete immaginare il forte dolore provocato dall’urto (poi saprò della rottura del femore, comunque, spero e auguro che la Signora possa riprendersi al più presto), subito ci siano tutti allertati, compresi i VV UU, che voglio qui ringraziare per la loro fattiva collaborazione, chiamando il…………………………….
“FAMIGERATO 118”,
e l’ho fatto anch’io.
Ricordo l’ora, erano le 10,10 circa.
Sapete a che ora è arrivata l’ambulanza?
E’ arrivata alle 11,20 proprio così, più di un’ora di attesa, con la Signora distesa a terra con la gente che si fermava per chiedere se poteva essere utile, Voi provate ad immaginare se l’incidente fosse stato ancora più grave di quanto sia stato, immaginate…...….immaginate ….mentre tutti noi aspettavamo l’ambulanza.
Ora io Le chiedo, Sig. Sindaco, nella Sua qualità di massimo responsabile della Sanità Pubblica ACESE,
- di dare voce, anzi di gridare l’indignazione di tutta Acireale, nei luoghi competenti, per un episodio, che forse e dico forse, potrebbe ancora accadere in altri paesi, ma sicuramente non può e non deve accadere qui ad Acireale;
- di chiedere la presenza fissa presso l’ex Ospedale di un'ambulanza per i casi di massima necessità;
- per ultimo, s’è possibile, verificare il traffico effettuato dal “118” nella mattinata di ieri.

Grazie

Acireale 05 agosto 2004

Sig. Presidente, sig.ri Consiglieri, sig. Sindaco e sig.ri dell’Amministrazione

Oggi Lei, con quello che è accaduto e quello che potrà accadere da qui a qualche ora in quest'aula, si sta assumendo una grande responsabilità nei confronti dell'intera cittadinanza, quella di volere "Stravincere", e mi consenta di dire, che, spero che questo genere di comportamento prima o poi Le si rivolti contro, e lo sa perchè????
Perchè una cosa è aver vinto le elezioni, e questo, credo, che ad oggi, ancora nessuno glielo ha contestato, altra cosa è quella di volere stravolgere a tutti i costi il giusto e legittimo risultato elettorale, conseguito dopo una vittoria netta in Consiglio Comunale, e questo me lo lasci dire, Caro Signor Sindaco, perchè noi che appoggiavamo il candidato Rito Greco, avevamo vinto le nostre elezioni, e in Consiglio potevamo contare su una maggioranza di sedici consiglieri su trenta.
Ma se poi, Caro Signor Sindaco, in corso d'opera, e solamente all'inizio di questa Consigliatura, non conosco ancora a quale "prezzo", due Consiglieri Comunali eletti in queste fila, e precisamente Giuseppe Musmeci e Orazio Massimino, quest'ultimo addirittura era stato designato Assessore nella giunta del Suo avversario, fanno il salto sul carro del vincitore transitando dalla Sua parte....mi creda, vorrei sinceramente capire con quali nobili motivazioni questi due personaggi, riusciranno, senza nessuna vergogna, a spiegare ai nostri concittadini questo disgustoso e vergognoso gesto.
E Lei oggi, Caro Signor Sindaco, non è esente da colpe, Lei è l'attore principale di questa commedia.
....ma si ricordi, che qualcuno in altri tempi, prima che il gallo cantasse tre volte, questi TRADI', IMMAGINI COSA POSSANO FARE I CONSIGLIERI MUSMECI E MASSIMINO.


Grazie.
Acireale, 22 Dicembre 2005

Sig. Presidente….

Desidero iniziare il mio intervento, prendendo spunto proprio dalla parte conclusiva dell’intervento fatto dal nostro Sindaco, un ottimo intervento, anche perché, ritengo, dai tanti discorsi che fin qui ho ascoltato, che la parte più importante di questo consuntivo sono i RESIDUI sia che siano attivi sia che siano passivi…….ma proprio io per primo, e suppongo anche la maggior parte della gente che ci ascolta, come diceva qualcuno che mi ha preceduto, trova delle evidenti difficoltà nel comprendere la terminologia che si usa nel redigere un Bilancio, oltre alla parte propriamente tecnica, e allora, mi si consenta,…..questi residui………cosa sono?
In poche parole, da quello che ho capito e correggetemi se sbaglio, i residui attivi non sono altro che crediti non riscossi e i residui passivi non sono altro che debiti non pagati, in maniera alquanto elementare ma che, suppongo, sia abbastanza efficace per poterci rendere conto di cosa parliamo.
E’ proprio vero quello che mi hanno sempre detto, il conto consuntivo è il conto non delle cifre o dei numeri ma di quello che è stato fatto o di quello che non è stato fatto, oppure di come è stato fatto e di come si poteva fare e certamente questa Amministrazione ha fallito ha proprio fallito su tutto. I bilanci sono veramente lo specchio di una Amministrazione. I bilanci vanno comunque chiusi alla loro scadenza e spesso si chiudono con grandi alchimie.
Ma ritorniamo ai residui, e da quello che ho letto si tratta veramente di residui che corrispondono a cifre esorbitanti……..ed anche di cifre relative all’anno di riferimento, se non sbaglio, ……..e siccome non sono un tecnico ed in questo posto dove sono seduto rappresento qualcuno e più precisamente rappresento la gente rappresento i nostri concittadini e dunque chiedo a voi che siete dei tecnici cosa dobbiamo fare per venirne a capo o più precisamente cosa deve fare questa Amministrazione oltre a quello che avete benissimo scritto e segnalato sulla vostra eccellente relazione???
Però mi si consenta, io non posso certamente essere d’accordo nel dire che la Burocrazia sia la causa di tutti i mali di questo Comune, non posso, anche perché si è fatto riferimento alla Bassanini e la Legge se non vado errato va a regime solo alla fine del 1998 cioè solo alcuni anni fa ed allora non mi si venga a dire qui, che questa situazione contabile, certamente non brillante, è da addebitare solo ad alchimie dei funzionari di questo Comune, la colpa è sempre di entrambi……perché sarebbe troppo facile ed alquanto semplicistico ed io, se permettete, non lo condivido. E non lo condivido anche perché negli elenchi di questi benedetti o maledetti residui trovo registrati anni certamente antecedenti a tale data, conseguenza vuole……...
E in conclusione, mi si consenta, di chiedere a questa Amministrazione determinati impegni. Come ad esempio una azione forte e coraggiosa sui residui sia attivi che passivi, cercando di verificarne il più possibile e facendo i vari riaccertamenti seri e probanti.
Una più scrupolosa e attenta azione volta ad evitare ulteriore contenzioso, ed in particolare con i dipendenti stessi.
Un’azione di coinvolgimento anche della minoranza, nella stesura del bilancio, perché a parere mio, il Bilancio è anche della minoranza è di conseguenza di tutto il Consiglio e di tutti i cittadini che questo consiglio rappresenta.
Se poi, veramente inizierete ad accettare anche le nostre idee, ma ho forti dubbi, allora sarà indubbiamente una occasione forte di apertura al dialogo, e potrebbe sicuramente essere l’inizio di un’altra storia.
E concludo dando atto al Collegio dei Revisori per quella inversione di tendenza, quella discontinuità con il passato, che abbiamo chiesto a gran voce a questa amministrazione e che il Collegio ha subito fatto sua e questa relazione ne è veramente l’atto formale, con particolare attenzione a quella raccomandazione conclusiva che fanno: e permettetemi di ricordarla, perchè ne racchiude l’essenza e cioè Efficacia, Efficienza ed Economicità delle prestazioni.

Acireale, 16/11/2005

Signor Presidente, ……………………

Oggi su questo delicato argomento toccherò tre aspetti, uno relativo ai costi del servizio, un secondo, di incentivazione alla tariffa ed un terzo, relativo alle possibili soluzioni.

Inizio subito facendo alcune riflessioni proprio sui costi, ho analizzato in maniera abbastanza dettagliata alcuni prospetti relativi ai costi della raccolta dei rifiuti solidi conferiti in discarica ed ho subito notato delle differenze, che mi sono apparse alquanto strane e questa sera desidero insieme a tutti voi, colleghi consiglieri, approfondirne alcuni:
il primo è relativo al personale impiegato e all'onere per la sua retribuzione;
il secondo è la quantità di rifiuti solidi urbani prodotti nel comune di Acireale e il suo confronto con altri comuni limitrofi.
Riguardo al primo punto vorrei che mi seguiste, mentre faccio qualche semplice calcolo, abbastanza elementare e correggetemi se sbaglio: inizio da un dato certo che è la somma, che noi Comune paghiamo per questo servizio e cioè 8.640.000 Euro, i dati che sono a mia conoscenza mi dicono che il costo per la discarica è di 2.200.000 euro, facendo una modestissima sottrazione il risultato è di 6.440.000 euro (più di 13 miliardi), in questo momento alla Siet risultano impiegate circa 120 unità a tempo pieno, le quali comportano, salvo errori, perché non ho certezza ma presumo, una spesa per il personale di 5.000.000 euro + IVA del 20% all'anno, quindi alla fine si ha un totale di 6.000.000 euro, che divisi per 120 unità, dà come risultato medio la bellezza di 50.000 euro per ciascun dipendente (significa la bellezza di 100 milioni di lire all'anno del vecchio conio per ciascun addetto), ecco, fermandomi qui farei una cosa alquanto sbagliata e forse darei anche una cattiva informazione e dunque non mi fermo, perché la cosa ancora più strana è che conti alla mano, mi sembra del tutto impossibile che un operatore ecologico possa avere un reddito lordo di ben 42.000 euro l’anno, anzi, credetemi, è del tutto impossibile e mi verrebbe voglia di vedere, non dico tutti ma almeno qualche CUD, rilasciato dalla Siet, per verificare se il costo del personale di cui siamo onerati sia effettivamente questo o se invece ci siano delle differenze contabili, come è giusto che ci siano attenzione, che vanno, però, al di là del normale guadagno o utile d’impresa; perché, vedete, non voglio difendere gli operatori ecologici, ma lo devo comunque fare, perché è giusto farlo, perché vedendo realmente un CUD ed io ne ho visti, vanno, se non ricordo male, dai 16.000 ai 23.000 euro, dunque, la differenza con il calcolo appena fatto, mi sembra alquanto esagerata e (se nel caso fosse veramente così), ritengo, allora, che sarebbe più opportuno puntare su altre imprese del settore, magari più concorrenziali.
Rimanendo sempre nell’ambito dei costi, ritengo sia interessante mettere a confronto il comune di Acireale, per esempio, con il comune di Aci Catena, soprattutto perché, questo comune rappresenta in termini demografici, la nostra precisa metà e dunque dovremmo avere ad Acireale, come naturale conseguenza, una raccolta sui rifiuti urbani di circa il doppio del comune di Aci Catena!!!
Ma sapete, purtroppo non è assolutamente così......
E’ quasi il triplo!!!
E vi porto un esempio numerico, carte alla mano del GIUGNO del 2005,:
Aci Catena 991,28 tonnellate per un importo di € 64.000
Acireale 2.722,24 tonnellate per un importo di € 174.000
Il tutto, effettivamente, mi fa sorgere qualche dubbio….
Comunque su questi 2 aspetti, appena analizzati, non intendo fare alcun commento, perché lo lascio alla libera interpretazione di chi ci ascolta e di chi ha, eventualmente, delle responsabilità.
Passando al secondo aspetto, penso proprio che si è già detto molto a proposito del passaggio dalla TARSU alla Tariffa, ed in molti casi si pone l'accento solo sul discorso dell'aumento dei costi che possono ricadere sull'utente privato. Ma pochi riescono a percepire, a parere mio, il reale “plus valore” di questa riforma e di come potrebbe effettivamente cambiare la vita di tutti noi cittadini.
Certamente, questo “plus valore” ha una propria definizione: che altro non è che un “ambiente più vivibile e costi più ridotti”.
Il processo è certamente molto complesso e va a toccare una serie articolata di attività della vita quotidiana di ognuno di noi, sia esso utente sia esso operatore del settore: come quello di andare a determinare la nuova Tariffa, il calcolo della nuova bolletta, la separazione in casa della differenziata, la rilevazione del peso, il rispetto delle isole ecologiche, una comunicazione diretta con la centrale per la pulizia migliore delle strade, per la manutenzione dei cassonetti....e così via discorrendo.
Però, il can can si fa solo sui costi e sulle varie complicazioni ma non si vogliono vedere i reali benefici in termini di igiene, in termini di pulizia ambientale e poi, logicamente, in termini di sgravi e di sconti che la tariffa porterebbe.
Il passaggio dalla vecchia Tassa (TARSU) al nuovo sistema Tariffario, i cui principi tendono a rapportare il prezzo che paga il cittadino alla quantità effettiva di rifiuti prodotti, potrebbe portare soltanto benefici a tutti i cittadini, e qui mi sembra possa bene applicarsi un concetto che se uno mangia una mela in una casa di 100 metri quadri produce la stessa quantità di bucce che produce uno che mangia una mela in un’altra casa più piccola o più grande, quindi lo smaltimento del rifiuto dovrebbe essere proporzionale alla quantità di bucce e non moltiplicato per altri fattori.
Ma tant’è che entro il 2008, comunque, si deve fare questo passaggio.
Anche perché ritengo che l’attuale metodo non sia più in grado di coprire i costi del servizio, attraverso i proventi derivanti dal gettito TARSU, i quali presumo non superano la soglia del 50%, anche se forse qualcuno afferma che si sia già raggiunta la soglia di copertura dell’80%.
A mio parere ritardare ancora l'applicazione della tariffa comporta l'assunzione di gravi rischi, uno di questi è quello di dover imporre agli utenti un ulteriore sensibile aumento del corrispettivo, come è già avvenuto, e come potrebbe avvenire in un lasso di tempo, sicuramente, molto ristretto.
Le tante ricerche effettuate mi portano ad indicare ad esempio parecchie città, che hanno trovato soluzioni veramente innovative: la pesatura dei rifiuti col bidoncino, l’utilizzo del dissipatore domestico, il sacco a pagamento, la gestione della banca dati e relativi svuotamenti mediante Internet, la messa in posa di cassonetti abbinati a microaree omogenee, a Rimini, per fare il nome di una città turisticamente importante, si è scelto di effettuare uno sconto in fattura per premiare chi opta per la raccolta differenziata attraverso i conferimenti nelle Isole Ecologiche. Il cittadino munito di una tessera magnetica si reca nell'Isola Ecologica e conferisce il proprio differenziato. La macchina, attraverso la tessera, riconosce il cittadino, incrocia i dati con quelli derivanti dalla misurazione del conferito e calcola subito lo sconto da applicare nella successiva fattura, nella gestione della TARSU per una variazione del genere era necessario attendere l'emissione del ruolo dell'anno successivo o di un ruolo suppletivo.
E vado a concludere, volendo proporre un’ulteriore soluzione che presenterò anche come mozione: attualmente il sistema di pagamento è impostato solo per mq e non, anche, per l’effettiva presenza di persone o nucleo familiare in un determinato stabile.
Tale sistema, contrario alla logica, e nell'intento, forse, un tempo di agevolare le famiglie più numerose, oggi diventa solo un sistema molto rigido nei confronti delle famiglie stesse, che oggi, statisticamente, non superano i 3 elementi. Dunque, è evidente a tutti che questa tassa è strettamente legata solo ai freddi metri quadri di un appartamento, che ovviamente non produce alcun rifiuto e non, invece, come a parere mio dovrebbe essere, legata anche al numero di persone che effettivamente abitano nell'alloggio.
Occorrerebbe, quindi, a mio giudizio introdurre dei correttivi che tengono conto anche dei componenti del nucleo familiare e ciò per rispettare quel principio di uguaglianza tra tutti i cittadini sancito dal nostro ordinamento costituzionale.
Grazie

Acireale, 13 ottobre 2005

Signor Presidente……………

Oggi noi andiamo a discutere su un argomento senza alcun dubbio di grande rilevanza per lo sviluppo futuro del nostro territorio, ma se mi è consentito vorrei iniziare il mio intervento con una testimonianza. La testimonianza di Alessandra Bonfanti, portavoce di Goletta Verde, che dice: il mondo politico ancora sottovaluta il potenziale offerto dalle riserve che caratterizzano questa costa, ne è un caso lo stupendo tratto di costa ionica etnea della Riserva della Timpa che rappresenta una spettacolare risorsa per il turismo naturalistico. Oggi, però, il rischio della vendita a privati della Gazzena, naturale completamento della riserva, è sempre più vicino.
Ecco, queste considerazioni già dicono tutto, potrei anche ritornare a sedermi, ma se permettete vorrei anch’io esternare qualche mia considerazione su questo delicatissimo argomento, iniziando col dire: abbiamo un potenziale enorme, cerchiamo in tutti i modi di acquisirlo per poi renderlo fruibile.
Ma se permettete vorrei fare un piccolo inciso normativo, ricollegandomi al fatto che noi in Sicilia, siamo una regione a statuto speciale, abbiamo ampi poteri che il nostro statuto ha concesso ai nostri legislatori, per poter intervenire in materia di conservazione del patrimonio naturale. La prima legge regionale che diede il via all'avventura delle aree protette, fu la numero 98 del 1981, dieci anni prima, addirittura, della legge quadro nazionale sulle aree protette la 394/91, della quale abbiamo recepito pochissimo. Una partenza certamente tempestiva, ma soffocata dal successivo lentissimo incedere del procedimento istitutivo delle aree protette. In realtà in quel periodo non c’era molta voglia di Parchi, di riserve naturali nelle comunità locali, non esisteva quella cultura……..che forse non esiste neanche oggi, si è dovuto attendere la seconda metà degli anni Ottanta e precisamente il 17/01/1987, quando viene apposta la firma sul decreto costitutivo del Parco dell’Etna seguiranno nell’89 quello delle Madonie, e successivamente quello dei Nebrodi). Tutte zone svantaggiate alle quali i Parchi si rivolgevano promettendo nuove opportunità di sviluppo. Nell’agosto dell’88 si approva un’ulteriore legge la 14, che offre all’ambiente un’altra occasione di salvaguardia e di tutela, modificando ed integrando la precedente 98/81, inserendo alcune norme di incentivazione per lo sviluppo e la crescita economica e sociale delle popolazioni residenti all’interno dei territori protetti, oltre ad aver inserito altre 80, circa, riserve naturali e qui se permettete voglio ricordare a tutti che queste Leggi, innovative per quel periodo, portono la firma di quel grande uomo e grande politico acese che porta il nome dell’On. Presidente della Regione Siciliana RINO NICOLOSI.
Ed in questa ottica che le aree naturali urbane, a mio parere, costituiscono un immenso patrimonio a disposizione delle città, dei suoi abitanti, nuovi modelli gestionali non solo per la conservazione e se permettete aggiungo “IMBALSAMAZIONE” ma soprattutto per la valorizzazione del patrimonio naturale, per la promozione di attività ricreative, per la promozione di attività economiche, oltre, naturalmente a quelle turistiche. E noi su questo dobbiamo puntare. La tutela ambientale e naturalistica, della “Gazzena” non deve apparire fine a se stessa; non deve rispondere al solo principio di conservazione, deve affermarsi come una condizione indispensabile per un rapporto tra l’uomo e la natura, per una nuova formazione culturale e per lo svolgimento di un turismo intelligente e formativo.
E dunque, e vado a concludere, mia sia consentito esprimermi favorevolmente sull’obbiettivo a cui, credo, questo consiglio vuole pervenire e cioè all'acquisizione dell'area “Gazzena” al patrimonio pubblico, per un utilizzo, in prospettiva, coerente al regolamento della Riserva e certamente non per mummificare una porzione importante del nostro territorio ma per la possibilità di uno sviluppo sicuramente ecocompatibile.

Acireale, 27 settembre 2005

Signor Presidente, ……………………………..

Non avevo fino a qualche giorno fa minimamente intenzione di tornare a parlare di Piazza Europa e del piccolo progetto di Illuminazione di tale piazza, anche perché, vedete, non c’era nulla che mi facesse immaginare di riuscire ad attirare l’attenzione di ex amministratori che hanno fatto tanto per la nostra città, che si sono spesi tantissimo per la nostra Acireale. In un recente articolo apparso su un quotidiano, si è parlato di sculture,………di statue,…………di suggestivi giochi d’acqua, perché, in effetti, loro si, che ce ne hanno lasciate tante di sculture nella nostra città, anzi, hanno fatto di più, hanno anche tracciato il futuro urbanistico di Acireale con tanta parsimonia e con tanta saggezza programmatica.
Ebbene sì, a me non sembra vero sentire parlare questi amministratori del passato che ogni tanto si risvegliano per poi riaddormentarsi di nuovo.
E comunque, voglio tralasciare riferimenti specifici, ma tuttavia è forte in me quella voglia di ricordare il passato affinché possa servire da monito per aiutare eventualmente ad evitare possibili errori presenti e futuri. E allora dico:
- Cosa ci hanno lasciato nel nostro centro storico?
- Come l’hanno fatta diventare la nostra Piazza Duomo?
Ci sono solo banche!
- E la nostra città come si è sviluppata dagli anni 60 in poi?
Ebbene si, ce ne hanno lasciate tante di sculture, ed importanti ed in pieno centro e anche a pochi passi da questo Palazzo………….!
- La prima scultura si trova nella centralissima Piazza S. Domenico e la possiamo ammirare perché si eleva per 10 piani. Grazie
- La seconda scultura si trova nella zona più a sud ossia a Piazza Marconi, la piazza del mercato, quella grande opera dai muri grigi e bianchi, prospiciente quasi la bellissima Basilica barocca di S. Sebastiano come se si mandassero baci tra loro, uno di fronte all’altra.
- La terza grande scultura si trova a pochi passi da lì e si erge maestosa nei suoi sette piani, quasi volesse fare da custode alla centralissima chiesa di Odigitria.
- E che dire della quarta scultura ma mi piacerebbe chiamarla tanto opera d’arte, che si trova proprio a ridosso della Basilica di S. Sebastiano, che con la sua possente presenza, si leva in alto quasi a volere vigilare e sorvegliare quel Tempio antico. Ancora Grazie e grazie di cuore.
Ecco di questo ed altro avrei preferito non parlare, ma quando si sogna o forse è meglio dire, quando si hanno degli incubi, ti vengono spontanee tante fantasie, ad esempio: in Piazza Europa, stiamo ancora aspettando quella grande scultura del grande maestro scultore Cappello, di cui parla quel giornalista e sempre in quell’articolo, la quale avrebbe sicuramente offerto uno spettacolo favoloso, imponente, ma ahimé si è andato perso il progetto, non si trova più il calco addirittura sembra che sia scomparsa la statua che si stava per completare.
Forse qualcuno l’avrà portata via?
Forse qualcuno l’avrà nascosta?
O forse volendoci pensare meglio, esiste uno schizzo o qualche foto?
E allora, perché solo quelle tre povere panche?
Forse ne servirebbero altre tre, sig. Sindaco!?
Comunque, diciamolo pure, quella piazza al centro di Acireale era totalmente al buio, piena di escrementi di animale e ricettacolo solo di tanta sporcizia.
Io dico, che forse sarebbe stato, almeno, opportuno illuminarla, nei quaranta e passa anni dalla sua realizzazione. **
La verità è che di zone a verde la nostra Acireale non ne ha e se analizziamo un tantino il nostro territorio ci accorgiamo di avere solo il parco delle Terme grazie ad una donazione dei Pennisi di Floristella, le piccole villette di Piazza Lionardo Vigo e di Piazza Garibaldi e la Villa Belvedere che mi risulta essere stata donata dai Nicolosi, tali erano all’inizio del 900 e tali lo sono ancora oggi!
In compenso dagli anni 60 in poi tantissima edificazione selvaggia, tantissime costruzioni, tantissimi palazzi!
Questo e quello che, purtroppo, abbiamo trovato, ed oggi, a noi non ci rimane altro che cercare di mettere solo pezze, almeno nelle zone già edificate.
Perché, vedete, il successo che ha avuto quella piccola modifica della zona a verde di Piazza Europa ha veramente dell’incredibile, ha ragione il Dott. Contarino quando dice: “….non è uno spazio fruibile…..”, come dargli torto, ma la gente ha voglia di zone a verde e si vede da come se n’è impossessata e invece chi doveva pensarle, un tempo, non l’ha fatto, nella nostra Acireale di verde non ce n'é!
E pur con il rispetto, per chi ha amministrato questa città nel passato, mi sembra veramente eccessivo chiedere che oggi si possa sistemare tutto in un sol colpo.
Io credo che forse sarebbe stato meglio cercare di essere un po’ più critici allora, sicuramente ce n’era più di bisogno.
Oggi, invece sommessamente chiedo a Lei Signor Sindaco, e chiudo qui, di attenzionare di più, non solo Piazza Europa ma, tutte quelle altre piccole zone a verde dove necessità una manutenzione più accurata per cercare di dare risposte concrete e reali e non incubi, al nostro già martoriato territorio ma ancora di più alla nostra gente. Grazie sig. Sindaco

** 11.303,68 + 3.000 = 14.303,68 iva esclusa. Questo è il costo totale dell'opera, completa sia dell’impianto d’illuminazione, che della sistemazione dello spazio a verde.

Acireale, 01 agosto 2005

Sig. Presidente ........

la ringrazio per avermi dato la parola e mi scuso per essere stato assente, purtroppo, nella sessione in cui si è approvato il bilancio, ma credetemi, per motivi personali. Avrei voluto essere presente per approvare o non approvare il bilancio e dunque discuterlo e mi sarebbe piaciuto essere presente proprio perché l’argomento è interessante, uno degli argomenti più importanti che passano da quest’aula consiliare. Ma andiamo all’argomento in discussione, io purtroppo, data la mia assenza, non ho potuto avere questa delibera in tempo utile per poterla studiare e nell’eventualità poter apportare qualche mio suggerimento in sede di Commissione, di conseguenza apprezzo certamente il lavoro fatto dalla Commissione, però è altrettanto giusto che io, comunque, presenti quelli che sono i miei intendimenti relativi sempre a questa delibera. Vado a braccio logicamente e vogliate scusarmi se possibilmente non sarò scorrevole come lo sono, forse, quando preparo le mie cartelle, e potrei di conseguenza saltare da un argomento ad un altro. Dico che è molto lodevole l’iniziativa dell’apertura finalmente del Teatro dell’Opera dei Pupi di via Alessi. Ho letto in maniera attenta la delibera, purtroppo mi mancava un ultimo allegato che ho avuto questa sera e di conseguenza ce l’ho nella sua interezza. Riprendo proprio dalla premessa di questa delibera, che parla del puparo Mariano Pennisi che ha gestito inizialmente l’Opera dei Pupi qui ad Acireale per poi trasferire la sua bravura al figlioccio, come leggo, Emanuele Macrì altro puparo di straordinaria abilità e tecnica, oltre alla presenza scenica che portò veramente oltre i confini dello Stretto, quella che è un’arte stupenda, bellissima. Io mi ricordo, abitando nei pressi di via Alessi, che da bambino frequentavo quella via, non c’erano così tante macchine e si poteva liberamente anche da piccoli andare in strada, di conseguenza essendo residente della zona, andavo da don Manuele il quale ci accoglieva tutti e ci faceva ascoltare quelle sue oratorie bellissime, quel suo dire stupendo, quel suo modo di parlare, quel siciliano che forse ci stiamo dimenticando un po’ tutti e che mi ricorda tante cose belle e credetemi, quando passavo da lì e vedevo chiuso quel teatro mi rammaricavo nel non poter fare nulla o almeno mi sentivo quasi in imbarazzo a non poter fare nulla per farlo aprire e farlo al più presto. E quindi, parlando di questi grandi artisti M. Pennisi ed E. Macrì, non si può che definirli grandi pupari, grandi artigiani del pupo, oltre che manovratori, oltre che maestri della scena, maestri nel far muovere questi pupi. Loro lo lavoravano il pupo, lo conoscevano al suo interno, loro lo amavano. Il puparo ama quel pezzo di legno che ha creato, che ha modellato, fino a farlo diventare uno dei paladini di Francia. Considerato, dunque, che l’Amministrazione, giustamente, vuole concedere in uso a terzi quest’Opera, questo teatro, cedendolo, con una gara, per ben due anni, ritengo che bisogna stare attenti e bisogna attenzionare nelle sue varie parti questa delibera. Io veramente sono rammaricato per non averla potuta avere in tempo utile per potermi ulteriormente sforzare di trovare qualche altro suggerimento; però qualcosa ho fatto, e se lei mi consente sig. Presidente, la voglio porre all’attenzione di tutti i miei colleghi consiglieri, a Lei Presidente della Commissione, ai suoi componenti che hanno lavorato tantissimo e con scrupolo per emendare questa delibera e se permettete, anche io qualche suggerimento ce l’ho, non so se poi verrà preso in considerazione perché è giusto che sia anche così, però è giusto che lo dica, che esterni quello che penso ed inizio leggendo che questa delibera deve essere sottoposta al Consiglio comunale, a noi Consiglieri per poterla discutere e se permettete, inizialmente, voglio innanzi tutto evidenziare che ci sono dei fattori indicati con delle lettere che vanno dalla lettera A alla lettera D e sono quelli che stabiliscono i criteri che permetteranno l’aggiudicazione della gara, alla ditta che gestirà successivamente il teatro per due anni. Io, se permettete, dico che sono già, buoni criteri quelli che sono inseriti qui, anche perchè rispetto a quello che ho letto nella prima delibera, credo si tratti della prima, dove ci sono solamente due criteri e dove ad ogni criterio si dava 40 come punteggio minimo e 60 come punteggio massimo. Giudicando solo la completezza, la varietà e la complessità del repertorio. Ora io mi scuso se forse sarò un po’ pedante, ed entrerò anche sul tecnico, però è giusto che ne discutiamo. Sig. Segretario,….. dott. Scibilia, voi date un punteggio, una percentuale di 30 punti all’offerta A, ne date 20 all’offerta B, ed è giusto che lo dica l’offerta A, è l’offerta percentuale in aumento sull’importo del canone come quantificato dall’ufficio tecnico comunale, io ho letto, perché la parte mancante della delibera mi è pervenuta solo ora, che l’ufficio tecnico comunale parte da una base di 980 euro, così capiscono tutti, così capiamo tutti perché è importante che la gente sappia e comprenda tutto. Al punto B abbiamo il riconoscimento della funzione svolta nel tempo per la promozione e la diffusione del teatro dell’Opera dei pupi. Ecco io in alcune di queste parti, scusatemi, a tanti forse non interessa, però io, per carità, rispetto tutti, solamente che c’è questo brusio che possibilmente da fastidio anche alle persone che ci ascoltano. Ora io dico: per quanto riguarda questi tipi di fattori, come si è arrivati alla determinazione di questi soli quattro fattori. Al punto C c’è il valore tecnico funzionale del progetto di gestione con particolare riferimento alla promozione dell’immagine e della fruizione turistico- scolastica e così via dicendo. Al punto D ed è un punto che io voglio discutere, questa sera qui, e credo che bisogna discuterne tutti, si parla di completezza, varietà, complessità del repertorio con riferimento ai soggetti epico cavallereschi, ai cicli, agli episodi interpretati. Io desidererei capire come si può assegnare un punteggio sulla base di che, di che cosa, sulla base, forse, di filmati, di cd, di cassette con registrazioni di opere fatte in precedenza dalle ditte o delle aziende che dovranno gestire successivamente il teatro, perché, allora mi viene spontaneo pensare, come si fa a capire come recitano? Come interpretano quell’opera se nessuno li ha mai ascoltati? Con punteggi che variano: dai 30 per il punto A, a 20 per il punto B, 25 per i punti C e D. Io propongo di aggiungere alla tabella dei fattori determinanti i punteggi, prego di fare attenzione, un ulteriore comma identificato con la lettera E, perciò a questi 4 chiedo di aggiungerne un quinto. E ha un senso, ed è giusto dirlo, perché parlo di pupari, parlo di Emanuele Macrì, parlo di M. Pennisi che erano pupari. Il comma che propongo di aggiungere è “un giusto riconoscimento dell’attività lavorativa di puparo svolta nel tempo ed in modo principale ed esclusivo nell’ambito dei pupi e del Teatro dell’Opera dei Pupi”. Logicamente aggiungendo quest’altro fattore si devono riassegnare i punti ed in maniera equa e siccome sono 5 per arrivare ad un punteggio massimo di 100, non si deve fare altro che assegnare ad ognuno dei 5 fattori il punteggio massimo di 20, per arrivare con una semplice somma a 100. Questo è il primo passaggio che io desidero fare questa sera, per quanto riguarda invece la parte tecnica dello schema di concessione mi si permetta, entrare nel merito del punto relativo allo schema di concessione, e ho trovato, a parere mio, alcuni punti che possono essere condivisi anche da voi, e vado con ordine, dott. Scibilia, partendo da un articolo che ho già depennato dai miei appunti che riguardava l’art. 3 “attività del gestore”, ma che, la Commissione ha già fatto suo, riguardante la percentuale di sconto; vado quindi all’art. 4 dello schema, dott. Scibilia, se volete stare attenti, anzi, se avete qualcosa da aggiungere potete benissimo farlo, l’art. 4 dice alla lettera A: sono “obblighi gestionali”, io propongo di aggiungere alla fine del comma e leggo a questo punto anche il comma, perché lo ritengo importante, lo leggo affinché possano capire tutti se no ci parliamo addosso senza che gli altri riescano a capire nulla, l’art. 4 dice così: “il gestore garantisce la gestione programmata dell’attività di spettacolo fornendo anche i supporti tecnici per lo svolgimento della stessa ivi compresi le attrezzature tecniche e tecnologiche necessarie e o previste a livello normativo ove non siano già in dotazione al teatro. Inoltre il gestore garantisce” – qua ci sono i due punti e c’è questo elenco che inizia sempre con la A e io propongo di modificare la lettera A, prima leggo, “una reperibilità personale o telefonica o telematica per le informazioni necessarie ad una corretta fruizione della struttura”. Io desidererei aggiungere alla fine di questo comma “e apertura giornaliera del teatro”. In seguito, questi appunti, li darò anche per iscritto. Alla lettera B io propongo altre modifiche. La lettera B recita così “il pagamento delle utenze elettriche ed idriche in base alla quantificazione che farà l’ufficio tecnico comunale in quanto l’intero complesso di cui fa parte anche il teatro è servito da un solo contratto di fornitura con l’Enel e da uno soltanto con la Sogip, salvo voltura dei contratti nonché il pagamento delle spese telefoniche”. Ecco io ritengo, e non vedo alcun motivo, perchè non si debba fare un altro contratto, per quale motivo l’azienda che andrà a gestire questo teatro dovrà avere sempre quella pendenza con l’ufficio tecnico, che gli dovrà dire quanto deve pagare, ritengo sia più giusto che si faccia un nuovo contratto sia per l’Enel che per la Sogip. Mi sembra normale perché poi ci si deve organizzare, l’ente gestore dovrà aspettare “il Comune” per poter pagare le sue bollette e l’ufficio dovrà calcolare, di conseguenza quanto gli spetta pagare. Se c’è una sola motivazione per cui questa proposta non può essere presa in considerazione, che mi si dica, come lo sto dicendo io. Alla lettera D,……….. perché lo sapete cosa succede: che noi facciamo un Regolamento, noi facciamo la qualsiasi cosa, parliamo, discutiamo, però all’atto pratico quando poi andiamo a fare le cose che servono alla città ci arrotoliamo e ci srotoliamo, ci mettiamo a fare dei salti mortali quando, invece, sono cose semplicissime. Ritornando alla lettera D, ed è un’altra cosa che mi sembra alquanto strana, e la leggo, “ il pagamento di ogni altra spesa di gestione ed in particolare della pulizia”. Ritengo anche in questo caso, e questo mi sembra arzigogolato come comma, che sarebbe più semplice “il gestore si farà carico di ogni altra spesa di gestione ed in particolare della pulizia”; credo che anche all’orecchio di chi ci ascolta e ci sente è più semplice di quello che ho letto poc’anzi, e questo è un ulteriore emendamento che mi sono ritrovato a fare. Andando all’art. 5, sig. Presidente lo so che lei mi sta guardando per il tempo che ho fino ad ora impiegato, però mi creda, io posso anche sedermi, non ho problemi fate voi cosa dovete fare e non ci sono problemi,…. grazie. L’art. 5 al primo comma, e leggo anche questo, perché è importante, “l’immobile potrà essere utilizzato dal gestore esclusivamente per l’attività del teatro dell’Opera dei Pupi, escludendo qualsiasi altra attività inclusa quella commerciale, e non potrà essere concesso in sub concessione“. In linea di principio io cosa ho da dire su questo, nulla, sembrerebbe proprio nulla, però se noi andassimo nel suo articolato quando mi dice “ il gestore dovrà esclusivamente per l’attività del Teatro dell’Opera dei Pupi siciliani” mi limita il gestore, lo limita perché se ci si vuole organizzare una manifestazione inerente sempre l’Opera dei Pupi, si vuole organizzare un Convegno all’interno del teatro sempre inerente l’Opera dei Pupi, questi non lo può fare con questo articolato. Allora perché non lo cambiamo ora che siamo in tempo per poterlo cambiare, dato che lo stiamo costruendo ora, anziché farlo dopo, sempre se siamo d’accordo tutti. Anche perché l’Assessore, credo, che voglia fare diventare importante quella struttura, e quando si deve organizzare una manifestazione, un convegno, sempre che parli dei Pupi, che parli anche di qualche cosa che sia attinente al teatro, lo si possa fare. Ma con quello che c’è scritto qui no, con quello che c’è scritto qui si può fare solo l’Opera dei Pupi, ed è giusto che sia così, ma io credo che si possa anche aprire a questo genere di manifestazioni. All’interno di questo comma, relativo all’art. 5, io ho letto gli emendamenti che ha fatto il cons. Di Mauro e mi ha trovato subito d’accordo, relativamente alla possibilità del punto ristoro, dei gadget, dei souvenir, se non si vendono qui, dove si devono vendere queste cose. Se non si vendono in un posto come l’Opera dei Pupi che è delegato a questo … e mi riferisco ai pupi, a quelli piccoli che si portano dietro le persone, e io ho pregato tante volte anche chi fa i carri in maschera, di fare anche le mascherine piccole perché questi sono i souvenir che si vogliono portare via i nostri turisti, questo è il commercio che noi dobbiamo incrementare nella nostra Acireale. Ritengo che sia questo, ma se poi noi ci mettiamo che l’attività commerciale non può essere fatta, come si possono vendere all’interno del teatro queste cose e allora io propongo al primo comma dopo la parola “siciliani” di aggiungere “e per attività connesse al Teatro dei Pupi” e dopo la parola “attività incluso quella commerciale” eliminare queste parole ed inserire in sostituzione “con possibilità di vendita di gadget e souvenir”. Mi sembra il minimo sempre se siamo tutti d’accordo, attenzione, perché io non voglio mettere i carri prima dei buoi, ognuno si prende le sue responsabilità, per carità. Al 6 comma alla fine dopo la parola “cultura” e questo lo voglio leggere perché a me piace tantissimo “il gestore dovrà apporre e fare apporre in ogni documento scritto, fotografico, televisivo, cinematografico, che riproduca spezzoni dello spettacolo svolto, il logo, di ampiezza adeguata, della Regione Siciliana, dell’Assessorato ai Beni Culturali e Ambientali della P. I. del Comune e l’Assessorato alla Cultura”. Imponiamo di mettere tutti questi loghi, ma chi è che ce li mette questi loghi se non il gestore e allora facciamogli mettere anche quello suo di Logo, mi sembra logico. Di conseguenza io dico di aggiungere, “e il nome della ditta gerente”. Al 10° comma e qui credo che sia importantissimo, perché è una questione riguardante la salute, anzi, di un problema di sicurezza, e il 10° comma recita così “ la porta dell’ingresso del locale magazzino che da sull’androne, che conduce agli uffici, rimarrà chiusa in qualsiasi occasione per la sicurezza degli uffici, dell’esposizione e degli altri locali comunicanti”. A leggerlo così nulla da dire per carità, però chi è che va a guardare la piantina del teatro, scusatemi ma è importantissimo, perché riguarda, lo torno a ripetere, la sicurezza delle persone, il magazzino sapete dove si trova ? Si trova sotto il palco, si apre una botola, si entra sotto, si va nel magazzino si prende quello che si deve prendere e si esce ritornando a fare la strada a ritroso. Si fa la scala interna sotto il palchetto e si entra sul palco e si esce fuori. Ma se per caso dovesse succedere qualcosa sul palco quelli che sono nel magazzino fanno sicuramente la fine dei topi. Potrei capirlo se fosse una mente distorta a scriverlo, dato che c’è una porta nel magazzino, c’è una porta che va fuori sul cortile capite proprio fuori, ma chiusa, il motivo per cui si deve obbligatoriamente tenere chiusa, potrei capirlo ma non giustificarlo: per una questione di sicurezza; ma esiste una altrettanto questione di sicurezza, relativa alle persone che ci lavorano. Gli operatori che andranno a muovere le marionette, i pupi, quelli sono lì, sono nel magazzino per andare a prendere, forse anche i pupi, e poi salgono di nuovo. Allora vogliamo mettere in sicurezza anche loro? Oltre agli uffici, che è giusto, ai pupi di don E. Macrì , è giusto, però cosa costa inserire, e dico a Lei assessore , alla fine o in mezzo a questo comma dopo la parola “rimarrà” aggiungere le parole “aperta durante gli spettacoli per la sicurezza degli operatori e chiusa in qualsiasi altra occasione per la sicurezza degli uffici, dell’esposizione e degli altri locali comunicanti”. Noi perché dobbiamo limitarci, soltanto perché qualcuno, e mi riferisco alle varie commissioni di controllo, ha detto che vanno bene, io che vedo dalla piantina come sono allocati gli uffici del magazzino, Presidente mi creda non è una questione …, forse uno non ci fa caso, però io che sono andato a visitarlo questo teatro, il magazzino si trova veramente nei sotterranei e ha una porta che da fuori, nell’androne, perché si deve tenere chiusa? Solo per rischiare che qualcuno ci rimanga chiuso. L’art. 9, e qua faccio ammenda, perché, mi creda, sconoscevo il problema della somma che già avevate accuratamente predisposto tramite l’assessorato LL.PP., cioè gli 980 euro, io pensavo che all’art. 9, al canone di concessione si potesse apportare una piccola modifica, avevo pensato a 600 euro mensili con un canone annuo di 7200 euro, quindi ad una riduzione del canone. Però se già l’ufficio ha fatto una sua …stima, io l’ho detto perché ritenevo fosse giusto dirlo, però se l’ufficio Tecnico ha fatto una sua valutazione, allora ritengo che sia giusta la valutazione fatta dall’ufficio. Scusatemi, Presidente della Commissione, io, mi creda, il lavoro che avete svolto voi, vi si deve dare atto, avete svolto certamente un grande lavoro. Io ritengo, alla fine che qualche cosa di queste mie proposte si possa anche prendere in considerazione, non dico di prenderle tutte in toto, per carità, ognuno ha fatto e farà pure la sua parte, però se questo Consiglio vuole prendere in considerazione qualche proposta di quelle che io ho fatto, non fa una cosa a me gradita ma la fa suppongo a tutta la città, grazie.


P.S. - Qui di seguito gli emendamenti presentati in aula:


PROPOSTA DI MODIFICAZIONE DELLO SCHEMA DI CONCESSIONE
Il consigliere Ardita Venerando propone il seguente emendamento:
Art. 3 – Attività del Gestore
Alla fine, dopo le parole “percentuale del”, aggiungere “30%”;
Art. 4 – Obblighi gestionali
Alla lettera “A” aggiungere alla fine del comma: “e apertura giornaliera del Teatro”;
Alla lettera “B” viene proposta la seguente nuova formulazione:
“Il Gestore avrà l’obbligo di richiedere nuovi contatori per la rilevazione dei propri consumi relativi ai contratti di fornitura dell’ENEL e della SOGIP;
Alla lettera “D” viene proposta la seguente nuova formulazione:
“Il Gestore si farà carico di ogni altra spesa di gestione ed in particolare della pulizia;
Art. 5 - Prescrizioni
Al primo comma dopo la parola “siciliani” aggiungere “e per attività connesse al Teatro dei Pupi”; e dopo la parola “attività” eliminare le parole “inclusa quella commerciale” e inserire le parole “con possibilità di vendita di gadget e souvenir”.
Al sesto comma dopo la parola “cultura” aggiungere: “e il nome della Ditta Gerente”;
Al decimo comma dopo la parola “rimarrà” aggiungere le parole “aperta durante gli spettacoli per la sicurezza degli operatori e”;
Art. 9 – Canone di Concessione
Alla fine dopo le parole “euro” aggiungere la somma di 7.200,00;


PROPOSTA DI MODIFICAZIONE DEL CRITERIO DI VALUTAZIONE
Il consigliere Ardita Venerando propone il seguente emendamento:
Aggiungere alla tabella dei “fattori determinanti i punteggi”, un ulteriore comma identificato con la lettera “e” :
Riconoscimento dell’attività lavorativa svolta nel tempo e in modo principale ed esclusivo, nell’ambito dei pupi e nel Teatro dell’Opera dei pupi.

E assegnando ai cinque fattori il Punteggio Massimo di 20.

Acireale, 13 luglio 2005

Signor Presidente, signor Sindaco, signori dell’Amministrazione e colleghi Consiglieri

Ritorno su un argomento che non avrei voluto più riprendere, almeno in questa sede, ma sinceramente non mi aspettavo una tale lettera, così formale, così pomposa. Al contrario, ero convinto che la solerte Direttrice mi avrebbe fatto arrivare, al più presto, i documenti che avevo richiesto; mi sbagliavo, così non è stato, così non è accaduto. Mi consta dunque, in questo caso, fare una sintesi di quello che è successo, dato anche che la cosa non tocca me personalmente, ma un Ente, che come tutti sanno, ricade e opera nel nostro territorio, cioè un Ente Pubblico, o meglio ancora: le TERME REGIONALI di SANTA VENERA. Un’Azienda, aggiungo, che tra i suoi principali obbiettivi ha quello di fare interagire i suoi servizi con quella vocazione TURISTICA che la nostra Acireale vorrebbe avere, ma che fino ad oggi, sinceramente, nemmeno lontanamente possiede! Ritornando, invece, alla nota che, la solerte Direttrice, ha fatto pervenire a questo Consiglio, credetemi, non è comprensibile il perché NON SI VUOLE DARE CORSO AD UNA SEMPLICE RICHIESTA DI DOCUMENTI, richiamandosi, o qualcuno potrebbe azzardare a dire “aggrappandosi”, ad un articolo di Legge, che francamente, in relazione agli atti che io ho richiesto, non chiarisce, nel merito, alcun motivo ostativo al fine del rilascio di tali carte. Ma non essendo un legale, non voglio addentrarmi nei meandri delle leggi, invece desidero parlare da semplice cittadino e quindi voglio tornare a “gridare forte” : PERCHÉ questo diniego nel rilascio di tali DOCUMENTI? Io come cittadino di questa città desidero essere informato di come un Ente Pubblico e parlo sempre dell’Azienda Autonoma delle TERME, gestisce questo patrimonio che, ribadisco, è patrimonio di tutti e di conseguenza anche mio. Quindi, riassumendo, la solerte Direttrice firma una ulteriore nota, e se permettete, vorrei anche capire il perché di questa seconda nota, che non è più indirizzata a me, in quanto richiedente, bensì al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale, agli Assessori, a tutti i Consiglieri Comunali di Acireale, …………… COSA VUOLE SIGNIFICARE?
Quale motivo spinge la solerte Direttrice a tornare sull’argomento, E’ FORSE SOLO PER GIUSTIFICARSI DEL DINIEGO?
Che cosa ci VUOLE SUGGERIRE, cosa vuole FARCI INTENDERE, cosa ci VUOLE CONSIGLIARE, forse che non dobbiamo INTERESSARCI delle cose altrui?
E allora, alla luce di questa ulteriore nota, che sinceramente non capisco, e alla luce del diniego fattomi pervenire, con raccomandata, qualche giorno fa, io ripeto, che forse avrebbe fatto meglio a darmeli questi documenti, ANCHE PERCHÉ, E LO RIBADISCO, NON VEDO NESSUN MOTIVO OSTATIVO,………….. O FORSE, ESISTE?
Oppure, alla solerte Direttrice viene più semplice dire e scrivere, che gli atti relativi…………non sono suscettibili di “OSTENSIONE”, che gran parolona! OSTENSIONE, vale a dire non te li diamo, non ne hai titolo, non ne hai il diritto, ………ma io non li voglio per il titolo che posso anche possedere, li voglio per conoscere, li voglio per sapere, li voglio per comprendere, li voglio perché sono un cittadino di Acireale.
Perché allora, e qualcuno me lo dovrebbe spiegare, ma non solo a me, anche, e soprattutto alla gente, ai nostri concittadini, perché ancora oggi, salvo errori, la SOGIP EMUNGE ACQUA DAL POZZO DI PROPRIETÀ DELLE TERME…………….A QUALE TITOLO LA EMUNGE QUEST’ACQUA,……………..CON QUALE DELIBERA, CON QUALE ATTO,……………E A QUALE PREZZO LA EMUNGE QUEST’ACQUA?
E aggiungo, la SOGIP, FINO AD ORA, HA MAI PAGATO L’ACQUA CHE EMUNGE DAL POZZO?
Perché, cari amici, capite, poi alla fine, siamo sempre noi cittadini che paghiamo!
Ed inoltre, vorrei capire, anzi vorremmo capire tutti, tutti noi Acesi, per esempio, CHI PAGA L’ENERGIA ELETTRICA PER EMUNGERE QUEST’ACQUA DA QUESTO POZZO?
E perché la Direttrice mi suggerisce di rivolgermi al TAR, QUANDO INVECE, TRANQUILLAMENTE, AVREBBE POTUTO DARMI TUTTE LE CARTE CHE IO AVEVO CHIESTO?
Perché le TERME, e lo torno a ripetere a tutti, sono patrimonio degli Acesi, di tutti gli Acesi e se, come qualcuno VUOLE FARE INTENDERE O CI VUOLE SUGGERIRE, noi GENTE COMUNE dobbiamo essere solo di contorno, lo ribadisco, NON sarà mai così, NON lo permetterò mai, e lo torno a ripetere che farò e sarò la sentinella della nostra Acireale, dei nostri beni comuni e tanto più dei nostri beni Termali.
E QUINDI, NON SPRECHIAMO PIÙ FIUMI DI PAROLE, e il solerte funzionario, perché parlo di un BUROCRATE ed alcune volte la “BUROCRAZIA” mi fa paura, che mi scrive, nonché Direttore delle Terme, di una Azienda che pubblica è, se veramente vuole rendere più efficaci ed efficienti le Terme stesse, lo faccia, lo faccia pure, però, io ritengo, che per un miglior funzionamento dell’Azienda stessa, servono atteggiamenti che assicurino una maggiore trasparenza nei rapporti fra l’utenza e chi amministra e non invece atteggiamenti di chiusura totale.
In ogni caso voglio precisare e dunque far sapere a tutti, compresa la solerte Direttrice, che io, i documenti che interessano direttamente il Comune li ho già richiesti, e da tempo, e comunque, la ringrazio cordialmente per il suggerimento.

Acireale, 30 giugno 2005

Signor Presidente, signor Sindaco, signori dell’Amministrazione e colleghi Consiglieri.

Ed è a Voi che mi rivolgo, anzi è a voi che voglio comunicare una notizia, che io ritengo, da un lato alquanto originale, dall’altro abbastanza seriosa e lo sapete perché: perché noi Consiglieri di questo comune possiamo evidenziare i problemi, possiamo aprire tanti dibattiti, possiamo parlare di cosa tormenta più o meno la nostra città, però nel momento in cui vogliamo sapere qualcosa di più, vogliamo addentrarci, come si usa dire, nelle “segrete cose”…. non possiamo, non siamo abilitati a farlo, non siamo abilitati a chiedere nulla, neanche a quegli enti pubblici che ricadono nel nostro Comune, nel nostro territorio, che orbitano nella nostra Acireale e che, tra l’altro, in questo ultimo periodo sono stati al centro della nostra attenzione: anzi, proprio l’altro ieri, nell’ultima seduta consiliare, il collega Primavera si chiedeva che fine avesse fatto la mozione relativa alla situazione delle Terme di Acireale, della loro privatizzazione, perché cari colleghi mi riferisco proprio alle Terme Regionali di Acireale… capite, lo capite che noi ci possiamo occupare e preoccupare di tutto, dei lavoratori delle Terme, del patrimonio delle Terme, possiamo chiedere di parlare con l’Assessore Regionale delegato alle Terme, possiamo parlare del Polifunzionale che doveva essere aperto già da parecchio tempo, possiamo parlare della Legge istitutiva delle terme, con la quale si stabiliva che l’azienda fosse dotata di un patrimonio di beni disponibili ed indisponibili**, e qui ci sarebbe da aprire una piccola parentesi, perché con l’ultima finanziaria Regionale i beni indisponibili possono, a loro volere, diventare disponibili ed allora addio…………, ecco possiamo parlare di tutto, ma guai, guai a volere chiedere documenti alle Terme, qualsiasi documento, a cercare di volere essere informarti di come vengono amministrate le nostre Terme. Lo sapete come Vi risponderebbero: Vi risponderebbero, spedendovi una bella raccomandata(che allego di seguito) e sostenendo che la vostra richiesta è stata rigettata in quanto la qualità di consigliere Comunale del Comune di Acireale non consente di ottenere liberamente il rilascio di copia di atti di Enti diversi da quello a cui uno appartiene, vi rendete conto? Però, però mi danno anche un suggerimento su come riuscirci, e qui è l’APOTEOSI, se voglio, se voglio… posso proporre ricorso al TAR entro 30 giorni dal rigetto. Capite, capite io adesso non parlo più come consigliere, ma, parlo come cittadino di questa nostra martoriata città, non posso chiedere nulla ad un Ente Regionale che ricade nel nostro territorio e che la Regione a fine anno, sentite bene, gli pareggia il bilancio, con i nostri denari, con i nostri soldi ………
No, non possono questi signori, anche se fosse questo il caso, aggrapparsi ad una qualsiasi cosa per non farci accedere alle carte……..delle nostre TERME…..perché?…..perchè?
Allora io dico di cosa ci dobbiamo occupare, di cosa ci dobbiamo preoccupare?
Ma il Direttore che mi ha risposto, conosce quali sono gli obiettivi attuali delle Terme?
Oppure, forse è meglio che gliele ricordi io quali sono gli obbiettivi:

- Sono quelli di una funzione sociale, già definita dai proprietari originari i Pennisi di Floristella;
- Sono quelli di una funzione di sviluppo economico del nostro territorio acese;
- Sono quelli di una funzione di aggregazione ed integrazione turistica e parlo di tutto il comprensorio delle Aci.

Ma forse qui qualcuno pensa che noi possiamo essere solo di contorno, a quello che accade nella nostra città, senza alcuna possibilità di poterci preoccupare minimamente di quello che può succedere nel nostro territorio, no…si sbagliano, si sbagliano: io per primo sarò e farò da sentinella alla nostra città, ai nostri beni comuni e tanto più ai nostri beni Termali.


**Tra i beni indisponibili possiamo inserire gli immobili appartenenti al demanio della Regione quali: lo stabilimento di Santa Venera, lo Stabilimento di Santa Caterina, il Parco di Santa Venera, Santa Venera al pozzo con sorgive e terreni annessi, la piscina del parco termale, i parcheggi annessi allo stabilimento di Santa Venera e di santa Caterina, il pozzo c/o lo stabilimento di Santa Caterina dal quale, salvo errori, il Comune di Acireale emunge ancora acqua.





Acireale 09 giugno 2005

Signor Presidente, .........

Su questo tema e sul destino degli embrioni, proprio in questi giorni, ho sentito veramente di tutto.
Per denigrare chi è di parere contrario, ci sono state persone che hanno affisso, persino, manifesti con la fotografia di Hitler.
Per criticare alcuni contenuti della legge 40, sostenitori del sì all’abrogazione, hanno detto che la legge è “antiscientifica”.
E io, credetemi, mi sento a disagio in compagnia sia degli uni e sia degli altri.
Quelli che tirano sempre in ballo il nazismo quando si parla di donne nel dramma di una gravidanza non desiderata oppure di una desiderata ma non ottenibile.
Chi parla di legge “antiscientifica”, invece, ha le idee confuse sulla scienza. La scienza è un metodo, non una morale. Con metodi perfettamente scientifici sì può perseguire un obiettivo perfettamente immorale. Una legge che lasciasse fare agli sperimentatori tutto quello che vogliono, non è una legge più “scientifica”. Per esempio sarebbe perfettamente scientifico e utile usare cadaveri freschi nei crash test delle automobili. Non farlo non è “antiscientifico”. Non farlo è una scelta morale.
La procreazione sta diventando sempre di più un business, un commercio, con specialisti, nuove tecnologie e l’utilizzo sempre maggiore di grossi capitali.
Io capisco, sinceramente, chi desidera più un figlio proprio che un figlio adottato.
Però a me inquieta che nella storia di qualcuno di noi, uno abbia passato qualche anno a meno 200° nell’azoto liquido. Dicono che non fa danno. Ma lo dicevano anche di tutte le cose poi scoperte dannose.
La vita è un fenomeno tiepido, che si sviluppa su un pianeta tiepido. La vita umana si sviluppa in una pancia tiepida.

Non vorrei che anche le industrie farmaceutiche avessero la parola sul destino di molti embrioni e li usassero come materiale da esperimento. Non serve evocare il nazismo. Mi fa già abbastanza paura il business, il commercio.
E dunque, per concludere, desidero comunicare alla gente, che io ed il partito che rappresento, Popolari-UDEUR, non andremo, il 12 e il 13 giugno, alle urne a votare per questo referendum, e nello stesso tempo, mi si permetta esprimere, il mio più profondo rammarico nei confronti dei nostri parlamentari per non essere stati in grado, su temi così alti della bioetica, a trovare un livello di equilibrio tra le diverse impostazioni ideali e culturali e le divergenti interpretazioni scientifiche.

Grazie

Acireale 11 maggio 2005

Signor Presidente ………………………….

L’istituzione di queste aziende ed in particolare della SO.G.I.P., avrebbe dovuto rendere più efficace e più efficiente l’ampio panorama di attività e di competenze che normalmente affligge questo settore dei servizi, ed invece? Invece, a parere mio, la confusione regna sovrana e chi ne paga le conseguenze è sempre il povero cittadino, il quale, non sa più come orientarsi per ogni esigenza che gli si presenta.
Ha bisogno di un nuovo allaccio alla rete idrica…?
Un nuovo allaccio al gas………?
Ha per caso avuto un guasto……?
A che santo votarsi…………?
E qui la tipologia di approccio, mi si consenta, è diversa secondo l’abilità dell’utente; se non è molto smaliziato ricorrerà sicuramente alla classica telefonata, e naturalmente al vecchio gestore, ovvero il comune, attraverso il quale il più delle volte riceve la risposta “guardi non siamo più noi a gestire il servizio, si rivolga alla nuova società”.
Se invece è un cittadino “diligente” lo stesso si recherà direttamente negli Uffici della società e qui, dopo aver aspettato il proprio turno e dunque dopo ore e ore di interminabile attesa, chiederà lumi del perché succede questo o quest’altro chiedendo subito un pronto intervento……………
Ma l’odissea non è per nulla finita, perché a risposta avvenuta non è detto che l’intervento si possa eseguire perché “dipende”!
Dipende appunto dal tratto di rete o dalla tipologia del guasto, e se è di competenza propria, oppure potrebbe essere compito di un’altra azienda collegata……. oppure, oppure della stessa SOGIP.., ed allora, se si è stati fortunati, bene, altrimenti ricominciamo di nuovo la trafila delle telefonate e dell’attesa interminabile dietro la porta di qualcuno…
E questo, mi si permetta, non e per nulla un bell’esempio di efficienza !!!!!!
E in ogni caso, la certezza che il servizio continua ad esistere, caso mai qualcuno se lo è dimenticato, glielo ricorda il postino, attraverso il recapito di una bella fattura di pagamento o di conguaglio per i vari consumi effettuati…….
E qui cade l’asino, da più parti mi è arrivato all’orecchio di fatture elevatissime, dove viene richiesto il pagamento per l’eccedenza di consumi calcolata con criteri presuntivi e non tramite la lettura effettiva dei contatori e quindi, la richiesta di una discreta “somma” da versare, in conto anticipo…?
Ma stiamo scherzando?
E per quale motivo?
E allora gli scaglioni a cosa servono?
Siamo diventati, per caso, noi utenti, i finanziatori dela SO.G.I.P.?
E a proposito, perché stanno arrivando bollette, per fornitura d’acqua, erogata all’incirca dieci, quindici anni fa…?
Somme che, per la maggior parte non saranno recuperate, perché o già pagate, o perchè cadute in prescrizione, e questo, salvo errori, lo ha confermato, proprio a proposito dell’acqua, lo stesso Ministero delle Finanze con una circolare, la n. 177/E del 5 ottobre 2000, nella quale ha perfino avvertito i Comuni che, di fronte a bollette prescritte, devono desistere d’ufficio dalle loro pretese senza aspettare che gli utenti facciano ricorso, ed allora io mi chiedo, chi la pagherà la raccomandata?
Chi li pagherà le spese di spedizione?
L’utente di sicuro no! E sapete perché?
Perché pretendere il pagamento delle spese di spedizione delle bollette, salvo errori, è assolutamente vietato, vietato dall'art. 21 del DPR n. 633 del ‘72, sostituito dall'art. 1 del d.p.r. n. 24 del ’79, secondo cui “le spese di emissione della fattura e dei conseguenti adempimenti non possono formare oggetto di addebito a qualsiasi titolo”.
E dunque, a chi reclamare per queste disfunzioni ??
Ricominciamo l’iter e speriamo bene, speriamo nella buona sorte……
Eppure non si era promesso più efficienza, più efficacia e più economicità?
E il Sindaco, come Amministratore unico della SOGIP, non deve costituirsi parte attiva nel controllo degli indirizzi che l’azienda deve perseguire!
E allora non è logico, che si auspichi la costituzione, e il più in fretta possibile, di una Commissione Consiliare che controlli la qualità dei servizi erogati e di avere, anche, il potere di verifica sui servizi offerte dalle stesse aziende?
E continuando, il nostro Sindaco, quale Amministratore Unico, non ci aveva rassicurato circa:

- l’attivazione di un attenta opera di pubblicizzazione ed informazione?
- un adeguamento della rete perlomeno nei punti critici?
- il collegamento tra la vecchia rete della fognatura con la nuova?
- una sensibilizzazione dei cittadini ai nuovi servizi;
- un notevole miglioramento del servizio stesso?

E allora caro signor Sindaco, questo miglioramento dei servizi offerti dov’è? Dov’è, me lo dica, ce lo dica?
Siamo veramente fuori da ogni grazia di DIO.
Le proteste di numerose zone del nostro territorio ne sono una chiara testimonianza.
L’anno scorso, per esempio, s’imputò la carenza idrica, anche all’eccessiva siccità, ma quest’anno che possiamo annoverarlo come uno tra i più piovosi, speriamo di non scoprire che i problemi potrebbero dipendere dalla solita litania, ovvero: la rete è vecchia e perde acqua, in estate i consumi aumentano la gente usa l’acqua in modo sbagliato e via così con il solito dire, con i soliti discorsi.
Si presuppone che un’azienda di maggiore professionalità, mezzi e dimensioni, come si è voluto far credere, sia in grado di risolvere questi problemi, perché altrimenti che ragione ha di esistere se ci troviamo in situazioni peggiori di quando il servizio era gestito dal comune?

Cosa devono fare i cittadini che non vedono sgorgare l’acqua dai propri rubinetti?
Cosa devono fare i cittadini che si vedono recapitare bollette dell’acqua salatissime, come se dovessero comprare intere confezioni d’acqua minerale?
Cosa devono fare i cittadini che attendono da anni un allaccio al gas metano?
Un servizio, peraltro, pagato profumatamente!
Smettere di pagarlo?
Attivarsi in denunce presso le autorità competenti?
Arrivare a forme di protesta eclatanti?

Caro signor Sindaco, il compito della politica e degli amministratori è appunto quello di evitare che tutto ciò avvenga, ma nell’unico modo possibile……dando la sveglia a chi amministra queste nuove aziende………ma siccome, ancora, a distanza di 1 anno, non sono stati nominati gli Amministratori delle tre società, la SO.G.I.P. costituita dal Comune, la SO.G.I.P. Trade costituita dalla stessa SOGIP e la CE.MA. azienda che gestisce il Macello e allora, caro Signor Sindaco, riflettendoci, non sarebbe meglio ripensare a una nuova forma di Azienda, certamente più accessibile e trasparente e meno a forma di scatole cinesi?
Grazie

Acireale, 28 aprile 2005

Signor Presidente, ……….

Sfila Acireale. E la sfilata dei carri per quanto macchinosa, ha ospitato il carro vincitore del Carnevale di Acireale, con il quale Viareggio sta lavorando ad un gemellaggio. Un’opera dedicata alla Primavera, che è molto piaciuta alla gente.
ECCO
Queste brevi righe trovate casualmente navigando in internet, a mio modesto parere, dicono tanto. Dicono quello che è il nostro Carnevale, poche parole ma senz’altro piene di intenso significato. Io lo dico stasera, ma lo dirò sempre, sono onorato di stare seduto, in questi scranni, accanto ad una persona che ha fatto tanto per il nostro Carnevale e comunque, spero lo continui ancora a fare, una persona che posso sicuramente annoverare tra i più grandi artisti della cartapesta che la nostra città ha mai avuto: e parlo del nostro collega, Consigliere Comunale, Giovanni Coco, ma sicuramente potrei parlare così anche dei tanti altri “artisti” della cartapesta, e non voglio dimenticarmi, come forse in queste sedute dedicate al nostro carnevale è accaduto, dei maestri dei “Carri Infiorati”, anche loro protagonisti del nostro Carnevale ed anche a loro va un plauso e un giusto riconoscimento per il grande lavoro che svolgono nel rendere il nostro Carnevale veramente Unico. E ritornando a Giovanni, lo ritengo l’artefice, sempre a parere mio, quest’anno dell’unica e sola grande novità che il nostro Carnevale ha avuto da tanti anni a questa parte, finalmente siamo riusciti ad andare oltre lo stretto a cercare di promozionare e di sprovincializzare la nostra grande manifestazione ed io c’ero, a mie spese, ma c’ero e perciò posso benissimo dire quali sono state le mie emozioni le mie sensazioni, le sensazioni di chi è stato lì in quei giorni, di chi è stato a contatto con quel Carnevale, con quelle manifestazioni internazionali tenute a contorno, con quella gente e di cosa si è riusciti a produrre andando a Viareggio in termini promozionali, e lo voglio dire a tutti quelli che non c’erano e a tutti quelli che, caso mai, non lo sapessero che, la domenica in cui ha sfilato il nostro carro, è stata quella che ha visto più presenze rispetto alle uscite precedenti e cioè migliaia di persone che, forse e ripeto forse, per la prima volta hanno sentito parlare del carnevale di ACIREALE.
Certo, errori c’è né saranno stati, ma chi non né fa, significa che non fa nulla, che non produce nulla ed io in questa occasione, mi si consenta, mi schiero tra quelli che hanno visto bene la partecipazione al carnevale di Viareggio, caro Signor Sindaco.
………Oggi sinceramente, signor Presidente, non potevo non prendere la parola, come potevo esimermi dal parlare su un argomento come quello che stasera stiamo trattando. Il maggior evento turistico nella città in cui vivo, ed è proprio per questo, e ne sono sinceramente convinto, caro signor Sindaco, che il Carnevale così com’è non va bene, bisogna sicuramente trovare dei correttivi. Così com’è concepito il Carnevale oggi, non è certamente una manifestazione moderna e non può portare, certamente, alcuna ricaduta interessante alle varie categorie economiche della nostra città, e alla nostra città stessa. La manifestazione è nata per promuovere la città. La manifestazione va dunque ripensata nelle sue linee essenziali, senza pregiudizi e senza colpevolizzare nessuno. Anche perché il Carnevale risente di una crisi generale, di un cambiamento dei costumi della società, che vanno certamente tenuti nella giusta considerazione. Io credo che il Carnevale abbia delle potenzialità enormi, incredibili ma che al momento non sono, per nulla, sfruttate, anche e soprattutto per il breve tempo che ci si dedica all’organizzazione. Non ho dubbi, non ho dubbi, credo che una manifestazione del genere, data la sua importanza e data la sua ricaduta economica sulla città debba essere gestita da professionisti del settore e ripeto PROFESSIONISTI DEL SETTORE. Per questo ritengo che bisogna affidarci a degli esperti. Dobbiamo avere tutti noi l’umiltà di andare a scuola da persone che sanno come poter gestire un evento del genere. Ci vuole una regia, ci vogliono esperti di marketing. OCCORRE SAPERE CREARE UN EVENTO. Perché la nostra manifestazione è una vetrina unica per la città e un’occasione per farla conoscere in tutto il mondo. Nelle giornate di Carnevale arrivano centinaia di migliaia di persone e quindi bisogna fare in quei giorni e soprattutto in quei giorni, tanta promozione, e allora, perché non sfruttare anche quei momenti per pubblicizzare le nostre peculiarità, i nostri prodotti, i nostri grandi eventi.
E concludo, dicendo, che occorre lavorare per un Carnevale che si rinnovi e si adegui al cambiamento ed al modo diverso di fare spettacolo e tempo libero; per un Carnevale che introduca al suo interno figure di provata professionalità, avendo, però ben presenti le proprie tradizioni e la propria cultura, per un Carnevale che cresca, e diventi sempre più importante nel mondo delle manifestazioni nazionali ed internazionali, cercando di diventare sempre di più un punto di riferimento di grande spessore turistico.
L’UDEUR tutto, ed io siamo a completa disposizione e senz’altro, lavoreremo per raggiungere questo GRANDE risultato.
E, se mi si consente, signor Presidente, a conclusione del mio intervento, vorrei fortemente fare un richiamo al signor Sindaco, per il modo in cui sono stati trattati, quest’anno, i Carri in miniatura e i loro piccoli creatori, sulla cui valorizzazione si può e si deve puntare sia per l’alta valenza artistica di tali pregevoli manufatti, e sia perché rappresentano il primo gradino per la formazione dei maestri artigiani della carta pesta.
E poi voglio aggiungere, facendo riferimento al documento che lei, signor Sindaco, ha presentato nella seduta scorsa, ritengo la SpA come una sorta di forzatura, invece la proposta di un comitato, come la più flessibile e la più vicina a quelle che sono le nostre esigenze e comunque, fino a quando non si riproporrà di nuovo la delibera sulla Fondazione. In merito alla chiusura del circuito mi riservo di attenzionare il problema in seno al mio partito.

Grazie

Acireale 14 Aprile 2005

Signor Presidente……………

Credetemi oggi non avevo nessuna intenzione di partecipare a questo dibattito, per svariati motivi, perchè se pur interessante, ormai a parere mio è diventato alquanto logorroico, e anche per quanto accaduto ieri in questa aula; ma stare seduto in questi scranni significa, anche, dover interpretare quelle che sono le esigenze dei nostri concittadini, e quindi non posso astenermi dal dare un giudizio sull’argomento in questione. E se permettete inizio da un mio precedente intervento fatto sempre in questa aula, nel lontano mese di dicembre, dove parlavo di una riqualificazione di tutto il centro storico con un arredo urbano elegante e funzionale dove si poteva incentivare la gente alla fruizione in maniera sempre più costante del nostro centro, frenando contestualmente l’utilizzo indiscriminato dell’auto, parlavo fra l’altro, anche della rivisitazione dei percorsi del Trasporto Pubblico Urbano e l’attivazione consequenziale di Bus navetta ecologici, che servissero zone diverse della nostra città, parlavo anche di cercare di allargare l’interesse dei cittadini a venire sempre di più verso il Centro, dove si poteva trovare un’offerta merceologica ricca e diversificata rispetto ad altre zone periferiche della nostra stessa città.
Ma di tutto questo, Signor Sindaco, cosa si è fatto? Cosa si è fatto? NULLA!!!!! Proprio NULLA!!!
Siamo sempre allo stesso punto di partenza, e non mi venga a raccontare del ricorso che ha allentato l’iter di questo o quell’altro provvedimento…………caro signor Sindaco.
Stiamo andando sempre peggio e non mi s’incolpi alcuno, perché proprio l’altro giorno sfogliando una rivista nazionale e si parlava di blocco totale del traffico effettuato dal Sindaco di quella città, che poi vi dirò, e per una, dico, solo una settimana che addirittura poi è sceso a soli quattro giorni.
E sapete cosa è successo?
I commercianti e gli artigiani, sempre di quella famosa città, hanno denunciato ricavi mediamente inferiori del 60%, e non si escludeva, come scritto in questo articolo, la possibilità di un’azione legale contro l’amministrazione comunale per “risarcimento danni”. Un disastro, un vero disastro.
E pure una nota associazione ambientalista ha parlato di grande bluff: ”Se la nostra città, e parlo sempre di quella, è come una zuppiera piena, fermare il traffico in centro è come togliere una cucchiaiata di minestra”. E questo giudizio, se mi permettete, io lo trasferisco pari pari ad Acireale, perché, chiudendo una porzione così talmente piccola della nostra città, quale obiettivo si vuole raggiungere? Me lo venga a dire qualcuno qual è l’obiettivo, perché sinceramente io non lo vedo!
Ed allora cosa mi si viene a dire oggi contro questa categoria, io lo ritengo alquanto iniquo il giudizio di alcuni e sicuramente del tutto non corrispondente alla verità. Ognuno ha il diritto di difendere i propri interessi, e gli altri non possono arrogarsi il diritto di facili giudizi su questa categoria, che io ritengo essere il “cuore pulsante di una città”.
Ah, dimenticavo, la città a cui facevo riferimento era Vicenza, che gli si può dire di tutto, ma certamente non si può annoverare tra le città del SUD.
No cari amici non posso essere d’accordo con chi additava “noi del sud” come gente “retrograda” non mi trova per nulla d’accordo.
Ora, io qui non voglio entrare in polemica con nessuno, desidero, però in modo sintetico dire la mia per il raggiungimento di quello che è l’unico obbiettivo che ritengo giusto e cioè quello di vedere chiudere l’intero Centro Storico. Perché, mi si permetta, ritengo che la chiusura della sola Piazza Duomo, non è altro che un volerci illudere o se preferite un volerci prendere in giro……… perchè intanto le altre vie limitrofe, e parlo di Via Galatea, Via Currò, Via Tono, Via M. di Sangiuliano, Via Musmeci scoppiano, scoppiano perchè inondate da automobili ed allora io dico che se si chiudesse l’intero circuito, come si fa per il carnevale, di sicuro si circolerebbe meglio, si vivrebbe meglio, permettendo ai solo residenti l’ingresso in città ed adeguando il trasporto urbano alle nuove esigenze. Ed allora sì che avrebbe avuto un senso la Zona a Traffico Limitato, ma, mi si permetta, si avrà mai il coraggio di farlo……?

Acireale 16 marzo 2005

Signor Presidente………………
Sarò sicuramente breve in quanto molte delle cose che avevo pensato di dire sono state dette dagli altri, cercherò quindi di parlare su cosa fra poco andremo a fare, perchè penso che i cittadini hanno bisogno di essere informati sulle attività pubbliche. Essi hanno bisogno di essere informati per valutare il comportamento dei loro rappresentanti politici e per partecipare effettivamente al continuo dibattito pubblico che è parte di una salda democrazia e quindi oggi trattandosi di eleggere il difensore civico della nostra Città a maggior ragione si giustifica questo mio intervento.
Raccogliendo le firme per la candidatura dell’Avv. Orazio Arcidiacono mi sono accorto che tanti cittadini sconoscono ancora la funzione ed i compiti del difensore civico comunale. Il quale è uno degli istituti di partecipazione previsto da una vecchia Legge del 1990 e poi confermato con un D. Lgs. del 2000, ed i suoi compiti consistono essenzialmente nel controllo della legittimità degli atti amministrativi. L'attività del Difensore Civico si caratterizza per l'assenza di formalità nell'accesso all'ufficio, nella gratuità e nella tempestività. Il difensore civico interviene anche di propria iniziativa ancor prima che i rapporti fra Amministrazione e cittadini si deteriorano, cercando di rendere giustizia a chi ha subito un torto o un abuso, componendo bonariamente la controversia. Il difensore civico non è pertanto un giudice e neppure un procuratore legale del cittadino: egli agisce non nell’interesse del ricorrente ma solo ed esclusivamente per l’utilità comune di tutti i cittadini, per questo non può essere ascrivibile a logiche spartitorie o di appartenenza. Però è indubbio che, in assenza di una compiuta normativa, la fisionomia del difensore civico è oggi rimessa, spesso, alla motivazione, alla personalità e alle competenza del soggetto incaricato a ricoprire tale compito. Quindi non essendo pensabile un’elezione diretta dei cittadini, si è voluto che, a proporre le singole candidature fossero anche i cittadini ed è questo quello che noi dell’UDEUR abbiamo fatto. E’ chiaro infatti che se il difensore è espressione della cittadinanza l’imparzialità che potrà garantire sarà maggiore e quindi più autorevole il suo intervento. In questo caso si potrà veramente avere un difensore espressione della città e non di una maggioranza.

Intervento dell’11/03/2005 (resoconto stenografico)

Signor Presidente, …....

oggi volevo parlare d'altro, avevo preparato delle cartelle per interrogare, che parolona, il nostro Assessore Torrisi, però prima di entrare in questa aula mi sono pervenute delle fotocopie di giornali e addirittura una pagina strappata da un quotidiano; pensavo che si parlasse di ristorazione, invece giro il foglio e guardo che c’è il nuovo logo della Regione Siciliana relativo al turismo, molto bello, molto particolare. Ma Voi lo sapete chi è l’Assessore al Turismo di questa “martoriata” Regione? …….Ripeto lo sapete?
Si chiama Granata, Onorevole Assessore Granata
Lo sapete di quale partito è?
Lo sa il collega, Consigliere Comunale, che ha parlato fino a qualche momento fa, che io stimo, che io stimo, il collega Leonardi, di quale partito è l’Assessore al Turismo di questa Regione?
E’ di Alleanza Nazionale, è del suo stesso partito. E allora cosa mi viene a raccontare il mio collega, cosa ci viene a raccontare.
Volevo parlare d’altro, volevo stare calmo, volevo stare tranquillo questa sera, ma purtroppo non lo posso essere caro Signor Sindaco. E dunque cercherò, per quanto mi è possibile, dare il mio modesto contributo, cercherò di rispondere io al collega Consigliere Leonardi o almeno cercherò di dare io i giusti consigli. Io non voglio essere ne catastrofico ne allarmista, però quando Lei mi fa riferimento all’Onorevole Pippo Basile – grande amico mio e di certo anche di qualche altro presente in questa aula, ed anche se non faccio più parte del suo partito, mi ritengo, lo stesso, ancora suo amico – Lei deve parlare del Suo Assessore, del Suo Assessore al Turismo, e lo sa perché, perché andando a leggere questo articolo, portatomi in copia, tra le righe, si legge che il Suo Assessore ha sponsorizzato 75 grandi eventi in tutta la Sicilia, tranne che ad Acireale, si è proprio dimenticato di Acireale. Inoltre, in calendario ha inserito altri 23 nuovi eventi, e di questi sei a Siracusa. L’articolo dice: un occhio di riguardo a Siracusa. Ma perché? Perché è la città natale dell’Onorevole Assessore Granata.
Siracusa si candida a diventare sito dell’UNESCO, signor Sindaco, ed ha sei grandi eventi.
Settantacinque grandi eventi in tutta la Sicilia, ma si sono dimenticati di Acireale, si è dimenticato di Acireale il Suo caro Assessore al Turismo. Ma guarda anche l’Assessore Granata parla dei tour-operator, che non bisogna più affidarci ai solo tour-operator ma bisogna individuare il singolo “turista”; benissimo all’Assessore, sicuramente un gran bel parlare, sicuramente molto meglio di me che sono l’ultimo arrivato in questo Consiglio.
Signor Sindaco Lei si deve fare promotore nei confronti di questo Assessore al Turismo, perché Lei è capace di farlo, perché Lei ha le potenzialità per poterlo fare, di parlare con questa persona, per ricordargli di mettere nella Sua agenda anche la Sua città, signor Sindaco, la nostra Città, la mia amata Acireale.
Lo so che non è del suo partito, lo capisco benissimo, ma Lei super partes ci vada perché è indegno dimenticarsi di Acireale. Lo sapete, si parla anche di Carnevale, ma lo sapete di quale manifestazione di carnevale? Questo purtroppo ve lo devo leggere, per evitare di sbagliare: Carnevale Saccense - Sciacca 1 – 8 maggio. Poi c’è un elenco enorme, infinito, ma io ve lo risparmio, che va da S. Vito Lo Capo a Piazza Armerina e purtroppo Acireale non è in questo elenco. Questa, purtroppo per noi, è la scommessa dell’Assessore al Turismo On. Granata, assessore di Alleanza Nazionale.
Quando l’Assessore dice “non cerchiamo turisti ma cerchiamo viaggiatori” veramente mi dice tutto, mi riempie il cuore…… . Io credo che debba fare attenzione l’Assessore Granata, perché è il rappresentante di noi tutti, di noi cittadini di questa, purtroppo, martoriata Isola. Ci troviamo già nella estrema periferia della Nazione anzi, dico di più, ci troviamo nella estrema periferia dell’Europa e credo, che noi abbiamo come acesi, tutti i diritti e i requisiti per essere inseriti nell’elenco dei Grandi Eventi di questa Regione. Ha detto bene il signor Sindaco, quando dice che l’Assessore è andato alla “BIT” a presentare questi 75 grandi eventi, e noi dove eravamo, Acireale dov’era? Acireale era assente!
Signor Sindaco intervenga nelle sedi opportune, affinché Acireale venga presa più in considerazione. Io ho sempre dato atto a Lei di rappresentarci bene e desidero che anche questa volta e per queste motivazioni, se ne faccia carico e ci rappresenti in seno alla Regione Sicilia ed in particolare in seno all’Assessorato al Turismo rappresentato dall’Onorevole Assessore Granata.

Grazie

Acireale 11 marzo 2005

Signor Presidente……………

Se noi in qualsiasi momento della giornata, dessimo un’occhiata alle condizioni della circolazione ci renderemmo subito conto che sulle nostre strade ormai è difficilissimo andare in giro, Se poi un povero Cristo vuole anche parcheggiare, neanche a pensarlo, si sta ormai andando ad una riduzione progressiva dei posti-sosta, ed il perché è semplice, perché occupati dai vari cassonetti per le immondizie, cassonetti per la carta, cassonetti per il vetro, poi ci sono le varie strisce blu, le strisce gialle, di strisce bianche logicamente manco a parlarne, oltre alle strade chiuse per la Z.T.L., per la sosta di carico e scarico merci, suolo pubblico ad uso di bar o ristoranti, parcheggi riservati alle moto, spazi riservati ai disabili, spazi riservati alle fermate dei bus urbani, ai Vigili Urbani, ai Carabinieri, alla Polizia, alla Guardia di Finanza, agli automezzi del Comune, e dulcis in fundo i vari passi carrabili sparsi qua e là … e non sono certo che l’elenco sia del tutto completo.
Tutto giusto, per carità, tutto logico, tutto utile, quasi necessario, e chi si sogna di negarlo?
Ma il posto per i cittadini dov’è?
Ora volendoci riflettere, penso che hanno fatto bene ad abolire la tassa di circolazione, visto che circolare è diventato quasi impossibile; e però hanno fatto altrettanto bene a sostituirla - si badi bene, è solo una questione di parole, quanto a pagare si paga lo stesso! - con la tassa di proprietà, che riguarda un bene, come l’auto, “mobile” per definizione, ma “quasi immobile” per situazioni contingenti, che in ogni caso non può non poggiare a terra; e allora perché non porre una ulteriore gabella su tale sfruttamento, visto che la tassa di proprietà è sul veicolo e non sul terreno? E qui volevo arrivare, ad Acireale l’hanno già trovata: infatti, come vorremmo chiamare il parcheggio a pagamento o le cosiddette “strisce blu”, se non con il loro vero nome di tassa “travestita” sull’occupazione di suolo pubblico? Siamo alla solita presa in giro............. si inonda la città di STRISCE BLU ed ai cittadini residenti ……………...chi ci pensa……….?

Ed allora io chiedo a Lei Signor Sindaco:

- perché ad Acireale come in altre città nell’eventualità di riscontro di violazioni non si può applicare una multa che corrisponda alla tariffa dell’intera giornata di sosta circa 7/8 euro anziché di 34?

- perché ad Acireale non si attua un abbonamento mensile per i residenti, con cifre abbordabili per una famiglia media?

- Perché ad Acireale non si istituisce il biglietto di mezz’ora?

E poi
- Come vengono regolamentate e come vengono individuate le aree riservate per carico e scarico merci?


- Perché ad Acireale si sono create strisce blu in zone periferiche come Via S.Vigo e via Wagner e non si è andati in altre zone altrettanto trafficate e periferiche?

- Perché non si fa una manutenzione programmata della rotonda posta all’ingresso sud di Acireale, dove in questo momento al proprio interno, come mi hanno segnalato dei nostri concittadini che ringrazio pubblicamente, ci si può trovare di tutto, financo il palo con il nostro stemma in ferro battuto;

Grazie.

Acireale 01 marzo 2005

Signor Presidente ………………………


Nel merito dell'ordine del giorno sulle terre di Istria e Dalmazia, voglio pensare che i colleghi consiglieri di Alleanza Nazionale l'abbiano presentato affinché su di esso si svolga un confronto vero e senza alcuna reticenza.
Un ordine del giorno che se c'è volontà politica, dovrebbe essere fatto proprio dall'insieme del consiglio comunale. In quegli anni drammatici a cavallo del 1945, sono state torturate e uccise in quelle zone controllate dai partigiani jugoslavi di Tito almeno diecimila persone. E, in gran parte, vennero gettate (molte ancora vive) dentro le voragini naturali disseminate sull'altipiano del Carso, le cosiddette "foibe".
Ma guai se questa memoria fosse utilizzata in chiave politico-partitica, o peggio ancora contrapposta a quella di un altro genocidio – quello della Shoah.
E quindi non si tratta di contrapporre, com’è nella visione forse di qualcuno, una strage di destra a una di sinistra, come si faceva credo all’epoca degli opposti estremismi.
Qui abbiamo di fronte un momento di caduta dell’umana civiltà, un imbarbarimento che si collega ad un altro grande imbarbarimento collettivo che sono le guerre; le guerre, che fanno morire anche la pietà.
Ben venga, dunque, la riscoperta della “memoria negata”, ben venga un giorno che la ricordi in perpetuo, e non soltanto per ricordare il passato, ma per guardare al futuro. Il problema non è soltanto quello di prendere coscienza delle effettive proporzioni di una tragedia già vissuta, quanto di lavorare affinché si ricostruisca davvero la pace, nella giustizia, nella creazione di rapporti nuovi.
Questi rapporti comprenderanno inevitabilmente anche il riconoscimento degli errori del passato, da una parte e dell’altra, e dei crimini compiuti contro ogni popolazione civile.
Ma devono essere orientati non solo a rendere indimenticabile il passato, ma anche e soprattutto a costruire un presente e un futuro migliore, basato sull’integrazione, sui diritti riconosciuti, sulla pacifica convivenza di etnie diverse.
Solo così ci si rende conto che non l'uomo, ma gli uomini abitano questo mondo, e che la legge della terra è la pluralità.
Il germe dell'odio nasce dal desiderio di sopraffazione di qualcuno rispetto a tutti gli altri, invece per affermare la pluralità, il sistema più adeguato è la democrazia, che ha come principio fondamentale il rispetto delle leggi, che esplicano la loro efficacia nei confronti di tutti i cittadini, nessuno escluso.
Mi dichiaro dunque disponibile a votare questo ordine del giorno nel quale si è parlato delle terre di Istria e della Dalmazia, e dove tutti i fatti vengano esposti con onestà morale ed intellettuale.
Vedete, tutti i morti sono uguali nella pietà e davanti a Dio, ma forse non lo sono davanti alla storia.
Non è una cosa che si può fare per legge, perché ha bisogno di un lavoro lungo, lento, convinto. Ma le leggi, le mozioni, gli ordini del giorno servono anche a indicare percorsi sui quali costruire, passo dopo passo, il nostro futuro. Ed è questo quello che noi oggi stiamo facendo.

Acireale, 01 marzo 2005

Signor Presidente ................
Vorrei informare i nostri concittadini di quanto ieri durante una seduta di Commissione sono venuto a conoscenza; un fatto che oggi, proprio in questa sede, desidero portare all'attenzione di tutti e cioè la possibilità che, nei prossimi mesi, possa prendere piede il progetto per la costruzione nel territorio di Acireale e dunque nel nostro territorio, di un impianto di compostaggio che dovrebbe servire per lo smaltimento dei rifiuti dell’intero “ato”, l’ambito territoriale ottimale dell’Acese, dove insistono ben 10 Comuni, in una delle aree, che io invece ritengo, più belle e più delicate della nostra zona sia dal punto di vista idrogeologico e sia dal punto di vista turistico – termale.

Cos’è un impianto di Compostaggio? Cos’è il compostaggio: il compostaggio non è altro che una tecnica attraverso la quale viene controllato e accelerato il processo naturale a cui va incontro qualsiasi sostanza organica. Si tratta di una decomposizione biologica della sostanza organica che avviene in condizioni controllate e che permette di ottenere un prodotto chiamato compost, adatto ai più svariati impieghi in agricoltura, una sorta di concime.

Desidero però affermare un concetto personale, e cioè che io considero il compostaggio organico, e quindi la presenza di un impianto di questo tipo nel nostro territorio, un elemento fondamentale per il completamento del ciclo integrato dello smaltimento, e che, per mia educazione credo nella necessità di una politica dei rifiuti volta al riciclaggio e alla raccolta differenziata, ma questo quando la raccolta differenziata nel nostro territorio potrà arrivare ad una percentuale considerevole e non come attualmente accade nella raccolta differenziata nella nostra zona, una percentuale che senza alcun dubbio si avvicina più allo zero che ad altra cifra.

Insomma, il rischio che corriamo è che, una volta completata l'opera, si dovrà "trovare" il materiale da conferirvi, magari da fuori provincia, da fuori regione o addirittura da fuori della nostra nazione. E secondo quanto mi è dato sapere l’impianto previsto sarebbe capace di trattare i rifiuti prodotti da una popolazione pari a 100 volte quella del nostro comune.

Questo non solo significherebbe presenza di rifiuti maleodoranti in un’area abitata, ma comporterebbe un deciso incremento del traffico di veicoli pesanti adibiti al trasporto di rifiuti e di compost, con ripercussioni sulla viabilità e sulla rete viaria come maggior traffico, maggiore usura delle infrastrutture, maggior inquinamento acustico ed ambientale.

Secondo me, in ogni caso, il progetto dell’impianto che dovrà sorgere manca di alcuni presupposti indispensabili, innanzitutto l’informazione e la condivisione del progetto con la popolazione, perchè una politica di coinvolgimento risulta indispensabile per avviare una realizzazione che certamente non si potrà mai dire di ordinaria amministrazione.

Per tutto quanto esposto chiedo ai singoli consiglieri di esercitare ognuno per la propria parte politica un’azione incisiva affinché si arrivi alla delocalizzazione dell’impianto.

E Pertanto oggi presenterò per iscritto una interrogazione al Signor Sindaco con la quale chiedo di essere informato sul progetto dell’impianto, sull’impatto ambientale, sullo studio di fattibilità e di quant’altro sia a conoscenza del nostro Ente relativamente a questo progetto.

AMBITO TERRITORIALE PROVINCIALE CT.2 - Popolazione 146.512 -
COMUNI INTERESSATI:
1. Aci Bonaccorsi
2. Aci Castello
3. Aci Catena
4. Aci Sant'Antonio
5. Acireale
6. Santa Venerina
7. Trecastagni
8. Valverde
9. Viagrande
10. Zafferana Etnea

Acireale 26/01/2005

Signor Presidente ............................

Gli atti di violenza che in questi ultimi tempi hanno colpito Acireale, dimostrano che il fenomeno criminoso, che sembrava essere stato arginato, ha ancora in questa Città una grande pericolosità e va affrontato dagli organi dello Stato e dalle forze politiche e sociali con grande determinazione .
Io come rappresentante dei Popolari - UDEUR ho sempre guardato con attenzione al tema della lotta a qualsiasi forma di criminalità organizzata, perché ritengo che la violenza, blocca ogni processo produttivo, mette in ginocchio l'economia, impedisce qualsiasi forma di sviluppo civile ed economico e limita la libertà stessa dei cittadini. Ma ritengo, che affinché quest’impegno contro ogni forma di criminalità possa essere efficace e dare risultati positivi, debba passare attraverso un buon funzionamento dello Stato e dei suoi organi, sia nell'azione di prevenzione che ritengo essenziale, sia in quella non meno importante di repressione.
Questo comporta che la lotta alla criminalità non può essere legata a valutazioni di schieramento, come negli ultimi giorni qualcuno, forse inopportunamente, ha tentato di fare.
Occorre pertanto, un grande sforzo delle forze dell'ordine per intensificare il lavoro che già stanno portando avanti con tanta abnegazione e coraggio; serve un'azione sistematica con l'impegno unitario delle forze politiche, delle forze sociali, delle organizzazioni di categoria per ridare, ai cittadini quella fiducia verso lo Stato e verso le istituzioni democratiche che sembrano aver perduto.
In questa direzione l'impegno forte dell’UDEUR sicuramente non mancherà.
Seduta del 28 agosto 2006: (resoconto stenografico)

Piano triennale

E dire che sono indicato come quello con una tonalità di voce, alta. In questo consiglio, oggi, abbiamo appurato che ci sono altri che hanno una tonalità di voce alta almeno quanto la mia, perciò non sono solo io ad avere questo tono. Lo dico per cercare di sdrammatizzare e per abbassare i toni. Veramente, almeno inizialmente, questa sera, a differenza di tante altre sere, ero veramente intenzionato ad intervenire, perché dopo tutto quello che ho sentito da alcuni miei colleghi e dopo tutta questa magnificenza trasbordante dalle loro bocche, certamente, non potevo starmene zitto. Ho sentito di tutto, dall’altro lato dei banchi, qualcuno ha detto che finalmente questo piano triennale non è più il classico e solito libro dei sogni ma un libro dei fatti, vorrei capire ad oggi cosa è cambiato dato che la legge è sempre la stessa. L’ultimo decreto assessoriale è quello datato 3 ottobre 2003 e fa riferimento alla 109, Legge fatta nel ’94 e ad altre due leggi regionali datate una nel 2003 e una nel 2002 sempre con lo stesso numero, 7. Invece il decreto ministeriale del 9 giugno del 2005, a parere mio, questo sì che poteva portare delle novità, poteva snellire qualche procedura operativa ma noi siamo in Sicilia, e non lo abbiamo ancora recepito e allora io mi chiedo cosa c’è di nuovo, perché vorrei capire a questo punto la differenza con gli altri anni, certo, anch’io potrei dire che questi nuovi modelli di “governance” fanno sì che l’ente locale sia sempre più considerato un attore pubblico che tenendo conto della crescente complessità bla, bla, bla….regia strategica, riservandosi quel doppio ruolo di politica e managerialità…… bla, bla, bla... Ecco uno si può riempire la bocca, potrei farlo sicuramente anch’io, ma quante di queste opere vedranno la luce qui, ad Acireale e quante nuove realizzazioni vedremo qui ad Acireale, e quanti nuovi posteggi o parcheggi sotterranei ci saranno qui ad Acireale. La mia preoccupazione è: che non vorrei, che a distanza di tempo non ce ne fosse più di bisogno perché questi che ci stanno amministrando, come novelli Nerone, prima vogliono distruggere tutto e poi tornare a ricostruire. Questa è la realtà, che è sotto gli occhi di tutti gli acesi, ma quale programmazione si è vista in questi primi 2 anni e mezzo di amministrazione, ma quali obbiettivi vi siete dati, se mai ve li siete dati, la relazione stessa che accompagna questo piano triennale è così striminzita che uno a volere dire poco, dice che è imbarazzante. Tanto dice nulla, che i revisori nel loro parere, sentono il bisogno di richiamarsi alle linee generali del programma del Sindaco. Stiamo veramente male, oltretutto, dicono loro, manca il piano generale di sviluppo. Questa è la programmazione? E poi di cosa stiamo parlando, la legge indica il 30 di settembre di ogni anno per la redazione dello schema di programma, ma allora possiamo benissimo dire che siamo in anticipo rispetto alla scadenza assegnata, solo che stiamo parlando, ancora, dell’anno precedente. Noi siamo in ritardo di un anno. E’ questa la vostra programmazione? A me dispiace veramente, perché, poi, alla fine stiamo parlando della mia Acireale. Entrando anch’io nel merito di qualche argomento specifico, di cui si è discusso in queste sere e mi riferisco all’edificio dell’Iacp. Mi permetto di farlo, anche perché, per un breve periodo sono stato anche commissario di questo istituto. Ricordo per esempio che c’è stata una delibera di giunta dell’allora sindaco Lombardo che ha proceduto a dare in comodato all’Iacp l’edificio di via Maddem, in cambio però l’Istituto si impegnava al recupero e alla ristrutturazione dei locali di Piazza Roma un ex convento di cappuccini che negli anni passati è stato anche un dormitorio pubblico. Ed è anche certo che con l’IACP il comune di Acireale ha sempre intrattenuto buoni rapporti. Mi ricordo che in questa sede è ospitata la commissione assegnazione alloggi e chiedo a lei dott. Scibilia se è ancora in essere. Ed è, anche, certo che l’IACP ha avuto in comodato una struttura incompleta perché aveva solamente un primo piano e invece oggi è una bella struttura elegante, nel nostro centro storico. È completa anche di un 2° piano realizzato sempre dall’istituto. Ed è, anche, certo che l’istituto, e ne siete a conoscenza tutti, ha costruito la casa albergo con fondi della legge 457 del ’78 e questa legge è una legge che indirizza i propri fondi all’edilizia residenziale, solo ed esclusivo, e non vorrei che qualcuno con questo clima che si è creato gli venisse in mente di richiedere nuovamente il possesso di questa casa albergo. Ed è, anche, certo che l’IACP di Acireale, è stata istituita sede IACP, anche se non è capoluogo di provincia, ce ne sono solo altri due in tutta Italia, una nel Lazio e una nel Trentino se non mi sbaglio, gli altri sono tutte sedi provinciali ed allora, è importante che noi abbiamo cura di un centro come l’IACP di Acireale, sito in questa nostra città. Tanti altri Enti ce li hanno tolti, ma la cosa peggiore è che l’IACP di Catania sta cercando di annettere quello di Acireale, da tantissimo tempo cercano di chiudere la nostra sede, anche se l’assessore al territorio del periodo, Lo Monte, con una specifica legge ha diviso il territorio della nostra provincia, dando una porzione importante anche al nostro istituto, dividendo i comuni, circa 25 sono sotto il nostro controllo. È importante mantenere viva questa realtà. Io credo che non sarebbe costato nulla se il tutto fosse stato programmato, prima ascoltando i vertici dell’ente e contestualmente ascoltando, anche, il consiglio comunale. Mi sembra veramente illogico, che dopo tantissimo tempo che un ente che ha sede istituzionale nella nostra città, dall’oggi al domani veda iscritto il nome dell’edificio che lo ospita, iscritto nell’elenco dei beni che il Comune vuole vendere. Io potrei proporre, anche perché non credo che i vertici dell’IACP sono così affezionati a quel luogo, che si potrebbe trovare una alternativa, anche la stessa casa albergo potrebbe ospitare sia l’ente e sia i suoi dipendenti, non ho parlato con nessuno di questa eventualità, ma credo che sia una buona idea e sfruttare quello spazio e quell’edificio. Io credo che ci sia stata solo una mancanza di comunicazione e credo che ci siano ancora i tempi e lo spazio per tornare a trovare armonia tra i due enti.
Relativamente al progetto dell’8 allungato mi consta fare alcune considerazioni anche perché il sig. Sindaco è molto bravo a far di conto, però io credo che agli acesi importi molto di più che si arrivi ad una soluzione che sia un 8 allungato o che sia un 8 più rotondo. Credo che importi anche il minor costo dell’opera. Ora noi, e mi riferisco ad una parte politica di questo consiglio, cioè all’opposizione, abbiamo offerto un progetto all’amministrazione e credo che l’approccio da parte del nostro sindaco non sia stato proprio dei migliori. Noi chiediamo che venga preso in considerazione per quella che è stata una azione propositiva di questa parte politica e non per fare la differenziazione dei costi con l’opera che proponete Voi, anche perché, e vorrei stuzzicare l’Amm.ne, e per non essere considerato troppo buonista. Perché allora, cosa dovrei dire per l’appalto che è stato stipulato con Aci ambiente, rispetto ad altri appalti, dove sono mancanti tantissimi servizi che prima c’erano e che noi oggi ci possiamo solo sognare, come per esempio la scerbatura, che non è stata inserita in questo capitolato, la derattizzazione, la disinfestazione, la pulizia dei cassonetti, ci sono topi che sembrano conigli che passeggiano per la nostra città e credetemi, non dico nulla di nuovo o nulla che sia solo nella mia mente, tutti li vedono i topi passeggiare nella nostra città. La pulizia dei muri, prima c’era all’interno del capitolato, ora non più. Certo il Sindaco dice: “non abbiamo aumentato la spazzatura”, però hanno tolto tutti i servizi, comunque non vi abbiamo aumentato la spazzatura. È bellissimo.
Ma torniamo al piano triennale e parliamo di schede. Io ho fatto una piccola ricerca e mi viene spontaneo fare una domanda tecnica:
il decreto regionale parla di 7 schede, che poi, in effetti sono di più, perché c’è una 2 bis e una 3 bis. Voi non avete inserito la scheda n.1 o almeno io non l’ho vista nella delibera che ho. Alle prime pagine troviamo le tabelle, perché inserite nella legge ci sono le 7 schede e le tabelle con le specificazioni dei codici, ebbene nella delibera trovo ai primi posti dopo la relazione le due tabelle, la tabella 1 e la tabella 2 poi stranamente passiamo alla tabella 2 bis, o 2 a e 2 b, manca la scheda 1, mi dite perché?
Volendo fare riferimento, sempre alla scheda 1, in questa scheda sono indicate le diverse provenienze delle somme, le somme complessivamente destinate all’attuazione dei programmi, la scheda 1 è molto importante e vorrei chiedere per quale motivo non è stata inserita nella delibera?
Questo è un fatto molto importante, tranne che mi diciate no, non c’è bisogno di inserirla, anche se la legge parla di questa scheda 1, non c’e bisogno di inserirla. Bene, ne prendo atto.
Poi, desideravo chiedere se nell’elenco annuale dei lavori, fatto da questa amministrazione, sono indicati per ciascuna opera, e vorrei insieme a tutto il consiglio verificarle:
il responsabile del procedimento ai sensi dell’art. 7 della legge 109 del ’94 e successive modificazioni?
l’importo dell’annualità?
l’importo totale dell’intervento?
le finalità?
la conformità urbanistica ed ambientale?
le priorità, lo stato di progettazione, i tempi di esecuzione con specificazione dei tempi di inizio lavori e fine lavori?
se nella formulazione dell’elenco annuale, seguendo sempre la legge, e se per ciascuna opera nel caso sia ripartita in più lotti, sono state quantificate le risorse finanziarie necessarie per la realizzazione dell’intero lavoro al fine di evitare ulteriori incompiute?
Perché purtroppo, e non per colpa di chi è seduto qui in questa aula, noi ne abbiamo parecchie di incompiute.
Se i progetti e i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici vigenti?
Se l’elenco annuale predisposto dall’ente contempla l’indicazione dei mezzi finanziari distinguendo le risorse proprie da quelli disponibili in base a contributi o risorse dello stato e quelle acquisibili mediante alienazione di beni immobili?
Qua vorrei fare una piccola parentesi perché andando a spulciare la norma e le chiedo contezza a lei e ai revisori dei conti, la 109 del ’94 l’art. 19 comma 5 ter all’interno dell’alienazione dei beni recita così: “in sostituzione totale o parziale delle somme di denaro costituenti il corrispettivo dell’appalto, il bando di gara può prevedere il trasferimento all’appaltatore della proprietà di beni immobili appartenenti all’amministrazione, già indicati nel programma di cui all’art. 14, perciò nel programma annuale in quanto non assolvono più a funzione di interesse pubblico”. Ora io questo comma me lo sono trovato andando a mettere una legge in confronto ad un’altra, andando a ricercare tutti i vari passaggi intermedi di tutte le varie leggi e mi sono ritrovato con questo comma ter. Questo comma ter a me risulta strano perché tra le righe potrei intenderlo come se invece di pagare con danaro si può dare un bene. Questo mi sembra di aver capito con questo comma, ed è meglio che ce ne accertiamo perché a questo punto mi sorge spontanea una domanda non vorrei che per pagare una cosa, noi prendiamo un bene inserito in questo elenco e lo diamo a quell’appaltatore?
Potrebbe essere fatto però è molto semplice come operazione, se nell’elenco annuale sono inseriti tutti i lavori che l’amministrazione intende realizzare nel primo anno di riferimento del programma triennale. La legge è molto particolare è molto arzigogolata e ha circoscritto questi modelli esclusivamente all’importo superiore ai 100 mila euro, quelli di importo inferiore ai 100 mila euro li tralascia. Quindi tutti quei lavori di manutenzione o di nuova realizzazione che comunque rivestono una notevole importanza nella programmazione degli investimenti, io desidererei sapere se in bilancio sono inseriti accensioni di mutui relativi a dette opere?
E per concludere dato che questa è una cosa importante, io se mi fossi trovato dall’altra parte avrei cercato di coinvolgere tutti, specialmente per tutte queste opere inferiori ai 100 mila euro che non sono elencate nel piano annuale delle opere pubbliche, e lo sapete perché? per cercare di dare un riscontro a quella che è una politica che è totalmente lenta nella sua programmazione futura. Però penso anche che questa alla luce dei fatti sia solo utopia. Grazie.




La ringrazio per la parola, perché è importante per il proseguimento dei lavori, ho un dubbio e lo chiedo al segretario: se la legge indica che ci siano sette schede compilate e di conseguenza mancando la prima, l’atto è valido oppure no?


Seduta del 11 luglio 2006:
(resoconto stenografico)

Acireale……Calcio “Fallita”

ho preso in questa particolare serata degli appunti. Ho scritto, ho cancellato dopo aver sentito anche alcuni passi della relazione del nostro Sindaco. Possibilmente sarò anch’io disarticolato nel modo di esporre questa sera. Lei, sig. Sindaco, credo che nessuno gli tolga questo merito, si è speso per questa vicenda, però un dato di fatto è che comunque il risultato conclusivo è totalmente negativo. E voglio partire da questa riflessione per ritornare ad essere pacato, nel cercare di mantenermi pacato per tutto l’intervento, perché voglio ricordare dopo quello che ha detto il cons. Massimino, alcuni passaggi mi fanno ricordare, anche se mi viene difficile in questa serata particolare, che l’Acireale Calcio non esiste più. Mi ricordo la prima volta che mi portarono al comunale, lo storico comunale, stracolmo di gente, ancora sconoscevo qual’erano i colori che rappresentavano la mia squadra, la mia società, quel fantastico colore che è il granata. Mi appassionai veramente tanto, e non l’ho più abbandonato questo amore per la mia città e per la squadra della mia città. Ho vissuto la bellissima cavalcata, e credo che ce la ricordino in tanti, compreso lei sig. Sindaco, con Busetta che dalla D ci portò alla C1, veramente fantastico, sono ricordi che sono indelebili nella nostra mente, e anche credo nella sua, e non finì lì perché poi ci fu la promozione in B, con Papadopulo, io l’ho vissuta, e credo che l’abbiamo vissuta in tanti. Mi ricordo che c’era tutta Acireale in quel periodo storico a seguire la società, anni davvero indimenticabili che io come tanti che hanno più o meno la mia età, che hanno avuto la fortuna di vivere in prima persona quei momenti e di poter raccontare ai propri figli e ai propri nipoti ciò che forse resterà una leggenda. Vi ricordate quando venne la Fiorentina, con quel giocatore che si chiamava Battistuta, venne a calcare il nostro Tupparello. Altri tempi e mi ricollego a quello che diceva il coll. Massimino. Altri tempi e altra gente. Allora esistevano uomini che sapevano amare ed è una bella parola che ha usato il cons. Massimino, che sapevano amare, che avevano un loro modo di vedere la vita, che sapevano il significato di parole come: onore, dignità, amore. Era la stagione degli Aleppo, dei Rino Nicolosi, dove sono questi uomini? E allora cosa dobbiamo fare? Intanto certamente non possiamo stare zitti, caro cons. Spinella, e pensare “tanto ci penseranno gli altri”, è una frase fatta, non possiamo sempre delegare, specialmente quando ci sono circostanze simili, noi che ci paragoniamo ad altre città, anche più grandi, sentendoci giustamente superiori, noi che forse siamo rimasti tropo inermi, troppo fermi ad aspettare lentamente il nostro destino. Allora penso e dico ad alta voce, che ci stanno svuotando di tutto, dal calcio alle Terme, dalle terme alla Pozzillo, dalla Pozzillo non vorrei dire un giorno ci stanno togliendo anche il nostro Carnevale. E allora a questo punto se permettete io non rimango in silenzio, io sono qui per essere il megafono di quello che accade nella nostra città, e lo devo dire forte. Questa Acireale, oggi, non è un vanto per nessuno, e le responsabilità di questo sfascio sono solo vostre. Voi avete fatto le scelte che hanno determinato questa deprecabile situazione nella nostra Acireale, voi avete gestito la cosa pubblica in questi due anni e mezzo, voi avete gestito la nostra città per ben due anni e mezzo. Sig. Sindaco non dica così, non faccia così, perché noi ancora stiamo aspettando la sua relazione, che doveva portarla alla scadenza di un anno! E non rida! La situazione è grave! Acireale è in una situazione deprecabile, non c’è nulla da ridere in una situazione di questo genere. Lei riesce con il suo modo di fare a stuzzicare e a pungere le persone quando parlano, lei riesce a fare stare sacchi vuoti in piedi! E siete sempre voi che oggi avete la responsabilità di trovare le soluzioni, affinché questo andazzo della nostra Acireale abbia fine. Lei ha il dovere se sa qualcosa che gli altri non sanno, di dirla! Sig. Sindaco non si permetta di dire o di fare affermazioni che non corrispondano a verità. Lei si deve assumere le sue responsabilità quando parla, e dice le cose che dice e lo faccia con senno! E si prenda l’abitudine che quando uno parla di stare in silenzio ed ascoltare, non è che quando le cose non vanno o non si dicono per come lei le vuole ascoltare o le vuole sentire, inizia a provocare, a innervosire la persona che parla e allora io Le dico e ripeto che la situazione ad Acireale è deprecabile e la responsabilità in atto è di questa amministrazione che la gestisce.

Acireale……“Fallita”

Proprio per chiarire il mio pensiero. Io non intendevo dare colpe maggiori, di quelle che questa amm.ne ha già, perché quando io dico che alla fine, determinate situazioni si sono concretizzate proprio in questo ultimo periodo, purtroppo per loro, ma dico solo la verità, è come quel detto, se sei davanti ad un baratro, qualcuno, ti potrebbe tirare a se per salvarti, oppure ti potrebbe dare una spinta per eliminarti definitivamente, ecco, in questo caso, in questa occasione, e lo torno a dire, questa Amm.ne, invece di tirare la persona per salvarla, cioè la nostra Acireale, che cosa ha fatto: l’ha spinta, ecco cosa ha fatto, ha dato quell’ultima spinta per distruggerla completamente. E’ questo il concetto che il sig. Sindaco non ha voluto capire, è questo il mio giudizio su questa Amministrazione e su questo Sindaco. Quando Lui, fa riferimento al 2003, a me sta benissimo, se Lui dice che già nel 1993 la società è già fallita, e se per caso lui sa qualcosa di più, lo dica. Però se è fallita, se non sbaglio, se n’è fatta subito un’altra! Ma per quanto riguarda le Terme, io non ricordo di un loro fallimento nel 1993, se il Sindaco sa qualcosa, perché è stato lui che ha fatto il Commissario alle Terme, non io ma Lui, e se, presumibilmente sa qualcosa più di me, la dica.


Seduta del 29 giugno 2006: (resoconto stenografico)
Vergogna

io ho preparato le mie interrogazioni per iscritto che lascerò al tavolo della Presidenza per evitare anche di essere lungo e anche perché, come è mio uso dire, non volevo intervenire, e per un semplice motivo: perché faccio mio, quello che dice il cons. Ferlito, di accorciare i tempi, ma non posso fare a meno di parlare. Ho sentito varie cose, interessantissime dai miei colleghi consiglieri ed in particolare da quel lato dei banchi, e questo è significativo perché vuol dire che anche loro stanno prendendo atto e coscienza di quello che sta accadendo in questa città e mi fa piacere. Evidentemente si stanno accorgendo anche loro del degrado che c’è in città, in questo momento, e gli interventi che si sono susseguiti fino ad ora iniziando dal collega Cicala che parlava sulla situazione della Pozzillo, è una situazione disastrosa, a seguire c’è la condizione delle Terme, altrettanto tragica, a proposito, dicono che hanno presentato il piano industriale, ma che fa letteralmente orrore, come si può pensare di organizzare una struttura come quella con un piano industriale di quel genere, è vergognoso!
Noi abbiamo poche cose importanti nella nostra città, ed oggi stanno sparendo, la Pozzillo, ricordo, aveva 150 dipendenti ora sono solo 15, pazzesco.
Ma torniamo ai problemi quotidiani: certo, non mi fa piacere sentire che i cassonetti non vengono lavati mai, si aspetta la pioggia…….ma non solo questo, sento, anche, che questa raccolta porta a porta è stata veramente una tragedia. Quando piove vediamo questo fiume d’acqua che parte da via Kennedy e arriva alla Stazione vecchia, portandosi dietro la qualsiasi cosa. E ora non si vede più solo il fiume d’acqua ma si vedono anche le buste di plastica che galleggiano come se fossero delle piccole zattere. Questa è la nostra città turistica? Quando in un trafiletto di giornale leggo, e mi riferisco a quello che il cons. Scavo avrebbe dovuto trattare come argomento, perché il Sindaco di questa città dice che il consiglio comunale non ha voluto che si alzasse la spesa per la raccolta dei rifiuti solidi urbani. Noi non abbiamo detto questo, ed io in questa’aula al sig. Sindaco glielo ho ripetuto. Noi abbiamo detto che non intendevamo che aumentasse la spazzatura ai singoli cittadini, poi i servizi li dovevano gestire loro con il loro capitolato. Il capitolato che hanno fatto, mancava dei servizi essenziali per la collettività. Questa è la verità, però a Capomulini la raccolta la fanno di mattina quando ci sono i bagnanti per le strade, e il Sindaco risponde che noi non abbiamo permesso perchè i soldi non c’erano, cosa c’entra. I soldi non ci sono e lui doveva scegliere meglio il capitolato perché alcuni servizi non ci sono più in quel capitolato, questa è la verità. Io ho sentito in queste sere il consigliere Ferlito che diceva che abbiamo dedicato molte sedute alle interrogazioni, oggi ho sentito anche il cons. Cicala e così ho preparato le mie interrogazioni per iscritto. Quando il cons. Ferlito parla delle affissioni nel nostro comune, alcuni di questi manifesti affissi in luoghi non appropriati sono anche del nostro comune e per me questa è una vergogna. Non è possibile! il nostro Sindaco non può giustificare una cosa di questo genere. Mi sento male e come me il cons. Ferlito, il cons. Scalia, gli assessori e tutti gli acesi, credo. Quando vedo i muri della Zelantea tappezzati, quando vedo il muro in via Galatea dove è nato il grande Lionardo Vigo, o in via Aquilia nuova, l’ingresso della nostra città, tappezzata di manifesti e non parlo solo del periodo elettorale ma di sempre, di ogni santo giorno. Andando nella zona sud della nostra è un immondezzaio e io ho voluto intitolarlo “un ponte incartato”, parlo del ponte di S. Caterina, posso parlare delle colonne di Piazza Europa, dove i manifesti sono arrivati anche al 1° piano. È una vergogna per noi acesi. Non possiamo più vivere in una città con un degrado simile. Ho sentito questa sera parlare, ed è un piacere, alcuni consiglieri che intervengono poco, ma che stanno finalmente prendendo coscienza di come è stata amministrata la città in questi due anni, ancora stiamo aspettando la relazione del nostro Sindaco che doveva essere pronta dopo sei mesi, per legge, poi dopo un anno, siamo arrivati a due anni e ancora la stiamo aspettando. Il Difensore civico, invece, non sono passati neanche 6 mesi e l’ha già presentata, perché il nostro Sindaco no? La relazione annuale per legge doveva essere già presentata e discussa in quest’aula. Spesso dobbiamo assistere a scene non certo degne della nostra città e parlo degli slalom che alcuni cittadini devono fare per passare da un marciapiede all’altro e parlo di barriere architettoniche che nella nostra città sono solo ornamenti.
Mi ricollego al cons. Leonardi quando parlava di trasporto pubblico urbano ed extraurbano, non è prevista nessuna possibilità di utilizzo per la mancanza di mezzi adeguati e di fermate attrezzate, non sono state abbattute le barriere architettoniche per salire sui pullman e allora cosa devono fare quelle persone inabili, devono rimanere chiusi nelle loro case? Assessore io credo che lei sia proprio quello con la delega competente a questo argomento. Abbiamo sicuramente delle difficoltà economiche ma cerchiamo di adeguare queste nostre fermate anche per le persone che non hanno una grande possibilità di movimento come, invece ce l’abbiamo noi. Per quanto riguarda il verde pubblico, ieri l’altro c’è stata una trasmissione in una delle nostre emittenti cittadine, e per la prima volta ho notato che abbiamo degli spazi verdi nella nostra città e prima non li avevo mai visti. Ma sapete perché non li avevo visti? Perché erano coperti da erbacce alte almeno un paio di metri, per non parlare della spazzatura. Parlo di una Piazza che si trova nell’intersezione di due vie la Via S. Spina e la via Sutera, ma di zone come queste in città ce ne sono una miriade. Io credo che sia difficile una ripresa in tempi brevi della nostra città, credo anche che non ci sono le condizioni affinché questo possa avvenire, il Sindaco in quest’aula ha fatto delle aperture, nel consiglio scorso, io sono stato attento a queste aperture fatte, ma non so a chi. Però, credo, che da questa parte politica, nessuno li accoglierà, perché lui con queste aperture non vuole salvare la città ma forse vuole salvare solo sé stesso.


Ardita:

Capomulini ed EX

quando si parla della raccolta dei rifiuti porta a porta a Capomulini, dobbiamo ricordarci che siamo in una regione in cui il caldo arriva non a luglio ma a maggio quindi è il caso di pensarci un po’ prima per fare il porta a porta e non aspettare luglio perché, mi creda, a Capomulini non si può camminare dal fetore che c’è in strada per l’immondizia, per lo schifo che c’è nei cassonetti. E siamo già a luglio. Per non parlare poi dei bus navetta, credo, per i quali, se tutto va bene, dovremo aspettare fino a settembre. Per quanto riguarda la città in ripresa, poi, possiamo fare un libro, io non dico che le persone non vogliono venire ma che non possono venire. A volte le file sulla 114 partono dal semaforo sotto la villa Belvedere e arrivano alla ex caserma dei vigili del fuoco, e nel caso, malaugurato per loro, in cui riuscissero ad arrivare in città si perdono in quei serpentoni di macchine che ci sono, a scendere, da via M. di Sangiuliano, e a salire, da via Galatea. Ad Acireale, ormai, si può venire solo con l’elicottero. Eravamo una città a prevalenza agrumicola, ora siamo ex, bene, eravamo una città di esportatori di agrumi, ora siamo ex, bene, eravamo una città termale, ora siamo ex, bene, eravamo la città dell’acqua Pozzillo, ora siamo ex, bene, eravamo una città con una squadra in serie C1, ora siamo ex, bene. Siamo, ormai, una città di soli ex.


Seduta del 22 giugno 2006: (resoconto stenografico)

Solidarietà

Credo che questi atti non sono solo da condannare, è disdicevole quello che è accaduto. Queste sono persone vigliacche, e si devono solamente vergognare. Questa è la cosa principale da far passare come messaggio. Questi atti di vigliaccheria contro il corpo dei VV.UU. è qualcosa di scandaloso solo perché fanno il loro dovere. Questa città, così come sta andando, non mi piace più. Mi sento veramente vicino al corpo dei VV.UU., proprio perché in questo momento le parole sono facili ad usarsi, però è anche utile che ci siano, perché se uno non sta vicino a queste persone che fanno semplicemente il loro dovere, sembra che ci sia un distacco un allontanamento, e scusate il tono ma è spontaneo, la mia solidarietà va anche all’Amm.ne e all’Ass.re. sperando che questi atti, nella nostra Acireale, non accadano più.


Seduta del 30 maggio 2006: (resoconto stenografico)

Rinegoziazione Mutui

Signor Presidente, signor Sindaco, signori della Giunta e colleghi Consiglieri, ho ascoltato, anche se non ero presente in aula, la sua relazione Assessore Filetti, e devo dare atto che lei ha fatto un percorso prima di arrivare a questa delibera abbastanza complesso, fino anche a contattare gli undici Istituti per verificare con una gara ufficiosa quelle che potevano essere le loro offerte, se non sbaglio, l’unica che ha risposto è stata Banca Intesa. Io proprio stasera, a me piace informarmi, a me piace fare delle ricerche dato anche l’argomento che andavamo a discutere oggi in quest’aula e per caso mi sono imbattuto in una circolare del 5/05/2006 della Cassa Depositi e Prestiti. Credo che quella che lei ha in mano è datata 5 Aprile,…o 24 Maggio? …..allora questa è successiva, però siccome io non sono un tecnico, nella maniera più assoluta, e quando il Presidente mi diceva “lei vuole delle delucidazioni” io voglio delle delucidazioni. E finalmente li chiedo queste benedette delucidazioni, anche perché questa circolare la numero 1275 come oggetto ha: “Conversione ai sensi dell’art. 41” e via discorrendo ……“dei prestiti concessi dalla Cassa Depositi e Prestiti” e si divide in varie parti. Ora io, credetemi, non essendo un tecnico, però a lume di naso, e avendo ascoltato anche l’Assessore, che parlava di un tasso di interesse del 4,30, se non sbaglio, ed in questa circolare, proprio all’inizio, nella prima pagina, tra le altre cose, leggo: a tasso fisso, con tasso di interesse nominale, ecco qua, mi rivolgo ai tecnici, pari a 4,25. Ora io non so se lo 0,05 possa incidere, credo proprio di si, però a questo punto vorrei che veramente i tecnici mi dessero contezza, di quello che dico, anche perché questa proposta della Cassa Depositi e Prestiti, suppongo che è la stessa che ha emesso o l’Ente al quale noi, a suo tempo, o chi per noi, si è rivolto per l’accensione di questi mutui, suppongo, che continuare con lo stesso Ente, che già mi sa di familiare, la Cassa Depositi e Prestiti, rispetto alle Banche private, che invece mi fanno tanta paura, a me le Banche mi fanno paura e lo sapete perché? Perché ho sentito e qualcuno mi smentisca se può, ho sentito che le Banche hanno ottenuto un utile del 60 per cento, 60 per cento capite! E questo mi fa paura! Perché lavorano, come dice qualcuno, con i nostri soldi. E allora quando io sento che possibilmente la Cassa depositi e Prestiti, e non vorrei dare per certo qualcosa che invece possibilmente voi tecnici potete smentire, però io leggo: “La Cassa Depositi e Prestiti si rende disponibile a concedere finanziamenti destinati alla conversione a Province e Comuni, concessi dalla Cassa Depositi e Prestiti in data successiva al 31 dicembre 1996. E già questo coincide, perciò lo sa, io che non sono un tecnico, e già mi coincidono le date, invece del 4,30 si parla del 4,25 qualche cosa che mi incuriosisce in questa proposta c’è, poi si parla di Cassa Depositi e Prestiti e non di Banche e la cosa mi incuriosisce ancora di più, certo, anche la Cassa Depositi e Prestiti dal 2003 è diventata Società per Azioni, però io ritengo che bisogna attenzionare questa circolare, poi possibilmente voi mi direte hai letto male, hai interpretato malissimo; possibilmente ci saranno altre valutazioni da fare, però intanto io ve la do. Io sono un Consigliere Comunale, non sono un tecnico, credo che forse, se porterà a qualcosa, dovevano essere altri a proporla. Non parlo di politici, o forse si, ma possibilmente anche funzionari che si dovevano attivare per la ricerca, io ve la do, grazie!


Ho apprezzato tantissimo l’intervento dell’Avv. Mellia ed ho capito tante cose che forse prima non avevo inteso bene, e alla luce di quello che ho poc’anzi detto e che credo riprenderà il mio collega Catalano, essendo più preparato di me in materia, però, ritengo, che la rinegoziazione dei mutui stipulati con la Cassa Depositi e Prestiti in data antecedente alla data del 3/1/96 perché di questo parliamo, da questo Comune e per mutui che vanno, se non sbaglio, da tassi che variano dal 4% al 4,65 – 4,70% relativamente ai nostri vecchi mutui, allora varia la percentuale di interesse tra di loro, e sono tanti, credo, i mutui. Ci sono quelli con il 4%, ce ne sono anche con il 4,65% e credo che ce ne siano anche con il 4,30, e sbirciando mi sono accorto che ce n’è anche col 4%. Allora, se mi permettete pongo due domande e faccio una proposta: desidererei conoscere l’obbiettivo, l’ utile che ne ricaviamo come Ente e politicamente come cittadini, dato che si tratta di una somma che si avvicina ai 28 milioni di € perciò 56 miliardi di vecchie lire, se non sbaglio. Pertanto, chiedo che si proceda ad un vero bando di gara ad evidenza pubblica e che questo bando di gara, dato che si parlava di “Sole 24 ore” sia pubblicato su un quotidiano a tiratura nazionale e che parla di Economia e di Finanza.


Volevo fare una precisazione anche per fare chiarezza su un punto. Quando si parla di 28 milioni di € si parla di circa 56 miliardi, e allora ho chiesto in maniera spontanea e senza alcuna furbizia, ed in particolare quando parlo con l’Assessore Filetti e anche riferendomi all’Ufficio Finanze, in particolare la D.ssa Battaglia, dunque, dato che parliamo di 28 milioni di €, e perciò, quando propongo di fare un bando di evidenza pubblica, lo faccio anche e soprattutto dopo aver saputo che l’Ufficio, ha contattato ufficiosamente e con una semplice nota gli Uffici degli Istituti Bancari che ricadono in questa zona, il tutto mi sembra veramente limitativo e allora quando io parlo di bando di gara ad evidenza pubblica e pubblicato con un avviso su un quotidiano Nazionale, quale, per esempio, “Il Sole 24 Ore” competente in materia economica, io penso che sia la cosa più banale che si possa fare, perché, ritorno a dire, che quando il Sindaco mi dice che non stiamo facendo debiti, io sono d’accordo, stiamo parlando di rinegoziare o di emettere BOC, ma parliamo sempre di 28 milioni di euro.


Seduta 11 maggio 2006: (resoconto stenografico)
Confisca del motociclo

la ringrazio per avermi concesso la parola e saluto il Sindaco e i colleghi consiglieri. Io mi permetto, in premessa, di dire una cosa che non riguarda il dibattito e me ne scuso, però mi sembra non corretto non chiederla per una questione certamente non legata all’odg, e mi riferisco alla legge relativa la confisca del motociclo per chi non indossa il casco, credo ci sia stato un errore nella citazione dell’Assessore, non è la legge n. 171, si tratta di articoli 179, 170, 171, e non riguarda solo chi non indossa il casco ma riguarda una serie di infrazioni ed in particolare, ed è la cosa più rilevante, parliamo della sanzione accessoria di questa legge e cioè la confisca. Mi rifaccio all’intervento di Spinella, che parlava si di tutt’altra cosa, ma che comunque alcune volte e confacente a vari discorsi, e aggiungo purtroppo, perché i nostri parlamentari del tempo, quelli, per intenderci, della scorsa legislatura, hanno fatto sì, anche in questa occasione che la sanzione primaria fosse inferiore alla sanzione accessoria. In questo caso la confisca della moto è nettamente superiore a quella pecuniaria che è di fatto la sanzione primaria. Al riguardo, tornando nel nostro territorio, mi è sembrato un tantino eccessivo il dispiegamento di forze che si è visto in questi due fine settimana. Mi è sembrato eccessivo e non dico altro perché veramente, come dice l’assessore Torrisi, quando c’è una legge la si deve applicare. Io dico che è giusto applicarla, poi, chiaramente, possiamo anche dire che non la condividiamo, però comunque, dato che dalla maggioranza delle persone è considerata incostituzionale e tanti hanno eccepito l’incostituzionalità di questa legge, allora io dico e lo dico qua a lei assessore, pregherei veramente di evitare gli eccessi, anche perché ci sono forze politiche, attualmente al governo, che si sono espresse nel volere eliminare questa sanzione accessoria fatta dal precedente Ministro Lunardi.



PRG

Signor Presidente, colleghi consiglieri vado subito all’argomento che stiamo trattando stasera, il PRG, la sua presenza Ingegnere, mi mette quasi in imbarazzo perché non essendo un tecnico e parlano di cose che attengono l’Urbanistica si può incorrere certamente in errori, faccio questa premessa, per scusarmi in anticipo, nel caso in cui incorra in qualche errore, Lei mi corregga immediatamente, eventualmente. Sarò breve e lo dico anche per non essere stancante nei confronti delle persone che sono presenti qui e in particolare per chi ci ascolta da casa. Però vorrei fare un excursus su quello che è stato l’iter del nostro PRG. Partendo da quello che è accaduto nel 2000 quando il Commissario ha adottato con delibera 461 del 15/09/2000 il PRG. Faccio questo, ingegnere, e lo si è fatto, forse, tante altre volte, per renderci e rendermi conto dell’iter percorso dal nostro PRG e cercare allo stesso tempo, modestamente, di farlo capire anche alla gente. Questo PRG adottato dal Commissario Straordinario, è stato trasmesso all’Assessorato Territorio ed Ambiente che lo approva con decreto 1270 del 4/11/2003, il Decreto conteneva delle prescrizioni (il “fatidico” articolo 4), alle quali il Comune avrebbe dovuto ottemperare con proprie determinazioni in ordine a quanto non era stato fatto; ed elencava alcune prescrizioni, che io non rileggo, qui stasera solo per questioni di tempo. A questo punto, cosa succede, il Comune tarda ad esprimersi. Ed io mi permetto aggiungere, che tarda ad esprimersi su quanto richiesto dall’assessorato ed in particolare sull’art. 4 del decreto di approvazione ed è a questo punto che l’assessorato prende l’iniziativa e con un Decreto il n. 99 dell’11 febbraio 2004 nomina un Commissario ad acta al fine di adottare le suddette determinazioni. Il Commissario ad acta nominato, adotta le varie determinazioni e in data 18/05/2004 si perviene all’adozione della delibera Commissariale n. 28. Spero, fin qui, di non aver fatto troppi errori, Ingegnere. Lei, però mi guarda ed io mi preoccupo, spero di essermi attenuto a quella che è una scaletta che chiunque può verificare, anche leggendo i suoi ultimi scritti o note a noi indirizzate. Non dimentichiamoci una cosa, comunque, che è importante. All’epoca il Comune era commissariato e il Commissario aveva i poteri sia del Sindaco e sia del Consiglio. Con nota 30401 del 25/06/2004, ma a questo punto le votazioni per l’elezione di questo consiglio si erano già svolte e, forse, solo il Sindaco si era formalmente insediato, ma il Consiglio Comunale, certamente no, il Commissario con i poteri del Consiglio adotta e trasmette all’assessorato la delibera di adozione n. 28 del 2004. A seguito di ciò l’assessorato procede all’istruttoria degli atti trasmessi e formula il Decreto del 18/01/2005, siamo ormai ai nostri giorni. Il 18/01/2005, a questa data con il Consiglio già insediato, il progettista a seguito di questo decreto visualizza il contenuto del Decreto stesso, Ingegnere dato che Lei non mi corregge vuol dire che non ho sbagliato, e dunque, continuo, a seguito di quanto sopra detto, a maggio o a giugno, ora non ricordo bene, l’Ufficio predispone la delibera di presa d’atto e la manda in consiglio. Purtroppo, nel frattempo il Dirigente dell’epoca va in pensione e subentra lei, credo nel luglio 2005 e giustamente, lei vuole prendere coscienza e conoscenza di quello che il suo predecessore ha predisposto e siccome credo, suppongo, che sia così, è ancora in tempo, lei ritira la delibera presentata dal suo predecessore per vagliare il lavoro che è stato fatto e a questo punto siamo ormai ai nostri giorni. Ci siamo riuniti in Conferenza dei Capi Gruppo varie volte, per lei esporre in maniera diligente tutto il lavoro svolto ho che vuole svolgere. Tutto veramente apprezzabile, però, a questo punto, trovandomi sotto mano l’ultimo Decreto perché nel frattempo c’è ne stato un altro di decreto e cercando di leggerlo in maniera attenta e scrupolosa, leggo: decreto del 18/01/2005 “integrazione del Decreto 4/11/2003 concernente l’approvazione del PRG, delle prescrizioni esecutive e del Regolamento edilizio del Comune”. Ora, mi creda, in maniera molto semplice, leggo nella GURS, propriamente nella parte finale, dove c’è scritto Decreta, che posso considerare come la parte dispositiva, non so se il termine è quello corretto, ma non sono un tecnico, ma la parola “approvato” non la leggo, non c’è, non esiste. In questo secondo Decreto dell’Assessorato Territorio e Ambiente io non leggo la parola “approvato”, e allora, se mi consente, qualche dubbio mi viene. Perché l’Assessorato non la scrive? Ma, invece, scrive all’art. 1, dopo un preambolo, “è integrato”. Io a questo punto gradirei sapere alcune cose.
Cosa si intende per integrato? Un dubbio mi nasce, anche perché, ritengo, che tra il primo decreto approvato e il secondo che non fa altro che integrare il primo, sono certo che delle modifiche al PRG ne sono state fatte. E allora, per quale motivo sul decreto nella parte dispositiva non c’è scritta la parola “approva”, dato che ci sono state delle modifiche? Altrochè se ci sono state delle modifiche tra il primo e il secondo decreto. Perché io ritengo che se dobbiamo prenderci delle responsabilità, noi, qui, in quest’aula, noi consiglieri comunali, dobbiamo essere coscienti di quello che facciamo, e lo dico per tutti non solo per me. Io penso, che posso anche incorrere in qualche errore e non me ne vergogno, ma bisogna essere certi di quello che ognuno di noi fa. Allora io dico e chiedo a lei che è un tecnico e la reputo, senza volerla elogiare, all’altezza, veramente un dirigente preparato. Per quale motivo sul secondo decreto non c’è scritta la parola “approvato” e perché sul secondo decreto si vuole solamente “integrare” il primo, quando tra il primo e il secondo, e lo sappiamo tutti, ci sono state delle modifiche? Allora vorrei essere certo di quello che faccio anche perchè io sono pronto e lo dico a tutti i colleghi ad apporre la mia firma a questo atto di indirizzo, anzi nulla osta però ancora non l’ho fatto. Di conseguenza desidererei delle risposte se possono essere date in questa sede o anche per iscritto. Grazie.


Seduta del 26 aprile 2006: (resoconto stenografico) Convenzione

mi dispiace che non ho avuto l’opportunità di studiare questa convenzione però qualcosa devo pur dire anche perché è importante secondo me attenzionare la problematica dei bambini e voglio unire insieme questo mio dire, tanto per non essere retorico e banale, a fatti che accadono spesso e che ho riportato già nello scorso consiglio comunale proprio in quest’aula. Mi rifaccio al discorso di quelle persone che vivono ai margini delle nostre città, però dato che si parla di infanzia mi preme dire una cosa, che possiamo anche non avere nessun problema nel vedere queste persone che chiedono l’elemosina ma da estremamente fastidio e lo pongo all’attenzione di tutti, quando queste stesse persone portano i loro piccoli figli per cercare di fare più tenerezza alle persone per cercare di intenerirci di più, per farci commuovere e per potere ricevere qualche spicciolo in più, scusate il bisticcio di parole ma credo che ci siamo capiti abbastanza bene. Allora dato che parliamo di bimbi è giusto attenzionare anche queste situazioni che accadono sotto i nostri occhi. Quando vediamo questi bambini portati dalle loro madri in mezzo alle autovetture io prego tutti di segnalare alle autorità competenti quello che accade e questo fatto dobbiamo pubblicizzarlo e queste occasioni sono le più propizie per farlo, perché parlare di bambini è bellissimo, parlare di fanciulli è estremamente bello però dobbiamo attenzionare quello che accade sotto i nostri occhi e denunciarlo. Allora quando vediamo questi fatti, ed io l’ho fatto, l’ho segnalato alla P. U., se vediamo queste cose li dobbiamo denunciare, perché queste persone non possono sfruttare i bambini innocenti per ricevere l’elemosina, per avere qualche soldo in più solo perché ci mostrano dei bambini. Non è giusto. Io prego tutti se vogliamo veramente fare del bene a questi fanciulli quando vediamo fatti di questo genere, avvertiamo subito le autorità competenti che verranno in nostro aiuto per eliminare questo disagio.


SEDUTA DEL 20 APRILE 2006: (resoconto stenografico)

Difensore civico

Oggi finalmente parliamo del difensore civico, parliamo della sua relazione, avvocato Arcidiacono, che saluto e ringrazio per la sua gradita presenza. Però desidero iniziare questo mio intervento ponendomi e ponendo a voi alcune domande che in maniera abbastanza frequente ancora oggi la gente continua a rivolgermi, ma in concreto che cosa fa il difensore civico? quali sono le sue competenze, quale è il suo ruolo e quale incidenza hanno i suoi interventi. Ecco queste sono, solo alcune domande che il cittadino si pone, che la gente ci pone a noi tutti, ma il perché se li pone ve lo siete mai chiesto? Io penso proprio di sì perché ho sentito alcuni consiglieri in questa aula questa sera che si ponevano queste stesse domande. Io credo che una cosa da fare subito, è quella di una vigorosa campagna di informazione e comunicazione sul fatto che esiste questo istituto, che esiste anche nella nostra città questo istituto.
Una campagna incisiva ed esaustiva per informare l’opinione pubblica del valore del grande istituto liberale che è il difensore civico e che è, bisogna ricordarlo, a garanzia di tutti i cittadini. Ed è proprio per questo, che io credo veramente che il ruolo del difensore civico è quello di equilibrare il rapporto tra l’amministrazione e il cittadino portando proprio quest’ultimo che è il soggetto più debole, su un piano di parità con l’Amministrazione, senza obbligarlo a schierarsi per appartenenze politiche, senza indurlo ad invocare eccezioni per farsi prendere in considerazione, senza costringerlo a rivolgersi alla giustizia amministrativa.
È questo il ruolo del difensore civico, è questo il compito del difensore civico. L’azione del difensore civico, e lo posso senz’altro affermare torna certamente a vantaggio di chi ne ha richiesto l’intervento e cioè a tutti i cittadini, ma posso anche dire senza ombra di dubbio che ne trae beneficio anche l’amministrazione perché quest’ultima può servirsi del difensore civico per monitorare i disagi dei cittadini amministrati e ne individua anche le cause, e questo è la cosa principale, ne individua anche le cause, sia come soggetto che formula proposte per rimuovere tali disagi e questo è l’ulteriore passaggio importante che svolge il difensore civico. E qui se permettete desidero fare un piccolo inciso. Voglio esternare il mio più profondo rammarico per il fatto che a distanza di circa un anno dal suo insediamento, caro avv. Arcidiacono, non è stato mai presentato ufficialmente alla città e all’intero consiglio il nuovo difensore civico. È passato un anno dal suo insediamento, e si è dovuto aspettare fino alla presentazione della relazione annuale, che poi annuale non è, perché dal suo insediamento sono passati solo sei mesi, per far sì che il difensore civico entrasse in quest’aula. In maniera silente il nostro difensore civico ha fin qui lavorato a favore dei cittadini che sapevano e hanno fatto richiesta del suo ufficio. Ed è proprio per tutto questo che questa sera io ringrazio pubblicamente l’avv. O. Arcidiacono per il lavoro svolto in questi primi 6, 7 mesi di impegno intenso, di lavoro, di forte lavoro, portando avanti un istituto importantissimo che si colloca nella complessa trama di istituti di partecipazione in un posto sicuramente di tutto rispetto. Avv. Arcidiacono ho anche apprezzato le modalità di rilevazione dei procedimenti che vengono elencati analiticamente nella sua relazione e ciò ci consente una facile e semplificata lettura dei dati e ci consente anche di entrare nel merito di alcune problematiche che mi sono state sottoposte ed oggi in quest’aula tutti gliene dobbiamo dare atto perché i miei precedenti colleghi hanno menzionato passo dopo passo quello che lei ha relazionato e di comprendere quindi quali sono gli aspetti effettivi della vita amministrativa che interessano ai nostri concittadini, inoltre si evidenzia, sempre nella sua relazione, che molti dei casi trattati riguardano la Sogip. Mi ricordo quando ebbi a dire in questa aula di consiglio relativamente ad un intervento fatto in occasione di una seduta ad hoc fatta proprio per parlare della Sogip, e mi ricordo di un inciso e cioè: aprire un rubinetto di casa nostra ci costa più di una bottiglia di acqua minerale, ed oggi arriviamo al dunque con il suo dire caro avvocato. È vero ci costa più di una bottiglia di acqua minerale, oggi potrei dire che forse di bottiglie ne possiamo comprare anche due. Altro argomento che lei ha trattato è la tutela dell’ambiente, e mi ha fatto piacere che lei ha fatto risaltare l’argomento delle cascatelle della sorgente Miuccio e credo che nessuno mi possa smentire in questa aula che io per primo alzandomi e parlando di cascatelle della sorgente Miuccio qualcuno in maniera ironica ha cercato di riprendermi. Ma il tempo è galantuomo e alla fine sta sempre dalla parte di chi ha ragione ed oggi tutti si interessano delle cascatelle del Miuccio, di quella oscenità, non so veramente come definire quella accozzaglia di tubi che ci sono al Mulino. Grazie di cuore Avv..
Ha parlato della TARSU, lei ha toccato un altro argomento importantissimo. Ed anche in questo caso mi viene in mente un altro esempio che feci in questa aula, un uomo mangia una mela, sbucciandola in un appartamento di tre vani a differenza di un altro uomo che sbucciala stessa mela in un appartamento di un vano. La spazzatura prodotta è uguale, però la tassa che pagano non è per la spazzatura che hanno prodotto bensì per i metri quadri che occupano e allora sbrighiamoci ad arrivare a questa famosa tariffa per far si che gli utenti paghino la spazzatura e non la cubatura occupata. Quando lei tocca l’argomento delle strade e fa riferimento alla via Cervo in questa aula ancora una volta mi sono alzato per parlare di una lettera che mi era arrivata da un cittadino che diceva: ”ma noi siccome dobbiamo vivere in questa zona della nostra Acireale, abbiamo difficoltà a camminare a piedi”. Ed è vero caro Avv., è una strada che essendo nata in altri tempi ed essendo senza sbocco, era una strada di periferia, ha perfettamente ragione, ma io avevo chiesto semplicemente di inserire dei paletti, perché capivo che la richiesta del marciapiedi era più complessa, avevo chiesto la messa in posa di alcuni paletti affinchè i pedoni potessero camminare con una certa sicurezza. Vogliamo chiudere Acireale e poi non permettiamo ai pedoni di camminare. La via Cervo è un esempio lampante. Ritengo che ciò ci deve fare riflettere anzi io ritengo che deve essere un input per noi consiglieri comunali al fine di incidere maggiormente nel cercare di trovare e segnalare le giuste soluzioni. Concludo questo intervento riferendomi a quello che il consigliere Di Mauro ha testè detto parlando di via C. Colombo, non potevo non parlarne. È una arteria principale, è un ingresso della nostra Acireale e dobbiamo cercare di migliorarla e al più presto e quando il cons. Di Mauro accenna al progetto faraonico dell’otto allungato, penso proprio che sia solo un eccesso e che invece con piccolissime modifiche si potrebbe liberarla dal traffico caotico, ma questo si deve fare oggi e non domani, con una piccola rotonda all’uscita dell’autostrada, e un allargamento della corsia di sbocco nella gigantesca rotonda che logicamente va ristretta. Noi dobbiamo cercare di realizzare Opere con poca impegno economica, ci si può riuscire, l’esempio di Piazza Europa è da prendere a modello per tutto quello che si deve realizzare ad Acireale. Con pochissimi soldi si è realizzata una Piazza si è illuminata una piazza, si è resa vivibile una piazza. Cerchiamo di fare la stessa cosa per tutti quei progetti che servono ad Acireale. E concludo, veramente, dicendo che ci sono sulla difesa civica dei margini amplissimi di miglioramento per far sì che il difensore civico accompagni sempre il cittadino all’informazione e al rapporto con la pubblica amministrazione, ed è questo il messaggio che il nostro difensore civico ha scritto nella sua relazione, nella parte conclusiva della sua relazione e se permette avv. lo faccio anche mio. Concludo veramente sostenendo che questo istituto non è per nulla superato come qualcuno sostiene anzi deve e può ancora di più svolgere un’azione efficace in difesa del cittadino nei rapporti soprattutto tra il cittadino e la pubblica amministrazione. Io avrei concluso però se permettete, cari colleghi, vorrei esternare un saluto affettuoso al precedente difensore civico, avv. Marcello Bonaventura, che purtroppo non siamo riusciti a far venire in quest’aula per potere esporre la sua ultima relazione e di questo sono veramente rammaricato. Un saluto cordiale e affettuoso mi sento di farlo, ricordo ancora quel lontano 1998, quandoil primo Difensore Civico di questa città si insediò ed era l’avv. Bonaventura ed io c'ero ma anche se l’abbiamo perso come difensore, lo sento certamente vicino come amico. E lei, caro Avv. Arcidiacono, alla fine della sua relazione ringrazia tutti coloro che hanno sostenuto la sua candidatura ma se lei permette io mi sento tra questi e la ringrazio anch'io di cuore e spero che lei andando a ricoprire questo incarico così importante per la nostra Acireale si farà valere per come è giusto che sia. Io mi sento vicino a lei come persona, ma mi sento altrettando vicino a lei come istituto a garanzia dei cittadini, grazie avv. Arcidiacono.


SEDUTA DEL 18 APRILE 2006: (resoconto stenografico)

Extracomunitari

Era da tempo che non intervenivo ed in particolare durante le comunicazioni. Mi ha spinto la ricezione di una lettera inviatomi da un amico, un cittadino di Acireale, il quale mi ha esposto un problema relativo ai cittadini comunitari ed extracomunitari che vivono ai margini della nostra società ma finché queste persone vivono per loro scelta, ai margini della nostra città nulla osta, il problema è quando queste persone in maniera del tutto priva di qualsiasi, ritengo, dignità, vengono ad invadere le nostre strade le nostre case la nostra città facendo solo accattonaggio. Ecco, a questo punto io mi sono sentito in dovere di intervenire. È veramente brutto, quando si vedono persone che sono ai margini non per loro scelta ma perché la società li ha portati ad essere ai margini ed è per queste persone che uno deve sentire al proprio interno quella umanità, quel senso cristiano di sentirsi vicino a chi ha bisogno, perché queste persone hanno veramente bisogno di noi. Ma quando vedo, invece, persone che possono andare benissimo a lavorare e parlo senza avere paura di dirlo, di gente come quei polacchi che si trovano sotto la villa Belvedere, che a parere mio, non fanno altro che infastidire i cittadini che transitano da quelle strade. Queste persone non hanno nessun tipo di dignità personale e, dunque, non dobbiamo sentirci in dovere di dare loro alcuna possibilità o opportunità di stare nella nostra Acireale. Lo dico con cognizione di causa. Quando dico polacchi mi riferisco a quelle tre o quattro unità di beoni, presenti ad Acireale e non per carità al popolo polacco che è stato ed è rappresentato decorosamente e degnamente dalla sua gente. Questi tre ubriaconi, così come afferma questo articolo di giornale, qualche giorno fa, si sono introdotti in un locale della nostra città e hanno iniziato a disturbare tutti i clienti presenti all’interno. Il gestore di quel locale ha chiamato le forze dell’ordine, che sono subito intervenute, ma sono stati malmenati e i due poliziotti per fare il loro dovere sono finiti all’ospedale, questo non è degno di una città come Acireale. Quando un cittadino mi dice che la sua giornata si apre alle 8 di mattina con i rumeni al casello dell’autostrada, gli slavi al semaforo di Loreto e si conclude con i polacchi ubriachi sotto la Villa, è un colpo al cuore. Io ci metto pure gli zingari che vengono a visitare la nostra città e che settimanalmente ognuno di noi li vede a fare accattonaggio per le strade cittadine. Queste persone sono in grado di andare a lavorare, e perciò ci devono andare a lavorare, questi non sono i poveri che hanno bisogno di tutti noi e che chiedono la carità, queste sono persone che si ubriacano dalla mattina alla sera ed è per questo, che se ne devono andare via da Acireale. Sono sicuro, sig. Sindaco, che lei la pensa come me e come la maggior parte dei nostri concittadini. Giorni fa in Piazza Europa ho dovuto chiamare i VV. UU. perché c’erano questi individui che insozzavano la nostra piazza ubriacandosi e sporcando tutto. I VV. UU. sono intervenuti subito e senza fare nulla, è bastata solo la loro presenza per fare allontanare questa gentaglia. Comprendo che è difficile potere intervenire per via delle leggi che bisogna rispettare e comprendo anche, che quando si parla di extracomunitari in procinto di entrare nella comunità europea, allora è possibile che questi individui hanno dei diritti nel potere rimanere nel nostro territorio. Sono pienamente d’accordo, però questi che fanno solo accattonaggio e che sono solo dei disturbatori della quiete cittadina, devono essere ogni giorno “rimossi” dai loro “posti” quotidiani, che si sono attribuiti prevaricando qualsiasi norma di buona educazione e convivenza civile, anche perché, credo, non possono rimanere ad intralciare il traffico e la nostra vita quotidiana sempre nello stesso posto almeno gli si crei un poco di disagio. Lo dico come lo dice questo signore nella lettera: “io sono una persona civile, comprensiva, religiosa, ed umana”. Però, io aggiungo, a tutto c’è un limite.


Seduta del 4 aprile 2006: (resoconto stenografico)

Centro Turistico Ricettivo TU.RI.

io sono in questo consiglio comunale eletto dai cittadini di Acireale, ed oggi faccio ammenda di una cosa, non ho studiato precedentemente questa delibera. Ma seguendo questo dibattito e quello che lei, sig. Dirigente, ha detto su questo atto, qualche dubbio mi è venuto…. e desidererei che sia a me e sia a tutti i consiglieri che sediamo in quest’aula e che rappresentiamo tutta la città di Acireale, fosse chiaro un concetto: se questa opera che io ritengo sia un’opera da lodare perché quando si parla di sport o di turismo ritengo che sia sempre da esaltare, comunque a me qualche dubbio quest’opera me l’ha fatto venire. L’opera ricade in una zona del nostro territorio che ritengo alquanto particolare, limitrofa al cimitero. Non vorrei che nel tempo, siccome ci troviamo, proprio in una zona vicina al nostro cimitero monumentale e, volendo, col tempo al nostro cimitero servisse dell’altra area e quest’opera potesse in un qualche modo non consentirgli più un’espansione cosa facciamo? Ne facciamo un altro di Cimitero? Questo è un pensiero che mi dà, da pensare: il nostro territorio è abbastanza grande, per quale motivo un’opera turistico ricettiva (TU.RI.) si deve proporre confinante col nostro cimitero? Gli ospiti che verranno ad Acireale e proprio in questa struttura che panorama si troveranno? Comunque, io ho esposto i miei dubbi e spero che lei in quest’aula possa aiutarmi a risolverli e comunque se ho detto qualcosa in questo mio intervento che tecnicamente non è corretto me lo dica anche perché non ho alcuna competenza tecnica.


Seduta del 31 marzo 2006: (resoconto stenografico)

solidarietà P.U. – Z.T.L.

Signo Presidente……

desidero esprimere la mia solidarietà al capitano Leone e all’assessore Torrisi per il grave atto intimidatorio e mafioso che hanno subito; un fatto di una gravità enorme che va sicuramente condannato e stigmatizzato perchè veramente spregievole. Un atto che si può solamente condannare, che ci indica a non abbassare mai la testa per non farsi calpestare nella propria dignità con atti di così efferata assurdità ma dimostrando, invece, di voler lottare sempre e comunque per la legalità e le regole. Io sono, non solo solidale ma mi sento di essere vicino sia al capitano Leone sia all’assessore Torrisi, oltre a tutto il corpo di P. M. e a tutte le Forze dell’Ordine.

Ritengo, comunque, giusto dare un saluto a tutti i commercianti che stasera sono presenti in aula. Di ZTL, ne abbiamo parlato diverso tempo fa, e soprattutto l’anno della sua istituzione, ma il fatto che oggi la città sta vivendo una situazione di grande disagio economico e sociale ci porta ad essere, almeno moralmente, vicini a tutta la categoria che stasera e qui rappresentata. Ed è proprio per questo motivo che desidero, che l’Amministrazione con in testa il suo Sindaco, trovi un punto di incontro non solo con i commercianti di questa zona ma con tutti i commercianti di Acireale e proprio per il grave stato di crisi che i commercianti stanno vivendo oggi.
E a proposito, mi sono trovato per caso tra le mani il suo programma elettorale, sig. Sindaco, e proprio riguardo la chiusura del centro storico, Lei prima di candidarsi scriveva così: “ un centro storico chiuso al traffico …, tale obbiettivo è possibile solo attraverso la previsione di una serie di iniziative: realizzazione di parcheggi a pagamento, realizzazione di parcheggi periferici, bus navetta ”. Ma tutte queste cose, caro Sig. Sindaco, dove sono?


SEDUTA DEL 23 MARZO 2006: (resoconto stenografico)

Ordine del giorno Terme – A.N. - Silvio Cavallaro

Sig Presidente....

sarò veramente breve, anche perché in questi giorni da quando c’è stato l’ultimo consiglio comunale ho ascoltato varie interviste di alcuni colleghi consiglieri che si compiacevano dell’ordine del giorno sulle Terme che avevamo approvato in quest’aula. Immaginatevi il mio di compiacimento, su quell’ordine del giorno al quale credo veramente. Sono molto soddisfatto, senza dubbio, ma ancora non del tutto, perché, comunque, noi quel documento lo abbiamo preparato veramente con tanta passione civica, però sono venuto a conoscenza qualche ora fa, che un primo emendamento i nostri deputati regionali lo hanno già bocciato. Certo, questi sono scampoli di fine stagione, così si suole dire, quando alla fine di una legislatura si cercano di fare passare degli emendamenti inglobandoli in una qualsiasi legge. Però quando mi hanno detto che stavano cercando di ragionare anche sulla legge elettorale, relativamente alle amministrative, proprio all’ultimo momento, mi è venuto da pensare che forse i nostri deputati sono impegnati in tutt’altre cose anziché dei problemi reali che affrontiamo noi, amministratori di piccoli comuni. Voglio sperare, siccome ci credo, che la notte possa essere lunga in quel di Palermo e che qualche leggina o qualche emendamento preparato dai nostri deputati locali si possa pur inserire. Ma desidero fare, anche, qualche altra considerazioni e complimentarmi con un consigliere provinciale, Silvestro Cavallaio, che ha predisposto un odg il 21/03 riguardante la complessa vicenda occupazionale delle Terme e nel suo complesso anche per il grande patrimonio termale. Bisogna dare atto al consigliere provinciale di A.N. di questo atto lodevole. Lo dico perché si è interessato anche a farlo firmare a tutti i consiglieri provinciali presenti nella seduta in questione. C’è da dire che l’odg in sede di consiglio provinciale ha un suo iter e se purtroppo non segue l’iter esatto non passa. In altre parole, ci vuole l’unanimità di tutti i presenti in aula per poter essere approvato; ed è proprio questo il punto: il consigliere Cavallaro si è prodigato a farlo firmare a tutti e tutti lo hanno firmato in particolare i consiglieri provinciali della nostra zona. Ma allora perché non è andato a buon fine quell’odg? Perché, due consiglieri non hanno firmato l’odg! E Sapete di quale partito sono questi due consiglieri provinciali? Sono proprio di A. N., dello stesso partito del Cons. Prov. Slvio Cavallaro.
Cosa devo pensare? Mi viene da pensare a faide interne, mi viene da pensare al Presidente del Consiglio di Amministrazione delle Terme che è stato indicato dallo stesso partito, mi viene da pensare che in questo partito ci sono astri nascenti che forse invitano a non partecipare, ma forse è una parola forte, che inducono alla mancata presenza del governo regionale a queste problematiche. E allora diciamole tutte: per esempio, il Prefetto ha convocato un tavolo tecnico e nessuno della Regione Siciliana si è presentato, neanche l’assessore Granata, e dico Granata perché è espressione sempre di A.N., nessuno si è presentato. L’assessore Granata qualche giorno fa è venuto ad Aci Bonaccorsi, credo che la distanza da Acireale sia di qualche km, ed è venuto perché ha trovato il tempo per presenziare alla costituzione di un tavolo tecnico per il distretto turistico “Gli antichi borghi dell’Etna” composto da 10 comuni, un progetto che hanno voluto fortemente gli assessori, ed in particolare l’assessore Granata.
Certo, mi aspettavo che l’assessore Granata a quel punto venisse pure ad inaugurare il museo dei pupi Siciliani nella nostra città, l’inaugurazione si svolgeva lo stesso giorno, ma devo purtroppo constatare che neanche questa volta ha trovato il tempo. Credevo che il tempo lo avrebbe trovato per venire a discutere di questo grave problema che stanno attraversando sia i dipendenti sia la struttura nella sua globalità. Concludo, dando atto al consigliere S. Cavallaro dell’impegno profuso e per come si è prodigato, anche se purtroppo, alla fine per colpa di due suoi stessi compagni di partito, non ha potuto portare a buon fine l’odg presentato sulle Terme. Grazie


SEDUTA DEL 21 MARZO 2006: (resoconto stenografico)

Salto del Fosso

io dopo avere ascoltato il collega D’Agostino potevo anche evitare di prendere la parola, però mi ricordo qualche tempo fa, sempre in quest’aula che il sig. Sindaco mi augurava tante cose belle e per smorzare un attimino i toni e il clima che si è creato qui stasera, sento forte il desiderio di fare i complimenti al collega Rapisarda per il suo intervento molto pacato e molto sentito. Avevo preparato a dire il vero qualche appunto, però li ho voluti mettere da parte e se lei mi consente, sig. Presidente, a me piace ricordare quel giorno, che si è passati dalla tanta euforia, perché lei, sig. Sindaco, era pieno di sé, mi augurava di dormire sonni tranquilli, e io, effettivamente, l’ho ascoltato, ho dormito sonni tranquilli, ho anche sognato, ad oggi, che a distanza di solo qualche giorno, qualcosa è cambiato, qualcosa non è più com’era prima. In quest’aula, lei ha affermato: “io anche con 12, 13 14 …consiglieri vado avanti”. Dunque, inizia a sentire qualche scricchiolio da parte della sua maggioranza, forse comincia a perdere dei pezzi la sua maggioranza e lei me lo deve consentire un ricordo, questa parte politica, a suo tempo aveva la maggioranza in consiglio e ce l’aveva perché aveva vinto legittimamente le elezioni, ma i numeri li ha persi lo stesso giorno che ci insediammo. E per merito suo, sindaco, certo, è passato tanto tempo e non mi va più di ricordare il fattaccio, …… anche se, all’epoca, quei signori non l’hanno detto a nessuno che andavano a sedersi in altri banchi, che passavano dall’altra parte della barricata che avrebbero saltato il fosso e allora lei mi deve consentire di dire questa sera, che il suo comportamento mi suona veramente strano, forse non se l’aspettava che qualcuno potesse ripensarci. Certo, lei è padre grande e accoglie sotto il suo manto protettivo anche chi non le ha portato i voti durante la campagna elettorale ma mandare al diavolo chi, invece, glieli ha portati, mi sembra veramente eccessivo. Questa è la realtà. Lei in questa sede ha detto a qualche consigliere comunale: “Voi, con il vostro comportamento non appartenete più a questa maggioranza”. Io dico con quale criterio lei afferma queste cose. E concludo, facendo riferimento a quello che lei l’altro giorno ha detto: e cioè che non ha nulla contro noi dell’UDEUR, dell’MPA, dell’UDA, dell’ULIVO, ma perché lei pensa che noi abbiamo qualcosa contro di lei? ma per carità! Nella maniera più assoluta. Noi non abbiamo proprio nulla contro di lei anzi come ha detto in precedenza il cons. D’Agostino noi siamo disponibili a votare tutti quegli atti che sono di grande prospettiva per la nostra città e lo abbiamo già fatto in quest’aula. Sig. Sindaco quello che io ho detto corrisponde al vero e per questo mi sono permesso di dirlo.


SEDUTA DEL 16 MARZO 2006: (resoconto stenografico)

Terme e Scrutatori

Mi scuso con i dipendenti delle Terme che sono qui in attesa però non mi posso esimere in questo momento di parlare perché i miei colleghi dissertano su una cosa che ha dell’incredibile. Prima di tutto il collega Calì si è dimenticato che oltre a Spinella, oltre a Cicala e Mellia ci sono pure io che sono dell’UDEUR e sono del centro sinistra. Poi, vorrei ricordare a tutti se caso mai ce ne fosse di bisogno, ma credo proprio di si, ce lo vogliamo ricordare di quando gli scrutatori si facevano nelle Segreterie dei partiti, ecco questo ha fatto Berlusconi! Ha riportato nelle segreterie politiche la scelta degli scrutatori. Ricordatevelo e ricordiamocelo tuttti!


Seduta 7 marzo 2006: (resoconto stenografico)

Terme.

Sig. Presidente…..,

Io, credetemi, stasera avevo un grande desiderio di venire in quest’aula a parlare, dato che ormai è opinione diffusa che io inizi sempre il mio intervento con “non volevo intervenire questa sera”, invece al contrario, man mano che passava il tempo questo mio desiderio aumentava, si accresceva, diventava enorme. Sapete perché? Perché non è possibile che ci si attacchi ad un cavillo qualsiasi o ci si deve porre in una posizione di difesa ad oltranza quando si parla di lavoratori, quando si parla di lavoratori di questa città, quando si parla di una grande azienda di questa città, quando si parla delle Terme. Io oggi ho sentito finalmente parlare di Terme in queste comunicazioni, però mi dispiace che un atto di cortesia si debba fraintendere. Io credo che il nome del Sindaco non compaia in questo documento solo per un atto di cortesia, per quello che è stato il passato del Sindaco, non dimentichiamolo lui ha fatto il Commissario alle Terme con tutte le conseguenze che il fatto ha causato. Allora io dico non possiamo stravolgere il problema, che è un problema serio, è un problema serissimo. Io oggi, sono stato lì, questa sera prima di venire in aula sono stato ancora lì, in mezzo ai dipendenti, con il collega Oliva. Credetemi, si trovano in una situazione di vero disagio ed io questa sera qui sto compiendo solo un atto di solidarietà verso questi dipendenti e desidero che non si inneschi nessuna polemica, non voglio che questo mio intervento sia frainteso, dobbiamo essere tutti uniti, tutti, maggioranza e opposizione, la Giunta e il suo Sindaco, un Sindaco che deve rappresentare tutta la città con in testa i dipendenti di questa nostra grande azienda, le Terme, perché si ritrovano in uno stato di bisogno, sono riuniti in assemblea permanente, si trovano costretti a lottare per il proprio posto di lavoro e sono più di 100 dipendenti con il loro carico familiare. Noi dobbiamo essere accanto a loro, e il grido di allarme che lancio, questa sera qui, è quello di, se non stasera, al massimo domani mattina, tutti noi consiglieri comunali , di essere lì, in mezzo ai dipendenti, a difendere non solo il loro posto di lavoro ma anche quella che è una grande struttura, un grande patrimonio, le Terme di Acireale, che sono, non dimenticatelo mai, anche nostre. Questo è il grido di allarme che io lancio, stiamogli vicini, dobbiamo essere vicini a questi dipendenti affinché con il loro contributo si possono rilanciare di nuovo le Terme di Acireale e domani, invito tutti, per primi noi consiglieri, ma anche la gente della nostra città ad essere vicini ai dipendenti delle Terme affinché ci sia ancora una speranza per queste Terme, grazie.


Seduta del 3 marzo 2006: (resoconto stenografico)

Carnevale -Scherma – Polli

Mi associo anch’io ai commenti positivi e ai complimenti per come durante la manifestazione del carnevale hanno svolto il proprio lavoro i VV.UU., sicuramente sotto la visione attenta dei loro dirigenti, evitando gran parte di bombolette di schiuma e di quei fastidiosi martelletti.
Intendo, anche evidenziare, prendendo spunto da un evento, i campionati di scherma, e lo faccio sig. Sindaco, per poter dare concretamente quel giusto risalto all’avvenimento. Mi preme far presente che la federazione italiana si è affidata alla società acese per le alte capacità organizzative che caratterizzano la stessa società ma soprattutto per le doti del suo Presidente Sebastiano Manzoni .
Ma un altro discorso importante riguarda i piccoli commercianti di polli che stanno vivendo un momento difficile. E’ necessario avviare una campagna d’informazione, e chiedo a lei sig. Sindaco di prendere delle misure a sostegno di questi commercianti. Le chiedo sig. Presidente per un attimo di sospendere il C.C. e di lasciare contestualmente le telecamere accese per far vedere che tutti noi il pollo lo mangiamo. Grazie.


Seduta del 16 febbraio 2006 : (resoconto stenografico)

fuoriuscita Assessore Alfio Brischetto - Operatori ecologici

Sig. Presidente…..,

Non me ne voglia Ass. Filetti, però lo devo dire, mi manca questa sera la presenza del Sindaco e lo sa perché? Perché ricordo con tanta nostalgia quello che il Sindaco due giorni fa mi ha detto, ve lo ricordate tutti quando mi ha augurato di dormire sonni tranquilli. Ed io logicamente l’ho ascoltato, ho dormito veramente bene qualche dubbio mi viene se penso a come invece ha dormito LUI.
Comunque, i passaggi che desidero fare sono questi: il primo è quando giorno 13 di febbraio durante una manifestazione organizzata dall’On.le Moschetto, rappresentante della Regione Siciliana schierato con il partito di F.I., ha deciso finalmente di abbandonare il suo partito. E lo ha deciso facendo delle dichiarazioni pesanti ed io devo farlo sapere alla gente, ha detto: “ormai da tempo la politica di Forza Italia nella provincia di CT si limita ad un gioco di piazza, pessima organizzazione, assenza di sensibilità per i cittadini e per le loro attese ed altro ancora…..”, ecco questo è quello che ha detto lasciando Forza Italia, l’On.le Moschetto e io dico, finalmente si è ravveduto, ha capito che in quel partito non c’è democrazia . Cari colleghi non ci dobbiamo dimenticare che ci sono anche due consiglieri, anzi, questa sera non nominerò il nome di uno di loro per rispetto al lutto che ha colpito la sua famiglia e a cui vanno le mie condoglianze, dunque, un consigliere comunale di Forza Italia che siede in questa aula il Dott. Giovanni Rapisarda e c’è anche un assessore Alfio Brischetto che hanno in Moschetto il loro riferimento. Cosa faranno? Seguiranno il loro leader oppure no? Rimarranno al loro posto oppure no? Certo, ha fatto bene l’ass. Torrisi a ringraziare il suo sindaco, che lo ha scelto, bravo assessore, anche perché il clima non è certo dei migliori. Qualcuno asserisce che nel partito di Forza Italia manchi il dialogo, il confronto, però, giorno 14 febbraio il Sindaco ha dichiarato: “Verificheremo se ci sono margini per ricucire lo strappo, diversamente ci dovesse essere un abbandono anche dell’ass. Brischetto lo stesso dovrà assumere comportamenti consequenziali”. In effetti il confronto però c’è.
Mi piace sig. Sindaco quando lei mi augura un sonno tranquillo, ed io ho dormito veramente bene, specialmente oggi, quando ho saputo che l’ass. Brischetto ha ribadito la scelta di lasciare il partito di Forza Italia. Permettetemi di dire una cosa anche all’ass. Brischetto, e cioè, che ha fatto bene a ravvedersi, come d’altronde ha fatto l’On.le Moschetto. Certo, quello che è accaduto ieri in questa aula, ha mortificato il sig. Sindaco. Ed il Sindaco, appresa la notizia, ha commentato: o si dimette lui o dovrò intervenire io ritirandogli la delega. Credo che la coerenza di questo uomo e parlo del Sindaco sia al di sopra di ogni sospetto in particolare dopo quanto ha dichiarato in questa aula, ritengo che la conclusione più corrispondente ai fatti sia quella del ritiro della delega sig. Sindaco.
E concludo chiudendo la parentesi sulla politica e passo a qualche cosa di più concreto, stamattina mi sono trovato a passare davanti la scuola di S. M. delle Grazie, dopo i chiarimenti fatti ieri in quest’aula da parte dell’Assessore Licciardello, oggi, nei locali della scuola, c’è stato un confronto civile che ha portato a delle giuste conclusioni cercando di accontentare quelle che erano le giuste aspettative da parte di quella gente che vive i problemi quotidiani con i propri figli. L’assessore Licciardello ha dichiarato, accogliendo in larga massima le richieste di quelle mamme, per un potenziamento della linea elettrica, per l’acquisto di alcune stufe ed infine, alla rimozione degli infissi più danneggiati con nuovi per dare un segnale positivo e di ascolto a quella gente. Bravo Assessore. Ed un bravo va anche all’assessore Filetti, quando parla della problematica dei netturbini, perché vede, forse sbaglio, ma certe volte il loro lavoro è considerato come un’occupazione di secondo piano, dato che raccolgono la spazzatura di tutti noi. Queste persone hanno invece una dignità che va oltre, superiore a quella di tanta altra gente, un lavoro umile ma utile per tutti e allora quando chiedono un loro diritto che è quello di ricevere lo stipendio nei giusti tempi gli si deve dare atto che è un loro sacrosanto diritto. Grazie ass. Filetti per quello che ha detto nei confronti dei netturbini.


Seduta del 14 febbraio 2006: (resonto stenografico)
fuoriuscita Assessore Alfio Brischetto – dichiarazioni Ass. Licciardello

Sig. Presidente …….

non so veramente da dove cominciare, per un semplice motivo, in questi giorni sono apparsi vari articoli sui quotidiani che facevano riferimento alla politica locale, al nostro comune, al nostro consiglio comunale e ai vari gruppi. Certo, a me fa piacere che ogni volta che prendo la parola, il sig. Sindaco mi punzecchia questo vuol dire che tocco degli argomenti che a lui non vanno per nulla bene. La città, invece, è curiosa delle sorti del consiglio comunale, delle sorti del partito del Sindaco. Quelle che ho citato sono solo notizie giornalistiche che io non ho avuto la possibilità di appurare, però, mi ha fatto piacere ascoltare la dichiarazione del Sindaco: “se c’è qualcuno che uscirà da Forza Italia, spero, che nell’eventualità arrivi a formulare le giuste conseguenze della fuoriuscita da questo partito”. Lei ha fatto delle affermazioni corrette, certo, molto pesanti ma credo ben ponderate prima di farle; ma sa cosa manca, manca la comunicazione dell’altra parte e dei diretti interessati, perché quando si fa riferimento ad un partito e ad un e in questo articolo venivano menzionati alcuni nomi. Dico, sinceramente, che mi può anche stare bene, ma sarebbe corretto da parte degli interessati, come ha fatto lei in maniera corretta, ed in quest’aula, che facciano altrettante dichiarazioni di appartenenza, ad un partito o ad un altro, proprio perchè ci sono state queste dichiarazioni giornalistiche. Con questo non voglio dire che quello che ho letto sul giornale sia la verità, però dato che facciamo politica è giusto sapere. Lei, sig. Sindaco ha fatto correttamente le sue dichiarazioni, spero che l’altra parte raccolga questo invito e li faccia come le ha fatte lei.
Mi permetta, sig. Presidente, di parlare di una cosa che mi ha dato alquanto fastidio: oggi ho ascoltato in TV delle affermazioni fatte dall’assessore Licciardello, che invito a cogliere l’occasione, questa sera, affinché li possa smentire e possa scusarsi con quelle persone, perché le dichiarazioni che ha fatto, e cioè, quello di volere bacchettare chi manifesta per un problema che invece è serio, è reale, in altre parole, la mancanza dei riscaldamenti nella scuola elementare di Santa Maria delle Grazie, questo, mi consenta, Lei non lo può fare, non se lo può permettere, non può bacchettare chi contesta in maniera corretta e civile, dicendo: state attenti perché se contestate, noi non vi prendiamo per nulla in considerazione. Ma cosa vuole che deve fare una famiglia, un padre, una madre cosa devono fare? siamo a febbraio, siamo a 5 mesi dall’inizio dell’anno scolastico, cosa vuole che facciano questi genitori. Vuole che vengano all’assessorato porgendole dei fiori e Le dicano “sa, assessore, noi gli abbiamo portato dei fiori, perché se li merita, ma purtroppo ancora i riscaldamenti non funzionano”. Io penso che ognuno ha diritto a manifestare, sempre civilmente, anche perché, qualcuno di questa Amministrazione, in altre precedenti dichiarazioni, ha affermato, che sono sempre gli altri a fare demagogia, qualche giorno fa, sabato 11 febbraio, per una questione relativa ad una denuncia fatta da due consiglieri dell’opposizione, Cicala e Raneri, i quali affermavano di aver trovato delle attrezzature sportive presso un teatro di una scuola, ancora in costruzione in uno stato di assoluto abbandono. In quell’occasione ci sono state altrettante dichiarazioni che dicevano: “Ma come, vi preoccupare di queste cose quando ci sono scuole in cui manca il riscaldamento”. Al riscaldamento si ci doveva pensare all’inizio dell’anno e non ora. Io affermo che se ci sono delle contestazioni, bisogna darci ascolto, non si possono bacchettare le persone solo perché chiedono il rispetto dei propri diritti, non è possibile. In particolare chi manifesta civilmente deve essere sempre rispettato.


Seduta del 9 febbraio 2006: (resoconto stenografico)

la ZTL

dopo l’intervento fatto dal cons. D’Agostino, che apprezzo, e che si avvicina alle posizioni da me espresse, quando ancora doveva iniziare la ZTL e proprio per questo non avevo più nessuna voglia di toccare determinati temi e cercare di trovare delle soluzioni, perché, credo, questo chiedono una parte dei cittadini di questa città, chiedono un pò di serenità. C’è stato in questo anno e mezzo troppo frastuono, forse solo di parole, ora vogliono concretezza e di questo devo dare atto al collega Ferlito che insieme al collega D’Agostino, chiedono di arrivare ad una soluzione. Ho sentito le dichiarazioni da parte di quelli che hanno manifestato, ed erano veramente in tanti e devo dire che ho ascoltato anche quelle fatte dall’Amministrazione, quando si parla e si discute, di problemi importanti, spero, che non ci siano prese di posizione solo per spirito di contraddizione. Desidero, questa sera, ricordare il mio intervento fatto circa un anno e mezzo fa, ho parlato di una zona più ampia della ZTL attuale, i servizi occorrenti per rendere fruibile tale area, i parcheggi e l’abbellimento di tale zona. Era questo ciò che io volevo analizzare, e qualche riflessione desidero farla anche questa sera e non si può passare velocemente sui fatti che sono accaduti. Mi si consenta di dare la mia solidarietà al commerciante che ha subito quell’atto increscioso, quell’atto vigliacco e spero sinceramente che non vi sia alcun collegamento con la contestazione. Però, mi si permetta, dopo essere stato “buonista” di esprimere un’ulteriore considerazione: questa amministrazione in poco tempo, sono passati 16 mesi da quando si è insediata, è riuscita a mettere d’accordo tutti, certamente, tutti contro: i commercianti o una parte considerevole di loro, gli artigiani, i netturbini, tutti gli sono contro. Questa amministrazione sta riuscendo a mettersi tutti contro e ci metto anche i dipendenti delle terme che si trovano in una situazione di forte disagio. Questa è la situazione attuale, poi ognuno può sostenere che tutto va bene in questa città, vero Sig. Sindaco, però, la realtà è diversa, e tante cose non vanno per niente bene nella nostra Acireale.


Acireale, 31 gennaio 2006

Signor Presidente…………….,

Cosa posso dire questa sera con un ospite di così alto profilo qual è il Direttore generale dell’ASL 3 di Catania, Dott. Antonio Scavone, che innanzi tutto ringrazio per la Sua gradita presenza in questo civico consesso, sia a nome mio e sia a nome del partito che rappresento: l’UDEUR, oltre logicamente all’altrettanta gradita presenza del Direttore Sanitario dell’Ospedale di Acireale Dott. Bentivegna, ecco, cosa posso dire stasera se proprio il Suo Assessore, il nostro Assessore Regionale alla Sanità, On. Giovanni Pistorio, parlando dell’approvazione della Riforma della nostra Costituzione, la cosiddetta “Devolution”, ha parlato di catastrofe, ha parlato di enorme disparità della nostra Sanità Siciliana con il resto dell’Italia, in altre parole, sig. Direttore, oggi qui possiamo dirci tante belle cose ma non possiamo nascondere il disastro che questo governo, presieduto dal Cavaliere Berlusconi, ha provocato e che provocherà soprattutto in ambito sanitario alla nostra sempre più martoriata Sicilia e questo lo dico affinché possa servire da ricordo per tutti quelli che ci stanno ascoltando.
Noi abbiamo, suppongo, un piano sanitario, dove per forza di cose, alla luce anche delle notevoli riduzioni dei trasferimenti da parte dello Stato, si stanno riducendo drasticamente i servizi ai cittadini che vivono queste riduzioni proprio sulla loro pelle, e si lanciano, invece, se permettete, soltanto proclami per impegni neanche, poi, tanto ben identificati. Come dire, adesso non abbiamo molto ma nel futuro…e credo proprio che queste non sono altro che promesse elettorali, dato che ci avviamo velocemente verso le elezioni del 9 e 10 aprile prossimo.
La gente, mi creda signor Direttore, non chiede tanto, la gente chiede una sanità efficace, dei servizi efficienti, una riduzione dei tempi di attesa per l'accesso alle prestazioni sanitarie, vuole delle informazioni sui reparti ospedalieri e ancora di più li vuole sui servizi ambulatoriali, in poche parole, la gente, desidera essere al centro dell’attenzione quando si parla di salute.
Ecco, noi su questi piccoli, ma ritengo sostanziali problemi, come siamo messi nella nostra struttura Acese?
Anche perché lamentele ce n’è sono e ce n’è sono anche parecchie, signor Direttore!
Poi arrivano notizie disarmanti, dove si ipotizza che i medici pubblici si sono già ridotti di quasi 2.000 unità, a livello nazionale e che ancora si ridurranno. In altre parole c'è una grande fuga dagli ospedali pubblici, in parte, forse, motivata dal carico di lavoro ma in parte, ed è la più consistente, da prospettive lavorative spesso carenti sul piano professionale, oltre, lasciatemelo dire, ad una carente formazione del personale. Una situazione, ritengo, sempre più preoccupante: dove sono in fuga i cervelli migliori, i più esperti, che solo raramente sono sostituiti da nuove figure di medici. E questo stato di cose penso proprio che lo stiamo vivendo anche noi, qui ad Acireale, nel nostro Ospedale ed in particolare in alcuni reparti e cito ad esempio quello di Chirurgia, dove credo, sono rimasti o rimarranno da qui a qualche giorno, solo pochi medici e cosa ancora più importante, senza più primario. Per non parlare del nostro Poliambulatorio, dove la carenza di medici si accentua per la carenza altrettanto importante di personale infermieristico. Ecco, questi sono solo alcuni esempi, per sapere cosa si sta facendo per trovare una soluzione a tutto ciò?
Ma la cosa che mi preoccupa di più, mi creda e mi smentisca se non è così, e che stiamo andando e a grandi passi, verso una privatizzazione della sanità che porterà, a parere mio, solo grandi disastri e ad una disparità terribile tra la gente, e penso proprio a chi non potrà permettersi, per esempio un’operazione, una visita, un controllo……e questo purtroppo, forse, accade già oggi.


Seduta del 19 gennaio 2006: (Resoconto Stenografico)

Attività Insalubri - art. 72 del vigente regolamento edilizio

Sig. Presidente …….

In effetti, mi viene difficile intervenire su una problematica così importante e devo dire anche, che mi viene difficile parlare dopo avere ascoltato il consigliere, avvocato Mellia. Tutto quello che Lei ha detto lo faccio mio, avvocato, mi permetta, perché, vede, quando esordisce, non lei, ma il sig. Sindaco, all’inizio del suo intervento dicendo “immaginatevi che qualche difficoltà di interpretazione ce l’ho avuta anch’io che sono avvocato”, si immagini io che non sono avvocato, si immagini la gente che ci guarda, qualcuno sicuramente di legge ne saprà, ma ce ne saranno tanti come me che di legge ne sanno il giusto, il normale, ed io sto facendo riferimento a quello che è solo l’inizio del suo intervento. Io trovo effettivamente qualche difficoltà, però cercherò di darmi delle risposte o meglio ancora, cercherò di trovare in quello che dicono i tecnici, qualche risposta e se riscontro qualche dubbio ho intenzione in ogni caso di chiedere, anche rispetto all’intervento che ha fatto l’ingegnere Di Stefano, perché leggendo proprio l’inizio di questa delibera mi vengono delle perplessità su alcune cose, vede ingegnere, il divieto così posto in termini generali dal richiamato art. 72 del vigente regolamento edilizio si rivela contraddittorio con le stesse previsioni dello strumento urbanistico. Ed io desidero chiedere una cosa, in particolare a lei, perché credo che sia stato lei a scriverlo, dichiarando che esiste una contraddizione e di conseguenza lei oggi ci propone la modifica del Regolamento, perché, allora, non ci ha proposto la modifica dell’altra contraddizione, perché se esiste una contraddizione, obbligatoriamente ne esiste un’altra contraria e opposta di contraddizione. E noi oggi andremo a modificarne una di queste contraddizioni, però, con quale criterio è stata scelta la parte, sempre come diceva inizialmente l’avvocato, io non sono un tecnico perciò posso anche sbagliarmi in quello che ora sto dicendo, lei mi corregga in tal caso. Altro concetto, scusate se io salto da un discorso ad un altro, ma è quello che ho sentito dai vostri interventi, lei diceva, ad esempio, che in ogni modo ci dobbiamo fermare, e il Sindaco lo ha confermato, ad un’autorizzazione urbanistica. Ora andando a leggere, e io, come dicevo in precedenza, ho difficoltà con queste sentenze che i vari TAR di tutta l’Italia emanano, però dico e leggo che dovrebbe esistere, e smentitemi se sbaglio, un Regolamento comunale d’igiene. Ora io desidererei sapere se questo Comune ha un Regolamento comunale di igiene, perché in questo caso se l’art. 216 del Testo Unico recita una determinata cosa e il Regolamento comunale di igiene ne recita un’altra noi a chi dobbiamo fare riferimento, dato che questa sentenza parla che devono essere coordinati tra loro. Se a noi manca un regolamento, come dobbiamo coordinare le due tesi? O con chi dobbiamo coordinarci, e qui parlo del controllo che dobbiamo effettuare nel territorio. Tocco un argomento e mi torno a scusare per il fatto che salto da un argomento ad un altro, che io ritengo importante per la salute di tutti noi, dei miei bambini, per la salute dei bambini di tutti, per la salute di tutte le persone. Sempre questa sentenza dice “gli allevamenti degli animali sono stati inclusi tra le lavorazioni insalubri di prima classe”, in considerazione dei cattivi odori, rumori e così via discorrendo. Ora io chiedo a lei per quanto riguarda il caso in questione, scusate forse c’entra poco, però credo che l’art. 72 vada ad incidere anche su questo e se mi sbaglio correggetemi, “l’aviaria” può c’entrare qualcosa, questi allevamenti, in particolare di polli, che nascono dal nulla dove poi noi andiamo a comprare sia i polli, e sia le uova, da chi sono controllati? chi è che li controlla? E’ sempre riferito all’art. 72 oppure no. In questo caso le autorizzazioni per questi piccoli allevamenti li da il Comune oppure no? È importante saperlo, perché prima l’aviaria era in Cina, ora è arrivata in Turchia e ritengo che qualche controllo in più da parte del Sindaco ci vuole nel nostro territorio. Sig. Sindaco è inutile che rida su questa cosa, è importante e seria, mi creda. E lo dico perché il servizio veterinario è già all’opera, per di più, è competente in materia, ma io penso che noi, come amministrazione Comunale, sia giusto attivarci con un controllo supplementare del territorio.
In questa sede si è parlato di vecchie e nuove costruzioni, il capitano ha detto una cosa importante: “Per quanto riguarda le vecchie costruzioni che hanno già una destinazione d’uso per attività insalubri e dunque costruzioni già esistenti, e se per caso, si ci vanno ad allocare nuove attività industriali, cosa possiamo fare? In questo caso le attività insalubri che insistono in questi vecchi caseggiati vengono mantenute oppure no? Oppure scarichiamo tutto all’ASL? Io spero che non sia così semplice, la destinazione d’uso la diamo noi e allora è importante che comunque qualche cosa noi come Comune dobbiamo fare, perché se no, in questa città avremo aziende in pieno centro storico, senza potere fare nulla, in quanto questo articolato stabilisce che se un edificio esistente ha già una destinazione d’uso può benissimo essere utilizzato da qualsiasi azienda insalubre, ed è la stessa azienda che deve stabilire se è insalubre oppure no, in altre parole, lo deve dimostrare l’azienda stessa. E allora, rimaniamo sempre ad un punto indefinito o meglio ancora, avete presente il cane che si morde la coda, bene questa è il proverbio più azzeccato. Diceva bene il consigliere Maccarrone, per avere giustizia bisogna aspettare tempi lunghissimi, intanto l’azienda insiste sul nostro territorio e noi la stiamo a guardare. Ma il Sindaco ride e mi dispiace che ride su un problema così complesso. Io intanto pongo il problema, tanto poi c’è l’ASL che deve controllare il territorio, ma noi, lo possiamo controllare il nostro territorio sì o no?
Comunque, facendo riferimento a quello che diceva il cons. Di Mauro, e precisamente sulla parte tecnica, lui asseriva, se non sbaglio, che c’è in atto una causa sulla problematica che stiamo discutendo e diceva anche, che quando c’è in atto una causa, non si può deliberare nulla sull’argomento, che in questo momento è in attesa di sentenza del TAR. È vero questo, oppure no?


Seduta del 20 gennaio 2006:

io potevo farlo anche a microfono spento, anche perché, già ieri l’avevo richiesto, e cioè, il problema della contraddizione tra il Regolamento e le previsioni dello strumento urbanistico. Delle due si è scelto di variare il Regolamento, perché se c’è una contraddizione come dicevo ieri, è una contraddizione che fa capo a tutti e due le parti, sia allo strumento urbanistico, sia al Regolamento. Ecco la domanda è questa, non so se l’ingegnere ha già risposto, mi scuso, in tal caso, per essere arrivato in ritardo. E poi, Le chiedo, la scelta di variare il Regolamento è stata una scelta dell’Amministrazione o sua? E se per caso era obbligatorio scegliere di variare il Regolamento e non variare lo strumento urbanistico? Comunque, ritengo che questa sia una domanda legittima, poi possibilmente lei mi dirà che non c’entra niente con quello che stiamo andando a fare. Ritengo in ogni caso sia necessaria una risposta, la ringrazio.



Io spero di non raccogliere la provocazione fatta da Ferlito anche perché lui di capelli ne ha pochini e riuscire a tirarlo dai capelli mi viene alquanto difficile… questa sera non dirò che non volevo intervenire perché ormai è cosa risaputa, però mi piace iniziare questa mia dichiarazione di voto con delle riflessioni che mi hanno colpito e che mi hanno fatto riflettere. E precisamente sono state quelle fatte dell’ass.re al commercio Privitera. E voglio precisare in questa sede che nessuno né maggioranza né opposizione perde tempo qui e questa è la prima cosa che volevo evidenziare, né la maggioranza e né l’opposizione in questa aula perdono tempo, noi siamo qua, e siamo stati delegati dai cittadini di questa città per discutere e argomentare quelle che sono le norme che regolano la nostra stesa città e di conseguenza tempo noi non ne perdiamo. Io non faccio riferimento a nessuna categoria io sono qui e credo che tutti noi consiglieri siamo qui per rappresentare l’intera città, la popolazione per intero e di conseguenza, non guardo la categoria guardo al cittadino, poi, se c’è anche una categoria che bisogna rappresentare non c’è nessun problema, ma fare specifico riferimento ad una categoria mi sembra una cosa che non si può condividere, poi noi, sia ieri sia oggi, e qualcuno mi corregga se sbaglio, abbiamo parlato di un art., l’art.72, a tantissimi cittadini questo numero, il 72, possibilmente, gli servirà per giocarselo al lotto ma la riflessione che io voglio fare è questa: questo art. 72 è inserito in un regolamento che vige se non sbaglio da oltre 23 anni, ebbene, cosa si è fatto in questi 23 anni, cosa hanno fatto gli artigiani, i cittadini, i commercianti in questi 23 anni? Qualcuno ha chiuso mai qualcosa, abbiamo chiuso mai qualche esercizio, abbiamo fatto mai qualche altra cosa, ecco io penso che da 23 anni a questa parte la vita è andata avanti così, caro signor Sindaco, ma mi lasci fare le mie considerazioni. Certo, poi possibilmente lei sosterrà che noi dopo 23 anni abbiamo sistemato una situazione disastrosa, sa, mi fa piacere che lei dice questo, però. Però, una cosa la voglio riferire qui, e qualcuno mi smentisca se può, è che, possibilmente, questo art. 72 negli anni precedenti lei, Sig. Sindaco, lo ha pure votato e ora noi stiamo qui a discutere quello che Lei ha voluto qualche anno fa e che ora vuole cambiare. Comunque, oggi ho appreso tante di quelle notizie, che sicuramente hanno arricchito quella che è la mia piccola e modesta cultura. In questa sede qualcuno ha asserito, e questo si ricollega al fatto dei 23 anni, che in ogni caso in passato si è vissuto tranquillamente, ora io voglio dire una cosa: qualcuno ha dichiarato che i controlli e l’eventuale chiusura di eventuali esercizi non sono di competenza di questa amministrazione, non so, però, se sono di competenza dell’ASL. Certo, se poi la competenza appartiene ad altri, ditelo, perchè, qualcuno l’ha esposto in quest’aula, sono solo delle considerazioni, però mi permetta di farle sig. presidente. Io voglio riflettere su quello che noi stiamo andando a votare, a me fa piacere che dopo 23 anni si prendi in considerazione questo articolo, e poi parliamoci chiaro quando si parla che questa opposizione, non è d’accordo per principio, stiamo parlando di aria fritta, noi siamo d’accordo a discutere un argomento e, logicamente, dopo avere in questa sede argomentato sceglieremo cosa fare se votarlo favorevolmente oppure no, anche perché questa maggioranza i numeri c’è li ha, certo non sempre, qualche giorno c’è li ha, qualche altro giorno no, e questa è una realtà non sto dicendo nulla di particolarmente nuovo perché ieri i numeri non c’è li aveva e non l’ha potuto votare e la seduta si è dovuta rimandare con un escamotage. Oggi i numeri c’è li ha, e allora vuole votare, ma ci siamo anche noi in aula, e questo, penso, è un segnale di democrazia per tutti, ieri abbiamo fatto notare che senza questa minoranza in consiglio, in questa città, non si può fare nulla. È positivo che le opposizioni ci sono e non potete smentirlo perché è un dato di fatto: ieri voi non avete potuto votare. Concludo, affermando che le motivazioni fino a qui addotte dall’Amministrazione non mi hanno per nulla convinto, non mi sono fatto una idea precisa su questa delibera, (noi vogliamo essere presenti, e decidiamo noi cosa votare, lei decida per la sua maggioranza, certo, quando la ascoltano, perché alcune volte non la ascoltano, ha capito, Sig. Sindaco?) Allora, oltre al fatto che nessuna delle nostre proposte è stata accolta, e questo è un altro dato di fatto, noi avevamo cercato di migliorare l’atto, noi, questa opposizione, aveva cercato di contribuire con degli emendamenti per cercare di sistemare l’atto, ma quegli emendamenti voi li avete bocciati tutti, perché avete i numeri, certo, sempre qualche giorno sì e qualche altro no. La norma così com’è oggi la ritengo uguale a quella di ieri, e non differente a nessuna norma esistente. Di conseguenza mi asterrò dal votare quest’atto.


Acireale, 18 Gennaio 2006

Signor Presidente………….,

Ritorno a parlare di Terme, qualcuno potrebbe anche dire: parli sempre di Terme?
Ma noi qui ad Acireale non è che ne abbiamo tanti di beni preziosi, di tesori……..siamo quasi costretti a doverne parlare, almeno fino a quando non ce li tolgono……………………ed è questa la mia grande preoccupazione…. la mia grande paura e se voi permettete, io non ce la faccio a tacere, non voglio tacere, che mai qualcuno in futuro possa dire: il Consigliere Ardita sapeva ed ha taciuto, no questo non può accadere, non potrà mai accadere, dico mai.
Ma qui ad Acireale forse nessuno sa o forse nessuno vuol sapere, o forse, si fa solo finta di non sapere ma in realtà si sa e scusate questo gioco di parole?
E’ arrivato persino il famoso TG satirico “striscia la notizia” a chiedere lumi……. a chiedere chiarimenti sulle Terme, ma anche loro non sono andati oltre…, anche loro hanno trovato un muro invalicabile………, hanno chiesto persino un incontro con l’Assessore Granata ma anche a loro gli è stato negato, gli è stato rifiutato; faccio presente che questo Consiglio da oltre un anno chiede un incontro con l’assessore, solo parole al vento; ma ormai è tempo di campagna elettorale e se la faccia pure la sua campagna elettorale e logicamente se la faccia altrove, certamente non qui.
Noi fino a qualche tempo fa eravamo pronti a discutere, eravamo pronti a confrontarci, eravamo pronti a lottare per le nostre Terme, oggi, credo che la maggior parte di noi non conosce o forse fa solo finta di non conoscere l'atto con il quale la Regione Siciliana ha costituito, badate bene “costituito” e non trasformato, le vecchie Terme nella nuova “Terme Acireale S.p.A.”, e soprattutto come si è ritenuto con tale atto salvaguardarne il patrimonio, o forse, sarebbe meglio dire, come hanno deciso di espropriarla di buona parte dei suoi beni.
Si perché, vedete, è stata costituita una nuova società nella quale vengono conferiti i beni aziendali: come lo Stabilimento Santa Venera, il piccolo hotel delle terme, parte dello Stabilimento di Santa Caterina e parte degli stabilimenti di Pozzillo, i quali sono stati concessi in usufrutto gratuito per 30 anni, e gli altri beni, direte voi, che fine hanno fatto? Come il Grande Albergo Palace, il Centro Polifunzionale, la parte rimanente dello Stabilimento Santa Caterina e parte degli stabilimenti di Pozzillo tutti questi beni, che fine hanno fatto, continuate a domandarvi? Sono stati dati in proprietà definitiva alla Società, e ripeto, in proprietà definitiva, VERGOGNA.
E allora mi chiedo e chiedo anche a Lei Signor Sindaco, e lo chiedo a chiunque altro si possa prendere questo grande fardello, affinché se ne faccia portavoce con queste “Menti Eccelse”, con questi “Scienziati”, del perché non è stata utilizzata la stessa procedura per l’intero patrimonio termale?
La risposta potrebbe anche essere semplice, ma qualcuno se l’assuma questa responsabilità, anche solo politica, di dirlo, perché nessuno ha il coraggio di farlo??? Tutti fuggono, tutti si nascondono, tutti diventano irreperibili………la verità, forse è, che non vi è stata nessuna intenzione di salvaguardare un bel niente!
In realtà, a parere mio, si tratta di una vera e propria dismissione del patrimonio termale, poiché il ricorso all'usufrutto per alcuni beni si è reso obbligatoriamente necessario poiché si tratta di beni demaniali e quindi inalienabili. Quindi se rappresentava un obbligo ricorrere all'usufrutto per tali beni, era invece possibile scegliere la procedura…. della cessione per gli altri, che invece di essere ceduti definitivamente alla S.p.A., potevano essere anch'essi conferiti in usufrutto e quindi salvaguardati da possibili cessioni, vendite o fallimenti.
E concludo, chiedendo a Lei signor Presidente, di farsi carico e adoperarsi per un invito ufficiale, questa volta, ai componenti del consiglio di Amministrazione con in testa il loro Presidente, perché suppongo che questi Signori sono stati scelti, perché bisogna ricordarlo a tutti che sono stati nominati e tutti nominati dalla vostra parte politica, ed è bene ricordarlo, non vorrei che qualcuno lo dimenticasse, scelti per la loro professionalità ed io conoscendone qualcuno, aggiungo alta professionalità, ma vedete, non per non voler credere ma io desidero guardarli negli occhi questi Amministratori, e quindi, desidero che vengano a presentarsi a questo Consiglio Comunale, che vengano a presentarsi all’intera città e allora quale palcoscenico migliore di questa aula Consiliare per poterlo fare, per potersi fare conoscere e per potere esporre e presentare il loro programma, i loro piani di sviluppo, in altre parole, come intendono salvaguardare le Nostre Terme. Grazie


Seduta del 13 gennaio 2006: (resoconto stenografico)


Bandi di Gara palazzetto e campo sportivo – Convenzione Acireale Calcio


Cercherò di essere breve, però, ritengo, che il mio pensiero debba comunque esternarlo, e lo devo fare in questa sede. Ma prima di iniziare questo mio intervento, chiarisco, che non sarà basato solo su fatti tecnici, anche perché ne hanno già parlato e benissimo il cons. Spinella e tanti altri prima di me. Desidero iniziare con l’ultimo concetto dell’intervento del cons. Di Mauro Enzo, quando si riferisce ad un articolo apparso sulla Sicilia del 29 di dicembre scorso. Dato che già se ne è parlato ed anche il cons. Spinella lo ha fatto, vorrei ricordare, in questa sede, una mia dichiarazione, fatta durante una trasmissione televisiva, che poi è stata riportata anche durante i vari notiziari del giorno successivo, in quella sede mi chiedevano: “il Sindaco ha fatto delle dichiarazioni relative ai bandi di gara ed ha dichiarato che queste gare si svolgeranno per quanto riguarda il Palazzetto entro una data, ora se non ricordo male indicava il 25 di novembre, però oggi, leggo, che invece si trattava di ottobre, ma a prescindere da questo, che potrebbe, anche, essere irrilevante, la domanda che mi facevano era questa: lei sa qualcosa di questi bandi? La mia risposta è stata: guardi io non ho nulla da dire su questi bandi, proprio perché, ad oggi, questi bandi non sono stati ancora esitati, e dato che la trasmissione è stata realizzata, se non sbaglio prima di natale, il Sindaco facendo quelle dichiarazioni si è smentito da solo, perché, se a quella data non erano state ancora fatte le gare, credo che io non debba aggiungere proprio nulla. Però, oggi, è giusto aggiungere qualcosa a quello che ho detto in quella sede, anche perché stimolato da questo dibattito e dal fatto che E. Di Mauro, Spinella e comunque tutto il Consiglio ne abbiano parlato e allora io aggiungo questo: il problema che ci poniamo, è un altro sig. Sindaco, l’unico problema che può esistere è uno o forse sono due, il primo è quello che non avete rispettato gli impegni con la gente, ed è una cosa che nessuno può mettere in discussione, il secondo è una cosa che mi addolora veramente, mi creda sig. Sindaco, cercare di trovare a tutti i costi un colpevole, e cercarlo tra chi lavora, per me questa, è una cosa terribile e che mi addolora tanto, perché i fatti sono solo questi. E’ solo una questione di date, voi avete dato una data, che regolarmente non avete rispettato e potrei anche supporre che non sia neanche tanto colpa vostra, però non si può vendere fumo alla gente, non si può prendere in giro la gente, non si può ingannare la gente è questo il punto. E dico questo e me ne rammarico, perché è solo un fatto tecnico, badate bene. Perché ci sono stati vari enti, il C.O.N.I., i vigili del fuoco, il genio civile, l’ASL, in altre parole la commissione provinciale di vigilanza, che hanno trovato delle difformità nel progetto e di conseguenza che cosa hanno fatto. Hanno dato delle prescrizioni, in altre parole che cosa è successo? Si doveva ritornare a sistemare il progetto. Sistemato il progetto si doveva tornare a vagliare il lato economico e questo è un altro fatto importante, il lato economico non coincideva più con l’importo precedente, le due cifre discordavano di una somma ben precisa, quella di 160 e rotti mila euro. Questa è la verità, però io desidero aggiungere un’ulteriore considerazione sig. Sindaco, ritengo che il credito sportivo sia nelle condizioni, andandoci a parlare con questi dirigenti, di concedere un ulteriore credito a completamento del precedente e poi, chiarire che i soldi già ci sono, e questa è un’altra verità, i soldi sono già in banca, e dico che forse possibilmente c’è qualcosa che non va anche in questo; il fatto che già iniziamo a pagare gli interessi, quando ancora l’inizio dei lavori è lontano e allora quando sfrutteremo questi denari che già sono in nostro possesso. E allora si sbrighi, si muova, non vada alla ricerca di qualcosa che non c’è, non c’è bisogno di un colpevole, sig. Sindaco. Invece, vada a parlare con qualcuno del credito sportivo per cercare questi 160 mila euro che servono a completare il Tupparello. Perché per quanto riguarda il Palazzotto, problemi non c’è ne sono è solo una questione che riguarda l’assessorato all’urbanistica, il nostro assessorato all’urbanistica, il quale deve rilasciare l’autorizzazione allo scarico e poi si può bandizzare. Io credo che non sono cose dell’altro mondo, se ho detto qualche cosa che non corrisponde alla verità smentitemi, non ci sono problemi.

Per quanto riguarda l’argomento all’ordine del giorno di questa sera, ho fatto delle ricerche e degli studi, proprio perchè si andava a discutere un argomento, ritengo, di grande interesse per la nostra città, cioè la convenzione con l’Acireale calcio, con la società sportiva che rappresenta la nostra città. Io, sig. Sindaco, mi ritengo uno sportivo, purtroppo nel tempo il corpo si trasforma, io l’ho trasformato un tantino di più. Però nessuno può negare che da 10 anni in poi ho calcato i campi di calcio e ritengo di poter dire con assoluta certezza che lo sport che ho praticato lo ritengo tra i più veri, tra i più sani, dato che ho svolto il ruolo di arbitro di calcio, lei faceva il giornalista, io ho fatto l’arbitro, ora faccio l’osservatore arbitrale, ……………. Guardi, sig. Sindaco, che nessuno mi ha mai insultato gratuitamente, perché vuol dire che non c’erano le motivazioni per insultarmi in maniera gratuita. Comunque, parlare questa sera solo di convenzione con l’Acireale calcio per me sarebbe una cosa riduttiva, credetemi, per come la penso io e per come, suppongo, la pensano in tanti. Io, mi sono ispirato a quello che succede in tutte le altri parti del mondo, compresa logicamente l’Italia anche se in maniera residuale. Noi, oggi qui, stiamo discutendo di una convenzione, che l’Amministrazione ha proposto per soli 3 anni, noi, forse, andremo a discutere se si può, addirittura, abbassare un altro poco, ma voi sapete, che ci sono società di calcio che hanno una convenzione con i propri comuni di 20 anni e forse anche più, e lo sapete perché? Perché il mondo del calcio è cambiato. E, se permettete, faccio riferimento all’Inghilterra, che dal 1990 in poi con la famosa legge “Tajlor” ha cambiato il mondo del calcio, vi ricordate gli uligans non ci sono più, ora negli stadi ci vanno le famiglie, e lo sapete perché ci vanno le famiglie? Perché ci sono tante possibilità di divertimento e di passatempo in quegli stadi, ci sono bar, ristoranti, palestre, cinema, attività commerciali. Ma in Italia questo non può accadere, perché ci sono tante deficienze, una in particolare, quella che gli stadi sono quasi tutti di proprietà dei comuni, tranne uno, quello che appartiene alla Reggiana che è di proprietà della società. Certo, qualche stadio, come quello del Bologna, il Comune lo ha già dato in gestione per 30 anni. Ma parliamo di mosche bianche e, comunque di società molto grandi, queste società si stanno già organizzando, stanno cambiando il loro modo di vedere il calcio. E io dico, che noi dobbiamo andare a discutere anche di questo, non dico oggi, ma già da domani, noi dobbiamo cercare di programmare, cercare di non avere il nostro calcio, il nostro stadio come un costo ma di averlo come un ricavo. E allora se noi diamo in gestione alla società Acireale Calcio lo stadio per più anni, la stessa si può organizzare e può pagare al comune un canone e noi possiamo averne, finalmente, un profitto dal calcio. Ho sentito dire tante altre cose stasera, per esempio che noi non possiamo fare una sponsorizzazione, ed in effetti, non possiamo farla una sponsorizzazione, e purtroppo me ne duole il cuore, ma perchè non possiamo farla? perché non abbiamo neanche uno straccio di regolamento per poter fare un contratto di sponsorizzazione. Spero che questo Consiglio s’impegni a fare un regolamento e al più presto, proprio per regolamentare questa materia e badate che non è riferito solamente al calcio, un regolamento che tocca tanti settori ad esempio, il contributo che noi riceviamo dalla tesoreria comunale. E allora sbrighiamoci, programmiamo il futuro di questa città. Io non dico che l’Acireale si possa paragonare ad una grande società come l’Inter, o il Milan, però secondo me le potenzialità ci sono e non ci dobbiamo dimenticare che un piccolo quartiere che si chiama Chievo a Verona è una grande società in serie “A”. Grazie.
Inserire testo