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Luca Pacioli

Figura Ispiratrice
Il Pacioli scrive "Mai si deve mettere in dare che quella ancora non si ponga in avere, e così mai si deve mettere cosa in avere che quella ancora quella medesima con suo ammontare non si metta in dare. E di qua nasci poi al bilancio che del libro si fa: nel suo saldo tanto convien che sia il dare quanto l'avere"...

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Riflessione

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Egidio Napolitano
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Benvenuti

Il Rag. Napolitano Egidio vi da il benvenuto nel suo Sito

Il Rag. Napolitano Egidio è iscritto all'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili nella sezione A Commercialisti, è Revisore Contabile e svolge attività sia di consulenza che di collaborazione rivolta a imprese con l'obbiettivo di fornire servizi professionali in ambito contabile, amministrativo, fiscale e di consulenza aziendale.
Al di là dell'inquadramento economico del proprio rapporto di committenza, presta le proprie opere, sulla base di specifiche titolarità, competenze e conoscenze.
E' chiamato ad operare presso imprese diversificate sia per dimensione che per tipo di attività, con varie qualifiche contrattuali, ma sempre in qualità di consulente professionalizzato. In quanto professionista, più svolge attività pratica e attività di aggiornamento, più si specializza "professionalizzandosi", più scambia esperienze, più affina la propria tecnologia e aumenta il valore dell'impresa per cui lavora e del suo contesto.
Partecipando a tutte le fasi di sviluppo del progetto imprenditoriale, funge da interprete di dati ed utile guida alla pianificazione ed allo sviluppo strategico dell'attività dell'imprenditore.

 

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Scadenzario

Scadenze adempimenti fiscali.
E' possibile consultare lo Scadenzario Fiscale a cura dell'Agenzia delle Entrate.



Per altre risorse sulle ultime notizie dal mondo economico, finanziario, fiscale e giuridico, visita la pagina Rassegna Notizie.


Il tasso d'interesse legale diminuisce dal 2014

Con il Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 12/12/2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.292 del 13/12/2013, è stato ridotto di un punto e mezzo percentuale il tasso d'interesse legale passando così dall’attuale 2,5% all’1% a partire dal 1° gennaio 2014.
L'interesse legale ha anche ripercussioni sugli importi da versare all'Erario a seguito di ravvedimento operoso. Le ultime variazioni di tasso intervenute negli ultimi anni sono state: 3% sino al 31/12/2009, 1% sino al 31/12/2010, 1,5% sino al 31/12/2011 e per il 2012 ed il 2013 il 2,5%.


La Comunicazione Unica al Registro Imprese

La Comunicazione Unica, introdotta dall'art.9 del DL 7/2007 (L.40 del 2.4.2007) diventa obbligatoria a decorrere dal 1° aprile 2010, per tutte le imprese.
La Comunicazione Unica, consente di fornire all'Ufficio del Registro delle imprese, le informazioni per l'assolvimento di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l'iscrizione al Registro delle imprese, per l'ottenimento del codice fiscale e della partita IVA, nonche' ai fini previdenziali e assistenziali.
Consulta la Guida ComUnica e consulta il sito RegistroImprese per approfondimenti e software.


Compensazioni Iva dal 1° aprile 2012 nuovo limite

- dal 1° aprile il credito entro la soglia di 5.000,00 euro è compensabile senza formalità, e il modello F24 può essere inviato tramite il servizio di internet banking offerto dagli intermediari finanziari;
- il credito da 5.000,01 a 15.000,00 euro è ammesso in compensazione solo previa presentazione della dichiarazione annuale o dell'istanza trimestrale di rimborso e il relativo F24 va trasmesso utilizzando Entratel o Fisconline;
- il credito Iva annuale o infrannuale eccedente i 15.000,00 euro, la compensazione potrà avvenire solo dopo che è stato apposto il "visto di conformità" sulla dichiarazione dalla quale risulta il credito (posto da commercialisti, consulenti del lavoro, Caf, soggetti iscritti nei ruoli degli esperti delle Camere di commercio aventi i requisiti di cui all'articolo 3, comma 3, lettera b, Dpr 322/98). In alternativa al rilascio del visto la dichiarazione deve essere sottoscritta dai soggetti che compilano la relazione di revisione per i contribuenti soggetti al controllo contabile di cui all'articolo 2409-bis del Codice civile e dovrà essere attestata l'esecuzione degli stessi controlli previsti per il visto di conformità.


Deducibilità delle Spese di Rappresentanza

Nella Circolare n.34/E del 13 luglio 2009 dell'Agenzia delle Entrate tutti i chiarimenti sulla deducibilità delle spese di rappresentanza.
Su FiscoOggi.it è stato pubblicato un articolo di approfondimento sulle nuove regole per la deducibilità delle Spese di Rappresentanza.


Iva per cassa

Con D.L. 22 giugno 2012 n.83, c.d. “Decreto Crescita”, (L. 7 agosto 2012, n.134, pubblicata in Gazzetta Ufficiale 11 agosto 2012), entrano in vigore le regole sulla Liquidazione dell'Iva secondo la contabilià di cassa, prevista dall'art. 32-bis.
I titolari di partita IVA che hanno realizzato per cessioni di beni e per le prestazioni di servizi un volume d’affari non superiore a 2 milioni di eruo, che optano (dal 1° dicembre 2012) per il versamento dell’Iva differita all’incasso della fattura, dovranno evidenziare in fattura che si tratta di “operazione con IVA per cassa ai sensi dell’articolo 32-bis del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83".
L’omissione della suddetta indicazione costituisce, ai fini sanzionatori, una violazione formale, che non inficia l’applicazione del regime per cassa.
Per gli incassi parziali l’esigibilità andrà pro-quota, cioè in proporzione tra l’importo fatturato e l’importo incassato.
I soggetti che optano per il nuovo regime applicano la liquidazione iva "per cassa" sia alle operazioni attive (IVA a debito) che alle operazioni passive (IVA a credito).
Il differimento dell’esigibilità dell’IVA a debito e il differimento della detrazione dell’IVA a credito però “è limitato nel tempo in quanto l’imposta diviene, comunque, esigibile e detraibile dopo il decorso di un anno dal momento di effettuazione dell’operazione” indipendentemente dalla data di incasso o di pagamento.
Il titolare di partita IVA che riceve una fattura ad esigibilità differita ex articolo 32-bis del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, diversamente dalla disciplina precedente abrogata, che non ha optato per il regime dell’IVA di cassa può detrarre l’IVA a credito nel momento di effettuazione dell’operazione a prescindere dal fatto che il pagamento della fattura non sia stato ancora eseguito. In particolare, l’acquirente / committente, che effettua acquisti da un operatore che adotta il regime IVA per cassa, può detrarre l’IVA a credito esposta in fattura “senza attendere che l’imposta diventi esigibile” in capo al fornitore.
- L'opuscolo dell'Agenzia delle Entrate. Il regime IVA "per Cassa" dal 1° dicembre 2012 versi l'imposta quando la incassi.
- Il provvedimento n. 165764/2012 del direttore dell'Agenzia delle Entrate.
- La circolare 44/E del 26/11/2012 dell'Agenzia delle Entrate.


Cambia lo scontrino della farmacia da gennaio 2010 per la detrazione dei medicinali

Ai fini della detrazione IRPEF, le spese relative all’acquisto di medicinali devono risultare da fattura o scontrino fiscale “parlante” in cui siano specificate la natura, qualità e quantità dei beni nonché il codice fiscale del destinatario.
La denominazione in chiaro dei medicinali acquistati, rileva indirettamente anche le patologie dei soggetti interessati, per tale motivo il Garante della Privacy ha invitato l’Agenzia delle Entrate a fornire le necessarie indicazioni operative affinché sullo scontrino fiscale parlante, al posto della denominazione del medicinale acquistato, venga riportato il codice di Ammissione in Commercio del farmaco (codice AIC).
L’ Agenzia delle Entrate, con circolare n. 40/E del 30 luglio 2009, ha “recepito” le indicazioni del Garante della Privacy prevedendo che gli scontrini farmaceutici parlanti a decorrere dall’1.1.2010 dovranno obbligatoriamente riportare il predetto codice AIC al posto dell’indicazione specifica del tipo di farmaco.
Pertanto, per poter fruire delle detrazioni fiscali per l’acquisto di medicinali, gli scontrini fiscali dovranno contenere:
- la natura e quantità dei medicinali acquistati;
- il codice fiscale del destinatario dei medicinali;
- il codice AIC alfanumerico posto sulla confezione di ogni medicinale in sostituzione del nome dei farmaci acquistati.
La copia della ricetta medica non occorre più, essendo stata superata dalla nuova normativa (risposta all’interpello Assofarm prot. 954-12980/2009 del 27.02.2009).
Circa la natura del farmaco è bene ricordare che possono essere portati in detrazione solo i “farmaci” propriamente detti; non possono essere portate in detrazione tutte le altre categorie merceologiche (articoli per la medicazione come colliri, pomate, garze, cerotti, articoli di profumeria, prodotti fitoterapici, dietetici, alimenti) poiché rientrano nella voce dei “parafarmaci”.
Per distinguere un farmaco dagli altri prodotti è sufficiente osservare il codice ministeriale Minisan presente sotto il codice a barre: se il codice inizia con “A0”, il prodotto è un “farmaco”, altrimenti è un “parafarmaco”.
Si possono ritenere valide anche altre sigle, oltre che alla dicitura espressa “farmaco”:
- per i medicinali senza ricetta, le sigle “SOP” (farmaci senza obbligo di prescrizione), “OTC” (farmaci da banco) e “Automedicazione” (circolari n. 23/E del 22.06.2006 e n. 38/E del 12.06.2007);
- le dicitura “generico” o “equivalente”, che corrispondono comunque a classi di medicinali;
- la dicitura “omeopatico”;
- le dicitura “galenico”, “officinale”, “magistrale”, “preparazione” e simili (le preparazioni galeniche, magistrali e officinali, allestite in farmacia sono, infatti, definite dalla legge come medicinali);
- le diciture abbreviate quali “F.co”, “Med.le”, “Omeo”, “Galen.” e simili;
- la dicitura “ticket”, che è di per sé sufficiente a qualificare l’acquisto di un medicinale.


La Risoluzione n.10 del 18 febbraio 2010 dell'Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla detraibilità/deducibilità delle spese per medicinali.


Codice IBAN

Dal 1 gennaio 2008, l’IBAN (International Bank Account Number) sostituirà progressivamente le tradizionali coordinate bancarie (ABI, CAB e numero di conto corrente).
L’IBAN è un codice bancario che identifica il conto corrente e la banca ed è composto, in Italia, da 27 caratteri di numeri e lettere che identificano, in maniera standard: 2 lettere rappresentanti la Nazione (IT per l'Italia), 2 cifre di controllo, il codice BBAN nazionale.
L'IBAN è dedotto dal numero di conto corrente interno della banca e identifica univocamente un conto corrente a livello mondiale.
La tabella che segue mostra come è composto il Codice IBAN:
E' possibile recuperare il codice IBAN (costituito da 27 caratteri) all'interno dell'estratto conto oppure, per chi usa l'Internet Banking, nella sezione Informazioni/Coordinate Bancarie.
Fare un Bonifico: per effettuare un bonifico basta acquisire il Codice IBAN dei conti correnti dei beneficiari, richiedendolo direttamente ai soggetti destinatari del bonifico che si intende effettuare.
Ricevere un Bonifico: in questo caso il cliente dovrà comunicare il codice IBAN relativo al proprio conto a chi deve eseguire il bonifico a suo favore, ivi inclusi operatori economici ed imprese.

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