EDIZIONE DELLE ORE 08.00 - Martedì 23 Dicembre 2014 - Aggiornate Home, Cronaca 1-2
di MARIO SCOTTI
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Daniela Colla fa chiarezza sulla questione Carlo Cracco all'Annunciata.Per iniziare,l'assessore alla Cultura ricorda ancora una volta che si tratta di un avvio di procedura per una manifestazione di interesse,quella pervenuta a Palazzo Marconi da parte dell'azienda Cracco."L'accordo è in avanzata fase di perfezionamento - spiega Colla - e comprende la sua modifica e la definizione conclusiva.Quando l'ex Convento dell'Annunciata rientrerà nella piena disponibilità del Comune,lo stesso potrà destinarlo alle finalità di interesse pubblico che riterrà più opportune e compatibili con l'immobile".Daniela prosegue spiegando che si è già svolto un incontro lo scorso mese di novembre con i soggetti interessati all'accordo di programma,quindi Regione Lombardia,Provincia di Milano,Università degli Studi di Milano,Agenzia del Demanio e Aler,e che un altro incontro è previsto per il mese di gennaio 2015.Per quanto riguarda invece il parere della Soprintendenza dei Beni Architettonici circa la futura destinazione dell'Annunciata "la Soprintendenza si esprime sempre su progetti definiti e non può esprimere pareri su semplici ipotesi di utilizzo non supportate da documentazioni dettagliate comprovanti gli effettivi interventi che si intendono eseguire" - prosegue l'assessore."La funzionaria di zona non ha escluso in via pregiudiziale la possibilità di insediare una scuola di cucina che potrebbe trovare una collocazione compatibile con gli spazi dell'Annunciata - spiega ancora Colla - .Occorre ora verificare in concreto le soluzioni tecniche che potrebbero essere adottate".Un altro punto che Daniela chiarisce è quello relativo all'ammontare complessivo della spesa sostenuta dal Comune per una consulenza legale relativa all'Annunciata."L'incarico professionale è stato conferito al Prof.Avvocato Mario Comba,per un importo di 10mila euro più Iva e contributi previdenziali,per complessivi 12.688 euro".Si tratta di una attività di supporto legale in ambito di diritto amministrativo italiano ed europeo connesso alla procedura che,come spiega Daniela,"si è giudicata complessa e delicata".L'assessore spiega inoltre che l'azienda Cracco "non ha presentato alcuna proposta a valenza tecnica ed economica,ma soltanto la dimostrazione dei requisiti dei potenziali soggetti affidatari.La fase successiva prevede l'invito a presentare un'offerta sulla scorta delle esigenze del Comune di Abbiategrasso".L'ammontare del canone concessorio,spiega ancora Colla,"non è stato determinato e verrà valutato prima dell'avvio della procedura negoziata.Nella richiesta di invito presentata dalla società Cracco Investimenti non vi è alcun riferimento al canone concessorio".Insomma,tutto sembra procedere per il meglio affinchè lo chef Carlo Cracco possa prendere possesso di gran parte dell'ex convento dell'Annunciata per stabilirvi un'accademia di cucina a vocazione internazionale con forte legame con il territorio lombardo.Lo stesso Cracco si occuperà di promuovere e sviluppare sinergie con il mondo produttivo e il sistema agricolo-turistico-culturale del territorio - 25% del fatturato - esteso anche al campo della moda,del design e dei settori di rilevanza di Expo 2015."Su tali aspetti imprenditoriali - conclude Daniela Colla - è richiesto che sia il 65% del fatturato aziendale".
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Una criticità importante per la nostra città è relativa ai passaggi a livello.Informo che ogni giorno il passaggio a livello scende 48 volte (24 per Milano e 24 per Vigevano) con una media di 2 minuti e 30 secondi sono circa 120 minuti,quindi 2 ore dove le code delle auto con il motore acceso inquinano e le polveri sottili vengono respirate da tutti i residenti, i passanti e da automobilisti.Sarebbe ora e tempo di confrontarsi concretamente e “senza preconcetti” in un incontro tra amministrazione abbiatense ed RFI per proporre soluzioni semplici e pratiche come,per esempio,ridurre le corse inutili (dove i treni sono vuoti),migliorare il materiale rotabile e portare la S9 fino ad Abbiategrasso in località Annunciata.Manca solo un chilometro per raddoppiare il binario e creare alla periferia della città una stazione ecologica ”Abbiategrasso Parco del Ticino”,che permetta a tutti i cittadini utenti di partire ogni giorno per Milano e rientro senza le incertezze degli orari con una qualità dei servizi “normale”...

Paolo Zorzan
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(M.S.) - Per la prima volta dall’inizio della crisi l’agroalimentare sorpassa i regali e diventa la voce più pesante del budget che le famiglie italiane destinano alle feste di fine anno,con una spesa complessiva per imbandire le tavole del Natale e del Capodanno di 4,1 miliardi di euro.E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti "Natale sulle tavole degli italiani”,presentata all’Assemblea nazionale,dalla quale si evidenzia che la quota della spesa per il cibo risulta pari al 35 per cento del budget rispetto a quella per i regali che si ferma al 25 per cento.Un terzo della spesa di Natale è destinata a pranzi,cenoni e regali con un aumento del 10 per cento rispetto allo scorso per l’effetto congiunto della crisi che porta a ridimensionare le spese per i regali e a concentrarsi su spese utili, ma anche - sottolinea la Coldiretti - del boom dell’enogastronomia.Appena il 9 per cento degli italiani – precisa la Coldiretti - taglierà quest’anno la spesa per generi alimentari (erano il 12 per cento nel 2013),mentre ben il 40 per cento risparmierà sulle vacanze,il 38 per cento sui divertimenti e il 36 per cento sull’abbigliamento,mentre il 35 per cento si comporterà come lo scorso anno.Non si rinuncia dunque a preparare pranzi e cenoni o a gratificare parenti e amici con gustosi omaggi utili ma – continua la Coldiretti - si qualifica la spesa,con una netta preferenza di prodotti del territorio locali e Made in Italy.Si assiste - afferma la Coldiretti - a una fortissima attrazione verso la riscoperta del legame con i prodotti del territorio e secondo l’indagine il 69 per cento degli italiani responsabili della preparazione dei pasti porterà in tavola prodotti Made in Italy,il 27 per cento addirittura locali o a chilometri zero e il 10 per cento prodotti biologici,mentre un 17 per cento guarderà alle offerte e al basso prezzo.“Acquistare prodotti italiani in un difficile momento di crisi significa anche sostenere il lavoro,l’economia e il territorio”,afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “l’agricoltura e l’alimentazione sono tra gli elementi di distintività del Paese che possono offrire un grande contributo ad una ripresa sostenibile e duratura che fa bene all’economia all’ambiente e alla salute”. La scelta di un menu italiano per i pranzi ed i cenoni delle feste,ma anche quella del regalo enogastronomico veramente Made in Italy da mettere sotto l’albero,salva circa trentamila posti di lavoro.Dalle scelte di Natale degli italiani dipendono anche i posti i lavoro di una parte consistente dell’economia Made in Italy,condizionando addirittura l’esistenza di interi comparti,dal pandoro al panettone,dai cotechini alle lenticchie,dalle stelle di Natale fino,in parte,agli spumanti.Dal low cost al lusso,dal tradizionale all'innovativo,dal solidale al sostenibile sono molte - sottolinea la Coldiretti - le opportunità offerte dall’agricoltura italiana per caratterizzare la tavola,distinguersi nei regali e aiutare l’economia,il lavoro e l’ambiente del proprio Paese in un difficile momento di crisi.Una tendenza condivisa – precisa la Coldiretti - da quattro italiani su dieci (il 39 per cento) che acquisteranno quest’anno prodotti alimentari confezionati anche nei tradizionali cesti dove i prodotti più gettonati sono lo spumante (66 per cento),i dolci (62 per cento),la frutta secca (57 per cento),i salumi (55 per cento),le lenticchie (51 per cento) e l’olio extravergine (48 per cento) che quest’anno è una vera rarità considerata l’annata particolarmente difficile.E per distinguersi nel Natale 2014 - sottolinea la Coldiretti – gli esempi di cesti alternativi sono tanti come quello innovativo con l’alga spirulina antistress nelle sue diverse composizioni,dalle scaglie alle compresse,dalla cioccolata ai formaggi.E,ancora,quello ambientale composto da tanti prodotti salvati dall’estinzione come il salame di mora romagnola,i fagioli del Purgatorio e la bagna cauda.I più gettonati sono però - continua la Coldiretti - i cesti tradizionali dove non possono mancare le lenticchie di Castelluccio,il cotechino e lo spumante,ma per chi volesse invece scegliere un cesto vegetariano c’è un’ampia gamma di insolite verdure dal cavolo viola alla mela renetta grigia,dal sedano rosso alle patate viola.I più attenti agli altri invece possono optare per un cesto sociale dove protagonisti sono i prodotti realizzati da comunità di recupero,centri di assistenza per disabili o ex detenuti come,ad esempio,il primo panettone realizzato con la collaborazione di ragazzi svantaggiati con problemi psichici.Per chi non si accontenta e sfida la crisi c’è il cesto di lusso che può mettere in bella mostra una bottiglia di spumante Swarovsky da collezione mentre per chi punta sulla sobrietà - conclude la Coldiretti - c’è il cesto low cost con prodotti semplici della campagna,dalla farina per polenta al pane di Altamura,ma anche la frutta di stagione Made in Italy.Gli italiani trascorreranno quest’anno 3,5 ore in media per la preparazione del pasto principale del Natale,con uno storico ritorno del fai da te casalingo che non si registrava dal dopoguerra.La tendenza a privilegiare un menu più nostrano spinge gli acquisti nei mercatini che durante le feste sono frequentati da piu’ della metà degli italiani (53 per cento).Ad essere preferiti negli acquisti al mercatino sono proprio - precisa la Coldiretti - per il 59 per cento degli italiani i prodotti enogastronomici.La migliore garanzia sull’originalità dei prodotti alimentari in vendita nei mercati è quella della presenza personale del produttore agricolo che può offrire informazioni dirette sul luogo di produzione e sui metodi utilizzati.Per il cibo e le bevande si registra infatti una tendenza al ritorno al contatto fisico con il produttore magari con acquisti direttamente in azienda o nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica,per assecondare la crescente voglia di conoscenza sulle caratteristiche del prodotto e sui metodi per ottenerlo.Una garanzia di genuinità,convenienza e in molti casi è anche possibile prepararsi o farsi preparare i tipici cesti natalizi con prodotti inimitabili caratteristici del territorio a chilometri zero.
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(M.S.) - Considerando il fatto che in chiesa c'era parecchia gente che non è riuscita trovare un posto a sedere,almeno 400,forse 500 persone hanno partecipato,venerdì nel primo pomeriggio,alle esequie della 52enne abbiatense Cristina Brambilla,nota commerciante di Abbiategrasso titolare del negozio "Piroga Sport" di Corso XX Settembre,deceduta lo scorso lunedì.Cristina ha lasciato il marito e la figlia di 18 anni.La Brambilla,giovedì della scorsa settimana,subito dopo l'orario di chiusura del suo negozio,era rimasta vittima di un tragico e ancora non chiarito incidente: stava facendo ritorno a casa in sella alla sua bicicletta e appena giunta in via Volta,nei pressi del campo sportivo recentemente affidato dall'amministrazione comunale ad una società di rubgy,è accaduto il tragico fattaccio che le è costata la vita.Erano circa le ore 19.30,nessun testimone presente,nessuna telecamera di sorveglianza ha ripreso la scena.Di sicuro c'è il fatto che Cristina è stata sbalzata dalla bicicletta ed è caduta a terra battendo violentemente la testa.Ai soccorritori dell'ambulanza del 118,le sue condizioni sono subito apparse gravissime e tali sono rimaste nonostante l'operazione chirurgica subita all'Humanitas per eliminare l'emorragia cerebrale.Cristina è stata dichiarata deceduta quattro giorni dopo.Ma qual è stata la causa del fatale incidente? Tre le ipotesi tuttora al vaglio degli inquirenti: un automobilista avrebbe aperto la portiera della sua auto in sosta sul lato destro di via Volta proprio nel momento in cui Cristina Brambilla transitava in bicicletta a fianco dell'auto.Risultato: violento impatto sulla portiera e caduta a terra della donna.Seconda ipotesi: lo sportello dell'auto era già aperto e Cristina non l'ha visto non riuscendo ad evitare lo scontro.Terza ipotesi: la donna è andata a sbattere contro l'auto in sosta in quanto colta da un malore.Solo l'esame autoptico,eseguito nei giorni scorsi sul corpo di Cristina,potrà fare luce sull'episodio.Ma i tempi sono lunghi,si parla di un paio di mesi di attesa per venire a conoscenza dei risultati.Nella chiesa di San Pietro Apostolo,gremita di persone,don Leandro Gurzoni dell'omonima parroccha nel celebrare la Santa Messa funebre per Cristina ha ricordato una poesia di Giuseppe Ungaretti."Una tragedia assurda - ha aggiunto il sacerdote - ;qualcuno reagisce con rabbia,qualcuno si appella alla fede,qualcuno sta in silenzio: l'importante è sapere che l'addio di Cristina non è definitivo,non è un addio col fazzoletto bianco,come nei film.Adesso lei,da lassù,proteggerà la mamma,la figlia,il marito e tutti i suoi cari".
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Oggi più che mai,dobbiamo cogliere l'opportunità dell'interessamento dello chef più famoso e mediatico del momento,per decidere il futuro dell'ex convento dell'Annunciata.Questa operazione oltre a diminuire il carico economico alla comunità,catapulterebbe immediatamente Abbiategrasso a livello d'immagine,nel mondo.Ci aspettiamo di vedere e valutare il progetto,i contenuti di questa operazione,se andrà in porto.Sicuramente non possiamo permetterci di non sfruttare un'occasione cosi...La citta tutta,ha bisogno di risposte,di concretezza e di decisionismo,per poter credere nel proprio futuro e l'amministrazione ha dovere di dare delle speranze.Un consiglio per sovraintendere e per tutelare maggiormente un patrimonio di tutti: l'unica persona è il Maestro Ezio Santin che da sempre ritengo l'unico e vero ambasciatore del gusto del nostro territorio.

Emanuele Gallotti - Lega Nord
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Gentilissima Redazione di Habiate Web,in riferimento all'articolo sul vostro quotidiano on line di Brunella Agnelli.Nè Cracco nè Santin.Mi dispiace che la Signora Agnelli prenda le posizioni di Santin,ma l'Annunciata non è un posto da ristorazione "anche qualificata",ma un posto dove si fa cultura con la C maiuscola,dove la cultura dev'essere momento di discussione culturale,mostre, cinema,musica e dove tutto deve essere fuori dai Masterchef che hanno invaso tutte le reti televisive sia della Rai che Mediaset e altre.

Maurizio Albini
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di MARIO SCOTTI
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Tenendo fede alle sue caratteristiche di donna sensibile ma allo stesso tempo tenace,energica,combattiva e soprattutto senza peli sulla lingua,a Brunella Agnelli (è la segretaria dell'Associazione Commercianti di Abbiategrasso,ma in questa intervista precisa di parlare a titolo personale),il personaggio Carlo Cracco proprio non va giù.Men che meno l'Agnelli approva di dare in mano al 49enne cuoco di Creazzo (Vicenza) gran parte dell'ex convento dell'Annunciata allo scopo di creare una scuola di alta cucina."Non lo conosco,lo giudico per quel che vedo.L'idea che mi sono costruita guardando le trasmissioni televisive di Cracco è la seguente - spiega Brunella - : non può trattare le persone in quel modo,è un personaggio offensivo,butta i piatti per terra...Un modo di fare televisione che probabilmente incrementa l'audience,ma è estremamente diseducativo.Una persona che ha dei valori,che ha rispetto per gli altri,non tratta la gente in quel modo.Siamo stufi di questo modo di fare televisione e Cracco,se solo lo volesse,potrebbe imporsi per realizzare trasmissioni diverse.Invece niente.Non lo fa perchè anche lui è così?"."Io l'Annunciata la darei in mano al nostro chef Ezio Santin - prosegue Agnelli - perchè è bravissimo ed è un personaggio espressione del nostro territorio a cui dobbiamo rispetto se non altro per il grande impegno finora profuso nel far crescere l'Abbiatense.Lo so che Santin è attualmente in rotta con la nostra amministrazione,ed ha tutte le ragioni: non è possibile fruire delle competenze delle persone solo quando fa comodo e poi dimenticarsi di loro perchè altri personaggi possiedono una valenza economica diversa.In ogni caso penso che Santin non se la senta di dichiarare le vere ragioni per le quali non ha partecipato ad Abbiategusto: io avrei assunto la stessa decisione.Per dieci anni mi metto a disposizione in modo volontario e quando c'è la possibilità di un ritorno economico,l'attenzione dell'amministrazione si sposta da tutt'altra parte? Non esiste.Santin ha tutte le caratteristiche necessarie,tranne quella economica.Il bando,poi,è stato costruito ad hoc affinchè fosse accessibile esclusivamente a Carlo Cracco,l'unico in possesso di certe capacità economiche.Mancava soltanto che sul bando mettessero nome e cognome"."In primis - conclude Brunella Agnelli - io avrei sentito Santin,se non altro per il lustro che ha dato alla nostra città.Il Comune,invece,ha compiuto la sua scelta senza interpellarlo.Santin avrebbe potuto rispondere: bene,non ho le capacità economiche necessarie ma mi metto comunque a disposizione per dei consigli e suggerimenti.A livello di competenze,Santin non ha nulla da invidiare a Cracco.Io la penso in questo modo.Cracco non è proprio il massimo dell'educazione.Santin è un uomo umile,si mette a disposizione di tutti e lo fa solo per il gusto di farlo e per far crescere un territorio al quale tiene molto.Il Comune non può fare sempre valutazioni di tipo economico".

Nella foto,da sinistra: Brunella Agnelli,Carlo Cracco ed Ezio Santin
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di MARIO SCOTTI
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- Sindaco Pierluigi Arrara,il noto chef Carlo Cracco,quello che "dallo sguardo vi spacco",approderà all'Annunciata entro Expo 2015? A che punto è la trattativa?
"Ci è pervenuta una manifestazione di interesse da parte della Fondazione Martino che si prefigge lo scopo di valorizzare la figura storica di Maestro Martino,grande cuoco lombardo del Rinascimento e padre della Cucina d'Autore italiana; stiamo preparando il bando in base alle caratteristiche e alle modalità determinate dalla stessa manifestazione di interesse.C'è un accordo di programma con Regione Lombardia ed Università che si sta delineando.L'Università non è più interessata all'usufrutto dei locali dell'Annunciata e la Regione sta definendo come uscirne.Noi,fino a quando non chiudiamo questo accordo di programma,non possiamo far nulla".
- In ogni caso,lo chef è intenzionato a prendere possesso dell'Annunciata entro pochi mesi...
"Lui,Cracco,lo dà quasi per certo,ma di certo non c'è nulla.Dice che il suo obiettivo è quello di aprire una scuola di alta cucina ad Abbiategrasso,un suo obiettivo legittimo".
- Consegnare l'Annunciata al noto chef,che ne occuperebbe gran parte,snaturerebbe la vocazione dell'ex convento?
"La vocazione dell'ex convento era strettamente legata all'Università,poichè l'obiettivo era quello di organizzare una serie di corsi e conferenze.Poi la stessa si è tirata indietro.Oggi siamo a un bivio: lasciare l'Annunciata a completa disposizione della città - ci costa,concretamente,circa 200mila euro all'anno di spese - oppure cogliere l'opportunità di darla in gestione a privati che si accollano parte delle spese nel contesto di un contratto in cui la chiesa rimarrebbe a nostra disposizione.In ogni caso,lo abbiamo visto col trascorrere del tempo,sono pochi quelli che chiedono gli usufrutti delle altre aree del complesso Annunciata".
- E' importante,quindi,mettere a reddito l'ex convento.
"Sì,ma il Comune non vuole guadagnare.Diciamo che l'Annunciata non può costare così tanto alla collettività".
- E' pervenuta una proposta tecnico-economica da parte dell'azienda Cracco?
"E' pervenuta una proposta di interesse sulla struttura e noi,ripeto,stiamo preparando il bando".
- Come la vedi una scuola di alta cucina nell'ex convento?
"E' una buona opportunità.Un nome così importante e concreto come quello di Cracco non c'è mai stato nel nostro complesso monumentale.Le porte sono aperte e sono convinto che nessuna amministrazione può gestire l'Annunciata con dei costi così elevati,così come non è possibile chiedere compensi alle associazioni già presenti o che volessero entrarvi: non sarebbero in grado di pagare".
- E il discorso qualità culturale nell'ambito di un contesto come quello dell'ex convento?
"Carlo Cracco è,oggi,l'uomo-immagine di Expo 2015,non è un signor nessuno.In Annunciata andrebbe a trattare una tematica,quella dell'alta cucina,assai legata al nostro territorio,ai prodotti della nostra terra,al cibo.Cracco potrebbe diventare un fiore all'occhiello della nostra Abbiategrasso".
- In conclusione,entro Expo 2015 avremo Cracco all'Annunciata?
"Per una gestione dell'Annunciata affidata a Cracco o a qualcun altro,si parla del 2016.Potrebbe verificarsi una gestione parziale di alcuni spazi per alcuni eventi legati ad Expo".
- In che senso?
"Lui,Cracco,ha fatto richiesta di poter organizzare alcuni eventi legati all'esposizione universale del 2015,non c'entra niente la scuola di alta cucina.Questa sua richiesta potrebbe essere presa in considerazione.Se,poi,si presenteranno ulteriori possibilità non dico di mettere a reddito l'Annunciata,ma di non farci spendere soldi,noi siamo disponibili".
dal nostro inviato MARIO SCOTTI
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CORBETTA - Inizia una nuova epoca per la Lega Nord.Il neosegretario nazionale Matteo Salvini sta trovando nuovi consensi senza perdere lo zoccolo duro dell'elettorato,ha ripreso alcuni concetti importanti che sono sempre appartenuti alla Lega e rappresenta anche loro,i vecchi militanti bossiani.Non rinnega Bossi e sta rilanciando il movimento.Salvini è insomma diventato il punto di partenza per ricompattare i militanti.Per quanto riguarda il territorio dell'Abbiatense,dirigenti e militanti delle sezioni di Abbiategrasso e di Corbetta del Carroccio si sono ritrovati in quel di Cerello,Ristorante Annovazzi,per conoscersi meglio,per discutere,per scambiarsi gli auguri natalizi nel corso di una cena e,soprattutto,per ribadire un concetto: nessuno ci fermerà.Presenti l'assessore regionale Massimo Garavaglia,il vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Fabrizio Cecchetti,il segretario provinciale Andrea Bartolini,il cassiere della sezione di Bià Aldo Musiani,l'ex vicesindaco di Abbiategrasso Angelo De Giovanni,il segretario di circoscrizione Andrea Bartolini,il sindaco di Corbetta Antonio Balzarotti,l'assessore di Corbetta Riccardo Grittini e soprattutto tanti militanti.A rappresentare la sezione di Bià,il segretario Maurizio Vincenzi,l'ex candidato sindaco Emanuele Gallotti,Marco Tagliabue e altri personaggi fra i quali Donatella Magnoni,rappresentante Copagri Milano-Monza Brianza e consigliera comunale a Vermezzo."Abbiamo voluto organizzare questa festa perchè c'è un bel feeling fra la Lega di Bià e Corbetta - spiega il segretario Vincenzi - .Un modo per stare tutti insieme,per stringere i legami,poichè ci si vede solo due volte all'anno in certe occasioni.Per quanto riguarda la sezione abbiatense,non mi lamento: rispetto al passato abbiamo ottenuto parecchi consensi in più,ci stiamo riprendendo,quando siamo in piazza con i nostri gazebo la gente si ferma a parlare con noi,legge i nostri volantini,in molti casi si tessera.Io sono segretario dal mese di novembre dello scorso anno e ho voluto tornare alle origini,vale a dire in mezzo alla gente a fornire risposte,nei limiti del possibile.Regione Lombardia,in tal senso,ci sta dando una grossa mano fornendoci il materiale informativo sulla propria attività".Dicevamo in apertura di Matteo Salvini,personaggio politico e televisivo del momento,l'uomo che ha ridato credibilità alla Lega Nord dopo un periodaccio che aveva visto il Carroccio scendere ai minimi storici."La Lega Nord è in gran forma grazie a Matteo - spiega ad Habiate Web Quotidiano l'assessore regionale Massimo Garavaglia - ; è una persona efficace e brava a veicolare il messaggio leghista che è sempre quello e che è stato aggiornato sulla base della situazione attuale,molto complicata.Tre sono i temi,molto chiari: l'Europa che non funziona,le tasse che non funzionano e l'immigrazione.Su questi temi,la Lega si è posizionata in tempi non sospetti,al punto che i vari Berlusconi e Grillo non fanno altro che inseguire,copiando l'originale.Ormai lo scenario è chiaro: Matteo contro Matteo.Il fanfarone di Firenze contro Salvini.La forza del nostro segretario è quella di riuscire a parlare alla gente; una persona semplice,umile,competente.Tre caratteristiche che ti consentono di essere benvoluto dalla gente.Per quanto riguarda invece l'altro Matteo,sulla sua competenza potrei discutere,l'umilità non sa cosa sia ed è talmente semplice al punto che non dice niente e nessuno capisce quel poco che dice".Abbandonata definitivamente la questione Federalismo? "No,è stata declinata nella sua vera dimensione,quella Europea.Nel momento in cui la storia ti porta verso un'Europa unica cosa facciamo,uno Stato dentro uno Stato? Non funziona più,non può esistere.Oggi la priorità è quella di smontare il sistema europeo che non funziona e farlo diventare uno Stato Federale".A livello locale,una frecciatina di Garavaglia nei confronti dell'amministrazione comunale di Abbiategrasso:"E' disattenta nei confronti dei temi importanti.Non può esistere,ad esempio,che alla festa dei Bersaglieri non ci fosse nessuno a rappresentare il Comune di Abbiategrasso.C'è troppa attenzione nei confronti di tematiche estremamente di sinistra,vedi tangenziale e altro,che magari ti portano qualche voto in momenti di vacche grasse,ma che oggi ti portano fuori dal mondo.La gente normale,oggi,vuole i posti di lavoro e gente seria al comando.A maggior ragione,quindi,c'è spazio per una Lega forte".Nel corso della cena si è ovviamente parlato di Abbiategrasso e delle sue manifestazioni,Abbiategusto su tutte.Lo stesso Massimo Garavaglia,in collaborazione con Emanuele Gallotti,preso atto che alcuni eventi sono come pietre miliari e che quindi non si possono spostare,lanciano la seguente proposta: mantenere Abbiategusto a fine novembre e inserire "Aspettando Abbiategusto" in ambito Expo,a settembre.
di TIZIANO PERVERSI
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Come ormai da tradizione,l'8 dicembre,giorno dell'Immacolata,l'Associazione Amici del Palio e la Contrada del Gallo hanno allestito e alle ore 18,00 inaugurato il Presepio di Augusto Rosetta.Questo Presepio è stato ideato negli anni '80 dal compianto Augusto Rosetta,ora l'Associazione Amici del Palio e la Contrada del Gallo lo allestiscono per ricordarlo.Il Presepio è una tradizione italiana per festeggiare il Santo Natale ed è stato allestito in una posizione cruciale della città,dove viene visto da moltissima gente.Quest'anno la novità è effetto ottico del cielo stellato,infatti si possono ammirare le stelle che brillano.Dopo una breve processione all'interno della Fossa Viscontea con un mini presepio Vivente illuminato dalle fiaccole dei pastori,e accompagnato dalle melodie natalizie della Banda Filarmonica,il Sindaco Pierluigi Arrara e la Capitana Cosima Bizzarro hanno deposto il Bambinello nella mangiatoia della capanna.Poi Don Leandro Gurzoni ha benedetto tutto il Presepio.Presente all'inaugurazione moltissima gente; oltre al Signor Sindaco Pierluigi Arrara,c'erano il Presidente del Consiglio Comunale Adriano Matarazzo,i Capitani delle Contrade cittadine,l'ex primo cittadino Roberto Albetti,le figlie di Augusto Rosetta ed il fratello dello stesso Augusto,Beppe.Il Presidente dell'Associazione Amici del Palio Tiziano Perversi,vuole ringraziare l'Amministrazione Comunale che ha concesso la bellissima location dove è stato allestito il Presepio,il Sig.r Sindaco Pierluigi Arrara e il Dott. Adriano Matarazzo,Don Leandro Gurzoni,la Banda Filarmonica,i Capitani delle Contrade,i contradaioli che si sono prestati alla realizzazione del Presepio e quelli che si sono prestati ad interpretare i personaggi per il Presepio vivente.Inoltre,i ragazzi di Vedute d'Autore che hanno fotografato l'evento, e tutta la gente che ha voluto assistere all'inaugurazione.Un grazie di cuore va allo Sponsor che non vuole mai apparire ma grazie a lui ogni anno si apporta una novità,le Ditte Berto Luminarie e GM Impianti che sono sempre vicini alla nostra Associazione.
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di MARIO SCOTTI
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Il Cavalier di Gran Croce Ambrogio Locatelli (a sinistra nella foto insieme al bersagliere abbiatense Franco Lovetti) è un giovanotto della classe 1937.E' stato presidente dei bersaglieri abbiatensi per ben 30 anni,in pratica dalla fondazione della sezione.Adesso è presidente onorario della stessa "perchè essendo consigliere nazionale onorario,a vita, dell'Associazione Nazionale Bersaglieri,la carica di presidente elettivo è incompatibile.Ragion per cui ho fatto un passo a fianco - i bersaglieri non fanno mai un passo indietro,ma a fianco - e ho lasciato la presidenza a Orazio Pavesi" - racconta il signor Ambrogio.Locatelli spiega che la sezione abbiatense "P.Montorfano" è attualmente composta da un centinaio di bersaglieri.La fanfara non c'entra,è di Magenta ed è stata invitata a presenziare e ad onorare la grande festa pro-anziani Casa di Riposo andata in scena domenica 7 dicembre,giorno,guardacaso,di Sant'Ambrogio."Il problema è che negli ultimi tempi siamo sempre meno - rivela il presidente onorario - .Vuol dire che il Padreterno ogni tanto chiama qualche bersagliere.Per fortuna abbiamo un gran numero di simpatizzanti; il nostro statuto recita che un simpatizzante ben inserito nella nostra sezione e che svolge una attività importante,diventa poi bersagliere benemerito ed entra nei ranghi a pieno titolo.Proprio su queste persone che condividono i nostri valori e ideali,noi facciamo affidamento.Sono loro quelli che rafforzano le nostre fila.Nuove leve non ne esistono più,i reparti di bersaglieri ormai sono tutti nel Sud.E sono tutti professionisti che non hanno nè tempo nè interessi per dedicarsi alle associazioni come la nostra".Ambrogio Locatelli è da sempre l'anima di feste come quella dedicate agli anziani abbiatensi."Noi ci siamo costituiti nel 1976 e qualche anno dopo abbiamo ideato questo impegno che si protrae ormai da ben 35 anni - prosegue - .Portiamo avanti questa festa in maniera sistematica.Ci siamo affezionati agli anziani della Casa di Riposo di Strada Cassinetta; non è importante il portar loro un piccolo dono,bensì rallegrarli con la musica della Fanfara che scatena allegria e buonumore".Le spese per l'acquisto dei pacchi-dono è ovviamente a carico dell'Associazione Bersaglieri che si autofinanzia.Idem dicasi per i costi della Fanfara che percepisce un rimborso.Nel suo saluto agli ospiti della Casa di Riposo,il presidente onorario Cavalier di Gran Croce Ambrogio Locatelli ha auspicato che "la baracca si giri al più presto e che vada verso lidi più tranquilli,verso acque più serene.In tal modo potremo,tutti,essere meno preoccupati.Perchè siamo attualmente mal governati".
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di MARIO SCOTTI
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Conferenza stampa,sabato pomeriggio in sala consiliare,delle due liste civiche che sostengono la maggioranza: Vivere Abbiategrasso e Leone Rosso.Presenti l'assessore Mauro Squeo e i consiglieri comunali Arcangelo Ceretti,Sergio Buzzi e Stefano Balzarotti.E' stata annunciata la costituzione del "Patto Federativo" fra le due liste civiche.Un patto che si basa sostanzialmente su un loro sodalizio politico."Su alcune importanti tematiche ci troviamo d'accordo - ha spiegato Balzarotti del Leone Rosso - e vogliamo portarle avanti in maniera congiunta.Manterremo le due liste formalmente divise,ciascuna con il proprio nome e il proprio capogruppo.Di fatto,però,agiremo in maniera unitaria,svolgeremo un'azione combinata volta ad incidere il più possibile sulle scelte di questa amministrazione.Riteniamo che fino a questo momento in città ci sono molte cose che non vanno e su alcuni problemi occorre intervenire subito.In tal senso la giunta non ha finora brillato in materia di incisività e dinamismo.Noi vogliamo imprimere una svolta e uno stimolo forte all'amministrazione.Cosa vogliamo fare insieme? Innanzitutto far valere il nostro peso politico che risulta essere determinante per la tenuta dell'amministrazione: solo grazie a noi è possibile che il sindaco mantenga la maggioranza in consiglio comunale.Senza di noi verrebbe meno la rappresentanza democratica che sostiene questa amministrazione.Vogliamo inoltre portare avanti tutte quelle tematiche per le quali ci siamo battuti in questi due anni e mezzo e che non sono state portate a termine.Noi,ad esempio,pensiamo che in questo momento di difficoltà il Comune debba intervenire subito con alcuni interventi di carattere strutturale allo scopo di liberare risorse da destinare ai capitoli che noi riteniamo più opportuni per il bene di Abbiategrasso.Primo fra tutti,le manutenzioni,il decoro urbano,le strade,i marciapiedi.E poi la promozione del turismo e del nostro territorio in vista di Expo che rappresenta un'occasione di grande rilancio per la nostra città".Partendo dalle affermazioni di Balzarotti,il capogruppo di Vivere Abbiategrasso,Arcangelo Ceretti,ha illustrato la novità politica del "Patto Federativo":"La nostra intenzione è quella di un rilancio politico,nel senso che nei rapporti fra i partiti noi vogliamo dimostrare di essere solidali.Noi siamo piccoli,ma fondamentali.I cambiamenti che noi chiediamo,li chiediamo a noi stessi e all'altro partito di riferimento della maggioranza.Non basta svolgere l'ordinaria amministrazione,occorre possedere una idea straordinaria di governo per ottenere quei risultati che la popolazione abbiatense si attende e che non ha ancora ricevuto.E questo è un altro elemento di crisi: crisi economica,crisi etico-culturale e crisi di fiducia,di consenso di buona parte della città.E questo consenso volatile,noi lo sentiamo più degli altri.Per questo chiediamo un cambiamento: bisogna cambiare passo,bisogna svoltare.Nel programma del sindaco vi sono alcuni punti sui quali ci si attarda,si quisquiglia.Uno di questi è il mercato che vuol dire lavoro,guadagno,qualità della vita e qualità del centro città.Partendo proprio dal mercato si può ricostruire tutta la viabilità cittadina.Su questi parametri,noi ci misureremo chiedendo agli altri di fare lo stesso.All'assessore Squeo consegniamo un testimone che gli conferirà maggior forza e che gli consentirà di discutere a pari merito con gli altri,perchè lui vale come gli altri e gli altri devono adeguarsi.L'intesa è che si discuta tutti insieme ogni qualvolta si voglia effettuare un cambiamento.Questo vogliamo realizzare".I concetti espressi da Ceretti sono stati più o meno ribaditi dall'assessore Mauro Squeo."Le forze che compongono la maggioranza devono trovare armonia e la giusta via su certe iniziative.Questo è il motivo principale che ha spinto le due liste civiche ad unirsi allo scopo di essere più determinanti e propositive.I tempi di decisione di alcune forze di maggioranza relative a certe iniziative,sono biblici.Al contrario,bisogna agire in tempi stretti.Il momento è difficile,le sfumature,i contrasti e i momenti di tensione finiscono inevitabilmente nel ripercuotersi sull'operato della giunta".E nel caso in cui Vivere Abbiategrasso e Leone Rosso continueranno a non essere ascoltati,cosa succederà? "Non succederà - ha affermato Ceretti,sgomberando il campo da ogni interpretazione - la giunta e l'amministrazione ne usciranno rafforzate.Non ho alcuna intenzione di consegnare la città al centrodestra".

Nelle foto: Mauro Squeo,Adolfo Lazzaroni presente alla conferenza stampa e Arcangelo Ceretti.
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dal nostro inviato MARIO SCOTTI
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PONTEVECCHIO DI MAGENTA - Assessore all'Economia,Crescita e Semplificazione di Regione Lombardia,Massimo Garavaglia,classe 1968,è stato il senatore più giovane della storia della Repubblica Italiana.Si è laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e in Scienze Politiche presso l'Università Statale di Milano.Ha ricoperto la carica di sindaco del suo comune di residenza,Marcallo con Casone,per due mandati,dal 1999 al 2009; attualmente svolge il ruolo di consigliere comunale. È stato anche membro di diversi consigli di amministrazione,tra cui quello di CoNord.Durante la XV legislatura è stato membro della Camera dei Deputati; nel 2008 è stato eletto al Senato della Repubblica.Esponente di spicco della Lega Nord e da sempre vicino alle istanze dei territori dell'Abbiatense e del Magentino,Massimo Garavaglia non poteva certo mancare alla grande festa che ha celebrato i primi 15 anni di attività di Cascina Bullona.E sarà presente anche all'inaugurazione di "Abbiategusto" nel pomeriggio di venerdì 28 novembre.
- Assessore Garavaglia,rispetto all'assemblea svoltasi a metà settembre al quartiere fiera di Abbiategrasso nel corso della quale si è parlato nella nuova superstrada Vigevano-Malpensa,ci sono novità?
"Stanno andano avanti tutti gli approfondimenti tecnici,è quasi tutto a posto.Entro fine anno si conoscerà il nuovo progetto.Se ne sta occupando il nostro assessorato alle Infrastrutture e tutto procede come da programma".
- Gira voce che non cambierà quasi nulla rispetto al vecchio progetto,lei cosa può dire in merito?
"Il problema è che nel frattempo si è persa per strada una bella fetta di progetto.Stravolgimenti non sono ipotizzabili.Mitigazioni e aumento dell'inserimento,questo sì.A mio avviso,alla fine uscirà un lavoro equilibrato".
- Sempre nel corso di quell'assemblea,lei aveva parlato di progetto "senza fronzoli".Vuol spiegarsi meglio?
"Intendevo dire che non si possono più spendere soldi per delle opere non di compensazione,ma non necessarie.Faccio un esempio: nei lavori relativi alla Tav sono stati costruiti dei cavalcavia che potevano essere edificati spendendo la metà.Voglio dire: nella realizzazione delle infrastrutture si possono eliminare dei costi non necessari".
- La priorità dei cittadini vigevanesi e abbiatensi è quella di recarsi a Milano.A Malpensa chi ci va?
"Questo è il secondo step,il secondo passaggio.Quest'ultimo non si può realizzare subito perchè i Comuni interessati alla Abbiategrasso-Baggio non lo vogliono.Regione Lombardia non vuole imporre niente a nessuno,quindi è inutile partire con un ampliamento nei confronti del quale sono tutti contrari.Si parte dove sono tutti d'accordo".
- La cifra a disposizione è sempre di 210 milioni di euro?
"Esatto,è confermata".
- Lei personalmente cosa ne pensa di questo nuovo progetto?
"Penso che l'opera vada fatta domani.Anzi,andava fatta due anni fa".
- Le resistenze da parte degli ambientalisti sono parecchie...
"E' normale.Ma gli stessi non si lamentano quando il traffico è bloccato nel loro paese e l'inquinamento è alle stelle.In ogni caso,ripeto,entro dicembre il nuovo progetto sarà completato".
- Assessore,parliamo di Abbiategusto.
"Ci tengo particolarmente ad esserci.E' un gran bell'evento,un'operazione geniale.La comunità di Abbiategrasso la sta portando avanti molto bene.Abbiategusto è una delle poche manifestazioni fieristiche - ma è riduttivo definirla così - che ha un senso.Valorizza i prodotti del territorio e lo fa in maniera intelligente".
- Che ne pensa della nuova Città Metropolitana?
"E' nata veramente male.I cambi si fanno investendo,non tagliando.C'è il rischio che parta zoppa.Occorrerà avere pazienza,altrimenti andrà tutto a quel paese.Il fatto che Milano ha un buco di 150 milioni,preoccupa non poco.Regione Lombardia,al contrario,non ha nessun buco".
- I debiti accumulati dall'ex Provincia di Milano chi se li accollerà?
"Il rischio è che se li accolli la periferia.Sarebbe davvero ingiusto.Pare che il sindaco della Città metropolitana possa decidere di spalmare i suoi problemi sulla periferia.I Comuni rischiano così di dover aumentare le tasse per risolvere problemi creati da altri.Non è concepibile".
- Il meccanismo di votazione del consiglio della nuova CM?
"Assolutamente demenziale.Io sono un politico all'antica,deve votare il popolo".
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Marco e i suoi mitici ragazzi rendono questa caffetteria e wine bar uno dei locali più frequentati della città.Lo storico Ezio e il solare Gabriele sono i preziosi collaboratori di Marco, che, appassionato di vini e da sempre nel campo della ristorazione, ha dato cinque anni fa a La Casa del Caffè una nuova veste pur mantenendone le preziose tradizioni della Cremeria.L'ottimo caffè, gli innumerevoli prodotti dolciari e l'ambiente accogliente sono però solo l'inizio dell'esperienza sensoriale che si può vivere in questo Bar.La Casa del Caffè, infatti, da ottobre è ambasciatore Ufficiale Monte Rossa.La prestigiosa casa vinicola della Francia Corta,apprezzando il lavoro fatto da Marco, sceglie proprio il noto locale abbiatense come testimonial della qualità dei suoi prodotti.La Casa del Caffè e Monte Rossa, da sempre ambasciatori di positività, divertimento e piacere vi invitano ogni venerdì sera agli aperitivi a tema per degustare speciali bollicine e calde prelibatezze.Con Monte Rossa, inoltre, a partire da gennaio 2015 verranno realizzati eventi che avranno come comune denominatore la passione per lo Spumante e la voglia di stare in piacevole compagnia.E ancora...Il Natale diventa il momento per trovare a La Casa del Caffè il regalo giusto per ogni esigenza grazie alle originali confezioni natalizie proposte.I cesti, realizzati con prodotti della più antica tradizione artigianale italiana, sono tutti selezionati e di alta qualità.Le confezioni regalo sono tutte personalizzabili e dedicate a privati ed aziende con consegna a domicilio gratuita.Insomma...non manca proprio nulla a questa speciale caffetteria che vive dell'affetto dei fedelissimi clienti e dell'accoglienza per quelli che verranno.
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di MARIO SCOTTI
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A Bià molte serrande si sono abbassate.A chiudere (per sempre) sono bar e ristoranti,negozi di abbigliamento e imprese che magari hanno una lunga storia imprenditoriale alle spalle ma anche attività nate da poco: spesso chiudono in sordina,a volte per pudore non lo comunicano nemmeno alle loro associazioni.Secondo i dati che ci ha fornito l'assessorato al Commercio tramite il Suap (il settore comunale che segue tutte le attività commerciali ed artigianali),in città esistono 246 esercizi non alimentari,64 esercizi alimentari (tra i quali 12 panetterie e 8 minimarket).Ebbene,dall'inizio dell'anno 2014 hanno cessato l'attività 9 esercizi,principalmente di abbigliamento.Altri numeri relativi ai commercianti tuttora operativi: in città esistono 20 estetisti (3 aperti nel 2014),la bellezza di 68 parrucchieri (una marea),9 bread & breakfast (34 posti letto in totale).I pubblici esercizi (bar,ristoranti,pizzerie,ecc.) sono 101.In aggiunta c'è il mercato che consta di 113 bancarelle (35 quelle di generi alimentari) il martedì,107 il venerdì e 50 il sabato.Considerata anche l'Esselunga,stiamo parlando di una popolazione lavorativa che supera tranquillamente il migliaio di unità,fra titolari e dipendenti."Si tratta di una fascia lavorativa considerevole - spiega Mauro Squeo,assessore comunale al Commercio - decisamente la più importante del nostro territorio".
- Mauro,"solo" nove attività cessate in città dall'inizio dell'anno: la situazione non è poi così drammatica...
"No,ma esistono alcune criticità.I commercianti si lamentano relativamente agli affitti,alle tasse e alle utenze.I tre fattori provocano una massa tale al punto da costringere le attività commerciali ad un superlavoro che molti non hanno.E fanno una fatica tremenda a sopravvivere".
- Il Comune che fa per ridare un pò di ossigeno ai commercianti in difficoltà?
"Prendi ad,esempio,la recente Fiera di Ottobre: è vero che era concentrata in via Ticino,ma ha creato parecchio movimento in città.Il mercato,di suo,contribuisce parecchio in tal senso".
- Il recente provvedimento di parziale chiusura del centro non è una palla al piede per i nostri commercianti?
"Guarda,i commercianti fanno più affari quando circola gente,le persone anzichè le auto.In una macchina c'è una persona,la gente a piedi in centro è parecchia.Abbiamo elaborato un piano-parcheggi in modo tale da contenere i disagi.In ogni caso,ci sono momenti nel corso dei quali è possibile entrare in centro a ritirare le merci.L'intendimento dell'amministrazione è quello di favorire le attività commerciali cittadine: un centro chiuso,vuoto e con le saracinesche abbassate,sarebbe un centro morto.Noi abbiamo sempre parlato di centro commerciale naturale e stiamo cercando di salvaguardare questo tipo di filosofia.Il centro città deve diventare attrattivo e in tal senso chiediamo la collaborazione dei commercianti per riuscire ad allestire iniziative ad hoc che favoriscano il commercio ed attirino gente".
- Dietro alle nove chiusure ufficiali di negozi,ci sono però molti altri esercizi in crisi in procinto di chiudere...
"Esatto,e questo ci preoccupa molto.Un negozio chiuso significa che poi si presenterà parecchia gente a bussare alle porte del Comune per chiedere aiuto.Ragion per cui questa eventualità è da evitare.Dobbiamo,come Comune,trovare dei margini di tassazione inferiori rispetto a quelli attuali,contenendo magari la tassa sull'occupazione del suolo,piuttosto di qualche movimento sull'Imu o sulla Tasi.La situazione è critica,la contrazione della domanda è forte.La dimostrazione? Guarda i centri commerciali: registrano gravi difficoltà.Provate a recarvi al Ducale di Vigevano: al piano superiore,i negozi sono tutti chiusi.Idem dicasi per il Destriero di Vittuone:i negozi al suo interno non stanno lavorando,la gente guarda le vetrine ma non acquista.Ripeto: è un momento particolare.Ascom vede in modo favorevole la disponibilità del Comune che sta veramente facendo di tutto per ridare nuova linfa al nostro commercio.Cito l'operazione Distretto: abbiamo messi insieme dodici Comuni del circondario allo scopo di ottenere contributi da parte di Regione Lombardia perchè.ormai,i bandi sono organizzati per zone anzichè per singoli Comuni.L'operazione servirà a migliorare,con interventi strutturali, l'attrattività di questi centri".
- Un'altra bella "botta" ai nostri negozianti la darà la prossima apertura di Eurospin,un discount,in via Dante...
"Quando ce l'hanno presentato si parlava di una ventina di dipendenti.E' chiaro che l'Eurospin a fianco del Lidl...Attenzione,però: i dati in nostro possesso dicono che le attività di vendita di prodotti a basso costo registrano un incremento di fatturato".
- Quando dovrebbe avvenire l'apertura di questo nuovo supermercato?
"Non lo so,il rondò,finanziato dallo stesso Eurospin,l'abbiamo costruito.Ecco il motivo per il quale abbiamo dovuto edificarlo in quel punto di via Dante anzichè accorparlo con l'incrocio per Morimondo.Ci abbiamo provato,ma non c'è stato niente da fare".
- E l'apertura del centro commerciale nell'area della puciachera?
"Certo,un nuovo centro commerciale in quella zona sistemerebbe in un baleno i conti del Comune,con gli oneri di urbanizzazione potremmo fare faville...Però quel centro commerciale assesterebbe il colpo mortale ai nostri commercianti".
- In parecchi altri paesi e cittadine nei quali non esistono centri commerciali,i piccoli negozi chiudono lo stesso,è un dato di fatto.
"Ad Abbiategrasso,tempo fa,aprì il GS e chiuse dopo un anno.Io avevo la tessera di quel supermercato,ogni tanto facevo acquisti.Questo cosa significa? Non è che aumentando i supermercati aumenta la domanda.Oltretutto,la gente tende a risparmiare,preferisce i mercati".

Nella foto: uno dei tanti negozi cittadini chiusi per fallimento.Nel fotino: un giovanissimo Mauro Squeo
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VISITATORE:
(M.S.) - Per il terzo anno consecutivo i Bersaglieri abbiatensi della sezione "P.Montorfano" hanno offerto il pranzo di Natale ai ragazzi di SuperHabily."Il legame che ci unisce ai Bersaglieri parte dalla nostra amicizia di lunga data con il già assessore allo sport Franco Lovetti che ringraziamo - spiega Augusto Conti,presidente dei SuperHabily - .Un grazie anche al presidente provinciale della sezione dei fanti piumati.Questo pranzo è per noi un appuntamento fisso che conclude la prima parte della nostra stagione"."Quest'anno abbiamo vinto il campionato italiano di calcio a La Spezia - prosegue Conti - ,un gran bel risultato che ha coronato tutto quel che di buono abbiamo fatto durante l'anno.Noi,adesso,siamo ancora senza sede anche se portiamo il nome di Abbiategrasso in giro per l'Italia e qualche volta all'estero.Una situazione abbastanza grave"."I ragazzi di Superhabily sono contenti di questa festa che abbiamo organizzato per loro - sottolinea Orazio Pavesi,presidente dei Bersaglieri della "P.Montorfano" - ,li ho visti gioiosi.Un bel momento per stare tutti insieme.Colgo l'occasione per ringraziare le cuoche Maria e Angela e il consigliere provinciale Giacinto Nativi il quale ha consegnato i doni natalizi ai ragazzi.Per quanto riguarda il prossimo anno,organizzeremo sicuramente qualche evento in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale.A marzo scadrà il mio mandato: staremo a vedere chi guiderà in futuro la nostra sezione".
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(M.S.) - Nell'ormai abituale location della Pasticceria Repossi di via Cavallotti,il Nuovo Centrodestra di Abbiategrasso ha chiamato a raccolta i propri iscritti,simpatizzanti e amici per il brindisi natalizio e di fine anno.A fare gli onori di casa,l'ex sindaco Roberto Albetti,il consigliere comunale Michele Pusterla.Presenti all'iniziativa conviviale organizzata dal NCD,il consigliere regionale Luca Del Gobbo,il coordinatore regionale Alessandro Colucci,personaggi politici locali quali l'ex assessore Beatrice Poggi,Franco Bardazzi,l'assessore provinciale Marzullo,i presidenti dei circoli del NCD e diversi altri invitati.A fare gli auguri al NCD,alcuni esponenti dell'Udc,Pierfranca Guffanti in testa "poichè sia al Senato,sia alla Camera si stanno costituendo i nuovi gruppi parlamentari conseguenze della fusione fra NCD e,appunto,UDC" - spiega Roberto Albetti.Nel corso dell'incontro si è parlato di politica a livello nazionale e soprattutto regionale.Colucci ha spiegato con quali modalità si sta portando avanti l'attività del NCD che,a detta del coordinatore regionale,ha molti spazi per portare avanti una proposta di contenuti importanti che la gente attende,in modo tale da ricreare le condizioni "affinchè il Nuovo Centrodestra possa vincere le prossime elezioni" - continua Albetti.Nonostante a livello locale,vale a dire di Abbiategrasso,non si sia discusso,ecco le aspettative politiche dell'ex primo cittadino Albetti per quanto riguarda il 2015."L'anno prossimo termineranno i primi tre anni di mandato dell'attuale amministrazione - conclude - e mi aspetto di vedere finalmente delle proposte valide in grado di far riprendere ad Abbiategrasso la leadership perduta.Mi auguro che Bià possa davvero essere una città bella e vivibile nella quale i suoi cittadini sono contenti di abitarvi.Non dico che finora di proposte valide ne sono state presentate zero,perchè oggi amministrare è difficile; dico solo che mi aspettavo un qualcosina in più rispetto al programma che questa maggioranza sta portando avanti".
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Sin dalla splendida mostra sul “Rinascimento ritrovato” della primavera 2007 si intuiva che l'Annunciata sarebbe potuta essere il luogo ideale per favorire cultura di richiamo a livello nazionale e, con la giusta convinzione ed esperienza, internazionale. Al contrario, l’Annunciata è stata una struttura sempre lasciata in disparte, praticamente mai visitabile dal pubblico, utilizzata a spot per circostanze occasionali, non inserita organicamente in un tour ad esempio ciclopedonale che avrebbe dovuto prevedere anzitutto una riorganizzazione delle piste ciclabili cittadine da lungo tempo promessa e mai attuata. Nella migliore delle ipotesi sottoutilizzata nonostante il buon esempio della mostra citata già sperimentato. Per giunta con un impianto di diffusione sonora scadente e come tale inadeguato per convegni pubblici (banalmente, non si sente da metà sala in poi). Problema rimediabile a basso costo. Mai un progetto culturale di ampio respiro e di autentica valorizzazione, Accademia della Musica a parte. E ora, nella terra dove abbondano maestri di cucina “nostrani” di altissimo livello, arriverà il super personaggio televisivo Cracco con la sua "alta" cucina internazionale grazie a un bando che sta facendo molto discutere. Qualcosa contro Cracco? Neppure per idea, di gente così è pieno il mondo. Al pari di Farinetti sa fiutare gli affari ed approfitta delle circostanze pro domo sua. Il problema è che l’Amministrazione di Abbiategrasso una volta di più dimostra assenza di capacità di visione, rinunciando ad un progetto autenticamente culturale dentro un contesto virtuoso che avrebbe valorizzato da un lato l’Annunciata per il carico di storia e di cultura di cui fa testimonianza e dall’altro interesserebbe moltitudini generazionali. Un centro di ricerca, un distaccamento universitario, un museo, un centro convegni, una sede per mostre… Si sprecano i patrimoni e si lasciano incancrenire aree dismesse sempre più diffuse sul territorio che, se adeguatamente riadattate, si presterebbero molto bene per scopi stile Cracco, se proprio lo si vuole. Come spesso avviene all’estero o in altre città italiane. Questione di cultura. E di interessi. Che non possono essere ridotti a uno spot.

Claudio Pirola
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Carissimo Babbo Natale (Sindaco) , ci rivolgiamo a te ed a tutti i tuoi aiutanti (Giunta), per chiedere assieme a tutta la comunità abbiatense di esaudire queste richieste per Natale:
- vorremmo una città più sicura senza avere il timore di trovarci la casa sottosopra e non trovare più nulla tra cui gli effetti personale e ricordi più cari di una vita senza contare il danno economico;
- vorremmo che i nostri soldi non vengano più utilizzati per inutili manifestazioni/eventi (Tabù Festival, ….), ma utilizzati per aiutare le molte famiglie in difficoltà ;
- vorremmo che la Città non sia più divisa in due a causa della chiusura di Piazza Castello;
- vorremmo che la tua promessa di un impianto natatorio si possa realizzare in tempi brevi in modo che tutti i cittadini ne possano usufruire;
- ti chiediamo di informare la befana di portare parecchio carbone a tutti i tuoi collaboratori poiché in questi anni di lavoro si sono dimostrati arroganti, presuntuosi e incompetenti!
In conclusione siamo anche a chiederti di avere più rispetto della tua città e dei suoi abitanti (tutti), anche a quelli che non appartengono alla tua schiera politica/sociale, nonostante questo auguriamo a tutti un felice Santo Natale e un buon 2015 sperando ad un cambiamento radicale dell’amministrazione.
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NOTE SUL PROGRAMMA
Il“Messiah” senza dubbio l’Oratorio più famoso di Handel scritto nel 1741 in poco più di 20 giorni. Un lavoro di straordinaria bellezza e fascino che risulta essere ancor oggi una delle composizioni del maestoso Maestro più eseguite, più di quanto si pensi rispetto al periodo in cui fu in vita. Giuseppe Sammartini, nato a Milano nel 1693, ebbe soprattutto fortuna oltre manica dove entrò a far parte dell’orchestra del King’s Theater of London e per questo fu poi detto il “londinese”. Scrisse diversi concerti per strumenti solisti (oboe, flauto, clavicembalo) e una serie di Concerti Grossi da cui è tratto il Concerto di Natale, un lavoro armonioso ed elegante che ben sa esaltare il tema della Natività. Il“Gloria” di Vivaldi, scritto agli inizi del ‘700, fa parte di un gruppo di tre partiture del Gloria (RV 588, 589 e 590, quest'ultima perduta) ed è una vasta composizione divisa in dodici movimenti. È probabile che questa partitura fosse destinata al coro, tutto femminile, dell’Ospedale delle Orfanelle di Venezia dal momento che non presenta parti soliste per voci maschili. Di fatto, l'opera fu raramente eseguita mentre Vivaldi era vivo, e dopo la sua morte cadde in oblio, finché fu riscoperta dal compositore italiano Alfredo Casella.
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(M.Scotti) - "Qualcuno si è sentito trattato in maniera non pari-dignitaria? Non è così - commenta ad Habiate Web Quotidiano il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale,Frank Ranzani (nella foto) riferendosi al "Patto Federativo" costituito nei giorni scorsi dalle due liste civiche che appoggiano la maggioranza,Leone Rosso e Vivere Abbiategrasso - .Io ho l'onore di guidare il gruppo consiliare più grande e numeroso e non ho mai fatto valere questioni di numeri; al contrario,ho sempre ritenuto che la condivisione di un programma e di un percorso debba essere la questione più importante.Occorre lavorare tutti insieme per portare a compimento le volontà che questa maggioranza ha posto di fronte alla cittadinanza.La valutazione che dobbiamo fare è una sola: capire se c'è da parte di tutti la volontà di essere propositivi e coesi per un lavoro che consenta all'amministrazione di compiere il suo percorso,oppure no"."Ripeto: non è vero che le due liste civiche non erano ascoltate - prosegue Ranzani - .Non bisogna lavorare su rapporti di forza,ma lavorare affinchè si possa dare vita al percorso che,fino al termine del mandato,ci dia la possibilità di fornire le risposte che i cittadini ci chiedono.Il percorso di confronto con Ceretti non è mai stato sospeso.Adesso,a fronte di questa nuova situazione,è ancora più importante lavorare per la nostra città.Agli abbiatensi non interessano le beghe fra i partiti,non interessano i rapporti interni,esterni,laterali e collaterali fra le varie forze politiche: a loro interessano solo le risposte.E le risposte agli abbiatensi si danno lavorando seriamente"."E' all'interno del programma dove bisogna lavorare - conclude Frank Ranzani - ,non ci sono nè concessioni nè situazioni che vengono meno.Non c'è nè da levare nè da togliere.Una amministrazione dev'essere seria nel lavorare intorno a quel che ha promesso ai cittadini: è questa l'unica situazione che dobbiamo tener presente.Il programma l'abbiamo scritto insieme a Ceretti e a Balzarotti: non si contestano mai le cose fatte insieme.La linea che si è data è quella,non va contestata,va portata avanti.E' l'unica soluzione.Attorno alle cose serie non bisogna scherzare.E chi non dimostra senso di responsabilità nei confronti della città...pazienza,risponderà alla sua coscienza e ai cittadini".
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di MARIO SCOTTI
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Un gruppo di produttori delle Cittaslow che da anni partecipano ad Abbiategusto hanno inviato una letteraccia al sindaco Pierluigi Arrara nella quale manifestano tutto il loro disappunto per come sono stati trattati nel corso del recente "Abbiategusto".Nel mirino di questi produttori,7-8 in tutto su 13,il fatto che,a loro dire,"gli espositori di Cittaslow erano tutti anonimi ed era difficile valutarne la qualità,ma quello che a noi ha dato più fastidio è il trattamento che ci è stato riservato" - si legge nella lettera.In buona sostanza,i produttori di Cittaslow lamentano di essere stati inseriti nel tendone anzichè nel capannone principale del quartiere fieristico.Trattati,sempre a loro dire,da espositori di serie B."Di fronte alle nostre rimostranze abbiamo ricevuto,da parte degli organizzatori,risposte del tipo "se non ci siete voi ne verranno altri al vostro posto".Noi torneremo ad Abbiategusto solo se ci sarà garantito con assoluta certezza che l'anno prossimo ci verrà data la visibilità che crediamo di esserci guadagnata in tutti questi anni di collaborazione" - è il finale della lettera.La replica del sindaco Pierluigi Arrara non si fa attendere."Mi sono sembrate critiche ingenerose - attacca il primo cittadino - perchè tutto è perfettibile e tutto può essere migliorato.Da sempre le Cittaslow sono state le protagoniste di Abbiategusto e non è vero che quest'anno sono state messe in disparte.Sottolineo il fatto che nonostante le difficoltà economiche che sta vivendo la nostra amministrazione,alle Cittaslow è stato dato gratuitamente lo stand all'interno di Abbiategusto,a differenza di qualunque altro espositore.Non credo che esporre nel primo o nel secondo padiglione cambi qualcosa.Ripeto: le loro critiche sono ingiuste nei confronti dell'organizzazione e in ogni caso tutti gli espositori hanno pagato,tranne le Cittaslow.E questo,per loro,ha rappresentato un grande privilegio.I rappresentanti delle Cittaslow devono capire che a un bel momento l'amministrazione deve far quadrare i bilanci rispetto agli scorsi anni".Arrara rivela che questi rappresentanti delle Cittaslow avrebbero dovuto inviare la letteraccia al solo primo cittadino,senza informare la stampa.Invece la stessa lettera è pervenuta,non si sa per mano di chi,ai giornali."E così il fatto è diventato pubblico - prosegue il sindaco - .Mi sembra un tentativo di creare una polemica anzichè cercare di trovare soluzioni".Nella lettera,Abbiategusto è definito "un mercatone"."Gli espositori erano più o meno quelli dello scorso anno - conclude Arrara - e se andavano bene nel 2013 non vedo perchè non vanno più bene l'anno dopo.In ogni caso ho personalmente parlato con parecchi espositori e quasi tutti si sono dichiarati soddisfatti per come sono andate le cose.Mi è stato anche detto di aggiungere più stand simili a quello in cui si cucinava la paella.In definitiva,le Cittaslow sono importanti per Abbiategusto esattamente come gli altri produttori.Non esistono,da parte nostra,corsie preferenziali".
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(M.S.) - Novità per quanto riguarda il legame turistico fra Abbiategrasso e la grande metropoli milanese in vista di Expo 2015.Bià,come noto,è diventato Punto IAT (Informazione Accoglienza Turistica) della provincia ed è legata a doppio filo con Milano.Lo stesso capoluogo lombardo ha recentemente aperto un Punto Info in Galleria Vittorio Emanuele,a fianco di Palazzo Marino,sede del Comune.In esso vi operano le stesse persone con le quali l'amministrazione abbiatense si rapporta da sempre.In tal senso,Abbiategrasso sta lavorando dietro le quinte ed ha presentato un bando tramite l'organizzazione delle Cittaslow allo scopo di essere protagonista in tutte le iniziative di Expo 2015.Inclusa l'Assemblea Internazionale che si svolgerà ad Abbiategrasso la terza settimana di giugno,inserita all'interno dell'esposizione universale.In quell'occasione,la nostra città ospiterà oltre 200 persone provenienti da tutto il mondo e il fatto che sia stata scelta proprio Abbiategrasso è motivo di grande soddisfazione per l'amministrazione comunale.Scelta non solo perchè è la città più vicina a Milano,ma perchè ha dimostrato grazie alla sua presenza ed attività svolta in particolar modo da Paola Bianchi,di saperci fare.Ed organizzare un'assemblea internazionale non è roba da poco.Si svolgerà il giorno 20 giugno,ma sarà una tre giorni nel corso della quale i 200 delegati potranno far visita ai paesi limitrofi a Bià.Perchè tutto serve a far conoscere il nostro territorio.A tal proposito,è stato attivato il profilo multilingue di Abbiategrasso sul sito web ufficiale delle Cittaslow,con tanto di video,foto varie e indirizzi utili riguardanti la città del Leone Rampante.Una Abbiategrasso,quindi,al passo coi tempi e assolutamente multimediale e consultabile da tutto il mondo attraverso il pc.Ma quel che preme di più all'amministrazione è che Abbiategrasso risulti protagonista di Expo allo scopo di trarne beneficio.
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di MARIO SCOTTI
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"Non ho alcuna intenzione di consegnare la città nella mani del centrodestra".Questa affermazione l'ha esternata sia nel corso dell'ultima seduta del consiglio comunale,sia nel corso della conferenza stampa di sabato durante la quale è stato presentato il "Patto Federativo" che ha sancito,di fatto,il riavvicinamento politico fra gli ex sindaci Arcangelo Ceretti e Alberto Fossati,leader,all'ombra di Stefano Balzarotti,del Leone Rosso."Fra un pò consegneremo al centrodestra anche l'Emilia-Romagna" - ha aggiunto il leader della civica "Vivere Abbiategrasso".Non voglio consegnare la città al centrodestra? Ma stiamo parlando della stessa persona che nel 2007 la consegnò,eccome,la città,nelle mani di Roberto Albetti? E' lui o non è lui? Ma certo che è lui,Arcangelo Ceretti.Del resto,si sa: bisogna aspettarsi di tutto in politica,dove tutto è permesso.La politica è stata definita la seconda più antica professione del mondo.Certe volte invece troviamo che assomigli molto di più alla prima.In ogni caso,sollecitato dalle domande dei giornalisti presenti sabato in sala consiliare,Ceretti ha spiegato: "Uno dei miei più accaniti avversari,nel corso del mio primo mandato di sindaco,era la lista capeggiata da Brambilla e che aveva come membro Arrara.Adesso,io e il sindaco siamo addirittura diventati esponenti della stessa maggioranza,siamo solidali.Succede,anche nel rispetto di posizioni diverse.Ed è proprio quello che chiedo: il rispetto delle posizioni diverse,sapere che in certi momenti non si è d'accordo.Occorre trovare gli aspetti positivi da queste situazioni,trovare gli elementi comuni".Come dire: scordiamoci il passato.L'impressione è comunque quella che i personaggi che militano in queste liste civiche non abbiano mai accettato di buon grado il fatto che l'amministrazione abbia dato spazio a gente nuova,bravissima,competente e ovviamente malvista.Secondo alcuni,meglio salvare i vari Marini,Galeazzi e Lazzaroni inseriti a suo tempo a vario titolo nelle istituzioni e nelle organizzazioni di vari eventi con compensi non trascurabili.Un meccanismo,questo,di una tristezza infinita che qualcuno nella maggioranza avrebbe voluto mantenere in auge.Invece l'ottimo sindaco Arrara ha avuto il coraggio di azzerare tutto ciò eliminando anche quel baraccone mangiasoldi chiamato Fondazione per la promozione dell'Abbiatense.E di questo,il primo cittadino sta pagando dazio,certa maggioranza gli sta rendendo la vita impossibile.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Con Riccardo Chiodini se n’è andato un pezzo importante della storia dell’Abbiatense. Nato ad Ozzero nel 1922 da genitori che amministravano una media azienda agraria, si diplomò in ragioneria e seguì poi la scuola per allievi ufficiali. Quando venne dato l’annuncio dell’armistizio, continuò il lavoro presso l’azienda di famiglia ignorando i richiami alle armi della Repubblica di Salò. Tra la fine del 1943 e l’inizio del 1944 decise di passare all’azione diretta contro il fascismo. Con altre due persone costituì una pattuglia che, per via di come sono soprannominati gli abitanti del paese (“curnagg”), si denominò “Corvi Rossi”, e assunse il nome di battaglia di “Corvo”. La pattuglia, che arriverà a contare una decina di elementi, agiva lungo i paesi del Naviglio compiendo azioni di sabotaggio, di propaganda, di disarmo e forniva supporto logistico ai gruppi della Valsesia. Nell’autunno fu aggregata alla 169^ Brigata “Scrosati” e il compito di Chiodini fu quello di mantenere i vari contatti con i responsabili della provincia milanese. All’inizio del 1945 fu nominato vice comandante della Divisione Magenta che raggruppava la 168^, la 169^ e la 170^ Brigata Garibaldi. Nei giorni della Liberazione, dato il suo ruolo di vice comandante, fu attivissimo e il 26 aprile occupò direttamente con i suoi uomini il Comune di Vermezzo. Il 10 maggio successivo fu proclamato dal CLN sindaco di Ozzero: era il primo cittadino più giovane d’Italia. Riccardo Chiodini ha rivestito tale carica ininterrottamente per 50 anni, fino al 1995, riuscendo a trasmettere la sua grande passione per la politica alla figlia Willie, che in questi ultimi anni ha ricoperto la stessa carica di sindaco di Ozzero. Si è distinto anche come amministratore del complesso rurale “Cascina Fornace” di Cusago. Come ANPI ricordiamo un uomo che in tutta la vita ha creduto fermamente nei valori dell’antifascismo e della Resistenza, tanto da trasmetterli non solo ai familiari, ma anche a molti suoi concittadini durante il suo mandato come primo cittadino alla guida del piccolo paese dell’Abbiatense. Come ANPI ci stringiamo attorno alla sua famiglia, alla moglie, alle figlie, ai parenti tutti ed esprimiamo loro la convinzione che chi l’ha conosciuto e l’ha visto agire nel quotidiano non potrà dimenticare il suo esempio.

ANPI, Sezione “Giovanni Pesce”, Abbiategrasso
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Prosegue con ben tre appuntamenti nel mese di dicembre la collaudata manifestazione “La Città che ti piace”, organizzata dall’ Associazione Commercianti Ascom in collaborazione con l’Ufficio di Informazione Turistica del Comune di Abbiategrasso. Molteplici le iniziative per vivacizzare la città e per rendere più piacevole lo shopping natalizio e il passeggio nelle vie.Si parte domenica 7 dicembre dove sono previste attività per i più piccoli con trucca bimbi e baby dance natalizia e uno spettacolo/animazione "Fiocco di Neve" di H. C. Andersen che sarà ripetuto più volte. Ci sarà anche una postazione in cui si esibirà la corale "Sala Pietro" con brani della tradizione natalizia in collaborazione con "I cantattori" di Robecco.Si prosegue domenica 14 dicembre dove ci sarà spazio alla musica a cura di Musik Factory - Abbiategrasso/Magenta, scuola di musica che ha sede nel magentino e che organizza corsi di musica ad Abbiategrasso. In una postazione gestiranno un laboratorio in cui metteranno gli strumenti musicali a disposizione di bambini e ragazzi che vorranno provarli. Un insegnante li guiderà nella prova di batteria, chitarra, pianoforte etc. Organizzeranno inoltre una band con alcuni insegnanti della scuola che accompagneranno gli allievi-cantanti nell’esecuzione di canti natalizi. Saranno inoltre presenti associazioni che organizzeranno laboratori creativi per bambini.Ultimo appuntamento previsto è per domenica 21 dicembre dove si esibirà un coro in una performance canora sui più famosi brani della tradizione natalizia, organizzato con i ragazzi dell’accademia del musical. Ma non mancheranno anche artisti di strada per intrattenimento del pubblico con giocoleria e trampoli. La manifestazione “La città che ti piace” riprenderà poi nel 2015 alla prima domenica di marzo.
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di IRENE MOGNAGA
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Un viaggio in Tanzania, alla scoperta di un popolo e del loro territorio. Tanti i volti e i cuori incontrati in questo percorso, molti di bambini, così poveri, ma con così tanta voglia di sorridere alla vita. Ed è così che una parte di Valentina Borella e Chiara Mancin, giovani abbiatensi, è rimasta là, ad Ifakara, dove hanno visto e conosciuto con i loro occhi una realtà difficile da spiegare a parole, ma che ti cambia la vita. Per Valentina non era la prima volta, era già stata in Tanzania altre due volte accolta da Padre Salutaris nella parrocchia di Sant’Andrea. Ha voluto tornarci, per riabbracciare alcuni amici e vedere il frutto della sua raccolta fondi, il nuovo «Centro giovanile Giovanni Paolo II». Lo scorso agosto ha coinvolto anche Chiara e insieme sono partite per Ifakara. «Durante questo viaggio abbiamo potuto vedere scuole, ospedali, asili, lazzaretti, ma anche scoprire le loro terre e i villaggi più sperduti. Padre Salutaris ci ha accolte con gioia e accompagnate nel viaggio. Oltre a visitare molte strutture abbiamo incontrato tantissimi bambini e trascorso interi pomeriggi a giocare insieme. Pur parlando lingue differenti con loro non è mai stato difficile comunicare. Uno dei luoghi a cui siamo rimaste legate è l’orfanotrofio, fondato nel 2001 da una donna tanzaniana, che dopo aver scoperto di essere malata di Aids ha deciso di dedicare gli ultimi anni della sua vita a questo progetto. Purtroppo il tetto di uno dei due edifici da cui è composto l’orfanotrofio è ceduto a causa delle termiti e del peso delle tegole utilizzate nella costruzione originale. I bambini sono stati spostati in una nuova struttura che però è troppo piccola per ospitarli tutti. È fondamentale riparare il tetto». Per questo motivo Chiara e Valentina, una volta rientrate in Italia, con la collaborazione di Padre Salutaris, che visionerà l’attività a Ifakara e l’associazione abbiatense «Aggiungi un posto a tavola - G.a.i.a», hanno dato vita a tre progetti. «Due di questi riguardano proprio l’orfanotrofio. Una raccolta fondi sarà quindi destinata al rifacimento del tetto, mentre le adozioni a distanza sosterranno l’istruzione dei bambini, permettendogli di frequentare la scuola, fondamentale per emanciparsi ed avere un futuro migliore. Il terzo progetto è invece legato alla realizzazione del nuovo ostello che sorgerà vicino al centro giovanile. La realizzazione di questa nuova struttura è già stata avviata e servirà per dare alloggio a giovani studenti. Insieme si può fare la differenza, anche solo per poche persone o per uno dei bambini che abbiamo incontrato». È possibile contattare Chiara al 340.3173869 (chiara.kim@hotmail.it) o Valentina al 349.1916943 (valeitaly1984@gmail.com) e sostenere i loro progetti. Altre informazioni sul sito www.apt-gaia.weebly.com alla sezione «Aree interventi-Ifakara». Per ogni versamento verrà rilasciata la documentazione per la detrazione fiscale.
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di MARIO SCOTTI
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Gioco d’azzardo e crisi sociale sono due facce della stessa medaglia,rappresentano il sintomo e la conseguenza di una cultura malata che si affida alla sorte,alla voglia di arricchirsi senza fare sacrifici,o semplicemente l’illusione di trovare una scorciatoia.È il 2003 l’anno di svolta,che ha trasformato il Paese in un grande casinò a cielo aperto,in cui dal proibizionismo sul gioco,che distingueva l’Italia dagli altri Paesi occidentali,si è passati a una situazione di concessioni senza limiti che in pochi anni ha generato un’industria con il terzo fatturato più alto del Paese.Il fatturato annuo legale si aggira intorno agli 87 miliardi di euro,di cui 8 miliardi entrano nelle casse dello Stato,ma il capro espiatorio dell’intera operazione sono le fasce più povere della popolazione.Giocano, secondo l’Eurispes,il 47% delle persone che appartengono alla classe indigente e il 56% di quelle del ceto medio-basso.A Bià non c'è bisogno dell'Eurispes per accorgersi di quanto la situazione sia critica: basta entrare in una delle tante sale-giochi o in qualche bar del centro o della periferia.Cosa che abbiamo fatto.Ogni giorno si ferma lì,nell’angolo semibuio del bar,cercando di non esser visto mentre butta via la sua pensione.All’inizio usa il resto del caffè: due euro,e quello che avanza finisce nella macchinetta,giusto per far passare dieci minuti.Poi il caffè inizia a pagarlo con 5 euro e il resto finisce sempre nella maledetta macchinetta.Tutti i giorni.C’è lui,il pensionato.Ma c’è anche l’amico di sempre,il vicino di casa in cassa integrazione,la madre di famiglia che lavora al supermercato.A rendere ancora più triste la situazione c'è il fatto che oggi la dimensione comunitaria che caratterizzava anche il gioco d’azzardo ha lasciato il posto alla solitudine del giocatore che davanti alla macchina inserisce direttamente denaro fresco,senza doverlo cambiare e rendersi conto di quanto spende immerso in pochi attimi fuggenti,che vanno,a seconda del gioco,dai 6 ai 240 secondi.Un barista,le persone rovinate dal gioco,le incontra di persona,le guarda negli occhi.E, in pochissimi casi,decide di aiutarle.In un bar cittadino,il titolare nota che "Soprattutto con l’avanzare della crisi,noto che alcune persone sono sempre lì,soldi alla mano.Alcuni li conosco,so che storia hanno e che magari non possono spendere così tanto.Quando mi avvicino per dirgli di smetterla,che è ab­bastanza,loro si allontanano stizziti.Non ho niente contro le slot,voglio dirlo.Ma secondo me non possono essere dappertutto.Trovarsele davanti,per chi è fragile,diventa un incentivo potentissimo".La dipendenza dal gioco è una vera e propria malattia,di cui tantissima gente soffre.Possibile che nessun titolare di bar cittadino si chieda se fa il bene di queste persone a offrirgli ciò che fa loro male? E ad agire di conseguenza? Non se lo chiedono perchè il guadagno supera la coscienza.Per un bar,quello delle slot machine è un vero e proprio business che cresce proporzionalmente al numero di macchinette disponibili,alla collocazione del bar e a qualche piccolo accorgimento,come per esempio,spiegano gli stessi baristi,"quello di posizionare le slot in angoli appartati,dove i giocatori abbiano la loro privacy e non siano visti".O ancora,quello di avere della macchine cambia monete nei locali.Tutto, insomma,per “facilitare” la dipendenza.Ma quanto rendono le slot machine? In termini assoluti parecchio,ma i ricavi vanno divisi tra diversi attori.Primo fra tutti,lo Stato,cui spetta l’11,8% delle somme giocate sotto forma di Prelievo unico erariale e un altro 0,8% destinato all’Aams,l’Amministrazione autonoma dei monopoli.Poi il concessionario di rete,cui va un percentuale di incasso che varia dallo 0,6% all’1,5% a seconda dei contratti stipulati coi gestori.Altro anello importante della catena,i giocatori.La percentuale di vincita per le slot deve essere pari al 75%: questo significa che ogni 100 euro giocati,75 tornano in tasca del cliente.Morale,a barista e gestore (sempre su quei 100 euro) rimangono circa 11 euro,da dividere a metà: poco più di 5 euro ogni 100 giocati,che a fine giornata,considerando una media (ed è decisamente pessimistica) di 500 euro giocati a bar,corrispondono a un’entrata di 25 euro.Salendo a 1.000 euro giocati,il guadagno diventa di 50.Cioè da 150 a 300 in una settimana,da 600 a 1.200 in un mese,da 7 a 14mila in un anno.Il gioco d'azzardo,e le slot in particolare,a livello sociale sono come una piaga che la politica è chiamata a fasciare e a guarire.
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-5100
(M.S.) - La Città Metropolitana è appena nata e già rischia di creare disoccupazione.A febbraio erano seimila i dipendenti a tempo indeterminato delle Province lombarde che non sapevano nulla del loro destino dopo l’approvazione della riforma che ne decretava il taglio trasformandole in enti di area vasta.Oggi i dati ci parlano di oltre diciannovemila persone in Italia,e quasi tremila (esattamente 2731) in Lombardia,che rischiano di restare a casa o che vanno ricollocate,cosa non facile.Il quadro è sconfortante,e non solo a Milano.Nella Provincia di Lodi i dipendenti attuali sono 85,ma con quelli che già sono fermi siamo a 98.Meglio a Pavia, dove i dipendenti sono 212,ma gli esuberi in base alla riforma sarebbero “solo” 106. Anche qui nei giorni scorsi i lavoratori sono scesi in piazza.A Monza, dove la Provincia creata di recente praticamente non ha mai avuto una sede,si aspetta un taglio del 50 per cento: 140 dipendenti e 3 dirigenti.A Bergamo, dove i lavoratori di troppo sono 299 su 570,l’ente dovrà arrivare a tagliare nel 2017 37, 5 milioni di stipendi.La scure cala soprattutto su Milano,dove il segno meno è per 499.Poi 122 a Lecco,185 a Como,399 a Brescia,190 a Mantova,262 a Varese.A Sondrio risultano 93 gli esuberi su 187 dipendenti.Tagli previsti,ma non per questo meno dolorosi.Lunedì 22 dicembre,molti lavoratori precari della provincia di Milano hanno manifestato davanti a Palazzo Lombardia,sede della giunta regionale.Si trattava di una rappresentanza di 56 lavoratori,tutti vincitori di concorso,che il 31 dicembre 2014 si troveranno senza lavoro nel momento in cui la Provincia cesserà di esistere come istituzione.I manifestanti hanno chiesto alla Regione di occuparsi della loro situazione.Nel frattempo,a Palazzo Isimbardi,la conferenza metropolitana di 95 sindaci (o delegati) ha votato all'unanimità una mozione in cui si chiede al governo e al parlamento un'impegno al chiarimento sul futuro occupazionale del personale delle province e delle società partecipate.In particolare, la conferenza metropolitana dei sindaci chiede di "rispondere positivamente al rinnovo dei contratti dei lavoratori precari, con il decreto cosiddetto Milleproroghe. Diversamente - si legge nella richiesta - dal 1 gennaio 2015 si impedirà alla Città metropolitana milanese di poter garantire la copertura di importanti e delicati servizi, tra cui quelli del settore ambientale, con risvolti critici anche in relazione alle opere per Expo 2015".Un altro gruppo di precari della provincia occupava l'aula di Palazzo Isimbardi,proprio durante la Conferenza metropolitana dei sindaci al grido di "Siamo ormai carne da macello,nel bel mezzo di una rissa fra Maroni e il governo centrale".
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L'Associazione Amici del Palio e il Gruppo Alpini di Abbiategrasso,col Patrocinio del Comune di Abbiategrasso,organizzano per martedì 6 gennaio 2015 "In Cammino con la Stella",sfilata per le vie del centro cittadino dei Magi accompagnati dalle dolci melodie natalizie del corpo Bandistico "La Filarmonica".Partenza da Piazza San Pietro alle ore 16,30 ed arrivo in Piazza Marconi alle ore 17,30 al Presepio allestito dagli Alpini dove i Magi consegneranno al Bambinello i loro doni.Seguirà un saluto da parte delle autorità,per poi proseguire alla distribuzione della merenda a tutti i presenti.Vi sarà anche modo per contribuire al grande progetto "Dopo di Noi,Con Noi" dell' Anffas,dando un contributo.Vi aspettiamo numerosi,con questa manifestazione si concluderà il periodo delle festività natalizie e si aprirà la nuova stagione di manifestazioni cittadine.Cogliamo l'occasione per porgerVi i nostri più sinceri Auguri di Buone Feste.

Il Presidente
Tiziano Perversi
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di CARLO AMODEO *
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Cent’anni fa cominciava la prima guerra mondiale e l’Italia non aveva ancora deciso se rompere l’alleanza con gli Imperi Centrali ed entrare in guerra con francesi e inglesi. Il Parlamento era contrario ma ci pensò il Re con un atto d’imperio e il 24 maggio 1915; il nostro impreparato esercito entrò in guerra al comando del generalissimo Cadorna. Per due anni e mezzo continuarono i disastrosi attacchi all’arma bianca con l’inutile massacro di centinaia di migliaia di poveri cristi e la fucilazione di qualche migliaio di “disertori”. Poi ci fu Caporetto. Cadorna fu licenziato. Ho fatto questo esempio perché mi pare che anche se non siamo ancora a “Caporetto”, Renzi assomigli molto a “Cadorna”. Infatti c’è un record che non si è mai visto neanche contro governi di destra: in un mese e mezzo 3 colpi dalla CGIL ma anche Cisl e UIL ; le votazioni con il 62% di “disertori” in Emilia Romagna e Calabria e le primarie nel veneto e nelle Puglie. Sono tra chi è convinto che la responsabilità di questa fuga dal voto sia dovuto allo scontro all’”arma bianca” contro la CGIL, avversari e disertori innestato da Renzi. Cosa hanno proposto e propongono i Sindacati è abbastanza chiaro e non lo sto a ripetere; un poco più confuso ciò che vogliono le minoranze Pd. C’è poi chi sostiene che un altro dei motivi della “diserzione” al voto sia dovuto al fatto di ritenerlo inutile visto che nè Monti, nè Letta e neanche Renzi siano stati eletti con voto popolare ma nominati dal presidente Napolitano.Tutto questo non sembra preoccupare Renzi che si comporta appunto come chi affronta i nemici all’arma bianca. E di più, come se fosse anche presidente della Repubblica, ha più volte “minacciato” che se cade il suo governo c’è solo il voto. I motivi che vedono lotte e critiche sono quelli chiamate “riforme” e che invece sono “controriforme” ma che un ex ministro del governo Berlusconi (Sacconi), nemico giurato dello Statuto dei Lavoratori, ritiene che il “jobs act”, quello che cancella l’articolo 18, sia un successo dei riformisti di destra e sinistra. Ed è naturale che questa tesi venga contestata non da un “estremista” ma da un politico di vecchia data: Emanuele Macaluso, esponente di spicco del fu PCI e migliorista come Napolitano. Infatti ritiene che si possano chiamare riforme solo quelle sociali che abbiano una tendenza all’uguaglianza e non alla disuguaglianza come quelle che sta proponendo il governo Renzi. Per questo è sbagliato chiamare riformista e moderno chi cancella i diritti conquistati con dure lotte ma mantiene le antidemocratiche leggi Monti e Fornero sull’età pensionabile, facendo aumentare le tasse (Tasi e Tari) perche taglia le risorse ai “muti” amministratori comunali e regionali di entrambi gli schieramenti politici. Per questo che negli ultimi anni i lavoratori ed i cittadini quando sentono parlare di riforme si mettono le mani nei capelli perché sanno che ci sarà una nuova fregatura.Ha cominciato Craxi che riformò la “scala mobile” congelando la contingenza e che poi nel 92-93 (Ciampi e Amato) la cancellarono del tutto.Seguì una prima picconata che aumentò l’età pensionabile (soprattutto per le donne) e poi, subito dopo quella del governo Dini che nel 1995 peggiorò ulteriormente il sistema pensionistico soprattutto per i più giovani. Sono queste le “riforme” che da quasi 30 anni tagliano salari e pensioni a vantaggio del profitto, delle rendite e dell’evasione e dell’elusione fiscale che gonfiano di euro anche le banche svizzere e lussemburghesi.E’ ora che chi ci governa, considerandosi di sinistra, capisca e magari con meno arroganza cominci a pensare per davvero ai lavoratori e alla stragrande maggioranza dei cittadini, quelli che hanno sempre pagato e pagano anche oggi la grave crisi, e si cominci a rendere il mal tolto.Migliorando lo stato Sociale, allargando i diritti anziché toglierli, introducendo il reddito di cittadinanza. Ricordandosi che è necessario non solo difendere ma applicare quello che dice la Costituzione Repubblicana. L’articolo 1° dice che è democratica e “fondata sul lavoro” ed il diritto di chi lavora è quello di avere: “una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro, e in ogni caso sufficiente ad assicurare a se e alla famiglia una esistenza libera e dignitosa“.

* Attivista PRC Abbiategrasso
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Mancano solo una manciata di mesi al via di Expo,ospitato dalla nostra città meneghina,Milano.Abbiategrasso sta pubblicizzando l'evento,avendo in cambio una misera particina,un agrodolce cioccolatino,con l'assemblea internazionale.200 persone ospitate dalla nostra città,ma che benefici porteranno? Assolutamente nulla,anzi,potrebbero essere una lama a doppio taglio: se non ci facciamo trovare pronti,ad esempio,dove alloggeranno nella tre giorni abbiatense? In città esiste un solo albergo,privo di parcheggi,e sul piede di guerra con la nostra amministrazione,quindi i nostri ospiti dormiranno nei sacchi a pelo all'interno del"salottino" (piazza Castello) sotto le stelle? Oppure nella zona umida "puciachera"in una esperienza un pò "wild"? Se poi ci confrontiamo con i nostri "vicini di casa" Vigevano e Magenta,ecco che rischiamo di diventare lo zimbello lombardo.Vigevano possiede un signor teatro,i cinema,piscine,una delle piazze più belle d'Italia,sono presenti alberghi,è stata effettuata una circonvallazione esterna,e possiede un ottimo centro storico (questo si,a misura di pedoni).Magenta,anch'essa,possiede un teatro,un cinema,un'ottima piscina (compresa anche quella all'aperto),il suo centro storico chiuso al traffico automobilistico,tanti ritrovi ed attrattive per i giovani (come anche a Vigevano),alberghi,ha costruito sottopassi ad ogni passaggio a livello e possiede l'ospedale principale della nostra circoscrizione.Inoltre sia Vigevano che Magenta hanno il loro mercato in una zona centrale,ma che non crea particolari disagi alla città (Magenta inoltre possiede un ufficio di polizia locale proprio sul mercato,per garantire sicurezza),e tutte e due,possono vantare il fatto di ospitare sia la guardia di finanza,sia la polizia di stato (Abbiategrasso ha detto no,recentemente,alla possibilità di aprire un comando della guardia di finanza,geniale,no?).E la nostra città,invece? Notte fonda,buio pesto,nessun cinema (l'unico esistente risulta di proprietà della curia),nessun teatro,un centro storico trasformato in una scarpa ed una ciabatta,un Comune dislocato in varie zone al posto di un unico polo,una città sporca,obsoleta e trascurata,una città dormitorio,senza infrastrutture.Che diranno delle nostre strade? E della nostra industria in ginocchio? Ne vedremo e sentiremo delle belle,non c'e' dubbio! Infine,Abbiategusto si sposterà in estate? Altro colpo di genio! Non si poteva anticipare solo aspettando Abbiategusto? Così si rovina la caratteristica e l'atmosfera che regalava questa fiera.Cosa dobbiamo aspettarci ancora dalla nostra giunta? Magari i festeggiamenti del Santo Natale a Ferragosto? Oppure la festa di Abbiategrasso il primo Aprile? Chi vivrà vedrà,la mia sensazione,però,è che sta andando sempre peggio.

Fabio Pellegatta
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Una scelta vincente, e anche coerente con la situazione attuale, quella di non fare più la cena di gala di chiusura di Abbiategusto,bensì una cena di solidarietà.Iniziativa proposta già l’anno scorso per aiutare le popolazioni della Sardegna colpite da alluvione e che quest’anno è stata riconfermata con grande coinvolgimento di pubblico e con la partecipazione volontaria di un nutrito gruppo dei migliori ristoratori abbiatensi, nella sera di chiusura della rassegna enogastronomica, svoltasi il 30 novembre scorso.Ammontano infatti a ben 4.400 euro i proventi della serata che sono già stati versati sul conto dell’Associazione Emergenza e Solidarietà presieduta dal Consigliere Alberto Gornati.Il Comitato dell’Associazione si riunirà a breve e determinerà a quale progetto destinare i fondi raccolti.
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La città si prepara ad Expo e non si fa trovare impreparata.E’ in distribuzione infatti, da pochi giorni, la nuova guida turistica della città, aggiornata e in formato tascabile, comoda a facilmente consultabile con all’interno un’utile cartina con evidenziati i percorsi per raggiungere i principali luoghi di interesse della città.Occorreva un opportuno aggiornamento della precedente guida, redatta nel 2010 e ormai esaurita, soprattutto data la riapertura di Palazzo Stampa che non era citato mentre ora è adeguatamente promosso.Novità assoluta anche una sezione che comprende i “Tesori Nascosti”, spazi in città spesso sconosciuti ma degni di nota.La guida è in distribuzione al Punto di Informazione e Accoglienza Turistica (IAT) del Castello Visconteo e nei nuovi info point allestiti all’ingresso della Biblioteca Civica R. Brambilla e nell’Ufficio URP “Punto in Comune” sotto i portici di Piazza Marconi, punti strategici per chi arriva in città.
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“Le nostre bambine e i nostri bambini hanno bisogno di esperienze appassionanti e di averci vicino. La lettura è un’esperienza molto piacevole, produce numerosi benefici sullo sviluppo del bambino e contribuisce a rafforzare il legame affettivo tra chi legge e chi ascolta.”Il progetto Nati per Leggere nasce nel 1999 con l’obiettivo di promuovere la lettura ad alta voce ai bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni. Recenti ricerche scientifiche dimostrano come il leggere ad alta voce ai bambini in età prescolare abbia una positiva influenza dal punto di vista cognitivo (si sviluppano meglio e più precocemente la comprensione del linguaggio e la capacità di lettura). Inoltre si consolida nel bambino l’abitudine a leggere che si protrae nelle età successive grazie all’approccio precoce legato alla relazione.Nati per Leggere è attivo su tutto il territorio nazionale ed è promosso dall’alleanza tra bibliotecari e pediatri attraverso le seguenti associazioni: l’Associazione Culturale Pediatri - ACP, Associazione Italiana Biblioteche - AIB e il centro per la salute del Bambino - ONLUS - CSB. Il progetto è attivo su tutto il territorio nazionale con circa 400 progetti locali che coinvolgono 1195 comuni italiani. I progetti sono promossi da bibliotecari, pediatri, educatori, enti pubblici, associazioni culturali e volontariato.La Biblioteca di Abbiategrasso - Biblioteca dei Bimbi con Fondazione per leggere anche quest’anno ha aderito a questo importante progetto coinvolgendo numerosi soggetti presenti sul territorio quali pediatri, consultori famigliari, asl, associazioni culturali e sociali oltre che collaborando a stretto contatto con asili nido e scuole dell’infanzia di Abbiategrasso e zone limitrofe nell’organizzazione di momenti di incontro con il libro e il piacere dell’ascolto e della lettura ad alta voce.A partire dal 6 novembre 2014 sono ripresi infatti gli incontri “C’era una volta il Giovedì” sempre alle 16,30, a cura dell’Associazione Amici della Biblioteca.Incontri che accolgono bambini dai 3 anni ai 5 anni presso la Biblioteca dei Bimbi con letture e laboratori.Sono previsti inoltre momenti di letture e laboratori che si svolgono durante tutto l’arco dell’anno scolastico in collaborazione con le scuole dell’infanzia di Abbiategrasso e zone limitrofe.Quest’anno , in previsione di EXPO, si affronterà il tema “dell’alimentazione”, con letture e laboratori.Infine la Biblioteca Civica “Romeo Brambilla, in collaborazione con l’Associazione Amici della Biblioteca intende offrire per l’anno scolastico 2014-2015, ai bambini della Scuola dell’infanzia l’opportunità di partecipare ad un incontro di lettura e ad un successivo laboratorio sulla tematica della diversità e dell’accettazione dell’altro.Gli incontri con le classi si svolgeranno a partire da gennaio nella biblioteca dei Bimbi nelle mattine di lunedi, martedi, mercoledi in orario da concordare con la Biblioteca.Per informazioni è possibile contattare la Biblioteca Civica “Romeo Brambilla” di Abbiategrasso Tel. 02/04692454/463 oppure Biblioteca dei Bimbi tel. 02/94692461
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(M.S.) - "Shakespeare e l'ultima castellana di Abbiate": presentato il libro,sabato pomeriggio alle 18 in biblioteca,esattamente nella sala del camino gremita di persone interessate all'evento culturale.L'intero ricavato della vendita del libro sarà devoluto all’Hospice di Abbiategrasso e ad un progetto educativo per bambini in Zambia.Presenti alla presentazione dell'opera letteraria,l'autore Antonio Missanelli e l'assessore alla Cultura Daniela Colla.Relatrice: Paola Bianchi (nella foto in alto con Missanelli).L'autore si è definito scrittore per “passione” dopo diversi anni di docenza nei corsi dell’Università del Tempo Libero organizzati dalla Biblioteca Romeo Brambilla di Abbiategrasso.Missanelli ha spiegato che “l’accostamento tra Shakespeare e Bona di Savoia,duchessa di Milano,può sembrare irriverente,ma non è così perché il legame tra i due,ancorché debole e sottile,esiste davvero.Questo libro è stato un pretesto,anche divertente,per mantenere viva la storia e la cultura di Abbiategrasso,un ‘borgo’ ricco di un glorioso passato da preservare e tramandare”."Shakespeare e l'ultima castellana di Abbiate: cos'hanno in comune queste due personalità? - spiega Paola Bianchi - .Il libro è nato da un corso tenuto da Missanelli,un signore in pensione di Albairate che da sette anni insegna letteratura inglese.Un giorno si è presentato in biblioteca e mi ha detto: vorrei frequentare questi corsi.Ed io ho risposto: perchè non diventa docente? L'ho messo in contatto con la responsabile dei corsi dell'Università del Tempo Libero,e da allora la vita di Missanelli è cambiata.Lo stesso riesce adesso ad avvicinare Shakespeare al teatro in maniera simpatica e divertente,e questo piace molto"."Un bel giorno - prosegue Bianchi - effettuando una ricerca su un'opera di Shakespeare,"La tempesta",Missanelli ha notato che il protagonista era il Duca di Milano,usurpato da Lodovico il Moro.E che entrava in gioco Bona di Savoia,per moltissimi anni residente nel castello di Abbiategrasso.A questo punto,Missanelli mi ha detto: ho trovato il legame fra Shakespeare e Bona di Savoia,ma non dirlo a nessuno...devo fare delle ricerche.L'ho messo in contatto con lo storico abbiatense Mario Comincini il quale gli ha recuperato un libro sul castello di Bià,dopodichè Missanelli ha approfondito le sue ricerche.Galeazzo Maria è colui che ha fondato il convento dell'Annunciata e suo figlio è nato ad Abbiategrasso.Ecco trovato il legame,assolutamente esistente,con la nostra città.A questo punto,Missanelli ha iniziato a scrivere il libro romanzando la vita di Bona di Savoia.Non è un libro storico,categorico: racconta di Bona alla quale è stato ucciso il marito,racconta degli intrighi di corte e di molto altro ancora".Il libro di Missanelli è in vendita presso i migliori negozi abbiatensi al prezzo di 16 Euro.Si tratta di una lettura alquanto piacevole.Il consiglio è quello di acquistarlo,soprattutto per lo scopo benefico che si prefigge.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Gentile Direttore,ho letto su Habiate Web Quotidiano,un articolo a riguardo della sicurezza.Habemus Papam! Dopo un letargo centenario,qualcuno di sinistra si accorge di questa piaga sociale,diffusa nella nostra città,meglio tardi che mai! Sono d'accordo che il nostro Comune stia facendo poco o nulla,trascurando questo problema,ma sul fatto che invece sia tematica che deve essere difesa dalla sinistra...lasciamo stare,forse era così,nei primi anni del dopoguerra,ma poi....Come mai i signori del Pd hanno fatto passare la legge sulla depenalizzazione di questo e altri reati? Dobbiamo forse lasciare aperta la porta di casa,facendo trovare il caffè ancora caldo e dire ai malfattori "prego,i miei soldi sono in quel cassetto".Come mai la sinistra ha effettuato già 4 indulti,con relativi svuotacarceri? Come mai la sinistra dichiara che queste persone rubano per disagio sociale? Come mai i centri (a)sociali fanno guerriglia urbana contro le nostre forze di polizia,per tutelare chi occupa le case abusivamente? Come mai la sinistra ci ha fatto invadere da oltre 150.000 immigrati clandestini e tantissimi cittadini dell'Est Europa? Ovvio che arrivando qui da noi senza un lavoro,per potere mangiare sono costretti a delinquere.Come mai non esiste per loro la certezza della pena (colti in flagranza di reato,passano in prigione solo pochi giorni,poi...liberi) e si mette il bastone tra le ruote alle forze dell'ordine? Queste domande fanno capire quanto sia lontana la sinistra sul capitolo sicurezza,e quanto voglia tutelare chi delinque,con quel falso buonismo demagogico-populista ed anche un po ipocrita,ma poi i fatti di Roma,ci fanno capire il vero motivo di tutto ciò:soldi soldi,soldi.Quindi ben vengano le idee leghiste e del centrodestra: più esercito in città,con mezzi e persone in pattugliamento sulle strade per reprimere la criminalità,un controllo sull'immigrazione,ben vengano quelli in regola,a casa loro gli altri,la certezza della pena (magari facendo lavorare i detenuti,con lavori socialmente utili).Queste sono le ricette per fermare l'emergenza,ingredienti come al solito della destra,visto che la sinistra sa solo fare sinistri (e riesce a farli sempre molto bene).Cordialmente.

Fabio Pellegatta
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La storia dei furti negli appartamenti non si ferma.Ormai non c’è palazzo, quartiere, zona, risparmiata dallo stillicidio di furti o tentativi di furto.La gente è esasperata. Un tempo rubavano negli appartamenti dove sapevano esserci soldi o refurtiva di valore, oggi ci provano con tutti, senza distinzione fra case belle o brutte, vecchie o nuove, malandate o appariscenti.Si può dire che la soglia di allarme sociale è stata superata. Ci troviamo ormai dalle parti di un vera e propria piaga sociale. Se i furti aumentano in modo esponenziale, notizie di arresti di ladri di appartamento latitano da tempo. Molte persone neppure chiamano più i carabinieri, rassegnati a questo tragico destino, dicono: tanto non serve a niente.La maggior parte di questi furti avviene nelle ore serali, quando si fa buio, in pratica dalle 17 alle 22, quando le famiglie ancora non sono tornate a casa, oppure hanno avuto la malaugurata idea di uscire a cena. A volte si presentano anche se a casa vi è rimasto qualcuno che magari ha avuto l’idea di spegnere la luce. Questi ladri acrobati se vedono porte-finestre che danno sui balconi con la luce spenta all’interno del locale non ci pensano due volte, ci provano ad entrare, spaccando il vetro o forzando il telaio in legno della porta. E non importa che sia il primo piano o il quinto piano, basta che abbiano la sensazione che a casa non vi sia nessuno.Vi sono racconti di famiglie che dicono, dopo aver subito il furto, di aver trovato rotto perfino il salvadanaio dei bambini.Siamo arrivati alla frutta.Fa piacere vedere tutti i nostri amministratori contenti per il successo delle manifestazioni mangerecce, per il trionfo del gorgonzola locale, ma adesso l’impegno di tutti, a partire dall’Assessore che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) gestire la sicurezza e la polizia locale deve essere quello di porre fine a questa grande abbuffata di furti.Bisogna organizzare, se necessario anche con volontari magari della protezione civile o di altre associazioni d’arma, una vigilanza a tappeto dei quartieri cittadini nelle ore serali, in collegamento con polizia locale e carabinieri.Un presidio serale esteso a tutti i quartieri.Si deve creare un progetto sicurezza della città concordato con cittadini e forze dell’ordine che assuma i caratteri della priorità, magari con discussione anche all’interno del consiglio comunale . Voler dare a tutti i costi l’idea che tutto va bene in città produce solo un ulteriore distacco dei cittadini dalla politica e da chi fa politica.Bene gli incontri di quartiere fra cittadini e forze dell’ordine, ma non basta. E’ giunta l’ora di organizzare una mobilitazione di volontari che hanno il diritto di difendersi, non con le armi o la violenza ma, per esempio, con il controllo e la sorveglianza del territorio, che è ben altra cosa delle obsolete ronde padane.E’ vero non siamo ancor arrivati alla disperazione che esiste in periferie delle grandi città, del tipo di Tor Sapienza a Roma, ma come numero di furti di appartamento credo che quest’anno si sia arrivati a picchi mai raggiunti in passato.Non aspettiamo, dunque, che arrivi il Salvini di turno per accorgerci che il distacco fra le cose di cui si occupa la politica e la realtà dura e cruda dei cittadini ha raggiunto l’apice. Sinceramente non mi sembra che problemi della viabilità, come la chiusura di 50 metri di strada davanti al Castello, siano una priorità che interessi tutti i cittadini.Oggi la vera priorità purtroppo, volenti o nolenti, si chiama sicurezza. Solo i più ricchi e fortunati, protetti da allarmi, telecamere, inferriate, porte blindate e chi più ne ha (di soldi) ne metta, non sono interessati alla sicurezza.Infatti gli appartamenti svaligiati appartengono quasi sempre a persone del ceto medio o medio-basso.Quindi non mi si venga a dire che la sicurezza non è un problema o che è un cavallo di battaglia della destra o della lega.La sicurezza è un bisogno e un diritto di cui la sinistra, una giunta di centrosinistra, deve farsi carico, se non vuol perdere ulteriore credibilità.Già stiamo vedendo che cosa hanno fatte le coop a Roma e questo è ancora niente fino a quando non si solleverà il coperchio della cooperative “rosse” nel sistema Emilia Romagna.Almeno sulla sicurezza facciamo vedere ai cittadini che essere di sinistra vuol dire essere dalla parte dei problemi reali che investono le famiglie.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Gentile Direttore,dopo avere letto la lettera del consigliere comunale sig.Albini,vorrei precisare alcuni punti tralasciati o dimenticati dallo stesso.Che fine ha fatto il libro roseo e fiabesco del programma elettorale dell'attuale maggioranza? Bastava passare in corso S.Pietro,dove avevano affittato un locale,scrivere ciò che si voleva,e magia,il tuo desiderio diveniva realtà.Ad oggi nulla è stato ancora fatto,anzi no,avete rimosso parte dell'eternit dalle scuole,ma quello ricordo,è il proseguimento del lavoro svolto dal centrodestra,quindi la demagogia,il populismo ed il parlare alla pancia dei cittadini,la rispedisco al mittente,in quanto sono gli ingredienti della solita minestra,scaldata è riscaldata,della vecchia ideologia della sinistra,che con voi è sempre presente ed attuale.Il parcheggio di piazza Samek,serviva per una rotazione delle auto,per garantire accesso ai frequentatori dell'ospedale,e soprattutto costava 50 centesimi,voi avete più che raddoppiato le tariffe a tutti i parcheggi.Quello che avete fatto in piazza Vittorio Veneto,invece,serve solo a fare cassa.Per il parcheggio di viale Cavallotti,chieda informazioni alla giunta Ceretti,ed ascolti bene le loro risposte...invece per quello di piazza Allende,le posso dire che è stato creato da zero dalla giunta Albetti,e comunque non si è andati ad incidere su quello di piazza Aziani,queste cose se le è scordate sig.Albini? Il bocciodromo era appena stato messo a nuovo,compreso il rifacimento del tetto;che manutenzioni poteva avere dopo pochi mesi sia ordinarie che straordinarie? Nessuna,a meno che arrivasse un terremoto ad Abbiategrasso,ma l'unico sisma registrato è avvenuto solo all'interno della maggioranza,con le liste civiche sempre più sul piede di guerra,forse per la pessima amministrazione del nostro paese? Su Regione Lombardia,sig.Albini,ha tralasciato alcune cose,ad esempio il sostegno ai padri e alle madri separate con figlio minore.La giunta della Lega Nord,per loro,propone canoni moderati per gli alloggi,ed un aiuto economico di 400euro,inoltre sulla sanità,ha istituito gli"ambulatori aperti" in orari serali e nei weekend al fine di ridurre le liste d'attesa.Questo non lo sapeva sig.Albini? Il residuo fiscale della nostra regione è di 47 miliardi e 773milioni di euro (denaro che va allo stato centrale di Roma,governato non dal carroccio,ma dal vostro padre padrone,il sig.Renzi,quello non eletto dagli Italiani),con un reddito pro-capite di 4.947 euro all'anno.Sappia che la seconda regione in graduatoria è l'Emilia Romagna con una somma intorno ai 15 milioni di euro,in più da Roma continuano i tagli,con 965 milioni di euro nell'ultima legge di stabilità,e detto questo,entro l'anno prossimo verrà estesa l'estensione dei ticket per i Lombardi.Non si è informato su questi dati? La Lega Nord spende i soldi a tutela dei cittadini,la sinistra li spende per extracomunitari,zingari,rom ed immigrati clandestini.Le ricordo inoltre che 500.000 persone al di fuori della nostra regione,vengono qui a curarsi,ritenendo i nostri nosocomi all'avanguardia e di eccellenza,provi a vedere i dati sul sito internet di Regione Lombardia per avere conferme.La Lega Nord tutela i lavoratori (una volta era il vostro cavallo di battaglia,ricorda?) portando oltre 500.000 firme per abrogare la legge Fornero,per tutelare lavoratori in mobilità,esodati,quelli in cassa integrazione,per le pensioni,ed in primavera ci sarà il referendum (lei lo voterà sig.Albini?).Voi invece siete stati capaci solo a togliere servizi,gli shopping bus,due scuolabus,il ristoro presso la"Gabana"e a mettere le mani nelle tasche degli Abbiatensi.La raccolta differenziata (ideata dal centrodestra) oggi è sensibilmente peggiorata (anche con l'aggiunta della Tasi),il cimitero è in situazioni perlomeno imbarazzanti,le strade sono un disastroso colabrodo,avete aumentato,e non di poco,le rette della Colonia Enrichetta,il costo delle mense scolastiche,avete usato Amaga come un bancomat,prelevando circa 2 milioni di euro.Insomma penso che stiate andando maluccio,o sbaglio sig.Albini? Lei dice che servono tagli sulla spesa,come farete ad effettuare una nuova piscina per il prossimo ottobre,quando per questa opera si parla di un costo di circa 5 milioni di euro? Chi sono quelli che fanno demagogia? Ora per avere tutti questi soldi che farete? Scriverete una bella letterina a Babbo Natale? Chissà,magari dal circolo polare artico e da Regione Lombardia arriveranno tutti i quattrini di cui avete bisogno,così potremo brindare tutti insieme,visto che almeno su quest'ultimo punto voi siete maestri,non dovete insegnare nulla a nessuno.Cordialmente.

Fabio Pellegatta
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di ACHILLE ALBINI *
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Nel mio intervento durante l’ultimo Consiglio Comunale, parlando di bilancio preventivo 2015 del comune, ho messo in evidenza la necessità di operare un contenimento della spesa corrente per un importo che si aggira intorno a 1,5 milioni di euro, per fronteggiare gli ulteriori tagli ai trasferimenti da parte dello stato centrale, e ho invitato tutte le forze presenti in Consiglio ad avanzare proposte concrete in tal senso. Il sig. Fabio Pellegatta (Lega Nord), pur non essendo rappresentato in Consiglio Comunale, non ha mancato di far pervenire, tramite la vs. testata on-line, i suoi suggerimenti e questo deve essere visto, a mio parere, come un fatto positivo.Peccato che i consigli avanzati ci porterebbero, se accolti, ad un risparmio di circa 50 mila euro contro il milione e mezzo necessario, ma va bene anche questo.Quindi dall’anno prossimo taglieremo il tabu festival (30000 euro, pari allo 0,01% del bilancio comunale), venderemo le fioriere di piazza castello (6000 euro, 0,01 del bilancio), faremo in modo che il dirigente dell’ufficio anagrafe non si ammali durante la fase preparatoria delle elezioni risparmiando così altri 11000 euro (0,03% del bilancio) e chiederemo al gestore del bocciodromo di darci 100.000 euro di affitto tornando ad accollarci il 50% delle spese della manutenzione ordinaria e delle utenze e il 100% della manutenzione straordinaria (riportando così la situazione com’era quando al governo della città c’era la giunta PDL-Lega). Lascio al sig. Pellegatta l’onere di andare a vedere quanto ci è costato il bocciodromo nei cinque anni di governo PDL-Lega, perché non voglio togliergli il piacere della sorpresa.Per quanto riguarda Regione Lombardia “ che mette 800.000 euro per Abbiategrasso, con grande responsabilità e tutela per tutti gli abbiatensi” è bene precisare che questi 800.000 euro non sono un assegno che la regione stacca a favore del Comune, ma sono una possibilità finanziaria rispetto ai limiti imposti dal patto di stabilità, possibilità finanziaria che andrà “restituita” nei prossimi due anni aumentando l’obbiettivo del patto. Quello che invece si traduce in un mancato introito, questa volta vero e tangibile, sono i trasferimenti della regione (in euro e non sulla carta) che sono passati dal 1,911 milioni di euro del 2011 ai 970.000 del 2014. Invito inoltre a verificare quanto pesa sulla busta paga la trattenuta per l’IRPEF comunale rispetto a quella regionale. Per inciso, ci sono solo due regioni in Italia nelle quali il ticket regionale sui farmaci è uguale per tutti e non è stato rimodulato in base al reddito: Lombardia e Veneto, guarda caso ambedue governate dalla Lega Nord.Quanto alla chiusura del centro storico posso assicurare che l’anno prossimo il gruppo Consiliare del Partito Democratico solleciterà in modo asfissiante la giunta perché si vada nella direzione della chiusura totale, come auspicato dal sig.Pellegatta e come previsto dal programma elettorale del Sindaco. Speriamo, in quella occasione, di avere al nostro fianco il sig.Pellegatta e tutta la Lega Nord di Abbiategrasso, nel difendere senza se e senza ma tale decisione, rispetto alla quale non mancherà la solita sollevazione popolare dei commercianti.Vedo inoltre che il parcheggio a pagamento di un quarto di piazza Vittorio Veneto è considerato “sinistro e inefficace”: vorrei capire perché quando la giunta PDL-Lega ha messo a pagamento il Parcheggio di P.zza Samek, quello di P.zza Allende e quello di Viale Cavallotti andava tutto bene e nessuno si lamentava.
In conclusione: caro sig.Pellegatta, lei dovrebbe essere contento, perchè cominciamo a vedere i “benefici effetti del federalismo fiscale”, tanto caro alla Lega. Peccato che tale federalismo è iniziato con alcuni proclami del tipo “vi tolgo l’ICI” prima e “vi tolgo l’IMU” poi, senza preoccuparsi di quello che sarebbe successo nei comuni; comuni che hanno visto diminuire progressivamente i trasferimenti dallo stato centrale e dalla Regione, autofinanziandosi con le imposte locali. E il fatto che tali imposte sono ben inferiori ai mancati trasferimenti crea una situazione paradossale: le tasse locali aumentano e i comuni incassano meno.Ma in quel momento l’importante era vincere le elezioni, così come adesso è importante preparare il terreno per le prossime comunali. Stia tranquillo, sig.Pellegatta: quando si è maestri nel populismo, nella demagogia e nel parlare alla pancia delle persone, i risultati (purtroppo per l’Italia e quindi anche per Abbiategrasso) arrivano.

* Consigliere comunale Partito Democratico
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PUSSEE CURAGG

Al Papa Francesch al dovarìa fà tirà via a pret,
monigh e fraa l’òbbligh de castità
e che i monigh podessenn anca lor “dì” la Messa, per;
i “pari opportunità”.
Al Renzi, fin quand che al gh’ha de governà
insemma a alter Partid,
che al ga lassa in man a on quaivun d’alter al soo Partid.
A Biegrass; sarà suu tutt al “centro”ai ”auto”
e spostà alla “Feera” al mercaa,
e lassagh al pòst a quej che gh’hann de andà in dj “uffizi”,
al Golgi o all’Ospedaa.
Se un quaivun al dis che al mercaa al sarìa lontan,
sa poeu digh che anca al Cimiteri a l’é anca luu foeura man.
E come vann al Cimiteri a pee, in auto o in biciletta,
podarìen fà l’istessa maneera o portaj cont la “navetta”.
Ma fòrsi hinn i bottegar che gh’hann pagura de perd i client;
ma se sa va a pee, denanz di bottegh sa ferma pussee gent.
Se on quaivun al toeuva on quajcòss de pesant
o l’auto l’é de lontan,
poeuden portaghi lor o organizzass tra de lor per dagh ‘na man.
Gh’é de pensagh ai bottegh de “periferìa”
che anca lor gh’hann de lavorà
e dagh pussee servizzi e mòdo de “ciciarà”
a quej che stann lì visin de caa.
Vedom nò quel che hann fai in di gròss città,
per esempi a Milan o Turin?
La gent l’é lì a montòn per andà a spass,
bev al caffè o l’aperitiv e guardà i vedrin.

Bià, november 2014. Lucio da Col
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PIU' CORAGGIO

Il Papa Francesco dovrebbe fare togliere a preti,
monache e frati l’obbligo di castità
e che le monache possano anche loro” dire” la Messa,
per; le “pari opportunità”.
Il Renzi, fino a quando deve governare assieme ad altri Partiti,
che lasci in mano a qualcun altro il suo Partito.
Ad Abbiategrasso;chiudere tutto il “centro” alle automobili e spostare
alla “Fiera” il mercato
e lasciare il posto a quelli che devono andare negli “uffici”,
al Golgi o all’Ospedale.
Se qualcuno dice che il mercato sarebbe lontano,
gli si può dire che anche il Cimitero è anche lui fuori mano.
E come vanno al Cimitero a piedi, in automobile, o in bicicletta,
potrebbero fare alla stessa maniera o portarli con la “navetta”.
Ma forse sono i bottegai che hanno paura di perdere i clienti;
ma se si va a piedi, davanti alle botteghe si ferma più gente.
Se qualcuno compra qualche cosa di pesante o l’auto è lontana,
possono portarglieli loro o organizzarsi tra di loro per dargli una mano.
C’è da pensare alle botteghe di periferia che anche loro devono lavorare
E dare più servizi e modo di socializzare a coloro che abitano lì vicino.
Non vediamo quello che hanno fatto nelle grosse città,
per esempio a Milano o Torino?
La gente è lì a frotte per andare a spasso, bere il caffè
o l’aperitivo e guardare le vetrine.

Abbiategrasso, novembre 2014. Lucio da Col
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di MARIO SCOTTI
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Sul prosieguo tranquillo e sereno del cammino dell'attuale amministrazione nel mettere in atto il programma del sindaco Pierluigi Arrara esiste il problema-Ceretti;quelli del PD lo sanno da sempre,sanno benissimo a quali rischi sarebbero andati incontro nell'allearsi con l'ex sindaco già autore in passato di quel clamoroso pastrocchio-harakiri che portò all'elezione di Roberto Albetti quale primo cittadino ai danni di Alberto Fossati e del centrosinistra.Ebbene,ci ha riprovato ancora una volta,il Ceretti,a pronunciare minacce di crisi (velate,ma il messaggio ancora una volta è stato chiarissimo) concedendo il bis astensionista mercoledì sera in consiglio comunale quando si è trattato di approvare il punto 4 all'ordine del giorno relativo alla variazione di assestamento generale al bilancio per l'esercizio 2014 e pluriennale 2014-2016.Già astenutosi lo scorso 23 settembre quando,sempre in CC,si approvò il bilancio preventivo,anche in questa occasione il capogruppo della lista civica "Vivere Abbiategrasso" ha criticato l'operato dell'amministrazione comunale demolendone,in buona sostanza,l'intero piano di opere pubbliche.Come interpretare l'atteggiamento tenuto da diversi mesi a questa parte dall'ex primo cittadino,a quanto pare non ancora pago nell'essere stato accontentato lo scorso mese di febbraio con la sostituzione dell'allora assessore Lovati con Squeo? Uno sfregio,l'ennesimo,il suo,all' attuale amministrazione o più semplicemente un tentativo di spronarla a far meglio? Il tempo (gliene concederà ancora,il Ceretti,alla maggioranza?) lo dirà.L'impressione è che se l'ex sindaco non sarà ascoltato e preso in considerazione,con l'aiuto del consigliere Buzzi e di Balzarotti del Leone Rosso potrebbe...fate voi."Cosa serve alla nostra città? - ha affermato l'ex sindaco - Il dato di fatto è che nascono più vecchi che bambini,Abbiategrasso è una città che invecchia e che ha bisogno di determinate cose.Dobbiamo ripensare l'intera struttura delle opere pubbliche.La città deve avere un centro organizzato in un certo modo,il modo di vivere delle persone anziane dev'essere diverso da quelle non anziane.C'è bisogno di una Abbiategrasso più facile e meno costosa.La tassazione,invece,non è stata fatta scendere.E dobbiamo stare attenti a come spendiamo i soldi.Come li spendiamo? Troppo pochi sulle opere pubbliche,solo 365mila euro.Le manutenzioni delle strade non sono più rinviabili,o mi sbaglio? "."Va rivista anche la spese relativa alla sede unica del Comune - ha proseguito Ceretti - Lo spostamento ci costringerà a gestire un altro edificio pubblico,un altro problema.Rischiamo inoltre di perdere l'Ufficio delle Imposte,una caratteristica importante della nostra città resa appetibile per questo servizio offerto ai cittadini.Calo demografico,calo delle attività,case vuote...signori...fra un pò saremo una città di vecchi e quello che noi stiamo facendo adesso non è pensato per andare in questa direzione.In questo vorremmo che il PD ascoltasse: siamo obbligati ad un intervento di parsimonia sulle spese.E se decidiamo che alcune spese culturali non ci piacciono e sono costose,è bene non farle.Mi riferisco al Tabù Festival: quei 40mila euro sarebbero serviti,non si deve più fare.E anche sul sociale,qualcosa va pensato perchè la città è costosa.Tutto questo in un clima non favorevole all'amministrazione.Al Partito Democratico dico che è il caso di dare una svolta ad Abbiategrasso.Se non cambiamo,il rischio è che nel 2017 non ci sia più il centrosinistra a governare questa città e questo mi preoccupa molto"."Un atteggiamento strano,quello di Ceretti - commenta il sindaco Arrara - .Queste cose non le dice mai nelle sedi opportune,ma solo davanti alle telecamere.Evidentemente gli piace andare sui giornali ed ottenere visibilità".
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di MARIO SCOTTI
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Nel contesto di un sondaggio effettuato dal Comune,ottantacinque commercianti ambulanti hanno compilato il questionario che chiedeva il loro parere circa la futura destinazione del mercato che,come noto,è attualmente diviso in due fra le piazze Samek e Cavour (più mezza via Annoni).Ebbene,sono 16 gli ambulanti favorevoli a mantenere la situazione così com'è,mentre in 68 si sono espressi affinchè il mercato si svolga in un'unica piazza. "E' chiaro che il mercato così com'è sta soffrendo - commenta Brunella Agnelli,segretaria dell'Associazione Commercianti di Abbiategrasso - .La sua posizione attuale è positiva soltanto per alcune attività.Per gli altri ambulanti,è penalizzante.Questi ultimi hanno infatti registrato un netto calo nelle vendite.Calo dovuto parzialmente al periodo difficile che stiamo vivendo dal punto di vista economico e in buona parte al fatto di essere così dislocati come posizione.Noi di Ascom abbiamo ascoltato i pareri di coloro i quali frequentano il mercato: dicono di recarsi fra le bancarelle molto meno rispetto al passato perchè la dislocazione su due piazze non piace assolutamente".Dislocazione che,lo ricordiamo,è attualmente così ripartita: in piazza Samek (la piazza del nuovo Golgi) trovano posto le bancarelle di alimentari e quanche banco di abbigliamento; in Piazza Cavour espongono gli ambulanti di abbigliamento e di generi vari,così come fino a metà di via Annoni.La domanda è: una volta inaugurato il nuovo Istituto Golgi sarà possibile piazzargli le bancarelle davanti? "Noi,tramite il nostro architetto,abbiamo elaborato un progetto che prevede modifiche da effettuare in Piazza Samek - spiega ancora Brunella - ,perchè così com'è quella piazza è inadeguata ad ospitare tutte le bancarelle esistenti anche in Piazza Cavour e via Annoni.Queste modifiche comprendono,fra gli altri interventi,l'abbattimento di quel piccolo muretto esistente che fa da confine fra la piazza stessa e il marciapiede.Un muretto che non serve a niente e che occupa spazio che si potrebbe liberare a favore di numerose altre bancarelle.E poi,indubbiamente,il mercato dovrebbe occupare anche una parte di via Cattaneo e di Corso San Martino.Diversamente,sarà impossibile riunire tutti gli ambulanti in una sola location.Tramite questo progetto si rispetterebbe invece la volontà degli ambulanti espressa nelle loro risposte al questionario".Tutto questo nel caso in cui la location unica individuata fosse Piazza Samek.E tornare invece a 20-25 anni fa quando il mercato era integralmente ubicato in Piazza Cavour e via Annoni? "Impossibile - prosegue Agnelli - ,non ci starebbe.Inoltre la via Annoni non è sufficientemente larga per poter permettere il transito di una ambulanza nei giorni di mercato.Le disposizioni in materia di sicurezza,rispetto a tanti anni fa,son cambiate,occorre rispettare appieno le nuove normative".Tornando al progetto citato da Brunella,è stato presentato all'amministrazione comunale un anno e mezzo fa quando si parlava di un periodo di tempo più ristretto per ultimare i lavori del nuovo Golgi."Questo sondaggio,adesso dovrebbe avere un seguito - ancora parole di Agnelli - ;la maggior parte degli ambulanti si è espressa in un certo modo e l'amministrazione dovrà quantomeno darsi da fare per cercare di accontentarli".
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(M.S.) - Ad oltre un mese di distanza dall'entrata in vigore dei nuovi provvedimenti in materia di viabilità cittadina,leggasi chiusura di 250 metri quadrati di Piazza Castello allo scopo di renderla più vivibile eliminando nel contempo la sosta selvaggia,i commercianti non si rassegnano e proseguono nella loro opera di contestazione nei confronti dell'amministrazione comunale.Nei giorni scorsi c'è stato un faccia a faccia a Palazzo Marconi fra il sindaco Pierluigi Arrara e i rappresentanti del Comitato di quartiere dell'area 1 (zona centro).Temi della discussione: il punto sui lavori intrapresi dall'inizio dell'attività;l'opinione dei commercianti in merito alle esigenze del centro storico e la discussione aperta relativa ai temi da sottoporre all'amministrazione.I commercianti presenti alla riunione,una quindicina in tutto,hanno spiegato al sindaco Arrara di aver perso circa il 30% dei loro guadagni; che la via Annoni non può rimanere bloccata nei giorni di mercato e che le strade intorno alla Fossa Viscontea sono pericolose per i pedoni.Affrontata anche la questione del mercato: secondo gli ambulanti,tutte le bancarelle dovrebbero essere posizionate nello stesso luogo.E a tale riguardo sarà Piazza Samek Lodovici la location scelta dal Comune.Ma nel mirino dei negozianti della zona centro c'è ovviamente la chiusura,mal digerita,di Piazza Castello.Gli esercenti lamentano un netto calo nel loro giro di affari."L'opposizione dei commercianti circa la chiusura di Piazza Castello è preconcetta - commenta il sindaco Arrara ad Habiate Web Quotidiano - .Ogni cambiamento viabilistico impone un momento di transazione.Invece i commercianti affermano che il provvedimento è,per loro,addirittura drammatico.Una affermazione esagerata.Certo,l'attività commerciale sta attraversando un periodo di difficoltà,ma noi non abbiamo chiuso il centro città,abbiamo solo modificato la viabilità.Col tempo,tutto andrà a posto.Su questo argomento,in Città Metropolitana mi sono confrontato con altri sindaci che hanno imposto la chiusura totale dei loro centri storici: tutti mi hanno detto di aver registrato,all'inizio,forti contrapposizioni da parte dei commercianti,e che poi tutto si è normalizzato.Noi dobbiamo abituare gli abbiatensi a vivere la città in maniera diversa e il nostro obiettivo è quello di privilegiare prima il pedone,poi il ciclista e infine l'automobilista.I dati ci stanno dando ragione nonostante da parte dei commercianti esiste la non accettazione del nostro provvedimento".Provvedimento che,come detto,secondo i nostri esercenti ha fatto calare notevolmente gli incassi."Io comprendo le loro difficoltà momentanee - prosegue Arrara - ,ma queste difficoltà non sono imputabili alla chiusura di Piazza Castello.Se l'alternativa è quella di poter parcheggiare l'auto quando e dove si vuole,non è assolutamente praticabile".
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Nonostante l’intervento effettuato possa apparire come un semplice lavoro manutentivo, sento di dover riconoscere il grande impegno dimostrato dai dipendenti comunali e dai cittadini che hanno lavorato e voluto fortemente la riqualificazione di un piccolo, ma importante, angolo di città.In merito alla rotonda, che vede incontrare viale Mazzini con via T. Grossi, erano state presentate diverse segnalazioni da parte del comitato di Zona 3 e di singoli residenti: veniva, infatti, evidenziato lo stato di degrado in cui verteva lo spazio verde adiacente all’edicola, conseguente al continuo transito di cittadini che vedevano, nell’aiuola, la continuazione del marciapiede, più che un’area da rispettare; inoltre era richiesto un intervento risolutivo rispetto alla pericolosa situazione viabilistica dovuta alla poca visibilità data dalla presenza di cartelloni pubblicitari e dal continuo transito di pedoni al di fuori delle apposite strisce pedonali.L’intervento ha visto innanzitutto, a seguito di sopraluoghi da parte di Amaga e della Polizia Locale, lo spostamento dei cartelli pubblicitari e, successivamente, la ripiantumazione di tutta l’area verde.Tale risultato è stato raggiunto unicamente grazie al lavoro svolto dai dipendenti comunali, ed in particolare da Giuseppe Parrino, e all’attenzione dell’Ass. Daniela Colla e di alcuni cittadini, come Riccardo Milani, Andrea Chironna e Paolo Zorzan, che non hanno mai mancato di sollecitare propositivamente l’Amministrazione a prodigarsi.Considerata l’attuale difficoltà per il Comune di compiere opere pubbliche, questo può essere considerato un piccolo, ma grande, risultato dell’Amministrazione che, non senza difficoltà e imprevisti, ha compiuto il proprio dovere.Ora è compito dei cittadini avere l’attenzione e la responsabilità di preservare questo angolo di verde che, prima di essere del quartiere e della città, è di ciascuno di noi.

Nicola Capello,consigliere comunale
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di MARIANNA DI PALO
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Le mamme egiziane di Abbiategrasso, iscritti i propri figli all’ASD RugBio, parlano di sé. Della loro storia. Di Mansura e delle ribellioni. In Egitto si gioca a calcio e non si gioca a rugby. Il calcio è lo sport che domina la scena e, come in Italia, va per la maggiore. Però siamo ad Abbiategrasso, al campo dell’Oratorio Sacro Cuore, dove alcune mamme egiziane, al martedì e al giovedì pomeriggio accompagnano i propri figli e le proprie figlie agli allenamenti di minirugby. Vengono tutte dalla pianura di Mansura, città sul delta del Nilo. Sono in Italia da qualche anno, portano il velo e pronunciano qualche parola di italiano. Come tanti immigrati stranieri, si sono ritrovate qui in cerca di fortuna. Con i loro piccoli, hanno seguito i loro mariti che hanno trovato lavoro ad Abbiategrasso. Da poco hanno iscritto i loro figli all’ASD RugBio. Bambini entusiasti del progetto RugBio, che, con gli occhi che brillano, hanno trasmesso i loro entusiasmi a parenti e amici. Tanto da aumentare progressivamente la percentuale di piccoli stranieri iscritti all’associazione sportiva, fino ad arrivare al 40% attuale. Un numero composto da bambini e bambine. Queste ultime, che si contraddistinguono per grinta, si muovono, rincorrono la palla ovale e trasmettono la loro gioia di fare parte di un gruppo. La piccola Kholud ne è l’esempio vivente. Dopo la timidezza iniziale, si è inserita nell’under 10 e ha convinto il suo fratellino ad iscriversi. La cultura islamica prevede che le femminucce giochino con i maschietti fino all’età di 11 anni, quando dovranno indossare il velo. E quando, se vorranno continuare ad essere sportive, dovranno giocare in una squadra di sole bambine. Kholud lo sa, glielo hanno spiegato. La questione è chiara: “La cultura e la religione hanno delle regole: le femmine non possono giocare con i maschi. Quando andrà alle medie la piccola smetterà di fare parte di una squadra mista e, se vorrà continuare con il rugby, si potrà iscrivere a una solo al femminile”. Quindi nessun problema, un velo non farà la differenza. Il velo è legato alla religione e alla cultura. Le mamme islamiche lo portano con dignità e consapevolezza. Sorridenti, accompagnano volentieri i loro figli agli allenamenti dell’ASD RugBio. Per loro, quel campo è un punto di ritrovo. Un momento di condivisione. Contente delle nuove amicizie dei loro figli. Amicizie in cui interagiscono varie culture. Accanto agli italo-egiziani si divertono gli italo-argentini, gli italo-nigeriani, gli italo-brasiliani e gli italiani. Insomma, la nuova Italia. Senza distinzione. Cosa piace di più del minirugby di RugBio? “Il placcaggio”, rispondono Mohamed e Mitwalli, appena dopo l’allenamento. Un placcaggio che con RugBio diventa sinonimo di abbraccio e di amicizia. E uno stare insieme che rende più sereni e distoglie dalle preoccupazioni le giovani donne musulmane, in attesa della fine dell’allenamento. Preoccupazioni che velano lo sguardo di tristezza per la patria: “In Egitto purtroppo c’è una situazione politica confusa. Ci sono proteste e non è un panorama felice”, risponde Hedaia. Subito dopo però, un pallone da rugby rimbalza vicino, le corre incontro il figlio e tutto torna come pochi minuti prima. Sorridente. La vita di Hedaia e delle altre madri è fatta di piccole gioie, di pensieri e di accudimento della prole. Come accade a molte donne italiane. Ogni allenamento delll’ASD RugBio si trasforma in un punto di incontro tra culture. Le mamme italiane e le mamme straniere si conoscono mentre i figli giocano insieme nel campo di un oratorio.
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