EDIZIONE DELLE ORE 14.30 - Lunedì 27 Aprile 2015 - Aggiornate Home, Cronaca 1-2-3
dal nostro inviato MARIO SCOTTI
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25 Aprile: l'Anniversario della liberazione d'Italia è un giorno fondamentale per la nostra storia ed assume un particolare significato,in quanto simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata dalle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale a partire dall'8 settembre 1943 contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e l'occupazione nazista. E'il giorno in cui,alle 8 del mattino via radio,il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia - il cui comando aveva sede a Milano ed era presieduto da Luigi Longo,Emilio Sereni,Sandro Pertini e Leo Valiani - proclamò l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti,indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia facenti parte del Corpo Volontari per la Libertà di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa,giorni prima dell’arrivo delle truppe alleate; parallelamente il Clnai emanò in prima persona dei decreti legislativi,assumendo il potere «in nome del popolo italiano e quale delegato del Governo Italiano»,stabilendo tra le altre cose la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti,tra cui Mussolini,che sarebbe stato raggiunto e fucilato tre giorni dopo. «Arrendersi o perire!» fu la parola d’ordine intimata dai partigiani quel giorno e in quelli immediatamente successivi. Entro il 1º maggio tutta l'Italia settentrionale fu liberata: Bologna (il 21 aprile),Genova (il 23 aprile) e Venezia (il 28 aprile). La Liberazione mise così fine a venti anni di dittatura fascista ed a cinque anni di guerra; la data del 25 aprile simbolicamente rappresenta il culmine della fase militare della Resistenza e l'avvio effettivo di una fase di governo da parte dei suoi rappresentanti che porterà prima al referendum del 2 giugno 1946 per la scelta fra monarchia e repubblica – consultazione per la quale per la prima volta furono chiamate alle urne per un voto politico le donne – e poi alla nascita della Repubblica Italiana, fino alla stesura definitiva della Costituzione. Quest'anno ricorreva il 70° anniversario della Liberazione e l'Amministrazione Comunale ha organizzato la consueta manifestazione insieme con l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e le Associazioni Combattentistiche e d’Arma riunite nell’Assoarma. Sabato 25 aprile alle 9 le Autorità e le Rappresentanze si sono ritrovate in piazza Marconi,punto di partenza della sfilata che è giunta alle 9.15 nella Chiesa di San Bernardino per la celebrazione della Santa Messa.Al termine,in piazza Marconi si è formato il corteo che ha sfilato verso piazza Golgi,corso Matteotti,piazza Castello,dove è stato reso onore alla lapide dei Deportati,Caduti della ex Jugoslavia e ai fratelli Rossi. Causa inclemenza atmosferica,non è stato poi possibile proseguire verso via Giramo e in via Colombo al civico n. 8, dove era in programma il rendere onore alla targa in ricordo degli “scioperi del 1943/1944”. Ci si è diretti in piazza XXV Aprile per la cerimonia dell'alzabandiera e la deposizione della corona al monumento della Resistenza. La commemorazione ufficiale,tenuta dal sindaco Pierluigi Arrara e dal Presidente della Sezione Anpi Sez.“G. Pesce” Gianmarco Garbi,si è svolta nel cortile del Castello Visconteo. Ha accompagnato l'intera manifestazione il complesso bandistico “La Filarmonica” di Abbiategrasso ed erano presenti anche gli alunni delle scuole abbiatensi e le nutrite rappresentanze dei partiti politici: PD,Rifondazione Comunista,Lega Nord e MoVimento 5 Stelle. "E' una festa di pace e unità nazionale - ha spiegato il sindaco Arrara - . Ci trova uniti un sentimento di profonda gratitutine nei confronti di tutti coloro che hanno sacrificato la vita per la conquista della libertà e del riscatto del nostro Paese. In fondo non sono trascorsi molti anni,solo 70,ma questa data fa parte della nostra storia e molti abbiaten si l'hanno vissuta in prima persona,come la vedova Chiappa che è la testimonianza di quanto è successo. Cari concittadini e cari ragazzi,il 25 Aprile non è retorica,celebrarlo è un dovere,così com'è un dovere mantenere ben saldo il suo significato. Il 25 Aprile celebra la vittoria dei valori della Resistenza contro i disvalori del fascismo. Questa festa è,e dovrà restare,la festa di tutti gli italiani che si riconoscono nei valori della Costituzione,la più bella Costituzione del mondo che si è essa stessa proclamata antifascista. Non dobbiamo dimenticare che proprio l'antifascismo e la Resistenza sono le fondamenta sulle quali è nato un vero sentimento di unità nazionale". Le celebrazioni per il 70° Anniversario della Liberazione sono proseguite con manifestazioni collaterali organizzate dalla Sez. Anpi “G.Pesce” di Abbiategrasso. Domenica 26 aprile alle 21 all’ex convento dell’Annunciata ad Abbiategrasso,è andato in scena lo spettacolo teatrale: ”Memoria indifferente,le donne della Resistenza”.
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dal nostro inviato MARIO SCOTTI
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Martedì 21 aprile è ufficialmente iniziata l'era-Cracco all'Annunciata.In essa,il famosissimo cuoco stellato protagonista della serie tv "Masterchef" vi rimarrà fino al termine di Expo nel corso del quale organizzerà una serie di eventi cultural-culinari,dopodichè sarà l'amministrazione,o meglio il consiglio comunale di Abbiategrasso a decidere se consentire allo stesso Cracco di rimanere in pianta stabile nell'ex convento per dare vita all'Accademia Internazionale di Alta Cucina nell'anno 2016. Cracco è stato presentato nel corso di una mattinata mondana alla presenza del sindaco Pierluigi Arrara,della giunta comunale al gran completo,di consiglieri comunali e di autorità politiche civili e militari. E soprattutto di un gran numero di giornalisti di testate locali,nazionali e del web. Dalla stazione di Milano Porta Genova è addirittura giunto a Bià un bus-navetta carico di almeno una quarantina di operatori della carta stampata. Sul posto anche alcune troupe di emittenti televisive. Risultato: Annunciata gremita,almeno 250 gli invitati. L'evento aveva anche lo scopo di presentare "Good Food in Good Expo - Ambasciata del Gusto": si tratta di un fuori-Expo dedicato al territorio e alla cucina d'autore,dodici scatti per immortalare altrettanti chef "di cui sentiremo parlare a lungo,in Italia e non solo" - è stato spiegato. Il tutto nasce da un'idea di Cracco che ha individuato dodici chef italiani,giovani e virtuosi,cui ha abbinato altrettante eccellenze della filiera agroalimentare lombarda. La mostra con gli scatti di 6 fotografi inaugurata mertedì,potrà essere visitata gratuitamente tutti i weekend a partire da sabato 9 maggio fino al 26 ottobre. Gli chef selezionati sono: Matteo Monfrinotti,Paolo Griffa,Sabrina Tuzi,Antonio Colombo,Fabiana Scarica,Luca Sacchi,Alba Ruiz,Dario Guidi,Oliver Piras,Sara Simionato,Lucia Tellone e Sara Perceruti. Questa "Ambasciata del Gusto" rappresenta in sostanza l'opportunità per presentare al territorio e a un pubblico internazionale l'ambizioso progetto di costituzione dell'Accademia Internazionale di Cucina che,come è stato auspicato da tutti i relatori,potrebbe nel 2016 trovare una sede prestigiosa all'Annunciata. Nel corso della manifestazione hanno preso la parola,nell'ordine: il sindaco Pierluigi Arrara,Gianni Fava assessore all'agricoltura di Regione Lombardia,Gianni Beltrami presidente del Parco del Ticino,Giovanni Gastel presidente onorario dell'Associazione Fotografi Italiani Professionisti e Carlo Cracco. Chi si aspettava chissà quali dichiarazione e proclami da quest'ultimo,è rimasto deluso: lo chef è stato di poche parole,si è limitato a ringraziare l'amministrazione comunale e una miriade di sponsor,compresi i lussuosi hotel a 5 stelle di Milano che hanno offerto gli aperitivi ai convenuti. Aperitivi che ben si sono ben "sposati" con il cibo del nostro territorio preparato dal Parco del Ticino e dal Caseificio Arioli di Ozzero. "Cracco e Gastel sono due eccellenze e Abbiategrasso li accoglie a braccia aperte - ha affermato il sindaco Arrara nel suo intervento - .Oggi mi vanto ancor di più di essere il sindaco di questa città.L'obiettivo è quello di organizzare una serie di eventi che valorizzino le caratteristiche culinarie made in Italy,ma soprattutto valorizzare il nostro territorio. Noi qui in provincia ci giochiamo le nostre carte in Expo grazie alla presenza di Cracco. Siamo una cittaslow,una città "lenta",e in questa armonia di lentezza,di cibo,di agricoltura e di turismo,Carlo Cracco si lega benissimo,possiede tutte le caratteristiche per essere il nostro testimonial. La cucina è nemica della fretta ed è diventata sempre più motivo di cultura per la nostra città. Ringrazio Carlo per aver scelto Abbiategrasso come location per questa sua nuova avventura". Gianni Fava,assessore regionale:"Siamo nella capitale della Milano agricola forte,storica che produce eccellenze: elementi importanti che vanno valorizzati. Mai come in questo periodo i prodotti agricoli lombardi hanno bisogno di essere sostenuti e mi rende felice il fatto che questo avvenga da parte di Cracco e soprattuto in un luogo nel quale Regione Lombardia ha investito molto negli ultimi anni. Il valore di questo spazio,l'Annunciata,non era ancora ben percepito dai cittadini: oggi lo abbiamo riabilitato con una iniziativa lodevole sia sul versante dell'immagine sia su quello sensoriale del gusto". Al termine dei discorsi,visite in ogni angolo dell'ex convento e abbondante rinfresco. Dopodichè per Carlo Cracco è iniziata una vera e propria maratona d'immagine: tutti a chiedergli autografi,selfie e interviste varie.
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di MARIO SCOTTI
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Con l'assegnazione a Laura Dell'Acqua del compito di dipingere il Cencio 2015,si è ufficialmente messa in moto l'organizzazione del Palio di San Pietro giunto quest'anno alla 36esima edizione. La kermesse sanpietrina,uno dei fiori all'occhiello della nostra città,quest'anno si svolgerà in concomitanza con Expo e per l'occasione il riconfermatissimo presidente dell'Associazione Amici del Palio,Tiziano Perversi,comunica che il gruppo da lui presieduto è entrato a far parte di "Città Expo": si tratta di una organizzazione che avrà il compito di pubblicizzare al meglio l'evento abbiatense tramite depliant e pubblicazioni varie nel corso dell'esposizione universale milanese.Ogni dettaglio sull'operazione e tutte le novità sul Palio 2015 saranno comunque spiegate nella conferenza stampa del prossimo 13 maggio.Il prossimo appuntamento con l'evento d'oltrefossa sarà rappresentato dalle "Giornate medioevali" che non si svolgeranno più in Fossa Viscontea,bensì nel fossato del Castello Visconteo. Seguirà,all'interno del maniero,la cena. Il nuovo cencio sarà presentato il 4 giugno in Piazza Marconi. Per quanto riguarda la sfilata storica,cambieranno i gruppi di sbandieratori.La corsa si svolgerà come sempre nel campo del quartiere fiera di via Ticino.Salterà,purtroppo per mancanza di fondi, l' "Assalto al Castello",la serata pirotecnica che tanto successo ottenne lo scorso anno.Questa serata sarà comunque "recuperata" a luglio,con il probabile ripristino della "Notte del Gallo" a suo tempo soppressa.Sul fronte delle 6 contrade sanpietrine,per il momento si sta a guardare in che modo fantini e cavalli si comportano nei numerosi Palii che in questo periodo si stanno svolgendo nel Belpaese.Dopodichè i contradaioli sanpietrini partiranno all'assalto dei migliori,disponibilità economiche permettendo.Il Palio di San Pietro è nato il 1 giugno 1980 da un’idea di Don Luigi Alberio,del compianto Augusto Rosetta e di altre persone.Da allora le Contrade sono aumentate, coinvolgendo quasi tutta la città di Abbiategrasso.Le Contrade che tutt’oggi partecipano al Palio sono: Gallo, Legnano, Nuova Primavera Cervia, Piattina, San Rocco, Sforza.Proprio quest'ultima ha vinto l'edizione 2014 con il fantino Giacomo Lomanto.La manifestazione si svolge la seconda domenica di giugno - in questo caso il giorno 14 - con al mattino la Santa Messa delle contrade e la benedizione di cavalli e fantini.Al termine della funzione religiosa, si passerà alla firma del regolamento corsa da parte dei capitani delle contrade e dei fantini.Al pomeriggio,avrà inizio il corteo storico delle contrade che sarà composto da centinaia di persone a piedi e a cavallo, che indosseranno costumi ispirati al Medioevo. Saranno circa 500 gli sfilanti, mentre circa 60 persone si occuperanno della gestione del corteo e del campo.Il corteo Storico si snoderà per le vie cittadine per recarsi prima al Castello Visconteo dove li aspetterà la Corte per poi assieme alle Contrade proseguire verso il campo corsa dove si disputerà il Palio.
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di MARIO SCOTTI
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Un altro buon risultato che Abbiategrasso ha portato a casa dalla Città Metropolitana: la riorganizzazione dei servizi di trasporto pubblico dell'area sud-ovest di Milano. Sono state integrate le coincidenze con la località Bruciata di Albairate.Stiamo parlando di autobus. In sostanza,la vecchia linea che da Magenta portava a Milano Bisceglie è stata praticamente sdoppiata: il capolinea rimane a Bià,in piazza V.Veneto,e il pullman Stav diretto a Bisceglie farà tappa alla Bruciata per poi dirigersi sulla Milano-Baggio verso la stazione milanese. "In questo modo - spiega l'assessore alla Viabilità e Trasporti Emanuele Granziero - la Bruciata diventa un centro importante. Ma dovremo fare in modo che Stav migliori ulteriormente il servizio che offre ai pendolari. Quello che abbiamo portato a casa è una maggiore frequenza dei pullman verso i treni,sia in andata che in ritorno. Tutto questo migliora notevolmente la mobilità sostenibile e la qualità di vita dei pendolari". Un aspetto molto importante poichè,come spiega ancora Granziero "è possibile acquistare un abbonamento denominato Io Vado Ovunque in Provincia,del costo di 86 euro al mese che consentirà di arrivare,con i mezzi,fino alla provincia di Monza-Brianza. E noi come assemblea dei sindaci abbiamo inteso incentivare l'uso dei mezzi pubblici come alternativa all'auto privata con un abbonamento assolutamente conveniente. Siamo soddisfatti che il Settore Trasporto Pubblico Locale della Città metropolitana di Milano abbia recepito la nostra richiesta di aumentare le coincidenze e le frequenze di transito nella stazione di Albairate FS in località Bruciata incrementando così l’intermodalità.In particolare tutte le corse della linea Z551, in partenza da piazza Vittorio Veneto ad Abbiategrasso,verso Milano Bisceglie transiteranno dalla stazione di Albairate FS e ciò garantirà la possibilità per i pendolari abbiatensi di non dover usare più l’auto per raggiungere tale stazione". La riorganizzazione dei servizi della sottorete sud-ovest è stata presentata lo scorso 8 aprile presso la sede municipale del Comune di Albairate alla presenza dei responsabili degli uffici tecnici del Settore Trasporto Pubblico Locale della Città metropolitana di Milano e dell’azienda affidataria Stav. Già detto delle novità che prevedono anche il mantenimento delle corse scolastiche,gli orari delle linee sono già attivi da lunedì 13 aprile. "Abbiamo puntato su due aspetti fondamentali: qualità e convenienza economica - conclude l'assessore Granziero - due meccanismi che possono incentivare il pendolare ad utilizzare il trasporto pubblico". In conclusione,riassumiamo le principali novità:
- Individuazione della stazione di Albairate FS come nodo principale di interscambio con il servizio suburbano della linea S9.
- Transito delle corse della linea Z551 Abbiategrasso – Albairate FS – Milano (Bisceglie) dalla stazione di Albairate FS.
- Separazione della tratta Abbiategrasso – Magenta in una linea dedicata Z559 Magenta-Abbiategrasso FS.
- Trasformazione della linea Z554 Bubbiano/Rosate – Albairate FS in servizio navetta di adduzione ai servizi ferroviari in Albairate FS.
- Mantenimento delle corse scolastiche.
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di MARIO SCOTTI
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Una fragorosa risata. All'ingegner Fabrizio Castoldi è scoppiata spontanea quando,nei giorni scorsi,gli hanno riferito di un articolo pubblicato su un foglio cartaceo di Rho nel quale si ipotizzava una sua discesa in campo nell'ambito della politica abbiatense in occasione delle prossime elezioni amministrative del 2017. Con un solo obiettivo: battere alla grande i suoi "due competitor" Arrara e Finiguerra. Per quest'ultimo,la risata di Castoldi si fa ancora più fragorosa: "Con lui mi divertirei un mondo". "Quel giornale cartaceo è legato a qualche partito? E' un media abbiatense? Di che tendenza è? - afferma l'ingegnere,presidente di BCS ad Habiate Web Quotidiano - Non fa parte delle mie letture,il contenuto di quell'articolo me l'ha spiegato mia figlia. Sono letteralmente caduto dalle nuvole".
- Ma lei,ingegner Castoldi,sarebbe disposto a scendere in politica?
"Io in politica? Non ci ho mai pensato.Lo ritengo molto difficile,ho il mio lavoro che mi impegna parecchio. Ogni lavoro si può fare,ma dev'essere fatto bene.E per essere fatto bene,ogni lavoro richiede tutta l'energia possibile. Ed io,attualmente,sto facendo un lavoro molto impegnativo nel contesto dell'attuale panorama economico che non è dei migliori. Pertanto,la politica sarebbe assolutamente incompatibile con la mia attività di imprenditore".
- E se qualcuno venisse davvero a bussare alla sua porta?
"Lasci che venga...ahahahah vedrò cosa mi dirà,mi divertirò".
- Ma lei,ingegnere,in quale casella dello scacchiere politico si colloca?
"Bella domanda. Ci ho pensato a lungo. Se oggi dovessi recarmi alle urne a votare,sarei in grave imbarazzo. L'unica cosa che potrebbe attrarmi sarebbe l'esistenza,in Italia,di un partito trasversale che impedisca agli altri partiti di mettere gli italiani gli uni contro gli altri. Perchè noi siamo divisi. Una volta eravamo divisi in Guelfi e Ghibellini,Papa e Imperatore...e se ci pensa bene,ancora oggi è così.Destra e sinistra si odiano,gli uni accusano gli altri...Tutto questo oggi,è superato,siamo tutti uguali e siamo tutti responsabili del nostro Paese. Siamo rimasti indietro anche perchè c'è questa forte divisione al nostro interno".
- Il suo partito politico ideale?
"Non esiste. Seguo però con attenzione i fuoriusciti del MoVimento 5 Stelle che stanno cercando di fondare un nuovo schieramento. In particolare,ne conosco qualcuno.E' gente davvero molto in gamba".
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di MARIO SCOTTI
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Di nuovo insieme,come ai vecchi tempi,per la sfida elettorale abbiatense del 2017 durante la quale cercheranno di scalzare da Palazzo Marconi l'attuale giunta di centrosinistra. Parliamo di Forza Italia e della rinata Lega Nord. "In realtà non ci siamo mai distaccati dal Carroccio - spiega Valter Bertani,ex assessore nella giunta Albetti e attuale esponente locale di spicco di FI - . Insieme abbiamo sempre fatto parte della coalizione di centrodestra,così come a livello locale non ci siamo mai distaccati dal Nuovo Centrodestra,dall'Udc e da Fratelli d'Italia. Non c'è mai stato motivo di divisione. A legarci sono le stesse idee e gli stessi obiettivi". La scorsa estate,come si ricorderà,proprio Bertani dichiarò,ironicamente,la sua disponibilità nel prendere i voti e a farsi suora di clausura qualora l'attuale amministrazione avesse costruito la nuova piscina entro l'autunno dell'anno in corso. Ebbene,sembra proprio che l'esponente politico di FI dovrà rinunciare a questa sua vocazione poichè la nuova struttura natatoria vedrà la luce,forse,nella primavera del 2016. "E' la terza volta che lo promettono - prosegue Bertani - ,ma io non ci credo nella maniera più assoluta. Parlano,loro,di primavera 2016? Non ci sono i tempi tecnici nè per quanto riguarda l'appalto nè per il bando che non hanno ancora studiato e messo a punto. E poi: come pensano di pagarla questa nuova piscina,dal momento che l'operatore disposto ad investire se n'è andato per i fatti suoi? La mia paura è che si tratti della terza presa in giro consecutiva di questa amministrazione nei confronti della cittadinanza abbiatense. A mia disposizione c'è sempre l'abito da monaca e rinnovo i miei propositi qualora la nuova piscina sia pronta per la primavera del 2016. Sono convinto che questa amministrazione non riuscirà mai nell'impresa. L'assessore Brusati ha dichiarato che avrebbe rassegnato le dimissioni nel momento in cui non sarebbe riuscito a mantenere la promessa del nuovo impianto natatorio pronto per il 2015: pensavo che si fosse dimesso fin da subito,invece è ancora lì e da qui alla fine dell'anno combinerà altri guai". Rimanendo nel settore sport,Bertani ritiene che "gli impianti sportivi cittadini sono sempre stati tenuti a norma,cosa che adesso non avviene più. Voltando pagina,i nostri governanti dicono che partiranno con il piano delle asfaltature delle strade: appalti non ne ho visti,sarebbe ora che partissero,dal momento che solo di residui-mutui avevano a disposizione dall'amministrazione Albetti 250mila euro".
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di MARIO SCOTTI
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L'Italia rialza la testa a Milano in occasione di Expo? Normalmente,si immagina che ciò che si costruisce serva poi a qualcuno dopo i sei mesi di esposizione universale.Ora,in questo luogo brutto,il più brutto della città,si costruiscono padiglioni che poi rimarranno in piedi e nei quali metterci uffici,persone,condomini? Macchè,dopo Expo verrà tutto distrutto.Altro che venduto e venduto... Quello che spendi,lo distruggi.Salvo una cosa: il simbolo della violenza contro la civiltà italiana rappresentata dall'orrenda architettura del Padiglione Italia (nella foto). Rimarrà in piedi,in quanto struttura stabile. Brutto come la morte,costa la bellezza di 92 milioni di euro. Si sono buttati soldi in un cesso che fa schifo dal punto di vista architettonico per poi mantenerlo in piedi. Un orrore che non rappresenta l'Italia,che non è niente rispetto a una città meravigliosa qual è Milano. Il cui simbolo,il Castello Sforzesco,è attualmente inquinato dall'ExpoGate: due raccapriccianti baracche costruite da uno studio che neppure nominiamo per tenerezza,costate 7 milioni di euro solo per "coprire" il Castello all'interno del quale vi sono grandi monumenti della civiltà italiana del '900. Non è possibile che Milano sia così barbara,l'architettura è civiltà,è bellezza. 92 milioni di euro per un manufatto inguardabile Ma che roba è,ma dove siamo? E' di qualche giorno fa la notizia che è in dubbio l’ultimazione dei lavori per l'obbrobrio da 92 milioni di euro.Il tempo previsto per la sua realizzazione era di 447 giorni, così era indicato nel bando, ed era risaputo quanto fosse un’impresa terminarlo in tempi così stretti. Il commissario unico dell’Expo 2015 Giuseppe Sala ha assicurato che l’atrio, le mostre del creativo Marco Balich e il ristorante Pec saranno finiti in tempo per l’inaugurazione, mentre tutto il resto verrà terminato in seguito. Figuraccia mondiale. In conseguenza di ciò, Regione Lombardia ha chiesto ai Comuni Cittàslow che proprio nel "Padiglione Lombardia" inserito nell'obbrobrio,sarebbero dovuti essere presenti a partire dal 1° maggio giorno dell'inaugurazione,di rimandare la loro presenza a settembre,vale a dire a soli due mesi dalla chiusura di Expo. Fra i Comuni beffati,anche la nostra Abbiategrasso che aveva vinto il bando per essere presente con un suo spazio nel Padiglione Italia. I dirigenti di Regione Lombardia hanno assicurato a Palazzo Marconi un successivo contatto per stabilire tempi e modi per la partecipazione di Abbiategrasso ad Expo,ma finora da Milano tutto tace. Dicevamo dei costi di "Padiglione Italia": il cantiere è in funzione 24 ore su 24, con un sforzo aggiuntivo di uomini, turni, lavori materiali e macchinari. Al lavoro su tutto il padiglione ci sono 550 operai. Sono divisi in tre turni per un impegno continuo. I 63 milioni di euro di budget pubblico destinati alla costruzione e all’allestimento della struttura progettata da Diana Bracco, sia per il Palazzo sia per gli spazi di due piani lungo il cardo, il viale più corto di Rho-Pero, sono lievitati del 50%, per un totale di 92 milioni, in parte dovuti a costi legati all’utilizzo di più personale per rimanere nei tempi, in parte a problemi di revisione progettuale. La maggior parte di quei quasi 30 milioni di extracosti sono rappresentati dalla parte che, se l’Autorità Nazionale Anticorruzione e l’Avvocatura dello Stato daranno il via libera, sarà riconosciuta in più a Italiana Costruzioni.L’impresa si è aggiudicata per 18,5 milioni l’appalto principale di Palazzo Italia. Una commessa che Raffaele Cantone ha chiesto di mettere sotto osservazione speciale. La disposizione dei piani è stata rivista in numerose occasioni.
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di NERISSA GUADRINI
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«Adesso facciamo seguire i fatti alle parole!» con quest’esortazione il gruppo di Cambiamo Abbiategrasso invita i due membri della maggioranza che si sono uniti il 28 marzo alle fila del corteo «no tangenziale», l’assessore Mauro Squeo (lista Ceretti-Leone Rosso) e il consigliere Paolo Porati (Pd), a prendere posizione anche all’interno del proprio gruppo politico. «Ci aspettiamo che – scrive il movimento guidato da Domenico Finiguerra -, in coerenza con il gesto politico pubblico, chiedano formalmente alla propria maggioranza di cambiare il parere del Comune rispetto al progetto Anas, trasformando la posizione attendista-possibilista in una posizione contraria». Porati e Squeo confermano la propria contrarietà al collegamento con Malpensa, ma da lì a schierarsi nelle fila della minoranza contro il proprio sindaco il passo è ancora molto lungo. «Confermo che per un tratto ho affiancato il consigliere Porati – spiega l’assessore - e per quanto mi riguarda sono decisamente contrario al progetto Anas, che non è una posizione difforme dal programma del sindaco Arrara». Nel programma originario della coalizione pro-Arrara infatti si richiedeva una revisione del progetto Anas per la realizzazione della Abbiategrasso-Magenta affinché venisse realizzata una strada ad una corsia per senso di marcia con conseguente stralcio delle quattro corsie previste da Anas. «Negli schieramenti per il sì e per il no – continua Squeo - ci sono posizioni difformi ed alcune anche estremiste, da chi non vuole nessuna strada perché l'utilizzo delle auto va contrastato, a chi vuole strade "californiane". Il mio pensiero è che bisogna tener conto della esigenza di mobilità dei cittadini oltre a dare risposte strutturali sulle esigenze urbanistiche espresse nelle varie realtà (via Dante, Robecco) compatibilmente e con estrema attenzione alla salvaguardia del patrimonio che abbiamo che è la nostra Terra!». «Ho partecipato con convinzione alla manifestazione – afferma Porati - e confermo che la mia posizione di contrarietà all'opera all'interno della maggioranza è nota, quindi non ho problemi a chiedere che la stessa maggioranza "aggiorni" le sue posizioni. Credo che quanto scritto nel programma elettorale sia ormai superato e occorra aprire una nuova discussione per prendere posizione sulla questione. Tutto questo anche in ragione delle dichiarazioni dell'onorevole Prina, dei dati sulla realizzabilità e finanziamento dell'opera e, non ultimo, sulle recentissime valutazioni del Ministro Delrio sulla "Legge obiettivo". Il tutto, ovviamente, con la massima tempestività».
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(M.S.) - Nei giorni scorsi,come noto,a Palazzo Marconi si è svolta una storica seduta di giunta. Per la prima volta le due amministrazioni di Magenta e Abbiategrasso si sono riunite per condividere politiche e progetti su temi di interesse comune a favore della comunità locale del Magentino-Abbiatense. Prima di una serie di un incontri,la prossima riunione sarà a Magenta nel mese di maggio. La seduta di Bià,nell'ex sala consiliare di Piazza Marconi,ha visto la condivisione di un documento programmatico che impegna le due amministrazioni ad agire in modo sempre più sinergico e coordinato per offrire risposte concrete e adeguate alle richieste dei cittadini del territorio per rendere l’Est-Ticino reale protagonista della nuova sfida metropolitana. Vediamo nel dettaglio ogni punto sui quali Arrara e Invernizzi si sono accordati. Premesso che "L’Est-Ticino,bagnato dal fiume che sfocia nel Po,conserva un inestimabile patrimonio agricolo e ambientale - si legge nel documento di accordo - impreziosito da importati monumenti storici e architettonici,che lo rende un luogo con un’elevata qualità della vita e punto di interesse per visitatori e turisti,con la nascita della nuova Città metropolitana,l’Abbiatense - Magentino assume una rilevanza strategica ancora maggiore,come “porta” di collegamento verso il Piemonte e verso il territorio pavese". Ragion per cui i Comuni di Abbiategrasso e Magenta vogliono agire in maniera sempre più coordinata e sinergica per offrire risposte concrete ai cittadini del nostro territorio e rendere l’Est - Ticino reale protagonista della nuova sfida metropolitana che interessa l’area del milanese. La collaborazione tra le due amministrazione comunali,che desiderano coinvolgere tutti i Comuni del territorio,vuole partire innanzitutto dalla sicurezza. In modo particolare,l’amministrazione comunale di Abbiategrasso sta sperimentando un progetto di sicurezza “partecipata” con il coinvolgimento dei cittadini,in forma singola o associata, per un migliore presidio del territorio e una più intensa collaborazione con le Forze dell’Ordine. L’ amministrazione comunale di Magenta,invece,ha messo a punto un progetto di contrasto all’abuso di alcool,con particolare attenzione alle nuove generazioni,che vede il coinvolgimento,tra gli altri,delle Associazione di categoria dei Commercianti, l’ASL,le scuole,per azioni finalizzate alla prevenzione di tale fenomeno. Nei prossimi mesi,i rispettivi Comandi di Polizia Locale lavoreranno per conoscere e condividere reciprocamente i due progetti,facendoli diventare oggetto di collaborazione e azioni dei due Comuni. Lavoro e sostegno al reddito: l’amministrazione comunale di Abbiategrasso ha attivato progettualità rivolte alle fasce economicamente più deboli e a persone con disabilità. Al contempo sta operando in rete con le scuole superiori per dare vita a percorsi di orientamento lavorativo e sta valutando la possibilità di promuovere nuove iniziative imprenditoriali attraverso forme di microcredito. L’amministrazione di Magenta ha invece implementato un progetto di tirocini e DoteComune,che ha consentito di attivare posizioni lavorative per giovani e persone disoccupate over50 all’interno dell'ente. Promozione del territorio: Quest’anno,per la prima volta,è stata garantita una partecipazione unitaria alla BIT 2015 e si è provveduto a partecipare in maniera congiunta a un bando regionale per la promozione del territorio,che ha ottenuto un importante finanziamento da parte di Regione Lombardia. Anche nell’ambito della rassegna “Abbiategusto” e del Festival Jaz di Magenta sono state proposte occasioni di scambio e relazione tra i due Comuni,nel segno della valorizzazione culturale e artistica. Nei prossimi mesi,le due Amministrazioni desiderano rafforzare questa strategica collaborazione sul piano della promozione del territorio,con appuntamenti e progetti condivisi. Tutela ambientale: è l’inizio di una collaborazione sempre più stretta fra i due comuni. Sarà l’occasione per condividere buone pratiche.
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di MARIO SCOTTI
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Una seratona memorabile all'Annunciata con i 20 migliori chef del mondo,Carlo Cracco compreso,che cucineranno per una schiera di invitati. L'evento,a dir poco eccezionale,è in fase di definizione in ogni minimo particolare. Artefice di questa clamorosa occasione di promozione e di marketing per la nostra Abbiategrasso è Gianni Beltrami,brillante presidente del Parco del Ticino. "Confermo,stiamo cercando di organizzare questa serata all'Annunciata - rivela lo stesso Beltrami ad Habiate Web Quotidiano - . Nei prossimi giorni Carlo Cracco verrà a farci visita nella nostra sede di Pontevecchio di Magenta e dedicherà un'intera giornata al Parco del Ticino. Gli faremo visitare i nostri agriturismi,le nostre aziende agricole e i luoghi più caratteristici del Parco del Ticino,a cominciare dalla Cascina Zelata nella quale si produce il biologico,per poi continuare con la Cascina Cantarana,la Cascina Caremma...Poi porterò Cracco alla Cirenaica ad incontrare il presidente del Consorzio Produttori,alla Galizia e gli farò visitare ill Caseificio Arioli di Ozzero,perchè gorgonzola,ravioli del gusto e taleggio sono una prelibatezza del nostro territorio". Di conseguenza,l'idea di organizzare la seratona all'Annunciata alla presenza,nientemeno,dei 20 chef più famosi al mondo! "Dovrebbero esserci tutti - prosegue Beltrami - a meno che qualcuno si sia lavato la bocca un pò troppo...ma ne basterebbero la metà,di questi chef,per rendere eccezionale la serata il cui svolgimento è ancora da definire. Non sappiamo ancora se questi grandi chef prepareranno gli assaggi dei prodotti del Parco del Ticino al quale sarà ovviamente dedicata la stessa serata,o se cucineranno le loro specialità per gli invitati. Il tutto dovrebbe svolgersi verso la fine del mese di aprile,a pochi giorni dall'inaugurazione di Expo". Nei giorni scorsi,Gianni Beltrami si è recato personalmente nel ristorante milanese di Carlo Cracco."Non sono andato a mangiare,non volevo farmi offrire il pranzo nè spendere le cifre che normalmente si spendono da lui...- conclude il presidente del Parco - . Sono andato a parlargli direttamente. Lui,Cracco,in genere liquida le persone in 2-3 minuti,massimo 5: il colloquio con il sottoscritto è invece durato un'ora e un quarto! La persona è intelligente,capace. Mi ha detto di essere rimasto un pò basito dal fatto che,leggendo il tuo giornale (incredibile,ndr) abbia rilevato le critiche di qualcuno...e non ha ben compreso le finalità di queste critiche. Io capisco tutto,anche l'essere populisti,ma quando si esaperano le situazioni in modo gretto,mi dà fastidio.Cionostante,Cracco è contento di aver scelto la città di Abbiategrasso e vuole avvalersi della collaborazione del Parco del Ticino. Opportunità che noi cogliamo al volo per dare un'immagine diversa al nostro territorio".
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VISITATORE:
dal nostro inviato
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(M.Scotti) - E' stato consigliere comunale di Rifondazione Comunista nella giunta Ceretti e da pochi mesi è presidente della sezione abbiatense dell'Anpi. Si chiama Gianmarco Garbi (nella foto),un baffuto e barbuto omone tutto d'un pezzo,sanguigno,che non le manda certo a dire: ventun minuti è durato il suo discorso durante la cerimonia di commemorazione del 25 Aprile,un lungo,forse troppo lungo monologo che non ha però mancato di strappare applausi. Il suo bersaglio preferito? I fascisti,ovviamente. "E' ancora attuale,oggi,festeggiare questa ricorrenza? Ce lo chiedono in molti. Noi diciamo sì in maniera forte. Proprio in questo periodo è più che mai necessario ricordare i valori della lotta di liberazione. Perchè oggi la nostra Costituzione è sotto attacco e stanno rialzando la testa gli ideali fascisti - ha detto il presidente Anpi - . Ricordiamoci che l'Italia era l'alleata dei nazisti. Oggi la nostra dignità viene messa in discussione da chi vuole riscrivere la storia e da chi cerca nel revisionismo la condanna della Resistenza chiamando i partigiani banditi e assassini e affermando che tutti i morti sono uguali. Io dico di no,non sono uguali: ci sono morti buoni e morti cattivi. E questo l'ha detto anche il presidente della Repubblica Mattarella. I morti buoni sono quelli che hanno lottato per la Resistenza,quelli cattivi hanno sostenuto la dittatura". E ancora: "La nostra dignità oggi viene messa in discussione da chi indossa e mostra orgoglioso magliette con l'effige di Mussolini,cosa vietata dalla legge; da chi organizza concerti e raduni nazisti, da chi usa il saluto romano con naturalezza senza sapere cos'è stato il fascismo. Usano slogan del tipo "ah,quando c'era lui","a noi","vincere e vinceremo","credere,obbedire e combattere"...ma andate a cagare! Mussolini cos'ha fatto? Qualche guerra,e le ha perse tutte". "Da qualche tempo,poi sta dilagando il negazionismo relativo ai campi di concentramento - ha detto ancora Garbi -,c'è gente che dice che l'olocausto non è esistito.Ah sì? Andate a vedere,parlate con i superstiti ai tempi ridotti a larve umane...E c'è chi questo lo nega. reagiamo con forza contro questo ritorno della cultura fascista,dobbiamo entrare duri,non rimaniamo passivi mentre loro,i fascisti proclamano il ritorno al ventennio. E' colpa nostra se glielo permettiamo,se rimaniamo inermi e indifferenti,se rimaniamo in casa a guardare la tv...Così facendo,noi creiamo un vuoto culturale e sociale che i fascisti riempiranno con i loro deliranti ideali. Urliamo con forza il nostro no. In Germania,se qualcuno organizza raduni neonazisti viene messo in galera; in Italia,invece,se qualcuno interviene per impedire questi raduni,viene arrestato lui...assurdo. Spieghiamo ai giovani cos'è stato il fascismo,cos'è stata la Resistenza,spieghiamo loro l'incredibile coraggio dei partigiani".
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di MARIO SCOTTI
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Il plico loggato Anas,contenente il nuovo progetto della superstrada Vigevano-Malpensa,è arrivato sulla scrivania del sindaco Pierluigi Arrara nella mattinata di martedì. Il primo cittadino l'ha visionato insieme ai membri della giunta comunale. O meglio,l'ha visionato solo in parte poichè le scartoffie,le mappe e quant'altro contenute del cd sono alquanto "pesanti": 5 gigabyte in tutto. Oltretutto,alcune mappe sono coperte da copyright. Un lavoro immane,insomma,quello di prendere atto del nuovo progetto in tutti i suoi dettagli e nelle sue complesse articolazioni tecniche. L'amministrazione continuerà in questo lavoro di visione nei prossimi giorni. Pur tuttavia,in quel poco che è riuscito a visionare,una cosa è subito apparsa chiara al primo cittadino di Bià,e la spiega ad Habiate Web Quotidiano: "Questo progetto ricalca molto quello vecchio. La superstrada da Vigevano a Bià è molto contenuta come impatto ambientale,ma da Albairate a Magenta diventa alquanto invasiva per il territorio - afferma Arrara - . Inoltre,la strada non va affatto verso Milano,ma verso Malpensa,e questo non mi piace. Nel mio programma elettorale del 2012 rendevo nota la necessità di una strada che risolvesse l'attraversamento della nostra città e soprattutto la salvaguardia della vera esigenza degli abbiatensi e dei vigevanesi: raggiungere Milano e non tanto Malpensa. In ogni caso due parlamentari mi hanno detto che i margini per intervenire sul progetto ci sono nella misura in cui i Comuni riusciranno a presentare una proposta coordinata e condivisa da tutto il territorio. Ripeto: la vera necessità dei nostri cittadini è quella di recarsi a Milano per lavoro e per studio: su mille che vanno nella metropoli milanese,20 di essi vanno a Malpensa... Attualmente,ti metti in colonna a Castelletto e la coda finisce a Gaggiano o a Corsico. Recarsi a Malpensa non è una priorità per il territorio". "Inoltre - prosegue il sindaco - nel nuovo progetto rimane irrisolto il problema di Robecco". "Il lato positivo della questione è che finalmente questo progetto è arrivato,permettendoci così di ragionare su qualcosa di concreto anzichè su slogan e prese di posizione - conclude Pierluigi Arrara - .Per martedì della prossima settimana ho convocato in Comune tutti i sindaci interessati dalla tratta allo scopo di creare un percorso condiviso di cammino e assumere le opportune iniziative. Vogliamo poter dire la nostra e salvaguardare il territorio risolvendo nel contempo gli snodi fondamentali rappresentati dagli attraversamenti di Abbiategrasso e di Robecco e la circonvallazione di Pontenuovo".
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Sottoscritto in data 24 aprile a Luino, nella Sala Consiliare del Municipio, il protocollo d’intesa tra il Consorzio, rappresentato dal Presidente Folli, e il Comune di Luino, con il Sindaco Andrea Pellicini, per lo sviluppo dell’Idrovia Locarno-Milano-Venezia. Al centro dell’accordo il programma per lo sviluppo e la valorizzazione dei territori con particolare attenzione rivolta al patrimonio idrografico e ai collegamenti navigabili dalla Svizzera al lago Maggiore sino a Milano. È intervenuto anche il Sindaco di Laveno Mombello Graziella Giacon, dichiaratasi estremamente interessata a inserire il Comune da lei amministrato in questo circuito virtuoso. Concorde il riconoscimento dell’importante lavoro svolto dal Consorzio nel ripristino delle infrastrutture per rendere nuovamente possibile la navigazione dell’Idrovia da Locarno sino a Milano. Piena soddisfazione da parte del Consorzio. Il Presidente Folli ha così commentato: “La convenzione permetterà di collaborare nello sviluppo delle opere per la ‘mobilità dolce’ e nella promozione dei nostri territori rafforzando le specifiche peculiarità turistiche. L’acqua ha un utilizzo multifunzionale, per agricoltura, energia e trasporto, oltre che per la conservazione dell’ambiente e questa convenzione permetterà di sviluppare insieme i progetti turistici e di promozione del territorio che si affaccia lungo l’Idrovia”. Folli, raccogliendo l’istanza del Sindaco Giacon, si è detto poi estremamente disponibile a considerare l’ingresso di ulteriori partner nel progetto in un’ottica di sviluppo sinergico delle numerose potenzialità in esso contenute.
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La Darsena è tornata ai milanesi. Domenica 26 aprile con una grande festa collettiva è stato restituito alla città un angolo tra i più amati e caratteristici, dopo 10 anni di lavori e qualche polemica. L’antico porto, creato all’inizio del 1600 come importante arteria di comunicazione, ha naturalmente smesso le vesti di polo commerciale per configurarsi come zona di passaggio e passeggio: ecco dunque il nuovo percorso alberato lungo la banchina, un punto bar e il mercato comunale coperto totalmente rinnovato. È stato poi realizzato un ponte pedonale che collega viale Gorizia a viale D’Annunzio all’interno di un lavoro di restyling generale, con lampioni a luce LED, nuove semaforica e pavimentazione. Dal 15 aprile piazza XXIV Maggio è stata poi riaperta al traffico con una nuova viabilità e nel contempo è stato posizionato un voluminoso cubo galleggiante, “The Cube”, destinato a presentare alla cittadinanza immagini, video e contenuti editoriali. Anche il Consorzio si è attivato per fornire un proprio contributo.
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di NERISSA GUADRINI
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È ormai giunta alla 103° edizione la tradizionale fiera di San Majolo che come sempre si tiene il primo di maggio a Robecco sul Naviglio, e, almeno per quanto riguarda l’aspetto organizzativo, quest’anno porterà delle novità. Fattasi da parte infatti l’associazione Fiera di San Majolo, è stato creato un comitato ad hoc che, in collaborazione con le altre realtà cittadine, si è occupato di organizzare l’evento. «Credo che la forma organizzativa del comitato Fiera di San Majolo, senza nulla togliere al lavoro dell’associazione, sia una struttura più solida, destinata a rimanere nel tempo indipendentemente dalle amministrazioni che si succederanno – ha affermato il primo cittadino Fortunata Barni nella conferenza stampa di presentazione che si è svolta lunedì 20 aprile –, e comporta il coinvolgimento di numerosi soggetti: Pro Loco, parrocchia, e mondo agricolo. Tutti i soggetti sono stati coinvolti nelle decisioni, in un’organizzazione partita “dal basso”». La fiera riempirà di eventi l’intero weekend, dalla sera di mercoledì 29 aprile fino a domenica 3 maggio, ma già sabato 25 verrà inaugurata alle 17,30 a palazzo Archinto la mostra sul tema dell’acqua. L’assessore alla Cultura Enzo Barenghi ha spiegato che, nell’ambito degli eventi, sono stati inseriti anche appuntamenti legati all’artigianato, al commercio e al turismo. Proprio per quest’ultimo aspetto mercoledì 29 aprile alle 21 si terrà nelle sale di Palazzo Archinto la presentazione dell’Ufficio Turistico e un convegno sul tema “Turismo e territorio, cultura, agricoltura ed enogastronomia all’insegna del benessere”. Come ha illustrato il presidente del comitato, Dario Tonetti, la fierà sarà organizzata in sei piazze a tema, ognuna abbinata a un colore diverso, e sarà creato un percorso consigliato e indicato con apposita segnaletica. Novità di quest’anno è anche la chiusura di via Dante e via Roma, per venire incontro alle esigenze dei commercianti. Chi verrà da Abbiategrasso quindi non potrà attraversare il paese e per superare il Naviglio dovrà seguire le deviazioni per Cassinetta o Ponte Vecchio. Infine, in collaborazione con la Pro Loco, sono state organizzate una serie di visite in bicicletta alle cascine del territorio, nell’ottica di portare non solo l’agricoltura in fiera ma anche i turisti nelle aziende agricole. Le iscrizioni alle visite, che si terranno sabato 2 e domenica 3 maggio, potranno essere effettuate allo sportello turistico di Palazzo Archinto il 1° maggio.

IL PROGRAMMA COMPLETO
IN CRONACA 3
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Spett.Redazione Habiateweb,a fronte dei proclami sugli splendidi risultati della tanto decantata riorganizzazione del trasporto pubblico del sud ovest e dei tanti benefici derivanti che ne deriverebbero per chi deve raggiungere la stazione di Albairate, noto invece un certo silenzio sulla situazione direi drammatica sul versante Magenta. Vi rappresento la situazione degli orari sulla tratta Abbiategrasso - Magenta a valle delle modifiche in seguito alla riorganizzazione: nella fascia oraria 7.20 - 8.15 siamo passati da 6 autobus a 2 autobus, a parità di utenza servita. Stiamo parlando di una riduzione del servizio pari al 70% a fronte di un aumento nell'ultimo anno dell'abbonamento mensile del 10%. A differenza di quanto scritto nel documento programmatico del Comune, i nuovi orari rendono impossibile qualunque possibilità di interscambio con i treni da Magenta per Milano. L'autobus delle 7.21 arriva a Magenta alle 7.40, il primo treno utile è alle 8.04, quindi 25 minuti dopo l'arrivo dell'autobus. L'autobus delle 8.14 arriva a Magenta alle 8.40, ma il treno per Milano parte da Magenta alle 8.34. In più tutti gli studenti abbiatensi sono costretti ad usare l'autobus delle 7.21 (con quello delle 8.14 perderebbero la prima ora di lezione). A questo si aggiunge che la comunicazione nei confronti dell'utenza è stata pressochè nulla: un semplice avviso sul sito STAV pochi giorni prima. Veramente il collegare la stazione di Albairate anche con autobus oltre al treno vale un servizio così scadente verso Magenta?

Gianni Rainoldi
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di NERISSA GUADRINI
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Altro che Abbiategrasso caput mundi, la città ci farà davvero una figuraccia, secondo il portavoce leghista Emanuele Gallotti (nella foto) quando tra meno di due mesi arriveranno 200 delegati da tutto il mondo per l’assemblea internazionale di CittàSlow. «Siamo ormai vicini al 20 giugno e ancora non si è fatto nulla - afferma. Nell’anno di Expo ospitare un evento internazionale è un’occasione unica, e bisognava promuoverlo come si deve. Siamo a 20 km da Expo e non c’è un cartello che faccia riferimento all’assemblea. Nessuno in città, tranne due o tre addetti ai lavori, sa cosa voglia dire Cittàslow, bisogna fare pubblicità per spiegarlo prima di tutto ai cittadini». Non solo critiche da parte del leghista ma anche tanti esempi di quello che si sarebbe dovuto fare: «A Matera già tre anni fa si leggeva ovunque della partecipazione al concorso per diventare capitale della cultura: questa è promozione. Abbiamo questa settimana l’esempio di cosa sia diventato il Fuori Salone legato al Salone del Mobile, e allora perché non organizzare un Fuori Expo qua da noi? Il tema dell’alimentazione è importantissimo per CittàSlow, e nella città di Abbiategusto non ne stiamo approfittando come dovremmo. Stessa cosa succede con “La città che ti piace”, nessuna promozione e eventi concetrati in pochi punti; sembra più “la piazza che ti piace” perché il resto delle vie rimane deserto. Forse dovremmo prendere lezioni dagli assessori di Morimondo, visto che a pasquetta hanno ricevuto migliaia di turisti mentre ad Abbiategrasso non c’era nessuno». Le occasioni per rilanciare la città comunque ci sono, tra queste, manna dal cielo secondo Gallotti, la venuta di Cracco: «Cracco ci farà risparmiare migliaia di euro di gestione dell’Annunciata , soldi che altrimenti spenderebbero i cittadini – continua il portavoce –. Inoltre allestire una cucina all’Annunciata vuol dire creare una nuova opportunità per utilizzare la struttura. Siamo una città dormiente, e ringrazio il signor Cracco per averci dato un po’ di scossa. Che lo si ami o no al momento è il numero uno in fatto di marketing, e speriamo gli venga qualche altra buona idea! Se fossi stato assessore a Robecco sarei entrato a gamba tesa per portarlo a villa Archinto, anche pagandolo!».
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Forse non tutti sanno che ad Abbiategrasso la sezione dell’ANPI è intitolata a Giovanni Pesce. Ma chi era in realtà questo partigiano “medaglia d’oro” al valor militare? Nella realtà era un crudele assassino,terrorista e uccisore a sangue freddo di numerosi patrioti e killer prezzolato del PCI. La testimonianza della moglie di Aldo Morej, una delle sue tante vittime parla chiaro: “Sentii quattro colpi di rivoltella. Rimasi paralizzata dal terrore. Poi mi feci forza e corsi da mio marito. Lo trovai ancora in piedi. Aveva un foro nella testa, all’altezza della tempia sinistra. Lo sentii mormorare: “Bastardo !”, poi crollò a terra, morto. L’autopsia accertò che prima era stato colpito da tre proiettili alle spalle, mentre volgeva la schiena alla porta. Era riuscito però a girarsi, e l’assassino, allora, gli aveva tirato una revolverata alla testa”. L’omicidio distruggerà un’intera famiglia: il padre di Morej morirà di crepacuore, e la madre si impiccherà per la disperazione; il figlio, Giuseppe, di 13 anni, si arruolerà nelle “Fiamme Bianche” e morirà in un bombardamento, mentre prestava servizio di guardia. A guerra finita, la casa del Morej verrà saccheggiata, e la vedova, unica superstite di tutta la famiglia, gettata in carcere. Pesce ha raccontato il fatto nei suoi libri, inventandosi che il Morej fosse amico personale di Mussolini e “gerarchetto” (in realtà la sua unica colpa era quella di essere iscritto al fascio repubblicano) e glissando sul particolare che gli sparò vigliaccamente alle spalle. Per l’uccisione dell’orologiaio non ci fu alcuna rappresaglia: l’allora ministro degli interni Zerbino e il federale Solaro si opposero alle richieste dei fascisti più intransigenti. Ma non fu l'unico omicidio di Giovanni Pesce. A lui si deve anche quello di Ather Capelli, scrittore e giornalista, direttore della “Gazzetta del Popolo” e de “L’Illustrazione del Popolo”, propugnatore della pacificazione e quindi contrario ai progetti eversivi del PCI che operavano perché l’Italia sprofondasse definitivamente nella guerra civile e che continuasse poi anche a guerra finita. L'assassinò a Torino, il 31 marzo 1944, mentre faceva ritorno alla sua abitazione dal giornale. I cinque antifascisti che furono fucilati per rappresaglia, dopo la morte di Capelli, debbono all'assassino la loro triste sorte; i vertici del PCI, con l’ausilio di quelle vittime sacrificali, avevano raggiunto il loro obiettivo politico. Le ultime parole di Capelli vergate su un appunto trovato sulla sua scrivania furono: “la grande ora, amore ove è odio, luce dove è tenebra. Legge dove è disordine”. Sembra che l’ultima persona a vederlo al giornale fosse il collega Indro Montanelli. Pansa ha associato questo attentato gappista a quello che costò la vita al giornalista de “La Stampa” di Torino, Carlo Casalegno, ad opera delle brigate rosse durante gli anni di piombo. E ancora, a Milano, l'uccisione a sangue freddo, il 15 marzo 1945, di Cesare Cesarini, tenente colonnello onorario della Muti e capo dell'ufficio personale nella fabbrica Aeroplani Caproni di Taliedo. Senza contare poi i numerosi e vigliacchi attentati che costarono la vita a valorosi militi italiani che difendevano il sacro suolo dall'invasore imperialista e bolscevico. E non ultimo l’uccisione e il vilipendio dei cadaveri di Benito Mussolini, Claretta Petacci e degli altri gerarchi a Piazzale Loreto; l’abbandono dei cadaveri allo scempio e al ludibrio della folla sghignazzante, quella folla che fino a qualche mese prima osannava il Duce a palazzo Venezia.Ma questa è un’altra storia, quella dei traditori che son sempre pronti a saltare sul carro del vincitore, quella degli italiani che son diventati partigiani il 25 aprile…..Questi sono gli eroici partigiani: terroristi, assassini, vigliacchi, e ladri (tesoro di Dongo finito nelle casse del PCI). Abbiamo cercato, in sintesi, di raccontare queste storie complesse che rimasero insabbiate per molti anni. Ma la verità non la si può insabbiare, la verità ritorna inesorabilmente a galla. Buon 25 Aprile!

Luigi Cucchi
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(N.Guadr.) - In arrivo il prossimo 20 giugno ad Abbiategrasso 200 delegati da tutto il mondo, ospiti dell’assemblea internazionale di Cittàslow, ma la città sarà pronta a riceverli? L’incontro organizzato per i commercianti con il presidente di Cittàslow Piergiorgio Oliveti è stato deserto o quasi, e ora toccherà ai rappresentanti dell’associazione commercianti e ai pochi negozianti presenti fare il passaparola per preparare le iniziative dedicate all’evento. «Stiamo cercando di coinvolgere i vari soggetti della città perché non è ancora chiaro a tutti cosa significa Cittaslow – ha dichiarato l’assessore al turismo Daniela Colla -. Non è solamente Slowfood, c’è molto di più. Ora, in vista dell’assemblea internazionale, distribuiremo degli adesivi che i negozianti potranno applicare sulle loro vetrine. Inoltre l’assemblea coincide con una delle serate di apertura dei negozi de “La città che ti piace” e col festival della musica, perciò siamo aperti alle proposte dei commercianti». «Abbiategrasso ha delle risorse immense – ha aggiunto Oliveti -, ma devono essere indirizzate in modo lungimirante se si vuole essere una città slow, mettere a valore quello che si ha e compiere determinate scelte amministrative. Vivere slow significa identità, sostenibilità e responsabilità». Nonostante i pochi partecipanti all’incontro, qualche proposta ha già cominciato ad emergere: si è pensato di organizzare percorsi di degustazione, visite guidate ai luoghi più interessanti e meno conosciuti della città e ai negozi storici, e alla distribuzione di targhe che promuoveranno l’evento nei negozi. Non è mancata anche qualche osservazione critica agli eventi organizzati finora: si concentra sempre tutto in piazza Castello e piazza Marconi che vengono chiuse al traffico, con poco risalto per le vie più decentrate.
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di NERISSA GUADRINI
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Secondo tentativo per Giovanni Brusati, che dopo aver fatto un “mea culpa” in commissione consigliare ammettendo di non riuscire a realizzare la nuova piscina per il prossimo autunno, ora fa una nuova promessa annunciando come possibile data di assegnazione del progetto sempre l’autunno 2015, nella speranza di poter concludere i lavori per la primavera 2016. Le difficoltà finanziarie hanno infatti messo i bastoni tra le ruote all’assessore: la manifestazione d’interesse è andata deserta, e si fatica a trovare un privato disposto ad accollarsi i costi dei lavori, date le difficoltà con cui gli istituti di credito concedono prestiti in questo periodo. «Abbiamo appurato che senza l’intervento del Comune non si può far nulla – spiega l’assessore -. Ma anche noi ci confrontiamo con la difficoltà di trovare i fondi e al contempo rispettare il patto di stabilità, l’unica soluzione è il leasing. Il Comune andrà quindi ad individuare tramite un bando che sarà emesso a maggio il futuro gestore con cui collaborerà da subito, nonché un finanziatore e un costruttore. La gara precedente ci ha permesso di sondare gli interessi esistenti e contiamo di non fare un altro bando a vuoto». La nuova struttura, che verrà costruita accanto allo stadio di viale Sforza, costerà circa 5 milioni di euro, e comprenderà impianti interni ed esterni, area fitness e area ricreativa. Il leasing prevederà rate per un ammontare di circa 300 mila euro all’anno, dei quali 100-150 mila saranno coperti dal canone di locazione, mentre i restanti saranno a carico del Comune. Perplessità sono state sollevate da alcuni membri dell’opposizione, Domenico Finiguerra e Michele Pusterla, sia sull’ammontare della spesa, sia sul fatto di spostare in una zona periferica un luogo di aggregazione, di notevole importanza anche per le famiglie. «La maggior parte delle piscine sono in periferia, avete presente ad esempio l’Ondaverde? – ha risposto il sindaco Gigi Arrara -. L’importante ora è pensare al futuro. Oggi anche le piscine fanno fatica a far quadrare il bilancio, a meno che non forniscano servizi di vario genere. Nella sede attuale non c’è spazio per ampliarsi, mentre in zona stadio rimane aperta la possibilità un domani di aggiungere nuove strutture e nuovi servizi. Per quanto riguarda il canone invece, già oggi la piscina costa comunque agli abbiatensi 100 mila euro l’anno in costi di manutenzione, costi che nella nuova struttura saranno coperti dal gestore». In ogni caso la struttura attuale, che verrà alienata, è malridotta a tal punto che anche l’idea di riqualificarla è stata scartata dalla giunta: «Per la sistemazione occorrerebbero circa 3 milioni e mezzo e la chiusura della piscina per un anno – conclude Brusati -. Si tratta di fare una scelta, ma non ci sembrava il caso di togliere questo servizio ai cittadini per un tempo così lungo e affrontando comunque una spesa considerevole».
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(M.S.) - A stonare,clamorosamente,è il fatto che l'Associazione Maestro Martino afferma con certezza che nel 2016 lo chef Carlo Cracco darà il via alla sua Accademia dell'Alta Cucina all'Annunciata prima ancora che il Consiglio Comunale di Bià si sia pronunciato in merito. Evidentemente sia l'Associazione sia il rinomato chef danno già per scontato il voto favorevole del CC abbiatense,cosa che avverrà con ogni probabilità,ma l'aver "scavalcato" in maniera così palese il massimo consesso cittadino non è certo una mossa di gran classe per la Maestro Martino e per il Cracco stesso. Si legge infatti in un opuscolo illustrato edito dall'Associazione MM e distribuito in questi giorni in vista di Expo 2015: "L'Accademia sarà operativa dal 2016 e avrà sede all'interno dell'ex convento dell'Annunciata...gli ampi spazi saranno allestiti per vari servizi: cucina e laboratori di pasticceria-gelateria,libreria e cantina,ristorante e bar,aula convegni e foresteria. Un'esperienza da vivere in questa prima accademia milanese dedicata alla cucina all'Annunciata: uno spazio suggestivo con uno showroom dedicato alle eccellenze del Made in Italy". Tutto a posto,ex convento assegnato a Cracco,insomma,secondo quanto riportato dall'opuscolo illustrato. Peccato che,come detto,l'ultima parola spetti al Consiglio Comunale. Dell'antipatica vicenda se ne sta occupando l'assessore alla Cultura Daniela Colla,la quale interpellando i responsabili dell'Associazione Maestro Martino,cerca di capire come tutto ciò sia potuto accadere. Seguirà comunicato stampa dell'amministrazione comunale. Sempre nell'opuscolo illustrato,la MM svela quali saranno gli eventi da lei stessa organizzati in Annunciata nel corso di Expo: mostra fotografica, "Ambasciatori del Gusto", "Milano Gourmet Experience", "Showcooking" e "Cooking Class". La mostra fotografica sarà curata dal maestro Giovanni Gastel e da Carlo Cracco e sarà dedicata alla cucina d'autore del futuro. In occasione della mostra vi sarà uno spazio dedicato all'esposizione e anche alle degustazioni delle eccellenze del territorio lombardo.
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di IRENE MOGNAGA
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Il Sacro Reliquiario della cintura di Santa Rita, rifatto nuovo, è arrivato ad Abbiategrasso nel pomeriggio di sabato 25 aprile intorno alle 15. La reliquia ha fatto il suo arrivo in elicottero, messo a disposizione dalla famiglia Menghini, atterrando nel campo dell'oratorio della Parrocchia di Sant'Antonio Abate di Castelletto. Prima dell’atterraggio l’elicottero con la reliquia portata da Padre Ludovico Maria Centra O.S.A, guida spirituale nazionale “Pia Unione Primaria di Santa Rita da Cascia”, ha sorvolato sopra tutta la città di Abbiategrasso per dare la sua benedizione. Questo importante momento è stato interamente organizzato dal gruppo di preghiera e carità “Pia Unione Santa Rita Lombardia”, che è parte integrante della Cappellania dei Santi Francesco e Caterina da Siena dell’ospedale C. Cantù di Abbiategrasso. Un numeroso gruppo di fedeli, insieme a Don Giuseppe Tavecchia, ha accolto l’elicottero che ha portato il Sacro Reliquario. Dopo una breve processione la reliquia è stata posizionata all’interno della piccola chiesa di Castelletto. “Amare i santi significa amare la Chiesa, dimostrando che non è impossibile essere cristiani, seppur difficile – ha spiegato Padre Ludovico Centra - È possibile diventare santi e godere del paradiso. Santa Rita ne è un esempio. Ci prende per mano e ci accompagna verso il cuore di Gesù. La sentiamo vicina a noi, perché ha vissuto tante esperienze: come ragazza, come sposa, come madre, come vedova, come monaca. Durante il percorso in elicottero abbiamo benedetto le case delle famiglie abbiatensi, perché siano sane e sante. Abbiamo sorvolato sopra l’ospedale e al cimitero, benedendo tutta Abbiategrasso. Sentiamoci protetti da Santa Rita”. I momenti di preghiera sono continuati nella giornata di domenica 26 aprile. Alle 10.15, all’interno dell’ospedale Cantù, è partita una breve processione verso la chiesa nel cortile. Alle 10.30 è stato recitato il rosario proiettato di Santa Rita e a seguire alle 11 celebrata la Messa presieduta dalla guida spirituale del gruppo “Pia Unione Santa Rita Lombardia”, Don Osvaldo Salieri e concelebrata da Padre Ludovico Maria Centra. Al termine,benedizione finale e bacio della reliquia. Dopo questo momento, sempre nella chiesetta dell’ospedale, si è tenuta la conferenza tenuta da Padre Centra. Nel pomeriggio, alle 17.30, la Reliquia si è spostata nella basilica di Santa Maria Nuova, facendo il suo ingresso solenne dal chiostro. Alle 18 la messa di congedo per la visita del Sacro Reliquiario celebrata da Monsignor Innocente binda e concelebrata da Padre Ludovico Centra. La giornata si è chiusa con la benedizione solenne del reliquiario.
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(M.Scotti) - Venerdì 8 maggio,alle ore 21,la cittadinanza abbiatense è invitata presso la Sala del Camino ubicata all'interno del Castello Visconteo per la presentazione ufficiale del progetto "Ducato di Abbiate-Grasso" avente come finalità la diffusione e la promozione dei monumenti storici e il patrimonio dell'Abbiatense. Si tratta di una importante iniziativa culturale curata da Selae (Società Scrittori Latinoamericani ed Europei) e di Eja (Casa Editoriale Julio Araya). Proprio quest'ultimo signore,Julio Araya Toro,cileno trapiantato a Bià da 13 anni,nei giorni scorsi ha incontrato a Palazzo Marconi il sindaco Pierluigi Arrara al quale ha consegnato un finto passaporto "che mi eleva a primo cittadino del Ducato" - spiega il sindaco - ."Julio è un cittadino cileno appassionato di storia ed ha effettuato un gran numero di ricerche sui nostri monumenti. L'avevo già conosciuto in passato,è un storico che ha voluto approfondire le origini della nostra città creando una associazione culturale e due francobolli dedicati". Sul sito internet "Lombardia Beni Culturali",la città di Abbiategrasso appare con ben 125 monumenti. "Conosco bene il signor Julio,partecipa ai miei corsi dell'Università del Tempo Libero - spiega la Dottoressa Paola Bianchi,grande appassionata di storia locale - . Oltre alla presentazione del Ducato,Araya presenterà,il 15 maggio sempre in Sala del Camino,il libretto di 48 pagine intitolato "Realtà e mitologia a Palazzo Stampa" che ripercorre la storia di tutte le famiglie che hanno abitato nell'appena ristrutturato edificio di Castelletto. Il tutto è nato quando nel 2013 Julio,insieme alla moglie Marcela Rodriguez ha visitato il centro storico di Abbiategrasso. Il libro è stato scritto da Luciano Provinciali ,volontario e guida della Pro Loco di Bià,il quale proprio in quell'occasione ha incontrato la coppia cileno-abbiatense. Da allora,di cose insieme ne hanno fatte parecchie: ricerche e studi". Nella città di Abbiategrasso sono nati due Duchi di Milano,un Visconti e uno Sforza: Giovanni Maria Visconti (Abbiategrasso, 7 Settembre 1388 – Milano, 16 Maggio 1412) fu Duca di Milano, tra 1402-1412. Gian Galeazzo Maria Sforza (Abbiategrasso, 20 Giugno 1469 – Pavia, 21 Ottobre 1494) fu Duca di Milano tra 1476–1494. Il Ducato di Abbiate-Grasso è nato con la finalità di diffondere e promuovere i monumenti storici e il patrimonio abbiatense. E tramandare alle nuove generazione la storia,l'arte, la cultura e la tradizione di una città ricca come Abbiategrasso. Lo stemma del Ducato di Abbiate-Grasso è stato preso del libro: “Dizionario Corografico dell' Italia”,compilato per cura del Prof. Amato Amati (1831-1904). Opera illustrata da circa 1.000 armi comunali colorate e da parecchie centinaia di incisioni intercalate nel testo rappresentanti i principali monumenti d'Italia. Stampato a Milano,per Tip. Editore Francesco Vallardi tra il 1865 e il 1886 in 8 volumi. Questo stemma appare tra il 1830 e il 1907 circa.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

La Commissione Comunale tenutasi il 9 aprile, ha evidenziato le contraddizioni a cui ci continua porre di innanzi la Giunta Arrara. A Luglio con una leggerezza disarmante l’Assessore Brusati ed il Sindaco avevano garantito, sotto la pressione del Comitato nato per la piscina, che sarebbe stata realizzata una nuova struttura entro l’estate 2015, attraverso una collaborazione con privati. Da allora silenzio di tomba , qualche atto in giunta per sondare le concrete possibilità di realizzo del Progetto e nient’altro. Settimana scorsa con altrettanta leggerezza, e solo perché sollecitati dal Consigliere Gornati, in Consiglio Comunale, ci viene comunicato che per primavera 2016 sarà pronta la piscina finanziata dal Comune. La leggerezza non sta nell’annunciare una cosa auspicabile da tutti, ma nel continuare a sparare date prive di una preventiva affidabilità anche solo puramente tecnica. Vista la “certa “ realizzazione della nuova piscina già in sede di approvazione di Bilancio mesi fà, avevo presentato un Ordine del Giorno per chiedere di incaricare gli uffici tecnici comunali di redigere uno studio preliminare che esaminasse come convertire l’immobile dell’attuale piscina in una palestra o in un area ad uso sociale (quale ad esempio un teatro). La maggioranza bocciava la richiesta in quanto mi veniva detto che l’area “dovrà essere ceduta in cambio della proprietà dell’area della nuova piscina”. Argomento questo ribadito anche nella Commissione di giovedì scorso. Ho segnalato durante la Commissione una serie di aspetti tecnici amministrativi che spero vengano presi in considerazione , quale la reale valorizzazione dell’area in oggetto, così come la reale necessità di uno studio approfondito sulla effettiva sostenibilità del canone che il Comune penserebbe di incassare. Prendiamo atto della dichiarazione (da verificare con le disposizioni ultimamente emanate in materia) che il Contratto di Leasing eventualmente stipulato dal Comune non intaccherà il Patto di Stabilità riservandoci di effettuare qualche verifica normativa in più. A prescindere da questo la questione vera è quella politica di decidere di cedere l’area e l’immobile dell’ attuale piscina per tramutarla in area residenziale dove con ogni probabilità nasceranno palazzine. Considero questa scelta un grosso errore. L’area è l’unica di proprietà del Comune già dotata di parcheggi, vicina al centro , vicina a treni e a fermate dell’autobus, baricentrica e inserita praticamente in un complesso scolastico, attualmente previsto in ampliamento. Il Comune non deve privarsene. A prescindere dall’attuale stato di conservazione dell’immobile ,in prospettiva ha un valore maggiore ed è sicuramente più utile questo edificio di molti altri di proprietà del Comune. Perché non studiamo come riutilizzare l’immobile come un Palazzettodello Sport. Abbiamo una squadra di Basket che sta lottando per salire in serie C con un settore giovanile affiliato ad una squadra di Serie B, fatto di tanti ragazzi di Abbiategrasso, che deve andare ad allenarsi a Vigevano,Ozzero e Cassolnovo per mancanza cronica di palestre. Per lo stesso motivo altri ragazzi hanno dovuto andare a giocare in altre società ad Albairate o a Corbetta. Abbiamo una quantità di squadre di pallavolo che ci invidiano tutti i Comuni della zona. Abbiamo tutte le altre società sportive che eccellono nei diversi sport che lamentano la carenza di spazi per allenarsi. Perché non studiare questa possibilità? Prima dei soldi , bisogna avere le idee. Esistono finanziamenti che ciclicamente aiutano interventi come questo (vedi il Bando di Regione Lombardia che verrà come annunciato in Commissione utilizzato per la scuola di Via Colombo) ma bisogna aver già un idea progettuale pronta. Questa idea non è in contrasto con la realizzazione della nuova piscina. Sta alla Giunta non privarsi di un area di pregio ed individuare un alternativa. Noi lavoreremo perché si possa realizzare questo. Facciamo appello a tutte le società sportive, agli utilizzatori delle palestre, ai genitori degli alunni delle scuole e a tutti i cittadini di sostenere questa nostra posizione e a mobilitarsi per questo.

Michele Pusterla
Nuovo Centrodestra Abbiategrasso
mmpusterla@gmail.com
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di ENEA RIZZI
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Banchetto davanti alla stazione ferroviaria e conferenza stampa in Cooperativa Rinascita,nella prima mattinata di lunedì 20 aprile,per il Partito Democratico di Abbiategrasso. Con questa doppia iniziativa i "dem" abbiatensi hanno inteso spiegare il lavoro che il partito sta svolgendo al fine di rendere finalmente realtà,tramite la riattivazione del finanziamento Cipe,il raddoppio completo della famigerata e tristemente nota linea ferroviaria Milano-Mortara il cui sdoppiamento,come tutti sanno,è fermo da anni alla stazione "Bruciata" di Albairate. "Per il raddoppio il PD fa la sua parte! La Lega e Forza Italia cosa fanno?" è il titolo del volantino distribuito in stazione ai pendolari abbiatensi. Alla conferenza stampa in Rinascita erano presenti,nell'ordine,il sindaco Pierluigi Arrara,il consigliere regionale Onorio Rosati,il deputato Francesco Prina,l'assessore Emanuele Granziero,il segretario del PD locale Francesco Biglieri e il consigliere comunale Nicola Capello. E' stata spiegata l'azione che il Partito Democratico sta facendo a tutti i livelli: dall'approvazione in Consiglio Regionale della mozione 303 del 2014,proposta dal Gruppo Consiliare Regionale,fino alla recente interrogazione al Ministero delle Infrastrutture presentata dall'on. Francesco Prina con la risposta positiva del Ministero stesso. "Ora,mentre la Regione è chiamata a dichiarare l'interesse strategico per l'opera e a chiedere al Governo che il finanziamento sia inserito nel Patto di Stabilità nazionale,ci chiediamo cosa vogliano fare Forza Italia e Lega Nord che governano Regione Lombardia. Facciano la loro parte. Regione Lombardia dichiari strategica l'opera!" - si legge nel volantino firmato PD. "A noi non interessa andare sui giornali con grossi proclami - ha spiegato il sindaco Arrara - ,ma dietro le quinte,nonostante le critiche che spesso ci vengono rivolte,lavoriamo seriamente.Cerchiamo di portare avanti tematiche sovraterritoriali che riguardano non solo la città. E mai come in questo ultimo anno stiamo lavorando in sinergia con il Parlamento. Non solo su questo tema,ma anche su quello della superstrada,vedo la Regione menegreghista,inefficiente e sorda alle richieste di noi sindaci e non fornisce risposte. A nostro avviso il completamento del raddoppio della Mi-Mo risolverà tutti i problemi di gestione ferroviaria perchè attualmente basta un inghippo sulla linea unica e tutta l'asse viene sacrificata. E' innegabile la colpa delle passate amministrazioni che non sono state in grado di portare avanti il raddoppio fermo ad Albairate e oggi ne paghiamo le conseguenze. Dopodichè bisognerà capire bene come farlo,questo raddoppio,da Abbiategrasso a Vigevano". Emanuele Granziero ha poi spiegato che nel corso dell'incontro con l'assessore regionale,il Pd ha sollevato anche il problema della qualità del servizio e che "su questo aspetto siamo usciti senza speranza: l'unica risposta che ci è stata data è che a breve ci saranno delle migliorie. Ma di migliorie,a parte i continui ritardi,non ne stiamo vedendo. Un fatto davvero grave. Non avevamo chiesto la Luna,bensì di aumentare il numero delle carrozze negli orari di punta". Francesco Prina,dal canto suo,ha descritto un paradosso: "Nonostante le disfunzioni,gli standard di mobilità civile non all'altezza,i ritardi,il materiale rotabile non sufficiente,coloro che prendono il treno ogni mattina in modo obbligato per andare a lavorare e a studiare scelgono e sceglieranno sempre più lo spostamento su ferro. E questo deve far riflettere le istituzioni e i politici,poichè questo trend aumenterà sempre più".
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di IRENE MOGNAGA
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Conoscere le opportunità che l'Europa mette a disposizione per sostenere e promuovere le piccola e media impresa, attraverso i fondi diretti. É stato questo il tema centrale dell'incontro organizzato dai portavoce del M5S, con il patrocinio del comune di Abbiategrasso, nella mattinata di sabato 18 aprile nella sala consigliare del Castello. Un momento rivolto alle amministrazioni locali, ai cittadini e alle imprese del territorio per capire, informarsi e conoscere meglio le modalità di accesso ai finanziamenti diretti messi a disposizione dall'Unione Europea. Ad introdurre la mattinata Marco Valli, europarlamentare del M5S e portavoce del gruppo EFDD, affiancato da Andrea Boffi, europrogettista ed esperto di fondi europei. Tra i relatori anche il sindaco Pierluigi Arrara, Brunella Agnelli, per Confcommercio e Maurizio Gulli per Confartigianato. "Da 10 mesi a questa parte abbiamo a che fare con il parlamento Europeo - ha spiegato l'europarlamentare Valli - Ci siamo subito accorti delle grandi battaglie da affrontare per cercare di portare un po' di serenità economica all'interno del nostro Paese. Stiamo per questo cercando di portare avanti un programma ambizioso, condiviso anche da altri gruppi. Ci siamo resi conto che all'interno dell'Unione Europea c'è un bilancio molto ricco, circa 150 miliardi di euro. Di questi 135 miliardi di euro sono i famosi fondi europei. Stiamo per questo cercando di interagire con le amministrazioni locali per far conoscere un'opportunità importante come questa. Ringrazio infatti il sindaco Arrara che ci ha invitati. Sono convinto che bisogna mettere da parte le diatribe politiche per cercare di portare a casa dei risultati. Giornate come questa ne sono l'esempio". Il sindaco Arrara ha ringraziato gli organizzatori per l'opportunità data alla città: "Per le nostre piccole e medie imprese è necessario avere dei rinforzi e parlare oggi di come i finanziamenti a gestione diretta possano essere distribuiti, credo sia molto importante, soprattutto per capire i meccanismi, non sempre immediati. L'Europa ha messo a disposizione queste cifre per intervenire direttamente e dare uno slancio alle varie economie locali e nazionali, per dare dinamicità e competitività. I fondi non coprono però l'intero progetto, ma hanno sempre bisogno di un cofinanziamento. Questo mette in difficoltà le pubbliche amministrazioni italiane, purtroppo legate al rispetto del patto di stabilità". Andrea Boffi, esperto di fondi europei, ha poi dato in modo dettagliato moltissime informazioni su come venire a conoscenza dei bandi e dei fondi diretti messi a disposizione, come ricercare le sovvenzioni e presentare poi le proposte del proprio progetto. "Ci sono moltissimi bandi e di conseguenza altrettanti beneficiari. I bandi sono pubblici e si possono trovare attraverso la gazzetta ufficiale dell'Unione Europea, dal sito della Commissione Europea dedicato ai bandi o attraverso siti web non specializzati (europafacile.net ad esempio) che sono in italiano e permettono di avere molte risposte, dato che spesso l'inglese per molti diventa un problema. Ogni bando ha le sue specifiche regole di partecipazione. La maggior parte dei bandi comunitari richiede la creazione di partnership transnazionali. I fondi europei coprono tra il 50 e il 70% della spesa. Una volta ottenuto il finanziamento viene fatta una verifica prima dell'erogazione dei fondi che avviene in più tranche. Il saldo finale viene effettuato circa dopo 6 mesi. I controlli e le verifiche vengono poi fatte fino a due anni dopo il pagamento del saldo, per accertarsi dei risultati del progetto finanziato". Un argomento non certamente semplice, ma interessante e da approfondire.
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(M.S.) - Per Fuorisalone si intende l’insieme degli eventi distribuiti in diverse zone di Milano che sono avvenuti in corrispondenza del Salone Internazionale del Mobile, in scena nei padiglioni di Rho Fiera dal 14 al 19 aprile. Ogni anno,Fuorisalone e Salone definiscono la Milano Design Week, l’appuntamento più importante al mondo per "design addicted".Il Fuorisalone non è un evento fieristico, non ha un’organizzazione centrale e non è gestito da alcun organo istituzionale: è nato spontaneamente nei primi anni ’80 dalla volontà di aziende attive nel settore dell’arredamento e del design industriale. Attualmente vede un’espansione a molti settori affini, tra cui automotive, tecnologia, telecomunicazioni, arte, moda e food.Proprio quest'ultimo settore ha visto protagoniste tre eccellenze del nostro territorio: Parco del Ticino e cascine Caremma di Besate e Selva di Ozzero.In via Bergognone hanno allestito un mega-stand congiunto offrendo ai visitatori i prodotti culinari dell'Abbiatense.E,a giudicare dall'enorme numero di bocche sfamate nel corso della settimana,per loro è stato un vero e proprio successo.Il tutto a prezzi assolutamente accessibili a tutte le tasche.Il clou si è registrato nella giornata di sabato 18,quando la viabilità di Milano è diventata un rompicapo. Non si riusciva a trovare parcheggio, la gente ti camminava anche sulle spalle e tutti sono sembrati fastidiosamente sopra le righe. Nella settimana del design, in via Tortona e Bergognone,fuori dagli spazi ingessati e perfettini del Salone del Mobile è così pulsato il cuore di una Milano mangiona, iperattiva, ipercreativa, poliglotta e pure un pò mignotta.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Desidero rispondere ad alcune delle osservazioni fatte da Rifondazione che possono trarre in inganno i lettori più ingenui. Linguaggio: il mio sarebbe un linguaggio “duro”? Ma fatemi il piacere! Rileggetevi i vostri volantini! Mivar: chi ha scritto l’articolo è stato molto probabilmente un sindacalista alla Mivar. Dovrebbe quindi conoscere il mercato e ciò che è avvenuto dagli anni 80 in poi, ma forse era impegnato solo a urlare slogan seduto sul tetto! Vediamo allora noi di spiegare cosa è successo. Come molti altri in Italia la Mivar produceva televisori a tubo catodico. A quei tempi c’era solo quello. Il tubo catodico era il componente principale di un televisore: da solo rappresentava circa il 60% del costo totale.I tubi catodici per televisori erano prodotti in impianti enormi e costosi. Dovevano quindi avere volumi di produzione molto elevati. Per questo motivo esistevano allora 6 o 7 colossi mondiali che producevano tubi catodici per sé e per gli altri: Philips in Europa, Samsung in Corea del Sud, Sony e Matsushita in Giappone e pochi altri.Tutti i produttori di televisori italiani, credo una trentina all’epoca, comperavano il tubo catodico in genere da uno di questi grandi e vi aggiungevano il resto: mobile, scheda elettronica, altoparlanti e telecomando. In Italia i costruttori di televisori italiani gareggiavano quindi alla pari. La Mivar però aveva una marcia in più: aveva Carlo Vichi, il fondatore.Carlo Vichi, oltre che grande Imprenditore, è anche il più straordinario uomo di produzione che abbia mai incontrato. Aveva realizzato in Mivar tutto ciò che era possibile inventare per ridurre al minimo i tempi di produzione limando anche i secondi, reinventando postazioni e linee di montaggio per aumentare l’efficienza riducendo al minimo i tempi degli operatori e quindi i costi. L’ambiente di lavoro era studiato nei minimi particolari per dare al lavoratore il maggior confort possibile. Insomma, la fabbrica del futuro, anche quella vecchia. I risultati? Affidabilità superiore e costi più bassi rispetto ai concorrenti che costringeva a chiudere, uno dopo l’altro, rimanendo solo e arrivando a produrre un milione di pezzi all’anno. Poi in Spagna è sbarcato il Colosso. Il Colosso era la Samsung che produceva 16 milioni di televisori, Mivar uno. Capisce, Rifondazione, cosa è successo? Nessuna azienda può reggere l’urto di un’altra tanto più grande che fa lo stesso identico prodotto.Noi in Italia diciamo una cretinata quando diciamo “Piccolo è bello”. Non è vero, piccolo non è affatto bello! Quando ci sono due aziende, la A e la B, che fanno lo stesso prodotto, se A arriva a produrre 3 volte di più di quanto produce B, B inizia a vedere la chiusura davanti a sè. E’ l’Economia di Scala che entra in gioco e favorisce il più grande con la riduzione proporzionale dei suoi costi di struttura. La politica iniziale di Samsung è stata semplice e molto aggressiva nei confronti della Mivar: si è concentrata su un solo prodotto, credo il 21” mettendolo in vendita allo stesso prezzo del Mivar 14”. In un colpo solo quindi ha spiazzato il grosso della gamma Mivar che era soprattutto concentrata sui piccoli schermi. Mivar ha reagito con forza, riducendo il suo costo di vendita tramite il cambiamento repentino del sistema di distribuzione: passando dai piccoli negozi privati alla grande distribuzione che praticava un ricarico molto inferiore. Credo che sia riuscita a tenere botta per un po’, ma il fatturato che fino ad allora era in costante crescita, ha iniziato a calare. A questo punto sono arrivati gli schermi piatti. Mivar non poteva entrare in quel settore, era troppo piccola. Gli schermi piatti nati negli anni ’70 in America in un laboratorio della IBM, sono stati solo successivamente sviluppati in Giappone da aziende colossali in immensi laboratori elettronici di ricerca che hanno implicato investimenti enormi sia per la ricerca che per la messa in produzione oltretutto con il supporto dei grandi investimenti statali tipici del sistema industriale giapponese. Pensiamo poi che tale ricerca non si è affatto conclusa ma da almeno 20 anni è sempre in continua evoluzione. Vichi ha fatto bene a difendere il suo prodotto con le unghie e con i denti perché semplicemente non poteva passare al nuovo. Ha capito Rifondazione? E’ sempre con l’innovazione che si vince. Naturalmente è necessario non solo volerla fare, ma anche poterla fare e, in Italia, queste condizioni non c’erano.
Alfa Romeo. Questo è un caso interessante e assai triste che ci dice molte cose sulla genialità italiana ma anche sulle nostre gravi deficienze.Il discorso però si fa lungo. Lascerei il seguito a una prossima puntata se l’Editore non si stanca prima.

Fabrizio Castoldi
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Gh’é quej che la voeuren nò perché, disen,
che la farìa domà dagn;
anca se in dj soo paes hann faj suu “gabanòn” e villett
in tucc i soo campagn.
Gh’é quej che disen, inveci, che la ga voeur,
per “sleggerì al trafficch”,
e che la gh’é de bisògn per fagh de servizzi
ai noster lavoreri e fabbricch.
Sa sa che a combinà i ròbb a l’é nò facil,
e che ga voeur anca ‘scoltai tucc
e fòrsi l’é mej trovà la manera per fà ‘na ròbba
che la vaga ben per tucc.
Della “coa” de automòbil che la passa
a pass d’òmm per Bià disom nient?
Che la fa trasà benzina, perd temp a tucc,
e spuzzì l’aria de ”inquinament”?
Gh’ho al rispett per i resòn de tucc quej onest e sincer;
ma gh’ho anca al sentor,
che ga sìa quej; che ”boffen sul foeugh”,
per alter ròbb che gh’hann in ment lor.

Lucio Da Col
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

A seguito delle segnalazioni giuntemi in merito ad importante accatastamento di materiale in via Donizzetti, è mia volontà rendervi coscienti della procedura prevista.L’asporto dei rifiuti ingombranti avviene su prenotazione telefonica.L’utente deve indicare il numero di pezzi e le loro caratteristiche.L’appuntamento viene dato per il mattino o per il pomeriggio, nel primo caso viene chiesto di esporre fronte strada il materiale entro le 6,00 se l’appuntamento è il pomeriggio entro le 13,00.L’elenco degli appuntamenti, con relativa specifica di numero dei pezzi e tipologia di materiale, viene inviato da Amaga, almeno 24 ore prima dell’intervento, alla Polizia locale e all’Ufficio Servizi Ecologia e Ambiente.Nel caso in cui al momento del ritiro ci sia materiale in eccedenza, in modo significativo, rispetto alla prenotazione, il materiale viene lasciato sul posto e ne viene data comunicazione, di norma entro 12 ore, alla Polizia Locale.La Polizia Locale, di norma entro le successive 12 ore, autorizza l’asporto del materiale esposto in eccedenza rispetto alla prenotazione.Il ritiro viene pianificato, di norma, con il primo passaggio utile dopo l’autorizzazione.In linea di massima, situazioni di esposizioni in eccedenza clamorose, come quelle di giovedì scorso in via Donizetti, non raggiungono 6/7 situazioni su base annua, per la verità di tali dimensioni è l’unico caso sino ad ora rilevato.La risposta e il coordinamento con la Polizia Locale in genere funziona e nell’arco di massimo 48 ore il disservizio è risolto.Nel caso verificatosi la scorsa settimana, il prelievo era previsto per il pomeriggio di giovedì 26 marzo.Alcuni cittadini, dallo scarso senso civico, hanno pensato bene di cogliere l'occasione per accatastare altro materiale assieme a quello oggetto di seganalazione.Gli Operatori di Amaga hanno raccolto, il giovedì pomeriggio, il materiale seganalato e trasmesso la dovuta segnalazione di eccedenza alla Polizia Locale il venerdì mattina; l’autorizzazione della Polizia Locale alla rimozione è pervenuta ad Amaga nella giornata di venerdì stesso.Così è stato pertanto possibile pianificare l’intervento di recupero nella mattinata di sabato.Ribadisco che il servizio di raccolta rifiuti funziona, ad eccezione di pochi casi rispetto ai quali si sta lavorando e segnalo che nella giornata di sabato 28/03/2015 sono stati recuperati i seguenti rifiuti oggetto di segnalazione, e non: - Via Donizetti 13 - Via Motta - Via Cervi - Via Paronzini - Via Folletta.Totale raccolto: ingombranti 1760 kg, di cui 1620 kg via Donizetti 13.

Nicola Capello - Consigliere Comunale
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di MARIO SCOTTI
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Mercoledì mattina 25 marzo,presso Palazzo Marconi si è svolta per la prima volta nella storia una riunione fra le amministrazioni comunali di Abbiategrasso e Magenta. Una riunione che Marco Invernizzi,primo cittadino di Magenta,ha definito "storica": mai visti,infatti,due Comuni le cui giunte si sono riunite insieme. Ma in questo caso è diventata una esigenza nel momento in cui,nel 2012,i due sindaci Arrara e Invernizzi hanno iniziato a condividere lo stesso percorso. "Un percorso che voleva essere una battaglia culturale - ha spiegato Arrara - ,nel senso che le rivalità fra l'Abbiatense e il Magentino non erano solo a livello calcistico,ma culturale. Due città,Bià e Magenta,rivali e contrapposte. Ecco,in questo cammino amministrativo abbiamo invece cercato di rilanciare la cultura del territorio". Fra i due sindaci si è creata un'amicizia schietta e concreta soprattutto nell'ottica della costituita Città Metropolitana.Presenti alla riunione congiunta,oltre ai due sindaci,tutti gli assessori comunali di Bià e Magenta. Dopo aver ragionato in passato relativamente alla sanità,si è cercato di creare le condizioni idonee affinchè i cittadini abbiatensi e magentini possano trovare risposte concrete ai loro bisogni. "Partendo dagli ospedali - ha proseguito Arrara - abbiamo affrontato una serie di altre tematiche: sicurezza tramite il patto fra le nostre Polizie Locali e turismo".C'è la necessità,insomma,di effettuare un percorso comune e mercoledì c'è stato il primo passo ufficiale in tal senso. Nel corso della riunione è stato analizzato tutto quanto fatto insieme e tutto quello che si potrà fare in futuro,a partire dalla sicurezza,dalla promozione del territorio,dalla tutela ambientale. "Entrambi i Comuni stanno lavorando sulla revisione del Pgt - ha spiegato ancora Arrara - ed è impensabile che ognuno vada per la sua strada. E' infatti molto importante pensare congiuntamente dove insediare nuove attività produttive e commerciali.Cosa che finora non è stato fatto rischiando di creare dei doppioni e causare disagi ai Comuni limitrofi". Arrara ha poi sottolineato che "c'è stata la volontà politica e amministrativa di creare questo percorso congiunto. La prossima riunione delle due giunte comunali sarà a maggio,stavolta a Magenta,nel corso della quale discuteremo altre tematiche,fra le quali la possibilità di creare sinergie amministrative cercando di coinvolgere l'intero territorio. La mia battaglia da sindaco è proprio quella di ridare dignità al territorio in termini di qualità". "E' un momento storico - ha affermato Marco Invernizzi,primo cittadino di Magenta - . Qui non si fanno solo cose insieme,ma si pensa insieme.Ovviamente mantenendo ognuno la propria autonomia. Noi siamo il territorio più bello e meno popolato e siamo sempre penalizzati dal punto di vista dei servizi, sarà nostro compito portare avanti la battaglia su questo aspetto". Invernizzi ha poi annunciato che in programma c'è già "una mega-stagione culturale da ottobre a giugno,di una importanza straordinaria". Sul tema delle sicurezza: "Stiamo insieme e andiamo a chiedere più risorse in termini di forze di polizia". Lavoro e sostegno al reddito: "Dobbiamo valorizzare il territorio nell'ambito turistico per creare nuovi posti di lavoro". Tutela ambientale: "Non ha alcun senso essere divisi". Infine,Invernizzi ha definito la riunione congiunta "una rivoluzione che nel tempo accrescerà ancora di più l'importanza di Abbiatense e Magentino". L'unica cosa che i due Comuni non condivideranno,saranno i due bilanci: nessuno invidia quello dell'altro... faranno tagli "congiunti" per un totale di 3 milioni e 200mila euro. Una battuta,ma non troppo. E in merito alla realizzazione della superstrada Vigevano-Malpensa,questione che ha finora visto i due Comuni divisi? "A Regione Lombardia abbiamo chiesto alcuni atti allo scopo di ragionare su fatti concreti - ha risposto Invernizzi - .Non appena li avremo in mano,riuniremo i sindaci della tratta interessata per discuterne insieme. E' una battaglia che non si sa come andrà a finire,ma una cosa è certa: se saremo divisi non porteremo a casa assolutamente nulla".
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dal nostro inviato MARIO SCOTTI
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Si chiama "ProMuovi Abbiategrasso" ed è un nuovo movimento politico-culturale nostrano. I volti di chi ne fa parte? Per il momento quelli dei membri fondatori presenti alla conferenza stampa di presentazione svoltasi all'Albergo Italia,vale a dire quelli degli ex sindaci Alberto Fossati e Arcangelo Ceretti,dell'ex assessore Adolfo Lazzaroni,dei consiglieri comunali Sergio Buzzi e Stefano Balzarotti,di Marco Scotti, ex politico locale inattivo da una trentina d'anni ed attuale titolare dello stesso Albergo Italia,sede del neonato gruppo,di Claudio Tirelli presidente di "Obiettivo sul mondo" e dell'avvocato Francesco Catania. Poi si vedrà. L'iscrizione al movimento è aperta a tutti. "Quel che ci ha spinto a creare questo movimento è il grande bene che nutriamo per la nostra Abbiategrasso - ha spiegato Stefano Balzarotti - ,città che vogliamo valorizzare e,appunto,promuovere. Organizzeremo diversi eventi e incontri sia di stampo culturale sia di sollecitazione ad alcune scelte amministrative. Riteniamo che occorre un colpo d'ala in grado di rilanciare seriamente una città che deve assolutamente tornare ad assumere un ruolo di centralità e di capofila dell'intero territorio. Città che ha perso numerosi servizi importanti,molti eventi e buona parte del suo tessuto economico. Il nostro scopo è quello di creare uno spazio per il rilancio di Abbiategrasso. Oltre ai presenti,altre persone e altri giovani si aggiungeranno per partecipare a questo progetto. Vogliamo che Bià diventi una città viva,ricca di opportunità per tutti,maggiormente attrattiva". Prima iniziativa di "ProMuovi Abbiategrasso",una raccolta firme per cambiare la circoscrizione nella quale Abbiategrasso è inserita relativamente al Tribunale,che si vuole portare da Pavia a Milano "sede a nostro avviso più idonea ad ospitare il territorio dell'Abbiatense - ha poi spiegato Alberto Fossati - .Se Bià è inserita nella Città Metropolitana,non ha alcun senso andare al Tribunale di Pavia. Oltre a questo ci batteremo per il reinserimento in città della figura del Giudice di Pace". Queste le due tematiche che saranno subito oggetto di confronto con i cittadini abbiatensi. Fossati ha poi aggiunto che in merito alla questione del Tribunale,il movimento chiederà il sostegno trasversale di tutti i parlamentari della nostra circoscrizione, "Crediamo che l'accorpamento automatico di Abbiategrasso con Pavia non corrisponde ai criteri della legge delega tramite la quale fu attribuito al governo il potere di predisporre la soppressione e l'accorpamento dei Tribunali" - ha detto ancora l'ex primo cittadino. Dicevamo della nascita di questo nuovo movimento: c'è il nucleo di base che servirà per l'atto costitutivo,poi l'associazione tramite lo statuto formalizzerà i propri organi e successivamente chiederà l'adesione ai cittadini. "Solo allora vedremo se saremo in dieci-quindici-trenta-mille o dovremo chiudere perchè non ci seguirà nessuno" ha aggiunto Fossati. La sede legale,come detto,si trova presso l'Albergo Italia. "Contiamo di promuovere le adesioni attraverso le iniziative - ha poi affermato Marco Scotti - .Contiamo di agire in piena autonomia rispetto all'ambito istituzionale. La nostra non è una iniziativa contro qualcuno,ma "per",vogliamo essere autonomi in senso positivo. Lo scopo,come recita il nome del movimento,è assolutamente quello di promuovere. Abbiamo anche in mente di realizzare iniziative relative al Golgi,oggi come oggi ultima eccellenza presente in città,anche se è triste dirlo,e iniziative relative alla ventilata chiusura della stazione milanese di Porta Genova,una perdita gravissima per i nostri pendolari. Noi,insomma,dobbiamo perseverare con un atteggiamento attivo e propositivo nei confronti di una reale difficoltà nella quale versa chi ci governa. Non siamo stupidi,capiamo benissimo che la situazione è difficile,ma di fronte alle difficoltà non bisogna subire passivamente,occorre gestire,promuovere. Da parte nostra non c'è alcuna volontà di giocare contro: siamo aperti nel portare avanti tutti quei suggerimenti che permetteranno ad Abbiategrasso di recuperare,sia pure parzialmente,tutto quello che ha perso. E l'elenco è lungo,a partire dalla Banca Popolare...I nostri,inoltre,saranno tentativi per riallacciare i rapporti con le istituzioni politiche superiori,regionali e nazionali".
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