Lunedì 25 Settembre 2017 - S. Aurelia - Ultimo aggiornamento alle ore 00.00: Home Page - Cronaca 1
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(M.Scotti) - Appuntamento,sabato 23 e domenica 24 settembre,con il terzo weekend all'Annunciata dell'Ambasciata del Gusto di Abbiategrasso,progetto promosso dall'Associazione Maestro Martino dello Chef Carlo Cracco. "Ticino On Mind",showcooking con degustazione. Venti chef professionisti provenienti da tutta Italia hanno incontrato i produttori locali creando gustosi menu ad hoc per esaltare la qualità degli ingredienti. Poi la cena al Ristorante Didattico dell'Ambasciata del Gusto. Tema della cena: la selvaggina. Il menù dedicato ai sapori del Ticino è stato curato dallo chef Alessandro Manzetti e realizzato con gli studenti della Scuola "E. Maggia" di Stresa. I prodotti usati provengono dal Consorzio Produttori Agricoli a Marchio Parco del Ticino. E poi ancora,domenica,le lezioni di cucina,gli Chic Nic o Brunch,l'aperitivo con lo chef",showcooking con degustazione a tema "Tutti i colori del parco". Special guest le chef Sabrina Tuzi e Chef Sara Preceruti. Infine le blogger di "Calendario del Cibo" italiano che hanno coinvolto il pubblico in uno showcooking con degustazione dedicato alle crepes. Ma quale sarà il futuro di questo evento made in Maestro Martino che da tre anni rende vivo e valorizza l'ex convento dell'Annunciata? Lo abbiamo chiesto a Gianni Beltrami,presidente del Parco del Ticino,partner della manifestazione,e a Massimo De Maria,vicepresidente dell'Associazione Maestro Martino. Esiste,per questo importante evento culturale-gastronomico una progettualità,un futuro? Perchè,dopo tre anni,ancora non si è ben capito quanto l'amministrazione comunale,quella appena decaduta e quella appena insediata,voglia bene a questo progetto e quanto ci tenga al discorso Annunciata. "Non parlo certo a nome dell'amministrazione comunale,anche se i suoi esponenti sono tutti miei amici e rispetto le loro opinioni - risponde Gianni Beltrami - . Penso che non avvalersi di una opportunità come quella che ci viene offerta da Maestro Martino con la sua scuola di cucina a livello altissimo,è assolutamente deleterio. I giovani chef presenti sono spinti dalla voglia di rivalorizzare il nostro territorio. Mi auguro che le esperienze trascorse,e mi riferisco in particolare ad Expo,mettano l'attuale amministrazione comunale nella condizione di guardare con lungimiranza tutte le possibilità che è possibile sfruttare. Diversamente,se dovessimo perdere anche l'evento di Maestro Martino,sarebbe un danno non indifferente. Per quanto riguarda le politiche di marketing che si stanno portando avanti,non possiamo pensare che Abbiategrasso sia frequentata se non offriamo alcuna opportunità di frequentazione. La gente si muove e va dove viene attirata e se a Bià non c'è nulla di particolare è evidente che la gente trova altre vie". E a proposito di eventi attira-visitatori,proprio al Consorzio produttori del Parco del Ticino è stata affidata la prossima edizione della Fiera di Ottobre. O meglio,è stata affidata,non senza polemiche,al binomio Parco-Adolfo Lazzaroni,quest'ultimo messo da parte dalla giunta Arrara e adesso riesumato per l'occasione. "Io mi schiero per la professionalità che dev'essere sempre pagata,moralmente nel nostro caso - precisa Beltrami - . Chi ha tessuto una tela che ha fatto sì che Abbiategusto raggiungesse dei livelli altissimi,mi sembrerebbe sciocco escluderli solo per questioni di simpatie personali o politiche che lasciano il tempo che trovano". Massimo De Maria,vicepresidente di Maestro Martino: "Con l'attuale amministrazione comunale abbiamo avuto dei contatti,i segnali sono positivi per quanto riguarda le dichiarazioni di intenti,siamo in attesa di capire che ruolo la città pensa di dare alla nostra Associazione e allo spazio dell'Annunciata. Un primo segnale diretto al futuro lo avremo con il nostro coinvolgimento nell'organizzazione di Abbiategusto: potrebbe essere un prologo,un indizio importante per capire che tipo di collaborazione potrà esserci fra Maestro Martino e la città di Abbiategrasso. Stiamo alle porte e siamo fiduciosi".
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(M.S.) - La Via Francisca del Lucomagno era un antico tracciato romano-longobardo,storicamente documentato,che da Costanza (centro Europa),attraversando la Svizzera giungeva a Pavia e lì si collegava con la Via Francigena verso Roma. Il percorso individuato si snoda attraverso diverse importanti ed interessanti tappe: Vaduz,Coira,Passo del Lucomagno,Bellinzona e Monte Ceneri,Varese e i siti longobardi di Castelseprio,Torba e Cairate nella valle Olona,toccando insediamenti monastici fondamentali per la storia medievale europea,per proseguire poi lungo il Parco del Ticino. Si tratta di oltre 500 chilometri percorribili in gran parte lungo sentieri ciclopedonali,funzionali al rilancio dell’antico percorso religioso in un’ottica di sviluppo territoriale non priva di risvolti economici. Un tratto dell'alzaia del Naviglio Grande,a Castelletto,è compreso nel percorso del tracciato romano-longobardo. In quel di Castiglione Olona,comune di quasi 8.000 abitanti della provincia di Varese,sindaci e assessori del nostro territorio dell'Abbiatense,unitamente al presidente del Parco del Ticino Gianni Beltrami,hanno firmato un protocollo di intesa che riguarda,appunto,la via Francisca del Lucomagno. A rappresentare Abbiategrasso,l'assessora alla Cultura,Turismo e Sport Beatrice Poggi. Presenti i primi cittadini di Morimondo,Ozzero e Albairate,un assessore di Robecco sul Naviglio e il consigliere delegato di Cassinetta di Lugagnano. "Abbiamo firmato un protocollo di intesa regionale per valorizzare l'antico tracciato - spiega ad HWQ l'assessora Poggi - . L'iniziativa è partita dalla provincia di Varese e da Regione Lombardia,alle quali si è poi aggiunta la Città Metropolitana. Lo scopo del protocollo è quello di dare risalto alla via del Lucomagno,di ripristinarla. Per fare ciò è stata chiesta la collaborazione di tutti i Comuni interessati e in tanti,Abbiategrasso compresa,hanno aderito. Adesso si tratta di impostare una politica di valorizzazione del territorio che comprenda anche l'Abbiatense. In provincia di Varese lo stanno già facendo,arriveremo anche noi". "Questi percorsi di pellegrini,oltre ad avere una importanza storica,stanno riuscuotendo un grande successo turistico - conclude Poggi - e il nostro intento è quello di promuovere questa via storica in modo da renderla un itinerario turistico. Con i sindaci del territorio sono in programma altri incontri per pensare a come fare. Ci verranno consegnate delle targhe,che ogni Comune dovrà installare,per segnalare la via Francisca".
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Lo scorso 20 settembre, si è riunita la III Commissione permanente - Sanità e politiche sociali della Regione Lombardia per discutere la possibile riapertura del pronto soccorso, in ore notturne, del Presidio Ospedaliero Costantino Cantù di Abbiategrasso. Durante la mattinata sono state effettuate le audizioni del direttore generale ASST Ovest Milanese e del dirigente medico dei servizi di urgenza. Il pronto soccorso è stato chiuso nelle ore notturne a causa del mancato raggiungimento degli accessi, come disciplinato dal decreto del Ministero della Salute, inoltre i dirigenti ascoltati dalla Commissione hanno mostrato come il pronto soccorso, mancando di specifici requisiti per il trattamento di determinate emergenze, ad esempio polmonari e cardiache, non è inserito nei percorsi emergenziali. Tutto ciò ha determinato un trasferimento dei pazienti verso altri centri ospedalieri. Tutto ciò è sicuramente determinato dal trasferimento di reparti e specialità verso altri presidi, avvenuto nel corso del tempo. La domanda viene allora spontanea, per quale motivo sono stati investiti milioni di euro per l’ampliamento dell’ospedale, (22 milioni solo per il pronto soccorso) per poi depotenziare sempre più una struttura? Durante l’udizione, la portavoce dei cittadini al Consiglio Regionale, Paola Macchi, ha chiesto i dati degli accessi precedenti al 2016 per verificarne l’andamento, inoltre ha auspicato un potenziamento effettivo dell’ospedale, nel suo complesso, come presidio per far fronte alla richiesta di salute da parte dei cittadini. I componenti della commissione hanno ritenuto opportuno effettuare un sopralluogo alla struttura, prima di esprimere un parere definivo. Esponenti del Movimento 5 Stelle Abbiategrasso erano presenti durante l’udizione, per ascoltare le parole dei dirigenti dell’ASST Ovest Milanese e osservare il comportamento delle altre forze politiche in merito alla questione. Tra il pubblico era presente anche il Sindaco di Abbiategrasso Cesare Nai e rappresentanti del Movimento del Cittadino Malato. Altre opposizioni che durante la campagna elettorale si erano prodigate, a parole, per l’ospedale: non pervenute.
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(Julio Araya Toro) - Lo scrittore abbiatense Giuseppe “Peppino” Cislaghi (Abbiategrasso, 1945) presenta, sabato 30 Settembre alle 17.15 ore nella Sala Consigliare del Castello Visconteo di Abbiategrasso,la sua ultima opera intitolata: “Cunfidens de Sacubigiu”, poesie in dialetto meneghino abbiatense. I disegni interni sono a cura di Nadia Taurian e la presentazione dell'autore sarà curata dallo scrittore e storico cileno, Julio Araya Toro. Il volume di Cislaghi è ispirato al cantastorie abbiatense Luigi Sacchi chiamato “Sacubìgiu”. "Questo famoso personaggio - dice Cislaghi - raccontava storie e poesie satiriche in dialetto poiché, pur essendo praticamente analfabeta, aveva uno spirito arguto ed attento alle contraddizioni del suo tempo, prendendo le difese dei meno abbienti e dei più diseredati”. Continua l'autore: “Ho sentito i miei nonni materni nominare qualche volta questo nome, ma pensavo fosse solo un loro modo di dire, perché era ricordato in questo modo: Quèst chì la cünta sü cùme Sacubìgiu. Certamente non pensavo fosse riferito ad una persona realmente esistita, ma che fosse solo uno dei tanti detti dialettali tramandati a loro nel tempo”. Cislaghi dice ancora: “Fino a che, in un articolo di Luciano Bernacchi proposto nel sesto numero della Rivista Habiate del 1977, leggevo che l’autore riportava alcune ricerche di Giuseppe Andrea Sajni (1851-1925), storico abbiatense, appassionato della nostra cultura popolare. Lo stesso nel 1895 trovò, non spiegando come, e trascrisse, una poesia dialettale di un certo Luigi Sacchi anch’egli nato ad Abbiategrasso, chiamato in dialetto appunto Sacubìgiu”. Le poesie di “Peppino” Cislaghi raccontano con nostalgia momenti, personaggi e luoghi di una Abbiategrasso che non c'è più. La premessa o introduzione fu responsabilità del noto storico locale Mario Comincini. La presentazione è organizzata dall’Associazione Porto Alegre col patrocinio del Comune di Abbiategrasso.

Opere di Giuseppe Cislaghi: “Tramonti” (foto e poesie. 2010); “Storielle per Nipoti e non Solo” (storielle. 2011); “La Fornace” (novelle. 2013); “Persone Animali e Cose” (storielle. 2015) e “I Capelli del Sole” (fiaba boema. 2016).
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di MARIO SCOTTI
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Promozione,attivazione ed accompagnamento di investimenti finalizzati al rilancio dell'economia locale; politiche di rilancio del lavoro e di supporto alle imprese e alle attività economiche e commercio sono le deleghe affidate a Francesco Bottene,classe 1976,assessore dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Cesare Nai. Deleghe estremamente importanti e "pesanti",dal momento che proprio sulla ripresa economica e sull'occupazione è in gioco il futuro di parecchie famiglie abbiatensi e della stessa città. In soldoni,l'assessorato affidato a Francesco,figlio di Giuseppe,noto politico locale,comprende tutto quel che è legato all'impresa,al lavoro e al commercio. "Sicuramente c'è tanto,tantissimo lavoro da fare - spiega l'assessore ad HWQ -. E' evidente a tutti che ad Abbiategrasso c'è un grosso problema legato al lavoro e un grosso problema legato alle imprese; l'amministrazione comunale è in grado solo parzialmente di mettere mano alla situazione e di incentivare la ripresa. E' lo Stato che deve regolare le iniziative. Il Comune può cercare di stemperare taluni effetti negativi che si sono creati". "Conosco molto bene le realtà di Segrate e Basiglio,quest'ultimo è il Comune più ricco d'Italia - prosegue Bottene - . Ebbene,qual è la differenza sostanziale dal punto di vista geografico rispetto ad Abbiategrasso? Il contesto viabilistico,le strutture. Le grandi arterie stradali sono vicine alle grandi aziende. Noi,invece,non abbiamo le infrastrutture,Abbiategrasso non è nelle condizioni di dire alle grandi aziende di spostare qui una parte dei loro dipendenti,diventerebbe un problema muovere ogni mattina duecento automobili.". "Come abbiamo detto in campagna elettorale,cercheremo di valorizzare il sistema delle grandi infrastrutture,sarebbe già un grande risultato - aggiunge l'assessore - . Sto personalmente effettuando una mappatura delle aziende del territorio per capire che tipo di imprese abbiamo. Il contesto produttivo di Bià è legato all'imprenditore,noi dobbiamo cercare di dialogare con queste realtà che sono poi quelle che richiedono più lavoro. Con alcune di queste aziende ho già preso contatto". E' quindi possibile creare nuovi posti di lavoro in città e nel territorio? "La presenza di imprese incentiva l'occupazione,se queste imprese si spostano altrove,sono guai. La superstrada,in questo senso,è fondamentale per impedire che ciò avvenga. Ma non solo,anche le piste ciclabili,il cemento "intelligente" che ha un suo perchè. Penso ai quartieri Ertos e Mendosio che potrebbero essere potenziati dal punto di vista delle infrastrutture. E' chiaro che se faccio una colata di cemento che taglia in due la città,non ha alcun senso. La superstrada è una delle variabili che noi riteniamo fondamentali per trattenere le aziende esistenti e allettare le altre a venire ad investire ad Abbiategrasso". "In generale - aggiunge ancora Bottene - metteremo in piedi delle politiche che consentiranno alla nostra città di essere più competitiva rispetto ad altre realtà. Dialogando con le imprese,cercheremo di capire quali sono i problemi che possono essere risolti,se sarà possibile mettere in atto politiche di fiscalizzazione agevolata. Non da ultimo: conosco bene il mondo della Svizzera: molte imprese,oggi,emigrano in quel paese per motivi fiscali. In Italia,il carico fiscale è mediamente del 55-60%,mentre in Svizzera è intorno al 15%... Fiscalmente parlando,faremo tutto il possibile per abbassare il carico e snellire le procedure burocratiche, Quello svizzero è un modello da imitare".
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(M.Scotti) - Con lo svolgimento,sia pure in forma ridotta,della quarantesima edizione della Festa Rionale,il "Big Ben" della Cappelletta ha detto stop per quanto riguarda l'attività 2017 del gruppo di volontari biancoazzurri guidati dal presidente Pierluigi Gillerio. Un'attività frenetica e continuativa iniziata verso la fine dello scorso mese di maggio. Il programma dei primi due giorni dell'ormai tradizionale Festa Rionale era assai nutrito: oltre agli immancabili pranzi e cene,erano state programmate serate danzanti,esibizioni di karate e di danza e molto altro ancora. Purtroppo il maltempo che ha imperversato sulla città nelle giornate di sabato 9 e domenica 10 settembre ha mandato tutto,o quasi,all'aria: aperta solo la cucina per i pochi avventori che non hanno comunque voluto rinunciare,nonostante le avversità metereologiche,alla degustazione delle ottime cibarie cucinate dai cuochi biancoazzurri. Il Gruppo La Cappelletta si è comunque riscattato alla grande nella serata di lunedì 11 quando,approfittando di un clima quasi autunnale ma comunque accettabile,almeno un migliaio di persone ha affollato l'area ricreativa di via Stignani. Fra gli ospiti a cena del Gruppo di Gillerio,il sindaco Cesare Nai e la giunta comunale quasi al gran completo composta dagli assessori Roberto Albetti,Francesco Bottene,Eleonora Comelli,Beatrice Poggi e Marco Mercanti. Presente ai tavoli a gustare il cibo made in Cappelletta,anche Monsignor Innocente Binda,prevosto di Santa Maria Nuova,massima autorità religiosa cittadina,accompagnato da alcuni parrocchiani. Alle ore 21.30 ha fatto il suo ingresso nell'area ricreativa,in sfilata,la Banda Filarmonica; alle ore 21 si è dato inizio alla musica e alle danze e infine,alle ore 22 in punto,tutti col naso all'insù ad ammirare lo spettacolo dei fuochi pirotecnici.
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(M.S.) - "White Night",notte bianca dedicata allo sport e allo stare insieme,ovvero il grande evento di beneficienza "perchè lo sport fa bene a tutti". Giovedì 7 settembre,dalle ore 19 a mezzanotte,organizzata da Big Gym con aperitivo di benvenuto,la maratona dei corsi non-stop e la master class con il maestro Enzo Ferrari. Il tutto sostenuto da grandi partner e sponsor. Big Gym di via Ada Negri è una società sportiva dilettantistica affiliata N.S.I. che ormai da anni si dedica al fitness e al benessere dei suoi soci a 360°. Il centro fitness non è più solo un luogo dove si fatica ma anche un’area in cui ci si prende cura di sé,si socializza,ci si rilassa,ci si rimette in forma. Per questo è stata introdotta un’area beauty ed una spa,si sono pensati eventi coinvolgenti per gli amanti del fitness e del benessere e...ci sono ancora in serbo tante novità e sorprese. Big Gym è dunque per tutti e per tutte le età a partire dai 14 anni. Numerosissimi i presenti alla "White Night". A rappresentare l'amministrazione comunale,il sindaco Cesare Nai e l'assessore allo Sport,Cultura e Turismo Beatrice Poggi. "La struttura di Big Gym è bellissima,per non dire meravigliosa - ha commentato il primo cittadino -, una struttura che invoglia a praticare sport. Sono quasi tentato di iscrivermi... il mio tempo a disposizione è quello che è,ma lo stimolo è forte. Per la nostra città è una grande fortuna avere una struttura di questo tipo per curare la salute e trascorrere momenti di relax e di benessere. La gestione è moderna ed efficace e non trascura il sociale; sono molto contento di partecipare ad iniziative di questo tipo. Tutte le discipline sportive sono profondamente educative". "Ferriani e Contini hanno creato questa bella realtà presente sul territorio ormai da tempo - ha aggiunto l'assessora Beatrice Poggi - . Emerge la figura di un imprenditore abbiatense che ha avuto il coraggio di affrontare una nuova sfida creando una realtà sempre più in fase di espansione. La Big Gym fa parte della nostra città,è un servizio per i cittadini. Parlare di sport significa parlare di benessere,non posso che fare i miei migliori auguri per la continuità di questa attività". "Bea" Poggi ha approfittato dell'occasione per annunciare che la manifestazione "Abbiategrasso Sport Show" andrà in scena il giorno 23 settembre,dalle ore 15 alle 19,in Piazza Castello. Si tratterà della vetrina della società sportive abbiatensi con momenti di esibizione. Altre iniziative sono previste nella Fossa Viscontea. "Invito tutta la cittadinanza per avere una città viva,ricca e sportiva" - ha concluso Poggi. Corrado Contini e Ferriani Nicola e Davide sono i tre soci che gestiscono la struttura Big Gym. Hanno ideato la "White Night" a scopo benefico nei confronti di due importanti associazioni abbiatensi: Anffas e Avis. Tra gli sponsor della manifestazione,le due concessionarie di automobili Piva.
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(M.Scotti) - Penultimo appuntamento stagionale in via Stignani con i volontari biancoazzurri del Gruppo La Cappelletta. Nelle serate di sabato 2 e domenica 3 settembre presso la nota area ricreativa è andata in scena la Festa dell'Uva,manifestazione interamente dedicata all'Associazione Anffas di Abbiategrasso alla quale andrà gran parte del ricavato. Pranzi,cene,serate danzanti e pesca benefica sono stati gli ingredienti che hanno permesso al Gruppo La Cappelletta guidato dal nuovo presidente Pierluigi Gillerio di portare a casa l'ennesimo successo in termini di consensi e di partecipazione di pubblico. La quarantesima edizione della Festa Rionale,programmata nelle giornate di sabato 9,domenica 10 e lunedì 11 settembre chiudera l'attività della Cappelletta per quanto riguarda la stagione 2017. Nel corso della festa dell'Uva,sia l'Associazione Anffas sia la Fondazione "Il Melograno" erano presenti con i loro massimi esponenti e con uno stand. Alberto Gelpi e Massimo Simeoni hanno annunciato che all'interno del nuovo centro "Dopo di noi, con noi" di Strada Cassinetta (inaugurazione ufficiale domenica 8 ottobre) la cucina e la sala da pranzo saranno intitolate,tramite apposita targa,a Giancarlo Porrati,il compianto presidente del Gruppo La Cappelletta venuto a mancare lo scorso mese di maggio. Così come altre sale della struttura in fase di ultimazione saranno intitolate a personaggi (uno su tutti,don Gianni Tavecchia,recentemente scomparso) e ad associazioni abbiatensi che con il loro contributo economico hanno permesso la tanto agognata realizzazione del "Dopo di noi,con noi". "La struttura è terminata,abbiamo effettuato i collaudi e siamo in attesa che arrivino gli arredi - spiega ad HWQ Alberto Gelpi,presidente della Fondazione "Il Melograno - . Nei prossimi giorni,Anffas presenterà la richiesta per gli accreditamenti. Contiamo di portare il governatore della Regione Lombardia,Roberto Maroni e l'assessore al welfare Giulio Gallera alla cerimonia di inaugurazione,figure forti che ci serviranno in futuro. L'inaugurazione si tradurrà in una festa che proseguirà per tutta la giornata di domenica 8 ottobre: ci saranno i saluti di rito delle autorità politiche,civili e di Anffas,il taglio del nastro,la visita di tutti i locali della struttura,il ricco buffet e,nel pomeriggio,la musica". Per quanto riguarda i costi del "Dopo di noi,con noi,Anffas e Melograno stanno rispettando la spesa di 2 milioni e 100mila euro,cifra che ha significato l'accensione di un mutuo di 1 milione e 300mila euro,circa 80mila euro all'anno da restituire. Una bella botta,un impegno mica da ridere. E va detto che ad oggi non sono pervenute donazioni pubbliche,a parte qualche piccolo comune che ha racimolato soldi tramite iniziative. "Adesso contiamo di esercitare maggiori pressioni,ma non sarà facile" - spiega ancora Gelpi. La nuova struttura di Strada Cassinetta ospiterà,a piano terra,20 ragazzi residenti ad Abbiategrasso,mentre al primo piano troveranno collocazione alcune soluzioni abitative,i cosiddetti "ambienti protetti". La prima pietra della struttura è stata posata nel mese di novembre dell'anno 2014. L'idea di realizzare il centro per disabili è nata tenendo presente il fatto che "la vita media dei nostri ragazzi è aumentata parecchio - spiega Massimo Simeoni,presidente Anffas - e tante famiglie con genitori anziani si trovano nella condizione di dover dar loro una sistemazione e un futuro. Una sicurezza del proseguimento della vita futura dei loro figli senza pesare sulle famiglie".
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(M.Scotti) - Cinque anni fa,esattamente il 15 settembre 2012,l'allora neo eletto sindaco Pierluigi Arrara lo accolse con tutti gli onori quale nuovo comandante della Compagnia dei Carabinieri di Abbiategrasso nel corso di una cerimonia solenne al Castello Visconteo. Cinque anni dopo,quasi nello stesso giorno dall'insediamento,è toccato al nuovo sindaco Cesare Nai dare l'addio,o meglio l'arrivederci,al Maggiore Antonio Bagarolo. La cerimonia di saluto si è svolta nella stessa location del 2012: sala consiliare e cortile del Castello,alla presenza delle massime autorità politiche cittadine,dei sindaci e degli esponenti delle Polizie Locali del territorio e dei rappresentanti di numerose associazioni d'arma locali. Bagarolo,che da tempo aveva espresso il desiderio di potersi riavvicinare alla sua terra,è stato accontentato: si trasferirà in Campania,esattamente a Torre Annunziata,cittadina ad alto tasso di criminalità e delinquenza nei pressi di Napoli. "Non voglio fare il bilancio dell'attività svolta in questi cinque anni - ha detto Bagarolo nel suo discorso di commiato davanti ad una sala consiliare gremita di pubblico - ,ma una cosa ve la voglio dire: ogni volta che sono stato chiamato ad operare,compatibilmente con i miei limiti umani e professionali,ho sempre profuso il massimo impegno. E non mi è pesato molto,perchè io sono un uomo fortunato: faccio un lavoro che mi appassiona da sempre". Bagarolo ha poi ringraziato tutti i militari,uomini e donne,della Compagnia Carabinieri di Abbiategrasso,il Nucleo Operativo Radiomobile e il Nucleo Comando che "hanno avuto un comportamento professionale ineccepibile,da solo non avrei potuto fare nulla". L'ultimo ringraziamento,Bagarolo l'ha riservato all'Arma "perchè mi ha permesso di fare questa bellissima esperienza che mi darà l'opportunità di farne un'altra in un territorio molto stimolante. Non è stata una mia scelta quella di andare via; noi veniamo impiegati dove l'Arma ritiene opportuno impiegarci,sperando di fare bene. Mi auguro che questo sia un arrivederci e non un addio". "Per il sottoscritto neo eletto sindaco di Abbiategrasso è un onore essere qui a salutare e a ringraziare il Maggiore Antonio Bagarolo - ha poi dichiarato il primo cittadino Cesare Nai - . Sono stati cinque anni nel corso dei quali l'impegno,il lavoro e la dedizione di Bagarolo sono stati assolutamente apprezzati,così come il lavoro dell'Arma. Momenti difficili nei quali la coesione sociale è stata messa alla prova. Con i mezzi a disposizione,a volte insufficienti rispetto al fabbisogno,ma utilizzati al meglio,l'Arma dei Carabinieri ha comunque saputo assicurare alla nostra comunità una grande attenzione. Noi tutti auguriamo a Bagarolo il massimo successo e un buon lavoro per questo suo nuovo impegno". La cerimonia si è conclusa con un buffet "che ho fatto preparare per lasciare un segno tangibile,per darvi qualcosa dal momento che voi mi avete dato molto",ha chiosato Bagarolo.
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La cappella attualmente dedicata a S. Rosa da Lima e di patronato comunale, in quanto la Santa è la patrona della Comunità di Abbiategrasso, è originariamente intitolata a S. Carlo e viceversa. Il cardinal Pozzobonelli nel 1756 afferma, infatti, che le cappelle vengono reciprocamente spostate nel 1742. Il Pionnio nel 1755 testimonia che, in seguito allo spostamento, il vano del lato sinistro viene ristrutturato ed ingrandito su progetto del quadraturista Antonio Longone. La cappella, sempre secondo il Pionnio, oltre alle architetture del suddetto Longone, presenta pregevoli affreschi nella volta e alle pareti laterali, opera del noto frescante Giovanni Antonio Cucchi. Nulla resta di quanto ricordato dal Pionnio, eccetto le cornici mistilinee laterali di marmo nero di Varenna, ascrivibili alla metà del sec. XVIII, che contengono due affreschi ottocenteschi raffiguranti a destra la “Vestizione” ed a sinistra la “Morte di S. Rosa”, opere di Giovanni Valtorta al quale si devono anche le decorazioni della volta. L’altare, benedetto nel 1751 e realizzato con marmi grigi, rosa e neri con due colonne libere sui lati, il dossale curvo, il fastigio riccamente decorato e l’elegante tabernacolo, come tutti quelli ospitati in ampi spazi a lato della navata sinistra, ha forme architettoniche imponenti. Al suo interno trova posto il dipinto raffigurante “S. Rosa da Lima” realizzato nel 1829 dal pittore boemo Giovanni Pock, ma oggetto di contesa tra lo stesso e la fabbriceria perché il paesaggio rappresentato in basso risulta sgradito agli Abbiatensi in quanto non vi compare il loro borgo di cui la Santa è protettrice. Il quadro va a sostituirne uno precedente, oggi perduto, raffigurante la Santa in piedi con un bambino per mano, di cui è possibile vedere un’incisione del 1750 circa presso la Raccolta Bertarelli di Milano.
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di ALBERTO NEGRI
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La storia di don Gianni Tavecchia può essere considerata, citando la canzone di De Andrè, “una storia senz’altro diversa per gente normale ma anche una storia comune per gente diversa”. Non è – infatti - facile descrivere nelle poche righe di un articolo di giornale la figura di don Gianni queste prete che si è spento sabato a 92 anni. Non è facile perché come sempre, quando un personaggio muore, le narrazioni retoriche sulla sua santità, sulla sua bravura, sulla sua onestà,ecc. si sprecano. Tutti dopo la morte diventano bravi. Ma questa volta voglio correre il rischio di apparire retorico e voglio raccontare don Gianni in prima persona. Ma lo voglio raccontare perché glielo devo, perché è stato per me, e credo anche per molti altri, un maestro di vita, in un’epoca in cui i veri maestri sono pochi. Ho avuto la fortuna di condividere con lui un bel pezzo di strada della mia vita. E di questo ne sono orgoglioso e riconoscente. Don Gianni era arrivato ad Abbiategrasso, non come prete legato a una parrocchia, ma come “cane sciolto”, così mi piace definirlo, mai al guinzaglio di nessuno, di nessuna autorità ecclesiale , di nessuna parrocchia, di nessuna struttura o sovrastruttura. Si presentava semplicemente come un uomo, come un prete, ricco di umanità e di esperienza maturata anche come Cappellano a S. Vittore. Lui amava dire che aveva trovato più umanità in tanti carcerati che non in quelli che frequentavano assiduamente le chiese e le sacrestie. Aveva imparato di più dal carcere che non dal seminario. Arrivato a Bià, come prete di strada, dunque come un prete scomodo, aveva messo in piedi con gli amici del gruppo ARS, guidati da Pierfranca Guffanti che più di tutti è sempre rimasta vicina a don Gianni, il servizio che si chiamava “Telefono Amico”. In un garage un gruppo di volontari ogni sera metteva a disposizione il proprio tempo per ascoltare al telefono persone in difficoltà o semplicemente persone in solitudine. Perché don Gianni aveva capito che il problema della solitudine nella ricca e paciosa Bià era molto radicato. Nel frattempo la droga cominciava a diffondersi presso i giovani anche nel mondo della provincia perbenista. E così con un gruppo di giovani volontari ha creato il gruppo Agape (termine che in greco vuol dire Amore verso il prossimo). Per diverso tempo noi dell’Agape abbiamo aiutato tante famiglie, tanti genitori disperati che si accorgevano del figlio schiavo dell’eroina spesso quando ormai era troppo tardi. In quegli anni abbiamo aiutato anche tanti ragazzi e ragazze a uscire dalla dipendenza della droga. Don Gianni veniva chiamato il prete dei drogati, come don Ciotti a Torino con il gruppo Abele che avevamo avuto l’occasione di incontrare o come don Picchi a Roma. Tutti preti impegnati in prima linea a combattere la droga, che dilagava verso la fine degli anni Settanta. Tanti ne sono usciti, ma tanti sono morti, magari su una panchina, per overdose o per dosi tagliate male dagli spacciatori. Ma don Gianni non si è mai arreso e penso che tanti gli devono la vita. Poi quando il problema della droga si è un po' attenuato eccolo pronto ad affrontare la piaga dell’alcolismo in collaborazione con gli Alcolisti Anonimi. Ma accanto a questo don Gianni “di strada”, a questo prete del fare, che amava la giustizia e che vedeva il Vangelo come la scelta di stare con gli ultimi, con gli emarginati, con i devianti, con quelli che la società cerca di allontanare, perché danno fastidio, c’è sempre stato un don Gianni cercatore della verità. Era il don Gianni teologo che riceveva le persone a casa sua per parlare di Dio o semplicemente per aiutare chi aveva problemi personali o familiari. Era il don Gianni che studiava i libri dei più grandi teologi e preparava scrupolosamente l’omelia della domenica, sempre in chiese diverse. Era nomade anche nel dire messa. Spesso la sua sede era la chiesetta un po' nascosta delle suore di Betlem di corso S. Pietro. La sua omelia non era mai improvvisata, ma sempre ragionata, avvincente, piena di concretezza, di vita reale. Gesù era un maestro di vita e il Vangelo aveva senso solo se aiutava le persone a vivere bene la propria vita quotidiana. Spesso diceva: se Dio non esistesse ho preso una bella fregatura visto che per Lui ho rinunciato anche alla mia Noemi, una ragazza che da giovane mi piaceva. Ma c’era anche il don Gianni che amava la psicologia e che organizzava insieme allo psicologo di Magenta (anche lui un personaggio controcorrente) Giuseppe Rescaldina cicli di conferenze, sempre apprezzate dal pubblico numeroso, presso l’ospedale C.Cantù sullo star bene, sul benessere spirituale ma anche su quello psicologico, perché psiche e anima dovevano procedere di pari passo nella ricerca della felicità. Ecco per don Gianni essere felice voleva dire prima di tutto star bene con se stessi, amare se stessi, per poi poter amare in modo giusto gli altri. Chi non si ama, chi non vuol bene a se stesso non può aiutare o amare gli altri. Anche chi faceva volontariato con lui doveva essere preparato, consapevole e competente. Il volontariato non può essere semplicemente un’azione filantropica improvvisata, così come la carità – diceva spesso – è ben diversa dall’elemosina. Tutti sono capaci di fare elemosina, invece la carità ti chiede di cambiare vita. Don Gianni non era il prete delle certezze preconfezionate, non aveva la verità in tasca. Solo i cretini non hanno dubbi. Sapeva che alla verità ci si poteva avvicinare, ma che solo un istante dopo la morte avremmo potuto conoscerla davvero, qualunque essa sarebbe stata. Spero, caro don Gianni, che tu finalmente adesso abbia conosciuto quella Verità che hai inseguito per tutta la vita. E se davvero Dio è Amore, come ripetevi ogni volta che qualcuno ti chiedeva che cos’è Dio, ebbene tu l’hai cercato per tutta la tua vita terrena e sicuramente più di tutti noi meriti di essere in questo Amore.
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(M.Scotti) - Gianni Beltrami,presidente del Parco del Ticino,è nell'occhio del ciclone. Le sue dichiarazioni a favore della realizzazione della superstrada Anas alla sindaca di Robecco sul Naviglio, Fortunata Barni,hanno scatenato un mezzo pandemonio. La prima cittadina di Robecco,come si ricorderà,il 26 luglio scorso a Magenta in sede di conferenza stampa rese nota la posizione,peraltro personale,di Beltrami,provocando l'amarezza del vicepresidente del Parco,Luigi Duse,e della consigliera Gioia Gibelli che restituì al presidente le deleghe alla pianificazione. Ma non solo: da parte di alcuni partiti politici e di associazioni ambientaliste sono giunte a Beltrami le richieste di dimissioni. Dopo quella della Confederazione Italiana Agricoltori,l'ultima della serie proviene da Sinistra Italiana dell'Ovest Milanese. "A Gioia Gibelli,tra i maggiori esperti internazionali in valutazione,pianificazione e progettazione del paesaggio,va tutta la stima e la solidarietà di Sinistra Italiana Ovest Milano - si legge nel comunicato stampa - . Il fatto che abbia rimesso la delega alla pianificazione è una grave perdita,in termini di professionalità,per il Parco del Ticino. E ciò è stato provocato dal comportamento a dir poco dilettantesco del presidente Beltrami,del quale chiediamo le dimissioni. Chiediamo a Beltrami di farsi da parte non solo per il metodo usato,scavalcando il consiglio di gestione del Parco con dichiarazioni personali ed estemporanee,ma anche per il merito,ovviamente. La tangenziale è un’opera inutile,che spreca i soldi dei cittadini,che danneggia l’ambiente,in particolare il delicato ecosistema del Parco del Ticino e,dunque,Gian Pietro Beltrami non è assolutamente adeguato a rappresentarne gli interessi,che sono quelli dell’intera comunità della valle del Ticino. Via Beltrami dal Parco del Ticino. Subito!". E lui,Gianni Beltrami da Besate,già componente della segreteria provinciale del Psi alla fine degli Anni Ottanta,poi fondatore del primo circolo di Forza Italia ad Abbiategrasso negli Anni Novanta ed oggi presidente di Alleanza Popolare di Besate,dove è consigliere comunale,come ribatte alle critiche e alle richieste di dimissioni dalla presidenza del Parco del Ticino? "Dimissioni? Non ci penso neanche,me le chiederanno i miei sindaci,se proprio devono farlo - dichiara il presidente ad Habiate Web Quotidiano - . Se noi partiamo dal presupposto che su 8 Comuni coinvolti dal percorso della superstrada,uno solo è contrario,secondo te il presidente del Parco non prende in considerazione il fatto che magari la strada è giusto farla? E se io prendo in considerazione un fatto del genere,lasciamo che sia l'assemblea dei sindaci a decidere? Il PD del sud-ovest Milano che con la superstrada non c'entra assolutamente niente,dovrebbe prima mettersi d'accordo con il PD di Abbiategrasso e Magenta che invece la pensano in modo contrario,così come il capogruppo Salvaggio di Magenta,che ha preso oltre 800 voti di preferenza. Si mettano prima d'accordo fra di loro,non accetto critiche gratuite". "E la Città Metropolitana che aveva la Censi come baluardo,il 27 luglio era invitata a Roma,ma non c'è andata,ha mandato un suo funzionario che non si è espresso... La parte politica della Città Metropolitana si è estraniata - prosegue Beltrami - . Ha lasciato il cerino acceso in mano all'architetto Gibelli". "Io ribadisco quel che ho già detto il 26 luglio a titolo personale: prima di perdere 220 milioni di mutuo,faccio delle riflessioni,devo pensare un bel pò. Se a Bià le aziende chiudono,se un imprenditore come Vichi offre gratuitamente la Mivar a chi assume 600 persone di Abbiategrasso,e non trova un'anima che prende in considerazione un regalo da 50 milioni di euro,ci sarà un motivo,o no? A qualcuno non passa per la testa che gli imprenditori preferiscono insediare le proprie aziende vicine agli imbocchi autostradali e delle tangenziali? ". "In Italia esiste ancora il reato di opinione? Pensavo fosse finito nel 1945 con la Liberazione... C'è ancora tanta malafede,quello che ho espresso era la mia opinione personale. Dopo le ferie,invieremo ai giornali la rendicontazione dei 5 anni e mezzo di lavoro svolto da quando sono presidente,dopodichè mi confronterò con gli altri,andrò in assemblea il 29 settembre. Non ho la vocazione per le poltrone,ho la vocazione per lavorare,per far bene quello che mi compete. Le beghe le lascio a quelli che sanno solo chiacchierare e che nella vita non hanno mai fatto un c...". Per la cronaca,il mandato di presidente del Parco del Ticino di Beltrami scadrà il 18 gennaio 2018. "Nessuna dimissione. Vado a dare soddisfazione a chi? Non vorrei apparire presuntuoso: in genere si attaccano quelli che valgono,quelli che non valgono nulla non li attacca mai nessuno".
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di MARIO SCOTTI
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Beatrice Poggi per tutti "Bea" è alla sua seconda esperienza in veste di assessora in una giunta comunale di centrodestra. Dal 2007 al 2012 l'allora sindaco Albetti (attuale vicesindaco e assessore della giunta Nai),le affidò,con successo,gli assessorati della cultura,del turismo,delle politiche educative e,per un breve periodo,anche quello dell'ambiente che poi venne preso in carico da Valter Bertani.
- Bea,dal 2012 al 2017 che hai fatto?
"Ho fatto l'avvocato,ho fatto la mamma,mi sono riposata,ho seguito dall'esterno l'attività dell'amministrazione Arrara e del consiglio comunale. Finchè Cesare Nai mi ha proposto di entrare in lista a suo sostegno. Cesare lo conosco da tempo,lo ritengo una persona seria e capace,assolutamente credibile. Già il fatto che si dedichi a tempo pieno per la città è un fatto positivo. Mi ha fatto molto piacere dargli una mano: mi sono messa in lista e poi ho fornito a Nai la mia disponibilità per un assessorato. Non ero l'unica candidata,le valutazioni le ha fatte Cesare".
- Cultura e turismo te li sei ripresi,come mai anche lo sport? Sei afferrata in materia? Chi ha vinto l'ultimo scudetto di calcio? I nomi dei dieci nuovi acquisti del Milan? Spalletti che squadra allena?
"Ah ah ah,no sul calcio sono impreparata...".
- A parte gli scherzi,perchè hai accettato anche l'assessorato allo sport?
"Perchè sport,cultura e turismo fanno parte di un unico disegno: l'evento sportivo può diventare turistico e culturale e viceversa. Lo sport mi piace; non sono un'atleta,ma ho avuto un padre medico che a noi figli ha sempre fatto praticare tanto sport che per un ragazzo o ragazza è motivo di crescita e di impegno. Lo sport ti dà educazione e benessere fisico".
- Hai un marito che lavora proprio in questo ambito.
"Sì,è laureato in scienze motorie ed ha seguito per quattordici anni la nazionale di sci come preparatore atletico e squadre di pallavolo anche di serie A. Lo sport è la sua vita,ed io ne faccio parte. Ho una figlia di undici anni sportivissima che vuol fare il Liceo Sportivo. Insomma,lo sport mi riguarda anche se personalmente non lo pratico".
- Veniamo alle tue idee su come intendi rilanciare i settori che ti sono stati affidati come assessorati. Iniziamo dalla cultura.
"La prima azione compiuta è stata quella di ridurre al massimo la chiusura estiva della biblioteca comunale. Può sembrare poca cosa,ma in realtà è l'inizio di un percorso. Noi riteniamo la biblioteca un fulcro della città,un luogo non solo di studio e di cultura,ma di aggregazione e socializzazione,un punto di riferimento per molti. La biblioteca va implementata e arricchita. Altre iniziative? Il turismo deve andare di pari passo con la cultura. La nostra città è ricca di suo,questa ricchezza è data dai cittadini e dalle associazioni: è chiaro che alle associazioni culturali verrà dato il massimo supporto e sostegno,magari coordinandoci e confrontandoci anche per capire quali sono le difficoltà che le stesse associazioni incontrano nello svolgimento delle loro attività. Lascerò libertà di iniziativa alle associazioni,il Comune si inserirà,senza oscurarle,con iniziative di spicco e di rilievo. Quali potranno essere,è presto per dirlo,dobbiamo fare le valutazioni di bilancio".
- Quali,fra le attuali manifestazioni culturali cittadine,manterrai in vita e quali invece non ti piacciono?
"Beh,La città che ti piace andrebbe rivista: è nata pensando ad una programmazione puntuale,ogni iniziativa aveva il suo tema,la sua finalità. Ultimamente è stata lasciata alla libera iniziativa di tanti commercianti ed esercizi commerciali. Io ripenserei la manifestazione con una regia coordinata fra tutti in modo tale da eliminare tutti quei contrasti che ogni tanto si leggono. Il Teatro di Strada potrebbe diventare un evento turistico. Il tutto dev'essere coordinato in modo che la città possa uscirne vincente".
- Riesumerai il tanto discusso e criticato Tabù Festival?
"Direi di no,abbiamo visto che i risultati non ci sono stati perchè sono stati affrontati temi particolari e delicati che non hanno riscosso il successo sperato. Questo senza nulla togliere al valore e alla bravura di Fabrizio Tassi. Io sono assolutamente disponibile ad ascoltare gli input che mi arrivano,non chiudo le porte a nessuno".
- Parliamo adesso di come rilanciare il turismo.
"Sono stati redatti diversi progetti e tanto è stato scritto. Bisogna iniziare a mettere in atto un lavoro che non può essere solo del Comune di Abbiategrasso,ma del territorio. Rilanciare il solo turismo cittadino non ha molto senso se non si tiene conto del suo contesto. Dev'essere un lavoro svolto a livelloi sovracomunale,considerando il Parco del Ticino. Sono tanti,i piani di lavoro: turismo enogastronomico,agriturismi,prodotti locali,un turismo legato al percorso ambientale,un turismo religioso. Su questi piani bisogna lavorare con una programmazione puntuale. Inizieremo coinvolgendo gli altri Comuni,dialogando con loro per impostare questi lavori".
- Ritorniamo allo sport.
"A breve,in centro città,riproporremo "Abbiategrasso Sport Show" con il suo format tipico. La considerazione che faccio è che abbiamo tantissime società sportive le quali lavorano tanto e bene e delle strutture sportive obsolete. Stiamo cercando di capire come intervenire. Sarebbe bello se Abbiategrasso diventasse una città attrezzata dal punto di vista dello sport. Sia chiaro: non sto promettendo niente,dico solo che sarebbe bello. Alcune spese si potranno fare,mentre le più onerose si programmeranno".
- Senti Bea,a giudicare dall'andamento dell'ultimo consiglio comunale,quella di Nai non è sembrata una maggioranza così unita e compatta...
"Dico che ci sono degli assestamenti in corso. La mozione di Lovati era condivisibile,non la vedo come un dramma. Ripeto: occorre trovare il giusto equilibrio. Io preferisco gli assestamenti iniziali alle guerre successive".
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(M.S.) - Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha finalmente dato il via libera al progetto,non ancora definitivo, della tangenziale che collegherà Vigevano con Abbiategrasso e Magenta,la famosa superstrada. Piena soddisfazione da parte del sindaco di Abbiategrasso Cesare Nai,che si è recato a Roma accompagnato dal vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Roberto Albetti. Presenti i primi cittadini dei Comuni favorevole alla superstrada e quelli del fronte del no. "Il progetto è quello datato 2008 - racconta il sindaco Nai - e alla fine la Commissione,con un solo voto contrario,si è espressa a favore dell'opera. Per quanto riguarda i Comuni,hanno votato contro Albairate e Cassinetta di Lugagnano". Non si sa ancora quando avverrà l'apertura dei cantieri; per il momento la notizia è che c'è questo via libera da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che adesso passerà la palla ad Anas. "E' un primo passaggio assai soddisfacente - commenta ancora Nai - . Mal che vada,l'opera potrà essere realizzata entro quattro anni. Tempi non certo brevi,ma neppure così lunghi". Si sono espressi per il sì alla tangenziale di collegamento Vigevano-Abbiategrasso-Magenta,i rappresentanti dei Comuni di Abbiategrasso,Robecco,Magenta,Boffalora e Ozzero. Presente anche il primo cittadino di Vigevano,Sala,non ufficialmente invitato in quanto la città ducale non fa parte della tratta interessata dalla superstrada: si è limitato a fare da uditore. Nai, nel suo intervento,ha rimarcato l'assoluta necessità di questa superstrada per le esigenze della Lomellina e degli altri territori. "Adesso la strada è avviata per essere realizzata" - conclude Nai. Molti altri passi rimangono da fare prima di poter parlare di una piena vittoria del fronte del sì.
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Sempre a proposito di superstrada, le dichiarazioni rilasciate a titolo personale dal presidente Giancarlo Beltrami alla vigilia dell’incontro presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, relativamente alla prosecuzione della Boffalora Malpensa nel tratto che da Magenta conduce a Vigevano hanno provocato un vero e proprio “terremoto politico”, oltre che “mediatico”. Il primo a scagliarsi contro Beltrami, di fatto, sconfessandolo apertamente, è stato il Vice Presidente Luigi Duse, a cui fa seguito la lettera con la quale l’architetto Maddalena Gioia Gibelli, riconsegna a Beltrami la delega in materia di pianificazione. La nota è stata inviata anche a tutto il Consiglio di Gestione. Si tratta di un atto politicamente molto forte che la dice lunga sul caos in cui è piombato il Parco del Ticino a livello di governance. Ecco alcuni stralci della lettera della Gibelli inviata sia al presidente Beltrami sia al Consiglio di Gestione del Parco. "Lei, Beltrami, ha espresso pubblicamente posizioni personali, presentandole come posizioni ufficiali, e che tali posizioni non sono mai state concordate". "Leggo di un suo comunicato stampa in cui vengo a sapere che nella mattina di mercoledi, prima della conferenza stampa che avrebbero tenuto lì a pochi minuti i Sindaci del SI, lei si premuniva di avvisarli del parere favorevole dell’Ente Parco, ovviamente, senza alcuna discussione preventiva. Conferenza stampa di cui lei si è guardato bene di informarmi". "E' la seconda volta che vengo, nei fatti, esautorata dalla mia funzione. A fronte di tutto ciò, considerando inutile la mia attività rispetto alla delega ricevuta, lesive per il Parco queste vicende, lesive per la mia persona e, in particolare, per la mia figura di Consigliere, ritenendo necessario prevenire ulteriori situazioni di questo genere lesive per l’Ente, mi trovo costretta a ritirare la delega alla Pianificazione a me conferita, con decorrenza immediata".
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COMUNICATO DEL MOVIMENTO 5 STELLE DI ABBIATEGRASSO
La riunione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLP) non porta buone notizie, per chi da anni combatte contro la realizzazione di un'opera inutile e costosa come la Vigevano-Malpensa. L'esito del confronto fra Anas, CSLP ed i sindaci dei comuni interessati, pare confermare le cattive sensazioni della vigilia. Anas avrebbe presentato il solito progetto con qualche piccola modifica, incapace però di mutarne la sostanza e soprattutto di dare le dovute garanzie al territorio. "Purtroppo è andata come temevamo" commenta Massimo De Rosa, deputato del Movimento Cinque Stelle e portavoce del malcontento di cittadini e attivisti locali. La posizione di chi rivendica il proprio NO al progetto rimane la stessa. Dal momento che, coerentemente, ciò che non andava bene prima non può andar bene oggi. Sostanzialmente infatti il progetto è rimasto lo stesso. Nessuno studio di traffico, nessun adeguamento per la preservazione del reticolo irriguo. Il progetto è stato approvato con le stesse sostanziali prescrizioni, che l'ultima volta ne erano state causa di richiesta di revisione. "Ci chiediamo come mai ieri no e oggi sì? Forse perché sono appena passate le elezioni? Sono già state dimenticate le manifestazioni, che hanno coinvolto centinaia di persone, unite dal NO alla superstrada?" domanda De Rosa. Pare infatti che tutte le amministrazioni presenti, eccezion fatta per Albairate e Cassinetta di Lugagnano, hanno infatti votato a favore del progetto Anas. "La sensazione è che i sindaci, passato il timore di perdere la poltrona, adesso intendano andare avanti dritto per la propria strada, fregandosene di quelle che sono le richieste dei cittadini". In generale si teme una decisa accelerazione, quasi una forzatura, anche da parte di Regione Lombardia, che vorrebbe portare a casa il risultato, prima delle prossime elezioni regionali. "Faremo immediatamente richiesta di accesso agli atti" annuncia De Rosa: "Leggeremo tutti i documenti dopodiché, assieme ai cittadini dei comuni che da sempre si oppongono ad un'opera che devasterà il territorio, valuteremo come procedere". L'appello, ad unirsi per il bene dei cittadini e la salvaguardia del territorio, è rivolto a tutti i sindaci, a prescindere dalla loro appartenenza politica, che sono per il No alla Superstrada.
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COMUNICATO DELLA RETE DI SALVAGUARDIA TERRITORIALE
Il 27 luglio 2017, presso la Sala del Parlamento del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici è stato esposto, alla presenza dei Sindaci del Territorio, il progetto definitivo della tangenziale Magenta-Abbiategrasso-Vigevano. Vergognosa la scelta di convocare i Comuni in piena estate a cavallo con il mese di agosto. Le prescrizioni e le integrazioni richieste dal Cslp nell’incontro di fine gennaio 2017 non sono state portate da ANAS, ma incredibilmente il parere è stato favorevole. Le prescrizioni rimangono. Anas “non ha fatto i compiti”, ma ha votato lo stesso a favore del progetto. Contro questo progetto hanno votato contro solo il Comune di Albairate, il comune di Cassinetta di Lugagnano e una consigliera del Cslp. L'iter per il definitivo “via libera” a questa devastante infrastruttura è ancora molto lungo. Quella di oggi non é stata una giornata positiva per il territorio e per tutte le persone che hanno a cuore un’idea diversa di sviluppo. I sindaci del Sì insieme ai loro complici e lacchè cantano vittoria, ma il percorso è ancora contorto e lento, soprattutto “questi signori” non hanno fatto i conti col movimento No Tangenziale e con tutte le persone pronte in prima persona per impedire questo scempio. Nei prossimi mesi saremo pronti a mobilitarci e ci saranno parecchie tappe importanti per ribadire la nostra contrarietà a quest’opera. Contrarietà che oggi, più di ieri, è necessario ribadire in ogni sede. A partire dalla discussione in commissione europea prevista per l’autunno. La petizione No Tangenziale che ha visto la raccolta di centinaia di firme sarà discussa al Parlamento Europeo. Cari signori del cemento fatevene una ragione. Passare dalla Valle del Ticino sarà molto dura. Anche con l'avvallo dei sindaci e del ministero. Noi qui siamo e da qui dovrete passare. Dovrete passare sui corpi di centinaia di persone pronte a mobilitarsi e determinate più che mai. È concreta la possibilità di una repentina accelerazione per portare il progetto al definitivo "via libero" ministeriale, ma è concreta la possibilità che "lor signori" si trovino di fronte a una mobilitazione seria e determinata.

NO TANGENZIALE!
Ieri, oggi, domani
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(M.S.) - Sono stati ascoltati, lunedì 17 luglio,in Commissione Sanità il presidente dell'Assemblea dei Sindaci, alcuni Sindaci dell'ambito territoriale Abbiatense e il Comitato per i Diritti del cittadino malato, in merito al dibattito sulla riapertura notturna del Pronto Soccorso di Abbiategrasso (chiesto anche da una mozione), al fine di ragionare soprattutto -secondo il Pd - rispetto al futuro che si vuole dare al presidio di Abbiategrasso nel suo insieme, in un'ottica programmatoria, per ripotenziare ciò che è stato depotenziato in questi anni da Regione Lombardia. "In Regione Lombardia, con i colleghi Sindaci dell'abbiatense ed i rappresentanti del Movimento per i diritti del cittadino malato, ho esposto le ragioni del nostro territorio affinché venga riaperto il Pronto Soccorso nelle ore notturne e si torni ad investire sull'ospedale di Abbiategrasso - spiega Daniele Del Ben, sindaco del Comune di Rosate - . Ad ascoltarci soltanto sei consiglieri della commissione sanità regionale su venticinque componenti. Nonostante questo abbiamo ben spiegato i motivi delle nostre richieste. Il confronto continua. Non sarà facile, ma siamo determinati. Molto". “Anche dalle audizioni di lunedì è emerso che ci sarebbe senz'altro l'opportunità su quel territorio di dare un senso a ciò che la Legge 23/2015 sulla riorganizzazione della sanità lombarda ha previsto quando parla di una maggiore continuità dei percorsi di cura e di una maggiore integrazione sociosanitaria sul territorio - afferma il consigliere regionale Pd Carlo Borghetti – Il punto è se c'è la volontà politica, o no, da parte della maggioranza e della Giunta regionale di dare risposte, in questo senso, a questo territorio. Se il Pronto Soccorso alternativo di Magenta è perennemente intasato, se per una visita oculistica ad Abbiategrasso bisogna attendere 15 mesi, come ci hanno spiegato oggi, è evidente che va riconsiderata l'importanza del bacino d'utenza dell'ospedale di Abbiategrasso e del suo Pronto Soccorso, prestando attenzione alla sicurezza e alle prescrizioni del DM70 da ripristinare. Si tratta quindi di non buttare via un'occasione: mettere in sicurezza il Pronto Soccorso di Abbiategrasso significa rilanciare quell'ospedale, mettere a frutto decine di milioni di euro lì investiti negli scorsi anni (altrimenti sprecati), restituire continuità di cura e porre le condizioni per una integrazione che in quel territorio è possibile grazie alla presenza storica di importanti servizi socio-sanitari per anziani e disabili. Ma questo interessa a Maroni e soci?", conclude Borghetti. L'audizione in Commissione Sanità della Regione - presenti il sindaco di Bià Cesare Nai e i primi cittadini dei comuni di Vermezzo, Morimondo, Rosate, Ozzero, Albairate e Bubbiano si è conclusa con la comunicazione che prima del termine del mese di luglio verrà convocato Massimo Lombardo,direttore della Asst Ovest Milanese.
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di MARIO SCOTTI
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Doveva essere una bella festa di democrazia,invece per un'ora e mezza abbondante si è trasformata in un festival dei veleni,dei cavilli,dei dubbi,delle presunte "ombre". A spargere letame nel ventilatore ci ha pensato ancora una volta lui,Mister Zero Tituli,al secolo Domenico Finiguerra di Lavello,Basilicata,che non ha esitato a portare avanti con ostinazione il suo triste show relativo all'ineleggibilità del sindaco Cesare Nai,rimediando in più occasioni bordate di fischi e commentacci non certo benevoli di disapprovazione da parte del numerosissimo pubblico presente nel grande salone dell'Annunciata. Il primo punto all'ordine del giorno prevedeva l'esame della condizione degli eletti,robetta da liquidare in pochi minuti se non fosse che Mister Zero Tituli,ha citato l'articolo 60 del Tuel (Testo unico degli enti locali) che al primo comma recita che "gli amministratori e i dipendenti con funzione di rappresentanza o con poteri di organizzazione o coordinamento del personale di istituto,consorzio o azienda,dipendenti rispettivamente dal Comune o dalla Provincia,sono ineleggibili". "E per legge lo sono se non hanno rassegnato le dimissioni entro il termine di presentazione delle liste,nel nostro caso entro il 12 maggio 2017 - ha sostenuto Finiguerra la cui richiesta di verifica dell'ineleggibilità di Nai è stata inviata al Prefetto che a sua volta l'ha trasmessa al Ministero - . Nai le ha presentate,con effetto,dal 23 giugno 2017,come risulta da visura camerale. Lo spirito della legge è volto a garantire la par condicio tra i candidati,evitando che un candidato possa usufruire della sua posizione per influenzare il voto. Ora,credo non vi siano dubbi che la Fondazione per Leggere rientri tra gli istituti di cui l'articolo 60 e che Nai ne fosse l'amministratore e che si sia dimesso oltre il termine fissato dalla presentazione delle liste". Il sindaco Nai,rispondendo a Finiguerra,ha chiarito che lui,in qualità di presidente della Fondazione,non era in alcun modo dipendente del Comune di Abbiategrasso il quale detiene solo il 6% del capitale sociale della stessa Fondazione e che non bisogna farsi ingannare dal fatto che la sede della Fondazione sia in città,precisamente a Palazzo Stampa. In difesa di Nai è intervenuta la nuova assessora avvocatessa Beatrice Poggi: "Spiace essere in questa situazione,perchè i cittadini hanno votato e la nostra vittoria non è stata strepitosa. Ma,come avviene in tanti altri Stati,sarebbe bello che dopo una battaglia elettorale i due contendenti,vincitore e sconfitto,potessero stringersi la mano e iniziare a lavorare per il bene della città. Sarebbe bello iniziare il consiglio comunale pensando a quello che manca alla città,al lavoro da fare e al cammino da compiere insieme. Ora,trovarci a disquisire sull'ineleggibilità del sindaco quando sappiamo tutti che la Fondazione per Leggere non dipende dal Comune,sembra veramente un cavillo". Sulla questione si è continuato a discutere a lungo per capire se ci si stava muovendo nel campo della legittimità,o meno. Respinta la richiesta di Finiguerra di procedere alla votazione separata per l'eleggibilità del sindaco e per quella dei consiglieri comunali. La votazione unica (a favore i consiglieri di maggioranza e la consigliera De Angeli dei 5 Stelle,astenuti tutti gli altri) ha legittimato ed ufficializzato l'elezione di Cesare Nai a sindaco e dei 24 consiglieri preferiti dagli abbiatensi lo scorso 11 giugno. All'inizio della seduta del Consiglio Comunale,il "consigliere anziano" Emy Dell'Acqua ha ricevuto applausi dal pubblico per il suo intervento nel corso del quale ha citato il maratoneta abbiatense Marco Bonfiglio. Dopodichè la stessa Dell'Acqua ha chiesto se qualcuno avesse niente da obiettare relativamente all'eleggibilità di sindaco e consiglieri. A questo punto è iniziato lo show finiguerriano. Dopo un'ora e mezza di palese perdita di tempo e di chiacchiere più o meno al vento,Cesare Nai ha potuto finalmente effettuare il giuramento che è consistito nel pronunciamento della frase "Io,Cesare Francesco Nai,giuro di osservare fedelmente la Costituzione Italiana". A seguire,le nomine del presidente e del vicepresidente del Consiglio Comunale. Per quanto riguarda la presidenza,alla quarta votazione è stato eletto Marcantonio Tagliabue che ha sconfitto "l'avversario" Flavio Lovati. Graziella Cameroni del Partito Democratico ha poi avuto la meglio su Emy Dell'Acqua ed è stata nominata vicepresidente.
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Sul territorio lombardo, l’Ambrosia rappresenta una rilevante causa di pollinosi ed il Sistema Sanitario Regionale è da tempo impegnato in azioni di prevenzione coordinate anche con le Amministrazioni Locali. E' importante prevenire le allergopatie in modo sistematico, attivando anche iniziative di informazione e interventi efficaci al contrasto della diffusione dell’infestante. Per le aree pubbliche l'Amministrazione Comunale ha disposto l'esecuzione di interventi periodici di pulizia e sfalcio, mentre queste sono le disposizioni utili da adottare per i seguenti soggetti:
- proprietari e/o conduttori pubblici e privati di terreni incolti o coltivati (anche quelli sottostanti i piloni dell’alta tensione);
- proprietari di aree agricole, aree verdi incolte e di aree industriali dismesse;
- amministratori di condominio;
- conduttori di cantieri edili e per infrastrutture viarie e ferroviarie;
- responsabile dell'Anas - Compartimento Regionale per la viabilità;
- Responsabile Settore Sicurezza Stradale della Città Metropolitana di Milano;
- Responsabile della Società Fs S.p.A. - Zona Nord - Ovest;
- Responsabile Ferrovie Nord Milano;
- Responsabili di Cap Holding Spa e Amiacque Srl
che hanno l'obbligo:
1. di vigilare, ciascuno per le rispettive competenze, sull'eventuale presenza di Ambrosia nelle aree di loro pertinenza;
2. di eseguire periodici interventi di manutenzione e pulizia nel rispetto delle indicazioni del presente atto;
3. di effettuare gli sfalci prima della maturazione delle infiorescenze (abbozzi di infiorescenza 1-2 cm) e assolutamente prima dell’emissione di polline. Pertanto si deve intervenire su piante alte mediamente 30 cm, con un’altezza di taglio più bassa possibile. Gli sfalci devono essere eseguiti nei seguenti periodi:
- I sfalcio - ultima settimana di luglio
- II sfalcio - tra la fine della seconda decade e l’inizio della terza decade di agosto
4. di utilizzare, in alternativa agli sfalci e quando opportuno, gli altri metodi di contenimento dell’Ambrosia, secondo le seguenti specifiche:
- in ambito agricolo: trinciatura, diserbo, aratura e discatura
- in ambito urbano: pacciamatura e estirpamento
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di MARIO SCOTTI
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Cesare Nai,appoggiato da Forza Italia,Lega Nord,Fratelli d'Italia,Nai Sindaco e Abbiategrasso Merita,ha sconfitto con il 50,56% dei voti Domenico Finiguerra,appoggiato da Cambiamo Abbiategrasso e Abbiategrasso Bene Comune e che ha ottenuto il 49,44% delle preferenze. Al primo turno Nai aveva ottenuto il 36% dei voti,mentre Finiguerra il 29%. 5.749 sono stati i voti ottenuti da Nai,5.622 quelli del suo avversario. Nai ha prevalso in 13 dei 26 seggi. Dei 24.809 elettori aventi diritto,si sono recati alle urne in questo ballottaggio in 11.700 (47,16%). 99 le schede bianche,218 le nulle e 12 le nulle contestate e non assegnate. 11.371 i voti totali validi. Quello fra Nai e Finiguerra è stato un testa a testa appassionante,vissuto fra momenti di euforia e sconforto da parte della coalizione di centrodestra. Già dalle 23,ora di chiusura dei 26 seggi cittadini,il punto elettorale di Cesare Nai di Corso Matteotti si è affollato di sostenitori,fra i quali i sindaci di Vigevano,Sala,e di Corbetta,Ballarini a seguire,tramite i dati che man mano affluivano in sede,lo spoglio. Presenti tutti i rappresentanti delle cinque liste della coalizione di centrodestra. I primi dati sono stati incoraggianti,ma si è subito capito che la lotta per aggiudicarsi il fascione di primo cittadino di Abbiategrasso si sarebbe risolta sul filo di lana. A un certo punto,verso metà dello spoglio,momento di panico quando Finiguerra è balzato in testa per una cinquantina di voti. Svantaggio poi recuperato e nuovo vantaggio per Nai,risicato,fino a quando mancavano due seggi per completare lo scrutino. Verso l'una e un quarto di notte,l'applauso liberatorio e il via ai festeggiamenti: Nai ce l'ha fatta per soli 127 voti ed è il nuovo sindaco di Abbiategrasso per i prossimi cinque anni. Tutti in strada,dicevamo,a portare in trionfo e a festeggiare Nai: baci,abbracci,strette di mano,pacche sulle spalle,bollicine,selfie e foto a volontà e le sue prime parole da sindaco. "Una grande soddisfazione. E' stato un ballottaggio che si è trasformato in un testa testa fino all'ultimo seggio. Eravamo indietro,abbiamo recuperato e tenuto il leggero vantaggio fino al termine. Rispetto al primo turno quando in pochi avevano votato,mi aspettavo un calo notevole di votanti anche in fase di ballottaggio,invece la percentuale di chi ha espresso il proprio voto è aumentata,e questo ha consentito al mio competitor di recuperare qualche voto in più. La città ha risposto e il risultato ci premia. Il mio modo di operare sarà all'insegna del tutti insieme: dobbiamo lasciarci alle spalle momenti di tensione tra le forze politiche se vogliamo portare la nostra città allo sviluppo,al rilancio,alla rinascita economica. Le forze politiche devono tornare a parlarsi,a mettersi intorno a un tavolo e portare avanti i programmi condivisi". "La mia mossa vincente in campagna elettorale? E' stata quella di aver proposto un programma serio e credibile. Ricordo che il centrodestra,fino a Natale 2016 non si sapeva neanche se si sarebbe presentato o meno a queste elezioni,anzi,era dato per scomparso. Ebbene,siamo stati capaci di essere competitivi fin da subito. Dopodichè abbiamo solo proposto senza andare ad invadere il campo altrui. Immagino che buona parte degli elettori delle forze politiche rimaste fuori dal ballottaggio abbiano votato per il sottoscritto. La nostra è stata una campagna elettorale unicamente in positivo". Il fatto che Nai abbia vinto,significa che avremo finalmente una unità di intenti per quanto riguarda la superstrada? "Sarà una delle mie priorità. Noi abbiamo sempre dichiarato che siamo per un sì deciso alla superstrada e alle infrastrutture. Senza di esse,la nostra città non ha nessuna possibilità di una ripresa economica,sociale e culturale". Per quanto riguarda l'annuncio relativo alla composizione della nuova giunta comunale "lasciatemi riposare un attimo - ha risposto un Cesare Nai visibilmente stanco e provato da due mesi di intensa campagna elettorale - . Lunedì 26 sarà un giorno di riflessione,staccherò il telefono e rifletterò. Un minimo di pausa è necessario per mettere insieme una squadra attiva,subito in pista e con le persone giuste al posto giusto. Un assessore l'ho già individuato nella persona del mio carissimo amico Mauro Dodi". Una vittoria quella di Cesare Nai e del centrodestra,di notevole peso se si considera il fatto che Bià è sempre stata (eccezion fatta dal 2007 al 2012) governata dalla sinistra. "Una vittoria enorme. Fino a qualche mese fa nessuno ci considerava,si parlava di altre forze politiche che sarebbero approdate al ballottaggio. Voglio ascrivere a me stesso la capacità di aver compattato questa squadra e di averla portata alla vittoria".
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di FRANCO MAURONER *
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Catalogando i documenti degli ultimi 100 anni dell’archivio Parrocchiale di Santa Maria Nuova ho scoperto che nella domenica del 23 dicembre 1962 con la precisa disposizione che venisse reso noto per Natale, un incaricato della Curia di Milano consegnava a Monsignor Antonio Tosi il BREVE APOSTOLICO che decretava l’erezione della Prepositurale di Santa Maria Nuova a Basilica Minore Romana. Il decreto Pontificio che era redatto completamente a mano ed in lingua latina è in fase di ricerca presso la Cancelleria della Città del Vaticano perchè di esso non esiste copia nel nostro archivio parrocchiale. Grazie a don Flavio Pace, che attualmente lavora presso un dicastero della Santa Sede a Roma, siamo riusciti ad ottenerne una copia tratta dagli ACTA APOSTOLICAE SEDIS, Commentarium Officiale, Annus LVI° Series III, Vol. VI° che a pagina 260 riporta: “Titulus ac privilegia Basilicae Minoris tribuuntur collegiali ecclesiae Sanctae Mariae Novae in urbe « Abbiategrasso », archidioecesis Mediolanensis.” Di cui allego la copia. Questo quanto riporta tradotto in italiano: “ E’ a tutti noto il valore di pietà e di arte costituito dal sacro tempio collegiale dedicato a Maria Nascente, dal titolo Santa Maria Nuova, dal quale la città di Abbiategrasso, sita ai confini dell’Archidiocesi Milanese, trae il massimo onore. Questo Tempio fu costruito nell’anno 1365 per opera della Confraternita detta “Scuola della Beata Vergine Maria della Misericordia” che, con ammirevole zelo, dedicava da lungo tempo la propria attività ad opere di carità. Alla costruzione della Chiesa che, per volontà dei promotori avrebbe dovuto sorgere con gran magnificenza e splendore, tutti i cittadini apportarono grandissimo aiuto. Lo stile della costruzione, inizialmente gotico-lombardo e modificato in seguito dal continuo succedersi degli uomini e dei tempi e specialmente per opera dell’architetto Francesco Croce che ne rifece interamente l’interno, è prezioso per ricchezza di linee e di ornamenti. Massimo rilievo merita il portico anteriore che, com’è noto, fu costruito da Donato Bramante, artista di somma fama. In tale augusta casa del Signore nella quale i sacri Riti già abitualmente erano celebrati con la più grande solennità, San Carlo Borromeo istituì un Collegio dei Canonici cosicchè nei divini Riti si raggiungesse il massimo splendore e decoro. Né va dimenticato il santuario della Beata Vergine Addolorata che, situato su uno dei lati del portico prospiciente la Chiesa, richiama a sé folle di fedeli, anche in forma di pellegrinaggi. Desideroso di aggiungere a tali motivi di splendore un nuovo titolo di onore, il diletto nostro figlio Antonio Tosi, Prevosto della stessa Chiesa, ci ha insistentemente pregato perché dalla nostra bontà fosse concesso a questa Chiesa il titolo di BASILICA MINORE, e noi a queste preghiere, sostenute dalla calda raccomandazione del diletto Figlio nostro Giovanni Battista Montini, Cardinale presbitero di Santa Romana Chiesa, Arcivescovo di Milano, abbiamo stabilito volentieri di rispondere in senso affermativo. Per cui Noi, udito il consiglio della Sacra Congregazione dei Riti, dopo esauriente studio e matura riflessione, nella pienezza dell’Apostolica potestà, eleviamo in forza di questo Decreto ed in modo perpetuo, la CHIESA COLLEGIATA DI SANTA MARIA NUOVA, sita nella città di Abbiategrasso, alla dignità ed all’onore di BASILICA MINORE con tutti i diritti ed i privilegi che competono alle Chiese insignite di tale titolo. Non esistendo alcun ostacolo, Noi pubblichiamo e confermiamo questo Decreto a cui diamo piena e perfetta efficacia cosicchè da Noi e dai nostri Successori debba essere senza eccezione riconosciuto, in qualunque modo e con qualunque autorità, consapevolmente od inconsapevolmente, venisse effettuata. Dato in Roma presso San Pietro e contrassegnato con l’anello del Pescatore, il giorno 13 del mese di novembre anno 1962- anno quinto del nostro Pontificato.” Per mandato di Sua Santità Giovanni XXIII°, il Cardinale A. Cicognani Segretario di Stato. Nel linguaggio ecclesiastico è chiara la distinzione fra Basiliche Maggiori e Basiliche Minori. Le prime, dette anche Patriarcali, sono le quattro chiese Romane di S.Giovanni in Laterano, S.Maria Maggiore, San Pietro e San Paolo fuori le mura. L’anniversario della loro dedicazione si celebra in tutta la Chiesa. Fuori Roma sono Basiliche Patriarcali le Chiese di San Francesco e di S.Maria degli Angeli di Assisi. Secondo la disciplina vigente, nessuna Chiesa può avere il titolo di Basilica se non per concessione Apostolica o per consuetudine immemorabile e lo possono ottenere anche le Chiese fuori di Roma. Per la concessione della erezione a Basilica sono indispensabili precise condizioni. Tra di esse hanno particolare rilievo la elevata vita spirituale che si svolge attorno alla Chiesa ed il notevole pregio artistico che l’ha resa famosa nel tempo. A tutti noi cittadini abbiatensi non resta che ricordare questo dono fattoci da San Giovanni XXIII° e di poter continuare nel tempo quanto di meglio le nostre tradizioni religiose hanno permesso per la concessione di questo titolo.

* Responsabile archivio Parrocchia di Santa Maria Nuova
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(M.S.) - Favorito dal bel tempo che ha richiamato un gran numero di cittadini,sabato 23 settembre è tornato l’atteso appuntamento con Abbiategrasso Sport Show: dove,come e quando fare sport in città,evento promosso dall’Assessorato allo Sport e dalle associazioni sportive del Comune di Abbiategrasso che quest’anno vantava anche il patrocinio del Coni,Delegazione di Milano. Per l’intero pomeriggio di sabato,dalle ore 15 alle ore 19,nelle aree adiacenti il Castello Visconteo c'è stato un grande momento promozionale sportivo rivolto alle società abbiatensi - ne abbiamo contate oltre 30 - per dare loro la possibilità di farsi conoscere attraverso i gazebo e i punti informativi allestiti. Un’occasione importante,una vetrina per far conoscere le opportunità di fare sport presenti sul territorio,per chi decide di riprendere un’attività sportiva abitualmente svolta o per intraprenderne una nuova all’insegna del “tenersi in forma” e non solo. La stagione sportiva 2017/2018 è ripartita quindi all’insegna dell’impegno e dell’ampia scelta di attività proposte dalle associazioni del territorio,un momento nel quale il mondo sportivo abbiatense si è aperto alla città. A far visita ai gazebo e ai responsabili delle società sportive abbiatensi,il sindaco Cesare Nai e l'assessore allo Sport Beatrice Poggi. "Una giornata bellissima - ha commentato quest'ultima al termine dell'evento - . Quello di Abbiategrasso Sport Show è un format ormai consolidato che merita il più ampio successo: una vetrina per le nostre associazioni sportive che si sono mostrate disponibili a collaborare con l'amministrazione comunale che si è messa al loro servizio per dare risalto alle attività che i nostri sportivi intraprenderanno nei prossimi giorni. Insieme al sindaco Nai abbiamo ascoltato le proposte dei responsabili delle società: alcuni ci hanno chiesto di spostare la manifestazione allo stadio comunale di Viale Sforza per far vivere quella realtà. E non è detto che non si possa fare". Sempre per quanto riguarda lo sport abbiatense " a breve l'amministrazione incontrerà le società per la nomina della nuova consulta sportiva".
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

A seguito dei rinnovi amministrativi dei comuni del nostro territorio che hanno visto prevalere il centrodestra nelle comunità più grandi ha ripreso fiato la proposta originaria del tracciato della Vigevano-Malpensa, portata avanti da Anas. Questa proposta ci ha visto all’epoca contrari e ci vede ancora su questa posizione. Negli ultimi anni i sindaci di centrosinistra dei comuni di Abbiategrasso e di Magenta, insieme ai nostri deputati e a Città Metropolitana, avevano messo a punto una proposta alternativa molto diversa che rischia ora di essere accantonata. La nostra proposta prevedeva un tracciato della Vigevano-Malpensa coerente con le reali potenzialità dell’aeroporto e rispettosa delle caratteristiche del territorio e della sua vocazione agricola. L’impatto ambientale veniva significativamente diminuito. La proposta risolveva molti problemi del territorio: si realizzava la circonvallazione di Abbiategrasso e veniva data la possibilità di realizzare anche quella di Robecco S/N, veniva contemplata la variante di Ponte Nuovo di Magenta, ma la cosa più importante è che con le medesime risorse si poteva potenziare da subito il collegamento del nostro territorio con Milano attraverso una migliorata viabilità stradale e ciclabile. Sostituzione di semafori con rotatorie e realizzazione nuove piste ciclabili. Il progetto stralcio Anas, deve essere ben chiaro a tutti, non porta a Milano. Noi siamo convinti che questa sia ancora oggi la proposta migliore e con questa convinzione non ci rassegniamo, ma portiamo avanti le nostre idee nell’interesse dei cittadini. I rappresentanti territoriali del Partito Democratico nel Consiglio Metropolitano stanno lavorando per riaprire il dibattito e riunire intorno alla proposta di Città Metropolitana, integrata dalle successive modifiche indicate dai comuni interessati, anche altri gruppi consiliari. Faremo di tutto affinché prevalga il buon senso e ci opporemo a quelle proposte che offendono il territorio senza risolvere minimamente i problemi di mobilità.

Marco Re - Segretario PD Est-Ticino
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I dati sull'attività del Pronto Soccorso di Abbiategrasso resi noti dall'Asst Ovest Milanese in Commissione Sanità e Assistenza, in occasione dell'audizione con la direzione aziendale, a seguito del dibattito sulla mozione che ne chiedeva la riapertura notturna, hanno confermato, secondo il consigliere Pd Carlo Borghetti, la valenza delle indicazioni di cui il Pd si era fatto sostenitore a luglio, durante la precedente audizione. “Il problema -avevo già sostenuto- non è quello di riaprire un Pronto Soccorso se non ha gli standard di sicurezza adeguati previsti dal DM 70, ma capire se quegli standard possono essere raggiunti, e avviare un rilancio dell'ospedale guardando il quadro nel suo insieme, nell'ottica di una migliore integrazione territoriale – spiega Borghetti – Oggi è emerso che quasi 100 pazienti trattati nel 2016 nel PS dell'ospedale di Abbiategrasso nelle ore notturne sono stati trasferiti in altre strutture per mancanza di adeguate risorse umane e tecnologiche, segno che per mettere l'emergenza/urgenza in condizioni di operare a pieno ritmo occorrerebbe colmare un gap strutturale e di risorse umane non indifferente, sul quale però non ci è stata data nessuna indicazione. Quello che ci sembra più fattibile è trovare una vocazione nuova per il rilancio e il potenziamento del presidio ospedaliero, a partire dalle attività raccontate dal direttore generale in audizione, per ampliare l'offerta soprattutto in area chirurgica e diabetica. Se la discussione sul Pronto Soccorso è servita perciò ad accendere un faro sull'ospedale di Abbiategrasso nel suo insieme e a riprogrammarne il potenziamento secondo i bisogni del territorio, è una buona notizia per i cittadini. Speriamo che la direzione generale, come annunciato, prosegua su questa strada”.
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di JULIO ARAYA TORO
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Domenica 17 Settembre alle 10.30 nel sotterranei del Castello Visconteo di Abbiategrasso è stata inaugurata, con grande partecipazione di pubblico, la mostra per il 70° anniversario della Fondazione dell’Associazione Amici dell’Arte e della Cultura. Ha introdotto l’evento Jlenia Selis, che dopo un benvenuto al pubblico ha ceduto la parola al Sindaco di Abbiategrasso, Cesare Nai. Dopo un breve discorso del primo cittadino, che si è innanzitutto congratulato con l’Associazione per i suoi 70 anni di attività, ha preso la parola l’Assessora alla Cultura, Beatrice Poggi, che ha poi ufficialmente consegnato una targa d’onore al presidente dell’Associazione Amici dell’Arte e della Cultura, Gian Carlo Torti, per il suo percorso prima come co- fondatore nel lontano 1947, poi come presidente. Dopo i ringraziamenti di Torti, l’intervento del prof. Francesco Villa ha messo in relazione la Storia dell’associazione con quella di Abbiategrasso e con la situazione italiana dell’immediato dopoguerra. Successivamente il prof. Edmondo Masuzzi, presidente del “Gruppo Abbiatense Lettori e Autori” (GALA 108), socio della “Società degli Scrittori Latinoamericani ed Europei” (SELAE) e socio degli “Amici dell’Arte e della Cultura”, ha presentato il proprio contributo alla realizzazione della mostra, come ‘un minuscolo granello di lievito, un invito a riscoprire il tesoro d’arte e di esperienza di questa città rivolto ad esperti che conoscono la storia e l’arte di questa città in modo più approfondito di un semplice appassionato come me’. Masuzzi ha quindi introdotto gli omaggi di tre grandi poeti dialettali abbiatensi (dialetto “Meneghino Abbiatense”) al 70° di Fondazione dell’Associazione, leggendo poi la poesia di Lucio Da Col, che non ha potuto partecipare all’evento. Le altre due poesie, quella di Enrica Moroni “Calicantus” e quella di Guido Ranzani, sono state lette dagli autori. Altro momento molto importante è stato l’ intervento della Direttrice dell’Istituto Geriatrico Camillo Golgi, Dott.ssa Angela Verga, che ha ringraziato gli Amici dell’Arte e della Cultura per la donazione di 26 opere che raffigurano diversi monumenti e i luoghi della Citta, da installare in una sala dell’Istituto Golgi a inizio ottobre. Oltre alle 26 opere la mostra comprende quadri a tema libero di 27 artisti, fotografie tratte dall’album dei ricordi degli Amici dell’Arte, manifesti d’epoca sulle iniziative dell’associazione, e articoli e curiosità sulla vita quotidiana nella città nell’immediato dopoguerra, grazie alla ricerca giornalistica e storica della mostra a cura di Edmondo Masuzzi e Ernesto Achilli. La mostra si concluderà domenica 24 Settembre con la conferenza di chiusura alle ore 17.00. Nel corso della mostra si potrà osservare all’opera in diretta il pittore Danilo Radice con i suoi ritratti a carboncino.
Pittori alla Mostra: Scotti, Miccoli, Cappello, Bustreo, Torti, Radice, Della Fiorentina, Cipressi, Loro, Errani, Achilli, De Vecchi, Bordomi, De Paoli, Roxas, Beretta, Bernacchi, Bergamini, Munari, Foi, Oggiomi, Soresini, Ripoldi, Ferrario, Gallazzi, Silvestri e Colli.
Pittori di Opere a Donare: Bernacchi, Cipressi, Beretta, Scotti (2), De Vecchi, Della Fiorentina, Gallazzi (2), Torti, Roxas, Bustreo, Bordomi, De Paoli, Achilli (2), Loro, Errani, Colli, Foi, Oggiomi, Radice, Ripoldi, Primzivalli, Munari e Soresini.
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Nella pagina Cronaca 2 quattro poesie dedicate al 70° di fondazione dell'Associazione Amici dell'Arte e della Cultura di Abbiategrasso.
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(M.Scotti) - Come da tradizione i volontari del Gruppo La Cappelletta si sono ritrovati per chiudere la stagione estiva con una cena. E' stata l'occasione per ringraziare i fornitori e gli amici che hanno aiutato il loro lavoro e per esprimere il loro grazie personale a tutti coloro i quali,in un modo o nell'altro,hanno collaborato alla buona riuscita delle numerose manifestazioni. Cena prevalentemente a base di pesce per una novantina di persone in tutto preparata dal cuoco biancoazzurro autodidatta Giuseppe Sacchi,70 anni,padre del giovane Luca,braccio destro del noto chef Carlo Cracco. "E' la fine di un'altra stagione,ce l'abbiamo fatta - ha commentato Flaviano Viotto,cassiere nonchè addetto alle pubbliche relazioni del Gruppo La Cappelletta - . E' andata bene,il problema è che noi siamo ancora più maturi,e la cosa ci pesa... In sede di bilanci,alla cena di Natale forniremo tutti i numeri e le informazioni,perchè è giusto che tutti noi sappiamo cosa facciamo e dove vanno a finire i soldi che raccogliamo. Il nostro fine ultimo,lo ricordiamo,è fare beneficenza. L'abbiamo fatta anche negli ultimi mesi raccogliendo 2.500 euro per i terremotati e due piccole donazioni: una per un ragazzo che necessitava di un intervento e l'altra a favore di una associazione sportiva. Questo è il nostro compito. Adesso è il momento dei ringraziamenti. Parto ringraziando i maleducati di quest'anno,gente che ci ha creato dei problemi e che ci ha fatto lavorare male. Ringrazio soprattutto tutti quelli,e sono stati tanti,che sono venuti e che ci hanno permesso di continuare la nostra tradizione. Ringrazio i fornitori,senza l'aiuto dei quali noi non potremmo fare quel che facciamo. Un grazie ai mezzi di informazione che ci hanno concesso un sacco di spazio soprattutto per un infausto evento accaduto pochi mesi fa. Ringrazio i musicisti e i musicanti e poi...un grande grazie a noi! Alla faccia di tutti quelli che ci vogliono male". Viotto ha poi ricordato che quest'anno la Festa Rionale,andata in scena nei giorni scorsi,ha compiuto 40 anni. "Abbiamo qui dei "superstiti" della prima edizione e vorremmo ringraziarli con un omaggio particolare". Il presidente Pierluigi Gillerio ha così consegnato riconoscimenti ad Anna Aresi,Antonio Zampollo,Matteo Lazzarin,Benito Mori,Giuseppe Baldin e Adolfo Bertocco. E fra due anni,sarà il Gruppo La Cappelletta a compierne 40. Viotto ha infine ringraziato tre persone "che ci danno una grossa mano". Nicoletta,Roberta e Concy. "Il mio bilancio su questi nostri tre mesi e mezzo di attività è buono. Non dico ottimo perchè c'è stato un calo di presenze dovuto sia al grande caldo e sia,ultimamente,al maltempo" - ha commentato il presidente Gillerio. Il gruppo La Cappelletta è attualmente composto da 62 volontari,equamente suddivisi fra uomini e donne,tutti regolarmente attivi. "Certo,sento la mancanza di Giancarlo Porrati - ha aggiunto Gillerio -,ma cerco di portare avanti quel che lui aveva iniziato. Spero di riuscirci". Risotto,insalata di polipo,trippa e nervetti con cipolla sono stati i piatti più consumati dagli abbiatensi da giugno a settembre. "Colgo l'occasione per ringraziare cinque nostri volontari non abbiatensi - ha concluso il presidente - : Roberta e Concetta da Vigevano e Cassolnovo; Nicoletta,Michela e Serena da Rosate. E poi Carla e Attilio di Corbetta. In generale ringrazio tutti i volontari del gruppo che hanno collaborato alla riuscita di questa stagione,unitamente al Panificio Foi di Abbiategrasso".

ALTRE FOTO QUI SOTTO
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di FRANCO MAURONER
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Il volto è quello di Jan Palach sul letto di morte: un volto martoriato dal fuoco e da 73 ore di sofferenze indicibili. Un’agonia sopportata stoicamente, senza un lamento. Le ultime parole del giovane studente di filosofia sono state rivolte ai compagni di lotta: “non ripetete il mio gesto: la Cecoslovacchia ha bisogno di voi, vivi”. Jan aveva 21 anni. Era nato nell’anno della rivoluzione comunista nel suo paese (il 1948), è morto nell’anno della vergogna dell’occupazione sovietica. Praga come Budapest. Dodici anni dopo che Kruscev aveva soffocato nel sangue la libertà del popolo ungherese, si è ripetuto lo stesso dramma in Cecoslovacchia. E se le vittime dei carri armati sovietici non sono state numerose come nel 1956, lo si deve soltanto all’incredibile autocontrollo degli uomini,delle donne e dei ragazzi di Praga. Quando le prime colonne degli eserciti “amici” hanno cominciato a dilagare nel loro paese, era l’agosto del 1968, i cecoslovacchi non riuscivano a capire il perché di quella invasione. A pochi giorni degli accordi di Bratislava, nessuno poteva pensare al tradimento. Breznev aveva abbracciato e baciato Dubcek pubblicamente, davanti ai fotografi, perché fosse documentata l’amicizia fra i “popoli fratelli”. Quelle immagini vennero poi mostrate con rabbia alle truppe di occupazione e i cittadini di Praga vi avevano scritto sopra una sola tremenda parola: “Giuda!”. Quella volta i sovietici pretesero dei complici: la Polonia, la Germania orientale, la Bulgaria e perfino l’Ungheria. Così che l’unica volta che il patto militare di difesa del mondo comunista contro l’occidente ha funzionato, è stato ai danni di una nazione amica e membro dell’alleanza. Ma i carri armati non sono riusciti a nascondere con il frastuono dei loro cingoli una realtà amara per i capi sovietici:la potente Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (Urss) diventa un gigante dai piedi di argilla non appena viene pronunciata la parola “libertà”. Jan era un ragazzo intelligente, bravo studente e “comunista”, amava la vita, eppure decise di sacrificarla per una disperata protesta contro i tiranni della sua Patria. “Che tempi sono questi, nei quali la luce è data da un uomo che brucia?”: queste parole furono scritte sotto il monumento di San Venceslao. Il gesto di Jan Palach ha commosso tutto il mondo e oggi, dopo 48 anni tutti fanno ammenda di non averlo capito e di non averlo saputo valutare. Certo, dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989, tutto è cambiato, è crollata la cortina di ferro, sono cadute le “democrazie socialiste”, ma ci resta una sola verità. La verità che il rogo umano che si è acceso all’improvviso il 16 gennaio 1969, a Praga, ci ha posto ancora una volta di fronte alla nostra coscienza. Non dimentichiamo!
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Agli Istituti Scolastici
agli alunni
alle famiglie
al personale in servizio

Cari ragazzi,
fra pochi giorni ricomincerà un nuovo anno scolastico e, per alcuni di voi, sarà l’inizio di un viaggio che porrà le basi del vostro futuro. In questo giorno particolare desidero porvi i saluti da parte della nuova Amministrazione Comunale e augurare che questa esperienza continui ad essere per voi stimolante e formativa. Siate partecipi ed entusiasti, vivete il luogo scuola, non subitelo passivamente solo come un dovere; studiate e interessatevi perché il vostro impegno, aprirà le porte al vostro domani. Non siate critici nei confronti dei vostri “maestri”, che ogni giorno, con dedizione, vi trasmetteranno insegnamenti importanti per la vostra crescita. Impegnatevi, giorno dopo giorno, nell’affrontare il lavoro scolastico e nel contempo divertitevi.

Cari insegnanti,
a voi il compito più arduo, quello di essere guida ed educatori. Valorizzate le individualità, favorite l’integrazione e la collaborazione, trasmettendo la vostra passione e la cultura di cui siete portatori, per la crescita e la formazione degli adulti di domani. Un augurio particolare anche alla dirigenza, impegnata nel delicato compito di coordinamento e gestione. A tutto il personale, un ringraziamento per il lavoro e l’impegno che mostreranno ogni giorno per far funzionare la grande macchina scolastica.

Care famiglie,
anche per voi si rinnova un percorso di responsabilità e condivisione; siate alleati dei vostri ragazzi e sostegno costruttivo al loro percorso. Affidatevi e collaborate nella trasmissione dei valori insieme ai docenti, in un dialogo costruttivo e cooperativo a supporto efficace dell’educazione e della valorizzazione relazionale. Con queste poche righe desidero augurarvi il meglio e assicurare l’impegno e l’attenzione di tutta l’Amministrazione Comunale nel collaborare, ciascuno secondo propria competenza, per una scuola migliore per Abbiategrasso. Purtroppo le difficoltà sono e saranno all’ordine del giorno, ma questo non dovrà scoraggiarci, anzi stimolarci a reperire e disporre tutte le risorse possibili per un investimento sul “Vostro” e quindi “Nostro” futuro.

Comelli Eleonora
Assessore ai Servizi Educativi e Scolastici
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(M.S.) - Giuseppe Serra ha 44 anni e nelle ultime elezioni amministrative comunali è risultato essere il più votato nella lista di Forza Italia che sosteneva il sindaco Cesare Nai con 88 preferenze. Il neo consigliere comunale di maggioranza ha molto a cuore i problemi ambientalistici con un occhio particolare per il verde cittadino,il degrado ambientale,il modo assolutamente non appropriato con il quale,molto spesso,vengono trattati i beni architettonici cittadini. Vorrebbe istituire delle guardie ecologiche volontarie in giro per la città e nel Parco del Ticino per contrastare la marea di rifiuti che quotidianamente vengono abbandonati nel nostro territorio. Pensate che qualche giorno fa Giuseppe Serra si è avvalso della collaborazione di quattro ragazzi di età compresa fra i 5 e gli 11 anni (Diego,Manuel,Karol e Dario) ed insieme hanno ripulito il "Castagnurin" una nota zona verde nelle immediate vicinanze del fiume Ticino. Incontriamo Giuseppe Serra in via Bellini,zona Folletta,in un pseudo parco in preda al degrado. Il neo consigliere comunale,che non si era mai precedentemente candidato ad alcuna elezione comunale,precisa che "non mi sento un uomo della politica,ma un uomo del bene comune,un uomo del popolo. Inizio adesso a capire cosa vuol dire essere in politica". Passeggiando nel parchetto di via Bellini,Serra spiega che "nessuno lo pulisce mai,l'erba è alta e non curata,le piante sono defunte,il degrado è ovunque. Un amministratore comunale non può fare a meno di far notare queste cose".Serra spiega inoltre che oltre al "Castagnurin",è stato anche alla "Gabana",l'altra zona ricreativa in riva all'ex fiume azzurro. "La mia rabbia consiste nel fatto che non si riesce mai a portare nel giusto risalto l'inciviltà che regna incontrastata in molte zone verdi. Non devono essere dei bambini a sensibilizzare l'opinione pubblica e a mettere in risalto la grave problematica dell'abbandono dei rifiuti. Ne abbiamo raccolti di tutti i tipi,erano lì "parcheggiati" da almeno due-tre mesi. Li abbiamo raccolti ed avremmo voluto lasciarsi sui bordi della strada,ma non ce l'abbiamo fatta,sarebbero rimasti lì per altri tre mesi,li abbiamo consegnati ad Amaga. La città è nel degrado,gli amministratori di maggioranza e minoranza potrebbero fare tanto per arginare il problema,creando gruppi di volontari". Un altro problema sta particolarmente cuore a Giuseppe Serra. "In alcuni condomini Aler di via Fusè sono state rilevate infestazioni da blatte,animali portatori di infezioni. Tramite un avvocato abbiatense,ho provveduto ad inviare una lettera di segnalazione alla stessa Aler,perchè il problema è rilevante".
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A ottobre arrivano a Milano e provincia 1661 profughi. La comunicazione è datata 21 agosto, lunedì. Firmata dalla segreteria "del viceprefetto vicario", è stata mandata a tutti i sindaci dell'hinterland milanese. "Si trasmette, in allegato per opportuna notizia, il prospetto dei posti che verranno considerati da questa Prefettura nell'ambito della predisposizione dell’avviso esplorativo per l’individuazione - entro il prossimo mese di settembre - di idonei operatori da invitare alla procedura negoziata volta all’affidamento in convenzione dei servizi di accoglienza a favore dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale per il periodo dal 1° ottobre al 31 dicembre 2017". Tradotto: stanno per arrivare i profughi e i richiedenti asilo nei comuni dell'hinterland. Ad Abbiategrasso ne arriveranno 41. Le sorprese sono due, ovviamente. La prima riguarda il numero: 1661 persone stanno per arrivare in provincia di Milano. La seconda, ancora più grande, riguarda la scelta - per tutti i comuni - di procedere con l'invio di una quota del 50 per cento sul totale previsto. Anche per quei sindaci, tra cui quelli della Lega Nord, che non hanno firmato il protocollo di Minniti. Allora si disse, infatti, che chi non firmava si sarebbe preso il doppio dei profughi, e chi invece avrebbe sottoscritto l'intesa, la metà. Invece quel protocollo pare completamente essere stato disatteso.
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di ALBERTO NEGRI
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A volte penso che il popolo abbiatense sia dotato di una pazienza infinita. Che spesso sembra sfociare in una rassegnazione senza via d’uscita. Questo pensiero mi nasceva spontaneo mentre per l’ennesima volta, sotto il sole cocente di Lucifero, mi sono trovato in fila in viale Mazzini o alla Gennara o in via Donizetti (cambiano i luoghi ma l’evento è uguale) ad aspettare – naturalmente in compagnia dell’amica pazienza – che un treno finalmente arrivasse, che le barriere del passaggio a livello finalmente si alzassero. Ormai la media varia dai 15 ai 20 minuti. Il treno arriva in stazione, si abbassano le barriere del passaggio e livello e poi per 10 - 15 minuti non accade più niente. Le auto giustamente spengono il motore. C’è chi legge, chi fuma, chi messaggia, chi, e sono i più fortunati se hanno una bella ragazza fianco si baciano come fossero seduti sulla panchina di un romantico parco. Un alieno vedrebbe dall’alto tutte queste auto ferme senza una ragione, tutta questa gente che aspetta il famoso Godot, che non arriva mai. Ci fu un tempo in cui gli automobilisti arrabbiati suonavano il clacson. Ora non accade più: la rassegnazione si è impadronita degli Abbiatensi. Se devi attraversare la ferrovia, sai quando parti ma non sai mai quando arrivi dall’altra parte. Poi un giorno capiti a Magenta e ti accorgi che, una città con gli stessi abitanti più o meno di Abbiategrasso possiede ben due sottopassi ferroviari a poche centinaia di metri l’uno dall’altro. Ma accanto a questa pazienza nell’andare al di là della ferrovia, esiste poi la Grande Pazienza dei pendolari: ogni giorno un bollettino di guerra fra ritardi, treni soppressi, aria condizionata che non funziona, carri bestiame per passeggeri, ecc. Ma ormai sappiamo che i pendolari si lamentano e basta. Anche quando bisognerebbe andare con i forconi sotto le finestre della Regione, delle amministrazioni locali, della sede di Trenord, ad aspettare i responsabili di questo scempio mai risolto. Ma la rivoluzione – si sa – è cosa ormai d’altri tempi. Oggi la parola d’ordine è rassegnazione. C’è poi la pazienza di chi non può più usufruire della piscina “A. Frank”e si vede costretto a percorrere chilometri in auto anche per praticare il nuoto. Non basta salire in auto per andare a lavorare a Milano, sempre con pazienza, perché le file di auto ai semafori non finiscono mai, o per andare a studiare a Milano, o per andare a teatro a Milano, oppure per andare al cinema a Milano, ma bisogna salire in auto con i figli e fare molti chilometri anche solo per poter fare qualche ora di pratica sportiva. E dove mettiamo la pazienza di chi deve sopportare i furti negli appartamenti, i furti di biciclette, atti vandalici vari, senza che si riesca mai a individuare e a far rimanere in carcere i colpevoli. Ma almeno questa pazienza la condividiamo con tutto il territorio italiano. Non è una peculiarità nostra. Caro Sindaco Nai, visto che fino ad oggi la pazienza non si è mai trasformata in rabbia vera e nessuno ha ancora preso i forconi per fare la rivoluzione, adesso ti aspetta un duro lavoro per riuscire a risolvere o per lo meno affrontare con determinazione almeno uno di questi disagi. A dire il vero ce ne sarebbero altri cento lasciati in eredità dalle amministrazioni precedenti di destra o di sinistra. Ma qui mi sono limitato ad elencare i principali o almeno quelli che richiedono forse più pazienza per essere sopportati. Buon lavoro.
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(HWQ) - E' online sul sito www.bia360.it il tour virtuale ufficiale della Città di Abbiategrasso,frutto di un intenso lavoro a cura dell’abbiatense Alessio Fusè,40 anni,sviluppatore professionista del web e fotografo certificato Google Street View con studio privato in corso Matteotti. Un lavoro,quello di "Bià 360",cominciato nel mese di aprile dopo l’autorizzazione, rilasciata al fotografo dal Comune di Abbiategrasso,al fine di poter effettuare a titolo non oneroso le riprese negli edifici di competenza comunale. La mappatura fotografica ha,in seguito,interessato anche monumenti privati e attività commerciali dell’abbiatense i cui responsabili,grazie all’ esperienza positiva svolta sugli edifici comunali,hanno dato conseguente autorizzazione a procedere. Una visione globale della città quindi per un totale di 7.260 (al momento) foto scattate attraverso le quali si può vivere un’esperienza di navigazione unica e conoscere a fondo le bellezze di Abbiategrasso. "Il progetto è il primo,e per ora unico,tour virtuale della città approvato dal Comune - spiega Alessio Fusè ad HWQ - . Si sviluppa in tre grosse piattaforme. La prima è la parte web,vero cuore pulsante del progetto con la pubblicazione di tutti i tour virtuali che ho mappato nell'arco di sei mesi. Il progetto è nato per valorizzare la città con i suoi momumenti storici: dal Castello all'Annunciata,da Palazzo Stampa a Villa Sanchioli,sviluppandosi,poi,anche sulle chiese,sui parchi pubblici". E' un progetto nato grazie alla collaborazione con l'amministrazione Arrara - prosegue Fusè - . Sia il sindaco sia l'assessore Daniela Colla hanno sposato il lavoro,e così ho potuto iniziare la mappatura delle aree e degli edifici. La seconda piattaforma del progetto è la parte social,la terza è la parte Instagram. Nel sito internet è stata usata una tecnica per valorizzare le immagini,idem dicasi per la pagina Facebook di Bià 360. Su Instagram,un social di immagini piatte,mi sono inventato lo sviluppo delle immagini in trittici. Quest'ultima piattaforma mi piacerebbe convertirla in una mostra fotografica". L'auspicio di Alessio Fusè è che la nuova amministrazione del sindaco Nai porti avanti e valorizzi l'intero progetto.
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di GRAZIELLA CAMERONI
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Innanzitutto desidero esprimere l'augurio a questo Consiglio comunale di operare nel rispetto della democrazia, nella correttezza dei rapporti che contraddistinguono le diverse componenti, comunque e sempre per il bene della nostra città. Ho chiesto questo intervento per riflettere, in questo contesto istituzionale, su un tema attuale non solo a livello nazionale e internazionale, ma anche locale. Mi sembra infatti importante che questo nuovo Consiglio si occupi da subito della persona, della fragilità, del rispetto di chi è portatore di problemi di estrema gravità. Alludo ovviamente all'arrivo di alcuni primi profughi accolti e gestiti dall'Ass. Telefono Donna, associazione antiviolenza riconosciuta dalla Regione Lombardia, con sede all'Ospedale di Niguarda, a pieno titolo parte del sistema sociosanitario. Vorrei fare chiarezza su quanto accaduto su questo fronte negli ultimi mesi perchè è importante dire alla città la verità e non consentire speculazioni politiche su un tema così critico. Nei mesi scorsi numerosi sono stati gli incontri dei sindaci del territorio con il Prefetto per discutere l'emergenza. Io stessa ho già relazionato in Commissione III e in Consiglio, a fine 2016, dopo un incontro con l'allora prefetto Marangoni e i comuni più popolosi delle 7 aree omogenee. La volontà era di dare vita ad un tavolo permanente in cui stabilire di concerto come gestire questo grave e spinoso problema. Nel frattempo è cambiato il prefetto e ora abbiamo il prefetto Lamorgese. I comuni dell'abbiatense e magentino si sono ritrovati più volte a Robecco, identificato come comune capofila per la sua centralità nell'area e non certo perchè Abbiategrasso abbia deciso di non occuparsene in prima persona. Circa la metà dei 27 comuni che costituiscono l'area omogenea ha maturato la volontà di sottoscrivere il protocollo di intesa proposto dalla prefettura, ovviamente dopo aver concordato alcuni aggiustamenti a tutela dei comuni e previsti dalla clausola di salvaguardia contenuta nella norma. Volontà condivisa "gestire e non subire" il fenomeno, non solo per escludere l'eventualità di numeri esagerati, ma a tutela di un'accoglienza umana e dignitosa, quindi delle reali possibilità dei singoli comuni di accogliere e integrare nel tessuto sociale esistente. Si tratta infatti di progettare con la comunità locale un percorso attorno al quale convogliare le forze e le grandi disponibilità del volontariato, ma anche sensibilizzare le persone, renderle tolleranti, partecipi e attive.

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A Roma, l’esposizione, da parte dei tecnici del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, del progetto definitivo della superstrada da Vigevano a Malpensa passando per Abbiategrasso, Robecco e Magenta. Stando a quanto esposto, il progetto ha una sezione stradale di categoria C1 (le strade C1 sono strade extraurbane secondarie a traffico sostenuto con una larghezza delle corsie di marcia di 3,75 metri e una banchina di destra di 1,5 metri) lunga 19 chilometri e 200 metri, suddiviso in due tratte funzionali. Quella A da Magenta ad Albairate, passando per Robecco Cassinetta e Abbiategrasso, lunga 8.5 km; quella C dall’interconnessione di Albairate e la fine di Abbiategrasso, pari a 10.7 km. Il costo totale è di 220 milioni di euro, di cui 127 come importo lavori, 68 a disposizione a 24 per oneri di investimento. La tratta A costerà 120 milioni, la tratta C 100. Da Vigevano e Ozzero, la strada si svilupperà con un by pass di Abbiategrasso, il passaggio da Castelletto e verso Albairate, quindi Cassinetta, Castellazzo di Robecco (a est di Robecco), quindi connessione con la ex statale 11 a Magenta e prosecuzione verso Boffalora e l’attuale tracciato della SS 336 per Malpensa, con la variante di Pontenuovo, che è stata modificata e sarà lunga 900 metri. Rispetto al progetto definitivo del 2008, mancano la prosecuzione verso la Milano Baggio e cambia la variante di Pontenuovo. La lunghezza dei tratti in gallerie artificiali è pari a 570 metri, mentre il numero dei nuovi svincoli è di 3. La variante di Pontenuovo prevede la costruzione di un nuovo ponte sul Naviglio, lungo 43 metri, e un nuovo svincolo.
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Leggo su agenzie e media vari dichiarazioni in cui il Parco del Ticino avrebbe cambiato idea sul tracciato della SS11 Vigevano Malpensa. Le dichiarazioni apparse sono destituite di fondamento e al massimo sono auspici personali del Presidente Beltrami. Ecco i motivi:
1. Non ha cambiato idea (il Parco del Ticino) rispetto al NO del 10 settembre 2015 perché nessun progetto al momento è stato presentato e discusso.
2. Non ha cambiato idea (il Parco del Ticino) perché la delegata dal Consiglio, Architetto Gioia Gibelli (delegata unica da Consiglio di Gestione con Delibera che si è spesa in questi anni per progetti alternativi e meno impattanti) non ne era informata.
3. Non ha cambiato idea (il Parco del Ticino) infine perché il Presidente, in occasione del Consiglio di Gestione che è durato cinque ore, avendo anche trattato l’argomento su altri fronti, non ha proferito parola sulla sua posizione invece espressa dai media.
Ricordo che la medesima storia si era verificata sul medesimo argomento nel settembre 2015. Il Presidente allora venne in Assemblea dei Sindaci a scusarsi sostenendo che era stato mal interpretato dai giornalisti. Oggi ci risiamo, stesso argomento, stesse modalità. O i giornalisti sono sempre incapaci, o sull’argomento di gran interesse per il Signor Beltrami, si sta giocando una partita non rispettosa della storia del Parco del Ticino, Parco Regionale che deve occuparsi della tutela ambientale del Territorio, e soprattutto non rispettosa dei livelli istituzionali preposti. Il Parco del Ticino non è un regno, ha un CdG non di nomina del Signor Beltrami, e le uniche voci reali e legali sono gli atti, le delibere! Il resto sono opinioni personali. Incredibile che siano prese in mancanza di progetto depositato,peraltro. Di seguito una delle dichiarazioni, quanto già accaduto nel settembre 2015, i riferimenti agli atti unici e delibere in merito. Nulla ovviamente da dire sulla legittimità delle posizioni del Sindaci per il Sì. Ma evitino di strattonare il Parco che svolge la sua funzione storica e istituzionale anche per loro, nella massima libertà.

Luigi Duse
Vice Presidente Parco Lombardo della Valle del Ticino
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di FRANCO MAURONER
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Per rimettersi in moto e riacquistare credibilità agli occhi dei cittadini, il carrozzone della pubblica amministrazione deve abbandonare ogni remora e adottare un atteggiamento più social; non fosse altro perché, ad oggi, i social network, sono ancora il futuro della comunicazione e dell’interazione. Quanto alla trasparenza il Garante ha posto una serie di “paletti” introducendo maggiori garanzie a tutela delle persone. La necessità di realizzare un controllo diffuso sull’attività della Pubblica amministrazione non deve condurre a forme sproporzionate di diffusione di informazioni che possono finire per danneggiare i diritti dei cittadini, specialmente di quelli in condizioni più disagiate. L’Authority condivide le ragioni che hanno portato al provvedimento e l’obiettivo di garantire la trasparenza nell’attività della Pubblica amministrazione, ma ritiene che un tale valore debba essere comunque bilanciato con un diritto di pari rango costituzionale come quello della riservatezza e della protezione dei dati. Per questi motivi ha valutato con preoccupazione i possibili rischi che alcune disposizioni del provvedimento sulla trasparenza potrebbero determinare. Rischi ancora più forti se si tiene conto della particolare delicatezza di alcune informazioni che verrebbero messe on line e della loro facile reperibilità e riutilizzabilità incontrollata grazie ai motori di ricerca. Si pensi soltanto ai dati sensibili o in grado di rivelare condizioni di disagio economico e sociale di anziani, disabili o altri soggetti deboli che beneficiano di sussidi (es. social card), la cui diffusione potrebbe comportare irreversibili danni per la dignità degli interessati, anche considerate le difficoltà oggettive di cancellare tali informazioni una volta in rete. Se, finora, la pubblica amministrazione ha considerato il web solo come un sistema statico per rendere note alcune informazioni ai cittadini, adesso, invece, per diventare una PA social, deve vedere la rete come un mezzo di comunicazione con il cittadino. Di solito, quando una pubblica amministrazione decide di rendersi visibile sui social la prima cosa che fa è aprire una pagina ufficiale su Facebook, o un account Twitter, o un canale YouTube . Giustissimo, ma fino a un certo punto, perché se non se ne conoscono le regole, e se non se ne capiscono le evoluzioni buttarsi alla cieca sui social network potrebbe rivelarsi un errore. Prima cosa da fare, quindi, è verificare che al proprio interno ci siano le competenze minime per poter governare la complessità del mondo social; oppure, in alternativa, affidarsi ad un professionista. La pubblica amministrazione che vuole comunicare con i social, deve, prima di tutto, cambiare il modo di pensare le relazioni con il cittadino. Parlare con i social significa: comunicare, ascoltare, presidiare e interagire.
COMUNICARE
Gli account istituzionali sui social network assumono, quasi sempre, il ruolo di un vero e proprio “sportello prolungamento dell’ufficio URP” . Da una indagine condotta da Anci risulta che il social network maggiormente impiegato è Twitter, attraverso il quale i Comuni svolgono attività informativa.

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di MARIO SCOTTI
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Antonio e Maria Giovanna Respighi sono una coppia milanese che vive ad Albonese,in provincia di Pavia,e che dal 2009 dedica il suo tempo a "riportare a casa" i soldati morti in Russia nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Tra il luglio del 1942 e il marzo 1943 partirono per la Campagna di Russia 229 mila soldati italiani. Secondo le stime dell’Unione nazionale italiana reduci di Russia,circa 100 mila non fecero ritorno. Di circa 56 mila non si ebbero più notizie. Tutto è iniziato con un viaggio in quelle terre,quando Antonio incontra casualmente un cittadino russo nella città di Miciurinsk. Vedendo il camper dei cittadini-viaggiatori italiani con le insegne dell'Associazione Nazionale Alpini,si avvicina e fa vedere a Giovanna e Antonio molti piastrini di riconoscimento appartenuti a soldati italiani combattenti sul fronte russo. E così la coppia milanese torna a casa con un buon numero di questi piastrini. Da quel momento,Giovanna e Antonio hanno iniziato a chiedere a centinaia di Comuni di tutta Italia,da Nord a Sud,di rintracciare i familiari di quei combattenti e ogni consegna a domicilio di quei piastrini è diventata per loro ragione di vita. In sostanza,hanno fatto rinascere un sentimento ricco di ricordi,memorie e gratitudine da parte di figli,fratelli,sorelle,nipoti e pronipoti di quei Caduti. Antonio e Giovanna,lottando contro ogni burocrazia,sono riusciti,con la consegna dei piastrini dei Caduti,a mettere la parola fine all'angosciosa illusione di queste famiglie lasciate dallo Stato in un limbo di incertezza connaturato al titolo di Disperso. Un momento molto intenso e ricchissimo di spunti è stato organizzato nel tardo pomeriggio di sabato 23 settembre nella sala consiliare del Castello: il Gruppo Alpini di Abbiategrasso,con il patrocinio del Comune di Abbiategrasso,ha presentato "Io resto qui... Lettere di Caduti sul fronte russo e testimonianze delle famiglie",un librone di ben 728 pagine ricchissimo di foto e illustrazioni che Giovanna e Antonio Respighi hanno messo insieme raccontando la loro storia di cui sopra. Un giusto omaggio alla memoria di quanti hanno servito con onore il nostro Paese nel corso di quella terribile campagna militare che ha visto i nostri soldati,e in particolare gli Alpini,protagonisti di sofferte vicende umane che hanno però contribuito a porre le fondamenta di un'Italia libera e democratica. "Io resto qui..." è una formidabile raccolta di foto,documenti e lettere e il merito di essere arrivati a questa pubblicazione è del Gruppo Alpini di Abbiategrasso in occasione del 95° di fondazione del gruppo medesimo. Giovanna e Antonio Respighi,col passare del tempo si sono accorti che il materiale raccolto assumeva dimensioni e contenuti che suggerivano l'ipotesi di doverlo raccogliere in un unico volume. Alfonso Latino,il capogruppo degli Alpini abbiatensi,ha portato avanti l'operazione della stampa del libro. Presenti in sala consiliare gli autori del libro,gli esponenti di spicco dell'Associazione Nazionale Alpini,l'amministrazione comunale rappresentata dal sindaco Cesare Nai,gli esponenti delle associazioni combattentistiche locali,delle forze dell'ordine e tanto pubblico. Una copia del libro,autografata dai due autori,è stata omaggiata a numerosi personaggi presenti. "Importante evento per una grande opera - ha sottolineato il capogruppo Latino nel suo intervento - per la quale non potevamo non sobbarcarci l'onere,ma soprattutto l'onore di realizzarla in quanto riteniamo che possa rimanere per noi e per tutti quelli che ne verranno in possesso un documento storico da poter tramandare alle nuove generazioni. Come capogruppo non nascondo una certa emozione,avendo con il mio gruppo realizzato un'opera forse più grande di noi,ma non potevamo non festeggiare il nostro 95esimo di fondazione in una maniera così significativa". "La nostra comunità vive questi momenti con una grande condivisione. Se oggi il nostro paese vuole avere un futuro non può non avere una grande consapevolezza e conoscenza del passato" - ha affermato il sindaco Nai,fra l'altro grande appassionato di geopolitica. "Non posso che essere orgoglioso dei nostri alpini che hanno realizzato questa opera meritoria,questa raccolta importante".
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(M.Scotti) - La ventottenne Cristina Cattaneo,nata ad Abbiategrasso e residente a Robecco sul Naviglio,è la nuova assessora alle Fiere e Mercati dell'amministrazione comunale del sindaco Cesare Nai. Ma non solo: alla giovane Cristina,in quota Lega Nord,sono state affidate le deleghe all'Ambiente,alla Tutela del Paesaggio,al Decoro Urbano,allo Sportello unico dell'edilizia e alle Funzioni catastali. In queste ultime settimane l'attività della nuova assessora è concentrata prevalentemente sull'organizzazione della 534esima edizione della Fiera Agricola di Ottobre che andrà in scena presso il quartiere fieristico di via Ticino nelle giornate di sabato 14,domenica 15 e lunedì 16 ottobre. "La fiera agricola regionale di Ottobre celebra quest’anno la 534esima edizione e porta con sé molte novità,sia dal punto di vista organizzativo,dovuto al recente cambio normativo di Amaga che non permette l’affidamento alla medesima della gestione e dell’organizzazione;sia dal punto di vista tematico" - spiega l'assessora Cattaneo ad Habiate Web Quotidiano.
- Quali obiettivi si pone l'edizione 2017 della kermesse ottobrina?
"Obiettivo della fiera è la valorizzazione del lavoro agricolo,la creazione di un’immagine forte e caratterizzante del nostro territorio e dei suoi prodotti,la promozione turistica e naturalistica del Parco del Ticino,la valorizzazione delle aziende agricole e la collaborazione con i ristoratori ed esercenti locali. Proprio per questa condivisione dei temi,si è presentato il Parco del Ticino che ha manifestato la volontà di assumere un ruolo attivo nell’organizzazione; proposta accettata di buon grado dall’Amministrazione comunale. Il Consorzio Produttori Parco Ticino è dunque quest’anno impegnato alla realizzazione della fiera agricola,sotto la supervisione dell’Amministrazione comunale che ne ha individuato il tema e le linee di sviluppo".
- Quale sarà il tema della Fiera?
"Il tema sarà: “Le nostre radici”. Con radici si intendono tutti quei fattori caratterizzanti che sono connaturati nel nostro territorio e nella nostra storia. Abbiategrasso,per la sua posizione strategica sulla sponda est del Ticino ed immersa nel suo parco,ha una grande storia legata al Ducato di Milano - Visconti e Sforza - ma anche una “piccola” storia,quella contadina. Le nostre radici sono quindi un connubio tra storia e territorio,tra agricoltura e allevamento,cucina,dialetto… Il tema è molto vasto e per non incorrere nel rischio di essere troppo dispersivi si sono proposti due filoni specifici da approfondire: il lavoro - agricolo e allevamento - e il Parco del Ticino".
- Come intendete sviluppare il tema?
"Per sviluppare questi ambiti sono stati proposti iniziative e laboratori per far conoscere la realtà rurale non solo attraverso la vendita dei prodotti ma anche attraverso percorsi che coinvolgano le realtà del territorio; grazie alla collaborazione con l’associazione Abbiateinbici – Fiab sarà possibile partecipare ad itinerari in bicicletta per visitare le aziende del territorio,in particolare è stata chiesta la disponibilità di rimettere in funzione il Mulino Comune. Queste iniziative sono volte a non limitare l’evento alla sola area fieristica ma coinvolgere attivamente tutto il territorio portando a conoscenza dei visitatori il loro straordinario valore. Il tema della fiera: “Le nostre radici” è stato esteso in molteplici direzioni al fine di costituire un progetto unitario all’interno della città: da una parte la collaborazione con l’Assessorato alla Cultura che ha proposto con il Parco Ticino una mostra sulle marcite che sviluppa coerentemente la tematica della fiera; dall’altra la collaborazione con la Confcommercio locale in ambito del “Concorso Mostra della Vetrina” in cui ogni esercizio commerciale potrà interpretare e fare proprio il tema delle Radici inserendo nell’allestimento della vetrina un richiamo personale e caratterizzante".
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di JULIO ARAYA TORO
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Nel Bar Suchende Cafè di via XXIV Maggio, 2, è salito sul palcoscenico Enrico De Paoli “Il Sindaco” presentando il suo “Acustico Guitar Band”, insieme a Marco Brentali (chitarra), Alessandro Manzoni (basso) e Fabio Puricelli (chitarra e arrangiamenti). E' stato un show coinvolgente, un pubblico attento ed entusiasta ha decretato il pienone completo nel bar. Fans e amici di De Paoli che lo sostengono hanno cantato e ballato tutte le canzone del “Il Sindaco”. Enrico ha una magnifica voce, è un virtuoso della chitarra, è accompagnato da una magnifica band i cui componenti dimostrano una grande presenza scenica e padronanza della musica. Un spettacolo di quasi tre ore per ripercorrere i grandi successi di Enrico De Paoli tra quali “La Signorina Bla Bla”, “La Mia Cara Amica” e tanti altre. Durante la serata Enrico e la sua band ha presentato ufficialmente il suo secondo Cd intitolato “Solo Io” con le sue composizione, testi e musica. Un disco pieno di emozione, sentimenti e racconti della vita quotidiana: in sole cinque canzoni lascia una traccia della sua esperienza come nei brani “Solo Io” e “Ricomincio da Te”. Soddisfatto tutto il pubblico e anche Giorgia, proprietaria del Bar Suchende Cafè. La prossima data di questo grande artista abbiatense: sabato 23 Settembre alle 21 ore al "The King Pub" di Piazza Parmigiani, 3 a Magenta. Per contattare Enrico De Paoli, potete scrivere a: enricodepaoli77@gmail.com

ALTRE FOTO QUI SOTTO
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di MARIO SCOTTI
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- Allora Sindaco Cesare Nai,la città richiede un impianto sportivo natatorio all'altezza dopo la chiusura dell'Anna Frank. E' una delle promesse della tua campagna elettorale. Come ti stai muovendo in tal senso?
"Già verso la metà di agosto,e anche negli ultimi giorni,abbiamo intensificato i contatti con chi era già venuto a dimostrare il suo interessamento,per concretizzare ancora di più le condizioni allo scopo,entro fine mese,di essere in grado di individuare la procedura migliore per avere la piscina in tempi ragionevoli".
- Di chi si tratta? Società private?
"Sì,abbiamo già incontrato quattro dei loro operatori e siamo in attesa di riceverne un quinto. Il progetto finanziario si sviluppa con un intervento da parte dell'operatore che copre in gran parte i costi,mentre il Comune mette una quota di compartecipazione. Queste sono le modalità che generalmente vengono adottate. Il progetto prevede un certo numero di anni affinchè l'investimento possa andare in pareggio".
- Confermi che la nuova piscina sorgerà esattamente dov'è adesso l'Anna Frank?
"La nostra volontà è quella di lasciarla lì dov'è,e anche gli operatori sono d'accordo. In quella location di via Alla Conca,alla piscina sono garantite le strutture già esistenti che realizzare ex novo sarebbe alquanto costoso".
- Una nuova piscina Anna Frank,quindi. Compresa quella scoperta?
"Chi va a fare un intervento,generalmente lo realizza ex novo. In questo caso,anche la piscina scoperta sarà rifatta completamente".
- I tempi?
"Entro settembre stabiliremo la procedura,dopodichè ci saranno i tempi tecnici da rispettare. La nostra ambizione è quella di poter dare,senza sbilanciarci in promesse che poi non verranno mantenute,la nuova piscina alla città prima di Natale 2018".
- Altre priorità sulla quale la tua amministrazione sta lavorando?
"Stiamo procedendo in maniera spedita nella definizione dell'organizzazione interna della macchina comunale,con l'assessore Dodi che sta lavorando molto bene con grande presenza e professionalità. Ci sono posizioni organizzative che verranno man mano sistemate e fin da subito i nostri dipendenti comunali si sono dimostrati molto motivati e stimolati. Quando si cerca di dare sostanza alle competenze per migliorare la risposta al cittadino,il riscontro non può che essere positivo".
- Avete ben presente che la città ha bisogno di tante altre piccole cose?
"Certo,partiremo con una manutenzione ordinaria che ci permetta,in un arco di tempo ragionevolmente breve,di avere una programmazione relativamente all'asfaltatura delle strade,alla cura e alla pulizia del verde cittadino...tutte cose che il cittadino ci sollecita in maniera pressante,sperando di ottenere risultati immediati e visibili. Noi cerchiamo di spiegare agli abbiatensi che occorre un pò di tempo prima che certi interventi si possano realizzare".
- A proposito di manutenzione,l'Annunciata è messa maluccio: macchie di umidità ovunque,muri scrostati,crepe dappertutto,calcinacci che cadono...
"Ho visto. L'Annunciata è uno dei nostri beni di pregio che necessitano di una manutenzione e di una cura costante. Intervenire su immobili di questo tipo non è come intervenire su immobili moderni,occorre molta più attenzione. Il riordino della città e dei nostri beni architettonici è uno dei miei obiettivi importanti".
- Esiste un piano per rilanciare l'ex convento e renderlo fruibile per tutto l'anno? Se quest'anno non ci fosse stata l'Ambasciata del Gusto dell'Associazione Maestro Martino,l'ex convento avrebbe potuto tirare giù la clèr...
"E' nostra intenzione,con questo interlocutore - e mi riferisco a Maestro Martino - sederci intorno a un tavolo,verificare un progetto complessivo,importante e di ampio sviluppo. L'Annunciata è un bene e dev'essere gestita e vissuta 365 giorni all'anno. Dobbiamo implementarla nel suo utilizzo,riempirla di contenuti".
- State lavorando per l'organizzazione della Fiera di Ottobre? Puoi fornire qualche anticipazione su che tipo di manifestazione sarà?
"L'assessore Cattaneo si sta impegnando parecchio su questo fronte. La Fiera sarà organizzata dal Comune in collaborazione con il Parco del Ticino che la riempirà di contenuti,mentre Amaga sarà il braccio operativo. Con ogni probabilità la Fiera di Ottobre sarà caratterizzata da novità originali. Posso anticipare che il prossimo anno tornerà senz'altro la Fiera di Marzo".
- Per quanto riguarda Abbiategusto?
"Vogliamo potenziarlo e continuare a farlo crescere".
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Non è certo la prima volta che l’Associazione Amici dell’Arte e della Cultura di Abbiategrasso organizza una mostra autunnale, anzi, questa è una lunga tradizione degli artisti abbiatensi, ma l’evento che inizierà il 17 Settembre avrà parecchi elementi nuovi. Il motivo è semplice: l’associazione, nata nel 1947, compie ora 70 anni e vuole festeggiare degnamente questo anniversario. La mostra, che verrà inaugurata alle ore 10.30 di domenica 17, non sarà rivolta soltanto agli appassionati di pittura, ma sarà l’occasione per una riflessione sulla propria storia e sui cambiamenti della comunità abbiatense circostante dall’immediato dopoguerra ai nostri giorni. Tutto questo attraverso foto tratte dall’album dei ricordi del gruppo, manifesti d’epoca sulle iniziative dell’associazione, ma anche articoli e curiosità sulla vita quotidiana nella città, per ricreare l’atmosfera che si respirava quando il gruppo nacque, nel lontano ‘47. Ma il pubblico potrà rivivere quell’atmosfera anche leggendo, comodamente esposta, l’intervista a Giancarlo Torti, presidente dell’associazione dal 1975, cofondatore nel ‘47 e prezioso testimone di quei tempi lontani. (Nota: fotografie, articoli, intervista e ricerca giornalistica e storica della mostra a cura di Edmondo Masuzzi e Ernesto Achilli). Il tema della mostra è proprio la città di Abbiategrasso con i suoi cambiamenti, ma i pittori del gruppo hanno preparato, oltre ai quadri sul tema, anche una serie di 26 quadri che verranno donati all’Istituto Golgi.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Domenica 3 settembre abbiamo partecipato alla assemblea pubblica del neonato Comitato Pendolari Mi-Mo-Al, un’assemblea molto partecipata tenutasi a Mortara. Preme sottolineare un aspetto importante emerso nel corso dell'incontro e per farlo prendiamo le mosse da una notizia ancora fresca: "Fs è pronta alla fusione con Anas". Per comprendere appieno le ragioni dello scandaloso disservizio della tratta ferroviaria locale gestita da Trenord occorre guardare al paradigma che Regione e Ministero hanno costruito rispetto alla mobilità pubblica. Bisogna farlo tenendo presente quali sono le responsabilità politiche delle scelte che hanno portato e continuano a portare ad investire milioni di euro di soldi pubblici in Alta Velocità, strade e autostrade tralasciando completamente, tranne in rarissimi casi, le linee regionali e suburbane. Bisogna partire da qui per ottenere un cambio radicale del paradigma della mobilità e un trasporto pubblico efficiente. Dire No Tangenziale significa dire Sì ad investimenti e potenziamenti per la linea Milano Porta Genova - Mortara e per tutte le linee ferroviarie lombarde. È una questione politica oltre che logica. Non si può migliorare il servizio ferroviario locale e lavorare a favore della Malpensa-Vigevano. I sindaci che intendono affiancare le lotte dei pendolari devono partire da questa semplice consapevolezza.

No Tangenziale - Rete di Salvaguardia Territoriale
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di JULIO ARAYA TORO
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Mercoledì 30 Agosto alle 18.00 la celebrazione della Santa Messa ha preceduto la Festa di Santa Rosa da Lima nella basilica di Santa Maria Nuova ad Abbiategrasso, con la presenza del Sindaco di Abbiategrasso, Cesare Nai, del viicesindaco Roberto Albetti e della Console Generale Aggiunta del Perù in Milano, Evelyn Miyagui Henna. La cerimonia religiosa, pronunciata in italiano e spagnolo, ha potuto contare sulla presenza di importanti sacerdoti abbiatensi: don Alessandro Vavassori, Vicario della Pastorale dei Migranti di Milano; don Innocente Binda, Provosto e Parroco di Abbiategrasso; don Paolo Masperi, ex Provosto e Parroco di Abbiategrasso e attuale Rettore del Santuario di Mesero e don Pierangelo Pigliafreddo, Vicario Parrocchiale Comunità Pastorale San Carlo di Abbiategrasso. Dopo la Solenne Cerimonia, le autorità civili e religiose hanno dato inizio alla processione nel Quadriportico Rinascimentale con l'immagine in legno di Santa Rosa da Lima, Patrona di Abbiategrasso, Filippine, India, Perù e America Latina. Santa Rosa da Lima fu introdotta nel periodo spagnolo (1500-1725) in Abbiategrasso. E quest'anno si commemorano i 400 anni della sua morte (1617). Dopo la processione hanno fatto uso della parola il Sindaco Nai; la Console Generale Miyagui; il Prevosto Binda e l'ex Provosto Masperi, poi la sacra benedizione della immagine di Santa Rosa da Lima per il Vicario Vavassori. L'immagine fu introdotta in parrocchia, per la sua venerazione dei fedeli. Alla fine de questa bella serata il Gruppo Promotore della Commemorazione della Santa Patrona S. Rosa da Lima e la Comunità Sudamericana ed Italiani di Abbiategrasso, organizzatori dell' evento, hanno offerto un assaggio di cibo e bevande tipiche peruviane e una dimostrazione di ballo tipico del Perù.
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Dopo l’avvio il 3 aprile scorso del regime ordinario di esercizio della Ztl nel centro di Abbiategrasso comunichiamo che l’attuale Amministrazione Comunale, come annunciato dal Sindaco, tra le prime questioni affrontate dalla Giunta nella seduta dell’ 8 agosto, con delibera n. 113, ha deciso di modificare l’estensione temporale della Ztl, ridefinendo così gli orari che entreranno in vigore a partire da lunedì 4 settembre: LUNEDI': dalle ore 00.00 alle 6.00 - VENERDI': dalle ore 21.00 alle 24.00 - SABATO: dalle ore 00.00 alle 6.00 e dalle 15.00 alle 24.00 - GIORNI FESTIVI: dalle ore 00.00 alle 24.00. "Un provvedimento atteso da tempo", sostiene l’assessore alla Sicurezza Urbana Marco Mercanti,” in linea con il programma del Sindaco Nai e che risponde alle numerose richieste di cittadini e commercianti che si sono espressi per una ridefinizione degli orari". Si precisa inoltre che l'estensione temporale della Ztl, stabilita con Ordinanza n. 98 del 23 agosto 2017 e che verrà attuata da lunedì 4 settembre, sarà "sperimentale" e verrà resa definitiva solo qualora si avranno riscontri positivi. In fase di esercizio ordinario rimarranno attive le rilevazioni in automatico delle infrazioni tramite telecamere ai varchi della Ztl e ricordiamo che ci sarà tempo fino a 96 ore dopo l’accesso per la regolarizzazione dei transiti degli aventi diritto. Invitiamo gli aventi diritto ad entrare nella zona Ztl che non si fossero ancora registrati ai fini di ottenere il pass di accesso, a provvedere al più presto tramite l’apposito banner che si trova sul sito comunale oppure a rivolgersi alla Polizia Locale negli Uffici di Piazza Vittorio Veneto o tramite la seguente mail: ztl@comune.abbiategrasso.mi.it
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Una nuova società per la pallavolo abbiatense. Volley Club e Arci Volley hanno deciso di unire le proprie forze e di lasciarsi alla spalle anni di rivalità per un obiettivo comune: dare vita ad un nuovo soggetto sportivo comprensivo sia del settore femminile che di quello maschile, una società che, valorizzando il meglio delle esperienze maturate negli anni, abbia l’obiettivo di elevare il livello generale della pratica sportiva su tutti i livelli: per chi intende il volley solamente come attività ludica; per chi aspira ad ottenere risultati sportivi di eccellenza crescendo tecnicamente; per chi, infine, da giovane talento, troppo spesso in passato si è visto costretto a lasciare la città alla ricerca di contesti più appaganti. La nuova società partirà nella stagione ormai prossima con le due squadre di punta, maschile e femminile, in serie D regionale, e con un ampio vivaio in tutte le categorie giovanili che arriverà a comprendere circa trecento tra atlete e atleti. Un unico direttore sportivo farà da guida ad un team di allenatori formato da tecnici con esperienza pluriennale e da giovani leve che faranno tesoro delle competenze dei colleghi più esperti. Lo staff tecnico si avvarrà anche di un preparatore atletico e di un fisioterapista in costante contatto con le squadre, perché il benessere fisico è nello sport di oggi un requisito imprescindibile. L’ampliamento degli organici consentirà una migliore distribuzione delle atlete e degli atleti per livelli omogenei di età, con possibilità, per chi dimostri di avere le giuste qualità, di esperienze agonistiche anche nelle squadre di età immediatamente superiore. Un progetto ambizioso, sia rispetto ai risultati sportivi sia per la valenza formativa nell’avvicinare ragazzi e ragazze alla pratica della pallavolo; un progetto che vuole arrivare a fare di Abbiategrasso il polo pallavolistico del sud-ovest milanese, da troppo tempo latitante rispetto alle società che gravitano intorno alla metropoli. Importante, in questa prospettiva, è l’essere collegati a società di primo livello nel panorama pallavolistico nazionale: Power Volley Revivre Milano (serie A1) per il maschile, e Igor Volley Novara, campione d’Italia, per il settore femminile. Collaborazioni fatte di percorsi formativi per lo staff tecnico e per gli atleti, ma anche di esperienze gratificanti, sia come spettatori che come protagonisti di eventi di portata nazionale.
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(M.Scotti) - Anche quest'anno chi è rimasto ad Abbiategrasso nel mese di agosto non ha potuto fare a meno di recarsi in via Stignani,nell'area ricreativa gestita dal Gruppo La Cappelletta,a trascorrere serate all'insegna del buon cibo,della musica e della spensieratezza. Anche perchè,l'ormai quasi quarantennale kermesse estiva è l'unica occasione di svago agostiana,dal giorno 1 al 15,che la città offre a chi non può permettersi di andare in vacanza. L'edizione 2017 dell'Agosto in città si è conclusa,manco a dirlo,con il solito gradimento di pubblico che nell'arco dei quindici giorni di apertura non ha mancato di affollare l'area ricreativa,in particolar modo il giorno di Ferragosto quando ben 250 persone hanno gustato il pranzo. Pierluigi Gillerio,il presidente dei volontari biancoazzurri,lamenta un piccolo calo di pubblico quantificabile intorno al 10%: nulla di preoccupante,quest'anno molti più abbiatensi sono fuggiti dal gran caldo insopportabile che ha attanagliato la città. Si spiega così il leggero calo di abbiatensi in via Stignani. Per il resto,la manifestazione ha offerto il solito,collaudato,binomio cibo-musica. Binomio offerto con successo già nei mesi di giugno e luglio. Ad Agosto,due serate culinarie sono state ideate ed allestite del noto chef abbiatense Lele Picelli. "Ha cucinato piatti diversi dal solito,molto apprezzati" - spiega il presidente Gillerio. Risotto e trippa sono stati i piatti prefereriti dagli abbiatensi nell'arco dell'intero Agosto in Città. Quest'anno,dal giorno 1 al 14,l'area di via Stignani ha ospitato i frequentatori della mensa sociale a causa della chiusura estiva del ristorante del quartiere fieristico di via Ticino,dove solitamente si svolge (ma il Comune sta cercando una nuova ubicazione). Ventuno persone in tutto,ai quali i volontari biancoazzurri hanno offerto il pranzo gratuitamente. Calato il sipario sull'Agosto in Città e dopo una quindicina di giorni di meritato riposo,i volontari del Gruppo La Cappelletta riapriranno i battenti con altre due manifestazioni: la Festa dell'Uva dedicata all'Anffas,l'associazione abbiatense di fanciulli subonormali che riceverà in beneficenza gran parte del ricavato; sarà poi la volta della tradizionale Festa Rionale. Vedere i programmi completi dei due eventi nelle foto qui sotto delle rispettive locandine. A novembre,il Gruppo La Cappelletta sarà presente in piazza Castello nell'ambito di "Abbiategusto".
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di ROBERTO ARRIGONI
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Leggendo le notizie che riportano il parere di quelli che si considerano ambientalisti, mi sovviene un pensiero. In generale questi signori credono di essere i padroni del mondo e quindi non rispettano le regole democratiche, esigono e pretenderebbero che tutti si inchinassero ai loro pareri, dimenticando che la democrazia prevede la libera espressione di tutti, ma le scelte vengono assunte a maggioranza e questa deve essere rispettata da tutte parti politiche che si ritengono espressione del consenso popolare in base in base ai voti “delmandato di rappresentanza popolare”. Questi gruppi di estremisti fantasiosi ricordano molto metodi antidemocratici che in realtà sono una espressione di conservatori nel senso peggiore del termine. Anche il fatto che vorrebbero impedire di esprimersi ad un rappresentante di una istituzione è sbagliato, visto che ogni persona può esprimere fornendo con il suo contributo personale un servizio alla collettività. Non credo che sia richiesto a chi ricopre una carica di essere una altro dal momento della nomina, ogni persona vale proprio per quello che è, e probabilmente è stato proposto e insediato per le sue caratteristiche peculiari. Lo sappiamo bene che se il parere di Beltrami fosse stato conforme alle opinioni di questi signori nessuno di loro avrebbe eccepito. Siccome non siamo nati ieri e conosciamo la natura di certi verdi, questi sono come le angurie verdi fuori ma rossi dentro, di un rosso intenso con baffi staliniani. Potrebbero esternare la loro protesta rassegnando le dimissioni oppure partire per luoghi che oggi sono abbandonati da molti, ma dove loro si troverebbero molto bene, dove non ci sono strade, nè fabbriche nè traffico intenso e l’impatto della tecnologia è molto limitato: potrebbero farsene indicare qualcuno dal primo immigrato sceso dal gommone. Oggi si può trovare quello che si vuole, basta sapere dove andare. Ma le responsabilità sono anche l’impatto del coefficiente di ritardo. La necessità dell’adeguamento delle infrastrutture viarie è nota dal 1970, grazie all’attività dei cosiddetti verdi, le opere hanno subito un ritardo nella programmazione di quasi 50 anni, in questo periodo a causa della inadeguatezza delle infrastrutture sono avvenuti molti incidenti stradali e molte persone hanno perso la vita o sono rimaste danneggiate. Questo conto è da attribuire ai nostri amanti della natura che vorrebbero dimostrare di amare più l’ambiente che le persone. Come massima espressione della loro predilezione verso il mondo animale potrei suggerire di formare una corpo volontario per il sostentamento delle zanzare del parco, dove i volontari dipinti di verde e cosparsi di zucchero, agghindati con perizoma verde e null’altro si recano nei boschi offrendo le chiappe chiare alla zanzare. Nella prossima occasione parleremo di coerenza democratica.
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(M.S.) - La Prefettura si è espressa: Cesare Nai era assolutamente eleggibile alla carica di sindaco di Abbiategrasso. La prefetta di Milano,Luciana Lamorgese,ha così dato ragione all'attuale primo cittadino in carica eletto con pieno merito ed ha rifilato un sonoro pernacchione a chi,leggasi Mister Zero Tituli e i suoi compagni di merende,attuale certa minoranza in consiglio comunale,che non si è rassegnato all'ennesima sconfitta elettorale e che con non poca ostinazione e arroganza ha portato avanti questa pietosa farsa relativa alla presunta ineleggibilità di Cesare Nai. Il quale commenta ad HWQ: "Tutto quello che mi aspettavo,è stato ribadito. La Fondazione per Leggere è un ente partecipato da 55 Comuni,quello di Abbiategrasso non è assolutamente proprietario dell'ente,nè controllante,quindi non esiste nessun tipo di problema. E per l'ennesina volta,qualcuno ha fatto la figura del cioccolataio". "Bastava ascoltare quel che ho sempre detto nei giorni scorsi e anche in consiglio comunale - commenta ancora il sindaco Nai -. Bastava leggere il testo della legge,se ancora si avevano dei dubbi c'era lo statuto della Fondazione: anche un bambino avrebbe potuto farlo,senza essere necessariamente un avvocato. Chiunque avrebbe potuto comprendere che la vicenda non aveva alcun motivo di esistere. Quel che avevo dichiarato si è rivelato essere la verità,il resto sono tutti pretesti,chiacchiere senza senso. La sostanza è che la Fondazione per Leggere non è un ente controllato dal Comune di Abbiategrasso. E' un fatto chiaro,indiscutibile e il Prefetto non ha fatto altro che interpretare la legge per quello che è,alla faccia di tutto quello che è stato scritto sui giornali". Questi i passaggi fondamentali del parere del Prefetto: "Alla luce della complessiva disciplina e considerato l'elevato numero di enti locali chiamati a comporre l'assemblea generale della Fondazione,sembra ragionevole ritenere che le prerogative di cui è titolare l'amministrazione comunale di Abbiategrasso - per quanto di indubbia incisività - non siano di per sè sufficienti a concretare il rapporto di dipendenza richiesto dalla norma e la conseguente prospettata condizione di ineleggibilità".
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(M.S.) - L'amministrazione Nai ha deciso di intervenire in maniera veloce su alcune situazioni critiche che possono trovare soluzione da qui alla fine dell'anno. In particolare,come ha spiegato il vicesindaco e assessore Roberto Albetti,per raggiungere la cifra di 514mila euro sono stati così suddivisi gli interventi. La bonifica della scuola di via Colombo: sarà attuata la procedura semplificata e avrà un costo stimato di 65mila euro. Il ripristino della parete esterna dell'asilo nido di via Galimberti,tuttora ammalorato,con intervento di 15mila euro. Sempre nella scuola materna di via Galimberti,a seguito della realizzazione dei nuovi rinforzi del nuovo sistema di aerazione volta a migliorare le generali condizioni igieniche,si rende necessario un intervento stimato in 40mila euro. L'adesione della precedente amministrazione al progetto "Traccia Azzurra" che prevede la realizzazione di itinerari per la mobilità ciclistica e connessione con la rete ciclabile a livello regionale,la spesa di 113mila euro viene suddivisa in quattro anni con adesione alla prima rata. Come ultimo intervento,la restituzione della quota contributo regionale di finanziamento per interventi presso l'Annunciata (16mila euro). "Sussiste un avanzo di amministrazione libero derivante dall'approvazione del rendiconto del 2016 che ammonta a circa 285mila euro - ha spiegato l'assessore Mauro Dodi - . Questo avanzo viene reso indisponibile".
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I NUOVI RAPPRESENTANTI DELLE COMMISSIONI CONSILIARI
COMMISSIONE PRIMA (Affari Istituzionali e Generali,Programmazione,Bilancio e Finanze): Flavio Lovati,Zamira Gagliati,Gianluca Ceresa,Francesco Biglieri. Altri: un rappresentante.
COMMISSIONE SECONDA (Urbanistica,Edilizia,Lavori Pubblici,Ecologia): Marina Baietta,Sara Arrigoni,Martina Garavaglia,Luigi Tarantola. Altri: un rappresentante.
COMMISSIONE TERZA (Servizi Sociali e Istituzionali,Cultura e Sport): Michele Pusterla,Giuseppe Serra,Sara Valandro,Graziella Cameroni,Barbara De Angeli.
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«La prima seduta del nuovo Consiglio comunale di Abbiategrasso non è andata bene. Si sarebbe potuto fare di meglio evitando intoppi e schiamazzi da osteria e soprattutto superando ogni ragionevole dubbio sull’eleggibilità del sindaco Cesare Nai che è stata messa in discussione dal consigliere Domenico Finiguerra». È quanto afferma Luigi Alberto Tarantola della lista civica di minoranza RIcominciamo Insieme, in merito alla gestione della seduta e alle polemiche che ne sono seguite. «Finiguerra, simpatico o antipatico che sia, ha sollevato una questione legittima, di cui si stanno occupando le autorità preposte per dare una risposta e si spera in tempi brevi. - aggiunge Tarantola - Pertanto, non reputo corretti gli schiamazzi da parte del pubblico che si sono registrati durante la massima assemblea civica. Un simile atteggiamento denota l’assoluta mancanza di rispetto delle istituzioni, della città e dei cittadini. Dovrebbe essere interesse di tutti amministrare per il bene comune con la massima trasparenza. Mi dispiace che Nai, pur sapendo dell’azione avviata da Finiguerra, non sia arrivato preparato in aula, magari supportato dal parere di un legale. La lista RIcominciamo Insieme riconosce il risultato delle elezioni, rispetta la scelta fatta dagli elettori, ma in consiglio comunale ha preferito astenersi sulla convalida degli eletti, proprio perché ritiene necessario che prima venga dissipato ogni ragionevole dubbio sull’eleggibilità di Nai. È un passaggio necessario per iniziare a lavorare bene, ognuno facendo la sua parte e nel rispetto reciproco». Luigi Alberto Tarantola conclude affermando: «Su questa e altre vicende, prima elettorali ora amministrative, con insistenza soprattutto nei social si mostrano dei saccenti, dispensatori di giudizi negativi “non richiesti” contro chi amministra. Invece di criticare, alle prime elezioni utili potrebbero formare una lista e candidarsi, per presentare ai cittadini, mettendoci la faccia, il loro programma per il rilancio di Abbiategrasso. Chi si espone politicamente in modo serio, corretto e soprattutto rispettoso delle opinioni degli altri, è tenuto a rispettare le regole».
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(HWQ) - Si consolida la partnership tra l’Associazione Maestro Martino, il Comune di Abbiategrasso, il Parco del Ticino e le aziende agricole del territorio e riparte a settembre il progetto didattico che dal 2015 ad Abbiategrasso promuove la cultura del territorio e il made in Italy attraverso la Cucina d’Autore. Anche quest’anno l’Ambasciata del Gusto promuove presso l’ex Convento dell’Annunciata di Abbiategrasso corsi e attività aperte dedicate agli studenti, ai professionisti e al pubblico di famiglie e foodlover. Il progetto ha come focus l’alimentazione sana e consapevole attraverso la conoscenza e l’utilizzo dei prodotti del territorio, per una sostenibilità delle aziende agricole locali. Le principali novità rispetto alle precedenti edizioni sono:
- Il territorio: il territorio di riferimento per le eccellenze agroalimentari di questa edizione non si limita al solo Parco del Ticino versante lombardo, ma comprende tutti i territori bagnati dal fiume Ticino, da quello montano in Svizzera, al Piemonte, fino alla Lombardia. L’intento è valorizzare Abbiategrasso come punto strategico di connessione tra questi territori e, attraverso il Naviglio Grande, la città di Milano: collegamento che si sviluppa da secoli tramite il Ticino e i suoi affluenti come un sistema unico al mondo e determina un immenso territorio con una produzione agricola e culturale d’incredibile qualità e richiamo. Come testimoni della ricchezza e della qualità dei prodotti del territorio, saranno presenti i produttori locali, che avranno la possibilità sia di raccontarsi al pubblico, che di incontrare sia gli studenti che i cuochi professionisti.
- La didattica: quest’anno, il corso per studenti è sviluppato in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore Alberghiero “E. Maggia” di Stresa, ai quali allievi di cucina e sala l’Ambasciata offre gratuitamente un’esperienza formativa fortemente legata al territorio del Ticino. In questa edizione, inoltre, i giovani selezionati sono seguiti per l’intera durata del percorso formativo da un docente coach di riferimento, lo chef Alessandro Manzetti.
- Il ristorante didattico: legato ai moduli didattici nei quali gli studenti , il ristorante, sarà in funzione in due format: le cene del sabato sera, in cui i posti saranno limitati e vi si potrà partecipare soltanto su prenotazione; la domenica, con i cestini gourmet dello chic-nic e la nuova formula della merenda dedicata alle famiglie.
- La scuola di cucina per il pubblico: la parte didattica dedicata al pubblico avrà quest’anno un focus particolare sulle famiglie. Le attività didattiche sono rivolte a tutti i foodlover che vorranno vivere un’esperienza culinaria e culturale coinvolgente, in cui gli ingredienti di un territorio ricco di storia si mescolano con le abilità di cuochi e professionisti della ristorazione. I corsi hanno come scopo non soltanto la preparazione di menù per il pranzo, ma anche di merende per i bambini,
gustose ed equilibrate a livello nutrizionale, da consumare poi negli spazi dell’ex Convento dell’Annunciata. L’obiettivo dei laboratori è promuovere, attraverso la cucina, il consumo responsabile degli ingredienti del territorio, per una sana alimentazione e la sostenibilità delle aziende agricole locali.
Confermata la formula dello chic-nic, con i cestini gourmet preparati dai ragazzi del ristorante didattico, e il brunch con taglieri di formaggi e salumi del Consorzio del Parco del Ticino, il tutto accompagnato e valorizzato da eccellenti vini delle cantine partner del progetto. Inoltre, alcuni chef e Ambassador saranno anche quest’anno ospiti all’Annunciata, per uno showcooking con degustazione di un una ricetta studiata ad hoc per esaltare la qualità dei prodotti locali. Nelle domeniche in programma si alterneranno Lorenzo Lavezzari con il maestro giapponese Haruo Ichikawa, Sabrina Tuzi, Lucia Tellone, Sara Preceruti, Fabiana Scarica e Paolo Griffa. Anche quest’anno saranno ospiti all’Annunciata gli chef di Elior Excellence, azienda leader nel settore della ristorazione collettiva: sessanta cuochi professionisti provenienti da tutta Italia lavoreranno insieme per creare tre menù originali dedicati al Parco del Ticino. I cuochi incontreranno i produttori e andranno a visitare le aziende di eccellenza del territorio, per poi dedicarsi alla realizzazione dei piatti con gli ingredienti selezionati dal tutor, l’esperto gastronomo Toni Sarcina, illustrando al pubblico le loro creazioni in showcooking e degustazioni per il pranzo del sabato.
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Informazioni utili:
L’Ambasciata del Gusto è presso l’ex Convento dell’Annunciata, via Pontida 22, Abbiategrasso. Sarà aperta al pubblico secondo il seguente calendario, con un programma dettagliato disponibile sul sito www.ambasciatadelgusto.it :
- il sabato, nei giorni 9, 16, 23, 30 settembre e 7 ottobre, per le seguenti attività: alle 12.00, per lo showcooking dei cuochi Elior; la sera dalle ore 20.00 con il ristorante didattico, con formula cena a posti limitati, disponibile esclusivamente su prenotazione
- la domenica, nei giorni 10, 17 e 24 settembre, 1 e 8 ottobre, durante le quali l’attività dell’Ambasciata prevede i laboratori di cucina aperti a tutti, incontri con i produttori, showcooking degli chef ospiti, lo chic-nic, il brunch e la merenda dedicata alle famiglie.
PER INFO SCRIVERE A: eventi@freedot.it
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Dopo mesi di attesa, in data 30.06.2017 il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Seconda) si è finalmente pronunciato sulla vicenda Essedue, atto amministrativo che ha coinvolto a livello personale tutta la giunta e i tecnici comunali. In sintesi il TAR ha dichiarato improcedibili tutti i ricorsi della società che voleva costruire il centro commerciale nei pressi dell’Annunciata e ha rigettato la domanda di risarcimento del danno formulata da Essedue, dimostrando la legittimità di tutti gli atti della giunta Arrara. Tre sono i ricorsi presentati nel tempo da Essedue s.r.l., riuniti in un unico procedimento, la cui Camera di Consiglio si è tenuta il 30 marzo 2017:
- Ricorso n. 420 del 2013 per l’annullamento della della deliberazione della Giunta comunale di Abbiategrasso n. 240 del 13 dicembre 2012 di avvio del procedimento di modifica del P.G.T., nella parte in cui ha disposto la revoca della deliberazione di Giunta comunale n. 172 del 5 ottobre 2011 di approvazione dello studio progettuale relativo all’ambito strategico A.T.S. 2.
- Ricorso n. 175 del 2015 per l’annullamento della deliberazione di Giunta comunale n. 202 del 30 ottobre 2014 di non adozione della proposta di Piano attuativo presentata dalla ricorrente il 5 agosto 2014 e richiesta di risarcimento del danno.
- Ricorso n. 124 del 2016 per l’annullamento della deliberazione di Giunta comunale n. 171 del 5 novembre 2015 di non adozione della terza proposta di Piano attuativo presentata dalla ricorrente il 7 agosto 2015 e richiesta per il risarcimento del danno.
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia ha rigettando le tesi espresse da Essedue, compresa la richiesta risarcitoria, così da fugare ogni dubbio relativo al corretto e trasparente operato dei Dirigenti, dei Funzionari e dei componenti la Giunta Arrara. Nel merito il Tar argomenta in relazione al “parere, reso ai sensi dell’art. 16 della legge 1150 del 1942, con il quale la Soprintendenza ha ritenuto non assentibile l’intervento che la società ricorrente avrebbe voluto realizzare con la terza proposta di Piano attuativo, in ragione della “grande delicatezza paesaggistica” dell’Ambito A.T.S. 2 e della sua “notevole importanza per il rapporto tra Abbiategrasso e il suo territorio”. Il predetto parere negativo appare idoneo ad arrestare definitivamente il procedimento di valutazione del Piano attuativo, visto che lo stesso si riferisce ad un ambito tutelato ai sensi della Parte III del D. Lgs. n. 42 del 2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio)”. Aggiunge inoltre il Tar che “L’art. 146 del D. Lgs. n. 42 del 2004 stabilisce che il parere negativo della Soprintendenza determina certamente l’obbligo in capo al Comune di pronunciarsi sfavorevolmente sulla richiesta del privato, senza alternative………..; difatti “il procedimento di autorizzazione paesaggistica contempla un parere vincolante della Soprintendenza ed il formale recepimento dello stesso in un atto finale dell’ente, per cui il potere decisionale è nella sostanza attribuito alla Soprintendenza”. Conclude il Tar affermando che “La presenza di un parere negativo della Soprintendenza, non impugnato e quindi certamente efficace, rende improcedibile il ricorso averso il citato atto comunale di diniego, visto che anche nel caso di eventuale fondatezza del gravame, il Comune, in sede di riedizione del potere, non potrebbe far altro che recepire il contenuto del parere negativo della Soprintendenza”. Quanto alla domanda di risarcimento del danno il Tar sentenzia che “la stessa è infondata, in ragione della mancata di dimostrazione dei suoi elementi costitutivi, ivi compresa quella riguardante la sussistenza del nesso di causalità tra il danno asseritamente subito e il comportamento dell’Amministrazione, non essendo sufficiente una mera e apodittica quantificazione dell’ipotizzata lesione patrimoniale”. Agli esperti dell’ultima ora e a chi in tutto questo tempo ci ha accusato di aver operato scelte che avrebbero nuociuto all’Amministrazione rispondiamo che il nostro operato è sempre stato rivolto al rispetto delle regole e della legge. Abbiamo sempre privilegiato gli interessi collettivi a quelli privati, anche quando questi ultimi si sono manifestati con pressioni inaudite. In tutta la nostra azione amministrativa abbiamo agito in difesa del nostro territorio.

Arrara Pierluigi - Cameroni Graziella - Brusati Giovanni - Colla Daniela - Granziero Emanuele
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(M.Scotti) - Nuova piscina e riorganizzazione della macchina comunale saranno le priorità di Cesare Nai nei suoi primi cento giorni da sindaco. "Nelle scorse settimane,più operatori attivi nel settore,uno da oltre 40 anni,hanno manifestato il loro interesse a realizzare la nuova piscina ampliandone la ricettività e i servizi annessi. La collocazione sarà la medesima - spiega Nai ad HWQ - . Io assumo ufficialmente l'impegno con gli abbiatensi che nei primi cento giorni individuerò le procedure amministrative più veloci e innovative per intercettare l'interesse di un operatore privato con il quale trattare,senza preclusioni di carattere ideologico,per poter dare in breve tempo agli abbiatensi una nuova piscina Anna Frank,che risorgerà lì dove si trova. Nei primi cento giorni sarà compreso il mese di agosto,io sarò presente in città al servizio degli abbiatensi,perchè alla piscina ci tengo". Sui nominativi degli imprenditori interessati a ricostruire ex novo l'impianto natatorio di via Alla Conca,Cesare Nai mantiene il più stretto riserbo. Ma non solo piscina nelle priorità assolute dell'aspirante primo cittadino del centrodestra. "Metterò subito mano nella macchina della governance comunale con l'aiuto di un assessore tecnico al personale di enorme professionalità e di mia estrema fiducia" - spiega ancora Cesare. La persona di fiducia che farà parte della giunta Nai come assessore è già stata individuata nella persona di Mauro Dodi,55 anni,di Abbiategrasso,laureato in giurisprudenza,ex manager a livello internazionale e mai stato iscritto in nessun partito politico. "Sarà al mio fianco per ricostruire la macchina del Comune",precisa Nai. Ma cosa intende Nai quando parla di riorganizzazione di Palazzo Marconi e sedi distaccate? "Intendo rimettere in piedi la struttura di governance politica,vedere come funzionano le commissioni,le varie deleghe...prendendo esempio dagli altri Comuni del territorio che negli ultimi anni hanno aggiornato al meglio le loro strutture".
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(M.Scotti) - "Piano di governo del territorio? Sono scelte politiche. La variante portata a termine dall'amministrazione uscente ha di fatto modificato il pgt varato dalla giunta Albetti. Per quanto mi riguarda,il pgt dev'essere un piano che guarda alla città nelle sue forme e nei suoi servizi. Invece la recente variante ha tolto degli spazi commerciali,frazionandoli. Un buon sindaco deve però saper coniugare gli interessi dell'imprenditore con quelli della città: tutto secondo un equilibrio. Non sono un frequentatore di centri commerciali,anzi non mi piacciono. Ritengo che il piccolo commercio vada tutelato perchè in crisi: oggi i giovani acquistano tutto su internet". Lo ha detto Cesare Nai,intervenendo ad una trasmissione radiofonica. Dieci le domande rivolte all'aspirante primo cittadino di Abbiategrasso. La seconda riguardava la viabilità. "Sono contrarissimo al senso unico attorno ai bastioni - ha specificato Nai - . Toglierò immediatamente la ztl notturna perchè è stata una scelta improvvida e affrettata,non adeguata alle necessità di Abbiategrasso. L'uso e l'abuso dei sensi unici va limitato. Ma attenzione: toccare la viabilità è come toccare l'ingranaggio di un orologio,si può mandare a pallino tutto,per questo occorrono studi approfonditi da parte di esperti". Sulla riapertura del pronto soccorso notturno dell'ospedale C. Cantù: "Il nuovo sindaco dovrà confrontarsi in Regione dove si voterà l'anno prossimo. Sarà mio dovere fin da subito recarmi in Regione a reclamare,secondo i sentimenti dei cittadini,la riapertura del ps. Ma non solo: tutto l'ospedale dovrà crescere,dando centralità ad Abbiategrasso. In tal senso,il mio sarà un impegno chiaro,spero autorevole per poter riavere tutti i servizi del nostro nosocomio". I soldi nelle casse comunali scarseggiano,come troverà i fondi necessari? "Si tratterà di rimettere in sesto una programmazione,utilizzando al meglio le scarse risorse disponibili" - ha risposto Nai che riguardo alla piscina si è sbilanciato in una clamorosa promessa. "Una corretta manutenzione dell'impianto sportivo esistente avrebbe permesso di mantenerlo attivo. Questo non è stato. Ebbene,noi rifaremo la piscina,abbiamo già dei contatti molto concreti,la rifaremo esattamente là dov'è adesso l'Anna Frank. Perchè è ubicata in una zona centrale di Abbiategrasso,c'è già un parcheggio,ci sono le scuole e c'è la piscina scoperta. E' la sua collocazione naturale al servizio della città. All'inizio della campagna elettorale ho detto che relativamente alla piscina non avrei preso impegni,che non avrei fatto promesse: oggi,invece,mi sento di dire che gli abbiatensi avranno la nuova piscina in tempi non così lunghi,là dov'era l'Anna Frank".
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(M.Scotti) - Gruppo La Cappelletta nel segno della continuità con Giancarlo Porrati,lo storico presidente scomparso nei giorni scorsi. A portare avanti il suo credo e a tenere uniti i volontari biancoazzurri di via Stignani per i quali la dipartita di Porrati ha rappresentato una "botta" tremenda,è stato chiamato Pierluigi Gillerio,nominato presidente. Il suo primo mandato presidenziale gli consentirà di rimanere in carica due anni e mezzo,fino al termine del 2019. La nomina di Gillerio,classe 1943,era nell'aria da tempo. Il suo primo pensiero,Pierluigi lo rivolge al suo predecessore: "Di Giancarlo ho un ottimo ricordo,fra noi e con tutto il gruppo c'era una simbiosi molto forte,mi ha insegnato a tirare sempre avanti,una persona seria che non si dava arie e lavorava sodo". Gillerio è volontario biancoazzurro da circa vent'anni. "Ho solo lavorato e basta! Quando,tanto tempo fa,sono entrato nel gruppo,si sono accorti che non ero propenso a servire ai tavoli e mi hanno messo in cucina a cuocere la pasta,e lì sono rimasto. Nulla è cambiato. Mi sono specializzato nel preparare i primi piatti". "Non c'è bisogno di chiamarla e di pregarla tramite pubblicità,la gente accorre sempre numerosissima - spiega Gillerio che non ha alcuna intenzione di rivoluzionare l'assetto organizzativo del gruppo. "Tutto proseguirà come Giancarlo aveva voluto,quello che ha fatto lui va benissimo. Porteremo avanti le sue idee e quelle dei suoi predecessori,persone certamente all'altezza di Porrati". Il Gruppo La Cappelletta,grazie all'imponente struttura di via Stignani che ospita da parecchi anni le sue molteplici attività,assomiglia sempre più ad una impresa industriale.
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di ALBERTO NEGRI
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Le previsioni di voto sono state rispettate. Da una parte Nai forte delle sue liste di appoggio che comprendevano tutto il centro-destra. Dall’altra Finiguerra, che non è una sorpresa in quanto in città le lamentele verso la giunta Arrara-Granziero, per quanto quest’ultimo abbia cercato di smarcarsi, erano tante, troppe, per andare al ballottaggio. Alcune considerazioni in merito ai risultati
1.Solo un Abbiatense su due è andato a votare. Forse avendo a disposizione come in passato anche il Lunedì mattina qualcuno in più si sarebbe avvicinato al seggio, dopo aver trascorso la domenica al mare. Resta il fatto inequivocabile che la disaffezione verso la politica sale sempre di più sia a livello nazionale e che a livello locale.
2. Il risultato dei 5 Stelle a livello amministrativo è stato deludente, non solo qui da noi ma in tutti i capoluoghi italiani in cui si è votato domenica. Segno che a livello nazionale le percentuali con cui sono accreditati raccolgono soprattutto un voto di protesta, il cui veicolo di attrazione principale è la narrazione populista di Grillo.
3. I diversi confronti fra i candidati, troppi confronti, non hanno spostato voti. Il pubblico era formato solo dai militanti delle rispettive liste. Lo testimonia il fatto che Pirola e Florio, fra i più apprezzati nei confronti, non sono poi stati premiati in termini di consenso numerico. Tutti a dire bravi, a complimentarsi con loro per quanto detto, ma poi il voto evidentemente è un’altra cosa.
4. Finiguerra questa volta può farcela. Perché Nai con il suo 37 % ha già raccolto tutti i voti che poteva rastrellare a destra. Forse può ancora pescare un 4-5 % da Tarantola (cioè metà del consenso di quest’ultimo) e quindi attestarsi intorno al 40%. Finiguerra invece può aggiungere al suo 26%, almeno un 10 % del PD. Molti hanno votato Granziero turandosi il naso e quindi è presumibile a questo punto la scelta di quest’ultimi per Finiguerra. Un altro 8-10% lo può ricevere dalle altre liste in libertà di voto, arrivando così circa a un 45%. Percentuale che comunque sarebbe sufficiente per battere Nai.
5. La lista di Zyme con Pirola aveva il programma forse più interessante e innovativo di tutte le altre liste: ring. cittadella della moda, polo per l’innovazione. Conteneva comunque una vision della città. Ed è arrivata ultima. Ulteriore testimonianza, se ancora ce ne fosse bisogno, che i contenuti del programma nel voto elettorale contano come il famoso “due di picche a briscola”. Altri sono i fattori che contano più legati alle emozioni, alla conoscenza diretta del candidato o più banalmente agli interessi personali o di categoria. Gli amici e le truppe cammellate contano più delle idee e dei contenuti.
6. Tarantola nei confronti pubblici diceva poco, quasi nulla, al di là del solito discorso del territorio, eppure anche senza dire nulla, senza portare nessun nome famoso come hanno fatto invece i 5 Stelle, ha raccolto l’8% proprio come i 5 Stelle che avevano portato Di Maio.
7. I giovani non votano altri giovani (Zyme, la lista dei giovani, docet) e le donne non votano la candidata donna (vedi 5 Stelle). Non esiste un voto legato all’anagrafe o al genere. I prossimi competitor lo tengano presente.
8. L’establishment di destra con l’ausilio di CL e Lega ha manifestato ancora una volta la propria potenza di fuoco o di risottate. Invece l’establishment di sinistra (Oratori e Rinascita) si è dissolto. Tanti mal di pancia interni al PD sul nome di Granziero, scelto dall’alto, e non con le primarie, hanno contribuito alla disfatta. Inoltre il voto a sinistra si è disperso in tanti rivoli. E ogni volta che la sinistra si frantuma la destra canta vittoria.
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(M.Scotti) - Aveva puntato tutto sul suo "pupillo",sostenendolo in ogni fase della campagna elettorale di PD - Energie per Abbiategrasso. A maggior ragione la netta sconfitta di Emanuele Granziero per tutti "Lele" al primo turno delle elezioni comunali rappresenta una cocente delusione per il sindaco uscente Pierluigi Arrara. "Ancora una volta si è capito che quando il centrosinistra si divide,le cose vanno male - commenta il primo cittadino ancora in carica - . In ogni caso l'elettorato di Finiguerra è di centrosinistra e c'è stata una enorme dispersione di voti a favore delle liste civiche. Di conseguenza,prendiamo atto con delusione del risultato elettorale". "Oltretutto - prosegue Arrara - si è verificato il lavorare contro il PD da parte di certa maggioranza,e questo è innegabile. Cinque anni orsono il PD aveva preso il 21%,oggi il 14%. Sei punti in meno di astensionisti rispetto al 2012 è un altro dato negativo,nonostante i sette candidati. Il centrodestra ha portato a casa l'identico risultato delle passate elezioni,il suo elettorato è quello. Noi invece ci siamo divisi,c'è stato il buon risultato di Tarantola che ha pescato voti in modo trasversale,mentre invece registriamo la delusione 5 Stelle". Previsioni per il ballottaggio? "Difficile farne,sicuramente Nai parte in vantaggio. E' complicato capire rispetto al passato,oggi c'è molta più omertà nel dichiarare il voto. In ogni caso mi dispiace profondamente per Granziero perchè negli ultimi cinque anni si è dato un gran da fare,è stato un assessore importante. Dispiace soprattutto perchè parecchi voti del PD sono andati altrove". Ma in cosa può aver sbagliato "Lele" in campagna elettorale? Perchè il suo lavoro non è stato premiato dagli abbiatensi? "Il fatto di essere giovane è risultato essere un pò penalizzante - risponde il sindaco - : si cerca sempre e comunque di eleggere una figura rassicurante,di una certa età. Dopodichè,all'interno del centrosinistra c'era qualcuno che ha lavorato per farlo perdere".
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I DATI DEFINITIVI - PERCENTUALI
CANDIDATI A SINDACO: Cesare Nai 37,2% - Domenico Finiguerra 26,4% - Emanuele Granziero 14,5% - Luigi Tarantola 8,06% - Barbara De Angeli 8,05% - Emilio Florio 2,9% - Claudio Pirola 2,7%. LISTE: Cambiamo Abbiategrasso 18,9% - Partito Democratico 13,8% - Nai Sindaco 11,7% - Lega Nord 8,7% - Ricominciamo Insieme 8,4% - MoVimento 5 Stelle 8,3% - Forza Italia 8,17% - Abbiategrasso Merita 8,11% - Abbiategrasso Bene Comune 8,6% - Zyme per Bià 2,8% - Rifondazione Comunista 2,7% - Fratelli d'Italia 1,8% - Energie per Abbiategrasso 1,5%.
VOTI ESPRESSI
Cesare Nai 5.017 - Lista Civica Nai Sindaco 1.430 - Lega Nord 1.067 - Forza Italia 995 - Lista Civica Abbiategrasso Merita 988 - Fratelli d'Italia 227 - Domenico Finiguerra 3.560 - Lista Civica Cambiamo Abbiategrasso 2.313 - Lista Civica Abbiategrasso Bene Comune 567 - Emanuele Granziero 1.960 - Partito Democratico 1.687 - Lista Civica Energie per Abbiategrasso 184 - Luigi Tarantola 1.086 - Lista Civica Ricominciamo Insieme 1.026 - Barbara De Angeli 1.084 - MoVimento 5 Stelle 1.017 - Emilio Florio 393 - Rifondazione Comunista 338 - Claudio Pirola 367 - Lista Civica Zyme per Bià 345
LE PREFERENZE
PARTITO DEMOCRATICO: Francesco Biglieri 162 - Graziella Cameroni 129 - Frank Ranzani 115 - Mari Temporiti 109 - Andrea Sfondrini 70 - Maria Pia Trevisan 66. ENERGIE PER ABBIATEGRASSO: Alessandra Gay 52 - Giuseppe Sofrà 19 - Luca Crepaldi 14 - Franca Zoia 14 - Gaia Frontini 13. ZYME PER BIA': Vittoria Scotti 34 - Katya Chieregato 30 - Mauro Squeo 24 - Alessandro Pecoraro 21. RIFONDAZIONE COMUNISTA: Raffaele Brizio 23 - Francesca Pannone 17 - Cosimo Cristiano 15 - Carlo Amodeo 15 - Rosanna Broglia 14. FORZA ITALIA: Giuseppe Serra 88 - Francesco Bottene 77 - Gianluca Ceresa 71 - Gabriele Di Giacomo 68 - Maura Olivares 62 - Francesco Temporiti 51. FRATELLI D'ITALIA: Salvatore Stellato 40 - Franco Lovetti 28 - Daniele Morani 21 - Alessio Benassi 20 - Federica Bolciaghi 19 - Gianluca Norani 13. ABBIATEGRASSO MERITA: Michele Pusterla 201 - Roberto Albetti 179 - Beatrice Poggi 175 - Sara Arrigoni 123 - Daniela Spampatti 84. LEGA NORD: Emanuele Gallotti 85 - Maurizio Piva 51 - Zamira Gagliati 36 - Martina Garavaglia 30 - Marco Mercanti 30 - Donatella Magnoni 23. NAI SINDACO: Flavio Lovati 59 - Marcantonio Tagliabue 43 - Marina Baietta 38 - Eleonora Comelli 28 - Francesco Chillico 22 - Stefano Frigerio 21. ABBIATEGRASSO BENE COMUNE: Andrea Zorza 52 - Ambra Serra 39 - Rocco Russo 26 - Domenico Pedretti 25 - Andrea Giacobbe 19. CAMBIAMO ABBIATEGRASSO: Emy Dell'Acqua 106 - Christian Cattoni 82 - Maria Antonietta De Marchi 81 - Giovanni Maiorana 57 - Simone Malacrida 49. MOVIMENTO 5 STELLE: Sabrina Legnani 41 - Maurizio Denari 28 - Andrea Varamo 24 - Marco Colombini 20. RICOMINCIAMO INSIEME: Gian Luca Gorla 76 - Matteo Cerutti 53 - Simonetta Palmieri 50 - Federica Bonato 45 - Maria Chiara Rodella 45 - Davide Isabella 42.
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