Giovedì 16 Agosto 2018 - S. Rocco - Ultimo aggiornamento alle ore 00.00: Home Page - Cronaca 1
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(M.Scotti) - Ecco come sarà la nuova piscina comunale o, se preferite, ecco in che modo sarà realizzata l'opera di riqualificazione della struttura natatoria "Anna Frank" in via della Conca 13 nella città di Abbiategrasso. Il bando di gara è nato dalla volontà di Palazzo Marconi di rendere effettivo il piano di rilancio degli spazi pubblici comunali per la comunità, la socialità e la cultura. Per quanto riguarda la geo-localizzazione del nuovo impianto, il margine nord del lotto confinerà con l'Istituto Comprensivo "Aldo Moro"; il lato est si affaccerà sul parcheggio di via della Conca; il lato sud poggerà su via Saffi che separerà la proprietà comunale dalla zona residenziale. Infine, il lato ovest confinerà con una villetta residenziale. Alla luce dello studio dell'analisi del Piano di Governo del Territorio, non è stato riscontrato alcun tipo di vincolo territoriale e neppure alcun tipo di criticità che abbia potuto determinare una qualche attenzione particolare in fase progettuale. La vecchia struttura "Anna Frank"ormai fatiscente è oggetto di demolizione a causa di un mancato adeguamento normativo e di un scarsa stabilità strutturale. Attraversando l’intera area ci si rende immediatamente conto di alcuni gravi ammanchi normativi, tra i quali spicca sicuramente la difficile fruizione dell’impianto da parte degli utenti con disabilità, a causa di un dislivello colmato esclusivamente da una scalinata assolutamente inaccessibile ad una persona con ridotte capacità motorie. La struttura, inoltre, appare alquanto instabile: al momento i locali interrati hanno il solaio puntellato. La zona esterna presenta sicuramente un’accattivante opportunità per l’edificio. Sebbene questa sia confinate con la scuola Aldo Moro ed un edificio residenziale, sicuramente può garantire un ambiente protetto e separato dal traffico cittadino. Alla luce di tale sopralluogo si è ritenuto opportuno un completo smantellamento degli impianti e della struttura esistente eccezione fatta per la vasca esterna che sarà adeguatamente ristrutturata. Inoltre in sede decisionale si è ritenuto opportuno demolire completamente lo scivolo esistente a causa del grave stato di manutenzione in cui versava e di smantellare i vecchi serbatoi posti nella parte Sud della struttura suggerendo un successiva indagine qualitativa del terreno e delle falde per evitare un qualsiasi tipo di contaminazione da parte di questi. Nel plesso attuale sono stati rinvenuti n. 2 serbatoi, interrati sul lato sud. Da progetto se ne prevede la rimozione. Il nuovo progetto proposto sfrutta e ottimizza lo scavo e le demolizioni dall’edificio precedente. Tale scelta è stata perseguita al fine di non modificare l’assetto morfologico dell’area e di ottimizzare le risorse economiche disponibili. La pianta e le sezioni evidenziano come il nuovo edificio si inserisca nel perimetro della vecchia piscina. Conseguentemente si è cercato di massimizzare l’organizzazione e la distribuzione degli spazi interni attraverso una meticolosa progettazione. Anche dal punto di vista volumetrico/altimetrico si è cercato di non superare la precedente quota sia per non scostarsi eccessivamente dallo ormai consolidato skyline della zona sia in rispetto degli ambienti circostanti, evitando di sottrarre luce o coni visivi che avrebbero potuto danneggiare la quotidianità e lo stile di vita della zona residenziale limitrofa. Il nuovo edificio si inserisce nell’area definita entro le fasce di rispetto richieste dal RE comunale. I punti fissi del lotto appaiono la piscina esterna, le centrali e i volumi tecnici presenti sul lotto, il dislivello del lotto rispetto all’intorno. Una scelta potente progettuale è stata quella di inserire uno spazio collettivo di ingresso all’edificio. Qui, contrariamente a quanto accadeva nel vecchio progetto, è stata progetta una rampa che permetterà una libera fruizione dell’impianto da parte di una utenza DA. Il complesso scalinata-rampa creerà un ambiente vivace, capace di accogliere gli utenti facendogli vivere l’impianto prima ancora di varcare la soglia. Tale sentimento sarà anche accompagnato da uno scorcio visivo della vasca interna, intravedibile grazie alla continuità visiva che si è cercato di realizzare tramite l’utilizzo di larghe pareti vetrate interne. Le aree di sosta esterne non sono state analisi di progettazione dal momento che già il precedente impianto usufruiva di un parcheggio antistante all’entrata. A nord del lotto viene previsto un accesso e una carreggiata per l’ingresso dei mezzi ai locali tecnici interrati. Una volta varcato l’ingresso quello che era solo intravisto dalla zona esterna ora verrà percepito nella sua interezza. Il lungo canale visivo oltrepasserà le prime vasche coperte e si estenderà fino ad arrivare alla verdeggiante zona esterna. L’atrio dell’edifico, oltre ad ospitare le classiche zone quali reception, sale e servizi ad uso esclusivo del personale, offrirà sia una zona relax arredata con divanetti nei quali sarà possibile sostare in tranquillità sia una zona tavolini, ricavata sotto un pergolato in legno che richiamerà l’ambiente più tradizionale della cascina lombarda, che affaccerà direttamente su entrambe le vasche coperte. Per rendere gli ambienti un continuum ed evitare la poca fruizione di alcuni spazi, si è deciso di rendere accessibile la zona dei tavolini interni anche dalla zona bar - solarium, la quale, attraverso un veloce percorso pedonale sarà collegata alla spiaggia esterna. Oltre al bar-solarium esterno sarà presente un bar interno, antistante alla zona tavolini, adibito allo sporzionamento utilizzabile sia del personale di servizio che dagli utenti. Se in precedenza la vasca interna aveva una orientazione Nord-Sud, con il nuovo progetto si è deciso di dare una nuova disposizione Est-Ovest. Tale decisone è stata effettuata per due motivi. Il primo poggia le sue fondamenta a valle di uno studio sulle frequenze di utenza del nuoto libero il quale riscontra una maggiore affluenza durante le prime ore mattutine e le tarde ore serali dopo l’orario di lavoro. Per tale motivo si è deciso di garantire una luce non diretta durante quelle determinate fasce orarie in cui il sole è particolarmente basso e potrebbe incidere sulle vetrate in modo fastidioso. In secondo luogo, la disposizione delle corsie, in asse con l‘orientamento visivo, permetterà una maggiore percezione di continuità fra atrio e vasca esterna. La vasca di 12,5 x 25 m (profonda 1,60/1,30) sarà realizzata per la parte strutturale in cemento armato. Sui lati da 25 mt. è prevista la canaletta con sfioro alla finlandese, sebbene la canaletta vera e propria è stata progettata con forma trapezoidale e bordo inclinato. Parallelamente alla canaletta di sfioro sarà realizzata la canaletta di raccolta acqua di lavaggio. Per prevenire in qualsiasi modo qualsiasi incidente ai danni dell’utenza gli ancoraggi per i separatori di corsia, o qualsiasi altro elemento di fissaggio, sarà incassato nelle pareti della vasca. Sulla testata a ovest, sul lato che affaccia sul giardino, saranno posizionati i blocchi di partenza con supporti e maniglioni in acciaio inox. L’uscita dalla vasca avverrà come consuetudine tramite una scaletta in acciaio inox a 4 gradini con gradini con superficie. A fianco alla vasca natatoria, sarà presente una vasca più piccola di 12,5 x 6 m, polivalente, profonda per questo motivo solamente 80 cm ed interamente circondata da canaletta raccogli acqua. Al margine delle vasche sarà lasciato un ampio spazio arredabile utilizzabile come stoccaggio dei materiali natatori. In particolare, a fianco alla piscina polivalente, ssranno presenti due ampi depositi veri e propri nei quali sarà possibile raccogliere il materiale utilizzabile durante l’attività natatoria. Al fine di controllare la fruizione degli spogliatoi saranno installati dei punti di controllo in prossimità dell’ingresso di questi. Saranno presenti sei spogliatoi divisi per genere. Due ad esclusivo utilizzo del personale mentre gli altri quattro suddivisi in spogliatoio maschile, femminile, bambini e bambine. Tutti gli ambienti risulteranno essere sovradimensionati in previsione dell’utilizzo anche della vasca esterna durante il periodo estivo e dotati di servizi igienici adeguati anche ad una utenza DA. Infine è bene ricordare che in rispetto alla normativa per l’impiantistica sportiva e alle norme sulla privacy tutti gli ambienti saranno protetti contro l’introspezione da parte di esterni. Il progetto non prevede la demolizione della vasca esterna, anzi, se ne manterrà la fisionomia e la stessa profondità che vi erano in precedenza ma si ipotizzano una completa sostituzione del rivestimento, un adeguamento degli impianti esistenti e un consolidamento attraverso l’installazione di nuove dotazioni. L’ambiente circostante verrà completamente riarredato e reso più confortevole tramite la sostituzione della pavimentazione, la progettazione della parte verdeggiante/arborea e l’installazione di una siepe rigogliosa che perimetrerà l’intera area. Nel rispetto delle norme igieniche saranno inseriti due passaggi obbligati tra vasca esterna e vasca interna. In zona Nord Ovest si ipotizza il posizionamento di un’area beach volley. Il fronte di ingresso apparirà come quello di maggior carattere, con una bussola aggettante in vetro che lascerà intravedere gli spazi interni. La superficie vetrata posizionata ad est verrà oscurata con brise soleil. Il resto del fronte sarà definito da linee orizzontali spezzate e a diversa inclinazione, movimentando così lo skyline dell’intorno. C'è, infine, la volontà di mettere a disposizione ed includere nel lotto dell’impianto natatorio verso la scuola elementale. Questo permetterà l’eventuale ampliamento dell’edificio.
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(M.Scotti) - 105 famiglie assistite, per un totale di 316 persone. 73 le famiglie assegnate dal Comune, 32 quelle assistite dalle associazioni. Per quanto riguarda la nazionalità delle persone assistite, 64 famiglie risultano essere di nazionalità italiana (143 persone), 15 egiziane (88 persone), 4 albanesi (14), 2 del Bangladesh (10) e via via assistendo bisognosi di altre varie nazionalità quali cingalesi, congolesi, ecuadoregni, indiani, marocchini, nigeriani, pakistani, peruviani, rumeni, tunisini e vietnamiti. Sono questi i dati relativi al mese di giugno 2018, gli ultimi disponibili, del Portico della Solidarietà di via Pavia 42 ad Abbiategrasso, inaugurato nel mese di marzo dello scorso anno e realizzato dall’Associazione di volontariato Andrea Aziani in collaborazione con il Comune di Abbiategrasso, per dare una risposta unitaria concreta al fabbisogno alimentare delle famiglie in difficoltà della nostra città e del nostro territorio. I fornitori giornalieri dei prodotti alimentari al Portico rispondono ai nomi di Banco Alimentare di Muggiò, Supermercato Lidl di Abbiategrasso, Ditta Solo Italia di Ossona, Associazione A. Aziani, Comunità parrocchiale San Carlo e donazioni varie da parte di privati cittadini. Alle persone in difficoltà, il Portico distribuisce un pò di tutto: riso, pasta, olio di oliva, caffè, latte, biscotti, tonno e pelati in scatola, legumi, zucchero, farina, sale, aceto, pannolini,omogeneizzati...L'elenco dei prodotti disponibili è davvero lungo. Siamo andati a trovare i volontari del Portico e a vedere come funziona la struttura ubicata in locali di proprietà comunale nel pomeriggio di lunedì 6 luglio, ultimo giorno utile prima della chiusura per ferie dello stesso Portico che riaprirà i battenti il 21 agosto. Si presenta come un piccolo supermercato fornito di generi alimentari di prima necessità, dove è possibile fare la spesa gratuitamente attraverso l’assegnazione di una tessera per accedere al servizio. Obiettivo della struttura è raggiungere chi realmente si trova in una situazione di difficoltà, soprattutto chi prova disagio a chiedere aiuto, e recuperare gli sprechi alimentari in un circolo virtuoso di solidarietà, senza perdere mai di vista i valori dell’accoglienza e della gratuità. Pochi minuti prima dell'apertura pomeridiana del Portico, la fila davanti alla porta di ingresso è consistente: la crisi economica, la perdita del lavoro di molti genitori e la perdita di potere d’acquisto associata a un costo della vita elevato hanno portato diverse famiglie sulla soglia della povertà, se non nella povertà più assoluta. Una attività, quindi, quella del Portico della Solidarietà, in costante crescendo nel contesto di una situazione generale di povertà della quale non si può certo andare fieri. I contributi pubblici ricevuti dal Portico nel corso dell'anno 2017 ammontano a 12.753 euro (Legge 124/2017). C'è carenza di volontari e il Portico, strutturato con un consiglio direttivo il cui presidente è Paolo Cucchi, ne è alla costante ricerca. Al Portico incontriamo Antonia e Frank, due volontari, i quali spiegano che "possono avere accesso al servizio le persone bisognose segnalate dal Comune e da varie associazioni quali la Caritas, oppure dalle parrocchie. Certo è che su queste persone bisognose raccogliamo qualche informazione, non diamo la tessera a punti a tutti: ci informiamo sul loro reale stato di bisogno". L’accesso al Portico è insomma regolato dai servizi sociali del Comune e da enti caritativi del territorio, come i Centri d’ascolto, i Banchi di Solidarietà e i Centri di Aiuto alla Vita, attraverso una valutazione delle necessità del nucleo familiare. Ad ogni famiglia che accede al Portico viene rilasciata una tessera a punti con scadenza mensile che, in relazione alla composizione del nucleo famigliare, quantifica la possibilità di acquisire i generi alimentari disponibili; l’associazione si è impegnata a garantire un paniere minimo. Rispetto alla tradizionale distribuzione di generi alimentari, fatta con borse o pacchi contenenti generi stabiliti da chi distribuisce, l’utente del Portico, compatibilmente con i generi disponibili, ha la possibilità di scegliere ciò di cui ritiene di avere più bisogno. Sono gli stessi volontari del Portico, giornalmente con un furgone, a recarsi a recuperare i prodotti alimentari donati principalmente da Banco Alimentare e da Lidl". Per il momento, il Portico della Solidarietà di via Pavia è aperto solo due giorni alla settimana. "Stiamo cercando altri volontari per poter tenere aperto almeno un altro giorno. Persone che abbiano voglia di donare un pò del loro tempo agli altri, unita a tanta pazienza". E' possibile aiutare il Portico della Solidarietà facendo delle donazioni all'Associazione A. Aziani direttamente presso la sede del Portico stesso o effettando un bonifico bancario. Le donazioni possono essere in denaro, oppure in attrezzature e generi di prima necessità; donando le eccedenze alimentari nel caso di imprenditori agricoli locali, ristoranti ed esercizi commerciali della città e della zona; diventando una famiglia solidale, ovvero facendo una volta al mese una spesa da donare al Portico della Solidarietà, previa indicazione da parte dell'Associazione dei generi alimentari mancanti in quel momento.

NELLA FOTO IN ALTO: La cerimonia di inaugurazione del Portico della Solidarietà avvenuta il 4 marzo 2017
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(HWQ) - Dal 26 al 29 luglio la commissione europea Conifa si è recata nella città di Stepanakert in Artassia, Stato de facto dal 1992, che confina a sud con l’Iran, ad est con l’Azerbaigian e ad ovest con l’Armenia. La federazione artassiana è membro della Confederazione delle libere associazioni calcistiche denominata Conifa dal 2013, e vanta una partecipazione al mondiale 2014 in Norrland (Svezia) nella città di Ostersund. Paese con una popolazione di 160.000 abitanti. La delegazione Conifa era formata dal Presidente Europeo Alberto Rischio, nostro concittadino, e dal Responsabile Stampa Europeo, Federico Borello. Missione della visita ufficiale: incontrare la federazione calcistica, le istituzioni governative, visionare gli impianti di giuoco, le strutture ricettive, verificare la disponibilità dei collegamenti di trasporto tra l’aeroporto di Erevan in Armenia a Stepanakert e capire quali potranno essere le attività culturali in seno all’europeo 2019. Ricordiamo che qualora Conifa dovesse ritenere idonea l’Artassia per l’evento, lo stesso si svolgerà a giugno del prossimo anno. Ma ora entriamo nel vivo dell’intervista.
- Presidente Alberto Rischio, durante il viaggio quali sono state le impressioni al suo arrivo?
"Dopo aver preso il volo da Malpensa per atterrare a Erevan, l’indomani siamo partiti in direzione Stepanakert. E’ stato un viaggio di circa 5 ore: abbiamo potuto vedere la bella capitale armena ben organizzata con le infrastrutture viarie e ci siamo diretti verso Sevan con il suo grande lago lungo l’autostrada M4. La vista di questo lago con colori insoliti dal grigio, al blu cobalto, al verde ghiaccio è stata eccezionale. In tali punti non si vedeva la sponda opposta per quanto grande che era. Dopo il confine armeno-artassiano abbiamo attraversato il promontorio del Karabakh, molto suggestivo, pieno di torrenti e laghetti. All’arrivo della capitale quello che mi ha colpito è stato quello di vedere una città viva, con tanta gente in centro, molti bei locali...".
- Quali sono stati gli incontri avuti nella capitale?
"Il 28 luglio abbiamo incontrato il Presidente della Repubblica Bako Sahakyan, presso il palazzo presidenziale, dove si è discusso della concreata possibilità di una candidatura artassiana a Euro 2019. E’ stato un incontro di amicizia, si sono discussi punti importanti come: gli stadi; le strutture ricettive per accogliere circa 400 persone tra atleti, staff, arbitri e membri Conifa provenienti dall’estero; le attività culturali come la visita all’importante Comune di Shushi, luogo di musei (geologico e dei tappeti), chiese come quella di Ghazanchetsots o i parchi nazionali. Inoltre è stato evidenziato che qualora ci fosse una candidatura per la prima volta il territorio armeno potrebbe avere un campionato continentale che mai è stato svolto sul proprio territorio. Il Presidente Sahakyan ha ringraziato per la visita, ha ricordato che si riunirà col Ministro dello Sport Narine Aghabalyan per discutere la proposta da sottoporre a Conifa per un torneo da 12 squadre ed è seguito lo scambio dei “doni” a chiusura dell’incontro. Dopo l’incontro è stata la volta del Presidente della Federazione calcistica artassiana Samvel Karapetyan. Qui siamo stati più “tecnici”: si è discusso di come migliorare le strutture sportive dello stadio di Askeran con l’inserimento del Wi-Fi e di rifare gli spogliatoi in grado di servire almeno 25 persone alla volta per singolo spogliatoio. Standard minimi richiesti dalla nostra Organizzazione. Ho sottolineato che finito l’Europeo rimarrà alla popolazione sportiva locale. Invece musica diversa per lo stadio di Stepanakert che ha superato brillantemente il controllo: un impianto da 15.000 posti e molto giovane. Inoltre abbiamo parlato del progetto No Limits di Conifa, ovvero la sezione del calcio con disabilità psicofisiche e che ora in alcune federazioni membri Conifa hanno adottato ad avere una squadra al loro interno. Questo progetto è nato dopo la storica partita tra Padania e Monaco a Savona l’8 aprile del 2017. Karapetyan, oltre a piacergli l’iniziativa, ha confermato di voler prendere parte con una squadra della federazione al torneo No Limits che si svolgerà a Montecarlo dal’11 al 13 gennaio 2019. Inoltre si è parlato dell’Assemblea Mondiale Conifa in programma il 26 gennaio 2019 ad Addis Abeba in Etiopia".
- Cosa succederà prossimamente?
"Proprio l'Artassia ha inviato la sua candidatura ufficiale a ospitare l’Europeo 2019. L’8 agosto Conifa esaminerà la proposta oltre alle altre come quella della Yorkshire (Regno Unito). Si valuterà il tutto e vedremo quale sarà la candidata scelta. Dal mio punto di vista l’Artassia è pronta a ospitare il grande calcio internazionale identitario. Ha tutte le carte in regola per farlo. Se sarà così sarà un gran bel biglietto da visita per il mondo dello sport e un premio al lavoro svolto, oltre che per Conifa che inizierà ad organizzarsi per Euro 2021".
- Grazie Presidente Rischio, le auguriamo buon lavoro.
"Grazie a voi e a tutti i lettori di Habiate Web".
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“Se la situazione del pronto soccorso di Abbiategrasso sia compresa tra le criticità evidenziate dalle verifiche del ministero sul riordino delle reti ospedaliere regionali e sul rispetto dei livelli essenziali di assistenza e quali iniziative, nell’ambito delle sue competenze, il ministro intenda assumere, insieme con la Regione, per superare gli evidenti disagi prodotti dalla decisione”. Lo chiede l’on. Michela Vittoria Brambilla, Fi, in un’interrogazione al Ministro della Salute. La chiusura notturna, dalle 20 alle 8, del pronto soccorso di Abbiategrasso, decisa dalla Regione Lombardia – ricorda l’on. Brambilla, eletta nel collegio uninominale di Abbiategrasso – “dipende in realtà dall’applicazione di norme nazionali, cioè il decreto 70/2015 del ministro Lorenzin. Ma una revisione e una deroga si impongono, perché il distretto abbiatense, con oltre 80 mila abitanti e una superficie di circa 200 chilometri quadrati, chiaramente non può restare senza un presidio sanitario notturno, non solo perché i comuni più lontani del distretto distano oltre quaranta chilometri dal pronto soccorso di Magenta, ma perché quest’ultimo è ovviamente sovraffollato”. “Nel novembre scorso – ricorda ancora l’interrogazione – la commissione Sanità del consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione che chiedeva alla giunta di Regione Lombardia una serie di misure per potenziare il presidio ospedaliero di Abbiategrasso, tra cui la riapertura nella fascia oraria suddetta”. Sono passati sei mesi ma ancora non s’è visto nulla. “Ed è molto grave – sottolinea l’ex ministro – perché stiamo parlando – di prestazioni sanitarie salva-vita, sulle quali è necessario investire e non procedere con cosiddette “razionalizzazioni”, espressione che nasconde male la realtà: si tratta in effetti di tagli effettuati senza pensare alle conseguenze”.
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Capita spesso che l’assistenza offerta dall’Hospice di Abbiategrasso incontri la gratitudine e il favore di un donatore. Succede talvolta che questo donatore decida di finalizzare una parte delle sue risorse economiche ad un intervento specifico. Con la Famiglia Bertoja-Scaiola è andata così, con una donazione nel luglio 2017 che si ripeterà nel settembre 2018 a sostegno dello sviluppo del servizio di consulenza psicologica. Abbiamo chiesto alla Dott.ssa Vacchini di fornirci un resoconto.
- Giorgia, che attività hai svolto in questi 12 mesi?
"Grazie all’aiuto della Famiglia Bertoja-Scaiola il mio lavoro ha avuto la possibilità di crescere molto, è stato un anno intenso! Per quanto riguarda la parte clinica, quindi il lavoro che svolgo con pazienti e familiari che affrontano una perdita, nell’ultimo anno ho incontrato tante persone effettuando 257 colloqui. Nello specifico 108 di questi erano parenti o malati ricoverati presso la nostra struttura, altri 82 assistiti al domicilio e 33 presso l’ambulatorio di via Dei Mille. Il percorso non si esaurisce quando la persona viene a mancare, infatti sono stati realizzati 34 incontri psicologici con famigliari ad assistenza ormai conclusa".
- E per quanto riguarda la formazione interna? Cosa è stato fatto?
"È stato un anno ricco e stimolante anche per quanto riguarda la formazione interna dedicata ai nostri operatori. Dal mio punto di vista posso dire che gli incontri svolti sono stati momenti preziosi, di scambio e confronto, dove tutti si sono messi in gioco. Mi sono occupata da novembre 2017 a maggio 2018 dello Staff Support Case, sei spazi di formazione per gli operatori basati su casi clinici di cui ci occupiamo. I temi sono stati diversi e motivati sempre da interrogativi o bisogni dell’equipe. Approfondendo la conoscenza delle famiglie che incontriamo quotidianamente, ci siamo posti l’obiettivo di imparare a comunicare in modo più efficace, riconoscendo risorse e limiti, e costruendo strategie utili nel delicato tempo del fine vita. Un lavoro a più mani è stato pensato sui pazienti giovani, categoria con la quale troppo spesso ci dobbiamo confrontare e che pone numerosi interrogativi. Una formazione ha riguardato poi il “distress esistenziale”, un particolare tipo di sofferenza che incontriamo nel contesto delle cure palliative e che merita l’attenzione di tutti gli operatori, non solo dello psicologo. Nel mese di febbraio l’Hospice ha organizzato Back To School, un week end di formazione residenziale in provincia di Pavia. Come psicologa mi sono occupata di uno spazio dedicato all’equipe dal titolo: “Equipe in-forma, Equipe in-mente”. L’obiettivo è stato quello di creare un clima di condivisione e conoscenza reciproca, così da favorire l’inserimento di nuovi colleghi e di rinforzare lo spirito di appartenenza di tutti".
- È cresciuta anche l’attività di ricerca?
Sì, e di questo sono molto felice perché la ricerca mi ha sempre appassionata! Lo scorso anno ero a Riccione al congresso SICP (Società Italiana Cure Palliative). È l’appuntamento italiano più importante per le cure palliative e sono orgogliosa di aver partecipato, anche in rappresentanza del Gruppo Geode, ad una sessione di Psicologia. Come relatrice ho presentato un lavoro intitolato: “Un nuovo modo di classificare le tipologie familiari in Cure Palliative per interconnettere teoria e pratica”. E al Congresso 2018, sempre a Riccione, ho intenzione di ripetermi. È infatti stato selezionato un nuovo lavoro, “La co-costruzione delle ipotesi dall’équipe allo psicologo. Uno studio qualitativo” che presenterò durante il congresso. Con i colleghi dell’Hospice saremo poi impegnati nella realizzazione e nell’esposizione di due poster: “L’Hospice di Abbiategrasso Back to School” sull’esperienza di formazione residenziale che abbiamo fatto a febbraio e “La Brochure: un invito alla partecipazione alle Attività complementari e dei volontari” che riguarda la presentazione di uno strumento costruito quest’anno. Sarò anche impegnata con il Gruppo Geode nella presentazione del poster “Osservare, Valutare e intervenire sulla sofferenza: esempi clinici”. C’è poi una grossa novità che mi stimola molto sul fronte della ricerca. Da aprile è stata avviata una collaborazione con il dipartimento di Psicologia Clinica dell’Università Cattolica di Milano per la realizzazione di una indagine sul personale dell’Hospice. Il lavoro è ancora in fase di progettazione e prevederà il coinvolgimento di altri Hospice e la presenza di laureandi presso la nostra sede per la raccolta dati".
- È cresciuto anche il numero di volontari? Cosa avete fatto e cosa bolle in pentola per l’anno nuovo?
"Sì, il numero dei volontari in reparto è aumentato e attualmente tre dei nostri sono attivi al domicilio. È un bellissimo gruppo motivato e curioso che non smette di stupire e di voler fare. Ho preparato la formazione con Carola Golzi, l’infermiera responsabile dei volontari. La collaborazione con altre figure professionali è una prassi consolidata e riscontro sempre un atteggiamento positivo da parte di medici, infermieri, oss e altre figure che mettono a disposizione dei volontari tempo e competenze. Cosa bolle in pentola? A settembre una giornata residenziale sarà dedicata ai volontari del reparto e a quelli del gruppo eventi, per ora possiamo solo svelare il titolo che sarà: “VolontarIO: prima persona plurale”. A proposito, c’è naturalmente sempre bisogno di nuovi volontari! Se qualcuno fosse interessato o anche solo incuriosito, sarò felice di incontrarlo".
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(M.S.) - L’Italia sarà la destinazione preferita dagli abbiatensi per le vacanze estive e la durata media del viaggio sarà di 12 giorni. È quanto emerge da una indagine telefonica effettuata da HWQ presso le agenzie di viaggio cittadine. Ad agosto si prevede appunto la maggior parte delle partenze (38%); un dato significativo dell’estate 2018 è che le partenze di settembre (16%) supereranno nettamente quelle di giugno (10%). A luglio è in vacanza il 31% circa dei cittadini di Bià. Nonostante gli incendi che hanno recentemente devastato i dintorni di Atene, la destinazione preferita all’estero rimane la Grecia: Atene e il Peloponneso per quanto riguarda i tour culturali e Creta, Cicladi e Ionie per il balneare. Segue la Francia con la preferenza di Corsica, Bretagna, Normandia e Provenza e la Spagna con le Baleari, le Canarie e Barcellona. Rispetto all’estate 2017, il Paese transalpino sale in seconda posizione: probabilmente è venuto meno il senso di insicurezza generale collegato alla Francia. Sono ancora praticamente assenti, invece, le destinazioni della sponda Sud del Mediterraneo, tendenza consolidata da qualche anno. In Italia le regioni più scelte sono Trentino-Alto Adige, in particolare Val di Fassa, Val Pusteria e Val di Sole, Sicilia con Lampedusa, Egadi ed Eolie, Sardegna, in particolare Costa Smeralda, Villasimius e Costa Rei e Puglia con Salento, Tremiti e Gargano. Rispetto all’anno scorso, queste ultime perdono quota a vantaggio della Sicilia che sale invece in seconda posizione. Per le vacanze domestiche si conferma inoltre la tendenza a soggiornare in una località-base e a effettuare frequenti escursioni in giornata oppure a trascorrere vacanze totalmente stanziali, contrariamente a quanto avviene per l’estero, dove prevalgono i tour. Pur consapevoli che ormai le vacanze hanno perso la connotazione “monotematica” che le caratterizzava nei decenni precedenti – i soggiorni al mare sono contaminati sempre più frequentemente da turismo culturale, attivo, enogastronomico ecc. – abbiamo comunque chiesto di indicare la destinazione prevalente per la vacanza estiva: dominano le località balneari, seguite da quelle urbane - città d’arte e dalle montane, che sono in crescita rispetto all’anno scorso. Con riferimento specifico alle vacanze al mare, abbiamo cercato di capire a quali esperienze sono associate oggi: un po’ a sorpresa, costituiscono un’occasione per tour alla scoperta del territorio circostante come borghi, aree naturali (punteggio pari a 4 su una scala da 1 a 5) e solo in seconda battuta, pur seguendo a ruota, un momento per stare al sole e in spiaggia in relax. Per quanto riguarda le strutture ricettive, hotel e villaggi turistici sono scelti da un gran numero di abbiatensi, seguono gli appartamenti in affitto e i campeggi. Per il secondo anno consecutivo si registra una contrazione significativa dell’utilizzo delle seconde case di proprietà, sintomo probabilmente della ripresa economica generalizzata. Ciò è evidente anche dalle aspettative nei confronti dei servizi collegati alla ricettività: le prime preoccupazioni per l’estate 2018 sono pulizia (4 su una scala da 1 a 5), accoglienza e ospitalità (3,9), posizione panoramica o centrale (3,7) cui segue, solo in quarta posizione, il costo delle strutture (3,6). Le vacanze estive sono le vacanze familiari per antonomasia: moltissimi cittadini, infatti, dichiarano che partiranno con il partner e/o i figli mentre altri si muoverànno con il gruppo allargato di famiglia e amici. Se la motivazione principale per partire è quella di “staccare la spina”, è comunque forte il desiderio di “conoscere e imparare”. In occasione del 2018 Anno del Cibo Italiano, abbiamo voluto verificare la rilevanza dell’enogastronomia e delle esperienze a essa legate come ad esempio visite in cantina, corsi di cucina e possibilità di acquistare prodotti tipici nel corso delle vacanze estive: l’importanza assegnata risulta intermedia (3,1 su una scala da 1 a 5). Un aspetto interessante è che si registra un picco di interesse per il tema nella fascia 30-45 anni. Per quanto riguarda le regioni italiane più rappresentative per una vacanza enogastronomica, il primo posto va alla Toscana, seguita da Sicilia ed Emilia-Romagna.
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(M.S.) - Il rapporto di gemellaggio che lega Abbiategrasso con la città tedesca di Ellwangen, poco più di 25mila abitanti, situata nel land del Baden-Württemberg, dura da quasi trent'anni. I sindaci delle due città si sono incontrati durante il fine settimana del 20, 21 e 22 luglio nella città tedesca, in occasione delle tradizionali celebrazioni degli Heimattage. La delegazione abbiatense era composta da una quarantina di persone. Oltre al primo cittadino Cesare Nai, presenti il vicesindaco Roberto Albetti, l'assessore Marco Mercanti,il consigliere comunale Gianluca Ceresa, esponenti di Fratelli d'Italia quali Daniele Morani e Rafael Negri e soprattutto il già assessore della giunta Albetti, il cittadino abbiatense Valter Bertani insignito nella giornata di venerdì 20 luglio di una importante benemerenza consegnatagli dal sindaco locale Karl Hilsenbek nel corso di una suggestiva cerimonia: la cittadinanza onoraria della città di Ellwangen. Lo stesso Bertani, nella giornata di sabato 21, si è cimentato nella vendita di prodotti alimentari abbiatensi nel contesto del mercatino agricolo locale. Non sono mancate, da parte della nutrita delegazione abbiatense in trasferta in Germania, le visite ai luoghi e monumenti locali, come ad esempio il Castello nel quale, sempre nella giornata di sabato, si è svolto il tradizionale "taglio del bue" con degustazione. Una manifestazione, quella degli Heimattage, alla quale Abbiategrasso viene invitata ogni anno. Anche questa volta, quindi, accanto alla delegazione comunale guidata dal sindaco Nai e dal suo vice Albetti, ha partecipato alla festa anche un folto gruppo di cittadini, a conferma degli ormai profondi rapporti di amicizia che esistono tra le due città. Proprio Roberto Albetti con l'amministrazione comunale di allora ha contribuito a gettare le basi di questo rapporto di amicizia e collaborazione. Un legame che la giunta di centrodestra guidata da Cesare Nai intende mantenere sotto tutti gli aspetti, favorendo gli scambi che già esistono tra le due diverse realtà cittadine.
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(M.S.) - Nella mattinata di lunedì 16 Luglio presso la sede milanese di Assolombarda si è svolto il previsto incontro riguardante le modalità della Cassa Integrazione Guadagni chiesta dalla direzione della BCS di viale Mazzini per il prossimo mese di settembre. Al termine del faccia a faccia fra la direzione e la Rsu, ne è uscito quanto segue. L'azienda ha uno stock di macchine invendute in magazzino e deve necessariamente fermare la produzione; si prevedono 2 - 3 settimane di fermo entro il mese di dicembre 2018; la cassa integrazione inizierà il 3 settembre con una settimana e gli operai rientreranno in fabbrica il giorno 10. La cassa integrazione riguarderà tutti i reparti e gli uffici, salvo alcuni di stretta necessità, come ad esempio i trattamenti termici. Nessuna risposta alla Rsu, da parte della direzione della BCS relativamente alle modalità di erogazione dei salari ai dipendenti (anticipo, ratei, tredicesima, ferie, ecc.). Prima dell'incontro di lunedì 16, in una lettera datata 6 Luglio, Stefano Passerini di Assolombarda ha informato la Fim-Cisl, la Uilm-Uil, la UGL Metalmeccanici e per conoscenza la stessa BCS che ha la propria sede legale in via Marradi a Milano, che "la stessa azienda deve procedere con carattere di urgenza ad una contrazione dell'attività produttiva dei propri dipendenti, a favore dei quali viene richiesto l'intervento della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria. La suddetta contrazione è resa necessaria ed urgente a causa della mancanza di ordini". Nella lettera si precisa che il numero dei lavoratori interessati alla Cig sarà di 360 nello stabilimento di viale Mazzini e di 120 nello stabilimento di Cusago. Entità della riduzione: a zero ore. Durata prevedibile della Cassa Integrazione: 13 settimane anche non consecutive.
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(M.Scotti) - La seduta del Consiglio Comunale di giovedì 12 luglio, l'ultima prima delle vacanze agostane, si è aperta con la "celebrazione" del sindaco Cesare Nai nei confronti dell'assessore dimissionario Mauro Dodi, poi festeggiato dall'intera maggioranza a CC concluso presso un locale cittadino (vedi foto qui in alto). Nel corso dei cinque minuti liberi a disposizione di ciacun consigliere, non sono mancate nuove polemiche nei confronti del sindaco Cesare Nai relativamente alla "Festa del Sole" svoltasi in Fiera il 6 e 7 luglio. Il consigliere Francesco Biglieri del Partito Democratico ha rivelato ai presenti che nella richiesta degli spazi presentata dagli organizzatori non c'era alcun riferimento nè al gruppo di estrema destra Lealtà e Azione, nè tantomeno alla stessa "Festa del Sole": l'evento si sarebbe dovuto chiamare "Festa di cooxazione" e avrebbe dovuto prevedere lo svolgimento di attività ludico-sportive e culturali. Nella richiesta fatta pervenire al Comune, non era previsto l'utilizzo dell'auditorium, che ha invece ospitato il convegno della prima serata... In buona sostanza, i permessi sono stati rilasciati senza conoscere nè chi avrebbe organizzato la manifestazione, vale a dire Lealtà e Azione, nè il palinsesto preciso dell'evento. Scatenati, sull'argomento, anche i consiglieri di minoranza dei 5 Stelle, di Cambiamo Abbiategrasso e di Ricominciamo Insieme. "Non mi sottraggo alle mie responsabilità in merito all'autorizzazione concessa alla Festa del Sole - ha ribadito il sindaco Nai -. Io sono il primo cittadino e mi assumo le responsabilità anche nel momento in cui mi pongono in una situazione scomoda. Lasciate stare gli uffici che hanno lavorato in maniera adeguata. La responsabilità è mia; se avessi voluto avrei potuto impedire lo svolgersi della Festa del Sole che è uscita dal recinto limitato della nostra città arrivando, grazie al clamore mediatico, a livelli ben più alti. Io contesto le autorità competenti che mentengono in vita gruppi con determinate caratteristiche. Oppure queste caratteristiche non sono così facili da dimostrare?". Appassionante la difesa del sindaco Nai da parte della consigliera leghista Donatella Magnoni: "Tanto rumore per nulla. Noi della Lega non abbiamo volutamente rilasciato dichiarazioni sull'argomento a giornali e social perchè non ci interessava prendere parte al carosello mediatico dove la sinistra e le varie associazioni partigiane, politici locali e nazionali, hanno cercato il posto al sole, ovvero prima di tutto la loro visibilità. E' incapace ormai, questa sinistra, di occuparsi dei problemi reali dei cittadini, di vivere il presente e di orientarsi verso il futuro perchè ancorata al passato e i cui rappresentanti ritengono di essere gli unici artefici positivi". "A nostro avviso - ha proseguito Magnoni - non servivano e non servono dichiarazioni di sostegno al sindaco Nai che ha dimostrato di essersi comportato da sindaco di tutti i cittadini abbiatensi, e nulla di più. Gli altri sindaci che hanno accusato Nai hanno dimenticato di essere i garanti della libera espressione e del poter manifestare il proprio pensiero e opinione". Nel proseguio della seduta del Consiglio Comunale, il MoVimento 5 Stelle si è visto approvare all'unanimità ben due mozioni: la prima riguardava l'istituzione in città dell'Ufficio per i Diritti degli Animali e la seconda era relativa alla lotta al gioco d'azzardo e alla ludopatia: è stato chiesto il riordino e la verifica della dislocazione territoriale dei centri di raccolta di gioco d'azzardo. Nominati anche i membri che costituiranno la nuova Consulta sui temi dell'Ospedale che si compone, oltre che dalle quattro persone facenti parte delle associazioni già presenti nella stessa, dal presidente Cesare Nai, dal sindaco di Morimondo e da otto persone elette dal Consiglio Comunale (una per ogni forza politica presente nel massimo consesso cittadino). I quattro rappresentanti che la maggioranza ha indicato sono Francesco Ticozzelli, Marina Baietta, Michele Bianchi e Giovanni Maroccoli. Cambiamo Abbiategrasso ha indicato il suo capogruppo Domenico Finiguerra, i 5 Stelle hanno fatto il nome di Enzo Testa, Ricominciamo Insieme ha proposto Stefano Zanaschi e il Partito Demcratico ha nominato Alessandra Gay, già consigliera comunale nella passata legislatura cittadina. Infine, ultimo punto all'ordine del giorno, l'approvazione della convenzione di adesione al SUA (Stazione Unica Appaltante) della Provincia di Varese. Terminata la seduta, tutti i membri della maggioranza si sono recati in un locale abbiatense a festeggiare l'assessore dimissionario Mauro Dodi che ha terminato il suo lavoro, dopo un anno, con l'amministrazione di Cesare Nai. "Un grande ringraziamento, Mauro, per il gran lavoro svolto", è stato il commento del primo cittadino. "Grazie per aver dedicato tempo e professionalità alla città, supporto e disponibilità a tutti i membri della maggioranza. Fiera di aver lavorato al tuo fianco in Commissione Prima", ha aggiunto Donatella Magnoni della Lega.
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(M.S.) - Presso la Sala Consiliare del Castello Visconteo di Abbiategrasso si è svolto il primo Hospice Community. Un incontro con la cittadinanza che ha visto la presentazione dei dati relativi all’attività dell’Hospice di Abbiategrasso e una sintesi dei progetti avviati e futuri. Il tutto raccolto nel “Bilancio Sociale 2017”, un documento sintetico che evidenzia le performances della struttura, narrando anche aspetti trasversali quali il coinvolgimento della comunità locale e di altri stakeholder. Al convegno sono intervenuti, oltre ai rappresentanti dell’Hospice, il Sindaco della città Cesare Nai, il dr. Grizzetti Consigliere Delegato di Sicp Lombardia, il Presidente Nazionale della Federazione Cure Palliative Stefania Bastianello, il direttore Generale dell’Asst Ovest Milanese Massimo Lombardo. Sono stati inoltre invitati Giulio Gallera e Marco Bosio, rispettivamente Assessore al Welfare di Regione Lombardia e Direttore Generale di Ats Città Metropolitana. I dati che sono stati presentati faranno riferimento alle prestazioni sanitarie dei servizi della struttura di via Dei Mille. I 239 pazienti ricoverati nel 2017, gli oltre 300 seguiti al domicilio, le consulenze presso gli Ospedali di Abbiategrasso e Magenta, oltre all’attività presso l’ambulatorio in Hospice che lo scorso anno ha consentito di seguire 54 pazienti. Un servizio innovativo che rischia però di chiudere in quanto è reso possibile solo grazie alla generosità di tanti donatori che sostengono il costo annuale di circa 90.000 Euro. Spazio anche a progetti sperimentali con la presentazione a cura della Dott.ssa Florian che ha introdotto il tema delle consulenze palliative sia negli ospedali, con una sintesi di quanto realizzato in questi anni, sia nell’ambulatorio dell’Hospice. Oltre agli aspetti più tecnici, Hospice Community ha rappresentato l’occasione per celebrare l’impegno di alcuni cittadini abbiatensi e di diverse associazioni, tra cui il VTV Abbiategrasso e il Corotrecime, il cui legame con l’Hospice è culminato nell’acquisto di un’auto per il servizio di assistenza domiciliare. Al termine, l’Associazione Amici dell’Hospice ha invitato tutti per un aperitivo curato dai volontari.
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Hospice Community nasce con la volontà di restituire alla cittadinanza informazioni riguardati l’attività dell’Hospice di Abbiategrasso e le ricadute che il suo operato comporta per il territorio. L’evento ha avuto come fulcro la presentazione del Bilancio Sociale 2017, un documento sintetico che a differenza del “bilancio economico di esercizio” si cimenta nel descrivere la relazione che esiste tra l’hospice e una serie di stakeholder (portatori di interesse). Sono quattro i principali protagonisti: utenti, operatori, volontari e sostenitori. Il bilancio sociale si apre con un accenno alla storia. L’Hospice di Abbiategrasso, infatti, rappresenta una delle realtà storiche delle cure palliative, avviata nel 1994 quando gli Hospice in italia eran 3 (oggi sono 248). Due organizzazioni hanno avuto un ruolo cruciale nella nascita della struttura: Anlaids Lombardia, che per anni ha fornito un sostegno economico, e Fondazione Moschino che ancora oggi assicura l’operatività concedendo in uso gratuito la sede di via Dei Mille. Alla luce della Riforma del Terzo Settore, e usando termini cari alla riforma, l’hospice di oggi è una realtà complessa rappresentata dall’alleanza tra due enti del Terzo Settore: Cooperativa In Cammino è l’impresa sociale che gestisce dei servizi di assistenza mentre l’Associazione Amici dell’Hospice è una Organizzazione di Volontariato complementare alla prima, che assicura sostegno economico, integrazione con il territorio, volontariato e attività di sensibilizzazione. Nel documento, realizzato in forma sintetica e con una grafica che vuole stimolarne la lettura, trovano spazio le prestazioni tipiche rivolte all’utenza. 613 persone assistite nel 2017 tra hospice, domicilio e ambulatorio che si aggiungono agli oltre 438 malati seguiti tramite le Consulenze Ospedaliere ad Abbiategrasso e Magenta. Un focus è rivolto ai collaboratori e alle diverse iniziative messe in atto per monitorarne i livelli di stress. Lavorare a contatto con la sofferenza genera infatti tensioni emotive che l’Hospice monitora costantemente con strumenti specifici. Nonostante queste difficoltà, lavorare nelle cure palliative resta un’ambizione di molti che viene soddisfatta dalle opportunità di lavoro che l’Hospice offre. La struttura ha generato in questi anni numerosi posti di lavoro, contribuendo così al benessere e alla crescita economica del territorio. In pochi anni, infatti, il centro di cure palliative è passato da poche unità di lavoratori agli attuali 40 impiegati. L’hospice è di fatto un sistema in crescita che genera posti di lavoro, aumenta il numero degli assistiti, cresce il coinvolgimento di volontari, ma è un’attività in perdita. Solo nel 2017 la Cooperativa, per garantire tutti i servizi, compreso quello ambulatoriale che eroga grazie a risorse proprie, ha sopportato costi per circa 2.270.000 euro, di questi solo 1.850.000 euro sono stati rimborsati dal Sistema Sanitario Regionale, con un disavanzo complessivo di circa 420.000 Euro. Questa perdita è colmata dall’Associazione Amici dell’Hospice che intercetta circa 600 donatori ogni anno e oltre 6000 persone che destinano il 5x1000. Ci sono inoltre i lasciti che consentono di fare investimenti a medio lungo termine e di guardare al futuro con un certo ottimismo. E poi una serie di realtà locali che si impegnano costantemente: aziende, associazioni culturali, Lions, Rotary, palestre, società sportive, ecc. Di queste, quelle che nel 2017 hanno sostenuto l’attività, sono state inserite nel Bilancio Sociale. L’idea di presentare il documento alla comunità locale è anche e soprattutto per dimostrare che l’Hospice non è solo nella propria attività. Oggi esiste una rete effettiva ed efficace dove la collaborazione formalizzata tra Hospice e gli ospedali della Asst Ovest Milano, ed in particolare i presidi di Abbiategrasso e Magenta, gioca un ruolo fondamentale e può costituire un volano per la nascente RLCP (Rete Locale di Cure Palliative). Questa rappresenta uno dei primi e dei più riusciti esempi di concretizzazione della legge 23 di riforma del sistema Socio-sanitario Lombardo di cui questa Asst può riconoscersi il merito. Ad oggi, non sono molti i malati cronici lombardi che possiamo dire effettivamente in carico, ma tra i pochi sicuramente ci sono i pazienti dell’Hospice.
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di ALBERTO NEGRI
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Valanghe di critiche piovono sul povero sindaco Nai, colpevole di avere concesso lo spazio fiera alla Festa del sole organizzata dal gruppo “Lealtà e Azione”. Innanzitutto tanti nemici tanto onore. In secondo luogo Nai sta solo rispondendo a chi lo accusava di non avere una vision della città, di non saper guardare al futuro e al cambiamento. Infatti il nostro Sindaco a differenza di tanti altri Sindaci meno lungimiranti con questa scelta, con la presenza di parlamentari leghisti e di Fratelli d’Italia, sta solo preparando la città ad ospitare il prossimo Ventennio, ad entrare nel cambiamento epocale che stiamo vivendo. Visto quello che sta succedendo non solo a livello nazionale ma anche a livello europeo e americano, visto il ritorno in grande stile del nazionalismo, del razzismo, del popolo sovrano, del trumpismo, possiamo proprio dire di essere all’alba di un nuovo Ventennio, che si preannuncia peggiore di quello berlusconiano, almeno a livello di story-telling. Salvini In Italia, Putin in Russia, Erdogan in Turchia, Trump negli Stati Uniti, con la Merkel e Macron in difficoltà: lo scenario internazionale sta procedendo proprio nella direzione di un ritorno al futuro degli spettri che già abbiamo avuto modo di vedere nella storia del Novecento. Il nostro Sindaco sta quindi mettendo le mani avanti. Il suo sguardo volge già al futuro radioso. In questo modo Abbiategrasso diventerà una fra le città italiane più importanti, degna di ricevere grandi onori e grandi finanziamenti, proprio perché avrà dalla sua parte il merito di aver ospitato la festa dei capi e delle future guardie della futura milizia verdenera. Finalmente avremo il Pronto Soccorso aperto ventiquattr’ore più efficiente di quello di Magenta, il sottopasso ferroviario, il raddoppio della ferrovia e tanti altri miracoli. Più vision di così.
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(M.S.) - L'On. Massimo De Rosa del MoVimento 5 Stelle insieme ai portavoce Forte, Cenci, Degli Angeli, Di Marco, Mammì, Fiasconaro e Verni ha presentato una mozione che impegna la nuova Giunta Regionale lombarda a ribadire l’importanza strategica del raddoppio della Milano-Mortara e del prolungamento della S9 ad Abbiategrasso. A valutare la possibilità di realizzare il prolungamento ferroviario nella tratta tra Albairate-Vermezzo ed Abbiategrasso e una nuova stazione ad Abbiategrasso, destinata ad ospitare sia i servizi della linea S9 che i treni regionali in transito sulla Milano-Mortara. Non solo. Regione Lombardia dovrà impegnarsi a farsi carico delle ulteriori necessità economiche destinate a coprire i costi del prolungamento delle corse della linea S9 fino ad Abbiategrasso. "Per noi queste sono le opere necessarie sulle quali investire. Quelle da tempo richieste dal territorio, quelle capaci di incidere in maniera concreta sulla qualità della vita dei cittadini - afferma De Rosa - . Il raddoppio della ferrovia sulla tratta Milano-Mortara e il prolungamento della S9 fino ad Abbiategrasso, sono opere di importanza strategica, la cui rilevanza per il territorio è nota. Come da tempo segnalato dal lavoro della portavoce Barbara De Angeli e dal gruppo del M5S di Abbiategrasso. Opere in merito alla cui realizzazione si sono dichiarati tutti d’accordo, da tempo. Eppure se provate a salire su di un convoglio in direzione Milano, all’interno di una fascia oraria che viaggia dalle 07.00 alle 09.00 di mattina in direzione Milano - come ho sperimentato in prima persona, documentando la denuncia del disservizio assieme agli attivisti del gruppo di Abbiategrasso - vi renderete subito conto delle condizioni disumane che i passeggeri pendolari, lavoratori o studenti che siano, sono ancora costretti a sopportare". "Sono state fatte promesse, spese parole, sono stati destinati fondi, sono stati realizzati progetti inseriti nel Contratto di programma per il quinquennio 2017-2021. Eppure in questi anni nulla ancora si è mosso - afferma ancora il parlamentare dei 5 Stelle - . Per questo non ci fidiamo. Non ci fidiamo delle promesse fatte dalla precedente giunta. Non ci fidiamo di chi in questi anni non ha fatto nulla per incentivare il trasporto pubblico, vedasi in proposito la disastrosa gestione di Trenord, preferendo piuttosto sprecare soldi pubblici nella realizzazione di altre strade, altro cemento, altre opere inutili".
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E' crisi al Parco del Ticino. Si dimettono il presidente Gianni Beltrami e tre dei quattro consiglieri del Consiglio di gestione (Bassi, Duse e Gibelli). Il consigliere Fabrizio Fracassi, in quota Lega, per ora non firma quella che il documento definisce «la disponibilità alle dimissioni» da sottoporre a 47 Comuni, 2 Province (Pavia e Varese) e alla Città metropolitana di Milano. Che avranno anche il compito di decidere se l'attuale Consiglio dovrà continuare ad assicurare «l'ordinaria amministrazione e il disbrigo degli affari correnti fino all'insediamento del nuovo Consiglio». L'obiettivo comune, al momento, sembra quello di evitare il commissariamento che avrebbe causato «danni irreparabili al territorio».A determinare la fine anticipata di un organismo, nominato nel 2012, scaduto nel 2017 e ora in proroga, in attesa della nuova legge regionale sui parchi che non verrà approvata prima del 2019, sono stati i conflitti interni al Consiglio. Una frattura tra presidente e alcuni consiglieri ormai era insanabile. Una distanza segnata «da una diversa visione del futuro del Parco». Sul banco degli imputati progetti come la Vigevano - Malpensa e la terza pista di Malpensa. «Sono solo alcuni degli interventi che hanno visto un atteggiamento favorevole del presidente. Che aveva detto «sì» alla Vigevano - Malpensa, per poi uniformarsi al parere negativo del Consiglio. Senza dimenticare che, nell'ultimo periodo, si è anche assistito ad atti di scavalco», sostiene il consigliere Luigi Duse, dallo scorso aprile in rotta di collisione con il presidente Beltrami. Al punto che il presidente gli aveva anche tolto la vicepresidenza. «L'obiettivo - continua - dovrebbe invece essere la conservazione ambientale, piuttosto che la promozione di piccoli eventi territoriali. Perché lo sforzo deve andare nella direzione di tutelare il Parco più antico e più importante d'Italia». Che mancasse «una conversione di intenti» lo ammette anche il presidente Beltrami. Che poi spiega: «Ero d'accordo ad un ampliamento della Vigevano - Malpensa che, nelle ore di punta si trasforma in un imbuto, in modo da migliorare la viabilità. Mentre non avevo approvato il piano Anas che avrebbe determinato un eccessivo consumo di suolo. La nostra disponibilità alle dimissioni è stata data per consentire ai sindaci di decidere per il bene del Parco». Il documento porta la firma del presidente Gian Pietro Beltrami, indicato dalla Regione e in quota all'Udc, e dei consiglieri Beatrice Bassi (Forza Italia), Luigi Duse e Maddalena Gibelli (entrambi Pd) che, si legge, «prendono atto della situazione che, negli ultimi mesi, si è venuta a creare all'interno dello stesso organo e della mancanza di fiducia reciproca tra presidente e maggioranza dei consiglieri che aveva determinato discussioni interne e pubbliche".
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Gentilissima Redazione, a nome dei residenti di Via Cardinal Martini e Via Alda Merini, trasmetto alcune fotografie che documentano lo stato di abbandono e di degrado del quartiere. A seguito di numerosi solleciti rimasti inevasi, si è provveduto ad inviare all'Amministrazione una richiesta di intervento tempestivo sottoscritta dagli attuali residenti, dalla quale sarà possibile comprendere la portata del problema e la legittimità della preoccupazione e del malcontento degli interessati. Tra le foto allegate, trovate anche una testimonianza di come era situazione in origine, per un opportuno confronto. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti. Con l'auspicio che questo problema possa trovare spazio sul vostro giornale, saluto cordialmente.

Alessandra Roberta Verin
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LA RICHIESTA DI INTERVENTO INVIATA al sindaco Cesare Nai, all'assessore Cristina Cattaneo e all'Arch. Alberto Ambrosini
Oggetto: pulizia delle strade e cura del verde pubblico e del decoro urbano – zona ATS 1 – Piano attuativo A9/3
Gentilissimi, siamo i proprietari dei lotti della zona denominata ATS 1 - Piano attuativo A9/3, di recente urbanizzazione (Via Cardinal Martini e Via Alda Merini, in prossimità di strada Chiappana). Il collaudo del quartiere è stato effettuato ad inizio 2017, quindi circa un anno e mezzo fa. Da allora alcune abitazioni si sono già concluse e sono abitate da mesi, altre sono in fase di edificazione. Nel corso di questo ampio lasso di tempo, da informazioni pervenuteci dai vostri sportelli a fine aprile 2018, ci risulta che l’area non sia ancora stata data in carico ad AMAGA né per la gestione del verde pubblico né per la pulizia delle strade. A questo proposito sottolineiamo che, in base alla Convenzione stipulata con il Comune, è stata richiesta a tutti noi la realizzazione di onerose opere di urbanizzazione secondaria all'interno del quartiere che comprendono aiuole, alberatura e la realizzazione di un così definito "prato fiorito" nello spazio verde in concessione comunale (ingresso dell'area e confine con il Parco del Ticino ad ovest), nonché di arredo urbano di pregio e quant’altro. Tutte opere pagate molto profumatamente da noi lottizzanti. Con rammarico dobbiamo constatare che il quartiere è da sempre abbandonato a sé stesso. Dal punto di vista della pulizia , cocci di bottiglia giacciono da mesi su strade e marciapiedi; immondizia di dubbia provenienza è abbandonata ovunque, in contrasto con i più elementari principi di igiene e con il normale decoro; una panchina è già stata vittima di atti di vandalismo. Sebbene il Comune stesso ci avesse garantito il solerte inserimento della nostra area all’interno del regolare programma di pulizia ordinaria, nulla ad oggi è avvenuto se non l'occasionale rimozione dei sacchetti dai cestini dell’immondizia. Per quanto riguarda la gestione del verde, la situazione è analoga. Il prato fiorito, completamente dimenticato dal Comune nel corso di questo anno e mezzo, è degenerato dando pieno spazio ad erbe infestanti di ogni tipo. Un vero peccato, perché la scorsa primavera la sua bellezza aveva destato ampia curiosità nei nostri concittadini, che venivano persino a fotografarlo. E' quindi evidente la necessità di procedere alla risemina e di curarne successivamente la crescita e il taglio secondo le esigenze di questa particolare tipologia di prato Da Autorizzazione paesaggistica del 23/06/2015, le aiuole avrebbero dovuto essere "piantumate con arbusti sempreverdi a basso accrescimento". E’ stata quindi piantata dell'edera con la normale pacciamatura, ma non si è salvato nulla; ogni spazio appare oggi preda delle erbe infestanti, che hanno danneggiato persino l'asfalto dei marciapiedi in diversi punti. I pioppi cipressini, previsti dal Piano Attuativo come cornice d’ingresso qualificante, sono morti e sono stati rimpiazzati da due alberelli di piccola taglia, presumibilmente di tipo "prunus", in contrasto con un progetto del verde studiato con particolare attenzione per valorizzare il quartiere. Queste sono alcune delle tante criticità che un vostro eventuale sopralluogo potrà meglio permettervi di constatare. Sottolineiamo che la presente non è la prima segnalazione che il Comune riceve da tutti noi, stanchi di vivere in un ambiente trascurato e di vedere sprecati gli oneri previsti a nostro carico dall'urbanizzazione. Nel corso di questi mesi abbiamo infatti inviato numerose e-mail allo Sportello del Cittadino, nonché direttamente indirizzate all’Assessore Cattaneo, all’Arch. Ambrosini e all’Ing. Carrozza. L’Assessore Cattaneo ha inoltre promesso verbalmente un’azione del Comune che, al momento, non abbiamo potuto constatare. E' evidente che i tempi si sono troppo allungati e che la nostra pazienza comincia legittimamente a vacillare. Con la presente chiediamo quindi ancora una volta un’immediata risoluzione del problema, convinti che la salvaguardia ambientale sia un valore irrinunciabile e che la nostra città meriti particolare attenzione al verde, alla pulizia, alla cultura del bello. Siamo inoltre convinti che i cittadini meritino di non vedere vanificati i loro sforzi economici destinati a dare vita ad un quartiere di pregio, esempio virtuoso di scelte urbanistiche innovative e di uno sviluppo ecosostenibile. Distinti saluti.

Alessandra Verin - Rinaldo Ballardini - Daniela Simonutti - Dario Bricchi - Chiara Previdi - Nicolò Magnoni - Valeria Cecchetelli - Massimiliano Passera
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(M.S.) - L’Osteria dell’Antico Oleificio, che esiste dalla fine del '900, sorge dove un tempo vi era l’Oleificio della Darsena, vicino al ponte di ferro che fino ai primi anni ‘60 si alzava per permettere il passaggio delle Cobbie, i barconi che percorrevano i navigli. L’edificio e la zona circostante ci riportano a quella Abbiategrasso, che fino al 1933, anno in cui fu coperto il tratto del Naviglio dando vita al viale Mazzini, faceva della darsena il vero ingresso alla città, dando la possibilità alle cobbie e alle altre imbarcazioni che solcavano le acque del Naviglio non solo di sostare per caricare e scaricare le merci, ma anche per fare semplici soste ristoratrici nelle locande della zona, per poi riprendere il viaggio fluviale da e per Milano. La famiglia, già proprietaria dagli anni sessanta del secolo scorso dell’Oleificio della Darsena, ha ora seguito una lunga opera di restauro personalmente curata e seguita passo passo da Giorgio Gallone per riportare alla luce il vecchio storico edificio. Il nuovo ambiente, e la valorizzazione del giardino, offrono oggi un punto d’incontro per gli amanti delle tradizioni rurali e dell’ambiente contadino come lo è la zona della ex darsena, denso di storia e di ricordi per la città di Abbiategrasso. Nell’Osteria dell’Antico Oleificio si riscopre un’atmosfera unica e familiare, tipica dei primi anni del XX secolo, fra antichi strumenti e oggetti in rame, ferro e legno utilizzati per la produzione, lavorazione e raffinazione dell’olio di mais. La cucina dell'Osteria dell'Antico Oleificio propone un carta di piatti della tradizione contadina italiana cambiando ogni giorno il menù e portando sulle tavole svariati sapori tipici, pane fresco e pizza da farine locali selezionate e cotte nel forno a legna alla ricerca, nella scelta delle vivande e delle materie prime, di rispettare i migliori canoni di genuinità e di produzione etica. Si scelgono solo verdure di stagione e carni per il massimo possibile da allevamenti locali controllati. Ed è proprio Giorgio Gallone, che fra l'altro ha partecipato alle elezioni comunali abbiatensi dello scorso anno in una lista civica, a spiegare le caratteristiche e le peculiarità dell'Antico Oleificio. "Il Ristorante Osteria Antico Oleificio vuole proporre ai commensali un ambiente confortevole e famigliare. L’aria che si respira è quella di un posto di antiche tradizioni popolari agricole e artigiane. Tutti gli arredamenti e gli oggetti provengono da una nostra collezione di antiquariato rurale seguita da un’attenta opera di restauro". "Non sempre si paga quel che si mangia, si paga anche il contesto - precisa il titolare Gallone - , perchè se vuoi un grande giardino, una struttura bella, calda e refrigerata, devi pagare. Per quanto riguarda la cucina, proponiamo una pizza a lunga lievitazione, molto più digeribile e la cui qualità è stata raggiunta dalla scelta di farine particolari. Abbiamo ampliato la cucina di circa 40 metri quadrati per "buttarci" un pò di più sulla carne con una griglia chiusa a carbone e a legna. Siamo distributori della carne piemontese Coalvi, la seconda eccellenza italiana dopo la chianina. Prepariamo anche piatti di pesce, così come in inverno proponiamo piatti adeguati alla stagione. In casa, produciamo pane e pasta".
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(M.S.) - Nel corso della seduta del Consiglio Comunale del 18 giugno, la consigliera pentastellata Barbara De Angeli ha informato i presenti di aver inviato una lettera, firmata anche dal consigliere di minoranza Luigi Tarantola, alla neo ministra della Salute del governo italiano, Giulia Grillo e per conoscenza anche al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Stefano Buffagni. La lettera ha come oggetto la situazione del pronto soccorso e l'ospedale "C. Cantù" di Abbiategrasso. "Onorevole Ministra, sottopongo alla sua attenzione il grave sopruso che stanno subendo i cittadini di tutto il territorio abbiatense in seguito alla scellerata decisione di chiudere il Ps notturno dell'ospedale di Abbiategrasso" - si legge nella lettera. "La Regione Lombardia, dopo aver investito più di 30 milioni di euro negli ultimi cinque anni per un ospedale nuovo e all'avanguardia, non appena smaltiti i grandi proclami e i brindisi seguiti all'inaugurazione, ha da subito iniziato una fase di smembramento e di depotenziamento che ridurrà il nostro nosocomio ad un enorme poliambulatorio. Noi non ci stiamo e non accettiamo che si persegua questo fine in sprezzo al cospicuo investimento fatto con soldi pubblici e soprattutto al diritto alla salute dei cittadini del territorio". Dopo aver ricordato alla Grillo e a Buffagni che dal dicembre 2016 i cittadini stanno subendo le conseguenze di una chiusura che non tiene minimamente conto delle caratteristiche e delle peculiarità del territorio, De Angeli e Tarantola nella missiva sottolineano il fatto che Abbiategrasso è il Comune più esteso della Provincia di Milano e che l'utenza complessiva del pronto soccorso occupa un'area di 207 chilometri quadrati. La chiusura del Ps notturno costringe il paziente al tempo di percorrenza di un'ora per raggiungere un servizio dal quale potrebbe dipendere la sua vita. "I cittadini abbiatensi si sono ribellati ed hanno raccolto più di 11mila firme sia contro il depotenziamento dell'ospedale e soprattutto per chiedere la riapertura del Ps notturno - si legge ancora - . La chiusura ha avuto come ricaduta lo smembramento del servizio di anestesia e dei servizi di chirurgia ed ortopedia. Ad oggi siamo ancora senza servizio di pronto soccorso notturno e senza alcuna novità di rilievo riguardo ad una volontà di ripristino. Chiediamo pertanto un suo cortese interessamento relativamente a questa gravissima mancanza che stiamo subendo auspicando che, con il nuovo Governo, venga archiviata la cinica logica di considerare la Sanità un'azienda in quanto la stessa è, e deve essere, un servizio dovuto al cittadino contribuente. Non possiamo più accettare uno Stato che sappia solo chiedere...". Firmatari della lettera, come detto, i consiglieri comunali di minoranza Barbara De Angeli del MoVimento 5 Stelle e Luigi Tarantola della lista civica Ricominciamo Insieme. La lettera è stata inviata il 18 giugno.
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Nella Chiesa di S. Bernardino di Abbiategrasso in via Borsani, si è svolto l'evento “…Sin Qui ed Oltre…” serata organizzata della CxT(r)E, il progetto didattico di Imagines Memoriae, serata che ha percorso le attività svolte dal suo avvio, il 30 Settembre del 2017, e per lanciare le iniziative che intende intraprendere nel prossimo futuro. Nel corso della bellissima serata alla quale hanno partecipato dei partner del progetto, ha fatto uso della parola un importante numero di rappresentati e partner che sostengono il progetto Imagines Memoriae: Giuseppina Montanari, project manager del progetto; Jlenia Selis, art director del progetto; Silvia Grassi, dottoressa e pittrice della associazione Amici dell’Arte e della Cultura di Abbiategrasso; Valeriano Puricelli, dell’Accademia Musicale dell'Annunciata di Abbiategrasso; Julio Araya Toro, presidente della associazione Ducato di Abbiate-Grasso; Elena Gatti, professoressa dell’IIS Alessandrini di Abbiategrasso, Anna Soragna in rappresentanza del team delle restauratrice (insieme a: Veronica Sfondrini e Giovanna Colombo) e infine Monsignore Innocente Binda che ha rivolto un saluto ai tutti presenti. Per chiudere, un meraviglioso spettacolo del cantante abbiatense Liam Vento (Cesare Bolgiaghi, “il biondo”) che ha interpretato 3 brani ed ha coinvolto i presenti, facendo cantare utti, con una magnifica voce, stile e classe, e con una grande padronanza della musica e delle parole in inglese, Un vero spettacolo di questo bravissimo cantante di Abbiategrasso. A questa magnifica serata erano presenti un importante numero di artisti tra i quali la nota pittrice e scultrice Gisella Pelizza, lo scrittore e professore Edmondo Masuzzi e gli artisti della associazione Amici dell’Arte e della Cultura di Abbiategrasso, che hanno organizzata una piccola mostra di pittura nelle cappelle della Chiesa San Bernardino che il pubblico ha saputo apprezzare. Le opere degli artisti presenti: Silvia Grassi, Ernesto Achilli, Danilo Radice, Gianluigi Scotti, Emanuela Errani, Silvano Gallazzi e Giorgio della Fiorentina. Per il prossimo futuro CxT(r)E ha in cantiere altre iniziative che in parte vedranno riconfermare le partnership già consolidate, ma che avranno anche altri panorami con l’auspicio di costruire sempre nuove e positive collaborazioni.
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In occasione del centesimo anniversario della conclusione della Prima Guerra Mondiale, l’Amministrazione Comunale e le Associazioni d’Arma intendono organizzare una serie di eventi e di celebrazioni, con il coinvolgimento particolare delle famiglie degli ex combattenti, dei caduti e dispersi abbiatensi. A tale scopo, i Servizi Culturali del Comune desiderano entrare in contatto con i parenti dei soldati del territorio che hanno partecipato alle vicende della Prima Guerra Mondiale. Si chiede in particolare:
- di lasciare ai nostri uffici un nominativo ed un recapito telefonico e/o mail in modo da facilitare i successivi rapporti con gli organizzatori degli eventi;
- la disponibilità a prestare temporaneamente ai Servizi Culturali documenti, lettere, immagini e ogni altro genere di reperto che possa essere utilizzato per una esposizione ed una pubblicazione editoriale, in programma nel mese di novembre 2018.
Si precisa che tutti dati raccolti saranno utilizzati esclusivamente ai fini dell'organizzazione delle iniziative suddette, e che saranno trattati nel rispetto delle norme previste a tutela della privacy. I reperti e documenti finalizzati all'allestimento di una mostra saranno temporaneamente depositati presso i Servizi Culturali, la cui sede è in piazza Castello 9, e conservati con la massima cura e rispetto. A conclusione degli eventi espositivi saranno resi ai legittimi proprietari. Qualunque ulteriore informazione può essere richiesta ai seguenti recapiti: Comune di Abbiategrasso – Settore Servizi alla Persona - Servizi Culturali (Roberto Giuliani, Valeria Frigerio, Antonio Artusa) tel. 0294692.457/458/468 email: cultura@comune.abbiategrasso.mi.it
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di ALBERTO NEGRI
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Ottima la sistemazione delle attrezzature ludiche per i bambini nei parchi cittadini. Bene l’idea degli osservatori civici per la sicurezza dei cittadini e contro il degrado del territorio (speriamo che ci siano volontari sufficienti), bene anche le iniziative per il Giro D’Italia (anche se ripeto da tempo che le piste ciclabili sono la vera priorità). Anche incontrare i commercianti per mettere in campo idee e iniziative va sempre bene, così come l’accordo con Adecco per formare figure professionali adeguate alle richieste del territorio. Ma ancora non si vede da parte della Giunta Nai una progettualità di più ampio respiro. Non si vede quella che oggi - nel linguaggio delle imprese - si chiama “vision”. Manca infatti, ormai da anni, forse dai tempi della giunta Fossati-Ceretti, una visione della città che possa far sperare in uno sviluppo, in un cambiamento reale, in un salto di qualità. Abbiamo assistito negli ultimi anni solo a interventi tampone, a iniziative sporadiche. In questo modo non si esce da un modello di città che si alterna fra il dormitorio per pendolari che ritornano a casa alla sera e che devono alzarsi alle 6 del mattino per recarsi sul luogo di lavoro con treni pessimi e ritardi all’ordine del giorno e il parco divertimenti per pensionati. Il tutto condito con le solite risottate, biciclettate, feste di piazza, spettacolini estivi sotto le stelle, ecc. Tutto questo naturalmente è sempre meglio di niente, ma da qui non emerge alcun modello di città che possa offrire un futuro ai giovani e una speranza ai disoccupati. A Milano c’è la moda, c’è il design, c’è il salone del mobile. Arrivano centinaia di migliaia di turisti, di visitatori, di acquirenti. Possibile che noi, a soli venti chilometri da Milano, non riusciamo a sviluppare un progetto che possa connettersi a questa movida turistico-commerciale milanese. Per fare un esempio: abbiamo il vecchio Golgi in pieno centro che potrebbe essere utilizzato e valorizzato, ma non certo per ospitare negozi o uffici del Comune. Abbiategrasso ha dato i natali allo stilista Moschino. Ora esiste una Fondazione Moschino a Milano. Perché non prendere contatto, perché non pensare al Golgi vecchio come un luogo in grado di ospitare show room delle grandi firme internazionali della moda, come location per eventi collegati ai grandi appuntamenti milanesi. In questo modo si creano posti di lavoro, si alimenta il commercio locale e di fa conoscere Abbiategrasso non tanto ai milanesi ma al mondo. Certo a monte bisogna però risolvere il problema dei collegamenti con Milano, pensando a una linea tipo metro di superficie, in grado di portare gente ad Abbiategrasso in 15 minuti. Lo stesso colore politico (centrodestra) della nostra giunta e di quella del Pirellone dovrebbe essere un volano in grado di favorire l’apertura di possibilità in questo senso. A questo proposito propongo al sindaco Nai di istituire una sorta di commissione o meglio - come si dice oggi - un think tank composto persone della città ma non solo che, indipendentemente dall’appartenenza politica, abbiano la voglia e le competenze giuste per elaborare in primis una vision della città e in secondo luogo per progettare proposte fattibili. Poi certamente dovranno essere gli amministratori a farsene carico, sempre che non siano interessati solo alla gestione della routine e della quotidianità di una tranquilla cittadina di provincia che si accontenta delle sue mille feste e festicciole.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Sabato 11/8/2018 ho ricevuto una telefonata da parte di Adelio Cudicio, Parà della Folgore e mio fratello di naia, che mi comunicava la morte di Giorgio Scarioni che per noi Paracadutisti di Abbiategrasso era una vera istituzione. Ci siamo conosciuti nel 2011 quando ci siamo adoperati per la nascita ad Abbiategrasso di una sezione A.N.P.d ‘I Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia fino a quel momento inesistente. Quanti bei momenti abbiamo passato insieme caro Giorgio, ti ho portato insieme al compianto Umberto ai Raduni del nostro Corpo dove hai incontrato Tuoi Fratelli di naia che non vedevi da 50 anni e ti sei commosso fino alle lacrime. Ora anche tu sei andato avanti in quell’angolo di cielo a noi riservato dove troverai i vecchi amici e con loro canterai le nostre canzoni che amavi tanto.
Paracadutista Giorgio Scarioni ... PRESENTE! FOLGORE!

Par. Natale Gonnella
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(M.S.) - Il territorio comunale di Abbiategrasso presenta un centro storico di particolare pregio culturale e architettonico: sono presenti sia immobili ad uso abitativo sia stabili occupati da attività commerciali e di servizio. Al fine di garantire la migliore e più sicura fruibilità del centro cittadino contemperando le esigenze dei vari utenti, l’Amministrazione grazie al cofinanziamento di Regione Lombardia ha dotato il centro storico di un sistema di gestione elettronica di n. quattro varchi per il controllo della Ztl. L’Amministrazione Comunale di Abbiategrasso nell'attività di prevenzione e contrasto delle illegalità, soprattutto per soddisfare l'esigenza dei cittadini di una più diffusa ed efficace salvaguardia dei beni pubblici e privati e di miglioramento delle condizioni di sicurezza si è inoltre dotata di un sistema di videosorveglianza che monitora alcune delle aree maggiormente sensibili della città. Il territorio comunale di Ozzero è dotato dall’anno 2016 di un sistema di videosorveglianza, implementato nel corso dell’anno 2017 mediante l’installazione di n. 2 telecamere destinate alla lettura targhe. Il sistema è stato realizzato grazie al cofinanziamento di Regione Lombardia. Entrambe le Amministrazioni ritengono ora strategico integrare gli attuali apparati di videosorveglianza con nuove strumentazioni all’avanguardia nel campo della sicurezza urbana. In particolare, in considerazione dei molteplici servizi estremamente delicati in cui gli operatori di Polizia Locale sono quotidianamente impegnati per fronteggiare situazioni critiche, l’utilizzo di bodycam incrementa in modo significativo il livello di sicurezza degli agenti nonché dei cittadini. Si tratta di uno strumento estremamente utile a scoraggiare le condotte aggressive, nel contempo tutelando i cittadini in modo poco invasivo. Le bodycam permettono la trasmissione delle immagini in tempo reale alla Centrale Operativa, essendo integrate in una piattaforma più ampia e complessa composta da software, sistemi di archiviazione e organizzazione dei dati. Il progetto risulta essere in fase preliminare e il termine di realizzazione è previsto per il giorno 31 Dicembre 2018. Per quanto riguarda il Comune di Abbiategrasso è previsto l'acquisto di n. 5 bodycam, mentre una sarà acquistata per il Comune di Ozzero. La quota di contributo regionale atteso, pari al 100% del valore del progetto, ammonterà complessivamente ad €. 8.971,88 e sarà così introitato: a favore del Comune di Abbiategrasso: €. 7.515,20; a favore del Comune di Ozzero €. 1.456,68. I due Enti si impegnano ad effettuare gli acquisti in progetto finanziandoli al 100% con il contributo atteso da Regione Lombardia. Tutto ciò per significare le enormi esigenze, rispetto anche ad un recente passato, di servizi di polizia locale, naturalmente da supportarsi non solo con risorse umane ma anche con mezzi adeguati e rispondenti allo sviluppo tecnologico. Data la peculiarità del territorio e l’esigenza di garantire sempre maggiori standard qualitativi, le amministrazioni Comunali hanno da diversi anni posto tra gli obiettivi primari della propria attività di governo la lotta a tutti quei fenomeni che generano nelle coscienze della collettività la percezione di “insicurezza”. In particolare, grazie ai cofinanziamenti di Regione Lombardia, si sono attivati sistemi di videosorveglianza su entrambi i territori comunali per il controllo ed il monitoraggio delle aree sensibili, e inoltre sono state installate telecamere di lettura targhe in alcuni punti strategici dei territori.
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“Nuove risorse per sistemare scuole, strade e infrastrutture: ringrazio il governo, in particolare il vice ministro all’economia Massimo Garavaglia, e i senatori Daisy Pirovano e Massimiliano Romeo che hanno presentato e fatto approvare un emendamento che sblocca un miliardo di euro per investimenti regionali”. Lo afferma in una nota il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana confermando “il positivo dialogo istituzionale intrapreso con l’avvio della nuova legislatura con Parlamento e Governo”. “Di fatto – spiega il presidente Fontana – possiamo utilizzare spazi finanziari già previsti nei tendenziali di finanza pubblica. Si consente altresì alle Regioni, entro il 30 settembre, di riaprire la cessione di ulteriori spazi finanziari a favore degli enti locali. Con questi fondi e con l’obiettivo di favorire la crescita in Lombardia investiremo sui territori i cosiddetti ‘avanzi di amministrazione’ per le Regioni e per gli Enti locali”.
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(M.S.) - La Commissione Consiliare Prima (Affari istituzionali e generali, Programmazione, Bilancio e Finanze) e la Commissione Consiliare Seconda (Urbanistica, Edilizia, Lavori Pubblici, Ecologia) sono state convocate congiuntamente presso la sala consiliare del Castello e ai loro rappresentanti è stata illustrata la proposta di partenariato pubblico - privato nonchè il progetto esecutivo, la realizzazione, il finanziamento, la manutenzione ordinaria e straordinaria e la gestione del nuovo impianto natatorio per un periodo di venti anni. La nuova piscina, come già noto da tempo, sorgerà esattamente dalle ceneri dell'Anna Frank nella medesima location di via Alla Conca. Per la cronaca, i soggetti privati che hanno presentato il progetto della nuova piscina rispondono ai nomi di Iccrea Bancaimpresa (Roma), Italimpresa (Malonno, Brescia), Myrtha Pools - A&T Europe Spa (Castiglione delle Stiviere, Mantova), Pederzani Impianti (Castel Goffredo, Mantova) e Partecipazioni & Gestioni (Castiglione delle Stiviere, Mantova). Quest'ultima società gestirà l'impianto per i prossimi vent'anni. In base allo stesso progetto, il costo di realizzazione del nuovo impianto natatorio è di circa 5 milioni e 300mila euro. Se tutto filerà per il verso giusto, l'amministrazione comunale di centrodestra conta di arrivare a cantierizzare l'area entro la quale sorgerà la nuova piscina entro la fine dell'anno in corso, al massimo all'inizio del 2019, per poi completare l'impianto nel 2020. La nuova piscina, in base a quanto spiegato, misurerà 25 metri di lunghezza con una profondità variabile da un minimo di m. 1.30 a un massimo di m. 1.60. Saranno 6 le corsie a disposizione in larghezza. Non ci saranno tribune per gli spettatori. Ammonterà a 232mila euro all'anno per i prossimi vent'anni, a partire dal 2020, la cifra che il Comune si impegnerà a restituire. Nel corso della serata non sono mancate le contestazioni nei confronti del progetto: da un membro di minoranza è stato fatto notare che la profondità della vasca non sarà compatibile per lo svolgimento di alcune attività natatorie e sport acquatici come, ad esempio, pallanuoto, nuoto acrobatico e tuffi. "In questa questione di centimetri in più o in meno non entro nel merito; la società che ha presentato il progetto ha fatto le sue opportune valutazioni - commenta il sindaco Nai ad HWQ - . Inoltre ho verificato personalmente che le misure di profondità della vasca sono più o meno le stesse della vecchia Anna Frank. Neanche in quella struttura si praticavano i tuffi. Che discorsi sono? O fai una piscina a scopo agonistico - che non rientra nei programmi di una struttura comunale come la nostra - oppure ne realizzi una che abbia una utenza il più ampia possibile. E' stato redatto un progetto che è andato a verificare le esigenze del pubblico, con studi approfonditi". Dopo la presentazione alle due Commissioni Consiliari, seguirà il passaggio di approvazione del progetto in Giunta; seguirà una gara alla quale potranno partecipare anche altri soggetti, vale a dire aperta a qualche altra azienda in grado di proporre lo stesso progetto a condizioni migliori per il Comune. "Noi, di fatto, partiamo con il progetto presentato alle due Commissioni e siamo tranquilli sul fatto che la nuova piscina si farà" - conclude Cesare Nai.
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L’appuntamento in via Carducci per il raduno sarà il 22 Agosto alle 18:00, dove la neopromossa squadra ducale si presenterà ai tifosi e alla città. In anteprima, il coach abbiatense Andrea Cerri ci descrive il mercato appena concluso.
“Siamo soddisfatti per quanto abbiamo fatto e concluso in questa sezione di mercato, andando a confermare cinque giocatori della passata stagione, ragionando quindi da una situazione già ben collaudata. Certamente salutare Pilotti, Pavone, Boffini Grugnetti e Bottacin, non è stato semplice, perché sono stai giocatori fondamentali per il raggiungimento della serie B, ma fa parte delle regole non scritte dello sport”.
- Chi sono i nuovi ?
“Lorenzo Panzini, Lorenzo Petrosino, Duillio Birindelli, Simone Vecerina, Tommaso De Gregori. Abbiamo lavorato in piena sinergia con coach Piazza e la dirigenza, cercando di seguire un filo logico che permettesse l’inserimento nel gruppo di uomini e giocatori di personalità. Panzini e Birindelli sono due esempi in tal senso, giocatori vincenti, giocatori di carattere, giocatori che sanno come, quando e cosa fare in campo, giocatori assoluti. Petrosino è un lottatore, un giocatore utile, bravo a farsi trovare sempre pronto, bravo a giocare per i compagni e con i compagni. Vecerina, è la nostra vera scommessa, classe 99, gran fisico unito ad una tecnica importante. Seppur giovanissimo, ha già maturato esperienza nella categoria. Sarà per lui un anno cruciale. De Gregori, l’ultimo in ordine di tempo, l’abbiamo scovato in C Silver marchigiana, regione dove la pallacanestro è sport e vita, anche lui under. Tommaso potrà dare freschezza al reparto lunghi, essendo lui 204 cm, e dovrà dimostrare di avere dentro la cultura del lavoro, per meritarsi spazio, minuti e campo. Con tutti, ho già parlato telefonicamente ed ho trovato grande disponibilità e voglia di viverla, in un contesto che può regalare emozioni uniche”.
- Il calendario poi con il derby alla prima giornata, darà subito una scossa alla stagione?
“Certamente è suggestivo il derby alla prima giornata, ma non dobbiamo cadere nel tranello emotivo, di esaltazione in caso di vittoria e abbattimento in caso di sconfitta. Rimane sicuramente una data da evidenziare sul calendario, sapendo però che ci saranno ancora 29 partite da giocare. Sicuramente derby in casa al ritorno in serie B è tanta roba e sarà una domenica bestiale”.
- Pavia, poi Montecatini ed Empoli, giusto per citare le prime tre giornate?
“In generale, il girone con 7 toscane, le 5 piemontesi, noi, Pavia, Sangiorgio, Varese, sarà un girone super impegnativo, sia dal punto di vista tecnico-fisico che logistico. Ci sono squadre che sono in serie B da diversi anni, che hanno storie importanti, ma noi siamo Vigevano e avremo il compito di far rispettare la nostra maglia, la nostra storia e soprattutto la nostra gente. Dopo il derby appunto andremo a Montecatini, chi ha buona memoria cestistica sa cosa vuol dire, poi riceveremo Empoli, una delle specialiste della categoria, ma il concetto quest’ anno sarà sempre avere rispetto per tutti ma paura di nessuno. Poi il campo darà le giuste risposte come sempre”.
- Hai in testa la favorita del girone A?
“ Sulla carta, Omegna è sopra a tutti, poi Firenze e Piombino sono realtà molto competitive e attrezzate per i primi posti. Quel che è certo, è che il livello del girone sarà molto alto, senza squadre materasso, ma sarà lotta dura per i piazzamenti”.
- Con NPV in serie B?
“Per chi ama la pallacanestro come me, vuol dire moltissimo. Se giocare o allenare a Basket è una delle cose più belle in assoluto, farlo a Vigevano è molto di più. Ringrazio la società, Marino Spaccasassi su tutti per la conferma ricevuta, e per la passione che mettono tutti al servizio della squadra, creando un ambiente unico”.
- Hai un messaggio per i tifosi?
“Le promesse di agosto sono facili quanto inutili ma invito tutti, come sempre, a riempire il palazzetto fin dal 22 Agosto, dove vedranno loro stessi la fame e la voglia di indossare la maglia ducale e di ripartire dopo una stagione esaltante come quella passata, ancora con più determinazione e dedizione. Giocarci la serie B tutti insieme sarà un emozione ogni giorno. Vedere la Salonicco D’Italia al gran completo sarà da brividi sempre.”
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(M.S.) - Il Comune di Abbiategrasso ha accolto la proposta della società Enel X Mobility relativa all'installazione, esercizio e gestione di sette impianti di ricarica per veicoli elettrici su aree di proprietà comunale che saranno individuate congiuntamente dallo stesso Ente e dalla società proponente o sua controllata o collegata. L'esecuzione di queste infrastrutture non comporterà alcun onere economico, diretto o indiretto, per le casse comunali in quanto la progettazione, la realizzazione e la direzione lavori per l'installazione dei sette impianti di ricarica, nonchè il successivo esercizio e gestione dei medesimi, per l'intera durata del protocollo d'intesa saranno a completo carico del proponente Enel X Mobility. La durata del protocollo d'intesa è stata stabilita in otto anni, prorogabili o rinnovabili, fatta salva la richiesta di rimozione da parte del Comune per sopravvenuti maggiori interessi pubblici. Enel X Mobility si attiverà, a seguito della messa in funzione degli impianti di ricarica, affinchè gli stalli di sosta riservati a tale servizio vengano occupati esclusivamente da veicoli elettrici in ricarica e per il tempo strettamente necessario alla ricarica stessa allo scopo di garantire la massima fruibilità degli IdR stessi. Il Gruppo Enel, impresa multinazionale dell’energia e uno dei principali operatori integrati globali nei settori dell’elettricità e del gas: considera la mobilità elettrica una significativa opportunità per lo sviluppo sostenibile nel settore dei trasporti e ha avviato un ampio programma di ricerca e di investimenti al fine di supportarne l’affermazione e la crescita nel medio termine; ha ideato un sistema di infrastrutture intelligenti per la ricarica dei veicoli elettrici (di seguitoIdR) composto da diversi modelli: “EV Charging Stations”, ovvero “Pole Station”, “Box Station”, “Fast Recharge”,”Fast Recharge Plus”, “V2G Station”. Tutti i modelli sono gestiti con le più avanzate tecnologie informatiche per il controllo e la gestione remota (“Electric Mobility Management”) e in grado di rispondere alle attuali e future esigenze di una mobilità urbana evoluta e sostenibile. Ricordiamo che l’Amministrazione Comunale, in coerenza con gli obiettivi ambientali contenuti nel vigente Piano di Azione Locale di Agenda 21 e agli impegni previsti nel Patto dei Sindaci, ha nel recente realizzato una serie interventi tesi a favorire la mobilità pedonale, ciclistica nonché particolari modalità di trasporto ambientalmente sostenibili ed alternative rispetto all’uso dell’automobile privata (car-sharing).
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(M.S.) - A pochi mesi dalla realizzazione, presso lo Spazio di via Ticino, della Fiera di Ottobre e successivamente, il mese dopo, di Abbiategusto, l'amministrazione comunale è già al lavoro alla ricerca di nuove idee e proposte da abbinare alle due manifestazioni. Cristina Cattaneo, assessore comunale all'Ambiente, Fiere e Mercati, settori che da un anno a questa parte sta portando avanti con grande passione, rivela in anteprima che quest'anno per quanto riguarda la Fiera Agricola di Ottobre "è possibile che avrà come titolo RISOrgimento, dove la parola riso sarà centrale. La riflessione che abbiamo compiuto è la seguente: l'imprenditoria agricola nelle sorti dell'economia complessiva può avere il ruolo di traino e risollevarla. Ragion per cui RISOrgimento potrebbe essere un tema interessante". Per quanto concerne invece Abbiategusto "ci stiamo riflettendo - afferma Cristina - . Mi piacerebbe che il gusto si abbinasse al filone della sostenibilità; che una Fiera accompagni la piramide alimentare a un'altra piramide, rovesciata, lo trovo anch'esso interessante. Il Consorzio produttori del Parco del Ticino potrebbe essere il soggetto idoneo per vincolare questi temi: da una parte il riso, l'imprenditoria agraria e il risollevarsi; dall'altra parte la tutela della filiera, del territorio. Ne ho già parlato con i responsabili del Consorzio i quali hanno accolto molto positivamente le mie proposte che stiamo elaborando". Sempre in tema di Fiere e manifestazioni varie che ogni anno vengono organizzate ad Abbiategrasso, l'assessore Cristina Cattaneo conferma l'intenzione dell'amministrazione di centrodestra di ricostituire la Fondazione per la Promozione dell'Abbiatense abolita qualche anno fa dalla giunta del sindaco Arrara. "I nostri funzionari hanno avuto degli incontri con i notai per capire quali potrebbero essere la forma e le peculiarità della nuova Fondazione - spiega ancora l'assessora - . A livello di maggioranza e di giunta ci stiamo riunendo per condividere la nostra visione della struttura della Fondazione, trovando dei punti di convergenza e di divergenza. Credo che in autunno - inverno porteremo in consiglio comunale la nuova Fondazione. Ci siamo resi conto di avere la necessità di un ente strumentale che con maggior snellezza organizzi i vari eventi. Per il momento stiamo pensando ad una struttura, e non a volti di persone. Perchè, poi, le persone cambiano, ma la struttura deve rimanere forte e solida".
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

In questi giorni tutti parlano della Lombardia come trasporto pubblico con 900mila pendolari al giorno. Finalmente il nuovo governatore della regione Attilio Fontana, su modello parigino vorrebbe scorporare il servizio delle linee Sub urbane con le linee Regionali, addirittura con un nuovo nome: anzichè Trenord, che è sinonimo di malessere per i pendolari, con un nuovo brand... Ad Abbiategrasso, sulla linea regionale per Mortara, abbiamo treni di 30-40 anni di età marcati Trenitalia, mentre sulla linea S9 treni abbastanza moderni marcati Trenord. Allora cosa si dovrebbe fare? Si dovrebbe, in tempi brevi, rendere efficienti le linee regionali e poi provvedere, se possibile, con il benestare del nuovo Ministro Danilo Toninelli, per la linea S9 ultimo Km fino ad Abbiategrasso (piccola stazione di testa ecologia all’Annunciata). La proposta è stata depositata dal Movimento 5 Stelle con Barbara De Angeli e Massimo De Rosa al Ministero dei Trasporti e al Comune di Abbiategrasso. Credo che questo possa essere “il sogno dei pendolari abbiatensi”, senza assolutamente dimenticare i pendolari di Vigevano e Mortara che, con treni moderni, possano veramente migliorare la qualità della loro vita con un trasporto ferroviario normale ed efficiente. “I have a dream....but I am not - Martin Luther King”. Cordialmente.

Paolo Zorzan
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(M.S.) - Preso atto con rammarico delle sue irrevocabili dimissioni e festeggiato e ringraziato l'amico ormai ex assessore con i dovuti crismi, per il sindaco Cesare Nai si è aperta la "caccia" al rimpiazzo di Mauro Dodi al quale, presumibilmente, saranno affidati il Bilancio, l'Organizzazione, il Patrimonio e le Partecipate del Comune. Impresa non facile, quella del primo cittadino, di trovare una persona preparata e competente in materia com'era appunto il suo amico Dodi la cui attività nell'ambito dell'amministrazione comunale di centrodestra è durata esattamente un anno. Le dimissioni, per motivi personali e di lavoro, sono diventate effettive subito dopo l'ultima seduta del Consiglio Comunale del 12 luglio. "Il nominativo del nuovo assessore, ancora non ce l'ho - spiega il sindaco ad HWQ - . E' chiaro che ci sto pensando. Per fortuna si sta avvicinando la pausa agostana che mi consentirà di poter disporre di qualche giorno in più per effettuare le mie valutazioni e riflessioni". Ma che tipo di ricerca di persona sta compiendo il sindaco? "Il nuovo assessore dovrà essere innanzitutto una figura competente che ispiri fiducia. Difficilmente troverò una persona così vicina al sottoscritto com'era Dodi con il quale siamo amici di infanzia - aggiunge Nai - . Così come ho scelto in assoluta autonomia la figura di Dodi al di là di ogni mediazione fra i partiti, la stessa cosa accadrà per il nuovo assessore. Sceglierò sicuramente un personaggio al di fuori della politica abbiatense". E questa è già una notizia, perchè mette automaticamente a tacere le voci su certi nominativi politici circolate nei giorni scorsi.
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«Rigidità, maggior burocrazia, rischio di contenziosi, scarsa flessibilità in ingresso e in uscita, sono di nuovo costi a carico delle imprese che disincentiveranno progetti di sviluppo e assunzioni. Dobbiamo avere il coraggio di guardare oltre, di definire la Politica Industriale italiana e guardare al futuro, questa la chiave per il rilancio». Questo il commento espresso dal presidente di A.P.I. Paolo Galassi all’indomani dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del cosiddetto “Decreto Dignità”. «L’Italia è la seconda potenza manifatturiera in Europa ma non è mai stata varata una vera politica industriale che pensi al futuro delle imprese. Infatti, per salvaguardare l’occupazione va incentivato lo sviluppo delle aziende, in particolare quelle piccole e medie che sono la spina dorsale del nostro tessuto economico. I temi sul tavolo sono chiari: ridurre il costo del lavoro, abbassare il costo energetico, dare più credito alle imprese, sostenere l’idea imprenditoriale, garantire la formazione continua e la riqualificazione del lavoratore, favorire gli incentivi all’innovazione, allo sviluppo e all’internazionalizzazione, dare attenzione alla nuova imprenditoria – prosegue Galassi». Quanto alla delocalizzazione, è un tema caro alle grandi imprese e non alle PMI che operano in Italia, il presidente di A.P.I. Galassi chiude lanciando un messaggio chiaro «ci vogliono politiche coordinate con l’Europa, le stesse regole economiche e del mercato del lavoro, la delocalizzazione non si controlla, infatti, solo in Italia. Il lavoro in alcuni stati esteri non può costare un terzo di quello italiano. Noi abbiamo delle eccellenze, pensiamo alla moda, alla tecnologia, alla meccanica di precisione, con lavoratori che tutto il mondo ci invidia. Dunque, sono necessarie politiche di integrazione comunitaria in materia di impresa e lavoro. Le PMI, ribadisco, sono disponibili a un confronto con il Governo per difendere l’impresa e il valore di produrre in Italia».
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(M.Scotti) - Il sindaco Cesare Nai ha portato all'attenzione del Consiglio Comunale il nuovo regolamento della Consulta sui temi dell'ospedale. Vista la particolare importanza del tema, unita alla necessità di ampliare il più possibile la partecipazione a questa Consulta a tutte le forze politiche e a più soggetti che in questi mesi hanno contribuito a portare avanti la battaglia tesa ad impedire il depotenziamento del "Cantù" e, in prospettiva, a rientrare in possesso del Pronto Soccorso notturno, il primo cittadino ha voluto un maggior coinvolgimento. In primo luogo di tutte le rappresentanze del Consiglio Comunale, pareggiandole in termine numerico (4 per parte). "Questo maggior coinvolgimento prevede che ciascun gruppo consiliare nomini un suo rappresentante", ha spiegato Nai. Della Consulta faranno dunque parte otto esponenti politici e quattro esponenti di associazioni e organizzazioni di categoria, lo stesso sindaco di Abbiategrasso e,novità, due primi cittadini dei Comuni del distretto socio-sanitario abbiatense. L'attribuzione della presidenza della Consulta è andata direttamente al sindaco di Abbiategrasso nonostante la presenza di due altri primi cittadini del distretto. Un fatto,quest'ultimo, che ha provocato non poche critiche da parte della minoranza. "Con la sua presidenza si assicura il fatto che gli animi non si agitino troppo" - ha affermato la consigliera Cameroni rivolgendosi al sindaco Nai. Finiguerra: "Senza entrare nel merito di quello che il sindaco ha fatto o non ha fatto per difendere l'ospedale, è assolutamente inopportuna la presidenza di una Consulta in capo automaticamente al sindaco. C'è una contraddizione di fondo insanabile. L'amministrazione comunale consulta: immagino che Nai si metta allo specchio a consultarsi. Chi detiene l'organo che dev'essere consultato è colui che guida l'amministrazione che consulta... Questo è un atto di arroganza, perchè la politica istituisce le Consulte per cercare di arrivare là dove la stessa politica non riesce ad arrivare. Qui ci si assume non solo il diritto di essere il presidente della Consulta, ma addirittura negando alla Consulta stessa di poter revocare lo stesso presidente, com'era previsto nel regolamento vigente e come avviene in qualsiasi organo collegiale. Invece no: una volta approvato questo nuovo regolamento, la Consulta non ancora nominata non esiste, ma esiste già il suo presidente. Invito la maggioranza a riflettere su questo". A tale riguardo, il gruppo Cambiamo Abbiategrasso ha presentato due emendamenti: il primo prevedeva che il presidente della Consulta venga eletto dai suoi membri; il secondo prevedeva che lo stesso presidente possa essere revocato per grave e motivata causa su richiesta dei due terzi dei componenti della Consulta. "Ritengo beffardo che il sindaco di Abbiategrasso che in questi mesi non ha brillato per la difesa del nostro ospedale e del pronto soccorso, debba porsi a capo dell'organismo che da mesi viene richiesto per poter rilanciare una nuova fase di mobilitazione. Lo considero uno scivolone". Un terzo emendamento presentato da Finiguerra prevedeva di pareggiare 8-8 i rappresentanti politici e delle associazioni presenti nella Consulta. "Se Cesare Nai fa il presidente, io mi candido all'interno della Consulta: lo anticipo come minaccia" - ha affermato ancora Finiguerra. Il capogruppo di Cambiamo Abbiategrasso ha poi proposto alla maggioranza di cambiare nome della Consulta in Comitato, consiglio naturalmente bocciato dai consiglieri che sostengono l'attuale amministrazione. Dell'argomento si è parlato per quasi due ore: pesanti critiche sulla presidenza di Nai nella Consulta per i temi dell'ospedale sono state esternate praticamente dall'intera minoranza, dai 5 Stelle per bocca di Barbara De Angeli, dal PD e da Luigi Tarantola. Messi in votazione dal presidente Tagliabue, i tre emendamenti di Finiguerra sono stati bocciati, mentre il punto 6 all'ordine del giorno non è stato votato dall'intera minoranza che ha abbandonato l'aula. La modifica del regolamento della Consulta Ospedaliera è stato così approvato dalla maggioranza.
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Quando si fa politica, si fa un servizio, non si gioca una partita dove c'è chi vince e chi perde: l'obiettivo sta nel risolvere i problemi, nel rispondere con responsabilità ai bisogni della gente, dell'uomo, di ogni uomo. Per questo è profonda la disapprovazione per l'eclatante decisione del nostro Governo di impedire l'attracco della nave Aquarius con 630 persone a bordo, fra cui bambini, donne incinte, minori non accompagnati. Un gesto disumano che conferma un approccio al problema migratorio privo di rispetto della persona, sordo di fronte al dramma di popolazioni duramente provate da guerre, regimi dittatoriali, violenze inaudite, fame. Non certo una vittoria dell'Italia o di Salvini, orgoglioso di aver fatto la voce grossa: se ne è compiaciuto come se il dramma dell'immigrazione si potesse risolvere così, con una dimostrazione di forza, picchiando un pugno sul tavolo per richiamare l'attenzione. Sicuramente una chiara sconfitta della politica e dell'Unione Europea, incapaci di gestire queste emergenze, ma pronte a far rimbalzare la palla delle responsabilità. Purtroppo a farne le spese sono esseri umani che rischiano la vita nei viaggi della disperazione, mentre legittimamente cercano di costruirsi quel futuro migliore al quale tutti gli uomini avrebbero diritto. L'appello all'Europa affinché cementi un'ampia collaborazione fra gli stati membri per un'accoglienza equamente condivisa non può giocarsi sulla pelle dei più deboli. Non è il Mediterraneo, ma Bruxelles la sede in cui il Governo italiano deve far sentire la propria voce, seminando quella cultura della solidarietà, dell'accoglienza e dell'integrazione di cui l'Unione è ancora carente. Fare politica per il "bene comune" e non solo per il consenso vuol dire per l'Italia mantenere un doppio ruolo: continuare ad essere porto sicuro per i migranti, ma al contempo non smettere di sollecitare l'Europa a trovare soluzioni percorribili e condivise responsabilmente da tutti.
Abbandonare innocenti in mare non potrà mai considerarsi una strategia politica, rimane inequivocabilmente una violazione dei diritti umani. Strumentalizzare poi il dramma umano in modo "spettacolare", in una domenica di elezioni amministrative, per prendere più voti, non solo viola la legge e mina l'istituzione, ma soprattutto contravviene al rispetto della libertà di scelta dei cittadini, prerogativa di un paese democratico. Come Partito Democratico ribadiamo il nostro "NO" a questo modo di fare politica, demagogico e arrogante, orientato a diffondere un ingiustificato allarmismo.
Un popolo civile non può chiudere le porte a chi ha bisogno, non può alimentare xenofobia e razzismo e giustificarli all'insegna della difesa dei diritti dei propri cittadini. Al di là delle considerazioni politiche e legali, al di là dell'essere cattolici o meno, umanamente per noi è impossibile pensare che l'Italia, da sempre paese generoso, solidale e accogliente, paese che ha sperimentato sulla propria pelle l'essere straniero in terra d'altri, possa voltare le spalle a chi arriva disperato e impaurito in cerca di accoglienza.

Partito Democratico Abbiategrasso
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Il nostro territorio può diventare un polo di attrazione straordinario per cicloturisti ed escursionisti/camminatori provenienti da tutto il mondo, attuando azioni a favore del “movimento lento” che contribuiscano a migliorare la visibilità e la vivibilità dell’Abbiatense. Sollecitati dal successo delle iniziative legate al mondo della bicicletta organizzate in città in occasione della tappa del giro d'Italia, proviamo ad elencare un insieme di idee concrete e attuabili con costi limitati, ricordando che già adesso il 95% delle persone che si muovono nel nostro centro storico sono pedoni o ciclisti e quindi meriterebbero più attenzioni del rimanente 5% in auto.
PER LO SVILUPPO DEL TURISMO
Attivarsi per sfruttare da subito strumenti e finanziamenti previsti dalla legge 11 gennaio 2018, n 2 "Disposizioni per lo
sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica". Promuovere eventi pubblicizzati ampiamente su web, social, radio, tv e giornali per chi ama spostarsi a piedi o in bici, quali weekend di cicloturismo, settimane dedicate ai trekkers e ai cicloviaggiatori. Per questo turismo il “percorso” è più importante della “meta turistica”: il contatto con il paesaggio, con la sua cultura e tradizione, muoversi in un territorio, osservandolo e conoscendolo, sostandovi per il ristoro, la visita o il pernottamento, è l’essenza del viaggio. Valorizzare la presenza della stazione ferroviaria a pochi passi dal centro: il turismo in treno sta vivendo un periodo di grande espansione, approfittiamo di questo mezzo per far arrivare i turisti a godere delle bellezze del nostro territorio. Disporre segnaletica che descriva i punti di interesse di Abbiategrasso e del suo Ticino sulle alzaie del Naviglio Grande e di Bereguardo per attrarre in città le migliaia di ciclisti in transito ogni fine settimana. Non lontano da Abbiategrasso corrono numerosi itinerari internazionali percorsi ogni anno da moltissimi viaggiatori a piedi o in bici provenienti da tutta Europa (sentiero E1 da Capo Nord a Capo Passero, via Francisca, via Francigena, Eurovelo 5 da Londra a Brindisi, Eurovelo 8 da Cadice ad Atene, ciclovia Aida, Bicitalia 12 ciclovia del Po, Bicitalia 15 ciclovia Svizzera mare, progetto Vento, progetto Mito etc). Per attrarre in città è indispensabile una costante presenza sul web ed una adeguata segnaletica in loco che faccia conoscere il nostro patrimonio monumentale, ambientale e gastronomico. Pensare una strategia locale, ma coordinata con gli altri enti comunali e sovracomunali del territorio, per promuovere a livello nazionale il nostro patrimonio su piattaforme web come Trame d'Italia o simili, che vogliono favorire la conoscenza e la crescita di territori italiani autentici e poco conosciuti, generando occupazione e sviluppo sostenibile, valorizzando le singole componenti e creando sinergie, con un approccio inclusivo e il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati.
PER UNA CITTA' AMICA DELLE PERSONE
Attuare quanto pianificato già 7 anni fa dal PGTU del 2011 (Fase II, delibera di approvazione e All. 07–rete-pisteciclabili), ripristinando e/o tracciando le corsie previste e realizzando i suggerimenti dei cittadini che il piano ha fatto propri. In via Palestro ad esempio, dopo la recente asfaltatura, si può con una spesa modesta creare un percorso sicuro per alunni e genitori. Posizionare la segnaletica di accesso alle zone 30 in modo che le bici in controsenso possano passare a destra delle barriere e non debbano portarsi a sinistra contromano per superarle, come succede quasi ovunque adesso. Rivalutare le scelte del traffico al ponte di San Pietro: il doppio senso di circolazione ha fatto aumentare del 30% il traffico nel centro storico. Infatti venerdì 1 giugno in un'ora abbiamo contato 391 automezzi in uscita dal centro (corso Italia + via XX settembre), erano 305 prima della modifica. In particolare nel tratto di strada compreso tra via Misericordia e via Manzoni, sono passati 219 automezzi in uscita e 87 in entrata, con una crescita del 400% del numero di veicoli in transito. Rilanciare il bicipark della stazione, largamente sottoutilizzato con quasi metà delle rastrelliere costantemente vuote e molto altro spazio disponibile all'interno del recinto, a fronte di una lunga lista di persone in attesa di iscrizione. Queste idee, insieme a quelle da noi già presentate nei mesi passati, sono la nostra risposta all'invito del Sindaco ai ciclisti perché “anche loro facciano la loro parte”. Ci piacerebbe confrontarci direttamente con gli Amministratori e con i cittadini a cui sta a cuore il benessere della città, per realizzare insieme un futuro sostenibile per tutti.

Fiab Abbiategrasso Abbiateinbici
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Affinché l’Amministrazione avvii una vera e propria progettualità nel campo delle politiche giovanili è necessario promuovere la costituzione di una Consulta Giovani. In un momento in cui la realtà giovanile è in continuo movimento e le problematiche che la riguardano sono molteplici e complesse, l’Amministrazione deve ritenere importante e fondamentale il momento di confronto, istituzionalizzando un luogo specifico dove i giovani possono avere la parola sui problemi riguardanti la città, assicurando così una formazione alla vita democratica e alla gestione della vita cittadina. Obiettivo dovrebbe essere quello di costituire un luogo di confronto e dibattito democratico ove raccogliere, da un lato, sollecitazioni e proposte su tutto ciò che può riguardare la condizione giovanile per poi riportarlo al Consiglio Comunale e, dall’altro, idee e iniziative da organizzare e realizzare per il coinvolgimento degli under 30. Per questo motivo la Consulta Giovani dovrebbe essere il primo punto di riferimento di un’Amministrazione per quanto riguarda il rapporto con la realtà giovanile del territorio. Nel Consiglio Comunale tenutosi il 26 febbraio 2018 è stata istituita la Consulta Giovani ai sensi dell’art.1 del Regolamento Comunale delle Consulte. Peccato che ad oggi, e sono passati ormai oltre 3 mesi, la Consulta Giovani, di competenza dell’assessore Beatrice Poggi, non sia ancora stata convocata per la prima assemblea. Un ritardo non solo nella convocazione, ma anche nei tempi impiegati dall’Amministrazione per eleggere i membri rappresentanti della Consulta. Tenendo conto che già nel Consiglio Comunale del 29 settembre 2017 si sarebbe potuto inserire all’ordine del giorno l’istituzione della Consulta Giovani, possiamo tranquillamente affermare di aver perso un anno di lavoro. Ormai la bella stagione è iniziata e potrebbe essere già troppo tardi per la Consulta per elaborare proposte da realizzare nel breve periodo. Siamo così certi che siano i giovani a non interessarsi di politica e non il contrario?

Andrea Zorza
Abbiategrasso Bene Comune
(membro eletto in Consulta Giovani per le minoranze)
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di GRAZIELLA CAMERONI
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Carramba che sorpresa: Abbiategrasso ha un milione da spendere derivante dall’avanzo del bilancio. Così si legge su un giornale locale dopo la conferenza stampa della nostra giunta che ha pensato di convocare giornali e giornalisti per fare questo eclatante annuncio. Negli ultimi 25 anni il bilancio consuntivo del nostro comune è sempre stato approvato con un avanzo di amministrazione, di varie entità, ma sempre con un segno positivo, e nessun sindaco si è mai sognato di fare una conferenza stampa per annunciare questo dato (a cui la giunta Nai ha dato invece un significato roboante.) Che la nostra giunta non sappia più cosa fare per mettersi in mostra l’abbiamo già notato, ma che usi una strategia di questo genere ci sembra davvero di bassa lega…(senza offendere naturalmente la Lega). Un bilancio comunale, come è noto a tutti, non fa utili, ma può fare avanzi o disavanzi. Cos’è un avanzo di bilancio? Sono risorse che restano nelle casse comunali in quanto non spese nell’anno precedente, stanziate ma non spese, oppure entrate più consistenti rispetto al previsto. Cifre destinate ad alcuni interventi che, per una serie di motivi, non sono state spese e vengono spostate nell’esercizio successivo. Non è un motivo di soddisfazione e nemmeno di vanto, assessore Dodi: è fisiologico che all’interno di un bilancio di circa 30 milioni di euro ci sia un avanzo. Inoltre vogliamo sottolineare che proprio nel 2017 si sono svolte ad Abbiategrasso le elezioni; nell’anno in cui si vota è naturale, non solo ad Abbiategrasso, ma in tutti i comuni, che l’avanzo possa essere superiore a quello degli anni precedenti. Questo per due ragioni fondamentali: l’amministrazione che sta per concludere il mandato opera in esercizio provvisorio fino all’approvazione del bilancio (l’anno scorso è stato approvato a fine aprile) e quella che si insedia sicuramente ha bisogno di qualche mese per assestarsi. Tecnicismi a volte oscuri al cittadino comune, ma proprio per questo è necessario essere corretti nella presentazione dei risultati. Quindi, assessore Dodi, sindaco e vicesindaco, non ci sono motivi per fare una conferenza stampa per autocelebrarsi dopo pochi mesi dall’elezione; non ci sono motivi populistici per dire ai cittadini che, grazie alla revisione del bilancio, si asfalteranno le strade. Se di colpo gli uffici trovano il modo di fare una pulizia dei debiti e dei crediti, la domanda che sorge spontanea ad un consigliere comunale è: “Perché non l’hanno fatto prima, visto che si parla di partite anche del 2010 o prima ancora?". Quindi, invece di cercare applausi, si chieda ai suoi uffici come mai si è aspettato così tanto a fare pulizia. Non vogliamo essere tanto maligni da pensare che abbiano aspettato una maggioranza diversa. Il sindaco Nai fa riferimento al primo anno di amministrazione, ma vorremmo ricordare che si tratta dei “primi sei mesi” in quanto il bilancio si chiude al 31 dicembre 2017; in questi mesi basta un rapido sguardo per cogliere che l’amministrazione non ha fatto nulla se non riaprire la Ztl alle macchine e annullare la variante al PGT per permettere la nascita di un centro commerciale. Ma il sindaco Nai dichiara di aver chiuso l'annata finanziaria con un ottimo risultato! L'avanzo non è un ottimo risultato! Se non lo capisce il sindaco, speriamo lo capiscano almeno i cittadini. Sono sempre soldi dei cittadini che invece di essere spesi in tempo, verranno spesi l’anno successivo….tutto qui. Se Nai vuole una medaglia per questo, gliela faremo avere al più presto. L'ass. Dodi dice ai giornali che i conti sono in ordine, meglio di quanto non siano mai stati negli ultimi anni. Ma chi gli dice questo? Come fa a saperlo visto che dell’amministrazione comunale non si è mai interessato in precedenza? Gliel'hanno forse detto gli uffici? C’è in consiglio Lovati che ha fatto l’assessore al bilancio e può confermare che quanto detto non è affatto vero. Se invece fosse proprio così, chiediamo ai nostri funzionari di venirlo a dire in consiglio comunale e di motivare in questa sede il loro operato precedente ed eventuali inadempienze. Se no, dobbiamo dedurre che sono solo sparate al vento, di bella facciata e nient’altro. Il vero merito si potrà verificare alla fine dell’anno in corso, quando dovrete venire in consiglio comunale a raccontare come avete speso questi soldi, quali interventi sono stati fatti, come si sono usate le risorse per far fronte ai problemi dei cittadini. Avete sette mesi di tempo e noi vi staremo addosso per controllare come investirete questo denaro pubblico. Le medaglie si danno dopo che le opere sono state fatte, non quando si promettono, perché su qualche promessa il nostro sindaco si è già dimostrato inaffidabile. Adesso aspettiamo di vedere il resto. Complimenti anche per gli spazi finanziari avanzati e non ceduti per circa 3 milioni di euro: si tratta di risorse figurative di bilancio che lo stato, modificando il patto di stabilità, ha voluto dare ai comuni per incentivare gli investimenti. Ricordiamo le critiche fatte da Pusterla e dal centro destra l’anno scorso per aver avanzato più o meno la stessa cifra, ma la differenza questa volta c’è: la passata amministrazione era a fine mandato e a programmazione ormai chiusa, mentre voi la programmazione non l’avete neppure incominciata. Concludendo, queste osservazioni sono di buon senso, giustamente critiche perché si cerca di fare passare messaggi falsi e fuorvianti e questo non è onesto, non è accettabile. Stiamo aspettando che voi facciate il vostro dovere, evitando di imbonire la cittadinanza con conferenze stampa autocelebrative, davvero un po' meschine. Un'opposizione attenta e responsabile serve proprio a questo, ad impedire che i cittadini abbiano una visione alterata della realtà, a stimolare la necessaria trasparenza, a sollecitare tutti gli interventi richiesti dalla città. E a proposito di trasparenza, ritorno a quanto sollecitato nei cinque minuti iniziali dal collega Granziero: dal 29 gennaio aspettiamo una risposta alla richiesta di conoscere i costi della fiera di Ottobre e di Abbiategusto.
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(M.S.) - Nella serata di venerdì 10 agosto, organizzata dalla Condotta Slow Food di Abbiategrasso e Magenta, presso il Cortile del Pozzo dell'Istituto Golgi si è svolta "Le stelle nei calici", cena con risotto oro e gorgonzola, salumi e formaggi del Consorzio produttori del Parco del Ticino, anguria, vino e acqua. Musica curata dal dj Roby Due. Durante la serata erano presenti i volontari di Avda (Associazione Vigevanese Divulgazione Astronomica) e con l'ausilio dei loro telescopi è stato possibile osservare il cielo. A rappresentare l'amministrazione comunale, presente il sindaco Cesare Nai. Si è trattato di una iniziativa che viene organizzata tutti gli anni in occasione della notte di San Lorenzo, quella delle stelle cadenti, utilizzando lo spazio del cortile del Pozzo del vecchio Golgi "tra l'altro un bellissimo spazio che in futuro potrebbe essere utilizzato anche per iniziative importanti", commenta il primo cittadino. "Un evento organizzato in un periodo nel quale la città si svuota per le vacanze di agosto che permette a chi rimane in città di partecipare". Presenti alla serata numerosi personaggi che in passato facevano parte della soppressa Fondazione per la promozione dell'Abbiatense la cui riesumazione è confermata dallo stesso sindaco Nai. "E' in programma la costituzione di un nuovo soggetto che si occuperà di organizzare tutti gli eventi che il Comune riterrà di dover mettere in atto". "Quella delle Stelle nei calici" è una cena che nel tempo si era un pò persa e che noi della ricostituita Condotta Slow Food abbiamo ripristinato" - aggiunge Adolfo Lazzaroni. Sono risultate essere almeno una settantina le persone presenti alla cena, fra le quali il consigliere comunale di minoranza Luigi Tarantola della lista civica Ricominciamo Insieme. "Spero che qualche stella cada, ho qualche desiderio da esprimere, a partire dalla nuova piscina - afferma il titolare dell'omonima riseria di Albairate - . La nuova struttura natatoria dev'essere costruita con criterio. Non serve realizzarla in un luogo dove già esiste e dove per accedervi occorre attraversare un passaggio a livello pericoloso. Già questo scredita la location che è stata scelta. Al sottoscritto piaceva l'idea della cittadella dello sport in viale Sforza, un luogo nel quale progettare un masterplan sportivo completo di tutti gli impianti. Mi sembra alquanto evidente e lampante che le minoranze in consiglio comunale non vengono ascoltate".

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Lo scorso 8 agosto è ricorso l'anniversario della tragedia avvenuta nel 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in cui persero la vita ben 262 persone, di cui 137 italiani. Un evento micidiale, un gravissimo episodio di morte sul lavoro, come lo definiremmo oggi. Marcinelle, però, al di là della memoria che ci impone la storia, che giustamente deve avere le proprie liturgie istituzionali affinché rimanga viva la fiammella del ricordo di queste persone necessita di una riflessione di ampio respiro su quale insegnamento (o quali insegnamenti) possiamo trarre da questo episodio. Una risposta è possibile darla subito: Marcinelle può avere significati molteplici nei confronti del nostro mondo del lavoro. Un primo significato riguarda la dignità del lavoro. Dignità che a volte può risultare un termine ampio, vago e fumoso, ma che può concretizzarsi ad esempio nelle condizioni di sicurezza in cui la persona lavora. Complice la tecnologia dell'epoca il legno era il materiale più utilizzato, ma sicuramente il più pericoloso in caso di incendio. Anche oggi, però, si muore sul lavoro, nonostante di passi in avanti se ne siano fatti e talvolta le negligenze sono volute, anche in un'ottica di "risparmio" da parte di persone senza scrupoli. Non è un caso che il disastro avvenuto alla Tyssenkrupp abbia molte somiglianze con quello di Marcinelle, seppur di portata minore per numero di vittime. La sicurezza è un diritto del lavoratore ed è un pilastro fondante del lavoro. Senza sicurezza non si lavora e se non si lavora non si può vivere, così come non si può vivere senza sicurezza. E' un circolo che parrebbe vizioso, ma che in realtà la politica ha il compito di rendere virtuoso (ed in parte ci sta riuscendo), pur essendo la strada ancora lunga. Serve formazione, investimenti nella ricerca e un controllo capillare su chi non rispetta le regole. Spesso la tragedia di Marcinelle viene assimilata anche al dramma delle persone che emigrano per lavorare e trovano la morte, magari in condizioni di precariato estremo quando non di sfruttamento. Certamente gli eventi degli ultimi giorni, come i disastri avvenuti nelle campagne foggiane, non possono non interrogarci su cosa voglia dire per una persona lasciare tutto per cercare fortuna in un altro paese. Noi italiani l'abbiamo fatto, chi in America, chi in Germania, chi in Belgio, proprio come quei minatori. Oggi ancora molti italiani emigrano, ma anche altre persone vengono in Italia o emigrano in altri paesi e si ritrovano a fare i lavori più umili. Non voglio qui cadere nella semplice retorica, ma vorrei porre un interrogativo: è umanamente possibile pensare che una persona venga fatta lavorare in condizioni talmente precarie da essere assimilabili alla schiavitù? Seguendo il precetto "il lavoro nobilita l'uomo", quella persona sarà nobilitata oppure sarà degradata? E' compito primo della politica, senza distinzione di colore, promuovere una politica ed una cultura del lavoro dove l'umano sia al centro. Una cultura che scaturisca dalla sinergia tra le varie parti sociali e che sappia creare un clima positivo e propositivo che tenda al miglioramento costante. Questa lotta non può essere fatta individualmente o localmente, ognuno nel proprio recinto. Parlando del mondo del centrosinistra, di cui faccio orgogliosamente parte e cui mi rivolgo con rispetto per ogni corrente di pensiero, non si può pensare che un tema così importante e grande come il lavoro possa essere affrontato in solitudine. E' necessario un processo di unione a livello nazionale, ma soprattutto a livello internazionale. Deve crearsi un modello, un modus operandi di tutte le forze progressiste del mondo dove si recuperi quella centralità del Lavoro (quello con la L maiuscola) che troppo spesso è stato relegato a semplici cifre, dimenticando il lato più importante di esso, quello umano. Non bisogna mai dimenticare che dietro ai numeri ci sono delle persone in carne ed ossa, con delle famiglie, dei sogni e delle aspirazioni. Il lavoro deve tornare ad essere elemento catalizzante e centralizzante dell'autodeterminazione dell'individuo e della socieà. Marcinelle è un segno forte nella memoria collettiva, ma affinché la memoria non sia semplice esercizio mnemonico serve la riflessione e la sintesi del senso degli eventi. Solo così la storia ha un valore positivo nella nostra società.

Fabio Baroni, PD Abbiategrasso
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(M.S.) - A Settembre, una volta archiviato l'Agosto in Città nella giornata di Ferragosto, altri due importanti appuntamenti andranno in scena nell'area ricreativa di via Stignani organizzati dai volontari della Cappelletta guidati dal presidente Pierluigi Gillerio: la Festa dell'Uva (1 e 2 Settembre) e la quarantunesima edizione della Festa Rionale (8, 9 e 10). La prima manifestazione sarà interamente dedicata all'Anffas Onlus e al Melograno di Abbiategrasso, ai quali andrà il ricavato della festa per il progetto "Dopo di noi, con noi", la nuova struttura per persone disabili recentemente sorta in Strada Cassinetta. La Festa Rionale che si concluderà lunedì 10 con lo spettacolo dei fuochi pirotecnici, fa parte della tradizione del Gruppo La Cappelletta e nel corso delle tre serate parteciperanno, fra gli altri, le bande cittadine Garibaldi e Filarmonica, società sportive, gruppi di ballo e, naturalmente, orchestre musicali quali "Anthony Live", Stefano Frigerio e Max Pinci e Lorena. E come da tradizione, nella serata conclusiva il Gruppo La Cappelletta inviterà a cena e a partecipare alla festa il sindaco Cesare Nai e la giunta comunale al gran completo.
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(M.S.) - Dopo un mese di giugno a dir poco strepitoso per quanto riguarda l'affluenza di pubblico nell'area ricreativa di via Stignani gestita dal Gruppo La Cappelletta, anche luglio non è stato da meno con il "cambio" del giovedì al posto della domenica. Quattro giovedì dedicati alla musica di ascolto con i tributi ai vari Vasco Rossi, Queen e Pink Floyd, più una serata con canzoni in dialetto milanese eseguite dai "Cantamilano" e quattro sabati sera con cena, ballo con esibizioni sul palco delle orchestre Simpatia Band, Lucia, Max Pinci e Lorena e Angela band. A chiudere degnamente il mese di luglio, stavolta eccezionalmente di domenica, l'ospitalità fornita dalla Cappelletta alla corsa ciclistica del Velo Sport, il giorno 29, con serata danzante curata dall'orchestra di Fiorenza Lelli. Nelle ampie cucine del gruppo dei volontari biancoazzurri guidati dal presidente Pierluigi Gillerio, una gradita novità: la presenza del noto chef abbiatense Lele Picelli il quale ha accettato di buon grado di entrare a far parte dello staff di cuochi della Cappelletta. Picelli, già operativo nelle scorse serate ai fornelli nel cucinare il pesce, la sua specialità, sarà presente in diverse occasioni anche nel corso dell'ormai imminente "Agosto in Città" a dar man forte in cucina e sarà fonte di preziosi insegnamenti per gli chef biancoazzurri. Picelli, che deve molto a suo padre che purtroppo è venuto a mancare quando lui aveva solamente 18 anni, con la famiglia ha sempre frequentato i grandi ristoranti di Milano e già a 10 anni aveva le idee chiare rispetto a cosa avrebbe fatto nella vita: il cuoco. E c'è riuscito con ottimi risultati. Lo chef, alla Cappelletta presta la sua opera in forma assolutamente gratuita. Il giorno 1° agosto, come detto, prenderà il via l'Agosto in Città, evento atteso dai cittadini abbiatensi - e anche del territorio - che non partiranno per le vacanze estive. E' una manifestazione che resiste nel tempo da quasi quarant'anni, inizialmente allestita nel prato di viale Sforza e successivamente nella struttura di via Stignani. Quindici giornate e serate, Ferragosto compreso, di buon cibo, musica e divertimento. Come consuetudine, ciascuna serata sarà dedicata ad una associazione alla quale il Gruppo La Cappelletta non farà mancare il proprio sostegno economico. Con i loro stand si alterneranno, nell'ordine: Abbiateinbici, Amici dei Mici, La Tribù, Portico della Solidarietà, Nchekwube, Arca delle Code, Associazione Portico di Rho e Paroikia. Chiuderà l'Agosto in Città, nella serata di Ferragosto, l'orchestra di Stefano Frigerio. Altre importanti manifestazioni saranno organizzate dal Gruppo La Cappelletta nel mese di settembre: due giornate dedicate all'Anffas e l'ormai immancabile Festa Rionale con tanto di fuochi pirotecnici nella serata finale di lunedì 10.
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(HWQ) - Domenica 22 Luglio alle ore 11.30, dopo la Santa Messa domenicale a Castelletto nella Chiesa di Sant’Antonio Abate si è svolta l’inaugurazione della statua restaurata di Sant’Antonio Abate posta a fianco della “Antica Posteria Invernizzi” e del ristorante “All'Orto di Sant'Antonio”. La cerimonia ha visto la presenza di fedeli, cittadini di Castelletto ed Abbiategrasso, curiosi e appassionati di arte, storia e cultura locale. La parola è stata data alla restauratrice dell'opera, la dottoressa Sara Garanzini, che ha lavorato da sola al restauro. Ha spiegato: “Per quanto riguarda l’operazione, ho rimosso tutti gli interventi di questi anni, ho deciso anche di togliere le lampadine, simbolo di devozione verso il santo. E' stato inoltre interessante scoprire che la testa del santo è in terracotta, databile quindi in un momento precedente rispetto al corpo composto da amalgama cementizia; presumo che in una caduta l’unica cosa a salvarsi fosse stata la testa e che dunque il corpo venne ricostruito in un momento successivo. Infine sono intervenuta sul colore con l’acquarello e il conseguente consolidamento, mentre la cornice è stata reintegrata con dei colori a calce”. Subito dopo la benedizione del monumento da parte di monsignor Innocente Binda, Parroco della Chiesa di Santa Maria Nuova, ha preso la parola Francesco Bottene, Assessore al Rilancio Economico delle Attività e delle Imprese nella veste di Sindaco di Abbiategrasso. “È un evento importante che dà nuova luce al Sant’Antonio Benedicente, simbolo della comunità di Castelletto. Ridare lustro a questo simbolo significa dare nuova vita alla stessa comunità”. Secondo la dottoressa, architetto e vicepresidente della Pro Loco di Abbiategrasso, “La statua è stata costruita un periodo che va del 1500 al 1600, sarebbe la prima immagine di devozione religiosa nel posto attuale”. Il presidente della Pro Loco di Abbiategrasso, Vittorio Malvezzi ha detto: “L'obbiettivo, oltre quello di riportare a nuova luce un importante monumento è stato quello di stabilire un legame con la comunità di Castelletto. Questo importante restauro è stato una iniziativa in collaborazione finanziata dell’Associazione Alpini di Abbiategrasso e dalla ProLoco di Abbiategrasso”. Alla fine è stato offerto un rinfresco a cura di Gianfranco Invernizzi ella moglie Miriam, proprietari dell’Antica Posteria Invernizzi, che per l’occasione, hanno ricreato un biscotto, composto di mais, frumento, farina di riso, spezie e gocce di essenza di limone, piatto molto popolare nel periodo nel 1300 al 1475.
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UN PO' DI STORIA
Il Comune di Castelletto fu un comune autonomo del Sec. XIV (1301 al 1400 Circa) al 1757. Il Comune di Mandosio (o Mendosio) fu un comune autonomo del Sec. XV (1401 al 1500 Circa) al 1757. Poi dalla fusione del Comune di Castelletto e Mandosio (o Mendosio) nel 1757 ncque il Comune di Castelletto–Mendosio (1757-1869) anche questo un comune autonomo. Alla fine nel 1869 il Comune di Castelletto-Mendosio venne aggregato al Comune di Abbiategrasso (R.D. 21 Marzo 1869, n. 4980). La antica osteria Sant'Antonio si trova lungo la sponda ciclabile del Naviglio Grande ad Abbiategrasso, proprio nel punto in cui il Naviglio Grande si dirama creando il Naviglietto facendo una curva ad angolo retto che si dirige verso Milano. La frazione prende il nome di “Castelletto”, infatti in questo luogo si trovava una piccola fortificazione sorta nella seconda metà del Trecento. La antica osteria (l'attuale ristorante all'Orto di Sant’Antonio) apparteneva alla nobile famiglia degli Olgiate che la costruirono dopo che Galeazzo Maria Sforza concesse loro la vendita di pane, vino e carne al minuto senza l’obbligo di far pagare il dazio. Gli Olgiate furono esiliati per aver partecipato all’uccisione del Duca nel 1476 e nel 1530 la struttura fu venduta ai Belandis per divenire proprietà degli Cittadini-Stampa. All’interno del ristorante si trova un’antica ghiacciaia, una suggestiva sala rotonda in mattoni che risale al 1411 circa e mantiene tuttora lo stile di una locanda d’altri tempi; questa sala è adatta a pranzi e cene di lavoro, o eventi speciali in un ambiente unico e riservato.
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(M.Scotti) - La nutritissima schiera di partecipanti a "Tutti insieme per l'Hospice" verso le due di notte di domenica 22 luglio se n'è andata con il sereno convincimento di aver partecipato a favore di un'opera estremamente importante: quello di aver contribuito al riuscire a donare qualcosa all'Hospice di Abbiategrasso, la struttura benemerita di via Dei Mille. "Qualcosa" è stato donato: circa 1.700 - 2.000 euro grazie agli oltre 200 partecipanti alla cena organizzata dal Tennis Club Boschetto. Cifra alla quale va aggiunta la donazione effettuata dal Rotary Club Morimondo e consegnata ai rappresentanti dell'Hospice nel corso dello stesso evento. Una bella e rilassante serata dal nobile scopo con tanto di sfilata di moda organizzata dai commercianti abbiatensi guidati da Tiziana Losa, con l'esibizione di nuoto sincronizzato e di street dance e la musica dal vivo. Per la realizzazione della serata, il TC Boschetto si è avvalso della collaborazione del gruppo Alpini di Abbiategrasso, dei volontari dell'Hospice e di numerose attività commerciali e imprenditoriali cittadine e non. Cena curata dal gruppo Alpini presenti nella cucina del Boschetto con 5 elementi,compreso il capogruppo Alfonso Latino: antipasto di affettati vari, polenta taragna, grigliata di carne, formaggi lombardi dop e dessert. Sabato sera al Boschetto si è quindi respirata una bella aria, quella della solidarietà e della prestazione d'opera assolutamente gratuita. Ringraziamento sentito, da parte del presidente del TC Boschetto, Davide Brambillasca nel suo breve discorso di benvenuto ai presenti, alla consigliera comunale di maggioranza Sara Valandro "che in questi giorni è stato il mio incubo gioioso, una persona assolutamente tenace, determinata che nel suo cuore ha, fra le altre, due passioni fondamentali: l'amore per la sua famiglia e l'amore per l'Hospice" - ha affermato Brambillasca che al termine della riuscitissima serata ha commentato ad HWQ: "La partecipazione è stata davvero straordinaria. Questa sera si è realizzato un evento storico per Abbiategrasso, mai promosso da nessuno. E' riuscito a farlo il Tennis Club Boschetto con la collaborazione solidale di quasi tutte le organizzazioni abbiatensi. Mi riferisco naturalmente agli Alpini in primis, ai volontari dell'Hospice, a tutto il personale del Boschetto che si è dato da fare e a tanta gente che devo soltanto ringraziare. Siamo stati felici di organizzare questa manifestazione in collaborazione con la Rari Nantes di Legnano che ha presentato uno spettacolo bellissimo anche se necessariamente troncato nel suo tempo di durata per ragioni legate agli spazi e al tempo dedicato; con la New Easy dance di Albairate e con una fantastica sfilata di moda presentata dai commercianti di Abbiategrasso. Gli Alpini, i veri artefici della parte mangereccia, si sono dimostrati all'altezza della loro fama e si sono organizzati per servire una moltitudine di persone, molte delle quali neppure invitate che si sono presentate spontaneamente e che non abbiamo potuto escludere dalla serata. Intorno a noi avevamo circa 200 partecipanti. Francamente, più di così non potevamo fare". "Tutti insieme per l'Hospice" ha rappresentato l'occasione per promuovere e pubblicizzare la struttura del TC Boschetto e tutto quanto è in grado di offrire, vale a dire molto dal punto di vista sportivo, ricreativo e di balneazione. Con il risultato raggiunto dalla serata di sabato, il TC Boschetto pensa di donare all'Hospice di Bià una cifra variabile fra i 1.700 e i 2.000 euro, più della metà dell'incassato. "E questo solo grazie alla totale assistenza volontaria di tutti quelli che hanno permesso la realizzazione della serata" - ha concluso il presidente. Nel frattempo, l'attività del TC Boschetto prosegue con i tornei di tennis (ne vengono organizzati quattro ogni anno), sia a livello provinciale - regionale, sia interno a livello di club.
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Mercoledì 18 luglio, con un’affollatissima assemblea presso la Cooperativa Rinascita, è nato il Comitato Antifascista Abbiatense. A dar vita a questo importante organo sono state le numerose realtà che hanno espresso preoccupazione e sdegno, nelle scorse settimane, per la concessione, il 6 e 7 luglio, di uno spazio pubblico a un’organizzazione che, sfruttando il suo mimetismo camaleontico, agevola e promuove il diffondersi d’istanze nazifasciste, antisemite e razziste e che ha il nome di Lealtà Azione. Il Comitato Antifascista Abbiatense sorge perciò dall’incontro di quei Cittadini, Cittadine, Partiti, Liste Civiche, Associazioni, Anpi e Movimenti che avevano chiesto al Sindaco Nai, nel rispetto dei principi antifascisti della Costituzione su cui per primo ha giurato, di negare il permesso di utilizzo dello Spazio Fiera a Lealtà Azione. A seguito della sordità palesata dal Primo Cittadino, il Comitato ha deciso di darsi una forma che agevoli il confronto e il coordinamento della sua sfaccettata moltitudine. Il suo obiettivo è quello di impedire la concreta diffusione di idee e azioni neonazifasciste nel territorio abbiatense e di inchiodare alle proprie responsabilità le istituzioni e i rappresentanti amministrativi complici di questa possibile deriva. In questi giorni stanno emergendo dei dettagli inquietanti rispetto all'iter procedurale di concessione degli spazi comunali per la "Festa del Sole". La richiesta di un'informativa, da parte degli uffici comunali, ha fatto emergere nuovi dubbi sulle modalità di ottenimento dello Spazio Fiera e sul senso politico della concessione. Le informazioni raccolte dagli uffici comunali hanno reso noto che il 20 marzo è arrivata una richiesta agli uffici comunali, che chiedeva l'utilizzo per un'iniziativa completamente diversa da quella che si è poi effettivamente svolta il 6 e 7 luglio. Si chiedeva l'utilizzo dei soli spazi esterni e il porticato, senza alcuna richiesta per l'utilizzo dell'auditorium. Auditorium, che è stato quindi utilizzato senza previa autorizzazione. Il Comitato perciò si domanda come abbia fatto Lealtà Azione ad entrare se l'auditorium era chiuso, non adibito a uso pubblico in quel momento e chi gli abbia aperto. Inoltre, nella richiesta di utilizzo degli spazi non era menzionato alcun riferimento a Lealtà Azione, alcun riferimento di carattere politico, nessun accenno alle “band nazirock”, “alla sovranità e all'autonomia”, “ai laboratori politici” e alla presenza di senatori, deputati e assessori regionali leghisti e di Fratelli d’Italia. Solo nei primissimi giorni di luglio, tramite gli organi di stampa, sono emerse la vera natura e il programma dell’iniziativa, e solo dopo esplicite richieste degli uffici sono diventate chiare le incongruenze. Solo dopo “la festa”, però, il quadro completo di quanto è accaduto, comprensivo di braccia tese, lodi a Mussolini e danni alla struttura, si è fatto evidente. Il 12 luglio, il consigliere Biglieri ha fatto emergere in consiglio comunale tutti questi dettagli allarmanti. Come risposta, oltre alla minimizzazione da parte del Sindaco e di alcuni consiglieri di maggioranza, ha subìto, nei giorni seguenti, attacchi su alcuni “blog d'informazione” e sui social, fino ad arrivare alle minacce di denuncia da parte di Lealtà Azione. Vogliamo esprimere la nostra più ferma e concreta solidarietà al consigliere Biglieri e invitiamo tutte le forze democratiche, che si rifanno ai principi della Costituzione, a continuare a far emergere le contraddizioni di questo triste accadimento, denunciando all’opinione pubblica la vera natura di queste organizzazioni e facendo emergere responsabilità e complicità da parte degli amministratori locali. Di fronte a tutto questo, alla città blindata per due giorni, con ingenti presidi di forze dell'ordine in assetto antisommossa, alla comunità cittadina divisa e fortemente scossa da quanto accaduto, alle tensioni istituzionali e sociali, ai polveroni virtuali e reali che attraversano la città, riteniamo che ci sia una responsabilità profonda da parte dell'attuale sindaco in carica Cesare Nai. Il sindaco Nai ha affrontato e continua ad affrontare la situazione con estrema superficialità, in modo contraddittorio e menzognero nonostante i dettagli e le incongruenze che man mano emergono. Il sindaco Nai afferma il falso quando dice che non poteva fare nulla, che è andato tutte bene, che l'iter di richiesta e concessione è rientrato nelle normali procedure, che non ci sono elementi per considerare Lealtà Azione un’organizzazione diversa dalle altre. E, soprattutto, si sbaglia quando parla di libertà d'espressione. Non è questo il caso! Riteniamo questo atteggiamento da parte del Primo Cittadino grave e doloso per l'intera comunità, per tutto il territorio e non solo. Il Sindaco Nai rischia di passare alla storia come il primo sindaco Italiano che appoggia, sostiene e giustifica un'organizzazione dell'ultradestra neofascionazista.
#sindacocesarenaidimettitisubito

Comitato Antifascista Abbiatense
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Egregio Direttore, è notizia di questi giorni che il Presidente della Regione Lombardia Fontana sarebbe intenzionato a guardare al modello Parigi per garantire investimenti e migliorare il servizio di treni suburbani. Zyme – che sin dalla sua nascita ha sempre considerato i numerosi problemi che affliggono in particolare la linea ferroviaria MiMoAl – è profondamente convinta che sia indispensabile ispirarsi a modelli di trasporto già altamente performanti sull’esempio di altre città europee, Parigi e Londra in primis a cui Milano non avrebbe nulla da invidiare. Seppur con notevole ritardo da parte delle Istituzioni rispetto alle aspettative dei pendolari, ci fa piacere constatare che una riflessione in tal senso che va esattamente nella direzione di quanto Zyme sosteneva e sostiene, possa oggi essere considerata. In tal senso era stata prodotta anche una testimonianza tracciata in un video che rialleghiamo (e che risale al settembre 2014, quasi 4 anni fa) dove si dimostra che una cittadina della periferia parigina del tutto paragonabile ad Abbiategrasso (Maisons Laffitte, circa 30 mila abitanti, a circa 20 km da Parigi come lo è Abbiategrasso rispetto a Milano) veniva collegata con frequenza di treni estremamente efficiente (ogni 10 minuti circa) anche a tarda sera con Parigi. Un servizio di tale genere non è peraltro valido solo per i pendolari: un collegamento virtuoso ed affidabile porterebbe in senso lato valore aggiunto alle cittadine della periferia (come appunto Abbiategrasso) che potrebbe diventare un centro di riferimento per investimenti, convegni, sedi distaccate di grandi aziende, polo universitario esterno, centro di ricerca, polo per l’innovazione tecnologica, circuito culturale che punta a valorizzare altri Comuni limitrofi a 15 minuti circa di percorrenza da Milano su treni moderni e sicuri. Questa non è fantascienza ma realtà, visto che in altri Paesi è la regola. È anzitutto necessaria una volontà politica, una rivoluzione culturale che si associ ad una capacità di visione che vada al di là di interessi ristretti di cui troppo spesso la stesse amministrazioni locali sono state vittime, avallando di fatto una situazione negativa dei trasporti non più sopportabile in una realtà che vorrebbe definirsi moderna. È ora importante che dalle parole si passi ai fatti.

Claudio Pirola per Zyme – Associazione politico-culturale in Abbiategrasso
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(HWQ) - Il Laboratorio di Restauro della Quadreria di Santa Maria Nuova di Abbiategrasso è aperto al pubblico, durante i mesi di Luglio e Agosto 2018 di Giovedì, Venerdì e Sabato delle ore 10.00 alle 12.00 e delle 15.00 alle 17.00. Durante la visita il pubblico presente può ammirare da vicino il restauro di una serie di 21 quadri presenti nella Basilica di Santa Maria Nuova, che ritraggono i preposti e i parroci della parrocchia della “Collegiata della Basilica Romana Minore di Santa Maria Nuova”, fondata da San Carlo Borromeo il 2 Aprile 1578. Il pubblico è invitato dall’equipe delle restauratrice Anna Valeria Soragna, Giovanna Colombo e Veronica Sfondrini a visitare il laboratorio di restauro (cantiere aperto) allestito nel coro della Chiesa di San Bernardino di Abbiategrasso in Via Giuseppe Borsani. Il progetto “Imagines Memoriae – Immagini della Memoria” si propone di recuperare il patrimonio artistico e culturale rappresentato dalla collezione pittorica detta “Quadreria di Santa Maria Nuova”. I lavori di analisi delle opere e di restauro vengono condotti da un’Equipe dedicata di restauratrici. Il progetto pluriennale, patrocinato da Comune di Abbiategrasso, Fondazione per Leggere ed Ente Parco del Ticino, prevede la creazione di un laboratorio di restauro aperto, allestito all’interno della Chiesa di San Bernardino in Abbiategrasso. La chiesa sta diventando sempre più̀ il luogo per la realizzazione di eventi, workshop, concerti, il tutto a sostegno del progetto stesso. Il contributo di Fondazione Ticino Olona è fondamentale per l’avvio delle attività̀ didattiche che sono parte integrante del progetto generale. E’ già̀ elevata la partecipazione di aziende e realtà̀ associative del territorio, coinvolte attraverso diverse modalità̀ secondo un programma di respiro pluriennale.
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Un’estate più calda del solito la scena politica abbiatense - magentina di quest’anno. Oltre ai fatti di stretta rilevanza locale come gli ormai sfiancati pendolari e la questione del Pronto Soccorso di Abbiategrasso che non cenna a sbloccarsi, due eventi hanno alzato ulteriormente la temperatura della mezzaluna fertile dell’area metropolitana milanese: la Festa Del Sole organizzata dall’estrema destra ad Abbiategrasso e la protesta della comunità islamica di Magenta in merito alla mancanza di spazi per la preghiera. In occasione della Festa Del Sole c’è stata una grossa mobilitazione della società civile, le organizzazioni partigiane, 22 sindaci firmatari di un appello di biasimo all’iniziativa oltre all’intervento di autorevoli personalità della sinistra come l’onorevole Emanuele Fiano venuto ad Abbiategrasso per sostenere la democrazia e i valori repubblicani nella nostra zona senza dimenticare le dichiarazioni della senatrice a vita Segre, ed è superfluo ricordare il significato morale delle sue parole. Quasi contemporaneamente a quegli eventi l’internazionale Socialista, l’organizzazione che raggruppa molti partiti di ispirazione socialista in tutto il mondo, ha approvato una mozione per il boicottaggio dello stato d’Israele. Il partito laburista israeliano per protesta ha lasciato l’internazionale. Boicottaggio da subito condannata in Italia da noti esponenti del centro sinistra come Piero Fassino. Emanuele Fiano dalla sua pagina facebook fa notare la grande ipocrisia, dato che al netto degli eventuali errori del governo di Gerusalemme nessuna forma di boicottaggio da parte dell’Internazionale sia mai stata attuata verso paesi dittatoriali e feroci, mentre si vuole boicottare l’unica democrazia in Medio Oriente che per 70 anni è rimasta tale nonostante il perenne conflitto con i vicini arabi, conflitto che ad esempio non impedisce a migliaia di palestinesi omosessuali di rifugiarsi nello stato ebraico, unica realtà della zona dove per poter vivere liberamente la propria vita a prescindere dal proprio orientamento sessuale. Un’Internazionale che negli ultimi anni ha sempre avuto al suo interno spinte scissioniste (nel 2013 avevano minacciato di andarsene i socialisti svizzeri in scia ai socialdemocratici tedeschi), forse proprio per queste contraddizioni che emergono in modo lampante e che non possono non creare un certo disagio (quando non imbarazzo) ai partiti membri di questa associazione storica. Insomma se la sinistra vuole ancora contare qualcosa nelle decisioni del mondo, deve essere coerente con se stessa difendendo la memoria degli ebrei morti come ha fatto il 6/7 Luglio 2018 ad Abbiategrasso, sia difendere e non attaccare ingiustamente gli ebrei vivi, ma al contrario ricollegarsi a quella parte di sinistra democratica che ha fondato Israele. La sinistra di Ben Gurion, Golda Meir, Rabin e Peres, come ha ricordato sempre Emanuele Fiano nel suo post. Nel frattempo a Magenta la comunità islamica protestava giustamente la mancanza di spazi di preghiera, ricevendo una sostanziale alzata di spalle dall'amministrazione di centro destra e del Sindaco Calati, che si sono richiamati alla legge regionale, unica in Italia e forse in Europa, sui luoghi di culto, la quale mette stretti vincoli e molti oneri nella costruzione di nuovi luoghi di culto. Qualsiasi culto: evangelici, buddisti, islamici, ebraici eccetera. Insomma avvantaggiando la religione Cattolica che non ha certo bisogno di ulteriori luoghi di preghiera e ostacolando di fatto l'esercizio di altre confessioni, qualsiasi confessione. Se ci eravamo liberati finalmente della religione di Stato, la destra lombarda vorrebbe fare ora la religione di Regione. Qualcuno dirà “e la sicurezza?” “e il pericolo fondamentalismo?” Noi rispondiamo che il fondamentalismo non si radica nelle moschee ufficiali e riconosciute, dove le autorità conoscono l'Imam che può eventualmente segnalare teste calde o comportamenti sospetti. Ricordiamo infatti che alcuni attentati sventati nel Regno Unito sono avvenuti dopo segnalazioni degli imam delle moschee e altri invece sono avvenuti perché la polizia li ha ignorati. Vietando gli spazi, mettendo mille ostacoli invece si costringe le persone di fede musulmana a pregare negli scantinati e nei sottoscala, dove non c’è nessun controllo, dove - lì si - è più facile che si annidi il fondamentalismo. Questo la destra non lo capisce e aggrava il problema sicurezza invece di risolverlo. Glocalizzazione o glocalismo è un concetto formulato 3 decenni fa all'interno della cultura giapponese e sviluppato in occidente da vari pensatori tra cui il sociologo Zygmunt Bauman , per interpretare la globalizzazione in relazione alle realtà locali. Questo nostro articolo verte su questo concetto, perché crediamo che ciò che accade a Magenta, Abbiategrasso o a Gerusalemme in Israele sia interconnesso, anche se non è subito evidente. Serve una sinistra nuova che esca da logiche terzomondiste come quelle recentemente espresse dall'Internazionale socialista, ma coniugandole con i temi dei diritti e che si faccia interprete delle sfide del domani. Abbandonare il terzomondismo, però, non implicherebbe un abbandono di una visione globale dei diritti umani che dovrebbe creare la base per una cooperazione tra tutti i principali partiti progressisti mondiali, affinché si operi una “globalizzazione dei diritti”,unico argine alla globalizzazione incontrollata che come un fiume irriga solo i campi più vicini, lasciando alcuni campi (intesi come nazioni) senza acqua. Questo moto non può che partire da una maggiore cooperazione dei principali partiti di sinistra europei, i quali dovrebbero riunirsi attorno ad un tavolo per capire in che direzione il mondo stia andando e, di conseguenza, capire dove la sinistra debba andare (non semplicemente decidendo se scegliere Corbyn o Macron), dove la sinistra possa giocare un ruolo fondamentale per la vita delle persone. E proprio nell'ottica del “glocal” che concludiamo parlando di una persona di sinistra che secondo noi incarna questa visione: il sindaco Laburista di Londra Sadiq Khan. Khan è il primo sindaco musulmano di una capitale europea. Di origine Pakistana, il padre faceva l'autista di Autobus. Una personalità che racchiude bene il mondo interconnesso della globalizzazione elaborata da Bauman che ha infatti dichiarato una guerra senza quartiere all'antisemitismo nella sua Londra e che ha in programma un viaggio in Israele. Forse da questo sindaco figlio di immigrati, che si è dichiarato musulmano praticante, può partire una lezione a quella pseudo sinistra filonazista che contesta la brigata ebraica il 25 Aprile lanciandogli infami insulti. Nel contempo ci sentiremo molto più sicuri ad avere a Magenta un sindaco musulmano come lui al posto di certi provocatori di odio.

Alessandro Pecoraro
Fabio Baroni
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(HWQ) - Dopo diversi anni di assenza, tornano ad Abbiategrasso, a grande richiesta, i Legnanesi: storica compagnia del teatro dialettale lombardo. Lunedì 8 Ottobre, alle ore 21, al teatro Fiera di via Ticino va in scena la commedia "Colombo...si nasce". I protagonisti sono sempre loro, gli inossidabili Antonio Provasio, Enrico Dalceri, Luigi Campisi che, su testi dello stesso Provasio (anche da regista) e di Felice Musazzi, continuano dal 1949 la felice tradizione per ricordare o riscoprire il valore della cultura popolare. In "Colombo...si nasce" si racconta dell'8 Marzo, compleanno della Teresa, che coincide con la Festa della Donna. Mentre nel cortile fervono i festeggiamenti, l'attenzione di Teresa viene attirata dal cellulare di Giovanni, dimenticato sul tavolo: un sms sospetto coinvolgerà i due in una discussione molto accesa, con la figlia Mabilia che, spaventata dalla situazione, cercherà di riappacificarli. Fra Teresa e Giovanni trionferà l'amore o incomberà l'ombra della separazione? Il Giovanni cadrà nelle grinfie di una ricca ereditiera o preferirà l'amore - povero ma sincero - della sua Teresa? Il dilemma si scioglierà ai piedi del Vesuvio, a tesimonianza di come i Legnanesi, oggi, non conoscono confini. Lo spettacolo "Colombo...si nasce" dei Legnanesi è stato presentato nella mattinata di martedì 10 Luglio presso l'ex sala consiliare di Palazzo Marconi nel corso di una conferenza stampa. Presenti oltre al sindaco Cesare Nai e all’Assessore alla Cultura Beatrice Poggi,il direttore di produzione dei Legnanesi Enrico Barlocco e l’attore Abbiatense Lorenzo Cordara Per Crapula Teatro e Mentipensanti coorganizzatori dell’evento. I biglietti per lo spettacolo (costo 25 euro, prezzo unico con posti non numerati) sono disponibili presso le seguenti attività commerciali di Abbiategrasso: Cartoleria Ruboni di Alfonso Latino, corso Matteotti 57; Agenzia di viaggi Blu Infinito, corso San Martino 63; Merceria Marzorati Bruna, corso San Pietro 46.
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(M.Scotti) - Partecipando ad un dibattito alla Cappelletta, il sindaco Cesare Nai ha tracciato il bilancio del suo primo anno di governance della città secondo le visioni e i progetti della nuova amministrazione comunale di centrodestra eletta dagli abbiatensi nel mese di giugno 2017. Nei primi tre - quattro mesi dopo l'insediamento a Palazzo Marconi è stata presa la decisione di realizzare la nuova piscina senza recuperare quella vecchia e di farla sorgere esattamente dov'è adesso l'Anna Frank. Perchè trovare altri spazi avrebbe procurato ulteriori perdite di tempo e incertezze varie. Molti gli operatori interessati. Si è arrivati alla protocollazione di un progetto del nuovo impianto natatorio che la giunta sta valutando, affiancata dai tecnici di una società incaricata per la valutazione stessa. Il sindaco ha affrontato anche la questione delle scuole di via Colombo, un'altra iniziativa da portare a termine: la giunta è impegnata nel chiudere un contenzioso aperto con una banca. Cosa non facile, trattative complicate. Son trascorsi ormai dieci anni e per l'amministrazione si tratta di capire quali sono le nuove esigenze di poter disporre di spazi scolastici rispetto al passato. Entro quali tempi il contenzioso sarà risolto? Non è dato sapere. Un altro progetto che l'amministrazione Nai ha in animo di portare avanti è quello relativo all'illuminazione pubblica. Gli spazi finanziari sono stati trovati: 50mila euro per avere una consulenza e il procedimento sarà simile a quello adottato per la realizzazione della piscina. Sede unica comunale: la giunta si è mossa per verificare dove, eventualmente, poter inglobare in un'unica soluzione tutti gli uffici comunali ed è stato individuato l'ex Tribunale che ovviamente non basta a contenere tutto e verrà ampliato. Spazi di Amaga saranno utilizzati per inglobare altri servizi, come ad esempio la Polizia Locale. Il polo amministrativo dovrebbe quindi sorgere in un'unica zona ben definita di Abbiategrasso. Il primo cittadino ha parlato anche degli spazi assegnati all'Annunciata. La nuova giunta si è trovata in una situazione non ben definita ed emetterà un bando "limpido e lineare, perchè noi non vogliamo favorire nessuno nè mettere veti". Entro breve il Comune chiederà una manifestazione di interesse che possa comportare proposte a 360 gradi. Non escludendo anche una scuola di alta cucina, teatro, sale convegni, musica e altro tipo di utilizzo dell'ex convento di via Pontida che potrebbe essere parziale o totale e che prescinderà dallo stesso utilizzo della chiesa che il Comune intende mantenere propria per l'organizzazione degli eventi già in essere. Un'altra questione molto importante sulla quale in sindaco Nai si è soffermato è quella relativa al voler destinare - non solo nel 2018, ma tutti gli anni a venire - importanti risorse per la manutenzione ordinaria della città, perchè tutti vediamo in quali condizioni versano le nostre strade, i marciapiedi e non solo, per non parlare dei numerosi cedimenti del manto stradale che hanno provocato vere e proprie voragini. "Prima di andare ad asfaltare, in alcune zone della città dovremo capire bene cosa c'è sotto. Già in questi mesi effettueremo lavori di asfaltatura per 700mila euro, ma questo non ci lascia tranquilli perchè la manutenzione di una città che nel frattempo è diventata grande comporterà investimenti sempre più cospicui e non so se riusciremo a mantenere certi ritmi di interventi". Proseguendo nella sua analisi, Nai ha parlato della nuova gestione di Amaga e Navigli Ambiente con un Cda "molto competente". L'ambizione è ovviamente quella di fare molto di più. "Una delle cose che più mi ha colpito in questo primo anno da sindaco è stato il verificare quanta sofferenza a livello sociale esiste ad Abbiategrasso: tante persone alla ricerca di un posto di lavoro, che non riescono a ricollocarsi e che non hanno casa nel contesto di una vera e propria emergenza abitativa". Nai non ha mancato di ringraziare tutte le associazioni di volontariato cittadine e gli oratori "che vanno a supplire certe carenze che non sono di Abbiategrasso, ma delle amministrazioni comunali che non riescono ad arrivare dappertutto". Infine: "I tempi d'oro delle grandi risorse generate dagli oneri di urbanizzazione e dai trasferimenti statali sono finiti. In città abbiamo tanti immobili di pregio e nel momento in cui riusciremo a concentrare tutti gli uffici comunali nella sede unica, la domanda che mi viene posta è : Villa Sanchioli la vendete? Se le troveremo un utilizzo corretto per il Comune, non la venderemo. Villa Sanchioli,così come gli altri immobili di pregio che il Comune possiede, comporta un costo altissimo. Vogliamo tenerceli tutti? Dobbiamo essere consapevoli".
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(M.Scotti) - La delega alle Cittaslow è attualmente nelle salde mani del sindaco Cesare Nai che di volta in volta ha la facoltà di incaricare un'altra persona a farsi rappresentare. Ed è così che il primo cittadino ha incaricato Valter Bertani, già assessore comunale nella giunta Albetti e consigliere comunale di centrodestra nella passata legislatura comunale, di recarsi in Francia, precisamente a Mirande, a ritirare un prestigioso premio assegnato alla Città di Abbiategrasso nel corso dell'Assemblea Cittaslow International. "Mirande" in francese e "Miranda" in guascone, è un comune di poco più di 4.000 abitanti, situato nel dipartimento del Gers (regione del Midi-Pirenei), sede di sottoprefettura, i cui cittadini sono chiamati Mirandesi. La cittadina è nota soprattutto per le sue fiere e per la produzione di Armagnac. La cittadina - 163 metri sopra il livello del mare - si trova, in linea d'aria, a circa 80 km dal capolupogo regionale (Tolosa), a 20 km da Auch, la sede della prefettura da cui dipende, a 65 km dai Pirenei e a 150 km dal golfo di Guascogna. Il premio in questione ritirato da Bertani in terra francese è consistito nell' "Energia Plus Service" relativo alla riduzione delle emissioni di CO2 entro l'anno 2020. "Ho ritirato la Chiocciola Arancio, un riconoscimento internazione che viene assegnato, per meriti, ai progetti realizzati con le finalità Slow - spiega Bertani ad HWQ - . E' un premio che parte da molto lontano, precisamente dall'amministrazione Albetti. Nel 2009, per la prima volta realizzammo un censimento di tutti i tetti, sia pubblici che privati, ricoperti di eternit. Il rilevamento durò oltre un anno. Nel 2010, a seguito della sottoscrizione del Patto dei Sindaci, Abbiategrasso si impegnò nella diminuzione di materie prime inquinanti, nel miglioramento della qualità dell'aria e nell'uso di energie alternative. A fine 2011 è stato realizzato il primo impianto fotovoltaico, quello di via Colombo, mentre gli ultimi sono stati realizzati dall'amministrazione Arrara. Il progetto del 2011 è stato votato come migliore per quanto riguarda le bonifiche ambientali". All'assemblea di Mirande erano presenti, oltre a Valter Bertani e al sindaco di Morimondo Marelli, circa 150 rappresentanti delle Cittaslow.
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(M.S.) - "Ho voluto fare un regolamento che allargasse molto la rappresentanza, anche politica, portandola dai 5 esponenti del vecchio regolamento agli attuali 8 che rappresentano tutti i gruppi presenti in consiglio comunale, e senza stare a considerare il rapporto maggioranza - minoranza. Ho voluto che partecipassero anche due sindaci del territorio per dare più importanza alla Consulta Ospedaliera. Mi sembrava una cosa normale e anche vantaggiosa che il sindaco di Abbiategrasso assumesse la presidenza della stessa Consuta, ma non per determinare chissà cosa, bensì come garanzia che gli argomenti presentati vengano subito, in presa diretta, fatti propri dall'amministrazione comunale". Così il sindaco Cesare Nai ribatte alle feroci critiche che gli sono state rivolte, sia in sede di Consiglio Comunale e sia tramite comunicato, da tutti i gruppi consiliari di minoranza relativamente alla sua presidenza della Consulta che si occuperà dei temi dell'ospedale e la cui composizione, per quanto riguarda i membri che ne faranno parte, è ancora sconosciuta. "Qual è il limite delle Consulte? - prosegue il primo cittadino - . Quello di costituirsi ad inizio di legislatura e poi, nel corso degli anni, perdere energia poichè molto spesso le istanze e le proposte da loro portate avanti, fanno fatica ad arrivare sui tavoli degli assessori, men che meno su quello del sindaco e della giunta. In questo caso, essendoci il sindaco all'interno della Consulta stessa, tutto quel che viene dibattuto e proposto arriva subito alla sua attenzione. Il sottoscritto, nella veste di presidente, sarà più che altro un uditore. E' questo lo spirito con il quale ho presentato il nuovo regolamento". "Dopodichè - conclude Cesare Nai - rispetto le opinioni contrarie che hanno le loro motivazioni. Noi abbiamo portato le nostre e non sono state capite dalla minoranza che ha criticato. Io la chiuderei qui".
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Nell’Abbiategrasso dei primi anni sessanta, in viale Mazzini, in corrispondenza dell’odierno numero civico 62, ai bordi dell’ora scomparsa Darsena del Naviglio Grande, spiccava con il suo bel colore rosso acceso, solitario ma frequentatissimo, l’antesignano di tutti i campi da tennis abbiatensi di oggi, dal lontano 1923 sede storica del Tennis Club Canottieri Aurora. Nelle calde estati abbiatensi il campetto era il testimone silenzioso di lunghe e cavalleresche sfide tra antagonisti irigorosamente vestiti di bianco che calzavano le mitiche “Superga” e brandivano pesantissime racchette di legno incordate artigianalmente con preziosissimo budello. Nel 1967 la società Canottieri Aurora trasferì la propria sede nel nuovo complesso situato nei pressi della Cascina Cerina della Mensa ed un gruppo di dipendenti della società italo-svizzera Nestlè chiese ed ottenne di poter usufruire del vecchio campo di viale Mazzini, altrimenti avviato ad un triste abbandono, fino a quando l’area sul quale sorgeva, che era stata destinata all’edificazione dai proprietari, non fosse divenuta oggetto dei lavori di costruzione degli stabili. Nel 1968 il vecchio campetto venne smantellato e molti abbiatensi non avrebbero mai giocato a tennis se non fosse stato per la disponibilità del geom. Vittorio Invernizzi che, per puro spirito sportivo, sospinto dalle convincenti parole dei signori Renato Lavezzi e Giovanni Scazzina, decise di costruire due campi di gioco in località Crivellino, lungo la stradina sterrata ed ombreggiata che, costeggiando la tranquilla Roggia Boschetto, conduceva dal rione San Pietro a Cassinetta di Lugagnano. Nella seconda metà del 1969 il nuovo complesso sportivo fu inaugurato e i dodici soci fondatori dovettero autotassarsi per far fronte al pagamento dell’affitto e per sostenere le prime spese di manutenzione dei campi, del piccolo edificio (con tanto di camino rustico) che fungeva da club house e spogliatoio e delle altre strutture che comprendevano un indimenticabile minigolf, un tavolo da ping pong in cemento, un muro di allenamento e un campo da calcio con porte artigianali. Nel primo anno di attività, con una quota di adesione fissata in lire quindicimila, il numero degli iscritti arrivò a novanta, superando di gran lunga anche le più ottimistiche previsioni dei promotori del club. Negli anni settanta, sotto la presidenza di Carlo Pernatsch prima e Giovanni Scazzina poi, l’attività agonistica si intensificò e il T.C. Boschetto grazie alla collaborazione di Francesco Scarioni, vincitore nel 1971 del primo trofeo Città di Abbiategrasso e nel 1974 di una memorabile edizione della prestigiosa “Coppa Levissima”, potè prendere parte alla Coppa Italia e schierare oltre ad una giovane ed agguerrita squadra maschile anche una validissima quanto rara, per i tempi, compagine femminile. Il sodalizio abbiatense, per precisa volontà dei dirigenti che si proponevano di avvicinare al tennis un numero sempre crescente di praticanti, ospitò numerosi tornei di grande importanza e creò la Commissione Sportiva, organismo che da allora ancor oggi, rinnovato ciclicamente nei suoi componenti con l’innesto di forze nuove, opera al servizio dei soci per supportarne l’attività agonistica. Il numero dei frequentatori intanto aumentava sempre di più di stagione in stagione e nel 1982 settantacinque soci, dopo aver costituito il ” T.C. Boschetto Società a Responsabilità Limitata”, riuscirono ad acquistare il terreno sul quale sorgevano le strutture. Nel 1985, presidente Davide Brambillasca, con un aumento di capitale, si rinvennero i fondi per iniziare i lavori di costruzione della piscina e del campo in sintetico con copertura fissa e si procedette all’ampliamento degli spogliatoi e della Club House. Grazie ad una oculata amministrazione delle risorse economiche, confidando esclusivamente nelle loro forze, nel 1988 i soci poterono acquistare del terreno adiacente al nucleo originario portando a 13.000 mq l’area di totale proprieta’ del circolo. Nasceva nel frattempo la Scuola Tennis diretta da Daniela Legè che da subito ebbe un notevole successo e che da allora ogni anno accoglie, con lo stesso impegno e comprovata professionalità, neofiti, campioncini e campionesse in erba ed esperti agonisti. Nel 1994 il consiglio direttivo del circolo, guidato dal presidente Roberto Colombo, diede il via ai lavori per la realizzazione di un quarto campo da tennis, in erba sintetica, coperto da struttura mobile e di un nuovo e ampio campo da calcio ed infine, nel 1999, quale ultimo atto di una trasformazione sempre mirata alla soddisfazione delle esigenze dei fruitori, si completò la ristrutturazione della club house che venne dotata di un bar, di una segreteria, di una sala televisione, di un luminoso locale affacciato sui campi da tennis principali, di un gazebo con annesso barbecue, di funzionali spogliatoi e di un accogliente salone a completa disposizione dei soci, per assemblee, riunioni conviviali, tornei di scopa d’assi, scala 40 e Burraco. Nel 2016 la Società Sportiva Dilettantistica Tennis Club Boschetto guidata da Maurizio Massari in sinergia con la Proprietà presieduta da Giorgio De Angeli ha introdotto numerose novità. Le più importanti sono il riconoscimento FIT della Scuola Tennis e la rivalorizzazione del campo polivalente basket/pallavolo con la annessa creazione di un campo da calcetto per i bambini. Sicuramente la novità più grande è stata la copertura dei campi in terra rossa durante la stagione invernale con una struttura pressostatica installata a fine 2016. Molti altri sogni e molte idee nuove animano le discussioni che quotidianamente avvengono tra i soci del T.C. Boschetto.
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Francesca Conca e la madre Giuse Camana dal mese di marzo 2018 sono le nuove titolari del negozio "L'altra faccia della moda" di via Novara (esiste dal 1981) dopo aver rilevato l'attività commerciale dai coniugi Tagliabue-Guaita. L'estate è appena iniziata e Francesca e Giuse spiegano agli abbiatensi quali sono le tendenze della moda per quanto riguarda la stagione più calda dell'anno e vacanziera. Madre e figlia stanno affrontando le vendite estive con un negozio coloratissimo. "Quest'anno vanno tantissimo i colori - spiegano - : partiamo da un azzurro abbinato al panna, il verde militare,il blu, il senape. Abbiamo tanto corallo e tanti colori della terra come può essere il tabacco. E poi c'è sempre un pò di nero che ci segue sempre... Insomma,in questa estate vale un pò di tutto". I marchi di abbigliamento che si possono trovare a L'altra faccia della moda sono prestigiosi: Kaos, Scee by Twin-Set, la new entry Rinascimento, un marchio tutto Made in Italy che Francesca e Giuse hanno rilevato da un negozio di Bià che ha chiuso i battenti, Divedivine, marchio venduto da soli 8 negozi in tutta la Lombardia, No-Nà, la linea più giovane, Cristina Gavioli e tanti altri marchi. Una nuova gestione, quella di Francesca e Giuse, che non solo ha mantenuto la vecchia clientela, ma ha saputo acquisirne di nuova. "Serviamo clientela di età variabile dai 20-25 anni fino ai 70, riusciamo ad avere una bella fetta di acquirenti". Il negozio è sempre aperto dal lunedì al sabato. Anche a L'altra faccia della moda i saldi estivi sono iniziati il giorno 7 luglio.
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(M.S.) - In relazione allo stato di degrado di alcune aree del quartiere Ertos comprese fra via Scarioni e via Saba, soggette a importanti fenomeni di abbandono di rifiuti che comportano il peggioramento del livello di vivibilità del quartiere e danneggiamento dell'immagine del comparto industriale C5 con ricadute sulla sua capacità attrattiva, nella seduta del Consiglio Comunale del 18 giugno la consigliera di maggioranza Donatella Magnoni della Lega ha informato che l'Amministrazione Comunale ha intrapreso una serie di azioni volte a migliorarne lo stato di fatto. "Il tentativo di dialogo e cooperazione fra Amministrazione e proprietari delle aree ha portato buoni frutti - ha spiegato Magnoni - . I proprietari hanno accettato il preventivo per lo smaltimento presentato da Amaga-Navigli Ambiente e data disponibilità a fornire uomini e risorse economiche per la bonifica, concordando un piano di intervento. E' con soddisfazione che comunico che nella mattinata di lunedì 18 sono iniziati i lavori di raccolta e differenziazione dei numerosi rifiuti abbandonati che verranno raccolti in cataste separando legno, plastica, inerti ed elettrodomestici". Navigli Ambiente provvederà a smaltire il materiale differenziato. Il costo non ricadrà sulla collettività in quanto corrisposto dai proprietari ma i benefici per il quartiere saranno evidenti e tangibili. L'intervento in programma riguarderà, oltre le due aree private, anche il parcheggio limitrofo di proprietà comunale. "La periferia industriale della nostra città - ha aggiunto Donatella Magnoni - è un punto delicato su cui questa amministrazione intende riflettere, attivando una serie di azioni per ridare decoro e restituire dignità ad una delle zone più controverse di Abbiategrasso. Quando l'abbandono dei rifiuti diventa una intollerabile abitudine, l'educazione e il senso civico può aiutare ad invertire la rotta insieme ad una attenta manutenzione delle aree e al controllo e prevenzione del fenomeno". Anche la recente Giornata del Verde Pulito che ha visto la partecipazione di una cinquantina di persone "dimostra l'attenzione che questa amministrazione comunale ha della cura, del decoro delle aree verdi e della lotta contro l'abbandono dei rifiuti - ha proseguito la consigliera del Carroccio - . La Lega sezione di Abbiategrasso ringrazia i cittadini e la associazioni che hanno partecipato alla Giornata del Verde Pulito, dimostrando attenzione, sensibilità e buona volontà nel prendersi cura dei nostri spazi verdi. Un ringraziamento particolare anche all'assessore all'Ambiente Cristina Cattaneo per la grande passione con cui porta avanti l'incarico che le è stato assegnato; al presidente di Amaga Andrea Scotti per la professionalità e visione strategica e all'assessore alla Sicurezza Marco Mercanti che coordinerà con la Polizia Locale il posizionamento di fototrappole, attente a monitorare e prevenire futuri sversamenti".
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di GRAZIELLA CAMERONI *
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Nella seduta di Consiglio del 17 maggio il nostro gruppo ha subito nuovamente un atteggiamento di prevaricazione da parte del presidente Tagliabue, a dimostrazione di carenza di consapevolezza del ruolo che ricopre, di rispetto delle persone e delle regole su cui si basa un confronto democratico. Diciamo a chiare lettere: "Basta con l'intimidazione, non intendiamo più accettarla"! Entrando nel merito della discussione di allora su Cittaslow, denunciamo che la cronistoria del sindaco Nai non dimostra un bel nulla, non smentisce le premesse della nostra mozione. Si ricorda che il sindaco ha attribuito all'amministrazione precedente la responsabilità della perdita dei ruoli in Cittaslow: l'ha accusata di essere mancata a due appuntamenti determinanti in Spagna e in Australia. Occorre fare chiarezza perché questa posizione non regge affatto. Il 25 marzo dell'anno scorso l'amministrazione uscente, a due mesi dal voto, non avrebbe potuto certo prendere impegni per la successiva, non sarebbe stato corretto. In ogni caso Cittaslow era a conoscenza della scadenza del mandato e quindi della necessità di un rinvio di ogni impegno. Si ricorda che anche Portogallo e Canada avevano temporeggiato nell'individuazione di un loro membro. A maggior ragione, il 12 maggio, ad un solo mese dal voto, Arrara e Ranzani non hanno ritenuto opportuno volare in Australia ad ingenti spese dei cittadini, si sarebbe giustamente gridato allo scandalo, allo spreco di denaro pubblico (anche se Albetti, nel corso della sua amministrazione, è andato fino in Corea e non da solo…). L'allora sindaco Arrara ha provveduto a votare on line il presidente internazionale, ma non era previsto che in quella sede si decidessero le nuove composizioni degli organismi. Dal 25 giugno 2017 a dicembre dello stesso anno tutto è rimasto immobile e non certo per responsabilità della precedente amministrazione, con la quale Nai avrebbe anche potuto cercare un confronto costruttivo per il passaggio di consegne e avrebbe trovato Arrara e Ranzani di certo disponibili. Gli interessi della città non meritano infatti di essere in balia di semplici contrasti politici e una positiva collaborazione su temi qualificanti risponde alla responsabilità politica che ci siamo assunti. Da giugno dello scorso anno nessuna comunicazione su Cittaslow è stata data al Consiglio, nessuno ha saputo che Albetti aveva partecipato all'assemblea di Orvieto a dicembre e nessuno è stato informato sulla scelta di fare la staffetta con Morimondo, (con il massimo rispetto per il sindaco Marelli, persona davvero apprezzabile, e sempre favorevoli ad una positiva collaborazione territoriale, facciamo comunque notare che il prossimo anno il Comune di Morimondo andrà ad elezioni, mentre il coordinamento italiano durerà fino al 2020, quindi il nostro territorio rimarrà scoperto). Il sito www.cittaslow.it non riporta Abbiategrasso fra i membri del coordinamento internazionale, come risulta dal documento che sottopongo alla vostra attenzione, a dimostrazione che nessuno ha voluto qui dentro portare posizioni "pretestuose", diversamente da come ha affermato il presidente Tagliabue: i comuni mortali, interessati al tema, come lo siamo noi, se non vengono diversamente informati dalle istituzioni, trovano questa notizia ancora oggi entrando nel sito www.cittaslow.it dove sono riportate l'organizzazione internazionale e nazionale. Sullo stesso sito Abbiategrasso non compare come membro del coordinamento nazionale, mentre compare Morimondo. Sullo stesso sito compare ancora il sindaco Arrara accanto alla nostra città. Il rimando a Cittaslow sul sito del nostro Comune conferma gli stessi dati. Un abbaglio da parte nostra? Siamo forse scivolati su una buccia di banana? Assolutamente no, abbiamo raccolto le informazioni da fonti certe e non tendenziose. Poi riveliamo qui un particolare scottante in merito alla delega (ricordiamo che il sindaco ha finora tenuto in capo a sé questo ambito): ci risulta che Cittaslow sia già stata avvertita che il nuovo delegato in pectore è il sig. Valter Bertani, ex assessore della giunta Albetti, mentre tutti noi non abbiamo saputo che tale delega, per motivi sconosciuti, è destinata ad una persona estranea all'attuale Consiglio, senza neppure verificare prima una disponibilità fra i consiglieri eletti. Eletti vuol dire "scelti dai cittadini" e per questo più accreditati di altri. A conferma di questa precisa volontà, la presenza di Bertani, accanto a Nai, al recente tavolo di confronto a Morimondo. Sarà sempre lui a rappresentarci al tavolo del 23 giugno a Mirande in Francia? Perché sarà quella l'occasione in cui potrà essere ratificata la posizione di Abbiategrasso e lo dico al Sindaco e anche ad Albetti che la scorsa volta ha dichiarato "siamo a posto adesso", come da verbale dell'ultimo Consiglio. Sarebbe stato bello identificare nel nostro contesto qualcuno che si prendesse in carico questo ruolo, magari una persona giovane e dinamica o già attiva su questo fronte. Questo era l'impegno al quale mirava la nostra mozione. Ecco i motivi per i quali oggi non l'abbiamo ripresentata, non certo per vergogna e questo lo sottolineo in risposta all'illegittimo attacco del presidente Tagliabue: ciò che abbiamo sostenuto in precedenza non fa una grinza, ma il sindaco Nai ha già identificato un suo delegato prima ancora che noi gli suggerissimo questa opportunità per valorizzare il ruolo di Abbiategrasso in Cittaslow. Peccato, si è solo dimenticato di dircelo, indice di scarso rispetto nei confronti del Consiglio! Ci ha confermato che la trasparenza non è proprio una sua dote. Almeno questa scelta non può certo dire di non averla tenuta nel cassetto, forse all'oscuro anche della sua stessa maggioranza. Ma la verità, prima o poi, viene a galla! Altro che boomerang che ci ritorna indietro, come ha affermato la volta scorsa! La nostra amministrazione, che per responsabilità e pudore non è andata in Australia, ha però ordinato in quel paese e a proprie spese, un boomerang e ne ha fatto dono a lei, sindaco Nai; nella precedente seduta di Consiglio l'ha lanciato contro il nostro gruppo, ma, ahimè, in questo momento sta ritornando al mittente. Attenzione a scansarlo in tempo perché a quest'ora, se dovesse farsi medicare, troverebbe il Pronto Soccorso chiuso…accidenti, proprio dal suo caro amico, l'assessore Gallera! Non concludiamo con la sgradevole minaccia di "vergogna" se rispondesse ora a queste riflessioni, i toni del Presidente Tagliabue non ci appartengono. Pensiamo però sia più strategico il silenzio, almeno per un briciolo di pudore!

* Consigliera Comunale del Partito Democratico
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(M. Scotti) - Conferenza stampa, nell'ex sala consiliare di Palazzo Marconi, convocata dal sindaco Cesare Nai e dall'assessore all'Ambiente Cristina Cattaneo, relativa alle attività di verifica e monitoraggio dei livelli di gas Radon nelle scuole cittadine. Il Radon è un isotopo radioattivo generato dal decadimento di Uranio e Radio, due elementi presenti in natura nella Terra. Quando la molecola di Radon decade genera alcuni prodotti anch'essi radioattivi non gassosi che si fissano al pulviscolo e vengono inalati andando a danneggiare i tessuti dell'apparato respiratorio. L'unità di misura della radioattività è il Bq (Becquerel), ovvero un decadimento al secondo. Come è stato spiegato in conferenza stampa, la principale fonte di Radon è il suolo e le variabili che determinano una maggiore o minore concentrazione sono: caratteristiche idrogeologiche del suolo, come la porosità; caratteristiche costruttive dell'edificio come l'attacco a terra, la disposizione dei locali, le scale; condizioni di utilizzo dei locali (ricambi d'aria). "La mappa previsionale della Lombardia che riflette graficamente le rilevazioni effettuate da Arpa, a partire da dati puntuali, riporta nell'area del Comune di Abbiategrasso un indice di rischio basso con probabilità di superare livelli di 200 Bq/m3 da 0 a 1% - ha spiegato l'assessore Cattaneo - . La normativa nazionale si occupa del controllo della concentrazione di Radon nei luoghi di lavoro sotterranei: siamo in attesa di recepire una Direttiva Europea che chiarisca e colmi alcune lacune della normativa". "Dal momento che l'obiettivo dell'Amministrazione Comunale è il monitoraggio della qualità dell'aria - ha aggiunto l'assessora all'Ambiente - e che alcuni istituti scolastici cittadini utilizzano locali posti al piano seminterrato per diverse funzioni e attività, in via prettamente precauzionale per confermare le condizioni di sicurezza e salute, saranno installati gli appositi misuratori all'interno di tutti i locali seminterrati utilizzati dagli istituti cittadini".
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