Sabato 23 Febbraio 2019 - S. Renzo - Ultimo aggiornamento alle ore 14.00: Home Page - Cronaca 1
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Ho di recente denunciato un’assoluta mancanza di visione complessiva della città, da parte dell’amministrazione Nai - Albetti, in merito alla mobilità ed in particolare alla mobilità sostenibile. L'attuale maggioranza che governa la città ha infatti ereditato strumenti efficaci in tal senso, ma purtroppo li considera solo un mero adempimento amministrativo da assolvere alla scadenza e non una valida opportunità politica. Aderiamo ormai da anni al circuito internazionale di Cittaslow, a cui si ispirano numerose città vicine e lontane da noi, ma tutte tese a garantire il buon vivere e la salute dei cittadini con l'introduzione di regole di salvaguardia. L'attuale amministrazione, invece, manca di lungimiranza e non si pone questo problema. Se il Partito Democratico non avesse presentato una specifica interrogazione in Consiglio Comunale, il Bicipark sarebbe ancora lì abbandonato a se stesso e nessuno se ne farebbe carico (basta dare un'occhiata al suo interno per verificarne lo stato precario a quasi due anni dall'insediamento dell'attuale amministrazione). Nella Commissione Consiliare convocata su questo tema ho ribadito ciò che ho sempre sostenuto in tale sede nella precedente consiliatura: non si può prescindere da un percorso condiviso con gli utenti e le associazioni interessate, prima di stabilire, dopo il periodo di sperimentazione, le modalità e le regole di utilizzo del servizio. Ovviamente sempre in un’ottica di incentivo di politiche di mobilità “dolce”. Ho detto che ero d’accordo sul far pagare il servizio, ma condividendo con le associazioni l’importo e le modalità, quindi senza correre il grave rischio di disincentivare il prezioso uso della bicicletta. Nell’attuale Commissione Consiliare ho rimarcato all’assessore Albetti che, in assenza di un percorso condiviso con la città, l’onere dell'introduzione di un costo a carico degli utenti sarebbe ricaduto su una sua ben precisa responsabilità politica. E così è stato. Ecco alcuni esempi per capire quanto invece un'amministrazione, con le sue decisioni, possa indirizzare verso comportamenti virtuosi perché volti al rispetto di persone e ambiente: Shopping bus (utenti rilevati 30 per 1 giorno la settimana): costo 20.000,00 euro circa per un servizio a domanda individuale, ma pagato dalla fiscalità generale per favorire lo spostamento senza il ricorso all'automobile. Scuolabus: servizio a domanda individuale, ma pagato in parte dalla fiscalità generale (la tariffa a carico degli utenti non copre l’intero costo) per supportare le famiglie, alleggerire il traffico e ridurre l'inquinamento. Parcheggio auto della stazione: un costo pari a 15.000 euro all’anno a carico della collettività, volto a favorire l'utilizzo della ferrovia. Nelle indicazioni dell’assessore Albetti, rilasciate in Commissione, si prefigura al massimo un parziale recupero di tale costo con l'introduzione di alcuni stalli a pagamento. Trattamento ben diverso rispetto al Bicipark, il cui costo di gestione ammonta a circa 6.000 euro, addebitati in toto agli utenti dalla recente scelta dell'amministrazione. Come dire: "Usate la macchina che vi conviene!". Questa è una chiara scelta politica sulla quale il Partito Democratico non sarà mai d'accordo perché la salute e il benessere dei cittadini devono sempre stare al primo posto. Se avessimo gli strumenti per verificare a 360 gradi l'incidenza di alcune scelte sulla salute e il benessere della collettività rimarremmo di certo piacevolmente colpiti.

Emanuele Granziero
capogruppo PD in Consiglio Comunale
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(M.S.) - "La freccia delle risaie: il dis - servizio pubblico", ovvero lo sfinimento dei pendolari tra promesse mai mantenute e rassegnazione. E' questo il titolo dell'evento organizzato dal Circolo PD di Abbiategrasso e Cassinetta di Lugagnano che si è svolto martedì 19 Febbraio, alle ore 21, presso l'ex convento dell'Annunciata. La serata ha visto la partecipazione di Pietro Bussolati, consigliere regionale dem e capogruppo del partito nella Commissione V che si occupa di trasporti, territorio e case popolari. Presenti in sala, oltre ai rappresentanti del PD e cittadini, gli esponenti del comitato pendolari Mi-Mo-Al. Ha moderato Andrea Gillerio, segretario del PD abbiatense. Bussolati si è concentrato soprattutto su due aspetti: il biglietto unico integrato e la ferrovia Milano-Mortara, rispetto alla quale ha portato alcuni dati che evidenziano la vetustità dei mezzi Trenord e le penali che la stessa Trenord ha dovuto sborsare in questi anni. Il dato è clamoroso: dal 2009 al 2017 Trenord ha pagato qualcosa come 131 milioni di euro di penali per i suoi disservizi. Una cifra enorme se raffrontata con quelle sborsate dal Piemonte (12 milioni) e dal Veneto (18 milioni) nello stesso periodo. E' chiaro che esiste una situazione nella quale Trenord, dal punto di vista della qualità e delle penali che è costretta a pagare, è praticamente un colabrodo. La governance di Trenord, a fronte dei contributi che riceve da Regione Lombardia fornisce prestazioni assolutamente insufficienti e inadeguate. Il tema è quello di capire come la nuova Giunta regionale del presidente Fontana riuscirà a cambiare passo rispetto a quella precedente di Maroni che insisteva nel sostenere che filava tutto liscio come l'olio. "Non è un caso se i politici regionali fanno le feste tutte le volte che presentano un treno nuovo - ha commentato Bussolati - perchè non avendo un piano strategico generale di rinnovamento, hanno bisogno di dare la maggiore evidenza possibile ai trenini Vivalto usati". Per quanto riguarda il completamento del raddoppio della linea ferroviaria da Albairate a Mortara, Bussolati non si aspetta nulla dall'attuale governo che ha escluso il raddoppio fino al 2021; non compare fra i lavori concordati con il Ministero fino a quella data, poi slittata fino al 2026. Sta di fatto che non si vedono all'orizzonte investimenti e interventi e la situazione rischia di continuare ad essere inadeguata. L'idea è quella di provare ad organizzare, nei prossimi mesi, mobilitazioni, raccolte di firme ed iniziative varie con i pendolari atte a migliorare una condizione insostenibile. Un esempio: chi non ha l'automobile per recarsi alla stazione di Albairate bypassando quella di Bià ed evitando così di esporsi a ritardi, disservizi e incroci con S9, si trova in una situazione inaccettabile per recarsi al lavoro. Ma a livello regionale non si intravedono intenzioni serie per fare qualcosa.
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RADDOPPIO MILANO-MORTARA: PRIORITA' PER RFI
DE ROSA (M5Stelle): "SE LO DICIAMO, LO FACCIAMO"

“Se lo diciamo, lo facciamo. Grazie al M5S e al lavoro che ho personalmente portato avanti in Regione Lombardia e presso il ministero dei Trasporti, il raddoppio della linea Albairate-Abbiategrasso è ora inserito fra gli interventi prioritari programmati da Rfi per la rete ferroviaria lombarda. Sono queste le grandi opere necessarie al Paese, quelle che impattano quotidianamente sulla vita dei cittadini” è il commento del Consigliere Regionale Massimo De Rosa, segretario della Commissione Trasporti e Infrastrutture in Regione Lombardia, al termine della conferenza stampa, andata in scena presso la Sala Reale della Stazione Centrale di Milano, di presentazione dei progetti che Rfi intende mettere in campo nei prossimi anni, al fine di potenziare e migliorare la qualità del servizio offerto in Lombardia. “Dopo vent’anni di promesse oggi abbiamo ascoltato l’amministratore delegato di RFI e il Presidente di Regione Lombardia, impegnarsi pubblicamente per la realizzazione dell’intervento sulla Milano-Mortara. Un risultato per il quale mi sono speso molto, sia in Parlamento che in Consiglio Regionale, dal momento che concordo con il territorio nel ritenere fondamentale la realizzazione dell’opera in funzione della sua strategicità. Il raddoppio della tratta Albairate-Abbiategrasso è soltanto un primo step necessario ad estendere il servizio della S9 e propedeutico per raddoppiare, in un secondo momento, la tratta fino a Mortara” spiega De Rosa. “La scorsa estate avevo presentato una mozione per impegnare Regione Lombardia a promuovere la realizzazione di ogni opera all’interno di tutte le sedi, qualche settimana fa mi sono recato personalmente al ministero dei Trasporti per illustrare la necessità e la strategicità dell’opera, consegnando un dossier dedicato al ministro Toninelli. Oggi posso dire ai cittadini e ai pendolari, che entro il 2020 sarà realizzato il progetto di fattibilità tecnico economica, dopodiché si potrà procedere alla realizzazione dell’opera” conclude il portavoce pentastellato. Il raddoppio della tratta Albairate-Abbiategrasso sulla Milano – Mortara è inserito all’interno di un piano, quello presentato il 20 Febbraio da RFI, da 14.65 miliardi di euro, destinati al potenziamento della linea ferroviaria. Dagli interventi tecnologici per garantire una migliore regolarità del servizio, al potenziamento dell’offerta commerciale con raddoppi e nuovi collegamenti, fino ad interventi mirati per rendere le stazioni più accessibili rimuovendo le barriere architettoniche.
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(M.S.) - Con una interrogazione rivolta al Sindaco Cesare Nai, al Presidente del Consiglio Comunale Marco Tagliabue e all'assessore alla Sicurezza Urbana Marco Mercanti, i tre consiglieri del Partito Democratico che siedono sui banchi del massimo consesso cittadino, Emanuele Granziero, Graziella Cameroni e Francesco Biglieri, chiedono lumi sull'attuale situazione in cui versa la Polizia Locale di Abbiategrasso. Il Pd otterrà risposta ai suoi quesiti nella prossima seduta del CC programmata per il giorno 28 Febbraio. Entrando nel dettaglio dell'interrogazione, i dem premettono di aver ricevuto numerose lamentele dei cittadini che segnalano un sensibile calo di presenza di agenti della Polizia Locale in città e la carenza di un presidio fondamentale per la nostra comunità; affermano che a Gennaio 2017 l'organico della PL era composto da 28 unità, mentre in questo momento risulta, secondo i dati in possesso del Pd, ridotto a sole 20 unità. "Visto che la Giunta era a conoscenza dei pensionamenti previsti nel 2019 e del già autorizzato trasferimento del vicecomandante; considerato il programma del Sindaco Nai che prevede la sicurezza fra le priorità dell'azione amministrativa; considerato il Documento Unico di Programmazione 2018 - 2020 che per il 2018 prevedeva, fra gli obiettivi esecutivi, il potenziamento del personale in misura incrementale rispetto alla mera sostituzione di eventuali cessazioni e preso atto delle esternazioni del Sindaco circa la volontà di istituire un terzo turno di servizio per assicurare un servizio migliore alla città", i consiglieri del Partito Democratico chiedono, nell'ordine: la motivazione della delibera n. 174 del 29 - 11 - 2018 con la quale la Giunta ha autorizzato la mobilità volontaria di n. 2 agenti presso il Comando di Milano a partire dall' 1 - 2 - 2019, riducendo così il Comando Locale agli attuali 20 agenti, alcuni dei quali con facoltà di servizio limitato; il parere tecnico del Comandante della Polizia Locale di Abbiategrasso in merito al trasferimento e relative tempistiche a tale autorizzazione deliberata dalla Giunta, e motivazioni della necessità della delibera di Giunta, considerato che era necessario il nulla osta al trasferimento del Comandante come sempre avvenuto. Il Partito Democratico chiede inoltre "ragguaglio su eventuali contatti ufficiali intercorsi con il Comune di Milano (nella persona di Sindaco, assessore alla Polizia Locale, Comandante della Polizia Locale e Ufficio del Personale) per concordare un trasferimento vincolato all'assunzione di altri agenti presso il Comando di Abbiategrasso, in modo da non mettere in crisi l'attività assicurata nel nostro Comune". Infine, i dem chiedono "le modalità e le tempistiche con cui l'Amministrazione intende raggiungere gli obiettivi prefissati, in assenza di un organico adeguato rispetto ad una città delle dimensioni territoriali e demografiche come Abbiategrasso".
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(M.S.) - Nel pomeriggio di domenica 17 Febbraio la palestra dell'oratorio San Giovanni Bosco ha ospitato la terza edizione del torneo di calcetto "Holly e Bettiman", rinnovato nella forma ma con un alto tasso di divertimento e allegria garantiti sia per i giocatori che per gli spettatori. Una trentina, in tutto, i partecipanti al torneo, un centinaio circa gli spettatori presenti in tribuna. L'evento benefico è stato organizzato in memoria di Alberto Venturi, l'indimenticato dipendente del Bar Castello. Quest'anno il torneo prevedeva alcune novità che hanno reso ancora più avvincente ed interessante la manifestazione, iniziata alle ore 14.30. Gli atleti, le ragazze dell'Aurora Osgb, amici e parenti hanno infatti rincorso il goal travestiti da Supereroi, Fantasia e personaggi dei Cartoni Animati, mentre sugli spalti è stato servito thè con biscotti e pasticcini. Oltre alle premiazioni delle squadre, menzione speciale per le maschere più "instagrammabili" scelte tra quelle dei giocatori e quelle del pubblico in tribuna. L'evento è stato organizzato dalla moglie di Alberto Venturi, Patrizia Siano che è anche volontaria dell'Hospice, in collaborazione con il Bar Castello e le ragazze della squadra femminile dell'Aurora, era ad ingresso gratuito ed è stato possibile acquistare magliette e gadget il cui ricavato sarà devoluto a favore dell'Hospice di Abbiategrasso. "Una bella manifestazione in ricordo di Alberto "Betti" - ha commentato Marco Tagliabue, presidente del Consiglio Comunale di Abbiategrasso e molto attivo nel campo della solidarietà - : lui era uno sportivo, oltre che un amico e dipendente del Bar. Era con noi da molti anni. Tutti gli eventi organizzati per beneficenza meritano ammirazione, e questo in maniera particolare perchè Alberto ci è rimasto nel cuore".

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(M.S.) - Un grande gesto di solidarietà e soprattutto di utilità messo in atto nei giorni scorsi dai titolari dell'azienda di onoranze funebri Albini e Beretta di viale Papa Giovanni XXIII. Stefano Beretta (a sinistra nella foto) e Luigi Albini (al centro accanto ad un addetto del camposanto di Abbiategrasso), hanno donato una sedia a rotelle che sarà messa a disposizione delle persone anziane o con difficoltà di deambulazione che giornalmente frequentano il Cimitero Maggiore e che, ovviamente accompagnati da un parente o da un amico, permetterà loro di raggiungere le tombe dei loro cari defunti senza doverci arrivare con le proprie gambe. Un dono, quello di Albini e Beretta, assolutamente gradito a chi ne ha veramente bisogno non potendo muoversi liberamente. Quella di Albini e Beretta è una agenzia di pompe funebri relativamente nuova in città che si è fin da subito fatta notare per l'attenzione e cura che pone nei confronti dei clienti. Luigi Albini è il figlio di Italo, noto imprenditore nel settore funebre deceduto qualche anno fa. Insieme a Stefano Beretta, Luigi forma una coppia giovane con tanta professionalità e voglia di fare anche nel campo della solidarietà.
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(M.S.) - Il 2018, per Anffas Onlus Abbiategrasso e Fondazione Il Melograno Onlus è stato un anno di transizione, nel corso del quale a primeggiare sono state le problematiche burocratiche, ma è servito comunque per focalizzarsi ad affrontare un nuovo percorso mirato al futuro dei ragazzi ospitati nella struttura di Strada Cassinetta. Anffas e Melograno si stanno preparando ad iniziare le nuove attività, in attesa delle ultime autorizzazioni e stanno programmando la sistemazione delle due vecchie strutture e l'ammodernamento del parco veicoli. Nonostante i problemi di varia natura, le due onlus presiedute da Massimo Simeoni e Alberto Gelpi non vogliono e non possono pensare di fermarsi. La grande famiglia Anffas è ora come sempre più unita e spronata per andare avanti, perchè tanto c'è ancora da fare sul nostro territorio per i ragazzi e per le loro famiglie. Melograno e Anffas hanno organizzato nella serata di venerdì 1° Marzo alle ore 19.30 presso il Centro Il Melograno di Strada Cassinetta 27, l'ormai tradizionale cena con la quale condividere un altro anno di collaborazione insieme, un traguardo e programmare nuove idee di collaborazione per il futuro. Il riferimento è a tutte le associazioni abbiatensi e del circondario che ne sostengono i progetti e in particolare contribuiscono alla parziale copertura degli ingenti costi derivanti dalla realizzazione del "Dopo di noi, con noi", comunità - alloggio destinata a soggetti rimasti senza più famigliari o con genitori anziani non più in grado di rispondere ai loro bisogni. Per ovvie ragioni di spazio, Anffas e Melograno hanno deciso di limitare la presenza alla cena, assolutamente gratuita, a 2 - 3 persone per ogni associazione. Al fine di poter organizzare al meglio la serata, le due onlus chiedono conferma della presenza entro lunedì 25 Febbraio, chiamando telefonicamente Alberto Gelpi al numero 3483328328, Massimo Simeoni al 3474286835, Franco Tonoli al 3356755215 oppure scrivendo una mail a amm.anffas@tiscali.it. L'invito è quello di esserci per continuare a sostenere Anffas e Melograno con un supporto importante, dal momento che a livello governativo italiano è sempre meno garantita la sussidarietà. Sono stati 65mila gli euro raccolti dalle due onlus abbiatensi nel corso dell'anno 2017 da parte della quarantina di associazioni che le sostengono. I dati relativi all'anno 2018 saranno resi noti nel corso della cena del 1° Marzo.
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(HWQ) - E' andato in scena domenica 10 febbraio il secondo Galà per l’Hospice di Abbiategrasso, l’evento pensato per raccogliere fondi a sostegno dell’ambulatorio di cure palliative della struttura di via Dei Mille, 8/10. Appuntamento in programma per le ore 20.00 nel suggestivo contorno offerto dall’Annunciata di Abbiategrasso con la cucina dell’Antica Osteria Magenes e il dolce della Pasticceria Besuschio. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Amici dell’Hospice di Abbiategrasso con la collaborazione dei volontari e di alcuni amici dell’Associazione. La parte artistica è stata invece affidata alla professionalità di Sergio Sgrilli che, dopo aver calcato i palchi di Zelig, ha curato la regia di numerosi eventi. Sul palcoscenico si sono alternati, oltre all’attore toscano, anche gli interventi dell’abbiatense Lorenzo Cordara e il duo La Bocca. I fondi ricavati saranno impiegati per sostenere l’attività offerta dall’ambulatorio di cure palliative dell'Hospice, che nel 2018 ha confermato il trend del 2017: oltre 50 pazienti, con le relative famiglie, beneficiano annualmente di prestazioni mediche, infermieristiche, fisioterapiche e psicologiche. Questo servizio rappresenta un unicum in Lombardia che si sta dimostrando estremamente efficace per la presa in carico tempestiva e flessibile dei malati inguaribili, ma che non trova ancora una copertura economica da parte del Sistema Sanitario Regionale. E' grazie al sostegno delle persone che risiedono nella nostra comunità, se l’ambulatorio continua a vivere e offre prestazioni completamente gratuite, ma senza queste forme di aiuto i malati del territorio perderebbero un importante servizio. 140 i partecipanti al Galà, fra i quali il sindaco Nai, l'assessore regionale Gallera, Del Gobbo, Albetti, Borghetti, Calati sindaco di Magenta e Alessandrino assessore di Vigevano. La cucina è stata curata dall'Antica Osteria Magenes e dalla Pasticceria Besuschio. Quest'ultima ha preparato una sorpresa per i presenti: un dessert di cioccolato al 55% di cacao con sentori di caramello, lingua di cioccolato bianco, ganache di zucca e tartare di mango. L'Hospice ringrazia chi ha collaborato alla serata: il Comune di Abbiategrasso per l’ospitalità, Luisa Maderna, Consuelo Santoro, Sara Valandro e Alfredo Campese per l’aiuto nell’organizzazione, Orietta Piva per il supporto, Antica Osteria Magenes (in particolare lo chef Dario e il maÎtre Diego), Pasticceria Besuschio (in particolare Andrea Besuschio), Sergio Sgrilli per la regia artistica, Lorenzo Cordara e il duo La Bocca per le performance artistiche, i sommelier di Fisar, l’azienda Lurisia che attraverso la famiglia Invernizzi ha fornito gratuitamente l’acqua, Panificio Ballarini, Massimo Novelli & C. per il service. I responsabili della struttura sanitaria di via Dei Mille ringraziano inoltre utto lo staff che ha partecipato al servizio, le aziende “Silenzi di terra”, “La Patareina”, “Le Marchesine”, Enoteca Divino, "L’Angolo Fiorito" di Anna Boreanaz e naturalmente chi ha partecipato al Galà: Rotary Club Morimondo Abbazia (in particolare il Cav. Ambrogio Locatelli per donazione auto), Lions Club Abbiategrasso, Rotary Club Abbiategrasso, Piva auto, Valandro Group, Unione Confcommercio Abbiategrasso, Scuderia Ferrari Club Abbiategrasso, Gorla Utensili e tutti gli altri ospiti. E' stato un Galà che ha offerto una cena dai sapori sorprendenti, dove alcuni elementi della tradizione si sono fusi ad ingredienti poco conosciuti. L’esperienza di Dario, chef dell’Antica Osteria Magenes, e la firma di Andrea Besuschio hanno regalato dunque ai commensali un menù dal sapore antico, che guardava al futuro, ma rimanendo ancorato alla comunità sostenendola attivamente. Approfittando della presenza dell'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, il direttore dell'Hospice Luca Moroni ha sollecitato a Regione Lombardia, tramite lo stesso Gallera, l'accreditamento e il finanziamento per l'ambulatorio di cure palliative.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

di GRAZIELLA CAMERONI, consigliera comunale PD
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Questa è la versione integrale che avrei letto se mi fosse stato concesso il tempo, ma di fatto ho dovuto sintetizzare. Purtroppo il Presidente del Consiglio Tagliabue ha pensato di contenere il danno tappando la bocca alla minoranza, portatrice di idee scomode. Ancora una volta ha dato prova di essere uomo di parte, in contrasto con il suo ruolo. Potrà dire, a sua discolpa, che è stato rigido con tutti nella concessione del tempo per gli interventi, in linea con il regolamento, ma la sua scelta stride: di solito non si comporta così su altre tematiche meno scottanti per Sindaco e maggioranza. La minoranza compatta ha chiesto un Consiglio straordinario e questo l'ha indispettito, per cui ha messo in atto la sua meschina "vendetta". Viene da chiedersi il perché e la risposta non può che essere questa: la ricchezza del confronto fra pensieri diversi non fa parte del suo Dna, la dialettica costruttiva non gli appartiene, l'equilibrio nella gestione della Presidenza non lo sfiora neppure. Un Consiglio davvero triste, nel quale non si è respirato un clima democratico. Purtroppo l'opportunismo politico regna sovrano nella nostra maggioranza e impedisce la coesione persino su un tema di fondo come l'antifascismo e il rifiuto di ideologie di violenza e di morte. La nostra città deve sapere come siamo caduti in basso.
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Porto all'attenzione del Consiglio considerazioni di oltre un mese fa, quando il nostro Sindaco aveva rilasciato un'intervista facendo un bilancio dell'annata 2018. Nel frattempo anche il vicesindaco Albetti ha fatto altrettanto e quindi posso prendere due piccioni con una fava. "Abbiamo seminato tanto, lavorato parecchio e i risultati si potranno vedere nei prossimi mesi" ha affermato Nai; di fatto è passato oltre un anno e mezzo e ci pare che la situazione sia in stallo, che i semi non abbiano attecchito, altro che frutti nel 2019! Ad oggi l'unico frutto raccolto per certo è la partenza della tappa del giro d'Italia, almeno così emerge dalle dichiarazioni di Nai stesso, e ci sembra davvero poco, pur nel rispetto e nell'apprezzamento di questo evento. Vado ad elencare il vuoto in base alle principali dichiarazioni del sindaco. Piscina. "Ci sono gli spazi finanziari per la nuova piscina, ma non ancora un bando, dipende dalla stazione appaltante di Varese", ma soprattutto, aggiungiamo noi, non c'è ancora stato un momento di confronto pubblico su un impegno di spesa così ingente per gli anni a venire. Però Albetti ha dichiarato testualmente che "la gara di appalto sta per partire, entro febbraio uscirà il bando, si potrebbero iniziare i lavori in autunno, lavori che dureranno una quindicina di mesi". Ci piacerebbe conoscere questi lavori, ma dopo 7 mesi dalla richiesta, non è ancora stata consegnata la documentazione al nostro gruppo. Illuminazione. Sulla preannunciata rivoluzione dell'illuminazione pubblica scopriamo, dalle parole del Sindaco, che c'è stata solo "una serie di interlocuzioni con i soggetti interessati". Albetti parla invece di "avvio della pratica per l'illuminazione globale, a led, dell'intera città….. Entro l'anno partiranno i lavori, che avranno la durata di un anno". Sicurezza. Tante promesse di assunzioni di personale addetto alla Polizia Locale, ma ci risulta che ci sia un bel fuggi fuggi dal Comando; nel frattempo sono state autorizzate mobilità in contrasto con il parere del Comandante. Sede unica. Nai preannuncia la partenza dei lavori per la sede unica in Pretura, ma quali lavori? Top secret. Manifestazione di interesse per l'Annunciata? Ne sapremo mai qualcosa? Cinema Nuovo. Sindaco, bellissima idea, saremmo tutti felici se la nostra città tornasse ad avere un cinema-teatro, se le mille difficoltà sollevate in passato dalla Curia si risolvessero e se non vi fossero ostacoli ad un investimento da parte dell'ente su una struttura privata. Tuttavia forse è meglio mettere i piedi per terra. Bisogna anche ricordarsi che altri progetti sono altrettanto bellissimi e meritevoli, ad esempio la scuola di via Colombo da ultimare, sulla quale silenzio di tomba. Rimanere sognatori significa avere entusiasmo e questo è di certo apprezzabile, ma la realtà non è sogno! Capisco benissimo che questi progetti creano consenso e fanno in parte dimenticare tante promesse non mantenute, ma questo non è bilancio 2018, sono fantasie per il futuro. Quanto al vicesindaco Albetti, partiamo dal correggere una sua voluta imprecisione: non è vero che l'amministrazione Arrara non ha concesso una nuova sede all'INPS perché di fatto sono state proposte due soluzioni in attesa che P.zza Vittorio Veneto si liberasse dai nostri uffici e diventasse un centro multiservizi al cittadino; purtroppo non sono state ritenute idonee da INPS, ma è evidente che l'ente non aveva interesse a distaccare sul territorio 2 o 3 addetti per mantenere aperto lo sportello. Il contenimento delle spese è un problema per tutti gli enti pubblici. Tornando alle valutazioni generali, anche Albetti ha affermato che "l'anno scorso si è visto poco, ma si è impostato molto" e ha sollevato il problema di una burocrazia definita "micidiale, che sta uccidendo i Comuni." "Quando c'ero io bastava spostare una cifra da un capitolo all'altro senza problemi, adesso non è più possibile". Meno male che Albetti si è reso conto che la realtà è mutata. Prima di sentenziare a sproposito, dovrebbe forse informarsi anche sulla realtà ancora più stringente nella quale ha operato l'amministrazione precedente. Cito le sue parole: "Abbiamo trovato un bel deserto e quando trovi il deserto non puoi far crescere le piante da un giorno all'altro, ma devi preoccuparti di portare l'acqua per l'irrigazione. Noi siamo stati in grado di utilizzare spazi finanziari per realizzare quel che ho appena elencato. E non è cosa da poco, se pensiamo che negli anni precedenti tutti dicevano che non c'erano i soldi". Invito l'ass. Albetti a documentarsi sulla crisi che imperversa da anni e sulle sue ricadute sul Comune; sui vincoli imposti dal patto di stabilità, abolito solo nel 2016; sui tagli a carico delle erogazioni statali; sugli oneri di urbanizzazione quasi azzerati negli anni scorsi per effetto della stagnazione economica. Faccia un giro nell'ufficio del dott. Fasson, dirigente del settore programmazione economica e finanziaria, nel nostro Comune da anni; si faccia spiegare in quale situazione si è stati costretti a governare, ereditando una città con un sacco di problemi, con tanti interventi non realizzati quando ancora le risorse c'erano, con le strutture sportive lasciate cadere a pezzi nel tempo, con le scuole ammalorate, con i bisogni sociali esplosi a seguito proprio della crisi. Chieda quindi al dott. Fasson quale quadro ci presentava ad ogni incontro di Giunta, quale spazio finanziario avevamo per operare scelte di forte impatto visivo. Ad ogni riunione c'era sempre il cappio al collo del patto di stabilità che tarpava le ali a tutto. E se va a fare visita al dott. Fasson, provi, ass. Albetti, a verificare con quali falle aperte l'allora Sindaco Albetti aveva lasciato il Comune a chi veniva dopo di lui. Non c'è che da essere felici se oggi il Comune ha meno vincoli e più risorse, se l'edilizia ritorna a fiorire e gli oneri a crescere, se l'ente torna ad avere spazi per gli investimenti. Ma non bastano alcuni progetti di buona visibilità. Il deserto, caro Albetti, lo vediamo tutti noi oggi in una città che, a parte interventi di ordinaria amministrazione, non sta riprogettando il suo sviluppo, manca di un PGT con un respiro nuovo e in linea con le normative vigenti, non è attenta alla mobilità sostenibile; una città in cui persino beni faticosamente recuperati alla loro bellezza di un tempo sono stati chiusi a chiave. Chiediamoci cosa è accaduto a Palazzo Stampa da quando c'è questa amministrazione. Chiediamoci le sorti dell'Annunciata, stessa storia. Mi fermo qui perché il tempo è tiranno, ma potrei continuare tutta la sera. Questo è il deserto, caro Albetti: la mancanza di una visione e di una progettualità per la nostra città, l'assenza di uno slancio verso il futuro, l'immobilismo di oggi. C'è davvero poco di cui vantarsi, sindaco Nai e vicesindaco Albetti, e la gente se ne sta accorgendo.

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(M.S.) - "In merito al Consiglio Comunale di giovedì 7 Febbraio credo che, visto l'argomento, bisognasse usare il buon senso - commenta la consigliera comunale della Lega Donatella Magnoni - . Cosa che tutti i gruppi di maggioranza hanno fatto. Bisognava mantenere il dibattito e la dialettica nel merito di quanto accaduto, senza cadere nelle provocazioni a mio avviso pesanti portate avanti nei loro interventi dai consiglieri Cattoni, De Marchi, Finiguerra e Dell'Acqua". Nessuno ha messo in dubbio che il permesso all'Associazione Bran.Co non doveva essere concesso in quell'occasione, ma nemmeno a nessun'altra associazione, posizione che abbiamo ritenuto poi di portare avanti con una mozione condivisa dalla maggioranza - dichiara ancora Magnoni - . Si trattava di porre rimedio ad una "mancanza amministrativa". Mi meraviglio del fatto che consiglieri comunali chiedano ad altri di elevarsi a giudici. Lealtà e Azione e il Bran.Co operano in città da diverso tempo, così come associazioni e movimenti legalmente riconosciute dallo Stato italiano. Finché nessun giudice li metterà "fuori legge", chi siamo noi soprattutto nel nostro ruolo per impedirlo?". "Dispiace solo che, come sempre, quando si parla di regimi autoritari e di pagine buie della nostra storia si guardi solo da una parte - conclude Donatella Magnoni - . Mi sarebbe piaciuto vedere indignati allo stesso modo i colleghi di opposizione. Come giustamente ha detto la consigliera De Angeli, bisogna innanzitutto tutelare le vittime e il dolore dei familiari. Anche quando a Curcio è stata concessa la sala consiliare o quando il sedicente collettivo Folletto si erigeva a difesa del "Martire Battisti"... Mi auguro, come ho ricordato nel mio intervento dei 5 minuti iniziali, che Abbiategrasso insorga se qualche associazione ancora una volta neghi l'eccidio dei nostri connazionali gettati nelle foibe e l'esodo dei nostri connazionali Giuliani, Dalmati ed Istriani".
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di MARIO SCOTTI
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Classe 1945 - compirà 74 anni il prossimo 17 luglio - Roberto Albetti è il veterano della politica abbiatense che ha servito, e sta servendo, da ogni posizione possibile e immaginabile, dapprima come semplice consigliere comunale, poi come assessore, come sindaco della città dal 2007 al 2012 e infine come vicesindaco ed assessore nell'attuale amministrazione comunale di centrodestra guidata dal primo cittadino Cesare Nai. Nel suo curriculum, 37 anni lavorativi presso l'allora Banca Popolare di Abbiategrasso, assistente dell'ex presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni, presidente del consiglio di amministrazione di Ersaf, consigliere della defunta Provincia di Milano con la carica di vicepresidente del Consiglio e molto altro ancora, per un totale di ben 45 anni trascorsi "nell'arte di governare la società". Lavori Pubblici, Grandi Opere, Infrastrutture, Politiche di Quartiere, Edilizia Scolastica, Manutenzione Immobili, Illuminazione Pubblica, Mobilità e Viabilità, Opere per l'Agricoltura, Città Gemellate e Servizi Cimiteriali unitamente all'incarico di vicesindaco della città, sono gli assessorati a lui affidati dal sindaco Nai. "Vorrei fare una premessa - attacca Albetti - : il mio metodo di lavoro è quello di cercare di portare avanti un discorso iniziato diversi anni fa per rendere la città di Abbiategrasso sempre più bella e attraente. E di ridare una centralità a Bià rispetto al territorio e ai suoi Comuni. E' un lavoro che si allaccia al turismo al quale serve una prospettiva più ampia". "Come impostazione di lavoro, di iniziative e di finanziamenti il 2018 è stato un anno positivo - spiega ancora Albetti - . Abbiamo investito più di 3 milioni di euro su interventi che si vedranno quest'anno, come piazza Cavour, le asfaltature delle strade. L'anno scorso si è visto poco, ma si è impostato molto". "Abbiamo messo a posto il pozzo della via Colombo - prosegue il vicesindaco - siamo intervenuti con il soffitto in via Legnano, sui parchi cittadini: una quantità di interventi, più di duemila, per mettere a posto le piccole cose". Per l'anno in corso "la nuova piscina è uno dei punti principali: la gara di appalto sta per partire, entro febbraio ci sarà il bando, si potrebbero iniziare i lavori in autunno, lavori che dureranno una quindicina di mesi. Andremo ad riasfaltare le vie Giotto e Dante e qualche strada del centro, fra le quali via Pavia, e di periferia, le più ammalorate. In piazza Cavour sostituiremo le piante anche sul lato opposto della strada. Ma l'intervento più importante che andremo ad effettuare riguarderà l'avvio della pratica per l'illuminazione globale, a led, dell'intera città. I cittadini criticano le strade buie. Ma perchè sono buie? Perchè le attuali lampadine a mercurio stanno calando di intensità: consumiamo energia senza fornire la luce. Per non parlare dei costi di manutenzione: ogni lampadina al mercurio che noi sostituiamo ci costa circa 500 euro. Entro l'anno partiranno i lavori, che avranno la durata di un anno, di sostituzione delle vecchie lampadine con quelle a led. Tutti i punti luce attualmente presenti in città, circa quattromila, saranno nuovi di zecca con la possibilità, da parte nostra di regolare l'intensità della luce emanata. Sarà, questo, un intervento che andrà a beneficio dell'intera comunità, così come le strisce pedonali che si illuminano mentre vengono attraversate dai pedoni. Tutto questo, al Comune non costerà niente più rispetto a quel che lo stesso Comune sta già pagando per l'illuminazione". Altri interventi importanti che Roberto Albetti intende portare avanti nel 2019 riguardano il Cimitero Maggiore nel quale, lo scorso anno, è stata restaurata la camera mortuaria. A bilancio ci sono circa 150mila euro per mettere a posto l'interno del grande camposanto di Bià. "Passo dopo passo cercheremo di rendere il nostro cimitero adeguato alla sua funzione". Si andrà avanti ad investire sui parchi pubblici, in particolar modo su quello Inclusivo. In programma anche interventi relativi alla sicurezza nelle scuole, leggasi antincendio, mentre un intervento di 80mila euro andrà a favore dell'eliminazione delle barriere architettoniche in città. "Interverremo anche sugli impianti sportivi con il bando per la gestione dello stadio Invernizzi; altri soldi li investiremo nella viabilità e nella sede unica comunale presso l'ex Tribunale". Fin qui il programma di interventi per il 2019. Ma rispetto a quand'era sindaco della città, com'è cambiata la politica? "Sono cambiate totalmente sia le procedure, sia la burocrazia, in peggio - risponde Albetti - . Stanno uccidendo i Comuni, la burocrazia è micidiale. Quando c'ero io bastava spostare una cifra da un capitolo all'altro senza problemi, adesso non è più possibile". "Abbiamo trovato un bel deserto - prosegue ancora Roberto Albetti - e quando trovi il deserto non puoi far crescere la piante da un giorno all'altro, ma devi preoccuparti di portare l'acqua per l'irrigazione. Noi siamo stati in grado di utilizzare spazi finanziari per realizzare quel che ho appena elencato. E non è cosa da poco, se pensiamo che negli anni precedenti tutti dicevano che non c'erano i soldi". Albetti è rientrato nell'agone politico abbiatense dopo cinque anni vissuti da "nonno" dei suoi innumerevoli nipotini "ma non in realtà non avevo mai smesso di fare politica - è la chiosa del vicesindaco - : sono rientrato per dare una mano e per concludere la mia attività amministrativa. Ho voluto mettere a disposizione la competenza e l'esperienza che ho per cercare di migliorare la nostra città che merita un ruolo importante all'interno del territorio e di riacquistare tutti i servizi finora perduti, a partire dall'Inps. Ho parlato con alcuni dirigenti della stessa Inps i quali mi hanno detto: non possiamo più tornare indietro perchè quando noi avevamo proposto di rimanere a Bià in nuovi locali, l'amministrazione in carica non ce li ha concessi. Per quanto riguarda, infine, il Cantù, il problema è sì quello del pronto soccorso, ma è soprattutto quello di potenziarne i servizi per i cittadini. E' chiaro che diventa difficile riaprire il PS notturno, perchè c'è una legge nazionale che lo impedisce: all'amministrazione comunale spetta il compito di coordinare gli altri Comuni affinchè, insieme, si possano organizzare tutte le iniziative atte a ricreare la possibilità di riapertura del PS notturno".
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di MARIO SCOTTI
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Beatrice Poggi - per tutti "Bea" - è alla sua seconda esperienza politica come Ministra di una amministrazione comunale di centrodestra. Si era già occupata, nella veste di assessore, di Cultura e Turismo dal 2007 al 2012 nell'allora governance del sindaco Roberto Albetti e cinque anni più tardi, dopo la scadenza della legislatura di centrosinistra, "Bea" è tornata prepotentemente nell'agone politico abbiatense, fortemente voluta nella sua squadra di Ministri dall'attuale primo cittadino Cesare Nai e dallo stesso Albetti. Eletta consigliera comunale nella lista "Abbiategrasso Merita", incarico dal quale si è dimessa per dedicarsi all'assessorato, nel mese di giugno del 2017, Beatrice Poggi traccia il bilancio di questo suo ritorno in politica dopo un anno e mezzo di attività nel corso del quale, oltre che di Cultura e Turismo, si occupa anche di Sport, di Politiche Giovanili, Associazionismo e Volontariato, Stato Civile, Servizi Anagrafici, Statistici, Elettorali e Cimiteriali. "Il 2018 è stato un anno impegnativo - esordisce Bea parlando di sport - caratterizzato dal Giro d'Italia e vissuto dalla città in modo entusiastico. Si è davvero percepita una atmosfera di gioia e di partecipazione. Il contributo economico di Regione Lombardia ne ha facilitato l'organizzazione. Nell'anno appena trascorso, di attività sportive ne sono state organizzate parecchie. Per quanto riguarda gli impianti sportivi cittadini, le palestre vengono monitorate ed effettuiamo interventi di manutenzione che di volta in volta ci vengono segnalati. Come amministrazione ci piacerebbe organizzare eventi sportivi non solo in centro città, ma anche nelle zone periferiche allo scopo di rendere viva l'intera Abbiategrasso. Tutte le proposte che vengono avanzate per coinvolgere la città in ambito sportivo sono bene accette". Passando alla Cultura, con la mostra "Flussi d'Arte" nei sotterranei del Castello, l'anno 2019 è iniziato nel migliore dei modi. "Diamo il merito a Cap Holding di averla organizzata - prosegue Bea -, una mostra bellissima e di alta qualità. Abbiamo colto al volo l'occasione, accettando la proposta che ha portato in città quadri di assoluto valore e da parte dei cittadini c'è stato il forte desiderio di partecipare a questa iniziativa culturale. D'altra parte, anche gli altri eventi che abbiamo organizzato lo scorso anno, sia pure di spessore non così elevato, hanno riscosso successo di pubblico". Ed ecco le novità culturali in cantiere per il 2019. "Quest'anno, in occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci, dedicheremo dei progetti culturali sulla sua figura. Si tratterà di iniziative culturali, turistiche; l'idea è quella di coinvolgere Morimondo e Vigevano per creare un asse più ampio rispetto al nostro territorio. Ecco, il 2019 culturale abbiatense sarà focalizzato su Leonardo. Parlare di lui ad Abbiategrasso vuol dire parlare dell'Annunciata, degli affreschi, dei Duchi, degli Sforza...". Turismo in città: "Mi piace ricordare la nostra presenza alla Bit di Milano per la promozione del Giro d'Italia e la navigazione in battello della tratta Palazzo Stampa-Cassinetta. I turisti son venuti, hanno visitato Palazzo Stampa...queste iniziative avranno sicuramente un seguito anche quest'anno. Ovviamente anche a febbraio parteciperemo alla Bit con l'obiettivo di iniziare una politica territoriale turistica non solo di Abbiategrasso, ma anche dei Comuni limitrofi. Occorre strutturare una progettazione turistica con una promozione coordinata dell'intero territorio dell'Abbiatense. Io ci conto". Politiche Giovanili: "Abbiamo costituito la Consulta Giovani, ma ci siamo resi conto che non è facile stimolarli ad avvicinarsi alla macchina comunale. Di fatto, sono solo nove i giovani che fanno parte della Consulta, ma con loro abbiamo iniziato a lavorare; le proposte di iniziative sono tante. L'ente comunale li ascolta e loro sono un punto importante. Avere una visione giovane della città può arricchire". La chiosa di Beatrice Poggi riguarda il "colpaccio" messo a segno nei giorni scorsi dalla sua lista civica "Abbiategrasso Merita": "La consigliera Sara Valandro ha ritenuto che la la sua sensibilità si avvicina parecchio a quella del nostro gruppo e quindi l'abbiamo accolta molto volentieri. Sara ha chiesto di poter aderire al nostro schieramento: è una persona dinamica, con tanta voglia di fare, di realizzare iniziative importanti. Sono contenta di averla dalla nostra parte".
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di MARIO SCOTTI
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Il suo obiettivo è quello di lavorare in una realtà in stretto rapporto con le sue passioni ed interessi per conseguire con maggior soddisfazione i risultati. A Cristina Cattaneo, classe 1989, residente a Robecco sul Naviglio, fresca sposa dallo scorso mese di settembre 2018, in quota Lega, non mancano certo l'entusiasmo e la determinazione unite ad ottime capacità comunicative: particolare attitudine al lavoro in team, spirito di collaborazione e cooperazione, serietà, affidabilità e precisione sono solo alcune delle competenze ed abilità in possesso della giovane donna che hanno indotto il sindaco Cesare Nai ad inserirla nel suo schieramento di assessori. Nel dettaglio, Cristina in giunta municipale si sta occupando con successo soprattutto di Fiere e Ambiente. Tutela del paesaggio, sportello unico dell'edilizia e decoro urbano completano il quadro delle sue competenze nell'ambito dell'assessorato a lei affidato. Cattaneo ha studiato presso il Politecnico di Milano nella Facoltà di Architettura Civile (laurea triennale in Architettura). Precedentemente ha frequentato il Liceo Scientifico Tecnologico Alessandrini di Abbiategrasso dove ha conseguito il diploma di maturità scientifica. Ma non solo: ha in corso il conseguimento, presso l'Università degli Studi di Milano, della seconda laurea specialistica in Storia e critica dell'arte. In questa intervista rilasciata ad Habiate Web Quotidiano, Cristina traccia il bilancio dell'anno 2018 appena terminato e ci parla dei progetti futuri relativi ai suoi assessorati. "Il 2018 è stato un anno molto soddisfacente e foriero di grandi soddisfazioni personali - esordisce Cattaneo - . Con la mia maggioranza e con gli uffici comunali ho lavorato in maniera seria e proficua. Negli ultimi mesi, in particolare, sono stata premiata con un importante riconoscimento: Abbiategrasso è diventata capofila di Agenda 21. Questo vuol dire che il territorio ha fatto rete per condurci verso alti obiettivi in materia di sostenibilità, di rispetto per l'ambiente". "Altre grandi soddisfazioni sono scaturite dalle due Fiere, quella di Ottobre e Abbiategusto - prosegue Cristina - : l'obiettivo di rilanciarle era ambizioso, ma con grande impegno è stato raggiunto. Le Fiere le abbiamo viste crescere, in particolare nell'ultimo anno con le migliorie e modifiche. Direi che abbiamo davvero fatto la differenza già a partire dall'impianto al quale sono state sapientemente aggiunte altre strutture. Per quanto riguarda Abbiategusto, abbiamo variato il format inserendo il tema della sostenibilità al quale sono state affiancate proposte culturali e il gusto è stato analizzato sotto tanti punti di vista, anche con la moda, con le tendenze, con l'ambiente, i libri, le scuole. Una grande soddisfazione anche in questo senso". E in materia di Fiere, ecco la "chicca" anticipata dall'assessora: "Quest'anno la Fiera di Marzo si farà, siamo già partiti con gli incontri tecnici e ci stiamo lavorando anche se per il momento solo a livello di idee. Manterremo il format consolidato rendendolo più accattivante". Relativamente, poi, all'ambiente "nutro una grande sensibilità e passione verso questo tema a dir poco complesso - spiega Cristina - . Nel 2018 abbiamo attivato iniziative di campionamento della qualità dell'aria all'interno degli uffici e stabili del Comune, un lavoro che avrà la durata di un anno e terminerà questa estate". Rifiuti e abbandono degli stessi: "Esistono aree nel nostro territorio che da anni sono sedi di discariche: con una nuova interlocuzione con i proprietari di alcune di queste aree li abbiamo convinti a mantenere pulite e decorose le stesse. Questi proprietari hanno iniziato un rapporto proficuo con Amaga e le aree sono state recintate per mantenerle più controllate. Sicuramente qualcosa è stato fatto nel migliorare le performances di raccolta differenziata e nel censire le aree soggette ad abbandono di rifiuti. Anche in questo settore un grande lavoro c'è stato". Gestione del verde: "C'è stato un bello scambio fra assessore all'Ambiente e Presidente di Amaga che ha portato i suoi bei frutti. La città è apparsa più pulita con una grande attenzione verso il verde. Con la Consulta Ecologica ci stiamo confrontando sul patrimonio arboreo cittadino, sulla conservazione del verde, sulla scelta delle essenze da inserire, sulla gestione dei nostri parchi. Anche questo è un lavoro work in progress". In ultima analisi l'Edilizia, vale a dire l'inizio della presentazione delle pratiche online "sta già ottenendo buoni risultati - conclude Cristina Cattaneo - . Abbiamo ravvivato un progetto fermo da anni. Quello dell'Edilizia è un settore carente dal punto di vista del personale e ci sarà una riflessione sulla dotazione organica dell'ufficio. Stiamo studiando soluzioni per velocizzare le pratiche, soprattutto quelle che arrivano dal Suap per le imprese ed attività commerciali".
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di MARIO SCOTTI
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Sono tre, in sostanza, i settori che l'assessore Francesco Bottene, classe 1976, sta seguendo: il commercio, i trasporti e, quello più recente, legato al Bilancio. Oltre naturalmente all'economia e al rilancio delle attività produttive dell'Abbiatense. Partendo proprio da quest'ultimo, importante, aspetto, come se la sta passando l'economia abbiatense? "Abbiamo svolto una ricognizione sul tessuto industriale abbiatense, anche con l'ausilio di Assolombarda con la quale ci siamo confrontati - risponde Bottene - . In realtà, l'economia abbiatense e del territorio non va male, ma sta venendo meno il concetto di grande impresa. In ogni caso resistono le piccole e medie industrie anche se non c'è stato il colpo di reni della ripartenza. Tutto sommato si sta tenendo rispetto agli anni precedenti". Per quanto riguarda invece il commercio "non mi posso lamentare. Certo, è una bella sfida anche questa - risponde l'assessore - . Stiamo mettendo in campo una serie di iniziative per cercare di aiutare i commercianti abbiatensi e posso sicuramente dire che rispetto allo scorso anno il tasso di occupazione negli edifici ad uso commerciale, in centro città, si è incrementato. Certo, vi sono ancora alcune vetrine chiuse, ma la qualità dei prodotti offerti dagli esercizi in attività è notevolmente aumentata". E su questo il Comune sta veramente cercando di fare di tutto "ma purtroppo quando parliamo di commercio si vanno a toccare dinamiche di tipo fiscale sulle quali l'amministrazione comunale può incidere in maniera trascurabile e marginale. Abbiamo lavorato parecchio per cercare di incrementare l'occupazione nel settore del commercio: in città si sono svolti grandi eventi, grandi iniziative. Si è lavorato in modo sinergico con tutti gli operatori commerciali di Abbiategrasso, a partire dalle associazioni di categoria allo scopo di cercare di capire, compatibilmente con quello che il Comune può fare, come aiutare i commercianti locali anche dal punto di vista viabilistico, della qualità di alcuni servizi. Perchè il commercio funziona in base al numero di accessi. La grande distribuzione sta cambiando drammaticamente e velocemente, si sta ridimensionando il concetto di centro commerciale e questo può essere un aspetto positivo per i negozi di prossimità". Sempre a livelli commercio, Francesco Bottene spiega che "per la prima volta si sono toccati temi che mai erano stati sollevati prima: cercare di rendere più snella la burocrazia". Capitolo Consulta del Trasporti, un tema a dir poco caldo ad Abbiategrasso. La stessa Consulta è attivata nel mese di Febbraio 2018 e finora la stragrande maggioranza degli incontri e dei rapporti che sono nati fra i vari componenti sono stati fortemente costruttivi. "Con gli altri Comuni si è creato un rapporto di grande solidarietà e sostegno - afferma Bottene - . Siamo stati ricevuti in Commissione Regionale e stiamo lavorando per vedere cosa si può fare. In Regione Lombardia contiamo ottimi referenti, a partire dalla Terzi fino al consigliere Palumbo. Nell'accordo fra Rfi e Ministero delle Infrastrutture c'è stato un posticipo del completamento del raddoppio ferroviario della Milano-Mortara al 2036...abbiamo mosso i nostri contatti per mettere una pezza su questo. Quello che cercheremo di fare, compatibilmente con quello che la politica ci permetterà di fare, è di spingere per dare un senso anche umano al completamento del raddoppio ferroviario. Spostare tutto al 2036 vuol dire che l'opera non si farà...". Ad ottobre dello scorso anno, al giovane assessore Bottene il sindaco Cesare Nai ha affidato la delega al Bilancio. "E' un pò come fare il meccanico per una squadra di Formula Uno. Il Bilancio fa girare tutta la macchina comunale. Qualunque cosa può essere fatta solo ed esclusivamente se viene contemplata nel Bilancio stesso - spiega l'assessore - . E' una grande responsabilità avere in mano le chiavi della macchina e farla funzionare. E' una responsabilità che ho assunto con piacere e di buon grado. Ho ereditato una situazione già ben gestita dal mio predecessore Mauro Dodi al quale va riconosciuto il merito di aver fatto di tutto e di più e di aver lavorato molto bene. Cercherò di portare avanti con continuità le linee guida del sindaco". Proseguendo, un accenno di Francesco Bottene sulle politiche attive del lavoro. "Sono state attuate per la prima volta ad Abbiategrasso, incentrate sui disoccupati. I nostri interlocutori primari sono state le agenzie di lavoro interinale Adecco e Ranstad. E' vero che il lavoro manca - e lo vediamo a livello nazionale - ma è pur vero che alcune nicchie, molto ben remunerative, possono essere soddisfatte. Sono stati organizzati corsi di formazione e dato lavoro a circa 40 persone. Per cercare di evitare il fenomeno che vedeva alcune attività aprire i battenti - ad esempio i bar - e chiudere dopo due-tre mesi, con Adecco abbiamo avviato un percorso legato all'autoimprenditorialità: rendere edotte le persone per capire se effettivamente le loro idee possono essere economicamente profittevoli. Finora si sono presentati cinque soggetti: tre hanno abbandonato e due sono attualmente in attesa di riprendere il loro percorso imprenditoriale". In conclusione, il parere dell'assessore circa la tenuta e la compattezza della maggioranza di centrodestra che attualmente governa la città. "Noi abbiamo la fortuna di avere un Sindaco fuoriclasse. Nai riesce sempre a ricompattare quando le truppe non sono perfettamente allineate. Siamo prevalentemente una maggioranza giovane: le vecchie guardie stanno comunque trasmettendo tutta la loro esperienza ai più giovani. Molto spesso, un certo tipo di voto nell'ambito del Consiglio Comunale può essere equivocato. Alcuni errori vengono commessi in buona fede per mancanza di esperienza dal punto di vista politico".
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(M.S.) - “Questo ultimo scorcio di 2018 ha portato anche sul nostro territorio una situazione economica ancora piuttosto bloccata. La cosa è abbastanza preoccupante, perché dopo una certa ripresa che avevamo respirato anche nell’Alto Milanese nei primi mesi dell’anno, adesso assistiamo ad un’inversione di tendenza. Purtroppo, c’è poca chiarezza sulle politiche economiche del Governo e quanto succede a livello macro ha comunque ricadute anche in ambito locale”. Parte da qui Giuseppe Oliva, responsabile del zona Legnano Magenta della Cisl Milano Metropoli.Da quattro mesi Oliva è tornato ad operare a contatto quotidiano con il suo territorio. “Devo dire che è un peccato assistere a questo nuovo stop. Più che altro, perché anche i dati certificati da Afol ci facevano scorgere segnali di ripresa. Certo – osserva Oliva – c’è da fare, indipendentemente da quanto accade in questo periodo, una riflessione sulla qualità del lavoro. Finora c’è stata comunque una ricerca di bassi profili professionali. C’è invece la necessità di promuovere le tante eccellenze in ambito produttivo che l’Alto Milanese, così come il Magentino e l'Abbiatense posseggono ancora”. Da qui il ragionamento si sposta sulla vocazione futura che questo territorio deve avere soprattutto in ambito produttivo. “Diciamo che rispetto all’Alto Milanese c’è un tentativo in corso per dare un’identità a questa area della provincia di Milano. Il ruolo della Consulta dovrebbe essere esattamente questo. E’ chiaro, tuttavia – ammonisce il responsabile della Cisl – che se questo strumento non prende piede, allora ci si deve tornare a chiedere perché l’esperienza di Euroimpresa sia stata chiusa”. Ciò detto, secondo Oliva, l’importante soprattutto sul fronte dei Piani di zona è necessario arrivare ad un percorso condiviso per tutto il territorio da Legnano a Magenta, “tanto più – aggiunge il sindacalista - un contesto come quello attuale in cui le scelte fatte per la creazione di una maxi Ats Milano Metropolitana (la vecchia Asl), inevitabilmente, stanno allontanando una serie di servizi dal territorio e, di riflesso, dal cittadino”. “Da qui – rimarca Oliva – l’esigenza di avere uno strumento come i Piani di zona, adeguato e, soprattutto in grado di offrire risposte e soluzioni convincenti ai nuovi bisogni in ambito socio sanitario della popolazione”. “E’ per questo motivo – continua Oliva – che rispetto alle problematiche socio sanitarie, servirebbe mai come oggi compattezza e unità d’intenti: lasciarsi prendere dai campanilismi, come per esempio, sta accadendo rispetto alla chiusura notturna del Pronto Soccorso di Abbiategrasso, non penso porterà a risultati tangibili”.
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(M.Scotti) - Tanta gente, almeno 400 persone nel momento di maggiore affluenza nonostante la temperatura rigida e la pioggia, in Piazza Marconi, domenica 16 Dicembre a partire dalle ore 16, per la mobilitazione unitaria per la difesa e il rilancio dell'ospedale "C. Cantù" di Abbiategrasso. Nel salotto cittadino, su invito del sindaco Cesare Nai e dell'intero Consiglio Comunale, si sono ritrovati i rappresentanti dell'Amministrazione Comunale cittadina, politici regionali, gli esponenti delle associazioni e delle forze politiche e sociali dell'Abbiatense, nonchè i sindaci di tutti i Comuni del distretto e, come detto, tanti cittadini abbiatensi che hanno a cuore le sorti del proprio nosocomio. Come noto, la richiesta è unitaria: “Riaprite il pronto soccorso dell’ospedale in orario notturno”. Una battaglia che va avanti da novembre 2016. Il pomeriggio istituzionale si è aperto con un breve assaggio dei sindaci dall’ingresso della struttura ospedaliera per arrivare in Piazza Marconi dov'erano previsti gli interventi delle autorità. “Un doveroso ringraziamento ai presenti – ha esordito il sindaco Cesare Nai -. Oggi viviamo una giornata che va oltre la politica, è la prima volta infatti che si è riusciti a fare un’iniziativa unitaria di questo tipo. Invito la cittadinanza a mobilitarsi, a firmare la petizione per organizzare una manifestazione per sollecitare la riapertura al Consiglio regionale. Tutti uniti, senza bandiere di partito, ma tutti insieme per una lotta di comunita e non di parte. Dobbiamo marciare pazienti e non arrenderci mai, per questo dico grazie a Sindaci e forze sociali; non sarà facile ottenere quello che vogliamo, per l’ospedale chiediamo specialisti e funzioni di avanguardia, certi che insieme possiamo farcela. Questo è il vero senso di una politica di territorio”. Il leader del Movimento per i diritti del Cittadino Malato, Marco Bessi, ha ringraziato anch’egli per il grande lavoro svolto. “In pratica, oggi noi siamo fermi al novembre 2016 e al Poas che designa le scelte sanitarie ed ospedaliere. Ma noi cosa c’entriamo con Legnano? Abbiamo la riabilitazione ma non fisioterapia: danno una cosa ne tolgono un’altra. Invitiamo tutti voi a sostenerci, a starci vicino”. Il consigliere regionale Carlo Borghetti del Pd, usando una metafora, ha parlato “dell’ospedale di Bia come una margherita, che si sfoglia, che perde petali, che diventa presidio. L’Azienda ospedaliera che vi governa va da Legnano ad Abbiategrasso, se la Regione Lombardia ha investito così tanto denaro sulla vostra città ne mantenga anche la rilevanza e riapra il Ps di notte. Ma non basta, vanno ripristinate le condizioni complessive di rilevanza sanitaria; la mozione pro riapertura fu votata da tutti in Consiglio regionale. Presto la Regione nominerà i nuovi dg della sanità, e servono risposte. Perché sì; non è più il momento delle domande o degli appelli, è quello delle risposte”. In piazza anche l’ex assessore regionale alla Salute, Mario Mantovani: “Siamo qui perché cerchiamo di dare il nostro piccolo contributo; perché questa chiusura offende la città di Abbiategrasso, un ospedale dove sono cresciuti usi e costumi, che ha subito delle modalità improprie di chiusura del Ps. Ci sono molte responsabilità: l’ospedale funzionava, invece oggi si assiste ogni giorno ad un abbassamento della tensione. Oggi voglio rivolgermi agli amici della Lega., che hanno grande potere e responsabilità. Si sta definendo l’elenco dei direttori generali, il dg della nostra Asst arriverà a Gennaio. In passato è stato chiuso nelle ore notturne il Ps di Cuggiono, che però è vicina sia a Magenta che Legnano; Abbiategrasso è ben altro, dobbiamo essere protagonisti delle scelte e non arrenderci mai”. Presente anche l’attuale assessore regionale alla Sicurezza, Riccardo De Corato: “Condivido anch'io l’idea che serve un direttore generale che capisca il problema: va riportato il Ps nelle ore notturne ma soprattutto va ridata la dignità ad Abbiategrasso. Non cambio idea rispetto a quanto dissi un anno fa nella sala consigliare del castello. Fdi ha una posizione compatta su questo argomento, e lo sta dicendo ad alta voce, ad ogni livello”. Marco Marelli, sindaco di Morimondo: “Noi sappiamo che spesso la politica ascolta solo il consenso; quindi, se i vertici regionali vogliono confermare Massimo Lombardo come direttore generale dell’Asst, dobbiamo andare insieme sotto il Pirellone. E’ lui che amministra i fondi per gli ospedali, soldi che sono dei cittadini. Il problema che abbiamo da due anni è di dignità e identità, vogliamo esistere ed alzare la nostra voce in difesa dell’ospedale che appartiene a tutto l’Abbiatense”. Tutti gli intervenuti hanno denunciato il depotenziamento del Cantù che vanta 136 anni di storia e che serve una città di 33mila abitanti e una comunità composta da 15 Comuni per un totale di 80mila abitanti. Due anni fa, come si ricorderà, la chiusura del pronto soccorso notturno, domenica la protesta trasversale di tutti i Comuni del territorio. La Regione, dopo aver stanziato più di 30 milioni di euro, sette anni fa, per la ristrutturazione completa del Cantù, ha poi deciso il suo ridimensionamento. In gioco ci sono circa 300 posti di lavoro. E' decisamente indecente avere un pronto soccorso, tra l'altro nuovo, chiuso nelle ore notturne e doversi recare il quello di Magenta. Il timore è che il Cantù venga trasformato in un poliambulatorio, appendice del nosocomio di Magenta. Dopo una raccolta firme fra i cittadini e diversi incontri in Regione, i sindaci chiedono che sia fatta chiarezza sul destino dell'ospedale di Abbiategrasso, un ospedale che possiede una struttura moderna, sale operatorie all'avanguardia. "Attendiamo risposta per essere sentiti e ascoltati" - ha aggiunto il sindaco Nai. Perchè il prossimo passo sarà appunto quello di recarsi in Regione Lombardia a far valere le ragioni, anche se su questo futuro incontro al Pirellone il primo cittadino Cesare Nai sostiene che "Non so se servirà a qualcosa. Ci vorrà del tempo affinchè il Cantù riprenda appieno le sue funzioni. Nel momento in cui la Regione ci chiamerà porteremo avanti le nostre istanze. E' chiaro che si tratta di una battaglia difficile, non ci facciamo illusioni. Ma le cose difficili ci fanno guardare con più impegno ai vari passaggi necessari. La questione arriverà sui tavoli regionali entro il 2019? Non mi piace promettere senza avere in mano elementi certi. Mi auguro che la manifestazione di oggi arrivi agli alti livelli regionali e che possa smuovere qualcosa. E' chiaro che oggi, rispetto a ieri, nulla è cambiato, non dobbiamo pretendere che questa manifestazione cambi qualcosa, sarebbe come illudere le persone. E' stata l'avvio di un percorso complesso e complicato".
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(M. Scotti) - "Oggi abbiamo messo il primo mattoncino per il parco inclusivo e forse per una Abbiategrasso migliore". Parole di Sara Valandro, consigliera comunale di maggioranza e delegata alle Pari Opportunità che ha poi aggiunto: "Il sogno è quello di creare un parco giochi per bambini disabili e bambini senza disabilità". Sì, perchè con ogni probabilità nell'anno 2019 anche ad Abbiategrasso arriverà il "parco inclusivo", il parco giochi attrezzato cioè con giostrino e altalene pensate per consentire l’uso anche ai bambini disabili. Il momento del gioco dev'essere per tutti i bambini, il momento più esaltante: disabili e non, hanno bisogno di sentirsi parte del gruppo dei loro pari, accettati e benvoluti. Se un bimbo ha una disabilità, queste condizioni diventano ancora più importanti e necessarie per il suo benessere. Tuttavia non pensiamo ad un’area ad uso esclusivo dove il bambino disabile sia al centro dell’attenzione, con il rischio di creare un “disagio” sia per lui che per i bambini normodotati, ma ad un’area dove i giochi presenti siano accessibili a tutti e permettano ai bambini di scegliere su quale gioco misurarsi. A tale riguardo esiste già un progetto che è stato presentato sabato 8 Dicembre presso la tensostruttura allestita all'interno del parco della prestigiosa Villa Umberto di Abbiategrasso di via Carlo Cattaneo. Circa 150 le persone che hanno partecipato all'evento benefico, compreso il sindaco Cesare Nai, il vice Roberto Albetti e numerosi esponenti politici locali. Nel corso della serata si è potuto assistere a letture teatrali, cori di bambini delle scuole dell'infanzia e intrattenimenti vari. Fra i protagonisti, i bambini e le bambine della scuola paritaria "Don Croci", Luca Cairati direttore artistico del Teatro dei Navigli il quale ha recitato ai presenti un pezzo teatrale ispirato al diritto di gioco e a Don Chisciotte. Riccardo Magni, giovane studente di Abbiategrasso ha letto due poesie: "Volontà" e "Le farfalle di Damasco". E' stata poi la volta di un maestro di violino russo e di una cantante. Il tutto, come dicevamo, finalizzato come posa della "prima pietra" per la realizzazione del parco inclusivo. "Oltre al progetto - spiega ancora Sara Valandro - abbiamo presentato un nuovo gruppo che andremo a creare, denominato "I Sognatori". Quest'anno, fra una iniziativa e l'altra abbiamo raccolto tanti soldini e quindi stiamo valutando l'idea di costituire una onlus. In seguito ad un incontro svoltosi in Comune con l'assessore e vicesindaco Albetti è stato stabilito che buona parte della decisione su dove verrà allestito il parco inclusivo spetterà ai genitori dei bambini diversamente abili di Abbiategrasso. Andrea Recchia sarà il loro portavoce. Il gruppo dei Sognatori si impegna ad acquistare le giostre in collaborazione con alcune associazioni cittadine e commercianti. L'obiettivo è quello di raccogliere almeno 20mila euro perchè, oltre al parco inclusivo, ci piacerebbe acquistare una giostra anche per l'Associazione Heiros". Al momento, il gruppo "I Sognatori" è composto dalla stessa Sara Valandro, da Tiziana Losa di Confcommercio, Monica Speroni, Luca Cairati, Michele Recchia e Martina, titolare della Villa Umberto. Per quanto riguarda invece la location dove il parco sovrebbe sorgere, i genitori dei ragazzi diversamente abili lo vorrebbero nel Parco dei Bersaglieri: meno problemi di parcheggio per le auto, terreno interamente pianeggiante a favore dei ragazzi che deambulano male. Sembra così tramontata l'ipotesi Fossa Viscontea che oltre al terreno sconnesso presenta problemi di vandalismo. "Quella del parco inclusivo è una iniziativa molto bella e noi l'abbiamo sposata proprio per questo" - commenta Martina Forti di Villa Umberto - . Per la location dove il parco dovrebbe sorgere sta facendo da consulente il papà di Gaia, ragazza disabile in carrozzina. Oggi abbiamo fatto beneficenza partendo dai bambini che sono la nostra base. Noi di Villa Umberto crediamo, nel nostro piccolo, nel fare qualcosa per Abbiategrasso, migliorandola".
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di MARIO SCOTTI
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La vicenda è nota da giorni: "Nessuno l'ha obbligata a far politica, se non ha tempo, si dimetta" è la frase pronunciata, anzi urlata, dal presidente del Consiglio Comunale Marco Tagliabue nei confronti della consigliera pentastellata di minoranza Barbara De Angeli nel corso della seduta del massimo consesso cittadino di giovedì 29 Novembre, nel momento in cui la De Angeli lamentava lo scarso preavviso nelle convocazioni delle Commissioni consiliari, facendo presente che le tempistiche non si addicono certo a madri di famiglia e consiglieri lavoratori. Non l'avesse mai pronunciata quella frase, il presidente Tagliabue che nei giorni successivi l'episodio è finito nel tritacarne mediatico della stampa locale e soprattutto dei social, accusato, nelle migliori delle ipotesi, di maleducazione, arroganza e sessismo. Della vicenda è venuta a conoscenza una parlamentare dei 5 Stelle, Paola Carinelli, che in un comunicato bolla quanto accaduto alla De Angeli "di una gravità inaudita e offensivo per ogni donna e per ogni uomo che lavora con passione e dedizione - si legge nella nota inviata alla stampa - . Ovunque ci si riempie la bocca per tutelare le donne dalla violenza e le parole di Tagliabue risuonano di una incredibile volenza sessista. Mi appello ai consiglieri comunali di Abbiategrasso e al sindaco, che immagino siano rimasti contrariati dalle odiose parole del presidente Tagliabue, mi appello al vostro buon senso, alla vostra dignità affinchè prendiate ogni provvedimento che è in vostro potere per sanzionare chi per il suo ruolo di presidente del Consiglio Comunale dovrebbe garantire l'istituzione che rappresentate e invece la offende e la disonora". Come se non bastasse, la dose di "complimenti" nei confronti di Tagliabue è stata rincarata dalla De Angeli in un paio di videointerviste apparse sui social. Altra accusa nei confronti del presidente del CC: quella di comportarsi in consiglio come un semplice consigliere, intervenendo a suo piacimento nel dibattito con estrema autorità anzichè svolgere un ruolo da super-parters. E sono molti i cittadini abbiatensi che intervenendo a commentare la vicenda postata sul noto social Facebook, chiedono le dimissioni dello stesso Tagliabue che abbiamo intervistato.
- Allora Presidente Tagliabue, con quella frase rivolta alla De Angeli sei finito nell'occhio del ciclone... Come ti difendi dalle critiche che ti sono state mosse da più parti?
"Non pensavo assolutamente di creare tutto questo baillame. Io non guardo Facebook e non sapevo nulla delle videointerviste alla De Angeli, finchè qualcuno mi ha avvertito chiedendomi spiegazioni. La prima cosa che ho fatto è stata quella di telefonare alla consigliera De Angeli porgendole le scuse per il mio comportamento. Non pensavo di averla offesa. Probabilmente ho un carattere difficile, sono molto impulsivo, considerata la carica ch ricopro avrei dovuto soppesare bene le parole e fare degli interventi in maniera diversa. Mi scuso non solo con Barbara, ma con l'intero consiglio comunale se le mie parole sono state percepite in modo errato rispetto all'impressione che avrei voluto dare".
- Vale a dire?
"La politica, a livello locale, è una passione, non è un lavoro. Questo avrei voluto spiegare. La frase che ho pronunciato non era rivolta personalmente alla De Angeli, ma un pò a tutti. In consiglio ci sono persone che hanno due-tre-quattro figli e che sacrificano gran parte del loro lavoro per la politica. Capisco che per svolgere bene il loro ruolo occorre tempo da poter dedicare alla politica. E poi la frase non era rivolta al sesso femminile, probabilmente mi sono espresso male. Io le donne le ho sempre tenute in considerazione, tant'è che la lista Nai Sindaco era rappresentata da un gran numero di donne. Mi danno del sessista e dicono che secondo me le donne devono stare a casa? Non la penso proprio così, anzi, le donne portano un valore aggiunto alla politica".
- Ritieni la politica locale una forma diversa di volontariato?
"Sì, e oltretutto mal retribuita. Dei 33 euro tassabili percepiti per partecipare a una seduta del consiglio comunale a parlare per ore e ore di politica e di problemi della città, se ti va bene ne intaschi 22. Un consigliere comunale è praticamente paragonabile ad un extracomunitario schiavizzato per raccogliere pomodori. Questa è la realtà. Ma tutti lo fanno seriamente, questo volontariato politico, ovviamente ognuno con le proprie idee. E' un impegno gravoso ed ognuno deve esserne consapevole".
- Nel caso in cui, in futuro, ti venissero rivolte nuove lamentele tipo quelle della De Angeli, come ti comporterai?
"Se non sarò in un momento esasperato, condizione nella quale mi trovavo giovedì sera, probabilmente mi asterrei dal dire certe cose, manterrei un certo equilibrio".
- In merito a questa vicenda, la maggioranza è schierata dalla tua parte?
"Si è espresso Flavio Lovati in consiglio comunale che ringrazio perchè si è scusato da parte mia, mi ha anticipato. In ogni caso, ripeto, quelle cose non le ho dette con cattiveria e arroganza, anche se ho un carattere difficile. Quando mi scaldo, il mio tono di voce è sempre un pò alto, ma lo è con tutti, familiari compresi".
- Quindi per il futuro hai intenzione di darti una calmata?
"Starò più attento a quel che dirò...probabilmente prima di parlare conterò fino a trenta, conoscendo il mio carattere".
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Il miglioramento dei servizi della struttura dell’Hospice transita anche dal perfezionamento del processo di accoglienza. Fino ad oggi gli aspetti legati all’ospitalità sono stati per lo più comunicati a voce. Per questo, un gruppo di operatori coordinati da Patrizia Tortora, educatrice dell’Hospice, ha avviato un lavoro che è sfociato in una brochure che viene lasciata in ognuna delle 14 camere. Abbiamo intervistato Milena Borsani, che lavora in Hospice, per capire meglio di cosa si tratta.
- Ciao Milena, ci spieghi meglio cos’è questa “brochure dell’accoglienza”?
"Si tratta di uno strumento pratico che raccoglie tutte le informazioni che possono riguardare il personale che opera presso l’Hospice: come si identifica, di che cosa si occupa, ecc. Elenca inoltre i servizi, descrive la giornata tipo e riporta informazioni utili sulla struttura. Sentiamo spesso rivolgerci questa frase da parte dei parenti degli assistiti: “sembra di stare in un hotel a cinque stelle”. Ecco, da qui la genesi della nostra idea: fornire uno strumento che, su esempio degli alberghi di lusso, riporti tutte le informazioni “extra” che non sono inserite nella carta dei servizi. Ci tengo a dire che questo lavoro è stato uno sforzo di tutti gli operatori che hanno dato il loro contributo ed in particolare di Patrizia Tortora e Camilla Carugo che hanno collaborato più strettamente alla realizzazione del progetto".
- Hai citato la Carta dei Servizi, in che cosa differiscono i due strumenti?
"La Carta dei Servizi viene distribuita a tutti durante il colloquio di ingresso, ma è uno strumento che risponde a criteri specifici. La Carta dei Servizi riporta molte informazioni tecniche riguardo all’erogazione del servizio stesso: come attivare l’assistenza, quali sono i criteri di eleggibilità, quali sono i setting di cura, come raggiungere l’Hospice, quali sono gli orari, ecc.".
- All’interno della brochure viene descritta la giornata tipo in Hospice. Ce la racconti?
"Inizia tutto verso le 8.00 del mattino, quando i degenti vengono svegliati e si passa di camera in camera a servire la colazione. Sì può scegliere tra latte bianco con cacao o caffè, tè, fette biscottate, biscotti, marmellata, miele e yogurt. Alcune volte, in base alla disponibilità del cuoco, riusciamo anche a distribuire brioches appena sfornate che sono molto apprezzate. In concomitanza con la colazione i nostri infermieri somministrano la terapia. Durante la mattinata si prosegue con l’igiene delle persone malate e con le visite da parte del medico. Per chi lo desidera, in alcune giornate è possibile fare arteterapia o musicoterapia. Alle 12.00 viene servito il pranzo. Spesso i parenti in visita vogliono condividere un pasto con i loro cari e così diamo primo, secondo, frutta e contorno anche a loro. Tutto gratuitamente perché non riteniamo corretto creare ulteriore disturbo a chi già sta vivendo una situazione difficile. Dopo il pranzo c’è la “Siesta”, mi piace chiamarla così, un momento di riposo e tranquillità per tutti i nostri assistiti. Nel pomeriggio, dalle 16.00, viene distribuita la merenda: tè, biscotti, budini, gelati e altro in base a ciò che il paziente preferisce. Una volta a settimana, dopo la merenda, c’è la pet therapy che consente a chi lo richiede di rilassarsi in compagnia di un animale perfettamente addestrato. Infine abbiamo il momento della cena, alle 19.00 in punto, che anche in questo caso è offerta ai parenti che desiderano stare con la persona ricoverata. Successivamente ci si prepara per il riposo notturno. Facciamo in modo che la giornata sia contraddistinta da tempi certi così da creare delle abitudini e non stressare gli ospiti con variazioni continue. Sappiamo infatti quanto le persone malate, ed in particolare gli anziani, siano legati a rituali che non è nostra intenzione infrangere".
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(M.S.) - Tra le attività di eccellenza della Uoc di chirurgia generale di Magenta - Abbiategrasso diretta dal Prof. Giuliano Sarro, un ruolo importante è dato dalla Chirurgia Mininvasiva laparoscopica di parete. Ogni anno vengono eseguiti circa cento interventi di ernioplastica di parete con tecnica mininvasiva. Da diversi anni vengono organizzati corsi di Chirurgia laparoscopica di parete per chirurghi provenienti da numerose regioni italiane. Il 13 Novembre si è concluso un nuovo corso di Chirurgia Mininvasiva di parete, organizzato presso il nosocomio Cantu di Abbiategrasso, uno dei presidi ospedalieri dell'Asst Ovest Milanese. Il corso ha visto la partecipazione di 6 chirurghi provenienti da Torino, Brescia e Bergamo. L'evento, della durata di due giorni, era articolato in una parte teorica ed una sessione di 'live surgery' con presenza dei discenti in sala operatoria, dove il Dott. Giuliano Sarro, direttore della Uoc di Chirurgia, coadiuvato dal Dott. Umberto Rivolta, responsabile del corso, e dalla Dottoressa Micaela Serbelloni, ha eseguito tre interventi di plastica laparoscopica per laparocele. L'approccio laparoscopico del laparocele con tecnica mininvasiva nei casi selezionati determina una riduzione dei tempi operatori, della degenza postoperatoria, e un miglior decorso legato al crollo della incidenza di Ssi (Surgical Site Infection) dell'intervento stesso, con conseguente migliore confort del paziente. Alla chiusura dei lavori i discenti si sono dichiarati molto soddisfatti e desiderosi di applicare questa tecnica anche presso i propri nosocomi. Intanto, nuove, ingenti risorse piovono sull’Asst Ovest Milanese. Le fa arrivare Regione Lombardia, in particolare sulle aziende di Magenta a Legnano. “Regione mantiene i patti sottoscritti col nostro territorio e investe ancora nel potenziamento di due strutture sanitarie strategiche e a cui i lombardi si rivolgono primariamente – dice il consigliere regionale di Noi con l’Italia, Luca Del Gobbo –. A Magenta sono in arrivo 2,5 milioni di euro per il completamento del trasferimento reparto cardiologia, emodinamica e elettrofisiologia, con l’aggiunta di un nuovo angiografo digitale. A Legnano spetteranno 1 milione e 26 mila euro per la sostituzione di grandi apparecchiature biomediche ad alto e medio contenuto tecnologico, tra cui un angiografo”. A queste risorse, vanno aggiunti quasi 800mila euro su tutta la Asst Ovest Milanese per opere di adeguamento e manutenzione straordinaria da dividere per i 4 ospedali che vi fanno riferimento.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Giovedì 18 ottobre abbiamo mandato al signor Sindaco il messaggio e le immagini in allegato, che confermano come in città sia considerato normale lasciare l'auto in divieto di sosta, invitandolo a sanzionare le automobili che usano i marciapiedi come parcheggi e a far rispettare i diritti di chi in strada si muove camminando. Riteniamo che pedoni e ciclisti meritino molto più rispetto ed attenzione visto quanto sono numerosi e “fragili” rispetto alle automobili. Invitiamo i Signori Consiglieri, gli Assessori e il Sindaco, nell'interesse della città, a promuovere la creazione di un “ufficio pedoni e ciclisti” per la tutela dei diritti di questi cittadini, con il compito di progettare e attuare provvedimenti a favore del loro benessere e della sicurezza.

FIAB Abbiateinbici
Marina Buratti
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“Egregio signor Sindaco, la disturbiamo ancora una volta per segnalarLe il disprezzo delle regole del codice della strada che ogni giorno osserviamo nelle strade della città. Abbia la cortesia di osservare le immagini allegate: sono solo un piccolo esempio della maleducazione di troppi automobilisti che considerano strade e marciapiedi spazi di loro proprietà. I pedoni sono così assuefatti a questi soprusi che non li notano più e si spostano in mezzo alla strada o strisciano tra auto e muro senza neanche protestare. Noi di FIAB Abbiateinbici riteniamo che le regole (in questo caso il divieto di sosta) debbano essere sempre rispettate, anche se le si considera inutilmente vessatorie e ingiuste. Così Le chiediamo di attivarsi per fare rispettare i divieti di sosta in città, perché purtroppo capita ben di rado di vedere agenti della polizia locale intervenire per sanzionare questi abusi ormai evidentemente considerati normalità. Se poi ci sono divieti obsoleti o che non corrispondono più alla viabilità attuale, si può sempre cambiare la segnaletica trasformando le aree vietate in parcheggi autorizzati (fermo restando che il parcheggio sui marciapiedi è vietato dal codice della strada, e non basta quindi un provvedimento della amministrazione comunale per modificare la norma).”

per FIAB Abbiateinbici
Marina Buratti
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(M.Scotti) - Ci sono importanti novità circa la riapertura del cinema teatro Nuovo di via Binaghi, struttura di fondamentale importanza per la vita culturale della nostra città. L'iniziativa non era inserita nel programma elettorale dell'attuale sindaco Cesare Nai, ma negli ultimi mesi si sono verificate delle possibilità affinchè la riapertura del Nuovo ci possa essere. "Di questa possibilità ne ho già parlato in un paio di occasioni alla mia maggioranza - spiega il primo cittadino ad HWQ - e la cosa è piaciuta". Gli eventi si sono susseguiti in questi termini: "Qualche mese fa ho avuto segnalazione da parte di Mons. Innocente Binda circa la possibilità di avere, da parte del Ministero dei Beni Culturali, dei finanziamenti a fondo perduto - spiega Nai - . Una cifra importante qualora si andasse a recuperare vecchi cinema e teatri - com'è esattamente il nostro Nuovo - dismessi e chiusi. Don Innocente mi ha ventilato la possibilità, da parte sua e della Curia, di concedere in uso il Nuovo al Comune per un congruo numero di anni a fronte del nostro impegno di rimettere in funzione il cinema - teatro". "Sulla base di questo - prosegue il sindaco - ho svolto degli approfondimenti e sembrerebbe proprio che ci possano essere dei fondi importanti che andrebbero a coprire parte del recupero dell'edificio. Detto questo, adesso l'aspetto da verificare è la sostenibilità dell'operazione, considerando che per rimettere a posto il Nuovo occorre realizzare opere importanti che riguardano le uscite di sicurezza, il rifacimento di tutti gli impianti elettrici, di riscaldamento e di raffreddamento, la sostituzione di tutte le seggioline di sala e della macchina di proiezione delle pellicole e l'intero palco. Dai primi preventivi abbozzati, parrebbe che la cifra occorrente sia gestibile. Di conseguenza, una ipotesi che noi come amministrazione non avevamo in programma, probabilmente potrà essere presa in considerazione e, spero, attuata". In sostanza, a Monsignor Binda è stata segnalata, da parte di una società che si occupa di questo tipo di iniziative, la possibilità di accedere a questi finanziamenti, don Innocente lo ha detto al sindaco il quale si è subito interessato per ottenere i money dal Ministero che coprirebbero il 50 - 60% del fabbisogno, il resto lo dovrà sganciare il Comune. Ma di che cifre stiamo parlando? "Non ci sono ancora preventivi specifici e ben dettagliati - conclude Cesare Nai - ; dalle prime ipotesi si parla di 1 milione e 200 - 300mila euro totali per rimettere in funzione il Nuovo. Soldi che, come detto, saranno elargiti dal Ministero in misura del 50 - 60% e dal Comune di Bià per il restante 40 - 50%. Ma sono questioni che dobbiamo ancora approfondire e capire bene. Ripeto, ho portato la questione in maggioranza, chiaramente non c'è problema ad inserirla nel nostro programma. Adesso si tratta, chiaramente, di trovare la parte economica che ci compete per svolgere l'operazione. Mi piacerebbe portarla a termine nel corso del mio mandato. Il Nuovo rappresenta una grande ricchezza per la città e potrebbe tornare a rivivere 365 giorni all'anno".
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(M.Scotti) - Ecco come sarà la nuova piscina comunale o, se preferite, ecco in che modo sarà realizzata l'opera di riqualificazione della struttura natatoria "Anna Frank" in via della Conca 13 nella città di Abbiategrasso. Il bando di gara è nato dalla volontà di Palazzo Marconi di rendere effettivo il piano di rilancio degli spazi pubblici comunali per la comunità, la socialità e la cultura. Per quanto riguarda la geo-localizzazione del nuovo impianto, il margine nord del lotto confinerà con l'Istituto Comprensivo "Aldo Moro"; il lato est si affaccerà sul parcheggio di via della Conca; il lato sud poggerà su via Saffi che separerà la proprietà comunale dalla zona residenziale. Infine, il lato ovest confinerà con una villetta residenziale. Alla luce dello studio dell'analisi del Piano di Governo del Territorio, non è stato riscontrato alcun tipo di vincolo territoriale e neppure alcun tipo di criticità che abbia potuto determinare una qualche attenzione particolare in fase progettuale. La vecchia struttura "Anna Frank"ormai fatiscente è oggetto di demolizione a causa di un mancato adeguamento normativo e di un scarsa stabilità strutturale. Attraversando l’intera area ci si rende immediatamente conto di alcuni gravi ammanchi normativi, tra i quali spicca sicuramente la difficile fruizione dell’impianto da parte degli utenti con disabilità, a causa di un dislivello colmato esclusivamente da una scalinata assolutamente inaccessibile ad una persona con ridotte capacità motorie. La struttura, inoltre, appare alquanto instabile: al momento i locali interrati hanno il solaio puntellato. La zona esterna presenta sicuramente un’accattivante opportunità per l’edificio. Sebbene questa sia confinate con la scuola Aldo Moro ed un edificio residenziale, sicuramente può garantire un ambiente protetto e separato dal traffico cittadino. Alla luce di tale sopralluogo si è ritenuto opportuno un completo smantellamento degli impianti e della struttura esistente eccezione fatta per la vasca esterna che sarà adeguatamente ristrutturata. Inoltre in sede decisionale si è ritenuto opportuno demolire completamente lo scivolo esistente a causa del grave stato di manutenzione in cui versava e di smantellare i vecchi serbatoi posti nella parte Sud della struttura suggerendo un successiva indagine qualitativa del terreno e delle falde per evitare un qualsiasi tipo di contaminazione da parte di questi. Nel plesso attuale sono stati rinvenuti n. 2 serbatoi, interrati sul lato sud. Da progetto se ne prevede la rimozione. Il nuovo progetto proposto sfrutta e ottimizza lo scavo e le demolizioni dall’edificio precedente. Tale scelta è stata perseguita al fine di non modificare l’assetto morfologico dell’area e di ottimizzare le risorse economiche disponibili. La pianta e le sezioni evidenziano come il nuovo edificio si inserisca nel perimetro della vecchia piscina. Conseguentemente si è cercato di massimizzare l’organizzazione e la distribuzione degli spazi interni attraverso una meticolosa progettazione. Anche dal punto di vista volumetrico/altimetrico si è cercato di non superare la precedente quota sia per non scostarsi eccessivamente dallo ormai consolidato skyline della zona sia in rispetto degli ambienti circostanti, evitando di sottrarre luce o coni visivi che avrebbero potuto danneggiare la quotidianità e lo stile di vita della zona residenziale limitrofa. Il nuovo edificio si inserisce nell’area definita entro le fasce di rispetto richieste dal RE comunale. I punti fissi del lotto appaiono la piscina esterna, le centrali e i volumi tecnici presenti sul lotto, il dislivello del lotto rispetto all’intorno. Una scelta potente progettuale è stata quella di inserire uno spazio collettivo di ingresso all’edificio. Qui, contrariamente a quanto accadeva nel vecchio progetto, è stata progetta una rampa che permetterà una libera fruizione dell’impianto da parte di una utenza DA. Il complesso scalinata-rampa creerà un ambiente vivace, capace di accogliere gli utenti facendogli vivere l’impianto prima ancora di varcare la soglia. Tale sentimento sarà anche accompagnato da uno scorcio visivo della vasca interna, intravedibile grazie alla continuità visiva che si è cercato di realizzare tramite l’utilizzo di larghe pareti vetrate interne. Le aree di sosta esterne non sono state analisi di progettazione dal momento che già il precedente impianto usufruiva di un parcheggio antistante all’entrata. A nord del lotto viene previsto un accesso e una carreggiata per l’ingresso dei mezzi ai locali tecnici interrati. Una volta varcato l’ingresso quello che era solo intravisto dalla zona esterna ora verrà percepito nella sua interezza. Il lungo canale visivo oltrepasserà le prime vasche coperte e si estenderà fino ad arrivare alla verdeggiante zona esterna. L’atrio dell’edifico, oltre ad ospitare le classiche zone quali reception, sale e servizi ad uso esclusivo del personale, offrirà sia una zona relax arredata con divanetti nei quali sarà possibile sostare in tranquillità sia una zona tavolini, ricavata sotto un pergolato in legno che richiamerà l’ambiente più tradizionale della cascina lombarda, che affaccerà direttamente su entrambe le vasche coperte. Per rendere gli ambienti un continuum ed evitare la poca fruizione di alcuni spazi, si è deciso di rendere accessibile la zona dei tavolini interni anche dalla zona bar - solarium, la quale, attraverso un veloce percorso pedonale sarà collegata alla spiaggia esterna. Oltre al bar-solarium esterno sarà presente un bar interno, antistante alla zona tavolini, adibito allo sporzionamento utilizzabile sia del personale di servizio che dagli utenti. Se in precedenza la vasca interna aveva una orientazione Nord-Sud, con il nuovo progetto si è deciso di dare una nuova disposizione Est-Ovest. Tale decisone è stata effettuata per due motivi. Il primo poggia le sue fondamenta a valle di uno studio sulle frequenze di utenza del nuoto libero il quale riscontra una maggiore affluenza durante le prime ore mattutine e le tarde ore serali dopo l’orario di lavoro. Per tale motivo si è deciso di garantire una luce non diretta durante quelle determinate fasce orarie in cui il sole è particolarmente basso e potrebbe incidere sulle vetrate in modo fastidioso. In secondo luogo, la disposizione delle corsie, in asse con l‘orientamento visivo, permetterà una maggiore percezione di continuità fra atrio e vasca esterna. La vasca di 12,5 x 25 m (profonda 1,60/1,30) sarà realizzata per la parte strutturale in cemento armato. Sui lati da 25 mt. è prevista la canaletta con sfioro alla finlandese, sebbene la canaletta vera e propria è stata progettata con forma trapezoidale e bordo inclinato. Parallelamente alla canaletta di sfioro sarà realizzata la canaletta di raccolta acqua di lavaggio. Per prevenire in qualsiasi modo qualsiasi incidente ai danni dell’utenza gli ancoraggi per i separatori di corsia, o qualsiasi altro elemento di fissaggio, sarà incassato nelle pareti della vasca. Sulla testata a ovest, sul lato che affaccia sul giardino, saranno posizionati i blocchi di partenza con supporti e maniglioni in acciaio inox. L’uscita dalla vasca avverrà come consuetudine tramite una scaletta in acciaio inox a 4 gradini con gradini con superficie. A fianco alla vasca natatoria, sarà presente una vasca più piccola di 12,5 x 6 m, polivalente, profonda per questo motivo solamente 80 cm ed interamente circondata da canaletta raccogli acqua. Al margine delle vasche sarà lasciato un ampio spazio arredabile utilizzabile come stoccaggio dei materiali natatori. In particolare, a fianco alla piscina polivalente, ssranno presenti due ampi depositi veri e propri nei quali sarà possibile raccogliere il materiale utilizzabile durante l’attività natatoria. Al fine di controllare la fruizione degli spogliatoi saranno installati dei punti di controllo in prossimità dell’ingresso di questi. Saranno presenti sei spogliatoi divisi per genere. Due ad esclusivo utilizzo del personale mentre gli altri quattro suddivisi in spogliatoio maschile, femminile, bambini e bambine.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Stanno circolando notizie, sulla stampa e sui social, riguardo a un presunto comportamento inadeguato da parte di una educatrice dell'Asilo Nido “V. Nenni”, gestito in appalto dalla ditta Sodexo. Su richiesta di alcuni genitori, si è tenuta un’assemblea straordinaria presso il Nido nel pomeriggio di martedì 19 febbraio, alla quale questa Amministrazione ha ritenuto di dover partecipare tramite l’assessore competente, Eleonora Comelli. L’assessore Comelli, nel corso della riunione, è venuta a conoscenza dei fatti per come sono stati esposti nell’ambito dell’assemblea. Un genitore afferma di aver visto dalla vetrata un'educatrice "strattonare" un bambino e ha ritenuto di divulgare l’accaduto ad altri genitori attraverso una chat su un gruppo Whatsapp. Dalla discussione sono emerse altre segnalazioni di presunta inadeguatezza del personale. Alcuni genitori hanno dichiarano perplessità in merito ad alcuni episodi di “contenimento relazionale” e addirittura segnalato episodi di “percosse”. Tutte informazioni comunque veicolate attraverso la chat. Di contro, è stato anche rilevato che la maggior parte dei genitori presenti alla riunione si è dichiarata soddisfatta del servizio e gratificata dalla professionalità e dedizione del personale educativo. Al netto di ogni giudizio e di ogni sensibilità individuale, la vera questione sta nell’isolare la verità e nell’attribuire alle parole il loro reale significato. Per questa ragione, l’assessore Comelli ha ritenuto di esporre oggettivamente quanto appreso nel corso della riunione, relazionando immediatamente alla locale stazione dei Carabinieri. Siamo convinti infatti che, laddove si ipotizzi un comportamento perseguibile dalle legge, è dovere preciso dell’Amministrazione, e di chiunque a conoscenza dei fatti, denunciare o segnalare l’accaduto all’autorità competente.
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Ancora una volta la Carovana Antimafia dell’Ovest Milano è sotto attacco e ancora una volta le minacce arrivano da noti mafiosi della zona. L’obiettivo è sempre lo stesso: il presidente dell’associazione Piero Sebri. Da più di sette anni la Carovana gira il territorio per parlare della presenza mafiosa nella vita quotidiana, nella politica locale, nell’economia e nel tessuto sociale. Di tutto ha fatto l’associazione per sensibilizzare i cittadini: corsi nelle scuole, manifestazioni, audizioni, assemblee. Le iniziative ormai non si contano più, eppure c'è una cosa che accomuna tutti questi eventi: la Carovana ha sempre fatto nomi e cognomi dei mafiosi che vivono sul nostro territorio. Un punto fermo necessario per una lotta alla mafia che vuol essere concreta. Centinaia i nomi pronunciati, ma anche questa volta, esattamente come le precedenti, i mandanti delle intimidazioni sono ben noti. Nonostante l’attività della Carovana in questi anni si sia incentrata soprattutto sulle cosche calabresi, questa volta le minacce sono state pronunciate in dialetto siciliano. “Sappiamo che sei un infame” è stato detto a Sebri dopo aver palesato la sua decisione di raccontare tutto ai carabinieri. Ed è esattamente così che è andata: le autorità competenti sono state informate nei dettagli di quanto accaduto in quel di Abbiategrasso e delle ‘visite’ ripetute al presidente della Carovana. Gli indesiderati ospiti vantano un passato oscuro e legami con famiglie e persone i cui nomi, solo a pronunciarli, fanno tremare. Se si segue il filo rosso che unisce vicende, presenti e passate, avvenute ad Abbiategrasso, si può arrivare fino alle potenti cosche della provincia trapanese. Ai mafiosi danno fastidio due cose. La prima, quando gli viene toccato il portafoglio, per questo ci sono leggi e magistrati preparati per colpire le organizzazioni proprio dove fa più male. La seconda, è sentire rimbombare il proprio nome in sale gremite da comuni cittadini. Ricordare che cos'è la mafia, raccontando e ricordando, è il primo passo per rendere i cittadini consapevoli e la base di una concreta lotta alla criminalità organizzata. Le minacce e le intimidazioni non fermeranno la Carovana.

Carovana Antimafia
dell'ovest Milano
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"In maniera sinergica con gli altri Comuni della linea Milano-Mortara e le associazioni dei pendolari, negli ultimi mesi abbiamo cercato di promuovere in tutte le sedi (tra le altre cose) il miglioramento del materiale rotabile e del raddoppio della linea. Preso atto delle richieste espresse dalla Consulta Intercomunale, in data 13 settembre 2018, in Commissione V “Trasporti ed Infrastrutture” e da diversi tavoli di lavoro, Regione Lombardia si è attivata con RFI per portare avanti le nostre istanze. Sono stati illustrati i dettagli degli interventi dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo FS Italiane Gianfranco Battisti e dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana Maurizio Gentile al Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Il programma, condiviso tra Rfi e la Regione Lombardia e con un orizzonte temporale fino al 2025, prevede interventi di potenziamento infrastruttuale e upgrading tecnologico, gli interventi nelle stazioni e la manutenzione delle linee lombarde. In questo incontro è emerso che tra gli interventi infrastrutturali avrà impatto anche il potenziamento della linea il completamento della Milano – Mortara". E' quanto afferma Francesco Bottene, presidente della Consulta Intercomunale dei Trasporti di Abbiategrasso.
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"Un primo grande traguardo raggiunto con la perseveranza e il grande lavoro del MoVimento 5 Stelle. Inserito tra gli interventi prioritari programmati da Rfi, per la rete ferroviaria lombarda, il raddoppio della linea Albairate-Abbiategrasso. Il prolungamento della linea suburbana S9 è sempre stato un chiodo fisso del M5S di Abbiategrasso. Ci abbiamo fortemente creduto al punto che insieme all’allora parlamentare Massimo De Rosa, oggi Portavoce in Consiglio Regionale, siamo stati al Ministero dei Trasporti, abbiamo lavorato sul territorio riuscendo a far approvare nel Consiglio Comunale del 30.11.2017 una mozione proprio sul prolungamento della tratta. Mozione che è stata poi trasmessa anche in Regione Lombardia. Ci abbiamo creduto e non abbiamo mai smesso di evidenziare e segnalare le problematiche del nostro territorio a tutti i nostri riferimenti . La dichiarazione di Massimo De Rosa non possono che farci sentire tutti orgogliosi di questo grande traguardo e del risultato di questo grande lavoro di squadra". Dichiarazione di Barbara De Angeli, consigliera comunale pentastellata.
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“I vertici di FS dell'era Toninelli sono venuti in Lombardia per l'ennesima volta a presentare nulla. Gli investimenti in campo sono ancora quelli del governo Gentiloni, senza un euro in più. Il caso emblematico è la Milano Mortara, per la quale hanno indicato i fabbisogni e la data di inizio lavori, mentre lo stanziamento è di zero euro. Mi sorprende che la Regione Lombardia, che a parole chiede l'autonomia, presenzi con il presidente Fontana e l'assessore Terzi a conferenze stampa che, nei fatti, rappresentano il disinteresse del governo per il trasporto ferroviario della Lombardia, che pure rappresenta quasi il 40% del traffico ferroviario locale di tutto il Paese. Invece che organizzare una conferenza stampa alla settimana sul nulla non potrebbero occuparsi davvero dei pendolari?”. Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Pietro Bussolati in merito alla conferenza stampa tenuta a Milano dall'amministratore delegato del gruppo Fs, Gianfranco Battisti e dall'amministratore delegato di Rfi Maurizio Gentile.
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A partire dallo scorso gennaio, è stata avviata ad Abbiategrasso una nuova organizzazione per la gestione dei servizi di igiene ambientale: l’obiettivo è il miglioramento delle performance di raccolta differenziata, con una progressiva riduzione della frazione non riciclabile. E’ cambiata in piccola parte la suddivisione delle zone di raccolta rifiuti: le vie del centro storico sono state incluse nella “Zona 3”, e inoltre, in tutta la città, la frazione «Resto» viene ora ritirata una sola volta alla settimana. Per quanto riguarda il ritiro delle altre tipologie di rifiuti, per necessità organizzative, in alcune vie sono cambiati i giorni di ritiro, come indicato nel nuovo stradario (scaricabile online e in distribuzione all’Urp di piazza Marconi). Il servizio di raccolta pannolini, riservato a famiglie con bambini e anziani, prevede comunque ancora un secondo ritiro settimanale, ma su prenotazione, senza aggravio di spesa sulla bolletta. Le attività produttive, invece, possono richiedere un servizio integrativo di raccolta della carta su prenotazione, sempre compilando un apposito modulo. Tutte queste informazioni sono disponibili anche sul proprio smartphone, grazie alla nuova app"Riciclario", scaricabile da Google Play e App Store. L’applicazione dà inoltre la possibilità di segnalare conferimenti errati e discariche abusive, e di visualizzare facilmente le informazioni relative alla propria posizione Tari (Tariffa Rifiuti). Il Comune di Abbiategrasso ha programmato, in collaborazione con Amaga e Navigli Ambiente, delle iniziative rivolte ai cittadini per la campagna di in-formazione del 2019: è previsto un incontro mercoledì 27 febbraio alle 21 nella sala consiliare del Castello Visconteo. Sarà un’occasione interessante per confrontarsi direttamente con i referenti della società per la Gestione dei servizi di Igiene Ambientale. La partecipazione alla serata è gratuita e aperta a tutti: per informazioni, è possibile contattare il Comune di Abbiategrasso - Ufficio Ambiente, tel. 02-94692328, oppure l’Ufficio Relazioni con il Pubblico Punto in Comune al numero 02-94692215.
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(HWQ) - Sabato 16 Febbraio 2019 alle ore 16.00, si è svolto il secondo appuntamento della rassegna “LETtheRARIO 2019” al Castello Visconteo di Abbiategrasso. Il pomeriggio è stato introdotto da Alessandro De Vecchi, scrittore e socio del Circolo letterario Gala 108, che insieme alla Biblioteca di Abbiategrasso hanno organizzato l'evento. De Vecchi ha dato il benvenuto al pubblico presente e subito dopo ha introdotto il primo autore del pomeriggio, Franco Farè (Milano, 1950) che ha presentato: “Emozionando Parole 3”. che l'autore ha definito: “Questa raccolta breve...è come un fiore...di una sola notte!... un crepuscolo...di pensieri...!”. Farè ha portato con sè una piccola mostra dei suoi dipinti da far vedere al pubblico presente. Poi De Vecchi ha presentato il secondo autore del pomeriggio, Claudio Cepparulo (Abbiategrasso, 1977) che ha presentato: “L’attimo di un Sospiro”, che De Vecchi ha definito cosi: “C’è chi, come Don Chisciotte, lotta coi mulini a vento e poi ci sono autori che hanno fatto dei propri versi un’arma di lotta per la consapevolezza. Claudio Cepparulo appartiene a questa seconda categoria, ma il suo non è un senso d’appartenenza ostentato o bellicoso, quanto piuttosto un costante e sottile suggerimento che filtra attraverso versi, immagini ed evocazioni. La sua poetica si snoda pulsando uno stile non convenzionale né accademico. Esplora sentieri variegati, contaminandosi volutamente”. Infine l'ultimo autore del pomeriggio: Edmondo Masuzzi (Milano, 1952) che ha presentato: “Occhio al Timone! - Guida All’autodifesa Dell’economia Familiare”. Masuzzi, analizza le situazioni, i punti deboli, temporanei o permanenti, e le condizioni psicologiche che ci rendono a volte facile preda di truffe e raggiri, ma anche le astuzie del marketing per influenzare il consumatore, e ci suggerisce, oltre alle strategie economiche di lunga durata, una serie di “trucchi maledetti” a cui ricorrere quando la fine del mese è lontana ma conto e portafoglio sono quasi all’asciutto. Alla fine dell'evento, un momento molto commovente è stato quando Alessandro De Vecchi ha accompagnato con la chitarra una poesia letta di Claudio Cepparulo. In conclusione, lo sponsor tecnico della rassegna, la teeria “Tête à Thè” ha offerto un assaggio di “Infuso alla Frutta Delicatezza” (Infuso alla mela, uvetta, cannella, pera, banana, mandorla, fiori di arancio, camomilla e cartaro). Sabato 23 Febbraio 2019 alle ore 16.00 al Castello di Abbiategrasso si presenteranno Carlo Bardelli (Vittuone, 1953) con “Le Mele di Sodoma” e Giuseppe La Barbera (Castelvetrano, 1955) con “Celeste per Gli Occhi Rosa Nell’anima - Se il Papa Avesse Casa Qui”.
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L’obiettivo dell'Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) è innanzitutto rendere più semplice e diretto il rapporto tra il Comune e i cittadini: tra le sue attività, rientrano, ad esempio, la distribuzione di materiale informativo e della modulistica relativa agli uffici e ai servizi, e la diffusione di comunicati e indicazioni su bandi e gare e sugli eventi organizzati dall’ente. L’ufficio si occupa anche della gestione e pubblicazione dei contenuti sul sito web e sulla pagina Facebook istituzionali. Le informazioni vengono inoltrate anche via email ai giornalisti e ai cittadini iscritti al servizio informativo gratuito offerto dall’Urp. Inoltre, è possibile rivolgersi a Punto in Comune per segnalare i problemi della città: guasti, malfunzionamenti, problematiche di diverso tipo vengono poi indirizzate dall’Urp agli uffici competenti, e al termine i cittadini vengono sempre informati dell’esito della segnalazione. Nel corso del 2018, l’ufficio ha ricevuto più di 4mila persone, e quasi l’85% di loro ha ricevuto immediatamente una risposta. Le casistiche più complesse, gestite in collaborazione con gli altri uffici comunali, hanno invece avuto riscontro nel 90% dei casi. I cittadini si rivolgono all’Urp in tutti i mesi dell’anno, e la modalità di relazione preferita rimane sempre il contatto diretto e personale allo sportello; tuttavia, le segnalazioni vengono presentate in maniera crescente anche via web oppure via email. Ambiente e igiene, situazione delle strade, aree verdi, sicurezza e segnaletica: queste sono le tematiche più importanti portate all’attenzione degli uffici durante l’anno appena trascorso. “Quest’anno l’Ufficio relazioni con il pubblico del nostro Comune festeggia i 10 anni di attività – osserva il sindaco Cesare Nai – Per noi è fondamentale avere un canale di comunicazione diretto ed efficace con tutta la cittadinanza, un punto di ascolto disponibile ed efficiente, dove raccogliere le idee e i suggerimenti degli Abbiatensi per migliorare giorno dopo giorno i servizi offerti e la vivibilità della nostra città.” Nell’arco dell’anno 2018, l’Ufficio Relazioni con il Pubblico ha ricevuto 4366 cittadini. Di questi, 3645 hanno ricevuto immediata risposta dal front office (richieste di informazioni, quesiti, materiale informativo, modulistica…), mentre 721 segnalazioni sono passate al back office. Solo 65 segnalazioni attendono ancora un riscontro da parte degli uffici competenti a risolvere le diverse problematiche. Il servizio informativo gratuito “Punto in Comune” ha ricevuto 36 nuove iscrizioni nel corso del periodo in questione. Da gennaio 2010 (momento dell’attivazione del servizio) ad oggi, si sono iscritti 1921 cittadini: quasi il 12% non è residente in Abbiategrasso. Fanno parte del database, inoltre, anche 57 giornalisti, per la maggior parte contatti della stampa locale e web. Nell’arco del periodo in esame, i cittadini iscritti e i giornalisti hanno ricevuto 183 comunicazioni via email. Inoltre tutte le notizie sono state pubblicate anche su Facebook e Twitter. Monitoraggio del sito web istituzionale: nel 2018 il sito ha ricevuto 207.372 visite nel corso del periodo considerato, da parte di 102.917 visitatori (il 22,4% ha visitato il sito più volte), per un tempo medio di 2 minuti e 32 secondi ogni volta. Sono state nel complesso visionate 667.269 pagine, con una media di oltre 3 pagine per ogni sessione di visita. Punto in Comune si trova nella sede municipale di piazza Marconi 3, con ingresso al piano terra, ed è aperto al pubblico al mattino nelle giornate di lunedì, giovedì e venerdì dalle 9.15 alle 12.45 e il martedì dalle 9.15 alle 13.45, al pomeriggio il mercoledì dalle 16 alle 18. Per contattare l’ufficio, si può telefonare ai numeri 02-94692.290/261/215 oppure scrivere una email a urp@comune.abbiategrasso.mi.it
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di ALESSANDRO PECORARO
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Il 10 febbraio in Italia è dedicato al ricordo per i morti nelle foibe. Di cosa parliamo? Cominciamo con il citare primo articolo della legge del 30 Marzo 2004 che recita: "la Repubblica riconosce il 10 febbraio quale Giorno del ricordo al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale". Chi scrive prende le mosse dall'ultima parte “e della più complessa vicenda del confine orientale” e su questori concentreremo. Diciamolo subito, questa ricorrenza è stata mal concepita e troppo strumentalizzata da un certo tipo di destra italiana, questo è innegabile. Lo squallido e malcelato tentativo di contrapporre le vittime delle foibe a quelli morti nei campi nazisti è sotto gli occhi di tutti, ma lo è anche l’atteggiamento di una parte di sinistra, sempre più minoritaria, nel liquidare la questione come un regolamento di conti contro i fascisti, negando la natura di pulizia etnica effettuata dalle truppe di Tito nei confronti della popolazione italiana in quanto tale. E’ un dato di fatto che fascisti italiani in quelle terre hanno forse mostrato il peggio che il regime di Mussolini era in grado di fare: prima operando una sorta italianizzazione dell’Istria, cambiando i cognomi slavi, dando fuoco al centro di cultura slava a Trieste e manganellando gli intellettuali che non si adeguavano al regime. Poi, durante la guerra, quando le popolazioni slave si organizzarono in formazioni partigiane per combattere i nazifascisti, i nazifascisti risposero con rastrellamenti e processi sommari nei confronti popolazione civile. Insieme ai tedeschi le truppe regolari del Regio Esercito Italiano si accanirono contro gli slavi con estrema crudeltà, fino al costruire una rete di campi di concentramento per nulla “invidiabili” a quelli tedeschi, salvo le camere a gas. Non era riservato ai cosiddetti ribelli: interi villaggi slavi con vecchi, donne e bambini furono rinchiusi in posti come Arbe, dove il tasso di mortalità era uguale a Buchenwald. Ricordiamolo: campi italiani, non tedeschi e nemmeno delle camice nere… campi gestiti dall'esercito regolare italiano. Il non ricordare questi fatti non fa bene prima di tutto alla Storia con la S maiuscola, ma neanche a noi italiani, impedendoci di fare i conti con il nostro passato. Quello che avvenne dopo fu invece la storia di una pulizia etnica altrettanto atroce e poco collegato a ciò che avvenne prima. Se prima di Tito gli slavi di Slovenia e Croazia si organizzarono in formazioni partigiane spontanee e puntavano principalmente a riacquistare la libertà, il maresciallo aveva invece un obiettivo nazionalista ben preciso: unire i popoli slavi sotto un'unica bandiera e sotto la guida di Belgrado. Nonostante Tito non fosse serbo, si andava già prefigurando uno stato dove i serbi avrebbero avuto l'egemonia nel controllo statale della futura Jugodsalvia. Per inciso, e bene ricordare quanto accaduto nel XX secolo in diverse parti del mondo, dove molte mire nazionaliste sono state mascherate dall'ideologia della teoria liberazione del proletariato per meglio farle digerire a chi veniva conquistato. Nel caso specifico questa “contraddizione Jugoslava” esplose all'inizio degli anni 90 e non è un caso che furono proprio gli sloveni i primi a ribellarsi contro i nazionalisti/comunisti/serbi di Belgrado. Subito dopo venne il turno dei croati dando inizio alla disgregazione balcanica. Le truppe di Tito venute da Sud vedevano nella secolare presenza italiana in Istria, al netto dell'immigrazione forzata dal fascismo nei decenni precedenti, un ostacolo al loro progetto e passarono quindi alla pulizia etnica. Per quanto diversi fascisti furono processati da tribunali slavi o giustiziati, la maggior parte dei fascisti veri erano già tutti scappati via, mentre chi invece erano rimasti soprattutto italiani che non se la sentivano di abbandonare le loro case, oppure italiani antifascisti che in quanto tali credevano di non avere niente da temere dal “liberatore Tito”. Una delle vittima più note e emblematiche è Angelo Adam. Antifascista di Fiume, Adam era ebreo e per questo fu internato nel 1943 a Dachau. Riuscì a salvarsi dai nazisti, ma una volta ritornato nella sua città dovette fare i conti con il suo essere si antifascista, ma legato al comitato di liberazione italiano, laico, mazziniano e fiumano autonomista. Tanto è bastato: fu prelevato da casa con la forza dalle milizie di Tito con ancora la matricola numero 59001 tatuato sul braccio e insieme a lui sua moglie. Quando la figlia ha cominciato a fare domande in giro su dove fossero finiti, scomparve anche lei. I corpi non sono mai stati ritrovati. Oltre a Adam furono migliaia gli italiani non comunisti e antifascisti, forse proprio per questo doppiamente pericolosi, a essere uccisi e infoibati.

CONTINUA IN CRONACA 2
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Pubblichiamo l’intervento dell’esponente del Pd, Emanuele Granziero, esternato in apertura del Consiglio Comunale del 7 Febbraio. “Vorrei utilizzare questi miei primi 5 minuti messi a disposizione dei consiglieri comunali per fare una riflessione in merito all’attuale maggioranza che governa le nostre istituzioni locali. Una riflessione che vorrei soprattutto rivolgere agli elettori e militanti di centro destra, i quali probabilmente non sono ritenuti idonei oppure non vogliono essere valorizzati dal sindaco Nai nel ricoprire dei ruoli quali assessore oppure consigliere di amministrazione. In questi mesi assistiamo a nomine di assessori per ricoprire cariche importanti a persone che non risiedono nella nostra città. Un altro esempio il cda di Amaga che è composto da nessun cittadino di Abbiategrasso (e non stiamo parlando di un amministratore unico ma di un organo collegiale), se non addirittura da componenti i cui curriculum sembrerebbero arrivare direttamente dallo staff dell’assessore Gallera, che tanto tiene alla salute della nostra città, speriamo però non con la stessa politica adottata con l’ospedale. Io non voglio credere che tra i nostri cittadini (i militanti di centrodestra, la cosiddetta società civile) non ci siano donne o uomini preparati anche tecnicamente per ricoprire ruoli politici rilevanti nel nostro comune. Negli ultimi mesi tra l’altro, stiamo assistendo a continui movimenti di consiglieri comunali che probabilmente per insofferenze tutte interne alla maggioranza cercano in queste soluzioni la possibilità di svincolarsi dal loro gruppo consigliare “madre” per poter essere liberi di esprimersi in libertà oppure liberi di agire. Dimissioni di assessori, assessori che rimettono parte delle deleghe ricevute, assessori che non si capisce bene se abbiano fatto protocollare le proprie dimissioni salvo poi rimanere in giunta. Insomma comportamenti che sicuramente non forniscono dei riferimenti che servono agli uffici e agli attori che dovrebbero dialogare con gli assessorati per poter lavorare tranquillamente. Per concludere permettetemi una battuta, questa ormai non più nuova amministrazione mi sembra un pò come la via Annoni, appena rifatta sotto il ferreo controllo giornaliero del sindaco e assessore alla partita Albetti, ma purtroppo subito dopo poco ha iniziato e continua a sgretolarsi e perdere pezzi, senza però che nessuno si lamenti come magari faceva in passato”.
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Questo il testo della mozione presentata dal consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle Gregorio Mammì, indirizzata al Presidente del Consiglio Regionale Alessandro Fermi e depositata in data 4 Febbraio 2019.
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OGGETTO: Mozione concernente la chiusura notturna del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Abbiategrasso e del conseguente depotenziamento del medesimo. CONSIDERATO CHE in data 15 luglio 2009 è stato aperto alla cittadinanza il nuovo Pronto Soccorso di Abbiategrasso, una struttura all’avanguardia e dotata delle più moderne strumentazioni; in data 12 dicembre 2016, tuttavia, con l’approvazione del Piano di Organizzazione Aziendale Strategico della regione Lombardia (POAS), è stata determinata la sospensione dell’attività del pronto soccorso dell’Ospedale Cantù di Abbiategrasso nella fascia oraria compresa tra le ore 20.00 e le ore 8.00; l’ospedale Cantù è sito nell’area Abbiatense (un’area di 207 kmq, la più estesa della provincia di Milano), che comprende 15 comuni e un bacino di utenza di 83 mila abitanti; prima dell’approvazione del Piano di Organizzazione Aziendale Strategico, l’utenza comprendeva anche gli abitanti di Trezzano e Corsico, raggiungendo i 155 mila abitanti, comuni che, attualmente, si trovano in enorme difficoltà perché annessi alla struttura di Garbagnate, irraggiungibile con i mezzi. RILEVATO CHE la decisione della chiusura notturna del Pronto Soccorso di Abbiategrasso non ha tenuto conto della volontà dei 15 sindaci delle amministrazioni comunali presenti nell’area Abbiatense, i quali, a più riprese e in diverse occasioni, anche di rilievo istituzionale – ci si riferisce a un’audizione avanti alla III Commissione del Consiglio regionale del 17 luglio 2017 –, si sono dichiarati contrari in ragione della vastità del territorio interessato (pari, si rammenta, a 207 kmq) e della carenza infrastrutturale correlata al raggiungimento del pronto soccorso di Magenta, indicato come pronto soccorso più vicino; la richiesta di riapertura notturna del Pronto Soccorso di Abbiategrasso è stata avanzata anche dalla popolazione interessata, mediante la racconta firme di 11.163 cittadini; nel corso della X legislatura, in data 22 novembre 2017, la III Commissione Sanità e Politiche Sociali del Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità la Mozione n. 0777, avente ad oggetto la “Riapertura del Pronto Soccorso di Abbiategrasso dalle 20.00 alle 8.00”, deliberando, altresì, “di invitare il Presidente e la Giunta regionale a mantenere e potenziare i servizi e le prestazioni attualmente erogate dall’Ospedale”. RITENUTO CHE la scelta della chiusura del pronto soccorso Cantù si contrappone alle disposizioni e alle finalità del decreto ministeriale n. 70 del 2015, che mette al centro il paziente e il rispetto della dignità della persona; in particolare, l’art. 2, comma 2, del decreto citato prevede che “I presidi ospedalieri di base, con bacino di utenza compreso tra 80.000 e 150.000 abitanti, salvo quanto previsto dal successivo punto 9.2.2, sono strutture dotate di sede di Pronto Soccorso con la presenza di un numero limitato di specialità ad ampia diffusione territoriale: Medicina interna, Chirurgia generale, Ortopedia, Anestesia e servizi di supporto in rete di guardia attiva e/o in regime di pronta disponibilità sulle 24 ore di Radiologia, Laboratorio, Emoteca. Devono essere dotati, inoltre, di letti di "Osservazione Breve Intensiva". RITENUTO ALTRESÌ CHE non sia stata rispettata la volontà del Consiglio regionale espressa tramite la citata Mozione n. 0777. IL CONSIGLIO REGIONALE INVITA IL PRESIDENTE E LA GIUNTA REGIONALE a garantire la sicurezza dei pazienti con personale adeguato e a riaprire il Pronto Soccorso di Abbiategrasso nella fascia oraria compresa tra le ore 20.00 e le ore 8.00; a mantenere e potenziare i servizi e le prestazioni attualmente erogate dall’Ospedale.
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(M.Scotti) - Un altro cambio di casacca in seno alla maggioranza che in consiglio comunale sostiene l'attuale governance di centrodestra. Dopo la consigliera Sara Valandro passata dalla Lista Nai ad Abbiategrasso Merita, il consigliere Emanuele Gallotti ha abbandonato la Lega per accasarsi nel Gruppo Misto costituito mesi fa dal consigliere ex Forza Italia Giuseppe Serra. Non cambia granchè per quanto riguarda gli equilibri della stessa maggioranza poichè, come noto, il Gruppo Misto rimane fedele alla stessa e continuerà ad appoggiare il sindaco Cesare Nai e la sua giunta. Ma quali sono le motivazioni che hanno indotto il "Gallo" a congedarsi dalla Lega abbiatense? E' lo stesso Emanuele a spiegarle ad HWQ: "Quando non sei più innamorato, quando non sei più in sintonia con il tuo partner, lo abbandoni e vai per la tua strada. Non è la prima volta che succede" - spiega Gallotti il quale ci tiene a precisare di aver lasciato la sezione abbiatense del Carroccio pur continuando ad essere leghista fino al midollo. "Purtroppo - continua - non condividevo più la linea politica dei non abbiatensi della Lega. La sezione di Abbiategrasso non dev'essere uno strumento per la propria visibilità e per fare carriera, ma dev'essere a disposizione della città. E qui c'è qualcuno che non sa neppure dov'è viale Mazzini... Nessuna polemica, si va avanti e basta". Confermata, dunque, la sua uscita dal Carroccio di Bià, Gallotti ha restituito la delega all'organizzazione degli eventi cittadini che gli era stata assegnata dal sindaco Nai. "Trovino qualcun altro", dichiara ancora il "Gallo" che conferma la sua entrata nel Gruppo Misto di Serra. "Lui, Giuseppe, sarà il capogruppo ed io farò quel che mi dirà di fare. In ogni caso la mia parola è una, continuerò a sostenere la maggioranza, non sono un voltagabbana". E ancora: "La sezione abbiatense della Lega non mi rappresenta, in essa non vedo nulla di buono; la linea politica adottata negli ultimi sei mesi dalla sezione non mi soddisfa, non fa parte del mio essere. Un esempio? La votazione in consiglio comunale in merito alla mozione delle opposizioni contro il presidente Tagliabue: quando si dà la parola e si dice ok nel votare contro, non può esistere che poi escano cinque schede bianche. Ma lasciamo perdere...". "Non è un problema di uomini - conclude Gallotti - , ma di linea politica: da padroni siamo diventati garzoni. Abbiamo vanificato il lavoro svolto nei cinque anni in cui non eravamo in Consiglio Comunale e stiamo vanificando tutti i discorsi fatti in campagna elettorale per portare a casa i voti. Quando vedi che vinci, tutti sul carro, ma poi vedremo quanti rimarranno. Mi auguro che la sezione vada bene e che la mia mossa serva a qualcosa".
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(M.S.) - Nella conferenza stampa convocata nel pomeriggio di giovedì 24 gennaio presso l'ex sala consiliare di Palazzo Marconi, il Sindaco Cesare Nai ha presentato il nuovo Assessore ai Servizi Sociali. Si tratta della dottoressa Rosella Petrali, classe 1953, pensionata nata a Comerio (Varese) e residente a Mornago (Varese) che ha ricoperto in passato diversi importanti ruoli dirigenziali nel campo della Sanità lombarda. Il primo cittadino di Bià, ha inoltre comunicato una redistribuzione di deleghe ai suoi assessori: la delega alle Società Partecipate passa a Francesco Bottene, i servizi cimiteriali a Roberto Albetti, invece tornano ad Eleonora Comelli Anagrafe e Stato Civile. L’assessorato ai Servizi Sociali viene conferito, come detto, alla dottoressa Rosella Petrali, "persona di grande esperienza e professionalità”, ha spiegato Cesare Nai. La neo assessora della giunta comunale di centrodestra, dal canto suo, ha dichiarato che "metto a disposizione del Comune di Abbiategrasso la mia esperienza tecnica, in questo nuovo ruolo, che per me è soprattutto un impegno civico. Ho 65 anni, una laurea in Psicologia e lavoro da sempre nell’ambito dei servizi pubblici. Sono stata fino a poco tempo fa direttrice generale dell’Asst della Valtellina, in precedenza ho lavorato per 12 anni in Regione Lombardia, nei settori Famiglia e Servizi alla Persona. Conosco e lavoro nel settore sociale da molti anni, sono onorata della carica e mi approccio ad un ruolo nuovo. Ero direttore sociale dell’allora Asl di Legnano, pertanto conosco bene questo territorio. Metto a disposizione degli abbiatensi le mie conoscenze. Devo e voglio approfondire il tema casa, quello dei minori; speriamo che i risultati siano positivi”. E ancora: "“La mia scelta è sempre stata quella di prediligere il valore delle persone, le questioni e le vicende sono state politiche ed anche personali. Ho mantenuto questa delega per alcuni mesi, ma non volevo che questa esperienza si protraesse". Il curriculum e l’esperienza del neo assessore fanno chiaramente trasparire i forti legami con la Regione Lombardia ai tempi del governo di Roberto Formigoni, quindi un legame solido col vicesindaco Roberto Albetti.
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Biegrass l’é ‘na bella città
che a tanti ga pias vegnì a stà de caa;
ma a l’é on poo sporca.
Nò perché la netten nò quej de dover;
ma perché a l’é de tucc on poo la colpa.
Gh’é in gir: sacchhett di patatin, tòll
e bottigliett de la birra, bisògn di can,
cart de caramej, mocc e pacchett
de sigarett, sacchett de rugh
e tanti alter pacciam.
Butten bottilj, sacchett de plastica,
cartòn, sacch intregh de porcheria,
tòcch de mobiglia, scart di sbianchin
e di magutt anca in tutta la periferia.
Pissen i foeugh, lassen in terra
de tutt in di bosch del Tesin;
anca se gh’hann i bidòn
de mett al rugh lì de visin.
Gh’emm la fortuna de viv
in sta bella città.
Tegnemela nètta;
voremigh pussée ben alla nostra Bià!

Lucio Da Col
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VOGLIAMOGLI BENE
AD ABBIATEGRASSO

Abbiategrasso è una bella città
che a tanti piace venire ad abitarla;
ma è un po’ sporca.
Non perché chi di dovere
non la puliscono;
ma perché è di tutti un po’ la colpa.
C’è in giro: Sacchetti delle patatine,
lattine e bottiglie della birra,
escrementi di cani,
carte di caramelle, cicche e pacchetti
di sigarette, sacchetti di immondizia
e tante altre porcherie.
Buttano bottiglie, sacchetti di plastica,
cartoni, sacchi interi di porcheria,
pezzi di mobili, scarti degli imbianchini
e dei muratori anche in tutta la periferia.
Accendono i fuochi,lasciano per terra
di tutto nei boschi del Ticino;
anche se hanno i bidoni
per mettere l’immondizia lì vicino.
Abbiamo la fortuna di vivere
in questa bella città.
Teniamola pulita;
vogliamogli più bene alla nostra Abbiategrasso!

Lucio Da Col
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(M.Scotti) - Già nel 2017 l'attuale consigliere comunale del Gruppo Misto (ex Forza Italia) Giuseppe Serra (nella foto) e l'Avv. Francesco Catania inviarono una lettera indirizzata all'assessore ai Lavori Pubblici Roberto Albetti, a quello per la sicurezza urbana Marco Mercanti, al capogruppo di Forza Italia Gianluca Ceresa e al responsabile comunale della gestione del patrimonio Ing. Antonio Carrozza, nella quale affermavano di ricevere numerose segnalazioni riguardanti la scarsa illuminazione e la sicurezza dei cittadini in prossimità degli attraversamenti pedonali. "Questi ultimi risultano essere, in diversi punti della città, poco illuminati e parzialmente coperti da aiuole così alte da nascondere, almeno per buona parte, la presenza di pedoni in prossimità dei passaggi pedonali stessi. L'incidente in cui è rimasto coinvolto un pedone diciannovenne ed un 68enne conducente di un veicolo, verificatosi in viale Cavallotti è un triste esempio del pericolo costituito da un arredo urbano non efficiente", avevano scritto Serra e Catania nella loro missiva. "A livello politico, pertanto suggeriamo di migliorare l'illuminazione serale del passaggio pedonale in questione; di dare disposizione agli uffici competenti di verificare il livello di sicurezza e lo stato di manutenzione di marciapiedi, aiuole e lampioni in prossimità degli attraversamenti pedonali di tutta la città, periferie comprese e pianificare interventi a breve termine dove opportuno", concludevano Serra e Catania. Ebbene, il grave incidente verificatosi nella mattinata di martedì 15 Gennaio 2019, sempre in viale Cavallotti (una Yaris Toyota condotta da una donna di circa 45 anni ha investito due pedoni 65enni sulle strisce pedonali a due passi dal marciapiede che costeggia il parco della fossa viscontea. Nell’impatto, la donna ha sbattuto la testa contro il parabrezza prima di ricadere a terra, mentre il marito è stato a sua volta travolto e dovrebbe aver riportato ferite meno gravi) non ha fatto altro che riportare a galla il problema e far tornare alla carica sull'argomento il consigliere Giuseppe Serra. "Molti attraversamenti pedonali della nostra città sono bui e insicuri - dichiara lo stesso Serra ad HWQ - . Al fine di tutelare i pedoni, soprattutto le fasce deboli, gli anziani e i bambini, un gruppo consigliare di minoranza depositò una mozione che impegnava l'amministrazione comunale ad intervenire con un piano generale, a a partire dalla "cerchia dei bastioni" e dai luoghi di cura e di istruzione, per arrivare anche alle periferie. Il gruppo misto votò a favore della mozione per ripristinare la sicurezza. La nostra mozione sul semaforo di Via Sforza è stata bocciata, ma oggi l'intervento da noi richiesto a partire dal mese di maggio è stato finalmente realizzato. Sorridiamo... ma diciamo: bene". "Perché a noi interessa il bene della città. E continueremo a presentare proposte concrete e realizzabili. L'incidente di martedì 15 Gennaio conferma che sicurezza in prossimità degli attraversamenti pedonali non c'è", conclude Giuseppe Serra. In considerazione della sensibilità della popolazione rispetto a queste problematiche, il consigliere Giuseppe Serra continuerà ad intraprendere iniziative politiche in tema, sia esercitando l'accesso agli atti per acquisire migliori informazioni sullo stato dei passaggi pedonali, sia in Consiglio Comunale con gli strumenti messi a disposizione dal regolamento.
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(HWQ) - Effettuate le nomine dei vertici della sanità lombarda. Nell'Asst Ovest, da cui dipendono gli ospedali di Legnano, Magenta, Cuggiono e Abbiategrasso, Massimo Lombardo passa la mano a Fulvio Odinolfi, considerato molto vicino alla Lega. Lombardo viene invece assegnato a Lodi. Il dr. Lombardo, come detto trasferito all'Asst Lodi, ha commentato: «Lascio Legnano con soddisfazione per il lavoro svolto in tutti questi anni nel territorio di competenza dell'Asst Milano Ovest. È stato un mandato complesso. Siamo cresciuti tanto nel trattamento del paziente acuto e ci siamo impegnati con entusiasmo nello sviluppo della presa in carico del paziente cronico. È stato un lavoro corale di tutti e quattro gli Ospedali: Legnano, Magenta, Cuggiono e Abbiategrasso. Ho traghettato quest'azienda lungo il percorso della riforma e adesso vado verso un nuovo importante incarico». Il dr. Odinolfi, 63 anni, lascia l'Asst Nord Milano nella quale era entrato nel 2014 come direttore sanitario per poi prendere la posizione di direttore generale nel 2015.
Al suo posto arriverà la dottoressa Elisabetta Fabbrini. L'ufficialità delle nuove nomine è stata una sopresa non solo per il dr. Lombardo ma anche per il nuovo dg Odinolfi: «Sono molto contento dalla fiducia che la Regone mi ha dato affidandomi un'azienda così prestigiosa - ha commentato Odinolfi - . Conosco Massimo Lombardo da diverso tempo: insieme abbiamo lavorato nei tavoli regionali. Non conosco ancora nel particolare la realtà legnanese, ma il fatto di poter contare su Lombardo faciliterà il passaggio di consegne, evitando così di perdere tempo. Lo spirito che porterò nell'Asst Ovest Milanese sarà centrata sulla voglia di lavorare e di collaborare".
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Conferenza stampa della Asst Ovest Milanese all’ospedale di Abbiategrasso, durante la quale si è parlato del potenziamento e dei nuovi servizi del ‘Costantino Cantù’. Erano presenti il Direttore medico dei nosocomi di Magenta e Abbiategrasso, Stefano Schieppati, e la dottoressa Anna Giulia Zucchi, responsabile dei reparti di Fisiatria e Riabilitazione. Il nodo della conferenza è stato l’annuncio dell apertura del reparto di riabilitazione - che conterrà fino a 20 posti letto - proprio ad Abbiategrasso. Arriverà anche del nuovo personale, previsto dagli stanziamenti dell’Asst sul versante medico. Prosegue quindi il piano di potenziamento dell ospedale nell’ambito delle politiche aziendali di qualificazione dei servizi, destinato ad avere effetti anche sul 2019; dall’8 gennaio 2019 partirà anche il nuovo ambulatorio di neurochirurgia, un’alta specialità di rilievo assoluto. Per il dottor Schieppati i provvedimenti adottati sono una sorta di “ponte verso il futuro per l’ospedale di Abbiategrasso, che ha rinnovato le strutture negli anni scorsi e che ora prosegue nell’opera di collocazione di reparti e servizi di qualità assoluta . A breve sarà inoltre consegnato il nuovo angiografo di ultima generazione, che permetterà uno sviluppo della chirurgia vascolare direttamente ad Abbiategrasso”. Noncurante di polemiche e voci, insomma, la direzione generale dell’Asst prosegue senza indugi sulla sua strada, che punta ad accreditare l’idea di un potenziamento sostanziale del Cantù, tralasciando di fatto il problema Pronto Soccorso.
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Non c’è solo la piscina nel futuro prossimo della città di Abbiategrasso. Oltre al destino della struttura che prenderà il posto della ‘Anna Frank’, ci sono anche i progetti al centro sportivo ‘Invernizzi’, ossia del vecchio e caro ‘Maracanà’. Di recente, infatti, la giunta del sindaco Cesare Nai ha deciso di avviare una procedura comparativa finalizzata all’individuazione di un concessionario al quale affidare la rigenerazione, l’ammodernamento, la riqualificazione e la successiva gestione dell’impianto sportivo comunale “G. Invernizzi”, per un periodo temporale pluriennale non superiore alla competenza di questa Giunta Comunale (quindi sino al 2022), e tuttavia tale da consentire al concessionario stesso di valutare gli investimenti necessari e di disporre del tempo necessario al loro ammortamento, anche nel caso di finanziamenti tramite terzi, improntata sulla volontà dell’Amministrazione di realizzare politiche di promozione e valorizzazione dello sport come strumento di educazione, formazione personale e coesione sociale nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità, imparzialità e parità di trattamento. Per ottenere questo obiettivo la strada è duplice: da un lato partirà una preselezione, ossia la raccolta di manifestazioni d’interesse presentate da parte di società/associazioni/federazioni sportive interessate, pervenute entro congruo termine stabilito dal servizio comunale competente; quindi una procedura concorsuale – riservata agli operatori economici che hanno partecipato alla fase. Il concessionario sarà individuato sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa, assieme ad elementi e punteggi stabiliti dai competenti servizi comunali in materia di gestione del patrimonio e sport/tempo libero. Ogni eventuale esecuzione degli interventi di rigenerazione, ammodernamento, riqualificazione e la successiva gestione dell’impianto sportivo comunale “G. Invernizzi” per l’intera durata della concessione non dovrà comporterà alcun onere di spesa per le casse comunali.
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(HWQ) - Nell’arco di 10 anni i furti in abitazione sono più che raddoppiati: dall’8,5 per 1.000 del 2004 al 17,9 per 1.000 del 2013, con un incremento via via meno intenso dopo il primo picco raggiunto nel 2007 e la crescita vertiginosa avvenuta dal 2009, per poi rimanere stabili nel 2014. Circa 1 ogni 2 minuti! L'andamento va letto anche secondo la distribuzione geografica. I furti in abitazione e i borseggi restano più frequenti al Centro-Nord e le rapine (compresi scippi e furti di autovetture) al Sud. Nel contempo si registrano anche differenze nella percezione della sicurezza: aree dove le persone si sentono particolarmente sicure si alternano a luoghi caratterizzati da forte insicurezza, ma in generale la percezione della sicurezza è aumentata in positivo. Cresce la percentuale di coloro che si sentono molto o abbastanza sicuri nella zona in cui vivono, quando escono da soli ed è buio (dal 54,1% al 56,2%), ma non al punto di tornare ai livelli massimi del 59,7% raggiunti nel 2010. Ma quanto sono sicure le abitazioni degli abbiatensi? Lo abbiamo chiesto a Davide Ferriani, titolare insieme al padre dell'omonima azienda di sicurezza di via Ada Negri ad Abbiategrasso, il quale lancia l'allarme soprattutto per quanto riguarda le porte di casa. "C'è ancora tanta gente che ha la porta di casa con la serratura a doppia mappa - spiega - . I furti perpetrati nelle abitazioni degli abbiatensi sono parecchi e nella maggior parte dei casi avvengono per effrazione della porta. L'Italia è il fanalino di coda come sicurezza delle porte, perchè siamo rimasti gli unici ad installarle con la serratura a doppia mappa anzichè con quelle più moderne, tipo a cilindro. I ladri, usando il cosiddetto "spadino bulgaro" riescono ad aprire le serrature a mappa in pochissimi minuti. E' un aggeggio micidiale che non lascia tracce". "Il messaggio importante da far comprendere - aggiunge Davide Ferriani - non è tanto quello di sostituire la porta, ma solamente la serratura, affidandosi ad aziende specializzate e certificate nello specifico settore, anzichè a un fabbro. Così facendo, in poco tempo (circa mezz'ora) e con una spesa irrisoria ci si mette in sicurezza con una nuova serratura. Per quanto riguarda invece le villette, è importante mettere in sicurezza anche le finestre, comprese quelle ai piani rialzati e dei balconi. Con le adeguate serrature a cilindro, per aprirle un ladro impiegherebbe circa quattro-cinque ore e produrrebbe molto rumore con elevate probabilità di essere scoperto".
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E’ arrivata, dopo mesi di attesa, la manifestazione di interesse per l’assegnazione degli spazi del complesso dell’Annunciata. La giunta di Cesare Nai ha infatti deciso di avviare la procedura pubblica per l’affidamento in concessione dei locali dell’ex Convento, approvando uno schema di “Avviso di consultazione preliminare per acquisizione di manifestazione di interesse da parte di operatori economici interessati alla concessione onerosa a prezzi di mercato del complesso dell’Annunciata nel comune di Abbiategrasso”, predisposto dal Settore Sviluppo del Territorio con il supporto legale e giuridico del Prof. Avv. Mario Comba di Torino. La procedura ha carattere esplorativo e non è da intendersi in nessun modo impegnativa per il Comune, si legge nel documento, sia in ordine agli aspetti riguardanti la definizione della convenzione con l’Università degli Studi di Milano che in ordine alle deliberazioni di competenza del Consiglio Comunale che saranno assunte relativamente alla destinazione finale dell’immobile, al canone a base della concessione e alla sua durata complessiva. La durata della pubblicazione dell’avviso sarà pari a 120 giorni naturali e consecutivi, ossia sino all’inizio del 2019. La concessione ha per oggetto l’assegnazione parziale del complesso immobiliare ovvero l’utilizzo esclusivo di una parte dei suddetti spazi e dell’area di pertinenza esterna. Altri spazi rimarranno nelle disponibilità dell’Amministrazione Comunale per finalità istituzionali. Nello specifico saranno oggetto di concessione i locali/spazi evidenziati e meglio specificati nelle planimetrie denominate “Pianta piano terreno”, “Pianta piano primo” e “Pianta autorimessa”. La manifestazione di interesse avverrà alle seguenti condizioni, che per il Comune non sono modificabili: durata di anni 20, rinnovabile fino ad un massimo di altri 10 anni; assunzione dell’onere di realizzare alcuni lavori strutturali; assunzione dell’onere di tutti i costi di gestione. L’ammontare del canone annuo in linea con i valori di mercato, eventualmente incrementato di altre modalità di pagamento proposte dall’operatore economico, partendo da una base indicativa di € 30.000,00 annui oltre IVA se dovuta. Andranno inoltre indicati: determinazione di un piano delle manutenzioni di massima, con determinazione indicativa dell’importo minimo annuo; modalità di garanzia del pagamento del canone, dei costi di gestione e dell’effettuazione delle manutenzioni e dei lavori strutturali; eventuale interesse all’utilizzo degli arredi di proprietà dell’Università di Milano; progetto di gestione del complesso per tutta la durata potenziale della concessione (15 + 15 anni) con indicazione: delle attività che si intendono svolgere, tra quelle di cui al punto 2, secondo capoverso. L’operatore economico può anche proporre lo svolgimento di ulteriori attività, purché tale proposta sia accompagnata da apposita motivazione; del personale che si intende indicativamente occupare per le suddette attività, almeno nei primi cinque anni; di un Piano economico finanziario, anche semplificato, che attesti in linea di massima la sostenibilità. Circa quattro mesi, insomma, per capire se l’Annunciata avrà un gestore o meno nel futuro prossimo. "Fino a fine febbraio è aperta per tutti i soggetti interessati la possibilità di proporsi per un utilizzo totale o parziale n tutti i settori: museale, teatrale, musica, alta cucina, moda e design ecc. - commenta il sindaco Nai - . Quindi una Manifestazione di interesse. A quel punto il Comune valuterà le proposte arrivate e su una o più di queste costruirà il bando vero e proprio con relativa gara".
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(M.Scotti) - Sabato 23 e domenica 24 Marzo Abbiategrasso riavrà la sua Fiera di Primavera. Era stata soppressa nel 2015 dall'allora amministrazione di centrosinistra che governava la città in favore di una più generica "Festa di San Giuseppe" e con lo Spazio Fiera di via Ticino che per quattro anni è rimasto desolatamente vuoto. A riempirlo nuovamente di contenuti e a far rivivere la Fiera di Marzo come ai vecchi tempi ci ha pensato l'attuale amministrazione comunale guidata dal sindaco Cesare Nai. La kermesse primaverile si chiamerà "I nuovi germogli, i fiori del nostro domani" e il quartiere fieristico sarà interamente dedicato ai bambini. "La volontà dell'amministrazione comunale è stata quella di recuperare la Fiera di Marzo e di conferirle carattere e personalizzazione per non incorrere nel copia e incolla delle due manifestazioni precedenti quali la Fiera di Ottobre e Abbiategusto - spiega Cristina Cattaneo, assessore alle Fiere e Mercati - . Non ci saranno gli stessi espositori, la fiera primaverile sarà un qualcosa a sè con una sua natura propria bene identificata. Per far notare questo stacco, quest'anno abbiamo scelto come tema l'infanzia e i bambini. Perchè nelle nuove generazioni riponiamo la nostra speranza. Il tema del bambino porta con sè la speranza per un futuro migliore e un tema sociale: quello della formazione dell'infanzia". "Essendo una Fiera di Primavera - prosegue Cristina - quella di Marzo parla di un qualcosa di fresco, ragion per cui proprio i bambini sono i nostri germogli. A partire da questo tema, nello Spazio Fiera si svilupperanno, negli spazi interni ed esterni, una serie di allestimenti studiati per bambini e adulti. Questi ultimi potranno relazionarsi con le nuove generazioni affrontando diverse aree tematiche. Sarà ovviamente presente il nostro territorio e qualche azienda agricola che già pratica attività con i bambini. Particolare attenzione sarà rivolta anche all'alimentazione e al giocattolo. Ci piacerebbero, a tale riguardo, installazioni ad effetto dal grande impatto". Abbiamo contattato la Triennale di Milano e un museo che porteranno i loro allestimenti: aquiloni, gimkane, teatro, laboratori, percorsi conoscitivi, arte...tutto questo a misura di bambino". In Fiera ci sarà anche un'area occupata da espositori che proporranno giochi antichi per bambini e adulti. "Sono tanti gli spunti che stiamo sviluppando" - aggiunge Cattaneo. "I fiori del nostro domani" sarà dunque la continuazione delle "Nostre radici" dello scorso anno. Un lavoro fruttuoso che l'amministrazione sta conducendo con Amaga, la società partecipata del Comune che fungerà da supporto logistico, strumentale, propedeutico della manifestazione. "Il presidente Bonasegale e il direttore Carini mi hanno messo a disposizione tutti gli strumenti di supporto per allestire un'ottima Fiera - spiega ancora l'assessora - . Io devo ringraziare, oltre a loro, Romina Riboni, Gianni Pioltini e Lorella Zaina, un vero e proprio dream-team". La Fiera di Marzo, come detto, si svolgerà nei giorni 23 e 24 con inaugurazione il sabato mattina in via Ticino. Fra qualche settimana, non appena definito l'intero programma della kermesse, sarà convocata la conferenza stampa di presentazione. Per quanto riguarda invece la città, l'Associazione Commercianti organizzerà numerosi eventi in concomitanza con la Fiera e le giostre.
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(HWQ) - Martedì 19 febbraio 2019, i sindaci dell’Est Ticino hanno rinnovato il proprio impegno per l’ambiente e la sostenibilità, attraverso la firma congiunta della Convenzione di Agenda 21 per il triennio 2019-21. Questa firma rinnova per il futuro una collaborazione storica, avviata nel lontano 2004, ma non mancano le novità. Agenda 21 dell’Est Ticino è infatti tra le prime realtà italiane ad avere completato un percorso partecipativo in più tappe per aggiornare gli obiettivi in coerenza con l’Agenda 2030, l’importante documento Onu del 2015 i cui principi chiave sono il pianeta, le persone, la pace, la collaborazione. Il documento strategico frutto di questo percorso individua cinque linee di azione per l’Est Ticino che orienteranno le attività dei Comuni: la tutela della qualità e delle risorse del territorio (riduzione del consumo energetico, tutela dell’acqua e dell’aria, economia circolare); la mobilità sostenibile e integrata; la cultura della sostenibilità; la promozione integrata del territorio; la governance partecipativa. La seconda novità è il cambio di capofila: sarà infatti il Comune di Abbiategrasso a guidare la collaborazione tra le amministrazioni che realizzeranno iniziative per la sostenibilità, prendendo il posto di Corbetta. E’ l’assessore Cristina Cattaneo che ha colto questa sfida, ritenendola importante ed appassionante, per il valore aggiunto che la collaborazione tra Comuni potrà dare alla cura dell’ambiente e alla crescita della cultura della sostenibilità. Un capofila che lavorerà in stretto contatto con tutti i sindaci degli altri tredici Comuni coinvolti: il Comitato dei sindaci è infatti l’organismo fondamentale di Agenda 21 Est Ticino, insieme ai Forum civici organizzati periodicamente e alla segreteria organizzativa, denominata Laboratorio 21. Che cosa faranno in concreto i Comuni? Tra le prossime attività verrà promossa una campagna contro l’abbandono dei rifiuti che sarà l’occasione per coinvolgere i cittadini nella mappatura delle zone a maggiore criticità. Grazie al successo delle due edizioni già realizzate, Agenda 21 Est Ticino ospiterà un nuovo ciclo di progetti di alternanza scuola-lavoro in collaborazione con gli istituti superiori: gli studenti potranno cimentarsi in progetti innovativi sui diversi aspetti dello sviluppo sostenibile e nel contempo realizzare una fase importante del loro percorso di studi. Ancora, verranno organizzate iniziative divulgative, formative e forum aperti per affrontare insieme le sfide di una crescita sostenibile. Continuerà l’aggiornamento del Bilancio di sostenibilità, un’analisi comparativa dei principali indicatori ambientali del territorio che fa il punto sui risultati ottenuti nei diversi settori. Altro aspetto importante è l’azione di rete per presentare alla Regione e ad altri Enti pubblici e privati progetti e proposte per accrescere la qualità del territorio.
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(M.S.) - Il carnevale 2019 inizierà giovedì 28 Febbraio e andrà avanti fino almeno, nel carnevale romano, a martedì 5 Marzo. Le due date citate rappresenteranno dunque giovedì a martedì grasso. E sono due momenti importanti e molto celebrati di ogni carnevale. Ma proviamo a capire quale differenza c'è tra il carnevale romano e il carnevale ambrosiano che è quello che ci interessa. L'ambrosiano differisce dall'altro nel termine conclusivo. Infatti finirà sabato 9 Marzo anzichè martedì 5 Marzo. Come mai c'è questa differenza? Non esiste un'unica risposta. Nella prima versione la differenza dipende dal conteggio delle domeniche nella penitenza: nel rito romano le domeniche non vengono considerate come giorni di penitenza. Motivo per il quale la Quaresima inizia prima. Secondo tale versione sarebbe stato Sant'Ambrogio da vescovo di Milano nel IV secolo a decidere che le domeniche dovessero essere considerate. Mentre secondo una versione più vicina alla leggenda la differenza di date sarebbe da ricercare nel fatto che la popolazione meneghina avrebbe atteso il ritorno di Sant'Ambrogio da un pellegrinaggio per dare il via alle liturgie quaresimali. E per lo stesso motivo sarebbe stata più lunga la durata del carnevale. Mentre secondo un racconto diverso, un anno di tantissimo tempo fa la fine della Quaresima sarebbe coincisa con la fine di una pestilenza che avrebbe impedito le feste e costretto la popolazione alla fame a causa dell'isolamento e del cibo razionato. E in base a quanto rappresentato la dispensa per prolungare i festeggiamenti sarebbe stata chiesta al Papa da Sant'Ambrogio per dare una possibilità in più ai milanesi. In ogni caso ad Abbiategrasso l'appuntamento clou per i festeggiamenti per il carnevale 2019 è sabato 9 Marzo. E ancora una volta saranno gli Amici del Palio di San Pietro a farla da protagonisti in città: è infatti in programma la 35esima edizione del Carnevale Sanpietrino. A partire dalle ore 15, saranno cinque i carri allegorici che sfileranno per le vie del centro città. Carri che proporranno in versione carnascialesca i seguenti temi: carro armato, il vecchio West, Star Wars (proposto da due carri) , mentre il quinto carro allegorico rappresenterà una sorpresa. Tre di essi arriveranno da Vigevano, i restanti due saranno allestiti da una contrada del rione sanpietrino. In piazza San Pietro, alle ore 16 una volta giunti a destinazione i cinque carri, si darà il via alla 18esima edizione della "Passerella delle maschere - Trofeo Augusto Rosetta": una apposita giuria premierà le maschere meglio riuscite. In serata, dopo il pomeriggio in allegria e serenità, presso il ristorante dello Spazio Fiera di via Ticino, alle ore 20.45, "Veglionissimo di carnevale": cenone con servizio al tavolo e serata danzante con musica dal vivo proposta dai "Solo Zero" (Alex e Lorenzo). Nel corso della serata saranno premiate le migliori maschere presenti. Le locandine dei due eventi nella home page di HWQ.

ALTRE FOTO QUI SOTTO
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Domenica 3 marzo 2019 dalle ore 8.00 alle 20.00 si vota in tutto il territorio nazionale per le Primarie del Partito Democratico che eleggeranno il Segretario e l'Assemblea nazionale. Le primarie rappresentano in questo contesto storico e politico un momento fondamentale per scegliere il futuro del Partito Democratico ma anche e soprattutto dell’Italia e dell’Europa! I 3 candidati alla carica di Segretario nazionale sono: Maurizio Martina, Nicola Zingaretti e Roberto Giachetti. Per permettere alle elettrici e agli elettori di approfondire i temi relativi alle 3 mozioni congressuali, il Partito Democratico dell’Est Ticino ha organizzato un confronto pubblico aperto a tutti che si terrà martedì 26 febbraio alle ore 21.00 ad Abbiategrasso presso l’ex convento dell’Annunciata, via Pontida 22. Al confronto, che sarà moderato da Michela Fiorentini della segreteria PD Metropolitana e da Andrea Gillerio, segretario PD di Abbiategrasso, parteciperanno: Filippo Barberis (mozione Martina), Lorenzo Pacini (mozione Zingaretti), Lucia De Cesaris (mozione Giachetti). Per garantire alle elettrici e agli elettori di esprimersi democraticamente sul futuro del Partito Democratico saranno aperti seggi nei comuni dell’Est Ticino. È possibile trovare il seggio del comune di residenza sul sito web www.pdmilano.eu. Per poter votare bisognerà presentarsi ai seggi con la tessera elettorale e un documento di identità valido.

PD coordinamento di zona Est Ticino
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(M.S.) - Comunione e Liberazione della zona dell'Abbiatense, Libreria Shalom di Abbiategrasso e Amici del Centro Culturale Shalom, in occasione del 14° anniversario della scomparsa di don Luigi Giussani, hanno organizzato una mostra, presso la chiesa di San Bernardino in via Borsani dal titolo "La prima carità al malato è la scienza". La mostra rimarrà aperta ai visitatori dal 16 al 24 Febbraio con i seguenti orari: dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19 (sabato e domenica), mentre dal lunedì al venerdì l'apertura sarà dalle ore 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19. Alla mostra è collegato l'evento che si svolgerà mercoledì 20 Febbraio con inizio alle ore 21 presso il cinema Al Corso di Abbiategrasso: un collegamento in diretta video con la Scuola di Comunità di don Julian Carròn. La cerimonia di inaugurazione della mostra si è svolta nel pomeriggio di sabato 16 Febbraio alla presenza, oltre che del parroco di Santa Maria Nuova don Innocente Binda, delle autorità politiche locali e di un gran numero di visitatori, di Paolo Ciliberti, cardiologo e pediatra dell'Ospedale Pediatrico "Bambino Gesù" di Roma. La mostra, in sostanza, è la presentazione fotografica del libro di Giancarlo Rastelli "un cardiochirurgo appassionato all'uomo". La sua storia, oltre ad essere quella di uno scienziato riconosciuto in tutto il mondo per i risultati delle sue ricerche cardiovascolari, colpisce più di tutto per l’esaltazione della normalità. Gian, come lo chiamavano amici e colleghi, è stato un medico, un ricercatore brillante, ma soprattutto un grande uomo, umile, guidato da un profondo amore per la vita e da una vocazione sincera, un marito e un padre che ha saputo affrontare la malattia e la morte. "Gian era stato educato in famiglia ai principi della fede cristiana, e questi principi e questi ideali, vissuti in maniera gioiosa, adulta, senza pietismi ma con profonda convinzione, sono stati la bussola e i mezzi di discernimento di tutta la sua vita. E sono stati la forza che lo ha sostenuto negli anni della malattia e della sofferenza fisica e morale. Infine sono stati la ragione della sua grande speranza fino all’ultimo". La bellezza e l’armonia della sua vita, la profonda spiritualità e la costante dedizione alle virtù cristiane hanno affascinato così tante persone da richiedere l’avvio della causa di beatificazione. Nel 2005 l’allora vescovo di Winona (Minnesota), Bernard Joseph Harrington, ha concesso il nulla osta alla Diocesi di Parma per l’apertura della causa, adducendo come ragione la "compassion for mankind" e l’eroismo con cui Giancarlo Rastelli ha vissuto gli ultimi anni della sua vita, nel totale abbandono alla volontà del Padre. Il Centro Culturale Shalom di Abbiategrasso è composto da gruppo di amici affascinati dal carisma di don Luigi Giussani che hanno dato vita ad un piccolo ma vivo centro culturale che si prefigge mediante manifestazioni pubbliche (incontri, dibattiti, spettacoli teatrali e cinematrografici, mostre, concerti, ecc..) di diffondere ed approfondire la cultura ed il pensiero cristiano-cattolico nella zona dell’Abbiatense. La Libreria “Shalom” ha iniziato la sua attività in Abbiategrasso nel 1969 come Cooperativa Libraria; nei primi anni '80 è diventata “Centro Culturale Shalom” per una presenza ancora più incisiva nella realtà culturale cittadina.
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La Polizia Locale di Abbiategrasso assicura una maggiore presenza sul territorio: è stata infatti avviata, in via sperimentale, l’estensione straordinaria del servizio degli agenti nella fascia pomeridiana. Fino alle ore 21 verrà garantita la presenza, ben visibile e pertanto rassicurante, di una pattuglia automontata con i dispositivi “luci blu” attivati: la finalità è di prevenzione e monitoraggio, sia del centro sia dei quartieri cittadini più periferici. "Esprimo la mia gratitudine a tutti gli agenti coinvolti in questa iniziativa – dichiara l’assessore alla Sicurezza Marco Mercanti (nella foto) – . Questo nuovo servizio viene svolto su base volontaria, è quindi fondamentale la preziosa collaborazione del personale, che si è reso disponibile per offrire alla città una maggiore tranquillità anche nelle ore della prima serata".
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(M.S.) - Una seduta del Consiglio Comunale, quella andata in scena nella serata di giovedì 7 Febbraio, brutta, decisamente brutta. Un dibattito teso, duro e rigidamente limitato dal regolamento fatto rispettare alla lettera dal Presidente Tagliabue nel non consentire ai consiglieri sforamenti oltre i 3 minuti per ciascun intervento. La tensione era quindi palpabile. All'ordine del giorno, la mozione già presentata tempo fa (e respinta) dall'opposizione finalizzata a vietare la concessione di spazi pubblici ad associazioni "riconducibili a forme di estremismo da considerarsi una minaccia per la democrazia". Il riferimento era ovviamente a quanto accaduto nella mattinata di domenica 27 Gennaio quando un gazebo di Bran.Co, una emanazione del movimento di estrema destra Lealtà e Azione, già organizzatore della tanto contestata "Festa del Sole" nel quartiere fieristico di via Ticino la scorsa estate, è stato allestito ed è rimasto operativo sia pure per poche ore, in Piazza Marconi proprio davanti all'ingresso del palazzo comunale. La "scusa" degli organizzatori del gazebo era quella di raccogliere fondi per ricostruire la Chiesa di Homs in Siria, distrutta dalla guerra. Indignate e dopo una improvvisata conferenza stampa nei sotterranei del Castello, le opposizioni hanno chiesto la convocazione di una seduta del Consiglio Comunale che dibattesse la questione specifica. La mozione delle minoranze, dopo oltre tre ore di dibattito, è stata nuovamente respinta con 16 voti contrari e 9 favorevoli. Si è poi deciso di discutere e votare la mozione, approvata, del consigliere Marina Baietta che introduce importanti restrizioni di carattere generale: in sostanza, nei giorni di commemorazioni nazionali, ovvero 27 gennaio (Giornata della Memoria), 10 febbraio (Giorno del Ricordo), 21 marzo (Giornata di commemorazione delle vittime di mafia), 25 aprile (anniversario della Liberazione dal nazifascismo), 1 maggio (festa dei Lavoratori), 9 maggio (giorno della memoria dedicato alle vittime del terrorismo interno e internazionale e delle stragi di tale matrice), 2 giugno (festa della Repubblica), 4 novembre (giorno dell’Unità nazionale) "saranno autorizzate esclusivamente iniziative organizzate di concerto con l’amministrazione comunale. Tali restrizioni non potranno essere applicate per le rappresentanze politiche che concorrono alle elezioni allorquando le sopracitate commemorazioni ricadessero in periodo di propaganda elettorale». Su proposta delle opposizioni, sono state aggiunte altre date: 20 novembre (Giornata per i diritti dell’Infanzia) e 25 novembre (Giornata mondiale contro la violenza sulle donne).
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(M.S.) - Dopo le richieste di colloquio più volte presentate negli ultimi tempi dall'Amministrazione Comunale al nuovo presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali di Regione Lombardia, Emanuele Monti, richieste finalizzate alla riapertura del pronto soccorso notturno dell'ospedale "C. Cantù" e alla risoluzione delle varie problematiche che coinvolgono il nosocomio di Abbiategrasso, è stato indetto un incontro nella mattinata di martedì 5 Febbraio nella sede di Palazzo Pirelli a Milano. Hanno partecipato il sindaco Cesare Nai, il primo cittadino di Morimondo Marco Marelli in rappresentanza dei primi cittadini del territorio, i membri della Consulta abbiatense sui temi dell'ospedale e dei servizi socio sanitari della comunità abbiatense e gli esponenti del Movimento per i diritti del cittadino malato. Presenti all'incontro, oltre naturalmente al presidente della Commissione Monti, anche i politici Altitonante, Borghetti, Scurati e Trezzani. "A Monti abbiamo esposto le problematiche del nostro ospedale - racconta il sindaco Nai ad HWQ - riassumendo tutta la cronistoria della vicenda a partire da quando sono venuti meno determinati servizi ma soprattutto da quando, a dicembre 2016, è stato chiuso il pronto soccorso notturno. Chiaramente abbiamo ribadito la grande volontà da parte di tutta la cittadinanza di non demordere sulla richiesta di una sua riapertura, così come del potenziamento di tutte le funzioni dell'ospedale. Abbiamo anche ribadito il fatto che la Commissione Sanità regionale si era espressa con un voto all'unanimità, lo scorso anno, nell'invitare l'amministrazione regionale alla riapertura del nostro ps notturno. Si tratta di un atto amministrativo che impegna l'attuale governance regionale". La Commissione Sanità regionale adesso ha un nuovo Presidente e quasi tutti i suoi componenti sono nuovi "perciò è utile che vi sia ancora una ulteriore audizione che chiederò al più presto allo scopo di mettere al corrente della situazione anche gli stessi nuovi consiglieri - spiega ancora Nai - . E' chiaro che a questo punto si rende indispensabile, a livello di consiglio regionale, che vengano portate avanti delle mozioni che impegnino la Regione a dar seguito alle indicazione politiche". Per quanto riguarda le recenti dichiarazioni dell'assessore Gallera rilasciate ad una tv privata, secondo il quale il ps notturno del Cantù non riaprirà più "chiaramente lui, Gallera, ribadisce alcuni concetti - conclude Nai - . Io, invece, sono di opinione opposta alla sua e ritengo che si debbano mettere in atto tutti gli sforzi possibili affinchè Abbiategrasso possa riaprire il suo pronto soccorso notturno. Grazie a tutti i membri della Consulta e agli amici sindaci per l'impegno in questa battaglia a difesa degli interessi del nostro territorio e dei nostri cittadini".
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(M.S.) - Ulteriori 2.700 Euro raccolti, grazie all'evento benefico - un pranzo di solidarietà denominato "La Casoeula della Giostra" - finalizzato alla realizzazione, si spera entro l'anno in corso, del Parco Giochi Inclusivo per persone disabili, o per meglio dire di uno spazio per tutti che dovrebbe sorgere all'interno del Parco dei Bersaglieri di via Maggi. A rendere possibile la raccolta dell'importante somma in denaro, il grande successo che l'evento ha riscosso: domenica 3 Febbraio, dalle ore 12.30, sold out nel ristorante del quartiere fieristico di via Ticino con ben 150 commensali fra i quali il sindaco Cesare Nai, i componenti dei "Sognatori di Abbiategrasso" fra i quali Tiziana Losa, i rappresentanti delle associazioni che sostengono il progetto "per giocare senza barriere" fortemente voluto dalla consigliera comunale di maggioranza con delega alle Pari Opportunità Sara Valandro (Heiros, Anffas e Il Melograno), sponsor e semplici cittadini. Il pranzo, come detto, è consistito in ottime razioni di casoeula e formaggi con polenta preparati dal team di Marco Tagliabue, attuale presidente del Consiglio Comunale di Abbiategrasso e servite ai tavoli dai volontari dell'Associazione Amici del Palio del presidente Tiziano Perversi. Chi non ha inteso fermarsi a pranzo ha potuto usufruire del servizio di asporto del cibo. "E' stata una iniziativa che una volta di più ha messo in risalto la capacità, in Abbiategrasso, di associarsi per fare delle cose positive - ha commentato a fine pranzo il sindaco Cesare Nai - . Tutti gli eventi finora proposti per il Parco Inclusivo hanno avuto un grande successo ed è un fatto positivo. E' chiaro che come amministrazione ci fa piacere che queste realtà siano sempre vive e presenti". Tiziana Losa di Confcommercio ha ringraziato il gruppo dei "Sognatori". "Sono contenta perchè fra noi si è creata una bella rete a sostegno di questo progetto". Anche Sara Valandro si è dichiarata pienamente soddisfatta dell'iniziativa benefica: "Marco Tagliabue è stato grande - afferma - : è riuscito nel suo intento che era quello di portare in Fiera tante persone. Posso annunciare che una giostra per il Parco Inclusivo è acquistata. Tanta gente, soddisfazione, il pranzo è piaciuto. Tutti contenti, insomma". Per quanto riguarda lo stesso pranzo, i collaboratori del team Tagliabue hanno iniziato a lavorare in cucina alle 7.30 del mattino ed hanno cucinato 50 chili di costine, 80 chili di verze, 20 chili di cotenna di maiale e 150 salamini. I 2.700 euro raccolti domenica in Fiera vanno ad aggiungersi ai 1.700 già racimolati nel corso della "Befana in moto", in Villa Umberto e presso il negozio "Se fosse un fiore" di Consuelo Santoro.
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(M.Scotti) - Il 2019 sarà un anno molto importante per l'Associazione Amici del Palio di San Pietro guidata da molti anni dal presidente Tiziano Perversi, poichè la manifestazione di punta organizzata dal sodalizio sanpietrino, vale a a dire il Palio, compirà 40 anni. La prima edizione della carriera andò infatti in scena nel lontano 1980, ideata dall'allora sacerdote dell'oratorio di San Pietro, don Luigi Alberio, con l'aiuto di Augusto Rosetta che fu il primo presidente dell'Associazione. Tutti gli sforzi dei componenti l'Associazione e le cinque contrade del rione d'oltrefossa (Gallo, Legnano, Piattina, Nuova Primavera Cervia e San Rocco) saranno quindi concentrati nel celebrare nel migliore dei modi i primi quarant'anni del Palio, con un fitto programma di avvicinamento alla kermesse che è stato reso noto nei giorni scorsi. Gli eventi della prima parte dell'anno in corso inizieranno sabato 9 Marzo con la 34esima edizione del Carnevale Sanpietrino: alle ore 14.45 la sfilata dei carri allegorici per le vie cittadine alla quale farà seguito, alle ore 16, la 18esima Passerella della Maschera in piazza San Pietro. In serata, presso il quartiere fieristico di via Ticino, alle ore 20.45, il Veglionissimo di Carnevale. I mesi di Febbraio e Marzo saranno dedicati all'organizzazione, in tutte le classi delle scuole elementari cittadine, della decima edizione del concorso Dipingi il Cencio: al termine dello stesso una apposita commissione composta da rappresentanti delle contrade e dell'Amministrazione Comunale stabilirà la classe vincitrice, la quale dovrà dipingere su tela il Cencio che sarà assegnato alla contrada vincitrice del 40° Palio. I vincitori del concorso saranno premiati domenica 26 Maggio in occasione della presentazione, in piazza Marconi, dello stesso Cencio. Le giornate di sabato 10 e domenica 11 Maggio saranno dedicate alle Giornate Medioevali che si terranno presso l'area verde esterna al Castello Visconteo e nel cortile interno del maniero: per l'occasione sarà allestito un accampamento medioevale dove tutti potranno assistere a dei percorsi didattici su antichi mestieri e combattimenti. Domenica 26 Maggio partirà la Minisfilata per le vie cittadine che giungerà in piazza Marconi per la presentazione ufficiale del Cencio. Dal 26 Maggio fino a domenica 9 Giugno, presso i sotterranei del Castello, sarà possibile ammirare la mostra fotografica, curata da Vedute d'Autore, dal titolo "Le foto di 40 anni di Palio: che passione!". Venerdì 7 Giugno, antivigilia della carriera, grande spettacolo in piazza San Pietro intitolata "Il Palio festeggia i suoi 40 anni". La grande kermesse sanpietrina, ossia il Palio, si correrà domenica 9 Giugno presso il campo-corsa del quartiere fieristico di via Ticino, preceduto dalla sfilata storica e dalla corsa ippica con cavalli montati a pelo. Infine,sabato 29 Giugno, in piazza San Pietro,sarà la volta della 42esima edizione della "Festa dei Balon": alle ore 21 la bruciatura del balon e la degustazione del risotto. Tutte le manifestazioni saranno patrocinate da Regione Lombardia e dal Comune di Abbiategrasso.
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Lombardia soffocata dallo smog. Seppur la media annuale sia migliorata nell’ultimo decennio, restano elevati i picchi di concentrazioni di polveri sottili e ozono, che rendono l’aria irrespirabile nella maggior parte dei mesi invernali ed estivi. Tra le principali fonti di emissione figurano il traffico, con l’auto privata che continua ad essere di gran lunga il mezzo più utilizzato, il riscaldamento domestico, le industrie e le pratiche agricole. È il quadro a tinte fosche dipinto dall’edizione 2019 di Mal’aria, il dossier annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico. Un anno da codice rosso per la qualità dell’aria il 2018. La città che lo scorso anno ha superato il maggior numero di giornate fuorilegge è Brescia con 150 giorni (47 per il Pm10 e 103 per l’ozono), seguita da Lodi con 149 (78 per il Pm10 e 71 per l’ozono), Monza (140), Milano (135), Bergamo e Cremona (127). Analizzando le classifiche stilate dall’associazione, si evince come l’intero bacino padano resti soffocato dalla morsa dello smog. Per quanto riguarda i valori di Pm10 Lodi (centralina Vignati) guida la classifica delle città lombarde che hanno oltrepassato il limite quotidiano fis­sato per legge a 50 μg/mc, come media giornaliera, da non superare per più di 35 giorni l’anno (vd. tabella 2), con 78 giorni, seguita da Milano (Marche) con 74. Nemmeno i mesi estivi, meno colpiti dalle concentrazioni delle polveri, hanno mostrato segnali positivi: l’ozono troposferico (vd. tabella 3) – un inquinante secondario che si forma per reazioni fotochimiche a partire da inquinanti precursori quali gli Ossidi di azoto (NOx) e i composti organici volatili (VOC), spesso sottovalutato perché si forma nelle zone rurali – i capoluoghi di provincia che hanno superato il limite di 25 giorni con una media mobile sulle otto ore superiore a 120 microgrammi per metro cubo vedono Brescia tra le città peggiori per questo inquinante con 103 giorni, seguite da Monza (89), Lecco (88), Bergamo (85), Varese (78). Un quadro preoccupante che per Legambiente indica l’urgenza di pianificare misure strutturali capaci di abbattere drasticamente le concentrazioni di inquinamento presenti e di riportare l’aria a livelli qualitativamente accettabili. «Le misure di limitazione delle emissioni devono diventare una priorità politica e amministrativa – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia –. Nonostante l’esistenza dell’Accordo di programma per il miglioramento della qualità dell’aria del bacino padano, infatti, tuttora si continua a procedere per deroghe. Oggi la sfida per Regione Lombardia deve essere quella di ridurre il tasso di motorizzazione e di fare della mobilità sostenibile il motore del cambiamento. È necessario ripensare le città per le persone, non per le auto, con regolamenti che disincentivino l’uso delle automobili, incentivando davvero la mobilità sostenibile, potenziando il trasporto pubblico locale, urbano e pendolare e prevedendo reti ciclabili che attraversino nelle diverse direttrici i centri urbani, prendendo esempio dalle maggiori città europee che si muovono in questa direzione già da tempo. Come sta avvenendo a Milano, per esempio, una città dove già oggi il 50% degli abitanti usa i mezzi pubblici, cammina e pedala e l’esperienza dell’Area C ha condotto all’introduzione da quest’anno di una più vasta zona a emissioni limitate (Low Emission Zone) l’area B, con pedaggi per l’ingresso ai veicoli più inquinanti. Per uscire dall’emergenza cronica dello smog occorre che le città redigano PUMS ambiziosi ripensando l’uso di strade, piazze e spazi pubblici, creando ampie “zone 30” e prevedendo nuove aree verdi nei centri urbani». Ogni anno in Europa, stando ai dati dell’Agenzia Europea per l’ambiente, sono oltre 422mila le morti premature all’anno per inquinamento atmosferico e l’Italia si colloca tra i paesi europei peggiori, con più decessi in rapporto alla popolazione, pari a più di 60.600 nel solo 2015, di cui 20.500 riconducibili al Biossido di Azoto, mentre 3.200 sono legate ad alte concentrazioni di Ozono (O3).
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(M.Scotti) - In occasione del 222mo anniversario della nascita del vessillo nazionale, anche ad Abbiategrasso si è rinnovato l’appuntamento con le scuole cittadine per la consegna della bandiera italiana. Nel corso della cerimonia, organizzata dalla Sezione AssoArma di Abbiategrasso in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, è stato consegnato il Tricolore a tutti gli istituti scolastici cittadini ed è stato sottolineato il valore e il significato della bandiera italiana nel rafforzare il comune senso di appartenenza alla nazione, con un particolare riguardo verso le giovani generazioni. L’appuntamento era fissato per giovedì 10 gennaio 2019 alle 10.30 nell’ex convento dell’Annunciata dove, oltre alle Autorità rappresentate dal sindaco Cesare Nai, dal vicesindaco Roberto Albetti, dagli assessori Eleonora Comelli e Marco Mercanti, dal presidente del Consiglio Comunale Marco Tagliabue e dal consigliere comunale Emanuele Gallotti, erano presenti numerose delegazioni di studenti delle scuole cittadine di ogni ordine e grado che hanno praticamente gremito il grande salone dell'ex convento di via Pontida, unitamente a tutti i rappresentanti del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Per quanto riguarda le autorità militari e le associazioni combattentistiche, presenti all'Annunciata i vertici della Polizia Locale, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e gli esponenti dei gruppi facenti parte di AssoArma del presidente Cerri. "Il tricolore non è solamente un drappo dai colori bianco, rosso e verde, ma è tutta una storia - ha spiegato il sindaco Nai nel suo breve discorso ai presenti - . E' il simbolo di una comunità, di una Patria. Quest'ultimo termine è andato un pò in disuso, bisogna invece avere il coraggio di dirlo forte perchè è un senso di appartenenza positivo. La nostra non è una Patria in contrapposizione ad altre Patrie; l'essere, noi, consapevoli di far parte di una nazione unita e coesa ci deve soltanto rendere orgogliosi di appartenere alla comunità internazionale". "Questo momento è oltremodo significativo perchè nel 2018 abbiamo celebrato una ricorrenza importante: i cento anni della fine della Prima Guerra Mondiale nel corso della quale i nostri abbiatensi hanno dato molto, sono morti sui campi di battaglia oltre duecento persone - ha proseguito Nai - . Dopodichè è iniziato il percorso che ci ha portati all'unità nazionale". Il sindaco ha poi ringraziato i ragazzi presenti e i loro insegnanti "che hanno colto l'importanza di questo momento". La parola è poi passata al relatore dott. Daniele Carozzi, storico, giornalista e vicepresidente dell'Associazione Nazionale Bersaglieri il quale, con dovizia di particolari e con l'aiuto di alcune immagini proiettate su schermo, ha illustrato l'evoluzione del tricolore italiano dalla sua nascita fino ai giorni nostri. A seguire, tutti in piedi a cantare l'Inno di Mameli, la distribuzione dei vessilli ai ragazzi delle scuole abbiatensi e ai rappresentanti delle forze dell'ordine. Un momento importante e sentito, quindi; la volontà dell'amministrazione comunale è stata anche quella di riconoscere l'autorità dei ragazzi che fanno parte del Consiglio Comunale "che svolgono un ruolo importante per l'amministrazione della quale siete parte", ha affermato l'assessora Comelli.
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di MARIO SCOTTI
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"E' stato un anno 2018 impegnativo, ma importante perchè completo per quanto riguarda la mia amministrazione. Abbiamo chiuso un bilancio consuntivo che era relativo al 2017, quindi di soli sei mesi; quello preventivo ha messo in risalto tutto quello che intendiamo fare". Esordisce così il sindaco Cesare Francesco Nai tracciando il bilancio dell'anno appena concluso relativamente alla sua governance di centrodestra insediatasi a Palazzo Marconi dopo aver vinto le elezioni comunali-amministrative del giugno 2017. "Abbiamo seminato tanto - prosegue Nai - , lavorato parecchio e i risultati si potranno vedere nei prossimi mesi. Abbiamo trovato gli spazi finanziari per la realizzazione della nuova piscina, adesso la palla passa alla centrale appaltante unica di Varese; abbiamo avuto una serie di interlocuzioni con i soggetti interessati per quanto concerne l'illuminazione pubblica cittadina, intervento che dovrebbe svilupparsi nelle prossime settimane". In merito agli avvenimenti cittadini che hanno caratterizzato il 2018 abbiatense, il primo cittadino evidenzia "la partenza della 18esima tappa del Giro d'Italia, momento di grande partecipazione di tutta la città e di tutte le sue componenti. Mi piace sottolineare anche la grande mobilitazione popolare unitaria in difesa del nostro ospedale". Purtroppo va anche detto che a fine anno ci sono state le dimissioni del presidente di Amaga Andrea Scotti, così come in estate se n'è andato l'assessore Mauro Dodi: qualche tempo dopo, l'amministrazione ha incassato anche la rinuncia di alcune deleghe da parte dell'assessora Eleonora Comelli. Da qui l'impegno, da parte del sindaco e in tempi brevi, a porre rimedio a queste defaillances "in particolar modo rispetto alla sostituzione di Scotti. Per quanto riguarda i Servizi Sociali sono molto avanti nell'individuazione della persona alla quale affidare questo importante settore - precisa Nai - . Sarà un personaggio nuovo, mentre nella presidenza di Amaga devo ancora metter mano. E devo far presto". Per l'anno nuovo cosa bolle in pentola? "Vorremmo apportare, già nel corso del prossimo Consiglio Comunale, una modifica rispetto alle Commissioni Consiliari allo scopo di ampliarle e dare la possibilità a tutti i consiglieri di lavorarci - spiega il primo cittadino - . Partiremo inoltre con delle nuove assunzioni di personale, dal momento che alcuni settori della macchina comunale ne hanno necessità. Dovremo altresì riuscire ad incrementare il numero degli agenti della Polizia Locale, arrivando così ad istituire il terzo turno di servizio. Quest'anno lavoreremo in maniera molto forte allo scopo di partire con i lavori della sede comunale nell'ex Pretura. E' intenzione della mia amministrazione iniziare ad utilizzare fin da subito una parte dell'ex Tribunale trasferendovi servizi come l'Anagrafe e i Servizi Sociali, in attesa di poter ampliare la struttura in modo da avere la sede unica completa". Per quanto riguarda invece il complesso dell'Annunciata, Cesare Nai spiega che " a fine febbraio raccoglieremo quanto sarà arrivato in materia di manifestazioni di interesse. Sulla base delle proposte che ci perverranno, costruiremo il bando. Devo dire che ad oggi non è arrivata proposta alcuna". Capitolo manutenzione della città. "Per le asfaltature delle strade abbiamo preferito rallentare causa la cattiva stagione, ma c'è già la ditta pronta ad intervenire nel momento in cui le condizioni climatiche lo permetteranno. I soldi sono stati stanziati e l'impresa che ha vinto la gara è pronta - prosegue ancora il sindaco - . Tutto questo, unito alla nuova illuminazione pubblica darà una svolta notevole già nel 2019 alla nostra città". "Continueremo a seguire con attenzione la questione della riapertura del cinema Nuovo al quale teniamo molto come amministrazione". Capitolo politica: sono in molti gli avversari del centrodestra ad insinuare che l'attuale maggioranza non è poi così coesa e compatta come invece si sforza di dimostrare. "Finora - precisa Nai - la maggioranza ha sempre votato in maniera compatta sugli argomenti fondamentali. E' chiaro che ci sono delle valutazioni che i singoli consiglieri hanno fatto su un'altra serie di questioni ed effettivamente ci sono stati dei voti che non hanno dimostrato la compattezza della maggioranza. Su questo occorre lavorare. La maggioranza dev'essere coesa, occorre trovare i margini di mediazione non solo sulle questioni fondamentali, ma anche sulle altre". Tirato in ballo per l'ennesima volta e criticato aspramente sui social per la famigerata "Festa del Sole" che si è svolta lo scorso mese di Luglio al quartiere fiera, rimesso sulla graticola dai cosiddetti "Leoni da tastiera" alla luce dell'arresto di un esponente rosatese del gruppo di estrema destra Lealtà e Azione, tale Francesco Baj," dopo i fatti milanesi di via Novara, il sindaco Cesare Nai, al quale è stato nuovamente rinfacciato il fatto di aver concesso il permesso al gruppo di cui sopra di organizzare la festa, ribatte: "Ogni volta ci sono delle condizioni diverse. A Luglio ho concesso il permesso, se dovesse ripetersi la richiesta di spazi per quella festa potrei valutare la cosa diversamente. Si valuta a seconda dei momenti, una decisione presa non è valida per sempre".
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Uno stato moderno e proiettato al futuro deve avere una politica industriale con obbiettivi a breve - medio - lungo termine. Lo facciamo noi imprenditori in azienda. Lo pretendiamo da chi guida una nazione. Non si tratta di colori politici o di bandiere, ma di mettere l’Italia nelle condizioni di riprendere la dignità e la forza della seconda potenza manifatturiera europea. Fare impresa deve essere un valore non una corsa a ostacoli! Sono oltre 20 anni che non si creano le basi della politica industriale italiana, che ricordo essere fatta da interventi per orientare e supportare il processo di trasformazione strutturale di un’economia. E’ il processo di industrializzazione la guida della trasformazione economica e quindi, solo agendo su questo, è possibile indirizzare il più generale meccanismo di mutamento strutturale del Paese. Dunque, guardo all’associazione che guido e vedo i numeri, che generano l’urgenza di azioni concrete. Mi riferisco alla perdita di oltre 500 imprese negli ultimi due anni sul solo nostro bacino associativo. Che si trova in Lombardia, uno dei motori economici dell’Italia.Il 60% per chiusura dell’attività. Inutile sottolineare che se chiude un’azienda vengono eliminati dei posti di lavoro. Mediamente una nostra PMI associata occupa circa 20 addetti. Se dovessi stimare in termini numerici l’importanza e l’impatto sull ’economia di ogni lavoratore potrei semplificarlo nel rapporto di 1/3.5, cioè con un solo stipendio mediamente si mantengono oltre 3 persone. Fate voi i conti. L ’8% ha dato disdetta per passaggio ad altra associazione. Il 7%, invece, per acquisizione da parte di multinazionali o imprese estere. E si conferma il depauperamento dell’imprenditoria italiana. Infine, Il 25 % ha dato disdetta per taglio costi, che non è mai una bella premessa, o per la perdita di fiducia nei corpi intermedi. Dobbiamo lavorare per ricreare la fiducia nelle istituzioni. Ho creato in voi Istituzioni e Lettori un senso di urgenza? Spero di sì. Perché in A.P.I. lavoriamo su: tutela, efficienza, sviluppo, networking, innovazione, sostenibilità. Perché, ogni giorno, ci interroghiamo su come supportare le imprese a crescere, svilupparsi, resistere, investire, conoscersi e mettere a fattor comune le buone prassi tra imprenditori. Cavalcare l’innovazione e farne la testa d’ariete per sfondare nei mercati e per mettere le basi per un futuro solido. Perché le imprese devono pensare in grande e agire in piccolo, a misura di pmi. Oramai da anni faccio un esercizio di stile e ribadisco i temi sul tavolo: ridurre il costo del lavoro in maniera strutturale, abbassare il costo energetico, tempi della giustizia certi e uniformità di giudizio, dare più credito alle imprese, sostenere l’idea imprenditoriale, garantire la formazione continua e la riqualificazione del lavoratore, favorire il sostegno all’innovazione, allo sviluppo e all’internazionalizzazione, l’industria 4.0, dare attenzione alla nuova imprenditoria. Noi imprenditori ci siamo. E Voi?

Paolo Galassi, presidente A.P.I. - Associazione delle Piccole e Medie Industrie di Milano, Monza, Pavia, Lodi e Bergamo.
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di GRAZIELLA CAMERONI, consigliera comunale PD
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Desideriamo esprimere, questa sera, una valutazione positiva sull'evento di domenica 16 in favore del nostro ospedale, evento che ha visto in piazza, oltre alle forze istituzionali, politiche e sociali locali e territoriali, anche tanti cittadini sensibili al problema, a sottolineare che l'interesse per il nostro ospedale è vivo nella nostra comunità: i cittadini chiedono un servizio, ma non solo, un servizio di qualità, quindi investimento di risorse significative per conservare e migliorare l'esistente, per ripristinare le potenzialità sottratte negli ultimi anni, per valorizzare una struttura costata alla collettività oltre 30 milioni di euro. Chiedono la riapertura del PS notturno e la dotazione a monte di tutte quelle risorse umane e strumentali necessarie ad una presa in carico sicura in caso di urgenza. Se si afferma che in queste condizioni il PS non è sicuro, la soluzione non è chiuderlo, ma rimettere l'ospedale nelle condizioni di garantire la necessaria sicurezza: ce lo siamo detti mille volte fra noi, in diverse occasioni pubbliche l'abbiamo detto a viva voce ai politici regionali e all'ASST, ma invano. Alcuni interventi di cittadini hanno messo l'accento su situazioni personali in cui la presenza del PS ha fatto la differenza fra la vita e la morte, e non è poco! Positivo anche il fatto che le forze politiche e sociali si siano presentate compatte nel manifestare la volontà di andare avanti con determinazione, di farsi ascoltare da chi governa le leve del potere in Regione. Diciamo che qualche sbavatura di taglio eccessivamente partitico e propagandistico c'è stata e sarebbe forse stato meglio evitarla, così come sono state evitate le bandiere in piazza. Ribadiamo che ogni scelta non può più essere appannaggio della politica regionale che finora ha rifiutato il confronto costruttivo con il nostro territorio e ha operato con la mannaia: non dimentichiamoci che le scelte sono state assunte altrove, da chi governa la nostra Regione. Non dimentichiamo che abbiamo assistito ad un vero blitz, contro il quale l'intero territorio si è mosso in modo repentino, ma senza alcun ascolto. Questo è un aspetto da sottolineare perché troppe volte si recrimina sulla perdita di alcuni servizi nella nostra città, Agenzia delle Entrate, INPS, servizi ospedalieri, come se l'Amministrazione precedente si fosse disinteressata a conservarli. Questa è una notizia infondata e deviante. Va ribadito che le scelte avvengono sempre in altri contesti, senza alcun ascolto del territorio; avvengono per motivi di riduzione della spesa pubblica e non tengono in alcuna considerazione il venir meno di servizi in favore della cittadinanza, in un bacino di grande estensione, in cui vivono oltre 80.000 abitanti, bacino connotato da serie difficoltà di spostamento e carenza di mezzi pubblici efficienti. Si è fatto di tutto per mantenere sul territorio certi servizi, ma è stato come sbattere contro un muro di gomma. Non capiamo come il Sindaco Marelli, Presidente dell'Assemblea dei Sindaci, abbia potuto parlare di accettazione supina del depauperamento dei servizi, di passività di fronte a certe scelte superiori. Qualche responsabilità onestamente si intravede in alcuni piccoli comuni del territorio, deboli nel condividere l'azione, assenti quando era necessaria la compattezza nelle rivendicazioni. Vorremmo qui ricordare, ad esempio, che l'Amministrazione precedente ha ripristinato l'Ufficio del Giudice di Pace, facendosi carico dell'intero costo del servizio, senza alcuna compartecipazione alla spesa da parte dei comuni dell'Abbiatense: erano tutti favorevoli alla sua presenza e continuano a fruire di tale servizio, ma senza sobbarcarsi alcun onere. Fa piacere vedere invece che sul tema dell'ospedale tutti i comuni dell'Abbiatense sono stati sempre tutti presenti. Lo sono stati sin dall'inizio, lo sono stati nei diversi presidi, gli stessi presidi nei quali anche il Partito Democratico ed Energie per Abbiategrasso hanno sempre assicurato la loro presenza attiva, mentre altri, consentiteci di dire, un po' meno. Non saremmo qui a fare dei distinguo se non avessimo visto domenica 16 ricomparire personaggi politici che si erano presentati più volte solo in campagna elettorale, personaggi che fanno parte delle stesse forze politiche che non hanno esitato a dare una bella sforbiciata al nostro ospedale e non solo a quello. Sono proprio le dichiarazioni di esponenti del centrodestra che governa la Regione da decenni ad apparire incoerenti e demagogiche. Ma ci stiamo avvicinando alle Europee e ormai da tempo viviamo in un clima da campagna elettorale. Ci piacerebbe che le parole non fossero finalizzate al consenso per una crocetta nell'urna, ma fossero il preludio a fatti concreti, ad azioni incisive, alla soluzione di problemi. Proprio in quest'ottica auspichiamo che l'impegno assunto pubblicamente dal Sindaco Nai e dal C.C. si traduca in iniziative aperte alla massima partecipazione e capaci di ricucire la frattura fra i comuni del territorio, la Regione, l'ASST, per scelte realmente condivise in favore della cittadinanza.
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Oggi sono qui in duplice veste, quella di cittadina e quella di rappresentante delle istituzioni. In veste di cittadina sono qui a gridare il mio sdegno contro le scelte politiche che ci hanno tolto servizi essenziali. Sono qui a gridare contro gli sprechi di denaro pubblico che hanno visto un investimento di 30.000.000 di euro sul nostro Ospedale e il suo depotenziamento partito subito dopo il taglio di nastro. Sono qui a gridare il mio sdegno perché una struttura nuova, con macchinari di ultima generazione e sale operatorie all’avanguardia è sottoutilizzata per una scelta politica, mentre gli utenti dell’abbiatense rischiano la vita in attesa di un’ambulanza e passano nottate intere in un pronto soccorso sovraffollato. Come rappresentante delle istituzioni sono qui a rifiutare questa idea malsana che la sanità sia un azienda e non un servizio. La sanità DEVE essere un servizio perché i cittadini lo hanno già pagato con le loro tasse. Come rappresentate delle istituzione combatterò sempre perché i miei concittadini abbiano una risposta efficiente dalla sanità pubblica e non siano costretti a rivolgersi al privato. Con i budget aziendali e i premi ai manager che tagliano i servizi ai cittadini ci si dimentica che Il diritto alla salute è sancito dall’articolo 32 della costituzione. Siamo in difficoltà nell’emergenza ma anche nelle liste d’attesa, che per alcune specialità, sono vergognose e lesive della dignità dei contribuenti. Quindi, visto che sono una persona costruttiva, che pensa fondamentalmente che piangere sul latte versato non serva a nulla, voglio lanciare un messaggio forte e chiaro a tutta la politica, ma in particolar modo al Movimento 5 Stelle che rappresento, perché ognuno di noi deve agire con forza nel proprio ambito. Mi appello ai miei portavoce di Regione Lombardia come e a tutti i componenti della commissione Sanità di Roma: continuerò a combattere per quelle che sono le prerogative del Movimento, come ho sempre fatto. Sarò in certi casi un incubo per voi, come credo di esserlo stata negli ultimi 6 mesi. Ma se mi sono messa in gioco sotto la bandiera pentastellata è stato unicamente per dare delle risposte alla mia città. Io mi sto impegnando al massimo ma pretendo il massimo anche da voi. Se questa Italia va cambiata, va cambiata anche nel dimostrare ai cittadini che l’impegno non sono solo parole, ma sono azioni concrete e forti. Azioni che io mi aspetto perché ci ho messo la faccia. Sappiate fin da ora che non sono sicuramente una pecora che segue il gregge accettando la mancanza di risposte concrete ai servizi essenziali. Non l’ho mai accettato dai politici che non mi rappresentavano, figuriamoci se lo accetto ora da chi mi ha dato la possibilità di entrare nelle istituzioni. Se mancheranno risposte per la mia comunità, Barbara De Angeli continuerà la sua battaglia, più determinata di prima, ma solo come cittadina e invito il nostro Sindaco Cesare Nai e tutti gli altri politici del territorio a fare altrettanto: scegliamo di servire i nostri concittadini e di PRETENDERE per loro ciò che è dovuto, anche con azioni forti ed eclatanti. I tempo delle parole, delle promesse, della pazienza e dei buoni propositi è scaduto.
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(M.S.) - Come previsto, Marco Tagliabue continuerà a svolgere il suo ruolo istituzionale di Presidente del Consiglio Comunale anche nei prossimi tre anni e mezzo. La proposta di revoca del suo incarico presentata e firmata nei giorni scorsi da tutti i consiglieri di minoranza (9 in tutto) è stata respinta al termine della seduta straordinaria del CC del 12 Dicembre, seduta presieduta dalla vicepresidente Graziella Cameroni. A scrutinio segreto, 9 i voti favorevoli all'esonero di Tagliabue dal suo incarico, altrettanti i contrari, 5 le schede bianche provenienti dai banchi della maggioranza. La proposta di revoca non è passata poichè per il ridimensionamento di Tagliabue da Presidente del CC a semplice consigliere i voti favorevoli necessari erano 17. Il presidente rimane così saldamente in sella a presiedere il massimo consesso cittadino. "Saldamente" si fa per dire, perchè dovrebbe far riflettere il fatto che ben 5 consiglieri della maggioranza con la loro astensione hanno praticamente abbandonato e delegittimato politicamente il Presidente, prendendo le distanze dalla sua persona. Questa seduta diciamo straordinaria del CC, lo ricordiamo, è stata convocata in seguito alle intemperanze verbali dello stesso Tagliabue nel corso della seduta del Consiglio Comunale dello scorso 29 Novembre quando il presidente, rivolgendosi alla consigliera pentastellata Barbara De Angeli, la investì con la frase "Nessuno l'ha obbligata a far politica, se non ha tempo si dimetta". Da qui la reazione delle minoranze che, compatte, qualche giorno dopo depositarono all'Ufficio Protocollo del Comune l'atto di revoca di Tagliabue dal suo incarico di Presidente. Atto che come abbiamo visto, non è stato approvato. Chi si aspettava una seduta straordinaria del CC vivace e colorita nei confronti di Tagliabue è rimasto deluso; la vicepresidente Cameroni ha infatti raccomandato a tutti di giudicare il Presidente solamente dal punto di vista del suo ruolo istituzionale, tralasciando ogni commento personale. E così è stato. In conseguenza di ciò, la seduta è risultata essere assolutamente pacata nei toni e negli atteggiamenti, priva di mordente, praticamente un sonnifero per il pubblico presente in sala - una cinquantina di persone - e per chi l'ha seguita via streaming. Ecco alcuni degli interventi dei consiglieri. Gianluca Ceresa ha parlato del suo imbarazzo personale: “Siamo qui e penso sia eccessivo. Quello di Marco Tagliabue è stato uno sfogo, non la vessazione della maggioranza sulla minoranza. Una frase sbagliata e che mi ha messo in imbarazzo. Ecco perché penso di non meritare il gettone di presenza, questa sera. Penso che questa seduta del consiglio comunale sia assolutamente inutile”. Per Flavio Lovati “Non stiamo facendo un processo, ma un dibattito politico. E’ per noi una serata spiacevole ed amara. Un primato di cui avremmo fatto a meno, anche se il percorso politico non ci è piaciuto. La responsabilità politica è collettiva, eppure in questi giorni non ho visto muoversi la diplomazia politica. Chiedo perciò il rispetto del ruolo istituzionale e delle persone”. Cesare Nai. “Ho sempre avuto il massimo rispetto per chi fa politica, attività che richiede sacrificio e non viene retribuita. C’è poi una riflessione sul ruolo e non del carattere personale. La funzione del presidente è neutra, e Tagliabue si è scusato per i modi e i toni. Ho vissuto anche io, da consigliere, tempi e commissioni molto ravvicinati. Il nostro dovere è perciò quello di migliorare i lavori e le condizioni degli stessi. Prendo atto che l’errore di Tagliabue c’è stato, così come le scuse subito esternate". Donatella Magnoni (Lega) ha ribadito "Solidarietà e rammarico per quanto successo alla consigliera De Angeli. Se Tagliabue avesse presentato le proprie scuse durante il famoso consiglio, forse avremmo evitato questa seduta. Detto questo penso che il documento delle opposizioni sia eccessivo: non vedo sessismo, e sono certo che non si ripeteranno certi episodi”. Michele Pusterla. “Siamo chiamati a fare i giudici, più che i consiglieri. In teoria il voto è segreto e dovremmo non esprimerlo, il voto segreto non mi piace perché consente di dire una cosa e farne un’altra. Le minoranze parlano di prevaricazioni e di atteggiamenti molto gravi: non penso che servisse persino una seduta di Consiglio, ritengo che le scuse fossero più che sufficienti. Siamo qui per lavorare a beneficio di Abbiategrasso, ognuno nel suo ruolo. Non mi spaventa chi ha idee diverse dalle mie, conta il senso ultimo delle cose che facciamo. Servono più amicizia e concordia civile, se si spezza e subentrano altri interessi,allora facciamo prevalere l’io sul noi”. Sara Valandro ha dichiarato che “Marco ha sbagliato a dire certe parole, ma rifiuto l’accusa di sessismo. E penso che chiedendo scusa sono certa che non accadrà mai più, sarà maggiormente riflessivo, ed è per questo motivo che questa sera io lo sosterrò”. Barbara De Angeli: "Non ho mai messo l’accento sul sessismo, ma sulla difficoltà di poter lavorare come donna per la città, e le donne sono più penalizzate perché hanno sulle spalle il peso della famiglia. Io non ho cercato alcuna eco mediatica. Siamo chiamati a rivestire un ruolo istituzionale dai cittadini, e quel ruolo va rispettato”. Giuseppe Serra del Gruppo Misto: "Attenzione a giudicare, corriamo il rischio e la tentazione di guardare la pagliuzza nell'occhio dell'altro, quando non ci accorgiamo che in noi vi è una trave. A volte, a caldo, senza riflettere molto si dicono parole, frasi che non si pensano e che non sono nel nostro bagaglio culturale, come è successo al nostro Presidente che chiede scusa umilmente se è stato interpretato malevolmente. Il Gruppo Misto è sempre vicino all'uomo che chiede perdono e alle sue fragilità. La politica è una forma di carità, ed ecco perché approfitto per chiedere di devolvere il gettone di presenza di questa sera per il progetto Parco Inclusivo, chiedendo al presidente Tagliabue di dare anch’esso un contributo”. Il sindaco Cesare Nai ha proposto che il gettone di presenza venga erogato, lasciando ai consiglieri la facoltà di destinarlo a chi riterrà opportuno. La mozione è stata approvata con 10 voti favorevoli. Infine Marco Tagliabue si è nuovamente scusato con tutti per quanto accaduto il 29 Novembre ed ha ripreso il suo posto sullo scranno di Presidente del massimo consesso cittadino.
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di FABIO BARONI
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A Pittsburgh, Pennsylvania, si sta celebrando lo shabbat presso la sinagoga "The tree of life" (tradotto "L'albero della Vita") quando un uomo irrompe e apre il fuoco al grido "gli ebrei devono morire". L'attentatore si scoprirà poi essere un suprematista bianco, il quale negli ultimi tempi, ma non solo, ha sempre lanciato accuse infamanti e deliranti nei confronti del mondo ebraico secondo stereotipi risalenti a decine se non centinaia di anni fa. Questo gesto e proprio il modo in cui ha cominciato a formarsi dovrebbe portarci ad una riflessione profonda e radicale: tutto ciò è frutto dell'antisemitismo strisciante come la serpe del giardino dell'Eden, avvelenando appunto, quasi per gioco di parole, "l'albero della vita" ovvero la convivenza civile tra culture e religioni differenti. E' preoccupante come sia crescente il pensiero antisemita in tutto il mondo, il quale può sfociare in un semplice quanto tagliente post sino ad un gesto estremo come quello di Pittsburgh o l'attentato al supermercato Kasher di Parigi di qualche anno fa. Riferisce il sito della comunità ebraica milanese come siano in aumento le aggressioni verbali nei confronti di persone ebree in Francia e Germania, in particolar modo in Francia dove molte persone tra cui il fondatore del Front National Jean-Marie Le Pen hanno elogiato lo storico negazionista Robert Faurisson, secondo il quale "la Germania nazista non ha mai perseguito l’eliminazione sistematica degli ebrei e ha definito i resoconti personali dell’Olocausto, incluso il Diario di Anna Frank, dei falsi. Fra le sue frasi più famose: “Hitler non ha mai ordinato o ammesso che qualcuno è stato ucciso a causa della sua razza e religione”, “La non esistenza delle” camere a gas “è una buona notizia per la povera umanità”. Pensieri che nel 2018 dovrebbero indignare chiunque e dovrebbero suscitare una condanna durissima da parte dell'opinione pubblica. Invece non è così, anzi molti leoni da tastiera credono e condividono le teorie negazioniste di quest'uomo. Proseguendo in quella che è questa triste rassegna va' inserito un membro regionale del partito di estrema destra ucraino Svoboda, il quale ha postato una vignetta in cui un cosacco picchia un ebreo con un flagello accompagnata da una poesia intonante "la trebbiatura". In agosto ad Amsterdam una madre di religione ebraica è stata insultata per strada al grido di "dovrebbero spararvi tutti". Quest'ondata mondiale, purtroppo, non lascia indifferente nemmeno l'Italia. Agli inizi di ottobre, infatti, lo scrittore faentino Roberto Matatia è stato invitato da un professore di un liceo della provincia di Foggia a testimoniare ciò che ha vissuto la propria famiglia e ciò che hanno vissuto gli ebrei italiani durante il fascismo. Sembrava tutto organizzato quando arriva un contro-ordine dallo stesso professore, in quanto gli altri professori hanno sottolineato come “ invitare a relazionare un ebreo è una scelta politica e, a scuola, non si fa politica ”. Verrebbe da chiedersi chi meglio di un ebreo potrebbe parlare della persecuzione che ha visto il popolo ebraico vittima di una persecuzione sistematica e becera. A Trieste è stata annullata una mostra sulla promulgazione delle leggi razziali, resa manifesta da Mussolini proprio in quella città, poichè la locandina era troppo forte. A fronte di un evento sì vergognoso per il nostro Stato non credo ci siano altri modi per mantenere viva la memoria su ciò che sia stato e su ciò che non dovrebbe più riaccadere. La storia talvolta mette di fronte ad eventi che sono pesanti come macigni, che non possono renderci indifferenti, altrimenti il ruolo della storia di magistra vitae sarebbe abdicato. Ultimo, ma non ultimo (anche perché la lista purtroppo è lunga) la festa del gruppo politico di estrema destra Lealtà e Azione svoltasi ad Abbiategrasso in data 6-7 luglio di quest'anno, che ha visto coinvolti anche esponenti dell'attuale maggioranza di governo in regione. Una festa in cui il nominare Mussolini ha scatenato fragorosi applausi con altre citazioni dai discorsi del Duce. A fronte però di tanta violenza e odio è doveroso segnalare la battaglia condotta da numerose persone contro l'antisemitismo, in primis la senatrice Liliana Segre, con una vita che è testimonianza contro l'odio chiedendo l'istituzione di una commissione parlamentare anti-odio, passando per Mara Carfagna (Forza Italia) promotrice di una mozione che chiede di potenziare il sostegno finanziario ai progetti educativi di prevenzione e lotta contro il pregiudizio antiebraico; di sviluppare azioni concertate con le comunità ed istituzioni ebraiche e di incoraggiare gli scambi tra giovani di fedi diverse, varando e sostenendo campagne di sensibilizzazione in proposito. Questi sono solo due degli esempi più eclatanti delle ultime vicende, ma basterebbe solo pensare al numero di alberi piantati nei vari Giardini dei GIusti in Italia e nel mondo per capire come non siamo soli in questa battaglia, che ci vede potatori dei frutti avvelenati dell'antisemitismo per tenere vivo e rigoglioso l'albero della vita, che non solo è il nome della sinagoga di Pittsburgh, ma è un auspicio per tutta l'umanità di una convivenza possibile senza odio e pregiudizio.
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di GRAZIELLA CAMERONI, consigliera comunale PD
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La volta scorsa abbiamo assistito ad un simpatico carosello di elogi all'amministrazione da parte di questa maggioranza: vi siete autoincensati, tutti bravi, bravo il sindaco, brava la giunta ecc. Una maggioranza davvero autoreferenziale. Qualcuno di voi purtroppo non ama le critiche, vorrebbe una minoranza silenziosa e questo significa che non è ben chiaro il nostro ruolo, che non è ben chiaro il senso di democrazia, il confronto di idee che arricchisce. Una critica libera è il sale della democrazia e noi continueremo ad esercitarla in questa sede, che piaccia o no alla consigliera Magnoni, alla Lega e ad altri che magari la pensano allo stesso modo e ci vorrebbero con la testa bassa. Siamo stati richiamati, sempre dalla consigliera Magnoni, ad avere "più onestà intellettuale", parole forti e anche offensive, che ci fanno capire come la diversità di pensiero e la libertà di espressione siano per lei presupposti inaccettabili. Il PD che, non dimentichiamolo, ha governato la città con onestà e trasparenza, nel momento più critico della crisi, con il patto di stabilità che soffocava le risorse, ma ha comunque lasciato i conti in ordine e un avanzo di amministrazione con il quale magari vi vanterete di aver asfaltato alcune strade, questo stesso PD oggi si unisce a voi e vi fa gli elogi:"Finalmente il sindaco Nai ha convocato la Consulta dell'Ospedale! Bravo! Un piccolo neo, però: la convocazione avviene dopo 16 mesi giusti dall'insediamento, quindi le certezze della consigliera Magnoni, e in parte di Lovati, sull'efficienza di questa amministrazione sono davvero fuori luogo in questo ambito così delicato e con tante aspettative da parte dei nostri cittadini.
Ma chiediamoci di chi è effettivamente il merito? Del PD che ha sollecitato con insistenza la convocazione e ha richiesto un'azione incisiva, quindi questa volta ci facciamo un elogio anche noi per questo evento storico e lo facciamo anche alle forze di minoranza che hanno fatto quadrato su questo fronte. ASST ha dato risposte parziali e fuori tema rispetto alla nostra richiesta di legittimi chiarimenti anche in materia di PS e non ha potuto negare l'evidenza dei tagli in atto, ha tergiversato per salvare capra e cavoli, come si suol dire, ha venduto lucciole per lanterne. E' ora il momento in cui Nai, che ha voluto con determinazione la presidenza della consulta, abbia il coraggio di esporsi, anche contro la Regione e il suo amico Gallera. Lo stesso Gallera, non dimentichiamoci, contro il quale la consigliera Magnoni, a nome del proprio partito, proprio in quest'aula, aveva assicurato l'impegno a rimandarlo a casa se la Lega si fosse riaffermata alla guida della Regione. E' proprio il caso di dire "verba volant" in campagna elettorale, poi altri interessi prevalgono e la spartizione delle poltrone ne va al seguito. E' evidente ormai che il mito dell'eccellenza lombarda non ha alcuna credibilità:
- La sanità opera tagli ai servizi sul territorio e arruola solo l'1% di cronici nel nuovo assurdo sistema di presa in carico.
- Il trasporto ferroviario regionale registra continui ritardi, soppressioni, assenteismo, insicurezza (le porte che non si aprono con la discesa dei pendolari sulla massicciata costituiscono l'ultimo episodio di malfunzionamento locale). Si parla di nuovi treni per pendolari, ma si tratta di mezzi usati, anche da oltre un ventennio. L'età media dei convogli lombardi è di 17 anni, altro che eccellenza lombarda in confronto ad altre regioni del centro-nord. Sono temi di fondo per il nostro territorio e quindi nutriamo forte preoccupazione per quanto sta accadendo sulla pelle dei nostri cittadini. Altra preoccupazione la notizia dell'ass. Comelli che ha rimesso la delega al sociale per occuparsi solo dell'istruzione, lasciando un altro settore sguarnito, un ambito delicato che richiede sensibilità e competenza, un settore chiave per il welfare cittadino, quindi un obiettivo che deve essere primario per tutti noi. L'Amministrazione Arrara ha lavorato, per vincoli di legge, con soli 5 assessori e quindi ciascuno con un carico maggiore, ma con una distribuzione dei compiti equilibrata, invece qui oggi la suddivisione delle deleghe è assurda e le più pesanti restano in carico al sindaco. Segnaliamo poi che il settore sociale perderà a breve anche il dirigente e quindi si auspica che le procedure per una nuova assunzione partano al più presto e non lascino scoperto questo ambito, visto che ben due dirigenti ricopriranno il settore tecnico, anche senza un effettivo bisogno. Per concludere, dove andrà a finire la nostra città? Ce lo chiediamo legittimamente e non per sterile polemica, né per "bacchettare gli altri", come dice qualcuno di voi, ma per seria preoccupazione.
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(M.S.) - Con una lettera inviata al governatore di Regione Lombardia Attilio Fontana e all'assessore alle Infrastrutture, Mobilità e Trasporti Claudia Maria Terzi, i primi cittadini di Abbiategrasso Cesare Nai, di Vigevano Andrea Sala, di Parona Lomellina Marco Lorena e di Mortara Marco Facchinotti, hanno chiesto espressamente di valutare positivamente l'estensione della linea ferroviaria S9 fino alla stazione di Mortara, con fermate intermedie ad Abbiategrasso, Vigevano e Parona. La linea ferroviaria Milano-Mortara attualmente vede attivo il doppio binario solamente da Milano San Cristoforo ad Albairate ed i sindaci sottolineano che rimane da completare il raddoppio della tratta Albairate-Abbiategrasso-Vigevano-Parona-Mortara, ricordando a Fontana e alla Terzi che all'interno del Piano Territoriale Regionale del dicembre 2017 è previsto, tra gli obiettivi prioritari della mobilità, "il raddoppio Milano - Mortara" e che con la sottoscrizione da parte di Regione Lombardia e della Presidenza del Consiglio dei Ministri del "Patto per la Regione Lombardia" (25 novembre 2016) è stato confermato il finanziamento di 225 milioni di Euro per l'intervento del raddoppio (lotto 1). L'intervento complessivo della linea in oggetto consiste nella realizzazione di un nuovo binario in affiancamento a quello esistente e nella riqualificazione di tutta la linea (45 km) con l'introduzione di nuovi apparati tecnologici, nuove stazioni, eliminazione di tutti i passaggi a livello al fine di migliorare i collegamenti da e per l'area metropolitana milanese. I quattro sindaci ricordano inoltre che sino ad oggi il raddoppio dei binari era impedito dalla presenza della ex strada statale 494 sul medesimo sedime del ponte ferroviario sul fiume Ticino, ma che tale criticità è da considerarsi superata in quanto è di prossima apertura il nuovo ponte carraio sul Ticino stesso. La linea ferroviaria Milano - Mortara interessa quotidianamente più di 20mila pendolari e tocca 120mila abitanti, direttamente sulla tratta, e un bacino altrettanto ampio nelle zone limitrofe alla stessa. "L'attestazione del capolinea della S9 ad Albairate, un paese di 4.708 abitanti, in mezzo alla campagna, non sembra rispondere a nessun obiettivo strategico - scrivono i sindaci nella lettera - . Considerato che le linee "S" per ogni quadrante geografico penetrano nel tessuto lombardo mediamente per una cinquantina di chilometri, la linea in oggetto, con l'attuale capolinea ad Albairate, si ferma a soli 26 chilometri dal capoluogo".
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Con un’affollatissima assemblea presso la Cooperativa Rinascita, è nato il Comitato Antifascista Abbiatense. A dar vita a questo importante organo sono state le numerose realtà che hanno espresso preoccupazione e sdegno, nelle scorse settimane, per la concessione, il 6 e 7 luglio, di uno spazio pubblico a un’organizzazione che, sfruttando il suo mimetismo camaleontico, agevola e promuove il diffondersi d’istanze nazifasciste, antisemite e razziste e che ha il nome di Lealtà Azione. Il Comitato Antifascista Abbiatense sorge perciò dall’incontro di quei Cittadini, Cittadine, Partiti, Liste Civiche, Associazioni, Anpi e Movimenti che avevano chiesto al Sindaco Nai, nel rispetto dei principi antifascisti della Costituzione su cui per primo ha giurato, di negare il permesso di utilizzo dello Spazio Fiera a Lealtà Azione. A seguito della sordità palesata dal Primo Cittadino, il Comitato ha deciso di darsi una forma che agevoli il confronto e il coordinamento della sua sfaccettata moltitudine. Il suo obiettivo è quello di impedire la concreta diffusione di idee e azioni neonazifasciste nel territorio abbiatense e di inchiodare alle proprie responsabilità le istituzioni e i rappresentanti amministrativi complici di questa possibile deriva. In questi giorni stanno emergendo dei dettagli inquietanti rispetto all'iter procedurale di concessione degli spazi comunali per la "Festa del Sole". La richiesta di un'informativa, da parte degli uffici comunali, ha fatto emergere nuovi dubbi sulle modalità di ottenimento dello Spazio Fiera e sul senso politico della concessione. Le informazioni raccolte dagli uffici comunali hanno reso noto che il 20 marzo è arrivata una richiesta agli uffici comunali, che chiedeva l'utilizzo per un'iniziativa completamente diversa da quella che si è poi effettivamente svolta il 6 e 7 luglio. Si chiedeva l'utilizzo dei soli spazi esterni e il porticato, senza alcuna richiesta per l'utilizzo dell'auditorium. Auditorium, che è stato quindi utilizzato senza previa autorizzazione. Il Comitato perciò si domanda come abbia fatto Lealtà Azione ad entrare se l'auditorium era chiuso, non adibito a uso pubblico in quel momento e chi gli abbia aperto. Inoltre, nella richiesta di utilizzo degli spazi non era menzionato alcun riferimento a Lealtà Azione, alcun riferimento di carattere politico, nessun accenno alle “band nazirock”, “alla sovranità e all'autonomia”, “ai laboratori politici” e alla presenza di senatori, deputati e assessori regionali leghisti e di Fratelli d’Italia. Solo nei primissimi giorni di luglio, tramite gli organi di stampa, sono emerse la vera natura e il programma dell’iniziativa, e solo dopo esplicite richieste degli uffici sono diventate chiare le incongruenze. Solo dopo “la festa”, però, il quadro completo di quanto è accaduto, comprensivo di braccia tese, lodi a Mussolini e danni alla struttura, si è fatto evidente. Il 12 luglio, il consigliere Biglieri ha fatto emergere in consiglio comunale tutti questi dettagli allarmanti. Come risposta, oltre alla minimizzazione da parte del Sindaco e di alcuni consiglieri di maggioranza, ha subìto, nei giorni seguenti, attacchi su alcuni “blog d'informazione” e sui social, fino ad arrivare alle minacce di denuncia da parte di Lealtà Azione. Vogliamo esprimere la nostra più ferma e concreta solidarietà al consigliere Biglieri e invitiamo tutte le forze democratiche, che si rifanno ai principi della Costituzione, a continuare a far emergere le contraddizioni di questo triste accadimento, denunciando all’opinione pubblica la vera natura di queste organizzazioni e facendo emergere responsabilità e complicità da parte degli amministratori locali. Di fronte a tutto questo, alla città blindata per due giorni, con ingenti presidi di forze dell'ordine in assetto antisommossa, alla comunità cittadina divisa e fortemente scossa da quanto accaduto, alle tensioni istituzionali e sociali, ai polveroni virtuali e reali che attraversano la città, riteniamo che ci sia una responsabilità profonda da parte dell'attuale sindaco in carica Cesare Nai. Il sindaco Nai ha affrontato e continua ad affrontare la situazione con estrema superficialità, in modo contraddittorio e menzognero nonostante i dettagli e le incongruenze che man mano emergono. Il sindaco Nai afferma il falso quando dice che non poteva fare nulla, che è andato tutte bene, che l'iter di richiesta e concessione è rientrato nelle normali procedure, che non ci sono elementi per considerare Lealtà Azione un’organizzazione diversa dalle altre. E, soprattutto, si sbaglia quando parla di libertà d'espressione. Non è questo il caso! Riteniamo questo atteggiamento da parte del Primo Cittadino grave e doloso per l'intera comunità, per tutto il territorio e non solo. Il Sindaco Nai rischia di passare alla storia come il primo sindaco Italiano che appoggia, sostiene e giustifica un'organizzazione dell'ultradestra neofascionazista.
#sindacocesarenaidimettitisubito

Comitato Antifascista Abbiatense
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Un’estate più calda del solito la scena politica abbiatense - magentina di quest’anno. Oltre ai fatti di stretta rilevanza locale come gli ormai sfiancati pendolari e la questione del Pronto Soccorso di Abbiategrasso che non cenna a sbloccarsi, due eventi hanno alzato ulteriormente la temperatura della mezzaluna fertile dell’area metropolitana milanese: la Festa Del Sole organizzata dall’estrema destra ad Abbiategrasso e la protesta della comunità islamica di Magenta in merito alla mancanza di spazi per la preghiera. In occasione della Festa Del Sole c’è stata una grossa mobilitazione della società civile, le organizzazioni partigiane, 22 sindaci firmatari di un appello di biasimo all’iniziativa oltre all’intervento di autorevoli personalità della sinistra come l’onorevole Emanuele Fiano venuto ad Abbiategrasso per sostenere la democrazia e i valori repubblicani nella nostra zona senza dimenticare le dichiarazioni della senatrice a vita Segre, ed è superfluo ricordare il significato morale delle sue parole. Quasi contemporaneamente a quegli eventi l’internazionale Socialista, l’organizzazione che raggruppa molti partiti di ispirazione socialista in tutto il mondo, ha approvato una mozione per il boicottaggio dello stato d’Israele. Il partito laburista israeliano per protesta ha lasciato l’internazionale. Boicottaggio da subito condannata in Italia da noti esponenti del centro sinistra come Piero Fassino. Emanuele Fiano dalla sua pagina facebook fa notare la grande ipocrisia, dato che al netto degli eventuali errori del governo di Gerusalemme nessuna forma di boicottaggio da parte dell’Internazionale sia mai stata attuata verso paesi dittatoriali e feroci, mentre si vuole boicottare l’unica democrazia in Medio Oriente che per 70 anni è rimasta tale nonostante il perenne conflitto con i vicini arabi, conflitto che ad esempio non impedisce a migliaia di palestinesi omosessuali di rifugiarsi nello stato ebraico, unica realtà della zona dove per poter vivere liberamente la propria vita a prescindere dal proprio orientamento sessuale. Un’Internazionale che negli ultimi anni ha sempre avuto al suo interno spinte scissioniste (nel 2013 avevano minacciato di andarsene i socialisti svizzeri in scia ai socialdemocratici tedeschi), forse proprio per queste contraddizioni che emergono in modo lampante e che non possono non creare un certo disagio (quando non imbarazzo) ai partiti membri di questa associazione storica. Insomma se la sinistra vuole ancora contare qualcosa nelle decisioni del mondo, deve essere coerente con se stessa difendendo la memoria degli ebrei morti come ha fatto il 6/7 Luglio 2018 ad Abbiategrasso, sia difendere e non attaccare ingiustamente gli ebrei vivi, ma al contrario ricollegarsi a quella parte di sinistra democratica che ha fondato Israele. La sinistra di Ben Gurion, Golda Meir, Rabin e Peres, come ha ricordato sempre Emanuele Fiano nel suo post. Nel frattempo a Magenta la comunità islamica protestava giustamente la mancanza di spazi di preghiera, ricevendo una sostanziale alzata di spalle dall'amministrazione di centro destra e del Sindaco Calati, che si sono richiamati alla legge regionale, unica in Italia e forse in Europa, sui luoghi di culto, la quale mette stretti vincoli e molti oneri nella costruzione di nuovi luoghi di culto. Qualsiasi culto: evangelici, buddisti, islamici, ebraici eccetera. Insomma avvantaggiando la religione Cattolica che non ha certo bisogno di ulteriori luoghi di preghiera e ostacolando di fatto l'esercizio di altre confessioni, qualsiasi confessione. Se ci eravamo liberati finalmente della religione di Stato, la destra lombarda vorrebbe fare ora la religione di Regione. Qualcuno dirà “e la sicurezza?” “e il pericolo fondamentalismo?” Noi rispondiamo che il fondamentalismo non si radica nelle moschee ufficiali e riconosciute, dove le autorità conoscono l'Imam che può eventualmente segnalare teste calde o comportamenti sospetti. Ricordiamo infatti che alcuni attentati sventati nel Regno Unito sono avvenuti dopo segnalazioni degli imam delle moschee e altri invece sono avvenuti perché la polizia li ha ignorati. Vietando gli spazi, mettendo mille ostacoli invece si costringe le persone di fede musulmana a pregare negli scantinati e nei sottoscala, dove non c’è nessun controllo, dove - lì si - è più facile che si annidi il fondamentalismo. Questo la destra non lo capisce e aggrava il problema sicurezza invece di risolverlo. Glocalizzazione o glocalismo è un concetto formulato 3 decenni fa all'interno della cultura giapponese e sviluppato in occidente da vari pensatori tra cui il sociologo Zygmunt Bauman , per interpretare la globalizzazione in relazione alle realtà locali. Questo nostro articolo verte su questo concetto, perché crediamo che ciò che accade a Magenta, Abbiategrasso o a Gerusalemme in Israele sia interconnesso, anche se non è subito evidente. Serve una sinistra nuova che esca da logiche terzomondiste come quelle recentemente espresse dall'Internazionale socialista, ma coniugandole con i temi dei diritti e che si faccia interprete delle sfide del domani. Abbandonare il terzomondismo, però, non implicherebbe un abbandono di una visione globale dei diritti umani che dovrebbe creare la base per una cooperazione tra tutti i principali partiti progressisti mondiali, affinché si operi una “globalizzazione dei diritti”,unico argine alla globalizzazione incontrollata che come un fiume irriga solo i campi più vicini, lasciando alcuni campi (intesi come nazioni) senza acqua. Questo moto non può che partire da una maggiore cooperazione dei principali partiti di sinistra europei, i quali dovrebbero riunirsi attorno ad un tavolo per capire in che direzione il mondo stia andando e, di conseguenza, capire dove la sinistra debba andare (non semplicemente decidendo se scegliere Corbyn o Macron), dove la sinistra possa giocare un ruolo fondamentale per la vita delle persone. E proprio nell'ottica del “glocal” che concludiamo parlando di una persona di sinistra che secondo noi incarna questa visione: il sindaco Laburista di Londra Sadiq Khan. Khan è il primo sindaco musulmano di una capitale europea. Di origine Pakistana, il padre faceva l'autista di Autobus. Una personalità che racchiude bene il mondo interconnesso della globalizzazione elaborata da Bauman che ha infatti dichiarato una guerra senza quartiere all'antisemitismo nella sua Londra e che ha in programma un viaggio in Israele. Forse da questo sindaco figlio di immigrati, che si è dichiarato musulmano praticante, può partire una lezione a quella pseudo sinistra filonazista che contesta la brigata ebraica il 25 Aprile lanciandogli infami insulti. Nel contempo ci sentiremo molto più sicuri ad avere a Magenta un sindaco musulmano come lui al posto di certi provocatori di odio.

Alessandro Pecoraro - Fabio Baroni
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