Lunedì 22 Gennaio 2018 - S. Vincenzo - Ultimo aggiornamento alle ore 08.30: Home Page - Cronaca 2
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(HWQ) - Erano oltre 200 le persone presenti sabato 20 gennaio a Rosate per l’inaugurazione del nuovo Centro Socio-Educativo “Arcobaleno”. Il Centro, le cui attività sono in realtà iniziate lo scorso 8 gennaio, ospita attualmente 10 ragazzi e ragazze con disabilità per attività diurne finalizzate alla loro inclusione sociale e al miglioramento della qualità di vita ed è gestito dall’Anffas di Abbiategrasso in stretta collaborazione con l’associazione Agiphs di Rosate in una struttura di proprietà del Comune di Rosate in via Manzoni 6. Il nuovo Cse sostituisce il servizio informale organizzato in precedenza dai volontari dell’Agiphs, che comunque rimarranno una presenza importante anche all’interno del nuovo servizio, costituendone un patrimonio umano fondamentale. Dopo il taglio del nastro, accompagnato dall’inno di Mameli suonato dalla banda di Rosate, è il Sindaco Daniele Del Ben che dà il benvenuto ai presenti, esprimendo soddisfazione per il compimento di un progetto – l’apertura del nuovo CSE di Rosate – la cui preparazione è durata quasi 3 anni. Il nuovo Centro arricchisce la rete dei servizi del nostro territorio abbiatense dedicati alle persone con disabilità. Il Sindaco Del Ben ringrazia i volontari dell’Agiphs per l’impegno trentennale in favore delle persone disabili, mettendone in evidenza il legame costruito negli anni con tutta la comunità rosatese. Ringrazia l’Anffas per il nuovo impegno e tutti i dipendenti del Comune che hanno seguito tutta la fase preparatoria. Umberto Morelli, a nome dell’Agiphs, ricorda quindi la storia dell’associazione rosatese e illustra le ragioni che l’hanno portata a chiedere il supporto dell’Anffas – la difficoltà di affrontare un cambio generazionale dei volontari e di gestire tutta la parte amministrativa di un servizio complesso – per dare continuità all’esperienza del Centro Arcobaleno, in modo che quei ragazzi possano ancora avere un luogo dove incontrarsi tutti i giorni, costruire le proprie amicizie e integrarsi nella comunità di Rosate, dando anche un aiuto indispensabile alle loro famiglie. Prende quindi la parola Massimo Simeoni, Presidente dell’Anffas di Abbiategrasso, il quale ringrazia l’Agiphs e il Comune di Rosate per la stima e la fiducia riposta nell’Anffas. Oggi c’è un nuovo servizio a disposizione delle persone disabili del nostro territorio, che è stato possibile avviare grazie al lavoro di squadra del pubblico, del privato sociale e del volontariato. La collaborazione fra pubblico, privato sociale e volontariato è un concetto ripreso anche dai rappresentanti istituzionali intervenuti: Elena Buscemi (Consigliere Delegato della Città Metropolitana), i Consiglieri regionali Fabio Altitonante, Carlo Borghetti e Paola Macchi in rappresentanza di tutti gli schieramenti politici, l’On. Francesco Prina, Sara Santagostino (Vice Presidente del Consiglio di Rappresentanza dell’Ats di Milano), il dott. Giancarlo Iannello (Direttore Socio-Sanitario dell’Asst Ovest Milanese), il sindaco di Bià Cesare Nai e Marco Marelli quale Presidente dell’Assemblea dei Sindaci dell’Ambito Distrettuale dell’Abbiatense. La mattinata si è conclusa con la celebrazione del gemellaggio fra il Comune di Rosate e il Comune di Pippilimerlo – il Comune dei ragazzi del Melograno – con lo scambio dei gagliardetti fra i sindaci Daniele Del Ben e Paolo Vergani, che ha suggellato simbolicamente l’impegno comune in favore del riconoscimento dei diritti e dell’inclusione sociale delle persone con disabilità.
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di CLAUDIO PIROLA
pendolare per www.lombardiasostenibile.eu
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UNA VISIONE METROPOLITANA
L’istituzione della Città Metropolitana associata, solo qualche tempo dopo, con la creazione della grande area attrezzata per EXPO 2015, erano state viste come grandi opportunità per adeguare in primis un servizio di trasporto pubblico che dalla Grande Città potesse servire una periferia densamente popolata mediante un coinvolgimento attivo dei Comuni di Milano e di quelli della sua provincia. Auspicio era quello di poter procedere allastrutturazione di una grande aggregazione policentrica che potesse andare al di là di un semplice allargamento urbanistico come somma di abitazioni ma che prevedesse anche una serie di servizi integrati tali da far sentire Milano e quella che era la sua provincia come una realtà che, grazie anche a una rete di trasporto pubblico rinnovata ed integrata, potesse contribuire ad una miglior qualità della vita sull’esempio di molti modelli già esistenti in ambito europeo.

L’ESEMPIO DELLA FERROVIA MILANO-MORTARA-ALESSANDRIA (MiMoAl)
Abbiategrasso è notoriamente il Comune che, tra quelli della provincia milanese, ha la maggior estensione territoriale. Un tempo con agricoltura florida e presidiato da una significativa presenza industriale, ha nel corso degli anni conosciuto un incremento del “pendolarismo” verso la Grande Città di Milano a causa di profonde trasformazioni produttive. Attualmente la città di Abbiategrasso (ca. 35.000 abitanti, 6.000 pendolari, 21 km da Milano) è servita da una linea ferroviaria, la cosiddetta “Milano-Mortara” (che in realtà sarebbe più corretto definire come “Milano-Mortara-Alessandria” - in sintesi MiMoAl - considerato che una quantità ancorché non maggioritaria di treni vede come capolinea proprio la città di Alessandria) in parte ancora a binario unico. Tale linea serve nel suo percorso anche altre città importanti fra cui Vigevano (ca. 60.000 abitanti, 8.000 pendolari, 31 km da Milano) nota per le sue bellezze artistiche ed architettoniche e per una florida attività industriale e commerciale che tuttavia incontra oggi severe difficoltà e Mortara nel cuore della Lomellina (ca. 17.00 abitanti, 6.00 pendolari, 45 km da Milano) divenuto fra l’altro crocevia importante di interscambio per treni merci che conducono direttamente in Cina. Lasciamo all’interpretazione dei dati statistici ed alle notizie, riportate con ricorrente puntualità dai giornali nazionali e locali, la documentazione dei disagi che in più di una circostanza hanno sfiorato la tragedia. Dettagli a disposizione. Il dato di fatto che risulta pertanto evidente è un’inadeguatezza strutturale e cronica di un collegamento su ferro che non garantisce anzitutto dignità ad almeno 20.000 pendolari entro un raggio di meno di 50 km dalla grande Città di Milano. Ne consegue che l’assenza di un mezzo sicuro, affidabile, al di là del disagio che procura ai pendolari, non incentiva neppure chi dalla grande Città potrebbe provare interesse a recarsi in una zona che, per le ricchezze offerte dai Navigli (si pensi agli scorci di Cassinetta di Lugagnano e Robecco sul Naviglio, solo per citare esempi), dalle bellezze artistiche da copertina (la famosa piazza Ducale di Vigevano), dall’estro enogastronomico (presenza di ristoranti stellati e di cascine-agriturismo considerate di eccellenza) e dalle strutture di ricchezza architettonica di rilievo (dall’Annunciata al Castello visconteo ad Abbiategrasso) può diventare elemento di attrattiva per famiglie da un lato ma anche centro strategico di riferimento direzionale esterno e/o universitario, a soli 10 minuti di percorrenza tecnica ferroviaria da Milano. Cosa impensabile oggi. Contribuendo, come conseguenza, ad uno stato di depressione “periferico” che marginalizza i Comuni periferici e non fa onore alla stessa Città metropolitana.

I SERVIZI COLLATERALI
Va altresì considerato che, in aggiunta all’inaffidabiltà dei treni, il resto dei servizi è sostanzialmente inesistente. Stazioni chiuse alle ore 20.00, banchine inadeguate, mancanza di sorveglianza, barriere architettoniche estremamente limitanti per salire sui treni, assenza di biglietti integrati autobus-treni-parcheggi-citybikes o di car sharing nei pressi delle stazioni, inadeguatezza di parcheggi, fermate dove, soprattutto per un anziano, un genitore con bambini in carrozzina, un disabile o più

CONTINUA IN CRONACA 1
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A qualche mese di distanza dalle ultime elezioni cittadine e non lontani dalle prossime elezioni politiche nazionali, è possibile riflettere su quanto è accaduto ad Abbiategrasso a mente fredda. Rilevando subito che il trend politico locale ha avuto un andamento parallelo a quello nazionale, sia pur giocato su altri piani dialettici. In particolare, è da segnalare la seria crisi del Partito Democratico, i cui leader cittadini sembrano aver lavorato per garantire il successo dei propri avversari politici. Esattamente com’è accaduto, appunto, a livello nazionale. E’ una sorta di “politica Voodoo” quella alla quale abbiamo assistito ad Abbiategrasso e in Italia, in una corrispondenza che ha confermato il valore dell’aggettivo “glocale” quale dimensione ibrida, che coniuga gli aspetti politici della dimensione locale a quelli ampi della dimensione globale. Il grande stregone Renzi, interprete di un “nuovo sentire” e di esigenze oggettivamente reali, ha finito per convogliare sulla propria figura poteri di magia nera, riuscendo in un’operazione che ha del portentoso e del macabro insieme: riportare alla vita politica un individuo defunto da tempo, quel Berlusconi che già dal volto esprime il disappunto di essere stato strappato al buio del sudario. E come i grandi esseri riportati alla vita dal buio della morte (il Golem, il Vampiro, il Cyborg), il non-morto si carica di significati esoterici e mitologici: nella fattispecie, quello di essere uno “Statista” (da “uomo di Stato”), dopo che per un ventennio ha lavorato per distruggere lo Stato a vantaggio di nani e ballerine. Ma il prodigio è avvenuto, e fra le tante formule magiche del PD (non tutte inefficaci, a onor del vero) ne sono state recitate alcune in grado di resuscitare i morti e di riportare il sorriso plasticamente smagliante del Cavaliere davanti agli elettori. Come nei film di Romero, gli zombie sono in grado di articolare poche parole, meccanicamente, e Berlusconi non fa eccezione. Anche ora va blaterando: “abbasserò le tasse”. Le stesse parole che articolava da vivo, e che aveva sparso per vent’anni senza dare sostanza alla promessa. Di questo prodigio spaventevole dobbiamo ringraziare la politica complessiva del Partito Democratico e dei suoi sciamani, i quali hanno trasformato uno straordinario potenziale ideale (il PD creato da Veltroni) in una casta dagli interessi particolari, continuamente costretta a mettere pezze alle falle da essa stessa provocate. Ad Abbiategrasso si è manifestato, con le dovute proporzioni, lo stesso inquietante fenomeno di magia nera. La non-politica di un PD allo sbando, incapace di tenere incollate le sue stesse fazioni, ha ottenuto di resuscitare personaggi ed esponenti semi-sepolti, che ora si rimettono “vivamente” alla guida della città. Certo, la schiera di non-morti ha lucidamente scelto un front-man vivissimo, quel Cesare Nai che è persona degnissima e lodevolissima, l’unica in grado di spendersi sul piano della credibilità pubblica. Ma ciò non toglie, appunto, che egli si ponga alla testa di un corteo cinereo, al quale ha legato a doppio filo il proprio destino politico. Per disquisire del mondo dei morti riportati alla vita, tuttavia, è necessario analizzare i comportamenti dei vivi che hanno prodotto il portento e i mezzi macabri con i quali l’hanno reso possibile. Fra i vari ambiti nei quali il PD abbiatense pare aver fallito, possiamo ricordarne almeno due: quello della viabilità e quello della cultura. Sul piano della viabilità si parte da un dato semplice: oggi, in città, c’è più confusione di quanta ce ne fosse cinque anni fa e l’aria pare essere cinque volte meno pura. Non è il caso, qui, di analizzare limiti e contraddizioni di Piani del traffico o di teorie delle grandi arterie. Da semplici cittadini, limitiamoci a considerare i provvedimenti minimi e “quotidiani”, come quello di dipingere di blu le strisce in una parte del parcheggio di Vittorio Veneto: è chiaro che la decisione non è andata nella direzione di un miglioramento della viabilità. La motivazione ufficiale, quella di “una più ampia rotazione di mezzi” è apparsa debole. E’ vero che da quel provvedimento in poi c’è stata una più ampia rotazione, ma solo nel senso che le auto hanno continuato a vagare impazzite, non trovando la quiete di un parcheggio definitivo e aumentando il volume del traffico e dei fumi di scarico. E’ evidente che la decisione dei parcheggi a pagamento aveva a che fare con la necessità di “far cassa”, ma allora sarebbe stato opportuno dirlo chiaramente, senza aggiungere la beffa al danno. (Se la giunta Nai fosse in ascolto, faccia tesoro di quanto già successo in passato: a volte è sufficiente il ripristino di una condizione di normalità, per confermare il consenso. Come quando ad Albetti è bastato smantellare l’assurdo scalone di cemento bianco posto alla base del castello Visconteo, realizzato e difeso dal PD contro ogni logica della Storia e dell’Estetica. E quindi provi a ridipingere di bianco le strisce di parcheggio in piazza Vittorio Veneto). Sul piano della Cultura si sarà fatto pur qualcosa, ma è evidente che il bilancio a consuntivo è clamorosamente negativo. Del faraonico “Tabù festival” ricordiamo solo la prima delle due puntate, quel “chi ha paura della morte” che già dal titolo prefigurava il decesso prossimo venturo del carrozzone culturale. I grandi nomi, le star, i volti televisivi invitati al Tabù hanno vivacizzato un paio di serate, passate le quali, nulla di persistente si è depositato nell’humus del territorio. Se misuriamo l’impatto culturale della politica dalla capacità di inoculare stimoli duraturi nel tempo, allora dobbiamo ammettere che nulla di quanto realizzato ha davvero funzionato. D’altra parte si è dato spazio a meritorie iniziative di associazioni e privati, che però hanno aggiunto poco al clima culturale della città, rimanendo nel limite del folklore o della “bella serata”. In ambito culturale, insomma, si sono cavalcati il “grande evento” (Cracco docet) e l’evento “popolare”, d’innocuo profilo, ignorando tutto quel che c’era in mezzo, e cioè un enorme spazio di contatto fra le grandi esperienze nazionali e i talenti locali (nella musica, nell’arte, nella moda, nel teatro, nella ricerca), che avrebbe forse anche consentito la riconversione di tutta una serie di architetture industriali fatiscenti. Ma quelle zone di territorio (e di pensiero) abbandonate da anni sono rimaste ignorate. E dal loro terreno fangoso sono sorti i nuovi morti viventi.

Silvano Brugnerotto
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(M.S.) - Giulio 1° Duca di Abbiate-Grasso, al secolo Julio Araya Toro e la moglie Marcela Rodriguez Valdivieso, Ambasciatrice del Ducato in Italia e Direttrice della Società degli scrittori latinoamericani ed europei (Selae) si sono recati a Palazzo Marconi ad incontrare il sindaco di Abbiategrasso Cesare Nai. Scopo della visita: la consegna del terzo dossier contenente la richiesta di "Cittadinanza Onoraria della Città di Abbiategrasso" a favore degli stessi coniugi cileni per la loro opera in campo culturale e la promozione e diffusione di storia, arte e patrimonio locale della città del Leone Rampante. Questa richiesta è stata inviata dalla Francia a nome dello scrittore franco-cileno Victor Escobar Arias, Ambasciatore in Francia del Ducato di Abbiate-Grasso e del Marchesato di Arluno, richiesta accompagnata da una lettera firmata dal Presidente della "Association International des Photographes Euro-Latins Paris" (Aiphel), Hernán Saavedra González allo scopo di sostenere le due richieste presentate nel Luglio 2016 e Gennaio 2017. Nel corso dell'incontro, Araya Toro ha consegnato al sindaco Nai due titoli nobiliari nominandolo “Marchese” del Ducato di Abbiate-Grasso e “Conte” del Marchesato di Arluno,unitamente ai passaporti ufficiali di cittadino del Ducato e del Marchesato. Sempre nel corso dell'incontro, i coniugi Araya-Rodriguez hanno manifestato al sindaco Nai la loro preoccupazione relativa ai monumenti cittadini, in particolare per quanto riguarda Palazzo Stampa e l'ex convento dell'Annunciata. "Su Palazzo Stampa abbiamo proposto al sindaco la possibilità di far circolare un pulmino o bus per portare i visitatori a Palazzo in occasione delle mostre o semplicemente per far vedere gli affreschi presenti nello stesso Palazzo Stampa e visitare Castelletto", spiega il Duca di Abbiategrasso ad HWQ. Relativamente all'Annunciata, la coppia Araya-Rodriguez ha consegnato al primo cittadino il documento denominato "Museo dell'Annunciata - Progetto di fattibilità gestionale", già consegnato precedentemente all'ex sindaco Arrara nel mese di Ottobre 2016. Il progetto relativo all'ex convento di via Pontida reca le firme, oltre che dei coniugi cileni, dello storico locale Luciano Provinciali e del Presidente di "Abbiategrasso Bene Comune" Andrea Zorza. Il sindaco Cesare Nai ha ringraziato per l'interesse mostrato nel voler contribuire a stabilire il futuro dell'Annunciata, confermando che lo stesso progetto sarà presentato al vaglio del Consiglio Comunale. "Voglio sottolineare che il signor Domenico Finiguerra non è un firmatario del progetto-Annunciata che ha inserito nel suo programma elettorale in forma abusiva quando si presentò candidato sindaco nelle elezioni comunali dello scorso anno - dichiara Julio Araya Toro - . Purtroppo, il signor Zorza dopo la mia fuoriuscita da "Abbiategrasso Bene Comune", ha consegnato il progetto a Finiguerra su un vassoio d'argento senza consultare e mancando di rispetto agli altri firmatari, vale a dire il sottoscritto, mia moglie e Provinciali. Questo documento è un progetto per la città e non per un candidato, movimento o partito da sfruttare per meschini scopi politici".
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Nel corso della prima seduta del neo insediato Consiglio di Amministrazione del Consorzio Est Ticino Villoresi – tenutasi l’8 gennaio mattina – è avvenuta l’elezione del nuovo Presidente. Per acclamazione è stato riconfermato Alessandro Folli, che guiderà il Consorzio sino al 2022. Folli ha ringraziato tutti per la fiducia accordatagli, ricordando le enormi potenzialità dell’Ente e le nuove sfide che lo attendono nel prossimo futuro, a partire dalla tutela del mondo agricolo e delle sue esigenze in un'ottica di sistema allo sviluppo della multifunzionalità, dal proseguimento della collaborazione con Arexpoall’insegna di nuove proficue sinergie alla conclusione dei lavori rispetto alla stesura del nuovo Piano di Classifica, dal consolidamento della presenza dell’Ente sul territorio al ripristino della navigabilità sul Naviglio Pavese. “Il mio impegno a favore dell’Ente sarà assoluto, come lo è stato sempre da quando ricopro la Presidenza di ETVilloresi. I miei ringraziamenti vanno al Consiglio di Amministrazione appena insediatosi, con il quale sono certo che si lavorerà bene, e a tutta la struttura consortile, che ha consentito nel tempo il raggiungimento di importanti traguardi” ha dichiarato il Presidente di ETVilloresi. Alessandro Folli, con alle spalle una pluriennale esperienza da dirigente in Coldiretti e dal 2013 alla guida anche di ANBI Lombardia (l'Unione regionale dei Consorzi di bonifica), presiede ETVilloresi dal 2006; in passato ha ricoperto altresì la presidenza di alcune società pubbliche, Enti e Commissioni, oltre ad aver rivestito ruoli politici di primo piano nelle Istituzioni, tra cui Regione Lombardia e Provincia di Milano. Durante il CdA dell'8 gennaio, sono stati nuovamente designati in seno al Comitato Esecutivo Alessandro Ubiali, che sarà anche Vice Presidente con delega al bilancio, e Antonio Bonati. Sia Ubiali che Bonati hanno espresso grande soddisfazione per la riconferma. Anche Ubiali, agronomo, ha in passato rivestito diversi incarichi di responsabilità in Coldiretti e in Enti Locali. Nel sottolineare la passione e l'onestà di Folli nello svolgimento del suo ruolo istituzionale, ha voluto ricordare quanto queste qualità siano state determinanti per l'Ente e il suo notevole sviluppo nell’ultimo decennio, affermando inoltre la sua piena disponibilità e volontà di collaborare, nell'interesse del Consorzio, con il Presidente Folli e l’intero Consiglio di Amministrazione. Bonati, ingegnere con una consolidata esperienza come amministratore pubblico, ha invece evidenziato come il nuovo corso assunto dall'Ente all'insegna della multifunzionalità gli abbia dato credibilità sul territorio secondo nuove prospettive – promananti da una costante volontà di migliorare il reticolo con importanti investimenti – e una visione del tutto progressista per quanto riguarda il supporto portato alle realtà agricole regionali. Il futuro dell’Ente si configura all’insegna di una forte continuità con quanto avviato nel corso del precedente mandato: “Rafforzeremo ulteriormente il confronto con le associazioni di rappresentanza agricola anche alla luce delle sempre più annose problematiche legate alla siccità e al deficit idrico” ha affermato Folli.
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di MARIO SCOTTI
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Dopo aver consegnato, lo scorso mese di giugno 2017, il fascione di sindaco nelle mani di Cesare Nai, da qualche mese Pierluigi Arrara è presidente della società Amiacque del Gruppo Cap, pur continuando a seguire da vicino, essendo tesserato del Partito Democratico e membro del nuovo direttivo, la politica nostrana. "Amiacque è una società pubblica - spiega - che però lavora in modo industriale. Siamo il braccio operativo di Cap Holding con una mentalità efficiente e dallo sguardo al futuro continuo. Ci occupiamo del ciclo completo dell'acqua per 200 Comuni e per 2 milioni e mezzo di abitanti. Una attività estremamente complessa e interessante". Il mandato da presidente di Arrara, il cui nuovo ufficio è a Milano in via Rimini, avrà la durata di tre anni.
- Gigi Arrara, rimpianti per non esserti più ripresentato alle elezioni come candidato sindaco?
"Quella da sindaco è stata una esperienza bellissima che sarei disposto a rifare. Un anno fa, quando ho deciso di non ricandidarmi, non c'erano più le condizioni politiche all'interno del centrosinistra che rappresento per poter lavorare in modo costruttivo. Non rimpiango assolutamente nulla di quello che ho fatto nelle vesti di primo cittadino. Certo, se in futuro ci fossero le condizioni per ripetere questa esperienza...vedremo".
- Adesso hai alle spalle un PD che si è rifatto velocemente il look con un nuovo segretario cittadino e un nuovo consiglio direttivo fermamente deciso a recuperare i tanti voti persi a giugno.
"L'esperienza cittadina risente di quella nazionale. Possiamo dire che ad Abbiategrasso l'abbiamo un pò anticipata, come situazione. Anche a livello locale c'è stata una fuoriuscita di sostenitori verso un qualcosa che non si capisce bene cos'è. A Bià, tutti quelli che dovevano creare una alternativa alla mia giunta sono svaniti nel nulla. Oltretutto, a giugno, c'erano ben quattro candidati di sinistra. Uno di essi è arrivato vicino a diventare sindaco, ma non è bastato".
- Come vedi la situazione politica attuale cittadina?
"Domanda complicata. Ad oggi, non possiamo fare valutazioni poichè in questi sei mesi l'amministrazione Nai non ha compiuto alcuna azione politica di novità: ha solamente riviste alcune nostre decisioni. Quella di Nai è stata, finora, una politica rivolta al passato, per il futuro non ha ancora proposto e fatto nulla. Difficile, quindi, esprimere giudizi. Cerco di non essere invadente perchè è giusto che il nuovo sindaco compia il suo percorso e le sue scelte. Io adesso seguo la politica da semplice cittadino".
- Il tuo giudizio sul nuovo primo cittadino?
"Cesare Nai è una bravissima persona e fra noi esiste rispetto e stima. Dal punto di vista politico, insisto a dire che la sua scelta sul Pgt mi è sembrata molto forte in senso negativo e ardua".
- Una scelta che il PD fatica a digerire...
"Una scelta antica e con poco senso. Qualcuno ci ha accusati di non aver seguito la pubblicazione sul Burl. Lo scorso 21 aprile, la parte politica, a differenza di quanto sostiene qualcuno in consiglio comunale, ha fatto il suo dovere, portando la variante all'approvazione. Poi, purtroppo, la parte tecnica - vale a dire gli uffici amministrativi - non hanno portato avanti la pubblicazione. Non ho ancora capito se per pigrizia o per pressioni esercitate dalla nuova amministrazione. Questa è la verità. Se gli uffici si fossero mossi entro i tempi, tutto sarebbe stato fatto. Verificheremo eventuali responsabilità. Il Pgt di Albetti non recepisce nessuna delle normative entrate in vigore negli ultimi dieci anni e non può essere portato avanti, occorre rivederlo in continuazione: valeva la pena tenere il nuovo Pgt. Ma non è andata così, hanno scelto diversamente".
- Ritorno al passato anche per quanto riguarda la ztl...
"Un'altra scelta che non condivido. E' un modo per accontentare qualcuno senza portare avanti la cultura contro l'uso inutile dell'automobile. Noi, invece, stavamo cercando di inculcare questa cultura nella mentalità degli abbiatensi. E che dire, poi, della decisione di far passare le auto in centro nella giornata della vigilia di Natale? E' stato come dire: qualcuno ce l'ha chiesto e l'abbiamo accontentato. Ma la politica non si fa accontentando la gente, si cerca di fare le cose giuste che guardano avanti. Soprattutto scontentando qualcuno che ha più privilegi degli altri".
- Che tipo di decisione pensi prenderà il Cipe relativamente alla superstrada?
"Anche qui, quello di Nai è un modo di far politica diverso dal mio. Noi del centrosinistra abbiamo sempre detto che recepivamo l'utilità di questa infrastruttura a patto che fosse meno impattante sul territorio. Con le nuove giunte di Bià e Magenta che dicono sì a qualunque costo, il Cipe farà quel che vorrà. Noi pensavamo di incidere su Roma portando delle idee di mitigazione di un tracciato che non fosse penalizzante per la zona di Cassinetta e Albairate. Ma con i Comuni del sì ad ogni costo... sarà una vittoria solo politica".
- Come giudichi gli ultimi sviluppi sull'ospedale?
"Tutti questi consiglieri regionali che si sono svegliati un mese fa, dov'erano un anno fa quando sono state prese le decisioni? E' solo campagna elettorale. Adesso la palla resterà ferma per le elezioni regionali. La grossa delusione è rappresentata da tanta gente che ha fatto finta di muoversi adesso e che non si è mossa quand'era il momento".
- Il probabilissimo addio di Cracco all'Annunciata?
"Lo chef era una grande opportunità per la nostra città, anche se qualcuno la pensava diversamente dicendo sempre le stesse cose senza proporre alternative. Sarebbe stato bello avere in città una scuola di alta cucina. La convenzione è lì pronta, solo da firmare, basta che la nuova politica decida. Ma, da come è stato recentemente trattato Cracco, difficilmente la coinvenzione verrà rinnovata. E questo, per me, è un dispiacere: non mi pare che dicendo no a Cracco sia stato detto sì a qualcos'altro".
- E quindi quale sarà il futuro dell'Annunciata?
"Spero non vada avanti ad essere un luogo che costa al Comune 200mila euro all'anno per tenerlo praticamente vuoto o per tenervi due-tre concerti".
- Da semplice cittadino, quali sono i fabbisogni urgenti della città?
"Ho sentito che vogliono fare un leasing per la costruzione della piscina. Noi non l'abbiamo fatto perchè avrebbe significato per il Comune pagare una rata così pesante al punto da non rendere più possibile la costruzione della nuova scuola di via Colombo. Abbiamo cercato di percorrere altre strade. Così facendo, il rischio è che la scuola non si costruirà mai. Se avessi dovuto scegliere fra piscina e scuola, avrei scelto la scuola. Rispetto a cinque anni fa, qualche finanza libera in più c'è perchè gli anni duri del patto di stabilità sono passati: la città necessita di un piano urgente e costante di manutenzione soprattutto per quanto riguarda gli edifici pubblici come scuole e palestre. Le casse del Comune, io le ho lasciate a posto, compresa una buona cifra di avanzo di amministrazione da poter spendere, nonostante abbiamo pagato la fatica finanziaria dei nostri anni di amministrazione".
- Qualche autocritica?
"Di non essere riuscito a convincere, nel corso dei miei cinque anni da sindaco, buona parte della mia governance che bisogna avere il coraggio di innovare, e non solo guardare al passato. Cosa, quest'ultima, che la nuova amministrazione sta facendo molto bene cercando di riportare in auge modi, stili e persone ormai superati".
- Dopo il periodo di assestamento, questa nuova maggioranza di centrodestra la vedi unita?
"Lo stile è quello di accontentare tutti. E quando si accontenta tutti, piano piano si va avanti".
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Centodieci nidi artificiali per i volatili del Parco del Ticino saranno realizzati dai ragazzi della Cooperativa Sociale La Ruota di Parabiago. Il progetto educativo – ambientale “Angry Birds” vede la collaborazione tra l’Ente magentino e una cooperativa sociale che si occupa di attività educative e di formazione professionale per minori e ragazzi che necessitano di adeguate forme di sostegno socio-educative. L’accordo prevede l’attivazione di un laboratorio di falegnameria che permetta ai ragazzi di apprendere le tecniche di realizzazione di nidi artificiali, bat box e mangiatoie, che verranno collocati in aree idonee nel Parco, nell’ambito e a sostegno delle attività del Progetto Life Biosource che prevede interventi significativi di rinaturalizzazione di vaste aree. “Attraverso queste iniziative – commenta il consigliere del Parco del Ticino, Fabrizio Fracassi - il Parco del Ticino si conferma laboratorio anche per iniziative dalla chiara impronta sociale. La natura al servizio di interventi terapeutici e il Parco del Ticino è il promotore di questi importanti interventi”. “Le casette finite potranno trovare dimora all'interno del Parco, svolgendo una funzione di supporto e tutela di alcune specie che popolano i nostri territori – aggiunge il Presidente del Parco del Ticino, Gian Pietro Beltrami- Questa collaborazione con la cooperativa sociale “La Ruota” verrà formalizzata con dichiarazioni di intenti condivise, utilizzeremo questo progetto come primo step per provare a costruire le basi per una più intensa collaborazione tale da trarre il massimo vantaggio dalle rispettive peculiarità”. Molteplici sono gli obiettivi che gli educatori della Cooperativa intendono raggiungere grazie a questa collaborazione: responsabilizzazione, crescita dell’autostima, costruzione di nuove reti tra servizi condividendo competenze e saperi, avvicinamento e scoperta della natura e del territorio. I nidi artificiali saranno differenti in base alle diverse specie che potranno ospitare, tra le quali Cinciallegra, Codirosso comune, Upupa, Torcicollo, Civetta. Il Parco, oltre a fornire l’assistenza tecnico scientifica necessaria, riconoscerà alla cooperativa uno specifico contributo. “Analizzando il contesto territoriale – spiega la presidente della Cooperativa “La Ruota”, Fiorella Colombo - si evidenza una forte necessità di creare una rete funzionale di servizi che possa attingere sia da esperienze nel pubblico e nel privato e che sia in grado di rispondere ai diversi bisogni emergenti. Spesso si tende a fossilizzare l'intervento educativo e terapeutico all'interno del proprio servizio, cercando in esso tutte le risposte ai bisogni dell'utenza, cronicizzando così l’intervento. Ne deriva una desolazione e autoreferenzialitá che preclude possibilità e alternative; a queste considerazioni si affiancano alcune rilevanze terapeutiche che incoraggiano a progettare percorsi e attività in grado di far stabilire ai minori di cui ci occupiamo, un contatto con la dimensione naturale e reale delle cose, sempre più invasa da ambiti virtuali e digitali. Condividendo queste riflessioni con i colleghi del “Centro Marco Polo” ( Comunità Terapeutica per adolescenti del servizio della UONPIA di Garbagnate ASST Rhodense) nasce una proposta progettuale basata sulla condivisione dei saperi e collaborazione. Il progetto in estrema sintesi può essere riassunto così, affidandosi all'esperienza pluriennale degli operatori del Laboratorio di falegnameria de "La Ruota" iI ragazzi realizzeranno delle casette per volatili in legno facendosi guidare e consigliare dagli esperti dell'Ente Parco del Ticino sulle caratteristiche tecniche necessarie, in base alle esigenze faunistiche”. L’attività verrà proposta ad un piccolo gruppo dei ragazzi una volta a settimana presso il laboratorio di falegnameria della cooperativa sociale “La Ruota” a Parabiago, dove ad attenderli ci saranno gli operatori e l’esperto della falegnameria. Si inizia con la preparazione dei pezzi su misura in legno, partendo da un progetto cartaceo e dai suggerimenti di un ornitologo che collabora con il Parco del Ticino, per poi passare all’assemblaggio delle varie parti delle casette per volatili.
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(M.Scotti) - Il Cracco-riassunto della permanenza dell'Associazione Maestro Martino in Annunciata dal 2015 in poi, esposto in Consiglio Comunale dal sindaco Cesare Nai. Scaduta il giorno 15 ottobre 2017, la convenzione fra Comune e Maestro Martino era stata stipulata due anni e mezzo prima. Attualmente, tutte le attività dell'Associazione all'interno dell'ex convento dell'Annunciata sono cessate. Sono tuttavia ancora presenti le attrezzature legate all'attività della scuola di cucina, non ancora rimosse e poste nei tre locali al piano terra del lato sud del complesso Annunciata. Il sindaco Nai ha spiegato che di fatto, allo scadere della convenzione, Maestro Martino aveva manifestato la volontà di riproporre ulteriori iniziative presso gli spazi già concessi e una richiesta formale in tal senso è stata protocollata lo scorso 9 novembre, vale a dire qualche settimana prima dell'inizio di Abbiategusto. Ma l'eventualità non si è poi concretizzata nei fatti. Per quanto riguarda le cifre che l'Associazione Maestro Martino o chi per essa ha versato al Comune di Abbiategrasso negli anni dal 2015 al 2017, risulta che durante l'intero periodo di concessione non sono stati effettuati versamenti. Perchè? Perchè l'articolo 13 della convenzione prevedeva che restassero a carico del Comune i consumi standard delle utenze e le spese di manutenzione generale del complesso Annunciata. Cracco ha attivato una utenza a suo uso esclusivo, leggasi contatore personale, per la fornitura di energia elettrica impiegata anche per cucinare. E gli eventi che si sono svolti nei periodi primaverili-estivi non hanno necessitato l'attivazione del riscaldamento. Costi relativi alla manutenzione del complesso Annunciata nel periodo di convenzione: nessuno. Maestro Martino ha curato in autonomia l'installazione delle proprie attrezzature. Ma quanto è stato corrisposto da parte del Comune? A Maestro Martino, Palazzo Marconi non ha corrisposto alcuna somma. Alla società Freedot ha invece corrisposto, nel 2015, l'importo di euro 10.980, più Iva, per l'organizzazione del catering del convegno internazionale delle Cittaslow. Amaga, dal canto suo, ha commissionato alla stessa Freedot prestazioni inerenti la Fiera Agricola di Ottobre e Abbiategusto 2016 per i seguenti importi: 10.000 euro più Iva per la rassegna ottobrina e 30.000 euro più Iva per Abbiategusto. Nai ha poi spiegato che quest'anno non è stato possibile avvalersi della collaborazione di Maestro Martino in Annunciata per Abbiategusto perchè la cifra complessiva, non altissima, stanziata per l'organizzazione della rassegna enogastronomica nazionale, è stata interamente utilizzata per le iniziative presso il quartiere fieristico. Maestro Martino aveva presentato un preventivo, ma nulla è stato formalizzato. In ogni caso, la trattativa non è andata a buon fine "perchè la cifra che ci era stata proposta, qualche decina di migliaia di euro, era assolutamente al di fuori della nostra possibilità di rimanere nell'ambito del budget complessivo di 75.000 euro totali, più Iva" - ha spiegato ancora il primo cittadino. In conseguenza di ciò, non è stato possibile stipulare una nuova convenzione con Maestro Martino "e di fatto in Annunciata ci troviamo gli spazi occupati da attrezzature inattive in procinto di essere tolte e portate via, oppure valutare cosa fare in futuro rispetto alla presenza di Maestro Martino all'Annunciata". Infine, la valutazione del sindaco su questi due anni e mezzo di "Cracconvento": "E' difficile, per non dire impossibile valutare, nel bene e nel male, le ricadute sociali, economiche, di immagine per la nostra città. Indubbiamente i riscontri non possono essere positivissimi, difficilmente ci si poteva attendere risultati eclatanti. Adesso valuteremo la prosecuzione dell'attività di Maestro Martino all'Annunciata nel momento in cui l'Associazione ci dovesse proporre qualcosa di interessante, ma alla stessa stregua di altri soggetti. Non abbiamo pregiudizi nei confronti di nessuno. E qualsiasi accordo dovrà essere temporalmente limitato in attesa della definizione della destinazione definitiva dell'Annunciata".
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“Dare un’idea di sviluppo precisa all’Alto Milanese, partendo dall’assunto che il manifatturiero, seppur in misura minore, resta l’aspetto caratterizzante il tessuto produttivo del territorio“. E’ quanto hanno ribadito in conferenza i rappresentanti locali di Cigl, Cisl e Uil nel corso del consueto appuntamento di fine anno. “Sull’occupazione – ha detto il segretario della Cgil Ticino Olona Jorge Torre – assistiamo al consueto balletto dei numeri. Noi vediamo di certo segnali di rallentamento, non siamo quelli che vedono tutto nero e basta. Ma ci sono delle ragioni, come la riforma degli ammortizzatori e poi dove è passata la crisi ha già fatto i suoi disastri. Il peggio dunque è passato, assistiamo ad un incremento rispetto ai nuovi avviamenti, ma diversi sono legati alla flessibilità. Noi vorremmo, invece, che la ripresa fosse vera e strutturale, lo abbiamo detto anche all’interno della Consulta economia e lavoro del territorio”. “Questo modello di sviluppo – ha aggiunto – ci preoccupa, le assunzioni temporanee limitate, non ci permettono di crescere a livello di sviluppo e formazione”. Per quanto riguarda le sfide future, c’è tutto il tema della povertà, la nuova triennalità dei Piani di zona. “La riforma socio sanitaria – ha osservato Jorge – mette insieme Legnanese e Castanese, così come Magentino e Abbiatense. Non è un’operazione così semplice, basti pensare che nei Comuni dell’Abbiatense non c’è un regolamento Isee uguale per tutti”. E poi c’è tutto la partita del welfare integrativo. “Che non possono certo essere solo i buoni per la spesa”. Venendo poi ai numeri nell’Alto Milanese il 34% delle aziende sono artigiane, spesso si tratta di piccole realtà, mentre il commerciale dal 2014 ad oggi è cresciuto di un punto percentuale. Quanto all’Alto Milanese su una popolazione di circa 264 mila abitanti, la forza lavoro attiva è di 115 mila unità, mentre i giovani che dovrebbero accingersi in temi brevi ad entrare nel circuito produttivo sono 70 mila. “Qui – ha concluso Torre – si innestano una serie di problematiche. Da un lato, dobbiamo garantire che quegli altri 45 mila posti di lavoro vengano mantenuti. Poi è chiaro che c’è il tema di coprire determinate occupazioni e qui entra in gioco anche il discorso dell’emigrazione come risorsa, ma poi c’è anche la necessità di trattenere qui le migliori professionalità come i laureati che in mancanza di reali prospettive vanno altrove. Infine, c’è un aspetto legato al ricambio generazionale che è centrale, perché più tardi si mette il termine per l’uscita dal mondo del lavoro e più diventa complicato per i giovani entrare a farvi parte”. Secondo Beppe Oliva, responsabile del vecchio ‘comprensorio’ Legnano Magenta Abbiategrasso e oggi responsabile Welfare della Segreteria Milano Metropoli del sindacato di Via Tadino “Quando parliamo di crisi dobbiamo ricordarci che non sarà più possibile tornare alla situazione precedente”. “Siamo stati sette/otto anni in una situazione pericolosa. La discesa è finita, tuttavia, siamo in un mondo diverso da prima. I problemi ci sono ancora, esiste una povertà che è molto forte, veniamo come fare ad uscirne insieme”. “Certamente quello del reddito di inclusione sociale può essere uno strumento, vedremo come sarà messo in campo, poi naturalmente, occorre dare risposte di politiche attive per il lavoro specie verso i giovani per i quali l’occupazione rimane un problema serio”. Il sindacalista cislino ha quindi rimarcato l’importanza di rilanciare il manifatturiero. “E’ sempre stato una ricchezza per il territorio, noi credevamo in Euroimpresa, ma la politica locale ha deciso di chiuderla, certo andava ripensata e rilanciata ma era un valore. Adesso abbiamo la Consulta che in questi primi sei mesi non è che abbia fatto un granché, vediamo come farla lavorare. Ma qui serve una strategia politica. Il territorio deve sapersi dare una mano, andare oltre alle giacchette di partito. E’ opportuno trovare continuità, perchè sennò poi con un cambio di amministrazione si ferma tutto. Cerchiamo in ogni caso di cogliere segnali positivi e dopo i primi due incontri, ci attendiamo che col 2018 arrivino i primi fatti concreti da parte della Consulta”. Sull’Abbiatense resta da meglio decifrare lo sviluppo futuro di Bcs. “Questi – ha chiosato Dell’Acqua – sono gli anni più difficili dell’ultimo trentennio, e per certi versi ha ragione il Santo Padre quando parla di una sorta di terzo conflitto mondiale. Oggi chi perde il lavoro non sa quando e se lo troverà”. Da ultimo, il delegato della UIL ha toccato due temi: “In primo luogo c’è la questione dell’immigrazione dove manca un reale controllo. Serve un vero sforzo per governare questo processo. Dobbiamo mettercela tutta su questo fronte perché c’è troppa gente che entra in Italia e poi non si capisce bene dove vada a finire”.
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(M.Scotti) - Alla presenza del vicesindaco di Abbiategrasso Roberto Albetti, dei primi cittadini di Vigevano Andrea Sala e di Mortara Marco Facchinotti, dei rappresentanti dei pendolari, e della consigliera regionale della Lega Nord Silvia Piani, presso la sede milanese di Trenord in Piazza Cadorna si sono affrontate tutte le tematiche, disagi compresi, che hanno caratterizzato nell'anno 2017 la disastrata linea ferroviaria Milano-Mortara. "Sono stati evidenziati a Trenord e a Rfi i problemi inerenti i ritardi, le soppressioni dei treni e la messa in circolazione sulla linea di materiale rotabile più moderno - spiega il vicesindaco Roberto Albetti ad HWQ - . E' stato anche sottolineato che occorre migliorare le informazioni agli utenti. In tema di carrozze, Trenord ha confermato da giugno 2018 il cambio del materiale rotabile con treni di ultima generazione oggi in uso su altre linee". In merito al raddoppio della linea ferroviaria, i Comuni di Abbiategrasso, Vigevano e Mortara chiederanno a Rfi per il tramite della Regione Lombardia che nell'accordo quadro entrino i fondi stanziati nel Patto per la Lombardia. "Trenord ci ha risposto che sarà migliorata la qualità dei treni - spiega ancora Albetti - e che la stessa azienda si impegnerà nel portare avanti un discorso di massima attenzione nei confronti dell'utenza che, per quanto riguarda Abbiategrasso, ha toccato quota 6.000 persone che utilizzano il treno. Questo fatto pone una domanda. Ho preso la palla al banzo affermando che il problema da risolvere è sicuramente il completamento del raddoppio della nostra linea per il quale c'è una richiesta regionale. Con il sindaco di Vigevano abbiamo così concordato di sollecitare Regione Lombardia nel rivedere la posizione esplicitata negativamente tempo fa da Rfi in una nota alla Provincia di Pavia, la quale ha affermato che i soldi per il raddoppio non ci sono. Io, invece, ritengo che per Abbiategrasso la possibilità c'è". La rappresentante della stessa Rfi ha spiegato ai presenti "che la responsabilità della gran parte dei ritardi accomulati dai treni nel corso dell'anno 2017 è da attribuire ai lavori in corso presso la stazione di Vigevano, con i maggiori disguidi e disagi che si sono registrati nello scorso mese di luglio". "E' chiaro che sia da parte mia che da parte del sindaco Nai, stiamo cercando di portare avanti con attenzione la questione della ferrovia, così come stiamo portando avanti con attenzione quella della superstrada, perchè pensiamo che il trasporto ferroviario è importantissimo. Adesso occorre cercare di influenzare di più chi di dovere: aumentando la richiesta, aumentano le esigenze dei pendolari. Non vogliamo più avere una linea delle risaie, ma una linea ferroviaria decente che metta in condizione i pendolari di essere sicuri che quando arrivano in stazione, il treno c'è" - conclude Roberto Albetti.
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(M.Scotti) - Sei mesi dalla sua vittoria, sia pure risicata, alle elezioni comunali dello scorso mese di giugno e dal suo insediamento a Palazzo Marconi sono ormai trascorsi e per il sindaco Cesare Nai è tempo di bilancio su quanto fatto e su quello che bolle in pentola per il prossimo anno. "Beh, luglio e agosto non contarli, diciamo che di mesi ne sono trascorsi quattro", precisa il sindaco. "Abbiamo fatto cose magari non tanto visibili, ma che ci permetteranno, a gennaio, di partire con delle opere ben visibili a tutti". "Innanzitutto partirà il procedimento per la piscina: entro breve saremo in grado di emanare il bando; per la prossima estate partiranno i cantieri - aggiunge Nai - . Confermo al 100% che il nuovo impianto natatorio sorgerà sulle ceneri dell'Anna Frank, nella medesima posizione. Sulla revoca della variante al Pgt, chi volesse andare un pò più a fondo della questione leggendo meglio il nostro strumento urbanistico, si preoccuperebbe meno. Certo, il nostro Pgt lascia qualche spazio in più, ma nulla di così trascendentale". Strade: "Dobbiamo essere in grado di programmare, per i prossimi anni, una loro sistemazione e manutenzione corretta. L'importante è non perdere il giro". Parchi cittadini: "Esistono già finanziamenti, non enormi ma significativi, ragion per cui tra febbraio e marzo inizierà qualche lavoro di manutenzione e di riparazione dei giochi per bambini". Per quanto riguarda invece la risistemazione dell'intera macchina comunale, i lavori sono in corso. "Nessuno ha la bacchetta magica, è un lavoro che richiede consapevolezza. Qualche spostamento di persone è già previsto (uno, in particolare, ai Servizi Sociali di via San Carlo, ndr). Anche in questo caso si tratta di un lavoro poco visibile alla cittadinanza, ma che permetterà al Comune, più "tagliandato", di fornire risposte più concrete agli abbiatensi". Prosegue l'impegno e la dedizione del sindaco Nai relativamente alla riapertura del pronto soccorso notturno e alla rivalorizzazione dell'intero ospedale "C. Cantù". "Tutti i consiglieri della Commissione che ha recentemente visitato il nostro nosocomio si sono espressi per la riapertura del PS notturno. Attenzione: occorre tenere sempre alta la guardia e insistere. Un conto è invitare la Regione a riaprirlo, il PS, un conto è obbligare. Da una parte possiamo essere soddisfatti per questo pronunciamento della Commissione che aiuta; dall'altra parte dobbiamo essere consapevoli che il sì della stessa Commissione non basta, bisogna tenere duro. E' una lotta tosta da portare avanti". Infine, sulla superstrada "Regione Lombardia è favorevole alla sua realizzazione, così come la quasi totalità delle amministrazioni comunali interessate dalla tratta che contano il maggior numero di abitanti. Città metropolitana, invece, si è espressa contro la superstrada. Noi siamo indispettiti e indignati per questa assurda decisione assunta senza ascoltare il parere dei Comuni interessati. Ma al Ministero ci hanno detto che l'ago della bilancia che può far propendere da una parte o dall'altra è la volontà di Regione Lombardia. E questo fa ben sperare. Speriamo che sia la volta buona".
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di MARIO SCOTTI
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Quattro ore e trentacinque minuti (dalle 20,45 all'1,20 di notte): tanto è durata la seduta del consiglio comunale di giovedì 30 novembre per votare ed approvare quel che era abbondantemente scontato: la revoca della variante al Pgt elaborata dalla giunta Arrara e mai entrata in vigore a causa della sua mancata pubblicazione sul bollettino ufficiale di Regione Lombardia. Del resto, come ha sottolineato il sindaco Cesare Nai nel corso dei suoi interventi, "soltanto un illuso poteva pensare che una giunta di centrodestra avrebbe pubblicato una variante che contiene una visione della città che non è la nostra". Ci hanno provato in tutti i modi, le forze di opposizione, a far recedere la maggioranza dalla sua decisione, anche con toni piuttosto accesi e argomentazioni dettagliate, ma invano. Barbara De Angeli, consigliera pentastellata ha lanciato la proposta di indire un referendum comunale per conoscere il parere dei cittadini. Ma alla fine, con 15 voti favorevoli (il consigliere Flavio Lovati non ha partecipato alla votazione) e 5 contrari, i 3 del Pd, quello dei 5 Stelle e di Tarantola, si è così deciso di andare avanti con il Pgt dell'ex sindaco Roberto Albetti entrato in vigore nel 2010 e tuttora in auge. Mister Zero Tituli e i suoi tre adepti hanno abbandonato l'aula e mentre il capogruppo lo stava annunciando si è beccato un "vai a c..." dal pubblico, praticamente da uno dei suoi ex fedelissimi della prima ora poi confluito nel movimentucolo di Officina del Territorio presente in aula con alcuni suoi esponenti. "Presidente non si preoccupi, con Marmondi non ho alcun problema, non hanno ancora digerito i 130 voti presi" - è stata la battuta, ottima per la verità, di Finiguerra. E’ poi iniziata una forte discussione fra i quattro che avevano abbandonato l'aula con gli ex “finiguerriani” di Officina del Territorio, al punto che il presidente del Consiglio Comunale Marco Tagliabue ha deciso di chiamare i Carabinieri che hanno calmato gli animi dei litigiosi.
- Sindaco Nai, hai reso carta straccia la variante al Pgt della precedente amministrazione di centrosinistra. Il tanto inviso centro commerciale, lo vuoi oppure no?
"L'ho sempre detto e lo ripeto: dal mio punto di vista, oggi gli operatori stessi non hanno interesse a costruire grandi superfici di vendita. Ci sono, poi, dei pareri già emersi relativi alla S2,una zona sensibile: la Sovraintendenza ha detto che là un centro commerciale non ci deve stare".
- Ti ripeto la domanda: il centro commerciale lo vuoi oppure no?
"Non posso dire in modo chiaro e netto che non lo voglio: posso dire in modo chiaro che a mio avviso un grande centro commerciale di 15mila metri quadrati ad Abbiategrasso non ha senso".
- Vi stava così tanto sullo stomaco la variante targata giunta Arrara?
"Loro dicevano no ad un centro commerciale unico di 15mila metri quadrati, ma non escludevano la possibilità di fare medie superfici di vendita. Nelle argomentazioni a difesa della loro variante hanno tirato fuori solo l'argomento delle aree commerciali della S2 ma,ripeto, non impedivano la possibilità di spazi commerciali medio grandi e medio piccoli. Questa è la realtà. Se un impreditore avesse voluto costruire un centro commerciale, la giunta Arrara non avrebbe potuto impedirlo. La precedente amministrazione non aveva posto dei limiti alla grande distribuzione. Ma non sono stati capaci di gestire i tempi e di pubblicare la variante sul Burl. Quando c'è un cambio amministrativo non in continuità, ognuno ha la sua visione di città. In ogni caso i Pgt devono essere aggiornati. Adesso, poi, la situazione è ancora più complessa perchè con le nuove norme e la legge regionale sul consumo di suolo, nel momento in cui Regione Lombardia e Città Metropolitana daranno i loro indirizzi, noi dovremo comunque modificare e aggiornare questo nostro Pgt".
- Rifiuti l'etichetta che ti è stata appiccicata addosso di sindaco cementificatore?
"Adesso diranno che sono amico dei poteri forti, che sono pagato da qualcuno... diranno tutto quel che vorranno perchè, purtroppo, la politica è anche polemica. Bisogna avere le spalle larghe per lasciarsi passare addosso determinate cose. La verità è che il centrosinistra in cinque anni non è stato capace di fare una variante quando noi, in passato, abbiamo redatto un Pgt, adottato, approvato e pubblicato in 417 giorni. Loro, invece, hanno impiegato quattro anni e mezzo a fare la variante senza poi neppure pubblicarla. Non vengano a raccontarci frottole. Perchè non sono riusciti a farla? Perchè c'erano dei dissidi al loro interno e l'hanno tirata troppo alla lunga. Una variante la si fa in un anno, al massimo due".
- Un commento sul volantino messo in circolazione dal PD?
"Perchè mai dovrebbe accadere adesso quel che non è accaduto negli ultimi sei anni? Me lo devono spiegare. Sono falsi problemi".
Nel corso della seduta del consiglio comunale che ha discusso solo 7 dei 13 punti all'ordine del giorno (i rimanenti 6 rimandati alla prossima riunione del CC presumibilmente prima di Natale), sempre il sindaco Cesare Nai ha snocciolato le cifre relative alle spese sostenute dal Comune di Abbiategrasso per la realizzazione della variante della giunta di centrosinistra poi revocata dall'amministrazione Nai. Incarichi e consulenze: importo netto stanziato di 137.800 euro (172mila comprensivi di Iva e oneri); gli uffici comunali coinvolti hanno operato in regime di attività ordinaria "senza rallentamenti nè interruzioni". Il servizio urbanistica è stato quello maggiormente coinvolto. Per quanto riguarda invece i punti discussi in CC precedenti al tema della revoca della variante, il MoVimento 5 Stelle ha presentato una mozione per la realizzazione dell'ultimo chilometro della linea suburbana S9 che è stata votata all'unanimità dall'intero consiglio, dopo aver recepito alcune osservazioni della maggioranza e della minoranza. Il sindaco Nai e la giunta si sono così impegnati a ritenere prioritaria la problematica dei pendolari lavorando anche sul progetto S9, creando i presupposti per un servizio adeguato, dapprima interagendo con Regione Lombardia, per poi intervenire con maggiore forza e credibilità presso il Ministero dei Trasporti affinchè Abbiategrasso possa finalmente usufruire di un degno servizio di trasporto pubblico da e verso Milano. Da segnalare,infine, una new entry fra i banchi del massimo consesso cittadino: quello della leghista Donatella Magnoni che ha preso il posto della dimissionaria Zamira Gagliati.
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di MARIO SCOTTI
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Il risultato elettorale, abbastanza deludente, rimediato alle recenti elezioni amministrative comunali svoltesi lo scorso mese di giugno che sono costate al centrosinistra la perdita del governo della città, ha avuto l'effetto di avviare una riflessione all'interno del Partito Democratico di Abbiategrasso e delle sue sensibilità. I casi erano due: o la situazione sarebbe peggiorata con relativa amplificazione delle fratture all'interno dei dem, oppure si sarebbe ricreata la volontà di provare a ricompattarsi. Ha prevalso questa seconda opzione. Le varie anime presenti nel circolo di Bià del partito hanno un pò ripreso il dialogo e il confronto e a quel punto hanno anche provato ad immaginare che ci potessero essere delle figure in grado di rappresentarla, questa volontà di spirito unitario, Per essere competitivi all'interno della città era infatti assolutamente strategico non dividersi, ma stare insieme. In fondo, erano molte di più le ragioni che univano rispetto a quelle che dividevano. E così, vuoi per ragioni di impegno personale e vuoi perchè alcuni candidati alla segreteria erano politicamente riconducibili ad una parte piuttosto che a un'altra all'interno del partito, è stato scelto il giovane Andrea Gillerio, figura che, nonostante segua il PD fin dalla sua fondazione, è di recente iscrizione, quindi libero da qualunque tipo di schieramento precedente e di condizionamento. Nel corso del congresso di domenica in Rinascita, Andrea è stato votato all'unanimità, punto di arrivo di quel percorso di volontà unitaria di cui sopra. Gillerio, classe 1970, figlio di Pierluigi presidente del Gruppo La Cappelletta, subentra quindi a Francesco Biglieri come segretario del PD di Bià. La scelta è stata dettata anche dal fatto che Andrea è un operatore sociale: è attualmente direttore di una cooperativa "e da 25 anni, cioè da quando lavoro, mi sono sempre occupato di cooperazione sociale" - spiega il nuovo segretario ad HWQ - . "Avendo una responsabilità dirigenziale nell'ambito del mio lavoro, era fondamentale che il ruolo di segretario non fosse un "chiavi in mano" del circolo, ma una espressione di un gruppo di lavoro che lo affianchi. Nel nuovo consiglio direttivo sono presenti persone esperte, nomi recenti, tutti disponbili ad un'ampia operatività. E' evidente che se funzioneranno le parti che prima facevano un pò fatica a dialogare, non ci saranno problemi: queste persone le ho viste intorno a un tavolo, ho notato la loro volontà di ricompattamento". La domanda d'obbligo è: qual è la ricetta di Andrea Gillerio per rilanciare il Partito Democratico di Abbiategrasso? "Quella di ripartire dalla base - risponde Andrea - . Nel senso che i numeri ci dicono che negli ultimi quattro anni abbiamo perso molti degli iscritti che avevamo. Perchè? Molti sono rimasti delusi dalle difficoltà rispetto alle frammentazioni che c'erano. La partenza sarà l'andare a recuperare la fiducia e la credibilità nei confronti di chi negli ultimi tempi ha compiuto scelte diverse, non votando più il PD". Ma in che modo intendete riconquistarla, la fiducia? "Innanzitutto con un lavoro all'interno del partito, un lavoro di coinvolgimento. Pensiamo di convocare molto più frequentemente l'assemblea degli iscritti per evitare di ridurre la vita del partito ad un gruppo ristretto di persone; pensiamo di organizzare una serie di eventi aperti alla cittadinanza con la quale riprendere il dialogo; vogliamo riuscire a parlare dei temi cari alla città, in considerazione del fatto che la nuova amministrazione di centrodestra si sta caratterizzando come governance di smantellamento di tutto quel che ha creato la giunta Arrara. Attendiamo con fiducia qualche loro iniziativa che non sia semplicemente una demolizione dell'esistente. E poi, in consiglio comunale, faremo una opposizione dura e intransigente e, come nel caso del Pgt, difenderemo la nostra idea di città". L'incarico di Gillerio come segretario del Partito Democratico di Bià durerà quattro anni. "Il nostro obiettivo è quello di ripresentarci alle prossime elezioni amministrative comunali candidandoci a guidare ancora la città - conclude Andrea Gillerio - . Sempre ammesso che l'attuale amministrazione riesca a portare a termine il suo mandato. Devo dire che in realtà, noi non tifiamo contro l'amministrazione Nai, ma facciamo il tifo affinchè lavori bene. Se lavorerà bene sarà meglio per tutti, in ogni caso cercheremo di sconfiggere il centrodestra fra cinque anni. Se invece lavorerà male, sarà un danno per l'intera città. I primi segnali non sono bellissimi... In ogni caso, già dalle prossime elezioni regionali gli elettori avranno modo di constarare se la ritrovata unità del PD sarà reale: noi siamo convinti di dimostrarlo e puntiamo anche a riuscire a ricompattare l'intero centrosinistra locale. Non ne farei una questione di persone,perchè sono pro-tempore, mentre invece l'elettorato del centrosinistra è sempre lì. Ricominceremo a costruire un dialogo". Ottimismo dilagante, quindi, in un Partito Democratico abbiatense che può avvalersi di un segretario giovane, un tipo veramente in gamba: i dem confidano molto nella sua capacità di coesione e di dialogo con la città. Quanto, poi, alla coesione interna, nel nuovo consiglio direttivo le diverse anime del partito sono tutte ben rappresentate con una grande volontà di unità e questo contraddistingue il PD in questo momento.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Domenica 26 si è concluso, con il congresso degli iscritti, il percorso iniziato in settembre per definire il nuovo assetto politico ed organizzativo del Partito Democratico. Che ci fosse bisogno di una ripartenza del partito dopo il risultato negativo delle ultime elezioni amministrative era noto a tutti. Ma a spingere sull’acceleratore per una veloce ripresa delle operazioni del centro-sinistra abbiatense è stato, quasi incredibilmente, il comportamento dell’attuale amministrazione, la cui azione sembra essersi concentrata soprattutto sulla cancellazione di quanto fatto dalla Giunta e dal Consiglio Comunale precedenti. Questo comportamento ha favorito il sorgere di una reazione che ha fatto da collante tra le diverse personalità chiamate a far parte del coordinamento del partito. A guidare il gruppo è stato poi indicato all’unanimità Andrea Gillerio che, occupandosi di cooperazione sociale per mestiere, è stato giudicato il più idoneo alla conduzione del partito nei futuri 5 anni durante i quali verrà sviluppata una ferma ma corretta opposizione costruttiva. Dopo la presentazione del programma dei candidati, il congresso è stato animato da più interventi dei presenti, che hanno sostanzialmente sostenuto le posizioni e le decisioni contenute nelle conclusioni cui era giunto il gruppo incaricato di tracciare il percorso che aveva come sbocco finale il congresso di domenica. Da molti iscritti è stato sottolineato l’invito a cominciare ad operare da subito per una ricomposizione del centrosinistra abbiatense, chiedendo al Partito Democratico un approccio collaborativo e disposto all’ascolto delle proposte e delle riflessioni avanzate dalla cittadinanza e anche dagli avversari politici. La composizione del nuovo gruppo dirigente che esce dal congresso è risultata la seguente: Segretario: Andrea Gillerio - Vicesegretario: Andrea Fossati - Coordinamento: Graziella Cameroni, Angela Delfini, Gaia Frontini, Maddalena Moro, Maria Grazia Ricci, Maria Grazia Temporiti, Pierluigi Arrara, Antonello Cardone, Andrea Chironna, Giuseppe Curatella, Andrea Fossati, Roberto Porati - Tesoriere: Achille Albini - Garanti: Roberto De Giovanni, Rinaldo Gesi, Frank Ranzani.
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di MARIO SCOTTI
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Già il cognome è una garanzia (!), se poi Andrea Scotti, 44 anni appena compiuti, riuscirà a mettere in pratica e le sue idee e i suoi progetti per rilanciare Amaga, lascerà un segno indelebile nel dopo - Bignamini. Il giovane manager, come noto, è stato nominato presidente dell'azienda partecipata del Comune di Abbiategrasso dall'attuale amministrazione di centrodestra, e il suo insediamento ufficiale è avvenuto il giorno 22 novembre. Nata nel 1977 rilevando gli impianti del gas dalla società privata che li aveva gestiti sino ad allora, Amaga nel 1983 diventa affidataria anche della gestione della rete idrica e nel corso degli anni amplia il proprio raggio d’azione acquisendo nuovi servizi. A partire dal 2006 stringe una serie di alleanze con altri partner pubblici dando vita ad alcune società di scopo, detenendo il controllo di alcune e la partecipazione in altre: Navigli Ambiente, Società Servizi Cimiteriali, Aemme Linea Distribuzione, Aemme Linea Energia, Amaga Energia e Servizi. Oggi Amaga gestisce direttamente le Farmacie comunali di Abbiategrasso e i Servizi cimiteriali di Abbiategrasso. Attraverso la propria controllata Amaga Energia e Servizi gestisce i servizi energetici, la manutenzione del verde e la riscossione della Cosap e della Comp per il Comune di Abbiategrasso. E’ socia di maggioranza della società Navigli Ambiente che gestisce il servizio di igiene urbana. Partecipa alla Società Aemme Linea Distribuzione, con Amga Legnano e Asm Magenta, per la gestione delle reti di distribuzione del gas e conserva una piccola partecipazione in Aemme Linea Energia che si occupa di vendita di servizi energetici. Amaga, da sola, conta attualmente una quarantina di dipendenti.
- Allora Andrea, come si è arrivati alla tua nomina?
"E' stata una scelta del sindaco Nai. Io ho fornito la mia candidatura ad agosto. Ci tenevo, perchè il mio senso di ridare un qualcosa alla comunità è alto. Ho alle spalle tanta esperienza internazionale, voglio dare un ulteriore slancio alla mia presenza passata. Colgo l'occasione per ringraziare proprio la comunità abbiatense che mi ha creato. Mi è piaciuto assai riabbracciare vecchi amici che non vedevo da 25 anni e che ho reincontrato grazie ad Amaga".
- Farai il presidente di Amaga a tempo pieno?
"A questa azienda dedicherò il massimo possibile del mio tempo per lanciare i progetti in essere. Mi impegnerò per stare in azienda alcuni giorni alla settimana per far sentire la mia presenza all'intera organizzazione. Naturalmente farò da collante fra Amaga e Comune. In passato, è già stato utilizzato questo metodo. Porterò avanti tante progettualità come capo-progetto".
- Come intendi rilanciare Amaga?
"Ci sono tante strade da poter percorrere. La prima è la presa in carico di tutto quel che c'è stato fino ad oggi. Mi riferisco al mettere in sicurezza la parte finanziaria. Il nuovo cda è già attivo. Nei prossimi giorni studieremo la pianificazione che intendiamo mettere in atto. All'organizzazione interna abbiamo chiesto otto tipi di reporting che conterranno l'analisi dei vecchi bilanci, le grosse progettualità che ci sono in ballo e tutta la parte strategica. Dopodichè partiremo con le nostre analisi per capire come rivalorizzare il patrimonio economico ed umano e vedere quel che potremo fare senza avere la possibilità di grandi investimenti. Perchè non siamo più negli Anni Ottanta quando si potevano buttare centinaia di milioni dappertutto: adesso dobbiamo trovare l'ottimizzazione. Sui servizi informatici ed informativi, ad esempio, possiamo fare grandi lavori per garantire una maggiore efficienza nei servizi agli utenti. L'azienda va rilanciata a piccoli passi, non ci sarà un passo risolutore di tutto".
- Da dove partirai con questi piccoli passi?
"Da una gestione più efficiente dei processi aziendali: liberare tempo alle persone per permetter loro di dedicarsi allo sviluppo dell'azienda e di se stessi. Questo ci consentirà di avere a disposizione più professionalità che significherà più businnes per l'azienda. Vogliamo, poi, uscire dai confini di Abbiategrasso per andare a prendere appalti e stipulare alleanze. Ma per svilupparti all'esterno, devi prima farlo al tuo interno: maggiore efficienza, tanti aspetti da migliorare, nuove tecnologie, lavorare in maniera più intelligente applicando soluzioni tecnologiche che già esistono. Abbiamo sul tavolo una serie di idee da implementare, circa una decina, sulle quali porteremo l'attenzione del personale interno e poi le sottoporremo al vaglio dell'amministrazione comunale. Trattasi di idee che vanno dall'organizzazione interna - nel senso di fornire gli strumenti adeguati per fornire efficienza, allo sviluppo. Poi decideremo quali saranno le priorità. Non scopro tutte le carte adesso,perchè ce ne sono tante e super-belle. Una delle cose che comunque mi impegno a fare riguarda la comunicazione perchè, a mio avviso, Amaga non ha finora sfruttato al meglio il potenziale che aveva, creando una serie di problematiche. La gente, infatti, pensa che Amaga si occupi di qualsiasi cosa, ma in realtà ci sono confini ben determinati. In pratica, se succede qualcosa in un posto, è colpa di Amaga, anche se l'azienda non c'entra nulla... Ecco, da una parte cercheremo di informare bene la popolazione su cosa si occupa Amaga e dall'altra ci sarà parecchia comunicazione. Inoltre, daremo la caccia alle eccellenze presenti in ogni nostro businnes: devi saper fare tante cose, ma saperle anche presentare".
- Per quanto riguarda le farmacie comunali?
"Grazie alle esperienza e alla professionalità delle nostre risorse interne andremo ad individuare le opportunità di valorizzazione e, se possibile, di rilancio delle farmacie".
- Continuerai ad occuparti delle tue startup? In cosa consistono?
"Assolutamente sì. Attualmente ho creato una nuova realtà a livello europeo che si occupa di dire alla gente dove andare a curarsi in giro per l'Europa. E' molto bello e deriva dalla mia esperienza degli ultimi vent'anni in materia di turismo sanitario che è in esplosione: cresce del 20% ogni anno, crea economia valorizzando le eccellenze e crea un introito per i Paesi che più si sviluppano in questa direzione. Dove non c'era niente si è creato un qualcosa grazie alle eccellenze sanitarie. Tutto questo si può fare anche in Italia".
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di MARIO SCOTTI
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Conferenza stampa convocata dal gruppo consiliare del Partito Democratico, nel tardo pomeriggio di mercoledì 15 novembre in Rinascita, alla presenza di Lele Granziero, Graziella Cameroni, Francesco Biglieri e dell'ex sindaco ed attuale presidente del Cda di Amiacque Pierluigi Arrara. Nel mirino dei dem, la delibera della giunta Nai datata 2 novembre inerente l'atto di indirizzo che chiede ai funzionari del Comune di Abbiategrasso di procedere sulla richiesta di non pubblicare sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia l'approvazione della variante del Pgt approvata lo scorso mese di aprile, con in più il portare nella prossima seduta del Consiglio Comunale la revoca della variante stessa. Tutto questo cosa vuol dire? "Vuol dire che con una revoca del Consiglio Comunale la città tornerà ad avere il Pgt targato Albetti-centrodestra - ha spiegato Granziero - . L'anomalia è che due assessori della Lega Nord erano assenti e non hanno votato la delibera della giunta Nai. Il perchè lo lasciamo al sindaco, dal momento che ha già avuto non pochi problemi in consiglio comunale a mantenere compatta la sua maggioranza". Granziero ha fornito ai presenti un pò di numeri su quel che significa ritornare al Pgt-Albetti "che i cittadini di Bià avevano già bocciato". "Vuol dire che 400mila metri quadrati di territorio torneranno ad essere consumabili (5.562 mq residenziali e 355mila mq di superficie commerciale). Si torna ad una concezione di consumo del suolo a quei livelli esponenziali che noi abbiamo sempre combattuto". Ma non solo. Granziero ha spiegato che "verranno buttati al vento soldi spesi e partecipazione: 600 ore di apertura dello spazio di Villa Sanchioli per l'ascolto dei cittadini, 150 persone coinvolte nei tavoli di lavoro, momenti di confronto con tutte le associazioni di categoria presenti sul territorio che hanno collaborato fattivamente per la realizzazione della variante". "E con la reintroduzione del Pgt- Albetti avremo ancora la possibilità di un centro commerciale in un'area di pregio della nostra città, adiacente un monumento storico molto importante come l'Annunciata. Il nostro Pgt aveva scongiurato questa possibilità, imponendo come Comune la trasformazione di un pezzo importante della città". Su tutto quel che di negativo comporterà la decisione della giunta Nai, si è addentrata la ex vicesindaco- assessore ed attuale consigliera comunale dem Graziella Cameroni. "L'obiettivo che era già stato dell'ex sindaco Albetti è quello di ridare slancio alla costruzione selvaggia in città in cui l'invenduto è decisamente alto - ha detto - . Ridare spazio agli immobiliaristi senza scrupoli e ne abbiamo già avuto la prova nell'attacco anche personale a noi come amministratori della giunta Arrara. Eppure siamo andati avanti diritti, senza perdere di vista l'obiettivo. E' questo che vuole la città? La città vuole davvero che la viabilità sia messa ancora più in ginocchio?". E ancora: "Segnaliamo con forza che questa manovra della giunta Nai è antidemocratica perchè non tiene conto di un lavoro di confronto durato anni. Per questo non può essere cancellato con un colpo di spugna, con questi mezzi da politica senza scrupoli. Se così si fa, vuol dire dichiarare apertamente alla città che si lavora per gli interessi forti, per la speculazione, per fare cassa con facilità e con spregiudicatezza, non certo per il bene della città. Un conto è lavorare per la città, un conto è invece farlo per affermare un potere e per biechi interessi particolari, ingannando le legittime aspettative dei cittadini". "Colpisce una nella delibera di giunta di questa amministrazione: la volontà di ritorno al passato - ha concluso Graziella Cameroni - . Un passato fatto di cementificazione, di speculazione edilizia, di poteri forti che, per ragioni prettamente economiche, non hanno alcuno scrupolo nel mettere in secondo piano i diritti dei cittadini a vivere in un contesto diverso. Ultimamente ho sentito sindaco e assessori continuare a dire che "stiamo lavorando, stiamo lavorando" per questo o per quello, ma forse pensano che lavorare sia sinonimo di dstruggere o demolire. La gente non vuole lo sfascio della nostra città. Non lo vogliono certo i commercianti che sanno benissimo cosa accade quando a poca distanza apre le porte un grande centro commerciale. Chiudono i negozi in città e poi lentamente chiudono anche gli spazi commerciali interni al centro. E intanto gli anziani non trovano più il negozio di prossimità, quello nel quale andavano da una vita perchè sotto casa, perchè vicino al loro bisogno. E' questo che vogliamo? E' questo che proponiamo come modello di sviluppo? Che tristezza! Che squallore!". "Si torna a dieci anni fa - ha poi spiegato Pierluigi Arrara - perchè il Pgt di Albetti è figlio di una cultura sorpassata. Tutti i Comuni che negli ultimi cinque anni hanno approvato una variante al Pgt l'hanno fatto in riduzione del precedente perchè la cultura del costruiamo ad ogni costo è passata e si sono visti i danni che ha lasciato. Ripristinando quel Pgt vuol dire che le nuove normative possono non essere rispettate. Spero vivamente che le forze giovani dell'attuale consiglio comunale possano rallentare questa cosa, e questo non vuol dire necessariamente accettare la variante fatta da noi. Invito la cittadinanza alla mobilitazione contro la scelta della giunta Nai che subiremo soprattutto come qualità di vita". Ma questa variante perchè non l'avete pubblicata voi sul Burl, anzichè lasciarla in balia dell'amministrazione di centrodestra? - è stata l'ovvia domanda della stampa. "La variante è stata approvata ad aprile, e i consulenti hanno consegnato la relazione della variante approvata il 17 di ottobre agli uffici quando la nostra amministrazione non poteva più agire. Verificheremo il perchè di questi ritardi. Sembrerebbe esserci una regia, ma appureremo. Non possiamo dire altro" - è stata la risposta di Granziero.
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Grazie ad una stretta collaborazione fra il Comando di Abbiategrasso ed AREU è nata la prima auto per trasporto organi di una Polizia Locale. Servirà anche come veicolo per i servizi ordinari. Questo mezzo innovativo è stato allestito da Bertazzoni Veicoli Speciali. Dal 21 gennaio 2018 l’Ospedale Niguarda di Milano ha un nuovo strumento per riuscire ad effettuare il trasporto organi per tutto il Nord e Centro Italia, e che strumento! Si tratta della nuova Alfa Romeo Giulia allestita per l’occasione da Bertazzoni Veicoli Speciali con una livrea ed una attrezzatura davvero senza precedenti nel nostro paese. L’idea di realizzare un veicolo per il trasporto organi attraverso il comando della Polizia Locale è venuta direttamente agli agenti in servizio presso il Comando di Abbiategrasso. Nel continuo iter formativo e di aggiornamento degli agenti è stato preso contatto con Areu, perché sempre più spesso sugli interventi di emergenza-urgenza è proprio la municipale ad affiancare le ambulanze, che si tratti di incidenti stradali o di interventi che nascono da situazioni legate ad operazioni di polizia giudiziaria. Il forte impegno che gli uomini della PL lombarda mettono nel loro lavoro ha fatto si che questa formazione diventasse un impegno in più su base volontaria. Con una collaborazione senza precedenti infatti Areu e Abbiategrasso stanno sviluppando il progetto di trasporto organi notturno, con servizio dalle ore 23 alle ore 06. Questa iniziativa è stata resa possibile grazie all’oculata gestione negli anni dei fondi di Regione Lombardia per la Polizia Locale. I risparmi effettuati dal Comando negli anni hanno permesso di mettere in pista un veicolo che non poteva avere le caratteristiche dell’utilitaria, perché il trasporto organi ha necessità tempo-correlate estremamente stringenti. "A questa idea – ha spiegato il vice comandante Simone Leo – hanno preso parte l’amministrazione locale che ha sostenuto e incentivato l’azione del Comando. Il veicolo è stato quindi acquistato e poi è stata sviluppata la richiesta di un allestimento ad hoc, con una procedura di ricerca del miglior allestitore disponibile a fare questo veicolo che rappresenta un’evoluzione dei servizi per la Polizia Locale verso l’ambito emergenziale davvero senza precedenti". “Il Comando di Abbiategrasso collabora già da tempo con Areu perché le zone di atterraggio H24 per l’elisoccorso non sono sempre vicine ai punti di intervento. Per questo i nostri veicoli convergono al randevouz e garantiscono l’arrivo in zona dello specialista in tempi rapidi. Da qui nasce la nostra collaborazione con l’azienda regionale, e abbiamo provato a mettere a punto un servizio ancora più specifico”. Oggi l’Alfa Romeo Giulia del Comando di Abbiategrasso è pronta ed è davvero un mezzo speciale. Non solo è un veicolo adeguato per l’attività di PL tradizionale, ma nel baule posteriore c’è un sistema di ritenuta costruito per bloccare i pacchi del trasporto organi e una serie di attrezzature che caratterizzano al meglio i veicoli realizzati da Bertazzoni. Bertazzoni Veicoli Speciali si è sempre distinta per le innovazioni “lanciate” nel mercato dei veicoli prioritari di pubblica sicurezza e questa Alfa Romeo Giulia è una vera peculiarità per l’utilizzo delle auto della Polizia Locale. Sono sempre di più gli allestimenti che vengono dotati di defibrillatore a bordo (Dae), come avvenuto con la Giulia Pi-Elle recentemente fornita a Bardolino (VR).
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Cara amica, caro amico,
il Partito Democratico è impegnato in una campagna elettorale che ci vedrà candidati sia per le elezioni regionali lombarde, sia per le elezioni politiche nazionali. Arriviamo a questi appuntamenti con esperienze e con risultati diversi, ma in ogni caso con la consapevolezza di avere svolto il ruolo che ci si aspetta da un grande partito come il nostro con impegno, serietà e responsabilità. A livello nazionale abbiamo avuto dal 2013 la responsabilità di guidare il governo, ottenendo risultati di grande valore che faranno di questa legislatura una delle più fertili dal punto di vista della capacità di elaborare riforme e di sbloccare le risorse e le capacità del Paese. A livello regionale è stata condotta un’opposizione ferma e costante al governatore Maroni e alla sua giunta, ponendo l’accento sulle contraddizioni interne al centrodestra e sulle politiche conservatrici e inique che sono state portate avanti. Disgustano i toni razzisti utilizzati dal nuovo candidato del centro destra che contribuiscono ad alimentare odio nei confronti degli immigrati salvo poi utilizzare il facile espediente della ritrattazione. Sono altresì motivo di forte preoccupazione le posizioni dei 5 stelle che stanno dimostrando una totale confusione su temi importanti e fondanti della nostra società quali l’appartenenza all’Europa e i diritti civili. Per entrambe le competizioni elettorali il Partito Democratico ha le carte in regola per giocare un ruolo decisivo e per mettere a disposizione della Lombardia e dell’Italia competenze, affidabilità e soprattutto una visione del futuro seria, realistica e orientata a equilibrare sviluppo economico e giustizia sociale. In Lombardia il Partito Democratico sostiene convintamente la candidatura di Giorgio Gori, che come sindaco di Bergamo ha dimostrato la propria capacità di promuovere politiche in grado di generare crescita e opportunità difendendo con determinazione i diritti di tutti i cittadini ad accedere ai servizi fondamentali. Anche il Circolo PD di Abbiategrasso e Cassinetta di Lugagnano si è attivato nel sostegno a Giorgio Gori e alla sua candidatura. E’ possibile informarsi sul nostro sito www.pdabbiategrasso.it e sulla pagina Facebook Partito Democratico di Abbiategrasso per quanto riguarda i vari eventi che verranno organizzati in zona.
Evidenzio da subito l’appuntamento del 13 febbraio, quando alle 21 Giorgio Gori sarà presente ad Abbiategrasso all’Annunciata per un incontro con cittadini e sostenitori dell’Abbiatense e del Magentino. Segnalo che chi volesse aderire al Comitato Gori costituito ad Abbiategrasso, denominato Est Ticino Lombardia 2018, può trovare tutte le informazioni su www.xgori.it. E’ un’opportunità per impegnarsi in una campagna preziosa. Un caro abbraccio a tutti.

Andrea Gillerio
Segretario del Circolo del Partito Democratico di Abbiategrasso e Cassinetta di Lugagnano
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I problemi irrisolti del territorio, questo l’argomento che il Movimento 5 Stelle di Abbiategrasso ha affrontato durante l’incontro che si è tenuto lunedì 15 gennaio presso lo Spazio Ipazia, ad Abbiategrasso. L’incontro, moderato da Gianluca Poddighe, attivista pentastellato, ha visto la partecipazione in veste di relatori di Tiziana Losa, presidente dell’Associazione Commercianti di Abbiategrasso, Marco Bessi del Movimento per i diritti del Cittadino Malato, Ivan Fassoli attivista del Movimento 5 Stelle di Albairate e Comitato Superstrada, Paride Ripoldi attivista pentastellato e del Team S9 Ultimo Miglio. Il commercio, oltre a generare posti di lavoro ed essere presidio di sicurezza, rende una città vivibile. Purtroppo, in questo periodo di crisi, le attività commerciali subiscono anche la concorrenza di altre forme di acquisto, pertanto è necessario agire sinergicamente in partnership con il settore pubblico per operare una riqualificazione degli spazi per rigenerare il tessuto urbano, valorizzare i beni culturali e incrementare l’offerta turistica, ha concluso Losa, anche alla luce del progetto di mobilità dolce VENTO, che potrebbe avere ricadute positive anche per la zona dell’abbiatense. Brunella Agnelli ha aggiunto che Confcommercio ha sottoposto all’amministrazione comunale una proposta basata sul protocollo d’intesa siglato a suo tempo tra l'Associazione dei Comuni e Confcommercio Imprese per l'Italia, con l'obiettivo di avviare azioni di promozione della dimensione urbana, applicando con efficacia il principio di partenariato, per la riqualificazione della città, partendo da Corso Matteotti. Marco Bessi, ha relazionato sullo stato della riapertura notturna del pronto soccorso e, cosa non secondaria, sul progressivo smantellamento del presidio ospedaliero abbiatense. Una situazione che si trascina ormai da anni e che sta togliendo ai cittadini dell’abbiatense un servizio essenziale per garantire il diritto alla salute, contro cui il Movimento per i diritti del Cittadino Malato e il Movimento 5 Stelle si oppongono a tutti i livelli istituzionali, con il concorso di altre forze politiche, poiché la questione è trasversale a ogni ideologia.
La superstrada Malpensa Vigevano non porta a Milano e neanche parte da Vigevano, queste le parole di Ivan Fassoli per fugare ogni dubbio sul tracciato della superstrada. L’incombenza dell’opera, ha aggiunto, ha bloccato la realizzazione di tutte quelle opere minori legate alla mobilità territoriale che avrebbero risolti i ben noti problemi da anni. L’on. Massimo De Rosa ha sottolineato come il Movimento 5 Stelle non è contrario a infrastrutture che agevolino la mobilità, ma si batte contro il consumo di suolo di un’opera inutile. Infatti gli attivisti territoriale del Movimento hanno a suo tempo presentato un progetto alternativo per migliorare il tracciato esistente e i collegamenti con il capoluogo, anche con maggiori investimenti nella mobilità pubblica, sia su ferro che su gomma. Su questa tematica si è inserito l’intervento di Paride Ripoldi, sottolineando come il prolungamento della linea S9 non sia in contrasto con il raddoppio della Milano-Mortara ma complementare ad essa, inoltre potrebbe contribuire a incrementare il flusso del turismo di giornata da Milano contribuendo all’economia della città. Ma oltre ai lavoratori del prolungamento potrebbero beneficiarne anche gli studenti poiché la S9 tocca diversi atenei del capoluogo. Barbara De Angeli, portavoce in Consiglio comunale, ha sottolineato come la mozione presentata dai pentastellati per il prolungamento sia stata votata all’unanimità. Ha aggiunto che il movimento è impegnato su diversi fronti, il più urgente è quello della salute dei fanciulli, frequentanti la scuola A. Moro di via Colombo, tristemente nota per il ritrovamento di vecchie cisterne contenente idrocarburi, che hanno causato la non fruibilità del parco e una messa in sicurezza non proprio a regola d’arte. Come sottolineato anche da Andrea Varamo, attivista abbiatense, che si è sempre adoperato per la risoluzione del problema scuola. Una serata per fare il punto della situazione sui temi caldi del territorio, tutti strettamente correlati, alla presenza di numerosi cittadini e attivisti della zona e non, poiché gli argomenti in discussione, oltre a essere di interesse per l’abbiatense riverberano anche in altre aree della Lombardia adiacenti all’abbiatense-magentino, grazie alle politiche sistematiche di distruzione del territorio e privatizzazione dei servizi ai cittadini operata, senza soluzione di continuità, sia dall’amministrazione centrale che dal governo della Regione Lombardia.
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(HWQ) - SI svolgerà sabato 3 febbraio presso il Convento dell’Annunciata il primo “Galà per l’Hospice di Abbiategrasso”. L’appuntamento è alle 20.00 in via Pontida, 22 ad Abbiategrasso. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Associazione ArteGiano con la finalità di promuovere alcune importanti progettualità locali nell’ambito delle Cure Palliative. La proposta gastronomica è curata dai migliori ristoratori del territorio: lo chef Lele Picelli, con la collaborazione di Trattoria Croce di Malta e del pasticcere Andrea Besuschio (tre torte attribuite da Gambero Rosso). La serata prevede l’intrattenimento di Margherita Antonelli, attrice e comica di Zelig, e l’accompagnamento musicale di due violini e un violoncello.
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Siamo arrivati al terzo concerto dei sette previsti per la stagione concertistica abbiatense dell'Accademia dell'Annunciata: Il Regno di Rucken, questo il titolo della rassegna musicale che sceglie come filo conduttore appunto "Rucken", un nome di fantasia che evoca il viaggio di un “piccolo/grande” musicista del ‘700, Mozart, che spinge fisicamente se stesso, non proprio volontariamente, e la propria fantasia, più naturalmente, verso sentieri e percorsi sia materiali che introspettivi. Il viaggio del “giovane” Rucken è quindi un percorso temporale e contemporaneamente atemporale, che si snoda a cavallo tra due secoli di musica, e che porta il pubblico anche in un viaggio "fisico" tra le diverse location previste per ogni concerto. L'appuntamento di venerdì 26 gennaio si terrà infatti nei Sotterranei del Castello Visconteo di Abbiategrasso. La maggior parte delle composizioni eseguite in questo concerto prendono spunto dalla pratica del "Basso ostinato", ossia da variazioni spesso di carattere ossessivo su una semplice melodia affidata alla parte del basso e ripetuta innumerevoli volte. Mirabili sono composizioni come il "Canone di Pachelbel" la "Passacaglia" di J.S. Bach, quella di Hendel, eseguita questa sera e utilizzata in molte pubblicità televisive. Andando più avanti nel tempo citiamo ad esempio il "Bolero" di Ravel, e così tante altre composizioni dell'epoca romantica e moderna si rifanno a questa prassi. Nel Medioevo e nel Rinascimento questi brani venivano spesso utilizzati prorpio come formule magiche inebrianti, atte ad ipnotizzare gli ascoltatori o i danzatori, nel caso venissero utilizzate in ambiti mondani. Illustri geni come Frescobaldi, Pasquini, Hendel, Bach e tanti altri hanno saputo invece innalzare questo tipo di composizioni ad altissimi e nobili livelli artistici, eliminando il carattere ipnotico e inventando una vera e propria arte nel saper creare la prassi della "Diminuzione" sul "Basso ostinato". Un tempo questa pratica era lasciata alla colta sapienza dell'improvvisazione, dal tardo Rinascimento e nel Barocco queste composizioni diventano sempre più intellettuali ed organizzate secondo degli schemi precisi e legati spesso a simboli numerici e ai loro significati. Fanno parte di questo genere i brani di Frescobaldi, Storace, Pasquini e Handel. Il concerto Grosso di Corelli appropriato al Cembalo da Thoma Billington è un esempio di come la pratica della trascrizione di brani orchestrali per uno strumento a tastiera fosse una normale esigenza soprattutto nei salotti della nobiltà, dove non era possibile avere la disponibilità di un ensemble strumentale, che in questo caso veniva egregiamente sostituito da un solo strumento: l'organo o il clavicembalo. A seguire un brano di uno dei più importanti autori del periodo Barocco tedesco: il Praeludium in Sol minore di Buxtehude. La ricchezza delle sue opere lo porta a essere il massimo compositore tedesco nella generazione fra Schutz e J.S. Bach. Questa composizione è una tavolozza ricca di tutti i colori, espressione del cosidetto "Stylus fantasticus" tipico della sua opera. Chiudono il concerto tre Sonate di Domenico Scarlatti. Le 555 sonate, di cui poche furono pubblicate durante la vita di Scarlatti, furono stampate in modo non sistematico nei due secoli e mezzo successivi. Scarlatti ha, tuttavia, attirato ammiratori di rilievo, tra cui Fryderyk Chopin, Johannes Brahms, Béla Bartók, Dmitri Shostakovich, Vladimir Horovitz e Marc-André Hamelin.La scuola russa di pianismo ha particolarmente valorizzato queste sonate.Scarlatti si dimostrò pioniere di tecniche tastieristiche nuove per i suoi tempi, come arpeggi, note ribattute in agilità, incroci delle mani, ottave spezzate e percosse, doppie note: tutte difficoltà tecniche da padroneggiare progressivamente, a mano a mano che il compositore svela le potenzialità timbriche, melodiche e ritmiche della sua scrittura ricca e articolata. Biglietti in vendita su: www.vivaticket.it oppure acqustabili in loco la sera stessa del concerto. Prenotazioni: Amadeus sas - via Borsani 29 - Abbiategrasso, tel. 02-94966110
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di PAOLO GALASSI *
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Nel 2017 abbiamo sentito troppo parlare di macchine che sostituiranno l’uomo. Io penso che il “fare impresa” sia fatto da uomini e donne – imprenditori e lavoratori – che ogni giorno credono in un progetto e fanno di tutto per realizzarlo. Perché è l’uomo che guida lo sviluppo, con le sue idee e con le innovazioni, la tecnologia è solo uno strumento utile a disposizione. Perché questa premessa? Perché finalmente dopo 10 anni di crisi – e uno sterminio di imprese, che solo una guerra avrebbe potuto causare – le pmi stanno rialzando la testa e pensando di nuovo allo sviluppo e non solo alla tenuta dell’occupazione e alla difesa di quanto costruito con sacrificio. Il Servizio Relazioni Industriali evidenzia un calo del 40% delle richieste di ammortizzatori sociali rispetto al 2016, ma attenzione il dato non deve farci esultare. Bisogna tener presente che non è calato solo per la debole ripresa economica, ma anche perché è più difficile accedere agli strumenti e per la riduzione delle imprese manifatturiere sul territorio. Gli imprenditori, ottimisti nel DNA, ci credono sempre. A.P.I. ha scattato una fotografia delle imprese associate che vede più richieste di piani di welfare, un crescente aumento di investimenti in macchinari e attrezzature, anche spinti dai numerosi strumenti di finanza agevolata o dall’industria 4.0. I dati nazionali lo confermano con un aumento del 9,1% della domanda per macchinari e impianti trainati dagli incentivi 4.0., in particolare dall’iperammortamento. Un dato simile non si vedeva dagli novanta! Abbiamo ricevuto molte richieste di ricerca di profili professionali. Ma, che tipo di professionalità cerca il manifatturiero? Il 15% operai specializzati e periti meccanici, per il 10% periti elettrotecnici e tecnici informatici, competenze sul 4.0 per il 9%, periti chimici il 5%. Forte attenzione al personale qualificato con lauree scientifiche ma anche umanistiche. Il 30% ricerca collaboratori con formazione tecnica o laureati in area tecnico-scientifica, il 15% ricerca competenza nell’ambito del marketing e comunicazione, l'11% sulla web communication e per il 5% esperti in ambito economico – finanziario. Ma non solo, le imprese stanno investendo sulle competenze interne per crescere, sono oltre 4.200 le ore di formazione finanziata erogate, tra queste il 23% delle pmi su marketing e strategia d’impresa, oltre il 30% sulle lingue. E’ evidente una tensione allo sviluppo dei mercati esteri e alla strategia di crescita. Quindi, quali sono le aree su cui stanno puntando le pmi? UE (24%, in particolare Germania, UK e Spagna); Nafta (16%, in particolare USA); Asia (13%); Africa (12%); Bacino Mediterraneo e Medio Oriente (11%, in particolare Iran); Estremo Oriente e Sud Est asiatico (10.5%); Mercosur (9.5%); Australia/Nuova Zelanda (4%). Per quanto riguarda il territorio del Sud Ovest Milano, assistiamo a un aumento dell’export del 10%. A questo punto cosa chiedono gli imprenditori dato che fanno già tutto questo? Di non fermarci all’aumento dell’1,7% del PIL di questo ultimo trimestre, sappiamo che a fine anno non resterà così, ma che l’Italia prenda consapevolezza che per contare deve incidere sulle scelte.

* Presidente A.P.I. Associazione Piccole e Medie Industrie
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di GRAZIELLA CAMERONI *
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Il risultato della recente Conferenza dei Servizi tenutasi a Roma per esaminare le posizioni del territorio rispetto al progetto della Vigevano Malpensa ha visto riproporsi una netta spaccatura fra le diverse istituzioni e ora la parola spetta al CIPE, sentito il parere di alcuni enti assenti e del Ministero dei Beni Culturali. E' evidente che ogni ente è portatore di problemi e visioni particolari ed è palese l'incapacità nel trovare un equo compromesso, rispettoso al massimo dei bisogni, dell'ambiente e dell'economia locale. Il Partito Democratico ribadisce che la scelta finale deve essere frutto della massima attenzione alla prospettiva vista nella sua globalità, perché l'Abbiatense-Magentino è un territorio unitario: le difficoltà di alcuni comuni, fra cui il nostro, sono sotto gli occhi di tutti; il traffico verso Milano è la criticità più forte: riguarda la nostra città, così come altri comuni dei dintorni fino a Vigevano e oltre, compromettendo in modo pesante le nostre prospettive economiche. La rotta Vigevano-Malpensa è l'ultimo dei nostri problemi. Purtroppo finora ogni approccio è sempre stato rigido, decisamente troppo rigido e vincolato a interessi di diverso genere, gli stessi che hanno portato la nostra Regione ad indebitarsi fino al collo nel finanziare i lavori della Pedemontana, della Tangenziale Esterna di Milano e della Brebemi, tutti lavori che non hanno dimostrato la loro effettiva utilità. Non possiamo quindi accettare che un nuovo megaprogetto devasti anche il nostro territorio, sottraendo ulteriore spazio agricolo, deturpando un paesaggio così prezioso. Ogni scelta di questo tipo è un'andata senza ritorno! Non si tratta di una posizione in contrasto con la crescita economica, come ha affermato impropriamente il sindaco Nai nell'ultima seduta di Consiglio, anzi, di una spinta alla crescita, e nel contempo di una risposta concreta ai problemi dei cittadini, che al mattino non si mettono in strada per raggiungere l'aeroporto, ma semplicemente per raggiungere Milano e per coprire 20 km. impiegano un tempo infinito. E' ora di smettere di investire in opere faraoniche, è ora di pensare seriamente alla salvaguardia del nostro territorio e alla sorte dell'agricoltura locale. Questo ci deve stare particolarmente a cuore e per questo assicuriamo la massima sensibilità alle legittime preoccupazioni degli agricoltori, espresse anche in una recente manifestazione. Servono interventi più modesti, in contrasto con un insensato consumo di suolo, interventi che comporterebbero spese assai più contenute e realmente funzionali alla soluzione dei problemi nella loro complessità.
- Servono sì tre circonvallazioni per risolvere le maggiori criticità locali di

CONTINUA IN CRONACA 1
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Una delegazione del Movimento 5 Stelle di Abbiategrasso, Barbara De Angeli portavoce in Consiglio Comunale, Med Mouslih, Paride Ripoldi, Paolo Zorzan, Davide Bartolomeo, Andrea Varamo, Marco Colombini; si sono recati alla stazione di Abbiategrasso, accompagnati dal portavoce al parlamento On. Massimo De Rosa, per valutare in prima persona lo stato del trasporto passeggeri sulla linea Milano – Mortara, gestita da Trenord. La situazione è apparsa subito nella sua gravità, poiché già dalla primissima mattina sono stati soppressi alcuni convogli a causa di un guasto sulla linea nei pressi di Mortara. Una situazione non nuova, come hanno riportato numerosi utenti della linea a cui ci siamo rivolti per avere informazioni di prima mano sulla situazione, non solo odierna. I pendolari sono lasciati a sé stessi, mancando un’informazione adeguata da parte di Trenord sullo stato dei convogli, creando innumerevoli disagi per chi deve recarsi sul luogo di lavoro e di studio. Gli utenti spesso sono costretti a usare l’auto per arrivare a destino, aumentando il volume di traffico verso il capoluogo e l’inquinamento dell’aria. Stupisce anche l’assenza delle istituzioni locali per osservare lo stato del disagio, ormai quotidiano, degli utenti. Dopo aver ascoltato lavoratori, studenti e anziani in stazione, la delegazione è salita sul primo convoglio disponibile diretto a Milano; la condizione del trasporto e del sovraffollamento delle vetture è risultato invivibile e non degno del trasporto pubblico di persone. Il Movimento 5 Stelle Abbiategrasso, per cercare di alleviare questi disagi, ha presentato durante l’ultimo Consiglio Comunale una mozione, votata all’unanimità, per prolungare la linea S9 fino ad Abbiategrasso, anche grazie al fondamentale supporto del Team S9-Ultimo Miglio che ci ha fatto conoscere questa soluzione. Il progetto, grazie a Massimo De Rosa, è stato presentato al Ministero dei Trasporti, che ne ha decretato la fattibilità, sarà ora presentato in Regione Lombardia e a Città Metropolitana di Milano. La politica è assente, solo il Movimento 5 Stelle, cittadini che si impegnano per i cittadini, grazie alla sinergia tra tutti i livelli istituzionali è riuscito a portare una proposta fattibile nel breve termine, e non esclusiva rispetto al raddoppio della linea, per attenuare in parte la disastrosa situazione in cui versa, purtroppo, ormai da anni la linea Milano Mortara. Il Movimento 5 Stelle Abbiategrasso, assieme a tutti i portavoce a ogni livello istituzionale, continuerà a monitorare la situazione e lavorare affinché sia effettuato il prolungamento della linea S9 da Albairate ad Abbiategrasso, sia che la linea Milano Mortara sia messa in grado di offrire un servizio di trasporto pubblico degno di questo nome.

MoVimento 5 Stelle Abbiategrasso
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(M.S.) - "Cancellare il progetto Anas di collegamento tra la SS 11 Padana Superiore a Magenta e tangenziale ovest di Milano, variante di Abbiategrasso sulla SS 494 e adeguamento in sede del tratto Abbiategrasso-Vigevano fino al nuovo ponte sul fiume Ticino - primo stralcio funzionale". E ancora: "Realizzare un nuovo progetto concertato direttamente con i Comuni interessati, per meglio rispondere alle reali esigenze di viabilità del territorio, economicamente sostenibile sia in termini realizzativi che gestionali, volto alla riqualificazione delle strade esistenti, il potenziamento del trasporto pubblico su ferro e gomma, la realizzazione di piste ciclabili di collegamento tra i Comuni oggi praticamente inesistenti". Firmato: i sindaci dei Comuni di Albairate, Cassinetta di Lugagnano, Cisliano e Cusago. La lettera, indirizzata al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio, al Direttore generale Maria Lucia Conti, al Presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni e alla vicesindaca di Città Metropolitana Arianna Censi (per conoscenza ai Ministri dell'Ambiente, dell'Agricoltura, dei Beni Culturali e a cinque assessori di Regione Lombardia), è stata inviata il 5 dicembre. I sindaci firmatari della missiva, supportati da Città Metropolitana, Comune di Milano, Parco del Ticino e Parco Agricolo Sud Milano, associazioni agricole e oltre 14mila cittadini del territorio, hanno formulato le loro richieste contenute nella lettera in considerazione del fatto che "non sono state accolte le richieste di adeguamenti infrastrutturali da realizzare sulla tratta B che da Albairate porta a Milano, indispensabili per garantire la funzionalità dell'opera" si legge nella lettera. "Il progetto stralcio è vecchio, sovradimensionato, costoso e non risolverà le problematiche di viabilità del territorio, anzi le peggiorerà. Provocherà danni al sistema idrico superficiale e sotterraneo, danni paesaggistici, danni di intercomunicazione, nonchè danni alla biodiversità. Consumerà suoli agricoli per un totale di 1.266.844 di mq pari al 94% dell'intera superficie occupata dall'infrastruttura, oltre a produrre impatti sul suolo agricolo circostante e sulle acque superficiali e sotterranee per una superficie almeno pari a 2.500.000 mq".
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Il programma del candidato sindaco di Rifondazione Comunista Emilio Florio lo aveva ampiamente ricordato e dimostrato. In Italia il consumo di suolo con copertura artificiale è del 7% contro una media Europea del 4,1%. Nel 1991 la quota era ancora ferma al 4,6% (dati Istat). L’inquinamento atmosferico è responsabile in Italia di circa 30.000 decessi solo per il particolato fine (PM 2.5) pari al 7% di tutte le morti (escluso gli incidenti). Questo significa che l’inquinamento accorcia mediamente la vita di ciascun italiano di 10 mesi, 14 per chi vive nel Nord (dati del Ministero della salute). Secondo la banca d’affari Credit Suisse circa 4.900 dei circa 1.100 centri commerciali negli Usa chiuderanno nei prossimi anni (Corriere economia 30/11/2017). Queste cifre non svelano clamorose novità; si tratta di quanto una persona mediamente informata sa da almeno 10 anni. Chi governa a livello locale dovrebbe tenerne conto quando prende decisioni urbanistiche. La primavera scorsa il PRC ha presentato un programma elettorale che proponeva per Abbiategrasso l’orizzonte di una città di servizi di qualità, della mobilità sostenibile, della riduzione delle volumetrie edificabili; una proposta che indicava un futuro fatto di benessere ambientale ed economico, identificando nei grandi progetti in corso per l’area milanese (Human technopole, Città della Salute) l’opportunità per creare nuova e buona occupazione anche nella nostra zona. Unici in campagna elettorale, abbiamo indicato la possibilità che a Milano arrivasse l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA): il fatto che un sorteggio sfortunato ci abbia privati di EMA non toglie che l’area milanese stia catalizzando a livello nazionale, politiche per la ricerca in ambito sanitario e tecnologico, un fatto su cui amministratori capaci dovrebbero riflettere. Ovviamente questo programma elettorale ha suscitato le ire di alcuni promotori di quello che il nostro candidato sindaco, Emilio Florio, ha chiamato il “partito del cemento” (imprenditori locali e loro satelliti politici) mentre altri candidati, compreso Finiguerra e senza che nessun politico o organo di informazione locale si preoccupasse di quelle assurde critiche e attacchi, rimanendo ambiguamente silenti sulla realizzazione del centro commerciale. Ci spiace dirlo: oggi il “partito del cemento” sembra aver vinto. L’attuale sindaco conferma quanto promesso in campagna elettorale: autostrade, palazzi, centri commerciali sono quello che ci attende. Di fronte ai contenziosi in corso, il sindaco Nai sceglie di tutelare gli interessi dei proprietari fondiari e non dei cittadini, ripristinando l’abnorme PGT dell’ex sindaco Albetti e promettendo, in cambio della devastazione ambientale, la nuova piscina e addirittura il Pronto soccorso, mentre il suo “acerrimo” avversario Finiguerra, incredibilmente, si astiene. Ma non dobbiamo rassegnarci a queste scelte urbanistiche che nascono già vecchie: proponiamo a tutti i cittadini, i partiti e le associazioni democratiche che hanno a cuore il futuro della città di mobilitarsi e lottare insieme per insegnare al sindaco ed alla sua Giunta che un ballottaggio vinto di misura non gli da il diritto di stravolgere un territorio e la sua identità.

Il Coordinamento Cittadino
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Garantire il destino dell'ospedale e quello del Pronto Soccorso. Sul presidio di Abbiategrasso la posizione del Pd è sempre stata questa da mesi. E in occasione del voto favorevole alla mozione che chiede la piena operatività del Pronto Soccorso e il ripotenziamento dell’ospedale, il consigliere Carlo Borghetti lo ha ribadito ancora una volta. "Il problema- avevo già sostenuto nei mesi scorsi e prima del nostro sopralluogo di lunedì - non è tanto quello di riaprire un Pronto Soccorso se non ha gli standard di sicurezza previsti dal DM 70, ma perseguire e garantire quegli standard, e avviare il rilancio dell'ospedale guardando il quadro complessivo, nell'ottica di una migliore integrazione territoriale – spiega Borghetti – Quello che ci è sempre sembrato necessario è tener conto delle peculiarità e dei bisogni di questo vasto bacino di utenza, e trovare una vocazione adeguata per il rilancio e il ripotenziamento del presidio, a partire dalle attività in area chirurgica e diabetica. Abbiategrasso deve essere l’ospedale di riferimento del suo territorio. Abbiamo votato convintamente la mozione perché sottolinea l'importanza della valorizzazione sia del Pronto Soccorso che di tutto il presidio nel suo insieme, e si chiede di ripotenziarlo garantendo la sicurezza dei pazienti con personale adeguato”.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Il Movimento 5 Stelle Abbiategrasso esprime profonda preoccupazione per la scelta della giunta comunale, guidata dal Sindaco Cesare Nai, per la temporanea sospensione della pubblicazione della variante al Piano di Governo del Territorio, approvata con deliberazione del Consiglio comunale del 21 aprile 2017, con la motivazione di condurre una verifica delle scelte e dei contenuti. La giunta ha deciso di rinviare al Consiglio comunale, l’esame di una eventuale proposta di revoca degli atti della variante al Pgt. Tutto ciò appare pretestuoso per riscrivere la variante al Pgt relativa all’ambito ATS2, ovvero dove ora dovrebbe sorgere il centro commerciale, ma ridimensionato nella volumetria. Centro fortemente voluto dall’attuale Vice Sindaco Roberto Albetti, al tempo primo cittadino, che avrebbe portato una colata di cemento nell’area in questione. Ci chiediamo: che visione futura di città ha il Sindaco e la sua giunta? Vogliono puntare sul turismo e le eccellenze del territorio, ma favoriscono il cemento selvaggio proprio a ridosso dell’ex convento dell’Annunciata, patrimonio abbiatense che dovrebbe essere valorizzato, ma attualmente senza idee in tal senso. Questo bipolarismo politico teso, da un lato a far cassa a spese del territorio, dall’altro a mantenere iniziative spot per mostrare che questa amministrazione è attenta alle esigenze delle attività economiche abbiatensi porterà solamente denaro nelle casse dei costruttori, senza benefici concreti per i cittadini nel lungo termine. Il Movimento 5 Stelle di Abbiategrasso è fortemente contrario all’ipotesi di una futura revisione del Pgt, che si configura anche irrispettoso verso la cittadinanza tutta, in quanto appare uno spreco di denaro pubblico, speso per la revisione approvata lo scorso anno e, come temiamo, che verranno impiegati per un ulteriore revisione, conseguentemente stornati da altri capitoli di spesa, magari di maggior interesse per la cittadinanza. Il Movimento 5 Stelle Abbiategrasso, porrà in essere tutte le azioni necessarie per impedire che una simile eventualità si realizzi.

MoVimento 5 Stelle Abbiategrasso
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

A distanza di pochi mesi dalla controversa questione che ha interessato il Centro Parco La Fagiana di Pontevecchio e la Direzione Parco Ticino, dobbiamo prendere atto che la situazione di alcuni servizi al Parco Ticino è ormai del tutto fuori controllo: lo desumiamo dal fatto che il consigliere con Sub Delega al Settore Vigilanza (Duse Luigi) stenta a realizzare la sua chiamata in causa in un settore strategico - da LUI presieduto - come quello dei Guardia Parco, allorquando si verificano reiterati fatti gravi con potenziali profili penali! Fatti che chiamano anche in causa funzioni e responsabilità in capo al Responsabile della Vigilanza e del suo Vice. Questa é la cartina di tornasole di come al Parco Ticino il Banco delle Verifiche e Controlli NON interessi più a nessuno: il Csa lo ha scoperto suo malgrado da tempo denunciando molte irregolarità e la Politica attende alla finestra solo il rinnovo delle Cariche all'interno dell'Eleggendo nuovo Consiglio di Gestione del Parco Ticino, ormai terra di conquista e spartizione dei partiti checché se ne dica .... Caso Strano però, chi si trova talvolta coinvolto in mezzo al fuoco incrociato di queste "zone di potere e ricatto" sono sempre le persone che hanno la "colpa ed il merito" di fare solo e soltanto il proprio dovere! Temiamo infatti che l'ultima istanza a cui rivolgerci sia rimasta l'autorità giudiziaria, visto che oramai anche l'incolumità fisica dei Guardia Parco accertatori e verbalizzanti- coinvolti nel caso Centro Parco La Fagiana - viene messa a repentaglio dall'audace Vice responsabile dei Guardia Parco, la cui moglie risulterebbe ai più già socia della Coop. Paideia, mentre sullo sfondo rimangono i fantasmi, le omissioni e gli errori che coinvolgono in quell'affido direttamente la Direzione Parco Ticino e di alcuni servizi sottoposti alla medesima Direzione. Quest'ultima è da settimane impegnata alacremente nell'archiviazione dei Verbali Sanzionatori dello scorso Giugno nei confronti della Coop. Paideia, soprattutto perché gli addetti ai lavori sanno benissimo che potrebbe venir coinvolto nella partita anche il Consigliere con delega al Settore Patrimonio Promozione Sviluppo e Marketing Territoriale del Parco Ticino, perfettamente a conoscenza a suo tempo delle criticità tecniche legate a quella gestione in affido senza le necessarie verifiche procedurali. Alcune carte lo dimostrano inequivocabilmente !! Per questo il cerino "espiatorio" del Centro Parco La Fagiana deve rimanere in ultima istanza in mano ai Guardia Parco accertatori, che hanno fatto solo il loro dovere e che rischiano per questo di pagare un dazio altissimo, in cambio della “incolumità professionale” della Direzione Parco, di alcuni funzionari sotto posti e non da ultimo di autorevoli consiglieri in fieri di rinnovo delle cariche politiche. Del resto alcuni fatti di questa vicenda ci sembrano emblematici ed inequivocabili: chiamano in causa direttamente il Segretario/Responsabile dell'Anti corruzione del Parco Ticino Dr. Sagaria ed il Direttore Peja: quest'ultimo all'atto della sottoscrizione del contratto con Paideia NON poteva trascurare la presenza di un socio con legami civili con il vice responsabile della Vigilanza del Parco Ticino per l’insorgenza di un possibile conflitto di interessi! Tale elemento non doveva essere ignorato, ma essere chiaramente indicato perché rappresentava un rischio potenziale dell'intero processo di assegnazione della gestione della Riserva. D'altro canto la mappatura dei processi e procedimenti - previsti dal Legislatore - in carico al responsabile dell'Anti corruzione e Trasparenza, nominato dal Presidente del Parco Ticino Rag.Beltrami, dovrebbe servire proprio a questo...

Il Segretario Amministrativo Csa Altomilanese - Settimo Stefano
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Incontro sul futuro dell’ospedale Fornaroli di Magenta, martedì mattina 7 novembre, nella ex sala consiliare di palazzo Formenti. Al termine del summit, il primo cittadino di Magenta e il dirigente dell’Asst, Massimo Lombardo, hanno incontrato i giornalisti e i media. Ha esordito il sindaco Chiara Calati, parlando dell’incontro avuto tra il Comitato dei Sindaci del Magentino col dirigente dell’Asst dottor Massimo Lombardo, “erano presenti quasi tutti i Comuni, c’è forte volontà di dialogo sul tema sanitario e sul futuro dell’ospedale di Magenta. Crediamo in questo dialogo costruttivo, abbiamo una prospettiva da qui a 2 anni, con l’invecchiamento della popolazione serve una pianificazione seria sui temi dei servizi socio.sanitari. La tecnologia medica sta crescendo in maniera veloce, questo ci potrà aiutare parecchio. L’adesione dei sindaci all’incontro di stamani conferma la volontà di rafforzare sempre di più il dialogo”. Il dottor Lombardo, dal canto suo, ha detto di “accettare volentieri la possibilità di raccontare cosa accadrà. L’Asst ha 4 ospedali ed è fortemente radicata nel territorio, questo pone tutta una serie di problemi e prospettive. Il Fornaroli oggi è un cantiere aperto, pensiamo all’ex palazzina F. Mettendo in fila tutti i finanziamenti di Regione Lombardia, oggi abbiamo dato ai sindaci un quadro dello sviluppo dell’ospedale di Magenta. Il tema socio sanitario è un tema delicato”. I prossimi passi dell’ampliamento del Fornaroli sono molteplici: la ex palazzina degli ambulatori ospiterà il nuovo Pronto Soccorso, una nuova Rianimazione e una Unità Coronarica. In un’unica palazzina ci sarà un settore di emergenza-urgenza del tutto nuovo. “Con questo intervento, renderemo il Fornaroli- che ha quasi 50 anni- un ospedale moderno e adeguato ai bisogni dell’emergenza-urgenza. Gli ambulatori del passato, invece, saranno trasferiti al primo piano del nosocomio dopo una ristrutturazione, grazie a finanziamenti che arriveranno nel 2018. Da lì potremo erogare prestazioni di tipo ambulatoriale”, ha precisato il dottor Lombardo. Nel retro dell’ospedale sarà realizzata un’altra nuova struttura di carattere specialistico. I lavori saranno effettuati nel prossimo biennio e sono destinati a concludersi tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, con finanziamenti inseriti in un ambito di progettazione complessiva sulla distanza temporale di almeno 4 anni. L’impegno finanziario è di circa 20 milioni di euro”.
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di GRAZIELLA CAMERONI *
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Vorrei porre brevemente l'attenzione su un problema che negli ultimi tempi sta assumendo proporzioni davvero drammatiche: alludo alla violenza di genere che non passa giorno senza che ci venga presentata nei suoi connotati più devastanti. La dignità e il ruolo della donna, tanto faticosamente affermati nel tempo, sono tristemente messi in discussione, calpestati con violenza intollerabile. Viviamo in un mondo in cui il valore del rispetto della persona è fortemente indebolito, a volte sembra quasi obsoleto, e questo è grave, è segno di una spaventosa involuzione, di un passo indietro nel progresso umano. Vorrei allora che tutti noi, che rappresentiamo una popolazione in cui le donne si distinguono per intelligenza e capacità, generosità, laboriosità, altruismo, solo per esemplificare alcune delle mille virtù, fossimo coesi nel contrastare questo fenomeno e nel diffondere il valore del rispetto, il riconoscimento della diversità, la salvaguardia dell'identità personale, il rifiuto di ogni forma di violenza sia fisica sia psicologica. Diverse scelte politiche sono andate in questo senso negli ultimi anni (penso all'attivazione dello Sportello Donna a livello locale e di ambito, all'apertura dello Sportello antenna del centro antiviolenza, all'azione di coinvolgimento delle scuole, alla delega specifica alle Pari Opportunità, al prezioso lavoro di raccordo fra il servizio sociale, le forze dell'ordine e le associazioni di volontariato). Auspico la prosecuzione di questo impegno per il riconoscimento e la tutela della dignità della donna. Sollecito il massimo impegno nelle scuole perchè il bisogno educativo è fortissimo: lavorare sulla conoscenza di sè, sul rispetto di se stessi, sull'affettività, sul rifiuto di rapporti basati sul possesso; rafforzare il rispetto della diversità, dell'identità altrui; promuovere nei giovani la capacità di reggere l'insuccesso, di sopportare la frustrazione, di non tollerare nessuna forma di maschilismo e di prevaricazione. Il Partito Democratico è già attivo su questo fronte, ma penso che l'impegno debba essere assolutamente trasversale fra noi e che segnali forti debbano uscire da questo contesto istituzionale, raggiungere i nostri concittadini, sensibilizzarli ad un "no" fermo e deciso ad ogni forma di violenza di genere. E' il rispetto della nostra Costituzione a chiederci un impegno in questa direzione. Ma è il rispetto di noi stessi ad imporcelo con particolare incisività. Mi sia consentito, prima di concludere, un saluto e un ringraziamento alla dott.ssa Maria Giaele Infantino, che ha ricoperto il ruolo di dirigente scolastico dell'I.C. Terzani e che è stata trasferita a Milano su un posto di particolare complessità, in una scuola con dirigenza vacante da tempo. Vorrei ricordare che nei tre anni ad Abbiategrasso ha dato un forte impulso alla crescita dell'istituto nato con il dimensionamento, ha creato un clima di positiva collaborazione fra tutte le componenti della scuola e ha lavorato con spirito costruttivo in sinergia con l'Amministrazione Comunale. Con entusiasmo, professionalità e competenza ha dato vita a progetti di particolare rilievo, apprezzati dalle famiglie e dai docenti. L'aumento del numero di iscritti è il segnale evidente di un'azione educativa e didattica di alto livello, riconosciuta dalla cittadinanza e dall'utenza. Mi è sembrato giusto ricordarlo perchè l'attuale amministrazione non l'ha fatto pubblicamente, ma anche perchè ho letto nel suo lavoro e nelle sue parole di saluto un forte senso di appartenenza alla nostra città e questo merita il nostro apprezzamento.

* Consigliera Comunale del Partito Democratico
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“Un Gruppo in forte evoluzione, con una grande voglia di cambiamento e con idee molto chiare sulla direzione da seguire. Una realtà che vuole continuare a stare da protagonista sul mercato, con un know-how tecnologico estremamente avanzato e fortemente verticalizzata, dove entra la materia prima ed escono i prodotti finiti, pronti per essere omologati”. È questo il ritratto del Gruppo BCS che emerge dal racconto di Luca Biagetti, il nuovo direttore commerciale che proprio nei giorni scorsi ha preso in mano le redini del settore agricoltura di BCS SpA. Quarantasei anni, nativo di Fano (Pesaro Urbino), una laurea in ingegneria meccanica presso l’Università degli Studi di Ancona, con il massimo dei voti, e un MBA di 27 mesi con lode presso la SDA Bocconi di Milano, Luca Biagetti ha sviluppato un curriculum professionale di grande interesse nel settore automotive, dapprima presso FIAT Auto SpA e quindi presso Toyota Motor Italia SpA. Dopo esser stato direttore commerciale presso una primaria azienda operante nel settore dei costruttori di rimorchi e semirimorchi, Luca Biagetti è approdato in BCS SpA, assumendo la direzione commerciale del settore agricoltura sia per l’Italia che per i mercati esteri: “Ho accolto con entusiasmo la scelta del consigliere delegato e della proprietà di BCS SpA di unificare, nella mia persona, le politiche commerciali del Gruppo per il settore agricolo e della manutenzione del verde. – spiega Biagetti – Una scelta che si spiega con la volontà di affidare a un’unica regia l’intera politica commerciale aziendale per ottimizzare l’attività della rete vendita e coordinarne le strategie. Del resto, il Gruppo BCS è una realtà estremamente articolata, sotto la quale operano ben quattro brand con specifiche differenti e fra loro integrate: BCS che spazia dai motocoltivatori alle motofalciatrici, dai trattori alle attrezzature per fienagione; Ferrari, che copre i segmenti dei motocoltivatori, delle motofalciatrici e dei trattori; Pasquali, specializzata nei motocoltivatori e nei trattori; e Matra, che si occupa delle macchine per la manutenzione del verde. Quattro brand e una gamma completa di macchine, che intendiamo far crescere in tutti i mercati internazionali, a cominciare da quelli più evoluti”. Biagetti ha colto immediatamente il DNA del Gruppo: “Il Gruppo BCS rappresenta un’autentica eccellenza del made in Italy nell’ambito della meccanizzazione agricola – continua– La scelta di mantenere al nostro interno tutti i processi strategici della produzione ci permette di essere estremamente flessibili e performanti, così da rispondere con efficacia e efficienza alle richieste dei numerosi mercati in cui siamo presenti. Il cuore dei nostri prodotti nasce dai nostri stabilimenti: dalla componentistica meccanica ai trattamenti termici, tutto è gestito all’interno dei complessi produttivi di Abbiategrasso e Luzzara. Inoltre l’innovazione è un elemento centrale nella politica di BCS: la nostra azienda è fortemente votata all’innovazione e l’ufficio tecnico ne è per molti versi il cervello. Ho trovato una realtà estremamente dinamica e proiettata al futuro, grazie anche alla propensione per il cambiamento che si respira”. Prospettive per il prossimo futuro? “Sicuramente puntiamo a rafforzare la nostra presenza sui mercati internazionali, confermando la nostra leadership tecnologica. Ci proponiamo come partner evoluto per chi opera in agricoltura e nella manutenzione del verde, offrendo la garanzia di marchi che fondano la propria affidabilità su una lunga storia e guardano con rinnovato entusiasmo alle nuove sfide”.
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(M.S.) - Il Carnevale Ambrosiano inizia quando quello delle altre città italiane è già terminato. Questo perchè a Milano - e in tutta l'arcidiocesi del capoluogo lombardo - si osserva il rito ambrosiano, che sancisce l'inizio della Quaresima non in occasione del Mercoledì delle Ceneri, ma la domenica dopo. Per questa ragione è il sabato successivo al martedì grasso, ovvero con quattro giorni di "ritardo" che si celebra la fine del Carnevale. La giornata è conosciuta anche con il nome di "sabato grasso". Secondo la tradizione fu infatti lo stesso Sant'Ambrogio, odierno patrono meneghino, a chiedere al popolo di posticipare l'inizio della Quaresima per far sì che egli potesse rientrare in città da un pellegrinaggio. Gli storici ritengono invece che siano altre le ragioni di questo slittamento, riconducibili probabilmente a eventi catastrofici o alla transazione al calendario gregoriano sul finire del XVI secolo. Qualunque sia la ragione, è ormai da molto tempo che il Carnevale Ambrosiano presenta questa peculiarità. La data in cui si festeggerà nel 2018 è quella di sabato 17 febbraio. Ad Abbiategrasso la manifestazione più nota e importante, giunta quest'anno alla 34esima edizione, sarà ancora una volta quella organizzata dall'Associazione Amici del Palio di San Pietro con l'ormai immancabile patrocinio del Comune: il Carnevale Sanpietrino. Alle ore 15 da Piazza San Pietro (maltempo permettendo), partirà la sfilata dei carri allegorici che percorrerà le vie del centro città. Alle ore 16, sempre in Piazza San Pietro, si svolgerà la 17esima edizione della "Passerella delle Maschere - Trofeo Augusto Rosetta". Al termine della manifestazione, verso le ore 17, le premiazioni delle migliori maschere stabilite da una apposita giuria. Si tratterà, in buona sostanza, di un pomeriggio in allegria e serenità.
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(HWQ) - Si è svolto nella mattinata di martedì 9 gennaio il sopralluogo a cura del team tecnico del 101esimo Giro d’Italia che farà tappa ad Abbiategrasso con partenza dalla nostra città giovedì 24 Maggio alle 11.50. Una grande organizzazione in corso per ospitare a Bià la carovana del Giro e tutti gli atleti per la tappa di partenza, che sarà una bella vetrina anche dal punto di vista della promozione del territorio per Abbiategrasso. Alla presenza del Sindaco Cesare Nai, del vicesindaco Roberto Albetti, degli assessori Marco Mercanti e Beatrice Poggi e della Comandante della Polizia Locale Maria Malini per le rispettive competenze. Presenti anche Andrea Ruboni del Velo Sport Abbiategrasso e l'architetto Alberto Ambrosini dirigente del settore sviluppo del territorio. Nel corso della riunione tecnica svoltasi in sala consiliare del Castello è stato stabilito che la tappa abbiatense del Giro d'Italia partirà da Viale Manzoni. I corridori proseguiranno, poi, in corso Matteotti, piazza Golgi e corso San Martino prima di lasciare la città. La tappa del Giro in questione sarà la quart'ultima, quella che porterà i ciclisti da Abbiategrasso a Prato Nevoso (Cuneo), una stazione sciistica del Piemonte.
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(M.S.) - Che fine ha fatto la Compagnia Filodrammatica abbiatense "La Maschera"? E' la domanda che ci hanno rivolto parecchi lettori appassionati di teatro stupiti dal fatto di non avere più notizie, da oltre un anno, di spettacoli dialettali messi in scena in città e nei paesi limitrofi dai bravi attori abbiatensi. Il "Teater de la Merla" ne è l'esempio lampante. Lo scorso anno, da gennaio a febbraio, si svolse regolarmente ma non registrò la partecipazione della "Maschera" ufficialmente perchè non c'era una nuova commedia pronta per essere portata in scena; quest'anno, invece, della rassegna non c'è traccia. Cancellata. Cosa sta succedendo, dunque, alla Compagnia Filodrammatica nostrana? Esiste ancora? Teoricamente sì, anche se la realtà è triste e tale da far presumere un suo scioglimento. I "vecchi" se ne sono andati, e ci riferiamo agli attori Dino Frigerio, classe 1939, Nory Cairati e alla regista Ermi Pasini. Una "botta" mica da ridere è stata, poi, la recente scomparsa di due attori e l'abbandono, a fine 2016, dell'organizzatrice-factotum Barbara De Angeli che è entrata nell'agone politico cittadino. Il difficile ricambio generazionale e il fatto di non avere più, da diverso tempo, una sede nella quale ritrovarsi per le prove e per mettere a punto gli spettacoli, sta facendo il resto. Ben pochi, quindi, gli attori "superstiti" che,con i recenti innesti di qualche giovane, stanno facendo il possibile affinchè "La Maschera" non muoia e che continui ad essere un vanto culturale per la nostra città. “La Maschera” è nata, come quasi tutte le filodrammatiche della zona, in ambito oratoriano. In seguito alle ricerche effettuate, si sono trovate testimonianze della sua presenza che risalgono al 1920. Diversi sono i riconoscimenti ottenuti dalla "Maschera"nel corso degli anni: in particolar modo il "Premio Teatrale San Domingo" ottenuto per ben due volte nel 1998 e nel 2002. Nella stagione 2011/2012 la compagnia aveva deciso di mettersi in gioco non solo come esecutrice di testi teatrali ma anche come organizzatrice di eventi. Nacque così la rassegna "Teater de la Merla" con l’intenzione di trasmettere colore e allegria alle giornate climaticamente più fredde, grigie e noiose dell’anno. Il “battesimo” della rassegna ha contato la presenza di quasi 900 spettatori. L'ultima commedia portata in scena dagli attori abbiatensi risale al 2016.
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“Avanti Tutta” è un installazione sensoriale della Compagnia FavolaFolle e di Teatro Pane Mate, realizzata presso i sotterranei del Castello Visconteo di Abbiategrasso. Un viaggio di scoperta dove le emozioni si avvertono prima di tutto attraverso sensi attraversando spazi evocativi e risonanti, adatti ad accogliere nel migliore dei modi il pubblico nel proprio mondo fantastico. Punto di partenza della realizzazione dell’allestimento molte storie vere che raccontano il cambiamento, raccolte attraverso interviste effettuate sul territorio dell’abbiatense e rielaborate in un testo drammaturgico adatto anche ai più piccoli: storie di migranti che attraversano i continenti per sfuggire alla guerra, alla povertà, alla repressione; di giovani studenti e lavoratori che viaggiano per trovare un luogo giusto per la realizzazione dei loro sogni; di chi scappa per fuggire da eventi storici della propria vita e di tutti coloro che compiono un viaggio per fuggire da dinamiche che impediscono loro di cercare liberamente la propria soddisfazione. All’interno dell’installazione il pubblico si immerge nel mondo dei suoni, delle forme, dei colori per dar voce alla propria intelligenza creativa. L’installazione sarà riservata alle scuole dal 15 al 19 gennaio dalle 9.00 alle 15.45. Per queste date si registra già il tutto esaurito ma sarà possibile l’accesso su prenotazione al pubblico di adulti e ragazzi nei giorni di sabato 20 e domenica 21 gennaio al prezzo di 5 euro a persona per una durata di circa 45’. Si consiglia vivamente la prenotazione poiché anche i posti per queste due date sono in esaurimento. Il progetto è stato realizzato con il supporto di Fondazione Per Leggere Biblioteche Sud-Ovest Milano e grazie al contributo di Fondazione Cariplo.

INFO E PRENOTAZIONI
Compagnia FavolaFolle
392 99 392 99
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di ALBERTO NEGRI
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L’anno 2017 è terminato. A giugno abbiamo avuto le elezioni. E’ andato via Arrara ed è arrivato Nai. Più sobrio quest’ultimo, sicuramente meno presente agli aperitivi e alle inaugurazioni. Sei mesi sono passati. Ma è cambiato qualcosa in città? Se qualcosa è cambiato, ad oggi, nessuno se n’è accorto. Unico cambiamento visibile: un notevole aumento del traffico in viale Manzoni, in seguito alla possibilità di uscire dal centro storico attraversando corso Italia in direzione S. Pietro. Nulla fa pensare a un cambio di amministrazione. Solite feste e festicciole, soliti ritardi dei treni sulla Milano-Mortara, solito Abbiategusto, solita fiera, solita Annunciata. Solito traffico caotico lungo viale Serafino dell’Uomo, che rende l’aria irrespirabile nelle vicinanze delle scuole, oltre a mettere a rischio l’incolumità dei ciclisti sfiorati da auto, camion, pullman della Stav. Insomma il 2018 si apre all’insegna del “niente di nuovo sotto il sole”. E’ vero, forse sei mesi sono pochi, forse è troppo presto giudicare una amministrazione appena insediata, che deve ancora capire come muoversi. Resta il fatto che muoversi in città diventa ogni giorno sempre più difficile. Le auto in circolazione aumentano, grazie anche alla mancanza di piste ciclabili sicure. I passaggi a livello che tagliano in due la città sembrano aver raddoppiato il tempo di chiusura. Si può restare in fila dai 10 minuti al quarto d’ora più volte al giorno. Non si capisce perché debbano restare chiusi per così lungo tempo. Chi per scelta o per obbligo deve utilizzare il treno come mezzo di trasporto non fa altro che farsi venire mal di fegato ogni giorno, perché i treni o sono in ritardo o saltano, cioè vengono soppressi all’ultimo momento. Insomma andare e tornare da Milano è sempre peggio sia in auto che in treno. Non solo non ci sono miglioramenti nel tempo impiegato ma la situazione continua inesorabilmente a peggiorare. E l’aria che respiriamo in città a volte è peggio di quella di Milano. In alcuni quartieri periferici della città, in seguito alla moda dei camini a legna o a pellet, vi sono momenti della giornata, soprattutto la sera in cui l’aria è irrespirabile: un fumo denso entra nei polmoni di chi si muove a piedi o in bicicletta. Infatti il fumo esce dai comignoli dalle villette che non sono alti e quando c’è alta pressione viene i schiacciato al suolo, ad altezza di chi cammina all’aperto. L’augurio per il 2018 è di vedere finalmente un cambio di marcia in città, qualcosa che giustifichi il cambio di amministrazione che c’è stato, altrimenti tanto valeva tenersi il niente di prima. Perfino l’opposizione (sigh) non è cambiata. Si chiama sempre Finiguerra (sigh), che c’era prima e c’è ancora oggi. Speriamo che non sia così anche per la Giunta, ci auguriamo tutti che Nai e Albetti non siano la stessa cosa di Arrara e Company. Nel 2018 non ci sono più scuse per nessuno.
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di BARBARA DE ANGELI *
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Gent.mo Onorevole Prina, il nostro Portavoce in Parlamento, Massimo De Rosa, è stato chiamato dalla sottoscritta perché, fin da tempi non sospetti, ci ha supportato nel relazionarci con il Ministero dei Trasporti per realizzare il progetto “S9-Ultimo Km”. Non le permetto assolutamente di dire che noi siamo andati a “fomentare” le legittime proteste dei pendolari: abbiamo semplicemente documentato il calvario che giornalmente subiscono gli utenti di questa linea per rafforzare l’urgenza di portare il capolinea della suburbana S9 in Abbiategrasso . Rispedisco al mittente anche quanto dice sull’attività parlamentare dei nostri portavoce, in quanto, il raddoppio della Milano Mortara è stato un cavallo di battaglia della “politica tutta” dagli anni 70 fino ad oggi e, vista la situazione attuale, deduco che gli inconcludenti siano stati altri, non noi! Fortunatamente il Consiglio Comunale di Abbiategrasso ha ritenuto la nostra proposta di buon senso e l’ha approvata al di là dell’appartenenza politica, delle logiche partitiche e della campagna elettorale imminente. Si è presa una decisione all’unanimità per risolvere un problema ai nostri concittadini. L’impressione che ne ho io, invece, è che parecchi esponenti politici rispolverino annosi problemi che si trascinano da anni unicamente in periodo pre-elettorale, per poi dimenticarsene subito dopo le elezioni, altrimenti non si spiegherebbe come mai il raddoppio non sia mai stato realizzato. In quanto all’ ordine del giorno che sbandiera tanto orgogliosamente, leggo testualmente: “….impegna il governo a valutare l’opportunità di individuare nel triennio 2018-2020 le risorse necessarie al completamento del raddoppio della linea ferroviaria Milano Mortara ed in particolare per la tratta Albairate/vermezzo-Parona”. “VALUTARE L’OPPORTUNITA’ DI INDIVIDUARE “ …e lei sa sicuramente meglio di me come si chiama questa espressione in termini di fattibilità: ARIA FRITTA! Penso che i pendolari abbiatensi sappiano ancora valutare se la vera strumentalizzazione sia parlare dalle pagine di un giornale in piena campagna elettorale oppure alzarsi alle 5 del mattino, come ha fatto il nostro Portavoce in Parlamento Massimo De Rosa, ed essere lì in stazione al loro fianco, quindi stia sereno e lasci queste valutazioni a chi, ogni giorno, si ritrova a dover lottare per mantenersi un lavoro malgrado i problemi causati da un servizio trasporti da terzo mondo. Malgrado stia aspettando da decenni che qualcuno “VALUTI L'OPPORTUNITA'” di lasciarlo tale o di dare finalmente ai cittadini un trasporto ferroviario che sia in linea con le tariffe che paga l’utenza. Ringraziandola per l’attenzione e , sperando di venire smentita dai fatti, Le porgo i miei migliori Auguri di Buon Natale e di Felice Anno Nuovo.

* Consigliera Comunale MoVimento 5 Stelle
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Alla c.a. Assessore per i lavori Pubblici - Vice Sindaco Roberto Albetti,
Alla c.a. Assessore per la Sicurezza Urbana - Marco Mercanti,
Alla c.a. Capogruppo Forza Italia - Consigliere Gianluca Ceresa
Alla c.a. Responsabile Gestione Patrimonio Ing. Antonio Carrozza

Stiamo ricevendo numerose segnalazioni riguardanti la scarsa illuminazione e sicurezza in prossimità degli attraversamenti pedonali, che risultano essere, in diversi punti della città poco illuminati e parzialmente coperti da aiuole così alte da nascondere, almeno per buona parte, la presenza di pedoni in prossimità dei passaggi pedonali stessi. L'incidente in cui è rimasto coinvolto un pedone diciannovenne ed un conducente di un veicolo 68enne verificatosi in Viale Cavallotti è un triste esempio del pericolo costituito da un arredo urbano non efficiente; sia il Consigliere Giuseppe Serra che il Consigliere Francesco Chillico, accorsi nell'immediatezza dei fatti, hanno avuto modo di verificare la correttezza di quanto riportato dai media locali.A livello politico, pertanto, suggeriamo:
a) di migliorare a stretto giro l'illuminazione serale del passaggio pedonale in questione, per dimostrare la sensibilità dell'Amministrazione in tema e ridurre il rischio che simili eventi si ripetano nello stesso luogo;
b) di dare disposizioni agli uffici competenti di verificare, senza oneri per l'amministrazione ed utilizzando esclusivamente risorse interne, il livello di sicurezza e lo stato di manutenzione di marciapiedi, aiuole e lampioni in prossimità degli attraversamenti pedonali di tutta la città (periferie comprese) e pianificare interventi a breve termine dove opportuno.
Segnaliamo altresì che, in considerazione della sensibilità della popolazione e della base elettorale rispetto a queste problematiche, il consigliere Giuseppe Serra intraprenderà iniziative politiche in tema, sia esercitando l'accesso agli atti per acquisire migliori informazioni sullo stato di fatto dei passaggi pedonali, sia in Consiglio Comunale con gli strumenti messi a disposizione dal regolamento. Confidando nella Vostra più ampia sensibilità e restando a disposizione per qualsiasi chiarimento fosse ritenuto opportuno, porgiamo i migliori saluti.

Giuseppe Serra & Francesco Catania
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(M.S.) - Il sindaco Cesare Nai, il suo vice Roberto Albetti, il presidente del Parco del Ticino Gianni Beltrami, Adolfo Lazzaroni e lo chef Ezio Santin con la moglie Renata si sono ritrovati lunedì 18 dicembre presso l'ex sala consiliare di Palazzo Marconi per concretizzare lo scopo della "Cena dell'Orsa Maggiore" svoltasi all'Annunciata nella serata finale di "Abbiategusto 2017". "E' stata una cena che ha avuto un grande successo - ha sottolineato il sindaco Nai - . Una cena di qualità che ha avuto il suo senso più alto relativamente alla finalità: quella di raccogliere fondi per l'Anffas di Abbiategrasso. C'è stato un impegno encomiabile da parte degli chef che hanno curato in maniera impeccabile una cena che è stata sicuramente all'altezza. E ringrazio tutti i protagonisti dell'evento. Devo dire che mi ritengo molto soddisfatto perchè, al di là delle spese vive, quella che siamo riusciti a raccogliere è una cifra significativa che verrà devoluta alla bellissima iniziativa che Anffas e Melograno stanno portando avanti: il Dopo di noi, con noi, un progetto che riempie di orgoglio noi come amministrazione per il fatto di avere qui, alle porte di Abbiategrasso, una struttura di questo livello". Per l'iniziativa culinaria organizzata nell'ambito di Abbiategusto, il primo cittadino ha consegnato nelle mani del presidente del Melograno, Alberto Gelpi, un assegno di ben 8.000 euro. "Una goccia nelle tante necessità delle quali questa associazione ha assolutamente bisogno", ha concluso il sindaco. "Come Anffas e Melograno, questo è un risultato che ci riempie di gioia soprattutto perchè ottenuto da una azione del territorio e da persone che hanno fatto grande lo stesso territorio - ha affermato Alberto Gelpi - . Un grazie di cuore a tutti. E' un risultato eccellente. Per noi, questo assegno non rappresenta un mattone, ma un bel bancale. Un altro passo avanti. Siamo sempre più ottimisti perchè se il territorio risponde ogni volta con queste iniziative, vuol dire che stiamo facendo bene. Lo dico sempre: non fateci mancare il vostro appoggio". "L'affezione e l'attaccamento del Parco del Ticino nei confronti di Anffas risale a parecchi anni orsono - ha sottolineato il presidente Beltrami - . Così come tante persone private non hanno mai fatto mancare il sostegno ai ragazzi meno fortunati ospitati da Anffas. Quando si tratta di solidarietà, il Parco del Ticino è sempre presente".
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(HWQ) - “Con questa delibera Regione Lombardia ribadisce il proprio parere favorevole rispetto al completamento della Malpensa Vigevano con la realizzazione del tratto compreso tra Magenta e il nuovo ponte sul Ticino. Si tratta di un’opera strategica per lo sviluppo dell’est Ticino e che va a risolvere una serie di questioni di viabilità locale che si trascinano da decenni”. Lo ha detto l’Assessore all’Economia, Crescita e Semplificazione Massimo Garavaglia in riferimento alla delibera approvata in Giunta attraverso la quale viene confermato il parere favorevole rispetto al progetto definitivo dell’intervento in questione. “Regione Lombardia – ha ricordato l’Assessore lombardo – già nel maggio del 2009, aveva espresso parere favorevole all’opera, condizionato al recepimento di una serie di osservazioni, così da preservare il particolare pregio ambientale e naturalistico del territorio su cui va ad insistere il collegamento. L’ultimo progetto da questo punto di vista tiene conto di queste prescrizioni, inoltre, per quanto riguarda le ulteriori migliorie che potranno essere ancora apportate, mi riferisco in particolar modo alla Variante di Pontenuovo di Magenta, Regione Lombardia si è messa fin da subito a disposizione dei Comuni coinvolti”. “Con la Conferenza dei Servizi svoltasi giovedì 14 dicembre a Roma – ha evidenziato Garavaglia – siamo ormai giunti alle battute finali di questo lungo e complicato iter. Adesso, però, è necessario che il Cipe (*Il Comitato Interministeriale per la programmazione economica) venga convocato al più presto, così da dare il via libera definitivo. In questo modo tra il 2018 e il 2019 si potranno fare partire i cantieri e, quindi, dare continuità all’intervento sul nuovo Ponte del Ticino a Vigevano che è ormai in fase avanzata di realizzazione”. “Mi auguro – ha concluso l’Assessore lombardo dell’est Ticino – che non si registrino altri ritardi. In questi anni si è perso fin troppo tempo, visto che di questo collegamento si parla dall’inizio degli anni 2000, tanto che c’è un’intesa quadro tra Governo e Regione Lombardia risalente all’ormai lontano 2003. Ritardi che hanno fatto perdere per strada molte risorse: dagli iniziali oltre 400 milioni di euro si è scesi agli attuali 220 milioni di euro. Purtroppo, è andata così, con quasi il doppio di risorse a disposizione si sarebbe potuto fare molto meglio. Peccato. Adesso però basta, chiudiamo il cerchio”.
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(M.Scotti) - "Le nostre proposte sono state accolte in maniera convincente. Adesso la palla passa al Cipe (Comitato Interministeriale per la programmazione economica, ndr) che, se tutto andrà bene, dovrebbe riunirsi entro il mese di gennaio. Noi siamo fiduciosi affinchè la questione vada a buon fine". Così il sindaco di Abbiategrasso, Cesare Nai, di ritorno da Roma dove, in Conferenza dei Servizi, lo stesso primo cittadino e l'intero fronte del Sì alla superstrada Vigevano-Malpensa ha ribadito ancora una volta la centralità di quest'opera infrastrutturale attesa da troppo tempo dai nostri territori. Nella capitale c’erano anche i rappresentanti di Città Metropolitana, Parco del Ticino e Parco Agricolo Sud Milano a dar manforte ai Comuni minori di Cassinetta di Lugagnano e Albairate. Dall’altra parte, le sei Amministrazioni che da tempo reclamano la realizzazione del secondo tratto della Malpensa-Vigevano: ossia, Magenta, Vigevano, Abbiategrasso, Boffalora sopra Ticino, Robecco sul Naviglio e Ozzero. Come detto, il Ministero ha accolto tutte le osservazioni dei Comuni favorevoli alla superstrada, adesso diventa decisivo il passaggio al Cipe, ultimo essenziale tassello prima che si possa dare avvio alle gare di appalto e alla cantierizzazione, fra il 2018 e il 2019. Diciamo che l’opera si farà. Grande soddisfazione è stata espressa, oltre che dal sindaco Nai, anche dal primo cittadino di Vigevano Andrea Sala, giunto a Roma in delegazione con il suo vice Andrea Ceffa e l’assessore Riccardo Ghia. Il comune di Vigevano ha chiesto che la costruzione della superstrada parta dal nuovo ponte sul Ticino: “In qualità di Sindaco di Vigevano – ha scritto Sala in un breve comunicato - ho sostenuto nella conferenza che in fase di appalto, nel cronoprogramma dei lavori come opera prioritaria vi sia la realizzazione della strada a partire dall’innesto del nuovo ponte sul Ticino, ad oggi in consegna prevista entro il 2018. Ponte e superstrada sono pensati come unico elemento e non possono avere sfasamenti temporali nella realizzazione”. "Il progetto della superstrada è sempre lo stesso - ha spiegato ancora il sindaco Nai -, ma è chiaro che Regione Lombardia si impegna ad accogliere le richieste dei vari Comuni di varianti rispetto a certe mitigazioni: verranno tenute nella debita considerazione. Anche Abbiategrasso ha fatto qualche osservazione rispetto al progetto originale, osservazioni che vanno nel senso di minimizzare alcuni aspetti del progetto a nostro avviso inutili e deleteri". Non resta quindi che attendere il mese di gennaio quando il Cipe si riunirà per decretare la definitiva sconfitta del fronte del No. L'onorevole del Partito Democratico Francesco Prina era presente a Roma in veste di uditore alla Conferenza dei Servizi. "Gli enti presenti hanno portato i loro contributi e le loro richieste di migliorie al progetto Anas - ha commentato in una nota-stampa - ; dopo di che il loro parere finale è stato il seguente: 6 enti presenti (i Comuni di Abbiategrasso, Magenta, Ozzero, Robecco, Vigevano e la Regione Lombardia) hanno dato parere favorevole; altri 6 enti presenti (i Comuni di Albairate, Cassinetta di Lugagnano, Milano, la Città Metropolitana, il Parco del Ticino e il Parco Agricolo Sud Milano) hanno dato parere sfavorevole. Inoltre il Comune di Boffalora ha dato parere sfavorevole al progetto, ma favorevole al tracciato. Il Ministero dei Beni Culturali si è riservato di far avere al più presto il proprio parere. Ad ora non si hanno notizie di quelli degli altri enti invitati. Quando il Ministero avrà terminato la raccolta dei pareri, la fase istruttoria sarà finita e la decisione di finanziare l’opera o meno, secondo il progetto obiettivo definitivo redatto dall’Anas, passerà al Cipe. Visti i tempi necessari per completare le documentazioni, se ne riparlerà la prossima estate".
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di MARIO SCOTTI
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Inaugurazione del presepe intitolato ad Augusto Rosetta e cena natalizia presso il ristorante del quartiere fiera sono stati due eventi di fine anno (il terzo e ultimo sarà il Galà di Capodanno) organizzati dall'Associazione Amici del Palio di San Pietro nel giorno dell'Immacolata. Tutto è iniziato in corso San Pietro alle ore 18 quando, alla presenza del sindaco Cesare Nai, della capitana della Contrada del Gallo Cosima Bizzarro e di don Leandro Gurzoni, è stato inaugurato il bel presepe nel cortiletto di "Che Banca". Presepe che si potrà ammirare fino al giorno dell'Epifania. Ha allietato la manifestazione il complesso bandistico La Filarmonica. Un paio d'ore dopo l'inaugurazione del presepe, tutti al ristorante del quartiere fiera: gli Amici del Palio hanno chiamato a raccolta i contradaioli, gli amici e i simpatizzanti per la tradizionale cena di Natale curata dal noto chef Lele Picelli e dal suo staff. Un'ottantina, in tutto, i partecipanti. A rappresentare l'amministrazione comunale il sindaco Cesare Nai e il vicesindaco Roberto Albetti, immancabile in questa occasione e sempre baciato dalla fortuna (ma sarebbe meglio chiamarla in altro modo...) nell'accaparrarsi ogni volta un gran numero di premi della lotteria. Anche stavolta non si è smentito, rimediando dai presenti una serie di battute fra l'ironico e lo sfottò. Tra i personaggi presenti, l'organizzatore di Fiere ed Abbiategusto, Adolfo Lazzaroni e l'ex presidente del Consiglio Comunale, Adriano Matarazzo. A fare gli onori di casa, ovviamente, l'inossidabile presidente degli Amici del Palio, Tiziano Perversi che nel corso della serata conviviale ha consegnato numerosi riconoscimenti natalizi a tanti personaggi legati agli eventi dell'Associazione, Palio in primis. Palio che, spiace constatarlo, sembra avere imboccato la triste strada del declino. In sostanza, le contrade sanpietrine si sono ridotte da 6 a 3. E' dello scorso anno la notizia del ritiro della Piattina, poi, in estate 2017, è stata la volta della Sforza, infine è toccato alla Nuova Primavera-Cervia. Il problema, come spiegato dal presidente Tiziano Perversi, non è tanto la mancanza di contradaioli, quanto di capitani, vale a dire di persone in grado di organizzare, portare avanti l'attività delle contrade e di assumersi le proprie responsabilità. Persone che, al momento, latitano, tenendo ben presente che si sta parlando di volontariato, quindi di mettere a disposizione tempo, fatica e denaro per la causa paliesca. Quella degli Amici del Palio rimane comunque una delle più grandi realtà volontaristiche abbiatense "che aiutano a tener vive tante tradizioni - ha sottolineato il sindaco Cesare Nai ad HWQ - . La forza della nostra città è quella di avere tante associazioni di volontariato, un'ottantina in tutto, che si muovono in tanti ambiti. Oggi le amministrazioni comunali faticano ad arrivare dappertutto, in certi settori non ci arrivano proprio; da qui l'importanza di queste associazioni che aiutano laddove i Comuni non arrivano. Mi preoccupa, tuttavia, quel che mi dicono i rappresentanti di queste nostre associazioni: si fa sempre più fatica a trovare persone nuove disposte a metterci tempo libero, dedizione e impegno". E il Palio, come abbiamo visto, non è esente da questo brutto andazzo. "Cerchiamo di metter loro a disposizione gli spazi, ma i finanziamenti comunali sono sempre più ridotti, ormai sono simbolici - ha aggiunto il sindaco - . Uno dei miei progetti è quello di riuscire a trovare qualche risorsa in più da mettere a disposizione delle associazioni. Lo spazio all'interno del quartiere fiera, con una progettualità più spinta potrebbe essere utilizzato per tante altre cose in più. E perchè non investire per realizzare una struttura fissa, risparmiando sui noleggi delle tensostrutture?".
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E’ di poche ore fa la notizia dell’avvenuto invio di una lettera della Presidente della Commissione per le petizioni del Parlamento europeo, Cecilia Wikström, ai Ministeri dell’ambiente e dei trasporti e a Regione Lombardia in merito alla questione “NO Tangenziale”, oggetto di una petizione recentemente dibattuta a Bruxelles in presenza dei Comitati, degli agricoltori e di alcuni sindaci del Sud Ovest Milanese, territorio interessato dal tracciato della Superstrada Vigevano-Malpensa. Rivolgendosi alle autorità nazionali e regionali competenti, la svedese Wikström ha accolto la proposta avanzata per M5S da Eleonora Evi, sulla scorta del dibattito in merito al progetto Anas che ha tenuto banco al Parlamento europeo l’11 ottobre scorso. L’appello che i Membri del Parlamento UE rivolgono a Gianluca Galletti, Graziano Delrio e a Claudia Maria Terzi intende innescare una riflessione sull’opportunità di realizzare questa infrastruttura. Nella lettera si legge, in particolare, che “gli eurodeputati condividono le critiche dei cittadini sull’opera stradale in questione, anacronistica e sovradimensionata, perché penalizza le alternative alla mobilità sostenibile (i.e. trasporto pubblico e piste ciclabili) e provoca effetti devastanti sul sistema idrico, la biodiversità, l’agricoltura e il paesaggio dei Navigli lombardi e della zona del Parco del Ticino”. Inoltre, richiamando l’ormai cronico problema dovuto alla scarsa qualità dell’aria che affligge il Sud Ovest Milanese per via dei continui superamenti dei valori limite di PM10 e NO2 - in palese infrazione dalla normativa europea - la lettera sollecita le autorità competenti a prendere le opportune misure correttive. Ed è proprio in relazione a questo aspetto che verte il messaggio principale che il Parlamento UE ha voluto veicolare alle autorità italiane in merito alla Vigevano-Malpensa. Un passaggio della lettera, infatti, definisce il progetto “controproducente sotto tutti i punti di vista (economico, ambientale e sanitario)” ed aggiunge che l’eventualità di una sua autorizzazione sulla base di una VIA obsoleta “potrebbe contribuire alla decisione della Commissione europea di deferire di nuovo l’Italia alla Corte di giustizia per le persistenti violazioni dei limiti di inquinamento atmosferico”. Il Movimento Cinque Stelle ha lavorato per questo risultato e, a tutti i livelli, accoglie con favore l’invio della lettera del Parlamento europeo ai Ministeri competenti e a Regione Lombardia in tempo utile per la Conferenza dei servizi sulla Vigevano-Malpensa che si terrà a Roma il prossimo 14 dicembre. Siamo convinti che questa missiva, insieme agli orientamenti sfavorevoli al progetto di Superstrada già espressi da alcuni enti territoriali, costituisca un valido elemento che deve necessariamente entrare nel dibattito in corso, e che deve essere preso in seria considerazione. Per gli scenari che evoca in merito a possibili azioni in sede europea e, soprattutto, perché esprime perfettamente la totale insensatezza di questo progetto viabilistico.

Eleonora Evi - Portavoce M5S Parlamento europeo
Massimo De Rosa - Portavoce M5S Camera dei deputati
Marco Carrettoni - Portavoce M5S Città Metropolitana
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Il 30 novembre scorso, durante il Consiglio Comunale, si è svolta la discussione sulla mozione avente per oggetto la realizzazione dell’ultimo chilometro della linea suburbana S9 con capolinea in Abbiategrasso, presentata dal Movimento 5 Stelle Abbiategrasso. La presenza del capolinea della S9 in Abbiategrasso consentirebbe ai pendolari abbiatensi di trovare convogli vuoti e puliti in partenza, con conseguente decongestione dei treni della linea Milano – Mortara con ripercussioni positive sul traffico cittadino limitrofo alla relativa stazione, in sofferenza per almeno 2 ore e 15 minuti al giorno, a causa dei passaggi a livello presenti sulla tratta urbana. La linea suburbana S9 collegherebbe Abbiategrasso a Milano ogni 30 minuti toccando tutti i punti strategici del capoluogo (snodi trasporto pubblico, atenei, etc.) spingendosi fino a Saronno. Il prolungamento della S9, non si pone in alternativa al raddoppio della linea Milano – Mortara, anzi è pensata come misura complementare per collegare Abbiategrasso con il capoluogo per il potenziamento del trasporto pubblico. Per tale ragione Il Movimento 5 Stelle Abbiategrasso, qualora si dovessero manifestare condizioni favorevoli al potenziamento della MI-MO, non esiterebbe ad appoggiare anche la valorizzazione di tale tratta. La mozione, votata all’unanimità dall’intero consiglio, dopo aver recepito alcune osservazioni della minoranza e della maggioranza, impegna il Sindaco e la Giunta a ritenere prioritaria la problematica dei pendolari lavorando anche sul progetto S9, creando i presupposti per un servizio adeguato dapprima interagendo con Regione Lombardia, per poi intervenire con maggiore forza e credibilità presso il Ministero dei Trasporti, affinché Abbiategrasso possa finalmente usufruire di un degno servizio di trasporto pubblico da e verso Milano. Secondo Barbara De Angeli, portavoce M5S in consiglio Comunale, “costruire non significa necessariamente usare calce e mattoni. Costruire significa investire nella qualità dell’ambiente, nella tutela del patrimonio, negli eventi culturali, nel settore enogastronomico che è la nostra grande e vera forza. Questo farà da volano all’afflusso turistico… e turismo significa rendere fiorenti le attività commerciali e le strutture ricettive”. In tale solco si pone la proposta del M5S del prolungamento della linea S9 ad Abbiategrasso. La Giunta Nai, afferma di volere una città a vocazione turistica ma, purtroppo, con la scelta di revocare la variante al PGT pone le basi per distruggere il suo territorio che, senza alcuno scrupolo, profanerebbe con una colata di cemento, in primis l’area dell’ex convento dell’Annunciata; uno dei monumenti più belli, rappresentativi e preziosi di Abbiategrasso. I cittadini abbiatensi meritano rispetto. Sono stanchi di sentire proclami che poi vengono puntualmente disattesi. Abbiamo potenzialità incredibili e un territorio meraviglioso, ma amministratori che credono ancora in un centro commerciale come presupposto di benessere. Per Barbara De Angeli, “i centri commerciali lasciateli alle città dormitorio, non a un borgo come il nostro. Abbiamo già quelli che io chiamo due monumenti ai caduti in tal senso: l’ex Vivo del quartiere Mirabella e il centro di via Dante, dove buona parte della struttura, dopo tanti anni, è ancora vuota”. Ci vogliono decisioni coraggiose se si vuole ridare vita alla città. E coraggio significa anche investire sul territorio.

MoVimento 5 Stelle Abbiategrasso
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Giudichiamo molto grave la decisione della Giunta Nai che stabilisce il ritorno al PGT del 2010. Pensiamo infatti che le conseguenze di questa scelta si abbatteranno pesantemente sul nostro territorio. Il PGT del quale stiamo parlando, redatto ed approvato nel 2010 sotto la Giunta Albetti è infatti uno dei PGT nella nostra regione che prevede un impatto maggiore in termini di consumo di suolo. Lo consideriamo quindi uno strumento urbanistico che è nato vecchio e che ora è ormai obsoleto ed antistorico. Già nel 2010 ci eravamo mobilitati organizzando provocatoriamente il “funerale alla città”, ora purtroppo tutto ciò sta per diventare nuovamente di triste attualità. Il nostro gruppo di famiglie, che si è unito con il fine di dare vita a uno stile di acquisto che fosse il più ecosostenibile possibile, si è sempre battuto per la difesa del nostro territorio e per la valorizzazione delle eccellenze agricole e gastronomiche locali. Il modo di fare acquisti di ognuno di noi ha infatti un grande impatto sulle risorse del pianeta e noi pensiamo che ognuno disponga dei mezzi per dare il proprio contributo, acquistando e consumando, dove possibile, prodotti di qualità, a bassa impronta ecologica e locali. Il PGT Albetti si pone invece secondo noi in netto contrasto con questa visione nella quale noi crediamo profondamente. E' prevista infatti la costruzione di un grande centro commerciale sull'area di pregio agricolo e paesaggistico che si trova alle spalle del complesso dell'Annunciata. Noi crediamo che un'eventualità di questo tipo avrebbe delle conseguenze pesantissime sulla nostra Città, devastando un'area importante per l'equilibrio ecologico, mettendo in seria difficoltà il commercio locale ed impattando pesantemente sulla viabilità creando in questo modo più inquinamento è più disagi per tutta la cittadinanza. La scelta di questa Giunta inoltre riporta nel perimetro di Iniziativa Comunale tutti quei territori che erano recentemente stati riportati a destinazione agricola e sotto la diretta tutela del Parco del Ticino. Questo secondo noi è un brutto segnale di come la compagine politica che ha vinto le scorse elezioni, pur mantenendo una facciata di sostegno alle produzioni di eccellenza della nostra agricoltura, in realtà abbia una visione dello sviluppo del territorio che è basata su paradigmi che erano già in crisi 20 anni fa. Crediamo infatti che le uniche risorse che il nostro territorio abbia e sulle quali debba puntare siano il proprio paesaggio e la propria agricoltura di eccellenza. Abbiamo la fortuna di vivere in una zona che viene considerata tra le più fertili d'Europa. Il nostro territorio è attraversato dal fiume Ticino che con il suo Parco protegge una zona di pregio naturalistico e paesaggistico e completano il quadro i Navigli e le nostre campagne. Queste sono le ricchezze che abbiamo e sulle quali dobbiamo puntare e questo è quello che dobbiamo cercare di lasciare ai nostri figli. Le colate di cemento previste dal PGT 2010 porrebbero definitivamente la parola fine su ogni speranza di sviluppo in questo senso mettendo una pietra tombale pressoché definitiva su ogni possibilità di crescita sostenibile della nostra comunità. Auspichiamo quindi che ci possa essere una grande mobilitazione di tutta la cittadinanza per impedire questo scempio, per convincere questo consiglio comunale a respingere questa proposta e convincere questa classe politica che è necessario cambiare drasticamente rotta.

Il Gruppo di Acquisto Solidale – Spesaccorta
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In seguito al sopralluogo di lunedì 20 novembre da parte di una delegazione della Commissione Sanità del Consiglio Regionale, mercoledì mattina i membri della stessa hanno approvato all'unanimità la mozione per la riapertura notturna del pronto soccorso dell'ospedale di Abbiategrasso. Ciò non può ancora considerarsi una felice conclusione della vicenda perché adesso la palla rimbalzerà alla Giunta Regionale, anche se sembra difficile una bocciatura sonante nei confronti di una decisione presa a maggioranza assoluta. I nostri migliori auguri ovviamente, ma al di là di ogni auspicabile conclusione a breve termine della vicenda noi di Zyme restiamo perplessi per i retropensieri di cui suonano foriere le parole pronunciate al termine della visita di lunedì da parte del presidente della Commissione Bilancio Colucci, secondo il quale i numeri del pronto soccorso non giustificherebbero una riapertura che sì, potrebbe anche essere votata in Commissione - come effettivamente è poi avvenuto – ma " in deroga ai dati reali" di fruizione ed esclusivamente come decisione "di tipo politico-istituzionale". Riguardo agli aspetti prettamente quantitativi della questione pronto soccorso sembra superfluo sottolineare la capziosità degli argomenti addotti: è ovvio che la chiusura notturna e la riduzione della presenza di personale qualificato in anestesia e terapia intensiva - scelte prese a monte - abbiano portato a una diminuzione numerica dell'utenza. Ma ciò che più ci ha colpito delle parole di Colucci è il preoccupante scollamento che si evince tra il piano degli standard di gestione sanitaria e quello della politica: quasi come se la politica fosse da intendere alla stregua un'azione suppletiva, un'eccezione rispetto alla regolare applicazione di norme elaborate secondo finalità economicistiche. Tutto questo tralasciando poi l'ambiguità semantica della parola "politica", che può essere interpretata o spingendola verso l'alto, come "bene comune" (e così la politica=bene comune apparirebbe una deroga fastidiosa alle ordinarie procedure gestionali), oppure verso il basso, come "consenso elettorale" (in tal caso invece la politica sarebbe ammessa strumentalmente giusto come specchietto per le allodole in vista degli appuntamenti elettorali prossimi venturi). Sono solamente dubbi - ci mancherebbe! - e confidiamo tutti nelle migliori intenzioni delle istituzioni regionali, ma in quanto membri di un'associazione politico-culturale non potevamo evitare di porceli, perché si tratta proprio di questioni di cultura politica: e a pensar male si fa peccato ma spesso si indovina. Un servizio ospedaliero per noi non si misura soltanto secondo criteri economici ma in funzione delle garanzie che deve fornire in termini socio-qualitativi a una città e un territorio tra i più importanti entro il perimetro della Città Metropolitana; senza dimenticare che Abbiategrasso con le sue strutture sanitarie di eccellenza quali Golgi, Hospice, Casa di riposo e Anffas costituisce una vera cittadella sanitaria di prim’ordine (quello che noi chiamiamo l’HUB sanitario abbiatense), e tutte queste strutture hanno bisogno di un ospedale di supporto. Anziché giocare al ribasso le istituzioni dovrebbero non solo ripristinare questo “hub”, ma anche investire per rilanciarlo. Questo desideriamo che tengano sempre a mente i nostri rappresentanti e questo noi di Zyme continueremo a ribadire.

Luca Platti, Vice presidente di Zyme Associazione politico-culturale
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(HWQ) - “Dopo il sopralluogo di lunedì scorso, la politica ha messo nero su bianco la richiesta all’assessore regionale per potenziare i servizi e le prestazioni attualmente erogate dall’ospedale di Abbiategrasso, riaprire il Pronto Soccorso nelle ore notturne e garantire la sicurezza dei pazienti con personale adeguato. Sappiamo che non sarà facile garantire il presidio del Pronto Soccorso anche di notte, ma ci aspettiamo risposte forti perché i cittadini che abitano nell’abbiatense si meritano più servizi e più attenzione.” E’ quanto commenta il vicepresidente del Consiglio regionale Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) in merito all’approvazione all’unanimità di una mozione in commissione sanità che chiede alla giunta Maroni una serie di misure per potenziare il presidio ospedaliero di Abbiategrasso. “Il pronto soccorso di Abbiategrasso va riaperto nelle ore notturne, è un presidio fondamentale per la sicurezza dei pazienti e uno strumento che va ad aggiungersi all’eccellenza dell’ospedale in questione. Per questo in Commissione ho votato a favore della mozione 777 “Riapertura del pronto soccorso di Abbiategrasso dalle ore 20 alle ore 8. Dopo il sopralluogo di lunedì 20 abbiamo riscontrato che le dotazioni strutturali non mancano e che ci sono tutte le premesse per riaprire il servizio come richiesto dai lombardi che abitano in zona. Ci sono dei Pronto Soccorso con problemi ben più grossi, anche a Milano, eppure restano aperti, quindi tanto più va tenuto attivo un servizio che serve un intero territorio. Anzi, devo ancora capire perché è stato chiuso, data l’eccellenza dell’ospedale e dato che i pazienti, in caso di emergenza, devono andare a Magenta, a 10 km di distanza. Manca un punto di riferimento fondamentale per il territorio e non possiamo permetterlo”. Lo dichiara Riccardo De Corato, capogruppo di Fdi in Regione Lombardia, commentando la mozione 777 “Riapertura del pronto soccorso di Abbiategrasso dalle ore 20 alle ore 8”. “La chiusura del pronto soccorso di Abbiategrasso nelle ore notturne è stata dettata esclusivamente da motivi tecnici dipendenti da leggi nazionali. Prendiamo atto delle indicazioni del Consiglio Regionale che ci invita a garantire la sicurezza dei pazienti, elemento che ha dettato ogni nostra scelta, a riaprire il Pronto Soccorso nelle ore notturne e a potenziare i servizi erogati dall’ospedale. Ribadisco che non c’è alcuna volontà politica di depotenziare la struttura. Recepiamo il messaggio che arriva dal territorio e ci attiveremo con il governo per verificare la possibilità di una deroga al DM 70”. Lo ha detto l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera a seguito dell’approvazione da parte della Commissione Sanità del Consiglio Regionale della mozione che invita la Giunta a riaprire il Pronto Soccorso nelle ore notturne e a mantenere e potenziare servizi e prestazioni erogati dall’ospedale.
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(HWQ) - “Di fatto, la decisione assunta sul pronto soccorso notturno dell'ospedale di Abbiategrasso, non è stato altro che un prender atto dello stato delle cose. Ma qui siamo davanti ad un percorso tracciato da tempo in questa direzione. Il tema non è il Pronto Soccorso, ma quanto ci sta dietro, anche e soprattutto sulla scorta di quanto prevede la normativa nazionale a riguardo. L’ospedale di Magenta e quello di Abbiategrasso che in questi anni è andato via via specializzandosi in alcuni ambiti della medicina vanno visti come un unicum. Sono complementari“. Parole di Massimo Lombardo, direttore generale dell'Asst Ovest Milanese che gestisce i nosocomi di Legnano, Magenta, Cuggiono e Abbiategrasso, pronunciate nella mattinata di martedì 7 novembre nel contesto dell'incontro organizzato dal sindaco di Magenta Chiara Calati per fare il punto della situazione relativamente al futuro del "Fornaroli". Lombardo ha insomma fatto intendere che la decisione di chiudere il Ps notturno del "Cantù" difficilmente verrà rivista in presenza di problematiche strutturali. Perchè Abbiategrasso possa diventare un Ps aperto h24 serve ben altro che un medico anestesista in più o qualcosa di simile. “La mia – ha affermato ancora Lombardo – è una valutazione di natura strettamente tecnica. Il dato storico circa gli accessi presso il Ps del ‘Fornaroli’ di Magenta è cambiato in modo significativo dall’inizio degli anni 2000 quando eravamo attorno ai 40 mila accessi annui. Ormai da tempo il dato si è consolidato oltre i 60 mila accessi".
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