EDIZIONE DELLE ORE 08.00 - Mercoledì 23 Luglio 2014 - Aggiornate Home e Cronaca 1
di MARIO SCOTTI
*******************************************
Torna tristemente alla ribalta,ovviamente in senso negativo,il famigerato Quartiere Ertos,da tempo immemorabile ricettacolo di rifiuti,sporcizia di ogni tipo,accampamenti di nomadi,discariche a cielo aperto e chi più ne ha più ne metta.Ma l'aspetto più grave è che si tratta di una zona industriale,un vero e proprio monumento alle opere incompiute.Il quartiere è infatti la zona decisamente più disastrata della città nella quale sorgono innumerevoli attività industriali che si trovano a dover fare i conti con strade e rotonde di accesso e interne mai portate a termine,marciapiedi divelti o inesistenti,segnaletica e illuminazione mancante,erbacce e sterpaglie alte fino a un metro,micro-discariche in ogni dove,in bellissima vista dai tanti uffici che si affacciano nell'area,e capannoni incompiuti.Un bel biglietto da visita per i clienti e i fornitori dei vari imprenditori abbiatensi che svolgono la loro attività all'Ertos e che danno lavoro e pane a tante famiglie di Abbiategrasso e zona.Di promesse di una sistemazione almeno decorosa del quartiere ne sono state fatte a quintalate nel corso degli anni da parte delle numerose amministrazioni che si sono succedute alla guida della città: nulla è accaduto,tutto è rimasto esattamente come prima.O meglio,la situazione è notevolmente peggiorata causa l'inevitabile invecchiamento delle strutture e l'avanzare inesorabile del degrado totale-globale dell'ambiente-Ertos che nessuno è finora riuscito a fermare.Lo scorso mese di giugno 2013,come si ricorderà,stanchi di dover sopportare la situazione,numerosi imprenditori dell'Ertos si ribellarono e chiamarono in causa l'amministrazione Arrara.Della vicenda si interessò l'attuale assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Brusati il quale,insieme ai tecnici del Consorzio costruttore del quartiere effettuò un sopralluogo allo scopo di rendersi conto della situazione e parlare con gli imprenditori locali.Oggi,a un anno di distanza,Giovanni Brusati spiega ad Habiate Web Quotidiano che "dal punto di vista urbanistico la situazione è ormai chiara: il Consorzio che doveva ultimare i lavori non è più in grado di farli,non ha più un centesimo di euro per andare avanti.E noi,come Comune di Abbiategrasso,stiamo procedendo per essere proprio noi ad effettuare i lavori.In pratica,sarà il Comune a sostituirsi al Consorzio nell'ultimare l'asfaltatura,l'illuminazione,il collaudo della rotonda.Quelle del Consorzio sono state solo promesse disattese,nonostante i nostri richiami atti a fargliele mantenere".Ma non è finita qui,perchè sul Quartiere Ertos incombe ancora una volta il problema rifiuti-discariche abusive.Nei giorni scorsi sono stati avviati degli interventi di pulizia e bonifica delle discariche nel quartiere Ertos tra via Saba e via Cagnola (terminate il 19 luglio).Sono stati raccolti rsu per 310 kg,ingombranti (1820 kg),raee (260 kg),verde (320 kg),inerti (5010 kg),pneumatici (3630 kg).Sono state infine rinvenute anche delle coperture di eternit frantumato contenente il pericolosissimo amianto.Ebbene,a qualche giorno di distanza dall'opera di bonifica,i rifiuti e le microdiscariche sono riapparse un pò ovunque.Si renderà così necessario un altro intervento,l'ennesimo,da parte di Navigli Ambiente,e così via all'infinito.Amareggiata l'assessora all'Ambiente Daniela Colla."Inseguire gli incivili è dura,molto dura - commenta - .La mamma degli incivili e degli stupidi è sempre incinta,lo sappiamo tutti.Il nostro compito non è arduo,è arduissimo.Cosa dovremmo fare,mettere sotto monitoraggio tutte le aree del quartiere? Tutto si può fare,ma a quali costi? Le campagne di sensibilizzazione servono a poco,è veramente difficile porre rimedio a questa inciviltà che ricade poi sulla collettività.Ogni intervento straordinario,anche il più piccolo,di Navigli Ambiente costa dai 300 ai 400 euro,soldi che pagheranno gli abbiatensi".

Nella foto: l'imprenditore Luigi Uslenghi la cui ditta è attiva nel quartiere Ertos.Proprio Uslenghi lo scorso anno capeggiò la protesta dei colleghi nei confronti dell'amministrazione comunale
______________________________________________________________________
di MARIO SCOTTI
*******************************************
Daniela Accinasio,sindaco di Cassinetta di Lugagnano dal mese di maggio 2012,è tra le più convinte sostenitrici del no al progetto della superstrada Vigevano Malpensa e senza mezzi termini espone le sue ragioni ad Habiate Web Quotidiano."Come già nel passato - spiega il primo cittadino - Cassinetta è fermamente contraria a questo progetto che porta devastazione laddove ci sono campi coltivati e aziende agricole.Che porta devastazione laddove si potrebbe creare un'industria turistica di valore.Con veri posti di lavoro.E tutto questo senza nessun vantaggio nè per chi subisce il progetto sulla propria pelle,nè per la maggior parte dei cittadini della zona,da Vigevano fino a Cusago.E' facile essere favorevoli se tanto non si hanno rischi o danni e tutto ricade sulle spalle di altri".
- Cosa si sente di dire alle amministrazioni comunali favorevoli al progetto?
"Alcune amministrazioni del nostro territorio favoriscono il progetto perchè permetterebbe loro di realizzare opere per le quali non hanno i soldi per fare da soli.E questo a loro basta per sostenere un progetto che creerebbe danni enormi al territorio intorno.A proposito di decisioni condivise...Chi è favorevole alla strada ha solo vantaggi,nessuno svantaggio,nessuna parte di territorio rovinata,almeno nel breve.Noi di Cassinetta,Albairate,Cisliano,Cusago e anche Robecco nonostante la sua posizione,ci troveremmo una infrastruttura che devasta paesi,frazioni,campi agricoli,senza nessun vantaggio ma soprattutto senza che esista alcuna ragione affinchè quest'opera venga portata a termine".
- Senza rifare la storia dall'inizio,a suo avviso quali sono i punti chiave che motivano il suo no al progetto?
"Il progetto ha ormai più di 15 anni.E' del tutto anacronistico pensare che possa andare ancora bene dopo tutto questo tempo.Già solo questo dovrebbe costringere tutti a riconsiderare i presupposti e capire se quanto si andrebbe a realizzare avrebbe ancora un senso.Posto che un senso non ce l'aveva neppure 15 anni fa! E' addirittura notizia di pochi giorni fa che Sea ha deciso di rinunciare al progetto della terza pista di Malpensa.Loro stessi non credono più nell'aereoporto che sarebbe dovuto diventare hub internazionale negli anni 2000 e che ora vive solo grazie alle compagnie low cost.Loro stessi hanno capito che non aveva senso investire per Malpensa e noi siamo ancora qua a parlare di una strada di collegamento!".
- Quali sono,quindi,le necessità del nostro territorio?
"Il nostro territorio,e includo anche Vigevano e Abbiategrasso che sono a favore della superstrada,ha necessità di una revisione del sistema viabilistico verso Milano,sia stradale che ferroviario.Perchè è lì che si concentra il traffico maggiore,quello dei pendolari,delle persone che lavorano e che vorrebbero spostarsi nel modo migliore possibile.E magari anche sicuro ed economico.Ora Sea sta rivedendo il progetto sulla base di una priorità definita tra Anas,Sea e Regione che ha stabilito che i soldi a disposizione devono essere utilizzati per la tratta Vigevano-Malpensa,con buona pace dei pendolari,anche vigevanesi,che arriveranno più velocemente ad Abbiategrasso per ritrovarsi sempre in coda solo un paio di chilometri più avanti quando la SS114 si presenterà come è adesso,senza nessuna miglioria e riqualificazione.Una decisione che non tiene conto in alcun modo della priorità del territorio.La priorità del nostro territorio tutto è di andare a Milano e non di andare a Malpensa.A cosa serve un'appendice di cemento che ferisce il Parco del Ticino e porta danni alle aziende agricole che lavorano e che contribuiscono in modo sano all'economia locale?".
- Altre motivazioni?
"Sempre più ci si dimentica di un progetto ben più ampio,che gli amministratori locali fingono di non vedere: quello di arrivare a realizzare il secondo anello di tangenziali milanesi.Solo così si spiega l'insistenza di voler portare a compimento un progetto che non ha nulla di buono per il territorio.E allora ci troveremo tutti tra qualche anno chiusi all'interno di due anelli di tangenziale.Proprio una bella prospettiva per un pezzo di regione Lombardia verde,quasi integro e che avrebbe prospettive vere di crescere con agricoltura e turismo.Proprio una bella prospettiva per chi vorrebbe posizionare il nostro territorio come eccellenza per prodotti,cibo,ecoturismo.Proprio una bella prospettiva per lo sviluppo del territorio.Facciamo un giro dalle parti di Pioltello o della Milano-Meda.Vediamo come potremmo essere tra qualche anno.Una anonima e grigia periferia urbana a grande rischio di degrado umano.Non pensiamo solo al beneficio,di pochi,dell'oggi.Pensiamo a lungo termine".
- In conclusione,come Comune di Cassinetta continuerete ad opporvi al progetto di collegamento Albairate-Malpensa e siete disposti a parlare di riqualificazione dell'esistente?
"Sì,perchè vogliamo salvaguardare il territorio e farlo crescere nell'unica ottica possibile che non è più quella industriale,ma è quella della valorizzazione storica,turistica e ambientale.Impariamo da quello che succede all'estero.E non voglio aprire il tema del rischio di infiltrazioni mafiose,corruzione e delinquenza che si portano dietro le grandi opere.Vedi Expo e Mose,tra gli ultimi".
______________________________________________________________________
(M.Sc.) - Nel penultimo sabato sera di festeggiamenti in via Stignani per quanto riguarda il mese di luglio,il Gruppo La Cappelletta ha ospitato lo stand della "Gemini Team" di Abbiategrasso (nella foto di gruppo qui sopra).Si tratta di una società sportiva che annovera tra le proprie fila ciclisti appassionati di mountain-bike,sia professionisti sia semplici amatori di questo sport.Una squadra che svolge attività agonistica ed escursionistica per gli adulti e per i più piccoli."Ci muoviamo per aiutare chi non può muoversi" è il motto che il Gemini Team ha deciso di fare suo,per promuovere l'importanza di sostenere Aisla (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica).La sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è una malattia degenerativa che interessa il primo e secondo motoneurone,portando a una paralisi progressiva dei quattro arti e dei muscoli deputati alla deglutizione e alla parola.Il decorso medico è di circa tre anni e purtroppo ancora non esiste una cura per la guarigione dei pazienti affetti da tale malattia."I nostri soci,che stanno aumentando di anno in anno,sono ad oggi 52,tra cui sono annoverati atleti agonisti,non agonisti,bonariamente chiamati escursionisti,e alcuni soci sostenitori - spiegano ad Habiate Web Quotidiano Sergio e Tiziano,rispettivamente presidente e vicepresidente di Gemini Team - .Negli anni abbiamo partecipato ad innumerevoli gare,che ci hanno visto sbarcare in Toscana,anche sull'Isola D'Elba,in Umbria e un pò in tutto il Nord Italia,dalla Valle d'Aosta al Trentino Alto Adige,e ció che ci fa maggiormente piacere é che i nostri colori iniziano ad essere riconosciuti dagli speaker, dagli spettatori e dagli altri bikers".Ma Gemini non é solo gare e agonismo, é anche un gruppo di amici,nuovi e non,che si diverte in compagnia e promuove attivitá benefiche oppure si ritrova per cene o attivitá all'aperto:camminate ai rifugi e relative abbuffate,cicloturismo,scuole di mountain-bike per ragazzi e bambini.Alla Cappelletta,l'intero ricavato della pesca di beneficienza sarà interamente devoluto,come detto,all'Aisla."Ma dopo le risate o risultati agonistici,il nostro fine ultimo rimane sempre aumentare la visibilità dell' Aisla e la raccolta di fondi per sostenere la ricerca contro la Sla".Prossimo appuntamento alla Cappelletta,sabato 26 luglio con la serata dedicata all'Auser-Associazione Filo d'Argento.E' riconosciuta come Ente Nazionale avente finalità assistenziali,ed è iscritta nel Registro Nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale.E' una Onlus.La mission di Auser si propone di:contrastare ogni forma di esclusione sociale;migliorare la qualità della vita;diffondere la cultura e la pratica della solidarietà e della partecipazione;valorizzare l'esperienza,le capacità,la creatività e le idee degli anziani;sviluppare i rapporti di solidarietà e scambio con le generazioni più giovani.
______________________________________________________________________
(M.S.) - Voglia di fare e olio di gomito: potendo fare affidamento su questi due ingredienti i genitori degli studenti abbiatensi si sono messi al lavoro tinteggiando le aule delle scuole cittadine,in particolare quelle della scuola elementare "Aldo Moro" di via Colombo.Il tutto in forma volontaria e assolutamente gratuita."Si tratta di un progetto elaborato insieme all'architetto Lazzari e all'assessore Brusati - spiega Graziella Cameroni,vicesindaco e assessore alle Politiche Educative - .Lo sponsor è l'azienda di vernici Caparol di Vermezzo che aveva già sostenuto un altro progetto simile a Trezzano.In sede di consiglio di circolo ne avevamo parlato con i genitori i quali si sono dichiarati disponibili ad effettuare i lavori.Abbiamo fatto in modo che tutto rientrasse nell'ambito del piano dell'offerta formativa scolastica,con tanto di copertura assicurativa.Un progetto scuola-genitori-amministrazione comunale che sarà portato a termine a settembre".Interessate al progetto risultano essere una decina di aule della scuola elementare di via Colombo.Le vernici,come detto,sono offerte dall'azienda Caparol,mentre il Comune di Abbiategrasso ha provveduto a fornire tutto il resto del materiale occorrente."Direi che si tratta di un gran bel progetto - afferma Cameroni - ,anche se l'aspetto delicato è quello assicurativo".Oltre ai genitori disponibili in questo periodo,se ne aggiungeranno altri a settembre.Oltre alla tinteggiatura,i genitori volontari effettuano anche lavori di scrostatura e stuccatura dei muri e dei soffitti.

Nelle foto: i genitori al lavoro nella aule scolastiche di via Colombo.
______________________________________________________________________
di MARIO SCOTTI
*******************************************
Una moschea,vale a dire un luogo di preghiera per i fedeli dell'Islam,in città c'è già ed è ubicata in via Crivellino.Si tratta del centro culturale islamico "Alif Baa".Come noto,i rappresentanti di una parte di questa associazione hanno chiesto al Comune di Abbiategrasso il permesso di trasformare un capannone industriale dismesso in via Bollini (zona Viale Sforza) di proprietà di privati in un altro centro culturale islamico più spazioso e adeguato rispetto ai locali di via Crivellino ormai vecchi e fatiscenti.La richiesta dei musulmani è stata recentemente portata in commissione allo scopo di valutarla.La stessa commissione ha poi dato parere favorevole.L'ultima parola spetterà ovviamente al consiglio comunale convocato per il 28 luglio,sempre ammesso che la discussione venga inserita all'ordine del giorno,diversamente si deciderà a settembre.Decisione che,inutile dirlo,verrà approvata dall'intera maggioranza."Non esistono criteri urbanistici per negare questa possibilità ai musulmani - spiega ad Habiate Web Quotidiano il sindaco Pierluigi Arrara - .In sostanza,gli islamici acquisteranno il capannone da un privato e lo trasformeranno in centro culturale; in esso svolgeranno le stesse attività che svolgevano in via Crivellino in un ambiente molto piccolo.Da parte mia non esistono pregiudizi nè politici nè tecnici per dire di no; se l'amministrazione non ha motivi reali non può negare il permesso ai musulmani.In via Bollini avranno a disposizione un luogo decisamente migliore rispetto a via Crivellino.Alla fine penso che anche la maggioranza del consiglio comunale sarà d'accordo.L'attuale sede di via Crivellino non possiede tutti i requisiti tecnici di sicurezza necessari e non risponde alle esigenze degli islamici".Manco a dirlo,la notizia della probabilissima creazione di un nuovo luogo di culto e di preghiera islamica in città ha subito suscitato polemiche e proteste."Non cambierà nulla rispetto a prima - prosegue il sindaco - .L'attuale sede di via Crivellino verrà chiusa perchè così com'è non può più andare avanti.Anche "Alif Baa" si trasferirà in via Bollini.L'avversità in città nei confronti dell'Islam c'è solo da parte di qualcuno.Un giornale (i cartamorti 2,ndr) ha inneggiato alla costruzione di una moschea che moschea non è.L'attuale centro islamico di via Crivellino non ha mai provocato disordini nè portato a situazioni particolari,è sotto agli occhi di tutti.Il rapporto fra cristiani e musulmani è positivo grazie alla Consulta dei Popoli,grazie al lavoro delle parrocchie e grazie alla mia amministrazione che ha sempre cercato di coniugare alla perfezione i due mondi".
______________________________________________________________________
di MARIO SCOTTI
*******************************************
Superstrada Vigevano-Malpensa: il Comitato del Sì sta attendendo un incontro presso Regione Lombardia nel corso del quale verrà illustrato il nuovo progetto."Così finalmente riusciremo a sapere come sarà la nuova strada - afferma ad Habiate Web Quotidiano Fabrizio Castoldi,presidente della BCS nonchè presidente del Comitato del Sì - .Spero vivamente di conoscere il nuovo progetto entro la fine del mese di luglio".Nel frattempo,il Comitato presieduto da Castoldi ha già raccolto alcune migliaia di firme favorevoli alla nuova superstrada."Con nostra notevole sorpresa - prosegue l'ingegnere - abbiamo notato che c'è stata una reazione molto forte.Francamente non me l'aspettavo,in particolar modo da parte degli automobilisti.Sono trent'anni che faccio da Milano ad Abbiategrasso sulla stradina che passa da Baggio e la coda la vedo.Una cosa allucinante.Gente ferma in auto per ore.Inquinamento alle stelle.Pensate che tutta questa gente goda in una situazione del genere?".Un'altra bella sorpresa per Castoldi è stata la reazione positiva dei commercianti abbiatensi."La raccolta di firme effettuata in una trentina di negozi cittadini ha prodotto risultati insperati - spiega - nonostante la posizione di Ascom contraria alla superstrada.L'Associazione dei commercianti,evidentemente,non esprime il parere dei suoi associati.Del resto,mi scusi,una strada non può essere osteggiata dai commercianti:questi ultimi hanno tutto l'interesse a far sì che i potenziali clienti li possano raggiungere nel modo più breve e semplice.Dire che il commerciante non vuole la strada è una assurdità".Ma con soli 220 milioni di euro a disposizione che progetto di superstrada sarà? "Guardi,c'è una novità: non sono 220 ma 270 considerando gli interessi maturati.Certo è che non sarà mai la strada prevista dieci anni fa con 480 milioni,e per noi è un grosso dispiacere perchè si trattava di una arteria a doppia carreggiata come noi vorremmo che fosse una strada di massima sicurezza,separata da una aiuola centrale alta un metro e delimitata da due guard-rail laterali.E larga 22 metri.E' chiaro che se non ci sono i soldi,occorre accontentarsi.Noi del Comitato del Sì cercheremo di far pressione affinchè si preveda,già oggi,un ampliamento futuro".Infine,l'ingegner Castoldi fa sapere di voler declinare l'invito di un incontro-dibattito video rivoltogli dal cittadino cassinettese Antonio Negroni dalle colonne di Habiate Web Quotidiano."Il signor Negroni è chiaramente una persona che appartiene al fronte del No,avrebbe dovuto dirlo subito anzichè dichiararsi una persona di buon senso - conclude Castoldi - .Tutti i punti che lui ha esposto nella sua lettera sono esattamente quelli del Comitato del No.Lui non deve convincere il sottoscritto.Noi siamo un movimento di opinione,come lo è quello del No.Noi diciamo la nostra e gli altri dicono la loro.Sono due opinioni contrastanti che servono a entrambi per fornire alla cittadinanza degli elementi allo scopo di assumere una decisione responsabile.Se lui,il Negroni,ha delle opinioni,non le deve dire a me,le comunichi alla cittadinanza e la convinca.A cosa servirebbe un incontro? Saranno gli abbiatensi a decidere".
______________________________________________________________________
Confermata da parte del Sindaco di Milano Giuliano Pisapia la data del 28 settembre per l'elezione del Consiglio Metropolitano."Accogliamo la grande sfida rappresentata dalla Città Metropolitana, - dice il segretario del Pd cittadino Francesco Biglieri - che sta iniziando il suo percorso proprio in questi giorni e che vedrà nell'elezione del Consiglio Metropolitano, organo che dovrà redigere lo Statuto, una tappa cruciale per la sua costruzione.Il Consiglio sarà formato da 24 amministratori votati da tutti i consiglieri comunali e i sindaci dei comuni della Città Metropolitana e guidato da Giuliano Pisapia, attuale Sindaco di Milano.Il Partito Democratico darà vita ad una unica lista insieme a tutto il centrosinistra, consapevole che questa è un'occasione storica per costruire il nostro futuro di cittadini metropolitani, con modelli positivi come Londra, Parigi e altre grandi città europee.Anche il nostro territorio - prosegue Biglieri - deve essere protagonista di questo grande cambiamento, dobbiamo lavorare tutti insieme per evitare di diventare periferia di una "Grande Milano" ed essere consapevoli delle peculiarità della nostra zona, di un'area che è punto di incontro tra due grandi parchi, Parco Sud e Parco Ticino, con una importante vocazione agricola e con delle imprese che devono affrontare le nuove sfide, insieme a delle ricchezze storico culturali di primaria rilevanza.Dobbiamo sostenere nell'elaborazione dello Statuto Metropolitano le nostre istanze, affermando con forza la specificità del nostro territorio, polmone verde ed agricolo della Città Metropolitana, consapevoli della necessità di un rilancio industriale e degli investimenti sostenendo nuovi progetti di start up e co-working, costruendo poli d'eccellenza nello sviluppo tecnologico - sottolinea Biglieri.Abbiategrasso, riconosciuta Città nel 1932 e già capoluogo di uno dei cinque circondari milanesi dal 1861, si deve porre come capofila e traino per tutto il territorio, ragionando, come sostenuto anche dal Sindaco Gigi Arrara, in un'ottica sovracomunale, favorendo una pianificazione territoriale condivisa, un sistema di trasporto pubblico che metta in rete i diversi comuni, un'aggregazione sempre più efficiente per ottimizzare e migliorare i servizi, la costruzione di una proposta turistica che comprenda tutto il territorio.Il Partito Democratico, con tutto il centrosinistra e le forze civiche, sono pronti per vincere questa sfida, pronti a costruire insieme a tutti i cittadini del territorio il futuro della nostra zona, con l'obiettivo di superare il confine dei singoli comuni cercando il bene per le nostre comunità - conclude Biglieri.
______________________________________________________________________
di ANTONIO NEGRONI
*******************************************
Buongiorno Mario,come ci siamo scritti,vorrei fare una proposta di incontro,costruttivo e pacato,all'Ing.Castoldi,sul tema del consumo di suolo agricolo e delle conseguenze sull'ecosistema e in particolare,ma non solo,sul "giro di incastri delle acque" a Cassinetta di Lugagnano,in base all'attuale Progetto Anas-Sea (in attesa, entro fine agosto, di eventuali modifiche,piccole o grandi,come annunciato da Sea).Vorrei partire dai 2 video recenti dell' agricoltore Massimiliano Radice di Cassinetta,video che gentilmente hai pubblicato anche tu su Habiate Web e che stanno avendo non poche visualizzazioni,a conferma che il tema è molto sentito,così come il desiderio di informarsi sul campo da parte dei cittadini,sui cambiamenti che porterebbe,su più fronti,la superstrada tra Vigevano e Albairate (visto che la riqualificazione della Milano-Baggio nel tratto tra Albairate e Milano Bisceglie non si farà più...e che noi pendolari dobbiamo andare nella stragrande dei casi al lavoro a Milano e non certo verso l'aeroporto ormai quasi decotto della Malpensa).Come sai,sono un semplice cittadino (abbiatense di nascita e da 17 anni residente a Cassinetta di Lugagnano ),non ho mai militato in nessun partito politico,ho le mie idee (che sono sempre disponibile a confrontare con quelle degli altri ) e detesto tutte le parole che finiscono in "ista" (Ambientalista,Comunista,Fascista,Sindacalista etc. etc. etc. ) perché mi ritengo un libero pensatore, che cerca in modo semplice e umile,di capire,informarsi e ragionare, affidandosi a un unico riferimento: il buon senso.E' evidente la situazione del traffico tra Vigevano e Abbiategrasso e poi da Abbiategrasso a Milano,così come è chiaro che delle soluzioni vadano trovate;è altrettanto evidente,a mio parere,che l' attuale Progetto Anas-Sea è anacronistico,sbagliato e non in grado di risolvere i problemi,ma anzi ne creerebbe di peggiori,se portato a termine.Qui arriviamo all'ultimo punto:sono un libero professionista con partita Iva,per il mio lavoro nel Mondo della Comunicazione, ho da anni contatti giornalieri su scala nazionale con gli Enti Pubblici (dal più piccolo Comune alle Regioni,Assessorati al Turismo) e mi dispiace sempre,vedere con i miei occhi,a distanza di tempo,le telecamere di "Striscia la Notizia" o leggere gli articoli di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera quando ormai è troppo tardi...cantieri fermi per anni,opere incompiute,strade che finiscono nel nulla! Ho capito una cosa:fin dall' inizio si sa o si può intuire la fine che faranno questi progetti,malfatti e senza le necessarie coperture economiche...non occorre un Ingegnere per capirlo! La mia domanda è:come si può anche solo pensare di fare con 220 milioni di euro un lavoro che già nel 2009 ne prevedeva più del doppio,rispettando tutte le normative di sicurezza,effettuando le opere di mitigazione ambientale previste per dare l' OK al progetto da parte degli Enti Preposti e assicurando lavori eseguiti a regola d'arte e non "una scarpa e una ciabatta"? Davvero è sufficiente non riqualificare più la Milano-Baggio per stare nel budget e rispettare tutti questi criteri? Non rappresento nessuno,non parlo a nome di nessun comitato...se non quello,ripeto,del buon senso.Le mie esperienze di lavoro,vissute sul campo,mi spingono a richiedere all' Ing. Castoldi la Sua disponibilità ad un confronto video tra me e lui su questi temi,allo scopo di cercare di dare,in modo sereno e rispettoso di tutte le idee altrui,se espresse a loro volta con rispetto,più informazioni possibili ai sostenitori del SI' e a quelli del NO,lasciando da parte ideologie,preconcetti e faziosità varie.Riprese video effettuate da Habiate Web Tv e veicolate poi su Habiate Web,su Youtube e sui social,in modo da raggiungere il numero più elevato possibile di cittadini,ben consapevole del fatto che i dibattiti che si terranno nei prossimi mesi a partire da settembre rischiano di essere invece,putroppo, solo delle battaglie a suon di insulti tra i contendenti,a scapito dei contenuti e della ricerca di soluzioni vere ai problemi reali,che esistono...e che solo le persone di buon senso possono cercare di risolvere.Cordiali saluti.

Nella foto,da sinistra: Antonio Negroni e Fabrizio Castoldi
______________________________________________________________________
(M.S.) - Le braccia e le mani che vedete nella foto sono quelle di Tiziano Perversi,presidente dell'Associazione Amici del Palio,e di Fausto Zoia,capitano della contrada Sforza vincitrice a giugno dell'ultima edizione del Palio di San Pietro.Indicano un foro di proiettile di piccolo calibro scoperto in una vetrata del quartiere fiera proprio dove il gruppo di volontari sanpietrini ha la propria sede con ristorante e bar e dov'è ubicata anche la mensa sociale comunale.L'inquietante scoperta è avvenuta nella mattinata di venerdì 11 luglio.La sera stessa,nel ristorante del quartiere fiera,si è svolta la cena di fine attività paliesca degli Amici del Palio."Stavamo effettuando le pulizie dei locali in vista della cena serale,quando abbiamo fatto la scoperta - racconta Perversi - .Il foro nella vetrata è di piccole dimensioni,non so dire se provocato da un'arma da fuoco vera e propria oppure da un pallino sparato da una di quelle carabine che si usano per cacciare i piccoli volatili.In ogni caso abbiamo provveduto ad avvertire le autorità comunali circa l'accaduto".L'episodio in sè è comunque grave ed alimenta nuove polemiche circa l'assoluta facilità con la quale malintenzionati,delinquenti e vandali di ogni tipo possono accedere all'interno del quartiere fieristico di via Ticino scavalcando agilmente la recinzione oppure penetrandovi dalle vie adiacenti.
______________________________________________________________________
Hanno occupato di buon'ora via Melchiorre Gioia, nel tratto adiacente Piazza Città di Lombardia, per gridare a tutti che il riso italiano è in pericolo. Dalle 9 di mattina in poi di venerdì 11 luglio risicoltori provenienti da tutta la Lombardia hanno manifestato a Milano sotto la nuova sede della Regione, per salvare il vero riso made in Italy messo a rischio dalle speculazioni sull'import a basso costo dai Paesi asiatici e in particolar modo dal prodotto a dazio zero proveniente dalla Cambogia.Hanno portato in braccio cartelli con diversi slogan tra cui “Sì alla clausola di salvaguardia”, “riso italiano = qualità” . Accanto a loro anche un gruppo di mondine che ha distribuito ai consumatori un sacchetto di riso del territorio, mentre è stata servita anche una degustazione di risotto alla milanese. Fiaccati dalla volatilità del mercato e dal continuo aumento dei costi di produzione, i risicoltori italiani non vogliono cedere all'idea di dover abbandonare la coltivazione di una delle eccellenze dell'agroalimentare tricolore. Per questo sono scesi in campo. Ecco le voci dalla prima fila della protesta da parte di alcuni risicoltoti dell'Abbiatense e del Magentino.Stefano Ogliari, 29 anni.Di formazione geometra, lascia la professione durante il periodo del praticantato per dedicarsi all'azienda di famiglia, dove si contano 100 ettari a risaia. “Andare avanti così è impossibile – spiega – Chi produce riso per l'export non può competere con i bassi costi produttivi dei Paesi asiatici. Così molti hanno deciso di cambiare, puntando sulle varietà da interno, ma ormai il mercato è saturo e i prezzi crollano. Io non voglio rinunciare all'unicità del mio Carnaroli, ma penso che queste varietà storiche tipiche delle nostre terre dovrebbero essere valorizzate e tutelate, magari con un marchio di garanzia e con l'etichettatura d'origine. Solo così potremo salvare il vero riso italiano ”.Fabio Camisani, 44 anni, di Gaggiano (Milano).Figlio di risicoltori, coltiva 140 ettari con varietà da interno. “Ormai produciamo in perdita – spiega – Con quello che ci viene pagato il riso non riusciamo più a coprire i costi di acqua, energia, gasolio, fertilizzanti. Se le aziende sono costrette a chiudere, che ne sarà del riso italiano? Chi terrà puliti prati e fossi, garantendo la tenuta del territorio contro fenomeni meteorologici sempre più intensi?”.Antonio Cogna, 74 anni.Agricoltore storico, coltiva riso da trent’anni e oggi è affiancato dal figlio in azienda. “Mi hanno tolto la voglia di lavorare – dice con voce piena di rabbia – L’anno prossimo dove posso metterò la soia, con il riso non c’è più niente da fare. Il diserbo mi costa più di quanto poi riesco ad incassare dalla vendita. E’ impossibile stare in piedi così. E le banche non ci aiutano. Si spera sempre che la situazione possa raddrizzarsi, ma è dura: nei magazzini ho il riso già venduto, ma non passano a ritirarlo e non mi pagano. Mi sento come un condannato al patibolo”.
______________________________________________________________________
Gianni Beltrami:" La Gabana
non sarà più una terra di nessuno"
(M.S.) - L'amministrazione comunale,in seguito alle sempre più numerose segnalazioni pervenute a Palazzo Marconi relativamente alla mancanza di regole alla "Gabana",la nota località balneare abbiatense sulle sponde del fiume Ticino,ha iniziato da tempo un "tavolo di lavoro" sia con la Polizia Locale sia con le guardie del Parco del Ticino "per coordinare una serie di interventi di prevenzione e presidio del territorio" - ha spiegato l'assessore Emanuele Granziero.Il primo di questi interventi è già stato effettuato domenica 6 luglio:posti di blocco e di controllo in entrata e in uscita alla Gabana.Altre azioni di questo tipo saranno ripetute nel corso dell'estate."Siamo soddisfatti per questa iniziativa che era comunque nell'aria - ha commentato Gianni Beltrami,presidente del Parco del Ticino presente alla conferenza stampa - .Si è inteso riportare un minimo di ordine in quell'area che è stata definita terra di nessuno.Vogliamo ridare il Ticino alle famiglie,ai bambini e far amar loro la natura.Diversamente,i progetti di educazione ambientale che il Parco sta portando avanti nelle scuole non avrebbero ragione di esistere.Gli interventi messi in atto richiedono da parte nostra un impegno non indifferente,poichè di guardie ecologiche il Parco del Ticino ne ha in forza solo sedici,ma quando occorre noi siamo sempre presenti.Il risultato è stato ottimo,l'importante è che si sappia che la terra di nessuno non esiste più: oggi c'è un territorio di proprietà del Comune di Abbiategrasso che può essere demaniale,ma non è un territorio dove la gente va a farsi i propri porci comodi.D'ora in poi questa gente starà alle regole del gioco di una convivenza civile sulle rive del Ticino.Ci affidiamo anche ai nostri "tisinàtt" affinchè certe storture non debbano più ripetersi.Ringrazio il Comune per quello che ha messo in atto e per quello che ha intenzione di continuare a mettere in atto".I numeri relativi al blitz di Polizia Locale e guardiaparco di domenica 6 luglio sono stati snocciolati dalla Comandante Maria Malini.L'intervento rispetta-regole è stato effettuato dalle ore 16 alle 20 sulla strada di accesso alla Gabana grazie alla presenza di 18 persone fra agenti e guardiaparco ( 8 erano gli agenti della polizia locale).Sette i mezzi impiegati.Controllati ben 60 veicoli,con tutti i conducenti sottoposti al controllo etilometrico.10 le violazioni,una di esse a carattere penale (guida senza patente).Due i casi accertati di ebbrezza alcolica.Controllati tutti i documenti e l'efficienza dei veicoli (1 senza revisione,2 conducenti circolavano senza avere i documenti di guida al seguito).Ritirate due patenti di guida,un veicolo sottoposto a fermo amministrativo e decurtati 30 punti sulle patenti."E' importante sottolineare il successo del coordinamento,la presenza di tanti uomini di forze di polizia diverse - ha sottolineato Maria Malini - .Ancora una volta la sinergia ci ha consentito di portare a termine una azione importante che ha sicuramente aumentato la percezione di sicurezza da parte dei cittadini.Replicheremo questi interventi nei momenti che riterremo più opportuni".Le guardie del Parco del Ticino hanno infine confermato tutto il loro impegno per debellare il fenomeno delle micro-discariche,una piaga che sta devastando il nostro territorio.
Dando seguito alla tavola rotonda sul tema “Lavoro e innovazione: sfide da coltivare nel nostro territorio” tenutasi lo scorso 30 maggio in Abbiategrasso,l’Associazione Zyme ha promosso un incontro per presentare il progetto di creazione di un polo tecnologico per l'innovazione alle istituzioni.“Un contenitore proattivo e dinamico che possa far sintesi di contenuti virtuosi, delle migliori esperienze dei mondi produttivi da quello industriale a quello agricolo, declinato con il sapere della ricerca ed il collante che la buona Politica deve saper offrire”,ha sostenuto il Presidente di Zyme Claudio Pirola in apertura.Presente alla serata Lucia Castellano, capogruppo del “Patto civico” di Umberto Ambrosoli in Regione Lombardia che ha confermato l’interesse attivo dello stesso Ambrosoli in questo progetto ricordando anche alcune visite presso alcune fabbriche della zona che egli personalmente fece insieme con Zyme. “L’idea di un polo tecnologico in un’area importante come quella del sud ovest milanese va sicuramente sostenuta a maggior ragione in un’ottica di Grande Milano, Città Metropolitana”,ha sostenuto Castellano spiegando i motivi del valore aggiunto che l’idea proposta possa dare da protagonista in un contesto metropolitano al di là di ogni forma di sterile campanilismo.“Un’Amministrazione Comunale non può che essere attenta a proposte come quelle che questa sera vengono qui presentate. Il tema del lavoro è prioritario, il futuro non può più essere garantito solamente secondo i metodi ed i modelli che pur hanno fatto storia nella nostra città”, ha sostenuto Il Sindaco Pierluigi Arrara.Presenti alla serata rappresentanti di mondi produttivi, da Carlo Magani delegato Confapi-PMI per il sud ovest milanese e Brunella Agnelli, segretaria Ascom di Abbiategrasso, a Roberto Porati delegato dell’Amministrazione Comunale sul tema del lavoro come pure rappresentanti di liste civiche di altri Comuni circostanti.“Il percorso continua.Quello di stasera è stato solo un primo confronto a livello istituzionale ed ulteriori passi per affinare il progetto in termini di contenuti sono già stati pianificati”,ha concluso Pirola ringraziando tutti gli intervenuti per il confermato interesse rispetto al progetto.
______________________________________________________________________
di KATYA CHIEREGATO
*******************************************
Venerdì 4 luglio, alle ore 18.30, presso la sala 3 dell’ex Convento di Via Pontida ad Abbiategrasso, si è tenuta la presentazione del nuovo CD dell’Accademia Musicale dell’Annunciata dal titolo: “Musica Massonica nella Vienna del ‘700”, lavoro diretto da Sergio Delmastro e sostenuto da BCS. Valeriano Puricelli, direttore de “Lo scrigno della Musica” ha fatto gli onori di casa, introducendo gli ospiti e illustrando a grandi linee il progetto; ha lasciato poi la parola al Maestro Delmastro che ha tracciato la genesi di un lavoro per molti aspetti innovativo nel panorama mondiale; il CD, che sarà sul mercato dal 1° settembre 2014, comprende 13 brani con musiche di W.A. Mozart “Serenata Gran Partita” ed alcune Serenate di A. Salieri e L. Cherubini. E proprio la 'Gran Partita' si presenta in veste inedita, con l'adozione di 9 strumenti rispetto ai 13 abitualmente utilizzati; per la registrazione, poi, sono stati impiegati strumenti originali, una pratica semi sconosciuta in Italia soprattutto per quanto attiene il repertorio dei fiati. Nove musicisti, giovani, molto preparati, che un po' da tutta Italia si sono ritrovati in Annunciata per questa avventura musicale. E anche la volontà, non nuova, di accostare ancora una volta Mozart a Salieri ha voluto rimarcare, non tanto la romanzata rivalità tra i due, ma la loro appartenenza alla Massoneria. Musicisti romantici alla ricerca di un'indipendenza creativa che, spesso, ha causato loro l'indigenza – si vedano lo stesso Mozart e Schubert - ma che ha regalato al mondo un immenso ed inestimabile repertorio musicale. Marco Sarti ha illustrato questa nuova etichetta 'Musica Viva', che si occuperà della pubblicazione e della distribuzione del CD – ad un costo di circa 15/16 euro; la commercializzazione del lavoro dell'Accademia si attuerà a livelli diversi: nazionale grazie a “Egeamusic”, e il CD sarà reperibile presso i grandi distributori e i negozi specializzati nel settore; a livello mondiale tramite “Amazon”, portale internazionale di commercio elettronico; nel mondo multimediale grazie allo scaricamento, rigorosamente legale, dalla rete con Itunes. E proprio l'estero, dove si assiste ad una discreta e interessante ripresa del mercato discografico soprattutto classico, è la 'frontiera' verso cui il lavoro dell'Accademia è particolarmente indirizzato per dare voce non solo a repertori originali, ma anche a nuovi modelli di esecuzione come avviene in questo disco, con musiche inedite frutto di meticolosi studi e curate ricerche.BCS è sponsor dell'iniziativa. L'Ing. Fabrizio Castoldi, Presidente della multinazionale abbiatense, presente alla conferenza stampa, ha sottolineato la valenza del progetto anche nella particolarità di aver coinvolto tanti giovani musicisti; i giovani cui 'consegneremo un'Italia del cavolo' ha detto Castoldi, ma a cui si possono dare anche queste opportunità. BCS è nota per la collaborazione con le scuole – in particolar modo gli istituti tecnici del territorio – ai cui studenti è data la possibilità di avvicinare la realtà produttiva e progettuale di BCS; un modo per integrare formazione ed esperienza sul campo. Vale la pena rimarcare come “Musica Massonica nella Vienna del ‘700” sia stato interamente registrato in una delle sale dell'Annunciata, che tanto bene si è adattata al compito, da rendere praticamente insignificanti i successivi aggiustamenti, ha precisato il Maestro Delmastro. Una precisazione doverosa per il presidente del consiglio comunale, Adriano Matarazzo, che ha sottolineato l'eccellenza di questo prodotto culturale nato e sviluppatosi ad Abbiategrasso.Un biglietto da visita importantissimo nel panorama internazionale dei cultori della classica, che in molti casi non si interessano solo al prodotto finito, ma anche all'ambiente in cui è stato realizzato. Il maestro Riccardo Doni ha ripreso il concetto di storicizzazione legandola al lavoro dell'Accademia che è fatto per durare nel tempo; la progettualità che ne caratterizza il cammino è compiuta per arricchire non solo il pubblico, ma gli stessi musicisti chiamati ad esibirsi dal vivo, ma anche ad incontrare la registrazione della propria produzione artistica: una sfida, ma anche uno sprone a migliorare e a crescere.
______________________________________________________________________
di MARIO SCOTTI
*******************************************
"L'esigenza della cittadinanza è reale,ma allo stesso tempo l'amministrazione si è ritrovata fra le mani una struttura sulla quale non è facile intervenire "al volo".Così abbiamo costruito un percorso che sembra essere quasi concreto.Abbiamo voluto aspettare a renderlo noto,L'imprenditore c'è,il terreno sul quale costruire la nuova piscina c'è,adesso si tratta di mettere insieme il tutto e concretizzare le idee.Con l'obiettivo,in un prossimo futuro,di effettuare un massiccio intervento di ristrutturazione anche sullo stadio comunale e creare così una cittadella dello sport che sia degna di Abbiategrasso.Certo,la nuova piscina sarà un pò fuori mano,ma la via Sforza è l'unica arteria cittadina nella quale esiste una pista ciclabile protetta che permetterà a tutti di raggiungere l'impianto sportivo in bicicletta.Lo stadio verrà dato in gestione a qualcuno che si impegnerà ad effettuare le migliorie e a gestirlo in modo trasparente.Si tratta di un'altra di quelle strutture cui nessuno ha messo mano per vent'anni".Così il sindaco Pierluigi Arrara sintetizza alla perfezione quanto emerso nel corso dell'assemblea pubblica sul tema della piscina svoltasi nella serata di mercoledì 2 luglio in sala consiliare.Assemblea alla quale hanno preso parte,oltre a un gran numero di cittadini che hanno gremito la location in ogni ordine di posti,il già citato sindaco,gli assessori Brusati e Granziero (tra il pubblico anche Daniela Colla e numerosi consiglieri comunali) e Paola Bozzi esponente del Comitato per la piscina.Quasi due ore di chiacchiere con toni anche molto accesi e a volte estremamente maleducati nei confronti degli esponenti dell'amministrazione comunale,accusati di latitanza e di non fornire ai cittadini risposte concrete circa il destino della piscina "Anna Frank".Entrando nel nocciolo della questione e tralasciando i toni degli interventi del pubblico che hanno rischiato di far prendere una brutta piega alla serata,il tutto è tornato alla normalità quando l'assessore Giovanni Brusati si è finalmente deciso a dare la tanto agognata notizia ai presenti."La piscina è stata messa in sicurezza e a settembre riaprirà con o senza l'attuale gestore con il quale ci sono problemi di carattere economico.A settembre-ottobre del prossimo anno ci sarà la nuova piscina.Posto che il Comune non aveva un'area a disposizione nella quale costruire un impianto natatorio di un certo livello qualitativo,e considerato che le cose non si fanno così tanto per farle,abbiamo ritenuto opportuno posizionare la nuova piscina accanto allo stadio su un terreno che non è di proprietà comunale.In questi mesi abbiamo trovato un accordo con gli attuali proprietari dell'area che tramite il piano attuativo verrà acquisita dal Comune.Questo accordo lo formalizzeremo nei prossimi giorni".Per fare tutto questo,il Comune non ha ovviamente i soldi per intervenire.Ha così dato il via ad una operazione di "project financing":esistono quattro soggetti,vale a dire l'amministrazione pubblica interessata all'opera,il costruttore,il gestore e la parte finanziatrice.I tre soggetti privati presenteranno una proposta che verrà messa in gara a settembre.I tempi per la pubblicazione di questa gara sono di 80 giorni.Entro la fine dell'anno il Comune conta di aggiudicare la gara e di far partire i lavori di costruzione della nuova piscina immediatamente dopo."Sarà una piscina coperta - ha spiegato ancora Brusati - con tre vasche alla quale se ne aggiungerà una scoperta.Entro l'autunno del 2015 avremo sicuramente quella coperta".Il tutto per la felicità dei presenti.
______________________________________________________________________
di MARIO SCOTTI
****************************************
"Congelata" (o ibernata,fate voi) per almeno sei mesi in attesa di definire una volta per tutte quale sarà il suo ruolo,ovviamente a costi ridottissimi se non pari allo zero.La morte della Fondazione per la promozione dell'Abbiatense è così scongiurata,diciamo che è stata posta in coma farmacologico.Durante il periodo di "congelamento" la Fondazione non sarà più operativa,salvo portare a termine l'organizzazione già avviata di un piccolo evento.La decisione in tal senso è stata assunta dal consiglio di amministrazione nel corso di una riunione che si è svolta nel tardo pomeriggio di lunedì 30 giugno presso la sala consiliare del Castello Visconteo alla presenza dei rappresentanti di tutti gli enti ed associazioni facenti parte dello stesso CDA.A rappresentare il Comune di Abbiategrasso,il sindaco Pierluigi Arrara."Il CDA ha deciso di non sciogliere la Fondazione,ma di lasciarla in stand-by in attesa di approfondire meglio la situazione - spiega il primo cittadino - .Il periodo di congelamento sarà di almeno sei mesi.Entro la fine dell'anno si cercherà di capire quale sarà il ruolo da assegnare alla struttura:si vedrà se sarà il caso di modificare lo statuto,accettare nuove proposte e definire come dovrà essere svolta l'attività di promozione turistica-culturale del nostro territorio,trovando nel contempo soggetti disposti a finanziare la Fondazione.Nel frattempo la struttura non sarà più operativa.Nessuna attività che richiederà l'impiego di risorse economiche verrà svolta".I soci del CDA decideranno il tal senso quando e come effettuare la ripianificazione economica della Fondazione.La decisione del "congelamento" è stata assunta praticamente all'unanimità,con soli due astenuti e nessun voto contrario."Una volta chiusa,sarebbe stato impossibile riaprirla,c'è una normativa in tal senso - conclude Arrara - .Vedremo,penso che in futuro la Fondazione potrebbe risultare utile in vista di Expo.Dispiaceva chiuderla.Potrebbe tornare ad operare con obiettivi ben precisi e con finanziamenti stabiliti dal CDA".
______________________________________________________________________
di MARIO SCOTTI
*******************************************
La bacchetta magica è un bastoncino,diritto e sottile,di legno,metallo o altro materiale,approssimativamente lungo 30 cm e con una circonferenza di 2,5 mm circa.Può avere delle applicazioni in cristallo per amplificarne la potenza.Viene solitamente usata per risolvere,con un tocco,ogni tipo di problema,anche i più gravi.Ma contrariamente a quel che credono gli abbiatensi,il sindaco Pierluigi Arrara non ne è sfortunatamente in possesso.E così il più delle volte,dispiacendosene assai,il primo cittadino non è in grado di dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini.L'impegno di Arrara in tal senso è comunque notevole ed encomiabile: viaggia alla media di almeno 20-25 incontri e colloqui individuali al mese (circa 300 all'anno) con gli abbiatensi bisognosi che ogni mercoledì,giorno di ricevimento per il pubblico,gli chiedono di tutto:dal lavoro,alla casa,dal sostegno economico a lavori di manutenzione presso strade e abitazioni."E alcuni cittadini si arrabbiano perchè li ricevo dieci giorni dopo la loro richiesta - dice Arrara ad Habiate Web Quotidiano -.Diciamo che i temi principali sono due: lavoro e casa,vale a dire le principali emergenze che investono la nostra città e il territorio.Non mancano tuttavia i problemi personali e quelli di ogni genere".
- Iniziamo dal problema della mancanza di lavoro.
"Ad Abbiategrasso è ancora in auge la vecchia concezione secondo la quale il sindaco "mette a posto" tutti.In passato,chi si recava ad un colloquio di lavoro con la raccomandazione del sindaco o del parroco,partiva con un grosso vantaggio rispetto agli altri.Il problema è che oggi di lavoro non ce n'è.E la mia più grande sofferenza è quella di non essere in grado di poter dare risposte".
- E quel poco che riesci a fare in tal senso in cosa consiste?
"Indirizzo i cittadini verso le aziende che assumono,oppure mi faccio lasciare i loro curriculum-vitae.Non appena vengo a sapere qualcosa,informo i cittadini.Un paio di situazioni sono andate a buon fine,altre invece no,come nel caso di un cittadino padre di cinque figli che non è stato assunto".
- Che tipo di atteggiamento hanno i cittadini che ti chiedono il lavoro?
"Molti piangono.E la mia difficoltà di ascolto è notevole.Ma lo faccio volentieri.Molti di loro tornano.Altri,invece,mi affrontano in modo aggressivo,imputando sia al sottoscritto sia all'amministrazione di non essere in grado di trovare una soluzione".
- Veniamo al problema casa.
"E' complicato.La mancanza di lavoro ha costretto parecchie famiglie a non pagare più l'affitto.E così fioccano gli sfratti.Una brutta situazione.Noi di case da mettere a disposizione non ne abbiamo,sono tutte occupate.Stiamo cercando di gestire alcuni casi,ma sempre più spesso ne arrivano.E' conseguenza della crisi economica.In ogni caso qualche caso siamo riusciti a risolverlo facendo i salti mortali perchè riguardavano famiglie con minori".
- I cittadini chiedono anche aiuti economici?
"Sì,e se ne occupa il settore Servizi Sociali.Abbiamo creato un fondo di solidarietà di 400mila euro,denaro che cerchiamo di distribuire un pò a tutti.Facciamo però fatica a convincere i bisognosi ad usufruire della mensa sociale.Molti non vanno perchè hanno vergogna e si sentono psicologicamente a disagio.Alla mensa sociale possiamo offrire un pasto sicuro,dare i soldi in mano ai cittadini è diverso.Io cerco di convincere i bisognosi che si tratta solo di un momento negativo della loro vita,che non saranno poveri per sempre e che si rialzeranno in piedi".
- Per quanto riguarda gli altri problemi che ti vengono sottoposti?
"Riguardano le buche nelle strade,le strutture e le abitazioni private.Quando si tratta di interventi semplici interveniamo non appena possibile".
- Sindaco,alla luce di tutto quello che ci hai raccontato,come vedi la situazione di povertà e di bisogno ad Abbiategrasso?
"Il bisogno è preoccupante.In città c'è una fascia di povertà cronica,ossia di famiglie che da sempre fanno fatica a tirare avanti che però sanno gestirsi e come cavarsela.C'è poi la fascia di nuova povertà,persone che fino a qualche anno fa avevano un lavoro,che pagavano l'affitto e le bollette.Conosco molto bene il caso di una famiglia che sette anni fa aveva acquistato casa accendendo un mutuo.Ebbene,è morta la mamma che percepiva la pensione,il marito è stato messo in cassa integrazione e la moglie licenziata.Una tragedia.E per queste persone,non pagare una bolletta è un disonore.Si innesca così una catena di problemi psicologici.Si sta male davvero.Alcune famiglie cercano di vendere la casa,ma oggi non c'è mercato.Per non parlare poi dei bisogni nascosti,vale a dire quelli di famiglie che non li manifestano per una questione di dignità.Nel mio ufficio,a chiedere aiuto,sono venute tante persone che non mi sarei mai aspettato di trovare in certe condizioni di difficoltà economiche.Per me è davvero un dispiacere non riuscire a risolvere certi casi.Il mercoledì sera torno a casa triste,soffro parecchio".
- Ce la stai mettendo davvero tutta...
"Nonostante la fatica,fare il sindaco è un'esperienza bellissima.Ti consente davvero di essere al centro delle problematiche.Un ruolo che mi permette di conoscere le realtà e le tragicità.Una signora,tempo fa,mi ha detto:"sono venuta da lei perchè mi hanno detto che "l'è un bravu fioeu" ed io la casa non ce l'ho...".Parlare col sindaco sgrava un pò da un peso.E' come andare dal prete:gli parli e ti sfoghi un pò.Un bell'aspetto in un momento complicato.Oggi partiamo da presupposti molto diversi rispetto,ad esempio,a quand'ero assessore al Bilancio.A quei tempi il Comune incassava quattro milioni di euro di oneri di urbanizzazione,soldi con metà dei quali realizzavamo opere.Il resto era spesa corrente.E lo facevamo,sbagliando.Avevamo creato una spesa corrente forte che adesso facciamo fatica a mantenere.Attualmente gli incassi derivanti dagli oneri di urbanizzazione ammontano a soli 500mila euro,il 90% in meno.E in alcuni casi dobbiamo restituirli.Voglio dire: oggi la situazione finanziaria del Comune non si può paragonare a quella di allora,e tutto sta cambiando velocemente.E' davvero difficile.E la minoranza in consiglio comunale sembra quasi godere di questo momento di difficoltà.Quando una persona che ha fatto per cinque anni il consigliere comunale e che non ha risolto un problema mi sbeffeggia perchè non l'ho ancora risolto io,mi fa davvero arrabbiare.Polemiche sollevate solo per il gusto di farle".

Nella foto: il sindaco Pierluigi Arrara nel suo studio a Palazzo Marconi
______________________________________________________________________
-5100 -5100 -5100 -5100 -5100 -5100
VISITATORE:
(M.S.) - Tenendo fede al proprio comunicato diffuso nei giorni scorsi,la Lega Nord di Abbiategrasso ha allestito un gazebo,nel pomeriggio di sabato 19 luglio,davanti all'ingresso del Penny Market di Viale Sforza "per una raccolta firme contro la decisione,da parte del Comune,della costruzione di una moschea in via Bollini".Decisione definita dai leghisti nostrani "l'ennesimo insulto agli abbiatensi e ad Abbiategrasso da parte di questa disastrosa giunta Arrara".Presenti al gazebo a registrare le firme degli abbiatensi,il segretario della locale sezione della Lega,Maurizio Vincenzi e Fabio Pellegatta.La raccolta firme proseguirà anche nel corso dei prossimi sabato pomeriggio."Vogliamo manifestare tutto il nostro disappunto nei confronti della decisione della giunta comunale - spiega Vincenzi ad Habiate Web Quotidiano - .Siamo soddisfatti per come sono andate le cose,gli abbiatensi si sono dimostrati interessati al problema e nelle prime due ore di presenza qui davanti al Penny Market hanno firmato una quarantina di persone.Sabato prossimo saremo ancora qui,poi ci sposteremo presso il mercato cittadino.Vedremo poi se il sindaco Arrara terrà nella giusta considerazione il pensiero dei propri cittadini,magari suoi elettori"."Andremo avanti con questa battaglia che abbiamo appena iniziato - aggiunge Pellegatta - ; se il sindaco e l'intera amministrazione fossero stati più attenti avrebbero dovuto indire un referendum popolare perchè quello della moschea è un problema che riguarda l'intera cittadinanza e non solo 2-3 politici.Noi andiamo avanti e non ci fermiamo,specie se la decisione di costruire una moschea in via Bollini dovesse essere approvata dal consiglio comunale.Al termine di questa nostra campagna porteremo tutte le firme raccolte al sindaco alla presenza della stampa".
______________________________
Campagne lombarde addio. In cinquant'anni, dal 1955 al 2011, le superfici agricole utilizzate sono diminuite di oltre il 25,4% passando da 1.322.017 ettari a 986.853 ettari. E' quanto emerge dal dossier “terra tradita” diffuso questa mattina dalla Coldiretti Lombardia in occasione della protesta degli agricoltori contro il cemento killer. Dalle ore 9 in centinaia circondano la sede di Infrastrutture Lombarde con cartelli e trattori per denunciare il consumo selvaggio di suolo, e la scomparsa di cibo e di agricoltura.Secondo i dati del dossier, la Lombardia soffoca sempre più tra strade, case e capannoni. In cinquant'anni il suolo urbanizzato è aumentato del 235%. Una colata di cemento che dagli Anni Cinquanta ha continuato a ingrandirsi rubando suolo agricolo e naturale, facendo strage di fiori e animali e mettendo a rischio la stabilità idrogeologica del territorio. Una situazione che è destinata a peggiorare complice la costruzione di nuove arterie autostradali. Teem, Brebemi e Pedemontana si mangeranno oltre 4 mila ettari di suolo, coinvolgendo alcuni dei territori più urbanizzati della regione come Milano, Bergamo, Brescia e Monza, oltre a Lodi, Como e Varese.Tra queste province, quella in cui il cemento è aumentato più velocemente è Brescia. Tra il 1999 e il 2007, infatti, sono stati urbanizzati 2,3 ettari al giorno per un totale di quasi 6.800 ettari in otto anni. Nello stesso periodo, nel Bergamasco si è persa un'estensione di suolo agricolo pari a circa 7 volte la superficie del Parco Nord Milano (da 82.426,4 ettari si è passati a 77.973,5 ettari), mentre nel Lodigiano l'area urbanizzata è aumentata del 15,6% (da 8.495,6 a 9.825,6 ettari). In provincia di Monza Brianza in 8 anni i campi coltivati sono diminuiti dell'8,2% passando da 16.117,8 a 14.786,8 ettari, mentre a Como e Varese nello stesso arco di tempo si è registrata una diminuzione di terre agricole compresa tra il 4% e il 5%.Milano si conferma la provincia con più aree urbanizzate (62.618,8 ettari nel 2007), e proprio su questo territorio si sta realizzando una delle nuove grandi opere viabilistiche che stanno interessando la nostra regione: la Tangenziale Est Esterna di Milano. Trentadue chilometri lineari più altri trentotto di opere connesse, la Teem coinvolgerà – secondo le stime della Coldiretti Lombardia – circa 150 aziende agricole e occuperà una superficie complessiva di 10 milioni di metri quadrati. Altra grande infrastruttura che interessa l'area del Milanese è la nuova autostrada Brescia Bergamo Milano (Brebemi), in procinto di essere inaugurata: una lingua d'asfalto di 62 Km che ha occupato circa 1.000 ettari di suolo.Una volta concluse entrambe le opere – spiega il Dossier “terra tradita” - con Teem e Brebemi si perderanno quasi 18 milioni di chili di mais, mentre solo nel tragitto della Tangenziale Est Esterna sono in pericolo circa duemila mucche che producono latte in parte destinato alla realizzazione del Grana Padano.“In Lombardia – spiega Ettore Prandini, presidente della Coldiretti Lombardia – è in atto un continuo consumo selvaggio di suolo. Non si vuole capire che meno campi e meno terreni non significa solo meno cibo e meno agricoltura, ma anche più inquinamento e meno sicurezza contro gli eventi meteorologici estremi che sempre più spesso si verificano anche nella nostra regione. Siamo scesi in piazza per denunciare questo trend negativo e per manifestare contro un atteggiamento ingiusto che si sta perpetrando verso gli agricoltori interessati dalla costruzione delle nuove autostrade. Oltre a dover subire il danno della perdita dei terreni, devono affrontare anche la beffa di vedersi negati, in tutto o in parte, i risarcimenti degli espropri subiti. E’ come se qualcuno entrasse in casa vostra sfondando la porta, la occupasse, vi offrisse quattro soldi e poi vi dicesse di arrangiarvi se non siete d’accordo. Ma vi pare possibile?”.Secondo quanto emerge dal Dossier “Terra tradita”, circa il 90% delle aziende agricole che hanno subito espropri per la costruzione della Teem e delle sue opere connesse non sanno ancora quanto e quando saranno pagati perché manca un protocollo d'intesa tra le associazioni di categoria e la società costruttrice. Su Brebemi, invece, la situazione è diversa: mentre la maggior parte delle 300 aziende coinvolte ha già ricevuto gli acconti degli indennizzi, c'è una situazione di stallo per i saldi che mancano ancora all'80% delle famiglie che hanno avuto l'azienda mutilata.“Ci hanno portato via tutto, hanno distrutto la nostra vita – dice l'agricoltrice Carla Foschetti – Insieme al marito Angelo gestiva una delle aziende lombarde leader per produzione di latte di alta qualità, con una superficie di 21 ettari coltivati a mais e con 150 vacche in lattazione. Sono stati costretti a trasferirsi dimezzando la superficie a mais e mantenendo solo 10 mucche da carne. “Ricordare fa molto male – continua Carla – vivevamo in una cascina del 1800 e ora non abbiamo più nulla.Diciamo basta alla sottrazione di terreno fertile altrimenti metteremo in ginocchio l’intera agricoltura locale con il rischio di perdere i prodotti d’eccellenza che solo noi sappiamo fare”. “L’arrivo della Teem mi ha dimezzato la produzione degli ultimi cinque anni – spiega Emanuele Meani – Il mio è un lavoro che si concretizza nel tempo: nel 2009 ho messo a dimora 20 mila piantine di acero che avrei potuto vendere proprio in questi anni, ma oltre la metà mi è stata espropriata per i lavori della nuova autostrada. Oltre ad aver perso 2mila metri quadrati di terreni, mi ritrovo con la metà del prodotto commercializzabile. Il bilancio della mia azienda è seriamente compromesso e se non avrò i risarcimenti di quello che mi han tolto in tempi ragionevoli, a rischio è tutta l’attività”.
______________________________
di IRENE MOGNAGA
************************************
Alcuni tra i più brillanti studenti delle scuole superiori abbiatensi si raccontano.Antonella Bianchi, 100 e lode al liceo socio-psico-pedagogico: «Dalla mia esperienza liceale traggo un bilancio positivo. In questi anni di studio appassionato ed intenso ho avuto modo di arricchire non solo il mio bagaglio culturale e conoscitivo, ma anche la mia persona, maturando interessi sempre nuovi e alimentando il gusto per la ricerca e il confronto. In attesa di prendere una decisione definitiva in merito alla mia scelta universitaria, rivolgo un ringraziamento sincero agli insegnanti che hanno contribuito alla mia formazione e a coloro che mi hanno sostenuta nel mio percorso di crescita.Davide Trenta, 100 al liceo scientifico: «L'obiettivo ora è entrare a fisioterapia. Il mio voto non mi servirà, ma sono soddisfatto del traguardo raggiunto, perchè dimostra a me stesso che il metodo di studio che ho acquisito è ottimale. Nonostante ciò sono stato anche fortunato ad avere le insegnanti che sapevano spiegare in modo puntuale, preciso, appassionate del loro lavoro. Comunque il 100 è solamente un numero. E non è tanto la grandezza del traguardo raggiunto a rendere felici, quanto le persone che si hanno accanto con cui si condivide la vittoria».Sara Pezzoni, 100 al liceo scientifico tecnologico: «Dopo la terza media ho scelto come indirizzo di studi il Liceo scientifico tecnologico, che purtroppo ora non esiste più. Dico “purtroppo” perché io ho avuto la fortuna di accompagnare lo studio teorico alle attività di laboratorio che molto spesso aiutano a comprendere gli argomenti fatti in classe. Dopo 5 anni di materie scientifiche trattate approfonditamente mi sono accorta che preferivo le attività extrascolastiche (sempre con riferimento alla scuola) come gruppi cinema o web, dove mi è stato permesso di imparare a girare filmati e lavorare a immagini o pagine html. Vista la mia passione per il videomaking e la fotomanipolazione ho deciso di provare a entrare a Brera, nonostante io non abbia mai studiato storia dell’arte. Sono indirizzata verso nuove tecnologie dell’arte, soprattutto per il corso di animazione 3D. Non so ancora bene che strada prendere dopo i primi 3 anni, ma immagino sceglierò tra regia e sviluppo videogames, probabilmente all’estero. Daniele Parente, 100 al liceo scientifico tecnologico: «Le superiori sono probabilmente risultate il periodo più breve della mia vita. Non riesco ad immaginare un nuovo ciclo senza la solita scuola, dato che fra una cosa e l’altra sono ormai 13 anni che a Settembre si ricomincia, ma mi rendo solo ora realmente conto che sia il momento di voltare pagina e di quanto questo tempo sia volato, specialmente gli ultimi 5 anni. Suppongo che alla fine della 5^ giunga il momento di prendersi le proprie responsabilità e decidere cosa fare di se stessi, inseguire i propri sogni oppure redimersi ad una vita più stabile fin da subito cercando un impiego o studi che un giorno potranno portare ad una occupazione stabile. Punterò a raggiungere il massimo inseguendo la passione della filosofia oppure quell'affascinante mondo dell’ingegneria e dell’industria, benché sia dell’idea che sia ora il vero inizio della salita, che cercherò in ogni caso di affrontare nel migliore dei modi». E infine Daniele Papetti, 100 all’istituto tecnico commerciale: «Vorrei brevemente ringraziare i miei familiari che mi hanno sostenuto a partire dalle primissime avventure tra i banchi di scuola e che mi sosterranno in futuro e i miei professori che hanno saputo trasmettermi con passione e professionalità la loro eccellente preparazione permettendomi di raggiungere questo ottimo risultato. A partire da settembre frequenterò il corso di laurea in economia e management alla Bocconi di Milano. Questa scelta mi permetterà di proseguire gli studi in materie che mi hanno da sempre appassionato, l’economia aziendale, il diritto, le scienze delle finanze, la matematica. Vorrei sfruttare questo spazio per condividere il motto che mi ha sempre guidato nelle mie sfide scolastiche e non: Believe in yourself, if you don't, no one else will (credi in te stesso, se non lo fai, nessun altro lo farà)».
______________________________
(M.S.) - Le analisi e le conferme delle agenzie di viaggio cittadine non lasciano dubbi:con amici o in famiglia,in coppia o da soli,alle vacanze estive,seppur brevi,non si rinuncia nonostante la crisi.Così,valigie pronte alla mano,gli abbiatensi cominciano a pianificare le ferie e c’è qualcuno già in procinto di partire e che è già in vacanza.Agosto resta il mese preferito per la maggioranza dei cittadini di Bià,mentre luglio viene scelto da almeno quattro su dieci.Il 2014 sarà all’insegna ancora una volta del risparmio:i vacanzieri hanno scelto destinazioni più vicine riducendo i costi su tutta la linea.Tra le destinazioni,la scelta più gettonata resta il mare,ma una corposa fetta di abbiatensi sceglierà la montagna,seguita dalle città,il lago e la campagna.Stando a quanto affermano gli operatori vacanzieri locali,l’Italia si conferma,anche nel 2014,la meta preferita degli abbiatensi rispetto all’estero.A optare per le vacanze domestiche sono soprattutto gli operai e le famiglie con bambini nella fascia 6-11 anni Tra le regioni preferite per l’estate 2014 emerge il Sud con Puglia e Sicilia seguite da Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige.Si difende bene la Sardegna.Ma fare le vacanze in Italia è diventato più caro che nel resto d’Europa,come sostiene uno studio della Coldiretti.Nel nostro Paese,infatti,la spesa per hotel e ristoranti è superiore del 10% rispetto alla media europea.L’Italia si classifica come la più elevata tra le diverse mete del Mediterraneo.La destinazione più conveniente per hotel e ristoranti è infatti - come precisa la Coldiretti - il Montenegro dove si paga il 37% in meno rispetto alla media comunitaria,seguito dalla Croazia con il 26% in meno,dal Portogallo dove il risparmio è del 23% e dalla Turchia dove il conto è inferiore del 22% rispetto alla media europea.Il confronto è pesante anche con Paesi tradizionalmente rivali dell’Italia come la Grecia,dove l’esborso per ristorazione e alloggio è inferiore del 12% e la Spagna che costa il 9% in meno della media.Per l'estate 2014 le ferie sono anche l'occasione per andare alla scoperta di posti nuovi,mentre una buona parte dei vacanzieri si scoprirà anche quest'anno abitudinaria e tornerà nella "solita" località di sempre.L’età è la vera discriminante di questa tendenza: i più giovani sono maggiormente attratti da luoghi mai visitati prima (in particolare nella fascia tra i 15-24 anni) mentre i meno propensi alle novità sono gli anziani.
______________________________
(M.S.) - E' un'attività,molto praticata ad Abbiategrasso,di aiuto e di sostegno messa in atto da soggetti privati,generalmente in modo gratuito,per varie ragioni che possono essere di solidarietà,di giustizia sociale,di altruismo,filantropia o di qualsiasi altra natura.In città il volontariato è operato sia individualmente sia in associazioni organizzate,davvero parecchie.E i destinatari dell'attività sono diversi settori: dall'assistenza alle persone in difficoltà e con vari problemi, alla tutela dell'ambiente.Il volontariato si inserisce nel "terzo settore" insieme ad altre organizzazioni che non rispondono alle logiche del profitto o del diritto pubblico.Poi vi sono enti che non prevedono il vincolo assoluto della gratuità della prestazione e quindi retribuiscono i propri soci,ma possono anche avere volontari che affiancano il personale retribuito, operando gratuitamente."Il volontariato è l'asse portante di Abbiategrasso - spiega Frank Ranzani,capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale - .Perchè laddove l'amministrazione comunale non è in grado di arrivare a causa della mancanza di risorse,arriva questa bellissima gente a tutti i livelli.La nostra città è un pozzo impressionante di volontariato.E per una città è un atto fondamentale.Dove c'è volontariato c'è una grossa capacità di servizio,di rispetto,di voglia di condividere e dare a chi meno ha.Mi auguro che Abbiategrasso continui in questa sua opera,abbiamo un volontariato eccellente,eccezionale che sopperisce ad ogni situazione.Oltre a ringraziare tutte queste persone facenti parte delle varie associazioni,prego il Signore affinchè i nostri volontari abbiano sempre questa voglia,dedizione e sacrificio verso il prossimo.Come cittadino e come amministratore rivolgo quindi un grazie.E non finirò mai di ringraziare i volontari".
______________________________
RICEVIAMO E PUBLICHIAMO

“Ci risiamo, cambiano le giunte, la crisi sta ridefinendo le priorità economiche, ma - ha dichiarato il vicepresidente vicario di Cia Mi-Lo-Mb Dario Olivero - il dogma delle grandi opere inutili mangia campagna e consumo suolo non si ferma. Anzi.Il rapporto malato con il substrato, che è terra nutrice, protettrice delle messi, ed elargitrice di frutti, dove l’uomo vive è una costante. L’alluvione del Seveso di martedì a Milano è solo l’ultimo esempio, ma non ci dimentichiamo i danni provocati nel 2002 nell’Abbiatense dall’esondazione del Canale Scolmatore Nord Ovest, proprio del Seveso.Quasi in silenzio è ricominciato l’iter di un’altra infrastruttura la Superstrada Vigevano-Magenta (di fatto uno stralcio della Tangenziale Ovest Esterna), senza che la lezione sulle progettazioni faraoniche, sugli errori nei piani finanziari, sulle previsioni di traffico errate, sugli scenari globali della sicurezza e della sovranità alimentare siano mai state verificate. E così è ripreso l’iter della Superstrada Vigevano-Magenta (opera Anas da 220 milioni di euro), stralciando il tratto Cusago (Tangenziale Ovest)-Abbiategrasso, di fatto si tratta di un pezzo della Tangenziale Ovest Esterna, Melegnano-Abbiategrasso-Magenta, che poi si connette con la Superstrada Magenta-Malpensa, altra opera ad alto impatto ambentale e a basso traffico, come si può vedere ormai da un decennio.Con questa scelta istituzionale non si rimette in discussione alcuno dei fondamenti, sui quali si insiste da quasi venticinque anni, per avere un secondo anello di tangenziali attorno a Milano. Nel caso di questa superstrada si terrebbero validi gli iter di Valutazione Ambientale Strategica (Vas) e Valutazione d’Impatto Ambientale (Via), come se in questi anni di crisi economico finanziario non fosse cambiato alcunché.In questa bellissima zona a cavallo tra i Parchi del Ticino e Agricolo Sud Milano, invece, l’agricoltura è cresciuta, mentre, purtroppo, l’abbandono delle zone industriali è stato davvero ingente. I capannoni che assurdamente sono stati costruiti in questi anni, consumando altro suolo, sono quasi tutti vuoti, mentre quelli dismessi, anche da dieci anni, tali sono rimasti. Eppure la Regione Lombardia e alcuni comuni insistono nel volere una infrastruttura, che se era datata venti anni fa adesso sembra da preistoria.A che cosa serve? A portare merci e persone a Malpensa? Ci fermiamo qui per decenza e rispetto dei lavoratori degli aeroporti milanesi, che stanno soffrendo da anni, e anche in questi giorni sono in piena vertenza proprio per la crisi. A questo aggiungiamo poi la perla che l’iter per il raddoppio della linea ferroviaria Milano-Mortara (Alessandria), nella tratta Albairate-Mortara, potrebbe ricominciare solo nel 2016.E’ ora di cambiare, ragionando anche sui problemi viabilistici esistenti, le alternative stradali possibili, senza dogmi, e coinvolgendo la Città Metropolitana, per cui si vota il prossimo 28 settembre”.

Fabio Fimiani
Relazioni esterne e comunicazione Cia Mi-Lo-Mb
______________________________
LA POCCIACHERA ("pagiannunz")

Voeuri dì anmo la mia, e pensi de podell fà,
senza de vess de on quaivun “scomunicaa”.
L’é pòcch puu de na pocciacchera che l’hann lassaa andà a moeuj,
senza fagh nient o impienilla de terra perché seven nò se che regoeuj.
Per tanti ann nissun l’ ha dii nient de chel tocchell li de terra
e tutt a on tratt par che ga sia s’cioppaa la guerra.
Tucc a buttà paja in sul foeugh e a fall diventà on gròss falo,
pussee per fà la sua polittica e che de lor sa na parla anmo.
Se quej che l’hann toeuj gh’hann al diritto, o nò, de fà suu on quaicòss,
vegnemen a vuna e spendemm puu danee e andà a finì in d’on “fòss”.
Disi anca che a cuntà suu ” storiej o fanfanèr” l’é ora de moccalla.
Puttòst stemm attent che ga vegna in ment a nissun, de quattà la Cardinala!

Lucio Da Col
******************************
LA POZZANGHERA ("pagiannunz")

Voglio dire ancora la mia, e penso di poterlo fare,
senza di essere da qualcuno “scomunicato”.
E’ poco più di una pozzanghera che l’hanno lasciata andare a mollo,
senza fare niente per riempirla di terra perché non sapevano quale raccolto fare.
Per tanti anni nessuno ha detto niente di quel pezzetto di terra
e tutto ad un tratto sembra che sia scoppiata la guerra.
Tutti a buttare paglia sul fuoco ed a farlo diventare un grosso falò,
più per fare la loro politica e che di loro se ne parli ancora.
Se quelli che l’hanno acquistata hanno il diritto di edificare qualcosa,
veniamone al dunque e non spendiamo più soldi ed andare a finire “chissà dove”.
Dico anche che a raccontare “storie o fandonie” è ora di finirla.
Piuttosto stiamo attenti che non venga in mente a nessuno, di coprire la Cardinala!

Lucio Da Col
______________________________
I consiglieri comunali e gli assessori del Partito Democratico di Abbiategrasso, negli scorsi giorni, hanno sottoscritto il documento “Trasparenza e Legalità’
 - Dichiarazione di impegno delle candidate e dei candidati del PD lombardo” elaborato dalla Segreteria Regionale del Partito Democratico e fortemente sostenuto dal locale Circolo PD.Presentato venerdi 4 luglio in una conferenza ad Abbiategrasso a cui hanno partecipato anche il Consigliere Regionale Massimo D'Avolio e la delegata alla legalità in Segreteria Regionale Diana De Marchi, il documento prende come punto di riferimento il codice etico del Partito Democratico e i contenuti della Carta di Pisa, ed è finalizzato a rafforzare la trasparenza e la legalità all’interno delle istituzioni pubbliche.Con questo documento, - dichiara Diana De Marchi - gli amministratori del Partito Democratico si impegnano a rispettare regole che dettano una linea etica e comportamentale diretta ad affrontare, in maniera preventiva e chiara, circostanze e fatti che possono pregiudicare il grande lavoro degli amministratori democratici e l’onore dell’intero Partito Democratico.Ho accolto con entusiasmo - sottolinea De Marchi - l'invito del Circolo locale e degli amministratori cittadini per la Conferenza di oggi. Come dirigente regionale del PD ho promosso il documento ed è stato molto positivo che amministratori già eletti abbiano voluto rimarcare ancora oggi il loro impegno per la legalità e la trasparenza.Con questa carta, - aggiunge Massimo D'Avolio, impegnato anche nella Commissione speciale Antimafia in Regione Lombardia - affrontando diverse tematiche, quali per esempio il sostegno finanziario dei candidati ed eletti, le obbligatorie dimissioni in caso di rinvio a giudizio, l’accettazione di regali da parte di soggetti terzi, il cumulo di mandati, si viene a porre nero su bianco la volontà del Partito Democratico, e dei propri amministratori, di evidenziare uno stile che diventa contenuto e una forma che diventa sostanza.In Commissione Regionale - sottolinea D'Avolio - stiamo affrontando il tema della legalità promuovendo interventi e progetti nelle scuole, cercando di sensibilizzare le persone su ciò che è il concetto di legalità, partendo anche e soprattutto dalla quotidianità, stiamo cercando come gruppo PD regionale di promuovere una educazione alla legalità.Un documento - interviene il Segretario del PD locale Francesco Biglieri - con un’evidente carica culturale ed etica che nulla aggiunge alle modalità e allo stile che, sino ad oggi, hanno caratterizzato l’operato degli amministratori democratici abbiatensi, ma che rafforza l’impronta di un Partito che trova nella Legalità e nella Trasparenza due dei propri capi saldi.In un momento in cui la nostra città vive una forte attenzione al tema della sicurezza, il Partito Democratico di Abbiategrasso vuole sottolineare come sia necessario comprendere le radici culturali di determinati fenomeni e individuare in un’azione di sensibilizzazione alla responsabilità civica e alla legalità la giusta soluzione. - conclude Biglieri.Questo documento, - dichiara il Consigliere Comunale delegato Nicola Capello - con il proprio peso culturale, si affianca all’attività di sensibilizzazione e formazione che, già da un anno, l’Amministrazione comunale ha messo in campo sul tema della legalità e della presenza della criminalità organizzata in Lombardia.Oggi, la realtà del nostro territorio, - ribadisce Capello - richiede risposte forti e chiare, nella consapevolezza che prima di un poliziotto più severo per le strade, la nostra società necessita di genitori più attenti tra le mura domestiche, degli insegnanti più sensibili nelle classi e dei cittadini più consapevoli in città.Questa conferenza - comunica il Capogruppo Frank Ranzani - è il segno di un impegno forte che il nostro Gruppo Consiliare e tutta l'Amministrazione hanno preso in favore dell'educazione alla legalità e del senso civico. L'adesione ad Avviso Pubblico è un segnale concreto di questa volontà, e nel ringraziare il Consigliere Regionale D'Avolio e Diana De Marchi per la loro presenza, sottolineo il fatto che tutto il Partito Democratico, a tutti i livelli, vuole e deve lavorare affinchè la legalità e la trasparenza siano davvero punti fermi del nostro agire amministrativo.La nostra Amministrazione è molto sensibile al tema della legalità e della sicurezza, - dichiara l'Assessore comunale Lele Granziero - come giunta abbiamo infatti approvato l'adesione a un bando di Regione Lombardia per l'acquisto di nuovi automezzi per la Polizia Locale, stiamo inoltre lavorando sinergicamente con i comuni del territorio abbiatense - magentino per il Patto locale di Sicurezza e con la Caserma dei Carabinieri per aumentare il presidio durante le diverse manifestazioni cittadine.
______________________________
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Anas e Sea con la complicità di molte amministrazioni del territorio stanno procedendo nell'elaborazione di un progetto che probabilmente verrà presentato in piena estate (agosto come nelle migliori delle tradizioni è il mese delle porcate). Il progetto è l'ennesima inutile colata di cemento e asfalto che devasterà il territorio che attraverserà, non solo da un punto di vista ambientale, ma anche dal punto di vista economico e sociale. La costruzione di una tangenziale-super strada dal ponte di Vigevano a Magenta è una vergogna. Dal Governatore Maroni al sindaco di Vigevano financo al sindaco Arrara di Abbiategrasso si sono spesi (ognuno focalizzandosi sui propri interessi particolari) per cercare di dare sostanza progettuale a questo sciagurato progetto.Nientemeno ad Abbiategrasso si è anche costruito un fantomatico comitato del Sì tangenziale: presidente Castoldi (BCS,imprenditore) e primi firmatari Ceretti, Fossati e Albetti (gli ultimi tre sindaci di Abbiategrasso). Chiediamo che questo progetto venga fermato immediatamente e che le risorse economiche vengano utilizzate altrove. Per migliorare radicalmente la linea ferroviaria Milano-Mortara e per modernizzare la strada provinciale Milano-Baggio.Chiediamo che le risorse economiche pubbliche siano utilizzate per politiche virtuose, intelligenti, per un welfare moderno, per superare la crisi economica e sociale crescente.

No Tangenziale | Il Pagiannunz non si tocca | Il territorio e’ di chi lo abita e non di chi lo vuole distruggere dall'alto con politiche devastatrici.
Le cittadine e i cittadini dell’Assemblea del 2 Aprile
______________________________
di ANNAMARIA LAZZARI
*******************************************
«Via Cantù e Galleria Mirabello? Non è la Sodoma e Gomorra che descrivono i giornali e noi gestori di bar non ci stiamo a essere demonizzati per quanto successo». A parlare è Carlo Baietta, titolare del «Fundeghera», uno dei locali di via Cantù investito da polemiche dopo gli episodi di pestaggio del 6 e 20 giugno ai danni dell’orafo Leonardo Brentani e di Gabriele , ristoratore di «Riti e conviti». Picchiati, come è noto, da ragazzi ubriachi. Allarme sicurezza? Per Baietta, «rispetto a 6 o 7 anni fa la situazione è migliorata. Allora non c'era weekend in cui non ci fosse una scazzottata». Lui, che si definisce un «indigeno», nato e vissuto qui, Abbiategrasso la conosce bene e gli piace di più il trambusto attuale che «la città morta di un tempo, quando facevo il militare, e l’unico locale chiudeva alle 21». Però per alcuni negozianti della zona, come il pasticciere Enrico Ronzoni o il fiorista Daniele Cassani, la movida sono anche le bottiglie, i vetri rotti e le vetrine da ripulire in fretta la mattina, gli facciamo notare. «Ogni volta che chiudiamo, oltre a pulire dentro ci accolliamo la pulizia all’esterno» risponde. Nega di versare alcolici ai minorenni, altra accusa lanciata dai rumors di piazza. «La verità è che l’alcool i minorenni se lo portano da casa. La prova è il fatto che raccolga bottiglie di marche che non vendo». Una tesi sostenuta anche da Pier Strazzeri, titolare del Bar Castello nell’omonima piazza che ribadisce: «Non vendo ai minorenni. I ragazzini acquistano l’alcool altrove e poi lo consumano nei pressi delle attività». Una «moda» pericolosa perché incoraggia l’abuso: «Una birra da 66 centrilitri, acquistata nei punti vendita, costa 1,60 euro. Al bar una birra da 33 centilitri costa 3.50 euro». Così «allo stesso prezzo di due mie consumazioni, si beve molto di più». Poi filosofeggia: «L'osteria esiste nella nostra cultura da sempre. È il posto dove la gente va a sfogare lo stress settimanale concentrando tale sfogo in pochi metri quadrati e non in giro». E conclude così, forse anche pensando al recente assalto di una coppia di ladri al bar Commercio di via Mazzini: «Dovrei fare il barista, lo sceriffo, il vigile e ora anche l’educatore degli adolescenti. Ci provo ma non posso fare tutto». Ma dalle parole dei commercianti emerge che a preoccupare maggiormente resta lo stillicidio di episodi vandalici ai danni dei locali, più che atti eclatanti come la rapina di giovedì 26 giugno. Così Anna Paganini, titolare di Passepartout, che pure ci prova a tenere aperto il suo negozio di complementi di arredo anche di sera. Lei che è una distinta signora milanese sogna, per le notti abbiatensi, «eventi di qualità capaci di attirare gente da fuori», diversi insomma da quelli attuali dove, a dominare la scena, sono «salsicce, birre e musiche assordanti». Più drastica Laura Sala del negozio Brums, che dice: «Dopo le botte al patron di Riti e Conviti, io e gli altri negozianti della Galleria Mirabello abbiamo deciso di non tenere più aperto il venerdì sera per “La città che ti piace”, per protesta». Cambierà idea solo se avrà certezza di «poter tornare a casa serena». Da tempo racconta di subire il vandalismo delle gang. E anche le sue piante. «Ho dei vasi appesi alle quattro colonne esterne. In tre anni di attività ne ho già comprati 16, perché ogni 2 o 3 mesi trovo in mezzo alla galleria una mia pianta. Sfracellata».
______________________________
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

In relazione ad alcuni comunicati fuorvianti - diffusi anche tramite il web - che la nostra associazione è favorevole al progetto di prolungamento della superstrada Malpensa-Magenta fino a Vigevano e Milano, desideriamo precisare quanto segue:il Circolo Legambiente Terre di Parchi si oppone con decisione al progetto di prolungamento della superstrada Malpensa – Magenta – Vigevano – Milano, progetto che comprende anche la devastante circonvallazione bis di Abbiategrasso. Pur ribadendo che non ha all’interno del Consiglio Comunale un proprio rappresentante, il Circolo ha ritenuto di dover procedere ad un chiarimento interno con la propria socia – nonché esponente del PD abbiatense – che, nell’ultima seduta del consiglio, non si è espressa contro il progetto di circonvallazione e di prolungamento della superstrada. Il Circolo ritiene pertanto superata qualsiasi polemica su questo aspetto e si augura che sia chiarita in maniera definitiva la propria posizione di assoluta opposizione al progetto di superstrada nel suo complesso.

Legambiente Abbiategrasso
______________________________
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Come noto Trenord ha voluto estendere il servizio di auto a noleggio ecologico “E…VAI” anche alla stazione di Abbiategrasso dopo averlo già introdotto in diverse stazioni regionali e milanesi.In sé nulla da dire. Ogni forma di trasporto che possa contribuire ad una riduzione di inquinamento è benvenuta. Siamo dunque favorevoli a questa iniziativa.
 Ma qui, ad Abbiategrasso, ci troviamo di fronte ad evidenti paradossi:
1.Intanto la paternità dell’iniziativa che, sia chiaro, è calata dall’alto, da Trenord. Il Comune di Abbiategrasso ne trae eventuali benefici. Ma, nel bene o nel male, non ha alcun merito oggettivo.
2.È sorprendente come il Comune di Abbiategrasso, Sindaco in primis a maggior ragione sorridente per l’occasione, una volta di più non si sia posto il problema delle condizioni in cui viaggiano i pendolari abbiatensi sui treni della Milano-Mortara che, con tutto rispetto, non considerano di certo le automobiline elettriche la priorità se poi i treni sono insicuri, vengono cancellati, sono sporchi, continuano a subire ritardi pesantissimi, non hanno aria condizionata d’estate e riscaldamento d’inverno, hanno una frequenza da medioevo.Una volta di più Giunta e maggioranza dimostrano di non avere percezione dei problemi reali della cittadinanza.Riguardo alla problematica dei treni, Zyme già il 20 ottobre 2012, quasi tre anni fa, in seguito ai risultati di un questionario  che aveva proposto ai pendolari ed ancora ad una petizione che il Comune aveva presentato direttamente al Sindaco Arrara nel corso di una serata organizzata da Zyme al Castello il 4 dicembre 2012.Sono passati dunque altri anni, vi è stato cambiamento di Giunta, le promesse si sono ripetute ma nulla è cambiato.Al Signor Sindaco di Abbiategrasso  crediamo dunque doveroso porre le seguenti domande:
- Che fine hanno fatto le promesse che, da candidato sindaco, oltre 2 anni e mezzo fa aveva fatto garantendo anzitutto un coinvolgimento attivo dei cittadini a partire anzitutto dalla creazione di una consulta per la mobilità che coinvolgesse cittadini, utenti, parti sociali, società civile?
- Perché, diversamente da quanto annunciato, non vi è stato un coinvolgimento proattivo e progressivo di tutti i Comuni a partire (ma non solo) da quelli presenti sulla linea (e con cui Zyme ha attivi contatti strutturati) per avviare un’azione incisiva di protesta e di proposta documentata sul piano istituzionale nei confronti di regione Lombardia?
- Che iniziative ha intrapreso questa Giunta rispetto ai finanziamento di svariati  milioni di Euro promessi da Regione Lombardia e poi scomparsi?
- Perché recentemente di fronte all’Assessore Regionale alla Mobilità Del Tenno il Sindaco Arrara anziché applaudirlo per la possibilità di fare la nuova strada Vigevano-Malpensa dal costo di 418 milioni (oltre 800 miliardi di vecchie lire), pesantemente invasiva per il territorio di Abbiategrasso e di dubbia utilità complessiva, non ha pensato di alzare la testa e, a nome di tutti i cittadini abbiatensi, dire in modo documentato che prima di pensare a strade nuove bisogna pensare con carattere prioritario – come in tutte le realtà moderne – a far funzionare i servizi pubblici, di cui lo stesso Assessore Del Tenno ha responsabilità migliorando e potenziando le arterie già disponibili (Milano-Cusago in primis)?
- Perché in una visione ampia questa Giunta e la sua maggioranza non cominciano a pensare che treni degni di tale nome darebbero un enorme valore aggiunto anche all’utenza che da Milano (turisti, mondo dell’industria, dell’Università) potrebbe trovare in Abbiategrasso motivi diversi di interesse?
- Perché la Giunta di Abbiategrasso e la sua maggioranza hanno accettato passivamente la chiusura della stazione di Abbiategrasso alle ore 20.00, roba da coprifuoco, certificando che la città è un luogo sempre più insicuro?
Sul problema ferrovia sembra permanere una mancanza di visione soprattutto in un’ottica metropolitana, come è più che mai indispensabile in questa fase, di disinteresse rispetto agli interessi reali della cittadinanza ed in particolare dei pendolari.
Benvenuta dunque “E…vai” di Trenord. Ma prima bisognerebbe avere i treni…E la Giunta e la sua maggioranza, anziché compiacersi del regalino dell’automobilina elettrica, dovrebbero pretendere rispetto e serietà che le Istituzioni anzitutto meriterebbero e che si ha il diritto di pretendere da chi ha responsabilità di governo.Abbiamo da sempre manifestato disponibilità rispetto al problema, che riconfermiamo in questa circostanza.Ma è necessaria una volontà politica che esca da vecchissimi schematismi che stanno riducendo Abbiategrasso ad una periferia sempre più marginale e decadente.
 
ZYME – Associazione politico-
culturale in Abbiategrasso
______________________________
-5100
L'Esposizione Universale Expo Milano 2015 "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita" è alle porte e con essa le numerose iniziative di promozione, informazione e sensibilizzazione. Tra queste ve ne sono alcune rivolte al mondo del turismo e del commercio che hanno lo scopo di favorire una maggiore conoscenza della manifestazione.Confcommercio Abbiategrasso e Magenta, per dare un aiuto concreto a tutti i titolari di alberghi, ristoranti e pubblici esercizi del territorio in cui si svolgerà la Manifestazione, ma anche per informare tutti i propri associati, organizzano una riunione che si svolgerà presso la Sala Consigliare di Piazza Castello, 1 ad Abbiategrasso, il giorno 23 luglio p.v. alle ore 15.00.L'incontro non rappresenta un'opportunità per le sole attività del suddetto settore turistico, ma vuole essere anche un'occasione di approfondimento e incontro per tutte le imprese che in modo diretto o indiretto si confronteranno con Expo. Per questo l'evento è stato suddiviso in due fasi: la prima di carattere generale e rivolta a tutti, mentre la seconda più specifica per alberghi, ristoranti e pubblici esercizi.L'Associazione Commercianti di Abbiategrasso consiglia a tutti i propri associati di non farsi scappare questa opportunità poiché si tratta di un'occasione unica di stimolo e di confronto per tutti gli operatori del settore.Nel corso dell'incontro verrà presentata la società Explora, creata da ConfCommercio allo scopo di promuovere e commercializzare l'intera offerta turistica della Lombardia. Explora ha da un lato la funzione di stimolare la crescita del turismo in Lombardia, dall'altro di gestire la crescita stessa. Tra le varie proposte e opportunità che questa realtà offre ci sono i club di prodotto, una forma di aggregazione tra imprese con caratteristiche specifiche simili finalizzata alla creazione di un prodotto turistico specifico.La partecipazione è gratuita e aperta a tutte le imprese dell'abbiatense e del magentino.
______________________________________________________________________
di MARIO SCOTTI
*******************************************
Alla Cappelletta in via Stignani incontriamo Dino Frigerio (a destra nella foto),classe 1939,persona che non ha bisogno di molte presentazioni.Una su tutte,che rende bene l'idea dello spessore umano e artistico del personaggio in questione dagli inconfondibili baffi: il signor Dino è il grande attore,"The Number One",la colonna portante della Compagnia Filodrammatica abbiatense "La Maschera" che tutti conoscono ed apprezzano per i suoi esilaranti spettacoli dialettali.Approfittiamo dell'incontro con Frigerio per fare un pò il bilancio circa l'attività passata,presente e futura della compagnia teatrale abbiatense."Abbiamo in cantiere due spettacoli che presenteremo agli abbiatensi al cinemateatro Al Corso - spiega Dino ad Habiate Web Quotidiano - .Abbiamo optato per quella location poichè l'auditorium del quartiere Fiera ha prodotto malcontento e lamentele relativamente al pessimo audio.Preferiamo poter disporre di un audio decisamente migliore a discapito di qualche spettatore in meno.In entrambi i casi riporteremo in scena la nostra ultima commedia dialettale "Quand ghè i danè,amis e parent in sempre fra i pè".Per il futuro,un nuovo lavoro è in cantiere."Vogliamo arrivare al "Teater de la Merla" del 2015 ed avere un nuovo lavoro pronto per la stagione futura" - rivela ancora Dino che ci anticipa qualcosa circa il nuovo progetto."Posso dire che il copione della nuova commedia sarà vagliato come sempre dalla nostra regista Ermi Pasini e che sarà rigorosamente in dialetto.La durata sarà di un'ora-ora e mezza.Si tratta di una preparazione in vista di un lavoro futuro molto più grande e importante.Sono comunque soddisfatto per come è andata finora l'annata 2014,perchè abbiamo registrato un ottimo successo sia ad Abbiategrasso sia nelle città e paesi del territorio.Ci ha fatto anche piacere esibirci in nuovi teatri dove non eravamo mai stati".

Nella foto,da sinistra: Enrico Cislaghi,un altro bravo attore della "Maschera",con Dino Frigerio
_____________________________________________________________________
Con ogni probabilità due attuali sedi comunali,quelle di via San Carlo e Piazza Vittorio Veneto,saranno trasferite in via Cairoli nella ex sede della Pretura che ospiterà anche i servizi sociali,demografici e sportivi,l'archivio comunale,l'istruzione e alcuni sportelli Amaga.La conseguenza di tutto ciò sarà l'asfaltatura della disastrata piazza intitolata al fondatore dei cartamorti di Vicolo Cortazza per dotarla di adeguato parcheggio.L'edificio di via Cairoli (ex Pretura) sarà ovviamente ristrutturato.Gli asili nido di via Galilei e di via Galimberti saranno invece sottoposti ad interventi di adeguamento antisismico.
_____________________________________________________________________
di ANNA MARIA LAZZARI
*******************************************
Continua la battaglia dei risicoltori contro l’import selvaggio di chicchi orientali che rischia di mettere in ginocchio intere famiglie di agricoltori e di distruggere la produzione «made in Italy». Una protesta, quella delle mondine, ripresa in questi giorni da tutti i Tg e che ci riguarda direttamente, visto il ruolo storico delle risaie per il nostro territorio. «Le importazioni agevolate a dazio zero di riso dalla Cambogia e dalla Birmania hanno fatto segnare un aumento del 754 per cento nei primi tre mesi del 2014 rispetto allo scorso anno» ha fatto sapere la Coldiretti che si è mobilitata venerdì scorso con manifestazioni in diverse città, tra cui Milano, dove i risicoltori lombardi hanno ricevuto la piena solidarietà dell’assessore regionale all’Agricoltura,Gianni Fava, e del Governatore Roberto Maroni. Martedì 15 luglio la partita si è spostata a Roma dove il presidente dell’associazione dei Coltivatori diretti,Roberto Moncalvo, e circa 300 produttori di riso, compresa una delegazione abbiatense, hanno incontrato il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina.Enzo Locatelli, presente anche lui martedì nella Capitale: «Anche l’Abbiatense, dove operano 15 aziende con circa 40 addetti, ha aderito alle manifestazioni per la grave crisi che sta interessando il settore del riso. Non è possibile che i nostri produttori abbiano difficoltà a vendere e ad avere il giusto reddito da un prodotto coltivato con tanta professionalità, esperienza e nel rispetto delle norme sulla salute, sulla sicurezza alimentare e ambientale e dei diritti dei lavoratori. Chiediamo di applicare la clausola di salvaguardia per sospendere da subito le importazioni dai Paesi come la Cambogia e il Myanmar e che l’etichettatura dei prodotti agricoli diventi legge: il consumatore deve infatti sapere cosa mangia».Già. Perché, aggiungiamo noi, se si va avanti così di «milanese», nel risotto, rimarrà solo il nome nella ricetta. Maurizio Martina. «La giusta battaglia per sostenere la produzione italiana di riso si sposta ora nell’Unione europea dopo che il ministro Martina ha dimostrato di condividere pienamente le richieste che abbiamo presentato», ha affermato Moncalvo al termine dell’incontro. Il titolare del dicastero delle Politiche agricole si è infatti impegnato a predisporre un documento tecnico sull'impatto delle importazioni a dazio zero entro la fine della prossima settimana che poi sarà presentato alla Commissione europea.In Italia dall’inizio della crisi ha chiuso quasi una azienda di riso su cinque. In provincia di Milano le aziende risicole nel 2010 erano 306, l’anno scorso erano scese a 246.
_____________________________________________________________________
di ANNA MARIA LAZZARI
*******************************************
Una vita passata in Russia e sempre dalla parte dei più deboli.Lui è frate Stefano Invernizzi,51enne abbiatense che da 12 anni vive a San Pietroburgo.Entrato nell'Ordine dei Frati Minori negli anni '80,"brat" Stefano testimonia che il messaggio di San Francesco d'Assisi,fatto di compassione nei confronti degli emarginati,è ancora attuale."Qui - ci racconta il frate via email - mi sono occupato fin dall'inizio dei ragazzi di strada.Assieme ai fratelli della Chiesa ortosossa abbiamo avviato il Centro di crisi per bambini che ha un suo "Telefono di fiducia",con cui si raccolgono i segnali di disagio dalle famiglie e si cerca di prevenire il peggioramento di situazioni a rischio.C'è anche un centro diurno presso il quale i bambini ed i ragazzi più grandi hanno la possibilità di trascorrere il pomeriggio al caldo,svolgendo attività di animazione e di recupero scolastico,oltre ad una mensa".La temperatura media in inverno a San Pietroburgo è infatti di meno otto gradi.Avrà mille storie da raccontare,ma ce n'è una che le sta a cuore? "Risale al 2004,è quella di Nastia,diminutivo di Anastasia,una bambina dai capelli d'oro che subito la vita ha messo a dura prova.Noi la trovammo serrata in casa,senza neanche un tozzo di pane,mentre la mamma se ne stava sdraiata su una panchina con una bottiglia di wodka.Portammo la piccola al nostro centro e ricordo che lei mangiò,come se non lo avesse mai fatto in quei dieci anni della sua vita.Quel pomeriggio ritrovò la serenità giocando con una bambola di Cappuccetto Rosso.Alcuni giorni dopo,la favola di Nastia si interruppe nuovamente in modo violento:se n'era andata dal Centro piangendo,trascinata via dalla mamma.Nei giorni successivi riuscimmo però a convincere la donna a concedere a Nastia di venire da noi.Al Sacro Cuore trovò degli amici e si divertiva.Assieme facevamo qualche compito scolastico:lei imparò a scrivere e a riconoscere le lettere dell'alfabeto cirillico.E io con lei".La storia russa di frate Stefano conoscerà un nuovo capitolo fra meno di un mese quando verrà trasferito a Ussurijsk,a 100 chilometri da Vladivostok,nell'estremo oriente russo."Lì mi occuperò di una casa di accoglienza per adulti senza dimora.Vorrei cogliere l'occasione per ringraziare tutti gli abbiatensi che in questi anni mi hanno fatto sentire la loro vicinanza con la preghiera e l'aiuto concreto.Ora le distanze diventano ancora più sensibili,ma sono sicuro che questa amicizia continuerà".
_____________________________________________________________________
La fine di uno dei simboli dell'industria italiana: la Mivar,storica fabbrica italiana di televisori.Un ultimo giro di orologio per documentare l'ultimo apparecchio prodotto e la fine di un'epoca."I Dieci Comandamenti" è il titolo del programma,assai toccante,andato in onda su RaiTre in seconda serata giovedì 17 luglio alle ore 23.25.Una testimonianza amara di quello che è andato perduto.Carlo Vichi,91 anni, fondatore del marchio,prima di buttare la spugna ha resistito finché ha potuto,travolto dalla concorrenza dei colossi asiatici dell'elettronica.Un imprenditore geniale e una storia iniziata negli anni '50 in una camera da letto aggiustando piccoli apparecchi radiofonici.Carlo Vichi ha vissuto tutta la vita insieme agli operai.Non ha mai delocalizzato la produzione altrove convinto di poter resistere fino alla fine nella sua fabbrica.Un viaggio nel tempo che è stato e in quello che sarà,tra macchine che si spengono,cassetti che si chiudono e spazi vuoti nei quali si respira la voglia di riempirli ancora.
_____________________________________________________________________
(M.S.) - I veterinari che hanno curato i cani dei cittadini abbiatensi hanno emesso tutti la stessa diagnosi: malori causati dal liquido repellente usato per la disinfestazione dalle zanzare.E' accaduto nei giorni scorsi nei parchi,parchetti e giardini cittadini: tutti gli amici a quattro zampe,evidentemente dopo aver ingerito erba inquinata dal liquido repellente anti-zanzare o essere venuti in contatto con esso hanno accusato disturbi come vomito e tosse,tanto da costringere i loro proprietari a recarsi in massa negli studi veterinari.Il liquido repellente,spruzzato nei giorni scorsi allo scopo di disinfestare la città dalle zanzare,è un prodotto dotato di un certo grado di tossicità acuta sia per l'uomo che per gli animali,anche se significativamente inferiore a quella di altri tipi di insetticidi di sintesi come i carbamati e gli organofosforici.I principi attivi degli antizanzare,che sull'insetto agiscono in pochi minuti immobilizzandolo e uccidendolo,sono altamente tossici per i pesci ma non hanno effetti nocivi a breve termine sull'uomo e, in genere, sugli animali "a sangue caldo",come i cani e i gatti.Informato dell'accaduto da alcuni cittadini,il sindaco Pierluigi Arrara si è impegnato personalmente a porre rimedio all'antipatica situazione.I casi di cani che hanno accusato malori dopo essere venuti a contatto con il liquido repellente sono almeno una quindicina.
_____________________________________________________________________
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Ancora una volta l'orizzonte internazionale viene scosso dall'ennesimo scontro tra palestinesi ed israeliani. Ancora una volta fioccano dichiarazioni di questa o quella parte contro l'uno o l'altro dei contendenti. Sembra che essere schierati per una delle due parti sia assolutamente necessario. Eppure dovrebbe essere chiara a tutti la necessità di perseguire la pace con l'intervento di tutte le diplomazie e le organizzazioni internazionali, cercando soluzioni di compromesso accettabili per entrambi i contendenti, ed "insegnando la pace" alle nuove generazioni di una parte e dell'altra. Bisogna insegnare ai bambini palestinesi ed israeliani che morire sotto un attacco di elicotteri o carri armati è uguale al morire per l'esplosione di un missile che piove dal cielo. Bisogna insegnargli che dire "se verremo colpiti reagiremo con ogni mezzo senza poter far nulla per la popolazione civile palestinese" è una cosa gravissima come lo è anche dire "ogni cittadino israeliano è un obiettivo valido da colpire". Bisogna che si capisca che una mamma che muore a Gaza e una mamma che muore a Tel Aviv sono due mamme perse da bambini che avrebbero bisogno delle cure materne per crescere ed imparare ad amare. E' assolutamente inutile rivangare il passato per poter assegnare le colpe. Ognuno dei due popoli ha certamente una parte di ragione ed una di torto, ma non si può creare una pace duratura utilizzando solo la bilancia. Ci vuole uno sforzo reciproco per riconoscere le sofferenze dall'altro, ci vuole un ricordo ragionato delle occasioni in cui si è riusciti a convivere pacificamente, ci vuole sopratutto una analisi seria dei possibili benefici culturali ed economici che una pacifica convivenza potrebbe assicurare ad entrambi. L'odio che si respira, non solo nei territori ma anche in molti contesti internazionali, dovrebbe essere trasformato in sola sofferenza per i morti di entrambe le parti. Ed un aiuto in questo senso, ma un aiuto importante, potrebbe venire dalle diverse religioni. Che senso ha professare un Dio, comunque si chiami, "buono e giusto" per poi scatenarsi in guerre fratricide? Se all'origine dell'attuale situazione c'è stata una decisione internazionale al termine dell'ultima guerra mondiale, è ora che le cancellerie internazionali si muovano per consentire una convivenza pacifica in luoghi che sono cari alla maggior parte dell'umanità.

Circolo Partito Democratico di Abbiategrasso
_____________________________________________________________________
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Gentile Direttore,fino a qualche tempo fa pensavo che la nostra giunta andava avanti solo non facendo nulla ancorata nell'immobilismo più totale,ma così,a mio parere,non lo è più.Ora credo combinano anche pasticci a carico dei cittadini Abbiatensi e l'esempio più lampante è la puciachera,prima costretti a risarcire la società proprietaria ora è arrivata la condanna del Tar a pagare 6000 euro per mancato raccolto,e chi paga il conto? Complimenti a tutti i nostri amministratori! Stiamo vivendo in piena emergenza sicurezza e loro cosa fanno? Vogliono"regalarci"una moschea portando qui da noi un grande afflusso di gente da Milano ed hinterland.NO GRAZIE,cari amministratori,io credo che per raccogliere i frutti di un buon lavoro,bisognerebbe coltivare bene un terreno.Qui da noi invece,penso che viviamo nel deserto,il deserto di Sarrara.Cordialmente.

Fabio Pellegatta
_____________________________________________________________________
E' partito il programma di trattamenti contro la processionaria, comunemente nota come "gatta pelosa",lepidottero dannoso sia per le piante sia per l'uomo.Amaga ha programmato diversi interventi in città,nelle aree verdi più colpite da questo insetto.
_____________________________________________________________________
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Legambiente plaude al ritiro del MasterPlan Malpensa e del progetto di terza pista, ma chiede anche di pensare alle «infrastrutture faraoniche» previste intorno a Malpensa, oggi sempre più a rischio di diventare "orfane" dell'aeroporto immaginato fino ad oggi. Il punto di partenza è oggi il ritiro del MasterPlan: «Un progetto faraonico per ampliare un'infrastruttura già nata sovradimensionata e disfunzionale - dice Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - la provincia di Varese ha già dato troppo alla crescita disordinata di urbanizzazione e infrastrutture, basti pensare che il 30% dell'intero territorio provinciale è coperto da urbanizzazioni e che ormai da anni per trovare lo spazio in cui far passare le nuove infrastrutture si è costretti ad intaccare le aree più preziose, quelle coperte da foreste e da aree protette, come è nel caso dell'area in cui si sarebbero dovuti appoggiare le decine di capannoni della cargo-city annessa alla terza pista».Legambiente da sempre contesta il gigantismo dello scalo, non solo alla luce dei danni ambientali, ma anche dello «strabismo programmatorio» con cui in Lombardia si continua a gettare sangue e risorse su un polo aeroportuale che non ha e non potrà mai avere, secondo il cigno verde, il rango di un grande aeroporto intercontinentale. «Finalmente Sea prende anche atto delle gravi condizioni tecnico/finanziarie in cui versa - dichiara Dario Balotta, responsabile trasporti dell'associazione - Con un aeroporto utilizzato al 40/50%, quindi con enormi capacità inespresse, la terza pista sarebbe stata una ferita inspiegabile al territorio e una spesa ingiustificata. Ma non solo, non sapendo neppure che fine faranno Malpensa e Linate dopo l'accordo Alitalia Ethiad, l'ampliamento dello scalo sarebbe stato un salto nel buio. Adesso è meglio che SEA pensi a un futuro di maggiore efficienza organizzativa, più sviluppo tecnologico, ottimizzazione delle strutture esistenti, magari accettando un confronto più maturo anche con le associazioni ambientaliste».Legambiente però ricorda che la terza pista non è l'unica cattedrale con cui si sarebbe voluto riempire il deserto di Malpensa: ci sono anche le esagerate opere di accessibilità, alcune delle quali realizzate, come la semivuota superstrada Boffalora-Malpensa, e altre in via di realizzazione, come la Pedemontana (nella foto: tratto di superstrada 341, oggi in attesa di completamento e con una sola carreggiata).«Chiarito una volta per tutte quale sia il ruolo e il rango dell'aeroporto di Malpensa, mettiamo subito una pietra sopra al progetto di nuova superstrada Vigevano-Malpensa, di recente 'ripescato' da Anas. Di sicuro i flussi di traffico da Vigevano e dall'Abbiatense non sono tali da giustificare neanche lontanamente un simile scempio nel territorio agricolo più pregiato dal milanese, e non occorre una superstrada per risolvere problemi di viabilità locale come quelli di Abbiategrasso o di Robecco sul Naviglio» conclude Di Simine.

CS Legambiente Lombardia congiunto con Legambiente Terre di Parchi
_____________________________________________________________________
(M.S.) - Nonostante le recenti rassicurazioni da parte sia dell'assessore Emanuele Granziero sia del presidente del Parco Ticino Gianni Beltrami circa il fatto che "La Gabana non sarà più una terra di nessuno" (si riferivano al blitz effettuato domenica scorsa dalla Polizia Locale e dai Guardiaparco nella località balneare abbiatense sulle rive del fiume Ticino),la lotta nei confronti degli extracomunitari che proprio alla Gabana fanno i loro porci comodi contravvenendo alle più elementari regole di convivenza civile,si preannuncia quanto mai difficile e insidiosa.Perchè proprio in seguito al blitz delle forze dell'ordine è scattata una sorta di "vendetta": mani ignote (ma non troppo) hanno pensato male di riversare numerosi sacchi della spazzatura sui bordi della Strada Chiappana:rifiuti ovunque e fetore insopportabile.Non contenti,i balordi hanno sollevato dalla propria sede un tavolo,poi sfregiato e abbandonato rovesciato.Un vero e proprio "avvertimento" all'amministrazione comunale,alle forze dell'ordine e al Parco del Ticino che hanno comunque intenzione di proseguire con i controlli e i blitz anche per tutta l'estate.L'area della Gabana è stata ripulita da Navigli Ambiente.Desta comunque perplessità il fatto che il blitz di polizia locale e guardiaparco sia scattato domenica alle ore 16 anzichè al mattino,diciamo a mezzogiorno,quando i balordi senza regole accendono i fuochi e i barbecue abusivi.In ogni caso nè l'amministrazione comunale nè gli agenti della polizia locale intendono lasciarsi intimorire da questa gentaglia incivile.
_____________________________________________________________________
(M.S.) - Là dove c'era la puciachera (la pseudo area umida mai riconosciuta tale da nessuno) adesso c'è una bella coltivazione di mais preparata dall'agricoltore robecchese Contini."Per il momento non si può fare altro - spiega ad Habiate Web Quotidiano Matteo Salvi,l'avvocato che difende i diritti della società proprietaria dell'area,la Essedue di Bergamo - .E' stata rigettata la proposta di piano attuativo presentata da Essedue,non si può costruire niente e finchè il Tar non deciderà,l'agricoltore Contini continuerà a coltivare.Noi abbiamo chiesto al Tar di accogliere il piano e attendiamo la sentenza.Ci vorrà almeno un anno".Per mancato raccolto,quello del 2013,il Comune di Abbiategrasso è stato condannato dal Tar al pagamento di 6.000 euro a Contini.
_____________________________________________________________________
di KATYA CHIEREGATO
*******************************************
Importante novità per la comunità islamica abbiatense. A seguito della presentazione della richiesta del permesso di costruire in deroga da parte dell'associazione culturale 'A-RAHMA', la commissione consigliare seconda riunitasi giovedì 10 luglio 2014 presso la ex sala consigliare di Piazza Marconi e presieduta da Andrea Sfondrini, ascoltata la relazione degli architetti Ambrosini e Vaghi dell'Ufficio Tecnico del Comune, ha dato parere favorevole alla presentazione, durante il prossimo consiglio comunale, della suddetta richiesta.L'associazione, che negli ultimi anni si ritrovava presso la sede storica di via Crivellino, in sintesi chiede di poter destinare all'attività culturale e alla pratica religiosa (quindi con richiesta di cambio di destinazione d'uso senza opere) di uno stabile sito in via Bollini, in fondo a viale Sforza, più spazioso e meglio corrispondente alle esigenze della comunità.L'autorizzazione al cambio di destinazione d'uso deve essere fatta tramite permesso di costruire, in questo caso però la destinazione d'uso richiesta non è prevista dal PGT vigente ad Abbiategrasso e, per questo, si chiede una deroga che deve riconoscere la pubblica utilità della nuova destinazione, pubblica utilità che deve essere approvata dal Consiglio Comunale (vedasi la Legge Regionale 12).L'area è di circa 1500 mq di cui 456 in superficie coperta; non essendo previsti lavori, la nuova sede non comporterà variazioni significative alla zona urbana, se non la previsione di un senso unico che possa agevolare afflusso e deflusso dal centro.Si sono poi susseguiti una serie di interventi di una commissione piuttosto partecipata; il presidente del Consiglio Comunale Matarazzo ha sottolineato due aspetti: che l'insediamento soddisfi le necessità della comunità islamica abbiatense e di qualche piccolo comune limitrofo, mentre i comuni medio grandi della zona dovrebbero garantire, in autonomia, la stessa possibilità alle proprie comunità islamiche e, in secondo luogo, che, questa tipologia di realtà, non si localizzi in quartieri ad alta concentrazione residenziale onde evitare ingorghi e problemi di viabilità: quindi un centro a dimensione abbiatense.Il consigliere Valter Bertani ha dichiarato il voto favorevole del suo gruppo alla richiesta di una comunità che negli anni si è radicata e integrata col tessuto sociale locale; si è però chiesto se, questa richiesta, escludeva quella molto simile pervenuta dall'associazione Alif Baa per lo stabile di via Crivellino 44. La richiesta, presentata in data 19/06/2014, è stata letta dall'Assessore Brusati ed in sintesi precisava che: è stata depositata presso gli uffici dei servizi urbanistici del Comune di Abbiategrasso, una richiesta di parere preventivo per il cambio di destinazione d'uso dell'immobile sito in Via Crivellino 44, che si intende acquistare per destinarlo a nuova sede anche in forza della mutazione di Alif Baa da culturale ad Associazione di promozione sociale. Un'eventuale decisione in merito - a questo secondo centro potrebbe essere subordinata – ha precisato Brusati – al lavoro di variante che si sta portando avanti sul PGT.
_____________________________________________________________________
Il quartiere Ertos, zona periferica della città, da qualche tempo si è trasformato in un sito di microdiscarica, dove, con grande irresponsabilità e mancanza di senso civico, sono stati abbandonati rifiuti di vario genere.Grazie alla collaborazione tra Navigli Ambiente e l’ufficio Ambiente del Comune, e all'impulso dato dall'assessore alle Politiche Ambientali Daniela Colla e dal consigliere comunale e referente di quartiere Frank Ranzani - che continueranno a fare monitoraggio costante nel quartiere - sono stati così avviati in queste settimane degli interventi di pulizia e bonifica dell’area, tuttora in corso.In dettaglio, nel pomeriggio di martedì 1 luglio sono stati raccolti rifiuti ingombranti e sacchi abbandonati per un totale di 320 kg, oltre a 140 kg di olio minerale. Venerdì 4 luglio c’è stato un ulteriore intervento per la rimozione di ingombranti, in particolare banconi frigo di tipo industriale; inoltre nella zona sono presenti anche pneumatici in notevole quantità.Sono state infine rinvenute anche delle coperture di eternit frantumato: Navigli Ambiente ha già contattato una ditta specializzata per il recupero e la rimozione di questi rifiuti pericolosi, e a breve sarà comunicata la data del ritiro.È importante ricordare che il recupero dei materiali abbandonati, e la loro suddivisione per il successivo smaltimento nella maniera più adeguata, richiede anche un notevole impiego di tempo e risorse: questi costi ricadono inevitabilmente sulla cittadinanza, che pertanto deve sentirsi sempre più motivata a dare il proprio contributo.
_____________________________________________________________________
(M.S.) - La via Cesare Correnti è una traversa di Viale Serafino dell'Uomo.E' l'arteria stradale cittadina che conduce al Cimitero Maggiore,poi prende il nome di via Cassolnovo.A manifestare il loro disappunto relativamente alle condizioni pessime,per non dire disastrose,in cui versa questa strada,cinque commercianti che nella via Correnti svolgono la propria attività: Graziella parrucchiera,Giorgio del Bar Cervia,Irene di Ago e Filo,Lorella di Lavanderia Jolly e Carlo Morani titolare dell'omonima autoscuola.I cinque imprenditori abbiatensi,stanchi della situazione,affermano che la via Correnti "fa letteralmente pena",per usare un eufemismo.Spiega Lorella,la titolare della Lavanderia Jolly:"Pensi che nel mio negozio è entrata una signora sanguinante: aveva messo un piede in una buca ed era caduta a terra rovinosamente spezzandosi un dente e tagliandosi un labbro.Era spaventatissima,ho dovuto rintracciare telefonicamente il marito il quale è poi venuto a prenderla.Chiediamo che questa strada,unitamente al marciapiede,venga messa in sicurezza".Oltretutto in via Correnti risiedono parecchi anziani che sono le persone più a rischio incidenti e cadute.Proprio nel corso dell'intervista arriva una signora anziana zoppicante: anche lei,tempo fa,è incappata in una delle tante buche,pardon voragini,presenti sul "manto" stradale.Carlo Morani,dal canto suo,rivela che "l'ultima volta che la via Correnti è stata asfaltata risale al 1982.A quei tempi l'asfaltatura non è stata neppure ultimata,avrebbero dovuto coprirla con il "tappetino" (detto anche tappeto di usura:è costituito da uno strato di conglomerato bituminoso a granulometria fine stabilita in base alle stime di degrado del manto e alla frequenza degli interventi di rifacimento dello stesso,ndr),e invece è sempre rimasta così,rattoppata alla bell'è meglio.Oltretutto qui la sera è molto buio,c'è da aver paura a uscire".L'appello dei cinque commercianti nei confronti dell'amministrazione comunale è più che scontato:"Vengano a rendersi conto della situazione,in particolar modo dello stato pietoso in cui versano i marciapiedi,in alcuni casi letteralmente franati".Ma non è tutto:"Nei giorni di mercato,vige il malcostume da parte dei frequentatori delle bancarelle di posteggiare le loro auto in questa via a tutto discapito dei residenti.Chiediamo che vengano approntate le strisce gialle riservate a noi residenti e commercianti" - conclude Morani.
_____________________________________________________________________
di MARIO SCOTTI
*******************************************
Compostaggio domestico significa eliminare la frazione organica dei rifiuti di casa (quella che in sempre più Comuni viene raccolta porta a porta) facendo ciò che la natura fa da sempre,cioè riciclare la sostanza organica non più utile e restituirla in forma di humus.Con il compostaggio dei rifiuti organici si può: gestire meglio i rifiuti di casa producendone di meno.Inquinare di meno.Fare del bene al proprio orto e ai fiori.Ridurre le spese di smaltimento dei rifiuti.Ad Abbiategrasso il "Re" di questa sempre più diffusa pratica è Domenico Pedretti (nella foto),43 anni,agente di commercio.Il cittadino abbiatense,che risiede in un condominio in via Tommaso Grossi,con tanta passione è diventato produttore di compost nel piccolo appezzamento di terreno adiacente l'abitazione con cui nutre piante e fiori.Pensate:in un anno Pedretti espone il bidone marrone,quello della raccolta indifferenziata,solo due volte all'anno."Ma quest'anno voglio stabilire il record - afferma soddisfatto ad Habiate Web Quotidiano - .La mia passione per il compostaggio domestico è nata diversi anni fa:è una pratica antichissima che già i nostri genitori che vivevano in cascina effettuavano anzichè gettare tutto nella cosiddetta ruèra.Quindici anni fa ho frequentato un corso di compostaggio ad Albairate con Giovanni Pioltini,attuale sindaco del paese.Una persona squisita,mi ha insegnato tante cose.La passione per il compost si è poi sviluppata andando spesso e volentieri in vacanza in Alto Adige,la "regione-gioiello" d'Italia e d'Europa.Nella provincia di Bolzano,i cittadini sono veramente eccezionali:recuperano tutto".Pedretti ha poi "costretto" anche suo suocero e sua nonna,anche se si trattava di persone anziane,ad effettuare il compostaggio domestico.Con estrema soddisfazione,Domenico Pedretti ci mostra il suo "composter",vale a dire il grosso contenitore in poliestere riciclabile che ha collocato in un punto ben preciso del giardino."Butto dentro anche le spugne biodegradabili,i fazzoletti di carta,l'erba e le ramaglie - spiega Pedretti - ,perchè questo processo necessita di tre componenti fondamentali:ossigeno,azoto e carbonio.Trattandosi di un processo privato,il terriccio,cioè il compost,è pronto dopo circa un anno.Emanando poca puzza,perchè io ogni tanto l'umido lo giro e rigiro con la forca.In sei anni i miei vicini di casa non si sono mai lamentati per l'odore che è quasi inesistente".Il compost prodotto dagli scarti di cucina,Pedretti lo usa per coltivare numerosi prodotti del suo orto,in particolare i pomodorini,e per far crescere i fiori.Il cittadino abbiatense,dopo aver sollevato il coperchio del suo bidone marrone che risulta vuoto da almeno cinque mesi,un record,ed averci spiegato che gode di uno sconto del 20% sulla bolletta della spazzatura grazie al compostaggio,lancia un appello:"Comune di Abbiategrasso,i cittadini come il sottoscritto andrebbero maggiormente premiati.Il camion dell'Amaga non ha bisogno di venire da me ogni mese per ritirare il bidone marrone e quindi chiedo almeno il 40% di sconto sulla bolletta".E si appella al buon senso dei suoi concittadini:"Se avete un piccolo appezzamento di terreno,praticate il compostaggio domestico,i resti organici inquinano i termovalorizzatori ed emanano gas tossici".Le due figlie di Domenico Pedretti,di 7 e 9 anni,sono già attentissime nei confronti del compostaggio domestico."Sanno dove va la carta,sanno dove va il vetro,sanno dove va il metallo.Insomma le ho già educate in tal senso" - conclude Pedretti.
_____________________________________________________________________
(M.S.) - Da ben trentacinque anni si occupa di sicurezza.Nicola Ferriani è il titolare dell'omonima azienda di Abbiategrasso leader dell'impenetrabilità dei ladroni in porte e finestre di case,uffici e negozi."I furti in città sono in aumento - spiega Ferriani ad Habiate Web Quotidiano - ,non è più come una volta quando i ladri compivano i loro furti solo in estate quando nelle case non c'era nessuno.Adesso entrano anche quando la gente si trova nelle proprie abitazioni e allora occorre pensare a qualcosa di assolutamente sicuro anche quando si lasciano le finestre aperte la notte".Ferriani spiega che la classica porta blindata a doppia mappa di chiave è ormai superata."Oggi esistono attrezzi particolari prodotti qualche anno fa in Bulgaria che consentono ai ladri,nel giro di 2-3 minuti, di aprire le serrature tradizionali.E una porta blindata che si apre in un così breve lasso di tempo non è più sicura.Una buona porta blindata deve essere in grado di resistere ad un trapano per almeno mezz'ora.In ogni caso è possibile eliminare la chiave a doppia mappa ed installare un cilindro di sicurezza sulla stessa porta".E' quindi necessario aggiornare la propria porta blindata."Diversamente i cittadini rischiano di trovarsi in casa i ladri che penetrano senza fare alcun rumore".Un consiglio di Nicola Ferriani:"Cambiare o aggiornare i sistemi,perchè oggi i ladri sono in grado di aprire di tutto,casseforti comprese.Nessuna serratura è inattaccabile.La differenza sta nel tempo impiegato ad aprirla".Venendo al tema della sicurezza in città,Nicola Ferriani afferma che "negli ultimi tempi vedo la città notevolmente peggiorata.Sono amico delle forze dell'ordine e nel mio piccolo cerco di dar loro una mano perchè le vedo in difficoltà.Sono sempre gli stessi,non ci sono rinforzi di organico".L'azienda Ferriani si trova proprio all'inizio del famigerato quartiere Ertos."Ho installato telecamere ovunque e vedo tutto il movimento intorno alla mia azienda.Alcuni filmati li giro alle forze dell'ordine.Sono riuscito a fare allontanare i cinesi del Mercato di Pechino perchè avevano clienti sospetti e poco raccomandabili.A volte arrivavano a bordo di macchine senza targa...In ogni caso il quartiere Ertos dev'essere sistemato".
_____________________________________________________________________
di IRENE MOGNAGA
*******************************************
È molto arrabbiato e infastidito il presidente del Parco del Ticino Gian Pietro Beltrami a causa della decisione del Ministero dell’ambiente di abbandonare la sperimentazione per il «deflusso minimo garantito». Una sperimentazione avviata cinque anni fa per garantire, durante i periodi estivi, una scorta maggiore di acqua, necessaria per gli agricoltori e per evitare che il Ticino si asciughi nei periodi di maggiore siccità. «Non posso accettare questa decisione - spiega con toni accesi Beltrami - nata dalle richieste provenienti dalla Svizzera, che si rifà ad un accordo risalente al 1940». Infatti per attuare il programma di sperimentazione è stato necessario mettere in atto differenti regole di gestione del deflusso del Lago Maggiore rispetto a quelle previste dall’accordo Italo-Svizzero che risale appunto al 1940. In pratica il livello del lago Maggiore poteva arrivare a mezzo metro in più rispetto al livello estivo, un metro sopra lo zero idrometrico di Sesto Calende. Solo mezzo metro in più di acqua per farne scorta e affrontare più facilmente i periodi più caldi. «In un periodo in cui l’economia è disastrata - continua Beltrami - una decisione del genere è inaccettabile, è un abuso e un sopruso. I miei agricoltori hanno il diritto di essere tutelati. Con il mio vice Luigi Duse, faremo tutto il possibile perché questa situazione si sblocchi al più presto. Per la Svizzera solo qualche spiaggia arretrata, ma noi con questa sperimentazione evitiamo i rischi che potrebbero essere causati da una grave siccità. Il Parco del Ticino è inoltre uno dei principali bracci verdi del Paese ed intendiamo tutelare gli ecosistemi e le acque del fiume».
_____________________________________________________________________
(M.S.) - "Sono molto amareggiato.Ho sempre apprezzato e difeso l'operato della Fondazione per la promozione dell'Abbiatense perchè di belle manifestazioni ne ha organizzate parecchie.Idem dicasi per gli eventi culturali di un certo spessore che hanno ottenuto importanti riconoscimenti anche da parte dalla Presidenza della Repubblica".Così si esprime Alberto Gornati,consigliere comunale del PDL circa il "congelamento" della Fondazione per la promozione dell'Abbiatense."Se questa amministrazione non riteneva di tenere in piedi questa struttura avrebbe dovuto parlare chiaro fin dall'inizio - prosegue Gornati - .L'atteggiamento dei nostri governanti,al contrario,non ha alcun senso.Hanno voluto lasciarla morire lentamente.Si è voluto vendere ad ogni costo la storia che la Fondazione non può più organizzare eventi a causa della mancanza di finanziamenti comunali.Era una struttura dispendiosa? Il riscontro l'abbiamo appena avuto: non mi risulta che Amaga abbia risparmiato granchè nell'organizzazione delle due fiere cittadine e di Abbiategusto rispetto alla Fondazione".Gornati si dichiara altresì dubbioso e assolutamente pessimista circa lo "scongelamento" della Fondazione a fine anno."Se l'amministrazione non ha avuto idee negli ultimi due anni,è difficile che in sei mesi abbia uno scatto di illuminazione a ciel sereno - prosegue - .Che senso ha avuto portala avanti fino a ieri per poi dire che la congeliamo? C'erano chiaramente dei doppioni,perchè non affidare alla Fondazione la promozione del turismo? No,si è voluto creare l'apposito ufficio.Una struttura c'era già.Sai che vuol dire? Che l'attuale amministrazione non aveva più fiducia nella Fondazione,in questa realtà già esistente.Si è preferito creare un qualcosa di parallelo,vale a dire dei doppioni.Allo stesso tempo capisco che occorreva creare un qualcosa da affidare ad una società,Amaga,completamente svuotata dei contenuti che aveva quand'è nata.I servizi erogati sono sempre meno.Sono preoccupato per Abbiategusto: non so se riuscirà a mantenere i livelli di eccellenza conquistati nelle precedenti edizioni.E comunque fra sei mesi saremo nuovamente daccapo.Scommettiamo che tireranno fuori una proroga del congelamento?".
_____________________________________________________________________
(M.S.) - Un anno e mezzo fa,quando venne nominato presidente della Fondazione per la promozione dell'Abbiatense,Maurizio Gulli non avrebbe mai immaginato che dopo neanche tanti mesi sarebbe finita così:a schifio o quasi.Il presidente tuttavia non fa drammi,ben consapevole dell'utilità della decisione assunta dal CDA della struttura che prevede il "congelamento" della stessa per un periodo di almeno sei mesi in attesa di tempi migliori."Mantenere una struttura come quella della Fondazione,così come è stata concepita,era troppo oneroso - spiega il presidente - .La decisione del congelamento prevede ovviamente un totale stravolgimento dal punto di vista statutario e dell'organizzazione.Sarà probabilmente riorganizzata con nuovi soci e con nuove regole in maniera tale che la si possa gestire".Naufragato,quindi,il discorso che era stato fatto mesi fa,quando si decise che la Fondazione avrebbe dovuto occuparsi in prima persona di reperire sponsor e soldi in modo da poter camminare con le proprie gambe."Ci abbiamo provato - spiega ancora Gulli - ma abbiamo riscontrato un grosso problema: il grado di rappresentatività alquanto scarso della Fondazione sul nostro territorio.Avendo sempre e solo lavorato per Abbiategrasso,la struttura era praticamente sconosciuta nel circondario".L'operatività che c'è stata da parte della Fondazione negli ultimi mesi è stata proprio quella di cercare di "venderla" ad eventuali sponsor e clienti con tutte le difficoltà del caso."I Comuni del territorio - prosegue Gulli - oltre ad essere in crisi non possono certo girare soldi alle Fondazioni.In ogni caso se un domani la si volesse riaprire,per renderla più appetibile nei confronti di nuovi soggetti,dovrà essere rivisto tutto in maniera globale".Una clamorosa bufala si è rivelata essere il ventilato trasferimento della Fondazione nei locali dell'Annunciata."Era l'ultimo dei problemi,che senso avrebbe avuto?" - aggiunge ancora Gulli.Pare che a breve sparirà l'attuale sede ubicata al Castello Visconteo,nel senso che verrà smantellata.Incerto il destino lavorativo dell'unica impiegata tuttora in forza,anche se l'amministrazione comunale si è impegnata a trovarle una sistemazione adeguata.Cala così tristemente il sipario sull'organizzazione della Fondazione della quale Gulli continuerà ad essere il presidente."Sarebbe stato ridicolo dimettermi proprio adesso - conclude Maurizio - .Sarebbe rimasto un altro posto vacante,oltre a quello del direttore.In questi sei mesi non sarebbe rimasto alcun soggetto con potere di firma.Rimetterò in gioco la mia posizione non appena si deciderà quale sarà il futuro della Fondazione.Io ero arrivato con i migliori propositi,ma non mi aspettavo certo di trovare tutte queste ostilità sul territorio nei confronti della Fondazione.Aggregare i vari soggetti dell'Abbiatense è davvero molto difficile,non c'è coesione fra i Comuni e le varie realtà.E' un territorio complicato da gestire.L'unico modo per portare a casa un risultato è quello di lavorare con una visione sovracomunale,ossia per macroaree.Diversamente,sarà difficile riuscire a gestire la situazione".
_____________________________________________________________________
(M.S.) - Si moltiplicano le scritte sui muri in città.I vandali sono entrati nuovamente in azione con vernice spray: le scritte spaziano da offese,a simboli anarchici,satanici e fallici,a graffiti,a concetti più o meno da deficienti sgrammaticati.Nella foto,muri imbrattati in Piazza 5 Giornate nei pressi della sede dell'Inps.Ma numerose altre vie cittadine sono colpite da questo genere di degrado.Il reato è perseguibile d'ufficio (articolo 639 del Codice Penale),anche se è difficilissimo trovare i colpevoli.A Bià il fenomeno sembra in crescita e colpisce indiscriminatamente edifici pubblici e privati, monumenti, chiese, parchi pubblici.I muri imbrattati sono, purtroppo, un elemento di degrado a cui i cittadini stanno facendo l’abitudine. Ormai non lo vedono più come uno sfregio alla loro città da contrastare con decisione ed efficacia,ma come un fenomeno urbano quasi inevitabile.Di certo si tratta di un problema di non facile soluzione anche per le istituzioni.
_____________________________________________________________________
-5100 -5100
    
       
    
HOME | HOME HABIATE | HABIATE attualita | HABIATE cronaca di Abbiategrasso 1 | HABIATE cronaca di Abbiategrasso 2 | HABIATE cronaca di Abbiategrasso 3 | HABIATE cronaca di Abbiategrasso 4 | HABIATE primo piano | HABIATE informazione | HABIATE in evidenza | HABIATE personaggi | HABIATE sport | HABIATE reportage | HABIATE il palazzo | HABIATE agenda e storia | HABIATE focus | HABIATE ricordi | HABIATE epoca | HABIATE dossier 1 | HABIATE archivio video | HABIATE poesie Masciadri