EDIZIONE DELLE ORE 08.00 - Lunedì 28 Luglio 2014 - Aggiornate Home e Cronaca 1-2
di MARIO SCOTTI
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Dalla Lega Nord di Abbiategrasso,che da sempre si è detta fermamente contraria all’ipotesi di insediamento nella nostra città di una moschea in via Bollini,seppur,sempre a detta del Carroccio,camuffata da centro culturale,è opposizione totale alle intenzioni manifestate dalla giunta comunale e dalla maggioranza che governa la città del Leone.Le ragioni di questa contrarietà sono note e il Carroccio locale non mancherà di ribadirle in ogni luogo e occasione,nelle istituzione come tra i cittadini.Oltretutto,come confermato da Marcantonio Tagliabue dalle colonne del nostro giornale,la Lega è fermamente convinta che in questa vicenda l'amministrazione comunale stia agendo nell'illegalità.Nel frattempo i cittadini abbiatensi hanno fatto sentire la loro voce contraria: a centinaia,infatti,nei giorni scorsi si sono recati presso i banchetti di raccolta firme allestiti dalla Lega due volte davanti all'ingresso del discount Penny Market di Viale Sforza (nelle immediate vicinanze c'è la via Bollini nella quale dovrebbe sorgere il nuovo centro culturale islamico) e una volta presso il mercato cittadino.Firme raccolte: oltre 500.Cosa succederà adesso? Succederà che lunedì sera 28 luglio,nel corso della seduta del consiglio comunale (al punto 8 dell'ordine del giorno c'è il "Permesso di costruire in deroga ai sensi dell'art. 40 della L.R. 12/2005 e smi per il cambio di destinazione d'uso di un fabbricato da produttivo a luogo per attività culturali e religiose",punto che sarà quasi sicuramente approvato dalla maggioranza salvo clamorosi quanto improbabili ribaltoni) il consigliere di Forza Italia Valter Bertani,da sempre vicino alle istanze leghiste (La Lega faceva parte della maggioranza del sindaco Albetti) a nome del Carroccio locale consegnerà simbolicamente al sindaco Pierluigi Arrara le firme raccolte.La domanda che i leghisti si pongono è: saranno disposti sindaco,giunta e maggioranza a prendere in considerazione le firme dei cittadini oppure finiranno diritte nel w.c.,peraltro già intasato da ordini del giorno,mozioni ed emendamenti finiguerriani,con tanto di tiraggio di sciacquone? Lo abbiamo chiesto a Frank Ranzani,capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale."Il problema non è quello delle firme - spiega - .La nostra posizione è quella di un'attenzione rispetto al nuovo centro culturale.Si tratta,ripeto,solamente di un centro culturale che da via Crivellino si sposta in via Bollini.Sono persone con le quali noi abbiamo sempre avuto un rapporto molto buono,si sono integrate nella nostra città e con le sue iniziative.Ragion per cui consiglierei di non creare inutili allarmismi e fomentare polemiche sterili,è irrispettoso nei confronti di persone che tutti conosciamo.Ribadisco: non bisogna creare spaventi e allarmi.Queste persone professano la loro religione e lo fanno in modo normale.In Italia esiste la libertà di culto e farle sentire persone scomode ad Abbiategrasso mi sembra poco edificante.Non so su cosa si basano le firme raccolte dalla Lega,in ogni caso non si tratta di una moschea.Chiamiamo le cose col loro nome e cognome: si tratta di un centro culturale.Quello della Lega è un atteggiamento non corretto nei confronti degli islamici che non hanno mai creato problemi alla città,anzi,hanno subito due attentati.Non vedo perchè si debba creare un allarmismo di questa natura.Qualora in futuro si dovessero creare situazioni poco propense al vivere civile,prenderemo le dovute contromisure.Ma in questo caso penso che non ce ne sarà bisogno".Tradotto,il punto 8 all'ordine del giorno del consiglio comunale passerà con l'unanimità della maggioranza.

Nelle foto: i banchetti di raccolta firme anti-moschea allestiti dalla Lega Nord in Piazza Cavour
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di MARIO SCOTTI
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Alberto Rischio è un noto cittadino ed imprenditore abbiatense ed è a fianco dell'ingegner Fabrizio Castoldi nel proclamare a chiare lettere il suo sì alla realizzazione della superstrada Vigevano-Malpensa."Noi abbiatensi siamo particolari,vogliamo tutto e in cambio non diamo niente.Siamo casi da studiare attentamente" - attacca Alberto nella sua esternazione ad Habiate Web Quotidiano."Faccio parte del Comitato del Sì da due mesi,invitato da più persone,fra le quali l'attuale presidente Castoldi e Marco Scotti titolare dell'Albergo Italia.E la cosa mi fatto solo piacere.Darò voce a tutte quelle persone favorevoli alla superstrada e che non sono rappresentate a livello mediatico"."Non dobbiamo dividerci quando dall'alto nascono opportunità di investimento - prosegue Rischio - .Noi vediamo in questa nuova infrastruttura una possibilità di rilancio del nostro territorio che è in coma profondo dal punto di vista economico.Mi ha fatto male leggere alcune recenti interviste: Ascom farebbe meglio a difendere gli interessi dei suoi aderenti anzichè andare ad immischiarsi in altre cose.I commercianti di Bià sono scontenti,dicono che non c'è sviluppo economico e che nessuno segue i vari eventi dove c'è da piangere.La signora Agnelli dice che solo il 7% dei commercianti è a favore della superstrada? Vorrei capire che dati ha in mano.E soprattutto mi chiedo: come si fa ad attirare persone nella nostra città quando per arrivare a Bià ci si impiega due ore in auto? Ascom è fuori dal mondo.Coldiretti,invece,anzichè creare paura e psicosi,perchè non si batte per la salvaguardia del riso padano? Queste sono le vere battaglie da portare avanti,altro che la pseudo devastazione del territorio".A detta di Rischio,sono tanti i problemi che affliggono commercio e agricoltura,la nuova superstrada inserirà Milano e la sua provincia nel contesto europeo " e non riesco a capire tutta questa paura nei confronti di un qualcosa di nuovo - prosegue il nostro interlocutore - .L'economia va avanti,chi vuole seguirla la segue,chi invece non la vuole seguire diventa come Abbiategrasso: tagliato fuori.La ferrovia è il caso emblematico del non decidere mai niente.Siamo fermi a 40 anni fa.Visto che i Comuni più importanti sono favorevoli alla superstrada,auspico che le associazioni di settore inizino a studiare il futuro della città:io immagino una Abbiategrasso che da nord a sud potrà essere attraversata da una pista ciclabile messa in sicurezza.Voglio dire: occorre ridisegnare la città, senza più la ferrovia".Ma altre affermazioni hanno dato parecchio fastidio al Comitato del Sì:"Si dicano quali sono gli interessi privati delle persone coinvolte - spiega Alberto - .Se qualcuno possiede dei terreni o altro,che male c'è a curare i propri interessi? E' normale che sia così.E' fuori luogo affermare che gli interessi privati siano l'unica motivazione per la costruzione della nuova strada,in questo modo si offendono le persone,occorre stare attenti.Devastazione del territorio come sostengono gli ambientalisti? "Gli ambientalisti sono quelli che quando a Bià è stato costruito il famoso "alveare" all'ex Nestlè non hanno mosso un dito per ostacolare quel progetto - sostiene Alberto Rischio - .Una costruzione bruttissima.Credo che costoro si muovono per avere un ritorno in termini di voti,più che ambientalisti sono associazioni partitiche,sempre più divise per far vedere che sono sempre in gran numero i gruppi che nascono.Ma le persone sono sempre le stesse.Gruppi molto confusi che rappresentano nessuno".La frecciatona finale Alberto Rischio la riserva a Daniela Accinasio,sindaco di Cassinetta."Vuol combattere contro la superstrada? Mi risulta che diversi suoi cittadini la vogliono.Accinasio deve capire che la zona industriale di Cassinetta costruita sul versante di Abbiategrasso,produce un gran traffico di mezzi pesanti.Perchè dev'essere Bià a subirlo? ".
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di MARIO SCOTTI
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E' un progetto molto importante,quello che l'amministrazione comunale nelle persone del vicensindaco Graziella Cameroni (nella foto) e dell'assessore Emanuele Granziero,sta portando avanti relativamente al mondo del lavoro (che non c'è) locale."L'idea che stiamo coltivando e sulla quale stiamo lavorando a livello territoriale è quella di dare vita a stage all'estero per i nostri giovani diplomati - spiega Graziella Cameroni - .In collaborazione con gli imprenditori locali e Confartigianato stiamo cercando di mettere in piedi un progetto di accoglienza per chi ha fatto esperienza lavorativa all'estero e che intende rimettersi in gioco nel nostro territorio".La stessa vicensindaco per gli aspetti sociali e l'assessore Granziero per le politiche giovanili stanno insomma cercando di mettere in pratica questa idea rivolta ai nostri ragazzi dell'ultimo anno delle scuole superiori."I ragazzi - continua Cameroni - a fine settembre parteciperanno a delle giornate di incontro con degli esperti che parleranno loro dei progetti europei e nel frattempo il Comune di Abbiategrasso ha vinto un bando insieme ad Afol ed Eurolavoro relativamente alla "garanzia giovani",vale a dire a favore di tutte quelle iniziative che l'Unione Europea sta mettendo in campo per questi ragazzi".Eurolavoro,per la cronaca,si occupa della formazione e dell'inserimento nel mondo del lavoro facendo riferimento ai territori dell'Abbiatense e del Magentino per quanto riguarda le prospettive lavorative."Gli imprenditori locali - spiega ancora Cameroni - stanno facendo capo a Maurizio Gulli di Confartigianato.La nostra intenzione è quella di presentare a questi ragazzi delle possibilità di stage in Europa dicendo loro: se intendete tornare in Italia,Abbiategrasso vi inserirà in aziende disposte a far tesoro della vostra esperienza.Volete mettere in pratica tutto quello che avete acquisito e dare un ritorno al nostro territorio dell'Abbiatense?".Le aziende nelle quali i ragazzi saranno inseriti riguarderanno anche il settore dell'artigianato,agricolo e del commercio."A settembre - conclude Cameroni - andremo nelle scuole,tra le altre il Bachelet e l'Alessandrini, e illustreremo ai ragazzi questa possibilità di acquisire esperienza all'estero con programmi favoriti anche dall'Unione Europea la quale coprirà totalmente le spese,o quasi.Spero che siano molti i ragazzi a dimostrarsi interessati a questo esperimento.Mi sembra un progetto interessante nella prospettiva di Expo"-
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di ANNA MARIA LAZZARI
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«La pedonalizzazione di piazza Castello? Sarà l’estrema unzione del commercio abbiatense». Va giù duro Matteo Invernizzi della gastronomia «Il Buongustaio» di corso Italia sul nuovo progetto di riorganizzazione della viabilità del centro storico, approvato dalla Giunta all’inizio di giugno ma non ancora in vigore. Oltre che a istituire il divieto di transito alle macchine in piazza Castello, nel tratto compreso tra corso Matteotti e via Motta, il nuovo «macro progetto di riordino stradale», come è stato definito, prevede l’istituzione di una zona 30 ossia di un limite massimo di velocità fissato a 30 km/h tra i vicoli e i principali viali cittadini come i corsi Matteotti, San Martino, XX Settembre e Italia. Per quest’ultimo è anche previsto una inversione del senso unico di marcia, con nuovo accesso da via San Pietro a via San Carlo/Misericordia, ad eccezione delle bici. «Salteranno tutte le attività compresa la mia che è qui ad Abbiategrasso da qualche decennio» pronostica Invernizzi in maniera funesta. «E allora cosa si andrà a fare in centro?». E poi fa della dietrologia: «Ci sono pressioni enormi per far costruire ad Abbiategrasso un nuovo centro commerciale che alla città non serve». Fra le righe fa intendere che, con il nuovo provvedimento, si intende spazzare via il commercio minuto per far spazio alla grande distribuzione organizzata. Anche Alfonso Latino della cartolibreria Ruboni di corso Matteotti non sprizza di gioia: «Già il momento non è dei migliori e questa iniziativa non ci aiuta. Con la pedonalizzazione ci sarà un passaggio inferiore». Il rischio è che «le mie aziende clienti si facciano recapitare la cancelleria direttamente in ufficio». In fondo siamo nell’epoca dell’ecommerce e oggi basta un click sulla tastiera del computer. Al coro dei no si unisce Fernando Sandretti dell’Ortopedia Magnotti di via Cantù, avviato da sua nonna ben 75 anni fa. Lui ha già preparato un cartello per esprimere il suo dissenso: «La città per essere viva deve essere aperta al suo hinterland e comunicante tra le sue vie» si legge. Ma le scelte intraprese vanno, secondo il suo giudizio, nella direzione opposta perché «si divide Abbiategrasso in due». La sua vicina,Simona Di Buono ci accoglie nel negozio Diamond Shirts. È in dolce attesa ma continua a lavorarci perché ama il suo mestiere. Non esclude il progetto a priori. Ma al momento, dice, «pensiamo che non siamo pronti alla chiusura del Centro. Ci vorrebbero più parcheggi e indicazioni ai pedoni sulle attività commerciali presenti in ogni via». Per la collega Milena Venturi del negozio di abbigliamento Blondie di corso Italia è in atto la persecuzione del destino. Lei infatti si è trasferita ad Abbiategrasso tre anni fa dopo aver chiuso a Vigevano: «Avevo un negozio lì - ci racconta -. Quando chiusero al traffico via Cairoli quest’ultima divenne un deserto e anche i negozi intorno sono stati penalizzati, compreso il mio. Ho dovuto tirato giù le serrande definitivamente e ho deciso di aprire qui. E adesso mi ritrovo nella stessa situazione». «Aiutateci, non distruggeteci!» è il grido che vuole lanciare all’amministrazione.
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Tempo di bilanci per Fondazione Per Leggere che fa il punto della situazione rispetto alle diverse progettualità in corso e che vanno a riconfermare, semmai ce ne fosse il bisogno, come l’ente presieduto da Cesare Nai, sia diventato a tutti gli effetti un importante realtà per la promozione culturale del territorio del Sud Ovest Milano.In questa direzione va ‘Vivicultura’ l’ultimo progetto nato in ordine di tempo, che sta riscuotendo consenso tra gli aderenti. “Il portale ‘Vivicultura’ – spiega Nai - raccoglie gli eventi culturali e del tempo libero che vengono organizzati sul nostro territorio e li invia le informazioni agli iscritti, in base alle preferenze espresse e desunte dalle loro letture”.A questo proposito, viene spedita con cadenza quindicinale una newsletter a circa 35.000 utenti, con una selezione degli eventi più significativi, di quelli più adatti alle preferenze dell’utente e di quelli che si svolgono nel suo Comune di residenza o in Comuni vicini. E’ naturalmente possibile visualizzare gli eventi in corso collegandosi al sito www.vivicultura.it, dal quale ci si può anche iscrivere per ricevere le informazioni sulla programmazione culturale.“Quella di ‘Vivicultura’ – sottolinea Nai – è una formula che funziona. E’ stato lanciato solamente a febbraio, ma ha ottenuto già un notevole interesse, non solo da parte dei Comuni, ma anche delle realtà associative del territorio”.Va consolidandosi, invece, MediaLibraryOnLine, la biblioteca digitale di Fondazione Per Leggere, messa gratuitamente a disposizione degli utenti delle biblioteche.“I numeri continuano a crescere, segno evidente che le biblioteche hanno un ruolo centrale nella divulgazione delle risorse digitali” rimarca Nai.I dati della prima metà del 2014 contano 35.000 consultazioni di giornali (MediaLibraryOnLine mette a disposizione gratis numerosi quotidiani italiani e stranieri), 1.500 prestiti di e-book (in catalogo ci sono oltre 30.000 titoli) e quasi 7.000 mp3 musicali scaricati.Risposte significative stanno arrivando anche sul fronte del progetto “Donatore di libri”, attività di donazione. Le biblioteche per il 2013, infatti, hanno selezionato più di 5.500 documenti potenzialmente utili tra tutto il materiale arrivato. In particolare, 37 biblioteche hanno usufruito della possibilità di acquistarli, con sconto del 90%. I libri acquistati sono stati 623, con un valore di copertina di 7.567,09 euro, acquistati al prezzo di 756,71 euro (poco più di 1,00 € a volume). Ciò ha generato un risparmio complessivo di 6.810,38 euro.“Si tratta di una proposta - conclude il Presidente di Fondazione Per Leggere – che ha grandi potenzialità e significativi margini di miglioramento. Tra l’altro cosa importante, gran parte dei doni ricevuti sono giunti in condizione ottimale. Ciò ci ha consentito d’innescare anche significative economie di scala che di questi tempi obiettivamente non guastano e che ci permetteranno di destinare le risorse liberate ad altri servizi per i nostri utenti”.
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di ALBERTO NEGRI
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Non capisco perchè ogni volta che si parla di possibile moschea o centro culturale islamico,vi sia qualche esponente politico del centrodestra o della Lega che debba subito mettere mano alla pistola (ben inteso in senso figurato).Questo accanimento leghista e destroide contro centri di diffusione della cultura islamica o contro centri di preghiera mi sembra francamente fuori luogo per chi si occupa oggi di politica.Questi ultimi dovrebbero infatti avere come preoccupazione principale la creazione di nuovi posti di lavoro e lo sviluppo del territorio.Ai cittadini abbiatensi non viene in tasca niente,ma neppure viene rubato niente se si fa una moschea in più.Un luogo di culto serve all'integrazione e alla pace.Un luogo di culto non è un'arma di sterminio,non è un contenitore di possibili guerre.In Israele e in Palestina,tanto per fare un esempio attuale,si gioca allo sterminio,ma la colpa non è della religione o delle moschee o sinagoghe.Ben altri sono gli interessi in gioco.Dobbiamo preoccuparci quando si costruiscono carri armati e aerei da guerra e missili,non quando si vogliono realizzare luoghi di culto.L'amministrazione Arrara non dovrebbe neppure prendere in considerazione queste critiche che arrivano dall'opposizione,anche perchè non siamo in campagna elettorale e la paura del nemico straniero è solo una buona arma per raccogliere voti nel periodo elettorale,ma poi non interessa più a nessuno.Ripeto che oggi l'ultimo dei problemi di Abbiategrasso è la moschea.Meglio utilizzare tempo ed energie per raccogliere firme al mercato sulla disoccupazione crescente e la necessità di fare qualcosa di concreto.Chi non trova lavoro non gliene frega niente di volere o non volere la moschea in città.Questo dibattito è sterile e non può essere definito neppure razzista,ma solo radical-chic,da tipico salotto borghese,utile solo per accaparrarsi qualche consenso in più,ma per la città assolutamente ininfluente.
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(M.S.) - "Ha rappresentato uno sforzo economico non indifferente,per questo ringrazio tutti coloro i quali ci hanno permesso di realizzarlo".Così Alfonso Latino,presidente del Gruppo Alpini di Abbiategrasso,all'inaugurazione (mercoledì mattina 23 luglio) di un nuovo gioco per bambini installato nel parco di via Porcellini."E da ben 35 anni è un altro sforzo non indifferente gestire questo parco - ha proseguito Latino - .Mi auguro che i nostri "veci" trovino sempre la forza per andare avanti,perchè i giovani fanno fatica e arrancano.Devono essere loro,invece,a portare avanti il nostro gruppo".Latino ha altresì ringraziato l'amministrazione comunale presente alla cerimonia con l'assessore Emanuele Granziero e con il consigliere comunale Achille Albini,sempre al fianco degli alpini.Presenti anche gli esponenti del Rotary Club di Bià.Dopo aver portato i saluti del sindaco Pierluigi Arrara,l'assessore Granziero ha sottolineato come il nuovo gioco "è un altro splendido tassello che va ad inserirsi in questo parco,uno dei più belli della città e molto ben curato dagli Alpini che rappresentano un'ottima realtà che aiuta molto Abbiategrasso".Paolo,del Rotary Club:"Fa sempre piacere lavorare insieme agli Alpini,lo spirito di inziativa ci accomuna;è la base fondamentale del nostro Club ma anche di quello degli Alpini".Il nuovo gioco,l'ennesimo installato nel parco,rappresenta un castello; è realizzato in legno con due scivoli in plastica.E' costato 9.000 euro e un cospicuo contributo economico l'ha fornito il Rotary Club.
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di MARIO SCOTTI
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Torna tristemente alla ribalta,ovviamente in senso negativo,il famigerato Quartiere Ertos,da tempo immemorabile ricettacolo di rifiuti,sporcizia di ogni tipo,accampamenti di nomadi,discariche a cielo aperto e chi più ne ha più ne metta.Ma l'aspetto più grave è che si tratta di una zona industriale,un vero e proprio monumento alle opere incompiute.Il quartiere è infatti la zona decisamente più disastrata della città nella quale sorgono innumerevoli attività industriali che si trovano a dover fare i conti con strade e rotonde di accesso e interne mai portate a termine,marciapiedi divelti o inesistenti,segnaletica e illuminazione mancante,erbacce e sterpaglie alte fino a un metro,micro-discariche in ogni dove,in bellissima vista dai tanti uffici che si affacciano nell'area,e capannoni incompiuti.Un bel biglietto da visita per i clienti e i fornitori dei vari imprenditori abbiatensi che svolgono la loro attività all'Ertos e che danno lavoro e pane a tante famiglie di Abbiategrasso e zona.Di promesse di una sistemazione almeno decorosa del quartiere ne sono state fatte a quintalate nel corso degli anni da parte delle numerose amministrazioni che si sono succedute alla guida della città: nulla è accaduto,tutto è rimasto esattamente come prima.O meglio,la situazione è notevolmente peggiorata causa l'inevitabile invecchiamento delle strutture e l'avanzare inesorabile del degrado totale-globale dell'ambiente-Ertos che nessuno è finora riuscito a fermare.Lo scorso mese di giugno 2013,come si ricorderà,stanchi di dover sopportare la situazione,numerosi imprenditori dell'Ertos si ribellarono e chiamarono in causa l'amministrazione Arrara.Della vicenda si interessò l'attuale assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Brusati il quale,insieme ai tecnici del Consorzio costruttore del quartiere effettuò un sopralluogo allo scopo di rendersi conto della situazione e parlare con gli imprenditori locali.Oggi,a un anno di distanza,Giovanni Brusati spiega ad Habiate Web Quotidiano che "dal punto di vista urbanistico la situazione è ormai chiara: il Consorzio che doveva ultimare i lavori non è più in grado di farli,non ha più un centesimo di euro per andare avanti.E noi,come Comune di Abbiategrasso,stiamo procedendo per essere proprio noi ad effettuare i lavori.In pratica,sarà il Comune a sostituirsi al Consorzio nell'ultimare l'asfaltatura,l'illuminazione,il collaudo della rotonda.Quelle del Consorzio sono state solo promesse disattese,nonostante i nostri richiami atti a fargliele mantenere".Ma non è finita qui,perchè sul Quartiere Ertos incombe ancora una volta il problema rifiuti-discariche abusive.Nei giorni scorsi sono stati avviati degli interventi di pulizia e bonifica delle discariche nel quartiere Ertos tra via Saba e via Cagnola (terminate il 19 luglio).Sono stati raccolti rsu per 310 kg,ingombranti (1820 kg),raee (260 kg),verde (320 kg),inerti (5010 kg),pneumatici (3630 kg).Sono state infine rinvenute anche delle coperture di eternit frantumato contenente il pericolosissimo amianto.Ebbene,a qualche giorno di distanza dall'opera di bonifica,i rifiuti e le microdiscariche sono riapparse un pò ovunque.Si renderà così necessario un altro intervento,l'ennesimo,da parte di Navigli Ambiente,e così via all'infinito.Amareggiata l'assessora all'Ambiente Daniela Colla."Inseguire gli incivili è dura,molto dura - commenta - .La mamma degli incivili e degli stupidi è sempre incinta,lo sappiamo tutti.Il nostro compito non è arduo,è arduissimo.Cosa dovremmo fare,mettere sotto monitoraggio tutte le aree del quartiere? Tutto si può fare,ma a quali costi? Le campagne di sensibilizzazione servono a poco,è veramente difficile porre rimedio a questa inciviltà che ricade poi sulla collettività.Ogni intervento straordinario,anche il più piccolo,di Navigli Ambiente costa dai 300 ai 400 euro,soldi che pagheranno gli abbiatensi".

Nella foto: l'imprenditore Luigi Uslenghi la cui ditta è attiva nel quartiere Ertos.Proprio Uslenghi lo scorso anno capeggiò la protesta dei colleghi nei confronti dell'amministrazione comunale
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di MARIO SCOTTI
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Daniela Accinasio,sindaco di Cassinetta di Lugagnano dal mese di maggio 2012,è tra le più convinte sostenitrici del no al progetto della superstrada Vigevano Malpensa e senza mezzi termini espone le sue ragioni ad Habiate Web Quotidiano."Come già nel passato - spiega il primo cittadino - Cassinetta è fermamente contraria a questo progetto che porta devastazione laddove ci sono campi coltivati e aziende agricole.Che porta devastazione laddove si potrebbe creare un'industria turistica di valore.Con veri posti di lavoro.E tutto questo senza nessun vantaggio nè per chi subisce il progetto sulla propria pelle,nè per la maggior parte dei cittadini della zona,da Vigevano fino a Cusago.E' facile essere favorevoli se tanto non si hanno rischi o danni e tutto ricade sulle spalle di altri".
- Cosa si sente di dire alle amministrazioni comunali favorevoli al progetto?
"Alcune amministrazioni del nostro territorio favoriscono il progetto perchè permetterebbe loro di realizzare opere per le quali non hanno i soldi per fare da soli.E questo a loro basta per sostenere un progetto che creerebbe danni enormi al territorio intorno.A proposito di decisioni condivise...Chi è favorevole alla strada ha solo vantaggi,nessuno svantaggio,nessuna parte di territorio rovinata,almeno nel breve.Noi di Cassinetta,Albairate,Cisliano,Cusago e anche Robecco nonostante la sua posizione,ci troveremmo una infrastruttura che devasta paesi,frazioni,campi agricoli,senza nessun vantaggio ma soprattutto senza che esista alcuna ragione affinchè quest'opera venga portata a termine".
- Senza rifare la storia dall'inizio,a suo avviso quali sono i punti chiave che motivano il suo no al progetto?
"Il progetto ha ormai più di 15 anni.E' del tutto anacronistico pensare che possa andare ancora bene dopo tutto questo tempo.Già solo questo dovrebbe costringere tutti a riconsiderare i presupposti e capire se quanto si andrebbe a realizzare avrebbe ancora un senso.Posto che un senso non ce l'aveva neppure 15 anni fa! E' addirittura notizia di pochi giorni fa che Sea ha deciso di rinunciare al progetto della terza pista di Malpensa.Loro stessi non credono più nell'aereoporto che sarebbe dovuto diventare hub internazionale negli anni 2000 e che ora vive solo grazie alle compagnie low cost.Loro stessi hanno capito che non aveva senso investire per Malpensa e noi siamo ancora qua a parlare di una strada di collegamento!".
- Quali sono,quindi,le necessità del nostro territorio?
"Il nostro territorio,e includo anche Vigevano e Abbiategrasso che sono a favore della superstrada,ha necessità di una revisione del sistema viabilistico verso Milano,sia stradale che ferroviario.Perchè è lì che si concentra il traffico maggiore,quello dei pendolari,delle persone che lavorano e che vorrebbero spostarsi nel modo migliore possibile.E magari anche sicuro ed economico.Ora Sea sta rivedendo il progetto sulla base di una priorità definita tra Anas,Sea e Regione che ha stabilito che i soldi a disposizione devono essere utilizzati per la tratta Vigevano-Malpensa,con buona pace dei pendolari,anche vigevanesi,che arriveranno più velocemente ad Abbiategrasso per ritrovarsi sempre in coda solo un paio di chilometri più avanti quando la SS114 si presenterà come è adesso,senza nessuna miglioria e riqualificazione.Una decisione che non tiene conto in alcun modo della priorità del territorio.La priorità del nostro territorio tutto è di andare a Milano e non di andare a Malpensa.A cosa serve un'appendice di cemento che ferisce il Parco del Ticino e porta danni alle aziende agricole che lavorano e che contribuiscono in modo sano all'economia locale?".
- Altre motivazioni?
"Sempre più ci si dimentica di un progetto ben più ampio,che gli amministratori locali fingono di non vedere: quello di arrivare a realizzare il secondo anello di tangenziali milanesi.Solo così si spiega l'insistenza di voler portare a compimento un progetto che non ha nulla di buono per il territorio.E allora ci troveremo tutti tra qualche anno chiusi all'interno di due anelli di tangenziale.Proprio una bella prospettiva per un pezzo di regione Lombardia verde,quasi integro e che avrebbe prospettive vere di crescere con agricoltura e turismo.Proprio una bella prospettiva per chi vorrebbe posizionare il nostro territorio come eccellenza per prodotti,cibo,ecoturismo.Proprio una bella prospettiva per lo sviluppo del territorio.Facciamo un giro dalle parti di Pioltello o della Milano-Meda.Vediamo come potremmo essere tra qualche anno.Una anonima e grigia periferia urbana a grande rischio di degrado umano.Non pensiamo solo al beneficio,di pochi,dell'oggi.Pensiamo a lungo termine".
- In conclusione,come Comune di Cassinetta continuerete ad opporvi al progetto di collegamento Albairate-Malpensa e siete disposti a parlare di riqualificazione dell'esistente?
"Sì,perchè vogliamo salvaguardare il territorio e farlo crescere nell'unica ottica possibile che non è più quella industriale,ma è quella della valorizzazione storica,turistica e ambientale.Impariamo da quello che succede all'estero.E non voglio aprire il tema del rischio di infiltrazioni mafiose,corruzione e delinquenza che si portano dietro le grandi opere.Vedi Expo e Mose,tra gli ultimi".
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(M.Sc.) - Nel penultimo sabato sera di festeggiamenti in via Stignani per quanto riguarda il mese di luglio,il Gruppo La Cappelletta ha ospitato lo stand della "Gemini Team" di Abbiategrasso (nella foto di gruppo qui sopra).Si tratta di una società sportiva che annovera tra le proprie fila ciclisti appassionati di mountain-bike,sia professionisti sia semplici amatori di questo sport.Una squadra che svolge attività agonistica ed escursionistica per gli adulti e per i più piccoli."Ci muoviamo per aiutare chi non può muoversi" è il motto che il Gemini Team ha deciso di fare suo,per promuovere l'importanza di sostenere Aisla (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica).La sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è una malattia degenerativa che interessa il primo e secondo motoneurone,portando a una paralisi progressiva dei quattro arti e dei muscoli deputati alla deglutizione e alla parola.Il decorso medico è di circa tre anni e purtroppo ancora non esiste una cura per la guarigione dei pazienti affetti da tale malattia."I nostri soci,che stanno aumentando di anno in anno,sono ad oggi 52,tra cui sono annoverati atleti agonisti,non agonisti,bonariamente chiamati escursionisti,e alcuni soci sostenitori - spiegano ad Habiate Web Quotidiano Sergio e Tiziano,rispettivamente presidente e vicepresidente di Gemini Team - .Negli anni abbiamo partecipato ad innumerevoli gare,che ci hanno visto sbarcare in Toscana,anche sull'Isola D'Elba,in Umbria e un pò in tutto il Nord Italia,dalla Valle d'Aosta al Trentino Alto Adige,e ció che ci fa maggiormente piacere é che i nostri colori iniziano ad essere riconosciuti dagli speaker, dagli spettatori e dagli altri bikers".Ma Gemini non é solo gare e agonismo, é anche un gruppo di amici,nuovi e non,che si diverte in compagnia e promuove attivitá benefiche oppure si ritrova per cene o attivitá all'aperto:camminate ai rifugi e relative abbuffate,cicloturismo,scuole di mountain-bike per ragazzi e bambini.Alla Cappelletta,l'intero ricavato della pesca di beneficienza sarà interamente devoluto,come detto,all'Aisla."Ma dopo le risate o risultati agonistici,il nostro fine ultimo rimane sempre aumentare la visibilità dell' Aisla e la raccolta di fondi per sostenere la ricerca contro la Sla".
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di MARIO SCOTTI
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Una moschea,vale a dire un luogo di preghiera per i fedeli dell'Islam,in città c'è già ed è ubicata in via Crivellino.Si tratta del centro culturale islamico "Alif Baa".Come noto,i rappresentanti di una parte di questa associazione hanno chiesto al Comune di Abbiategrasso il permesso di trasformare un capannone industriale dismesso in via Bollini (zona Viale Sforza) di proprietà di privati in un altro centro culturale islamico più spazioso e adeguato rispetto ai locali di via Crivellino ormai vecchi e fatiscenti.La richiesta dei musulmani è stata recentemente portata in commissione allo scopo di valutarla.La stessa commissione ha poi dato parere favorevole.L'ultima parola spetterà ovviamente al consiglio comunale convocato per il 28 luglio,sempre ammesso che la discussione venga inserita all'ordine del giorno,diversamente si deciderà a settembre.Decisione che,inutile dirlo,verrà approvata dall'intera maggioranza."Non esistono criteri urbanistici per negare questa possibilità ai musulmani - spiega ad Habiate Web Quotidiano il sindaco Pierluigi Arrara - .In sostanza,gli islamici acquisteranno il capannone da un privato e lo trasformeranno in centro culturale; in esso svolgeranno le stesse attività che svolgevano in via Crivellino in un ambiente molto piccolo.Da parte mia non esistono pregiudizi nè politici nè tecnici per dire di no; se l'amministrazione non ha motivi reali non può negare il permesso ai musulmani.In via Bollini avranno a disposizione un luogo decisamente migliore rispetto a via Crivellino.Alla fine penso che anche la maggioranza del consiglio comunale sarà d'accordo.L'attuale sede di via Crivellino non possiede tutti i requisiti tecnici di sicurezza necessari e non risponde alle esigenze degli islamici".Manco a dirlo,la notizia della probabilissima creazione di un nuovo luogo di culto e di preghiera islamica in città ha subito suscitato polemiche e proteste."Non cambierà nulla rispetto a prima - prosegue il sindaco - .L'attuale sede di via Crivellino verrà chiusa perchè così com'è non può più andare avanti.Anche "Alif Baa" si trasferirà in via Bollini.L'avversità in città nei confronti dell'Islam c'è solo da parte di qualcuno.Un giornale (i cartamorti 2,ndr) ha inneggiato alla costruzione di una moschea che moschea non è.L'attuale centro islamico di via Crivellino non ha mai provocato disordini nè portato a situazioni particolari,è sotto agli occhi di tutti.Il rapporto fra cristiani e musulmani è positivo grazie alla Consulta dei Popoli,grazie al lavoro delle parrocchie e grazie alla mia amministrazione che ha sempre cercato di coniugare alla perfezione i due mondi".
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di MARIO SCOTTI
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Superstrada Vigevano-Malpensa: il Comitato del Sì sta attendendo un incontro presso Regione Lombardia nel corso del quale verrà illustrato il nuovo progetto."Così finalmente riusciremo a sapere come sarà la nuova strada - afferma ad Habiate Web Quotidiano Fabrizio Castoldi,presidente della BCS nonchè presidente del Comitato del Sì - .Spero vivamente di conoscere il nuovo progetto entro la fine del mese di luglio".Nel frattempo,il Comitato presieduto da Castoldi ha già raccolto alcune migliaia di firme favorevoli alla nuova superstrada."Con nostra notevole sorpresa - prosegue l'ingegnere - abbiamo notato che c'è stata una reazione molto forte.Francamente non me l'aspettavo,in particolar modo da parte degli automobilisti.Sono trent'anni che faccio da Milano ad Abbiategrasso sulla stradina che passa da Baggio e la coda la vedo.Una cosa allucinante.Gente ferma in auto per ore.Inquinamento alle stelle.Pensate che tutta questa gente goda in una situazione del genere?".Un'altra bella sorpresa per Castoldi è stata la reazione positiva dei commercianti abbiatensi."La raccolta di firme effettuata in una trentina di negozi cittadini ha prodotto risultati insperati - spiega - nonostante la posizione di Ascom contraria alla superstrada.L'Associazione dei commercianti,evidentemente,non esprime il parere dei suoi associati.Del resto,mi scusi,una strada non può essere osteggiata dai commercianti:questi ultimi hanno tutto l'interesse a far sì che i potenziali clienti li possano raggiungere nel modo più breve e semplice.Dire che il commerciante non vuole la strada è una assurdità".Ma con soli 220 milioni di euro a disposizione che progetto di superstrada sarà? "Guardi,c'è una novità: non sono 220 ma 270 considerando gli interessi maturati.Certo è che non sarà mai la strada prevista dieci anni fa con 480 milioni,e per noi è un grosso dispiacere perchè si trattava di una arteria a doppia carreggiata come noi vorremmo che fosse una strada di massima sicurezza,separata da una aiuola centrale alta un metro e delimitata da due guard-rail laterali.E larga 22 metri.E' chiaro che se non ci sono i soldi,occorre accontentarsi.Noi del Comitato del Sì cercheremo di far pressione affinchè si preveda,già oggi,un ampliamento futuro".Infine,l'ingegner Castoldi fa sapere di voler declinare l'invito di un incontro-dibattito video rivoltogli dal cittadino cassinettese Antonio Negroni dalle colonne di Habiate Web Quotidiano."Il signor Negroni è chiaramente una persona che appartiene al fronte del No,avrebbe dovuto dirlo subito anzichè dichiararsi una persona di buon senso - conclude Castoldi - .Tutti i punti che lui ha esposto nella sua lettera sono esattamente quelli del Comitato del No.Lui non deve convincere il sottoscritto.Noi siamo un movimento di opinione,come lo è quello del No.Noi diciamo la nostra e gli altri dicono la loro.Sono due opinioni contrastanti che servono a entrambi per fornire alla cittadinanza degli elementi allo scopo di assumere una decisione responsabile.Se lui,il Negroni,ha delle opinioni,non le deve dire a me,le comunichi alla cittadinanza e la convinca.A cosa servirebbe un incontro? Saranno gli abbiatensi a decidere".
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di ANTONIO NEGRONI
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Buongiorno Mario,come ci siamo scritti,vorrei fare una proposta di incontro,costruttivo e pacato,all'Ing.Castoldi,sul tema del consumo di suolo agricolo e delle conseguenze sull'ecosistema e in particolare,ma non solo,sul "giro di incastri delle acque" a Cassinetta di Lugagnano,in base all'attuale Progetto Anas-Sea (in attesa, entro fine agosto, di eventuali modifiche,piccole o grandi,come annunciato da Sea).Vorrei partire dai 2 video recenti dell' agricoltore Massimiliano Radice di Cassinetta,video che gentilmente hai pubblicato anche tu su Habiate Web e che stanno avendo non poche visualizzazioni,a conferma che il tema è molto sentito,così come il desiderio di informarsi sul campo da parte dei cittadini,sui cambiamenti che porterebbe,su più fronti,la superstrada tra Vigevano e Albairate (visto che la riqualificazione della Milano-Baggio nel tratto tra Albairate e Milano Bisceglie non si farà più...e che noi pendolari dobbiamo andare nella stragrande dei casi al lavoro a Milano e non certo verso l'aeroporto ormai quasi decotto della Malpensa).Come sai,sono un semplice cittadino (abbiatense di nascita e da 17 anni residente a Cassinetta di Lugagnano ),non ho mai militato in nessun partito politico,ho le mie idee (che sono sempre disponibile a confrontare con quelle degli altri ) e detesto tutte le parole che finiscono in "ista" (Ambientalista,Comunista,Fascista,Sindacalista etc. etc. etc. ) perché mi ritengo un libero pensatore, che cerca in modo semplice e umile,di capire,informarsi e ragionare, affidandosi a un unico riferimento: il buon senso.E' evidente la situazione del traffico tra Vigevano e Abbiategrasso e poi da Abbiategrasso a Milano,così come è chiaro che delle soluzioni vadano trovate;è altrettanto evidente,a mio parere,che l' attuale Progetto Anas-Sea è anacronistico,sbagliato e non in grado di risolvere i problemi,ma anzi ne creerebbe di peggiori,se portato a termine.Qui arriviamo all'ultimo punto:sono un libero professionista con partita Iva,per il mio lavoro nel Mondo della Comunicazione, ho da anni contatti giornalieri su scala nazionale con gli Enti Pubblici (dal più piccolo Comune alle Regioni,Assessorati al Turismo) e mi dispiace sempre,vedere con i miei occhi,a distanza di tempo,le telecamere di "Striscia la Notizia" o leggere gli articoli di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera quando ormai è troppo tardi...cantieri fermi per anni,opere incompiute,strade che finiscono nel nulla! Ho capito una cosa:fin dall' inizio si sa o si può intuire la fine che faranno questi progetti,malfatti e senza le necessarie coperture economiche...non occorre un Ingegnere per capirlo! La mia domanda è:come si può anche solo pensare di fare con 220 milioni di euro un lavoro che già nel 2009 ne prevedeva più del doppio,rispettando tutte le normative di sicurezza,effettuando le opere di mitigazione ambientale previste per dare l' OK al progetto da parte degli Enti Preposti e assicurando lavori eseguiti a regola d'arte e non "una scarpa e una ciabatta"? Davvero è sufficiente non riqualificare più la Milano-Baggio per stare nel budget e rispettare tutti questi criteri? Non rappresento nessuno,non parlo a nome di nessun comitato...se non quello,ripeto,del buon senso.Le mie esperienze di lavoro,vissute sul campo,mi spingono a richiedere all' Ing. Castoldi la Sua disponibilità ad un confronto video tra me e lui su questi temi,allo scopo di cercare di dare,in modo sereno e rispettoso di tutte le idee altrui,se espresse a loro volta con rispetto,più informazioni possibili ai sostenitori del SI' e a quelli del NO,lasciando da parte ideologie,preconcetti e faziosità varie.Riprese video effettuate da Habiate Web Tv e veicolate poi su Habiate Web,su Youtube e sui social,in modo da raggiungere il numero più elevato possibile di cittadini,ben consapevole del fatto che i dibattiti che si terranno nei prossimi mesi a partire da settembre rischiano di essere invece,putroppo, solo delle battaglie a suon di insulti tra i contendenti,a scapito dei contenuti e della ricerca di soluzioni vere ai problemi reali,che esistono...e che solo le persone di buon senso possono cercare di risolvere.Cordiali saluti.

Nella foto,da sinistra: Antonio Negroni e Fabrizio Castoldi
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Hanno occupato di buon'ora via Melchiorre Gioia, nel tratto adiacente Piazza Città di Lombardia, per gridare a tutti che il riso italiano è in pericolo. Dalle 9 di mattina in poi di venerdì 11 luglio risicoltori provenienti da tutta la Lombardia hanno manifestato a Milano sotto la nuova sede della Regione, per salvare il vero riso made in Italy messo a rischio dalle speculazioni sull'import a basso costo dai Paesi asiatici e in particolar modo dal prodotto a dazio zero proveniente dalla Cambogia.Hanno portato in braccio cartelli con diversi slogan tra cui “Sì alla clausola di salvaguardia”, “riso italiano = qualità” . Accanto a loro anche un gruppo di mondine che ha distribuito ai consumatori un sacchetto di riso del territorio, mentre è stata servita anche una degustazione di risotto alla milanese. Fiaccati dalla volatilità del mercato e dal continuo aumento dei costi di produzione, i risicoltori italiani non vogliono cedere all'idea di dover abbandonare la coltivazione di una delle eccellenze dell'agroalimentare tricolore. Per questo sono scesi in campo. Ecco le voci dalla prima fila della protesta da parte di alcuni risicoltoti dell'Abbiatense e del Magentino.Stefano Ogliari, 29 anni.Di formazione geometra, lascia la professione durante il periodo del praticantato per dedicarsi all'azienda di famiglia, dove si contano 100 ettari a risaia. “Andare avanti così è impossibile – spiega – Chi produce riso per l'export non può competere con i bassi costi produttivi dei Paesi asiatici. Così molti hanno deciso di cambiare, puntando sulle varietà da interno, ma ormai il mercato è saturo e i prezzi crollano. Io non voglio rinunciare all'unicità del mio Carnaroli, ma penso che queste varietà storiche tipiche delle nostre terre dovrebbero essere valorizzate e tutelate, magari con un marchio di garanzia e con l'etichettatura d'origine. Solo così potremo salvare il vero riso italiano ”.Fabio Camisani, 44 anni, di Gaggiano (Milano).Figlio di risicoltori, coltiva 140 ettari con varietà da interno. “Ormai produciamo in perdita – spiega – Con quello che ci viene pagato il riso non riusciamo più a coprire i costi di acqua, energia, gasolio, fertilizzanti. Se le aziende sono costrette a chiudere, che ne sarà del riso italiano? Chi terrà puliti prati e fossi, garantendo la tenuta del territorio contro fenomeni meteorologici sempre più intensi?”.Antonio Cogna, 74 anni.Agricoltore storico, coltiva riso da trent’anni e oggi è affiancato dal figlio in azienda. “Mi hanno tolto la voglia di lavorare – dice con voce piena di rabbia – L’anno prossimo dove posso metterò la soia, con il riso non c’è più niente da fare. Il diserbo mi costa più di quanto poi riesco ad incassare dalla vendita. E’ impossibile stare in piedi così. E le banche non ci aiutano. Si spera sempre che la situazione possa raddrizzarsi, ma è dura: nei magazzini ho il riso già venduto, ma non passano a ritirarlo e non mi pagano. Mi sento come un condannato al patibolo”.
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Gianni Beltrami:" La Gabana
non sarà più una terra di nessuno"
(M.S.) - L'amministrazione comunale,in seguito alle sempre più numerose segnalazioni pervenute a Palazzo Marconi relativamente alla mancanza di regole alla "Gabana",la nota località balneare abbiatense sulle sponde del fiume Ticino,ha iniziato da tempo un "tavolo di lavoro" sia con la Polizia Locale sia con le guardie del Parco del Ticino "per coordinare una serie di interventi di prevenzione e presidio del territorio" - ha spiegato l'assessore Emanuele Granziero.Il primo di questi interventi è già stato effettuato domenica 6 luglio:posti di blocco e di controllo in entrata e in uscita alla Gabana.Altre azioni di questo tipo saranno ripetute nel corso dell'estate."Siamo soddisfatti per questa iniziativa che era comunque nell'aria - ha commentato Gianni Beltrami,presidente del Parco del Ticino presente alla conferenza stampa - .Si è inteso riportare un minimo di ordine in quell'area che è stata definita terra di nessuno.Vogliamo ridare il Ticino alle famiglie,ai bambini e far amar loro la natura.Diversamente,i progetti di educazione ambientale che il Parco sta portando avanti nelle scuole non avrebbero ragione di esistere.Gli interventi messi in atto richiedono da parte nostra un impegno non indifferente,poichè di guardie ecologiche il Parco del Ticino ne ha in forza solo sedici,ma quando occorre noi siamo sempre presenti.Il risultato è stato ottimo,l'importante è che si sappia che la terra di nessuno non esiste più: oggi c'è un territorio di proprietà del Comune di Abbiategrasso che può essere demaniale,ma non è un territorio dove la gente va a farsi i propri porci comodi.D'ora in poi questa gente starà alle regole del gioco di una convivenza civile sulle rive del Ticino.Ci affidiamo anche ai nostri "tisinàtt" affinchè certe storture non debbano più ripetersi.Ringrazio il Comune per quello che ha messo in atto e per quello che ha intenzione di continuare a mettere in atto".I numeri relativi al blitz di Polizia Locale e guardiaparco di domenica 6 luglio sono stati snocciolati dalla Comandante Maria Malini.L'intervento rispetta-regole è stato effettuato dalle ore 16 alle 20 sulla strada di accesso alla Gabana grazie alla presenza di 18 persone fra agenti e guardiaparco ( 8 erano gli agenti della polizia locale).Sette i mezzi impiegati.Controllati ben 60 veicoli,con tutti i conducenti sottoposti al controllo etilometrico.10 le violazioni,una di esse a carattere penale (guida senza patente).Due i casi accertati di ebbrezza alcolica.Controllati tutti i documenti e l'efficienza dei veicoli (1 senza revisione,2 conducenti circolavano senza avere i documenti di guida al seguito).Ritirate due patenti di guida,un veicolo sottoposto a fermo amministrativo e decurtati 30 punti sulle patenti."E' importante sottolineare il successo del coordinamento,la presenza di tanti uomini di forze di polizia diverse - ha sottolineato Maria Malini - .Ancora una volta la sinergia ci ha consentito di portare a termine una azione importante che ha sicuramente aumentato la percezione di sicurezza da parte dei cittadini.Replicheremo questi interventi nei momenti che riterremo più opportuni".Le guardie del Parco del Ticino hanno infine confermato tutto il loro impegno per debellare il fenomeno delle micro-discariche,una piaga che sta devastando il nostro territorio.
di MARIO SCOTTI
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La bacchetta magica è un bastoncino,diritto e sottile,di legno,metallo o altro materiale,approssimativamente lungo 30 cm e con una circonferenza di 2,5 mm circa.Può avere delle applicazioni in cristallo per amplificarne la potenza.Viene solitamente usata per risolvere,con un tocco,ogni tipo di problema,anche i più gravi.Ma contrariamente a quel che credono gli abbiatensi,il sindaco Pierluigi Arrara non ne è sfortunatamente in possesso.E così il più delle volte,dispiacendosene assai,il primo cittadino non è in grado di dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini.L'impegno di Arrara in tal senso è comunque notevole ed encomiabile: viaggia alla media di almeno 20-25 incontri e colloqui individuali al mese (circa 300 all'anno) con gli abbiatensi bisognosi che ogni mercoledì,giorno di ricevimento per il pubblico,gli chiedono di tutto:dal lavoro,alla casa,dal sostegno economico a lavori di manutenzione presso strade e abitazioni."E alcuni cittadini si arrabbiano perchè li ricevo dieci giorni dopo la loro richiesta - dice Arrara ad Habiate Web Quotidiano -.Diciamo che i temi principali sono due: lavoro e casa,vale a dire le principali emergenze che investono la nostra città e il territorio.Non mancano tuttavia i problemi personali e quelli di ogni genere".
- Iniziamo dal problema della mancanza di lavoro.
"Ad Abbiategrasso è ancora in auge la vecchia concezione secondo la quale il sindaco "mette a posto" tutti.In passato,chi si recava ad un colloquio di lavoro con la raccomandazione del sindaco o del parroco,partiva con un grosso vantaggio rispetto agli altri.Il problema è che oggi di lavoro non ce n'è.E la mia più grande sofferenza è quella di non essere in grado di poter dare risposte".
- E quel poco che riesci a fare in tal senso in cosa consiste?
"Indirizzo i cittadini verso le aziende che assumono,oppure mi faccio lasciare i loro curriculum-vitae.Non appena vengo a sapere qualcosa,informo i cittadini.Un paio di situazioni sono andate a buon fine,altre invece no,come nel caso di un cittadino padre di cinque figli che non è stato assunto".
- Che tipo di atteggiamento hanno i cittadini che ti chiedono il lavoro?
"Molti piangono.E la mia difficoltà di ascolto è notevole.Ma lo faccio volentieri.Molti di loro tornano.Altri,invece,mi affrontano in modo aggressivo,imputando sia al sottoscritto sia all'amministrazione di non essere in grado di trovare una soluzione".
- Veniamo al problema casa.
"E' complicato.La mancanza di lavoro ha costretto parecchie famiglie a non pagare più l'affitto.E così fioccano gli sfratti.Una brutta situazione.Noi di case da mettere a disposizione non ne abbiamo,sono tutte occupate.Stiamo cercando di gestire alcuni casi,ma sempre più spesso ne arrivano.E' conseguenza della crisi economica.In ogni caso qualche caso siamo riusciti a risolverlo facendo i salti mortali perchè riguardavano famiglie con minori".
- I cittadini chiedono anche aiuti economici?
"Sì,e se ne occupa il settore Servizi Sociali.Abbiamo creato un fondo di solidarietà di 400mila euro,denaro che cerchiamo di distribuire un pò a tutti.Facciamo però fatica a convincere i bisognosi ad usufruire della mensa sociale.Molti non vanno perchè hanno vergogna e si sentono psicologicamente a disagio.Alla mensa sociale possiamo offrire un pasto sicuro,dare i soldi in mano ai cittadini è diverso.Io cerco di convincere i bisognosi che si tratta solo di un momento negativo della loro vita,che non saranno poveri per sempre e che si rialzeranno in piedi".
- Per quanto riguarda gli altri problemi che ti vengono sottoposti?
"Riguardano le buche nelle strade,le strutture e le abitazioni private.Quando si tratta di interventi semplici interveniamo non appena possibile".
- Sindaco,alla luce di tutto quello che ci hai raccontato,come vedi la situazione di povertà e di bisogno ad Abbiategrasso?
"Il bisogno è preoccupante.In città c'è una fascia di povertà cronica,ossia di famiglie che da sempre fanno fatica a tirare avanti che però sanno gestirsi e come cavarsela.C'è poi la fascia di nuova povertà,persone che fino a qualche anno fa avevano un lavoro,che pagavano l'affitto e le bollette.Conosco molto bene il caso di una famiglia che sette anni fa aveva acquistato casa accendendo un mutuo.Ebbene,è morta la mamma che percepiva la pensione,il marito è stato messo in cassa integrazione e la moglie licenziata.Una tragedia.E per queste persone,non pagare una bolletta è un disonore.Si innesca così una catena di problemi psicologici.Si sta male davvero.Alcune famiglie cercano di vendere la casa,ma oggi non c'è mercato.Per non parlare poi dei bisogni nascosti,vale a dire quelli di famiglie che non li manifestano per una questione di dignità.Nel mio ufficio,a chiedere aiuto,sono venute tante persone che non mi sarei mai aspettato di trovare in certe condizioni di difficoltà economiche.Per me è davvero un dispiacere non riuscire a risolvere certi casi.Il mercoledì sera torno a casa triste,soffro parecchio".
- Ce la stai mettendo davvero tutta...
"Nonostante la fatica,fare il sindaco è un'esperienza bellissima.Ti consente davvero di essere al centro delle problematiche.Un ruolo che mi permette di conoscere le realtà e le tragicità.Una signora,tempo fa,mi ha detto:"sono venuta da lei perchè mi hanno detto che "l'è un bravu fioeu" ed io la casa non ce l'ho...".Parlare col sindaco sgrava un pò da un peso.E' come andare dal prete:gli parli e ti sfoghi un pò.Un bell'aspetto in un momento complicato.Oggi partiamo da presupposti molto diversi rispetto,ad esempio,a quand'ero assessore al Bilancio.A quei tempi il Comune incassava quattro milioni di euro di oneri di urbanizzazione,soldi con metà dei quali realizzavamo opere.Il resto era spesa corrente.E lo facevamo,sbagliando.Avevamo creato una spesa corrente forte che adesso facciamo fatica a mantenere.Attualmente gli incassi derivanti dagli oneri di urbanizzazione ammontano a soli 500mila euro,il 90% in meno.E in alcuni casi dobbiamo restituirli.Voglio dire: oggi la situazione finanziaria del Comune non si può paragonare a quella di allora,e tutto sta cambiando velocemente.E' davvero difficile.E la minoranza in consiglio comunale sembra quasi godere di questo momento di difficoltà.Quando una persona che ha fatto per cinque anni il consigliere comunale e che non ha risolto un problema mi sbeffeggia perchè non l'ho ancora risolto io,mi fa davvero arrabbiare.Polemiche sollevate solo per il gusto di farle".

Nella foto: il sindaco Pierluigi Arrara nel suo studio a Palazzo Marconi
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VISITATORE:
(M.S.) - "L'amministrazione comunale cerca sempre di tenere in considerazione il parere dei cittadini.In questo caso,però,dal momento che esistono delle norme burocratiche e amministrative che consentono ai cittadini di poter chiedere il cambiamento di destinazione d'uso delle strutture,in questo caso del capannone di via Bollini in centro culturale islamico,la scelta che a noi sembrava giusto fare è quella di chiedere il parere del consiglio comunale.Di problemi a concedere il permesso non ce ne sono".Così il sindaco Pierluigi Arrara sulla vicenda centro culturale-moschea osteggiata dalla Lega Nord."Oltretutto il signor Bertani in commissione si è dichiarato favorevole a questa operazione,ha già cambiato idea?" - prosegue il sindaco di Bià."E qui mi piacerebbe fare un discorso più profondo: la Lega Nord che è stata al governo della città per cinque anni ha tollerato l'attività del centro islamico in via Crivellino,un edificio ai limiti della sicurezza,piccolo e inadeguato quando l'affluenza è tanta.Perchè adesso si dichiara contraria quando viene chiesto un nuovo posto per gli islamici igienicamente e legalmente a posto in termini urbanistici e di legge? Evidentemente qualche esponente del Carroccio risiede nelle vicinanze di via Bollini...ma a questo punto diventa un interesse di qualcuno anzichè collettivo.La verità è che tutti gli italiani continuano a considerarsi democratici,accoglienti e liberi,ma quando viene toccato il loro orticello diventano un pò meno democratici".
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di IRENE MOGNAGA
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L'amministrazione comunale abbiatense prosegue nell'azione per la formulazione del bilancio 2014,dovendo fare i conti con gli ormai inesistenti trasferimenti statali.Per fare quadrare i conti sarà così necessario contare sulle entrate delle imposte locali.A delineare la situazione l'assessore al Bilancio Mauro Squeo,a seguito dell'ultima riunione della Commissione Bilancio."Premetto che fare l'assessore al Bilancio è diventata ormai un'impresa biblica.La situazione,non solo nel nostro Comune,è critica,ci sono grosse difficoltà.Quando si ragiona su entrate e uscite e si ragiona garantendo in primo luogo i servizi primari.E' certamente nostra intenzione garantire quelle che sono le priorità".Per questo è partita un'operazione,durata alcuni mesi,che ha coinvolto i vari settori per conoscere le reali necessità."Tra i criteri utilizzati abbiamo scelto di garantire la spesa per i servizi sociali e razionalizzare le voci che erano già sotto l'attenzione dell'amministrazione - prosegue l'assessore.Lo Stato centrale ha gravato sui Comuni e di conseguenza la mancanza di risorse ha provocato l'aumento dei tributi locali.L'aliquota per la Tasi sarà del 2,5% sulla prima casa,mentre per Imu e Tari le aliquote sono riconfermate quelle del 2013.Per la Tari ci sarà la possibilità di avere benefici riducendoi il volume della raccolta dei rifiuti indifferenziati".Il Comune ha cercato di essere virtuoso e di ottimizzare i costi mettendo in atto alcune soluzioni.Tra queste il progetto pedi-bicibus che permetterà una riduzione delle spese per il trasporto scolastico,l'assunzione di ausiliari della sosta,per sgravare compiti alla Polizia Locale che potrà dedicarsi a un maggiore controllo e tutela del territorio,un nuovo piano dei parcheggi per migliorare ai cittadini l'accesso al centro che in parte verrà chiuso"."Per quest'anno vogliamo garantire il bilancio e il patto di stabilità.Cerchiamo le soluzioni mettendo in pratica interventi che possano migliorare la qualità della vita e tutelare le diverse categorie,come ad esempio quella dei commercianti.Stiamo inoltre pensando ad un riordino degli uffici comunali.Con l'alienazione di uno stabile in zona Castelletto,vorremmo unire le sedi di via San Carlo e piazza Vittorio Veneto alla Pretura.Una operazione di tipo strutturale che ci permetterebbe di contenere una gran parte dei costi e garantire una migliore macchina operativa comunale".
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Egr. Direttore,
mi permetto di scriverLe alcune considerazioni relativamente ai progetti infrastrutturali e viabilistici progettati per il territorio abbiatense e zone limitrofe. Nel dibattito sono entrati differenti soggetti, inclusi operatori del settore agricolo, ma a mia memoria non ho ancora sentito alcun rappresentante del settore apistico esprimersi sull’argomento. Senza alcuna pretesa di rappresentare qui il settore e senza alcun mandato da parte di associazioni di categoria, ma a titolo puramente personale e da semplice apicoltore nonché divulgatore scientifico per alcune riviste e siti web nazionali del settore (tra cui Apitalia e Apicolturaonline.it), è mia intenzione condividere con Lei e con i suoi lettori alcune riflessioni.L’importanza delle api in ambito ecologico è stata recentemente riaffermata e diffusa, anche con un notevole impegno massmediatico, a seguito del preoccupante declino mondiale delle popolazioni di api. Molti studi sono stati prodotti e verranno prodotti per spiegare e comprendere i fattori che causano tale declino, fino a provocare fenomeni molto gravi come la “sindrome dello spopolamento degli alveari” (scientificamente Colony Collapse Disorder, CCD), termine coniato da scienziati americani in seguito alle enormi perdite di colonie d’api verificatesi in America del Nord nel 2005. Tale fenomeno ha coinvolto anche numerosi Paesi dell’Europa occidentale, tra cui Spagna, Francia, Italia, Regno Unito, Paesi Bassi, Germania, Svizzera, Belgio. Si tratta di morìe mai verificatesi prima per quantità e densità di popolazioni colpite ed il fenomeno è particolarmente preoccupante, oltreché per le ricadute negative ed economiche verso il settore apistico, in ragione del servizio di impollinazione fornito dalle api (così come da altri impollinatori selvatici), dal quale dipende la biodiversità vegetale e quindi la catena alimentare (secondo stime della FAO, delle 100 specie di colture che forniscono il 90% dei prodotti alimentari in tutto il mondo, 71 specie sono impollinate dalle api. In Italia, il 79% della produzione agricola è beneficiata dall’impollinazione. La produzione dell’80% delle 264 specie di colture coltivate nell’Unione Europea dipende direttamente dagli insetti impollinatori). Sulla base dei rapporti delle Associazioni apistiche, nell’inverno del 2007-2008 le perdite di alveari nel nord dell’Italia sono arrivate al 40%, con picchi superiori al 50% in alcuni areali. Ormai i dati medi annui delle perdite si attestano attorno al 30%, salvo ritocchi in negativo. Questo stato di cose deve interessare anche i non addetti ai lavori perché avere a cuore la sopravvivenza delle api significa avere a cuore la sopravvivenza delle altre specie vegetali e animali, uomo compreso. Diversamente, rischieremmo di ignorare per
superficialità una catastrofe ecologica senza precedenti, possibile e non troppo remota nel tempo.Le cause alla base del declino delle api sono molteplici – biotiche e abiotiche – e di non secondaria importanza, accanto al ruolo sempre maggiore e prevalente di parassiti e patogeni, agli effetti negativi degli agrofarmaci e ai mutamenti climatici, vi è senza dubbio anche l’antropizzazione, la presenza di monocolture, la devastazione degli ecosistemi naturali. Non a caso, benché il problema sia di rilevanza mondiale, i casi di CCD sono maggiormente concentrati e frequenti in occidente (USA e Europa occidentale), ovvero nelle aree maggiormente industrializzate (in senso agricolo e non solo) e sviluppate (infrastrutture, centri urbani etc). Questo ultimo punto si collega al consumo di suolo e ai progetti infrastrutturali che, insieme ad altre opere di antropizzazione, alterano sensibilmente o portano alla scomparsa gli habitat naturali propizi alla sopravvivenza degli impollinatori. Non si tratta di opinioni personali. Di fronte a consistenti mutamenti dell’ambiente, ci si chiede che cosa resti delle risorse (polline e nettare) necessarie al mantenimento dello stato di salute degli alveari e, soprattutto, quanto l’antropizzazione possa incidere non solo sulla disponibilità quantitativa di nutrimento, ma specialmente sulla disponibilità qualitativa, che risulta strettamente collegata alle caratteristiche degli habitat naturali (tra cui la polifloralità) e quindi alla biodiversità. M. Couvillon e colleghi (2014), in due anni di ricerca, hanno decodificato più di 5.600 danze delle api messe in relazione alle fonti floreali. Questi ricercatori hanno verificato con gli alveari studiati che le api sfruttano preferibilmente habitat naturali, considerando meno interessanti aree sottoposte a sfruttamento agricolo e antropizzate in cui si verificano condizioni di monofloralità. Da ciò si deduce che le api prediligono condizioni naturali di polifloralità, e questo non a caso ma in ragione della maggiore ricchezza nutrizionale di questi pascoli e quindi dei mieli derivati (differente apporto di fenoli, ad esempio) da quelle fioriture (Johnson e colleghi 2012; Mao e colleghi 2013; Perna e colleghi 2013). Tutto ciò è di notevole importanza rispetto alla sopravvivenza delle api considerato che la nutrizione (specialmente in termini di apporto pollinico, quindi proteine) è quanto di più necessario al mantenimento delle competenze immunitarie di un alveare (Corby e colleghi 2013). Un dieta povera in termini qualitativi oltreché quantitativi comporta un sistema immunitario debole ed una maggiore vulnerabilità e suscettibilità delle api ai patogeni e pesticidi, e vi è una relazione molto precisa tra alimentazione pollinica e stato di salute delle api (Di Pasquale e colleghi 2013). Sembrerebbe al contrario che le condizioni di polifloralità, quindi gli habitat naturali, siano condizioni ottimali. Nei casi di CCD studiati negli USA, si sono evidenziati fattori molteplici di mortalità e sono state riscontrate, accanto a patogeni e fitofarmaci (pesticidi), anche condizioni ambientali sfavoreli e stress ad esse correlate. Vi è pertanto una stretta relazione tra le condizioni del pascolo per le api (e quindi l’apporto nutrizionale che ne deriva) e la vulnerabilità a patogeni e/o fattori di stress diversi. Logicamente l’antropizzazione, il consumo di suolo e le infrastrutture, così come le monocolture, contrastano sensibilmente, fino nei casi peggiori ad eliminarle, le condizioni ottimali e naturali di polifloralità (quindi biodiversità), creando un ambiente fondamentalmente ostile agli impollinatori e quindi alle api.Venendo al caso specifico del territorio abbiatense e dei territori limitrofi (Parco Agricolo Sud in testa), mi chiedo se la presenza delle monocolture e delle infrastrutture già esistenti, considerato inoltre il consumo di suolo sin qui verificatosi per effetto dell’espansione dei centri urbani, non sia già ben oltre la soglia di rischio e se non si sia già provveduto alla devastazione di un ecosistema naturale, con le conseguenze – solo apparentemente settoriali – che ho inteso spiegare in questa lettera riportando alcuni dati scientifici, senza naturalmente alcuna pretesa di completezza, impossibile in questa sede. Si è voluto semplicemente invitare ad una riflessione che è tanto di ordine generale quanto particolare. Si sono voluti inoltre indicare alcuni elementi oggettivi che dimostrano come alcune battaglie di tutela dell’ambiente sono fondate e motivate, e come possano derivare dalla distruzione di habitat naturali delle conseguenze tanto sottili quanto gravi. Per questa ed altre ragioni che meriterebbero approfondimenti, da apicoltore e cittadino abbiatense, ho ritenuto di condividere le ragioni espresse nello specifico dal Comitato abbiatense “NO Tangenziale” e dagli altri Comitati affini, in contrasto con un’ennesima opera infrastrutturale pensata per un territorio, a mio avviso, già saturo e congestionato.

Luca Tufano, apicoltore
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Gentile direttore,
sono Anna Baroni e ho una piccola azienda agricola biologica a conduzione familiare con agriturismo e fattoria didattica (l’Aia) in una cascina denominata Cascina dei Piatti, che ha terreni in ben 2 Parchi (del Ticino ed Agricolo Sud Mi ), si trova sul Naviglio Grande ed è uno dei 4 nuclei antichi che ha formato il paese di Cassinetta di Lugagnano diventato recentemente 2° borgo più bello d’Italia nella provincia di Milano, insieme a Morimondo.Le scrivo perché vorrei raccontare in breve ma in modo spero efficace, a lei ed ai suoi lettori, la storia della nostra cascina, delle nostre campagne e della nostra cultura contadina.Nel corso dei secoli i vari proprietari di questa cascina hanno apportato migliorie con la costruzione di canali e fontanili per rendere i terreni irrigui e quindi più produttivi: alla fine del 1800 la famiglia Negri (di cui Gaetano 3° sindaco di Milano) sotto-passando con un nuovo cavo il Naviglio, opera eccezionale per quei tempi, diede la possibilità di irrigare le campagne a nord di Abbiategrasso che non erano raggiungibili dai fontanili come la zona della Caprera o di palazzo Arconati.Questi proprietari di fondi ,quando davano in “Consegna” all’affittuario (fittavolo) i loro terreni da coltivare, come premessa al contratto chiedevano di “far lavorare il fondo come un buon padre di famiglia e da esperto agricoltore seguendo ogni anno le relative colture, il loro conveniente ingresso nei terreni , migliorandoli e non deteriorandoli”: in un terreno coltivato era più importante mantenere la fertilità del suolo piuttosto che lo sfruttamento per aumentarne la produttività.Tutto questo che è parte del passato e molto altro come ben descritto da Mario Comincini nel suo “I segni della storia le voci della memoria –Cassinetta e Lugagnano” della soc. st.abbiatense forse non servirà a far cambiare idea a chi ha già deciso il tracciato di una superstrada e neppure forse servirà conoscere quanto facciano oggi gli agricoltori, i veri agricoltori, per produrre cibi sani nel rispetto dell’ambiente.La nostra azienda ha abbandonato da tempo la monocoltura del mais ed ha ritrovato anche attraverso gli insegnamenti del passato quelle buone pratiche agronomiche che danno la possibilità di coltivare senza l’uso dei pesticidi, facendo le opportune rotazioni nelle coltivazioni, scegliendo piante “naturalmente”resistenti a malattie ,facendo consociazioni utili. Per questo motivo abbiamo aderito in modo convinto alla sperimentazione nella coltivazione di “11 grani antichi” di frumenti in miscuglio, propostaci dal DESR (distretto di economia solidale rurale) e sotto la guida di AIAB (ass. it. agricoltura biologica). Tutto questo perché da questi frumenti, selezionati negli anni 20-30 del secolo scorso da un famoso agronomo, Nazareno Strampelli, si ottiene una farina con un glutine debole che lavorata con particolari lieviti madre danno un pane più facilmente digeribile che viene venduto al mercato contadino o ai GAS.Ebbene il campo su cui abbiamo coltivato gli “11 grani” filmato anche, di recente, dalla troupe di Ermanno Olmi per un documentario proprio per EXPO 2015-NUTRIRE IL PIANETA… è uno di quelli su cui è stata “tracciata” una strada che cancellerà per sempre, senza via di ritorno, storie, culture e tradizioni millenarie.Io e la mia famiglia cercheremo nei prossimi mesi , facendo uso anche dei moderni mezzi di comunicazione come i recenti video su youtube girati nelle nostre campagne e dedicati al prezioso “Giro delle Acque” (che stanno avendo moltissime visualizzazioni) così come le interviste fatte agli agricoltori, di informare i cittadini sulla prevista Superstrada e su tutto quello che ne potrebbe derivare.Cordiali saluti,

Anna Baroni
Cassinetta di Lugagnano
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Campagne lombarde addio. In cinquant'anni, dal 1955 al 2011, le superfici agricole utilizzate sono diminuite di oltre il 25,4% passando da 1.322.017 ettari a 986.853 ettari. E' quanto emerge dal dossier “terra tradita” diffuso questa mattina dalla Coldiretti Lombardia in occasione della protesta degli agricoltori contro il cemento killer. Dalle ore 9 in centinaia circondano la sede di Infrastrutture Lombarde con cartelli e trattori per denunciare il consumo selvaggio di suolo, e la scomparsa di cibo e di agricoltura.Secondo i dati del dossier, la Lombardia soffoca sempre più tra strade, case e capannoni. In cinquant'anni il suolo urbanizzato è aumentato del 235%. Una colata di cemento che dagli Anni Cinquanta ha continuato a ingrandirsi rubando suolo agricolo e naturale, facendo strage di fiori e animali e mettendo a rischio la stabilità idrogeologica del territorio. Una situazione che è destinata a peggiorare complice la costruzione di nuove arterie autostradali. Teem, Brebemi e Pedemontana si mangeranno oltre 4 mila ettari di suolo, coinvolgendo alcuni dei territori più urbanizzati della regione come Milano, Bergamo, Brescia e Monza, oltre a Lodi, Como e Varese.Tra queste province, quella in cui il cemento è aumentato più velocemente è Brescia. Tra il 1999 e il 2007, infatti, sono stati urbanizzati 2,3 ettari al giorno per un totale di quasi 6.800 ettari in otto anni. Nello stesso periodo, nel Bergamasco si è persa un'estensione di suolo agricolo pari a circa 7 volte la superficie del Parco Nord Milano (da 82.426,4 ettari si è passati a 77.973,5 ettari), mentre nel Lodigiano l'area urbanizzata è aumentata del 15,6% (da 8.495,6 a 9.825,6 ettari). In provincia di Monza Brianza in 8 anni i campi coltivati sono diminuiti dell'8,2% passando da 16.117,8 a 14.786,8 ettari, mentre a Como e Varese nello stesso arco di tempo si è registrata una diminuzione di terre agricole compresa tra il 4% e il 5%.Milano si conferma la provincia con più aree urbanizzate (62.618,8 ettari nel 2007), e proprio su questo territorio si sta realizzando una delle nuove grandi opere viabilistiche che stanno interessando la nostra regione: la Tangenziale Est Esterna di Milano. Trentadue chilometri lineari più altri trentotto di opere connesse, la Teem coinvolgerà – secondo le stime della Coldiretti Lombardia – circa 150 aziende agricole e occuperà una superficie complessiva di 10 milioni di metri quadrati. Altra grande infrastruttura che interessa l'area del Milanese è la nuova autostrada Brescia Bergamo Milano (Brebemi), in procinto di essere inaugurata: una lingua d'asfalto di 62 Km che ha occupato circa 1.000 ettari di suolo.Una volta concluse entrambe le opere – spiega il Dossier “terra tradita” - con Teem e Brebemi si perderanno quasi 18 milioni di chili di mais, mentre solo nel tragitto della Tangenziale Est Esterna sono in pericolo circa duemila mucche che producono latte in parte destinato alla realizzazione del Grana Padano.“In Lombardia – spiega Ettore Prandini, presidente della Coldiretti Lombardia – è in atto un continuo consumo selvaggio di suolo. Non si vuole capire che meno campi e meno terreni non significa solo meno cibo e meno agricoltura, ma anche più inquinamento e meno sicurezza contro gli eventi meteorologici estremi che sempre più spesso si verificano anche nella nostra regione. Siamo scesi in piazza per denunciare questo trend negativo e per manifestare contro un atteggiamento ingiusto che si sta perpetrando verso gli agricoltori interessati dalla costruzione delle nuove autostrade. Oltre a dover subire il danno della perdita dei terreni, devono affrontare anche la beffa di vedersi negati, in tutto o in parte, i risarcimenti degli espropri subiti. E’ come se qualcuno entrasse in casa vostra sfondando la porta, la occupasse, vi offrisse quattro soldi e poi vi dicesse di arrangiarvi se non siete d’accordo. Ma vi pare possibile?”.Secondo quanto emerge dal Dossier “Terra tradita”, circa il 90% delle aziende agricole che hanno subito espropri per la costruzione della Teem e delle sue opere connesse non sanno ancora quanto e quando saranno pagati perché manca un protocollo d'intesa tra le associazioni di categoria e la società costruttrice. Su Brebemi, invece, la situazione è diversa: mentre la maggior parte delle 300 aziende coinvolte ha già ricevuto gli acconti degli indennizzi, c'è una situazione di stallo per i saldi che mancano ancora all'80% delle famiglie che hanno avuto l'azienda mutilata.“Ci hanno portato via tutto, hanno distrutto la nostra vita – dice l'agricoltrice Carla Foschetti – Insieme al marito Angelo gestiva una delle aziende lombarde leader per produzione di latte di alta qualità, con una superficie di 21 ettari coltivati a mais e con 150 vacche in lattazione. Sono stati costretti a trasferirsi dimezzando la superficie a mais e mantenendo solo 10 mucche da carne. “Ricordare fa molto male – continua Carla – vivevamo in una cascina del 1800 e ora non abbiamo più nulla.Diciamo basta alla sottrazione di terreno fertile altrimenti metteremo in ginocchio l’intera agricoltura locale con il rischio di perdere i prodotti d’eccellenza che solo noi sappiamo fare”. “L’arrivo della Teem mi ha dimezzato la produzione degli ultimi cinque anni – spiega Emanuele Meani – Il mio è un lavoro che si concretizza nel tempo: nel 2009 ho messo a dimora 20 mila piantine di acero che avrei potuto vendere proprio in questi anni, ma oltre la metà mi è stata espropriata per i lavori della nuova autostrada. Oltre ad aver perso 2mila metri quadrati di terreni, mi ritrovo con la metà del prodotto commercializzabile. Il bilancio della mia azienda è seriamente compromesso e se non avrò i risarcimenti di quello che mi han tolto in tempi ragionevoli, a rischio è tutta l’attività”.
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di IRENE MOGNAGA
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Alcuni tra i più brillanti studenti delle scuole superiori abbiatensi si raccontano.Antonella Bianchi, 100 e lode al liceo socio-psico-pedagogico: «Dalla mia esperienza liceale traggo un bilancio positivo. In questi anni di studio appassionato ed intenso ho avuto modo di arricchire non solo il mio bagaglio culturale e conoscitivo, ma anche la mia persona, maturando interessi sempre nuovi e alimentando il gusto per la ricerca e il confronto. In attesa di prendere una decisione definitiva in merito alla mia scelta universitaria, rivolgo un ringraziamento sincero agli insegnanti che hanno contribuito alla mia formazione e a coloro che mi hanno sostenuta nel mio percorso di crescita.Davide Trenta, 100 al liceo scientifico: «L'obiettivo ora è entrare a fisioterapia. Il mio voto non mi servirà, ma sono soddisfatto del traguardo raggiunto, perchè dimostra a me stesso che il metodo di studio che ho acquisito è ottimale. Nonostante ciò sono stato anche fortunato ad avere le insegnanti che sapevano spiegare in modo puntuale, preciso, appassionate del loro lavoro. Comunque il 100 è solamente un numero. E non è tanto la grandezza del traguardo raggiunto a rendere felici, quanto le persone che si hanno accanto con cui si condivide la vittoria».Sara Pezzoni, 100 al liceo scientifico tecnologico: «Dopo la terza media ho scelto come indirizzo di studi il Liceo scientifico tecnologico, che purtroppo ora non esiste più. Dico “purtroppo” perché io ho avuto la fortuna di accompagnare lo studio teorico alle attività di laboratorio che molto spesso aiutano a comprendere gli argomenti fatti in classe. Dopo 5 anni di materie scientifiche trattate approfonditamente mi sono accorta che preferivo le attività extrascolastiche (sempre con riferimento alla scuola) come gruppi cinema o web, dove mi è stato permesso di imparare a girare filmati e lavorare a immagini o pagine html. Vista la mia passione per il videomaking e la fotomanipolazione ho deciso di provare a entrare a Brera, nonostante io non abbia mai studiato storia dell’arte. Sono indirizzata verso nuove tecnologie dell’arte, soprattutto per il corso di animazione 3D. Non so ancora bene che strada prendere dopo i primi 3 anni, ma immagino sceglierò tra regia e sviluppo videogames, probabilmente all’estero. Daniele Parente, 100 al liceo scientifico tecnologico: «Le superiori sono probabilmente risultate il periodo più breve della mia vita. Non riesco ad immaginare un nuovo ciclo senza la solita scuola, dato che fra una cosa e l’altra sono ormai 13 anni che a Settembre si ricomincia, ma mi rendo solo ora realmente conto che sia il momento di voltare pagina e di quanto questo tempo sia volato, specialmente gli ultimi 5 anni. Suppongo che alla fine della 5^ giunga il momento di prendersi le proprie responsabilità e decidere cosa fare di se stessi, inseguire i propri sogni oppure redimersi ad una vita più stabile fin da subito cercando un impiego o studi che un giorno potranno portare ad una occupazione stabile. Punterò a raggiungere il massimo inseguendo la passione della filosofia oppure quell'affascinante mondo dell’ingegneria e dell’industria, benché sia dell’idea che sia ora il vero inizio della salita, che cercherò in ogni caso di affrontare nel migliore dei modi». E infine Daniele Papetti, 100 all’istituto tecnico commerciale: «Vorrei brevemente ringraziare i miei familiari che mi hanno sostenuto a partire dalle primissime avventure tra i banchi di scuola e che mi sosterranno in futuro e i miei professori che hanno saputo trasmettermi con passione e professionalità la loro eccellente preparazione permettendomi di raggiungere questo ottimo risultato. A partire da settembre frequenterò il corso di laurea in economia e management alla Bocconi di Milano. Questa scelta mi permetterà di proseguire gli studi in materie che mi hanno da sempre appassionato, l’economia aziendale, il diritto, le scienze delle finanze, la matematica. Vorrei sfruttare questo spazio per condividere il motto che mi ha sempre guidato nelle mie sfide scolastiche e non: Believe in yourself, if you don't, no one else will (credi in te stesso, se non lo fai, nessun altro lo farà)».
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(M.S.) - Le analisi e le conferme delle agenzie di viaggio cittadine non lasciano dubbi:con amici o in famiglia,in coppia o da soli,alle vacanze estive,seppur brevi,non si rinuncia nonostante la crisi.Così,valigie pronte alla mano,gli abbiatensi cominciano a pianificare le ferie e c’è qualcuno già in procinto di partire e che è già in vacanza.Agosto resta il mese preferito per la maggioranza dei cittadini di Bià,mentre luglio viene scelto da almeno quattro su dieci.Il 2014 sarà all’insegna ancora una volta del risparmio:i vacanzieri hanno scelto destinazioni più vicine riducendo i costi su tutta la linea.Tra le destinazioni,la scelta più gettonata resta il mare,ma una corposa fetta di abbiatensi sceglierà la montagna,seguita dalle città,il lago e la campagna.Stando a quanto affermano gli operatori vacanzieri locali,l’Italia si conferma,anche nel 2014,la meta preferita degli abbiatensi rispetto all’estero.A optare per le vacanze domestiche sono soprattutto gli operai e le famiglie con bambini nella fascia 6-11 anni Tra le regioni preferite per l’estate 2014 emerge il Sud con Puglia e Sicilia seguite da Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige.Si difende bene la Sardegna.Ma fare le vacanze in Italia è diventato più caro che nel resto d’Europa,come sostiene uno studio della Coldiretti.Nel nostro Paese,infatti,la spesa per hotel e ristoranti è superiore del 10% rispetto alla media europea.L’Italia si classifica come la più elevata tra le diverse mete del Mediterraneo.La destinazione più conveniente per hotel e ristoranti è infatti - come precisa la Coldiretti - il Montenegro dove si paga il 37% in meno rispetto alla media comunitaria,seguito dalla Croazia con il 26% in meno,dal Portogallo dove il risparmio è del 23% e dalla Turchia dove il conto è inferiore del 22% rispetto alla media europea.Il confronto è pesante anche con Paesi tradizionalmente rivali dell’Italia come la Grecia,dove l’esborso per ristorazione e alloggio è inferiore del 12% e la Spagna che costa il 9% in meno della media.Per l'estate 2014 le ferie sono anche l'occasione per andare alla scoperta di posti nuovi,mentre una buona parte dei vacanzieri si scoprirà anche quest'anno abitudinaria e tornerà nella "solita" località di sempre.L’età è la vera discriminante di questa tendenza: i più giovani sono maggiormente attratti da luoghi mai visitati prima (in particolare nella fascia tra i 15-24 anni) mentre i meno propensi alle novità sono gli anziani.
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I consiglieri comunali e gli assessori del Partito Democratico di Abbiategrasso, negli scorsi giorni, hanno sottoscritto il documento “Trasparenza e Legalità’
 - Dichiarazione di impegno delle candidate e dei candidati del PD lombardo” elaborato dalla Segreteria Regionale del Partito Democratico e fortemente sostenuto dal locale Circolo PD.Presentato venerdi 4 luglio in una conferenza ad Abbiategrasso a cui hanno partecipato anche il Consigliere Regionale Massimo D'Avolio e la delegata alla legalità in Segreteria Regionale Diana De Marchi, il documento prende come punto di riferimento il codice etico del Partito Democratico e i contenuti della Carta di Pisa, ed è finalizzato a rafforzare la trasparenza e la legalità all’interno delle istituzioni pubbliche.Con questo documento, - dichiara Diana De Marchi - gli amministratori del Partito Democratico si impegnano a rispettare regole che dettano una linea etica e comportamentale diretta ad affrontare, in maniera preventiva e chiara, circostanze e fatti che possono pregiudicare il grande lavoro degli amministratori democratici e l’onore dell’intero Partito Democratico.Ho accolto con entusiasmo - sottolinea De Marchi - l'invito del Circolo locale e degli amministratori cittadini per la Conferenza di oggi. Come dirigente regionale del PD ho promosso il documento ed è stato molto positivo che amministratori già eletti abbiano voluto rimarcare ancora oggi il loro impegno per la legalità e la trasparenza.Con questa carta, - aggiunge Massimo D'Avolio, impegnato anche nella Commissione speciale Antimafia in Regione Lombardia - affrontando diverse tematiche, quali per esempio il sostegno finanziario dei candidati ed eletti, le obbligatorie dimissioni in caso di rinvio a giudizio, l’accettazione di regali da parte di soggetti terzi, il cumulo di mandati, si viene a porre nero su bianco la volontà del Partito Democratico, e dei propri amministratori, di evidenziare uno stile che diventa contenuto e una forma che diventa sostanza.In Commissione Regionale - sottolinea D'Avolio - stiamo affrontando il tema della legalità promuovendo interventi e progetti nelle scuole, cercando di sensibilizzare le persone su ciò che è il concetto di legalità, partendo anche e soprattutto dalla quotidianità, stiamo cercando come gruppo PD regionale di promuovere una educazione alla legalità.Un documento - interviene il Segretario del PD locale Francesco Biglieri - con un’evidente carica culturale ed etica che nulla aggiunge alle modalità e allo stile che, sino ad oggi, hanno caratterizzato l’operato degli amministratori democratici abbiatensi, ma che rafforza l’impronta di un Partito che trova nella Legalità e nella Trasparenza due dei propri capi saldi.In un momento in cui la nostra città vive una forte attenzione al tema della sicurezza, il Partito Democratico di Abbiategrasso vuole sottolineare come sia necessario comprendere le radici culturali di determinati fenomeni e individuare in un’azione di sensibilizzazione alla responsabilità civica e alla legalità la giusta soluzione. - conclude Biglieri.Questo documento, - dichiara il Consigliere Comunale delegato Nicola Capello - con il proprio peso culturale, si affianca all’attività di sensibilizzazione e formazione che, già da un anno, l’Amministrazione comunale ha messo in campo sul tema della legalità e della presenza della criminalità organizzata in Lombardia.Oggi, la realtà del nostro territorio, - ribadisce Capello - richiede risposte forti e chiare, nella consapevolezza che prima di un poliziotto più severo per le strade, la nostra società necessita di genitori più attenti tra le mura domestiche, degli insegnanti più sensibili nelle classi e dei cittadini più consapevoli in città.Questa conferenza - comunica il Capogruppo Frank Ranzani - è il segno di un impegno forte che il nostro Gruppo Consiliare e tutta l'Amministrazione hanno preso in favore dell'educazione alla legalità e del senso civico.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Anas e Sea con la complicità di molte amministrazioni del territorio stanno procedendo nell'elaborazione di un progetto che probabilmente verrà presentato in piena estate (agosto come nelle migliori delle tradizioni è il mese delle porcate). Il progetto è l'ennesima inutile colata di cemento e asfalto che devasterà il territorio che attraverserà, non solo da un punto di vista ambientale, ma anche dal punto di vista economico e sociale. La costruzione di una tangenziale-super strada dal ponte di Vigevano a Magenta è una vergogna. Dal Governatore Maroni al sindaco di Vigevano financo al sindaco Arrara di Abbiategrasso si sono spesi (ognuno focalizzandosi sui propri interessi particolari) per cercare di dare sostanza progettuale a questo sciagurato progetto.Nientemeno ad Abbiategrasso si è anche costruito un fantomatico comitato del Sì tangenziale: presidente Castoldi (BCS,imprenditore) e primi firmatari Ceretti, Fossati e Albetti (gli ultimi tre sindaci di Abbiategrasso). Chiediamo che questo progetto venga fermato immediatamente e che le risorse economiche vengano utilizzate altrove. Per migliorare radicalmente la linea ferroviaria Milano-Mortara e per modernizzare la strada provinciale Milano-Baggio.Chiediamo che le risorse economiche pubbliche siano utilizzate per politiche virtuose, intelligenti, per un welfare moderno, per superare la crisi economica e sociale crescente.

No Tangenziale | Il Pagiannunz non si tocca | Il territorio e’ di chi lo abita e non di chi lo vuole distruggere dall'alto con politiche devastatrici.
Le cittadine e i cittadini dell’Assemblea del 2 Aprile
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di ANNAMARIA LAZZARI
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«Via Cantù e Galleria Mirabello? Non è la Sodoma e Gomorra che descrivono i giornali e noi gestori di bar non ci stiamo a essere demonizzati per quanto successo». A parlare è Carlo Baietta, titolare del «Fundeghera», uno dei locali di via Cantù investito da polemiche dopo gli episodi di pestaggio del 6 e 20 giugno ai danni dell’orafo Leonardo Brentani e di Gabriele , ristoratore di «Riti e conviti». Picchiati, come è noto, da ragazzi ubriachi. Allarme sicurezza? Per Baietta, «rispetto a 6 o 7 anni fa la situazione è migliorata. Allora non c'era weekend in cui non ci fosse una scazzottata». Lui, che si definisce un «indigeno», nato e vissuto qui, Abbiategrasso la conosce bene e gli piace di più il trambusto attuale che «la città morta di un tempo, quando facevo il militare, e l’unico locale chiudeva alle 21». Però per alcuni negozianti della zona, come il pasticciere Enrico Ronzoni o il fiorista Daniele Cassani, la movida sono anche le bottiglie, i vetri rotti e le vetrine da ripulire in fretta la mattina, gli facciamo notare. «Ogni volta che chiudiamo, oltre a pulire dentro ci accolliamo la pulizia all’esterno» risponde. Nega di versare alcolici ai minorenni, altra accusa lanciata dai rumors di piazza. «La verità è che l’alcool i minorenni se lo portano da casa. La prova è il fatto che raccolga bottiglie di marche che non vendo». Una tesi sostenuta anche da Pier Strazzeri, titolare del Bar Castello nell’omonima piazza che ribadisce: «Non vendo ai minorenni. I ragazzini acquistano l’alcool altrove e poi lo consumano nei pressi delle attività». Una «moda» pericolosa perché incoraggia l’abuso: «Una birra da 66 centrilitri, acquistata nei punti vendita, costa 1,60 euro. Al bar una birra da 33 centilitri costa 3.50 euro». Così «allo stesso prezzo di due mie consumazioni, si beve molto di più». Poi filosofeggia: «L'osteria esiste nella nostra cultura da sempre. È il posto dove la gente va a sfogare lo stress settimanale concentrando tale sfogo in pochi metri quadrati e non in giro». E conclude così, forse anche pensando al recente assalto di una coppia di ladri al bar Commercio di via Mazzini: «Dovrei fare il barista, lo sceriffo, il vigile e ora anche l’educatore degli adolescenti. Ci provo ma non posso fare tutto». Ma dalle parole dei commercianti emerge che a preoccupare maggiormente resta lo stillicidio di episodi vandalici ai danni dei locali, più che atti eclatanti come la rapina di giovedì 26 giugno. Così Anna Paganini, titolare di Passepartout, che pure ci prova a tenere aperto il suo negozio di complementi di arredo anche di sera. Lei che è una distinta signora milanese sogna, per le notti abbiatensi, «eventi di qualità capaci di attirare gente da fuori», diversi insomma da quelli attuali dove, a dominare la scena, sono «salsicce, birre e musiche assordanti». Più drastica Laura Sala del negozio Brums, che dice: «Dopo le botte al patron di Riti e Conviti, io e gli altri negozianti della Galleria Mirabello abbiamo deciso di non tenere più aperto il venerdì sera per “La città che ti piace”, per protesta». Cambierà idea solo se avrà certezza di «poter tornare a casa serena». Da tempo racconta di subire il vandalismo delle gang. E anche le sue piante. «Ho dei vasi appesi alle quattro colonne esterne. In tre anni di attività ne ho già comprati 16, perché ogni 2 o 3 mesi trovo in mezzo alla galleria una mia pianta. Sfracellata».
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(M.S.) - Com'era già accaduto lo scorso 23 giugno,quando un centinaio di abbiatensi si collegarono in internet per assistere in diretta streaming alla seduta del consiglio comunale e rimasero delusi,anche i lavori del massimo consesso cittadino di lunedì 28 e martedì 29 luglio non saranno nè ripresi nè trasmessi.Il motivo di questo ennesimo disservizio? Il 23 giugno,una volta montata sul suo supporto,la telecamera non funzionava e la diretta saltò.Seguì un'intera verifica dell'intero impianto di trasmissione in streaming e si cercò di acquistare una nuova telecamera che,oltre alla registrazione video,effettuasse anche il lavoro di trascrizione (come amministrazione comunale si è obbligati a trascrivere tutto ciò che viene detto in consiglio comunale).Ma con le nuove normative nazionali,non è possibile effettuare l'acquisto di questa telecamera in modo diretto da parte del Comune,occorre emanare un bando che rispecchi certi criteri di economicità.Cosa che non è stato possibile fare entro il giorno 28 luglio.Morale della favola: chi vorrà assistere alle prossime due sedute del CC dovrà recarsi personalmente al Castello Visconteo.
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di MARIO SCOTTI
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Anche il mese di luglio se n'è andato lasciando dietro di sè una scia di successi per quanto riguarda il Gruppo La Cappelletta.Serate sempre all'insegna del tutto esaurito,o quasi,nell'area di via Stignani da tempo immemorabile unico punto di riferimento per chi decide di trascorrere le proprie vacanze estive ad Abbiategrasso.Punto di riferimento molto atteso dagli abbiatensi,iniziato in una serata di oltre trent'anni fa nell'allora prato di Viale Sforza.Altri tempi,ma stesso storico presidentissimo con la stessa voglia di fare e lo stesso entusiasmo di allora: Giancarlo Porrati (a sinistra nella foto),dallo scorso mese di novembre 2013 tornato al timone del gruppo biancoazzurro.I suoi 77 anni? Bazzecole,Giancarlo è in grado di "suonarle" a tanti giovani sfaticati del giorno d'oggi e insegnar loro cosa significa fare volontariato e a impegnarsi per il prossimo.E' lo stesso presidentissimo a fare un bilancio di questi primi due mesi di intensa attività (giugno e luglio): quattordici serate di buon cibo,musica e beneficienza varia offerte agli abbiatensi e alle associazioni di volontariato nostrane.Solo due le serate rovinate dal maltempo.Ma il bello,o meglio lo spettacolo,deve ancora cominciare.Inizierà nella serata di venerdì prossimo con il tanto atteso "Agosto in città",senza dubbio l'evento più riuscito e apprezzato mai organizzato dalla Cappelletta,sedici serate (fino a Ferragosto) da non perdere.Poi un meritato riposo e nuovamente in pista il 6 settembre con le serate dedicate all'Anffas e dal 13 in poi con la Festa Rionale."In questi primi due mesi di attività è andata più che bene nonostante il tempo incerto - spiega Giancarlo ad Habiate Web Quotidiano - .Certo,la crisi economica si fa sentire,un sensibile calo di vendite c'è stato,ma tutto sommato sono più che soddisfatto,il gruppo non ha di che lamentarsi.Gli abbiatensi rispondono sempre alla grande alle nostre iniziative,una cosa inimmaginabile.E' veramente bello".Venerdì 1° agosto,come già detto,in via Stignani inizierà un'altra bella kermesse culinaria-musicale-ricreativa.E' lo stesso Porrati a presentarla."L'evento non si discosterà dal solito clichè,ma per il futuro ci saranno delle novità:è infatti nostra intenzione coinvolgere maggiormente i giovani con delle serate specifiche dedicate a loro.Attorno a noi avvertiamo l'attesa per questo Agosto in città,speriamo di soddisfare appieno le aspettative degli abbiatensi".In conclusione,il presidentissimo ci tiene a pubblicizzare il corso di cucito generale che inizierà a settembre con lo scopo di far vivere tutto l'anno la struttura della Cappelletta.Ma di questo ne parleremo in maniera più completa nei prossimi giorni.Appuntamento quindi per venerdì 1° agosto in una via Stignani per l'occasione fatta oggetto di disinfestazione dalle zanzare.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Caro direttore,ci risiamo.La nuova strada NO! Il centro commerciale NO! La chiusura del centro NO! Tutto fa diminuire il lavoro dei commercianti. Ma è mai possibile che per alcuni commercianti che protestano,migliaia di persone devono subire le angherie (parcheggi in curva,sui marciapiedi,uno di fianco all'altro,sulle strisce pedonali) di molti automobilisti indisciplinati? E le difficoltà per pedoni e ciclisti a circolare dove la mettiamo? Soprattutto nei giorni di mercato.E poi ci si lamenta se i vigili danno le giuste multe,e se non ci sono ci si lamenta perchè non si vedono a far rispettare le regole.Da anni c'è il divieto di sosta (teoricamente perchè non si può parcheggiare) per cui non c'è ragione di tenere il centro aperto visto che il rispetto del divieto è praticamente inosservato.E che dire della domenica quando il centro è chiuso (e pure i negozi) ma transitano centinaia di macchine! Come sempre da noi servono soluzioni radicali per il NON senso civico ed il rispetto delle regole e del buon senso. Si invece a possibili nuovi parcheggi liberi (anche se quello non a pagamento di via Ticino distante 300 metri dal centro è praticamente quasi sempre vuoto).Cordiali saluti.

Maurizio Bianchi
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di ANNA MARIA LAZZARI
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«Le previsioni fatte per questa strada risalgono a vent'anni fa e andrebbero riviste. Quel che è certo è che ogni metro consumato non torna più indietro». Così Enzo Locatelli, segretario di zona della Coldiretti, esprime la sua contrarietà al progetto della Superstrada Vigevano-Abbiategrasso-Malpensa. La sua posizione non è manicheistica come quella del comitato «No Tangenziale» per il quale il no alla nuova infrastruttura è assoluto, granitico. Locatelli è più diplomatico e ci spiega che è anzitutto necessario rifuggire dalle «progettazioni di fretta e calate dall’alto senza la possibilità di verifica da parte di cittadini, comuni e associazioni sindacali come la nostra», quasi invitando al metodo della concertazione. In merito alla superstrada «occorre valutare molto bene i benefici a fronte degli investimenti» ci dice. In particolare invita ad avviare «uno studio sul traffico. Sappiamo fra qualche anno quanto traffico ci sarà? Secondo molti le macchine diminuiranno per effetto del perdurare della crisi», ragiona. «Noi suggeriamo di partire migliorando quello che c'è, potenziando le infrastrutture già esistenti e dando priorità al completamento del raddoppiamento della linea Milano-Mortara. Quanto al nuovo progetto se deve essere attuato che lo sia con il minore danno possibile». Il timore non è tanto allora per la nuova arteria ma per quello che potrà sorgere intorno. «Temiamo che la Superstrada faccia da apripista alla speculazione edilizia, con la costruzione di nuovi capannoni e centri commerciali. Servirà poco ad alleggerire il traffico perché nascerebbero nuove rotonde e svincoli. Ma soprattutto si andrebbe a snaturare l’essenza di questo territorio che possiede una forte vocazione agricola. La ricchezza naturale della zona Sud Ovest di Milano, con le sue acque e fontanili, andrebbe a perdersi». Della stessa linea Paolo Bielli della cascina Visconti di Albairate che aggiunge: «È importante che la gente capisca a quali rischi andiamo incontro. Parliamo di ettari di territorio sottratti all’attività primaria e di altre conseguenze negative, dalla compromissione delle falde alla perdita di fertilità del terreno, fino all’aumento dei livelli di inquinamento». «Per questo - è Locatelli che parla - è necessario che l’amministrazione si assicuri di vincolare il territorio intorno escludendo nuovi processi di cementificazione». Per denunciare il consumo selvaggio di suolo, gli agricoltori venerdì scorso, il 18 luglio, hanno protestato di fronte alla sede milanese di Infrastrutture Lombarde con tanto di trattori. «In cinquant'anni, dal 1955 al 2011, le superfici agricole utilizzate sono diminuite di oltre il 25,4%, con la scomparsa di 300mila ettari. Il suolo urbananizzato è invece aumentato del 235%. Una colata di cemento che ha continuato a ingrandirsi rubando suolo agricolo e naturale, facendo strage di fiori e animali e mettendo a rischio la stabilità idrogeologica del territorio», conclude il responsabile Coldiretti.

Nella foto: Enzo Locatelli
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Gentile Direttore,
leggo le considerazioni che l’ex Consigliere Comunale della precedente amministrazione Albetti illustra nel suo intervento sul centro culturale che dovrà sorgere in via Bollini per chiarire le motivazioni che stanno alla base della procedura che si è scelto di adottare.A seguito di una serie di approfondimenti legali e amministrativi si è appurato che:
1) per poter consentire il rilascio del permesso di costruire è necessario mutare la destinazione urbanistica dell'area interessata, attribuendole la funzione di area per attività culturali e religiose;
2) il vigente PGT approvato dall’ex Consigliere Tagliabue non ha previsto aree con destinazione per servizi religiosi in aggiunta alle esistenti e tutte già occupate da attrezzature esistenti al servizio di confessioni diversa da quella mussulmana;
3) a proposito del rispetto delle regole, in conformità alla legislazione urbanistica regionale, il PGT deve individuare aree destinate ad attrezzature religiose allo scopo di garantire in concreto il fondamentale di diritto di culto e che la mancata previsione determina un profilo di illegittimità dello strumento urbanistico (Tar Lombardia, MI, sez. II, 8 novembre 2013, n. 2485), ed il nostro PGT vigente è stato approvato anche con i voti del Tagliabue;
4) che l'individuazione delle aree non può discriminare una confessione, ma deve rispettare il principio costituzionale del pluralismo religioso (Tar Lombardia, Bs, sez. I, 28 dicembre 2013, n. 1176);
che l'accoglimento della domanda per il cambio di destinazione d'uso dell'area consente al PGT di conformarsi ai suddetti principi;
5) che l'art. 40, comma 2 della lr 12/2005, consente il rilascio di permessi di costruire in deroga anche relativamente alla destinazione d'uso delle aree per edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico;
6) che non è in dubbio che le attrezzature per servizi religiosi rientrino tra le opere di interesse pubblico, atteso che l'art. 44, comma 4, lr 12/2005, qualifica come opere di urbanizzazione secondaria gli edifici religiosi, e che l'art. 72, comma 1, lr 12/2005, stabilisce che «Le attrezzature religiose sono computate nella loro misura effettiva nell'ambito della dotazione globale di spazi per attrezzature pubbliche o di interesse pubblico o generale» e che, come tali, rientrano tra le previsioni del Piano dei Servizi;
7) che, a norma dell'art. 44, comma 1, lr 12/2005, il permesso di costruire in deroga è rilasciato previa deliberazione del Consiglio comunale;
8) che è indubbio, ma su questo era sufficiente che il Tagliabue avesse letto le carte, che l’immobile necessita di interventi per renderlo adatto all’uso proposto.
Dopo tutta questa doverosa puntualizzazione, all’accusa di ipocrisia rispondo che il provvedimento sarà votato dalle forze politiche in Consiglio Comunale (e non sono due o tre persone), alla luce del sole, dopo un analisi in Commissione Consiliare dove si è potuto registrare un unamime consenso delle forze di maggioranza e minoranza presenti.Nessuno scappa dalle responsabilità e si nasconde dietro la forma: personalmente sono convinto e d’accordo con questo intervento.Faccio notare, a proposito del rispetto delle regole e dell’ipocrisia, che da anni questa Associazione con l’altra chiamata Alif Baa hanno come luogo di incontro e di culto, un fabbricato in locazione da privati in via Crivellino n. 24, chiaramente inadeguato e contro il quale nessuno di chi oggi agita lo spettro della moschea e del centro islamico, compreso l’ex consigliere di maggioranza Tagliabue che fino a due anni fa governava il nostro Comune, si sia mai immaginato di chiudere, controllare o osteggiare.Così come faccio presente che via Crivellino è una zona prevalentemente residenziale, l’immobile è di vecchia costruzione e stando alle normative vigenti non potrebbe ospitare attività di culto e di preghiera.Posso invece assicurare che sarà certamente poi compito dell’attività di vigilanza controllare e impedire lo svolgimento di attività che non rispettano gli scopi previsti o che arrechino danni o disturbi alla collettività, e questo vale sia per la struttura di via Bollini sia per l’immobile attualmente occupato in via Crivellino, sia per qualsiasi struttura privata o pubblica della nostra Città.

Giovanni Brusati
Assessore Urbanistica e Lavori Pubblici
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(M.S.) - Evidentemente a corto di sangue da cui abbeverarsi (un solo "Schianto fatale",che vergogna),di feriti gravi,di malmenati,contusi,di interventi dell'elisoccorso,dei CC a cavallo,dei pompieri sul triciclo,della polizia in carrozzina,di cagnolini salvati e di fuffa di ogni genere,dai cartamorti 2 (quelli di Corso XX Settembre) apprendiamo un notizione (in genere non leggiamo mai quel magazine pubblicitario multiuso per le massaie a costo zero - l'uso più frequente è quello della pulizia dei vetri,vengono di un pulito! - ,ma stavolta ci è avanzato un pò di tempo da perdere),con tanto di richiamo in prima-carta-morta,di quelli da far sobbalzare sulla sedia: "Sportello turistico chiuso per ferie?"."Un biglietto da visita niente male per il malcapitato turista che arriva in una cittadina dove si dice di voler favorire la conoscenza di un territorio che ha molto da offrire" - scrive un/una non meglio identificato/a E.G. Il tutto su segnalazioni di fantomatici cittadini dei quali,ovviamente,non è dato sapere i nominativi perchè la mamma dei codardi anonimi è sempre incinta.Ma un'idea su chi possano essere costoro ce l'abbiamo (telefonateci,vi faremo nomi e cognomi e vi spiegheremo anche cosa c'è dietro...).Ebbene,che notizia (e polemica) sarebbe quella della chiusura per ferie dello sportello turistico? Pensare che ad agosto ad Abbiategrasso arrivino frotte di turisti (a vedere cosa,poi?) è da cerebrolesi.Vedi i flop del 2013 per quanto riguarda le visite estive all'Annunciata e a Morimondo.Le brave addette dell'ufficio turismo hanno già svolto fin troppo bene il loro lavoro quando è stato il momento.In ogni caso la biblioteca è sempre aperta,distribuisce guide e volantini e nel caso accoglie i turisti (ammesso che ad agosto ve ne siano).Alcune di loro ci confermano che attualmente non sono segnalati visitatori.Per lo stesso motivo,con buona pace dei cartamorti 2 e dei loro "segnalatori" che già lo scorso anno avevano "segnalato" la cosa all'Urp,l'ufficio turismo è rimasto chiuso anche ad agosto 2012 e 2013 quando in città non c'era assolutamente nessuno.Altro che turisti.A proposito,anche noi abbiamo una notiziona: il pusher di chi ha segnalato la notiziona ai cartamorti 2 ad agosto va in ferie.Come faranno?
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Lunedì 28 luglio 2014, ore 21.00, presso la Sala consiliare del Castello Visconteo, con proseguimento, in caso di mancato esaurimento dell'esame degli argomenti, martedì 29 luglio 2014, ore 21.00.
ORDINE DEL GIORNO
1) Approvazione verbali seduta del 23.6.2014 e relativi verbali di trascrizione.
2) Approvazione Regolamento comunale per l'applicazione dell'Imposta Unica Comunale (IUC) nelle due componenti: IMU e TASI.
3) I.U.C. anno 2014: determinazione aliquote e detrazioni Imposta Municipale Propria.
4) I.U.C. anno 2014: determinazione aliquota Tributi Servizi Indivisibili - TASI.
5) Determinazione aliquota e soglia di esenzione per l'applicazione dell'addizionale comunale all'IRPEF per l'anno 2014.
6) Approvazione Regolamento per l'istituzione e la disciplina della tariffa corrispettiva sui rifiuti ex art. 1 comma 668, legge 147/2013.
7) Approvazione piano finanziario e tariffa corrispettiva 2014.
8) Permesso di costruire in deroga ai sensi dell'art. 40 della L.R. 12/2005 e smi per il cambio di destinazione d'uso di un fabbricato da produttivo a luogo per attività culturali e religiose.
9) Adozione schemi programma triennale dei lavori pubblici 2014/2016 ed elenco annuale dei lavori pubblici per l'anno 2014.
10) Ricognizione e valorizzazione del patrimonio immobiliare del Comune. Redazione e adozione del piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari ai sensi dell'art. 58 della legge 133/2008 e smi.
11) Ricognizione Società Partecipate dall'Ente - legge 24.12.1977 n. 244, art. 3, commi 27-28-29.
12) Aggiornamento della delimitazione delle zone del Comune non metanizzate.
13) Approvazione nuovo Regolamento della Biblioteca civica.
14) Verifica della qualità e quantità delle aree da destinarsi alla residenza, attività produttive, terziarie e prezzo di cessione di ciascun tipo di area o fabbricato ai sensi dell'art. 127 del D. Lgsvo 267/2000.
15) Ordine del giorno avente ad oggetto: "solidarietà contro la 'ndrangheta e sostegno a iniziative di rete contro le mafie" presentato dal gruppo consiliare Officina del Territorio.
16) Ordine del giorno avente ad oggetto: "appello per la pace nella Striscia di Gaza e in Palestina" presentata dal gruppo consiliare Officina del Territorio.
17) Interpellanza relativa agli interventi sul Canale Scolmatore, riportate da notizie di stampa, presentata dal gruppo consiliare Vivere Abbiategrasso-Arrara Sindaco.

IL PRESIDENTE
Adriano Matarazzo
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di ANNA MARIA LAZZARI
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Continua la battaglia dei risicoltori contro l’import selvaggio di chicchi orientali che rischia di mettere in ginocchio intere famiglie di agricoltori e di distruggere la produzione «made in Italy». Una protesta, quella delle mondine, ripresa in questi giorni da tutti i Tg e che ci riguarda direttamente, visto il ruolo storico delle risaie per il nostro territorio. «Le importazioni agevolate a dazio zero di riso dalla Cambogia e dalla Birmania hanno fatto segnare un aumento del 754 per cento nei primi tre mesi del 2014 rispetto allo scorso anno» ha fatto sapere la Coldiretti che si è mobilitata venerdì scorso con manifestazioni in diverse città, tra cui Milano, dove i risicoltori lombardi hanno ricevuto la piena solidarietà dell’assessore regionale all’Agricoltura,Gianni Fava, e del Governatore Roberto Maroni. Martedì 15 luglio la partita si è spostata a Roma dove il presidente dell’associazione dei Coltivatori diretti,Roberto Moncalvo, e circa 300 produttori di riso, compresa una delegazione abbiatense, hanno incontrato il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina.Enzo Locatelli, presente anche lui martedì nella Capitale: «Anche l’Abbiatense, dove operano 15 aziende con circa 40 addetti, ha aderito alle manifestazioni per la grave crisi che sta interessando il settore del riso. Non è possibile che i nostri produttori abbiano difficoltà a vendere e ad avere il giusto reddito da un prodotto coltivato con tanta professionalità, esperienza e nel rispetto delle norme sulla salute, sulla sicurezza alimentare e ambientale e dei diritti dei lavoratori. Chiediamo di applicare la clausola di salvaguardia per sospendere da subito le importazioni dai Paesi come la Cambogia e il Myanmar e che l’etichettatura dei prodotti agricoli diventi legge: il consumatore deve infatti sapere cosa mangia».Già. Perché, aggiungiamo noi, se si va avanti così di «milanese», nel risotto, rimarrà solo il nome nella ricetta. Maurizio Martina. «La giusta battaglia per sostenere la produzione italiana di riso si sposta ora nell’Unione europea dopo che il ministro Martina ha dimostrato di condividere pienamente le richieste che abbiamo presentato», ha affermato Moncalvo al termine dell’incontro. Il titolare del dicastero delle Politiche agricole si è infatti impegnato a predisporre un documento tecnico sull'impatto delle importazioni a dazio zero entro la fine della prossima settimana che poi sarà presentato alla Commissione europea.In Italia dall’inizio della crisi ha chiuso quasi una azienda di riso su cinque. In provincia di Milano le aziende risicole nel 2010 erano 306, l’anno scorso erano scese a 246.
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di ANNA MARIA LAZZARI
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Una vita passata in Russia e sempre dalla parte dei più deboli.Lui è frate Stefano Invernizzi,51enne abbiatense che da 12 anni vive a San Pietroburgo.Entrato nell'Ordine dei Frati Minori negli anni '80,"brat" Stefano testimonia che il messaggio di San Francesco d'Assisi,fatto di compassione nei confronti degli emarginati,è ancora attuale."Qui - ci racconta il frate via email - mi sono occupato fin dall'inizio dei ragazzi di strada.Assieme ai fratelli della Chiesa ortosossa abbiamo avviato il Centro di crisi per bambini che ha un suo "Telefono di fiducia",con cui si raccolgono i segnali di disagio dalle famiglie e si cerca di prevenire il peggioramento di situazioni a rischio.C'è anche un centro diurno presso il quale i bambini ed i ragazzi più grandi hanno la possibilità di trascorrere il pomeriggio al caldo,svolgendo attività di animazione e di recupero scolastico,oltre ad una mensa".La temperatura media in inverno a San Pietroburgo è infatti di meno otto gradi.Avrà mille storie da raccontare,ma ce n'è una che le sta a cuore? "Risale al 2004,è quella di Nastia,diminutivo di Anastasia,una bambina dai capelli d'oro che subito la vita ha messo a dura prova.Noi la trovammo serrata in casa,senza neanche un tozzo di pane,mentre la mamma se ne stava sdraiata su una panchina con una bottiglia di wodka.Portammo la piccola al nostro centro e ricordo che lei mangiò,come se non lo avesse mai fatto in quei dieci anni della sua vita.Quel pomeriggio ritrovò la serenità giocando con una bambola di Cappuccetto Rosso.Alcuni giorni dopo,la favola di Nastia si interruppe nuovamente in modo violento:se n'era andata dal Centro piangendo,trascinata via dalla mamma.Nei giorni successivi riuscimmo però a convincere la donna a concedere a Nastia di venire da noi.Al Sacro Cuore trovò degli amici e si divertiva.Assieme facevamo qualche compito scolastico:lei imparò a scrivere e a riconoscere le lettere dell'alfabeto cirillico.E io con lei".La storia russa di frate Stefano conoscerà un nuovo capitolo fra meno di un mese quando verrà trasferito a Ussurijsk,a 100 chilometri da Vladivostok,nell'estremo oriente russo."Lì mi occuperò di una casa di accoglienza per adulti senza dimora.Vorrei cogliere l'occasione per ringraziare tutti gli abbiatensi che in questi anni mi hanno fatto sentire la loro vicinanza con la preghiera e l'aiuto concreto.Ora le distanze diventano ancora più sensibili,ma sono sicuro che questa amicizia continuerà".
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Ancora una volta l'orizzonte internazionale viene scosso dall'ennesimo scontro tra palestinesi ed israeliani. Ancora una volta fioccano dichiarazioni di questa o quella parte contro l'uno o l'altro dei contendenti. Sembra che essere schierati per una delle due parti sia assolutamente necessario. Eppure dovrebbe essere chiara a tutti la necessità di perseguire la pace con l'intervento di tutte le diplomazie e le organizzazioni internazionali, cercando soluzioni di compromesso accettabili per entrambi i contendenti, ed "insegnando la pace" alle nuove generazioni di una parte e dell'altra. Bisogna insegnare ai bambini palestinesi ed israeliani che morire sotto un attacco di elicotteri o carri armati è uguale al morire per l'esplosione di un missile che piove dal cielo. Bisogna insegnargli che dire "se verremo colpiti reagiremo con ogni mezzo senza poter far nulla per la popolazione civile palestinese" è una cosa gravissima come lo è anche dire "ogni cittadino israeliano è un obiettivo valido da colpire". Bisogna che si capisca che una mamma che muore a Gaza e una mamma che muore a Tel Aviv sono due mamme perse da bambini che avrebbero bisogno delle cure materne per crescere ed imparare ad amare. E' assolutamente inutile rivangare il passato per poter assegnare le colpe. Ognuno dei due popoli ha certamente una parte di ragione ed una di torto, ma non si può creare una pace duratura utilizzando solo la bilancia. Ci vuole uno sforzo reciproco per riconoscere le sofferenze dall'altro, ci vuole un ricordo ragionato delle occasioni in cui si è riusciti a convivere pacificamente, ci vuole sopratutto una analisi seria dei possibili benefici culturali ed economici che una pacifica convivenza potrebbe assicurare ad entrambi. L'odio che si respira, non solo nei territori ma anche in molti contesti internazionali, dovrebbe essere trasformato in sola sofferenza per i morti di entrambe le parti. Ed un aiuto in questo senso, ma un aiuto importante, potrebbe venire dalle diverse religioni. Che senso ha professare un Dio, comunque si chiami, "buono e giusto" per poi scatenarsi in guerre fratricide? Se all'origine dell'attuale situazione c'è stata una decisione internazionale al termine dell'ultima guerra mondiale, è ora che le cancellerie internazionali si muovano per consentire una convivenza pacifica in luoghi che sono cari alla maggior parte dell'umanità.

Circolo Partito Democratico di Abbiategrasso
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Gentile Direttore,fino a qualche tempo fa pensavo che la nostra giunta andava avanti solo non facendo nulla ancorata nell'immobilismo più totale,ma così,a mio parere,non lo è più.Ora credo combinano anche pasticci a carico dei cittadini Abbiatensi e l'esempio più lampante è la puciachera,prima costretti a risarcire la società proprietaria ora è arrivata la condanna del Tar a pagare 6000 euro per mancato raccolto,e chi paga il conto? Complimenti a tutti i nostri amministratori! Stiamo vivendo in piena emergenza sicurezza e loro cosa fanno? Vogliono"regalarci"una moschea portando qui da noi un grande afflusso di gente da Milano ed hinterland.NO GRAZIE,cari amministratori,io credo che per raccogliere i frutti di un buon lavoro,bisognerebbe coltivare bene un terreno.Qui da noi invece,penso che viviamo nel deserto,il deserto di Sarrara.Cordialmente.

Fabio Pellegatta
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E' partito il programma di trattamenti contro la processionaria, comunemente nota come "gatta pelosa",lepidottero dannoso sia per le piante sia per l'uomo.Amaga ha programmato diversi interventi in città,nelle aree verdi più colpite da questo insetto.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Legambiente plaude al ritiro del MasterPlan Malpensa e del progetto di terza pista, ma chiede anche di pensare alle «infrastrutture faraoniche» previste intorno a Malpensa, oggi sempre più a rischio di diventare "orfane" dell'aeroporto immaginato fino ad oggi. Il punto di partenza è oggi il ritiro del MasterPlan: «Un progetto faraonico per ampliare un'infrastruttura già nata sovradimensionata e disfunzionale - dice Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia - la provincia di Varese ha già dato troppo alla crescita disordinata di urbanizzazione e infrastrutture, basti pensare che il 30% dell'intero territorio provinciale è coperto da urbanizzazioni e che ormai da anni per trovare lo spazio in cui far passare le nuove infrastrutture si è costretti ad intaccare le aree più preziose, quelle coperte da foreste e da aree protette, come è nel caso dell'area in cui si sarebbero dovuti appoggiare le decine di capannoni della cargo-city annessa alla terza pista».Legambiente da sempre contesta il gigantismo dello scalo, non solo alla luce dei danni ambientali, ma anche dello «strabismo programmatorio» con cui in Lombardia si continua a gettare sangue e risorse su un polo aeroportuale che non ha e non potrà mai avere, secondo il cigno verde, il rango di un grande aeroporto intercontinentale. «Finalmente Sea prende anche atto delle gravi condizioni tecnico/finanziarie in cui versa - dichiara Dario Balotta, responsabile trasporti dell'associazione - Con un aeroporto utilizzato al 40/50%, quindi con enormi capacità inespresse, la terza pista sarebbe stata una ferita inspiegabile al territorio e una spesa ingiustificata. Ma non solo, non sapendo neppure che fine faranno Malpensa e Linate dopo l'accordo Alitalia Ethiad, l'ampliamento dello scalo sarebbe stato un salto nel buio. Adesso è meglio che SEA pensi a un futuro di maggiore efficienza organizzativa, più sviluppo tecnologico, ottimizzazione delle strutture esistenti, magari accettando un confronto più maturo anche con le associazioni ambientaliste».Legambiente però ricorda che la terza pista non è l'unica cattedrale con cui si sarebbe voluto riempire il deserto di Malpensa: ci sono anche le esagerate opere di accessibilità, alcune delle quali realizzate, come la semivuota superstrada Boffalora-Malpensa, e altre in via di realizzazione, come la Pedemontana (nella foto: tratto di superstrada 341, oggi in attesa di completamento e con una sola carreggiata).«Chiarito una volta per tutte quale sia il ruolo e il rango dell'aeroporto di Malpensa, mettiamo subito una pietra sopra al progetto di nuova superstrada Vigevano-Malpensa, di recente 'ripescato' da Anas. Di sicuro i flussi di traffico da Vigevano e dall'Abbiatense non sono tali da giustificare neanche lontanamente un simile scempio nel territorio agricolo più pregiato dal milanese, e non occorre una superstrada per risolvere problemi di viabilità locale come quelli di Abbiategrasso o di Robecco sul Naviglio» conclude Di Simine.

CS Legambiente Lombardia congiunto con Legambiente Terre di Parchi
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(M.S.) - Nonostante le recenti rassicurazioni da parte sia dell'assessore Emanuele Granziero sia del presidente del Parco Ticino Gianni Beltrami circa il fatto che "La Gabana non sarà più una terra di nessuno" (si riferivano al blitz effettuato domenica scorsa dalla Polizia Locale e dai Guardiaparco nella località balneare abbiatense sulle rive del fiume Ticino),la lotta nei confronti degli extracomunitari che proprio alla Gabana fanno i loro porci comodi contravvenendo alle più elementari regole di convivenza civile,si preannuncia quanto mai difficile e insidiosa.Perchè proprio in seguito al blitz delle forze dell'ordine è scattata una sorta di "vendetta": mani ignote (ma non troppo) hanno pensato male di riversare numerosi sacchi della spazzatura sui bordi della Strada Chiappana:rifiuti ovunque e fetore insopportabile.Non contenti,i balordi hanno sollevato dalla propria sede un tavolo,poi sfregiato e abbandonato rovesciato.Un vero e proprio "avvertimento" all'amministrazione comunale,alle forze dell'ordine e al Parco del Ticino che hanno comunque intenzione di proseguire con i controlli e i blitz anche per tutta l'estate.L'area della Gabana è stata ripulita da Navigli Ambiente.Desta comunque perplessità il fatto che il blitz di polizia locale e guardiaparco sia scattato domenica alle ore 16 anzichè al mattino,diciamo a mezzogiorno,quando i balordi senza regole accendono i fuochi e i barbecue abusivi.In ogni caso nè l'amministrazione comunale nè gli agenti della polizia locale intendono lasciarsi intimorire da questa gentaglia incivile.
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Il quartiere Ertos, zona periferica della città, da qualche tempo si è trasformato in un sito di microdiscarica, dove, con grande irresponsabilità e mancanza di senso civico, sono stati abbandonati rifiuti di vario genere.Grazie alla collaborazione tra Navigli Ambiente e l’ufficio Ambiente del Comune, e all'impulso dato dall'assessore alle Politiche Ambientali Daniela Colla e dal consigliere comunale e referente di quartiere Frank Ranzani - che continueranno a fare monitoraggio costante nel quartiere - sono stati così avviati in queste settimane degli interventi di pulizia e bonifica dell’area, tuttora in corso.In dettaglio, nel pomeriggio di martedì 1 luglio sono stati raccolti rifiuti ingombranti e sacchi abbandonati per un totale di 320 kg, oltre a 140 kg di olio minerale. Venerdì 4 luglio c’è stato un ulteriore intervento per la rimozione di ingombranti, in particolare banconi frigo di tipo industriale; inoltre nella zona sono presenti anche pneumatici in notevole quantità.Sono state infine rinvenute anche delle coperture di eternit frantumato: Navigli Ambiente ha già contattato una ditta specializzata per il recupero e la rimozione di questi rifiuti pericolosi, e a breve sarà comunicata la data del ritiro.È importante ricordare che il recupero dei materiali abbandonati, e la loro suddivisione per il successivo smaltimento nella maniera più adeguata, richiede anche un notevole impiego di tempo e risorse: questi costi ricadono inevitabilmente sulla cittadinanza, che pertanto deve sentirsi sempre più motivata a dare il proprio contributo.
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(M.S.) - La via Cesare Correnti è una traversa di Viale Serafino dell'Uomo.E' l'arteria stradale cittadina che conduce al Cimitero Maggiore,poi prende il nome di via Cassolnovo.A manifestare il loro disappunto relativamente alle condizioni pessime,per non dire disastrose,in cui versa questa strada,cinque commercianti che nella via Correnti svolgono la propria attività: Graziella parrucchiera,Giorgio del Bar Cervia,Irene di Ago e Filo,Lorella di Lavanderia Jolly e Carlo Morani titolare dell'omonima autoscuola.I cinque imprenditori abbiatensi,stanchi della situazione,affermano che la via Correnti "fa letteralmente pena",per usare un eufemismo.Spiega Lorella,la titolare della Lavanderia Jolly:"Pensi che nel mio negozio è entrata una signora sanguinante: aveva messo un piede in una buca ed era caduta a terra rovinosamente spezzandosi un dente e tagliandosi un labbro.Era spaventatissima,ho dovuto rintracciare telefonicamente il marito il quale è poi venuto a prenderla.Chiediamo che questa strada,unitamente al marciapiede,venga messa in sicurezza".Oltretutto in via Correnti risiedono parecchi anziani che sono le persone più a rischio incidenti e cadute.Proprio nel corso dell'intervista arriva una signora anziana zoppicante: anche lei,tempo fa,è incappata in una delle tante buche,pardon voragini,presenti sul "manto" stradale.Carlo Morani,dal canto suo,rivela che "l'ultima volta che la via Correnti è stata asfaltata risale al 1982.A quei tempi l'asfaltatura non è stata neppure ultimata,avrebbero dovuto coprirla con il "tappetino" (detto anche tappeto di usura:è costituito da uno strato di conglomerato bituminoso a granulometria fine stabilita in base alle stime di degrado del manto e alla frequenza degli interventi di rifacimento dello stesso,ndr),e invece è sempre rimasta così,rattoppata alla bell'è meglio.Oltretutto qui la sera è molto buio,c'è da aver paura a uscire".L'appello dei cinque commercianti nei confronti dell'amministrazione comunale è più che scontato:"Vengano a rendersi conto della situazione,in particolar modo dello stato pietoso in cui versano i marciapiedi,in alcuni casi letteralmente franati".Ma non è tutto:"Nei giorni di mercato,vige il malcostume da parte dei frequentatori delle bancarelle di posteggiare le loro auto in questa via a tutto discapito dei residenti.Chiediamo che vengano approntate le strisce gialle riservate a noi residenti e commercianti" - conclude Morani.
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di MARIO SCOTTI
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Compostaggio domestico significa eliminare la frazione organica dei rifiuti di casa (quella che in sempre più Comuni viene raccolta porta a porta) facendo ciò che la natura fa da sempre,cioè riciclare la sostanza organica non più utile e restituirla in forma di humus.Con il compostaggio dei rifiuti organici si può: gestire meglio i rifiuti di casa producendone di meno.Inquinare di meno.Fare del bene al proprio orto e ai fiori.Ridurre le spese di smaltimento dei rifiuti.Ad Abbiategrasso il "Re" di questa sempre più diffusa pratica è Domenico Pedretti (nella foto),43 anni,agente di commercio.Il cittadino abbiatense,che risiede in un condominio in via Tommaso Grossi,con tanta passione è diventato produttore di compost nel piccolo appezzamento di terreno adiacente l'abitazione con cui nutre piante e fiori.Pensate:in un anno Pedretti espone il bidone marrone,quello della raccolta indifferenziata,solo due volte all'anno."Ma quest'anno voglio stabilire il record - afferma soddisfatto ad Habiate Web Quotidiano - .La mia passione per il compostaggio domestico è nata diversi anni fa:è una pratica antichissima che già i nostri genitori che vivevano in cascina effettuavano anzichè gettare tutto nella cosiddetta ruèra.Quindici anni fa ho frequentato un corso di compostaggio ad Albairate con Giovanni Pioltini,attuale sindaco del paese.Una persona squisita,mi ha insegnato tante cose.La passione per il compost si è poi sviluppata andando spesso e volentieri in vacanza in Alto Adige,la "regione-gioiello" d'Italia e d'Europa.Nella provincia di Bolzano,i cittadini sono veramente eccezionali:recuperano tutto".Pedretti ha poi "costretto" anche suo suocero e sua nonna,anche se si trattava di persone anziane,ad effettuare il compostaggio domestico.Con estrema soddisfazione,Domenico Pedretti ci mostra il suo "composter",vale a dire il grosso contenitore in poliestere riciclabile che ha collocato in un punto ben preciso del giardino."Butto dentro anche le spugne biodegradabili,i fazzoletti di carta,l'erba e le ramaglie - spiega Pedretti - ,perchè questo processo necessita di tre componenti fondamentali:ossigeno,azoto e carbonio.Trattandosi di un processo privato,il terriccio,cioè il compost,è pronto dopo circa un anno.Emanando poca puzza,perchè io ogni tanto l'umido lo giro e rigiro con la forca.In sei anni i miei vicini di casa non si sono mai lamentati per l'odore che è quasi inesistente".Il compost prodotto dagli scarti di cucina,Pedretti lo usa per coltivare numerosi prodotti del suo orto,in particolare i pomodorini,e per far crescere i fiori.Il cittadino abbiatense,dopo aver sollevato il coperchio del suo bidone marrone che risulta vuoto da almeno cinque mesi,un record,ed averci spiegato che gode di uno sconto del 20% sulla bolletta della spazzatura grazie al compostaggio,lancia un appello:"Comune di Abbiategrasso,i cittadini come il sottoscritto andrebbero maggiormente premiati.Il camion dell'Amaga non ha bisogno di venire da me ogni mese per ritirare il bidone marrone e quindi chiedo almeno il 40% di sconto sulla bolletta".E si appella al buon senso dei suoi concittadini:"Se avete un piccolo appezzamento di terreno,praticate il compostaggio domestico,i resti organici inquinano i termovalorizzatori ed emanano gas tossici".Le due figlie di Domenico Pedretti,di 7 e 9 anni,sono già attentissime nei confronti del compostaggio domestico."Sanno dove va la carta,sanno dove va il vetro,sanno dove va il metallo.Insomma le ho già educate in tal senso" - conclude Pedretti.
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(M.S.) - Da ben trentacinque anni si occupa di sicurezza.Nicola Ferriani è il titolare dell'omonima azienda di Abbiategrasso leader dell'impenetrabilità dei ladroni in porte e finestre di case,uffici e negozi."I furti in città sono in aumento - spiega Ferriani ad Habiate Web Quotidiano - ,non è più come una volta quando i ladri compivano i loro furti solo in estate quando nelle case non c'era nessuno.Adesso entrano anche quando la gente si trova nelle proprie abitazioni e allora occorre pensare a qualcosa di assolutamente sicuro anche quando si lasciano le finestre aperte la notte".Ferriani spiega che la classica porta blindata a doppia mappa di chiave è ormai superata."Oggi esistono attrezzi particolari prodotti qualche anno fa in Bulgaria che consentono ai ladri,nel giro di 2-3 minuti, di aprire le serrature tradizionali.E una porta blindata che si apre in un così breve lasso di tempo non è più sicura.Una buona porta blindata deve essere in grado di resistere ad un trapano per almeno mezz'ora.In ogni caso è possibile eliminare la chiave a doppia mappa ed installare un cilindro di sicurezza sulla stessa porta".E' quindi necessario aggiornare la propria porta blindata."Diversamente i cittadini rischiano di trovarsi in casa i ladri che penetrano senza fare alcun rumore".Un consiglio di Nicola Ferriani:"Cambiare o aggiornare i sistemi,perchè oggi i ladri sono in grado di aprire di tutto,casseforti comprese.Nessuna serratura è inattaccabile.La differenza sta nel tempo impiegato ad aprirla".Venendo al tema della sicurezza in città,Nicola Ferriani afferma che "negli ultimi tempi vedo la città notevolmente peggiorata.Sono amico delle forze dell'ordine e nel mio piccolo cerco di dar loro una mano perchè le vedo in difficoltà.Sono sempre gli stessi,non ci sono rinforzi di organico".L'azienda Ferriani si trova proprio all'inizio del famigerato quartiere Ertos."Ho installato telecamere ovunque e vedo tutto il movimento intorno alla mia azienda.Alcuni filmati li giro alle forze dell'ordine.Sono riuscito a fare allontanare i cinesi del Mercato di Pechino perchè avevano clienti sospetti e poco raccomandabili.A volte arrivavano a bordo di macchine senza targa...In ogni caso il quartiere Ertos dev'essere sistemato".
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