EDIZIONE DELLE ORE 17.30 - Venerdì 21 Novembre 2014 - Aggiornate Home, Cronaca 1,2,3
di ANNA MARIA LAZZARI
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«Non volevo che la raccolta firme avviata dai commercianti del centro contro la chiusura di piazza Castello rimanesse un’attività fine a se stessa, inutile. Dalla mia esperienza professionale so che se non si ottiene subito un risultato non lo si raggiunge più. Mi sono allora chiesta cosa potessi fare come cittadino e come avvocato. E così il 31 ottobre ho deciso di depositare in Comune una mia istanza - protocollo 42197/2014 - corredata da oltre 50 firme di negozianti per manifestare tutte le mie perplessità di fronte al provvedimento». Parole dell’avvocato Manuela Cuia di via Cantù, una delle vie più interessate dal riordino viabilistico, che si è presa la briga recentemente di intervenire nella querelle usando le «armi» che conosce bene. Ma cosa c'è che non va nella nuova organizzazione del traffico? «C'è un problema di mancanza di sicurezza. Materia che conosco bene perché mi occupo da anni di infortunistica stradale. Secondo me, le uniche strade di ingresso (corso Italia e via San Carlo) nonché di uscita (via Misericordia) dal centro storico non hanno le dimensioni e una struttura tali da garantire il passaggio di veicoli, furgoni nonché di autoambulanze e Vigili del fuoco». Altre questioni: alla fine di corso Italia manca il catarifrangente frontale ad una fioriera. Mentre all’inizio «le biciclette che vogliono proseguire in direzione San Pietro si posizionano tra le due fioriere poste all’ingresso della via, restringendo lo spazio necessario per il transito delle auto». Che rischiano così di «centrare» i ciclisti. In via San Carlo invece a preoccuparsi, per la legale, devono essere i pedoni che in teoria la sperimentazione viabilistica vorrebbe tutelare. Già infelice è stata la scelta di impiegare per il passaggio pedonale sul lato destro «paletti metallici color piombo assolutamente non visibili quando è inverno ed è buio o quando c'è la nebbia». Ma c'è dell’altro: «Girando con la macchina in quella via si rischia di andare a ridosso dei paletti mentre se si sta più a sinistra il pericolo è quello di investire i pedoni che, purtroppo, spesso decidono di percorrere il lato dove protezione non ce n'è». Ha avuto modo di incontrare gli esponenti della maggioranza ed esporre queste criticità? «Il 3 e 4 novembre ho incontrato il sindaco Pierluigi Arrara, l’assessore alla Viabilità Emanuele Granziero e il comandante della Polizia locale Maria Malini. Mi hanno riferito di essere ricorsi a un team di tecnici e architetti prima di effettuare le modifiche. E io ho risposto: “Se il risultato già non è sicuro per gli utenti, figuriamoci se non aveste avuto l’appoggio dei tecnici”», racconta l’avvocato Cuia, evidentemente abituata dopo anni di dibattimenti al tribunale di Milano a dribblare ogni obiezione della controparte con abilità. E a chi la accusa di volere farsi pubblicità, lei risponde: «Assolutamente no. Anzi, la gente che è a favore della giunta me la metto contro. Quello che mi interessa è il bene comune. E far capire all’amministrazione che non sono l’unica ma siamo in tanti a dissentire, chi per l’economia, la sicurezza o l’inquinamento. Non si può sempre abbassare la testa: se vediamo una ingiustizia dobbiamo farlo presente», afferma con piglio che più deciso non si può. E poi lancia una proposta: «Sì alla chiusura di piazza Castello ma solo il sabato e la domenica».
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(A.M.L.) - Semaforo verde per la variazione di assestamento al bilancio per il 2014, che deve essere approvato dal consiglio comunale di Abbiategrasso entro il 30 novembre, a firma del Collegio dei Revisori di Conto e dal dirigente della Programmazione economica,Gian Luca Fasson. Per i tecnici, dunque, dalla verifica delle voci di entrata e di uscita, si assicura il mantenimento degli equilibri di bilancio. Ma leggendo bene i loro documenti emergono delle criticità per il rispetto del Patto di Stabilità: mancano 1.240.000 euro. Il Patto di Stabilità, lo ricordiamo, si basa su un sistema di regole che impone dei vincoli alla finanza degli enti locali, al fine di controllarne l’indebitamento e prevede che ciascun comune non peggiori il proprio saldo finanziario. Il più duro nell’affondo è il dirigente Fasson che parla espressamente di «parere negativo» per la parte relativa al Patto di Stabilità e poi aggiunge: «Ad oggi la dipendenza da alcune entrate di improbabile realizzo in termini di incasso nell’anno permane dal momento che l’intervento regionale sulla fattispecie del patto regionale orizzontale non è stato risolutivo. La riduzione di spesa corrente si rivela di difficile compressione anche nella parte discrezionale mentre nella parte strutturale potrà essere la conseguenza di scelte strategiche con impatto a medio termine». «L'obiettivo come amministrazione è sicuramente di raggiungere il Patto di Stabilità» chiarisce invece l’assessore al Bilancio Mauro Squeo che smentisce il pessimismo del dirigente abbiatense e parla di un «bicchiere mezzo pieno». Ci spiega il perché: «Per raggiungere l’obiettivo del Patto siamo partiti da uno scostamento negativo pari a 2.300.000 euro. Nel frattempo, grazie agli interventi del Patto Orizzontale e Verticale di regione Lombardia, siamo arrivati a 1.240.000 euro. Inoltre i provvedimenti previsti per coprire i 2 milioni e 300mila sono ancora tutti in essere e serviranno a coprire la cifra che nel frattempo è diventata inferiore. C'è al momento dunque maggiore probabilità di copertura dell’obiettivo che adesso è quasi la metà di quanto inizialmente approvato dal bilancio di previsione». In particolare «ci sono due fidejussioni, una da 1.800.000 euro, da riposizionare, e l’altra da 200mila euro che dobbiamo incassare entro la fine dell’anno e poi c'è l’importo relativo alle cappelle cimiteriali». Insomma, i cittadini, per l’assessore abbiatense, devono stare tranquilli. Ricordiamo che le conseguenze per i comuni che sforano il Patto di Stabilità sono molto gravi e vanno dai minori trasferimenti statali al blocco delle assunzioni fino a minori possibilità di spesa per gli anni successivi.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

La tregua concessa dalla pioggia, ha donato una giornata di sole alla manifestazione di dissenso rispetto ad un provvedimento legislativo che, sulla carta, dovrebbe essere destinato a limitare il consumo di suolo, ma che in realtà, dalle prime righe, narra di un intento contrario e peggiorativo rispetto alla legge vigente.Sarà stato il sole e l’aria piuttosto gelida, ma i diversi vessilli che adornavano il presidio parevano di un colore solo, perché i contenuti erano e sono i medesimi.Lettere aperte e appelli sono stati condivise e sottoscritti, da tanti soggetti associativi e professionali, anche del settore edilizio, perché è crescente la consapevolezza che il suolo, fonte di vita, è un bene comune non rinnovabile che va difeso.Questa, che pare una vera e propria lotta fra civiltà, fra chi vuole preservare il territorio per la vita, in tutte le sue sfaccettature, e chi incivilmente tende ad usarlo, più o meno consapevolmente come moneta di scambio, potrà essere vinta solo se il buon senso pervaderà un numero sempre crescente di cittadini. Per questo sarà di fondamentale importanza continuare con il senso di omogeneità di intenti e di pensiero, di condivisione inclusiva dimostrata fuori da Palazzo Pirelli, un pensiero condiviso e inclusivo su una gravissima problematica che investe tutti cittadini in egual misura, siano essi addetti ai lavori, tecnici, o appunto persone che si occupano professionalmente di altro rispetto ai temi urbanistici, ma che hanno maturato e detengono la stessa sensibilità e consapevolezza della dimensione del problema.Quel che emerso dalla pacifica protesta del 18 Novembre, è la necessità di condividere il sapere e la conoscenza di una materia,”l’urbanistica e l’abitare un luogo”, che potrebbe apparire lontana da chi non se ne occupa per scelta professionale, ma che invece dovrà necessariamente coinvolgere tutti per poter difendere i luoghi che ci ospitano riavvicinandoci ad essi.L’urlo che a gran voce veniva pronunciato è stato un civile incitamento al Presidente Maroni e al Consiglio regionale a tornare sui propri passi e ritirare il provvedimento, dimostrando la volontà di cominciare seriamente a discutere con le forze politiche presenti in Consiglio e la forza della Polis Civica presente sul territorio, sul come “ARRESTARE” il consumo di suolo e iniziare a pensare ad un’economia compatibile e sostenibile dalla terra di Lombardia, prima che sia troppo tardi.

Coordinamento dei Comitati lombardi Salviamo il Paesaggio
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“Dopo una giornata di inutile ostruzionismo da parte delle minoranze, abbiamo assistito ad un ravvedimento che ha permesso un confronto serio e puntuale sui contenuti del provvedimento.Già da oggi, grazie all'approvazione della legge per la Riduzione del Consumo di Suolo, sarà impossibile in Lombardia consumare anche un solo metro quadro di suolo agricolo”. Questo il commento del capogruppo del Nuovo Centrodestra, Luca Del Gobbo, dopo l’approvazione della legge per la Riduzione del consumo di suolo in Lombardia.“Siamo lieti del cambio di metodo effettuato dalle opposizioni – continua Del Gobbo - che con responsabilità hanno deciso di confrontarsi sui contenuti abbandonando la strada dell'ostruzionismo, che non avrebbe permesso quel giusto confronto che merita un tema così centrale per il nostro territorio. Maggioranza e minoranza, pur mantenendo le loro posizioni, hanno così potuto migliorare ulteriormente il testo di questa legge, che come primo effetto avrà quello di garantire la riduzione del consumo del suolo nel pieno rispetto di chi vuole fare impresa e del ruolo dei Comuni”.Tre sono gli obbiettivi principali di questo provvedimento: disincentivi al consumo del suolo, incentivi per la rigenerazione urbana e per il recupero delle aree dismesse e la revisione del Piano Territoriale Regionale e delle previsioni urbanistiche locali per rispondere ai reali fabbisogni dei territori.“Il voto – conclude il capogruppo del Nuovo Centrodestra – rappresenta il primo passo di un lungo percorso. Già da domani ci attende una nuova sfida di grande importanza: modificare, entro un anno, il Piano Territoriale regionale, dove definiremo criteri, indirizzi e linee tecniche a cui tutti i comuni dovranno adeguare i propri Pgt (Piani di Governo del territorio). Inoltre a partire da l'anno prossimo dovremo affrontare la revisione complessiva della legge urbanistica, così da semplificare ulteriormente la vita dei cittadini e degli operatori e adeguarla alle esigenze di un mercato che è profondamente cambiato nell'ultimo decennio. Un lavoro al quale ci stiamo già accingendo dando voce al mondo delle professioni, degli enti locali e degli operatori economici”.
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di GRAZIELLA CAMERONI *
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Condivido l'amarezza di fronte a chi perde il senso della propria vita insieme al proprio denaro; al contempo nutro la stessa rabbia di fronte a chi, per il vile denaro, non rinuncia a distruggere la vita degli altri.Il gioco d'azzardo patologico sta davvero diventando una piaga sociale, una seria minaccia alla salute delle persone in progressivo aumento.Lo dimostrano i dati sul fenomeno: circa il 10% della spesa totale dei consumi degli italiani (casa, istruzione, abbigliamento, vacanze, spese mediche ecc.) è destinato al gioco d'azzardo. E' raccapricciante pensare che la crisi porta le famiglie a ridurre le loro spese nei generi di prima necessità (alimenti, farmaci ecc.), mentre le aumenta in questo ambito, spesso per colmare un vuoto, per sopperire ad una disperazione o ad una fragilità. Altrettanto da brivido è il fatto che la nuova tipologia di gioco, con caratteristiche diverse rispetto al passato, sta progressivamente interessando anche gli under 18, i soggetti che più facilmente appaiono destinati a sviluppare dipendenza.La percezione della gravità del fenomeno si ha da più parti: la scuola, i servizi sociali, medici e psicologi, le diverse associazioni che operano sul fronte dell'ascolto e dell'aiuto alla povertà e alla marginalità sociale.L'ASL Milano 1 ha verificato la situazione della nostra zona e ha fissato fra i suoi obiettivi prioritari la lotta su questo fronte. Per questo ha già messo a punto misure per la presa in carico delle persone affette da GAP, considerate a tutti gli effetti "malate". Al contempo ha previsto azioni per la prevenzione negli ambiti scolastici, nel mondo del lavoro, nei luoghi di aggregazione; ha studiato anche momenti di sensibilizzazione in collaborazione con gli enti locali, la promozione di gruppi di auto-mutuo aiuto, la formazione del personale attivo sul fronte socio-sanitario, destinato a prendere in carico sia il soggetto affetto da dipendenza sia la famiglia nella quale il soggetto è inserito, con tutte le gravi conseguenze connesse.Non è poi da trascurare il legame con l'ambiente mafioso e con nuovi giri d'affari che movimentano cifre con parecchi zeri.Infine la beffa: lo Stato ricava cifre consistenti dal gioco d'azzardo, ma già ora tale guadagno fatica a compensare i costi sociali della dipendenza...e poi provoca la disperazione nelle case di molte famiglie! Una delibera assunta dalla Giunta lo scorso mese di ottobre individua i luoghi sensibili presenti nel nostro Comune (scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali socio-sanitarie, luoghi di aggregazione giovanili) e definisce il raggio di 500 metri entro il quale non possono essere collocati nuovi apparecchi per il gioco d'azzardo lecito. Si testimonia così la sensibilità al problema e la preoccupazione di doverlo contrastare, ovviamente nel rispetto delle misure normative disponibili.Convinto dell'importanza di affrontare un percorso di sensibilizzazione su questo problema, lo scorso anno l'Assessorato alle Politiche Educative, nell'ambito del Piano per il Diritto allo Studio, ha promosso un corso di formazione rivolto ai docenti delle scuole medie e superiori e tenuto dall'associazione Libera. La lettura della situazione, i dati allarmanti, le strategie sottese al mercato del gioco d'azzardo, l'aggancio con la malavita, la stridente assenza di una normativa mirata a contrastare efficacemente il fenomeno sono stati i temi di riflessione che poi ciascuno ha portato all'interno delle proprie classi. Il tutto è stato inquadrato nelle iniziative sulla legalità, che ormai accomunano la nostra Amministrazione e le scuole locali.Ridare ai giovani la giusta prospettiva deve essere per tutti un obiettivo imprescindibile.Ritengo che agire sul fronte della prevenzione sia il primo passo di un percorso di consapevolezza, individuale e sociale, che si prefigura decisamente lungo e complicato; purtroppo molteplici sono gli interessi in campo e la loro forza spesso sovrasta il benessere dei cittadini.

* Assessore alle Politiche Educative e Sociali
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Inizieranno la prossima settimana le giornate di festeggiamento per don Innnocente Binda,il nuovo Prevosto di Abbiategrasso che dallo scorso mese di agosto ha preso il posto di don Paolo Masperi in Santa Maria Nuova.Si inizierà giovedì 27 novembre alle ore 20.30 con la Santa Messa al Sacro Cuore.Venerdì 28,alle ore 21,"La liturgia della parola" in basilica.Poi,sabato 29 in San Gaetano (ore 20.45) il recital dei giovani.Domenica 30,alle ore 10,a Castelletto,accoglienza e saluto del sindaco Arrara e alle ore 10.30 in basilica,concelebrazione solenne.Seguiranno il pranzo in San Gaetano e nel pomeriggio i concerti della Banda Garibaldi e del coro "A ritmo dello spirito".
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Il 17 novembre,alle ore 14.45,presso Palazzo Marconi si è riunito il Collegio dei Revisori del Conto in carica del Comune di Abbiategrasso,nominato per il triennio 2012-2015.Erano presenti,nell'ordine: il presidente Marco Repossi,i componenti Mauro Ferrari e Gianpaolo Guarneri,il responsabile dell'Area Programmazione Alessandro Spelta,l'assessore alla partita Mauro Squeo e la segretaria verbalizzante Paola Mola.Il Collegio ha provveduto alla verifica della proposta di assestamento del bilancio in atti.Il provvedimento dovrà essere assunto dal Consiglio Comunale entro il termine perentorio del 30 novembre.Il Collegio ha provveduto inoltre alla verifica delle variazioni introdotte al Bilancio Pluriennale per gli anni 2015 e 2016.
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di ENEA RIZZI
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E’ stata una giornata festosa per la sezione abbiatense dell’Associazione Nazionale Carabinieri,che domenica 16 novembre,come da tradizione che si ripete con cadenza annuale,ha celebrato la Santa Patrona Virgo Fidelis.La cerimonia è iniziata di mattina verso le ore 10.00 al parco cittadino di via Montale gestito dall'associazione stessa.Di fronte al monumento dedicato ai Caduti di Nassirya c'è stato l'alzabandiera,momento di religioso silenzio militare alla presenza del vice sindaco Graziella Cameroni,del presidente del consiglio comunale Adriano Matarazzo,della Dottoressa Maria Malini Comandante della Polizia Locale,degli organici dei Vigili del Fuoco,dei Bersaglieri e degli Alpini capitanati questa volta dal Dott. Piva.Presenti anche altri rapprentanti delle Associazioni d'Arma.Il presidente dell ‘A.N.C. abbiatense,Cav.Mag. Antonio Grieco ci ha parlato dell’associazione e dell’attività che svolge.E’ nata nel 1961,conta piu' 180 iscritti,di cui 102 soci effettivi,25 soci familiari e circa 50 simpatizzanti.E’ un punto di riferimento per i Carabinieri in pensione che hanno dedicato una vita intera all’Arma e vogliono continuare a dare il proprio supporto.La festa si è successivamente spostata al ristorante "La Barcella" di Casterno di Robecco sul Naviglio dove è proseguita fino a sera con un grande pranzo.Significativo il discorso del Comandante di Stazione Massimiliano Stefanelli il quale ha ricordato l'importanza della collaborazione con i cittadini per un lavoro proficuo e tempestivo,sottolineando che i Carabinieri sono sempre vicino ai cittadini!
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(M.S.) - Dando seguito alla conferenza stampa svoltasi una ventina di giorni fa presso Palazzo Marconi nel corso della quale avevano esternato pesanti critiche all'operato dell'amministrazione Arrara,i rappresentanti del centrodestra di Abbiategrasso si sono ripetuti.Stavolta presso il mercato.Venerdì 14 hanno allestito un banchetto e distribuite centinaia di volantini ai frequentatori delle bancarelle delle Piazze Cavour e Samek.Il volantino,con impressi i loghi di Udc,Lega Nord,Fratelli d'Italia,Nuovo Centrodestra e Forza Italia,esortava praticamente i cittadini abbiatensi a dire "basta!!!" all'attuale governance che amministra la nostra città."Cara amica e caro amico abbiatense - c'è scritto nel cartaceo - sei contento dell'attuale amministrazione di Abbiategrasso? Sei soddisfatto dell'operato svolto fino ad oggi? Noi no!!! Quali opere sono state eseguite dalla giunta Arrara? Nessuna!!! Siamo la coalizione di centrodestra unita che ha governato per cinque anni la città.In responsabilità,sino ad oggi,abbiamo voluto osservare l'operato della giunta Arrara per verificarne la capacità nel realizzare le promesse fatte in campagna elettorale.Il risultato,sotto gli occhi di tutti,è semplicemente disastroso.Per evitare questo sarebbe bastato continuare nel percorso tracciato.E' giunto il momento di fermare la distruzione della nostra Abbiategrasso! Ora basta!!!".
L'ufficio Cultura del Comune di Abbiategrasso si è trasferito nella nuova sede, all’ingresso del Castello Visconteo.I nuovi numeri di telefono sono:
- Roberto Giuliani 02-94692.457
- Valeria Frigerio 02-94692.458
- Antonio Artusa 02-94692.468
Rimane invariato l’indirizzo mail di riferimento cultura@comune.abbiategrasso.mi.it e gli orari di apertura al pubblico: al mattino nelle giornate di lunedì, giovedì e venerdì dalle 9.15 alle 12.45 e il martedì dalle 9.15 alle 13.45, al pomeriggio il mercoledì dalle 16 alle 18.
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(M.S.) - ARD,il principale gruppo radiotelevisivo pubblico in Germania,si interessa della coltivazione e della lavorazione del riso nel nostro territorio dell'Abbiatense.Giovedì 13 novembre,infatti,una troupe composta da regista e cameraman si è recata dapprima presso la Cascina Caremma di Besate e successivamente ha fatto visita all'Antica Riseria Tarantola di Albairate,in località Bruciata.Ad accogliere la troupe televisiva di ARD,Luigi Tarantola,noto imprenditore abbiatense nonchè ex sindaco di Albairate.Nel corso della visita,durata quasi tre ore,la tv tedesca ha prodotto registrazioni inerenti la lavorazione e il successivo confezionamento del riso prodotto nel nostro territorio.Luigi,titolare della riseria insieme ai fratelli,ha accompagnato regista e cameraman in azienda mostrando loro le intere fasi di lavorazione del prezioso cereale.ARD produrrà a breve un cd che verrà inviato allo stesso Tarantola,mentre il servizio sarà trasmesso nei prossimi giorni in Germania.
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Spesso in azienda viene gente a ritirare e a consegnare merci e che poi mi chiede: “Che strada mi conviene fare per andare a Milano? ”La mia risposta inizia con un’altra domanda : “Ma … Milano dove ? ” Già, perché raggiungere Milano è un conto, andare dove si ha bisogno un altro. Non è possibile raggiungere la città e poi attraversarla facilmente come un qualsiasi comune di provincia, di solito si ha fretta, anche parecchia, ragion per cui un quarto d’ora in più o in meno (quando non mezz’ora) fa differenza ! Le strade che portano a Milano sono molteplici: vero è che ognuna ha le sue problematiche, ma la scelta deve poter ricadere dove i disagi sono inferiori e dove il tempo risparmiato è più consistente. E spesso per andare a Milano la strada che occorre fare è l’autostrada Milano – Torino, ancora più facilmente raggiungibile dopo l’apertura (qualche anno fa) del nuovo casello di Marcallo-Mesero, nonostante l’infelice rotonda costruita sulla circonvallazione di Magenta. Raggiungere quindi la A4 per chi viene anche solo da Robecco - non parliamo poi per chi viene da Abbiategrasso o da Vigevano - è molto spesso indispensabile viste le condizioni di traffico che normalmente insiste sulle tre tangenziali della città (e di cui forse nessuno, volutamente, si ricorda). Ecco quindi perché è vitale l’opera infrastrutturale che da Vigevano consentirà di allacciarsi alla A4 senza che si debba intraprendere un viaggio della speranza come oggi avviene, specie a certe ore della giornata. Senza questo collegamento possiamo scordarci un qualsiasi sviluppo del nostro territorio in termini economici. Chi oggi infatti investirebbe un solo quattrino per occupare un capannone in queste zone e portarvi la propria attività quando i costi della logistica sono insostenibili e oltremodo penalizzanti ? La mia azienda oggi è obbligata a interrompere l’attività di vendita a metà pomeriggio in quanto i corrieri da noi devono passare comunque non oltre le 16, molto più spesso entro le 15.30 : oggi si vende più il servizio che non il prodotto in sé. Ormai, specie per chi come la mia società lavora nel cosiddetto “just in time”, il consistente magazzino non è più il solo punto di forza su cui fare affidamento: noi possiamo avere tutto quello che serve ai clienti, ma se non possiamo consegnarglielo per il giorno dopo è tutto inutile !! Fino ad ora si è tenuto botta, ma non possiamo sempre affidarci all’italico stellone! In tanti sono nelle nostre condizioni, anche in settori diversi; se i problemi non si risolvono a stretto giro ci troveremo costretti a fare altre valutazioni depauperando ancora di più questo territorio che in pochi anni ha visto quasi dimezzate aziende industriali ed attività economiche. E non si tratta di numeri a casaccio tanto per supportare l’argomento e operare del terrorismo psicologico come invece fanno altri, bensì un’amara realtà che conosco fin troppo bene per aver visto mese dopo mese sparire pezzi di storia, di lavoro, di cultura d’impresa e di “Made in Italy”. Un territorio che vede svanire le realtà imprenditoriali è destinato inevitabilmente a diventare una regione fatta da città e paesi dormitorio : la gente per lavorare (e per vivere quindi) è obbligata a spostarsi anche di parecchi chilometri tornando a casa solo la sera. E un territorio del genere è morto, non può nemmeno ambire a diventare un luogo dove si cerca di attrarre del turismo : chi verrebbe infatti a visitare luoghi o città fantasma ? E non si può contare solo sulla domenica quando si spera che combriccole di amici e parenti vadano all’assalto dei vari agriturismi della zona. Il tratto interessato da questa infrastruttura è davvero vasto e il numero di persone coinvolte che ne trarrebbero vantaggio molto significativo : nessuno nega il rispetto alle opinioni altrui, ma non è ammissibile che gruppuscoli, sia pure qualche centinaio di persone o più , senza voler sminuire la loro entità, possano decidere per la vita ed il destino di decine e decine di migliaia di altri lombardi. Non ha senso che piccole amministrazioni locali, che rappresentano realtà senza più ragione economica di esistere e che andrebbero accorpate, possano condizionare le scelte di un paese o anche solo di una parte di esso. Purtroppo in Italia c’è sempre un partito, quello del NO a prescindere, che non perde occasione di far bella mostra di sé con le più disparate motivazioni, forse valide e condivisibili in un’altra dimensione ma non nella realtà odierna con cui dobbiamo confrontarci. Una realtà che non può più essere considerata limitatamente a confini locali e nazionali bensì in scala mondiale dove, piaccia o non piaccia, è un fatto che chi resta indietro è perduto. Non possiamo certo rassegnarci alla fantasiosa e folle teoria della decrescita felice .. !! Accontentare le esigenze di tutti è impossibile: bisogna imparare che il bene della collettività viene prima di tutto e che in ogni circostanza le decisioni che si prendono scontentano gioco forza qualcuno. Allo stesso modo di un allenatore di calcio : qualsivoglia siano le sue scelte di formazione ci sarà sempre modo di portare critiche, tanto quando le cose vanno bene quanto – ovviamente – quando la partita finisce male. L’importante però è raggiungere l’obiettivo : se poi a qualcuno tocca fare più panchina di qualcun altro se ne deve fare una ragione, anche perché diversamente il trofeo non lo alza. Ed è come per i telefoni: nessuno vuole le antenne vicino casa, ma guai se poi - quando gli stessi vanno dal giornalaio - non gli piglia la rete … apriti o cielo ! Discorso analogo per l’immondizia : dovunque la discarica, l’inceneritore, l’impianto di compostaggio purché non vicino a casa mia. Le solite lagne insomma …In queste ultime settimane mi è capitato di leggere dichiarazioni assolutamente opinabili e manifestamente tendenziose; sono stati riportati risultati di studi che più che con la scienza hanno a che fare con la fantascienza o anche con il cabaret visto la risibilità di alcune tesi. E l’intento è chiaro : far passare un messaggio di pochi come l’opinione della maggioranza, generare “casi umani” per rendere tragica una situazione che invece permetterebbe una svolta nella vita di Comuni e pendolari oggi ostaggio di un traffico non più sostenibile. E’ ora di dire basta all’Italia dei Comuni dove ognuno guarda al suo piccolo orticello in chiave politico-elettorale o di personale tornaconto. E’ ora di dire basta a nuove richieste di dialogo: decenni di chiacchiere e di buonismo ci hanno ridotto nelle condizioni in cui siamo ora. E per quanto si possano condividere alcune perplessità e timori, sappiamo che non esiste una panacea a tutti i mali e che si deve andare avanti con quanto questo territorio chiede a gran voce da quarant’anni. Bisogna condensare gli sforzi affinché eventuali disagi per qualcuno possano venire contenuti al massimo; invece, ancora una volta, ci si trova davanti a gazzarre e piazzate impregnate di false e vecchie ideologie che riescono nell’incredibile impresa di perdere di vista perfino le cose che sarebbe sì importante sottolineare e sostenere. Ma tant’è … siamo in Italia : l’importante prima è gridare e lamentarsi, poi – forse, occuparsi delle cose di cui ha un senso occuparsi!

Umberto Cereghini
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di MARIO SCOTTI
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Il dottor Fabrizio Quaglia,tecnologo alimentare incaricato dal Comune di Abbiategrasso di eseguire i dovuti controlli relativamente alla qualità del servizio erogato nelle mense scolastiche cittadine,nella sua relazione del 28 ottobre è stato eloquente.Ma in senso negativo.Dalle verifiche effettuate nei giorni 7 e 23 ottobre emerge infatti come la Sodexo,la società incaricata di cucinare e di fornire i pasti ai ragazzi che frequentano gli istituti scolastici abbiatensi,è un mezzo disastro.Almeno per il momento."La qualità organolettica e la presentazione dei risotti non risulta adeguata,il prodotto viene presentato sempre “slegato” e scarsamente saporito" si legge nella relazione che in questo caso si riferisce alla scuola dell'infanzia di via Colombo.E ancora:"Le patate sono somministrate alla temperatura non conforme.In merito al servizio,alcune ASM hanno capelli molto lunghi e gli stessi non sono adeguatamente raccolti e protetti".Nell'area dello spogliatoio utilizzata da tutte le ASM del plesso "è presente un eccessivo disordine e in tale area si rileva l'effettuazione di attività di sanificazione dei carrelli.L'area è promiscua".Centro Cottura di via Saffi:"In magazzino,a porta chiusa,è stato rinvenuto un manutentore intento a bonificare l'intonaco della parete posta di fronte alle celle frigorifere.Anche nei magazzini sono presenti alcuni tratti di parete con intonaco scrostrato.Un cuoci-pasta non è funzionante,mentre il pelapatate non è stato ancora installato".Note dolenti anche per la scuola dell'infanzia di via Papa Giovanni XXIII:"Una addetta alla mensa condiva l'insalata,per tutta l'utenza,senza indossare il regolare copricapo (indossato solo dopo la mia contestazione).Alcune ASM indossano anelli e braccialetti durante il servizio".Inoltre "solo una parte del personale indossa guanti monouso e per tale dispositivo non è presente alcuna indicazione-procedura della ditta Sodexo".Hamburger: "Il prodotto è gommoso,le operatrici hanno ripetutamente toccato l'alimento con il pollice della mano.Si richiede di effettuare formazione igienico-sanitaria e relativamente alle GHP".Scuola primaria di via Serafino dell'Uomo,più o meno la stessa situazione:"Attrezzatuta in uso poco efficiente,vetusta linea self.Fino a quando non ho effettuato la contestazione,le AFM del refettorio 2,somministravano la coscia di pollo appoggiando la parte della fusello all'interno dello scomparto del piatto contenente la minestra e ciò non appare visibilmente e qualitativamente accettabile".Insomma,personale inadeguato,attrezzature a dir poco obsolete e tanto malcontento da parte di coloro ai quali viene somministrato il cibo nelle mense scolastiche."Effettivamente alcune cose vanno sistemate - commenta Graziella Cameroni,assessore alle Politiche Scolastiche - .La ditta Sodexo ha ammesso di avere qualche problema di gestione.Ma se i genitori dei ragazzi pensano che il Comune stia zitto di fronte ad una situazione di questo tipo,sbagliano di grosso.E sono autorizzati a strapazzare la stessa Sodexo.Se le cose non cambieranno,come Comune applicheremo le penali previste nel capitolato nei confronti dell'azienda di ristorazione.Per quanto riguarda il personale ASM,condivido la posizione del dottor Quaglia: urgono corsi di formazione.Tutti questi problemi sono emersi in sede di Commissione Mensa e il coro è stato unanime: certe cose non devono più accadere.Una bella strigliata,la Sodexo se l'è presa,certe situazioni non le possiamo più accettare.E deve porre rimedio al più presto,anzi subito.Lo scroso mese di settembre tutto sarebbe dovuto partire in regola,ma così non è stato neppure dopo un paio di mesi.E questo non va bene.Il cambio di azienda fornitrice non è previsto,la Sodexo deve assolutamente adeguarsi".In questa vicenda stupisce come Sodexo sia considerata una azienda leader della ristorazione in generale che tutti reputano una ditta di alto livello..."Gradirei l'assoluto rispetto di quanto stabilito da Sodexo con il Comune - conclude la vicesindaco - ,i cibi devono essere di una certa qualità e il servizio deve'essere di ottimo livello.Il problema,a mio avviso,è qui,nelle nostre mense scolastiche.E il problema sono anche quei genitori che vogliono arrivare ad ottenere un risultato: i bambini che si portano da casa la "schiscetta".Ma questo non sarà mai possibile in una scuola per ragioni legate all'Asl,alla vigilanza dei bambini stessi e al tempo pieno che prevede anche la mensa".
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di MARIO SCOTTI
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A Bià molte serrande si sono abbassate.A chiudere (per sempre) sono bar e ristoranti,negozi di abbigliamento e imprese che magari hanno una lunga storia imprenditoriale alle spalle ma anche attività nate da poco: spesso chiudono in sordina,a volte per pudore non lo comunicano nemmeno alle loro associazioni.Secondo i dati che ci ha fornito l'assessorato al Commercio tramite il Suap (il settore comunale che segue tutte le attività commerciali ed artigianali),in città esistono 246 esercizi non alimentari,64 esercizi alimentari (tra i quali 12 panetterie e 8 minimarket).Ebbene,dall'inizio dell'anno 2014 hanno cessato l'attività 9 esercizi,principalmente di abbigliamento.Altri numeri relativi ai commercianti tuttora operativi: in città esistono 20 estetisti (3 aperti nel 2014),la bellezza di 68 parrucchieri (una marea),9 bread & breakfast (34 posti letto in totale).I pubblici esercizi (bar,ristoranti,pizzerie,ecc.) sono 101.In aggiunta c'è il mercato che consta di 113 bancarelle (35 quelle di generi alimentari) il martedì,107 il venerdì e 50 il sabato.Considerata anche l'Esselunga,stiamo parlando di una popolazione lavorativa che supera tranquillamente il migliaio di unità,fra titolari e dipendenti."Si tratta di una fascia lavorativa considerevole - spiega Mauro Squeo,assessore comunale al Commercio - decisamente la più importante del nostro territorio".
- Mauro,"solo" nove attività cessate in città dall'inizio dell'anno: la situazione non è poi così drammatica...
"No,ma esistono alcune criticità.I commercianti si lamentano relativamente agli affitti,alle tasse e alle utenze.I tre fattori provocano una massa tale al punto da costringere le attività commerciali ad un superlavoro che molti non hanno.E fanno una fatica tremenda a sopravvivere".
- Il Comune che fa per ridare un pò di ossigeno ai commercianti in difficoltà?
"Prendi ad,esempio,la recente Fiera di Ottobre: è vero che era concentrata in via Ticino,ma ha creato parecchio movimento in città.Il mercato,di suo,contribuisce parecchio in tal senso".
- Il recente provvedimento di parziale chiusura del centro non è una palla al piede per i nostri commercianti?
"Guarda,i commercianti fanno più affari quando circola gente,le persone anzichè le auto.In una macchina c'è una persona,la gente a piedi in centro è parecchia.Abbiamo elaborato un piano-parcheggi in modo tale da contenere i disagi.In ogni caso,ci sono momenti nel corso dei quali è possibile entrare in centro a ritirare le merci.L'intendimento dell'amministrazione è quello di favorire le attività commerciali cittadine: un centro chiuso,vuoto e con le saracinesche abbassate,sarebbe un centro morto.Noi abbiamo sempre parlato di centro commerciale naturale e stiamo cercando di salvaguardare questo tipo di filosofia.Il centro città deve diventare attrattivo e in tal senso chiediamo la collaborazione dei commercianti per riuscire ad allestire iniziative ad hoc che favoriscano il commercio ed attirino gente".
- Dietro alle nove chiusure ufficiali di negozi,ci sono però molti altri esercizi in crisi in procinto di chiudere...
"Esatto,e questo ci preoccupa molto.Un negozio chiuso significa che poi si presenterà parecchia gente a bussare alle porte del Comune per chiedere aiuto.Ragion per cui questa eventualità è da evitare.Dobbiamo,come Comune,trovare dei margini di tassazione inferiori rispetto a quelli attuali,contenendo magari la tassa sull'occupazione del suolo,piuttosto di qualche movimento sull'Imu o sulla Tasi.La situazione è critica,la contrazione della domanda è forte.La dimostrazione? Guarda i centri commerciali: registrano gravi difficoltà.Provate a recarvi al Ducale di Vigevano: al piano superiore,i negozi sono tutti chiusi.Idem dicasi per il Destriero di Vittuone:i negozi al suo interno non stanno lavorando,la gente guarda le vetrine ma non acquista.Ripeto: è un momento particolare.Ascom vede in modo favorevole la disponibilità del Comune che sta veramente facendo di tutto per ridare nuova linfa al nostro commercio.Cito l'operazione Distretto: abbiamo messi insieme dodici Comuni del circondario allo scopo di ottenere contributi da parte di Regione Lombardia perchè.ormai,i bandi sono organizzati per zone anzichè per singoli Comuni.L'operazione servirà a migliorare,con interventi strutturali, l'attrattività di questi centri".
- Un'altra bella "botta" ai nostri negozianti la darà la prossima apertura di Eurospin,un discount,in via Dante...
"Quando ce l'hanno presentato si parlava di una ventina di dipendenti.E' chiaro che l'Eurospin a fianco del Lidl...Attenzione,però: i dati in nostro possesso dicono che le attività di vendita di prodotti a basso costo registrano un incremento di fatturato".
- Quando dovrebbe avvenire l'apertura di questo nuovo supermercato?
"Non lo so,il rondò,finanziato dallo stesso Eurospin,l'abbiamo costruito.Ecco il motivo per il quale abbiamo dovuto edificarlo in quel punto di via Dante anzichè accorparlo con l'incrocio per Morimondo.Ci abbiamo provato,ma non c'è stato niente da fare".
- E l'apertura del centro commerciale nell'area della puciachera?
"Certo,un nuovo centro commerciale in quella zona sistemerebbe in un baleno i conti del Comune,con gli oneri di urbanizzazione potremmo fare faville...Però quel centro commerciale assesterebbe il colpo mortale ai nostri commercianti".
- In parecchi altri paesi e cittadine nei quali non esistono centri commerciali,i piccoli negozi chiudono lo stesso,è un dato di fatto.
"Ad Abbiategrasso,tempo fa,aprì il GS e chiuse dopo un anno.Io avevo la tessera di quel supermercato,ogni tanto facevo acquisti.Questo cosa significa? Non è che aumentando i supermercati aumenta la domanda.Oltretutto,la gente tende a risparmiare,preferisce i mercati".

Nella foto: uno dei tanti negozi cittadini chiusi per fallimento.Nel fotino: un giovanissimo Mauro Squeo
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di ALBERTO NEGRI
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Anche quest’anno, ma con maggior recrudescenza, si ripete la campagna d’Autunno dei ladri di appartamento in Abbiategrasso.In questi giorni sembra abbiano preso di mira il quartiere “Primavera”, hanno infatti visitato palazzine e villette in via Monterosa, via Piemonte, via Volta, via Menotti. Addirittura ci dicono che in una stessa palazzina sono ritornati più sere nella stessa settimana, per dare l’assalto ad appartamenti diversi. E arrivano quasi sempre dalle 21 alle 24. Non appena si accorgono che la famiglia è uscita e magari ha lasciato qualche persiana aperta, qualche tapparella alzata, ecco che i ladri acrobati subito si fiondano nelle case, rompendo porte-finestre posizionate sui balconi. Entrano e portano via soprattutto oro e soldi, non disdegnando di farsi qualche regalo tipo profumi o vestiti firmati.Si parla di ladri acrobati perché salgono fino al terzo piano lungo le grondaie, saltano muri di cinta, entrano nei balconi rialzati come fossero dei gatti. Qualcuno che era ancora in casa e aveva solo spento le luci, alle nove di sera, ha fatto in tempo a vederli mentre tentavano di forzare la porta finestra della cucina e li ha descritti come due individui, molto atletici, vestiti di scuro, di pelle chiara ma con tratti somatici dell’Est (potevano essere Zingari, Bulgari o Albanesi ). Quest’ultimi sono scappati (quando si sono accorti di essere stati scoperti) saltando balconi e recinzioni come caprioli. In strada davanti alla palazzina ad aspettarli c’era un complice che guidava un auto blu scuro, una berlina tipo Audi o BMW.Qualcuno fa notare, e forse le forze dell’ordine dovrebbero tenerne conto, che l’arrivo di questi ladri-acrobati dell’Est coincide con l’arrivo in zona o di giostre o di circhi. Per esempio adesso vi è un circo in zona posizionato a Vittuone.Può trattarsi benissimo solo di coincidenze strane, ma sta di fatto percò che nel periodo settembre ottobre, quando le sagre di paese abbondano, il fenomeno sembra intensificarsi.Molti cittadini ormai non chiamano neppure più le forze dell’ordine e non fanno più denuncia, rassegnati al peggio. Qualcuno dice anche di aver chiamato il 113 dopo averli visti, ma di aver perso al pazienza quando è stato messo in linea con una voce di segreteria telefonica che in più lingue diceva di attendere.Gli unici a guadagnarci da tutto questo stillicidio che mette a dura prova nervi e tasche dei cittadini sono alcune categorie di artigiani come venditori e installatori di impianti di allarme, fabbri che costruiscono inferriate per le finestre, che devono sostituire serrature alle porte.Sarebbe opportuno se dalle 21 alle 24 ci fossero più pattuglie di polizia locale in servizio nei quartieri periferici della città, visto che i carabinieri hanno pochi mezzi distribuiti su un vasto territorio. Altrimenti ben vengano ronde di cittadini volontari che all’interno dei quartieri possano vigilare sulle case di tutti. Non è possibile che una famiglia non possa più uscire a mangiare una pizza di sera senza aver la paura di tornare e trovare tutta la casa sottosopra. E ad essere colpiti, come al solito, non sono i ricchi, non sono le famiglie benestanti, che possono circondarsi di barriere e antifurti più sofisticati, ma il ceto medio e medio-basso che magari 4 mila euro per un allarme non può permetterselo.Sicurezza non è una parola di destra, ma oggi è più che mai un valore della sinistra, perché a soffrire per la mancanza di sicurezza non sono i ceti alti. Ad Abbiategrasso il vero tabù rischia di essere non tanto la diversità del festival ma la sicurezza quotidiana dei cittadini.
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di MARIO SCOTTI
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Essere sempre al passo coi tempi,pronti a cogliere ogni esigenza del mercato e ad introdurre novità.Tenendo fede a queste prerogative Gianluca Arioli,titolare del noto pluripremiato caseificio nato nell'anno 1811 ed ubicato nel territorio dell'Abbiatense,precisamente nel Comune di Ozzero,da qualche mese a questa parte si è inventato "I ravioli del gusto".Gustose novità in confezioni da 250 grammi già in vendita nei supermercati Iper e Carrefour oltre,naturalmente,nello spaccio aziendale di "Casa Arioli".I "ravioli del gusto" sono il frutto del lavoro d'equipe di almeno tre persone: il nome del prodotto è un'invenzione di Emanuele Gallotti,l'idea di farcirli di gorgonzola è una pensata di Tonoli,"un signore che si è presentato dal sottoscritto illustrandomi la sua proposta.Dopodichè,insieme al mio amico Umberto,abbiamo sviluppato l'idea" - spiega Gianluca."Non è stato facile,abbiamo impiegato sette-otto mesi,ma alla fine ce l'abbiamo fatta.Da qualche settimana i ravioli sono in commercio".Inutile dire che vanno letteralmente a ruba nonostante il prezzo non proprio popolare.Ad attirare il consumatore,oltre naturalmente all'assoluta qualità del prodotto,la simpatica ed accattivante confezione composta da una vaschetta in polistirolo avvolta da fustella.Praticamente inconfondibile una volta esposta sugli scaffali dei supermercati.Il "lancio" ufficiale dei ravioli del gusto ad Abbiategrasso avverrà la settimana antecedente "Abbiategusto": "In collaborazione con il ristorante Charlie di Albairate - spiega ancora Arioli - organizzeremo una grande cena con almeno 200 invitati nella sala consiliare del Castello.Poi,la settimana successiva,saremo presenti ad Abbiategusto con lo stand di vendita dei prodotti del caseificio.Una parte dell'incasso la devolveremo all'Anffas,all'Hospice e alle altre associazioni di volontariato di Abbiategrasso".Un'azienda,quella di Gianluca Arioli,nella quale prestano la loro opera lavorativa 8 dipendenti,tutti seri professionisti del settore: 10 ore al giorno dal lunedì al sabato."Diciamo che il settore si trova un pò in difficoltà,nel senso che gira meno liquidità - spiega ancora Gianluca - e le banche non stanno facendo assolutamente nulla per alleviare l'attuale crisi economica.Devono smetterla di rompere le scatole: tante parole e zero fatti.Io personalmente avevo previsto la fine di questa crisi verso la fine del 2018,ma se andiamo avanti così,chiuderemo tutti.L'Italia è il paese nel quale si pagano più tasse,dovremmo seguire i modelli francese e americano: tasse al 35% e farle pagare a tutti.Io lavoro almeno dieci mesi all'anno solo per pagare le tasse".Ma,alla fine,la serietà del lavoro e la qualità del prodotto pagano sempre."E' vero - aggiunge Arioli - ,ma occorre sempre proporre prodotti particolari,e non è semplice".In ottica di Expo 2015,Arioli ritiene che l'esposizione universale di Milano "aiuterà un pò l'economia locale.Nel nostro territorio arriverà tanta gente,e da qualche parte dovrà pur andare a mangiare e a dormire - afferma - .In ogni caso,non condivido tutta questa dispersione di denaro per allestire l'Expo,poichè il ritorno appare incerto.In Italia siamo maestri nel fare e disfare...L'Expo sarà un fuoco di paglia momentaneo,ci vuole ben altro per risollevare la nostra economia".Da quanto abbiamo capito,Gianluca Arioli non si può certo definire un fan del governo Renzi."Renzi è peggio di Berlusconi,e non è stato neppure eletto dagli italiani.Nel contesto degli ultimi governi che si sono succeduti alla guida del Belpaese,mi ha soddisfatto solamente la Legge Tremonti grazie alla quale le aziende hanno messo via i soldini.Per il resto,Prodi era un disastro.Renzi cos'ha fatto finora? Niente.E forse non è neppure colpa sua,perchè lì sono in tanti a decidere.Perchè,ad esempio,Renzi non tocca gli stipendi dei dipendenti statali?".Archiviato l'argomento politico,con Gianluca parliamo di ambiente,poichè Arioli è anche il titolare di uno splendido agriturismo inaugurato nell'estate del 2013,ubicato a poche centinaia di metri di distanza dal caseificio."Sta andando bene - spiega - e prossimamente inizieremo la costruzione,all'interno della struttura che verrà ampliata con l'aggiunta di 3 nuove camere,di una sala-congressi che metteremo a disposizione di tutti".Così come nelle intenzioni di Gianluca c'è la ristrutturazione e l'ampliamento del suo caseificio che passerà dagli attuali 600 metri quadrati a 3.000.Ma c'è un problemino che incombe: una discarica che dovrebbe sorgere proprio nelle immediate vicinanze di "Casa Arioli"."Mi hanno assegnato il Premio Isimbardi con tanto di regalino..." - commenta amaro Gianluca.Si parla di una discarica che ospiterà fusti di idrocarburi,una delle peggiori per l'ambiente."Sto spendendo un sacco di soldi in avvocati per cercare di fermare la costruzione di questa discarica.Tempo fa,grazie alla collaborazione dell'ex sindaco di Ozzero,Willi Chiodini,eravamo riusciti a fermarla per due anni.La Provincia,poi,ha elaborato il progetto di riduzione dell'impianto ed ha ottenuto l'ok.Il problema è che adesso l'attuale amministrazione comunale di Ozzero non ha preso posizione in merito alla questione".
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VISITATORE:
di IRENE MOGNAGA
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Un viaggio in Tanzania, alla scoperta di un popolo e del loro territorio. Tanti i volti e i cuori incontrati in questo percorso, molti di bambini, così poveri, ma con così tanta voglia di sorridere alla vita. Ed è così che una parte di Valentina Borella e Chiara Mancin, giovani abbiatensi, è rimasta là, ad Ifakara, dove hanno visto e conosciuto con i loro occhi una realtà difficile da spiegare a parole, ma che ti cambia la vita. Per Valentina non era la prima volta, era già stata in Tanzania altre due volte accolta da Padre Salutaris nella parrocchia di Sant’Andrea. Ha voluto tornarci, per riabbracciare alcuni amici e vedere il frutto della sua raccolta fondi, il nuovo «Centro giovanile Giovanni Paolo II». Lo scorso agosto ha coinvolto anche Chiara e insieme sono partite per Ifakara. «Durante questo viaggio abbiamo potuto vedere scuole, ospedali, asili, lazzaretti, ma anche scoprire le loro terre e i villaggi più sperduti. Padre Salutaris ci ha accolte con gioia e accompagnate nel viaggio. Oltre a visitare molte strutture abbiamo incontrato tantissimi bambini e trascorso interi pomeriggi a giocare insieme. Pur parlando lingue differenti con loro non è mai stato difficile comunicare. Uno dei luoghi a cui siamo rimaste legate è l’orfanotrofio, fondato nel 2001 da una donna tanzaniana, che dopo aver scoperto di essere malata di Aids ha deciso di dedicare gli ultimi anni della sua vita a questo progetto. Purtroppo il tetto di uno dei due edifici da cui è composto l’orfanotrofio è ceduto a causa delle termiti e del peso delle tegole utilizzate nella costruzione originale. I bambini sono stati spostati in una nuova struttura che però è troppo piccola per ospitarli tutti. È fondamentale riparare il tetto». Per questo motivo Chiara e Valentina, una volta rientrate in Italia, con la collaborazione di Padre Salutaris, che visionerà l’attività a Ifakara e l’associazione abbiatense «Aggiungi un posto a tavola - G.a.i.a», hanno dato vita a tre progetti. «Due di questi riguardano proprio l’orfanotrofio. Una raccolta fondi sarà quindi destinata al rifacimento del tetto, mentre le adozioni a distanza sosterranno l’istruzione dei bambini, permettendogli di frequentare la scuola, fondamentale per emanciparsi ed avere un futuro migliore. Il terzo progetto è invece legato alla realizzazione del nuovo ostello che sorgerà vicino al centro giovanile. La realizzazione di questa nuova struttura è già stata avviata e servirà per dare alloggio a giovani studenti. Insieme si può fare la differenza, anche solo per poche persone o per uno dei bambini che abbiamo incontrato». È possibile contattare Chiara al 340.3173869 (chiara.kim@hotmail.it) o Valentina al 349.1916943 (valeitaly1984@gmail.com) e sostenere i loro progetti. Altre informazioni sul sito www.apt-gaia.weebly.com alla sezione «Aree interventi-Ifakara». Per ogni versamento verrà rilasciata la documentazione per la detrazione fiscale.
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Tramite un fondo accantonato nel bilancio 2014 ammontante a complessivi Euro 20mila,la giunta comunale ha deliberato di assegnare contributi a cinque Enti religiosi abbiatensi.Le cifre sono state così ripartite: Chiesa Cristiana Evangelica euro 3.144; Parrocchia Sacro Cuore di Gesù euro 4.682; Parrocchia Sant'Antonio Abate euro 3.079; Parrocchia Santa Maria Nuova euro 3.841; Parrocchia San Pietro Apostolo euro 5.251.
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Il Consiglio Comunale è stato convocato in seduta ordinaria mercoledì 26 novembre 2014 alle 21 per la trattazione del seguente ordine del giorno:
1 - Approvazione verbali sedute del 28.7.2014 e 23 e 24.9.2014 e verbali di trascrizione del 28 e 29.7.2014 e del 23 e 24.9.2014.
2 - Comunicazione di prelievo dal fondo di riserva ai sensi dell’art. 166 – comma 2 – del D. Lgs. n. 267 del 18.8.2000.
3 - Piano dei servizi educativi e scolastici per l’a.s. 2014/2015 – programmazione delle attività e quantificazione delle risorse finanziarie.
4 - Variazione di assestamento generale al bilancio per l’esercizio 2014 e pluriennale 2014/2016.
5) Interrogazione avente per oggetto "servizio di ristorazione mensa scolastica" presentata dal gruppo consiliare Cambiamo Abbiategrasso.
6) Interrogazione avente per oggetto "riassegnazione appalto scuola di Via Colombo - gestione manutenzione scuola secondaria di Via Vivaldi" presentata dal gruppo consiliare Officina del Territorio.
7) Interrogazione avente per oggetto "revisione quinquennale del Piano di Governo del Territorio" presentata dal gruppo consiliare Officina del Territorio.

IL PRESIDENTE
Adriano Matarazzo
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di MARIO SCOTTI
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Gioco d’azzardo e crisi sociale sono due facce della stessa medaglia,rappresentano il sintomo e la conseguenza di una cultura malata che si affida alla sorte,alla voglia di arricchirsi senza fare sacrifici,o semplicemente l’illusione di trovare una scorciatoia.È il 2003 l’anno di svolta,che ha trasformato il Paese in un grande casinò a cielo aperto,in cui dal proibizionismo sul gioco,che distingueva l’Italia dagli altri Paesi occidentali,si è passati a una situazione di concessioni senza limiti che in pochi anni ha generato un’industria con il terzo fatturato più alto del Paese.Il fatturato annuo legale si aggira intorno agli 87 miliardi di euro,di cui 8 miliardi entrano nelle casse dello Stato,ma il capro espiatorio dell’intera operazione sono le fasce più povere della popolazione.Giocano, secondo l’Eurispes,il 47% delle persone che appartengono alla classe indigente e il 56% di quelle del ceto medio-basso.A Bià non c'è bisogno dell'Eurispes per accorgersi di quanto la situazione sia critica: basta entrare in una delle tante sale-giochi o in qualche bar del centro o della periferia.Cosa che abbiamo fatto.Ogni giorno si ferma lì,nell’angolo semibuio del bar,cercando di non esser visto mentre butta via la sua pensione.All’inizio usa il resto del caffè: due euro,e quello che avanza finisce nella macchinetta,giusto per far passare dieci minuti.Poi il caffè inizia a pagarlo con 5 euro e il resto finisce sempre nella maledetta macchinetta.Tutti i giorni.C’è lui,il pensionato.Ma c’è anche l’amico di sempre,il vicino di casa in cassa integrazione,la madre di famiglia che lavora al supermercato.A rendere ancora più triste la situazione c'è il fatto che oggi la dimensione comunitaria che caratterizzava anche il gioco d’azzardo ha lasciato il posto alla solitudine del giocatore che davanti alla macchina inserisce direttamente denaro fresco,senza doverlo cambiare e rendersi conto di quanto spende immerso in pochi attimi fuggenti,che vanno,a seconda del gioco,dai 6 ai 240 secondi.Un barista,le persone rovinate dal gioco,le incontra di persona,le guarda negli occhi.E, in pochissimi casi,decide di aiutarle.In un bar cittadino,il titolare nota che "Soprattutto con l’avanzare della crisi,noto che alcune persone sono sempre lì,soldi alla mano.Alcuni li conosco,so che storia hanno e che magari non possono spendere così tanto.Quando mi avvicino per dirgli di smetterla,che è ab­bastanza,loro si allontanano stizziti.Non ho niente contro le slot,voglio dirlo.Ma secondo me non possono essere dappertutto.Trovarsele davanti,per chi è fragile,diventa un incentivo potentissimo".La dipendenza dal gioco è una vera e propria malattia,di cui tantissima gente soffre.Possibile che nessun titolare di bar cittadino si chieda se fa il bene di queste persone a offrirgli ciò che fa loro male? E ad agire di conseguenza? Non se lo chiedono perchè il guadagno supera la coscienza.Per un bar,quello delle slot machine è un vero e proprio business che cresce proporzionalmente al numero di macchinette disponibili,alla collocazione del bar e a qualche piccolo accorgimento,come per esempio,spiegano gli stessi baristi,"quello di posizionare le slot in angoli appartati,dove i giocatori abbiano la loro privacy e non siano visti".O ancora,quello di avere della macchine cambia monete nei locali.Tutto, insomma,per “facilitare” la dipendenza.Ma quanto rendono le slot machine? In termini assoluti parecchio,ma i ricavi vanno divisi tra diversi attori.Primo fra tutti,lo Stato,cui spetta l’11,8% delle somme giocate sotto forma di Prelievo unico erariale e un altro 0,8% destinato all’Aams,l’Amministrazione autonoma dei monopoli.Poi il concessionario di rete,cui va un percentuale di incasso che varia dallo 0,6% all’1,5% a seconda dei contratti stipulati coi gestori.Altro anello importante della catena,i giocatori.La percentuale di vincita per le slot deve essere pari al 75%: questo significa che ogni 100 euro giocati,75 tornano in tasca del cliente.Morale,a barista e gestore (sempre su quei 100 euro) rimangono circa 11 euro,da dividere a metà: poco più di 5 euro ogni 100 giocati,che a fine giornata,considerando una media (ed è decisamente pessimistica) di 500 euro giocati a bar,corrispondono a un’entrata di 25 euro.Salendo a 1.000 euro giocati,il guadagno diventa di 50.Cioè da 150 a 300 in una settimana,da 600 a 1.200 in un mese,da 7 a 14mila in un anno.Il gioco d'azzardo,e le slot in particolare,a livello sociale sono come una piaga che la politica è chiamata a fasciare e a guarire.
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Su proposta del Collegio dei Docenti dell'Istituto Comprensivo di via Legnano, la Giunta Comunale ha deliberato l'intitolazione della scuola a Tiziano Terzani, giornalista, scrittore e viaggiatore scomparso nel 2004.Terzani si è sempre dimostrato particolarmente attento al mondo giovanile, contrario ad ogni forma di violenza, amante della vita, rispettoso della natura, sensibile nei confronti delle sofferenze del mondo e rispettoso delle diverse culture; questi sono stati i motivi che hanno spinto la scuola a proporre tale figura.Si vuole così sottolineare come l'azione formativa debba ispirarsi all'internazionalità, alla multiculturalità, all'inclusione e debba favorire l'apertura mentale dei bambini e dei ragazzi.Per la Scuola dell'Infanzia di via Galimberti è stato prescelto invece Cesare Scurati, insegnante e pedagogista di fama internazionale scomparso tre anni fa.La scuola effettuerà i necessari passaggi burocratici e farà richiesta di deroga al Ministero dell'Interno per la figura di Scurati, in considerazione della sua scomparsa in tempi recenti.Verrà individuato un momento ufficiale di intitolazione quando tale percorso si sarà concluso.Conclude l’assessore alle Politiche Scolastiche ed Educative Graziella Cameroni ”Per la scuola questa intitolazione rappresenta un'identità più esplicita, una connotazione che contraddistingue il suo orientamento pedagogico e didattico. Per gli alunni sarà un'occasione in più per affermare il loro senso di appartenenza all'Istituto”.
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A conclusione del Piano Sociale di Zona 2012-2014, l’Ambito dell’Abbiatense si appresta ad avviare la programmazione delle Politiche Sociali per il prossimo triennio. Si avviano quindi i lavori del nuovo Piano di Zona 2014-2016: si ritiene necessario, a tal fine, rilanciare la collaborazione con tutti i soggetti che sul territorio intercettano i diversi bisogni della cittadinanza ed operano per darvi una risposta.Al fine di coinvolgere il maggior numero di soggetti operanti in questo campo nel territorio dell’abbiatense, costituito dai Comuni di Abbiategrasso, Albairate, Besate, Bubbiano, Calvignasco, Cassinetta di Lugagnano, Cisliano, Gaggiano, Gudo Visconti, Morimondo, Motta Visconti, Ozzero, Rosate, Vermezzo e Zelo Surrigone, è stato indetto un incontro plenario previsto per lunedì 24 novembre dalle 17 alle 19, presso l’ ex Convento dell’Annunciata di Abbiategrasso.Durante l’incontro alla presenza dell’Assessore alle Politiche Sociali Graziella Cameroni e del Presidente dell’Assemblea dei Sindaci dell’Ambito dell’abbiatense, Daniele Del Ben e dello staff dell’Ufficio di Piano si presenterà il processo di costruzione del Nuovo Piano di Zona al quale saranno invitati a partecipare attivamente coloro che sul territorio si occupano a diverso titolo di Politiche Sociali e di Servizi alla Persona. Si ritiene, infatti, di grande importanza la presenza di tutti per condividere le fasi del lavoro e dare avvio alle attività.
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di MARIO SCOTTI
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Non è trascorso neppure un mese da quando il sindaco Pierluigi Arrara si trovò nella condizione di dover respingere ai mittenti la grandinata di critiche che gli era piovuta addosso da parte degli esponenti del centrodestra unito riuniti in conferenza stampa a Palazzo Marconi.Venerdì 14 novembre,Udc,Forza Italia,Nuovo Centrodestra,Lega Nord e Fratelli d'Italia hanno concesso il bis: banchetto allestito presso il mercato cittadino e distribuzione di un volantino dai contenuti ancora più pesanti nei confronti dell'attuale amministrazione che dal mese di maggio del 2012 governa la città di Abbiategrasso."Hanno detto le stesse cose che già avevano esternato in conferenza stampa - è la replica del sindaco Arrara - ,parlano di tutto e di niente.Le critiche sono bene accette solo se servono a costruire qualcosa.In questo ultimo periodo,il centrodestra è solo "contro",mentre noi siamo "per costruire";chissà quando verrà loro la voglia di dare una mano a risolvere i problemi della città...Loro hanno solo voglia di attaccare e di non condividere niente".Arrara respinge ai mittenti le critiche relative alle zero opere realizzate dalla sua amministrazione."Bisogna capire quali "opere" hanno realizzato loro,quelli del centrodestra.Tutti sanno quali risorse economiche abbiamo a disposizione.Nel cassetto abbiamo una serie di progetti pronti.Un intervento che nessuno vuole considerare è poi quello del rifacimento dei tetti degli edifici pubblici e delle scuole.Nessuno dice che si è trattato di una operazione di parecchi milioni di euro.L'intervento ha portato salute e benessere ai cittadini e agli studenti.Cito inoltre una serie di interventi minori da noi effettuati,interventi dal loro significato tenendo presente la scarsità di risorse economiche a nostra disposizione.Un mandato lo si giudica in cinque anni".Replica del primo cittadino anche per quanto riguarda la presunta "distruzione di Abbiategrasso"."Che distruzione intendono? Non sanno cosa dire,non entrano nei problemi concreti e fanno i soliti discorsi demagogici figli di una vecchia politica della quale la gente è stufa - conclude Arrara - .Ripeto: c'è chi lavora contro e chi lavora a favore: noi,come giunta di Abbiategrasso,faremo di tutto per collaborare con chi ha voglia di lavorare a favore.Quelli che vogliono lavorare contro...si godano pure questi momenti di pubblicità,ma finisce lì,non portano nulla a casa.La mentalità di una certa fascia politica mi sembra ormai superata dai tempi e dagli eventi.Cambiano la sigla dei partiti ma sono sempre loro.All'estero,invece,cambiano i politici ma le sigle dei partiti sono sempre le stesse".
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Il modo migliore per festeggiare un compleanno è quello di fare una grande festa, sopratutto se il traguardo raggiunto corrisponde alla considerevole doppia cifra dei 60. E quale idea migliore, nel caso del Corotrecime, se non quella di celebrare i sei decenni che hanno contraddistinto l'attività del coro attraverso una mostra? Una mostra che ha offerto agli abbiatensi, e non soltanto a loro, l'opportunità di ricordare volti, rassegne e personaggi. Il “fil rouge” dell'evento era sicuramente rappresentato dalla musica che, base dell'attività corale, ha accompagnato anche l'esposizione. La mostra era rivolta a tutti: a coloro i quali già conoscono il Trecime e agli altri, per capire fino in fondo come si svolge l'attività di un coro maschile che canta a cappella, ovvero senza l'accompagnamento di strumenti musicali.L'esposizione, ricca di documenti, era patrocinata dal Comune di Abbiategrasso ed è stata allestita presso le sale dei sotterranei del Castello Visconteo abbiatense. Seguendo un filo cronologico che parte dall'anno di costituzione del coro, il 1954, sino ad arrivare ai giorni nostri, erano esposte locandine, lettere, fotografie, biglietti, provenienti dal ricchissimo archivio del Corotrecime, creato e gelosamente custodito in tutti questi anni da Gigi Colombo, segretario e socio fondatore del coro stesso recentemente scomparso. Il percorso si snodava quindi tra pannelli e vetrine espositive che hanno permesso al visitatore di capire come e perchè il coro si è formato e come si è svolta la sua attività negli anni.Sono stati altresì mostrati anche i premi e i riconoscimenti che il Trecime ha saputo conquistare: ricordiamo, solo per citarne alcuni, la vittoria al Concorso nazionale di Ivrea nel 1981; l'onorificenza "Paul Harris Fellow" conferitagli dalla fondazione Rotary del Rotary International nel 1999 e il diploma di "Gruppo Corale di Interesse Nazionale" attribuitogli dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica italiana nel 2011.E' stata data al pubblico la possibilità di vivere il coro.Vivere un coro significa infatti godere appieno la vita, perchè il messaggio più importante e più bello dell'attività corale e, del resto, il significato stesso della parola coro, è quello di “stare assieme”, cantando in un unico respiro. Aldilà degli anni e dei traguardi ci sono i coristi, uniti, così come i pallini che contraddistinguono le note e che s'abbracciano sulle righe dello sparito.

www.corotrecime.it
Nella foto: il nuovo cd del Corotrecime
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Gentilissimo Direttore,in un paese civile e democratico,due parole dovrebbero campeggiare all'ordine del giorno: diritti e doveri.Ad Abbiategrasso è così? Premetto una cosa,ogni cittadino, straniero,extracomunitario o migrante,se arriva in regola e rispetta le nostre leggi,è il benvenuto,ci mancherebbe altro.Ma se si guarda,per esempio a "mare nostrum" dove su 120.000 migranti,soltanto a 4.000 è stato riconosciuto lo stato di rifugiato politico,la situazione incomincia a non quadrare più.Nella nostra città assistiamo ormai,all'ordine del giorno,a tanti episodi a cui il Comune dovrebbe dare risposte.Cito,ad esempio,i tantissimi mendicanti posizionati ad ogni angolo di città,davanti alle chiese,al cimitero,in prossimità di panettieri,alcune volte con la presenza di animali,per cercare di impietosire la gente (a questo,quasi sempre,serve il cagnolino nelle vicinanze del mendicante),parcheggiatori abusivi su gran parte dei parcheggi cittadini,abusivi presenti nei pressi del mercato (che danneggiano i lavoratori,italiani e stranieri,che per andarci a lavorare pagano le tasse).Inoltre,i furti negli appartamenti sono aumentati a dismisura,gli scippi,specialmente a donne anziane nei giorni di mercato,sono all'ordine del giorno,questo è inaccettabile.A Mendosio,ormai da qualche anno,esiste un campo rom abusivo,i cittadini Abbiatensi pagano caro e salato ogni servizio comunale (avete visto la stangata arrivata in questi giorni dell'immondizia?),mentre in questo campo non viene effettuata nessuna raccolta differenziata e,regolarmente,viene portata via la loro immondizia lasciata sul ciglio della strada,non viene pagata l'acqua e la luce,figuriamoci la Tasi e gli altri servizi.A pagare tutte queste mancate bollette,siamo tutti noi,e questo non è assolutamente corretto,visto che ormai tante nostre famiglie hanno serie difficoltà ad arrivare a fine mese.Diritti e doveri appunto,per tutti,il Comune non può continuare a chiudere gli occhi e fare finta di non vedere: quel campo se è illegale,li non può stare.Ma a me sembra,che le priorità di oggi siano il Tabù Festival,e Abbiategusto,magari importanti,non lo metto in dubbio,ma in questi tempi le necessità della gente sono altre,con la cultura la gente non mangia,con le fiere la gente non arriva a fine mese,ma va bene,va bene così,alziamo i calici al cielo,riempiti di costoso e pregiato Armagnac,e via con i brindisi,alla faccia di tutte quelle famiglie in gravi difficoltà,che in questi periodi non riescono nemmeno a garantire il pane quotidiano per le loro famiglie.Cordialmente.

Fabio Pellegatta
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Dopo gli auguri della Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Tabù Festival è arrivato anche il sostegno del Ministero dei beni e delle attività culturali. Mentre la manifestazione era in corso, infatti, è giunta al sindaco Pierluigi Arrara la comunicazione con cui veniva riconosciuto il patrocinio del ministro Dario Franceschini alla kermesse abbiatense. Un'altra conferma del valore di Tabù Festival e della sua fama, che è arrivata ben oltre i confini territoriali e anche quelli regionali.Un motivo in più per continuare a scommettere su un'iniziativa che quest'anno ha offerto ventuno appuntamenti in otto giorni di manifestazione, in cui centinaia di persone hanno incontrato personaggi noti del mondo della cultura e dello spettacolo, hanno discusso di filosofia e scienza, di poesia e qualità della vita,hanno affrontato temi importanti e incontrato storie straordinarie, con l'aiuto di ottima musica, cinema, teatro.Tutto questo per celebrare la ricchezza della diversità. Perché, al di là di tutto, ciò che conta di più è il patrimonio di riflessioni, idee, emozioni che gli spettatori porteranno con sé, nella propria vita e in quella della comunità di cui fanno parte. La cultura serve anche a questo.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Le importanti scelte compiute nel 2014, da parte dell’attuale Amministrazione e dal Partito Democratico di Abbiategrasso, dimostrano la consapevolezza che la nostra città sia oggi chiamata ad assumere un ruolo sempre più rilevante nella creazione di un territorio, e di una cittadinanza, attenta e consapevole.Anche a fronte dell’elezione del Sindaco Arrara, alla carica di membro del Consiglio Metropolitano, Abbiategrasso deve sempre di più diventare punto di riferimento del territorio. Per tale ragione la nostra Città, nella persona del consigliere delegato Nicola Capello, è stata protagonista di “Contro mafie, gli stati generali dell’antimafia”, manifestazione organizzata da Libera ed Avviso Pubblico, svoltosi a Roma dal 24 al 26 ottobre; inoltre, domenica scorsa, i comuni del sud-ovest di Milano si sono riuniti per vivere assieme, presso il Comune di Rosate, l'evento "Comuni contro le mafie”. Tali iniziative sono vissute dal Partito Democratico cittadino come importanti momenti di confronto con realtà locali, e nazionali, e come occasioni per condividere e valutare le scelte fatte e le azioni poste in essere. L'Amministrazione Arrara ha riservato un'attenzione particolare al tema del gioco d'azzardo, volendo applicare in maniera ancor più forte e rigorosa quanto già previsto dalla legge regionale n.8 del 2013; con specifica delibera di Giunta si sono voluti, infatti, individuare i luoghi cosiddetti “sensibili” presenti sul territorio comunale, rispetto ai quali è stata definita la distanza minima di 500 metri per la nuova collocazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito.L'individuazione dei luoghi “sensibili”, quali gli istituti scolastici di ogni genere e grado, gli oratori, i luoghi di culto, gli impianti sportivi, i centri di aggregazione, strutture socio-assistenziali e ricettive per categorie protette, ha come principale conseguenza la totale inibizione degli esercizi all'istallazione di nuove slot machine su tutto il territorio comunale.Consapevoli dell'assenza di una normativa che permetta ai Comuni di imporre la disinstallazione delle slot machine già presenti sul proprio territorio, il Partito Democratico di Abbiategrasso, nella scorsa primavera, ha raccolto centinaia di firme a favore di una proposta di legge ad iniziativa popolare finalizzata a disciplinare in maniera più ferrea il gioco d'azzardo lecito.Il lavoro da svolgere è chiaramente ancora molto, ma come Partito Democratico non possiamo che sottolineare le importanti azioni poste in essere dalla Giunta e dai nostri consiglieri comunali, che stanno affrontando seriamente e in modo strutturato il tema della Legalità.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

L’ammodernamento della linea ferroviaria MiMo è stato da sempre al centro dell’attenzione di Zyme. A riprova l’Associazione promosse un questionario e successivamente una petizione popolare molto strutturata che fu presentata anche al Sindaco di Abbiategrasso nel corso di una serata pubblica sul tema della Grande Città Metropolitana il 4/12/12, due anni fa. Il nostro sito www.zyme.mi.it riporta poi l’interessamento costante rispetto alla problematica.Lo stato sempre più pietoso in cui versa la ferrovia certifica tuttavia che nulla di concreto è stato fatto.Al contrario, la situazione è peggiorata: vagoni ribaltati e abbandonati sulla linea, stazione di Abbiategrasso chiusa alle 8 di sera in orario da coprifuoco, treni con costanti malfunzionamenti, materiale rotabile da anteguerra, ritardi e soppressioni all’ordine del giorno… E ci dispiace che un’Amministrazione che avrebbe dovuto segnare un cambio di passo rispetto al disinteresse della precedente si è allineata con egual passività. Ad esempio, i soldi per il raddoppio erano stati stanziati: perché la Giunta è stata silente su questo?
LA MOZIONE DEL PD
In sé è una buona notizia, seppur molto tardiva. La Politica, quella credibile, ha il dovere di anticipare, non di inseguire. Va riconosciuto che ora se le convinzioni sono vere e lo spirito è autentico, non potrà che portare a buoni risultati: vi è una sorta di cerchio magico che fa coincidere volontà del centrosinistra, del centrodestra (lo stesso Del Gobbo si è detto favorevole) e il Sindaco di Abbiategrasso, che ora è anche neo Consigliere Metropolitano. Tutti condividono un obiettivo atteso da decenni. Un fatto straordinariamente positivo! Il tempo ci dirà se alle parole seguiranno i fatti, tanti sono stati gli annunci già fatti nel corso di decenni. Ed è quello che noi tutti auspichiamo.
COINCIDENZE
Ad Abbiategrasso, al di là delle promesse fatte in campagna elettorale 3 anni fa e successivamente ribadite, l’Amministrazione comunale non ha voluto creare la Consulta della Mobilità. Un’occasione sprecata verso un ascolto ed un coinvolgimento autentici. Soprattutto con la necessità di grandi revisioni strutturali che il nostro territorio richiede dentro e fuori il Comune. Dire che non s’è potuta fare in 2 anni e mezzo la Consulta perché gli altri Comuni del territorio erano impegnati con le elezioni se da un lato rasenta il senso del ridicolo dall’altro lato dimostra il livello di considerazione che certi Amministratori hanno verso l’interesse autentico rispetto a persone, problemi e opportunità. Più che altro non si può pretendere da altri ciò che non si vuol fare in casa propria.Ci è stato chiesto se la Ferrovia possa essere considerata merce di scambio con la tangenziale esterna. A costo di apparire ingenui, vogliamo convincerci della prevalente buona fede. Quindi tendiamo ad escludere una cosa del genere che peraltro si comprenderà presto, alla prova dei fatti. Sarebbe scandaloso. Noi da sempre parliamo di priorità, vista anche la carenza di danaro tanto declamata dall’Amministrazione e vediamo con carattere prioritario il raddoppio della ferrovia con servizi annessi (si veda la nostra petizione) al pari della “normalità” europea esistente ormai da diversi decenni; in secondo luogo il riammodernamento/riadeguamento delle strutture viabilistiche esistenti a partire dalla Abbiategrasso-Cisliano-Cusago-Baggio-Milano (fattibile con costi irrisori e dagli enormi vantaggi certi); in terzo luogo una revisione strutturale della viabilità nel centro cittadino, tanto promessa e mai attuata. Che l’Amministrazione incominci ad impegnarsi in questo, in modo convinto e convincente. In questo contesto non vi è ragione di spendere cifre spropositate per nuove infrastrutture che tra l’altro devasterebbero il territorio tanto decantato dai sostenitori istituzionali della cosiddetta “Città Slow”. Sarebbe una contraddizione spartana e spaventosa.
IL FILMATO
Il filmato è stato girato non casualmente partendo da Place de l’Opéra nel cuore di Parigi, un po’ come se fosse la nostra Piazza della Scala. E dimostra che con treni frequentissimi, confortevoli e sicuri fino all’una di notte si può tornare in una realtà cittadina di provincia in tutto analoga ad Abbiategrasso. E quello riportato non è un esempio isolato ma la normalità. Proprio in questi ultimi tempi sulla linea sono stati immessi tantissimi nuovi treni per pendolari Bombardier nuovi di pacca, bellissimi, dai colori vivaci, iperspaziosi. Persino con televisori funzionanti a bordo. I Comuni in Francia sono attentissimi a fornire il miglior servizio pubblico ai propri cittadini, avere un metro ogni 2 minuti piuttosto che un RER o un Transilien ogni 4 minuti che dalla provincia porta in centro città è la normalità. Con informazione superpuntuale non solo in caso di possibile guasto ma anche di semplice rallentamento che pur può capitare. In questa direzione vanno gli investimenti, non più nelle arterie viabilistiche considerate ormai frutto di mentalità vecchia e obsoleta. Questione di CULTURA.

ZYME – Associazione politico-culturale in Abbiategrasso
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In occasione della "Giornata nazionale degli alberi" e alla presenza dell'assessore all'Ambiente Daniela Colla,venerdì 21 novembre alle 10,30 presso la Torre della Memoria nel parco pubblico tra via Mozart e via della Noce,il Comune, grazie alla collaborazione di Amaga Energia e Servizi ha piantato dei nuovi alberi che costituiranno il primo nucleo del progetto “Un albero per ogni neonato” in ottemperanza ai contenuti della Legge 29 gennaio 1992 n. 113.Anche le scuole hanno aderito alla “Giornata nazionale degli alberi”, proponendo i lavori frutto di studi e ricerche sugli alberi e sulla loro importanza per la vita dell’uomo e per la salvaguardia dell’ecosistema. Per ciascuna scuola partecipante l’Amministrazione ha messo a disposizione 5 alberelli di specie autoctona da piantumare nei propri giardini.
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(M.S.) - Giovedì 20 novembre 2014 l'Amministrazione Comunale e gli Istituti Comprensivi del territorio,hanno unito le loro voci e il loro messaggio è arrivato a tutti,sensibilizzando e coinvolgendo tutta la città.Si è celebrata la Giornata dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza,che ha ricordato la data in cui venne approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia a New York il 20 novembre 1989.Alla presenza del sindaco Pierluigi Arrara e della vicesindaco Graziella Cameroni,hanno partecipato all'iniziativa diverse classi delle scuole dell’obbligo in rappresentanza dei loro istituti.Ogni scuola ha animato l'incontro con uno striscione ed ha sfilato per la città fino al ritrovo previsto in Piazza Castello.Alle ore 11 i partecipanti hanno consegnato a sindaco e vicesindaco una pergamena di ringraziamento per l‘impegno dimostrato nel promuovere la realizzazione della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia.Dopo il saluto di Arrara,gli alunni hanno proseguito la sfilata per le vie del centro per ricordare alla cittadinanza l’importanza del rispetto dei diritti dell’infanzia e per sollecitare da parte di tutti la volontà di promuovere la pace.Alla manifestazione ha collaborato la Polizia Locale allo scopo di garantire la massima sicurezza alla manifestazione."I bambini hanno prodotto dei lavori molto belli - commenta la vicesindaco Graziella Cameroni - così come molto interessanti sono risultati essere i loro pensieri sulla Giornata Mondiale dedicata ai loro diritti.Tutti hanno elaborato una loro riflessione anche sul tema della pace.Quando i bambini lavorano questi temi,è sempre importante.In giro c'era parecchia gente che guardava stupita questi bambini che sfilavano intonando canzoni sui loro diritti.Nel 2015 rifaremo senz'altro questa manifestazione".

Nella foto qui sotto: una delle pergamene consegnate all'amministrazione comunale.Tutte le scuole hanno consegnato un messaggio
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di MARIANNA DI PALO
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Le mamme egiziane di Abbiategrasso, iscritti i propri figli all’ASD RugBio, parlano di sé. Della loro storia. Di Mansura e delle ribellioni. In Egitto si gioca a calcio e non si gioca a rugby. Il calcio è lo sport che domina la scena e, come in Italia, va per la maggiore. Però siamo ad Abbiategrasso, al campo dell’Oratorio Sacro Cuore, dove alcune mamme egiziane, al martedì e al giovedì pomeriggio accompagnano i propri figli e le proprie figlie agli allenamenti di minirugby. Vengono tutte dalla pianura di Mansura, città sul delta del Nilo. Sono in Italia da qualche anno, portano il velo e pronunciano qualche parola di italiano. Come tanti immigrati stranieri, si sono ritrovate qui in cerca di fortuna. Con i loro piccoli, hanno seguito i loro mariti che hanno trovato lavoro ad Abbiategrasso. Da poco hanno iscritto i loro figli all’ASD RugBio. Bambini entusiasti del progetto RugBio, che, con gli occhi che brillano, hanno trasmesso i loro entusiasmi a parenti e amici. Tanto da aumentare progressivamente la percentuale di piccoli stranieri iscritti all’associazione sportiva, fino ad arrivare al 40% attuale. Un numero composto da bambini e bambine. Queste ultime, che si contraddistinguono per grinta, si muovono, rincorrono la palla ovale e trasmettono la loro gioia di fare parte di un gruppo. La piccola Kholud ne è l’esempio vivente. Dopo la timidezza iniziale, si è inserita nell’under 10 e ha convinto il suo fratellino ad iscriversi. La cultura islamica prevede che le femminucce giochino con i maschietti fino all’età di 11 anni, quando dovranno indossare il velo. E quando, se vorranno continuare ad essere sportive, dovranno giocare in una squadra di sole bambine. Kholud lo sa, glielo hanno spiegato. La questione è chiara: “La cultura e la religione hanno delle regole: le femmine non possono giocare con i maschi. Quando andrà alle medie la piccola smetterà di fare parte di una squadra mista e, se vorrà continuare con il rugby, si potrà iscrivere a una solo al femminile”. Quindi nessun problema, un velo non farà la differenza. Il velo è legato alla religione e alla cultura. Le mamme islamiche lo portano con dignità e consapevolezza. Sorridenti, accompagnano volentieri i loro figli agli allenamenti dell’ASD RugBio. Per loro, quel campo è un punto di ritrovo. Un momento di condivisione. Contente delle nuove amicizie dei loro figli. Amicizie in cui interagiscono varie culture. Accanto agli italo-egiziani si divertono gli italo-argentini, gli italo-nigeriani, gli italo-brasiliani e gli italiani. Insomma, la nuova Italia. Senza distinzione. Cosa piace di più del minirugby di RugBio? “Il placcaggio”, rispondono Mohamed e Mitwalli, appena dopo l’allenamento. Un placcaggio che con RugBio diventa sinonimo di abbraccio e di amicizia. E uno stare insieme che rende più sereni e distoglie dalle preoccupazioni le giovani donne musulmane, in attesa della fine dell’allenamento. Preoccupazioni che velano lo sguardo di tristezza per la patria: “In Egitto purtroppo c’è una situazione politica confusa. Ci sono proteste e non è un panorama felice”, risponde Hedaia. Subito dopo però, un pallone da rugby rimbalza vicino, le corre incontro il figlio e tutto torna come pochi minuti prima. Sorridente. La vita di Hedaia e delle altre madri è fatta di piccole gioie, di pensieri e di accudimento della prole. Come accade a molte donne italiane. Ogni allenamento delll’ASD RugBio si trasforma in un punto di incontro tra culture. Le mamme italiane e le mamme straniere si conoscono mentre i figli giocano insieme nel campo di un oratorio.
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(M.S.) - E' partita alla grande "Aspettando Abbiategusto",la manifestazione che precede l' "Abbiategusto" vero e proprio che andrà in scena dal 28 al 30 novembre.Mercoledì 19 novembre,alle ore 19.30,presso il Teatro Fiera Via Ticino,“Pizza D’Autore",una grande serata di esibizione per quanto riguarda la preparazione e la degustazione di Pizza Napoletana e “Pizza Giovane”.Protagonisti assoluti,Franco Stoppa dello storico Ristorante Pizzeria Napoleone e Pasquale Marrazzo di Pizzeria Marita (entrambi nella foto qui in alto).Trattasi di due noti locali abbiatensi.Oltre 200 i partecipanti alla serata (molti i bambini per i quali l'ingresso era gratuito) tra i quali diverse autorità cittadine come il sindaco Pierluigi Arrara,l'assessore Emanuele Granziero,il direttore di Amaga Elio Carini e Francesco Biglieri,segretario della locale sezione del Partito Democratico.Presente anche Romina Riboni,brillante organizzatrice della kermesse culinaria targata Abbiategrasso per conto di Amaga.Il servizio ai tavoli è stato curato dai volontari degli Amici del Palio di San Pietro.La serata è stata allietata dal cantastorie Matteo Curatella "LeMat"."Stasera è stato dato il via ad una manifestazione che per la nostra città rappresenta una grande festa - è stato il commento del sindaco Arrara - .Una festa popolare come la pizza,che ha saputo radunare adulti e bambini in un clima tranquillo e allo stesso tempo gioioso.Di questa serata mi è piaciuta particolarmente l'idea di iniziare gli eventi che precedono Abbiategusto con la pizza,simbolo della nostra quotidianità.Insomma,un inizio popolare: esattamente quel che volevamo fare"."Aspettando Abbiategusto" proseguirà fino a domenica 23 novembre.Il programma completo lo potete consultare nella nostra pagina speciale.In particolare,segnaliamo l'evento di sabato 22: alle ore 19.30,nella sala consiliare del Castello Visconteo sarà possibile degustare i "Ravioli del Gusto" di Casa Arioli nel contesto di "Se lo conosci lo mangi".
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di CARLO AMODEO *
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E due! Dopo la grandiosa Manifestazione indetta dalla CGIL il 25 ottobre vi è stato lo Sciopero Generale indetto dalla Fiom il 14 novembre a Milano. Renzi e la sua maggioranza hanno per ora preferito parlare con Berlusconi, con la Confindustria e qualche padrone reazionario per poi pensare alle cene “sociali” al costo di 1.000 Euro cadauno e di fronte al fatto che ci sono oltre 7 milioni di pensionati che percepiscono meno di 1.000 euro al mese, viene la pelle d’oca. Non mi aspetto molto visto che nel governo tra gli altri c’è una “padroncina” confindustriale, una ministra che tra Berlinguer e Fanfani preferisce il democristiano e alla Leopolda, il finanziere italo-londinese che propone di abolire gli scioperi. Nella “scuderia” vi i è anche un tal Carbone che ironizza circa la data (5 dicembre)dello Sciopero Generale indetto dalla CGIL ed ora anche dalla UIL. Non capisco dove Renzi abbia recuperato questi figuri ma mi meraviglia che i post-PCI non condannino questi atteggiamenti ed il linguaggio degno dei peggiori reazionari. Preciso che non sono tra chi attribuisce a questo governo la responsabilità dell’attuale crisi economica e sociale, nascosta e ignorata da Berlusconi sino a Novembre 2011. Purtroppo dopo le sue dimissioni anziché elezioni anticipate che lo avrebbero politicamente cancellato e lasciato Grillo al “V Day”, nacque il governo del “super tecnico” Monti. Il quale da buon liberista e in compagnia della ministro Fornero, ha cominciato lo smantellamento dello Stato sociale e l’aumento delle tasse ai soliti noti, oltre che la modifica dell’art.18 e l’aumento dell’età pensionabile. Dopo il siluro a Letta eccoci Renzi che anziché ICI o IMU decide la più onerosa TASI. Decide anche oltre la riduzione del 50% dei permessi sindacali il prolungando il “blocco contrattuale” per i lavoratori del Pubblico Impiego, già fermo da 6 anni. Nella nuova Legge di Stabilità anziché la “patrimoniale” sulle ricchezze, lotta all’evasione ed elusione fiscale ci sono abbondanti riduzioni di tasse per le imprese (Irap) e per i contributi previdenziali. Di programmazione economica per il rilancio produttivo e per riassorbire i licenziati e creare nuovi posti di lavoro,neanche l’ombra al punto che il presidente confindustriale dice che queste sono le leggi che ha sempre sognato. L’unica decisone di “sinistra”, a costo zero per il padronato, sono gli 80 Euro per lavoratori con redditi medio bassi, ma è anche giusto precisare che parte di questi aumenti arrivano dal taglio dei trasferimenti ai Comuni, che anche per Abbiategrasso, significa oltre 200.000 euro in meno. Per non sbagliare, nel 2015, Renzi propone un ulteriore taglio a Regioni e Comuni , che Fassino, presidente nazionale ANCI, ha calcolato in oltre 3 miliardi di Euro. Inutile dire che questo porterà ad ulteriori tagli nei Bilanci regionali e comunali e nuove tasse locali per i cittadini. Tra le proposte “innovative” vi è anche il “Jobs Act“ con relativa “Legge delega” al governo. La “Legge delega”, magari ottenuta con l’ennesimo “voto di fiducia”, dà carta bianca al Governo che cancella la possibilità di miglioramenti da parte del Parlamento, e visto che Renzi dice che il posto di lavoro a tempo “indeterminato” non esisterà più, significa la cancellazione delle garanzie dell’articolo 18. Ma c’è anche la “controriforma” costituzionale che cancella totalmente il ruolo del Senato e la riforma della legge elettorale, concordata con Berlusconi che ci farà rimpiangere la “Legge truffa” di Scelba. Quella Legge antidemocratica, contestata dalle sinistre, prevedeva che per avere il premio di maggioranza occorreva ottenere il 50% dei voti, mentre l’attuale “italicum” consentirebbe ad un partito con il 37 o il 40% dei votanti di avere il premio di maggioranza. Per tutte queste “innovazioni”, non resta che lottare e se le lotte fatte ed in programma, vedi lo Sciopero Generale del 5 dicembre non bastasse, bisogna andare avanti, lavorando per convincere sempre più lavoratori e cittadini indecisi ad aderire alle lotte. Di fronte a questi pericoli mi auguro che anche la frammentata così detta “sinistra alternativa” ricerchi e ritrovi proposte unitarie, in grado di coinvolgere anche i delusi da questo governo, in modo da fare da sponda politica alle richieste della CGIL e UIL e del sindacato. E’ il solo modo per ottenere risultati e recuperare il mal tolto di questi ultimi 20 anni; ripristinare i diritti dei lavoratori dando prospettive ai giovani ai disoccupati e pensionati e difendere e attuare la Costituzione repubblicana.

* Attivista PRC Abbiategrasso
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Gentilissimo Direttore,martedì mattina,dovendo usare l'automobile,ho notato il sensibile peggioramento di quasi tutte le nostre strade cittadine,vere e proprie voragini sparse a macchia di leopardo ovunque,mettendo in pericolo automobilisti (costretti a continui slalom),ciclisti (obbligati ad invadere il centro della carreggiata per evitare le buche) e pedoni (devono rinunciare ai marciapiedi,pieni di dissestamenti e ricoperti da pozzanghere oceaniche),alla faccia di chi dice che per la sicurezza,prima dovrebbero esserci pedoni e ciclisti,dovrebbero,appunto...provate a farvi un giro in città.Buche e crateri per ogni gusto,ce n'è per tutti e di tutte le forme,alcune molto profonde,davanti alla stazione dei carabinieri,sembra esserci stato un bombardamento,creando disagio proprio ai nostri militari.Un'idea ed una proposta: potremmo indire un "gratta e vinci" comunale,potremmo chiamarlo...trova la buca! Se trovi tre buche uguali sulle strade di Abbiategrasso,vinci un vitalizio mensile,da usufruire in ortopedia o dal carrozziere.Prenderemmo due piccioni con una fava,mettendo un po di liquidità nelle casse al verde del Comune,ed aumentando gli introiti di alcuni commercianti di Abbiategrasso...Mica male,non vi pare?

Fabio Pellegatta (Lega Nord Bià)
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Quarta edizione per la Guida ai Pasticceri & Pasticcerie 2015 di Gambero Rosso: anche su questo campo come sui bar,i ristoranti milanesi e il vino,l'autorità italiana in fatto di guide dà il suo insindacabile (o quasi) giudizio sulle migliori pasticcerie italiane per il prossimo anno.Tredici gli indirizzi segnalati dalla guida che si aggiudicano 3 Torte,riconoscimento massimo.Al primo posto con un punteggio di 93 su 100 una pasticceria lombarda: Pasticceria Veneto a Brescia.Ancora Lombardia in seconda posizione con Besuschio ad Abbiategrasso,mentre si scende di poco verso Bologna con la pasticceria Gino Fabbri.
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di KATYA CHIEREGATO
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Sede bagnata sede fortunata, i buoni auspici ci sono tutti perché la nuova location della Azienda Speciale Servizi alla Persona funzioni e bene. L'inaugurazione dei locali di via Ticino n° 72 presso il Quartiere Fiera si è, infatti, tenuta nella mattinata di sabato 15 novembre mentre fuori si scatenava il diluvio. Le avverse condizioni meteo non hanno rovinato in nessun modo un momento atteso da tanto tempo e non hanno ostacolato l'intervento delle tante personalità presenti, primo fra tutti il Sindaco di Abbiategrasso Pierluigi Arrara. A dare il benvenuto il Presidente del Consiglio di Amministrazione, Rinaldo Gesi, che ha ceduto subito la parola ad Arrara il quale ha definito quello dell'inaugurazione come un momento molto importante e si è detto fortunato per essere il Sindaco di una città dove ci sono delle realtà importanti e significative come la ASSP, un'azienda di servizi, ma alla persona; tante persone tra le quali disabili, anziani, minori che hanno bisogno di un aiuto. “Dare una sede – ha continuato il Sindaco - vuol dire incrementare e rendere più incisiva la nostra ASSP”. E' indubbio che, in un momento così critico per la società ed il sociale, il ruolo di un'azienda come questa sia fondamentale e, sul servizio ai più deboli, l'amministrazione in carica con molti sacrifici, non è voluta intervenire in termini di tagli. Il Sindaco ha voluto poi chiarire una delle tante polemiche sollevate dai suoi detrattori; più volte è stato definito un 'taglia nastri', ma fare tante inaugurazioni “vuol dire che la città sta cambiando” si pensi alle sedi per Heiros, per la Fondazione per leggere, tutto per cercare di qualificare la parità ad Abbiategrasso. “Il 'partito del brontolio' ci sarà sempre – ha proseguito Arrara – e cerchiamo di sopportarlo, ma quando alcune volte dico 'che c'è qualcuno che continua a gufare' intendo dire che c'è qualcuno che invece di lavorare 'per' continua a lavorare 'contro' e di questo non c'è bisogno, c'è da mettersi insieme perché oggi si fa molta più fatica di una volta a fare le medesime cose e solo lavorando 'insieme per' si potrà fare qualcosa”. Inevitabili i ringraziamenti agli operatori della ASSP, spesso dimenticati o dati per scontati, oggi guidati da un CDA (i cui membri hanno provenienze politiche diverse) che sta lavorando perché sempre di più l'Azienda operi in favore della città e dei suoi bisogni. La parola è poi passata a Valeria Barlocco, direttrice della ASSP, che ha ringraziato tutti gli operatori, i collaboratori le realtà di volontariato che a diverso titolo operano con l'Azienda in tutta una serie di servizi tra cui l'assistenza domiciliare, il trasporto di anziani e disabili, la tutela giuridica, lo sportello di ascolto e consulenza psicologica solo per citarne alcuni. La dott.ssa Barlocco si è augurata che l'Azienda, anche grazie al sostegno dell'amministrazione comunale, possa continuare ad offrire servizi puntuali e di qualità.Dello stesso avviso il Consigliere Patrizia Rondina che ha sottolineato la volontà di tutto il CDA di collaborare per il bene della città. A concludere gli interventi, Rinaldo Gesi, che ha voluto rimarcare come una nuova sede possa solo agevolare il lavoro della ASSP portandola a mantenere ad incrementare i servizi (ben 15 tipologie) che già oggi sono messi in campo. “I servizi sociali – ha detto Gesi - non possono essere trattati alla stregua di altri servizi, stante la delicatezza degli stessi nonché la particolarità degli utenti cui si rivolgono”. Tra i progetti per il futuro si pensa tra l'altro alla formazione dello sviluppo professionale. Come si diceva molti dei membri della giunta tra cui la vice-sindaco Graziella Cameroni gli Assessori Squeo, Granziero, Brusati e del consiglio comunale tra cui Achille Albini che è anche curatore (in pieno spirito volontaristico) del sito dell'Azienda, Ranzani e Capello hanno voluto condividere questo importante momento per l'ASSP e la città.
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Circa un anno fa, a Settembre 2013, noleggiai una Skoda a Vienna per andare a trovare un cliente dopo il Volo Lufthansa Milano-Vienna. Il noleggio auto costò, come al solito, relativamente poco (forse 130 euro per 2 giorni) ma la sera, tornato in Hotel dopo la visita al cliente e la corsetta al Prater, controllai il saldo della carta di credito Bancoposta + e vidi che mi mancavano euro 700. "Cavoli,cosa faccio ora ?" mi domandai. Quella sera avevo già invitato a cena in una birreria antica di Vienna il mio cliente con famiglia e figli. "A peli" riuscii a pagare il conto, anche perché da quelle parti non si paga il coperto e sono molto onesti. Tornai a casa ed i soldi sulla carta di credito non arrivavano ed io dovevo pagare le tasse. Chiamai la compagnia di autonoleggio, l'aeroporto, le poste, MasterCard...nulla. Mi dissero che i soldi erano congelati, perché quando si noleggia un'auto occorre dare una garanzia. "Avete già in mano il mio passaporto, (quando viaggio porto il passaporto perché la carta d'identità italiana andrebbe bene solo per alimentare il compostaggio), la patente, tutto, cosa volete di più?" Mi risposero che questa è la legge. Scrissi una mail in tedesco alla compagnia di autonoleggio e dopo 30 giorni i soldi (700 euro!!!) mi arrivarono. Però il Sciur Pedretti (nato e cresciuto orgogliosamente nelle campagne albairatesi) non demorde. Entra nel sito internet dell'Unione Europea ed apre una Petizione n. 2052/2013 contro questo, che secondo lui è un furto da parte delle banche / circuiti MasterCard-Visa contro i cittadini. La rabbia è tanta perché quando il Sciur e Pedretti è in giro con i clienti ha bisogno i soldi!!!! Oggi, 14 Novembre 2014, dopo un anno vedo una "cosa bianca" nella cassetta della posta. Noto subito la bandiera Europea e quindi, speranzoso, capendo già di cosa si tratta, apro la lettera. Incredibile, rispondono a me da Bruxelles, rispondono ad un semplice contadino, campagnolo ignorante!!! "Non ci posso credere" mi dico. La leggo ed all'inizio mi illudo: la Commissione Europea ha accettato la mia Petizione. "Allora qualcosa di buono aveva", mi dico sottovoce. Continuo a leggere e capisco che la mia Petizione non aveva motivi seri per poter proseguire l'iter. Il file è chiuso, mi si scrive alla fine. Non sono deluso. Anzi sono orgoglioso di me stesso, di ciò che faccio e scrivo e dico per me stesso e per tutta la Comunità. Intanto perché sono uno che si lamenta spesso MA AGISCE e NON STA CON LE MANI IN MANO. E NEMMENO MANDA AVANTI GLI ALTRI MA VA IN PRIMA LINEA SEMPRE, ANCHE DA SOLO. Oggi poi, è una giornata particolare.Mi chiamano i Vigili di Abbiategrasso chiedendomi come sono riuscito a fare asfaltare quel pezzo di strada di via 24 Maggio / dopo la pizzeria Caprera, per intenderci, che faceva schifo. "Semplice" ho risposto: "Ho mandato a Voi, al Sindaco ed al Comune una cinquantina di Mail in un anno"....alla fine ce l'ho fatta. Poi mi chiama una cittadina che abita nei dintorni di quella zona e mi chiede la stessa cosa, ed io rispondo la stessa cosa. Aggiungo però che deve "svegliarsi" e scrivere e lamentarsi. Scrivere sui Giornali, scrivere mail all'Amministrazione Comunale....scrivere, scrivere....sempre scrivere. Mi sono lamentato anche con Vigili, Amministrazione e Carabinieri per quanto riguarda ciò che succede al Parco Darsena, qui di fianco a casa mia. Dopo mail, telefonate e richieste, finalmente qualcuno si è fatto vivo e mi ha chiamato. Magari non succederà nulla ma il Sciur Pedretti ha la coscienza DEMOCRATICAMENTE pulita. Sono un Democratico e, anche se a volte penso che il pugno di ferro sarebbe apprezzabile e forse anche il coprifuoco (comunque non democratico), procedo con ciò che le Istituzioni locali, regionali, europee mi mettono a disposizione. Sempre romperò "le palle" a questa gente per migliorare il nostro paese e la nostra vita. Per questo dico ai vicini di casa e di quartiere che vengono a dirmi "bravo"...lamentati anche tu e insieme saremo più forti.Non mi interessano i complimenti, sono e rimango un paesano sempliciotto e sono contento. La mia coscienza è perlomeno contenta e pulita, poi ciò che succede dipende da tutti noi. W L'Italia onesta.

Domenico Pedretti
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di MARIO SCOTTI
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Pierluigi Arrara,sindaco di Abbiategrasso;Mauro Squeo,Assessore al Bilancio e Partecipate;Stefano Bignamini, Amministratore Unico di Amaga;Romina Riboni,Responsabile dell' organizzazione;Debora Ferrari,critica d ’Arte e Massimo Spigaroli,Executive Chef Antica Corte Pallavicina.Tutti riuniti all'Annunciata per presentare alla stampa e alla cittadinanza la quindicesima edizione di "Abbiategusto".Relatore: Edoardo Raspelli (nella foto qui in alto insieme a Romina Riboni),un omone baffuto e barbuto di almeno 130 chili dalla panza enorme,il più celebre critico gastronomico italiano.Ogni settimana sul quotidiano La Stampa di Torino,Raspelli pubblica le proprie recensioni critiche su alberghi e ristoranti.Ha raccontato,il critico gastronomico,di quando venne colto da malore,probabilmente a causa dell'aria condizionata a tutta manetta,in un noto ristorante abbiatense (non ha specificato quale).Giunto alla 17esima portata,il crollo fisico.Ricoverato presso il "Cantù" di Abbiategrasso,è stato curato e rimesso in sesto.Qualche giorno dopo rieccolo seduto ai tavoli di quel ristorante per proseguire l'abbuffata dalla 17esima portata in poi...Davvero numeroso il pubblico presente nell'ex convento di via Pontida fra stampa locale,stampa di settore,assessori,consiglieri comunali,imprenditori locali e cittadini comuni.Al termine della conferenza stampa,le degustazioni con i prodotti del territorio preparate dallo chef Daniele Picelli del Ristorante Charlie 1983 in collaborazione con il Ristorante di Agostino Campari e la Premiata Pasticceria Besuschio ed Enoteca Bar Castello.Come noto,la kermesse abbiatense si svolgerà da venerdì 28 a domenica 30 novembre e interesserà quattro location diverse: quartiere fiera,Annunciata,Castello Visconteo e Palazzo Stampa.Saranno circa 100 gli espositori,più una nutrita (16) rappresentanza di Città Slow nazionali ed internazionali aderenti alla rete dei "Comuni del buon vivere" di cui Bià fa parte da sempre.I produttori,accuratamente selezionati,accorreranno da ogni parte d'Italia.Il programma completo della manifestazione,compreso "Aspettando Abbiategusto",lo potete consultare cliccando la nostra pagina speciale)."Abbiategusto è l'evento più importante della nostra città che nel corso della tre-giorni diventa la capitale del gusto - ha sottolineato il sindaco Arrara - .La qualità dei prodotti e dei loro sapori caratterizza il nostro territorio.Il cibo è radici,è cultura,storia e tradizione: ingredienti che compongono la linfa vitale dell'Abbiatense.Il cibo è una grande sfida del nostro tempo: parlo del ritorno alla terra,all'agricoltura.Sono questi i temi che hanno fatto nascere questa manifestazione"."Possiamo lasciare la sola fiera cittadina per rappresentarci? Ci siamo risposti: no - ha poi spiegato Romina Riboni,l'organizzatrice per conto di Amaga - .Da qui la decisione di organizzare altri eventi relativi ad Abbiategusto all'Annunciata e a Palazzo Stampa.Quest'ultimo,evidentemente,appena inaugurato non poteva essere lasciato nell'anonimato.E' una bellezza della quale Abbiategrasso va fiera".Il noto chef Massimo Spigaroli,alla sua terza apparizione ad Abbiategusto,ha poi spiegato di essere stato attratto dalla parola "grasso" contenuta nel nome della nostra città,"un nome che presenta evidenti affinità con le terre del Parmense - ha detto - .In questo caso,il Ticino è il nostro Po".L'assessore Mauro Squeo ha poi elogiato la partecipata Amaga "realizzatrice dei nostri sogni".Si è svolta infine una estrazione di 10 premi messi in palio da Ascom relativamente al recente Concorso Vetrine 2014.I vincitori godranno di un percorso degustativo in Annunciata nel corso dello svolgimento di Abbiategusto.Ecco i nomitativi dei fortunati: Andrea Gramegna,Gianfranco Toro,Adriana Bertani,Gerardo Navazio,Franco Franchini,Mauro Manarello,Greta Stoppa,Clara Giovannini,Franco Coppo,Alice Maldifassi.

IL PROGRAMMA COMPLETO DI "ABBIATEGUSTO" E DI "ASPETTANDO ABBIATEGUSTO" NELLA PAGINA SPECIALE
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Incontroscena è la rassegna del cento di produzione e formazione Teatro dei Navigli, ideata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Abbiategrasso e sostenuta dai comuni del Polo dei Navigli. La kermesse, giunta quest’anno alla sua terza edizione, è dedicata alla drammaturgia contemporanea e ai suoi molteplici linguaggi, dove verranno presentati spettacoli che spaziano dalla prosa al teatro civile, dal teatro di narrazione al teatro comico, dalle riscritture classiche al teatro sperimentale, in ogni caso con l’intento di sostenere i giovani artisti e le diverse espressioni artistiche all’interno del teatro.Incontroscena 2014-2015 avrà inizio con un evento speciale domenica 23 Novembre alle ore 17.30 presso l’ex Convento dell’Annunciata di Abbiategrasso – in occasione della rassegna enogastronomica Abbiategusto – con lo spettacolo di Teatro dei Navigli Don Giovino, una commedia ispirata e fermentata dal teatro di Molière, che porta in scena uno dei personaggi più leggendari della storia del teatro, Don Giovanni.La rassegna proseguirà con uno spettacolo dedicato alla vita e all’arte di Alda Merini, Senza Filtro, degli Eccentrici Dadarò, che si terrà nei sotterranei del Castello Visconteo di Abbiategrasso il 10 Dicembre alle ore 21.00.Venerdì 16 Gennaio 2015 alle ore 21.00 sarà la volta del comune di Albairate con la compagnia Scimmie Nude che porterà in scena Bianco e Rosso all’auditorium San Luigi.Giovedì 29 Gennaio alle ore 21.00 si tornerà nei sotterranei del Castello Visconteo di Abbiategrasso con una storia di un sogno ambizioso, lo spettacolo della compagnia ATIR teatro, (S)legati.La rassegna prosegue con uno spettacolo del Teatro Delfino dedicato a due intramontabili protagonisti musicali del secolo scorso, Gaber /Jannacci – La musica delle parole, che si terrà a Rosate (sala teatro) domenica 15 Febbraio alle ore 21.00.Novità del programma di quest’anno: uno spazio dedicato ai neo diplomati dell’Accademia d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. I giovani attori, infatti, si esibiranno con lo spettacolo Contessina Julie sabato 28 febbraio alle ore 21.00 a Boffalora Sopra Ticino (Cineteatro dell’oratorio).Torna Teatro dei Navigli venerdì 6 Marzo alle ore 21.00 con la commedia goldoniana Servitore dei due padroni, che si terrà nel comune di Corbetta (Villa Massari).L’ultimo appuntamento della rassegna si svolgerà sabato 21 Marzo alle 21.00 a Cassinetta di Lugagnano (Sala Polifunzionale) e vedrà protagonista ScenAperta con lo spettacolo L’age mûr nié – Claudel.
EVENTO SPECIALE della rassegna Incontroscena 2014 – 2015 è la nuova produzione di Teatro dei Navigli, L’UOMO CHE AMAVA LE DONNE con Corrado Tedeschi, scritto e diretto da Luca Cairati e Cristiano Roccamo. Lo spettacolo andrà in scena al teatro Franco Parenti di Milano nelle seguenti date: 30 – 31 Dicembre 2014 | 6 – 15 gennaio 2015.Prevendita Biglietti: Ufficio Teatro dei Navigli,Ex Convento dell’Annunciata | Via Pontida 1,Abbiategrasso.Dal martedì al sabato, dalle 15.00 alle 19.00.Ingresso Spettacolo: 5€ (eccetto eventi speciali).
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(M.S.) - Consiglio comunale del mese di maggio 2013.Dopo aver precisato che "non ci sto a passare per provocatore" ed aver accusato gli assessori Granziero e Brusati "di averla buttata in caciara dopo che mi hanno interrotto",Mimmo Messia Finiguerra in realtà non ha fatto altro che indispettire e tritare i decotiledoni all'intera maggioranza,a tutti gli assessori e al sindaco sul paranoico,per lui,tema della trasparenza.Con frasi del tipo:"Granziero,tira fuori gli atti,Granziero partigiano portami via,dove sono gli atti?".Dopo il celeberrimo "sei falso,sei falso,sei falso!",un'altra (penosa) sceneggiata finiguerriana tutta da gustare che si è conclusa,com'è appena ovvio,con un'altra disfatta globale delle agonizzanti coccinelle,ricoperte di improperi e "complimenti" vari."Ditecelo in faccia: cari compagni di Cambiamo Abbiategrasso,secondo noi è giusto che voi non abbiate quei documenti - ha esclamato il Mimmo - .E dopo che me l'avete detto,dovete dirmi se vi sentite nel giusto nel dichiarare che esistono consiglieri comunali di serie A e di serie B.I vostri sorrisini e le vostre alzate di sopracciglia in segno di fastidio per le nostre richieste,mi urtano".Che tipo di documenti aveva richiesto di poter visionare il Messia? Aveva richiesto l'accesso agli atti per poter visionare i risultati di un incarico dato dall'amministrazione comunale.Gli animi inziano a surriscaldarsi per via dell'intervento del Mimmo completamente fuori tema.Il punto all'ordine del giorno prevedeva infatti una discussione sul bilancio consuntivo 2012.Primi battibecchi fra Albini e il Messia,con il presidente Matarazzo che fatica a mantenere l'ordine in aula.Scoppia la gazzarra,il Messia accusa il sindaco Arrara di essere insofferente ogni qualvolta si toccano certi argomenti,Matarazzo minaccia di sospendere la seduta."Bravo,bravo!",dice il sindaco a Finiguerra applaudendolo ironicamente."Ma quando cacchio parliamo di sto bilancio?" -chiede Achille Albini al presidente Matarazzo - ."Stiamo al tema,non alle polemiche di Finiguerra".Intervento del sindaco Pierluigi Arrara:"Finiguerra,non mi arrabbio neanche un pò,ho capito dove vuoi arrivare.Ancora una volta ho sentito lezioni di democrazia.I temi della trasparenza e del rapporto con le opposizioni sono stati trattati in maniera becera.Sindaco e giunta hanno un rapporto con i cittadini abbiatensi,hanno un rapporto costante con tanti elettori dell'opposizione.Ce l'hanno un pò meno con gli eletti,questo sì,perchè se l'atteggiamento dell'opposizione è quello di questa sera diventa difficile avere rapporti con chi si comporta così.Finora non è stato negato nessun atto alla lista Cambiamo Abbiategrasso,e questo la gente e la stampa deve saperlo.I funzionari comunali hanno ritenuto certi atti non divulgabili,riportano trattative private fra avvocati.Ricordo a tutti che per una parte di atti non dati,la lista Finiguerra ha fatto ricorso al Tar e questo ricorso ai cittadini abbiatensi costerà più di tremila euro,perchè gli avvocati ai quali ci siamo rivolti,si pagano.Questo è il regalino che Finiguerra ha fatto alla cittadinanza abbiatense".A questo punto,come potete notare dal fotogramma pubblicato qui sopra,un Mimmo scurissimo in volto e visibilmente alterato raccoglie la sua mercanzia ed abbandona l'aula incalzato dagli improperi del sindaco Arrara:"Vedete? Lui non sta al confronto,va via...E' la verità,Finiguerra,è la verità.Bravo,vai via,sei tu la democrazia,sei tu che ci insegni sempre le regole,che ci insegni sempre lo stile...Sappi che noi con i tuoi elettori saremo sempre trasparenti e collaborativi,con te purtroppo è difficile".Mimmo colpito e affondato per l'ennesima volta.
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di MARIO SCOTTI
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Pur consapevole del fatto che con gli oneri di urbanizzazione incassati,il Comune di Abbiategrasso avrebbe risolto la questione del non-sforamento del Patto di Stabilità per i prossimi dieci anni,per la seconda volta nel corso del suo mandato l'amministrazione Arrara ha rigettato il progetto targato Essedue relativo all'edificazione,nell'area puciachera,di un centro commerciale.La decisione è stata assunta e deliberata nel corso dell'ultima riunione di giunta."Abbiamo deciso di non adottare anche la seconda proposta di piano attuativo presentata dal legale rappresentante della società Essedue - spiega il sindaco Pierluigi Arrara - ,poichè non conforme agli strumenti urbanistici vigenti.Le nostre motivazioni le abbiamo illustrate in una lunga e dettagliata delibera.In sostanza,all'Essedue contestiamo principalmente la sua richiesta di poter realizzare due strutture medie per complessivi 4.000 metri quadrati,più una grande struttura di vendita di 15mila metri quadrati.Rispetto alla sua prima proposta di piano attuativo che noi avevamo respinto,la società bergamasca ha pensato bene di aggiungere queste due strutture medie...".Stiamo ovviamente parlando di costruzioni che dovrebbero sorgere nell'area alle spalle dell'Annunciata,la ATS2 (ambito di trasformazione strategica)."Ci hanno detto che le due medie strutture previste avranno ingressi separati,ma a nostro avviso saranno comprese nell'unico complesso edilizio... - prosegue il primo cittadino - ,non possono venirci a dire che faranno due piccole strutture commerciali.In ogni caso,la mia amministrazione non è d'accordo nel costruire oltre i 15mila metri quadrati di commerciale,altre due strutture.Ma soprattutto non è d'accordo nel costruire un centro commerciale nel perimetro di Abbiategrasso.Stiamo perciò usando tutti gli strumenti che il Pgt ci permette di usare per ragionare in questo senso.Da parte nostra c'è la disponibilità nel discutere con Essedue il futuro di quell'area.Ripeto: oggi,un nuovo centro commerciale non risponderebbe alle esigenze e alle aspettative del nostro territorio.E' questo il dato importante che la gente capisce".Rigettata per la seconda volta la proposta-Essedue,cosa succederà adesso? "Faranno ricorso al Tar,ma dal punto di vista legale noi siamo convinti che questo secondo piano attuativo è l'esatta fotocopia del primo,modificato in pochi aspetti e non nella sostanza - risponde Arrara - .L'area interessata deve diventare davvero utile alla città anzichè ai soli operatori".Nel Pgt redatto dalla giunta Albetti c'è scritto che ad Abbiategrasso può essere istituita una grande struttura di vendita di 15mila metri quadrati."Purtroppo è previsto - afferma il sindaco - ,però loro,quelli di Essedue,ne hanno aggiunti altri 4.000.Noi andiamo avanti nel cercare di non condividere l'idea di posizionare un CC in quella zona; non è una esigenza della cittadinanza,andrebbe a far morire la caratteristica abbiatense rappresentata dal centro commerciale naturale".Ma l'amministrazione Arrara cosa vedrebbe di buon occhio sorgere nell'area puciachera? "Un misto pubblico-privato,magari comprendente anche una piccola area commerciale,ma soprattutto servizi,strutture sportive,culturali,un cinemateatro...insomma strutture utili a creare un futuro per la nostra città anzichè un futuro per l'economia di qualcuno.Fai conto che se la mia giunta dicesse sì ad Essedue,ne ricaverebbe una quantità di oneri di urbanizzazione tale da risolvere parecchi problemi.Ma noi riteniamo che il bene di Abbiategrasso è più importante dell'aspetto economico che potrebbe tornarci utile in un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo.Speriamo di poter instaurare in futuro un dialogo costruttivo con Essedue anzichè un dialogo fatto di carte bollate".
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A breve partirà la rassegna di teatro dedicata agli spettatori più piccoli, assaggiAMO il teatro, curata dal centro di produzione e formazione Teatro dei Navigli, in sinergia con la rassegna enogastronomica Abbiategusto e con il sostegno dell’ Assessorato alla Cultura del Comune di Abbiategrasso.La rassegna partirà sabato 22 Novembre alle ore 16.00 con lo spettacolo di Teatro dei Navigli, La Grande Abbuffata. La commedia, comica e dirompente, adatta a bambini e a famiglie, rivisita le antiche favole medioevali, ispirandosi alla Commedia dell’Arte, che nel corso dei secoli ha sempre saputo regalare sorrisi e buon umore a grandi e piccini.Duelli, incontri magici, travestimenti, maschere, canzoni e gag creano un susseguirsi di scene comiche, in cui il ritmo e la bravura degli attori sorprenderanno piacevolmente i bambini.Il sabato successivo, 29 Novembre alle ore 16.00, sarà la volta della nuova creazione teatrale gastronomica di ScenAperta: La cucina delle favole. Lo spettacolo, dal ritmo narrativo godibile e avvincente, immerge il pubblico in un sognoteatrale, capace di riportarlo in una dimensione, ormai smarrita, fatta di profumi, sapori eracconti. I bambini rivivranno quei momenti in cui la cucina si trasformava in un teatro magico, dove i nonni raccontavano meravigliose storie, gustate con il tè, i dolci e i biscotti appena sfornati.La rassegna si concluderà sabato 13 Dicembre, sempre alle ore 16.00, con Canto di Natale, della compagnia teatrale Ditta Gioco Fiaba. Lo spettacolo, liberamente tratto da una delle più celebri favole natalizie – A Christmas Carol di Charles Dickens – porta in scena la famosa storia del tirchio Ebenezer Scrooge, che, proprio durante la notte di Natale, riesce a ritrovare dentro di sé i valori dell’amicizia e del buon cuore. Rispettando il carattere e il ritmo dell’immortale racconto, la compagnia ne ha prodotto uno spettacolo di sapore classico capace però di stupire e coinvolgere per aspetti moderni e ironici.
Prevendita Biglietti:
Ufficio Teatro dei Navigli
Ex Convento dell’Annunciata | Via Pontida 1, Abbiategrasso
Dal martedì al sabato, dalle 15.00 alle 19.00
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di MARIO SCOTTI
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Il Consiglio Comunale di Abbiategrasso il 29 novembre 2012 aveva approvato l’Istituzione del Registro delle Unioni Civili e delle Convivenze.La proposta,tramite mozione,era stata avanzata dal gruppo di opposizione "Cambiamo Abbiategrasso".Come si ricorderà,l'approvazione di quella mozione provocò,da parte dell'allora "Monsciur" don Paolo Masperi,strali ed anatemi all’indirizzo dei politici cattolici che votarono a favore della delibera proposta dal gruppo di Domenico Finiguerra.Ne fecero le spese i consiglieri comunali del PD, Achille Albini e Nicola Capello,messi alla berlina.Ebbene,a distanza di quasi due anni,di quel registro delle unione civili non si è saputo più nulla.
- Sindaco Arrara,l'approvazione di quella delibera ha avuto un seguito?
"Dovresti chiederlo alle commissioni consiliari.Nel mio programma elettorale,il provvedimento di istituire quel registro non c'era.C'è stata una richiesta avanzata all'interno del consiglio comunale e quest'ultimo,in modo autonomo rispetto al sindaco,lo avrebbe dovuto portare avanti.E' un lavoro che spetta alla commissione preposta,non so a che punto sia".
- Quindi non c'è stato alcun seguito...
"Per il momento no".
- Per quale motivo?
"Chiedilo alle varie forze politiche.Per quanto mi riguarda,ti ripeto quel che dissi in occasione di quel consiglio comunale: l'istituzione del registro delle unioni civili è un atto che ha un senso solo se esiste una legge a livello nazionale.Fare un registro per un solo Comune,ha poca validità: gli indirizzi che noi potremmo richiedere per il regolamento non sono previsti da alcuna legge,quindi...Mi sembra che Matteo Renzi abbia già impostato questo ragionamento e fra non molto avanzerà una proposta valida per l'intero Paese".
- Quindi non se ne farà nulla?
"Io non dico niente.Il consiglio comunale sta valutando come portare avanti la questione.Mi pare tuttavia che il tutto sia ormai arenato.Ma non voglio entrare nel merito,non farmi parlare di questa faccenda".
- Quindi non l'avete fatto apposta a non dare un seguito all'istituzione del registro...
"Il consiglio comunale non ha votato l'istituzione del registro,ma il percorso da compiere affinchè si arrivi allo stesso.Percorso che non ha finora fornito risposte.Io sono stato volutamente in disparte perchè,ti ripeto,in campagna elettorale avevo presentato ai cittadini un programma che non prevedeva questa cosa".
- Come mai il registro delle unioni civili non faceva parte del tuo programma elettorale?
"Perchè è un provvedimento che dev'essere regolato da normative statali anzichè comunali.Un registro del Comune di Abbiategrasso non è che garantisce diritti particolari.Inoltre non sarebbe riconosciuto a livello nazionale".
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di GRAZIELLA CAMERONI *
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In risposta al comunicato di Cambiamo Abbiategrasso (alias Consigliere Finiguerra) relativo al funzionamento del servizio di ristorazione scolastica, rubo qualche minuto ai lettori per dare le opportune informazioni e sgombrare il campo da sterili polemiche.Nelle nostre scuole, dal mese di marzo 2014, il servizio è gestito dalla ditta Sodexo, vincitrice del bando.L'organo preposto al monitoraggio del servizio allo scopo di affrontare e risolvere eventuali problematiche e introdurre i necessari correttivi è la Commissione Mensa. Essa è composta da rappresentanti, liberamente individuati, dei genitori e dei docenti di tutti i plessi, dal personale di Sodexo, dal responsabile del controllo di qualità, da personale dell'ufficio istruzione del Comune e dalla sottoscritta in quanto assessore alla partita. Come di prassi, ad inizio anno scolastico si lascia trascorrere un breve periodo di avvio dell'attività e poi si convoca tale commissione per fare insieme un bilancio del servizio.Così è regolarmente avvenuto, con una convocazione datata 16 ottobre e il primo incontro previsto per mercoledì 29 ottobre.Da inizio anno scolastico non ho personalmente ricevuto alcuna segnalazione di cattivo funzionamento né dalle famiglie né dalle scuole. Unici problemi l'emergenza per l'allagamento del locale mensa di Via Colombo dopo il recente nubifragio e una criticità nella distribuzione dei pasti in Via Fratelli Di Dio, segnalata dal Collegio dei Docenti (sarà portata in discussione proprio nella prima seduta della commissione, come anticipato alla Dirigenza).Il Comune dispone di un ufficio istruzione e di un assessore di riferimento che si interfacciano con regolarità con le Dirigenze Scolastiche.Questo è il motivo per cui sorprende venire a scoprire che sussistono problemi da altre fonti, dai giornali locali o da Facebook (che personalmente non frequento per libera scelta).Ritengo di potermi sentire altrettanto libera di esprimere il mio dissenso su questa modalità e di sottolineare l'importanza di essere informata direttamente e con tempestività: solo così posso avere modo di attivarmi per risolvere un problema ed evitare inutili complicazioni (sempre che questo sia il vero obiettivo di chi esprime critiche e lamentele!).E' vero, sono persona di scuola, come si dice nel comunicato, e proprio per questo anch'io sono stupita, ma in modo diverso: nel mio precedente ruolo di dirigente scolastico venivo avvertita tempestivamente da docenti o genitori in presenza di una criticità legata alla mensa; ciò mi consentiva di allertare il Comune e la ditta che gestiva il servizio per una soluzione veloce ed efficace del problema. Nessuna polemica e tanta volontà di collaborazione, le stesse che fortunatamente ritrovo anche in molti cittadini di Abbiategrasso che si rivolgono a me per segnalare una difficoltà, una perplessità, una richiesta: si discute, si riflette, si ipotizzano soluzioni, si argomenta una scelta in modo chiaro e corretto, a volte si raccoglie anche qualche inaspettato apprezzamento.Mi permetto inoltre di rilevare che sarebbe eticamente corretto non strumentalizzare i bambini e le loro filastrocche (se sono farina del loro sacco, certamente apprezzabili!), ma insieme verificare cosa non funziona, partendo da una posizione sgombra da preconcetti.Invece un preconcetto lo intravedo: si pensa che il Comune e l'assessore Cameroni abbiano l'interesse ad offrire un servizio che non funziona, a dare da mangiare male ai bambini, a far servire i pasti da personale poco attento.Strana logica, se così fosse! Vorrebbe dire che l'Amministrazione va alla ricerca della critica, una sorta di autogoal davvero inspiegabile.Abbiamo in essere un contratto di alto livello qualitativo, destinato a rispondere alle richieste avanzate dalle famiglie. Se qualcosa non sta funzionando, nelle sedi opportune si dovranno assolutamente trovare le soluzioni perché l'Amministrazione è garante del servizio che rende ai cittadini e non intende certo accettare che le regole convenute non siano rispettate.Proprio per questo si è affidata ad un responsabile della qualità, il dott. Quaglia della ditta QTRE, referente di alta professionalità, come la precedente Commissione Mensa ha potuto constatare. A lui il compito di effettuare controlli senza preavviso, di raccogliere campioni da analizzare, di verbalizzare quanto rilevato, di segnalare le inadempienze rispetto alla normativa e al contratto in essere, come risulta dai documenti pubblicati regolarmente sul sito del Comune.Nel contesto istituzionale preposto, tutti i problemi saranno discussi con la massima trasparenza e ne dovrà assolutamente scaturire il servizio pattuito, diversamente scatteranno le penali previste.Nessuno ha interesse diverso da questo e a questo si sta lavorando con il necessario spirito collaborativo, che non è complicità con l'azienda, ma volontà di capire e di capirsi.Nessuno viene snobbato per le segnalazioni di cattivo funzionamento, men che meno i bambini: anche solo pensarlo è un'offesa non da poco per chi ha dedicato una vita all'ascolto dei loro bisogni.Altrettanto illegittimo è affermare che bambini, genitori e insegnanti devono rassegnarsi perché l'ass. Cameroni non vuole essere disturbata: l'assessore Cameroni ha accettato di non trascorrere la propria pensione beatamente in pantofole, ma di dedicare tanto tempo e passione nel tentativo di risolvere qualche problema della nostra città, in ambiti fra i più delicati.In cima alla lista i problemi sociali di diversi cittadini che, nella difficile crisi di oggi, faticano anche solo a fare la spesa per mettere sulla loro tavola un piatto caldo e assicurare ai loro figli ciò di cui hanno bisogno.E non parliamo di attaccamento alla poltrona, perché quella su cui siedo è in questo momento la più scomoda e non so quanti avrebbero il coraggio di invidiarmela! Concluderei con un'amara considerazione: prevale ormai l'abitudine ad una critica gridata, ma penso che la reale opportunità di cambiamento stia invece in una critica costruttiva.
A questa in genere non mi sottraggo: l'arroganza di cui sono accusata appartiene a chi reputa di essere sempre nel giusto, mentre io sono profondamente convinta che il confronto sia ricchezza e che la disponibilità all'autocritica e al cambiamento siano dimostrazione di intelligenza e di sensibilità.Questo confronto, sempre ispirato alla libertà di espressione, fermo nei suoi principi, ma sereno e collaborativo nelle modalità, dovrà animare anche i lavori della Commissione Mensa, luogo istituzionale deputato a favorire il miglioramento del servizio di ristorazione e la soluzione dei problemi segnalati.Fortunatamente la censura appartiene a tempi lontani, quindi a nessuno intendo certo negare la libertà di esprimere il proprio dissenso, ma l'onestà intellettuale sta nel farlo con il dovuto rispetto del pensiero altrui... e magari anche del lavoro che altri svolgono con impegno e responsabilità a favore della città e per assicurare il rispetto dei diritti dei bambini.

* Assessore alle Politiche Educative e Sociali
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(M.S.) - Ci risiamo con le proteste relative alla scarsa qualità del cibo cucinato nelle mense scolastiche abbiatensi.Sotto accusa,stavolta,gli alimenti serviti nella scuola di via Colombo."La filastrocca del cibo" è il titolo di uno scritto a mano (nella foto pervenuta in redazione) affisso sulle vetrate dell'istituto scolastico e indirizzato all'attenzione del sindaco Pierluigi Arrara.Firmatarie,le ragazze della classe 5a C.I "complimenti" rivolti dalle alunne al servizio mensa gestito dalla ditta Sodexo sono eloquenti:"Il risotto non pensate che sia cotto!,"Il mangiare mischiato è incasinato","Non si distinguono più i sapori,che orrori!".C'è addirittura un'accusa ben precisa al personale della mensa:"Le cuoche hanno sempre fretta,devono andare ad un discorso in diretta?".Ricordiamo che un paio di settimane fa,proprio la sala mensa della scuola di via Colombo si era allagata ed era stata dichiarata inagibile in seguito alle forti precipitazioni che avevano interessato la nostra città.Poi il lento ritorno alla "normalità"."Qualcosa mi è arrivato all'orecchio - commenta Graziella Cameroni,assessore comunale alle Politiche Scolastiche - ;se ci sono problemi,vedremo di affrontarli.Devo comunque dire che sia la ditta Gemeaz sia la Sodexo si sono sempre dimostrate attente in tal senso.Sia chiaro: non voglio difendere la mensa,non è mio interesse.Quel che mi sta a cuore è che i bambini mangino bene perchè i loro genitori pagano la retta.Se c'è qualche inefficienza nel servizio,va portata alla luce.In ogni caso,mi stupisce il fatto che questi malfunzionamenti del servizio mensa vengano segnalati prima alla stampa locale anzichè alla sottoscritta: mai una telefonata alla mia persona da parte di presidi ed insegnanti...Le cose si vengono sempre a sapere in questo modo,si fa prima a sfogarsi con i giornali.E questo mi lascia perplessa.Evidentemente qualcuno cerca la polemica a tutti i costi anzichè cercare di risolvere il problema.Perchè la modalità di segnalazione non è mai quella corretta? "."E' chiaro che occorre dare tempo alla ditta Sodexo per organizzarsi - dice ancora Graziella Cameroni - .Deve adeguarsi alla nuova struttura.Ha sostituito alcune apparecchiature e prevista una linea di distribuzione più efficiente.Il personale non è gentile con le ragazze di quella classe? Lo faremo notare alla ditta.Ma non lo farò io,lo dovranno fare gli insegnanti e i genitori.Molto spesso dipende dalla capacità di ogni cuoco il portare avanti un buon servizio".Materie prime scadenti? "Non lo so,c'è il biologico e il chilometro zero - conclude Cameroni - .Sulla scelta della qualità dei prodotti,il bando di assegnazione del servizio alla Sodexo era rigoroso".
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di MARIO SCOTTI
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- Adolfo Lazzaroni, i "contrari a prescindere,contrari perfino a loro stessi",ti hanno dato dell'inquinatore...
"Perchè?"
- Perchè tu,secondo loro,in qualità di esponente della Condotta Slow Food di Abbiategrasso-Magenta insieme al fiduciario Ceretti,Condotta che rappresenta il buon vivere,la tutela delle risorse naturali e del paesaggio,non puoi nella maniera più assoluta essere tra i promotori di un Comitato favorevole ad una superstrada che porterà inquinamento...
"Io sono favorevole all'abbattimento dell'inquinamento e la nuova superstrada lo abbatterà.L'inquinamento esiste adesso: un'automobile ferma in coda inquina molto di più rispetto ad una in movimento.Quelli di "No Tang" raccontano un sacco di balle.In via Dante,dove tempo fa ho raccolto le firme,sono tutti favorevoli alla realizzazione della nuova arteria.In quell'occasione,nel giro di un paio d'ore,ho respirato solo del gran fumo di scarico.Manderei là a respirare quelle schifezze quelli del Comitato del No,così bravi a blaterare.Ma vi rendete conto di quanto gas di scarico respirano i residenti sulla Vigevanese? Devono tenere le finestre chiuse.Ripeto: la nuova superstrada eliminerà l'attuale inquinamento".
- E con la devastazione del territorio come la mettiamo?
"Qual è la proposta alternativa di quelli del No? Mettono sullo stesso piano il Parco Agricolo Sud Milano con il Parco del Ticino.Del primo fanno parte città come Corsico dove il verde praticamente non esiste.Rozzano e Trezzano vi sembrano città da parco? Quello del Ticino è un vero parco,il Parco Sud è un'invenzione per sistemare alcuni politici.Dove sono le bellezze del Parco Sud? Il Quartiere Zingone? ".
- Quindi?
"Quindi i devastatori dell'ambiente sono loro: propongono di realizzare la circonvallazione di Robecco nel Parco del Ticino,costruendo due ponti sul Naviglio...Sono tutte strumentalizzazioni.Il loro slogan sai qual è? "Non nel mio giardino,ma nel tuo".Per difendere Albairate,noi dobbiamo devastare il Parco del Ticino? Qualche anno fa,il Comune di Albairate votò una delibera di consiglio comunale nella quale proponeva di costruire la circonvallazione di Abbiategrasso nella Valle del Ticino.Ma vi rendete conto? E loro,quelli del No,sarebbero i difensori dell'ambiente? I veri massacratori dell'ambiente sono proprio loro".
- Tornando a Slow Food, "i contrari a prescindere" hanno inviato una lettera a Petrini...
"Una cosa ridicola.Loro non si sono mai iscritti a Slow Food: lo facciano,dopodichè potranno buttare fuori il sottoscritto e Ceretti.Diversamente,come si permettono di chiedere le nostre espulsioni? Al limite,decideranno gli iscritti".
- E le dimissioni di Spadaro?
"Sono problemi suoi,non ho parlato con lui.In ogni caso,una persona che si dimette dovrebbe perlomeno recarsi in Condotta e spiegare le motivazioni.Lui,invece,si è dimesso senza dire nulla.A dire il vero,non ha neppure detto che si sarebbe dimesso.Probabilmente l'ha fatto perchè sua zia è andata in Argentina...che ne so?".
- Come giudichi l'atteggiamento dei "contrari perfino a loro stessi"?
"Come al solito,il loro è un atteggiamento pretestuoso.Come si può pensare che ogni Comune debba avere voce in capitolo nella costruzione di una superstrada? Se tutti ragionassero come loro,l'autostrada del Sole sarebbe lunga 3.000 chilometri...Anzi,non si sarebbe mai costruita.A decidere il tracciato di una strada,dev'essere un Ente superiore.Nel caso specifico della Vigevano-Malpensa,deciderà Regione Lombardia,mica i singoli Comuni.Ma quello che mi manda in bestia è la mancanza di democrazia: i Comuni di Abbiategrasso,Vigevano e Magenta fanno 100mila abitanti in tre: permettete che contino qualcosa in più rispetto ad Albairate e a Cassinetta? In democrazia contano i numeri.Il sindaco di Albairate,Pioltini,dice che con lui ci sono anche Gudo Visconti e Cisliano...ma chi se ne frega! Questa nuova strada è stata bloccata per anni da Finiguerra e dal Comune di Albairate,perchè noi abbiamo dormito".
- Qual è l'attuale polso della situazione della gente in merito alla nuova Vigevano-Malpensa?
"La gente la vuole.E non dice niente,contrariamente a chi fa solo casino e basta.Facciamo un referendum popolare,poi vediamo cosa succede...le migliaia di abbiatensi che ogni giorno impiegano un paio d'ore per recarsi a Milano,secondo voi cosa voterebbero?".
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